L Industria Idrica Italiana: i Modelli di Gestione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "L Industria Idrica Italiana: i Modelli di Gestione"

Transcript

1 L industria idrica italiana Scenario economico finanziario, struttura territoriale e modelli di gestione a confronto A cura di Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno 1. L evento L Industria Idrica Italiana: i Modelli di Gestione e gli Scenari Futuri è il titolo del convegno che l Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Soci Fondatori: Banca Opi, Compagnia di San Paolo, Istituto Banco di Napoli Fondazione, Sanpaolo, Sanpaolo Banco di Napoli, Sanpaolo Imi Investimenti per lo Sviluppo) ha organizzato a Roma il 23 giugno, presso la sede dell ABI (vedi foto ). Il comparto idrico è una tematica che sta particolarmente a cuore all Associazione SRM, perché considerata trainante per lo sviluppo ed il decollo non solo del Mezzogiorno ma dell intero territorio italiano. L evento - seguito ad un primo seminario sul settore, inquadrato dal punto di vista infrastrutturale, già presentato a Napoli nel giugno ha voluto esortare ad una riflessione sullo sviluppo e sulle prospettive dell industria idrica italiana, con uno sguardo particolare al Sud, secondo una visione molteplice del fenomeno: imprenditoriale, territoriale e finanziario. Partendo dalla presentazione del lavoro, curato dai ricercatori di SRM, dal titolo L industria idrica italiana. Scenario economico finanziario, struttura territoriale e modelli di gestione e confronto 1, si è inteso dare grande risalto alle questioni che ruotano intorno alle non ancora risolte problematiche del sistema idrico industriale del Paese e del Mezzogiorno. Secondo lo stile di SRM, con la ricerca presentata, si è dato ampio spazio alla voce del territorio. Dopo aver pubblicato le testimonianze dei principali gestori, ottenute grazie ad incontri nelle sedi delle diverse società, ci si è prefissato l obiettivo di richiamare dal vivo tutti i protagonisti, per un confronto a più voci, dal quale sono scaturiti diversi spunti costruttivi. L evento è stato, dunque, un momento di dibattito tra tutti i principali attori del sistema, chiamati a fornire un contributo di idee e di opinioni sulle diverse questioni richiamate all attenzione, ed in particolare, sulle problematiche attinenti alla disamina dei diversi modelli gestionali. Erano presenti il Presidente di SRM, Federico Pepe, e il Direttore Generale, Francesco Saverio Coppola. I soggetti coinvolti nelle relazioni, tutti di primario standing e diretti rappresentanti di tutto il mondo economico, operativo, tecnico e finanziario sono stati moderati dal Responsabile Scientifico dell Associazione, Maria Teresa Salvemini Ristuccia. Hanno partecipato autorevoli esponenti di alcune delle maggiori società di gestione del servizio idrico 2 ; le associazioni di categoria (Federutility); la Banca OPI; le istituzioni governative (Autorità per la vigilanza sulle risorse idriche e sui Rifiuti del Ministero dell Ambiente). In rappresentanza dell Autorità è intervenuto il Presidente, Prof. Ettore D Elia, a cui sono state affidate le conclusioni del convegno. Lo stesso D Elia ha annunciato che una parte della ricerca sarà inserita nella prossima Relazione al parlamento sullo Stato dei Servizi Idrici dell Autorità di Vigilanza. 2. La ricerca Il tema della ricerca - l industria idrica ha oramai un indiscutibile importanza economica, infrastrutturale, imprenditoriale e finanziaria per il Paese ed in particolare per il Mezzogiorno. La rilevanza economica del comparto è testimoniata dal fatto che esso muove un sistema industriale complesso, caratterizzato dalla presenza di numerose gestioni nelle varie fasi della filiera (acquedotto, depurazione e fognatura), di molteplici forme giuridiche (Spa, Spa Miste, Spa Pubbliche, aziende speciali, gestioni in economia.) e di differente dimensione (grandi imprese, grandi gruppi, medie e piccole imprese) che trattano cir- 1 La ricerca è stata curata da: Francesco Saverio Coppola (Direttore di ricerca), e dal team composto da Alessandro Panaro (Responsabile di ricerca), Consuelo Carreras, Anna Arianna Buonfanti, Mariano Chianese. 2 ACEA di Roma, HERA Bologna, SMAT Torino, ARIN Napoli, AMAP Palermo, Acquedotto Pugliese, Acquedotto Lucano.

2 24 A&T A&T 25 ca 8 miliardi di metri cubi di acqua l anno per uso civile, agricolo ed industriale. Imprese che creano sviluppo, tecnologia, occupazione, indotto e PIL. Si tratta di un settore che coinvolge un vasto sistema associativo, interessa il settore pubblico ed è sempre presente in tutti i documenti di programmazione economica delle Amministrazioni Centrali, Territoriali e Locali. È indubbia, inoltre, la valenza finanziaria del comparto idrico indicata dal massiccio stanziamento di risorse previste dal Quadro Comunitario di Sostegno e dalla Legge 443/01-Legge Obiettivo, che prevedono investimenti per oltre 8 miliardi di euro, senza considerare altre fonti finanziarie che lo Stato mette a disposizione attraverso leggi speciali ed altre risorse di origine locale. È un settore in profonda trasformazione che sta progressivamente ridisegnando i propri confini; numerosi sono, infatti, i fenomeni di fusione tra gruppi, le trasformazioni di assetti societari e le forme di aggregazione anche con aziende di altro settore (cd. fenomeno delle multiutilities). A ciò si aggiunga un quadro normativo di riferimento incerto e mutevole. Grandi questioni ruotano, dunque, attorno al problema delle utilities del settore idrico. E sono queste le premesse che hanno animato la ricerca realizzata dall Associazione SRM. La finalità principale della ricerca è stata l analisi dei modelli territoriali in cui si configura l industria idrica italiana, con particolare riferimento a quella meridionale, e l analisi dei diversi modelli di gestione societaria che le aziende del servizio idrico scelgono. L analisi del modello territoriale è stata svolta con lo scopo di verificare la struttura della domanda e dell offerta del servizio idrico, diversa in ogni Regione, approfondendo come le Regioni abbiano differentemente risposto, in termini di definizione delle strategie di sviluppo, ai dettati della legge 36/94-Galli. L esame del sistema territoriale di governance dell acqua è stato realizzato puntando l attenzione sulla frammentazione delle competenze, pubbliche e private, che esistono nel sistema idrico e sui grandi cambiamenti che la riforma dei servizi pubblici locali (Legge 448/01) ha imposto in termini di assetti territoriali e societari. Obiettivo dell analisi del modello societario di gestione è stato l approfondimento dei diversi assetti societari delle industrie idriche, la loro distribuzione territoriale e patrimoniale, le forme giuridiche prescelte, le integrazioni tra le aziende della filiera idrica (acquedotto, depurazione e fognatura), gli approcci al mercato dei vari players e la finanza utilizzata per gli investimenti. 3. I temi specifici Il comparto idrico, dunque, è stato approfondito da diversi punti di vista: imprenditoriale, territoriale e finanziario. Nelle foto alcuni momenti del Convegno L Industria Idrica Italiana i Modelli di Gestione e gli Scenari Futuri Dall analisi degli aspetti imprenditoriali emerge un sistema dell acqua strutturalmente molto diversificato, ancora caratterizzato da una marcata frammentazione e contraddistinto dalla presenza delle più svariate forme di gestione. L obiettivo operativo finale della Legge Galli è, dunque, ancora lontano soprattutto per alcune realtà come la Campania, la Calabria, la Sicilia. Laddove per raggiungimento dell obiettivo non si intende soltanto l affidamento dell ATO al gestore unico ma anche il termine del complesso processo di aggregazione tra tutti i gestori di un territorio, siano essi di sola distribuzione idrica oppure anche di depurazione e fognatura (filiera verticale). I processi di cambiamento imposti dalla normativa di settore sono tuttora in corso e stanno disegnando un panorama piuttosto variegato in cui spiccano local players di primario standing distribuiti in tutto il territorio nazionale, ovvero aziende quotate in borsa, con strategie diverse e differente dimensionamento, che investono risorse e competenze anche all estero. Accanto ad esse, operano nel comparto: aziende già consolidate negli anni che beneficiano delle economie storiche e che si sviluppano con la precisa logica di presidiare il territorio di riferimento; nuove realtà che hanno origine dall accorpamento dei soggetti locali presenti in un determinato ATO; nuove società nate con il preciso scopo di gestire un ambito specifico con un socio di riferimento prevalente; e, infine, un grosso numero di gestioni comunali. L aggregazione tra società idriche nell ATO è il principio che anima la Legge 36/94-Galli e che, come accennato, non sta verificandosi in modo rapido, in particolare nel Mezzogiorno. Su questo fronte è da osservare che lo stato di attuazione degli affidamenti degli ATO mostra, nel Sud, una percentuale del 32%, la più bassa delle tre partizioni territoriali in cui è suddivisa l Italia. La ricerca ha evidenziato che il fenomeno non è dovuto al mancato varo dei bandi di gara, ma al fatto che le gare vanno spesso deserte ; il fenomeno è diffuso soprattutto in Calabria e Sicilia che hanno esigenze forti di sviluppo e razionalizzazione del settore idrico. Le gare, che rappresentano l intenzione del gestore di iniziare un processo di aggregazione, non vanno a buon fine per vari motivi: la non condivisione da parte dei gestori dei piani di ambito, la nascita di discordanze tra il gestore e gli enti locali territoriali e, non meno importante, la modesta appetibilità del settore idrico per il gestore privato. Se da un lato queste criticità rendono non facile l applicazione della Legge Galli nel breve termine, dall altro anche nel Mezzogiorno esistono eccellenze, ovvero casi di aziende come Acquedotto Lucano (che ha aggregato le gestioni di oltre 100 comuni lucani) e GORI (che gestisce l ATO Sarnese Vesuviano della Campania) che hanno fatto scuola e dimostrato che l impresa non è impossibile. L aggregazione è importante in quanto crea l aumento delle dimensioni societarie e la possibilità di ottimizzare gli investimenti. La spesa per un progetto molto impegnativo, difficilmente avvicinabile da una sola società, può diventare fattibile all interno di un azienda di maggiori dimensioni o addirittura di un Gruppo. La possibilità di condividere quelli che inizialmente erano punti di forza di una sola realtà territoriale, diffondere e implementare le best practi-

3 26 A&T A&T 27 ces rende migliore la gestione del servizio in tutti i territori amministrati. Il processo di aggregazione in alcune aree del Paese è ancora lungo e complesso da attuare ma, laddove realizzato, ha iniziato a dare i suoi benefici al territorio, aprendo spazio alla creazione di sempre nuove efficienze. Il settore anche da un punto di vista aziendale appare molto articolato, contraddistinto da società specializzate e da aziende multiservizi. Oggi, queste ultime dominano di fatto il processo di industrializzazione del mercato idrico, facendosi portavoce di un modello gestionale innovativo e profittevole. Un modello in cui l aggregazione e l aumento delle dimensioni societarie si traducono in crescita dell efficienza, conquista di sinergie e sfruttamento di economie di scala. Da un punto di vista strategico, il business multiutility comporta, infatti, diversi vantaggi. Innanzitutto, consente di ottimizzare i flussi di cassa dei business più ricchi indirizzandoli nella realizzazione degli investimenti in settori che hanno una generazione di cassa non sufficiente a coprirne i costi. In secondo luogo, essere multiutility permette lo sfruttamento ottimale dei costi di struttura; in particolare, sul prezzo pagato dal cliente finale si ottiene un margine per ogni servizio fornito, con un costo di gestione amministrativa del cliente che è unico ed uguale se si fornisce uno o più servizi. Il terzo vantaggio riguarda più espressamente la fidelizzazione del cliente. È possibile agire su un cliente che originariamente usufruisce solo del servizio idrico per offrirgli, per esempio, anche quello del gas. Ottimizzare l accesso al cliente è il nodo fondamentale su cui si gioca la vera competizione all interno del settore a livello nazionale ed europeo. È necessario aggiungere che nel settore utility sono ridotti i margini per fare leva sul prezzo per conquistare e mantenere la clientela: l unica I vantaggi di essere multiutility strategia è agire sulla qualità del servizio offerto. Le grandi multiutility controllate dagli enti locali sono più presenti al Nord. La maggior parte di queste aziende è quotata in borsa. Le motivazioni legate alla scelta di quotarsi in borsa sono diverse. In primo luogo, i Comuni che sono proprietari di una società di servizi pubblici, quotando una parte minoritaria delle azioni, hanno l occasione di far fruttare il loro investimento, pur mantenendo il controllo dell Ente. Nella maggior parte dei casi, i Comuni proprietari hanno raccolto una grande quantità di risorse che hanno poi convogliato in investimenti rivolti ai propri territori, non necessariamente indirizzati al settore dei servizi pubblici. Poi, se la quotazione in Borsa è fatta su una società efficiente che garantisce una produzione di ricchezza, c è la ragionevole certezza - tanto per l investitore privato quanto per il Comune - di un aumento del valore delle azioni possedute. Inoltre, una società in crescita assicura anche dividendi in aumento; così gli stessi Comuni hanno la sicurezza di un flusso annuale di cassa in entrata, spesso anche consistente. In merito alla proprietà della rete idrica c è da dire che il Comune, cedendola in utilizzo al Gestore a fronte di un canone d affitto, ottiene il vantaggio di non doversi occupare dell espansione e della manutenzione degli impianti, demandando tali attività interamente al gestore. Il Mezzogiorno è, invece, caratterizzato dalla presenza di società specializzate (monobusiness), con un forte consolidamento territoriale ed in cui è forte la componente societaria pubblica. Si tratta di aziende con una valida capacità di innovare strategicamente e operativamente le proprie attività, e contestualmente offrire una buona qualità del servizio. Tutti i modelli di gestione esaminati hanno sempre la componente ente locale nel loro assetto societario. Se da un lato questa partecipa- Perché aggregarsi zione pubblica può dare esempi di efficienza, dall altro però può rendere spesso troppo vincolato il gestore a procedure farraginose e lunghi iter autorizzativi per la realizzazione di investimenti, comportando, inoltre, che le opere da realizzare dalla società siano quasi totalmente assoggettate alla disponibilità di risorse finanziarie provenienti dagli enti locali, regionali e statali, fondi che sono in costante diminuzione. La presenza della governance pubblica nel settore idrico è ad oggi di un certo rilievo. In merito ad essa, in special modo dalle risultanze dell indagine territoriale, è emersa la necessità di individuare modelli di corporate governance per le public utilities in grado di bilanciare l esigenza di garantire il presidio pubblico sull erogazione di servizi di pubblico interesse, da un lato, con il crescente fabbisogno di autonomia d impresa dall altro. In questi modelli il ruolo dell ente pubblico dovrebbe essere di raccordo tra le istanze della collettività e la disponibilità della risorsa, mentre compito del gestore sarebbe dirigere il servizio in maniera funzionale alle esigenze dell utenza. Èevidente l importanza del ruolo della Pubblica Amministrazione, sia Centrale che Locale, nella definizione dell assetto idrico di un determinato territorio. È ormai chiaro che governo pubblico non è sempre sinonimo di inefficienza gestionale; molti casi di successo nella configurazione dell industria idrica sono infatti strettamente connessi alla presenza di enti pubblici (locali per lo più) dinamici e che hanno voglia di far esprimere appieno la grande potenzialità economica, industriale e finanziaria di questo settore, nel quale le Istituzioni centrali devono impegnarsi a fornire un corretto quadro regolamentare mentre i Governi regionali devono adattarlo al proprio territorio e gli altri organi locali devono svolgere il ruolo di indirizzo delle scelte e di controllo dei risultati operativi. In una situazione così delineata, l intervento del privato contribuisce a creare, invece, nella compagine societaria quel mix giusto di orientamento al business e di mantenimento della componente sociale del bene acqua che l ente pubblico è chiamato a garantire. Occorre comunque dire che la gestione del bene acqua ormai ha raggiunto un livello di complessità elevato; avere a disposizione opere da gestire e manutenere, personale specializzato da formare, sistemi di telecontrollo per monitorare perdite, risorse finanziarie da investire, tecnologie cui adeguarsi, necessita di un assetto societario non più delegabile ad enti locali, talvolta di dimensioni ridottissime o a piccole società. Occorrono società per azioni strutturate e professionalità specifiche e una mentalità manageriale rivolta alla soddisfazione della clientela e al mantenimento di efficienze che non possono più gravare sul settore pubblico se non per aspetti relativi al controllo del territorio ed al monitoraggio dell uso dell acqua e alla sua qualità.

4 28 A&T A&T 29 Si è detto che nel panorama societario delle utilities idriche spiccano diverse aziende nella cui compagine azionaria figurano players stranieri. La presenza di operatori stranieri nel mercato idrico italiano, dopo un iniziale crescita, è attualmente in una fase di inerzia. Il mercato, nel suo complesso, presenta un grado di internazionalizzazione relativamente basso rispetto ad altri Paesi. Date le peculiari caratteristiche normative e strutturali dell Italia, infatti, l ingresso dei grandi players esteri è avvenuto mediante la partecipazione a joint-venture con aziende italiane, in genere con quote di minoranza, ma con un peso in termini di esperienza e know-how assolutamente non secondario. Le mire ambiziose di operatori internazionali quali Veolia e Suez hanno trovato non pochi ostacoli nella scarsa redditività del settore e nel suo, a volte eccessivo, legame con il settore pubblico, nell inadeguatezza delle tariffe che rendono le gare poco remunerative, in un quadro normativo incerto e mutevole con una legge che ha manifestato, in undici anni, numerose difficoltà sul piano procedurale e applicativo. Nell esame degli aspetti territoriali, in particolare in merito all impianto normativo, c è da dire che il recepimento, mediante legge regionale, dei contenuti e delle direttive imposte dalla Legge 36/94 Galli, dopo un percorso non facile è avvenuto formalmente ma spesso non operativamente. Sussistono ancora discordanze nella configurazione degli ATO e delle competenze territoriali in particolare dove gli ATO stessi hanno la conformazione del bacino idrografico. In generale, è opinione consolidata che la Legge 36/94 vada rivista in alcuni suoi aspetti e resa più industriale e meno pubblica. Per esempio va rivisto l impianto di determinazione della tariffa, vero nodo allo sviluppo del sistema industriale idrico. Essa, con i suoi livelli di remunerazione, non consente al gestore del servizio di poter operare ed investire risorse con la dovuta efficienza ed efficacia consentendo talvolta solo l effettuazione di interventi di mera manutenzione o di gestione ordinaria dell esistente. L impianto normativo (e con esso quello tariffario) necessita in definitiva di una rilettura in chiave manageriale ed imprenditoriale, non trascurando tuttavia gli indispensabili aspetti connessi alla dimensione sociale del fenomeno. È pur vero che se le gare per l affidamento del servizio idrico vanno deserte anche perché investire in acqua non è remunerativo, in alcune aree del Paese l alternativa è non avere un gestore e rimanere con bassi o bassissimi livelli di servizio. A tale proposito, dalla ricerca è emersa una prevalenza abbastanza evidente degli affidamenti diretti nonostante la gara con procedura ad evidenza pubblica debba costituire la modalità principale di affidamento, sia per quanto attiene alla selezione del soggetto privato in caso di concessione, sia per quanto concerne la scelta del partner privato nell ambito di società miste. L orientamento iniziale delle Autorità d Ambito è stato, in ossequio allo spirito privatistico della riforma, quello della concessione o della società mista. Nonostante la scelta fatta, le difficoltà incontrate sono state tali da far tornare sui propri passi molte AATO per tentare poi la strada della gestione in house. Spesso gli enti locali hanno dovuto scegliere la forma della società pubblica anche a causa di difficoltà di coordinamento dei vari interessi sul territorio e per opinioni politiche divergenti. Esaminando le cifre relative alle gare espletate, su 76 Ato che hanno approvato i piani d ambito meno di un terzo ha bandito una gara. Da sottolineare una particolarità geografica: ad avviare le procedure sono state soltanto regioni del Centro Sud. Le regioni prolifiche di gare sono la Sicilia e la Toscana; tra le due, però, c è una rimarcata differenza riguardante l esito delle partecipazioni, negativo nella prima, molto positivo nella seconda. Le Autorità d Ambito continuano ad avere difficoltà nel trovare concorrenti sia per l assenza in loco di aziende che possiedono i requisiti richiesti, sia per il modesto interesse delle aziende esterne ad affacciarsi sul mercato. Per rendere gli appalti maggiormente redditizi, e dunque più appetibili, in molte procedure di gara si è stabilito che il privato che si aggiudica la concessione può occuparsi direttamente anche dei lavori connessi, senza dover ricorrere ad una successiva gara. In questo modo i potenziali investitori avrebbero interesse per la gestione degli investimenti e non del servizio; vista, infatti, la modesta capacità di recupero dei costi (la tariffa media italiana presenta un grado di copertura dei costi non superiore al 15%), il mercato cerca di conseguire margini attraverso la realizzazione delle opere. Nel corso della ricerca si è avuto modo di constatare che, in materia di risorse idriche, vi sono anche numerose competenze che contribuiscono a non rendere sempre rapide le procedure di concessione del servizio e gli iter necessari per la pianificazione e la realizzazione degli investimenti. Sono stati, infatti, individuati 11 livelli di competenza, tutti pubblici, e su diverse materie; senza considerare, poi, che all interno dell ente pubblico le stesse competenze sono a loro volta ripartite sui vari dipartimenti. Sempre in merito agli investimenti si evince l importanza inequivocabile delle risorse pubbliche per la realizzazione delle opere idriche. L ultima relazione del Comitato per la Vigilanza sull Uso delle risorse idriche datata dicembre 2005, riporta che il tasso di partecipazione del capitale pubblico al finanziamento degli investimenti si è attestato nel Sud e Isole 3 al 41% nell anno 2004 contro il 28% del Nord 4 ed il 12% del Centro 5. Il tasso di partecipazione del capitale pubblico al finanziamento delle opere è, dunque, particolarmente alto nel Mezzogiorno. Lo stesso Comitato per la Vigilanza evidenzia un totale investimenti previsto dai piani di ambito per il ciclo idrico integrato pari a 112 miliardi di euro nei prossimi 30 anni 6 ; effettuando l ipotesi, con le dovute cautele, che la media di investimenti annua ammonti a circa 3,7 miliardi di euro e che, come accennato, il ritmo di investimenti (pubblici + privati) viaggi a circa 850 milioni di euro l anno, la cadenza dovrebbe essere tale da raggiungere ulteriori 2,8 miliardi di euro l anno. Vale a dire che la misura attuale degli investimenti è pari al 22,7% di quelli necessari. L ipotesi ha alcuni limiti ma comunque fornisce un idea di massima sul fatto che la realizzazione degli investimenti sta scontando forti ritardi. L analisi della banca dati Conti Pubblici Territoriali mostra un altro aspetto relativo alla finanza pubblica: in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno si registra un andamento costante o decrescente delle disponibilità. Sussistono, dunque, perplessità circa il raggiungimento, anche nel futuro, degli standard di investimento richiesti dai piani di ambito. È emerso, inoltre, una governance delle risorse di completa competenza delle Regioni, che detengono il 79,9% della finanza idrica disponibile. Le stesse regioni, tra l altro, manifestano, nei rispettivi programmi operativi regionali, la difficoltà di effettuare investimenti, seppur con la presenza di risorse comunitarie e statali. Il sistema industriale idrico, quindi, fonda le radici del suo sviluppo in un impianto finanziario che va decisamente nella direzione della diminuzione delle risorse disponibili, unitamente alla complessità che hanno queste risorse nell essere gestite ed erogate. Negli stessi piani di ambito elaborati dagli ATO, tra l altro, spesso si fa riferimento a programmi in cui è significativa la componente di risorse pubbliche insieme alla componente tariffaria, 3 Sono considerate Sud e Isole dal Coviri le regioni Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia (delle regioni Calabria e Molise non sono disponibili i dati). 4 Sono considerate Nord le regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto (delle regioni Friuli e Valle d Aosta non sono disponibili i dati). 5 Sono considerate Centro le regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria. 6 I dati relativi sono calcolati su 69 piani di ambito dei 91 previsti.

5 30 A&T A&T 31 Legge obiettivo: ripartizione delle risorse per regione (fonte CIPE) quindi gli stessi vincoli della legge Obiettivo e dei POR diventano i vincoli allo sviluppo del sistema. In merito alla politica delle grandi opere che trova la sua massima espressione nella Legge 443/01- Obiettivo, i dati disponibili evidenziano ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, complessità amministrative (i progetti non sono allo stato idoneo per essere finanziati) e operative-finanziarie (le risorse stanziate sono inadeguate per far fronte alle esigenze). Nel comparto idrico, nonostante si sia registrata nel corso dell anno un accelerazione, le iniziative restano ancorate alla fase di progettazione per l 85% delle opere. Nella ricerca si è dato rilievo all esame dei dati, più recenti, contenuti nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria L elaborazione finale fa riflettere sullo stato di avanzamento delle legge Obiettivo per quanto riguarda gli schemi idrici. Se viene considerato l importo previsto dal Programma iniziale varato nel 2001, sarebbero ancora da reperire milioni di euro pari al 72% del totale. Al riguardo, l analisi regionale illustra dati particolarmente gravosi per sei aree del Sud; solo Sicilia e Molise avrebbero raggiunto stati accettabili di avanzamento. Praticamente quasi nulla la situazione per Abruzzo, Calabria e Puglia dove mancherebbero all appello il 92% delle risorse previste. Grande importanza hanno invece le risorse comunitarie e il loro peso, sul totale dei fondi disponibili per lo sviluppo del ciclo delle acque, è consistente. Tutte le misure esaminate, rivolte allo sviluppo delle risorse idriche, presentano però problematiche di attuazione collegate, per lo più, al mancato affidamento del servizio idrico al gestore unico e al ritardo nell elaborazione del piano di ambito. Considerato, dunque, che le risorse finanziarie pubbliche vanno via via diminuendo e vi sarà un momento in cui anche quelle comunitarie subiranno uno stop inevitabile dovuto all uscita del Mezzogiorno dalle regioni Obiettivo 1 dell UE; che le risorse finanziarie per le grandi opere, come ampiamente dimostrato dalla ricerca, stentano a decollare; che le risorse pubbliche (come nel caso dei POR) devono sempre essere integrate da risorse private pena il disimpegno, si impone la necessità di una svolta tangibile nella metodologia di gestione dei servizi idrici, modificando il settore in modo da rendere l ingresso di competitor privati più appetibile. Vi sono, tuttavia, delle precondizioni che devono essere rispettate per far si che il privato possa essere interessato al comparto. La modesta redditività del mercato e l incertezza del contesto legislativo nel quale si muovono i servizi pubblici sono i fattori principali che contrastano attualmente l evolversi della situazione. L inadeguatezza delle tariffe condiziona fortemente il settore. Le gare vengono considerate poco remunerative proprio per il livello tariffario vigente, fortemente al di sotto della media europea e fermo al 2002, ma soprattutto svincolato dagli obiettivi e dalle strategie aziendali e non correlabile con i veri costi di investimento e di esercizio in quanto deciso periodicamente dal Cipe. C è da dire, inoltre, che i Piani d ambito sono molto ambiziosi. Gli investimenti previsti sono molti e molto costosi. Per questo servono fondi da reperire attraverso gli incrementi tariffari o la contribuzione pubblica. Tra l altro, in merito agli aumenti tariffari previsti nei Piani, da più parti si sono sollevati dubbi e perplessità riguardo il fatto che l aumento delle tariffe trovi giustificazione nella crescita, nel tempo, dei volumi erogati. Questi ultimi hanno oramai raggiunto un livello stabile; è plausibile pensare, dunque, a loro piccole variazioni ma non a grandi oscillazioni. Per ciò che concerne il contesto legislativo la legge Galli ha manifestato, in oltre 10 anni, molte difficoltà sul piano procedurale e applicativo. La prima fase della Legge può dirsi giunta quasi a completamento in tutte le Regioni ma le modifiche alla Legge originaria intervenute in questi ultimi anni hanno ulteriormente condizionato e reso difficile il cammino degli enti locali. Una per tutte, la modifica della normativa nazionale ed europea sulle modalità di affidamento, sulla cui corretta interpretazione e sugli obblighi derivanti per gli enti locali vi sono ancora diverse questioni aperte. Questo stato di cose rende poco semplice la pianificazione di lungo periodo. L ingresso dei privati nella gestione dell acqua è, dunque, un tema attuale e sta alimentando un dibattito dai toni spesso tesi. Spesso sul piano economico, politico e culturale, il privato viene visto come un ostacolo alla salvaguardia di un bene sociale come l acqua. Tabella Swot sul sistema territoriale ed industriale Da una parte c è chi non condivide il processo di privatizzazione ed esplicita una certa forma di assenso tacito per la disordinata situazione attuale; dall altra c è chi sollecita un nuovo approccio al problema per tentare di superare lo stallo e rendere l ingresso ai privati più attrattivo. Una possibile strada da percorrere potrebbe essere quella di puntare di più sull aspetto gestionale privilegiando manutenzioni ed interventi mirati, escludendo le azioni a tappeto in modo da ridurre significativamente il volume degli investimenti. Procedendo lungo questa direzione, un ulteriore passo in avanti sarebbe quello di concordare esattamente ogni intervento mirato con il socio privato, dando la possibilità a quest ultimo di fare anche proposte migliorative rispetto ai provvedimenti previsti nel Piano d Ambito. Abbandonando, dunque, l idea di un Piano d Ambito rigido, l ATO potrebbe, stimolando le capacità e le competenze dei privati in gara, ottenere gli stessi obiettivi di qualità del servizio ma con il minore impiego di risorse finanziarie. La via tracciata non è certo tanto agevole: agire insieme vuol dire, infatti, mediare tra esigenze contrastanti. Da un lato quelle del privato che punta a realizzare gli interventi che massimizzano i flussi di cassa (quali l eliminazione delle perdite e i sistemi di misurazione dei consumi), dall altro quelle dell Autorità d Ambito che spinge per la copertura del servizio nelle aree marginali o per gli adempimenti nel settore fognario e depurativo. Per quanto concerne l attivazione delle risorse private dei POR, nel corso della ricerca si è constatato, osservando le diverse strutture finanziarie dei Programmi, la differente strategia in termini di risorse: alcune regioni puntano decisamente sull intervento dei privati, altre intendono utilizzare prevalentemente risorse pubbliche. La Ricerca illustra il modo in cui Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia hanno suddiviso gli investimenti del POR. Analizzando la struttura finanziaria dei POR relativi alle risorse idriche, si osserva una certa disomogeneità tra le regioni considerate: la Sicilia prevede un modestissimo ricorso a risorse private (14,1%) con lo stanziamento pubblico che raggiunge l 86%, mentre in Campania la ricerca di capitali privati riguarda il 51,3% degli investimenti complessivi previsti dal POR. Nonostante l annunciato ricorso alla finanza privata, attraverso l indagine territoriale svolta e la successiva analisi degli strumenti di finanza privata, si è percepito quanto il settore dipenda ancora dalla mano pubblica per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali. Per quanto concerne il ricorso alla finanza di progetto, la ricerca rileva un utilizzo molto modesto dello strumento. Gli aspetti critici del project financing applicato alle risorse idriche sono da ricercare in diversi fattori. Il primo è dovuto alla novità dello strumento; nonostante la normativa sia all ottavo anno di applicazione non esistono molti casi concreti e di successo nel settore delle risorse idriche. Altro fattore che incide in modo determinante è l eccessiva frammentazione delle gestioni. Questa difficoltà è più avvertita in Sicilia e in Campania dove i principali acquedotti riescono a servire circa

6 32 A&T A&T 33 la metà della popolazione mentre al restante 50% il servizio è fornito da piccolissimi gestori e/o gestioni in economia. Occorre sottolineare come in quest ultimo caso sia difficile coinvolgere l ente locale nelle procedure e trovare una dimensione finanziaria dell operazione adeguata a rendere conveniente l applicazione della tecnica del project financing. Non meno importante è l incertezza normativa, connessa ad una strutturale carenza di testi di legge che definiscano le linee precise di applicazione dello strumento. Persiste, inoltre, la problematica connessa ai bassi rientri della tariffazione e del correlato tasso di insolvenza dei pagamenti delle bollette idriche che rappresenta un ostacolo difficile da sormontare per chi intende investire nel comparto e che non restituisce un idoneo cash flow all investitore. Infine, altro tema critico è quello delle perdite di rete. Si avverte, il problema delle perdite amministrative, vale a dire quelle dovute per lo più alla morosità e all insolvenza degli utenti o agli allacci abusivi, fenomeno diffuso in tutto il territorio analizzato (specie in Puglia dove la percentuale di perdite secondo il Comitato di Vigilanza è del 56% circa). 4. Le proposte Le analisi e le elaborazioni svolte nel corso della ricerca, i fattori di competitività evidenziati e le conclusioni formulate, hanno portato ad individuare problematiche su cui la ricerca propone suggerimenti utili a superare le criticità riscontrate e a rafforzare il sistema industriale idrico nazionale e meridionale migliorando, contestualmente, lo stato infrastrutturale del Paese. In primis bisognerebbe favorire una razionalizzazione delle competenze pubbliche, in modo da accelerare il processo autorizzativo infrastrutturale e rendere più tempestivi gli adeguamenti tariffari. Questi meccanismi comportano sempre ritardi e non permettono al gestore di rispondere celermente alle esigenze spesso urgenti del territorio. La razionalizzazione dei poteri statali verso un unico organismo che, per esempio, potrebbe essere il Comitato di Vigilanza, se reso più strutturato, potrebbe portare giovamento al sistema burocratico. Considerati i vantaggi strategici del business multiutility, sarebbe utile la creazione di un meccanismo di incentivazione verso le forme di integrazione di tipo multiservizi. Possono essere elaborate delle forme di agevolazione fiscale per le società di servizi pubblici che si mostrano rapide e determinate verso la creazione di Multiutility (che ricomprendano almeno 3 settori di rilevanza economica). Ciò potrebbe fornire un impulso anche nel Mezzogiorno (in territori dove gli ATO sono affidati) dove sono presenti gestori storici ormai radicati sul monobusiness. Il meccanismo potrebbe avere un ulteriore step di incentivazione se la società si quota in borsa. Un ulteriore punto fermo dovrebbe essere la rideterminazione dei tempi previsti per gli investimenti dai piani di ambito. L esigenza nasce dal ritardo di attuazione della maggior parte dei piani di ambito e dall eccessiva ambizione dei programmi di investimento in essi contenuti. Ciò dovrebbe essere fatto in piena concertazione con il gestore e l AATO che ha elaborato il piano. Garantire, dunque, una proficua dialettica tra i soggetti interessati significherebbe operare a vantaggio del territorio e della clientela servita. Un intervento urgente riguarda anche la revisione del meccanismo di calcolo della tariffa. In questo caso è necessario che la tariffa mantenga i suoi cap sociali per le fasce deboli ma venga determinata secondo indicatori di complessità di un territorio, contemplando altresì le esigenze degli operatori che ne gestiscono il servizio idrico. Il meccanismo deve prevedere step più graduali nella realizzazione degli investimenti e nella progettazione delle infrastrutture. È necessario accelerare le procedure di affidamento con possibilità di prelazione per il gestore esistente (e prevalente sul territorio dell ato). In relazione ai forti ritardi negli affidamenti ed alle gare deserte, potrebbe essere previsto con modalità da concordare con gli organismi UE competenti nel bando di gara per la gestione del SII un meccanismo che assegni una sorta di diritto di prelazione al gestore preesistente, se esso è presente nel territorio da un certo numero di anni e se si impegna ad aggregare i gestori nel territorio dell A- TO entro un certo lasso di tempo. Per quanto concerne la programmazione dei fondi strutturali , bisognerebbe esplicare una pianificazione con logica ex pon e por L esigenza di riproporre un programma operativo con valenza multiregionale nasce dalla ormai acclarata carenza di fondi che sconta la Legge 443/01-Obiettivo e dall emergenza di realizzare opere idriche rientranti nel piano da essa previsto. Al riguardo, potrebbe essere proposto un programma operativo proprio contenente il programma di opere prioritarie, depurato di quei progetti che non sono ad uno stadio idoneo per essere finanziati; si potrebbe così sopperire con risorse comunitarie (riducendo l esigenze di stanziare quelle nazionali) all attuazione urgente di un piano che ormai dal 2001 non riesce ad esprimere le potenzialità annunciate. Come Autorità di Valutazione dei Progetti, di gestione e pagamento, potrebbe esse- re nominato il Comitato di Vigilanza. I bandi dei POR invece, dovrebbero avere accelerazione immediata attraverso il varo degli avvisi da parte della Regione e la presentazione dei progetti da parte dei gestori esistenti di qualsiasi forma essi siano, fermo restando la validità e la ricaduta sociale ed economica dell opera proposta; questo per evitare il disimpegno dei fondi laddove non si riesca ad affidare il SII. Il futuro dei POR, invece, dovrebbe essere agganciato a logiche di immediata definizione del gestore industriale con tempi ristretti, pena la rimodulazione dei fondi verso le altre misure o l assegnazione diretta all ente regionale che diventa assegnatario dei fondi e responsabile delle assegnazioni attraverso i bandi di gara classici presentati dai gestori esistenti. Infine, in considerazione dell importanza che riveste l ingresso di competitor privati nel mercato dell acqua, bisognerebbe favorire l introduzione di meccanismi di premialità per progetti che prevedono l intervento del privato. Occorre sviluppare, più incisivamente, forme di coinvolgimento del capitale privato attraverso apposite premialità per iniziative che prevedono la formula del partenariato pubblico-privato. Ciò può accadere solo una volta che tutti gli ATO avranno un gestore industriale. E la strada è ancora lunga. A partire da queste proposte, la ricerca di SRM ha voluto fornire, in definitiva, un contributo alla definizione di una strutturata politica industriale da prevedere per il settore dell industria idrica italiana dando quattro grandi messaggi. In primo luogo, se deve essere realizzata una politica industriale idrica, essa va costruita lavorando sull assetto del territorio; devono essere rimosse le diseconomie generate dal complesso sistema normativo e territoriale che non consentono una crescita adeguata dell industria. Per ridefinire l impianto idrico del Paese il primo passo da compiere è la revisione dell apparato normativo e, in particolare, la strutturazione del piano degli investimenti racchiuso nella programmazione degli Ato e la modifica del sistema di determinazione della tariffa, come indicato dalla Legge Galli. Il sistema di finanziamento del comparto idrico deve indirizzarsi verso forme e strumenti non soltanto pubblici, poiché essi hanno mostrato un funzionamento farraginoso oltre che problematiche connesse a stanziamenti non sempre adeguati alle esigenze del territorio. I modelli di gestione devono dirigersi, seppur non sia possibile nel breve termine, verso un assetto multiutility, indipendente dalla proprietà pubblica o privata; la ricerca mostra evidentemente come questa configurazione crei valore al territorio e permetta una strutturazione ottimale degli asset aziendali.

La tematica dell intervento del capitale

La tematica dell intervento del capitale A&T 41 Il project financing nel settore idrico A cura di Francesco Saverio Coppola, Alessandro Panaro Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno La tematica dell intervento del capitale privato nelle

Dettagli

Al momento attuale tutte le regioni con l esclusione del Trentino Alto Adige dove non trova applicazione hanno recepito la legge 36/94.

Al momento attuale tutte le regioni con l esclusione del Trentino Alto Adige dove non trova applicazione hanno recepito la legge 36/94. Il riordino dei servizi idrici è stato avviato in Italia con la legge 36/94 (c.d. Legge Galli) che al fine di superare la frammentazione gestionale e ridurre i livelli di inefficienza produttivi ed infrastrutturali

Dettagli

I servizi idrici integrati in Italia. Roma, 27 marzo 2014

I servizi idrici integrati in Italia. Roma, 27 marzo 2014 I servizi idrici integrati in Italia Roma, 27 marzo 2014 I servizi idrici integrati 2 2 Dati caratteristici del settore Acqua fatturata: 5,5 miliardi m 3 Reti acquedotto: 490.000 km Reti fognarie: 450.000km

Dettagli

Roma, 21 settembre 2015

Roma, 21 settembre 2015 Roma, 21 settembre 2015 CREDITO, SVIMEZ: CONFIDI AL SUD TROPPO PICCOLI E POVERI, EROGANO IL 25% RISPETTO A QUELLI DEL CENTRO-NORD La SVIMEZ: Servono interventi organici nell ambito del credito e dei Confidi

Dettagli

Fabbisogni formativi delle Aziende aderenti ad Asstra, Federambiente e FederUtility

Fabbisogni formativi delle Aziende aderenti ad Asstra, Federambiente e FederUtility Fabbisogni formativi delle Aziende aderenti ad Asstra, Federambiente e FederUtility 31 Ottobre 2014 Indice Indice... 2 Indice delle Tabelle Sezione I Trasporto Pubblico Locale... 5 Indice delle Tabelle

Dettagli

Autorità di Ambito Territoriale Ottimale RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO NELL A.A.T.O.N.2 MARCHE CENTRO ANCONA

Autorità di Ambito Territoriale Ottimale RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO NELL A.A.T.O.N.2 MARCHE CENTRO ANCONA Autorità di Ambito Territoriale Ottimale RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO NELL A.A.T.O.N.2 MARCHE CENTRO ANCONA Autorità di Ambito Territoriale Ottimale RELAZIONE ANNUALE SULLO

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione. Numeri del Sud. Indicatori regionali del QCS 2000-2006

Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione. Numeri del Sud. Indicatori regionali del QCS 2000-2006 Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione Numeri del Sud Indicatori regionali del QCS 2-26 Bollettino statistico a cura dell'unità di Valutazione degli

Dettagli

RISORSE IDRICHE, FINANZA E MODELLI DI GESTIONE: ANALISI DEI COMPORTAMENTI TERRITORIALI IN UN CONFRONTO NORD-SUD

RISORSE IDRICHE, FINANZA E MODELLI DI GESTIONE: ANALISI DEI COMPORTAMENTI TERRITORIALI IN UN CONFRONTO NORD-SUD WORKING PAPER No 589 April 2007 RISORSE IDRICHE, FINANZA E MODELLI DI GESTIONE: ANALISI DEI COMPORTAMENTI TERRITORIALI IN UN CONFRONTO NORD-SUD Francesco Saverio Coppola, Alessandro Panaro, Consuelo Carreras

Dettagli

L uso dei dispositivi di sicurezza in Italia. I dati del Sistema Ulisse

L uso dei dispositivi di sicurezza in Italia. I dati del Sistema Ulisse L uso dei dispositivi di sicurezza in Italia. I dati del Sistema Ulisse di Giancarlo Dosi L utilità dei dispositivi di sicurezza L utilità del casco e delle cinture di sicurezza è ormai fuori discussione.

Dettagli

Il recepimento della Direttiva Concessioni (2014/23/UE): l in house providing e il rinnovo dei rapporti esistenti

Il recepimento della Direttiva Concessioni (2014/23/UE): l in house providing e il rinnovo dei rapporti esistenti Il recepimento della Direttiva Concessioni (2014/23/UE): l in house providing e il rinnovo dei rapporti esistenti Roma, 9 marzo 2015 Camera dei Deputati I numeri delle partecipate I risultati dello studio

Dettagli

La gestione delle risorse idriche a uso idropotabile

La gestione delle risorse idriche a uso idropotabile Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Aerospaziale Università di Palermo La gestione delle risorse idriche a uso idropotabile Prof.Ing.Gaspare Viviani gviv@idra.unipa.it LA NORMATIVA SUL GOVERNO

Dettagli

Identikit startup: giovani, orientate all estero e pronte a investire su lavoro e innovazione

Identikit startup: giovani, orientate all estero e pronte a investire su lavoro e innovazione Identikit startup: giovani, orientate all estero e pronte a investire su lavoro e innovazione - 26 maggio 2015 - Continua a crescere il numero di start-up innovative nel nostro Paese: a fine aprile avevano

Dettagli

DCO 346/2014/R/GAS Riforma degli obblighi di separazione funzionale per il settore dell energia elettrica e del gas - Primi orientamenti-

DCO 346/2014/R/GAS Riforma degli obblighi di separazione funzionale per il settore dell energia elettrica e del gas - Primi orientamenti- DCO 346/2014/R/GAS Riforma degli obblighi di separazione funzionale per il settore dell energia elettrica e del gas - Primi orientamenti- Osservazioni e proposte ANIGAS Milano, 29 settembre 2014 PREMESSA

Dettagli

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio

Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Intervento del Signor Ragioniere Generale dello Stato dott. Mario Canzio Convegno su Processi di decentramento e rilancio dello sviluppo. Investimenti pubblici, infrastrutture e competitività Banca Intesa

Dettagli

A che punto siamo con l Alternanza Scuola- Lavoro? Pubblicati gli esiti del Monitoraggio 2008-2009

A che punto siamo con l Alternanza Scuola- Lavoro? Pubblicati gli esiti del Monitoraggio 2008-2009 A che punto siamo con l Alternanza Scuola- Lavoro? Pubblicati gli esiti del Monitoraggio 2008-2009 L Alternanza Scuola-Lavoro è stata introdotta In Italia come una delle modalità di realizzazione dei percorsi

Dettagli

WATER FUTURE. «Le prospettive per i servizi idrici in Italia»

WATER FUTURE. «Le prospettive per i servizi idrici in Italia» WATER FUTURE Conferenza internazionale «Le prospettive per i servizi idrici in Italia» Adolfo Spaziani, Federutility Il quadro normativo ambientale in Italia Il quadro normativo italiano in ambito ambientale,

Dettagli

Gli studenti universitari di quali aiuti beneficiano?

Gli studenti universitari di quali aiuti beneficiano? Gli studenti universitari di quali aiuti beneficiano? Il quadro attuale (e uno sguardo al futuro) Federica Laudisa La dimensione sociale degli studi in Europa e in Italia: quali risposte alle nuove domande?

Dettagli

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica:

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica: VERSIONE PROVVISORIA Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Roberto Monducci Direttore

Dettagli

LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITA INTERNO

LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITA INTERNO Direzione Affari Economici e Centro Studi LA REGIONALIZZAZIONE DEL PATTO DI STABILITA INTERNO UNO STRUMENTO PER LIBERARE I PAGAMENTI ALLE IMPRESE E FAVORIRE LE SPESE IN CONTO CAPITALE MAGGIO 2012 INDICE

Dettagli

Piano Industriale 2015 2018 Sintesi

Piano Industriale 2015 2018 Sintesi Piano Industriale 2015 2018 Sintesi Overview Chi siamo Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP) nasce dalla trasformazione in società per azioni dell Ente Autonomo Acquedotto Pugliese (E.A.A.P.), ai sensi del

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

Qualità, investimenti e sostenibilità finanziaria: un equilibrio da trovare nella regolazione a vent anni della riforma Galli

Qualità, investimenti e sostenibilità finanziaria: un equilibrio da trovare nella regolazione a vent anni della riforma Galli Seconda Conferenza Nazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici Autorità Energia Elettrica e Gas Qualità, investimenti e sostenibilità finanziaria: un equilibrio da trovare nella regolazione a vent anni

Dettagli

X RAPPORTO SULL'APPRENDISTATO Ministero del Lavoro Isfol (scheda di sintesi)

X RAPPORTO SULL'APPRENDISTATO Ministero del Lavoro Isfol (scheda di sintesi) X RAPPORTO SULL'APPRENDISTATO Ministero del Lavoro Isfol (scheda di sintesi) Presentazione X Rapporto di monitoraggio sullo stato di avanzamento dell apprendistato, appuntamento annuale dell Isfol, che

Dettagli

Quanto donano le imprese. Dati e proiezioni

Quanto donano le imprese. Dati e proiezioni Istituto per la Ricerca Sociale Quanto donano le imprese. Dati e proiezioni La ricerca presentata oggi è stata realizzata dall Istituto per la Ricerca Sociale per conto del Summit della Solidarietà, nell

Dettagli

Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica UFF. XV Patti Territoriali e Contratti d Area PATTI TERRITORIALI

Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica UFF. XV Patti Territoriali e Contratti d Area PATTI TERRITORIALI Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica UFF. XV Patti Territoriali e Contratti d Area PATTI TERRITORIALI 1 Patti Territoriali Gli strumenti di programmazione

Dettagli

A cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi. 8 novembre 2013

A cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi. 8 novembre 2013 INVESTIMENTI DEGLI ENTI TERRITORIALI E PATTO DI STABILITA INTERNO - L incompatibilità dei vincoli di finanza pubblica con una politica di sviluppo del territorio A cura della Direzione Affari Economici

Dettagli

CONVEGNO NAZIONALE NIMBY FORUM - terza edizione ANDARE OLTRE IL GIARDINO INFRASTRUTTURE E CONSENSO PER UNO SVILUPPO DURATURO

CONVEGNO NAZIONALE NIMBY FORUM - terza edizione ANDARE OLTRE IL GIARDINO INFRASTRUTTURE E CONSENSO PER UNO SVILUPPO DURATURO CONVEGNO NAZIONALE NIMBY FORUM - terza edizione ANDARE OLTRE IL GIARDINO INFRASTRUTTURE E CONSENSO PER UNO SVILUPPO DURATURO SINTESI OSSERVATORIO MEDIA NIMBY FORUM - III EDIZIONE Dall analisi dell Osservatorio

Dettagli

Il REPORT GARANZIA GIOVANI IN ITALIA E IN EUROPA. Roma, 26 Marzo 2015

Il REPORT GARANZIA GIOVANI IN ITALIA E IN EUROPA. Roma, 26 Marzo 2015 Roma, 26 Marzo 2015 I giovani avviati ad una misura prevista dal Programma Garanzia Giovani sono 49.190, un valore in crescita, nell ultimo mese, del 43,1%. Con la Toscana e la Basilicata continua la presentazione

Dettagli

INFO FINAX S.p.A. Spunti di riflessione per il Convegno Banche e Sicurezza ABI

INFO FINAX S.p.A. Spunti di riflessione per il Convegno Banche e Sicurezza ABI INFO FINAX S.p.A. Spunti di riflessione per il Convegno Banche e Sicurezza ABI Giuseppe Ricciuti. Roma, 10 giugno 2010 Lo Scenario: La recente crisi economico finanziaria che ha colpito l Italia, ha prodotto

Dettagli

Discussione del Rapporto del Centro Studi Confindustria su. Infrastrutture, crescita e competitività

Discussione del Rapporto del Centro Studi Confindustria su. Infrastrutture, crescita e competitività Discussione del Rapporto del Centro Studi Confindustria su Infrastrutture, crescita e competitività Piero Casadio Confindustria, 15 dicembre 2011 1 Introduzione Il capitolo del Rapporto di Confindustria

Dettagli

Roma, 18/07/2013. e, per conoscenza, Circolare n. 110

Roma, 18/07/2013. e, per conoscenza, Circolare n. 110 Direzione Centrale Organizzazione Direzione Centrale Risorse Umane Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Roma, 18/07/2013 Circolare

Dettagli

La governance. dei sistemi di welfare regionali

La governance. dei sistemi di welfare regionali Università Ca Foscari Venezia Università Cattolica Milano La governance I punti focali dell analisi sulla governance delle regioni aderenti al: dei sistemi di welfare regionali Progetto sperimentale di

Dettagli

I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI

I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI 14 Maggio 2015 Anno 2013 I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI Nel 2013 le entrate complessive accertate delle amministrazioni provinciali sono pari a 10.363 milioni di euro, in diminuzione

Dettagli

Osservatorio banda larga e ultralarga e digital divide regioni Italia

Osservatorio banda larga e ultralarga e digital divide regioni Italia Osservatorio banda larga e ultralarga e digital divide regioni Italia Qual è la percentuale di popolazione in Italia raggiunta da servizi di accesso a Internet a banda larga e a banda ultralarga? Quanto

Dettagli

stabile o una serie di appartamenti dove l immigrato può permanere per un periodo già fissato dalla struttura stessa. Sono ancora tantissimi gli

stabile o una serie di appartamenti dove l immigrato può permanere per un periodo già fissato dalla struttura stessa. Sono ancora tantissimi gli P R E M E S S A Con la presente rilevazione, la Direzione Centrale per la Documentazione e la Statistica si propone di fornire un censimento completo delle strutture di accoglienza per stranieri, residenziali

Dettagli

LEGGE N.144/1999 ART. 4: FONDO PROGETTAZIONE PRELIMINARE IL CIPE

LEGGE N.144/1999 ART. 4: FONDO PROGETTAZIONE PRELIMINARE IL CIPE LEGGE N.144/1999 ART. 4: FONDO PROGETTAZIONE PRELIMINARE IL CIPE VISTA la legge 11 febbraio 1994, n. 109, recante Legge quadro in materia di lavori pubblici, nel testo aggiornato pubblicato nel supplemento

Dettagli

Il sistema delle attestazioni SOA negli appalti pubblici: analisi e prospettive

Il sistema delle attestazioni SOA negli appalti pubblici: analisi e prospettive Il sistema delle attestazioni SOA negli appalti pubblici: analisi e prospettive Presentazione dei risultati dello studio Roma, 13 maggio 2014 www.nomisma.it Impianto metodologico OGGETTO Studio sul sistema

Dettagli

L intervento della BEI a sostegno delle Pmi

L intervento della BEI a sostegno delle Pmi Agevolazioni Finanziarie 7 di Tommaso Zarbo (1) Esperto in materia di finanziamenti agevolati Finanziamenti comunitari L intervento della BEI a sostegno delle Pmi Con le recenti turbolenze finanziarie

Dettagli

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari EURO 6 L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari Giovanni Berneschi Dopo anni di attesa e di preparazione, a partire dal 1 gennaio 2002 l Euro ha preso il posto di dodici monete nazionali

Dettagli

STUDIO ECONOMICO DEL SETTORE TELEVISIVO PRIVATO ITALIANO

STUDIO ECONOMICO DEL SETTORE TELEVISIVO PRIVATO ITALIANO STUDIO ECONOMICO DEL SETTORE TELEVISIVO PRIVATO ITALIANO Il presente studio fa parte delle pubblicazioni effettuate ogni anno, sin dal 1994, a cura della FRT - Federazione Radio Televisioni e SLC-CGIL,

Dettagli

OSSERVATORIO SUI PROTESTI E I PAGAMENTI DELLE IMPRESE

OSSERVATORIO SUI PROTESTI E I PAGAMENTI DELLE IMPRESE 1/2 3,6k 1k 1,5k OSSERVATORIO SUI PROTESTI E I PAGAMENTI DELLE IMPRESE DICEMBRE #17 (2 a+2b) 12,5% 75,5% 1.41421356237 2 RITARDI AI MINIMI E PROTESTI IN FORTE CALO NEL TERZO TRIMESTRE SINTESI DEI RISULTATI

Dettagli

GLI IMMOBILI IN ITALIA 2012

GLI IMMOBILI IN ITALIA 2012 2012 4. GLI IMMOBILI IN ITALIA 2012 4. FLUSSI DEI REDDITI DERIVANTI DALLE LOCAZIONI DEI FABBRICATI E FLUSSI INTERTERRITORIALI 4.1 ASPETTI GENERALI In questo capitolo si presentano i dati sui canoni di

Dettagli

PATTO DI STABILITA INTERNO: L OPZIONE REGIONALIZZAZIONE

PATTO DI STABILITA INTERNO: L OPZIONE REGIONALIZZAZIONE Direzione Affari Economici e Centro Studi PATTO DI STABILITA INTERNO: L OPZIONE REGIONALIZZAZIONE La regionalizzazione, principale strumento a disposizione delle Regioni per liberare i pagamenti bloccati

Dettagli

Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008. a cura di Francesco Linguiti

Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008. a cura di Francesco Linguiti Note Brevi LE COOPERATIVE NELL AMBITO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA ITALIANA NEL PERIODO 2007-2008 a cura di Francesco Linguiti Luglio 2011 Premessa* In questa nota vengono analizzati i dati sulla struttura

Dettagli

Alessandro Marangoni Chief Executive Officer Althesys

Alessandro Marangoni Chief Executive Officer Althesys Le local italiane e il settore idrico. Gli investimenti e le performance delle imprese Alessandro Marangoni Chief Executive Officer Althesys Audizione nella 2 Conferenza Nazionale sulla Regolazione dei

Dettagli

Indice. p. 1. Introduzione. p. 2. Il consumo medio annuo pro capite di gas. p. 2. Il costo del gas con la tariffa di Maggior Tutela dell AEEG p.

Indice. p. 1. Introduzione. p. 2. Il consumo medio annuo pro capite di gas. p. 2. Il costo del gas con la tariffa di Maggior Tutela dell AEEG p. Gas: le Regioni Italiane con il maggior numero di consumi e quelle con il risparmio più alto ottenibile Indice: Indice. p. 1 Introduzione. p. 2 Il consumo medio annuo pro capite di gas. p. 2 Il costo del

Dettagli

L'immagine del Sud Italia nel mondo: i risultati di una indagine demoscopica del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo presso gli operatori

L'immagine del Sud Italia nel mondo: i risultati di una indagine demoscopica del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo presso gli operatori 1 L INDAGINE Nel giugno 2003, il Servizio per le politiche dei Fondi strutturali comunitari del Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dell Economia e delle Finanze ha affidato, a seguito

Dettagli

su Finanza e Terzo Settore Indagine sui fabbisogni finanziari della cooperazione sociale in Italia Executive Summary Fare banca per bene.

su Finanza e Terzo Settore Indagine sui fabbisogni finanziari della cooperazione sociale in Italia Executive Summary Fare banca per bene. EDIZIONE osservatorio UBI Banca su Finanza e Terzo Settore Indagine sui fabbisogni finanziari della cooperazione sociale in Italia Executive Summary Gennaio 2012 con il contributo scientifico di Fare banca

Dettagli

Azioni e strumenti per la nuova l imprenditorialità. Ferrara - Novembre 2015

Azioni e strumenti per la nuova l imprenditorialità. Ferrara - Novembre 2015 Azioni e strumenti per la nuova l imprenditorialità Ferrara - Novembre 2015 1 Invitalia per la crescita e la competitività del sistema produttivo Sosteniamo la nascita di nuove imprese la realizzazione

Dettagli

NOTA INTERPRETATIVA. Prologo

NOTA INTERPRETATIVA. Prologo NOTA INTERPRETATIVA Prime osservazioni sull affidamento dei servizi pubblici locali e sulla tariffa del servizio idrico integrato in esito al referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011. Prologo In seguito

Dettagli

Startup innovative: una su otto è donna. Boom delle neoimprese smart femminili, +50,6% in un anno

Startup innovative: una su otto è donna. Boom delle neoimprese smart femminili, +50,6% in un anno Comunicato stampa Startup : una su otto è donna Boom delle neoimprese smart, +50,6% in un anno Roma, 06 marzo 2015 Pesano ancora poco sul tessuto imprenditoriale ma sono in crescita e davanti hanno un

Dettagli

La gestione dei servizi idrici e le forme d impresa: teorie ed esperienze a confronto

La gestione dei servizi idrici e le forme d impresa: teorie ed esperienze a confronto La gestione dei servizi idrici e le forme d impresa: Firenze Palazzo dei Congressi, Sala Onice 10 Marzo 2011 Introduzione di Luciano Baggiani, Presidente A.N.E.A. Pagina 1 di 5 Voglio innanzitutto ringraziare

Dettagli

CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale

CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale CREDITO E SVILUPPO delle PMI nel Lazio: opportunità, vincoli e proposte per il sistema regionale Realizzato dall EURES Ricerche Economiche e Sociali in collaborazione con il Consiglio Regionale dell Economia

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

N. 2 DEL 24 GENNAIO 2013 Note e Studi

N. 2 DEL 24 GENNAIO 2013 Note e Studi N. 2 DEL 24 GENNAIO 2013 Note e Studi Il metodo tariffario transitorio per il calcolo delle tariffe idriche e la prima direttiva per la trasparenza della bolletta dell acqua: sintesi delle principali novità

Dettagli

Rapporto Artigiancassa sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane. 12 edizione. 60 anni Artigiancassa.

Rapporto Artigiancassa sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane. 12 edizione. 60 anni Artigiancassa. Rapporto Artigiancassa sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane 12 edizione 60 anni Artigiancassa Abstract SOMMARIO Descrizione sintetica dei risultati del Rapporto 3 Finanziamenti

Dettagli

Fiducia nel credito Esperienze di microcredito per l impresa ed il sociale. Alessandro Rinaldi Dirigente Area Studi CamCom Universitas Mercatorum

Fiducia nel credito Esperienze di microcredito per l impresa ed il sociale. Alessandro Rinaldi Dirigente Area Studi CamCom Universitas Mercatorum Fiducia nel credito Esperienze di microcredito per l impresa ed il sociale Alessandro Rinaldi Dirigente Area Studi CamCom Universitas Mercatorum IL REDDITO DISPONIBILE DELLE FAMIGLIE: LIVELLI, DIFFERENZIALI

Dettagli

I trasferimenti ai Comuni in cifre

I trasferimenti ai Comuni in cifre I trasferimenti ai Comuni in cifre Dati quantitativi e parametri finanziari sulle attribuzioni ai Comuni (2012) Nel 2012 sono stati attribuiti ai Comuni sotto forma di trasferimenti, 9.519 milioni di euro,

Dettagli

DOCUMENTO OPERATIVO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE IN EDILIZIA 2008-2010 29 novembre 2007

DOCUMENTO OPERATIVO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE IN EDILIZIA 2008-2010 29 novembre 2007 DOCUMENTO OPERATIVO PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE IN EDILIZIA 2008-2010 29 novembre 2007 1. Premessa: a) la Commissione Salute delle Regioni e Province Autonome ha approvato il

Dettagli

Executive summary. Indagine sui fabbisogni finanziari della cooperazione sociale in Italia. Febbraio 2013

Executive summary. Indagine sui fabbisogni finanziari della cooperazione sociale in Italia. Febbraio 2013 Indagine sui fabbisogni finanziari della cooperazione sociale in Italia Executive summary Febbraio 2013 1 Finalità dell Osservatorio 3 Contenuto e metodologia dell indagine 3 Composizione del campione

Dettagli

OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA

OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA 2015 Cooperazione agroalimentare La cooperativa è un associazione autonoma di persone unite volontariamente per soddisfare le loro aspirazioni e bisogni economici,

Dettagli

Seminario sui processi di aggregazione delle aziende dei servizi pubblici locali.

Seminario sui processi di aggregazione delle aziende dei servizi pubblici locali. Seminario sui processi di aggregazione delle aziende dei servizi pubblici locali. Bologna, 10 giugno 2008 Relazione introduttiva di Renato Matteucci Dip. Reti-Terziario Cgil nazionale Premessa Fin dall

Dettagli

CooperfidiSicilia. Servizio Gestione Crediti. www.cooperfidisicilia.it CONSORZIO DI GARANZIA COLLETTIVA DEI FIDI

CooperfidiSicilia. Servizio Gestione Crediti. www.cooperfidisicilia.it CONSORZIO DI GARANZIA COLLETTIVA DEI FIDI CooperfidiSicilia CONSORZIO DI GARANZIA COLLETTIVA DEI FIDI 1 Servizio Gestione Crediti www.cooperfidisicilia.it La gestione dei crediti commerciali. Perché esternalizzare la gestione Aziende di diversi

Dettagli

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica Centro Studi Il Report IL RECENTE STUDIO DELLA SVIMEZ CONFERMA NOTEVOLI DIFFERENZE TERRITORIALI ED EVIDENZIA SVANTAGGI COMPETITIVI ANCE SALERNO: CREDITO, CONFIDI A DUE VELOCITA Nel 2013 su oltre 22 miliardi

Dettagli

Report incentivi ISI 2012

Report incentivi ISI 2012 Report incentivi ISI 2012 Il 18 aprile 2013 si è conclusa regolarmente la procedura telematica per l'assegnazione dei 155 milioni di euro stanziati a fondo perduto dall INAIL nell ambito del bando degli

Dettagli

Spettabile AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS ED I SERVIZI IDRICI Piazza Cavour 5 20121, MILANO

Spettabile AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS ED I SERVIZI IDRICI Piazza Cavour 5 20121, MILANO Spettabile AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS ED I SERVIZI IDRICI Piazza Cavour 5 20121, MILANO Direzione Infrastrutture infrastrutture@autorita.energia.it Milano, 13 febbraio 2015 Oggetto: DCO

Dettagli

L assetto gestionale e la razionalizzazione delle aziende. Alessandro Petretto Convegno ANEA Roma, 15 maggio 2015

L assetto gestionale e la razionalizzazione delle aziende. Alessandro Petretto Convegno ANEA Roma, 15 maggio 2015 L assetto gestionale e la razionalizzazione delle aziende partecipate Alessandro Petretto Convegno ANEA Roma, 15 maggio 2015 Outlinedell intervento Le determinanti delle performance aziendali secondo gli

Dettagli

Audizione al Parlamento. ViceMinistro On. Paolo Romani

Audizione al Parlamento. ViceMinistro On. Paolo Romani Audizione al Parlamento ViceMinistro On. Paolo Romani 1 L Italia per la sua crescita economica, in tutti i settori, ha bisogno di un infrastruttura di rete elettronica a banda larga. Le misure di policy

Dettagli

COMITATO TECNICO CREDITO E FINANZA

COMITATO TECNICO CREDITO E FINANZA Angelo Camilli COMITATO TECNICO CREDITO E FINANZA Linee di indirizzo 17 dicembre 2012 Scenario L offerta di credito nel Lazio si riduce progressivamente Il tasso di crescita dei prestiti alle imprese,

Dettagli

Gli obiettivi del progetto sono dunque molteplici: favorire la diffusione della cultura imprenditoriale dei ricercatori, in modo che la

Gli obiettivi del progetto sono dunque molteplici: favorire la diffusione della cultura imprenditoriale dei ricercatori, in modo che la REGIONE PIEMONTE BOLLETTINO UFFICALE N. 40 DEL 8/10/2009 Finpiemonte S.p.A. - Torino Avviso ad evidenza pubblica - Progetto Sovvenzione Globale "Percorsi integrati per la creazione di imprese innovative

Dettagli

Giornata di studio. Gli investimenti nel servizio idrico integrato Criticità e prospettive nelle regioni a obiettivo uno

Giornata di studio. Gli investimenti nel servizio idrico integrato Criticità e prospettive nelle regioni a obiettivo uno Giornata di studio Gli investimenti nel servizio idrico integrato Criticità e prospettive nelle regioni a obiettivo uno Enna, 19 novembre 2010 Intervento di Luciano Baggiani, Presidente ANEA Pagina 1 di

Dettagli

Il riassetto organizzativo-gestionale dei servizi idrici

Il riassetto organizzativo-gestionale dei servizi idrici Filippa Bellante Il riassetto organizzativo-gestionale dei servizi idrici ARACNE Copyright MMV ARACNE EDITRICE S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it 00173 Roma via Raffaele Garofalo, 133

Dettagli

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO NUMERO G I U G N O 2003 QUATTORDICI INDICE PREMESSA pag.5 TEMI DEL RAPPORTO 7 CAPITOLO 1 LO SCENARIO MACROECONOMICO 11 CAPITOLO 2 L ANALISI DEL MERCATO DEL CREDITO

Dettagli

Piano di Comunicazione dei Fondi Strutturali

Piano di Comunicazione dei Fondi Strutturali REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Repubblica Italiana UNIONE EUROPEA In Sardegna, verso l'europa POR SARDEGNA 2000/2006 Piano di Comunicazione dei Fondi Strutturali Allegato al Complemento di programmazione

Dettagli

SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI DELL ULTIMA EDIZIONE DEL MONITORAGGIO DEL MICROCREDITO (dati 2014)

SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI DELL ULTIMA EDIZIONE DEL MONITORAGGIO DEL MICROCREDITO (dati 2014) SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI DELL ULTIMA EDIZIONE DEL MONITORAGGIO DEL MICROCREDITO (dati 2014) A cura dell Ente Nazionale per il Microcredito, Team di monitoraggio Il monitoraggio condotto dall Ente

Dettagli

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007

IL CIPE. Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 Deliberazione n. 36 del 15 giugno 2007 DEFINIZIONE DEI CRITERI DI COFINANZIAMENTO PUBBLICO NAZIONALE DEGLI INTERVENTI SOCIO STRUTTURALI COMUNITARI PER IL PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2007-2013 IL CIPE VISTA

Dettagli

Allegato B CASH FLOW GENERATO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA

Allegato B CASH FLOW GENERATO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA Allegato B CASH FLOW GENERATO E SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA SOMMARIO 1 LA FINANZIABILITÀ DEL PIANO...I 2 I CONTI ECONOMICI DI PREVISIONE...V 3 STATO PATRIMONIALE...VII 4 FLUSSI DI CASSA... VIII 5 UNO SCENARIO

Dettagli

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 1. Governance e politiche di coesione Nelle politiche di coesione 2007 2013 hanno un forte rilievo le azioni

Dettagli

Scheda LE FONTI RINNOVABILI, IL RISPARMIO E L EFFICIENZA ENERGETICA

Scheda LE FONTI RINNOVABILI, IL RISPARMIO E L EFFICIENZA ENERGETICA ISTITUTO DI RICERCHE ECONOMICHE E SOCIALI Osservatorio Energia Scheda LE FONTI RINNOVABILI, IL RISPARMIO E L EFFICIENZA ENERGETICA PREMESSA Nel marzo 2007, l Unione europea ha varato il primo concreto

Dettagli

L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia

L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia L attuazione della GARANZIA GIOVANI in Italia 30 ottobre 2015 1. Programmazione attuativa (dati al 29 ottobre 2015) Le risorse finanziarie del Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani

Dettagli

DELIBERAZIONE N. 50/24 DEL 21.12.2012

DELIBERAZIONE N. 50/24 DEL 21.12.2012 Oggetto: Interventi a favore del sistema cooperativistico regionale. - Modifica parziale della Delib.G.R. n. 23/2 del 29.5.2012. POR FSE 2007-2013. L Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione

Dettagli

La Direttiva 2000/60/CE nei siti internet istituzionali delle regioni italiane

La Direttiva 2000/60/CE nei siti internet istituzionali delle regioni italiane La Direttiva 2000/60/CE nei siti internet istituzionali delle regioni italiane a cura di Andrea Cori 3 settembre 2014 La Direttiva 2000/60/CE nei siti internet istituzionali delle regioni italiane Introduzione

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Premessa: il contesto di riferimento Il decreto ministeriale 270/2004

Dettagli

FUSIONE TRA CVS E POLESINE ACQUE: UN PROGETTO PER GARANTIRE CHE L ACQUA RESTI BENE COMUNE

FUSIONE TRA CVS E POLESINE ACQUE: UN PROGETTO PER GARANTIRE CHE L ACQUA RESTI BENE COMUNE PROGETTO DI FUSIONE CVS POLESINE ACQUE 26/08/2015 FUSIONE TRA CVS E POLESINE ACQUE: UN PROGETTO PER GARANTIRE CHE L ACQUA RESTI BENE COMUNE Avviata la gara per la due diligence, fotografia dello stato

Dettagli

AZIONI di COORDINAMENTO ORGANISMI REGIONALI ANFFAS ONLUS. programmi e stato dell arte. Consigliere Nazionale Cesarina Del Vecchio

AZIONI di COORDINAMENTO ORGANISMI REGIONALI ANFFAS ONLUS. programmi e stato dell arte. Consigliere Nazionale Cesarina Del Vecchio AZIONI di COORDINAMENTO ORGANISMI REGIONALI ANFFAS ONLUS programmi e stato dell arte Consigliere Nazionale Cesarina Del Vecchio 1 PROGRAMMA APPROVATO DALL ASSEMBLEA ASSEMBLEA MAGGIO 2010: Per quanto concerne

Dettagli

QUANTO COSTA STUDIARE IN ITALIA?

QUANTO COSTA STUDIARE IN ITALIA? CARTELLA STAMPA Presentata a Roma un indagine promossa dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario su La valutazione del costo degli studi universitari in Italia QUANTO COSTA STUDIARE

Dettagli

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI comunicato stampa PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI Le due società, attive in Lazio da alcuni anni, presentano il loro Rendiconto Sociale. Il documento rappresenta

Dettagli

Èuna situazione complessa e per

Èuna situazione complessa e per LE RISORSE PER IL VOLONTARIATO NELLA CRISI: COME QUADRARE IL CERCHIO? Investire nella qualità della progettazione, ricerca di nuovi potenziali finanziatori, ricorso a campagne di sottoscrizione popolare.

Dettagli

Il Progetto di Confindustria per competere in rete. Milano - FederlegnoArredo, 13 giugno 2013

Il Progetto di Confindustria per competere in rete. Milano - FederlegnoArredo, 13 giugno 2013 Il Progetto di Confindustria per competere in rete Milano - FederlegnoArredo, 13 giugno 2013 Esigenze espresse dalle Imprese Volontà di: Aggregazione su programmi/progetti Superamento del localismo distrettuale

Dettagli

VERDI GREEN ITALIA CIRCOLO DELLA VERSILIA www.verdi-versilia.it info@verdi-versilia.it

VERDI GREEN ITALIA CIRCOLO DELLA VERSILIA www.verdi-versilia.it info@verdi-versilia.it LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DEL COMUNE DI VIAREGGIO: LA GESTIONE DELLA RETE DEL GAS Per poter meglio far comprendere la complessa dinamica che vi è dietro una corretta gestione del patrimonio di un Comune,

Dettagli

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere ...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante,

Dettagli

Il ruolo del Credito in Sardegna

Il ruolo del Credito in Sardegna Il ruolo del Credito in Sardegna Seminario del 16 luglio 2007 Vorrei circoscrivere il perimetro del mio intervento alle problematiche che coinvolgono il target di clientela di Artigiancassa. Noi infatti

Dettagli

PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA

PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA,QWURGX]LRQH Il processo di sussidiarietà dalla Regione alle Province in materia di

Dettagli

Consiglio Direttivo A.N.E.A. Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito Territoriale. Verbale riunione del 17 Novembre 2011

Consiglio Direttivo A.N.E.A. Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito Territoriale. Verbale riunione del 17 Novembre 2011 Consiglio Direttivo A.N.E.A. Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito Territoriale Verbale riunione del 17 Novembre 2011 L anno 2011 (Duemilaundici), il giorno 17 del mese di Novembre, alle ore

Dettagli

Calano le imprese italiane, aumentano le straniere. Sentono meno la crisi e creano 85 miliardi di di valore aggiunto

Calano le imprese italiane, aumentano le straniere. Sentono meno la crisi e creano 85 miliardi di di valore aggiunto Calano le imprese italiane, aumentano le straniere. Sentono meno la crisi e creano 85 miliardi di di valore aggiunto Imprese straniere in aumento. Su 6.061.960 imprese operanti in Italia nel 2013, 497.080

Dettagli

Imprese partecipate dalle Università per settore (tot. 150) Fonte: Banca dati Dip. Funzione Pubblica

Imprese partecipate dalle Università per settore (tot. 150) Fonte: Banca dati Dip. Funzione Pubblica Osservazioni sul documento base Problematiche relative alla partecipazione alle gare di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006 delle Università e degli Istituti similari Audizione presso l Autorità

Dettagli

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Volume 6 DICEMBRE 2005 CRIF DECISION SOLUTIONS - NOMISMA OVERVIEW CAPITOLO 1 FATTI E TENDENZE INDICE 1.1 L economia internazionale

Dettagli