DNV GL - BUSINESS ASSURANCE

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1 Executive summary DNV GL - BUSINESS ASSURANCE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Sommario Introduzione Metodologia e campione della ricerca Analisi dello scenario attuale Gestione della salute e sicurezza sul lavoro Principali ambiti di rischio e iniziative intraprese dalle aziende di tutto il mondo Fattori determinanti e ostacoli Benefici Prospettive future Propensione agli investimenti Aree di rischio future e iniziative Scheda Italia Alcuni spunti sullo scenario italiano DNV GL

2 Page 2 of 15 INTRODUZIONE DNV GL - Business Assurance, ente di certificazione leader a livello mondiale, e GFK Eurisko, istituto di ricerca internazionale tra i più importanti, hanno indagato l approccio al tema della salute e sicurezza sul lavoro da parte di aziende appartenenti a diversi settori in Europa, Nord America, Sud America e Asia. L indagine è stata realizzata a ottobre 2013 e ha preso in considerazione le modalità di gestione di salute e sicurezza, i principali rischi e le più importanti iniziative realizzate dai clienti di DNV GL - Business Assurance provenienti da più settori e aree del mondo diverse. L approccio in materia di salute e sicurezza sul lavoro sta cambiando, in meglio. Il sondaggio internazionale, che ha coinvolto circa professionisti dei settori primario, secondario e terziario di tutto il mondo, ha evidenziato che le aziende stanno gradualmente passando dall atteggiamento reattivo del passato a una gestione consapevole delle criticità operative, preludio per lo sviluppo di una vera e propria cultura della tutela di salute e sicurezza dei lavoratori da parte delle aziende. Nel mondo si registrano atteggiamenti diversi. Per i nordamericani la tutela di salute e sicurezza sul lavoro è un aspetto cruciale per salvaguardare l azienda, per norvegesi e svedesi la persona è l elemento centrale, mentre gli asiatici ritengono di dover ancora lavorare sugli aspetti strutturali ma, complessivamente, si rileva un evoluzione positiva. Per il futuro, gli operatori di tutto il mondo si aspettano una riduzione dei rischi operativi, sono disponibili ad intraprendere nuove iniziative di salvaguardia della salute e sicurezza in azienda, cambiando l approccio e la mentalità. Gli interventi si sposteranno dagli aspetti più strettamente operativi a quelli organizzativi, segnando un cambiamento importante per lo sviluppo di una cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che si concentri maggiormente sugli aspetti legati all organizzazione e al benessere dei lavoratori.

3 Page 3 of 15 METODOLOGIA E CAMPIONE DELLA RICERCA Il sondaggio è stato svolto nell ottobre 2013 su un campione di circa professionisti di importanti aziende dei settori primario, secondario e terziario appartenenti a comparti diversi in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia Il campione è qualitativo e non rappresentativo dal punto di vista statistico. Il 23% delle aziende coinvolte conta meno di 50 addetti, il 32% fra 50 e 249 e il 45% 250 o più La maggior parte delle aziende coinvolte appartiene al settore secondario, in particolare ai comparti dell alimentare (5%), della chimica (6%), della metallurgia (11%), della meccanica (9%) e delle forniture elettriche (4%) Il 67% dei partecipanti svolge funzioni direttamente connesse con la gestione tecnico-operativa Il questionario è stato somministrato con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing)

4 Page 4 of 15 GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA La gestione di salute e sicurezza sul posto di lavoro rientra a pieno titolo tra gli elementi presi in considerazione dalle strategie aziendali per oltre il 90% degli intervistati. L attenzione maggiore si registra nei settori minerario ed estrattivo, dove si arriva al 98%. Figura 1: Gestione di salute e sicurezza sul lavoro nell ambito delle strategie aziendali Il 76% dei professionisti dichiara di adottare policy di tutela specifiche, facendo più di quanto previsto da requisiti legali e normativi. Più grandi sono le aziende, maggiore è il ricorso a policy ad hoc ma, sorprendentemente, anche il 70% delle piccole aziende non è da meno. Gli europei (82%), con centroamericani e sudamericani (81%), sono i più dinamici. In vetta alla classifica si posizionano italiani (94%) e olandesi (92%). Figura 2: Aziende che implementano politiche di salute e sicurezza ad hoc Non si tratta solo di operazioni di facciata: 7 intervistati su 10 dichiarano di implementare efficacemente le policy per la tutela di salute e sicurezza sul lavoro. Per l Italia le percentuali si attestano all 88%.

5 Page 5 of 15 PRINCIPALI AMBITI DI RISCHIO E INIZIATIVE INTRAPRESE DALLE AZIENDE NEL MONDO Interrogati su quali siano i principali rischi, i professionisti di tutto il mondo identificano per lo più aspetti operativi, con alcune interessanti differenze a livello geografico. I nordamericani (66%) e gli svedesi (55%), ad esempio, sono i più attenti all ergonomia, mentre le carenze strutturali di macchinari e attrezzature sono l aspetto che più preoccupa gli asiatici (54%). I cinesi si focalizzano sull ambiente di lavoro, registrando percentuali superiori alla media per rischi legati ad agenti fisici, come rumore e vibrazioni (55%), a incendi ed esplosioni (50%) o alla scarsa sicurezza degli impianti elettrici (38%). Figura 3: Principali aree di rischio Conseguentemente, piuttosto che focalizzarsi su strategie di prevenzione, si ritiene più efficace intervenire direttamente sull operatività. La classifica globale delle azioni più efficaci è guidata, infatti, dalle attività di manutenzione (48%), dalle misure d emergenza (46%), dalla formazione (42%) e dai controlli medici per i lavoratori (40%). Le iniziative che mirano a regolare l organizzazione aziendale come le attività di valutazione dei potenziali rischi (37%), l adozione di misure precauzionali (35%) o di sistemi di gestione (34%) occupano posti più bassi della graduatoria dimostrando che, a fronte di una spiccata attenzione per le questioni operative, c è ancora molto da fare per quanto riguarda gli aspetti organizzativi.

6 Page 6 of 15 Figura 4: Azioni ritenute efficaci nella gestione di salute e sicurezza da aziende del mondo intero Su questo fronte, i più avanzati sono i nordamericani, con percentuali ben al di sopra della media non solo per l implementazione efficace di interventi operativi, ma anche di iniziative volte a risolvere criticità organizzative: quasi 1 su 2 intraprende con successo iniziative atte a minimizzare il numero di lavoratori potenzialmente esposti a rischi, il 44% implementa sistemi di gestione del rischio e il 43% adotta procedure mirate ad assicurare che i prodotti siano conformi ai requisiti di tutela di salute e sicurezza sin dalla fase di progettazione. Norvegesi e svedesi, invece, si distinguono per l attenzione dedicata al coinvolgimento e alla consultazione dei lavoratori sul tema della salute e sicurezza sul lavoro (Norvegia 46%, Svezia 43%). Sono, inoltre, fra i più accesi sostenitori delle misure di emergenza (svedesi 64%) e di quelle preventive e di protezione collettiva (norvegesi 50%), piuttosto che dei dispositivi di protezione individuale. Gli italiani, invece, spiccano per i controlli medici per i lavoratori (57%) e per le attività di assessment dei rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (49%). Comprensibilmente, le aziende chimiche si collocano ai primi posti per l adozione di misure di emergenza (58%) e per le procedure finalizzate ad assicurare che la tutela di salute e sicurezza sia integrata sin dalla fase di ideazione del prodotto (40%). Le società minerarie ed estrattive, invece, ritengono particolarmente efficaci le attività di valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza (50%), i controlli medici per i dipendenti (50%) e il loro coinvolgimento (43%).

7 Page 7 of 15 FATTORI DETERMINANTI E OSTACOLI Figura 5: Principali ragioni che spingono le aziende a intraprendere interventi a tutela di salute e sicurezza Il rispetto delle leggi e delle normative (87%) è la ragione principale che spinge le aziende a occuparsi di tutela di salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto in Europa (91%). Seguono le politiche interne, indicate dal 73% dei professionisti. Tutte le altre motivazioni, come il mantenimento di buone relazioni con i lavoratori (43%), la continuità operativa (38%) e la salvaguardia degli asset dell azienda (38%), giocano un ruolo secondario. Le aziende di tutto il mondo si occupano di salute e sicurezza sul lavoro indipendentemente dalle ripercussioni sulle performance di mercato. Infatti, la tutela dell immagine di marca (24%), la sensibilità dell opinione pubblica (19%) e la concorrenza (19%) sono fattori minori. Si registrano differenze a livello geografico. Anche se costituiscono la spinta principale, la pressione di leggi e normative è inferiore alla media (77%) per i nordamericani. Oltre a soddisfare un obbligo, tutelare salute e sicurezza sul lavoro è cruciale anche per preservare l azienda. Metà degli intervistati nordamericani ritiene che la tutela di salute e sicurezza sia un elemento importante per salvaguardare gli asset aziendali, 1 su 3 un aspetto chiave per proteggere la proprietà e il top management o per soddisfare le caratteristiche richieste dalle società di assicurazioni. La salvaguardia degli asset aziendali è un fattore importante anche per indiani (64%) e cinesi (50%). In Cina, la concorrenza (39%), la tutela del brand (40%) e la soddisfazione delle

8 Page 8 of 15 richieste dei clienti (55%) sono spinte fondamentali, evidenziando come la tutela della sicurezza dei lavoratori sia considerata un elemento fondamentale per il successo dell azienda. Il 55% dei norvegesi e il 72% degli svedesi, invece, sono motivati dalle relazioni con lavoratori e sindacati. Nei diversi settori merceologici le motivazioni che spingono ad adottare iniziative per il contenimento dei rischi grossomodo rispecchiano la classifica globale, con leggi e normative (seguite dalle politiche interne) sempre in cima alla lista. Figura 6: Costi e benefici Il 57% dei partecipanti ritiene che i vantaggi derivanti dalle iniziative di tutela di salute e sicurezza superino i costi. Norvegesi (79%) e cinesi (80%) sono i più soddisfatti. Anche i nordamericani (76%) e i centro sudamericani (72%) registrano percentuali al di sopra della media. A livello generale, le aziende hanno ottenuto benefici tangibili, soprattutto legati alla diminuzione degli infortuni (75%) e al miglioramento delle relazioni con il personale (67%). Il 39% ha migliorato i rapporti con le autorità e solo il 24% con altri stakeholder. La salvaguardia di salute e sicurezza non è percepita come un elemento su cui puntare per migliorare le performance aziendali: pochi hanno dichiarato di averne beneficiato in termini di risparmio (36%), di vantaggio competitivo (34%) e di ritorno di immagine (26%). Fanno eccezione i professionisti nordamericani per quanto riguarda il risparmio (menzionato da 1 su 2) e i cinesi, che hanno ottenuto vantaggi significativi dal punto di vista del vantaggio competitivo (49%) e della brand equity (37%). Le industrie chimiche spiccano per aver ottenuto benefici superiori alla media in termini di diminuzione degli infortuni (87%) e miglioramento delle relazioni con le autorità (55%) e gli altri stakeholder (35%). Oltre la media anche i vantaggi per il settore minerario ed estrattivo, in special modo in relazione a parametri come il vantaggio competitivo (51%) e il miglioramento delle relazioni con le autorità (50%).

9 Page 9 of 15 Figura 7: Benefici ottenuti dalle aziende che hanno adottato iniziative per la salvaguardia della salute e sicurezza sul lavoro La mancanza di risorse finanziarie (31%) e il focus sui risultati di breve periodo (26%) sono gli ostacoli principali ai progressi nella gestione di salute e sicurezza sul lavoro per le aziende di tutto il mondo. In Asia, il peso di fattori come la perdita di efficienza (23%), la mancanza di ritorno sugli investimenti (19%) e di partecipazione da parte dei fornitori (15%) è più alto rispetto alla media, evidenziando come la modalità in cui il lavoro è strutturato sia percepita come un freno alla tutela di salute e sicurezza sul lavoro. Simile è lo scenario nell edilizia, dove il calo dell efficienza (21%), la minor competitività (13%) e soprattutto la mancanza di coinvolgimento dei fornitori (26%) influiscono molto sulla capacità di migliorare le condizioni di salute e sicurezza. L organizzazione del lavoro compromette la possibilità di gestirle e migliorarle.

10 Page 10 of 15 Figura 8: Ostacoli al miglioramento della gestione di salute e sicurezza PROSPETTIVE FUTURE Per il futuro, i professionisti di tutto il mondo si aspettano una riduzione dei rischi operativi. Fiduciosi che il progresso apporterà soluzioni pratiche, le aziende prevedono di mantenere lo stesso livello di attenzione soltanto sui fattori psicologici (22% invariato). Figura 9: Rischi attuali e futuri

11 Page 11 of 15 Ci saranno differenze a livello geografico: il Nord America (54%) e il Centro e Sud America (53%), ad esempio, manterranno alta l attenzione verso l ergonomia, mentre gli asiatici prevedono rischi superiori alla media derivanti dalle carenze dei macchinari (43%) e degli ambienti di lavoro (43%). Figura 10: Rischi futuri Nonostante si aspettino una diminuzione dei rischi, le aziende non rinunceranno alle iniziative per tutelare salute e sicurezza sul lavoro e cambieranno il proprio atteggiamento. La formazione dei lavoratori (63%), le attività di assessment dei rischi (63%) e l adozione di sistemi di gestione o programmi di prevenzione (59%) saranno le attività a cui le aziende ricorreranno maggiormente passando, così, dagli aspetti più strettamente operativi a quelli organizzativi.

12 Page 12 of 15 Figura 11: Iniziative future Quel che è certo è che l attenzione rimarrà alta negli anni a venire. Oltre il 90% degli intervistati prevede di mantenere o aumentare il livello degli investimenti nei prossimi 3 anni. Centro e sudamericani sono i più determinati: il 53% afferma di voler incrementare i budget dedicati a salute e sicurezza sul lavoro. Figura 12: Propensione agli investimenti

13 Page 13 of 15 SCHEDA ITALIA Alcuni spunti sullo scenario italiano Per il 96% delle aziende italiane la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro rientra a pieno titolo tra gli elementi presi in considerazione dalle strategie aziendali Il 94% degli italiani dichiara di adottare delle policy di tutela ad hoc, andando oltre agli obblighi di legge Non si tratta di operazioni di facciata: l 88% delle aziende italiane dichiara di implementare in maniera efficiente le politiche per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro Interrogati su quali siano i principali rischi, i professionisti italiani identificano per lo più aspetti operativi: rischi derivanti da agenti fisici come rumori, vibrazioni o radiazioni (47%) aspetti ergonomici (35%) presenza di sostanze chimiche (35%) organizzazione del lavoro (34%) Le aziende italiane trovano particolarmente efficaci: i controlli medici per i lavoratori (57%) le attività di assessment dei rischi potenziali (49%) attività di manutenzione (48%) attività di formazione (47%) Le ragioni principali che in Italia spingono le aziende a occuparsi di salute e sicurezza sul lavoro sono: Il rispetto delle leggi (94%) Rispetto delle politiche interne (74%) Rapporto costi/benefici: Il 43% degli italiani ritiene che i benefici siano superiori ai costi (14 punti percentuali in meno rispetto alla media mondiale) Il 39% degli italiani ritiene che costi e benefici si equivalgano Solo il 18% che i costi superino i benefici

14 Page 14 of 15 Le aziende italiane hanno ottenuto benefici tangibili dall implementazione di iniziative di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro: Il 65% ne ha beneficiato in termini di diminuzione del numero degli incidenti il 64% ha migliorato le relazioni con i propri dipendenti il 35% ha migliorato i rapporti con le autorità il 17% ha migliorato i rapporti con gli altri stakeholder Anche in Italia, la tutela di salute e sicurezza sul lavoro non è vista come un asset per migliorare le performance di business: solo il 32% dichiara di aver beneficiato in termini di ritorno di marca a seguito dell implementazione di iniziative specifiche il 26% di aver ottenuto un risparmio il 21% di aver guadagnato un vantaggio rispetto ai competitor I principali motivi che impediscono alle aziende di progredire ulteriormente in materia di tutela di salute e sicurezza in Italia sono: mancanza di risorse economiche (31%) necessità di focalizzarsi sui risultati di breve periodo (22%) Per il futuro i professionisti italiani si aspettano una riduzione dei rischi operativi: rischi legati alle condizioni oggettive di lavoro -14% rischi influenzati dal comportamento dei lavoratori -7% Gli italiani son fiduciosi che il futuro possa portare soluzioni a necessità pratiche, fanno eccezione: i rischi legati ai fattori psicologici (+2,6%) rischi legati alle carenze strutturali (+1%) rischi legati alla presenza di cancerogeni (+0,5%) Le aree di rischio su cui gli italiani manterranno il focus saranno: presenza di agenti fisici (37%) l organizzazione del lavoro (30%) fattori ergonomici (28%)

15 Page 15 of 15 In futuro le attività a cui le aziende italiane faranno maggiormente ricorso saranno: attività di assessment dei rischi (63%), implementazione dei sistemi di gestione (60%) training per i lavoratori (58%) Gli italiani continueranno a investire in tutela di salute e sicurezza: il 66% dei professionisti manterrà investimenti in salute e sicurezza il 28% aumenterà i propri investimenti *Il campione degli intervistati italiani è composto da 571 professionisti

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