Università degli Studi di Parma Esempio Contributi in conto capitale La formazione del costo i contributi (esempio) La Alfa S.p.A. riceve nell esercizio esercizio un contributo in conto impianti per 5.000 euro. Il costo del bene ammonta a 25.000 euro, la sua vita utile è stimata in 10 anni e l aliquota di ammortamento è del 10%. 2 1
La formazione del costo i contributi (esempio) Metodo a) Ripartizione del contributo in conto capitale per tutta la vita utile del macchinario L impianto viene contabilizzato al costo d acquisto (euro 25.000); il contributo ricevuto viene considerato come componente positivo di reddito comune a più esercizi, in quanto la sua utilità si dispiega per tutta la vita economica utile dell immobilizzazione. Ne segue che al termine dell esercizio, in sede di scritture di assestamento, si rileva come ricavo a conto economico e riscontato tra i vari esercizi con la stessa percentuale con cui si procede all ammortamento del bene la quota di ammortamento dell impianto (25.000 euro /10 anni = 2.500 euro) e si invia, sempre a conto economico, la quota parte del contributo di competenza dell esercizio, stornando quelle riferite agli esercizi successivi (5.000 euro/10 anni = 500 euro). La quota da stornare dal conto economico e da iscrivere nello stato patrimoniale sotto la voce risconti passivi viene così calcolata: Contributo in c/capitale totale: Contributo in c/capitale di competenza: Contributo in c/capitale da stornare: 5.000 euro 500 euro 4.500 euro (risconti passivi) 3 La formazione del costo i contributi (esempio) La scrittura contabile da effettuare al ricevimento del contributo è la seguente: Banca a Contributi in c/impianti 5.000 5.000 In sede di scritture di assestamento di fine esercizio si rilevano l ammortamento e il risconto passivo: Ammortamento impianti a F.do amm.to impianti 2.500 2.500 Contributo in c/impianti a Risconti passivi 4.500 4.500 4 2
La formazione del costo i contributi (esempio) Metodo b) Deduzione integrale del contributo in conto capitale dal costo dell immobilizzazione Il contributo ricevuto viene portato a diretta riduzione del costo d acquisto dell impianto, che e viene ammortizzato per la differenza (25.000 euro 5.000 euro = 20.000 euro valore da ammortizzare/10 anni = 2.000 euro quota annuale di ammortamento) Banca a Contributo in c/impianti 5.000 5.000 Contributo in c/impianti a Impianti 5.000 5.000 Ammortamento impianti a F.do amm.to impianti 2.000 2.000 5 Università degli Studi di Parma Esempio Manutenzioni 3
MANUTENZIONI La società Alfa S.p.A. ha effettuato i seguenti interventi (Iva al 20%): in data 05/05/20xy manutenzione per incrementare la capacità produttiva di un impianto per 15.000; in data 01/02/20xy+1 è stato sostenuto un costo di 10.000 per manutenzione ciclica su un macchinario posseduto da 5 anni e acquistato al costo di 35.000. Dalla data di acquisto è stato costituito l apposito fondo manutenzioni cicliche. Si rilevi le suddette operazioni di manutenzione. 7 MANUTENZIONE STRAORDINARIA 05/05/20xy Dare Avere 1) Diversi a Fornitori 18.000 Impianto 15.000 Iva c/acquisti 3.000 8 4
MANUTENZIONE CICLICA LA MANUTENZIONE CICLICA NECESSITA DELLA COSTITUZIONE DI UN FONDO MANUTENZIONE CICLICA PER IMPUTARE (PER COMPETENZA AD OGNI ESERCIZIO DI UTILIZZAZIONE DEL BENE) QUOTA PARTE DEL COSTO CHE SI SOTERRA IN FUTURO 31/12/20xy 1) Acc. F.do manute. Cicliche a F.do manutenzioni cicliche 2.000 DOPO 5 ANNI IL FONDO MANUTENZIONI CICLICHE E DI 10.000 PARI ALL INTERVENTO PROGRAMMATO ALL ACQUISTO 01/02/20xy+1 1) Diversi a Fornitori 12.000 F.do manutenzioni cicliche 10.000 Iva c/acquisti 2.000 9 Università degli Studi di Parma Esempio Beni in leasing 5
La valutazione dei beni in leasing esempio 1 La società Alfa Leasing S.p.A. concede il locazione finanziaria un immobile alla società Beta S.p.A., secondo le seguenti condizioni contrattuali: corresponsione di un canone di locazione annuo pari a 15.000 euro più IVA; versamento di un maxicanone iniziale pari a 48.000 euro più IVA; durata del contratto 24 mesi; valore di riscatto 380.000 euro. Utilizzando il metodo patrimoniale, la società Beta S.p.A. imputa a conto economico il canone di locazione annuale (15.000 euro più IVA) e l importo totalet del maxicanone; nell esercizio di stipula del contratto e di corresponsione del maxicanone il relativo importo deve essere contabilizzato a conto economico per la quota di competenza (determinata sulla base della durata del contratto), riscontando le quote residue in funzione della durata residua del contratto. 11 La valutazione dei beni in leasing esempio 1 La quota di competenza dell esercizio del maxicanone è pari a: 48.000 euro/2 anni = 24.000 euro La quota da stornaredl dal conto economico e da iscriverei nello stato patrimoniale i sotto la voce risconti attivi viene così calcolata: Maxicanone iniziale Quota del maxicanone di competenza Quota del maxicanone da stornare 48.000 euro 24.000 euro 24.000 euro (risconti attivi) Tra i conti d ordinedi del bilancioi di Beta S.p.A. è opportuno evidenziare i il valore attribuibile ai canoni di leasing ancora da corrispondere ad Alfa S.p.A. Nell esercizio in cui il contratto di leasing ha termine e il bene viene riscattato, la Beta S.p.A. iscrive il bene nell attivo patrimoniale ad un valore pari al prezzo di riscatto, quindi ad euro 380.000. 12 6
La valutazione dei beni in leasing esempio 2 La società Alfa Leasing S.p.A. concede il locazione finanziaria un immobile alla società Beta S.p.A., secondo le seguenti condizioni contrattuali: corresponsione di un canone di locazione annuo pari a 30.000 euro più IVA; versamento di un maxicanone iniziale pari a 5.000 euro più IVA; durata del contratto 10 anni; valore di riscatto 200.000 euro. Utilizzando il metodo patrimoniale, la società Beta S.p.A. imputa a conto economico il canone di locazione annuale (30.000000 euro più IVA) e l importo totalet del maxicanone; nell esercizio di stipula del contratto e di corresponsione del maxicanone il relativo importo deve essere contabilizzato a conto economico per la quota di competenza (determinata sulla base della durata del contratto), riscontando le quote residue in funzione della durata residua del contratto. 13 La valutazione dei beni in leasing esempio 2 La quota di competenza dell esercizio del maxicanone è pari a: 5.000 euro/10 anni = 500 euro La quota da stornaredl dal conto economico e da iscriverei nello stato patrimoniale i sotto la voce risconti attivi viene così calcolata: Maxicanone iniziale Quota del maxicanone di competenza Quota del maxicanone da stornare 5.000 euro 500 euro 4.500 euro (risconti attivi) Tra i conti d ordinedi del bilancioi di Beta S.p.A. è opportuno evidenziare i il valore attribuibile ai canoni di leasing ancora da corrispondere ad Alfa S.p.A. Nell esercizio in cui il contratto di leasing ha termine e il bene viene riscattato, la Beta S.p.A. iscrive il bene nell attivo patrimoniale ad un valore pari al prezzo di riscatto, quindi ad euro 200.000. 14 7
LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING Esempio n. 3 La società Alfa Leasing S.p.A., in data 01/03/20xy, concede in locazione finanziaria un immobile alla società Beta S.p.A., secondo le seguenti condizioni contrattuali (Iva al 20%): corresponsione di un canone di locazione mensile pari ad 14.000 + IVA; versamento di un maxicanone iniziale pari ad 52.000 + IVA; durata del contratto 24 mesi, valore del bene 300.000 vita utile 10 anni; valore di riscatto 20.000. Utilizzando il metodo patrimoniale, la società Beta S.p.A. imputa a conto economico il canone di locazione annuale e l importo totale del maxicanone; nell esercizio di stipula del contratto e di corresponsione del maxicanone il relativo importo deve essere contabilizzato a conto economico per la quota di competenza (determinata sulla base della durata del contratto), riscontando le quote residue in funzione della durata residua del contratto. 15 LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING La quota di competenza dell esercizio del maxicanone è pari a: (52.000/24) x 10 = 21.667 La quota da stornare dal conto economico e da iscrivere nello stato patrimoniale sotto la voce risconti attivi viene così calcolata: Maxicanone iniziale 52.000 - Quota del maxicanone di competenza 21.667 = Quota del maxicanone da stornare 30.333 (risconti attivi) Tra i conti d ordine dordinedeldel bilancio di Beta S.p.A. è opportuno evidenziare il valore attribuibile ai canoni di leasing ancora da corrispondere ad Alfa S.p.A. Nell esercizio in cui il contratto di leasing ha termine e il bene viene riscattato, la Beta S.p.A. iscrive il bene nell attivo patrimoniale ad un valore pari al prezzo di riscatto, quindi ad 20.000. 16 8
LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING 01/03/20xy Dare Avere 1) Diversi a Fornitori 62.400 Canoni di leasing 52.000 Iva c/acquisti 10.400 01/03/20xy 2) Fornitori a Banca c/c 62.400 01/03/20xy 3) Diversi a Fornitori 16.800 Canoni idi leasing 14.000 Iva c/acquisti 2.800 01/03/20xy 4) Fornitori a Banca c/c 16.800 17 LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING 31/12/20xy 5) Risconti attivi a Canoni di leasing 30.333 Conti d ordine 31/12/20xy 6) Macchinari in leasing a Cedenti macchinari in 388.000 leasing 31/12/20xy 7) Cedenti macchinari in leasing a Macchinari in leasing 192.000 18 9
LEASING E NOTA INTEGRATIVA ART. 2427, n. 22 c.c. Relativamente alle operazioni di leasing finanziario il bilancio deve indicare in uno specifico prospetto: p il valore attuale delle rate di canone non scadute quale determinato utilizzando tassi d'interesse pari all'onere finanziario effettivo inerente i singoli contratti; l'onere finanziario effettivo attribuibile ad essi e riferibile all'esercizio; l'ammontare complessivo al quale i beni oggetto di locazione sarebbero stati iscritti alla data di chiusura qualora fossero stati considerati immobilizzazioni, con separata indicazione di ammortamenti, rettifiche e riprese di valore che sarebbero stati inerenti all'esercizio. 19 LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING Esempio n. 4 La società Alfa Leasing S.p.A., in data 01/06/20xy, concede in locazione finanziaria un immobile alla società Beta S.p.A., secondo le seguenti condizioni contrattuali (Iva al 20%): corresponsione di un canone di locazione mensile pari ad 900 + IVA (di cui 100 per interessi); versamento di un maxicanone iniziale pari ad 5.000 + IVA; durata del contratto 36 mesi, valore del bene 37.300 (800x36 + 3.500 + 5.000); valore di riscatto 3.500, vita utile 10 anni. Utilizzando il metodo finanziario, la società Beta S.p.A. rilevi il leasing in oggetto. 20 10
LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING 01/06/20xy Dare Avere 1) Automezzi in leasing a Debiti v/ soc di leasing 37.300 01/06/20xy 2) Diversi a Fornitori 6.000 Debiti v/ soc di leasing 5.000 Iva c/acquisti 1.000 01/06/20xy 3) Diversi a Fornitori 1.080 Debiti v/ soc di leasing 800 Interessi passivi 100 Iva c/acquisti 180 21 LA VALUTAZIONE DEI BENI IN LEASING 31/12/20xy 4) Ammortamento a Fondo amm. automezzi 3.730 / /20xy 5) Diversi a Fornitori 4.200 Debiti v/società di leasing 3.500 Iva c/acquisti 700 22 11
Università degli Studi di Parma Esempi I titoli, le partecipazioni e gli altri strumenti finanziari Le partecipazioni immobilizzate Esempio 1 Analisi della differenza positiva tra il costo di acquisto della partecipazione e la quota del patrimonio netto della società acquisita La società Alfa S.p.A. in data 1 gennaio 2008 acquista una partecipazione p del 60% nella società Beta S.p.A. al prezzo di 1.500. La situazione patrimoniale della società Beta alla data di acquisto è la seguente: Attivo Passivo e capitale netto Attivo corrente 4000 3000 Passività Attivi immobilizzato 1000 2000 Capitale netto Totale 5000 5000 Totale Dal confronto tra il costo di acquisto (1500 ) ed il 60% del capitale netto della società Beta (1200 ), emerge una differenza pari a 300 che, per ipotesi, è attribuita per 200 ad incremento delle immobilizzazioni (vita utile di 10 anni) e per 100 ad avviamento (vita utile di 5 anni). Al 1 gennaio la partecipazione è iscritta al costo di acquisto (1500 ) e comporta la seguente scrittura contabile: 01/01/2008 Partecipazioni in società controllate a Banca 1500 Al termine di ogni esercizio successivo, il metodo del patrimonio netto impone di tener conto ad esempio anche dei maggiori valori attribuiti ai beni ammortizzabili attraverso la determinazioni di adeguate quote 2 di ammortamento 1
Le partecipazioni immobilizzate Esempio 2 Analisi della differenza negativa tra il costo di acquisto della partecipazione e la quota del patrimonio netto della società acquisita La società Alfa S.p.A. in data 1 gennaio 2008 acquista una partecipazione p del 60% nella società Beta S.p.A. al prezzo di 800. La situazione patrimoniale della società Beta alla data di acquisto è la seguente: Attivo Passivo e capitale netto Attivo corrente 4000 3000 Passività Attivi immobilizzato 1000 2000 Capitale netto Totale 5000 5000 Totale Dal confronto tra il costo di acquisto (800 ) ed il 60% del capitale netto della società Beta (1200 ), emerge una differenza pari a 400 che, per ipotesi, è attribuita per 200 a riduzione delle immobilizzazioni e per 200 ad avviamento negativo. Al 1 gennaio la partecipazione è iscritta al costo di acquisto (800 ) e comporta la seguente scrittura contabile: 01/01/2008 Partecipazioni in società controllate a Banca 800 Al termine di ogni esercizio successivo, il metodo del PN impone di tener conto anche dei minori valori attribuiti ai beni ammortizzabili attraverso la determinazioni di adeguate quote di ammortamento e 3 all utilizzo del fondo per rischi ed oneri a fronte di eventuali perdite d esercizio della società controllata Le partecipazioni immobilizzate Esempio 3 Determinazione del reddito d esercizio rettificato di pertinenza della società partecipante Si riprenda l esempio lesempion. 1. La società Beta nel 2008 determina un reddito d esercizio pari a 200. Le società Alfa e Beta riguardo ai loro bilanci d esercizio 2008 presentano le seguenti peculiarità: Alfa valuta le rimanenze di magazzino secondo la metodologia FIFO mentre Beta adotta il metodo del costo medio ponderato; la valutazione delle rimanenze di magazzino di Beta secondo la metodologia FIFO comporta un loro incremento di 50. Beta svolge la propria attività negli Stati Uniti ed il suo bilancio è espresso in $. La traduzione a cambi correnti del bilancio della Beta in comporta un perdita di 100. Alfa e Beta hanno compiuto durante l anno numerose operazioni interne relative soprattutto alla compravendita di merci, servizi, beni strumentali, finanziamenti. Tali operazioni hanno prodotto redditi interni non realizzati pari a 40. Il maggior valore attribuito agli immobili e all avviamento determina maggiori ammortamenti pari a 40. La rivalutazione delle immobilizzazioni (200 ), infatti, è al 10%; mentre l avviamento (100 ) è ammortizzato al 20%. 4 2
Le partecipazioni immobilizzate Esempio 3 (segue) Determinazione del reddito d esercizio rettificato di pertinenza della società partecipante Il reddito 2008 di Beta di pertinenza di Alfa pari a 120 (200 x 60% = 120 ) va rettificato di + 30 (50 x 60% = 30 ) per adeguamento dei criteri di valutazione a quelli della partecipante, di 60 (100 x 60% = 60 ) per differenze di traduzione negative, di 24 (40 x 60% = 24 ) per redditi interni non realizzati e di 40 per ammortamenti sui maggiori valori attribuiti alle immobilizzazioni e sull avviamento. Al termine delle rettifiche di consolidamento, il reddito di Beta di pertinenzadialfadiventaparia26 (120+30 60 24 40). In assenza di aumento o di riduzione del patrimonio netto derivanti da operazioni di gestione straordinaria, il valore della partecipazione di Alfa in Beta al 31 dicembre 2008 (secondo il metodo del patrimonio netto) diventa pari a 1.526. 5 Le partecipazioni immobilizzate Metodo del Patrimonio Netto (Esempio 3 segue) In una prima ipotesi (A) si supponga che Alfa, nel 2008, determini un reddito di esercizio pari a + 14 (a cui ha concorso anche il + 26 di utile derivante dalla valutazione della partecipazione in Beta secondo il metodo del patrimonio netto; si precisa che, senza considerare l utile derivante dalla valutazione della partecipazione in Beta, Alfa avrebbe conseguito una perditaparia12).inquestocaso,l obbligodi accantonamento a riserva non distribuibile riguarda il valore di 14, ossia la parte dell utile su partecipazione non assorbito dalla perdita di esercizio di Alfa (26 12 = 14 ). In particolare, applicando il metodo del patrimonio netto, la partecipante, al 31 dicembre 2008, iscrive a conto economico l utile rettificato della partecipata che emerge dall applicazione di tale metodologia (pari a 26 ) mentre, in sede di destinazione del risultato d esercizio (che si ipotizza avvenire il 28 aprile 2009), rileva a riserva non distribuibile l utile determinato dalla stessa (pari a 14 ). 31 dicembre 2008 Partecipazioni in società controllate a Rivalutazione partecipazione 26 28 aprile 2009 Utile d esercizio a Riserva non distribuibile da rivalutazione delle partecipazioni 14 6 3
Le partecipazioni immobilizzate Metodo del Patrimonio Netto (Esempio 3 segue) In unaseconda ipotesi i (B) si supponga che Alfa, nel 2008, dt determini iiun reddito d esercizio i pari a 100. In questo caso, al 31 dicembre 2008 l utile su partecipazione di 26 va imputato a conto economico e, in sede di destinazione del risultato d esercizio (che si ipotizza avvenire il 28 aprile 2009), la partecipante deve accantonare a riserva di patrimonio netto non distribuibile un ammontare pari all utile rettificato della partecipata. 31 dicembre 2008 Partecipazioni in società controllate a Rivalutazione partecipazioni 26 28 aprile 2009 Utile d esercizio a Riserva non distribuibile da rivalutazione delle partecipazioni 26 7 Le partecipazioni immobilizzate Metodo del Patrimonio Netto (Esempio 3 segue) In un terzo caso (C), infine, si ipotizzi che Alfa, nel 2008, determini una perdita d esercizio pari a 50. In tale situazione, l intero utile su partecipazione di 26 va imputato a conto economico nella voce D.18.a. Essendo la perdita di Alfa maggiore (in valore assoluto) della rivalutazione della partecipazione, nessuna riserva non distribuibile deve essere costituita in sede di destinazione dell utile della partecipante. 31 dicembre 2008 Partecipazioni in società controllate a Rivalutazione partecipazione 26 8 4
Le partecipazioni immobilizzate Trattamento dei dividendi (Esempio 3 segue) La società Beta, il 20 aprile 2009, delibera la distribuzione di dividendi per 10 ai propri soci (di cui: 10 x 60% = 6 di pertinenza di Alfa). Il pagamento avviene in data 30 giugno 2009. Si precisa che, nelle ipotesi seguenti, i dividendi sono rilevati per competenza nell esercizio in cui essi maturano. Se Alfa ha applicato il metodo del patrimonio netto, il dividendo non transita in conto economico ed è rilevato come permutazione tra valori dell attivo di stato patrimoniale; si riduce il valore della partecipazione e si aumenta il valore dei crediti verso società controllate o collegate. Alla data di pagamento, si rileverà l incasso in banca contro lo storno del credito verso società controllate o collegate. 31dicembre 2008 Crediti verso società controllate a Partecipazioni in società controllate 6 30 giugno 2009 Banca a Crediti verso società controllate 6 9 ESEMPIO 4 Il 1 gennaio 2008 la società Delta S.p.A. acquista una partecipazione, pari all 80%, nella società Gamma S.p.A. al prezzo di 66.000. A tale data, la situazione patrimoniale di Gamma S.p.A. è la seguente: Attivo Passivo e capitale netto Attivo corrente 50.000 68.000 Passività Attivi immobilizzati 98.000 80.000 Capitale netto Totale 148.000 148.000 Totale La differenza tra il prezzo sostenuto per acquisire la partecipazione e la corrispondente frazione di patrimonio netto della società Gamma S.p.A. trova giustificazione nell avviamento (vita utile 5 anni). Al termine dell esercizio, Gamma S.p.A. determina un reddito d esercizio di 7.000. Le due società riguardo ai loro bilanci d esercizio 2008 presentano le seguenti peculiarità: - Delta valuta le rimanenze di magazzino secondo la metodologia FIFO mentre Gamma adotta il metodo del costo medio ponderato; la valutazione delle rimanenze di magazzino di Gamma secondo la metodologia FIFO comporta un loro incremento di 900 ; - Delta e Gamma hanno compiuto durante l anno numerose operazioni interne relative soprattutto alla compravendita di merci, servizi, beni strumentali, finanziamenti. Tali operazioni hanno prodotto redditi interni non realizzati pari ad 1.900 ; - Delta determina una perdita di esercizio di 2.000 senza considerare gli effetti della valutazione della partecipazione applicando il metodo del patrimonio netto. Sulla base delle informazioni fornite, si determini, applicando il metodo del patrimonio netto, il valore con cui iscrivere nel bilancio di Delta S.p.A. la partecipazione posseduta in Gamma S.p.A.. 5
Alla data di acquisto si determina la differenza tra il prezzo pagato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisita e si rileva la partecipazione: 66.000 (80.000 x 0,8) = 2.000 1 gennaio 2008 Partecipazioni in società controllate a Banca 66.000 In sede di redazione del bilancio d esercizio (31 dicembre 2008), Delta S.p.A. valuta la partecipazione applicando il metodo del patrimonio netto. Il reddito conseguito da Gamma S.p.A. (7.000 ) va rettificato di + 900 per adeguamento dei criteri di valutazione a quelli della partecipante e di 1.900 per redditi interni non realizzati. Al termine delle rettifiche il reddito di Gamma S.p.A. diventa pari a 6.000 (7.000 1.900 + 900) a cui va applicata la percentuale dell 80% (6.000 x 0,8) = 4.800.A tale importo va detratto l ammortamento sull avviamento (2.000 x 0,2) = 400. In assenza di aumento o di riduzione del patrimonio netto derivanti da operazioni di gestione straordinaria, il valore della partecipazione di Delta in Gamma al 31 dicembre 2008, secondo il metodo del patrimonio netto, diventa pari ad (66.000 + 4.800 400) = 70.400. Utile d esercizio + 7.000 Adeguamento valutazione rimanenze + 900 Eliminazione redditi infragruppo - 1.900 Totale + 6.000 x 0,8 = 4.800 400 = 4.400 Partecipazioni in società controllate 31 dicembre 2008 a Rivalutazione partecipazione 4.400 6
Delta S.p.A. realizza una perdita di 2.000 ante rivalutazione. Ciò rende necessario accantonare la parte della rivalutazione che eccede la perdita. 29 aprile 2009 Utile d esercizio a Riserva non distribuibile 2.400 ESEMPIO 5 Il 1 gennaio 2008 la società ABC S.p.A. acquista una partecipazione, pari al 70%, nella società Lambda S.p.A. al prezzo di 5.500. A tale data, la situazione patrimoniale di Lambda S.p.A. è la seguente: Attivo Passivo e capitale netto Attivo corrente 15.000 50.000 Passività Attivi immobilizzati 45.000 10.000 Capitale netto Totale 60.000 60.000 Totale La differenza tra il prezzo sostenuto per acquisire la partecipazione e la corrispondente frazione di patrimonio netto della società Lambda S.p.A. rappresenta uno sconto sul prezzo ottenuto dalla partecipante al momento dell'acquisto, assimilabile, quindi al compimento di un buon affare. Al termine dell esercizio, Lambda S.p.A. determina un reddito d esercizio di 1.000. Le due società riguardo ai loro bilanci d esercizio 2008 presentano le seguenti peculiarità: - ABC valuta le rimanenze di magazzino secondo la metodologia FIFO mentre Lambda adotta il metodo del costo medio ponderato; la valutazione delle rimanenze di magazzino di Lambda secondo la metodologia FIFO comporta un loro incremento di 150 ; - ABC e Lambda hanno compiuto durante l anno numerose operazioni interne relative soprattutto alla compravendita di merci, servizi, beni strumentali, finanziamenti. Tali operazioni hanno prodotto redditi interni non realizzati pari ad 200 ; - ABC determina un utile d esercizio di 150, a cui ha concorso anche l utile derivante dalla valutazione della partecipazione secondo il metodo del patrimonio netto. Sulla base delle informazioni fornite, si determini, applicando il metodo del patrimonio netto, il valore con cui iscrivere nel bilancio di ABC S.p.A. la partecipazione posseduta in Lambda S.p.A. 7
Alla data di acquisto, dal confronto tra il costo di acquisto (5.500 ) e la corrispondente frazione di patrimonio netto (10.000 x 70% = 7.000) emerge una differenza negativa che si giustifica dal compimento di un buon affare. Tale valutazione comporta, al 1 gennaio 2008, la rilevazione della partecipazione. Partecipazioni in società controllate 1 gennaio 2008 a 7.000 Banca 5.500 Riserva per plusvalori di 1.500 partecipazioni acquisite In sede di redazione del bilancio d esercizio (31 dicembre 2008), ABC S.p.A. valuta la partecipazione applicando il metodo del patrimonio netto. Il reddito conseguito da Lambda S.p.A. (1.000 ) va rettificato di + 150 per adeguamento dei criteri di valutazione a quelli della partecipante e di 200 per redditi interni non realizzati. Al termine delle rettifiche il reddito di Lambda S.p.A. diventa pari a 950 (1.000 200 + 150). Applicando la percentuale dell 70% per determinare la rettifica (665 ) da portare ad incremento del costo di acquisto della partecipazione. In assenza di aumento o di riduzione del patrimonio netto derivanti da operazioni di gestione straordinaria, il valore della partecipazione di ABC in Lambda al 31 dicembre 2008, secondo il metodo del patrimonio netto, diventa pari ad 6.150 (5.500 + 650). Utile d esercizio +1.000 Adeguamento valutazione rimanenze + 150 Eliminazione redditi infragruppo - 200 Totale + 950 x 0,7 = 665 8
Senza considerare l effetto della rivalutazione derivante dall applicazione del metodo del patrimonio netto, ABC conseguirebbe una perdita d esercizio pari a 500 (150 650 = 500) e quindi inferiore al valore della rivalutazione stessa. In tale circostanza, applicando il Metodo del patrimonio netto integrale, la partecipante al 31 dicembre 2008 rileva a conto economico la rivalutazione della partecipazione ed accantona a riserva non distribuibile l utile d esercizio alla data in cui l assemblea dei soci ne decide la destinazione (che si ipotizza avvenire il 29 aprile 2009). Partecipazioni in società controllate 31 dicembre 2008 a Rivalutazione partecipazione 650 29 aprile 2009 Utile d esercizio a Riserva non distribuibile da rivalutazione delle partecipazioni 150 I titoli compresi nell Attivo Circolante Esempio 6 La valutazione dei titoli dell attivo circolante Si supponga che in data 1 ottobre 2004 la società Beta S.r.l. abbia acquistato 100 obbligazioni per 10.000 di valore nominale. Il prestito obbligazionario è stato emesso in data 1 aprile 2000 e sarà estinto il 31 marzo 2008. Il godimento degli interessi è previsto il 1 aprile ed il 1 ottobre di ogni anno, ed il tasso di interesse è pari al 3% annuo. L acquisto è stato effettuato al corso secco di 96 (e, pertanto, costo totale di acquisto pari a 9.600). Il valore del titolo al 31 dicembre 2004 ammonta ad 9.500. Il valore del titolo che troverà esposizione in bilancio al termine dell esercizio 2004 coinciderà con il valore di mercato del medesimo, ossia 9.500, in considerazione del fatto che si tratta di importo inferiore rispetto al costo storico di acquisto (pari a 9.600). Al termine dell esercizio medesimo, devono trovare esposizione in bilancio anche gli interessi attivi maturandi, che tuttavia devono essere valorizzati all interno di una voce distinta rispetto a quella nella quale è stato contabilizzato il valore di acquisto del titolo stesso. In data 31 dicembre 2004, pertanto, l acquirente deve provvedere a rilevare il rateo attivo per la cedola in maturazione. Rateo attivo per cedola in maturazione: 10.000 x 3% x 3/12 = 75. 18 9
I titoli compresi nell Attivo Circolante Esempio 7 La valutazione dei titoli dell attivo circolante Si supponga che in data 1 novembre 2004 la società Lambda S.p.A. abbia acquistato Buoni Ordinari del Tesoro per 4.800, con scadenza 30 giugno 2005. Il valore di rimborso sarà pari ad 5.000. In data 31 dicembre 2004, la società Lambda S.p.A. deve mantenere iscritto il BOT tra le attività dello stato patrimoniale ad un valore pari ad 4.800; nel contempo, dovrà provvedere a rilevare un rateo attivo, come contropartita all iscrizione di interessi attivi su titoli, per un valore pari ad 50 (200/8 x 2). 19 Le partecipazioni iscritte nell Attivo Circolante Esempio 8 Trattamento contabile in caso di svalutazione dei titoli collocati nell attivo immobilizzato e nell attivo circolante Si ipotizzi che tra le attività possedute dalla società Gamma S.p.A. trovino collocazione titoli obbligazionari destinati ad essere negoziati sul mercato per un valore pari a 11.000, e titoli azionari detenuti non a scopo strategico per 3.400. Si supponga che, al termine dell esercizio 2004, il valore dei titoli obbligazionari, in conseguenza dello sfavorevole andamento del mercato borsistico, sia sceso ad 10.400, mentre il valore dei titoli azionari sia negoziato sul mercato regolamentato ed ammonti ad 3.200. Trattandosi di valori collocabili all interno della voce Attività Finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2004 dovranno pertanto essere effettuate, per entrambe le posizioni, svalutazioni del costo di acquisto indicato in precedenza. Tali svalutazioni comporteranno l imputazione a conto economico delle rettifiche compiute, che troveranno collocazione in distinte voci del conto economico, attraverso le modalità sotto rappresentate: Valore al 31 dicembre 2004 dei titoli obbligazionari: 10.400; Svalutazione compiuta: 11.000 10.400 = 600; Iscrizione della svalutazione evidenziata ( 600) all interno della voce di conto economico 19 c) Svalutazioni di immobilizzazioni finanziarie. Valore al 31 dicembre 2004 dei titoli azionari: 3.200; Svalutazione compiuta: 3.400 3.200 = 200 Iscrizione della svalutazione evidenziata (200) all interno della voce di conto economico 19 a) Svalutazioni di partecipazioni. 20 10
Le azioni proprie Esempio 9 La contabilizzazione e la valutazione delle azioni proprie Si ipotizzi l acquisto nel maggio 2004 di azioni proprie da parte della società Alfa S.p.A., con capitale sociale pari a 1.000.000 per un valore pari a 15.500, 500 corrispondenti a nominali 14.000, senza alcun fine speculativo. In conseguenza di ciò, la società dovrà provvedere ad iscrivere nella classe delle Immobilizzazioni Finanziarie l importo di 15.500. Tale rilevazione determinerà la movimentazione in diminuzione del conto Banca c/c in seguito al pagamento di tale importo ai precedenti detentori; al contempo, la società dovrà provvedere a compiere le seguenti rilevazioni contabili: riduzione del valore di una posta ideale di patrimonio netto disponibile (riserva straordinaria o riserva statutaria) per un valore pari a 15.500; accensione del conto Riserva azioni proprie in portafoglio per pari ammontare ( 15.500). Il valore di 15.500 corrisponde anche al valore delle azioni proprie da iscrivere in bilancio al 31 dicembre 2004. Nel giugno dell esercizio successivo si provvede ad annullare tali azioni; in tale caso, si dovrà provvedere ad effettuare le seguenti movimentazioni di natura contabile: annullamento dell intero valore compreso nella voce dell attivo patrimoniale, pari a 15.500 ed annullamento di parte del capitale sociale per un valore pari a 14.000; annullamento della voce Riserva azioni proprie in portafoglio per un valore pari a 15.500 e contemporaneo incremento per di un riserva disponibile per un valore pari a 14.000. 21 Le azioni proprie Esempio 10 La contabilizzazione e la valutazione delle azioni proprie maggio 2008 Azioni proprie a Banca c/c 15.500500 (Immobilizzazioni finanziarie) Riserva straordinaria (o Riserva statutaria) maggio 2008 a Riserva azioni proprie 15.500 Giugno 2009 a 29.500 Capitale sociale 14.000 Riserva azioni proprie 15.500 a Riserva straordinaria (o 14.000 Riserva statutaria) Azioni proprie 15.500 (Immobilizzazioni finanziarie) 22 11
Università degli Studi di Parma Esempi Le rimanenze di magazzino e lavori in corso su ordinazione 1 Le rimanenze: valutazione al CMP «per periodo» Data 1/1 28/3 15/4 20/5 9/7 31/12 Descrizione movimento rimanen. iniziale carico scarico carico scarico rimanenza finale Quantità (Q) 1.500 2.100 1.000 3.300 1.900 Costo unitario (Cu) 10 12 15 Costo complessivo (Q x Cu) 15.000 25.200 49.500 Quantità in rimanenza 1.500 3.600 2.600 5.900 4.000 4.000 (1.500 x 10) + (2.100 x 12) + (3.300 x 15) 89.700 CMP = = = 13 1.500 + 2.100 + 3.300 6.900 Valore rimanenze finale = 4.000 x 13 = 52.000 Nel conto economico alla voce variazione materie avremo la differenza fra 52.000 Euro e 15.000 ossia 37.000 Euro 1
Le rimanenze: valutazione al CMP «per movimento» Data movimento Descrizione movimento Quantità Costo unitario Valore Costo medio 1/1 28/3 rimanen. iniziale carico + 1.500 + 2.100 10 12 + 15.000 + 25.200 10 costo medio 15/4 20/5 rimanenza scarico rimanenza carico = 3.600 1.000 = 2.600 + 3.300 11,167 11,167 15 = 40.200 11.167 = 29.033 + 49.500 40.200/3.600 = 11,167 costo medio 9/7 rimanenza scarico = 5.900 1.900 13,311 = 78.533 25.290 78.533/5.900 = 13,311 31/12 rimanenza finale = 4.000 13,311 = 53.243 Nel conto economico alla voce variazione materie avremo la differenza tra 53.243 Euro e 15.00 Euro ovvero 38.243 Euro Le rimanenze: valutazione al FIFO Data 1/1 28/3 15/4 20/5 9/7 31/12 Descrizione movimento riman. iniziale carico scarico carico scarico rimanenza finale Quantit Costo Costo Quantità à unitario complessivo in (Q) (Cu) (Q x Cu) rimanenza 1.500 2.100 1.000 3.300 1.900 10 12 15 15.000 25.200 49.500 1.500 3.600 2.600 5.900 4.000 4.000 Le rimanenze con il metodo del FIFO in seguito ai due scarichi risulteranno: (3.300 x 15) = 49.500 (da carico del 20 maggio) (700 x 12) = 8.400 (da carico del 28 marzo) Valore rimanenze = 49.500 + 8.400 = 57.900 Costo unitario = 57.900 / 4.000 = 14,475 2
Le rimanenze: valutazione al LIFO «continuo» Data 1/1 28/3 15/4 20/5 9/7 31/12 Descrizione movimento riman. iniziale carico scarico carico scarico rimanenza finale Quantità (Q) 1.500 2.100 1.000 3.300 1.900 Costo unitario (Cu) 10 12 15 Costo complessivo (Q x Cu) 15.000 25.200 49.500 Quantità in rimanenza 1.500 3.600 2.600 5.900 4.000 4.000 Le rimanenze con il metodo del LIFO in seguito ai due scarichi risulteranno: (1.500 x 10) = 15.000 (da rimanenza iniziale) (1.100 x 12) = 13.200 (da carico del 28 marzo) (1.400 x 15) = 21.000 (da carico del 20 maggio) Valore rimanenze = 15.000 + 13.200 + 21.000 = 49.200 Costo unitario = 49.200 / 4.000 = 12,3 Le rimanenze: valutazione al LIFO «a scatti» Esercizio N Quantità (A) Costo unitario (B) Ammontare (A x B) Costo medio Rimanenze iniziali 1.250 10 12.500 1 acquisto 700 11 7.700 2 acquisto 550 13 7.150 3 acquisto 320 14 4.480 4 acquisto 410 15 6.150 Totale 1.980 25.480 12,87 Rimanenze finali 1.800 Incremento con LIFO 1.250 10 12.500 (1800-1250)= 550 11 6050 6.050 18.550 Incremento con CMP 1.250 550 10 12,87 12.500 7.078 19.578 3
Le rimanenze: valutazione al LIFO «a scatti annuali» 1 esercizio: valutazione al CMP di acquisto o di produzione del periodo Esercizi successivi: - rimanenza invariata: valutazione allo stesso valore del primo esercizio; - rimanenza aumentata: maggiore quantità, valutazione al CMP dell esercizio in chiusura o al valore degli acquisti più remoti effettuati nello stesso, quantità preesistente, valutazione come nell esercizio precedente; - rimanenza diminuita: si distingue tra rimanenze relative al secondo esercizio e rimanenze relative agli esercizi successivi al secondo. Periodi CMP Riman. finale Scatto Valorizzazione ( ) N 10 2.000 + 2.000 2.000 x 10 = 20.000 N+1 12 3.000 + 1.000 (2.000 x 10) + (1.000 x 12) = 32.000 N+2 12,5 1.500 1.500 1.500 x 10 = 15.000 N+3 13,1 2.500 + 1.000 (1.500 x 10) + (1.000 x 13,1) = 28.100 Le rimanenze: un confronto tra i vari metodi Metodo Media ponderata «per periodo» Media ponderata «per movimento» FIFO Valore unitario delle rimanenze 13,000 13,311 14,475 12,300 LIFO «continuo» 4
I lavori in corso su ordinazione Periodo Costi di percentuale di produzione completamento N N+1 N+2 Totale costi di produzione 100 160 70 330 30 50 20 100 Prezzo complessivo 400 Utile complessivo 70 I lavori in corso su ordinazione Metodo della «percentuale di completamento» Periodo N N+1 N+2 Costi di produz. [A] 100 160 70 Rimanenze iniziali [B] 0 120 320 Rimanenze finali [C] 120 = 400 x 0,30 320 = 400 x (0,30 + 0,50) 400 (ricavi) Utile [C (A + B)] 20 = 120 100 40 = 320 (160 + 120) 10 = 400 (70 + 320) Metodo della «commessa completata» Periodo N N+1 N+2 Costi di produzione [A] 100 160 70 Rimanenze iniziali [B] 0 100 260 Rimanenze finali [C] 100 260 400 (ricavi) Utile [C (A + B)] 0 0 70 = 400 (70 + 260) 5
I lavori in corso su ordinazione Periodo N N+1 N+2 Totale costi di produzione Prezzo complessivo Costi di produzione 100 150 50 300 400 percentuale di completamento 30 50 20 100 Utile complessivo 100 Metodo della commessa completata Periodo Costi di produzione [A] Rimanenze iniziali [B] Rimanenze finali [C] Utile [C (A + B)] N N+1 N+2 100 150 50 0 100 250 100 250 400 (ricavi) 0 0 100 = 400 (50 + 250) ESERCIZIO X 31/12/X 1) Lavori in corso su ordinazione a Variazione dei lavori in corso 100 su ordinazione ESERCIZIO X+1 01/01/X+1 2) Variazione dei lavori in corso su ordinazione a Lavori in corso su ordinazione 100 31/12/X+1 3) Lavori in corso su ordinazione a Variazione dei lavori in corso 250 su ordinazione ESERCIZIO X+2 01/01/X+2 4) Variazione dei lavori in corso su ordinazione a Lavori in corso su ordinazione 250 X+2 5) Clienti a Diversi 480 Prodotti finiti 400 Iva c/vendite 80 6
Metodo della percentuale di completamento Periodo Costi di produz. [A] Rimanenze iniziali [B] N 100 0 N+1 150 120 N+2 50 320 Rimanenze finali [C] 120 = 400 x 0,30 320 = 400 x (0,30 + 0,50) 400 (ricavi) Utile [C (A + B)] 20 = 120 100 50 = 320 (150 + 120) 30 = 400 (50 + 320) ESERCIZIO X 31/12/X 1) Lavori in corso su ordinazione a Variazione dei lavori in corso 120 su ordinazione ESERCIZIO X+1 01/01/X+1 2) Variazione dei lavori in corso su ordinazione a Lavori in corso su ordinazione 120 31/12/X+1 3) Lavori in corso su ordinazione a Variazione dei lavori in corso 320 su ordinazione ESERCIZIO X+2 01/01/X+2 4) Variazione dei lavori in corso su ordinazione a Lavori in corso su ordinazione 320 X+2 5) Clienti a Diversi 480 Prodotti finiti 400 Iva c/vendite 80 7
Università degli Studi di Parma Esempi I crediti, i debiti e i fondi per rischi e oneri I crediti - Esempio di cessione di crediti L azienda cede crediti per Euro 250.000 e la società di factor accredita Euro 240.000 1. Cessione pro-soluto e metodo consigliato nella cessione pro-solvendo Diversi a Crediti verso clienti 250.000 Banca c/c 240.000 Sconti per cessione crediti 10.000 Cessione pro-solvendo (metodo consentito) Diversi a Debiti verso factor 250.000 Banca c/c 240.000 Sconti per cessione crediti 10.000 Debiti verso factor a Crediti verso clienti 250.000 250.000 2 1
I debiti I prestiti obbligazionari convertibili in azioni I prestiti obbligazionari convertibili in azioni sono titoli di credito che offrono al sottoscrittore la possibilità di chiedere il rimborso dell obbligazione sottoscritta ovvero la facoltà di chiedere la conversione del titolo in azioni. La società Alfa S.p.A. emette nell esercizio x un prestito obbligazionario convertibile in azioni per nominali Euro 10.000 (n. 10.000 obbligazioni da nominali Euro 1,00 cadauna) alla pari; nell esercizio x+2 alcuni obbligazionisti si avvalgono del proprio diritto di opzione e convertono n. 5.000 di obbligazioni in n. 5.000 azioni ordinarie della società dal valore nominale di Euro 0,95. Si procede alle seguenti rilevazioni a bilancio: Emissione del prestito nell esercizio x: Banca a Obbligazioni Convertibili 10.000 10.000 Conversione parziale del prestito nell esercizio x+2: Obbligazioni convertibili a Diversi 5.000 Capitale sociale 4.750 Riserva sovraprezzo azioni 250 3 I fondi - Esempio di accantonamento al fondo per rischi e oneri Gli amministratori della società Alfa S.p.A., nell effettuare le scritture di assestamento al 31.12.X, stimano di dover effettuare uno stanziamento a fondo rischi di Euro 25.000 per una causa in corso con un dipendente licenziato dalla medesima società. Nell esercizio successivo (esercizio X+1), alla luce dell evolversi della causa, i legali stimano l importo da dover presumibilmente corrispondere al dipendente in Euro 20.000. Ipotizziamo i diversi scenari di chiusura della causa: 1 vittoria della società; 2 soccombenza della società e obbligo di versare al dipendente Euro 20.000; 3 soccombenza della società e obbligo di versare al dipendente Euro 15.000; 4 soccombenza della società e obbligo di versare al dipendente Euro 30.000. Gli amministratori dovranno eseguire le seguenti rilevazionicontabili: - Esercizio X: si imputano Euro 25.000 a CE nella voce accantonamenti per rischi (voce B.12) e come contropartita si accredita la medesima somma ai fondi per rischi e oneri. - Esercizio X+1: occorre ridurre lo stanziamento operato precedentemente di Euro 5.000. A tal fine si rileva a CE una sopravvenienza attiva di tipo ordinario per Euro 5.000 e si storna la medesima somma dal fondo per rischi e oneri alimentato nell esercizio precedente. 4 2
I fondi - Esempio di accantonamento al fondo per rischi e oneri Esercizio di chiusura della lite: a seconda dell ipotesi di chiusura della lite si configurano diverse rilevazioni contabili, che vengono di seguito elencate. 1. Se la società vince la causa occorre stornare per l intero importo accantonato il fondo rischi (Euro 20.000) e rilevare a conto economico una sopravvenienza attiva di pari importo. 2. Se la società perde la causa ed è obbligata al versamento di una somma esattamente pari a quella precedentemente stimata, occorrerà stornare il fondo per rischi per l intero importo (Euro 20.000), rilevando al contempo un debito verso il dipendente per Euro 20.000. 3. Se la società perde la causa ma è obbligata al versamento di una somma inferiore a quella precedentemente stimata, occorrerà stornare il fondo per rischi precedentemente appostato per l intero lintero importo (Euro 20.000), rilevando al contempo un debito verso il dipendente per Euro 15.000; la differenza tra il debito e il fondo stornato (euro 5.000) va imputata alla voce sopravvenienze attive. 4. Se la società perde la causa ma è obbligata al versamento di una somma superiore a quella precedentemente stimata, occorrerà stornare il fondo per rischi precedentemente appostato per l intero importo (Euro 20.000), rilevando al contempo un debito verso il dipendente per Euro 30.000; la differenza tra il debito e il fondo stornato (euro 10.000) va imputata alla voce sopravvenienze passive. 5 Le operazioni in valuta Esempio 1 attività e passività diverse dalle immobilizzazioni Operazioni in valuta sorte nell esercizio in chiusura Nel corso dell esercizio si rileva: -un debito verso fornitori in valuta per 10.000 dollari; il tasso di cambio corrente euro/dollaro è pari a 1/0,96; -un credito verso clienti in valuta per 20.000 dollari; il tasso di cambio corrente euro/dollaro è pari a 1/1,20. Al termine dell esercizio il debito non è stato pagato ed il credito non è stato incassato. Alla data di chiusura dell esercizio le operazioni sopra indicate rientrano dunque nella categoria dll delle attività iià e passività iià in valuta diverse dll dalle immobilizzazioni e devono essere convertite al tasso di cambio a pronti rilevato a fine esercizio; a tale data il tasso di cambio euro/ dollaro è di 1/1,25. Si procede alla determinazione dell utile o della perdita su cambi da iscrivere in bilancio. 6 3
Le operazioni in valuta Esempio 1 attività e passività diverse dalle immobilizzazioni DEBITO Importo in valuta = 10.000 dollari Valore iniziale iscritto in contabilità = 10.000/0,96 = 10.416,67 euro Tasso di cambio al 31.12 = 1/1,25 Valore da iscrivere in bilancio al 31.12 = 10.000/1,25 = 8.000,00 euro Differenza = 2.416,67 euro = utile su cambi CREDITO Importo in valuta = 20.000 dollari Valore iniziale i i iscritto i in contabilità = 20.000/1,20 = 16.666,67 euro Tasso di cambio al 31.12 = 1/1,25 Valore da iscrivere in bilancio al 31.12 = 20.000/1,25 = 16.000,00 euro Differenza = 666,67 euro = perdita su cambi Al 31.12 si rileva dunque un utile netto su cambi pari a 1.750,00 (differenza algebrica fra utile e perdita su cambi = 2.416,67-666,67), da imputare a conto economico nella voce C. 17-bis. 7 Le operazioni in valuta Esempio 2 attività e passività diverse dalle immobilizzazioni Operazioni in valuta sorte negli esercizi precedenti all esercizio in chiusura Nell anno 2006 viene iscritto un debito in valuta per euro 15.625 a fronte un debito in dollari per 15.000 Anno Importo iscritto Tasso di cambio euro/dollaro Nel corso del 2006 debito per 15.625 1/0,96 31.12.2006 debito per 15.789,47 1/0,95 31.12.2007 debito per 13.636,36 1/1,1 Al 31.12.2007 si rileva un utile su cambi pari a 15.789,47 13.636,36 = 2.153,11 8 4
Le operazioni in valuta Esempio 3 accantonamento a riserva utili su cambi 1.Utile di esercizio superiore all utile netto su cambi non realizzato Utile netto su cambi non realizzato 100 Utile d esercizio 150 Risultato effettivo (Utile d esercizio Utile netto su cambi non realizzato) Ammontare da accantonare a riserva legale 7,5 Ammontare da accantonare a riserva per utili su cambi 100 Quota di utile liberamente distribuibile 42,5 50 La scrittura da effettuare in sede di destinazione i dell utile dell esercizio i è la seguente: Utile d esercizio a Diversi 150 Riserva legale 7,5 Riserva utili su cambi 100 Riserva utili a nuovo 42,5 9 Le operazioni in valuta Esempio 3 accantonamento a riserva utili su cambi 2. Utile di esercizio inferiore all utile netto su cambi non realizzato Utile netto su cambi non realizzato 150 Utile d esercizio 100 Risultato effettivo (Utile d esercizio Utile netto su cambi non realizzato) Ammontare da accantonare a riserva legale 5 Ammontare da accantonare a riserva per utili su cambi 95 Quota di utile liberamente distribuibile 0 (50) La scrittura da effettuare in sede di destinazione dell utile dell esercizio è la seguente: Utile d esercizio a Diversi 100 Riserva legale 5 Riserva utili su cambi 95 10 5
Le operazioni in valuta Esempio 3 accantonamento a riserva utili su cambi 3. Conseguimento di una perdita d esercizio Utile netto su cambi non realizzato 200 Utile d esercizio (100) Risultato effettivo (Utile d esercizio Utile netto su cambi non realizzato) Ammontare da accantonare a riserva legale 0 Ammontare da accantonare a riserva per utili su cambi 0 Quota di utile liberamente distribuibile 0 (300) L utile netto su cambi non realizzato risulta interamente assorbito dalla perdita effettiva conseguita dalla società; non è dunque necessario accantonare alcuna somma alla riserva utili su cambi. 11 Le operazioni in valuta Esempio 3 accantonamento a riserva utili su cambi 4. Conseguimento di una perdita su cambi Perdite su cambi 100 Utile d esercizio 500 Riserva per utili su cambi 200 Poiché la rideterminazione dell importo imputabile a utile o perdite su cambi ha portato alla rilevazione di una perdita su cambi, la riserva accantonata nei precedenti esercizi può essere interamente liberata. La scrittura contabile sarà la seguente: Riserva utili su cambi a Riserva libera 200 200 12 6
Le operazioni in valuta Rilevazione successiva: immobilizzazioni in valuta Esempio: Nell anno 2005 l impresa acquista un macchinario negli Stati Uniti al prezzo di 50.000 dollari (controvalore in euro al momento dell acquisto 45.454,55, tasso di cambio euro/dollaro pari a 1/1,1). A fine esercizio si possono realizzare due scenari: non si riscontra alcuna perdita di valore : il macchinario resta iscritto itt in bilancio i per un importo pari a euro 45.454,55. 454 55 si riscontra un tasso di cambio inferiore a quello storico e la riduzione è giudicata durevole (euro/dollaro pari a 1/1,3); il macchinario deve essere iscritto sulla base del tasso di cambio vigente alla fine dell esercizio, quindi per euro 38.461,54. 13 7
6.1. Giallo S.p.A. Nel bilancio di verifica della Giallo S.p.A. risultano, tra gli altri, i seguenti valori relativi ai crediti della società: Crediti verso clienti 52.000 Crediti verso clienti in contenzioso 9.000 Effetti attivi insoluti e protestati 5.000 Si hanno, inoltre, le seguenti informazioni: 1. i crediti verso clienti sono relativi a normali operazioni di vendita avvenute con operatori italiani nell esercizio di riferimento. In base a stime effettuate dall amministrazione, si ritiene di riuscire ad incassare circa il 90% dei crediti presenti al 31.12; 2. i crediti in contenzioso sono relativi ad operazioni di vendita sulle quali i clienti hanno elevato contestazioni riguardo alla qualità dei prodotti. I legali incaricati del recupero degli stessi stimano, ragionevolmente, che si possa incassare una percentuale pari al 35% circa del valore nominale; 3. gli effetti insoluti e protestati riguardano clienti che, ancorché non ancora dichiarati falliti, risultano completamente insolventi. Il valore di tali crediti che si presume di poter incassare (secondo una stima effettuata dall ufficio legale dell azienda con l ausilio del responsabile amministrativo), risulta quindi essere pari al 2%. Si proceda alla determinazione del Fondo svalutazione crediti da inserire nel bilancio civilistico, tenendo presente che dal bilancio di verifica del 31.12 risulta che tale fondo ammonta a 7.500. SOLUZIONE Il valore nominale dei crediti iscritti in bilancio deve essere rettificato mediante l appostazione di un fondo svalutazione crediti, che risulti sufficiente per coprire sia le perdite per situazioni di inesigibilità già manifestatesi, sia le perdite per altre inesigibilità non ancora manifestatesi, ma temute o previste. Per stimare le perdite esistono due diversi procedimenti: procedimento analitico (utilizzato solitamente per le perdite certe) sulla base del quale si verifica analiticamente ogni singolo credito e procedimento sintetico (utilizzato solitamente per le perdite probabili) secondo cui si stima una cifra che rappresenti complessivamente le perdite presunte dell anno. Nel caso di specie, ai fini della determinazione dell ammontare del Fondo svalutazione crediti da iscrivere in bilancio, occorre prendere in considerazione le percentuali di presunta inesigibilità delle diverse categorie di crediti individuate. In particolare: crediti verso clienti: 52.000 (100 90)%= 15.200 crediti in contenzioso: 59.000 (100 35)%= 15.850 effetti insoluti e protestati: 55.000 (100 2)% = 14.900 Totale Fondo svalutazione crediti 15.950
Poiché il fondo presenta alla chiusura dell esercizio un saldo pari a 7.500, la quota per presunte perdite su crediti da accantonare ai fini civilistici e secondo i corretti principi contabili risulta pari a: Totale perdite presunte su crediti = 15.950 F.do svalutazione crediti esistente = 7.500 Quota da accantonare = 8.450 La scrittura contabile relativa all accantonamento è la seguente: 31/12 Accantonamento per svalutazione crediti a F.do svalutazione crediti --/-- 8.450 6.2. Azzurro S.p.A. Nel bilancio di verifica della Azzurro S.p.A. risultano, tra gli altri, i seguenti valori: Crediti verso clienti20.000 Effetti attivi 5.000 Fondo svalutazione crediti4.000 Al 31.12.X si rileva inoltre che: 1. un credito verso un cliente, ora dichiarato fallito e sorto negli esercizi precedenti, del valore nominale di 2.500 era già stato svalutato per 1.000 ed è ora stralciato in quanto ritenuto totalmente inesigibile; 2. un credito verso un cliente del valore nominale di 2.000, già svalutato nell esercizio precedente per 800, è stato incassato per 1.000 ; 3. viene calcolato un rischio specifico su un credito del valore nominale di 8.000 pari al 3% dello stesso. Si proceda alla rilevazione delle scritture in partita doppia al 31.12 dell esercizio X, al calcolo del valore di presunto realizzo dei crediti ed alla loro esposizione in bilancio. SOLUZIONE Le scritture da riportare in partita doppia sono le seguenti: 1. 31/12 Diversi a Crediti verso 2.500 clienti Perdite su 1.500 crediti F.do svalutazione 1.000 crediti --/--
2. 31/12 Diversi a Crediti verso clienti Perdite su crediti 200 F.do svalutazione 800 crediti Cassa 1.000 --/-- 2.000 3. 31/12 Accantonamento per svalutazione crediti a F.do svalutazione crediti --/-- Il calcolo del valore di presunto realizzo dei crediti deve essere effettuato come segue. Crediti verso clienti 20.000 Effetti attivi 5.000 Valore nominale dei crediti 25.000 Perdite su crediti 1.700 Valore crediti al netto delle svalutazioni 23.300 F.do svalutazione crediti 2.440 Valore dei crediti in bilancio20.860 Per quanto concerne l esposizione in bilancio dei movimenti registrati con riferimento ai crediti che si riporta sotto si rammenta che il fondo svalutazione crediti va portato a diretta riduzione dei crediti cui si riferisce nell attivo dello stato patrimoniale. L accantonamento a fondo svalutazione crediti relativo a crediti inclusi nell attivo circolante deve essere iscritto nella voce B.10.d), mentre per quanto concerne le svalutazioni di crediti immobilizzati la voce del conto economico a cui imputare l accantonamento è la D.19.b. 240 CONTO ECONOMICO B) Costi della produzione 10) ammortamenti e svalutazioni d) svalutazione dei crediti compresi 4.240 nell attivo circolante 14) Oneri diversi di gestione 1.700 STATO PATRIMONIALE C) Attivo circolante II) Crediti 1) verso clienti 20.860
1.1. Prisma S.p.A. (caso svolto) La situazione contabile della Prisma S.p.A. al 31 dicembre 2005 è la seguente: STATO PATRIMONIALE Attività Passività e Netto Cassa Banca Crediti v/ clienti Effetti attivi Impianti Fabbricati Partecipazioni Rim. finali di prodotti finiti Risconti attivi Anticipi ai fornitori Depositi cauzionali Erario c/acconti Ratei attivi Totale 1.005 1.250 1.100 1.800 1.250 1.450 1.300 1.150 1.125 1.112 1.111 1.122 1.113 3.368 Debiti v/fornitori Effetti passivi F.do svalutazione crediti F.do T.F.R. F.do imposte Mutui passivi F.do ammort. impianti F.do ammort. fabbricati Erario conto IVA Ratei passivi Capitale sociale Riserva legale Riserva straordinaria Utile di esercizio Totale 3.895 3.128 3.180 3.175 3.125 3.200 3.120 3. 210 3.135 3.115 3.750 3.180 3.310 3.245 3.368 CONTO ECONOMICO Componenti negativi Rim. iniziali di prodotti finiti Acquisti di materie prime Costi del personale Ammortamenti Lavorazioni industriali esterne Imposte sul reddito Interessi passivi su mutui Minusvalenze Sopravvenienze passive Spese di vendita 3.130 3.400 3.700 3.185 3.145 3.125 3.124 3.1 20 3.135 3. 332 Componenti positivi Vendite di prodotti Rim. finali di prodotti finiti Affitti attivi Plusvalenze di realizzo Sopravvenienze attive Interessi attivi di c/c 4.900 3. 150 3.130 3.1 35 3.111 31. 15 Totale componenti negativi Utile di esercizio Totale a pareggio 4.896 3.245 5.141 Totale componenti positivi 5.141 Si proceda alla redazione del bilancio di esercizio secondo le disposizioni del Codice Civile tenuto conto che:
le partecipazioni sono temporaneamente detenute a scopo speculativo; gli anticipi a fornitori sono relativi ad acquisti di materie prime; le plusvalenze e le minusvalenze sono scaturite da ordinari processi di rinnovo dei cespiti. SOLUZIONE Gli articoli del Codice Civile ai quali si fa riferimento sono il 2424 e il 2425; essi definiscono rispettivamente il contenuto degli schemi dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Tenuto conto che: le partecipazioni acquistate con motivazioni di natura speculativa sono da considerarsi tra l attivo circolante e non tra le immobilizzazioni finanziarie; gli anticipi a fornitori se relativi ad acquisti di materie prime sono inseribili tra le voci del magazzino; le plusvalenze e le minusvalenze, in quanto scaturite da ordinari processi di rinnovo dei cespiti, devono essere comprese nell attività ordinaria dell azienda, lo schema del bilancio civilistico sarà redatto come di seguito: Attività A) CREDITI V/SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI B) IMMOBILIZZAZIONI I Immateriali II Materiali Fabbricati F.do amm. fabbricati Impianti F.do amm. impianti III Finanziarie STATO PATRIMONIALE Passività e Netto A) PATRIMONIO NETTO I Capitale sociale 0 IV Riserva legale 370 0 VII Altre riserve 370 (ris. straord.) 450 IX Utile di esercizio (210) 250 (120) 0 B) FONDI PER RISCHI ED ONERI Fondo imposte 1.385 750 80 310 245 125 125 C) ATTIVO CIRCOLANTE I Rimanenze Prodotti finiti Anticipi a fornitori II Crediti Verso clienti Effetti attivi Depositi cauzionali Erario conto acconti F.do svalutazione crediti III Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni Partecipazioni IV Disponibilità liquide Cassa Banca 2.560 162 150 12 1.843 1.100 800 1 22 (80) 300 300 255 5 250 C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO D) DEBITI Verso fornitori Effetti passivi Mutui passivi Erario c/iva E) RATEI E RISCONTI Ratei passivi 75 1.358 895 128 200 135 15 15 D) RATEI E RISCONTI Risconti attivi Ratei attivi Totale 28 25 3 2.958 Totale 2.958
CONTO ECONOMICO A) VALORE DELLA PRODUZIONE Ricavi Variazione rimanenze prodotti finiti Affitti attivi Plusvalenze da realizzo B) COSTI DELLA PRODUZIONE Acquisti di materie prime Acquisti di servizi: lavorazioni industriali esterne spese di vendita Costi per il personale Ammortamenti Variazioni rimanenze Oneri diversi di gestione: minusvalenze (A B) DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE C) PROVENTI ED ONERI FINANZIARI Interessi attivi di c/c Interessi passivi su mutui D) RETTIFICHE DI VALORE SU ATTIVITÀ FINANZIARIE E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI Sopravvenienze attive Sopravvenienze passive (A B +/ C +/ D +/ E) RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE Imposte sul reddito UTILE DELL ESERCIZIO 4.985 4.900 20 30 35 4.582 3.400 45 332 700 85 0 20 403 (9) 15 (24) 0 24 11 (35) 370 (125) 245 5.2. Ferri S.p.A. (caso svolto) Al 31 dicembre 2005 l inventario della Ferri S.p.A. evidenzia una giacenza di magazzino di 1.100 Kg. di materie prime. Nel corso dell esercizio si erano avute le seguenti movimentazioni: Data del movimento Quantità (Kg.) Descrizione del movimento Costo unitario ( ) 1 gennaio 2.400 Esistenze iniziali 50 1 marzo 2.100 Acquisto 62 1 maggio 2.250 Scarico 1 settembre 1.000 Acquisto 65 1 novembre 2.650 Acquisto 71 1 dicembre 2.800 Scarico 31 dicembre 1.100 Rimanenze finali
A partire da queste informazioni, procedere alla valutazione delle rimanenze utilizzando i criteri del costo medio ponderato «per movimento», del LIFO «a scatti» e del FIFO. SOLUZIONE Costo medio ponderato «per movimento» Per calcolare il valore delle rimanenze finali applicando il metodo in questione utilizziamo la seguente tabella: Descrizione del movimento Quantità (Kg.) a) Costo unitario ( ) b) Costo totale c) = a) b) Costo medio c)/a) Rimanenza iniziale Acquisto Rimanenza Scarico Rimanenza Acquisto Rimanenza Acquisto Rimanenza Scarico 400 2.100 50,00 62,00 2.500 2.250 60,08 250 1.000 65,00 1.250 650 71,00 1.900 800 66,41 20.000 130.200 150.200 135.180 15.020 65.000 80.020 46.150 126.170 53.128 50,00 60,08 64,02 66,41 Rimanenza finale 1.100 73.042 66,41 Il valore delle rimanenze finali applicando questo criterio risulta 73.042. Si osserva, inoltre, che nel caso in cui fosse stato applicato il criterio del costo medio ponderato «d acquisto» avremmo avuto il seguente risultato: [(2.100 62) + (1.000 65) + (650 71)]/ /(2.100 + 1.000 + 650) = 241.350/3.750 = 64,36 1.100 64,36 = 70.796 (valore rimanenze finali) LIFO «a scatti» Applicando tale criterio è necessario calcolare l aumento o la diminuzione delle rimanenze finali del periodo rispetto a quelle iniziali: 1.100 Kg. 400 Kg. = 700 Kg. L incremento di 700 Kg. viene valutato in base al costo medio ponderato di acquisto (64,36 ): per le rimanenze iniziali: 400 50 = 20.000; incremento di acquisto: 700 64,36 = 45.052; valore delle rimanenze finali (1.100): 20.000 + 45.052 = 65.052. FIFO L applicazione del criterio FIFO prevede che le rimanenze finali di 1.100 Kg. siano costituite nel seguente modo: ultimo acquisto (1/11): 1.650 Kg.; penultimo acquisto (1/9): 1.450 Kg.; rimanenze finali (31/12): 1.100 Kg.
Per cui abbiamo che il valore delle rimanenze è così calcolato: (650 71) + (450 65) = 75.400. 5.3. Capitol S.p.A. (caso svolto) Le movimentazioni del magazzino della Capitol S.p.A. relative a sei periodi della sua attività sono le seguenti: Periodo Quantità in rimanenza Costo medio ponderato ( ) I 2.250 239 II 3.300 242 III 3.500 246 IV 2.800 249 V 3.200 264 VI 3.800 259 Valorizzare le rimanenze finali di ciascun periodo applicando il criterio LIFO «a scatti annuali». SOLUZIONE Il criterio del LIFO «a scatti annuali» prevede che: nel primo periodo in cui si formano le rimanenze, ogni bene in giacenza sia valutato al costo medio ponderato calcolato per quel periodo; nei periodi successivi, se la quantità delle rimanenze è aumentata rispetto al periodo precedente (scatto positivo), tali maggiori quantità rappresentano voci distinte per periodi di formazione e vengono valutate come al punto precedente. Se si verifica una diminuzione delle giacenze (scatto negativo), tale decremento si considera imputato agli incrementi formati nei precedenti periodi, a partire dal più recente. In altre parole: Periodo CMP ( ) Rimanenz a Scatto Valorizzazione ( ) I 239 2.250 + 2.250 2.250 239 = 537.750 II 242 3.300 + 1.050 (2.250 239) + (1.050 242) = 791.850 III 246 3.500 + 1.200 (2.250 239) + (1.050 242) + (200 246) = 841.050 IV 249 2.800 1.700 (2.250 239) + (550 242) = 670.850 V 264 3.200 + 1.400 (2.250 239) + (550 242) + (400 264) = 776.450 VI 259 3.800 +1. 600 (2.250 239) + (550 242) + (400 264) + (600 259) = 931.850
5.6. Cisco S.p.A. (caso svolto) La Cisco S.p.A. è una azienda industriale che produce su commessa motori per impianti termomeccanici. In data 1/11/N1 la società riceve un ordine per la costruzione di un motore da parte di un azienda francese; la consegna è prevista per il 30 maggio dell anno N4. Il corrispettivo previsto è di 120.000 ed i costi preventivati ammontano 95.000. Gli acconti totali ammontano a 76.800. Le percentuali di completamento sono le seguenti: 31/12/N1: 20%; 31/12/N2: 55%; 31/12/N3: 95%. La costruzione del macchinario termina il 15/05/N4 ed il 28 la committente emette la fattura per il corrispettivo pattuito, al netto degli acconti ricevuti. Valutare la commessa con il metodo del contratto completato e con quello della percentuale di completamento. SOLUZIONE Metodo della commessa completata Secondo questo metodo, i costi sostenuti durante l esercizio per la realizzazione del bene devono essere imputati a Conto Economico; l entità dei costi viene calcolata in base alla percentuale di completamento. L utile della commessa, tuttavia, viene calcolato ed imputato solo alla fine dei lavori. Valutazione commessa esercizio N1 Valore commessa: 95.000 20% = 19.000 Nel Conto Economico di questo esercizio si avranno tra i componenti negativi di reddito il costo della commessa come calcolato, e tra i componenti positivi la valutazione della commessa per lo stesso ammontare ( Lavori in corso su ordinazione ). Valutazione commessa esercizio N2 Lo stato di avanzamento lavori nel secondo esercizio è pari al 35% (55 20); per cui la valutazione avviene nel seguente modo: esistenza iniziale: 19.000 incremento dell esercizio: 95.000 35% = 33.250 valore totale 52.250. Valutazione commessa esercizio N3 Lo stato di avanzamento al terzo anno è pari al 40% (95 50): esistenza iniziale: 52.250 incremento dell esercizio: 95.000 40% = 38.000 valore totale 90.250. L utile di esercizio verrà contabilizzato nel quarto anno in occasione della consegna dell impianto. In particolare, nell esercizio N4 avremo: Componenti negativi di reddito: lavori in corso c/rimanenze iniziali: 90.250 costi di commessa (95.000 5%): 04.750. Componenti positivi di reddito: ricavi di vendita: 120.000 con un conseguente utile di commessa pari a 25.000 (120.000 90.250 4.750).
Periodo Costi di produz. [A] Rimanenze iniziali [B] Rimanenze finali [C] Utile [C (A + B)] N1 N2 N3 N4 19.000 33.250 38.000 4.750 0 19.000 52.250 90.250 19.000 52.250 90.250 120.000 0 0 0 25.000 Metodo della percentuale di completamento Questo metodo prevede, oltre che l imputazione dei costi di competenza in relazione al completamento della commessa, anche la considerazione dei ricavi di competenza, sempre in funzione alla percentuale prevista. Valutazione commessa esercizio N1 Valutazione di commessa (lavori in corso): 120.000 20% = 24.000 Costi di commessa: 95.000 20% = 19.000 Utile di commessa: 24.000 19.000 = 15.000. Valutazione commessa esercizio N2 Valutazione di commessa per N2: 120.000 35% = 42.000 Incremento dell esercizio N1: 24.000 Valutazione dopo il secondo esercizio (42.000 + 24.000): 66.000 Costi di commessa: 95.000 35% = 33.250 Utile di commessa: 42.000 33.250 = 0 8.750. Oppure (42.000 + 24.000) (33.250 + 24.000) = 8.750 Valutazione commessa esercizio N3 Valutazione di commessa per N3: 120.000 40% = 148.000 Incremento degli esercizi N1 e N2: 66.000 Valutazione dopo il terzo esercizio (48.000 + 66.000): 114.000 Costi di commessa: 95.000 40% = 138.000 Utile di commessa: 48.000 38.000 = 110.000. Oppure (42.000 + 24.000 + 48.000) (42.000 + 24.000 + 38.000) = 8.750 Valutazione commessa esercizio N4 In questo esercizio la costruzione viene ultimata; nel Conto Economico si registreranno il ricavo e l utile residuo della commessa (1.250 ). Periodo Costi di produzione [A] Rimanenze iniziali [B] Rimanenze finali [C] Utile [C (A + B)] N1 N2 N3 N4 19.000 33.250 38.000 4.750 0 24.000 66.000 114.000 24.000 66.000 114.000 120.000 5.000 8.750 10.000 1.250
4.5. Lottibroom S.p.A. La società Lottibroom S.p.A. è un impresa quotata alla Borsa Valori nazionale; la quotazione risale a qualche anno addietro, al periodo in cui la medesima ha avuto la necessità di allargare la base societaria e reperire le risorse finanziarie per diversificare la propria attività rispetto al settore nel quale ha da sempre operato, quello della pasta, rivolgendosi anche al mercato dei sughi pronti. Nel corso dell esercizio X, in data 03/10, la medesima società provvede ad acquistare sul mercato n. 250 azioni proprie al prezzo di 30.000 con obiettivi di carattere strategico, ed eventualmente provvedere ad un successivo annullamento. Il capitale sociale della società è pari a 500.000, ed il valore nominale unitario di ogni singola azione è pari a 100. Nel corso dell esercizio X + 1, la società provvede a compiere una serie di operazioni aventi ad oggetto differenti strumenti finanziari. In particolare: 1. in data 31/05 provvede ad annullare integralmente le azioni proprie acquistate nel corso dell esercizio precedente; 2. in data 11/07, in previsione di un futuro favorevole andamento del mercato e con finalità prettamente speculative, la medesima società provvede ad acquistare n. 100 azioni proprie ad un prezzo pari a 13.000. Al termine dell esercizio, il valore unitario di mercato delle azioni della Lottibroom S.p.A. ammonta a 98 ; 3. in data 15/09 la società cede sul mercato n. 50 di tali azioni ad un prezzo complessivo pari a 7.000 ; Si proceda alla rilevazione contabile dei fatti sopra descritti, unitamente alla determinazione dei valori da iscrivere in bilancio al termine degli esercizi X e X + 1, sapendo che la gestione del conto titoli avviene a «corso secco» e il costo viene determinato applicando il criterio del LIFO «a scatti». SOLUZIONE Con riferimento all esercizio X, si deve provvedere innanzitutto a contabilizzare l acquisto delle azioni proprie compravendute nel corso del periodo in oggetto. Pertanto, in data 03/10 la società rileva in contabilità l acquisto di n. 250 azioni proprie; date le finalità attraverso cui si procede all acquisto di tale classe di strumenti finanziari, l iscrizione deve avvenire all interno della classe delle Immobilizzazioni finanziarie per un importo pari al prezzo pagato sul mercato per l acquisto delle medesime, ossia 30.000. Si dovrà procedere ad effettuare, pertanto, le seguenti rilevazioni contabili: 03/10 Azioni proprie (Imm. fin.) a Banca c/c 30.000 03/10 Riserva straordinaria a Riserva azioni proprie in portafoglio 30.000 --/--
La seconda rilevazione deve essere effettuata per dare evidenza in termini contabili dell impossibilità di acquisire azioni proprie per importi eccedenti gli utili realizzati non distribuiti e le riserve disponibili. La voce Riserva azioni proprie in portafoglio è indisponibile e deve essere mantenuta fino al momento in cui le azioni corrispondenti non siano annullate o alienate. Non riscontrandosi riduzioni durevoli del valore delle azioni della società Lottibroom S.p.A. al 31 dicembre dell anno X, il valore che dovrà essere iscritto in bilancio deve essere pari al costo di acquisto, e pari pertanto 30.000. Relativamente alla rilevazione degli accadimenti verificatisi nel corso dell esercizio X + 1, si deve procedere inizialmente all intero annullamento delle azioni proprie acquisite nel corso dell esercizio precedente. Nella fattispecie in oggetto, è di tutta evidenza come il valore di bilancio delle azioni proprie in portafoglio (30.000 ) sia superiore al valore nominale delle medesime (25.000, pari a 250 100). In tale caso, si deve provvedere a ridurre per un importo pari al valore nominale delle medesime la voce dell attivo rappresentante il valore delle azioni proprie in portafoglio, e per pari ammontare il capitale sociale. Contestualmente, si deve provvedere a liberare per il medesimo importo la Riserva azioni proprie in portafoglio accesa in precedenza. Per la differenza tra prezzo di acquisto e valore nominale delle azioni proprie, si deve, infine, procedere attraverso la riduzione di una riserva disponibile, quale ad esempio la riserva straordinaria. 31/05 Capitale sociale a Azioni proprie (Imm. fin.) 25.000 31/05 Riserva azioni proprie a Riserva straordinaria 30.000 in portafoglio 31/05 Riserva straordinaria Azioni proprie (Imm. fin.) 5.000 --/-- In data 11/07, la società procede all acquisto di n. 100 azioni proprie, questa volta al fine di lucrare su auspicati futuri incrementi dei valori di mercato delle azioni medesime. In tale caso, l iscrizione di tali valori deve avvenire all interno della macroclasse dell Attivo circolante per un importo pari al prezzo di acquisto, ossia 13.000. Si dovrà procedere ad effettuare, pertanto, le seguenti rilevazioni contabili: 11/07 Azioni proprie (Att. circ.) a Banca c/c 13.000 11/07 Riserva straordinaria a Riserva azioni proprie 13.000 in portafoglio --/--
In seguito, il 15/09 dello stesso anno la società cede sul mercato n. 50 azioni proprie acquistate in precedenza ad un valore complessivo pari a 7.000. Considerato il precedente acquisto di n. 100 titoli ad un valore pari a 13.000, la cessione di n. 50 titoli ad un prezzo pari a 7.000 determina un plusvalenza su titoli pari a 500 (7.000 13.000/100 50), che dovrà essere contabilizzata all interno del Conto Economico attraverso la scrittura contabile sotto rappresentata. 15/09 Banca c/c a Diversi 7.000 Azioni proprie 6.500 (Att. circ.) Utile su titoli 500 --/-- Sarà poi necessario procedere a liberare parte della riserva non distribuibile. 15/09 Riserva azioni proprie in a Riserva straordinaria 6.500 portafoglio --/-- Dato il funzionamento del conto titoli a «costi e costi», nonché l applicazione del criterio del LIFO «a scatti» per la valutazione dei titoli in rimanenza da iscrivere in bilancio e da confrontare con il valore di mercato, al termine dell esercizio la società, ai fini della determinazione del valore da iscrivere in bilancio, deve provvedere a confrontare il prezzo di acquisto determinato secondo le metodologia menzionata, pari a 130 (pari a 13.000 /100) con il valore di mercato al 31/12 dell anno X + 1, ossia 98. Considerato il minor valore del prezzo di mercato, sarà quest ultimo l importo da iscrivere in bilancio con riferimento ai 50 titoli in rimanenza. Pertanto, le azioni proprie detenute in rimanenza al termine dell esercizio X + 1 dovranno essere iscritte ad un valore pari a 4.900 (50 98). La differenza con il costo di acquisto originario, pari a 1.600 (13.000/100 50 4.900) rappresenta un componente negativo di reddito, che dovrà trovare rappresentazione nel Conto Economico attraverso la rilevazione della seguente scrittura contabile. 31/12 Svalutazione titoli 1 a Azioni proprie (Att. circ.) --/-- 1.600 1 La svalutazione applicata allo strumento finanziario in oggetto al termine dell esercizio comporta la rilevazione della stessa all interno della voce 19 c) del Conto Economico Svalutazioni di titoli che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie.
3.6. United S.p.A. La United S.p.A. nel corso dell esercizio effettua, tra le altre, le seguenti operazioni di leasing: 1. in data 1/3 stipula un contratto di leasing relativo ad un impianto e con durata pari a 2 anni. A tal fine la società deposita una cauzione pari a 5.000 ; i canoni mensili da corrispondere a partire dalla data della stipulazione del contratto sono pari a 2.500 (il valore totale del contratto è quindi pari a 60.000 ); 2. il 1 di aprile acquista in leasing un macchinario; il contratto prevede un maxicanone iniziale di 6.900 e 36 canoni mensili di 3.000 ; 3. nel mese di settembre la United S.p.A. ha infine stipulato un contratto di leasing avente per oggetto un automezzo; il maxicanone è stato di 1.000, i canoni mensili sono 36 e di un ammontare pari a 300 (di cui 80 di interessi). Alla fine del contratto si è verificato il riscatto del bene con il pagamento di 1.200. Rilevare le scritture in partita doppia delle operazioni di leasing descritte, considerando che tutti i pagamenti avvengono a mezzo banca e che la terza operazione viene rilevata con il metodo finanziario. SOLUZIONE 1.Applicando il metodo patrimoniale, al momento della corresponsione del deposito cauzionale si hanno le seguenti rilevazioni contabili: 01/03/ -- Depositi cauzionali a Banca c/c 5.000 --/-- /-- Secondo la prassi contabile diffusa nel nostro paese, il bene in leasing viene rilevato in conti d ordine evidenziati alla fine del prospetto dello Stato Patrimoniale: --/-- /-- Macchinari a in leasing --/-- /-- Cedenti macchinari in leasing 60.000 Al momento della rilevazione del primo canone e a ciascuna scadenza mensile del pagamento del canone avremo: 01/03/ -- Diversi a Fornitori 3.000 Canoni di leasing 2.500 IVA a credito 500
--/-- /-- 01/03/ -- Fornitori a Banca c/c 3.000 --/-- /-- Allo stesso tempo viene rettificato l importo relativo ai conti d ordine: --/-- /-- Cedenti macchinari a in leasing --/-- /-- Macchinari in leasing 2.500 In corrispondenza dei pagamenti degli ultimi due canoni, in luogo del pagamento avremo lo storno della cauzione depositata all inizio del contratto: --/-- /-- Fornitori a Depositi cauzionali 5.000 --/-- /-- 2.La seconda operazione prevede un maxicanone iniziale; pertanto la rilevazione all inizio del contratto sarà la seguente: --/-- /-- Diversi a Fornitori 8.280 Canoni di leasing 6.900 IVA a credito 1.380 --/-- /-- Fornitori a Banca c/c 8.280 --/-- /-- Mensilmente avremo quindi la liquidazione del canone ordinario: --/-- /-- Diversi a Fornitori 3.600 Canoni di leasing 3.000 IVA a credito 600
--/-- /-- Fornitori a Banca c/c 3.600 --/-- /-- Ad ogni fine esercizio sarà poi opportuno, per il principio di competenza economica, rilevare il risconto attivo relativo alla parte di costi relativi al maxicanone ed ai canoni già sostenuti, ma non di competenza del periodo. Avremo quindi che: maxicanone: 6.900 canoni ordinari:(3.000 36): 108.000 totale: 114.900 canone mensile:(114.900/36): 3.192 Nel primo esercizio, al 31/12 risultano pagati (a partire dal 1/4) 9 canoni più la maxirata (3.000 9 + 6.900), ovvero 33.900. Poiché per competenza economica i canoni ammontano a 28.728 (3.192 9), la differenza (33.900 28.728 = 5.172) costituisce il risconto attivo da rilevare: 31/12/ -- Risconti attivi a Canoni di leasing 5.172 --/-- /-- 3.Trattandosi di leasing finanziario, in alternativa al metodo patrimoniale, utilizzato per risolvere i casi precedenti, la dottrina ragioneristica, diffusa soprattutto a livello internazionale (IAS 17), propone il ricorso al metodo finanziario. In tal caso, il bene in leasing viene contabilizzato nell attivo dello Stato Patrimoniale in concomitanza con la rilevazione del debito nel passivo. Nel Conto Economico si rileverà l ammortamento dei beni in locazione finanziaria e gli interessi passivi relativi ai canoni. Al momento dell acquisto si rileva dunque il valore dell automezzo (1.000 + (300 80) 36 + 1.200) ed il debito verso la società di leasing: --/-- /-- Automezzi a in leasing --/-- /-- Quindi il pagamento del maxicanone: Debiti v/società di leasing 10.120 --/-- /--
Diversi a Banca c/c 1.200 Debiti v/società 1.000 di leasing IVA a credito 200 --/-- /-- Mensilmente si rileva, poi, il pagamento del canone ordinario con l evidenziazione della diminuzione dei debiti verso la società di leasing e degli interessi passivi: --/-- /-- Diversi a Banca c/c 360 Debiti v/società 220 di leasing Interessi passivi 80 v/società di leasing IVA a credito 60 --/-- /-- Si ricorda che, alla fine di ogni esercizio, oltre alla componente finanziaria correlabile al finanziamento ottenuto (gli interessi passivi), nel costo economico saranno evidenziate le quote di ammortamento calcolate sul valore dell automezzo, tenuto conto della vita utile economica stimata. Se si ipotizza una vita utile di 4 anni si rileva l ammortamento di (10.120/4) = 2.530. --/-- /-- Ammortamento a F.do ammortamento 2.530 --/-- /-- Il riscatto dell automezzo sarà rilevato nel seguente modo: --/-- /-- Diversi a Banca c/c 1.440 Debiti v/società 1.200 di leasing IVA a credito 240 --/-- /--
6.4. Rosa S.p.A. La Rosa S.p.A., con sede in Bologna, commercializza prodotti alimentari in tutto il mondo e opera con imprese straniere, in particolar modo con fornitori e clienti facenti parte dell area dollaro. Al 31.12 dell esercizio X le operazioni in moneta estera sorte nel corso dell esercizio hanno dato luogo alle seguenti posizioni: 1. debito verso fornitore statunitense con scadenza al 30.04 dell esercizio X + 1 di 28.350 $, cambio storico 0,9 $ = 1 ; 2. credito verso cliente statunitense con scadenza 30.04 dell esercizio X + 1 di 49.400 $, cambio storico 0,95 $ = 1. Il rapporto di cambio /$ al 31.12 dell esercizio X è di 1 a 0,85. Si provveda a valutare le partite in moneta estera al 31.12 dell esercizio X e ad indicare la relativa esposizione in bilancio. SOLUZIONE Alla data di chiusura dell esercizio le operazioni sopra indicate rientrano nella categoria delle attività e passività in valuta diverse dalle immobilizzazioni e devono essere convertite al tasso di cambio a pronti rilevato a fine esercizio. Debito Importo in valuta = 28.350 $ Valore iniziale iscritto in contabilità = 28.350/0,9 = 31.500 Tasso di cambio al 31.12 = 1/0,85 Valore da iscrivere in bilancio al 31.12 dell esercizio X = 28.350/0,85 = 33.353 Differenza = 1.853 = perdita su cambi Credito Importo in valuta = 49.400 $ Valore iniziale iscritto in contabilità = 49.400/0,95 = 52.000 Tasso di cambio al 31.12 = 1/0,85 Valore da iscrivere in bilancio al 31.12 dell esercizio X = 49.400/0,85 = 58.118 Differenza = 6.118 = utile su cambi Riassumendo: Posizione Ammontare originario Valore in base al cambio storico Valore in base al cambio di fine esercizio Differenza cambio Debito 28.350 $ 31.500 33.353 1.853 Credito 49.400 $ 52.000 58.118 + 6.118 Al 31.12 dell esercizio X si rileva dunque un utile netto su cambi pari a 4.265 (differenza algebrica fra utile e perdita su cambi). Le scritture contabili da rilevare in partita doppia sono le seguenti:
31/12 Perdite su cambi a Debiti verso fornitori --/-- 1.853 31/12 Crediti verso a Utili su cambi 6.118 clienti --/-- Nel bilancio dell esercizio X, con riferimento alle operazioni sopra indicate, si rileva quanto segue. CONTO ECONOMICO C) Proventi e oneri finanziari 17-bis) Utili e perdite su cambi 4.265 STATO PATRIMONIALE C) Attivo circolante II) Crediti 1) verso clienti esigibili entro l esercizio successivo D) Debiti 7) verso fornitori esigibili entro l esercizio successivo 58.118 33.353 Si rammenta che l utile netto su cambi deve confluire in una riserva non distribuibile in sede di approvazione del bilancio.