Anno Scolastico: 2009/2010 PROGRAMMAZIONE DIDATTICA Prof.: Secreti Ottavio CLASSE: 3 Ap Materia d insegnamento: ESERCITAZIONI PRATICHE
Profilo della classe La classe 3Ap è composta da 12 allievi, di cui 11 sono provenienti dalla 2Ap dello scorso anno e uno studente proveniente dall Itis di Prato. Ad oggi gli allievi frequentanti sono 12. Dal punto di vista disciplinare la classe non presenta problemi, si è potuto notare una buona attenzione ed una partecipazione alle lezioni svolte fino ad ora, con qualche assenza nel pomeriggio. La classe, si presenta omogenea nell apprendimento delle nozioni teoriche-pratiche, sarà in ogni modo un mio compito, cercare di recuperare le eventuali lacune che potrebbero presentarsi attraverso il recupero in itinere nelle ore curriculari e/o lo svolgimento di un corso pomeridiano. La classe segue il Biennio Integrato, pertanto nella programmazione preventiva saranno inseriti gli argomenti previsti nel progetto del Biennio Integrato. Obiettivi trasversali Oltre che lavorare per raggiungere gli obiettivi previsti dalla programmazione della disciplina in questione, sarà opportuno ancorché fondamentale per un corretto percorso formativo, raggiungere i seguenti obiettivi trasversali: Rispetto delle regole d Istituto; Corretto comportamento con i propri compagni di classe, l Insegnante e i Collaboratori della scuola; Capacità di lavorare in gruppo in modo costruttivo su semplici progetti; Capacità di gestire autonomamente un proprio percorso formativo sulla base delle indicazioni fornite da ogni insegnante per ogni singola disciplina. Abilità linguistiche ed espressive per esporre in forma scritta ed orale le conoscenze acquisite utilizzando correttamente e in modo appropriato i termini tecnici. Puntualità nella consegna dei lavori svolti; Obiettivi disciplinari Questi obiettivi sono funzionali al profilo professionale dell indirizzo e coerenti con gli standard minimi stabiliti nelle riunioni del coordinamento disciplinare. Alla fine di questo terzo anno scolastico l allievo dovrà essere in grado di progettare è realizzare semplici automatismi industriali sia in logica cablata che con logica programmabile, dovrà essere in grado di scegliere i componenti adeguati, collaudare e tarare, semplici circuiti di allarme, per di più dovrà progettare, inoltre dovrà essere in grado di regolare la velocità dei motori passo-passo e dei motori in corrente continua cosi come previsto nel programma ministeriale. In conclusione dovrà essere in grado di gestire in piena autonomia le unità operative prevedendo la progettazione, la realizzazione e l applicazione tipica, e il collaudo delle unità proposte con l ausilio della strumentazione adeguata.
Contenuti (programma preventivo secondo le indicazioni ministeriali) MODULO 1 : U.D.4.1 AVVOLGIMENTI PER TRASFORMATORI E MOTORI ASINCRONI CALCOLO ED EVENTUALE COSTRUZIONE DI TRASFORMARORI IN ARIA DI PICCOLA POTENZA ; U.D.4.2 STUDIO DI AVVOLGIMENTI DI MOTORI ASINCRONI DI PICCOLA POTENZA; Saper progettare piccoli trasformatori; Saper collegare gli avvolgimenti dei M.A.T. MODULO 2 : U.D.2.1 U.D.2.2 AUTOMAZIONE IN LOGICA CABLATA PRINCIPALI APPARECCHIATURE ELETTROMECCANICHE ED ELETTRONICHE, PULSANTIERE, FINECORSA, FOTOCELLULE A RAGGI LUMINOSI E AD INFRAROSSI, RADIOCOMANDI, TEMPORIZZATORI, CONTAPEZZI PRESELEZIONATI, ECC.. PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI CICLI DI COMANDO MANUALI ED AUTOMATICI CON L UTILIZZO DI APPARECCHUIATURA ELETTRICA ED ELETTRONICA. Saper distinguere le principali apparecchiature che si utilizzano in logica cablata. Saper progettare piccoli quadri di controllo con apparecchiature elettriche ed elettroniche. MODULO 3 : U.D.3.1 U.D.3.2 U.D.3.3 U.D.3.4 U.D.3.5 AUTOMAZIONE A LOGICA PROGRAMMABILE INTRODUZIONE AI COMANDI ELETTRONICI ED AI CONTROLLORI A LOGICA PROGRAMMABILE; FONDAMENTI SUL PLC; PARTI INGRESSI/USCITE; UNITA DI ELABORAZIONE CENTRALE CPU; UNITA DI PROGRAMMAZIONE; Saper riconoscere le parti costituenti e fondamentali dei PLC. Caratteristiche delle interfacce Input/Output dei PLC. Caratteristiche delle CPU dei PLC.
Caratteristiche principali delle unità di Programmazioni dei PLC. MODULO 4 : U.D.4.1 U.D.4.2 U.D.4.3 U.D.4.4 INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE SPECIFICHE INGRESSI USCITE; ASSEGNAZIONI INGRESSI USCITE; SCHEMA FUNZIONALE ( FLOW-CART); TRADUZIONE DELLO SCHEMA FUNZIONALE NEL LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE SCELTO; Specifiche ingressi digitali e analogici dei PLC. Tabella assegnazioni I/O dei PLC. Schema Funzionale. Traduzione dello schema funzionale in KOP. MODULO 5 U.D.5.1 U.D.5.2 U.D.5.3 LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE LINGUAGGIO A CONTATTI (KOP); LISTA DI ISTRUZIONI (AWL); LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE A BLOCCHI LOGICI (FUP); Conoscere i vari tipi linguaggi di programmazione dei PLC. MODULO 6 U.D.6.1 U.D.6.2 U.D.6.3 USO DELLA CONSOLLE DI PROGRAMMAZIONE SCRITTURA ED EDITAZIONE DEL PROGRAMMA; VERIFICA ED ESECUZIONE DEL PROGRAMMA; MEMORIZZAZIONE DEL PROGRAMMA; Saper scrivere, editare e verificare i programmi svolti al PLC con un linguaggio di programmazione.
MODULO 7 REALIZZAZIONE DI CICLI AUTOMATICI CON L UTILIZZO DEL PLC U.D.7.1 REALIZZAZIONE DI CICLI AUTOMATICI CON L UTILIZZO DEL PLC (PER VERIFICARE LA FLESSIBILITA DEL SISTEMA, E OPPORTUNO RIELABORARE ANCHE I CICLI DI AUTOMAZIONE ESEGUITI IN LOGICA CABLATA); Saper progettare semplici automatismi in logica programmata e saper cogliere le opportunità offerte da quest ultima rispetto alla logica cablata. MODULO 8 U.D.8.1 U.D.8.2 U.D.8.3 U.D.8.4 U.D.8.5 ALLARMI PROTEZIONE VOLUMETRICA (INFRAROSSI E MICROONDE); PROTEZIONE PERIMETRICA; RILEVATORI DI FUGHE DI GAS; RILEVATORI DI FUMI; ESERCITAZIONI DI IMPIANTI DI ALLARME; Saper scegliere i componenti adeguarti, tarare e collaudare semplici impianti di antifurto. MODULO 9 U.D.9.1 U.D.9.2 U.D.9.3 REGOLAZIONE REGOLAZIONE DI VELOCITA DI UN MOTORE PASSO-PASSO; REGOLAZIONE IN VELOCITA DEL MOTORE IN CORRENTE CONTITNUA; ESERCITAZIONI RELATIVE; Sapere quali sono i principali tipi di controllo ed eseguire la regolazione di velocità per i motori passo-passo e motori in C.C. MODULO 10 U.D.10.1 DOMOTICA DISEGNARE PIANTE PLANIMETRICHE CON IL SOFTWARE TYPLAN DELLA BTICINO;
U.D.10.2 U.D.10.3 U.D.10.4 U.D.10.5 U.D.10.6 U.D.10.7 REALIZZARE PREVENTIVI CON IL SOFTWARE TIPRE DELLA BTICINO; DISPOSITIVI DOMOTICI, BUS, STANDARD E LORO CONFIGURAZIONE; AUTOMAZIONE FILARE E RADIO: CARATTERISTICHE TECNICHE DI COMANDI E ATTUATORI. PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DOMOTICO PER IL COMANDO DI LAMPADE E TAPPARELLE. USARE IL SOFTWARE VISUAL SCS PER COMANDARE DA REMOTO IMPIANTI DOMOTICI. Usare con sufficiente autonomia i software TYPLAN e TIPRE della BTICINO per disegnare piante topografiche e realizzare preventivi di impianti elettrici civili. Scegliere i dispositivi domotici idonei alla progettazione di un impianto domotico. Configurare dispositivi domotici. Usare con sufficiente autonomia il software VISUALSCS della BTICINO per configurare e comandare da remoto impianti domotici. Metodi e strumenti Metodi di insegnamento I vari argomenti del programma saranno svolti facendo ricorso a diverse metodologie per sviluppare negli studenti abilità e competenze diverse in funzione degli obiettivi fissati: - la lezione frontale nei momenti introduttivi e di raccordo tra le varie unità didattiche; - esercitazioni individuali in classe e in laboratorio guidate dal docente ed esercitazioni di gruppo allo scopo di consolidare le conoscenze acquisite. Strumenti di lavoro Le unità didattiche proposte e previste saranno svolte esclusivamente in un laboratorio predisposto ed attrezzato allo scopo, in tal modo è come se si operasse realmente in un ambiente aziendale e comunque vicino alla realtà lavorativa. Un approccio di questo tipo cosi vicino alla realtà, fornirà stimolo è ancor più l interesse per lo studio della disciplina. Saranno comunque utilizzati il libro di testo, manuali tecnici, apparecchiature elettriche, schede di lavoro, software applicativi e sussidi multimediali. Valutazione dei risultati degli alunni (Strumenti e metodi) La realizzazione di ogni esercitazione di laboratorio consentirà, un voto in decimi, da 0 a 10, la cui entità sarà il risultato del: Collaudo (positivo o negativo) Comportamento sul posto di lavoro Esecuzione a regola d arte e rispetto delle norme di sicurezza, secondo la normativa vigente, dell esercitazione assegnata. Cura del materiale fornito per la realizzazione dell esercitazione. Consegna di un elaborato scritto (relazione tecnica), contenente la lista del materiale occorrente per la realizzazione dell esercitazione, gli schemi, i calcoli e le relative tabelle, una breve esposizione scritta del lavoro eseguito e degli argomenti teorici trattati. La valutazione sarà sufficiente con collaudo positivo e consegna dell elaborato scritto.
La soglia della sufficienza per tutte le esercitazioni è pari a 6/10. Le esercitazioni di laboratorio contribuiscono alla valutazione finale ma non saranno l unica base di giudizio in quanto il voto unico conclusivo non sarà il risultato di medie aritmetiche pure e semplici ma va formulato sulla base della valutazione delle conoscenze, delle competenze operative e delle capacità di recupero. Si utilizzeranno i parametri di valutazione definiti dal Dipartimento disciplinare e concordati con il Consiglio di classe, tenuto conto degli orientamenti del Collegio docenti. In particolare, nella valutazione finale, si terrà conto: - del livello di partenza dei singoli alunni e del gruppo classe; - degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione; - dei progressi mostrati nonché della partecipazione, dell interesse e dell impegno di ciascun allievo; - della personalità dell allievo e del suo diritto alla formazione. 7. Strumenti di valutazione dell efficacia dell insegnamento (Raffronto dei risultati reali con quelli attesi) I casi pratici proposti durante l anno scolastico saranno molteplici per ogni quadrimestre, ed ognuno singolarmente, come già esposto, fornirà un voto. La verifica, dell azione didattica sarà effettuata sul campo, ogni qualvolta si proporrà un nuovo caso pratico, poiché ciò implica la conoscenza del caso immediatamente svolto in precedenza. Saranno in ogni modo effettuate delle interrogazioni orali, dei compiti scritti, che insieme alle relazioni di laboratorio forniranno maggiori indicazioni sulle competenze acquisite da ogni singolo allievo. Qualora detti risultati si ritenessero insoddisfacenti, in riferimento agli obiettivi minimi prefissati, si imposterà un lavoro di recupero generale o personalizzato impiegando metodologie e strumenti diversi da quelli usati in precedenza nello svolgimento delle varie unità didattiche. Castiglione dei Pepoli, 20/11/2009 L insegnante Secreti Ottavio