MECCANICA COMPUTAZIONALE

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MECCANICA COMPUTAZIONALE Capitolo 1 Introduzione Rev. 21 aprile 2008 (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 1/28 Argomenti trattati nel capitolo 1 Esempi di problemi strutturali complessi Limiti degli approcci classici Definizione di meccanica computazionale Argomenti del corso Introduzione al metodo degli elementi finiti (FEM) (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 2/28 1

Bibliografia di base Borri C. & Krätzig W. B. (2000): Meccanica computazionale delle strutture: dispense del corso. Bathe K. J. (1982): Finite element procedures in engineering analysis. Corradi Dell Acqua L. (1993): Le teorie strutturali ed il metodo degli elementi finiti. Zienkiewicz O. C. & Taylor R. L. (1977): The finite element method. Przemieniecki J. S. (1968): Theory of matrix structural analysis. Felippa C. (2003): Introduction to Finite Element Methods. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 3/28 Esempi di problemi strutturali (1/7) Struttura spaziale di travi complessa analisi statica lineare analisi statica geometricamente non-lineare [figura per gentile concessione del Prof. W. Zahlten] (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 4/28 2

Esempi di problemi strutturali (2/7) Torre di raffreddamento per centrali energetiche analisi statica lineare analisi statica geometricamente non-lineare struttura indeformata struttura deformata (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 5/28 Esempi di problemi strutturali (3/7) Fessurazione del CLS in torre di raffreddamento per centrali energetiche analisi statica fisicamente e geometricamente non-lineare velocità del vento cresente [figura per gentile concessione del Prof. W. Zahlten] (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 6/28 3

Esempi di problemi strutturali (4/7) Simulazione delle fessure in pannello in CA analisi statica fisicamente non-lineare fessure sperimentali fessure numeriche (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 7/28 Esempi di problemi strutturali (5/7) Serbatoio cilindrico con carico assiale analisi di stabilità struttura indeformata prima forma di instabilità [figura per gentile concessione del Prof. W. Zahlten] (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 8/28 4

Esempi di problemi strutturali (6/7) Serbatoio quadrato con modellazione del fluido analisi dinamica modale 1 modo di vibrare 3 modo di vibrare [figura per gentile concessione del Dott. M. Brüggemann] (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 9/28 Esempi di problemi strutturali (7/7) Strutture soggette all azione sismica analisi dinamica ad integrazione nel tempo spostamenti tempo accelerazione del terreno azione sismica tempo [figura per gentile concessione del Prof. W. Zahlten] (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 10/28 5

Problemi dell ingegneria strutturale Tipi di struttura: bielle cavi telai archi lastre piastre gusci continui Tipo di problema meccanico: statica lineare statica non-lineare stabilità dinamica modale dinamica nel tempo Ogni combinazione è possibile! Necessità di un metodo generale, come vedremo il metodo degli elementi finiti risponde a questo requisito. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 11/28 Approcci classici ( manuali ) Metodo delle forze (forze generalizzate incognite): - equazioni di Müller-Breslau (congruenza) limitato a strutture con un numero limitato di gradi di iperstaticità Metodo degli spostamenti (spostamenti generalizzati incogniti) - equazioni di equilibrio (metodi diretti, metodo delle sottostrutture, ecc.) - metodi iterativi (Cross, ecc.) limitati a telai piani I metodi classici manuali sono limitati a casi semplici o semplificati e non presentano un modo semplice di essere automatizzati. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 12/28 6

Soluzione computazionale I calcolatori elettronici offrono nuove possibilità di calcolo: nasce la Meccanica Computazionale Necessità di ricondurre il problema ad un numero finito di gradi di libertà (discretizzazione) in modo da consentirne la formulazione algebrica e l utilizzo della notazione matriciale. Necessità di sviluppare una procedura ripetitiva che possa venir tradotta in algoritmi e dunque in software. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 13/28 Meccanica computazionale delle strutture Teorica MECCANICA Applicata Solidi Fluidi Strutture Computazionale Multifase Micro- e Nano- (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 14/28 7

Metodi di discretizzazione spaziale Il problema della meccanica dei continui solidi (e delle strutture in particolare), per essere risolto con l ausilio del computer, necessita di essere discretizzato nello spazio. Si passa da grandezze continue a grandezze definite in un numero finito di punti, da equazioni differenziali a equazioni algebriche che possono trovare rappresentazione matriciale. Differenze finite (FDM) Elementi finiti (FEM) Metodi di discretizzazione spaziale Elementi al contorno (BEM) Volumi finiti (FVM) Mesh-free (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 15/28 Classificazione dei problemi strutturali Considerando o meno l inerzia: Statica Dinamica Accettando o meno l approssimazione lineare: Lineare Non-lineare (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 16/28 8

Differenti approcci al FEM Metodo delle forze (o della congruenza, o della flessibilità) scelta delle incognite equazioni risolutive matrici utilizzate Metodo degli spostamenti (o dell equilibrio, o della rigidezza) L approccio agli spostamenti è quello adottato nella maggioranza dei programmi (commerciali e accademici): ci occupiamo di quello! (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 17/28 Oggetto del corso Obiettivo principale: statica lineare con il metodo degli elementi finiti: approccio agli spostamenti Obbiettivi secondari: cenni di metodi non-lineari cenni di stabilità (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 18/28 9

Interpretazione fisica Metodo degli Elementi Finiti L intera struttura è troppo complessa per essere studiata: la si scompone in elementi semplici (bielle, aste, superfici e volumi) ed il comportamento complessivo è ottenuto tramite assemblaggio (reinterpretiamo il divide et impera!). Capitolo 2 Interpretazione matematica Le grandezze incognite (che sono campi, funzione della posizione) vengono considerate solo in un numero finito di punti (nodi). I valori nei punti intermedi si ottengono tramite funzioni interpolanti (funzioni di forma), definite all interno degli elementi in cui la struttura risulta suddivisa. Le equazioni differenziali che caratterizzano il problema vengono così riscritte in forma algebrica e risolte con metodi matriciali. Capitolo 3 (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 19/28 Passi del metodo 1. Decomposizione della struttura continua in elementi (discretizzazione). 2. Definizione delle incognite (e.g. spostamenti) solo in un numero finito di punti (nodi). 3. Interpolazione dei valori nodali a livello di elemento (approssimazione tramite le funzioni di forma). 4. Assemblaggio degli elementi nella struttura intera. 5. Soluzione del sistema di equazioni nelle variabili primarie (e.g. spostamenti). 6. Calcolo delle variabili secondarie a livello di elemento. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 20/28 10

Passo 1: suddivisione della struttura continua in elementi connessi fra loro nei nodi Discretizzazione struttura continua struttura discretizzata [figure per gentile concessione del Prof. W. Zahlten] (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 21/28 Passo 2: definizione delle grandezze incognite solo nei nodi Nella struttura continua gli spostamenti incogniti sono funzioni della posizione (infinito numero di valori). Nella struttura discretizzata gli spostamenti incognite sono un numero finito (quelli nei punti nodali). (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 22/28 11

Passo 3: interpolazione dei valori nodali a livello di elemento spostamenti nodali sono le variabili indipendenti, incognite del problema spostamenti nei punti interni all elemento sono ottenuti per interpolazione dei valori nodali, le funzioni interpolanti (funzioni di forma) dipendono dal tipo di elemento adottato (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 23/28 Passo 4: ricostruzione della struttura globale tramite assemblaggio degli elementi Si ottiene un sistema di equazioni le cui incognite sono gli spostamenti nodali. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 24/28 12

Passo 5: soluzione della struttura nelle variabili nodali incognite Risolvendo il sistema si ottengono le incognite nodali Tramite le funzioni di interpolazione è possibile conoscere i valori (approssimati) degli spostamenti anche negli altri punti deformata della struttura soggetta a peso proprio (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 25/28 Passo 6: dagli spostamenti nodali si ricavano le grandezze secondarie a livello di elemento Dai valori degli spostamenti è possibile calcolare a livello di elemento altre quantità secondarie (ma fondamentali per la pratica ingegneristica!) quali caratteristiche di deformazione e sollecitazione. Momento flettente m xx dovuto al peso proprio (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 26/28 13

Cenni alla storia del FEM Evoluzione di metodi di discretizzazione manuali come quello di Rayleigh-Ritz e quello di Galerkin per trasformare il problema differenziale in uno algebrico. La nascita del metodo può essere fatta risalire al 1903, con la formulazione teorica di Study. Sostanziale riutilizzo di concetti teorici di largo utilizzo (metodi dell equilibrio e della congruenza, notazione matriciale). Trova effettiva applicazione pratica solo dopo il 1954, anno in cui IBM sviluppa il FORTRAN, il primo linguaggio di programmazione ad alto livello. (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 27/28 Nel prossimo capitolo Metodo diretto della rigidezza: dettaglio dei passaggi (con esempio di struttura) (rev. 21/04/2008) Capitolo 1: 28/28 14