88o Rapporto annuale th Annual Report 2002

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1 88o Rapporto annuale th Annual Report

2 BancaStato è un punto di riferimento per l attività economica cantonale, con una presenza capillare su tutto il territorio e importanti ricadute in numerosi settori produttivi. Con le fotografie che illustrano questo rapporto annuale desideriamo rendere omaggio alle forze che, giornalmente, rendono possibile l attività del nostro Istituto. BancaStato is a reference point for Ticino s economic activities, with a grassroots presence across the Canton and substantial spin-offs in several productive segments. The pictures which are used to illustrate this Annual Report are intended to be a tribute to those enterprises which, through their daily work, assist our Institution in carrying out its activities. The original text written in Italian constitutes the controlling form of this Report.

3 INDICE INDEX Resistenza ed adattamento in un ambiente difficile 5 L economia ticinese nel 2002 e prospettive Relazione del Consiglio di amministrazione della Banca dello Stato del Cantone Ticino al Gran Consiglio ed al Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino 37 Endurance and Adaptability in a Trying Environment 5 Ticino s Economy in 2002 and Outlook for Report from the Board of Directors of Banca dello Stato del Cantone Ticino to the Grand Council and Cantonal Parliament of the Republic and Canton of Ticino 37 3 Conto annuale 51 Annual Financial Statement 75 Rapporto della Commissione di vigilanza e dell Organo di revisione secondo la Legge federale sulle banche 73 Report of the Supervisory Committee and the External Auditors as defined by the Swiss Banking Law 97 Consiglio di amministrazione 99 Commissione di vigilanza 99 Ufficio di revisione 99 Ufficio di revisione interna 99 Direzione generale 100 Membri di direzione 100 Sede e Succursali 101 Agenzie 102 Board of Directors 99 Supervisory Committee 99 External Auditors 99 Internal Auditors 99 Executive Board 100 Members of the Management 100 Head Office and Branches 101 Agencies 102

4 Bernardino Bulla Renato Arrigoni Claudio Genasci Donato Barbuscia Giorgio Lavizzari Membro della Direzione generale Membro della Direzione generale Membro della Direzione generale Direttore generale Membro della Direzione generale Member of the Executive Board Member of the Executive Board Member of the Executive Board President of the Executive Board Member of the Executive Board

5 RESISTENZA ED ADATTAMENTO IN UN AMBIENTE DIFFICILE ENDURANCE AND ADAPTABILITY IN A TRYING ENVIRONMENT Nel corso dell ultimo trimestre 2001 gli analisti erano concordi nel ritenere che l economia avrebbe dovuto riprendersi nella prima metà del Durante il primo trimestre 2002, gli stessi analisti hanno posticipato la ripresa all ultimo trimestre dell anno; tuttavia, ancora una volta, la previsione non si è realizzata: essa è stata nuovamente posticipata al terzo trimestre La certezza in una pronta reazione dell economia, dopo il rallentamento del 2001, si è trasformata in perdurante incertezza, la quale ha contribuito ad ulteriormente indebolire l evoluzione congiunturale. In seguito all evoluzione congiunturale sfavorevole, i mercati azionari hanno chiuso al ribasso per il terzo anno consecutivo. L indice SMI ha perso il 27.8%; l indice SPI il 25.9% e lo SNMI addirittura il 51.9%. All andamento incerto dell economia e a quello fortemente negativo dei mercati azionari hanno contribuito anche gli scandali finanziari e la profonda instabilità geopolitica internazionale. Il crollo dei valori azionari ha prodotto una netta diminuzione dei patrimoni dei risparmiatori, delle aziende, dei fondi di previdenza e, soprattutto, delle assicurazioni che hanno accusato una crisi senza precedenti. Anche le banche non hanno potuto sottrarsi a questi eventi. Il valore dei loro attivi (investimenti finanziari e partecipazioni) è diminuito, costringendole a rivedere la valutazione di queste voci. Il crollo dei valori azionari ha anche inciso negativamente sull attività di negoziazione. Inoltre, la perdita di valore del patrimonio della clientela ha provocato una diminuzione della massa amministrata e del volume delle transazioni, con un evidente impatto sul risultato da commissioni e prestazioni di servizio. Questa situazione ha spinto le banche centrali ad abbassare i tassi d interesse ai loro minimi storici. Gli effetti della politica monetaria espansiva hanno sicuramente contribuito a sostenere i consumi, soprattutto attraverso il «canale ipotecario», ma non hanno permesso, per ora, una sostanziale ripresa degli investimenti delle aziende e, dunque, dell economia nel suo insieme. Di riflesso, il settore bancario ha subìto gli ef- During the last quarter of 2001, financial analysts agreed that an economic recovery was about to happen in the first half of In the first quarter of that year those same analysts were deferring this upturn until the last quarter. Yet their forecast did not materialize and was again put off until the third quarter of The certainty of a prompt market reaction following the 2001 slowdown has turned into persisting uncertainty, which further weakened the business climate. In the wake of this unfavourable economic trend, stock market performance was bearish for the third consecutiveyear. The SMI was down by 27.8%, the SPI by 25.9% while the SNMI dropped by as much as 51.9%. Financial scandals and global geopolitical instability all contributed to this unsteady economic situation and highly negative stock market performance. The collapse of share prices drastically lowered the value of assets held by investors, corporations, pension funds and primarily insurance companies which faced an unprecedented crisis. As for banks, they could not escape the general trend. In view of shrinking assets (financial investments and equity participations), banks had to review the valuation of these items. The fall in stock values impacted negatively on trading activities. Moreover, decreased customer assets reduced the overall value of managed funds as well as transaction volumes. The impact on results from commission and service fee activities is obvious. This situation prompted central banks to mark down interest rates to record lows. The effects of this broad monetary policy continued to encourage consumer spending, particularly in mortgages, yet this has not fostered, so far, a substantial upturn in corporate investments, and thus in the economy as a whole. As a consequence, the banking sector has had to bear the negative impact of this policy, without benefiting from its positive spin-offs. The progressive reduction of the LIBOR fluctuations led to lower interest rates on mortgages, which triggered a mark-down in 5

6 6 fetti negativi della politica monetaria senza beneficiare, nel contempo, di quelli positivi. La progressiva riduzione del tasso d oscillazione del LIBOR ha, infatti, innescato una diminuzione dei tassi ipotecari, che, a loro volta, hanno provocato, almeno per il nostro Istituto, una pressione al ribasso sul margine d interesse. Oltre ai citati fenomeni congiunturali è necessario considerare, per valutare adeguatamente l evoluzione dei risultati attuali e futuri del settore bancario, alcuni elementi di tipo strutturale. In questo ambito è necessario ricordare due categorie di fattori che condizionano lo sviluppo interno. Il primo concerne l evoluzione a lungo termine dell economia elvetica. Un recente studio dell OCSE ha illustrato come l economia elvetica sia, dal 1990 (indipendentemente dai cicli congiunturali), in costante perdita di competitività per rapporto alle economie degli altri paesi appartenenti all OCSE. Questa tendenza deve essere attentamente considerata, come citato in precedenza, sia nell interpretazione dei risultati attuali, sia nelle previsioni di quelli futuri in seguito alla forza di inerzia insita in questo meccanismo. La perdita di competitività dell economia elvetica si manifesta, relativamente agli altri membri dell OCSE, con riprese economiche più deboli e recessioni relativamente più incisive. Il secondo elemento consiste nell evoluzione incerta della principale attività delle banche svizzere, ossia l amministrazione di patrimoni. Lo sviluppo di questa attività è stato parzialmente ostacolato dai negoziati bilaterali con l Unione Europea e dallo «scudo fiscale» deciso dal governo italiano alla fine del 2001 che ha colpito, in modo particolare, le banche attive nel nostro Cantone. Questi due fenomeni hanno generato, anche se attraverso canali diversi, un deflusso dei capitali amministrati. Nonostante la diminuzione dei ricavi netti, generata dall insieme di questi fattori, la maggior parte delle banche elvetiche è riuscita ad evitare un importante compressione degli utili lordi, poiché ha immediatamente avviato programmi di riduzione dei costi. I dati non sono ancora ufficiali, ma le prime stime parlainterest margin as far as our Institution is concerned. Alongside events connected to the current economic situation, it is necessary to take into consideration various structural factors for a reliable assessment of present and future performance in the banking sector. In this regard, two main factors influencing internal development should be mentioned. The first has to do with the long-term development of the Swiss economy. A recent OECD study has shown that, since 1990, the Swiss economy has persistently lost competitive ground compared to other OECD countries, regardless of economic cycles. As already mentioned, this trend must be carefully considered both for the interpretation of present results and for future forecasts on account of the inertia inherent in this mechanism. The loss of competitiveness of the Swiss economy is manifested by weaker economic recovery and relatively more severe periods of recession than other OECD members. The second factor lies in the uncertain evolution of Swiss banks core business, namely asset management. The development of these activities has been in part hampered by the bilateral negotiations with the European Union and by the tax shield policy ( scudo fiscale ) adopted by the Italian government at the end of The latter particularly affected the banks which operate in our Canton. Although in different ways, both events have translated into an outflow in administered capital. In spite of shrinking net income due to these combined factors, most Swiss banks were able to avoid a consistent reduction in gross income, having immediately implemented cost reduction measures. The figures have not been published as yet, but, according to estimates, this entails a 15 to 20% job reduction in the Swiss banking sector. As far as the banking centres in Ticino are concerned, the cutback is more modest, but still sizeable, as it amounts to jobs. Our Bank could not escape the consequences of the changes in the world economy and stock markets.

7 no, per l intera Svizzera, di una riduzione del 15-20% dei posti di lavoro. Per quel che concerne la piazza finanziaria ticinese si valuta una riduzione più contenuta, ma comunque importante, di circa posti di lavoro. La nostra Banca non ha potuto sottrarsi, durante il 2002, all evoluzione della congiuntura e dei mercati azionari. Tuttavia, grazie alla crescita dei volumi e alla positiva gestione della sua struttura di bilancio, il nostro Istituto è riuscito a contenere la diminuzione dei ricavi netti in rapporto alla cifra record realizzata nel 2001 ( 8.2%). La Banca ha dato dei segnali positivi soprattutto nel suo settore d attività tradizionale. I crediti ipotecari sono, infatti, cresciuti del 9.7% ed hanno superato i CHF 4 mia (4,094 mia). Il totale dei crediti nei confronti della clientela è aumentato del 5.7% a CHF 5,428 mia. Ciò significa che l Istituto ha contribuito allo sviluppo dell economia cantonale, dove ha garantito l accesso al capitale ad un numero elevato di privati ed aziende. La somma di bilancio è cresciuta, per il sesto anno consecutivo, a CHF 6,563 mia (+3.7%). Contrariamente alla maggior parte delle altre banche, i problemi strutturali del nostro Istituto non hanno permesso di contenere i costi d esercizio (+8.9% a CHF 92 mio). Questa tendenza continuerà anche per i prossimi anni. Il riammodernamento in corso è la causa principale dell aumento registrato nei costi. Nell esercizio in esame, la Banca ha concentrato i propri sforzi sulla preparazione della migrazione sul nuovo sistema informatico, sul rafforzamento della sicurezza fisica e logica e sul potenziamento del sistema dei controlli interni e della gestione del rischio (risk management). La riduzione dei ricavi netti e l aumento dei costi d esercizio hanno determinato una diminuzione dell utile lordo del 26.9% a CHF 56,6 mio (in rapporto all utile record registrato durante l esercizio precedente). Per il secondo anno consecutivo l evoluzione sfavorevole della congiuntura e il riammodernamento in atto hanno costretto le collaboratrici ed i collaboratori However, it was successful in controlling the drop in net income ( 8.2%), compared to the record result obtained in This was achieved thanks to volume growth and sound management of the balance sheet structure. The Bank reacted positively, above all with regard to its core business. In fact, mortgage lending increased by 9.7% over CHF 4 billion (4.094 billion). Total amounts due from customers grew by 5.7% to CHF billion. This shows that the Bank contributed to the development of the Canton s economy, guaranteeing access to capital for a large number of private and corporate accounts. The balance sheet total increased for the sixth consecutive year, reaching CHF billion (+3.7%). Unlike most banks, structural problems at our Institution prevented a curbing of operating expenses (+8.9% to CHF 92 million). This trend is expected to continue in coming years. The major cause for this increase is the remodernisation which is currently underway. In the reporting year, the Bank focused on the preparations for the changeover to the new IT system, on enhancing physical and logical security, and on strengthening internal controls and risk management. The fall in net income and the increase in operating expenses have resulted in gross profit amounting to CHF 56.6 million (a 26.9% decrease compared to last year s record figure). For the second consecutive year, the unfavourable economic trend and the current remodernisation have necessitated considerable effort on the part of staff. In spite of these circumstances, they have continued to work with unwavering professional dedication, thus ensuring our Institution receives the support it needs to face the demanding reform. The efforts to complete the Bank s organisational setting will continue in 2003 and will be concluded by the end of Forecasts for the economic outlook and stock markets however remain mostly bleak. The Bank is poised to endure another difficult year. 7

8 8 ad uno sforzo rilevante. Nonostante questo fatto essi hanno operato con immutato impegno e professionalità ed hanno garantito al nostro Istituto il necessario sostegno per affrontare l impegnativa riforma. Gli sforzi per completare il riassetto organizzativo del nostro Istituto continueranno anche nel 2003 e saranno conclusi entro la fine del Per quanto riguarda le previsioni concernenti l andamento della congiuntura e dei mercati azionari, esse permangono abbastanza negative. La Banca dovrà dunque nuovamente affrontare un anno difficile. In conclusione possiamo affermare che la Banca si muove nel 2003 con ragionevole fiducia, lungo il percorso di rinnovamento, che si prefigge di ridare slancio e competitività ad un Istituto conscio della sua importanza per l economia cantonale. In quest ottica siamo certi che, nonostante la difficile situazione economica, le basi poste durante questi anni si riveleranno fondamentali per l attività futura. In questo contesto resta immutato l obiettivo di corrispondere al meglio al mandato pubblico di promozione efficace e duratura dell economia ticinese. To conclude, it can be said that in 2003 our Bank, which is fully aware of its importance for the Canton s economy, has been moving with confidence along a path of renewal intended to provide it with a new upswing and competitiveness. In this regard, we are confident that, in spite of the difficult economic situation, the foundations laid during these past few years will prove fundamental for the future activities of the Bank, whose unwavering goal is to uphold its public mandate for an effective and lasting support of the economy of Ticino. E. Bergonzoli, attorney D. Barbuscia Chairman President of the Board of Directors of the Executive Board Avv. E. Bergonzoli Presidente D. Barbuscia Direttore generale

9 L ECONOMIA TICINESE NEL 2002 E PROSPETTIVE 2003 A cura del CODE, Centro per l osservazione delle dinamiche economiche dell Istituto di ricerche economiche, Università della Svizzera italiana A. Monitor congiunturale 1. Le speranze disattese del 2002 Contrariamente a quanto sostenevano alcuni analisti economici, il 2001 non è stato solo un anno di transizione. Gli eccessi del sistema economico squilibri finanziari, indebitamento di famiglie e imprese, sovra investimenti, valori borsistici troppo elevati, scandali finanziari, ecc. non sono stati riassorbiti completamente nemmeno nel Il 2001 è stato un anno difficile, con tassi di crescita più che dimezzati rispetto al 2000; il 2002 non è stato certo migliore. Le previsioni di ripresa economica sono state riviste al ribasso a più riprese durante tutto l anno. Le speranze sono state disattese soprattutto nella Zona Euro e in Svizzera. Tutta l area OCSE, salvo rare eccezioni (Irlanda, Grecia, Nuova Zelanda, Norvegia, Islanda) sta evolvendo a tassi notevolmente inferiori ai tassi potenziali di medio-lungo termine (scarto 1,5 punti). Tabella 1 Tassi di crescita economica a confronto (2002 e previsioni per il 2003) TICINO S ECONOMY IN 2002 AND OUTLOOK FOR 2003 A survey by CODE (Centre for the observation of economic dynamics), Istituto Ricerche Economiche, University of Lugano, Switzerland A. Trend monitor and its unfulfilled expectations Despite claims by some economic analysts that 2001 would be a transition year, it turned out to be more than that. The excesses, or indeed over-indulgence, of its economy financial disequilibria, indebtedness of families and businesses, over-investments, sky-high stock valuations, financial scandals, etc. were not entirely cleared up in 2002 either proved a tough year, where growth rates dropped by more than half their 2000 levels; 2002 was not any better. All forecasts of an economic recovery were revised down on several occasions during the year. Expectations were thwarted especially in the euro zone and in Switzerland. In the entire OCDE area, with few exceptions (Ireland, Greece, New Zealand, Norway, Iceland) the economy has been growing at a sensibly lower pace than its potential medium-to-long term pace (differential 1.5 points). Table 1 Economic growth rates compared (2002 and 2003 forecasts) 9 Crescita % prevista prevista stimata a per il nel 2001 inizio OCSE USA Giappone Zona Euro Italia Germania Francia Svizzera Ticino Fonte: FMI, OCSE per dati internazionali, SECO-BAK, per dati nazionali e cantonali. Elaborazione IRE-CODE-2003 Growth % Expected estimated estimated be- for in 2001 ginning of OECD USA Japan Euro zone Italy Germany France Switzerland Ticino Source: IMF, OECD for international data, SECO-BAK, for national and cantonal data. Processed by: IRE-CODE-2003

10 10 Nell area OCSE l economia è cresciuta poco (+1.3%). L economia USA, se le stime si riveleranno corrette, avrà conosciuto una crescita nettamente migliore (+2.3%) rispetto all anno precedente e alle previsioni di fine Queste evoluzioni non sono state sufficienti per rilanciare la macchina economica europea e, di conseguenza, quella nazionale e cantonale. L economia USA è cresciuta grazie soprattutto ai consumi pubblici (spese per la difesa nazionale) e a quelli privati. Le importazioni hanno conosciuto una buona evoluzione, di cui ha potuto beneficiare in parte anche la Zona Euro che ha visto riprendere l export. Ciononostante, l economia europea è cresciuta a tassi inferiori all 1%. Gli investimenti sono diminuiti, mentre le importazioni hanno conosciuto solo lievi incrementi. I partner commerciali più importanti per il nostro Paese (Germania e Italia) hanno conosciuto un tasso di espansione inferiore allo 0.5%. In questi Paesi, gli investimenti, come pure le importazioni, sono diminuiti. A fronte di queste evoluzioni, non è sorprendente constatare come l economia svizzera sia cresciuta solo dello 0.1%. A concorrere a questa modesta crescita troviamo le spese finali dello stato e delle assicurazioni sociali (+1.9%), i consumi privati (+0.9%) e le esportazioni (+0.4%), penalizzate da un elevato corso del franco svizzero. A fronte di una domanda internazionale debole, nonché di un clima di sfiducia e di incertezza che regna su consumatori e imprenditori, gli investimenti, nonostante i bassi tassi di interesse, hanno subìto pesanti ridimensionamenti, soprattutto nel comparto dei beni di equipaggiamento. Gli effetti della debole crescita vanno letti anche in termini di ristrutturazioni, di fallimenti nel 2002 sono aumentati del 23% nel solo settore dei servizi, di cali borsistici la capitalizzazione della borsa svizzera si è dimezzata e di perdita di posti di lavoro. Rispetto all anno precedente, nel quarto trimestre del 2002 gli addetti sono diminuiti dello 0.8%. Per la prima volta da cinque anni anche il settore terziario è stato toccato da queste diminuzioni. Il tasso di disoccupazione è passato dall 1.9% al 2.8%. In the OECD area the economy registered a rather unimpressive growth (1.3%). In the US, if predictions turn out to be correct, the economy will register a noticeably better growth (+2.3%) than in the previous year, also better than the 2001 end-of-year revised forecasts.theseresultswerenotgood enough to kick-start the European and thus the national and cantonal economies. Public consumption (national defence) and private consumption have been the crucial factors in the US economic growth. Imports registered an encouraging upturn, and the euro zone benefited as a result, as exports went up. And yet, the rate of growth of the European economy barely reached 1%. Therewas a decline of investments while imports registered only a very slight increase. Switzerland s prime trading partners (Germany and Italy) struggled to reach even a rate of expansion under 0.5%. In these two countries, both investments and imports slowed down. Such being the climate, it will come as no surprise that the growth rate of the Swiss economy was a mere 0.1%. This rather unprepossessing outcome may be explained by factors such as government final expenditure and social security (+1.9%), private consumption (+0.9%) and exports (+0.4%), which reflect a stronger Swiss franc. A weak international demand, combined with a sentiment of uncertainty and lack of confidence dominating both consumers and entrepreneurs, explains why investments, despite low interest rates, were heavily cut back, above all in the sector of equipment goods. The impacts of a poor growth should be read also in the light of business reorganisations, of bankruptcies in 2002 these went up by 23% in the services sector alone, of stock market collapse the capitalisation of the Swiss bourse shrank to half its size and of job losses. Compared with the previous year, in the fourth quarter of 2002 the number of employed persons went down by 0.8%. For the first time in five years we saw the tertiary sector shaken by this decline. The unemployment rate rose from 1.9% to 2.8%.

11 % Evoluzione PIL TI-CH: evoluzione e previsioni GDP growth for Ticino and Switzerland: trend and forecasts PIL-TI GDP-TI PIL-CH GDP-CH Fonte: BAK-Basel,2000 A L economia cantonale, dal canto suo (grafico A), ha conosciuto addirittura una crescita economica negativa ( 0.6%). Il settore più colpito è stato quello dell industria manifatturiera, che già nel 2001 aveva vissuto un anno economico difficile sia dal punto di vista della creazione di valore aggiunto (tabella 2) che da quello dell andamento degli affari (grafico B). Tabella 2 Evoluzione % del valore aggiunto reale in Ticino (valutazione rispetto all anno precedente) If we now look at the Canton s economy (Fig. A), we notice even a negative growth ( 0.6%). Worst hit was the manufacturing industry, which had already faced a tough time in 2001 from the point of view both of creation of added value (table 2) and of business trend (Fig. B). Table 2 Evolution (%) of real value added in Ticino (estimated on previous year) * 2003* Agricoltura Settore manifatturiero Costruzioni Settore terziario *Previsioni; Fonti: BAK, Basilea, Elaborazione IRE-CODE * 2003* Agriculture Manufacturing sector Building industry Tertiary sector *Forecasts; Sources: BAK, Basle, Processed: IRE-CODE-2003 Gli ordini sono calati in modo rilevante per tutto il 2002, così come è diminuito il fatturato e il margine di profitto. Il corso del franco ha penalizzato l export. Il settore è contraddistinto da sovra capacità produttive, per cui, a fronte di una domanda che stenta a ripartire, non vi è da attendersi a breve termine una ripresa degli investimenti e/o della produzione. Le conseguenze andranno lette non solo in un ulteriore peg- Orders dropped quite remarkably during the whole of 2002, and so did turnover and profit margins. The strength of the Swiss franc had a punishing effect on exports. The sector is characterised by excess production, and therefore, faced with a sluggish demand, we cannot expect a revival of investments and/or of production in the short term. The effects will clearly be felt not only in a deepening crisis of the business trend

12 12 Andamento degli affari e produzione industriale in Ticino, Zurigo e nelle province di Como, Varese e Milano ( ) Business trend and industrial production in Ticino, Zurich and in the provinces of Como, Varese and Milan ( ) TI ZH CO/VA MI Aumento Increase Stazionario Stationary Diminuzione Decrease Fonte: KOF ETH ZH, 2003 / Camcom B gioramento dell andamento degli affari, ma pure nel deterioramento della situazione occupazionale, parato nel 2002 introducendo in più casi il lavoro a tempo ridotto per non ridurre eccessivamente gli effettivi, soprattutto quelli chiave per la conduzione aziendale. Da questo panorama a tinte fosche si distingue, in positivo, solo il settore farmaceutico che sembra muoversi fuori dai cicli economici. Il settore delle costruzioni, soprattutto se confrontato con l andamento nazionale, ha tenuto relativamente bene per tutto l anno, nonostante il calo delle ordinazioni. Segni di peggioramento giungono però dai dati relativi al quarto trimestre del 2002, in particolare per quanto attiene alle imprese di piccola e media dimensione. Anche il settore turistico ha vissuto un anno difficile, in particolare nel ramo alberghiero. Tra le cause possiamo menzionare le conseguenze degli attentati terroristici negli USA del 2001, il corso del franco poco favorevole, le manifestazioni legate all esposizione nazionale (Expo-02) e la meteorologia poco clemente per tutto il periodo primaverile ed estivo. Proprio in questi periodi la flessione dei pernottamenti è stata importante. Altri dati hanno concorso al negativo tasso di crescita del PIL cantonale. Prima di tutto i dati sui consumi, attestati dall andamento al ribasso del commercio al but also in a further deterioration of the job situation. The latter was warded off in 2002 by the introduction (in several cases) of reduced working hours so as to avoid an excessive number of redundancies, particularly of key people on the management side. The only ray of sunshine in this gloomy picture is represented by the pharmaceutical industry, which seems to stand alone above any economic cycles. Things seem to be looking up, however, when we come to the building sector, especially if we compare it with the overall national picture: it seems to have held up through the year, despite the drop in orders. Nonetheless some hints that all is not so well may be found in the statistics for the fourth quarter of 2002, namely insofar as small- and medium-sized enterprises are concerned. Tourism,too,suffered, particularlyinthehotel branch. Some causes are readily identified, the 11 September terrorist attacks in the US being a very important one, an unfavourable Swiss currency, the events connected with the national exhibition (Expo-02), and the rather freak weather conditions during spring and summer. It is precisely in these two seasons that the drop in overnight stays was most noticeable. Other factors have contributed to the negative growth rate of Ticino s GDP. First and foremost, let us take into account consumption figures, which reflected the

13 % Esportazioni, tasso di crescita trimestrale (media mobile 4 periodi) Exports, quarterly growth rate, (variable rate for 4 quarters) Ticino Zurigo / Zurich Svizzera Switzerland Fonte: Direzione delle Dogane / USTAT, 2003 C dettaglio e delle immatricolazioni di auto nuove. L andamento della disoccupazione, delle spese sociali e l incertezza che grava sulle prospettive economiche hanno sicuramente intaccato la fiducia dei consumatori. In secondo luogo, l andamento del commercio estero. Le esportazioni sono calate dell 8%, contro un aumento del 7% nel 2001 e di ben il 21% nel 2000, intaccando non poco l andamento di alcuni settori di attività importanti poco fa descritto (grafico C). L andamento è sensibilmente peggiore rispetto alla media nazionale ( 1%), come pure rispetto alle province italiane limitrofe. Sono diminuite anche le importazioni ( 2%) per un saldo dalla bilancia commerciale nettamente deficitaria ( 241 mio di franchi). Il 2001 si era concluso con un avanzo di 36 mio di franchi. La pessima congiuntura ha avuto effetti negativi misurabili attraverso altre due variabili economiche importanti: i fallimenti aziendali e l occupazione. Per quanto concerne i fallimenti, dai 395 casi del 2001 si è superata la soglia dei 400 casi nel 2002 (+1.3%). Fra i settori più colpiti vi sono la ristorazione e gli esercenti, ma non mancano anche società di gestione di capitali. Nel distretto di Lugano, centro nevralgico dell economia cantonale, l aumento è stato del 24%, passando da 188 a 234 casi. Per quanto concerne, invece, il mercato del lavoro, dopo la tenuta del 2001, l ulteriore peggioramento della congiuntura occorso nel downward trend of the retail business and the registration of new cars. The trend in unemployment, in social security expenditure, and the uncertainty surrounding the overall economic outlook undoubtedly dented consumer confidence. Secondly, observe the tendency in international trade. Exports fell by 8%, against an increase of 7% in 2001 and of no less than 21% in 2000, with a predictably corrosive effect on the trend of some major lines of business mentioned above (Fig. C). The tendency is palpably worse than the national average ( 1%), but worse also than in the neighbouring Italian provinces. Imports slackened, too, ( 2%) resulting in a clear deficit of the balance of trade (SFr 241 million) ended with a budget surplus of SFr 36 million. The negative consequences of this bleak situation could be measured by the yardstick of two other critical economic variables:one is company bankruptcies, the other employment. Taking bankruptcies first, we find that from 395 cases in 2001, in 2002 the number rose above the 400 threshold (+1.3%). The hardest hit sectors are restaurants, but fund management companies are not far behind. In the district of Lugano, a hub for the Canton s economy, bankruptcy cases spiralled by 24%, namely from 188 to 234. In the job market, which had held up nicely in 2001, a further decline of the economy caused a backlash on the employ-

14 14 Disoccupati e cercatori d impiego ( ) Unemployed and job seekers ( ) Disoccupati Unemployed Ticino Svizzera /Switzerland Cercatori d impiego Job seekers Ticino Svizzera / Switzerland % Fonte: SECO / Sezione del lavoro, DFE, 2003 D 98-Q1 98-Q2 98-Q3 98-Q4 99-Q1 99-Q2 99-Q3 99-Q4 00-Q1 00-Q2 00-Q3 00-Q4 01-Q1 01-Q2 01-Q3 01-Q4 02-Q1 02-Q2 02-Q3 2002, ha provocato effetti negativi anche sul fronte dell occupazione (grafico D). Il tasso medio di disoccupazione registrato nel 2002 è stato del 3.7%, contro il 2.8% del 2001 (+0.9 punti). Nel 2002 si sono contati in media oltre disoccupati, contro i del Sono aumentate, di riflesso, anche le persone in cerca di impiego (+14.4%). Dalle persone del 2001 si è passati alle del A testimonianza della crisi generalizzata, vanno citati i dati relativi al tasso di disoccupazione per ramo economico. Accanto ai tradizionali rami (del commercio, dell alberghiero e dell edilizia e genio civile) dal 2001 si sono affacciati alcuni rami centrali dell economia cantonale, segnatamente le banche, il settore della consulenza e dell informatica, l elettrotecnica, l elettronica e la metallurgia. Non è stato risparmiato nemmeno il ramo dell insegnamento e della ricerca e sviluppo. Nel confronto interregionale svizzero, il Ticino si conferma, anche nel 2002, al secondo posto dopo Ginevra nella classifica dei Cantoni con il più alto tasso di disoccupazione. Nel confronto interregionale transfrontaliero, il tasso di disoccupazione nelle province di confine risulta essere di circa un punto percentuale superiore. Anche l impiego ha subìto un ridimensionamento. Dopo aver tenuto nel 2001, nel 2002 gli addetti sono ment front in 2002 (Fig. D). In 2002, employment registered an average rate of 3.7%, against 2.8% in 2001 (+0.9 points). In 2002 the average number of unemployed was higher than 5,000, whereas they totalled 3,907 in As a result, the number of job seekers went up, too, (+14.4%). While there were 6,618 job seekers in 2001, in 2002 there were 7,575. The unemployment rate statistics reported for each economic branch or sector may be perceived as unmistakable signs of the widespread crisis. Since 2001, alongside the traditional branches (commerce, hotels, construction, and civil engineering) a number of other sectors paramount for the canton s economy have crept into view, namely banks, consultancy and computer firms, electro-technology, electronics and metallurgy. Nor can we ignore the education or school sector, and that of research and development. In the Swiss inter-regional context, in 2002 once more Ticino came second, after Geneva, in the ranking of cantons with the highest unemployment rate. Considering all the regions in the Swiss-Italian border area, the rate of unemployment in the bordering provinces is one percentage point higher than in Ticino. Some retrenchment has taken place in the job world. Having remained stable in 2001, in 2002 the number of workers fell by 1.7% (national average 0.8%). The secondary sector seems to have been the greatest los-

15 diminuiti dell 1.7% (media nazionale 0.8%). Il settore secondario ha pagato maggiormente la cattiva congiuntura. La diminuzione degli addetti si è attestata a 5.1% (media nazionale 2.5%). Nel confronto interregionale svizzero il Ticino è il Cantone che registra la diminuzione maggiore degli impieghi, seguito da vicino da Zurigo. Per la prima volta da 5 anni il calo dei posti ha toccato anche il settore terziario. 2. Prospettive per il 2003 tra sentimenti di incertezza e situazioni di instabilità I dati pubblicati dai maggiori istituti di ricerca congiunturale nazionali e internazionali fanno emergere, nonostante le incognite, le incertezze e le instabilità caratterizzanti il quadro economico, un sostanziale ottimismo per l evolvere dell economia internazionale nel 2003 (tabella 1). L economia dell area OCSE dovrebbe infatti crescere del 2.2%, 1.7 punti al di sotto del suo potenziale di crescita. Dopo qualche timido accenno di ripresa del primo semestre del 2002, le prospettive di crescita del Giappone (+0.8%) rimangono incerte anche per il I mercati emergenti dell Asia continueranno la loro espansione, mentre per l America Latina la crescita dovrebbe essere debole. Quest area soffre della depressione in Argentina e dell incombere del rischio di insolvenza del Brasile, nonostante il massiccio aiuto stanziato in agosto dal FMI. La prudenza sulla crescita economica è d obbligo anche per il E questo per diverse ragioni. Oltre oceano si è già al terzo tentativo di ripresa. In Europa il rilancio congiunturale si è limitato a due timidi accenni. Verosimilmente nemmeno il 2003 darà slancio all economia, né nel vecchio continente né negli USA. Gli eccessi, assieme ai rischi di natura geopolitica, zavorrano le prospettive di ripresa. Fino a quando le sovra capacità non saranno riassorbite, l indebitamento pubblico e privato (famiglie e imprese) non sarà ridotto, i mercati finanziari non si stabilizzeranno, gli scandali societari non saranno arginati e la crisi irachena non sarà rientrata è difficile prevedere una ripreer in the current economic adverse conditions. The drop in the number of workers equalled 5.1% (national average 2.5%). In the Swiss interregional context, Ticino stands out as the canton with the highest number of redundancies, closely followed by Zurich. For the first time in five years the tertiary sector, too, suffered severe job losses. 2. Outlook for 2003 in a climate of uncertainty and instability Despite the elements of gloom, uncertainty, and instability characterizing the economic picture at present, data released by the leading national and international research institutes seem to suggest an essentially buoyant and confident mood for the out-turn of the international economy in 2003 (tab.1). In the OECD area, in fact, the economy is expected to grow by 2.2%, 1.7 below its growth potential. Despite some timid signs of recovery in the first quarter of 2002, growth prospects in Japan (+0.8%) seem likely to continue to be marred by uncertainty into Asia s emerging markets will continue to expand, while Latin America is expected to do so only less energetically. South America is knocked out by Argentina s depression and the impending risk of Brazil s insolvency, notwithstanding the massive aid grant allocated by the IMF last August. We would be well advised to hold on tight during 2003 also. And there are various reasons for this. Across the Atlantic an economic recovery has been launched three times already. In Europe, two halfhearted attempts at reviving the economy did not last long. There seems to be very little chance that 2003 may see a come back of the economy, either in the Old or the New world. The prodigal life, combined as it has been with the very real risks in geopolitics, managed to jettison all good prospects of recovery. Until and unless over capacity is cleared up, public and private debt (both of families and businesses) is alleviated, financial markets stabilise, corporate scandals con- 15

16 16 sa solida dell economia. Questi fattori bloccano la propensione all investimento e al consumo. Si è di fronte a un periodo, probabilmente lungo, di importanti ristrutturazioni in tutti i settori economici, compreso quello dei servizi. Se, in più, la guerra dovesse svilupparsi su tempi lunghi altre variabili giocherebbero un ruolo destabilizzante, segnatamente il prezzo del petrolio. Secondo l autorevole The Economist, se ciò dovesse verificarsi, l economia s incamminerebbe verso una profonda recessione. Non potendo contare troppo sulla domanda estera, anche se la BCE ripone molte speranze nell export quale motore della ripresa per il 2003, nel vecchio continente ci si attendono impulsi soprattutto dall economia interna. Perché questo accada è però necessario che la propensione ai consumi e agli investimenti evolva positivamente così da rilanciare la crescita. L incertezza derivante dalla guerra, unitamente alle tensioni sul mercato del lavoro, a seguito delle ristrutturazioni aziendali arrischiano di limitare questa crescita che, nel 2003 dovrebbe attestarsi ancora sotto il 2%, quindi a 1.5 punti al di sotto del sentiero di crescita potenziale di medio-lungo termine della Zona Euro. Più prudenti ancora risultano essere le previsioni per l economia svizzera che, con un modesto tasso dello 0.8%, dovrebbe stagnare anche nel 2003, in attesa che l economia europea cresca a ritmi superiori a quelli previsti (+1.8%). La ripresa nel nostro Paese dipenderà molto dall evoluzione della congiuntura internazionale e in particolare di quella europea. Come abbiamo visto non ci sono segnali che ciò possa avvenire nel 2003, anche perché, al di là della situazione economica di Eurolandia, è l andamento economico dei partner commerciali principali a preoccupare. La Germania e l Italia dovrebbero crescere a tassi di poco superiori all 1%, insufficienti per rilanciare l export svizzero, ostacolato anche da un tasso di cambio sfavorevole. L attesa della ripresa in Germania arrischia di essere lunga. Il patto di stabilità imbriglia la politica fiscale; i tassi di interesse sono decisi dalla BCE per cui i policymakers tedeschi sono di fatto impossibilitati tained and the Iraq crisis solved, there is little ground for trusting in a sound and durable economic recovery. These are indeed the inhibiting factors holding back any propensity to save and consume. We are facing a (perhaps protracted) period of major reorganisations in all economic sectors, the services sector included. If, moreover, the war should indeed be drawn out for longer than desirable, other destabilising variables would come into play, in particular the price of oil. According to the authoritative weekly, The Economist, should that occur, the economy would enter a long and deep recession path. Since external demand cannot be relied on, even though the ECB seems to believe in export as the engine of a 2003 recovery, the old continent expects salvation to come primarily from the domestic market. For this to happen, however, consumers propensity to spend and invest must rise, thereby boosting growth. Uncertainty is blown in by the winds of war; the jitters are spreading through the job market, on the back of business reorganisations: these two factors may put a spanner in the works of growth, which in 2003 is predicted to settle below the 2% mark, in other words 1.5 points below the potential growth path for the medium-to-long term in the Euro area. Even more guarded are the forecasts concerning the Swiss economy, which at a rather modest 0.8% rate may well carry on stagnating into 2003, while waiting for the European economy to evolve at a faster pace thanestimated(+1.8%).an upswing in the Swiss economy will depend a good deal on the progress of the international trend, and in particular on the European one. As we have shown, there are precious few signs that this may come true in 2003, also because, quite apart from the economic situation in Euro-land, the real cause for concern comes from the main commercial partners. Germany and Italy are expected to grow at a rate only slightly higher than 1%, which is not enough to re-launch Swiss export, which in itself is jeopardised by an unfavourable exchange rate. Germany s recovery looks like being a long way off. The

17 ad operare politiche fiscali e monetarie proprie. Da non trascurare inoltre il fatto che le imprese tedesche sono molto dipendenti dai crediti bancari che, a causa della crisi finanziaria, sono sempre meno accessibili anche per il fatto che le banche si vedono costrette a riassorbire l irrazionale finanziamento fatto negli anni del boom a imprese inefficienti per cui bloccate nella loro politica di investimenti. Le prospettive di crescita dell economia svizzera non sono quindi favorevoli, non solo a causa della cattiva congiuntura internazionale, ma anche per ragioni strutturali interne. Il consumo privato non dovrebbe conoscere sviluppi importanti, anche in considerazione del deteriorarsi del mercato del lavoro. Tra le altre ragioni citiamo anche i modesti aumenti salariali e l accentuata precarietà del posto di lavoro dovuta alle pesanti ristrutturazioni in atto in tutti i settori dell economia elvetica che toccano società fino a ieri reputate solide, comprese le banche e le ex regie federali. Senza dimenticare, inoltre, una struttura dei prezzi penalizzante, l aumento dei premi delle casse malati, la crisi che imperversa nelle casse pensioni, che arrischia di intaccare nuovamente i salari, e qualche broglio. Tutto ciò intacca non poco la fiducia di consumatori e di investitori, creando frenanti incertezze. Gli investimenti nel mattone non dovrebbero figurare tra i fattori di crescita del I grossi progetti infrastrutturali hanno raggiunto l apice nel 2002, sancendo una marcata contrazione dell edilizia industriale. Gli investimenti in beni strumentali sono al palo a causa della limitata domanda di beni di esportazione, per cui non contribuiranno alla crescita nemmeno nel Il PIL svizzero continuerà anche nel 2003 a crescere al di sotto del suo potenziale di medio-lungo termine stimato al 2%. A cascata, a livello cantonale, le prospettive di crescita non sono migliori. L Istituto BAK di Basilea stima per l economia del Cantone Ticino una crescita leggermente superiore alla media svizzera (+1.2%). I test congiunturali del KOF-ETH di Zurigo nei diversi comparti economici fanno emergere come il 2003 stability pact puts a brake on fiscal policy; interest rates are controlled by the ECB, which means that German policymakers are virtually in no position to introduce and enact fiscal and monetary policies of their own. Also, let us not forget that German firms depend a great deal on bank credits, which because of the current crisis are less and less easy to obtain not least because banks feel it is their duty to account for the irrational injection of funds that they provided to inefficient firms during the boom years and as a result they seem to be stuck with their investment policies. Hence, the growth prospects of the Swiss economy are far from rosy, not only on account of the grim situation of the world economy, but also because of structural reasons of its own. Private consumption is not set to grow appreciably, especially if we bear in mind the deterioration of the job market. Other determinant elements include the limited pay settlements and the enhanced precariousness of posts in general, due to the heavy reorganisations now being implemented in all sectors of the Swiss economy affecting companies that had till recently been seen as unassailable, and that includes banks and the former public monopolies. Nor should we leave out another factor: a punitive price structure, the increased premiums of health insurance policies, the crisis tearing apart pension schemes, which runs the risk of eating into salaries and the odd fraud. All of this is bound to make a dent in consumers confidence and investors confidence, leading to the restraining influence of uncertainty. It is hard to believe that investments in bricks and mortar will make a significant contribution to growth in The big infrastructure building plans peaked in 2002, leading to a sensible contraction of industrial construction. Investments in production goods are at a standstill owing to reductions in demand for export goods; hence the conclusion that these will not contribute to growth in 2003 either. Switzerland s GDP will continue to grow below its medium-to-long term estimated potential of 2%. 17

18 18 sarà un anno difficile per l industria manifatturiera, per le costruzioni, per il turismo e per il commercio al dettaglio. Le ristrutturazioni proseguiranno anche nel nostro Cantone, nel secondario come nel terziario, creando ulteriori tensioni sul mercato del lavoro. Consequently, growth prospects are not any better at the cantonal level. The BAK Institute, Basle, reckons that Ticino s economy will register a slightly higher growth rate than the Swiss average (+1.2%). The short-term trend tests conducted by KOF-ETH, Zurich for the different economic sections point up that 2003 will be a difficult year for the manufacturing industry, the building industry, tourism, and the retail trade. Reorganisations will continue in our Canton as well, in the secondary and tertiary sectors, causing further mayhem in the labour market.

19 B. Monitor strutturale Specializzazioni settoriali, concentrazioni spaziali e traiettorie di sviluppo regionale 1. Introduzione Nel contributo apparso nell edizione 2001 del rapporto annuale di BancaStato avevamo trattato il tema della dinamica della crescita economica cantonale nel confronto interregionale a livello nazionale e transfrontaliero1. Dalle analisi era emerso come negli ultimi dieci anni ( ) fossero aumentati i divari di crescita tra le macroregioni svizzere con una nota particolarmente dolente per quanto concerne la crescita dell economia del Cantone Ticino, sempre più distante dalle regioni leader. Con il presente approfondimento vogliamo andare oltre, analizzando quali possano essere le ragioni che concorrono a spiegare la dinamica di crescita dell economia cantonale rispetto a quella degli altri Cantoni svizzeri. Il contributo è strutturato in tre parti: Ricostruzione delle traiettorie di sviluppo dell economia cantonale nel confronto intercantonale. Dinamiche delle specializzazioni settoriali e della concentrazione spaziale. Relazione tra dinamiche di specializzazione / di concentrazione e crescita del prodotto regionale. Per l analisi delle dinamiche abbiamo considerato tre periodi: : ultima fase di crescita degli anni : recessione : fase di ripresa inizio anni 2000 Le analisi hanno portato ai primi insegnamenti seguenti: La concentrazione spaziale delle attività economiche incide di più rispetto alle specializzazioni setto- B. Structural Monitor- Sector specialisations, spatial concentration and regional development paths 1. Introduction As part of the contribution to the 2001 edition of the BancaStato Annual Report, we dealt with the dynamics of growth in Ticino s economy in the interregional, national, and cross-border contexts1. Our analyses led us to conclude that in the past decade ( ) growth differentials had widened between the Swiss macro-regions. Such differentials were especially harmful for the economic growth of Canton Ticino, increasingly removed from the dominant regions. The present contribution aims to take us one stage further, asking what possible reasons there may be that together could explain the growth dynamics of the cantonal economy when compared to that of all other Swiss cantons. This contribution is divided into three parts: A reconstruction of the development paths of the Canton s economy in an interregional framework The dynamics of sector specialisations and of spatial concentration The relation between specialisation / concentration dynamics and the growth of regional output To facilitate our analysis of dynamics we have distinguished three periods: : last growth phase of the 1980s : recession : take-off of the economy at the outset of the 2000s Here are the first lessons we have learnt from our investigations: Concentration matters more than specialisation: IRE-CODE, Monitor strutturale, 10 anni di crescita economica tra divari e convergenze interregionali, Rapporto annuale BancaStato 2001, Bellinzona. 1. IRE-CODE, Monitor strutturale, 10 anni di crescita economica tra divari e convergenze interregionali, BancaStato Annual Report 2001, Bellinzona

20 20 riali sulle traiettorie di sviluppo regionale. Sembrerebbe valere dunque maggiormente la regola delle logiche di agglomerazione che non quella dei vantaggi comparati a livello settoriale. A livello cantonale, in futuro, è verosimilmente più opportuno riflettere non tanto in termini settoriali quanto piuttosto in termini di concentrazione degli sforzi attorno a gruppi di attività agglomerate (logica da cluster), se possibile innovative e ad alto valore aggiunto. 2. Traiettorie di sviluppo regionale Abbiamo messo a confronto i dati concernenti l evoluzione degli addetti2 e della produttività3 di ogni singolo Cantone. Per semplificare presentiamo i risultati suddividendoli in tre categorie: i Cantoni che negli ultimi venti anni hanno conosciuto tassi di crescita elevati; i Cantoni che hanno conosciuto una crescita economica media (dato medio nazionale) i Cantoni che sono cresciuti a tassi relativamente bassi4. 2. I dati sugli addetti derivano dai censimenti federali delle aziende ( ). 3. I dati sulla produttività ci sono stati forniti dall Istituto BAK di Basilea che li stima anche per il nostro Cantone nel quadro dell annuale rapporto International Benchmark report. Si tratta della produttività oraria. 4. La tipologia è costruita sulla base dei dati del PIL regionale, calcolato dall Istituto BAK di Basilea Basi metodologiche La figura 1 ci aiuta ad interpretare il significato delle traiettorie ricostruite per ogni Cantone. Posizionando i tassi di crescita delle due variabili considerate sullo stesso grafico si possono identificare sei aree di sviluppo regionale. Area 1. Crescita competitiva: un alto tasso di crescita della produttività genera pure una buona performance nell occupazione Area 2. Ristrutturazione: la maggiore crescita della produttività implica drastici tagli di posti di lathe spatial concentration of industries has a stronger impact on regional development paths than sectoral specialisation. A logic of agglomeration would seem to carry more weight than the logic of comparative advantage at sectoral level. At cantonal level, it may in future be more useful and expedient, rather than thinking in terms of sectors, to pay attention to the notion of agglomeration of industries, possibly innovative ones (cluster logic). 2. Regional development paths We have compared data concerning the evolution of the labour force2 with those concerning productivity3 of every canton. For clarity s sake, we present the results divided into three classes: Cantons that in the past twenty years have enjoyed high growth rates; Cantons that in the past twenty years have experienced an average growth rate (national average figure) Cantons that have grown at a relatively low rate Methodological bases Figure 1 helps us to make sense of the development paths reconstructed for each canton. Positioning in the same figure the growth rates of the two variables indicated, we end up with six areas of development. Area 1. Competitive growth: an elevated productivity growth rate triggers a corresponding good performance in employment Area 2. Reorganisation: the higher growth rate in productivity spawns drastic job cuts, despite 2. Data on the labour force have been taken from the federal censuses of companies ( ). 3. Data on productivity have been supplied by the BAK Institute, Basle, which estimates them for our Canton, too, as part of drafting the Annual Report, International Benchmark report. We are looking at hourly productivity. 4. This typology has been devised on the basis of regional GNP figures, elaborated by the BAK Institute, Basle.

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