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1 Ipertensione. Bisogna aiutare i pazienti con cure facili da seguire: soprattutto gli anziani con tante pasticche! Fratture vertebrali. Esistono procedure molto economiche e in gradi di aiutare i pazienti a stare meglio Cellulite. Un nuovo laser garantisce eccezionali risultati estetici per il paziente senza alcun dolore A me la mela. Arriva in libreria l ultima fatica letteraria del chirurgo plastico Nicolò Scuderi de la Sapienza di Roma Dal 21 Congresso della Società europea dell Ipertensione (ESH) di Milano le ultime novità dalla ricerca per la cura dell ipertensione arteriosa: una tripla associazione di farmaci aiuterà i pazienti ad essere più aderenti alla terapia. PAGINA 2 I pazienti che vengono trattati con la cifoplastica col palloncino oppure con la vertebroplastica vivono molto meglio e più a lungo di coloro che sono stati sottoposti al solo trattamento conservativo. Eppure l Italia è ancora a macchia Utilizzando una fibra con punta a sfera il trattamento è meno traumatico rispetto alla liposuzione classica e può essere fatto in ambulatorio. E una volta che una cellula di grasso è distrutta, non si possono più accumulare grassi in Un libro di interviste vere e immaginarie per raccontare come pazienti e medici, esperti di arte e filosofi, fotografi e disegnatori vivono la ricerca della bellezza. Come un chirurgo si confronta con diversi modi di vedere la bellezza. di leopardo. PAGINA 7 quel punto. PAGINA 10 PAGINA 13 In allegato con il numero odierno de Il Messaggero Tutto quello che si deve sapere per la nostra salute numero 2/2011 3/2011 e ultime novità dal Congresso dell American Diabetis Association appena conclusosi a San Diego in California imagrisci... ome ingrassi! osì come aumentiamo di peso piano piano, quasi senza accorgercene, così obbiamo prepararci a perderlo. Altrimenti sono tutte diete inutili: impossibili randi cali in poco tempo aria Rita Montebelli Il cibo non è più quello di una volta. E non è solo un modo di dire. Per averne la conferma, basta leggere l etichetta di un cibo confezionato; che si tratti di yogurt, di una merendina o di carne in scatola la lista degli ingredienti è lunga e misteriosa. Sì, perché nei cibi processati sono distribuite qua e là oltre quattromila sostanze che poco hanno a che fare col cibo. Coloranti, emulsionanti, addensanti popolano l etichetta nutrizionale, soffocando tra le loro spire i due o tre nutrienti che danno il nome a quell alimento. Ma questa evoluzione (involuzione?) alimentare non riguarda solo il cibo confezionato. Oggi la frutta contiene il 27% in meno di zinco e la carne il 41% in meno di calcio ricorda Barbara Corkey dell Obesity Research conseguenze per la salute? Alcuni grassi vegetali, come i MOG, comunemente aggiunti ai cibi confezionati spiega la Corkey provocano una iperproduzione basale di insulina e lo stesso fa la saccarina. E i livelli cronicamente elevati dell ormone pancreatico, indotti da queste sostanze non-cibo potrebbero essere la chiave per spiegare in un colpo solo l epidemia di resistenza insulinica, diabete e obesità che ci circonda. È una teoria rivoluzionaria, peraltro neppure condivisa da tutti, che potrebbe tuttavia aprire nuove strade alla comprensione del fenomenale dilagare di diabete e obesità. E mentre gli esperti continuano a predicare di assumere meno calorie con la dieta e di bruciarne di più con l attività fisica, gli esperti di marketing si ingegnano per tutte felici si danno allo shopping. Ma se questa strategia di mercato fa bene all autostima delle clienti (e alla borsa degli stilisti), di sicuro non dà una mano alla loro salute. Bisogna rassegnarsi: per stare bene o tornare ad esserlo, Il binomio vincente rimane dieta e attività fisica. Uno studio appena pubblicato su Diabetologia dimostra che una dieta, è il caso di dire da fame, fa miracoli non solo sul peso ma anche sul diabete. Assumere appena 600 calorie al giorno per 8 settimane, non solo fa dimagrire ma in diversi pazienti con diabete di tipo 2 riesce a normalizzare la glicemia. Si tratta tuttavia di un esempio da non seguire, se non sotto stretto controllo medico perché ammesso di trovare la forza e la motivazione per seguire una dieta così stretta potrebbe avere serie conseguenze sulla salute. Ridurre il peso, resta comunque un obiettivo primario, anche per migliorare lo stato del diabete Dal cinema alla ricerca una spinta al bere poco... e bene Bere responsabile, perché un poco di vino fa bene alla salute! Alcol e tabacco non sono uguali: il primo a basse dosi è utile e buono, il secondo fa male sempre e comunque! Andrea Sermonti Anche l azienda farmaceutica Bayer si è cimentata in questo campo e la cosa, comunque, le fa onore: si è impegnata in un progetto cinematografico che si intitola Asfalto Rosso con il patrocinio della Regione Lombardia e una serie di partner che vanno dalla Fondazione Umberto Veronesi alla Virgin Radio, dalla Comunità di San Patrignano all Associazione Familiari e Vittime della Strada e l UCI Cinemas con il solo obiettivo di stimolare il senso di responsabilità e autonomia decisionale nei giovani allo scopo di prevenire gli incidenti stradali, principale causa di morte tra gli under 40, promuovendo una guida sicura e un bere corretto e consapevole, come ha detto Daniele Rosa, direttore Corporate Communications del Gruppo Bayer in Italia e co-autore del soggetto. E non è certo l unica: solo pochi giorni fa si è tenuto un vero e proprio summit tra 15 università, 6 enti di ricerca, 32 gruppi impegnati a livello internazionale negli studi sugli effetti del consumo moderato di alcol nella dieta mediterranea e nello stile di vita italiano, quello nella Certosa di Pontignano, a due passi da Siena. Frutto della collaborazione tra il gruppo Umberto Pallotta Vino e Salute dell Accademia italiana della vite e del vino, l Accademia dei Georgofili, l Università Cattolica di Campobasso e le Università di Ancona e Siena, il supporto di Enoteca Italiana e di Federvini, l iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Ministero della Salute e della Società Italiana di Nutrizione Umana. Studi italiani di popolazione hanno confermato la ben nota riduzione da parte dell alcol a dosi moderate dell incidenza di malattie cardiovascolari ha detto Giovanni de Gaetano, direttore dei Laboratori di Ricerca della Università Cattolica di Campobasso Inoltre, per la prima volta, anche la mortalità cardiovascolare e quella associata all insieme di tutte le malattie sono risultate significativamente diminuite dall assunzione mo derata di bevande alcoliche. Segue a pag. 2 Primo obiettivo centrato dalla ricerca è il melanoma Lorem ipsum dolor sit amet, ligula convallis adipiscing dapibus cursus adipiscing iaculis, nibh sit arcu tortor porttitor, morbi diam a viverra at nisl ipsum, convallis odio nunc fusce Center presso l Università di Boston, quest anno premiata al Congresso dell American Diabetes Association (ADA) a San Diego per le sue ricerche il cibo è comunemente in contatto con sostanze plastiche e ovunque abbondano conservanti. Ma siamo certi che tutto ciò sia privo di evitare flessioni nelle vendite. Negli Stati Uniti, alcuni famosi stilisti hanno furbescamente allargato le taglie, cercando in questo modo di non frustrare le clienti con qualche chilo di troppo che, illuse di riuscire ad entrare ancora in un tubino taglia 42 (diventata in realtà già una 44 tendente alla 46), di tipo 2 che si nutre proprio di obesità. Chi è alla ricerca della dieta miracolosa per dimagrire subito afferma il professor Ele Ferrannini, ordinario di Medicina Interna all Università di Pisa parte già col piede sbagliato. Così come il peso si acquista piano piano, anche la sua perdita deve essere graduale. La prevenzione comunque è fondamentale, perché una volta ingrassati, l organismo tende a difendere il peso raggiunto. L obesità è anche il principale fattore di rischio per la comparsa di diabete di tipo 2; particolarmente importanti a questo riguardo sono il peso di per sé, un recente improvviso aumento di peso e il peso raggiunto a 18 anni. La salute dunque è un bene che va coltivato fin da piccoli, imparando a mangiare bene, a dormire a sufficienza e a fare tanta attività fisica, come ricordano gli esperti dell Institute of Medicine americano (IOM) nelle loro recentissime linee guida sulla prevenzione dell obesità in età prescolare. Con un consiglio per i genitori: se proprio dovete punire vostro figlio, non impeditegli di scendere in cortile a giocare con gli amici. Spegnetegli piuttosto la televisione! Il servizio a pag. 3 Nuovi farmaci per i tumori invisibili Maria Rita Montebelli L immuno terapia inizia a far registrare i primi successi contro queste forme di cancro Si chiama Stealth (dall inglese furtivo ) ed è un aereo realizzato con una tecnologia che lo rende praticamente invisibile ai radar. Rispetto ad un normale aereo da guerra, lo Stealth ha dunque una bassissima possibilità di essere attaccato e quindi abbattuto. Una meraviglia della tecnologia che pare uscita da un libro di fantascienza. Eppure in natura c è chi è molto più scaltro e temibile di uno Stealth. Ma ormai, potrebbe ormai avere le ore contate. Alcuni tipi di tumore, come ad esempio il melanoma, hanno sviluppato la capacità di rendersi invisibili al sistema immunitario del paziente, che quindi non ha modo di difendersi da loro. Da molti anni, gruppi di ricerca di tutto il mondo stanno tentando di mettere a punto dei farmaci in grado di risvegliare il sistema immunitario e di scatenarlo contro questo terribile nemico. E finalmente, l immunoterapia, in questa nuova branca della ricerca, sta cominciando a far registrare i primi successi. Co me quello mes so a segno dall ipilimumab in uno studio presentato a Chicago al congresso annuale dell ASCO (American Society of Clinical Oncology) e pub blicato in contemporanea sul prestigioso New England Journal of Medicine. Segue a pag. 6

2 pagina 2 n progetto sociale di Bayer per la guida sicura e il bere responsabile. Perché quello dell alcol sta diventando un problema sempre più grave Asfalto rosso, un film er far pensare i giovani n emergenza azionale che oinvolge rincipalmente i iovani: la guida pericolata e la ancanza di punti di iferimento anuela Pugliese l via un nuovo progetto di comuniazione con lo scopo di sensibilizzare iovani e la pubblica opinione in genere d una guida sicura e al bere responsaile. Da tempo Bayer in Italia, accanto lla comunicazione tradizionale, prouove infatti progetti di comunicazione L ultimo saggio di Ivan Cavicchi Una filosofia per la medicina La razionalità clinica caposaldo della ragione medica La medicina, tra grandi progressi scientifici e istanze dettate dall austerity, ha bisogno di essere ripensata. I progressi nel campo della diagnostica e del trattamento nella nostra epoca si scontrano drammaticamente con le esigenze di contenere i costi, dei tagli alla spesa sanitaria. Ma la richiesta di salute, da parte dei cittadini, sempre più consapevoli e aggiornati, è un elemento di cui non si può non tener conto. Su questo sfondo si staglia e prende forma l ultimo saggio di Ivan Cavicchi, Una filosofia per la medicina. Il libro si articola in dieci fondamentali ripensamenti e si conclude con un manifesto che ne rappresenta una sintesi. Si comincia con l invito ad adottare il principio di attualità come punto di riferimento generale. La scienza, in tutta la sua complessità, deve fare i conti con il contesto nel quale è inserito il paziente. Il secondo ripensa- nnovativi legati al l at tualità e a temi di ilevanza sociale, concretizzati in lungoetraggi in tecnologia digitale, tramessi dalle televisioni nazionali e ocali, che sono stati oggetto di dibattiti elle scuole e nelle università italiane. ono nati così, con la regia di Ettore Paculli, dei lungometraggi che hanno afrontato i temi del rapporto tra giovani e anziani (Il Viaggio, 2004), lo sport onesto (L amico segreto, 2006), la ricerca scientifica e la fuga dei cervelli (Il Bene Oscuro, 2008). Il nuovo progetto cinematografico si intitola Asfalto Ros so e ha il Patrocinio della Regione Lombardia. Partner dell iniziativa: Fondazione Umberto Veronesi, Virgin Radio, Comunità di San Patrignano, Associazione Familiari e Vittime della Strada, UCI Cinemas. Non per nulla l Onu stima più vittime sulla strada che per l Aids e ha indetto il decennio di iniziative per la sicurezza stradale. Con Asfalto Rosso intendiamo stimolare il senso di responsabilità e autonomia decisionale nei giovani allo scopo di prevenire gli incidenti stradali, principale causa di morte tra gli under 40, promuovendo una guida sicura e un bere corretto e consapevole, dichiara Daniele Rosa, direttore Corporate Communications del Gruppo Bayer in Italia e co-autore del soggetto. Asfalto Rosso sarà proiettato in 10 città italiane nelle sale del circuito UCI Cinemas, dove i giovani avranno la possibilità di assistervi gratuitamente. Si tratta di una vera e propria campagna di sensibilizzazione crossmediale che coinvolgerà anche carta stampata, web, social network, scuole, università e sedi istituzionali, con un linguaggio diretto e immediato, per poter entrare davvero in sintonia con il mondo dei giovani a cui il messaggio è riferito. CaC uanti casi i cancro all alcol? n Europa Occidentale, n importante percentuale di casi di ancro si può attribuire al consumo i alcol, e specialmente al consumo he eccede i limiti superiori accomandati. L indagine è stata ondotta in 8 paesi europei, tra cui Italia, che hanno partecipato allo tudio European prospective nvestigation into cancer and nutrition (Epic) su un campione di uomini e donne on un età compresa in gran parte ra 37 e 70 anni. Assumendo ipotesi della causalità, il 10% ell incidenza di cancro totale tra gli omini e il 3% tra le donne si può ttribuire al pregresso o al corrente onsumo di alcol nei paesi europei elezionati. (Fonte: BMJ, 2011; 42:d1584) olti più morti er alcol che er droga alcol è più dannoso alla alute di cocaina, cannabis o cstasy ed è lo stupefacente più ocivo di tutti in relazione al suo mpatto negativo sulla società. Lo fferma una ricerca condotta da avid Nutt, l ex consigliere del overno per la lotta alla droga, ubblicata sulla rivista Lancet. Lo A cura di Lapo Sermonti In breve studio riapre il dibattito sulla classificazione degli stupefacenti in Gran Bretagna e sulla necessità di una campagna complessiva contro l alcolismo. Un analisi di fatto condivisa da Emanuele Scafato, direttore dell Osservatorio nazionale alcol dell Istituto Superiore di Sanità e Presidente della Sia, Società italiana alcologia, che sottolinea come in Italia le morti attribuibili all alcol sono fra le 21 e le 25 mila ogni anno, contro alcune centinaia di morti per droga. Bere un poco riduce l effetto dei grassi L ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione (INRAN) vigilato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha condotto in collaborazione con il Centro ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach Istituto Agrario di San Michele all Adige e con il Dipartimento di Scienze Biochimiche dell Università La Sapienza di Roma uno studio pilota per valutare la capacità del vino rosso di ridurre l aumento nel sangue dei grassi ossidati dopo un pasto molto ricco. La ricerca è stata recentemente pubblicata sul British Journal of Nutrition ed è stata effettuata su un campione di 12 volontari sani, 6 uomini e 6 donne, tra 24 e 35 anni, a cui è stato chiesto di mantenere la dieta abituale e di non prendere medicine o supplementi vitaminici. I soggetti, hanno mangiato un doppio cheeseburger di 200g con 300ml di acqua; dopo 2 settimane l esperimento è stato ripetuto e il pasto è stato accompagnato con 300 ml di vino rosso. Dai dati dello studio è emerso che il consumo di vino rosso durante il pasto ha prevenuto l aumento nel sangue dei prodotti di perossidazione lipidica, sia lipidi idroperossidi che ossidi del colesterolo, che si è osservato invece dopo il consumo del pasto con acqua. Questi composti possono avere effetti negativi sulla salute. Indagine conoscitiva dall Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione Le reti di emergenza e urgenza per il trasporto degli infermi Camilla Cacciamani È giunto il momento di fare chiarezza sulle criticità del soccorso sanitario, attraverso un indagine conoscitiva indetta dalla Commissione di igiene e sanità del Senato, con particolare attenzione al soccorso extraospedaliero, al trasporto e alle urgenze di natura cardiovascolare, cerebrovascolare e traumatiche. un lavoro dalla struttura monumentale, grazie alla collaborazione istituzionale che ha permesso di costruire una base solida per iniziative future afferma il Ministro della Salute Ferruccio Fazio con lo scopo di razionalizzare il rapporto tra ospedale e territorio per mezzo di una netta distinzione tra la gestione di patologie più o meno gravi, al fine di ridurre concretamente i tempi di attesa. Il lavoro si è sviluppato nell arco di un triennio per mezzo di specifici questionari che hanno riportato un tasso di risposta del 75% e di 18 sopraluoghi. Tutto ciò ha Tomassini: E il tallone d Achille della rete organizzativa permesso anche di ricostruire una realtà variegata sul il territorio italiano, dove si alternano e confrontano situazione di eccellenza con invece enormi lacune organizzative, anche a seconda della posizione a nord o a sud del Paese. Sono infatti i questi i risultati emersi dall indagine, che evidenziano una drammatica eterogeneità sul territorio nazionale, riconducibile sia alle risorse umane, sia a quelle tecniche, aggravata da una rilevante difficoltà a costruire una programmazione adeguata sulla base dei dati epidemiologici, quasi a rendere la qualità e l efficienza del soccorso un evento casuale. Una volta messi in luce da una parte i limiti del sistema, dall altra i punti di forza, è possibile studiare una riorganizzazione sistematica in modo tale da compensare tutte le mancanze. L emergenza- urgenza, tallone d Achille della rete organizzativa che include il soccorso il trasporto e l intervento, diviene il punto cardine su cui concentrare le potenzialità professionali di miglioramento, anche con il supporto di una informazione che la renda sempre più riconoscibile al pubblico e agli operatori. Una progetto di riforma votato politicamente all unanimità, una indagine conoscitiva che adempie i passi fondamentali della correttezza attraverso l informazione, la formazione e la conoscenza dichiara Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione di Igiene e Sanità e Presidente Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione la capacità di questo strumento operativo di realizzare istruzione all interno del gruppo al fine di intraprendere scelte consapevoli, mi rende fiero di aver preso parte oggi alla stesura di una bella pagina della politica italiana. Proposta di un manifesto con i 10 ripensamenti della nuova filosofia della medicina Ivan Cavicchi Dedalo, pag ,00 mento è intitolato alla Natura, quale riferimento principale della ragione medica e passaggio imprescindibile verso una seria umanizzazione. Il terzo ripensamento riguarda l attualità del malato, inteso come essere e persona nel quale si esplica la malattia. È necessario poi, secondo l Autore, fare un ulteriore upgrading, pas sando dalla mera conoscenza scientifica a quella ontologica, che consente di inquadrare la persona non solo nei suoi aspetti biologici, ma anche in quelli storici e relazionali. E corollario della conoscenza ontologica è proprio la relazione con il malato, elemento indispensabile per arrivare a conoscere l attualità della persona, che non può prescindere naturalmente dallo strumento del linguaggio. La razionalità clinica rimane secondo l Autore il caposaldo della ragione medica, ma va arricchita conoscenze diverse, così da plasmarsi ed adattarsi all attualità della persona malata. La razionalità ragionevole è dunque la summa di razionalità medica, attualità, relazione e contesti, che deve rispondere a logiche precise ma non dogmatiche, in modo da potersi esprimere in maniera pragmatica e concreta. La ragionevolezza consente appunto di scegliere la cosa giusta da fare per quel particolare paziente, in maniera non strettamente vincolata alla regole metodologiche della clinica, ma piuttosto concentrandosi sull attualità della persona malata, ispirandosi cioè ad una logica della relatività, in opposizione ad una assolutista. Relatività che implica la presa in considerazione anche dei cogenti vincoli economici, che sempre più ridefiniranno e ridisegneranno gli orizzonti della medicina. E l assunzione del limite, come di una possibilità concreta è appunto l ultimo dei dieci grandi ripensamenti con il quale dovranno confrontarsi i medici di oggi e di domani. MRM

3 pagina 3 Le ultimissime novità per la cura dei pazienti dal summit dell American Diabetes Association di San Diego in California Diabete, istruzioni per l uso Come controllare la glicemia in modo facile e corretto senza dover regalare al nostro corpo tanti, troppi chili Maria Rita Montebelli Non solo insulina per il diabete dei giovani Novità anche sul fronte del diabete di tipo 1, una malattia che colpisce giovani e giovanissimi, dovuta alla distruzione delle cellule beta, da parte del sistema immunitario che le individua come nemici. Quando viene fatta la diagnosi, spiega Paolo Pozzilli, Ordinario di Endocrinologia presso l Università Campus Mentre il contatore del diabete gira n maniera vertiginosa (siamo già a uota 285 milioni di persone col diaete nel mondo, ma ogni 20 secondi se e aggiunge un altra), la ricerca si inustria a trovare nuove strategie teraeutiche per questa condizione ro nica, frutto dell invecchiamento ella popolazione e dell obesità dilaante. La sfida è quella di mettere a unto farmaci sempre più efficaci e siuri, mirati al cuore del problema. Un sempio di questa nuova filosofia iene dalle incretine, farmaci costruiti er supportare (gli inibitori del DDP- ) o mimare (gli analoghi del GLP-1) azione di un ormone intestinale, il LP-1, che è un potente stimolatore ella secrezione di insulina da parte del ancreas. Alcuni studi presentati al ongresso dell American Diabetes Asociation (ADA) a San Diego, dimotrano che il linagliptin, un inibitore del DP-4 già approvato dall FDA e preto in arrivo anche in Europa, rispetto lle classiche sulfaniluree, controlla alrettanto bene la glicemia, senza però ar aumentare di peso (che anzi si riuce di 1,4 Kg in uno studio a 2 anni), rovocare crisi ipoglicemiche e sopratutto riducendo il rischio di eventi cario-vascolari del 54%, rispetto ai ecchi ipoglicemizzanti orali. L adeenza alla terapia spiega Ele Ferranini, Ordinario di Medicina Interna ll Università di Pisa è un grosso stacolo sulla strada del buon comenso metabolico; l OMS stima che ltre metà dei pazienti con diabete non ssuma i farmaci prescritti dal medico. rendere indisciplinati i pazienti nel aso del diabete c è anche la paura di umentare di peso o di rimanere vitime delle temibili crisi ipoglicemiche, esponsabili tra l altro di 45 incidenti tradali al mese nel solo Regno Unito. curare il diabete significa anche far sì he gli organi bersaglio siano protetti l più possibile. Ogni giorno, 120 nuovi azienti arrivano alla dialisi per colpa el diabete e l insufficienza renale dal anto suo è il principale fattore di rischio di morte prematura per una persona col diabete. Per questo è così importante ricercare la microalbuminuria, nei pazienti con diabete spiega Per- Henrik Groop, specialista di nefropatia diabetica dell Università di Helsinki per cogliere la disfunzione renale alla sua prima comparsa e correre quindi ai ripari. Un certo grado di insufficienza renale è presente in almeno la metà dei pazienti col diabete e questo restringe molto l armamentario terapeutico contro questa condizione, perché molti anti-diabetici orali sono controindicati in presenza di insufficienza renale di grado moderato-severo. Il linagliptin può invece essere somministrato anche in presenza di insufficienza epatica o renale. Una vera rivoluzione. E la grande rivoluzione concettuale degli ultimi anni nella ricerca di nuove cure per il diabete sta nel fatto che la scena si è allargata anche ad organi considerati inerti nei confronti del metabolismo del glucosio. E il caso delle incretine che, come visto, mimano l azione di ormoni prodotti dalle cellule intestinali, ma anche della nuova classe degli SGLT-2, farmaci che curano il diabete, agendo sul rene, senza scomodare l insulina e il pancreas, fino ad oggi al centro di tutte le strategie terapeutiche. Ogni giorno, il rene spiega Stefano Del Prato, Direttore del Centro regionale di Riferimento per il Diabete dell Adulto dell Azienda Ospedaliera Pisana, Ospedale di Cisanello filtra e recupera quasi del tutto 180 grammi di glucosio, che andrebbero persi nelle urine. Questo meccanismo, che l organismo mette in atto per non sprecare risorse energetiche, nel diabete diventa paradossalmente eccessivo, per una sorta di maladattamento. A fare del rene un nuovo protagonista della terapia del diabete, ci penseranno gli inibitori dell SGLT-2, una nuova classe di farmaci, che ha come capostipite il dapagliflozin, in arrivo forse alla fine di quest anno. Questi farmaci, impedendo il riassorbimento del glucosio dal filtrato renale, ne provocano l eliminazione con le urine. Ne risulta spiega Del Prato una riduzione della glicemia, ma anche una perdita di peso (insieme al glucosio, si eliminano anche calorie) e un abbassamento della pressione (l eliminazione del glucosio comporta anche quella di liquidi, cioè un effetto diuretico). Lo scotto da pagare agli effetti indesiderati è un rischio aumentato di infezioni urinarie e genitali, di entità modesta e comunque limitata ai primi mesi di trattamento. Diabete e obesità saranno in futuro sempre più il bersaglio congiunto delle nuove terapie, come i coagonisti recettoriali. Si tratta di farmaci spiega Francesco Giorgino, Ordinario di Endocrinologia dell Università di Bari in grado di attivare contemporaneamente diversi recettori, per ottenere una sinergia d azione e quindi un effetto più marcato sulla riduzione di peso e sul compenso della glicemia; alcune associazioni studiate finora sono glucagone-glp-1, GIP- GLP-1 e leptina-fgf21. L FGF 21 ad esempio è un peptide prodotto dal fegato e dal grasso bruno che ha effetti positivi sul metabolismo glucidico e lipidico; provoca inoltre una riduzione di peso attraverso un aumento della termogenesi, fa disperdere cioè calorie, sotto forma di calore, brucia cioè il grasso. Un altro farmaco a doppio bersaglio (in questo caso diabete e colesterolo alto) è il colesevelam, un nuovo sequestrante degli acidi biliari. E anche il filone dei glitazoni è tutt altro che Ridurre di 1 punto percentuale l emoglobina glicata significa... Ridurre del 21% il rischio di morire di diabete Ridurre del 14% il rischio di infarto Ridurre del 31% il rischio di complicanze micro vascolari Ridurre del 43% il rischio di vasculopatie periferiche abbandonato; tra le varie molecole in sviluppo, la più avanzata è l aleglitazar, un doppio agonista PPAR gamma e alfa, con un duplice obiettivo: migliorare l assetto lipidico e la sensibilità dei tessuti all insulina. Novità in vista infine anche per l exenatide, il primo GLP-1 analogo introdotto sul mercato qualche anno fa che, dopo aver messo a punto una formulazione settimanale (exenatide- LAR), adesso ci riprova con quella mensile. Con il sogno di tenere a bada il diabete, con una sola iniezione sottocutanea al mese. Bio-Medico di Roma - il 70-90% delle cellule beta pancreatiche è già andato distrutto. Quanto più precoce è la diagnosi dunque, tanto più si può cercare di proteggere quelle rimaste. E questo è appunto l obiettivo delle nuove terapie in sperimentazione. Ma come ci si accorge che un bambino o un ragazzo sta sviluppando il diabete? I campanelli d allarme per le madri devono essere la sete intensa, il bisogno di urinare spesso (anche la notte) e una perdita di peso inspiegabile. Una volta fatta la diagnosi di diabete, è importante tipizzarlo, perché non tutte le forme sono uguali. Per questo è importante che ad occuparsene siano centri specializzati, in grado di caratterizzarlo, attraverso la ricerca dei vari auto-anticorpi responsabili della distruzione delle cellule pancreatiche (anti-insulina, anti IA-2, anti GAD65 e anti-znt8), che servono come guida ai vari trattamenti sperimentali. In questo momento ricorda Pozzilli è in sperimentazione anche nel nostro Paese il DiaPep277, una sorta di vaccino antidiabete che ha lo scopo di prevenire la distruzione delle cellule beta residue. Possono partecipare però solo pazienti con diabete di tipo 1 diagnosticato da non oltre 6 mesi. Ad essere affetti da diabete di tipo 1 sono attualmente circa 300mila italiani, ai quali se ne aggiungono ogni anno altri MRM Arriva un nuovo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia: più comfort e affidabilità per una vita più facile Tecnologie innovative per gestire il diabete Un infusore... che controlla! Sandro Mariani L innovazione tecnologica applicata all ambito dia - betologico sta conducendo verso il traguardo di poter gestire la patologia nel modo più semplice e fisiologico possibile, migliorando la qualità di vita del paziente. La disponibilità sul mercato di sistemi integrati che coniugano l azione di un microinfusore di insulina con il monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue a livello sottocutaneo fanno vedere sempre più vicina la meta della creazione di una sorta di pancreas artificiale. Tutto questo, si scontra, tuttavia, con un problema concreto di sostenibilità di questi sistemi innovativi da parte del Servizio Sanitario Nazionale, che non consente, ad oggi, la possibilità di un accesso diffuso e uniforme degli stessi a livello nazionale. Questi in estrema sintesi i temi trattati nel corso della tavola rotonda dal titolo: La Tecnologia per il Diabete. Stato dell Arte e prospettive future per un approccio tecnologicamente all avanguardia verso il pancreas artificiale organizzata da il Sole 24 ORE Sanità con il supporto non condizionato di Medtronic a Roma presso il Senato, dedicata ai percorsi diagnostici e terapeutici per i pazienti diabetici, alla luce di importanti novità in ambito tecnologico. Il paziente diabetico in sulinodipendente non ha la capacità di produrre insulina, attività che in una persona sana avviene in modo dinamico nel corso della giornata, con continue fluttuazioni a seconda di diverse variabili come il cibo ingerito o l attività fisica Arriva anche in Italia Enlite Sensor, l innovativo sensore di Medtronic per il monitoraggio continuo della gli cemia nel diabete, anche utilizzato nei sistemi integrati per pazienti diabetici insulino-dipendenti, che co niugano l azione del microinfusore di insulina con il controllo continuo dei livelli di glucosio nel sangue a livello sotto cutaneo. Il nuovo sensore offre, ri spetto alla versione precedente, maggior comfort e af fidabilità nel controllo glicemico, con un suc cesso nell indivi dua - zione di ipoglicemie se vere del 98%. SM intrapresa ha detto Umberto Valentini, Presidente di Diabete Italia In questo senso, i sistemi integrati per la gestione del diabete hanno l obiettivo di normalizzare la glicemia nel modo più fisiologico possibile, permettendo al paziente di condurre una vita assolutamente normale. È indispensabile favorire una governance clinica che non limiti la tecnologia ma la promuova, quando compatibile con le opportune valutazioni ha affermato Antonio Tomassini, Pre sidente della Com missione Igiene e Sanità del Senato Di fronte a innovazioni positive va rispettata la libertà di prescrizione del medico e di conseguenza la libertà di scelta del paziente. Dobbiamo, quindi, rimuovere le barriere all accesso a dispositivi tecnologicamente in - novativi, garantendone l uniformità in tutte le Regioni perché, ad esempio, non è ancora previsto il rimborso dei sensori necessari all esecuzione del monitoraggio continuo della glicemia, forniti in quantità variabili solo da alcuni centri di diabetologia. Glicemia - mg/dl Come funziona LA SENTINELLA CHE EVITA IL RISCHIO IPOGLICEMIA Dati del controllo continuo del glucosio rilevati automaticamente 24 ore su 24 Automonitoraggio glicemico Allarmi acustici segnalano al paziente l'ipoglicemia o l'iperglicemia in arrivo Ora 03:00 06:00 09:00 12:00 15:00 18:00 21:00 24:00 1 Un sensore rileva automaticamente i livelli di glucosio 24 ore su Zona target l'infusione viene fermata* I dati vengono trasmessi in wireless al microinfusore di insulina l'infusione riprende Il microinfusore, eroga insulina continuamente, mostra il valore della glicemia in tempo reale, elabora grafici di trend ed emette segnali acustici in caso di Iper o Ipoglicemia Fonte: Medtronic Sensore continuo di glucosio e trasmettitore Microinfusore Realizzazione Sanna&Delfini srl Stampa Il Messaggero Via di Torre Maura, Roma *Se il glucosio rilevato nel sangue scende sotto i livelli di guardia, e il paziente non interviene, il microinfusore ferma automaticamente la somministrazione di insulina per 2 ore Serbatoio dell'insulina Peso: 4,6 g Dim: 36 x 29 x 9 mm Peso: 95 g Dim: 5,1 x 8,3 x 2 cm Set di infusione Cannula flessibile

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5 pagina 5 Manca testo da inserire Una perla al Foro Italico Maria Rita Montebelli Un progetto costruito su misura per i bimbi delle scuole primarie, aiuta i genitori a farli crescere in salute Il nostro futuro, come individui e come società, scritto nella vita dei nostri figli. Per questo è osì importante tirar su una generazione in uona salute. egli Stati Uniti, dove da anni è dilagante il prolema dell obesità infantile (un bambino stelle e trisce su 3 è oggi obeso o sovrappeso), nel tenativo di arginare il fenomeno è scesa in campo ddirittura la First Lady Michelle Obama, con l programma Let s move (www.letsmove.gov). idea è quella di diffondere il più possibile le irtù del mangiar sano e recuperare l importanza ell attività fisica, per un corretto sviluppo e per uadagnare in salute. Il problema dell obesità inantile non riguarda però solo l America. I bimbi taliani sono tra i più pesanti d Europa, ma per oro non sono ancora scese in campo madrine eccezione per sensibilizzare tutti al problema. ppure qualcosa si muove. A ben vedere, qua e à stanno sorgendo spontaneamente delle iniziaive, poco più che progetti pilota, ma pur semre qualcosa, preziosi come perle. Un esempio di uesti è il progetto l Università con la scuola er un corretto stile di vita, organizzato dal entro Apprendimento Permanente dell Uniersità degli Studi di Roma Foro Italico - USM (Italian University for the Sport and Movement). Ideato nel 2001 dall allora Rettore Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, e attualmente sotto la direzione del professor Attilio Parisi (docente di attività Motoria Preventiva e Adattata allo IUSM, ma anche medico federale della Federazione Italiana Pentathlon Moderno), il progetto comprende uno stage estivo per bambini della scuola primaria. Molto più che un campo scuola estivo, il progetto è un vero e proprio stage del vivere sano, realizzato in collaborazione con alcune scuole romane che fanno da trait d union tra i genitori e lo IULM. Durante le settimane d estate (ahimè troppo poche) nelle quali si articola lo stage, i bambini hanno la possibilità di accostarsi a tante discipline sportive (dal basket, all atletica, all equitazione, al baseball, alla pallavolo, solo per citarne alcune), sotto l occhio attento dei tutor, i laureati in Scienze Motorie dello IUSM. Al termine dello stage spiega la dottoressa Italia Zarro, coordinatrice del progetto i genitori ricevono una scheda di valutazione con la quale vengono loro illustrate le attività per le quali il bambino ha mostrato le maggiori potenzialità oppure, in caso di carenze motorie, quali sono le discipline che possono colmarle. Grande attenzione viene riservata ad una corretta alimentazione, sia sul campo, nell interazione diretta con i bambini, sia in differita attraverso una serie di seminari tenuti da nutrizionisti, endocrinologi e pedagoghi, indirizzati ai genitori. L idea del - lo stage estivo sottolinea il dottor Marco Cannata, responsabile controllo qualità ISO 9001 e certificazione risponde di certo ad un bisogno di assistenza che si fa pressante alla chiusura delle scuole, soprattutto per le famiglie che vedono entrambi i genitori impegnati in attività lavorative. Il nostro progetto però non si limita ad offrire un programma di attività sportiva all aperto in forma ludica, condivisa ormai da molti campi scuola. L obiettivo reale è quello di diffondere sul territorio le regole di un corretto stile di vita, che non può prescindere da un alimentazione adeguata. Le attività insom ma vengono svolte con i bambini, ma il contatto, l obiettivo principale del progetto è formare i genitori, insegnar loro come coltivare il benessere dei propri figli. Il nostro sogno nel cassetto - conclude Italia Zarro - è di poter estendere questa iniziativa an che ai mesi invernali, fatto che richiederà un enorme sforzo organizzativo e non pochi problemi logistici. È un obiettivo am bizioso, ma la posta in gioco è alta. Si occuperà di carcinoma mammario, prostatico e polmonare Sigma-Tau nel progetto europeo PREDECT Obiettivo superare la distanza tra sperimentazione preclinica e clinica Matteo Di Paolantonio La comunità scientifica negli ultimi anni è stata in grado di accumulare una grandissima quantità di informazioni in merito alle caratteristiche genetiche dei tumori ed a quelle modificazioni che possono influenzare la crescita e la diffusione delle cellule tumorali. Tuttavia l interpretazione e l utilizzo di questa mole di dati si scontra con la impossibilità di calare tutte le informazioni nel meccanismo complesso della reale vita biologica del tumore, di qui la necessità di semplificare gli approcci sperimentali per studiare la rilevanza di questo o di quel fenomeno. A questa semplificazione forzata spesso consegue che la ricerca non riesce a tradurre le osservazioni sperimentali di laboratorio in efficacia clinica, con la conseguente difficoltà ad individuare terapie efficaci. Al fine di superare questo gap tra sperimentazione preclinica e clinica, e stato attivato un progetto di ricerca europeo denominato PREDECT con il coinvolgimento di più aziende farmaceutiche europee fra cui Sigma-Tau, di centri accademici europei di eccellenza e della Comunità Europea. Nell ambito di questo progetto Sigma-Tau metterà a punto una nuova modellistica sperimentale per tumori quali carcinoma mammario, prostatico e polmonare, che potrà validare in ultima analisi a livello clinico nuovi bersagli terapeutici. I risultati di questa sperimentazione che avrà la durata di 5 anni, permetteranno una maggiore accuratezza nel predire l efficacia dei farmaci di nuova generazione nel paziente oncologico. Garantire l accesso alle cure innovative in modo uniforme su tutto il territorio nazionale Sclerosi multipla, un paradigma per il Servizio Sanitario Nazionale Camilla Cacciamani La sclerosi Multipla (SM) è un esempio aradigmatico nel contesto dell accesso alle erapie innovative in Italia per le caratteristiche tesse della patologia (cronica, a insorgenza recoce, progressivamente invalidante e Inserire la foto di Cesare Cursi Un elevato impatto sociale perchè colpisce la fascia d età più produttiva indiretti, come appunto la sclerosi multipla, è necessario ponderare con attenzione le scelte da intraprendere che per forza di cose non possono essere limitate ad un semplice calcolo aritmetico. L insorgenza in giovane età, la cronicità e l imprevedibilità nel decorso fanno della SM una patologia ad elevato impatto sociale e sanitario, in quanto colpisce la popolazione nella fascia d età maggiormente produttiva. Le ripercussioni sulla vita dei pazienti sono profonde: un approccio globale alla patologia che si faccia Quanto costa la Sclerosi Multipla Il peso economico della SM è piuttosto elevato e varia da 25mila a circa 70mila euro annui per paziente a seconda del livello di disabilità. In Italia il costo sociale annuo della A 15 mesi dal varo della normativa le Regioni si stanno adeguando in modo continuo e sistematico Lotta al dolore. L Italia è leader Soddisfatti dei risultati raggiunti Manuela Pugliese Secondo la ricerca Pain in Europe, soffre di dolore cronico non oncologico - dovuto quindi a patologie quali osteoporosi, artriti o lombosciatalgie - il 19% degli europei e addirittura il 26% degli italiani (1 su 4), pari a Grazie alla legge 38/2010 siamo considerati il paese più avanzato al mondo informazioni. Se ne è parlato a Firenze al convegno IMPACT 2011, giunto quest anno alla sua seconda edizione. Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco, Regioni e oltre 65 Società Scientifiche, Associazioni di di vita del paziente. La novità dell ultima ora è l istituzione di un cruscotto, un sistema per rilevare la tipologia delle prestazioni ospedaliere e monitorare le prescrizioni, importante preambolo per definire un codice di disciplina per la terapia del dolore. La vera sfida si gioca ora sull appropriatezza prescrittiva conclude Fanelli il consumo di oppioidi sta crescendo, ma restiamo ancora il primo Paese al mondo per impiego di FANS. Anziani, non soffrite inutilmente uindi penalizzante in termini di qualità della ita) e per la disponibilità di molecole iotecnologiche altamente innovative. Senza imenticare l aspettativa di avere disponibilità i ulteriori innovazioni: nei prossimi 5 anni è revisto infatti l arrivo di 10 nuovi farmaci. Se e è parlato nel corso dell incontro Accesso ostenibile all innovazione: un confronto sulla clerosi Multipla promosso dall Osservatorio anità e Salute, con il supporto di Biogen ompé e il patrocino del Ministero della alute, dell Associazione Italiana Sclerosi ultipla (AISM) e della Società Italiana di eurologia (SIN). Uno dei principali roblemi dei sistemi sanitari futuri risiede ella sostenibilità, ossia il reperimento e allocazione delle risorse necessarie per la revenzione e il trattamento delle patologie ella popolazione assistita afferma Cesare ursi, Presidente Osservatorio Sanità e Salute Concetto base della valutazione è il rapporto i costo-opportunità, ma non sempre il alcolo è così immediato. Nel caso di atologie con un importante quota di costi carico della totalità dei sintomi fisiologici conseguenti al danno neuronale è l unica via per consentire al paziente di riappropriarsi della propria esistenza afferma Carlo Pozzilli, Ordinario di Neurologia, Università La Sapienza, Roma e responsabile del Centro Sclerosi Multipla, Ospedale S. Andrea, Roma Per chi soffre di SM i farmaci più innovativi rappresentano spesso un importante alternativa terapeutica, se non l unica, per migliorare il proprio stato di salute e quindi la propria qualità di vita. malattia è di circa 2 miliardi e 400 milioni di euro. La somma dei costi indiretti (ossia tutte quelle voci di spesa che rimangono a carico delle famiglie) e di quelli correlati alla perdita di produttività rappresenta oltre il 70% del costo globale della malattia, mentre la presa in carico dei pazienti è responsabile del 30% dei costi (di cui il 12% circa è dovuto alle terapie farmacologiche). CaC 15 milioni di connazionali, con punte del 40% fra gli over 65 e valori ancora più elevati fra le donne (il 49% delle casalinghe). Grazie alla Legge 38/2010, che ha riconosciuto il dolore cronico come malattia puntando a garantire un equo accesso a un assistenza qualificata e un approccio terapeutico più appropriato, siamo sul piano normativo all avanguardia in Europa. Sono diversi i Paesi che ora riconoscono nell Italia un esempio da seguire rivela Guido Fanelli, membro del Comitato Scientifico Impact 2011 e Coordinatore della Commissione ministeriale Terapia del Dolore e Cure Palliative A maggio mi sono recato al Parlamento Europeo, dove ho ricevuto numerosi apprezzamenti per il lavoro che il Ministero ha svolto. I tedeschi stanno prendendo spunto dal nostro impianto legislativo per applicarlo in Germania; anche il Belgio e l Australia ci stanno chiedendo categoria e Fondazioni hanno fatto il punto sull attuazione della Legge 38, a 15 mesi dalla sua entrata in vigore. Uno dei punti di forza della nuova normativa sostiene Gian Franco Gensini, Presidente del Comitato Scientifico Impact 2011 e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università di Firenze è l aver previsto un modello organizzativo basato sulla gestione multidisciplinare del problema: tutti gli specialisti, i medici di famiglia e gli infermieri dovrebbero dunque sentirsi prioritariamente impegnati a collaborare per la migliore qualità L evidenza scientifica dimostra come gli anziani siano i più interessati dal problema dolore non oncologico e, statisticamente, anche i più sottotrattati spiega Massimo Fini, membro del Co - mitato Scientifico Impact 2011 e Direttore Scientifico dell IRCCS San Raffaele Pisana di Roma Permane un errato approccio culturale da parte di alcuni clinici e degli stessi pazienti, che vivono il dolore con rassegnazione, come un elemento im - prescindibile dell invec chia mento. Va poi ricordato che gli anziani, pur essendo il 20% della popolazione italiana, assorbono circa il 60% della spesa farmaceutica. SS

6 pagina 6 ovità di rilievo per i pazienti affetti da carcinoma polmonare dal 47 Congresso dell American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago na cura aumenta a sopravvivenza dei malati con carcinoma polmonare apo Sermonti er i pazienti affetti dal più freuente tipo di carcinoma polmonare uello che gli addetti ai lavori chiaano non a piccole cellule (NSCLC) è stato dimostrato un miglioramento ella sopravvivenza libera da progresione di malattia pari al 36% per i paienti trattati con pemetrexed rispetto l braccio con placebo. A sole 6 settiane dall inizio del trattamento di antenimento, i pazienti trattati con emetrexed evidenziavano già un vanaggio in termini di controllo della maattia rispetto a quelli trattati con lacebo (rispettivamente 71.8% contro 9.6%). Durante il 47 Congresso Anuale dell American Society of Clinial Oncology (ASCO) di Chicago, ono stati presentati per la prima volta risultati del PARAMOUNT, lo studio i Fase III che Eli Lilly ha condotto er la valutazione di pemetrexed nel E la forma di cancro più diffusa e letale a livello mondiale, provocando 1,3 milioni di morti ogni anno. Il fegato, le ossa e il cervello bersagli potenziali per le cellule tumorali che entrano in circolo trattamento di mantenimento, dopo una chemioterapia di attacco effettuata con il pemetrexed associato al cisplatino. I dati dimostrano il raggiungimento del obiettivo primario, rap presentato dal - la sopravvivenza libera da progressione di malattia, ovvero il tempo durante il quale il paziente non riporta un peggioramento della malattia. Dallo studio PARAMOUNT sono emersi dei nuovi dati sulla terapia di mantenimento per questi pazienti. È stato dimostrato come una terapia di mantenimento a base di pemetrexed da solo, dopo una terapia di induzione con pemetrexed più cisplatino, è in grado di migliorare la sopravvivenza libera da progressione di malattia, nei pazienti affetti dalla forma più comune di carcinoma polmonare ha dichiarato Cesare Gridelli Direttore del Dipartimento di Onco Ematologia A.O. Moscati di Avellino e Principal In ve - stigator dello studio stesso questo risultato conferma anche che per i pazienti con adenocarcinoma polmonare in fase avanzata, è importante iniziare con una prima linea di terapia a base di pemetrexed, un farmaco che consente poi di mantenere più a lungo il risultato ottenuto. Segue dalla pag. 1 uovi armaci er i tumori nvisibili aria Rita Montebelli uesto farmaco, dal nome complicato, a già incassato un doppio successo; non olo ha inaugurato una nuova pagina del- immunoterapia, ma lo ha fatto in una caegoria di pazienti, quelli affetti da elanoma in fase avanzata, per i quali da anti, troppi anni la medicina non aveva sauto fornire nuove risposte per contrastare uesto spietato nemico, che partendo dalla elle, nell arco di pochi mesi arriva distrugere tutto l organismo. Quando il melaoma si stabilisce spiega Renzo Canetta, La sopravvivenza aumenta del 28% rispetto al trattamento tradizionale vice presidente mondiale della ricerca oncologica della BMS manda dei segnali ai linfociti (le cellule protagoniste delle difese immunitarie), che impediscono loro di riconoscerlo come elemento estraneo. Il tumore in altre parole confonde i linfociti, nascondendo loro la sua presenza, e comportandosi appunto come uno Stealth. L ipilimumab invece, andando a rimuovere il veto imposto dal tumore al sistema immunitario (è un anticorpo mirato contro il recettore CTLA-4, il freno a mano dei linfociti), lo rende nuovamente visibile ai linfociti, che cominciano ad attaccarlo. Questo farmaco determina un aumento della sopravvivenza del 28 per cento rispetto ai pazienti trattati con dacarbazina (l unico chemioterapico attualmente utilizzato contro questo tumore) - ricorda Michele Maio, direttore della Divisione di Oncologia Medica e Immunoterapia dell Università di Siena In alcuni casi assistiamo alla completa scomparsa delle lesioni tumorali, ma anche quando c è un residuo di malattia, l ipilimumab riesce a tenerla a bada più a lungo di qualunque farmaco utilizzato finora. Dopo la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, da oggi noi oncologi abbiamo dunque una quarta strategia per contrastare i tumori, l immunoterapia. Le curve di sopravvivenza dei pazienti trattati con ipilimumab raccontano molto bene come si svolge questa battaglia campale all interno del paziente. Dopo un esordio un po in sordina (dovuto alla gradualità del risveglio del sistema immunitario), i linfociti del paziente mettono a fuoco il bersaglio, il melanoma appunto, e cominciano ad attaccarlo; per vedere gli effetti dell ipilimumab può essere necessario dunque aspettare un paio di mesi, ma poi i risultati si fanno evidenti e soprattutto duraturi. Alcuni pazienti con melanoma in fase avanzata uno stadio che consente di sopravvivere appena pochi mesi con le terapie tradizionali dopo il trattamento con ipilimumab, sono ancora vivi a distanza di diversi anni. Come Robert Harsh, un elicotterista americano quaranten - ne che, dopo essersi preparato al peggio, è ancora lì a festeggiare i compleanni dei suoi figli dopo due anni dal trattamento con questo nuovo farmaco. Ipilimumab, già approvato negli Usa dall FDA per la terapia di prima e seconda linea del melanoma metastatico, è in attesa di ricevere a breve anche l approvazione da parte dell ente regolatorio europeo. E mentre questo farmaco è in fase di sperimentazione anche in altri tipi di tumore, come quello della prostata, la ricerca continua e scopre nuove alleanze. La BMS, azienda produttrice dell ipilimumab e Roche-Daiichi Sankyo, produttori di un altro farmaco innovativo contro il melanoma, il vemurafenib, hanno annunciato l avvio di una sperimentazione che prevede l impiego in associazione dei due farmaci nei pazienti con melanoma in fase avanzata. Il vemurafenib è una terapia mirata contro un target molecolare, il BRAF, che nella metà dei pazienti con melanoma presenta una mutazione attivante, la V600E che funziona come un interruttore sempre acceso verso la crescita del tumore. Nei pazienti con BRAF mutato il vemurafenib riduce del 63 per cento il rischio di morte rispetto ai pazienti trattati con dacarbazina. Il razionale dell associazione tra i due farmaci sta nel fatto che vemurafenib funziona come una pallottola d argento mirata al cuore del vampiro-melanoma, agisce immediatamente, ma i suoi effetti tendono a sfumare dopo 8-9 mesi; ipilimumab invece sarebbe in grado di consolidare questa risposta e di prolungare in maniera consistente la sopravvivenza dei pazienti.

7 pagina 7 Speciale oncologia Tumore del rene Si può rallentare di quasi un anno I numeri della sperimentazione La sperimentazione del pa - zopanib spiega Cora Sternberg, direttore del Reparto di Oncologia Medica dell Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma è stata condotta per un anno su 435 malati in cura in 80 centri in Europa, Asia, Sud America, Australia e Nuova Zelanda, che presentavano caratteristiche Andrea Sermonti Un trattamento in grado di rallenare, nei pazienti in prima linea, la proressione del carcinoma renale vanzato di quasi un anno: 11,1 mesi er la precisione, rispetto ai 2,8 mesi el placebo, evidenziando peraltro un rofilo di tollerabilità migliore rispetto gli altri farmaci impiegati in questo mbito. Sono questi i risultati emersi ello studio clinico di registrazione del armaco pazopanib, un antiangiogeneico orale frutto della ricerca GSK, che a concluso l iter di approvazione con a pubblicazione in Gazzetta Ufficiale d è disponibile anche in Italia. isultati talmente buoni che nel febraio scorso hanno spinto anche il seerissimo Istituto Nazionale per la alute e l Eccellenza Clinica britanico (NICE), l organizzazione inglese eputata alla valutazione dell efficacia egli interventi medici, ad approvare azopanib come opzione di prima inea nei pazienti con carcinoma reale avanzato. In Italia pazopanib è tato inserito nel Registro farmaci onologici di AIFA e così come per le ltre terapie innovative verrà sottopoto al sistema di payment by result. L epidemiologia afferma Camillo orta, oncologo medico del Policliico San Matteo di Pavia - ci dice che ono circa 8200 le persone che ogni nno devono affrontare una diagnosi i carcinoma renale, neoplasia che appresenta un 2-3% di tutti i casi di umore, con una tendenza però all auento. i tratta di una malattia prevalenteente maschile, con un incidenza oppia rispetto alle donne e che inteessa soprattutto gli anziani: due terzi elle persone ha più di 65 anni. L altra osa importante ce la dice la patologia: iamo di fronte ad un tumore non paricolarmente frequente, spesso asintoatico, e per questo difficile da La Breast Unit del Policlinico Umberto è una struttura specificamente dedicata lla patologia mammaria: la presenza di n team multidisciplinare specializzato, il confronto tra diverse professionalità e l accesso alle cure più innovative ne fanno un Centro di eccellenza nazionale, cui le donne si affidano per vincere la lotta alla malattia e di cui si fidano. Il rapporto di fiducia tra paziente e medico è, infatti, il punto di partenza per affrontare con coraggio e speranza il percorso diagnostico-terapeutico che sempre più spesso conduce alla guarigione. E la fiducia è l elemento fondamentale di I Un progetto sostenuto da Roche per il trattamento del tumore alla mammella Roma. Una Breast Unit al Policlinico Umberto I Camilla Costanzo rust you - Mi fido di voi, un progetto sostenuto da Roche per promuovere il costante e quotidiano impegno ei clinici e dei principali Centri oncologici del nostro Paese nel trattamento del tumore al seno, in tutte le sue asi, dalla diagnosi alla terapia e che approda oggi all Azienda Policlinico Umberto I. All interno della Breast Unit vengono utilizzate le strategie terapeutiche più evolute, incluse le terapie mirate che, insieme alla diagnosi precoce, stanno migliorando drasticamente le prospettive per le donne colpite dalla malattia. L avvento di trastuzumab, un anticorpo monoclonale di ultima generazione che colpisce in modo mirato le cellule tumorali he iperesprimono sulla loro superficie il recettore HER2, ha rappresentato un punto di svolta, consentendo i curare forme tumorali al seno particolarmente aggressive, ovvero le forme HER2 positive anche quando di iccole dimensioni. Secondo Enrico Cortesi, Professore associato di Oncologia, Direttore UOC Oncologia B, ipartimento di Scienze Radiologiche, Oncologiche e Anatomo-patologiche, l efficacia del trastuzumab è tata ben stabilita da numerosi studi clinici anche nel setting terapeutico precauzionale adiuvante e neoadiuante dimostrando in modo significativo capacità di riduzione del rischio di recidiva e di decesso. Alcuni moelli hanno stimato, in accordo con i risultati dei trials clinici, che l utilizzo di trastuzumab in adiuvante ha igliorato la sopravvivenza libera da malattia (DFS) a 15 anni dal 39% al 52% e la sopravvivenza globale a 5 anni dal 44% al 58%. Presso la Breast Unit dell Azienda Policlinico Umberto I, nell ambito del progetto I trust you - Mi fido di voi, sono disponibili gratuitamente per tutte le donne interessate materiali informativi ed educazionali con una serie di indicazioni utili su fattori di rischio, diagnosi precoce e percorso terapeutico del tumore al seno. scoprire. Quando il tumore è localizzato e non sono presenti metastasi sostiene Sergio Bracarda, direttore dell U. O. di Oncologia Medica Usl 8 di Arezzo Istituto Tumori Toscano viene trattato in sala operatoria. L intervento chirurgico ancora oggi rappresenta il solo approccio curativo in senso definitivo. I trattamenti tradizionali, come la chemio o la radioterapia, non hanno infatti mai dato risultati particolarmente soddisfacenti. Solo con l avvento delle terapie a bersaglio molecolari il cui meccanismo d azione è sostanzialmente anti-angiogenico - si è registrato un cambio di rotta, sia per la sopravvivenza del paziente, sia per la sua qualità di vita. Ma anche in questo caso è necessario fare attenzione ai profili di tossicità, che sono diversi per ciascuna terapia, e richiedono quindi una scelta oculata che tenga conto delle condizioni generali del malato e di eventuali patologie preesistenti. Sono oltre 51mila le donne laziali che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno. Il Lazio è al 3 posto per numero di nuovi casi ogni anno con oltre donne colpite I nuovi farmaci molecolari conclude il prof. Bracarda - presentano tutti un rischio elevato di ipertensione, legato al meccanismo d azione antiangiogenico, ma si differenziano in maniera abbastanza si gnificativa per altre tossicità, pro babilmente a causa della possibile azione su pathway secondari diversi. Rispetto ai farmaci della stessa categoria, anche pazopanib ha dimostrato un buon profilo di tollerabilità. L incidenza di tumori nella popolazione anziana sta aumentando in parallelo all incremento della vita media: oggi, oltre il 50% dei pazienti affetti da tumore appartiene infatti alla fascia di età superiore ai 65 o, secondo i criteri più comunemente impiegati, i 70 anni. Una delle patologie oncologiche al centro dell attenzione del recente Convegno di Arezzo dal titolo Treating Aged Cancer PatientS è stato il carcinoma prostatico, uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e la cui incidenza cresce in modo esponenziale con l età: se a 40 anni infatti l incidenza è di 1 caso ogni 10mila uomini, tra i 60 e gli 80 anni diventa estremamente frequente. La cura del paziente oncologico anziano è particolarmente complessa spiega Sergio Bracarda, Dirigente Medico di II Livello presso la Divisione Medica dell Azienda USL 8 di Arezzo e copresidente del Convegno di Arezzo Questa tipologia di pazienti si suddivide in tre grandi categorie: pazienti biologicamente giovani, candidabili a ricevere trattamenti convenzionali perché in grado di tollerare bene le terapie, pazienti con comorbidità importanti che vanno prese in considerazione nella scelta di regimi terapeutici appropriati e pazienti fragili. Il profilo di rischio di ogni paziente anziano va dunque stabilito tenendo presenti tutte le caratteristiche del malato, della patologia e delle cure possibili. In molti pazienti affetti da carcinoma prostatico la malattia continua a progredire nonostante il precedente trattamento: il carcinoma della prostata metastatico indica infatti che il tumore si è propagato ai linfonodi o ad altri organi, in particolare alle ossa. Il carcinoma della prostata resistente alla castrazione/ormone refrattario significa che il tumore ha continuato a crescere malgrado la soppressione degli ormoni maschili che stimolano la crescita delle cellule prostatiche tumorali. L approvazione da parte della Commissione Europea all immissione in commercio cabazitaxel in associazione con prednisone-prednisolone per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma della prostata metastatico ormono-refrattario (mhrpc) precedentemente trattati con un regime chemioterapico contenente docetaxel offre una nuova prospettiva per i pazienti in tutta Europa aggiunge Bracarda soprattutto perché questi pazienti avevano limitate opzioni di trattamento quando la loro malattia andava in progressione dopo una terapia di prima linea. Arriva in Italia l antiangiogenetico orale di GSK, molecola che aumenta fino a 11,1 mesi in prima linea il tempo in cui la neoplasia non progredisce, rispetto ai 2,8 del placebo Lorem ipsum dolor sit amet, ligula convallis adipiscing dapibus cursus adipiscing iaculis, nibh sit arcu tortor porttitor, morbi diam a viverra at nisl ipsum, convallis odio nunc fusce Per il carcinoma del tratto uroteliale dopo il fallimento della terapia a base di platino Prostata. Se cresce l età aumentano anche i tumori Pierluigi Montebelli Oggi più del 50% dei pazienti affetti da questo tipodi tumore supera i 65 anni di età Approvato dalla Commissione Europea un farmaco per il trattamento di seconda linea diverse della malattia: persone affette da carcinoma del rene con malattia misurabile, in fase localmente avanzata e/o metastatica, alcune naive per il trattamento medico e altre che avevano ricevuto un precedente trattamento a base di citochine. I risultati mostrano che pazopanib prolunga in maniera significativa la sopravvivenza libera da progressione nel confronto con il placebo: in prima linea la Progression free survival è stata di 11,1 mesi rispetto ai 2,8 mesi del placebo; nei pazienti pre trattati si è passati dai 4,2 mesi nel braccio placebo a 7.4 in quello pazopanib; infine, nella popolazione globale lo scarto è stato di 5 mesi: 9.2 per pazopanib e 4.2 per il placebo. La durata mediana della risposta nella popolazione globale è stata di oltre un anno: 58,7 settimane. AS Silicon Biosystems: 2 studi all ASCO 11 Al Meeting Annuale dell American Society of Clinical Oncology (Asco) senza dubbio uno degli eventi più importanti al mondo del settore oncologico (vedi pagina 6) Silicon Bosystems ha presentato i risultati di due sperimentazioni. Il primo studio ha dimostrato la compatibilità della piattaforma DEPArray per l isolamento di cellule basato su immagini con il sistema CellSearch, l unico sistema approvato dalla FDA per la diagnostica in-vitro ai fini dell enumerazione di Cellule Tumorali Circolanti in pazienti affetti da cancro metastatico. Utilizzando la tecnologia DEPArray di Silicon Bosystems, cellule tumorali presenti in campioni di sangue di un donatore sano e inizialmente processati su AutoPrep con il CellSearch Epithelial Cell Kit sono state separate dalle altre cellule ed isolate con una purezza pari al 100%. Questo livello di purezza è essenziale per consentire la caratterizzazione genetica delle cellule tumorali, estratte da campioni di sangue periferico. Il secondo studio, disponibile sul sito web dell ASCO, è stato condotto in collaborazione con i ricercatori dell Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e mostra i risultati ottenuti con il se quenziamento dei geni di singole Cellule Tumorali Circolanti isolate con una purezza del 100% utilizzando la tecnologia DE- PArray. Le Cellule Tumorali Circolanti sono state ottenute da sangue periferico di pazienti affette da cancro al seno, arricchito con CellSearch, e suc cessivamente isolate con il DEPArray.

8 pagina 8 econdo l OMS ne soffrono 1 miliardo di persone al mondo ura semplificata er l ipertensione al 21 Congresso della Società europea dell Ipertensione (ESH) i Milano una tripla associazione di farmaci aiuterà i pazienti d essere più aderenti alla terapia ndrea Sermonti iù è alta la pressione arteriosa, più aumenta il rischio di patologie come lo scompenso cardiaco, l ictus e l infarto. Fino alla morte! Fatto uguale a 1 il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari con la pressione 115/75, questo raddoppia con 135/85, quadruplica con 155/95 e addirittura diventa otto volte superiore con 175/105. Serve quindi un alleanza forte tra medici pazienti e anche giornalisti sottolinea Massimo Volpe, professore di cardiologia all Università La Sapienza di Roma e responsabile della divisione di Cardiologia dell Ospedale Sant Andrea di Roma intervenendo all incontro stampa sul controllo della pressione organizzato da Daiichi Sankyo al 21 Congresso della Società europea dell Ipertensione (ESH) appena conclusosi a Milano perché solo al 14-26% dei pazienti con controllo pressorio inadeguato viene aumentata la terapia; tant è che il controllo non ottimale viene considerato dall Oms il principale fattore di rischio di morte. Non solo: c è anche il problema della scarsa aderenza alla terapia dovuto, ad esempio, all alto numero di pillole quotidiane che i pazienti sono chiamati ad assumere. Rendere più semplice il trattamento è allora una delle vie maestre per migliorare l aderenza alla terapia per i pazienti più ostici, riduce il carico attraverso combinazioni a dosi fisse. Non sempre la combinazione doppia oggi disponibile è sufficiente, perché c è comunque un 15-20% di pazienti che sfugge al controllo. Ecco allora in arrivo la tripla combinazione, l associazione in un unica compressa di tre principi attivi, olmesartan, amlodipina e idroclo rotiazide. Abbiamo infatti verificato in uno studio condotto con l Università di Varsavia continua Volpe che la tripla combinazione riduce i valori pressori diastolici e sistolici in pazienti ipertesi in misura significativamente maggiore di quella doppia (olmesartan più amplodipina) senza aumento di effetti indesiderati. L associazione in unica compressa dei tre principi attivi, prodotta da Daiichi-Sankyo, sarà presto disponibile anche in Italia e aggiungerà quindi un ulteriore opzione all armamentario terapeutico del medico. Attenzione alla microalbuminuria! La microalbuminuria (MAU) è la presenza di piccoli quantitativi della proteina albumina nelle urine., e rappresenta il primo segnale clinico di una disfunzione renale in pazienti con diabete, un marker precoce di disturbi renali. La causa principale è una anomalia della funzionalità endoteliale nei reni, lo strato interno dei vasi sanguigni e funge da interfaccia tra il sangue in circolo e la sottostante muscolatura liscia vascolare. Al XVI Congresso della Società Europea di Ematologia di Londra oltre 7000 esperti si confrontano sulle ultime novità in tema di terapia Leucemia mieloide cronica, migliora la sopravvivenza Dasatinib, efficace nel trattamento dei malati resistenti o intolleranti a imatinib, ha ricevuto l approvazione europea anche per il trattamento precoce Presentati al XVI Congresso della Società Europea di Ematologia (EHA) appena conclusosi a Londra, i risultati di un nuovo studio che ha coinvolto 670 persone sull efficacia di dasatinib nel trattamento dei pazienti adulti con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica (CP-LMC) resistenti o intolleranti alla attuale terapia standard con imatinib. A cinque anni dalla diagnosi la sopravvivenza globale per i pazienti trattati con dasatinib, farmaco sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è pari al 78% ed il 57% dei pazienti è libero da malattia. In questo studio, i dati a cinque anni dimostrano l efficacia a lungo termine e il consistente profilo di sicurezza di dasatinib per le persone colpite da Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica precedentemente trattate con imatinib spiega Neil Shah, professore dell Università della California, San Francisco, principal investigator dello studio - risultati im portanti perché forniscono un follow-up a lungo termine di questi malati che hanno sviluppato resistenza o intolleranza a imatinib. Dasatinib ha avuto un percorso clinico di sviluppo tra i più rapidi della storia della medicina ed è già disponibile in Italia dal 2007 per il trattamento dei pazienti con LMC Ph + resistenti o intolleranti a imatinib. Nel dicembre 2010 l Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole per dasatinib nel trattamento dei pazienti adulti con Leu cemia Mieloide Cronica Philadelphia + (LMC Ph+) in fase cronica di nuova diagnosi. L estensione dell indicazione in prima linea è ora al vaglio dell Agenzia Italiana del Farmaco per la definizione delle condizioni di rimborsabilità. AS La Leucemia Mieloide Cronica La Leucemia Mieloide Cronica Ph+ è una malattia rara, ogni anno in Italia si registrano circa 1000 nuove dia - gnosi. La sua incidenza aumenta con l età (solo nel 2% dei casi si manifesta sotto i 20 anni d età), rappresenta il 15% di tutte le leucemie degli adulti e il 4% di quelle dell infanzia. Le cellule leucemiche sono caratterizzate dalla presenza nel nucleo di un cromosoma anomalo, chiamato cromosoma Phi - ladelphia, dalla città dove è stato isolato la prima volta, nel 95% dei casi. Questo cromosoma si forma per fusione di due geni in due cromosomi diversi: il gene BCR del cromosoma 9 e il gene ABL del cromosoma 22. Il gene ibrido risultante (BCR-ABL) stimola la proliferazione delle cellule leucemiche. iornata mondiale er la prevenzione elle patologie iroidee ummit di esperti a Roma reare un istema di reti ncologiche egionali e un egistro dei umori tiroidei, efinire un piano azionale di mergenza nucleare, oinvolgere i medici di ase nell attività di revenzione. Sono questi li obiettivi indicati dalle ssociazioni dei pazienti con atologie tiroidee e dai medici ndocrinologi, in occasione della rima Giornata Mondiale della iroide, celebrata lo scorso 25 aggio. Sono 6 milioni nel nostro aese le persone colpite da alattie della tiroide, che possono vere un forte impatto sulla qualita i vita di chi ne soffre. Obiettivo ella Giornata Mondiale romossa dalla European Thyroid ssociation (ETA) e dall American hyroid Association (ATA) - umentare la consapevolezza su ali malattie e sulla prevenzione. In talia associazioni, società cientifiche e ambulatori di ndocrinologia hanno aderito alla Alessia Laudati Giornata organizzando screening gratuiti, convegni, incontri informativi: 40 gli eventi principali programmati da nord a sud del paese. E in occasione della Giornata i maggiori esperti si sono ritrovati a Roma al convegno La tiroide nel 2011 fra problemi aperti e risolti, organizzato da ATTA Lazio ONLUS (Associazione Regione Lazio degli Ammalati di Tumore della Tiroide e Associati), con il supporto incondizionato di IBSA, il patrocinio del Ministero della Salute, del Comune di Roma e di AME, SIE e AIT. L incontro e stato l occasione per fare il punto sulle politiche sanitarie, sul ruolo delle associazioni, sulle criticità ancora da risolvere in tema di assistenza e prevenzione. Patologie lisosomiali e Malattia di Gaucher: arriva una nuova cura 250 i pazienti in tutta Italia Lapo Sermonti Un ottima notizia per tutti coloro che sono costretti a convivere con la Malattia di Gaucher, una patologia rara causata dall assenza o difetto di uno specifico enzima, chiamato beta-glucosidasi acida, necessario per la digestione metabolica di alcuni grassi del nostro organismo che costituiscono le pareti cellulari: grazie all impegno di Shire, i circa 250 pazienti affetti in Italia da questa rara patologia possono finalmente contare su un nuovo trattamento la velaglucerasi alfa risultato di un innovativa procedura di attivazione genica. A carattere genetico ed ereditario, la Malattia di Gaucher fa parte dell ampio gruppo, circa 40, delle cosiddette malattie da accumulo lisosomiale. L unica possibilità per fermare la progressione spesso fatale della malattia è rimpiazzare l enzima difettoso o mancante: Grazie al trattamento enzimatico sostitutivo i pazienti possono contare su una condizione di vita normale e di una migliore qualità afferma Fiorina Giona, Ematologa e Internista, Dirigente Medico di I Livello, Sezione di Ematologia, Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia, Sapienza Università di Roma. Dal momento che non tutti i pazienti sottoposti al trattamento con il farmaco fino ad oggi disponibile hanno una risposta soddisfacente, è fondamentale avere la disponibilità di questo nuovo farmaco che, grazie alla tecnologia dell attivazione genica, riduce il rischio di contaminazioni virali nella fase di produzione del principio attivo. Un iniziativa dedicata al deficit dell ormone della crescita Gestire in modo integrato le patologie polmonari (BPCO) Arriva un documento nato in collaborazione tra specialisti, medici di famiglia e società scientifiche e con il supporto delle istituzioni Camilla Cacciamani A un passo dal podio delle grandi malattie che rappresentano causa di morte nel nostro Paese, la bronco pneumopatia cronica (BPCO) attualmente in Italia colpisce 2,5 milioni di persone, continuando a crescere con una progressione allarmante. La BPCO è una patologia respiratoria dal carattere insidioso, poiché si cela dietro sintomi ritenuti generalmente comuni, come tosse, catarro e difficoltà respiratorie. Una condizione patologica che impedisce il passaggio di aria nei polmoni e nei bronchi con la progressiva e non reversibile riduzione di ossigeno introdotto con l inspirazione. Il suo aspetto così poco manifesto rende spesso difficile l individuazione della malattia, quando invece una prevenzione primaria e una diagnosi precoce risulterebbero fondamentali per la cura. Per le malattie croniche è necessaria una informazione mirata ai soggetti a rischio: la possibilità di contrarre la BPCO risulta, infatti, collegata a diversi elementi come l abitudine al fumo, condizioni ambientali ed esposizione ad inquinamento atmosferico. Tappa rilevante in quest ambito è stata la realizzazione di un documento per La gestione clinica integrata della BPCO, nato dalla collaborazione tra medici specialisti, medici di medicina generale e società scientifiche con il supporto delle istituzioni. Uno strumento operativo basato su un sistema a rete che si pone come esempio di connubio tra pubblico e privato garantendo equità su tutto il territorio da nord a sud sia nell accesso alle cure che nella qualità degli strumenti offerti. L aspetto originale e vincente di questo documento sta nel fatto che già intrinsecamente contiene un approfondita analisi delle criticità del programma terapeutico, in modo tale che l evidenze scientifica possano essere poi concretamente applicate. È così che un mezzo di eccellenza nelle cure che può essere direttamente applicabile dal medico di famiglia diviene fonte di crescita professionale per tutto il Servizio Sanitario Nazionale. Tomassini: fuma 1 italiano su 4 L Italia, con età media della popolazione in aumento e un popolo di fumatori che rap presenta il 27% degli abitanti dice il senatore Antonio To massini, Pre - sidente del la XII Com - missione di Igiene e Sanità del Senato e Pre - sidente dell Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla pre - venzione conferma la ten denza alla cre scita delle malattie respi - ratorie come causa di morte a livello mondiale, fatto ricon du - cibile anche in parte a una sottostima di numerosi casi e alla difficoltà di una diagnosi tem - pestiva. Le istituzioni hanno il dovere di attivarsi per favorire la cura delle patologie re spiratorie, con l obiettivo di ga - rantire la perso nalizza - zio ne e la so ste nibilità della presa a carico del paziente, con la pro spettiva di un mi glio ra - mento della qualità della vita e un beneficio di o ttimiz - zazione dei costi del SSN.

9 pagina 9 Dall innovazione farmacologica al web 2.0 per rispondere ai bisogni dei pazienti italiani Fratture vertebrali Meglio la chirurgia ma solo mininvasiva I pazienti trattati con cifoplastica col palloncino o con vertebroplastica vivono meglio e più a lungo di coloro che sono stati sottoposti al solo trattamento conservativo Nella metà delle Regioni manca la legge per il trattamento domiciliare Guerra senza quartiere alle leucemie infantili Al via alla Fondazione Tettamanti - Ospedale S. Gerardo di Monza un nuovo progetto internazionale sulla Leucemia Linfoblastica Acuta. Una strategia terapeutica prima al mondo in ambito pediatrico Manuela Pugliese Sandro Mariani Ne usciamo è il caso di dirlo proprio con le ossa rotte! Una vera e propria ecatombe, se è vero che in Italia ogni anno si verificano oltre 100mila fratture vertebrali causate principalmente da osteoporosi. Le più colpite sono le donne, in età postmenopausale, e il progressivo invecchiamento della popolazione unito alle aumentate esigenze funzionali fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie vertebrali abbiano subito un vertiginoso incremento. Con dei costi per il Ssn a dir poco impressionanti conferma Sergio Ortolani, Direttore dell Unità Malattie del Metabolismo Osseo dell Istituto Auxologico Italiano di Milano nel corso di un incontro stampa organizzato da Medtronic Italia se pensiamo che ogni anno l infarto costa circa 600 milioni di euro, l ictus 675 e l osteoporosi arriva ad un miliardo di euro. Non solo: sempre secondo gli ultimi dati disponibili a fronte di questi numeri impressionanti la spesa per i farmaci per l osteoporosi non supera l 1,5% di quella totale. Le fratture vertebrali hanno insomma un rilevante impatto sulla salute e sulla qualità della vita di un individuo: secondo Maria Luisa Bianchi, specialista del Centro Malattie etaboliche Ossee dell Istituto Auxologico Italiano di Milano deerminano dolore (spesso cronico), perdita di altezza, incurvaento e deformità del dorso, ridotta mobilità, minor capacità olmonare, e significativo peggioramento della qualità di vita, egato alle maggiori difficoltà nelle attività quotidiane e a diturbi psicologici come depressione, paura, perdita di autotima. Considerando le gravi conseguenze indotte dalle ratture vertebrali aggiunge Giovanni Carlo Anselmetti, reponsabile della Radiologia Interventistica presso l IRCC andiolo di Torino da oltre un ventennio sono state introotte procedure chirurgiche che oggi si stanno rivelando empre più sicure ed efficaci come la Vertebroplastica e a Cifoplastica con Palloncino, che consistono nell inieione di cemento all interno del corpo vertebrale per tabilizzare la frattura, riducendo rapidamente la sinomatologia dolorosa e, nel caso della cifoplastica, orreggendo anche la cifosi indotta dalla compresione della vertebra. Quest ultima tecnica, infatti, revede anche l utilizzo di un palloncino, inserito er via percutanea, che una volta gonfiato risoleva la vertebra fratturata posizionandola il più icino possibile all altezza originale, permetendo quindi un riallineamento sagittale e di onseguenza un migliore equilibrio nella ditribuzione dei carichi. 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Eppure se solo avviassimo le Fracture Unit, che integrano in modo sistematico l in tervento di specialisti diversi (ortopedici, reumatologi, geriatri, ginecologi, endocrinologi, fisiatri, internisti, nefrologi, radiologi, psichiatri, neurologi, oculisti) potrebbero essere evitate almeno 10mila fratture l an - no. SM Ogni anno, in Italia, moltissimi bambini si ammalano di leucemia che resta una delle prime cause di morte infantile. Ma Marco Salvatori, Presidente di Fondazione Just Italia e Vicepresidente e Direttore Ge - nerale di Just Italia è insieme soddisfatto e ottimista: se fino a quindici anni fa la diagnosi era infausta per l 80% dei piccoli pazienti e le possibilità di vita solo del 20%, oggi questo rapporto si è totalmente invertito e la guarigione da questa malattia un vero e proprio stato di anarchia delle cellule sanguigne si registra nell 80% dei casi. La sfida del futuro per medici, ricercatori e Per consentire la raccolta dei fondi e coinvolgere anche il pubblico nel progetto benefico, Just Italia ha promosso la vendita di un kit di prodotti denominato, emblematicamente, Li bera Le Ali (LLA), un acronimo che ha giocato sulle iniziali della malattia trasformandole in un messaggio di speranza. Per saperne di più soprattutto per le famiglie è quindi quella di sconfiggere il restante 20%. E proprio con questo obiettivo ha preso vita al Centro di Ricerca Tettamanti presso l Ospedale S. Gerardo di Monza un grande progetto di ricerca interamente sostenuto e finanziato da Fondazione Just Italia sulla Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) e sui piccoli pazienti che non guariscono con le cure convenzionali e che sono definiti ad alto rischio di ricaduta dopo il trapianto di midollo osseo. Siamo molto felici di condividere e sostenere questo progetto aggiunge Marco Salvatori non solo perché di grande rilievo medico scientifico, ma perché molto coerente con la missione della nostra Fondazione e con la nostra visione della Responsabilità sociale dell impresa. Per questo, sosteniamo con particolare passione i progetti che hanno a che fare con il mondo femminile e con i bambini. Lo studio clinico in corso presso la Fondazione Tettamanti ci racconta Ettore Biagi, Ricercatore presso l Università degli Studi Milano Bicocca presso il Laboratorio Tettamanti e Direttore Tecnico del Laboratorio di Terapia Cellulare e genica S. Verri nasce grazie a una importante rete di collaborazioni internazionali con ricercatori e medici di lunga esperienza nel campo dell oncologia ed ematologia pediatrica, immunologia, terapia cellulare e genica, riuniti sotto il nome di CHILDHOPE (www.childhope.eu), progetto finanziato dalla Comunità Europea, nell ambito del 6 programma quadro, che ha avuto proprio l obiettivo di sviluppare terapie innovative per i bambini affetti da leucemie incurabili con i trattamenti standard.

10 pagina 10 rischi dello scegliere i farmaci da utilizzare per i pazienti solo con l ottica del risparmio L I pazienti non sono ioequivalenti A erraccioli: Un armaco biologico he va bene per un aziente, non è detto he sia valido anche er l altro lsa Peretti Da oggi in poi in una Regione italiana (ma già altre tre hanno preso in considerazione di seguirne l esempio), a stabilire quale farmaco biologico utilizzare per trattare l artrite reumatoide dei suoi corregionali sarà una gara d appalto al ribasso e non il parere di un esperto. Il principio ispiratore di questa scelta è solo la politica dei tagli, in barba ad ogni considerazione scientifica. A nulla sono valse le lettere inviate dall Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar) ricorda Gabriella Voltan che dell Anmar è la presidente all Assessorato alla Sanità della Regione Toscana. Abbiamo avuto anche un paio di incontri, ma la decisione è stata irrevocabile. In quella Regione, il biologico per l artrite reumatoide viene deciso con una gara al ribasso, tra le diverse industrie produttrici. Tutti gli altri farmaci sono tagliati fuori. Ma i pazienti spiega Gianfranco Ferraccioli, Ordinario di Reumatologia presso l Università Cattolica di Roma e presidente del gruppo Gisea non sono bioequivalenti. Un farmaco biologico che va bene per un paziente, non è detto che sia valido anche per l altro. Questo perchè i pazienti possono rispondere in maniera diversa ai vari farmaci, e il medico deve avere la possibilità di passare dall uno all altro in caso di mancata risposta; ma anche perché non esistono pazienti ideali, quelli cioè con la sola artrite reumatoide; molto spesso ci sono una serie di condizioni morbose d accompagnamento (ipertensione, diabete, malattie respiratorie), che rendono controindicati alcuni farmaci. Per questo è nche l americana FDA prenderà prossimamente una decisione definitiva È uno studio, è proprio il caso di dire, con i fiocchi. Il Ribbon 1, un trial clinico condotto su oltre pazienti arruolate in 22 Paesi del mondo, ha infatti dimostrato un importante vantaggio nell associare al trattamento con un chemioterapico (la capecitabina), bevacizumab, capostipite dei farmaci cosiddetti antiangiogenetici che agisce chiudendo i rubinetti dei viveri al tumore. Bevacizumab, un inibitore del VEGF (il fattore di crescita attraverso il quale il tumore si costruisce la propria rete di vasi, dai quali attinge ossigeno ed energia per crescere), in associazione a capecitabina nelle pazienti trattate ha prodotto un aumento del 45 per cento del tempo vissuto senza progressione del tumore (PFS), rispetto alle donne trattate col solo chemioterapico, dato che corrisponde ad un guadagno netto di circa 3 mesi. L associazione bevacizumab/capecitabina ha inoltre prodotto una riduzione della massa tumorale pari al 35,4%, contro il 23,6% ottenuto nel gruppo trattato con la sola capecitabina. Risultati importanti dunque, che hanno indotto la Commissione Europea ad estendere l indicazione del bevacizumab per il trattamento del tumore alla mammella, includendo così la possibilità di utilizzarlo anche in associazione con la capecitabina. Di recente, la stessa Commissione Europea aveva deciso di confermare l approvazione di bevacizumab in associazione con il chemioterapico paclitaxel già concessa nel 2007, per le donne con carcinoma della mammella metastatico, in prima linea di trattamento. Ma le autorità regolatorie americane, la vedono diversamente. E così, mentre l Europa allarga le indicazioni all impiego di questo biologico nel tumore della mammella, approvandone il trattamento in prima linea nel carcinoma della mammella metastatico non solo in associazione con paclitaxel, ma anche con capecitabina, la Commissione consultiva per i farmaci oncologici della FDA (Oncologic Drugs Advisory Committee - ODAC) ha deciso di ritirare l approvazione per l utilizzo di bevacizumab in associazione con paclitaxel, per il trattamento delle pazienti americane con tumore della mammella metastatico HER2 negativo, precedentemente non trattate (prima linea) per la patologia. Questa raccomandazione non rappresenta tuttavia la decisione finale della FDA, e attualmente bevacizumab in associazione a paclitaxel rimane approvato per le pazienti americane con tumore alla mammella metastatico. La decisione finale spetterà al Commissioner della FDA, che non ha ancora reso noto quando questo avverrà. Il bevacizumab, grazie alla sua importante che al medico sia lasciata la più ampia possibilità di scelta, per trattare in maniera quanto più adeguata e personalizzata il paziente. Il 40% dei pazienti trattati con biologici, ha bisogno di accedere ad altre forme di terapia nella storia naturale di questa malattia; la delibera della Regione Toscana, concede al massimo uno scostamento del 20% dal farmaco unico adottato con la gara regionale. I farmaci bio logici rappresentano senza dubbio una spesa importante, ma leggendo le sta tiche internazionali, ci si accorge che l Italia è tutt altro che spendacciona. L uso dei biologici in Italia si attesta infatti intorno all 8% ricorda Leonardo Punzi, Ordinario di Reumatologia dell Università di Padova a fronte del 30% della Norvegia, del 20% della Spagna o del 18% della Francia. Peggio di noi fanno solo le nazioni dell Europa dell Est. Gli italiani con artrite reumatoide trattati con biologici sono circa 13 mila, appena il 5% di quelli colpiti da questa patologia. Eppure gli strumenti per fare una buona medicina, senza sprecare risorse ci sarebbero. Il registro Gisea (Gruppo Italiano Studio Early Arthritis) ne è un esempio. Un registro serve a fotografare la realtà sul campo dei pazienti reali, e a misurare con una serie di indicatori di qualità la loro risposta ai vari interventi clinici. I pazienti del registro Gisea (oltre 5mila) sono stati ormai seguiti da oltre 5 anni. Per capire come trattare al meglio un paziente con artrite reumatoide, basterebbe solo leggere tra le pieghe di questo registro. Che invece non è mai stato utilizzato dall AIFA, per non parlare delle varie Sanità Regionali. Contro la politica dei tagli indiscriminati i reumatologi italiani chiedono l adozione di indicatori di qualità che servano da guida e da verifica della correttezza prescrittiva dei diversi farmaci. Mandare in remissione un paziente e farlo tornare alla vita lavorativa incalza la Voltan è un investimento e non una spesa. Così come trattare un paziente con un farmaco non adatto alla sua artrite reumatoide può rappresentare un costo inutile, oltre che un potenziale danno. E se proprio di risparmio si vuole parlare, questo deve venire da una migliore organizzazione e da un alleanza tra medico di medicina generale e specialista. Se un paziente con artrite reumatoide viene trattato entro 3-6 mesi efficacia dimostrata in vari tipi di tumore (in Europa e negli Usa è approvato per gli stadi avanzati dei carcinomi di colon-retto, mammella, tumore non a piccole cellule del polmone e tumore del rene avanzato; negli Usa e in altri Paesi del mondo anche per il glioblastoma) ha fatto della terapia antiangiogenica un pilastro fondamentale per il trattamento dei tumori solidi. Finora è stato dalla comparsa dei sintomi spiega il professor Ferraccioli il numero dei pazienti che verrà messo in terapia con i biologici sarà bassissimo. Diagnosi e terapia precoci dell artrite reumatoide consentono di spegnere la malattia sul nascere, con farmaci non necessariamente costosi. E anche in caso di terapia con biologici, un paziente su tre potrà sospenderli a remissione raggiunta, salvo poi riprenderli in caso di recidiva. I pazienti con artrite reumatoide sono al momento circa 300 mila in Italia, particolarmente colpito il sesso femminile, con 8 donne colpite per ogni 2 uomini affetti da artrite reumatoide. rattare con bevacizumab l tumore al seno metastatico ndrea Sermonti La molecola ha ricevuto dalla Commissione Europea l estensione d indicazione per il trattamento delle pazienti con questa forma tumorale trattato nel mondo con questo biologico oltre 1 milione di pazienti. Ma non è tutto. Il bevacizumab continua ad essere al centro di un vasto programma di ricerca, comprendente oltre 500 studi, che ne stanno valutando l impiego in oltre 50 tipi di tumore (tra i quali cui quello cerebrale, gastrico, ovarico e altri) e in diversi stadi della malattia (avanzato o precoce). L opinione del professor Paolo Pronzato Direttore Oncologia Medica dell Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro Perchè rinunciare ad un opzione terapeutica? L Europa (EMA) ha esteso le indicazioni del Bevacizumab e l FDA negli Stati Uniti si trova di fronte alla proposta di una Commissione di esperti contro il farmaco, ma solo per questa indicazione. Quando in Medicina gli esperti sono in disaccordo o offrono opinioni (si tratta giustappunto di opinioni) discordanti, la strada maestra rimane una sola: proseguire nella ricerca! Nella fattispecie il trattamento del carcinoma mammario metastatico, una situazione clinica che coinvolge migliaia di casi in Italia e nel mondo è ovvio che l angiogenesi è uno dei meccanismi di crescita tumorale e riguarda anche il carcinoma mammario; ed è molto importante ricordare che il farmaco bevacizumab, un anticorpo monoclonale contro un fattore di crescita dei vasi (il VEGF), è un potente inibitore della neo-vascolarizzazione necessaria alla crescita e alla formazione di metastasi, anche in caso di carcinoma mammario. Se ci sono incertezze sul farmaco, quelle da cui derivano le opposte determinazioni dei principali organismi regolatori, queste riguardano gli obiettivi da perseguire e la selezione delle pazienti candidate, non certo il riconoscimento dell azione antitumorale. D altro canto sappiamo ormai molto bene che con il termine carcinoma mammario non intendiamo una malattia unica, bensì una famiglia di malattie con caratteristiche molto differenti tra loro: non è credibile che qualsiasi farmaco (non solo il bevacizumab) possa funzionare alla stessa maniera in ogni caso. E le ricerche di molti centri anche italiani stanno proprio procedendo nella direzione dell individuazione delle pazienti rispondenti. La mia opinione e spero che possa essere utile per le tante pazienti che stanno ricevendo questo trattamento e potrebbero intimorirsi a fronte di notizie imprecise è che la combinazione di bevacizumab e chemioterapia fornisce miglioramenti apprezzabili in termini di regressione tumorale e posticipazione della progressione. Non solo: questi vantaggi clinici per quanto riguarda il carcinoma mammario metastatico hanno come controparte un profilo di tossicità accettabile, soprattutto a confronto con le tradizionali combinazioni di più chemioterapici. Ed è sempre mia opinione che da questo farmaco si potrebbe ottenere anche di più ed è per questo che la ricerca non si deve fermare. Bene fa l Agenzia Europea a confermare la registrazione di questa opzione terapeutica estendendone la possibilità di utilizzo anche all associazione con capecitabina oltre che con paclitaxel: così l oncologo medico può considerane la disponibilità (insieme ad altre) a fronte dei tanti diversi casi che si presentano: la scelta non deve essere assolutamente indiscriminata, va fatta sulla base delle caratteristiche della paziente e del tumore (e anche dobbiamo ammetterlo sulla base delle risorse economiche a disposizione). Infine voglio dire che è importante una stretta sorveglianza specialistica per la valutazione della risposta e la gestione ottimale degli effetti collaterali: tutto ciò può essere garantito dalla rete di oncologia medica del nostro Paese e dai controlli di appropriatezza dell AIFA.

11 pagina 11 azienda ungherese è stata fondata nel 1901 da Gedeon Richter armaci. Nuove aziende i affacciano all orizzonte ndrea Sermonti Una cosa è certa: grazie alla sua base ungherese che impiega 5mila persone quello di Gedeon Richter è oggi il centro di ricerche farmacologiche più importante dell Europa centro-orientale. La ricerca di molecole farmaceutiche originali e l incessante in novazione (produce più di 100 tipi di medicinali in più di 170 forme farmaceutiche) sono sempre state, a partire dalla fondazione nel 1901, la base dominante della strategia dell azienda farmaceutica, ora leader in ginecologia. Ma sin dalla sua fondazione Gedeon Richter l unica tra le aziende dell Europa Centro-Orientale ad avere una rete di marketing che si estende in tutti i cinque continenti, dove i suoi prodotti sono venduti in qua si 100 paesi nel mondo ha lavorato per rendere disponibile a medici e pazienti prodotti innovativi ed accessibili in quasi tutte le aree te rapeutiche. Attraverso i decenni, l efficacia di questi prodotti li ha resi parte della pratica quotidiana dei medici in Ungheria e all estero. Negli Obiettivi di espansione verso l ovest europeo dell azienda ungherese Gedeon Richter, dopo i grandi successi al Centro-Est ultimi anni si è risentito dell impatto che la crisi economica globale ha avuto in quasi tutti i settori. Nonostante il contesto economico continui ad essere incerto, Gedeon Richter ha dimostrato un ottima performance e crescita economica, persino in questo periodo difficile. Negli ultimi due anni, pa rallelamente alla produzione di farmaci, è stato po sto un forte accento sullo sviluppo del ramo delle biotecnologie e sulla co struzione della nostra presenza nei mercati dell Europa Occidentale. L inno vazione costante costituisce una parte essenziale della strategia del la nostra azienda, e la base di questa innovazione sta nella ricerca che produce risulta ti. Ogni progetto di ricerca di successo ci porta più vicini al raggiungimento dei nostri scopi e di conseguenza alla realizzazione di quello che per noi è il fine ultimo, migliorare la vita delle persone e servire l intera società. Fondata nel 1901, Gedeon Richter è l unica azienda farmaceutica unghere se che è stata in grado di mantenere la propria indipendenza e di evolversi in un azienda multinazionale operando sotto la gui da di un management ungherese, sen za investitori strategici stra nieri. Di conseguenza, nel le sue decisioni la di rezione ungherese tiene conto degli interessi dell economia na zionale un - gherese. Siamo fi duciosi che la nostra Azienda, in qualità di un gruppo aziendale sempre all avanguardia, con base in Un gheria, e in costante sviluppo, sarà in grado anche in futuro di allinearsi alle condizioni del merca to e di fornire al pubblico prodotti moderni a prezzi accessibili. Idee chiare... in ginecologia Obiettivo della Richter è quello di mettersi a disposizione delle donne e dei medici come partner affidabile, allargando il proprio portfolio ginecologico tramite lo sviluppo di farmaci per il trattamento di disturbi ginecologici come l endometriosi. Nel 2010 Richter ha acquisito il 100% dell industria farmaceutica svizzera PregLem, che ha permesso alla Richter di entrare nel settore della ricerca innovativa ginecologica e la gamma di prodotti anticoncezionali della tedesca Grünenthal, grazie ai quali il Gruppo ha potuto espandersi nei paesi dell occidente. Ely Lilly rilancia l Italia Nuovi investimenti a Sesto Fiorentino L obiettivo è molto chiaro: addoppiare la capacità produttiva i insuline e farmaci analoghi e umentare il già elevato livello ecnologico del polo biotech, rafforzando il peso economico e occupazionale di uno dei maggiori centri biotecnologici d Europa. E lo stesso John Lechleiter, CEO ella Eli Lilly and Co, l azienda che el 2009 aveva ufficialmente naugurato l impianto produttivo taliano, a dare l annuncio di queste nuove iniziative in occasione di una conferenza stampa presso la sede italiana della Eli Lilly, alla presenza dei rappresentati del mondo politico, economico e scientifico. Perché Eli Lilly rilancia la scommessa sull Italia sottolinea John Lechleiter e mette sul piatto importanti investimenti nello stabilimento di produzione fiorentino. Sono trascorsi due anni dal nostro ultimo incontro, quando annunciai che Lilly aveva realizzato qui in Italia uno stabilimento di produzione altamente tecnologico e innovativo. Allora stavamo valutando l ipotesi di attuare in questo Paese un ulteriore ampliamento per un valore di 60 milioni di euro così ha cominciato oggi John Lechleiter Oggi ho il piacere di comunicarvi non solo l investimento aggiuntivo è stato confermato ma che è stato anche incrementato. Un potenziamento che è passato da 60 a 82 milioni di euro con i quali Eli Lilly raddoppierà la produzione di insuline da DNA ricombinante e prodotti analoghi rafforzando il suo ruolo di centro ad alto valore innovativo: il nuovo impianto verrà Raddoppierà la produzione di insuline da DNA ricombinante e prodotti analoghi in questo centro ad alto valore innovativo realizzato con le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato per prodotti iniettabili da biotecnologia. Alcune delle aziende che riforniscono lo stabilimento di Sesto Fiorentino hanno cominciato a fare affari anche negli Stati Uniti, con un effetto spin-off notevole per le imprese toscane e italiane. Inoltre, per ogni persona assunta nel centro di Sesto Fiorentino ha spiegato Patrik Jonsson, presidente e amministratore delegato di Eli Lilly Italia si crea un altro posto di lavoro al di fuori della Eli Lilly. E non è poco, in questi frangenti Farmindustria ha un nuovo presidente Massimo Scaccabarozzi è il nuovo presidente per il biennio di Farmindustria, l associazione delle industrie farmaceutiche che operano in Italia. Milanese, 51 anni, laureato in Farmacia, è Presidente e Amministratore Delegato Janssen-Cilag e Presidente della Fondazione Johnson & Johnson. Ha svolto diversi incarichi nel mondo associativo ricoprendo le cariche di Presidente dell Italian American Pharmaceutical Group (IAPG), Vice Presidente di Farmindustria con delega ai rapporti Aifa e Coordinamento del Gruppo Biotecnologie e Componente della Commissione Direttiva Assobiotec. L Assemblea associativa ha nominato il Comitato di Presidenza composto da cinque Vice-Presidenti: Lucia Aleotti (Menarini), Maurizio de Cicco (Roche), Francesco De Santis (Italfarmaco), Daniel Lapeyre (Sanofi) ed Emilio Stefanelli (Istituto Biochimico Nazionale Savio). Del Comitato di Presidenza fanno parte anche Pierluigi Antonelli (MSD Italia), Nicola Braggio (Astrazeneca), Alberto Chiesi (Chiesi Farmaceutici), Luc Debruyne (GlaxoSmithKline), Ugo Di Francesco (Sigma Tau) e Giorgio Rende (ICI Rende).

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13 pagina 13 Al 13 Congresso mondiale oltre esperti da 80 Paesi si confrontano sui benefici delle terapie ormonali mirate Menopausa, dopo i 50 un chilo in più ogni anno Alessia Laudati Le avvenenti forme a pera si trasformano nelle assai meno sexy sembianze a mela e, dopo i 50, si ingrassa in media di 1 kg all anno: sono le conseguenze della menopausa. Fra i primi sintomi si verifica un aumento dell adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. Sale anche la pressione, che tende a superare i valori soglia (< 130 mmhg), e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica che spesso viene trascurato. Per combattere i più pericolosi nemici del cuore la terapia ormonale sostitutiva è un valido alleato. L elemento essenziale è il progestinico: il drospirenone, che riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale, spiega Marco Gambacciani, dell azienda ospedaliera universitaria pisana e segretario della European Menopause and Andropause Society (EMAS), autore dello studio che ha portato a questi risultati. Il Congresso Mondiale della Menopausa, che ha visto a Roma oltre esperti da più di 80 Paesi, ha aperto una nuova stagione per le terapie ormonali sostitutive, un vero e proprio rinascimento, termine che non a caso dà il titolo all evento. In particolare, è la presentazione dei dati dello studio EURAS-HRT a sancire definitivamente la sicurezza di quelle a basso dosaggio. Si tratta di una vasta ricerca internazionale, iniziata nel 2002, che ha coinvolto oltre pazienti per un totale di anni/donna spiega Andrea Genazzani, Presidente del Congresso Fra tutte le TOS prese in esame colpisce l efficacia del drospirenone che non aumenta la patologia venosa (tromboembolismo), men tre ha decisamente diminuito quella arteriosa (stroke e infarti del miocardio) con un calo nell ordine del 40%. In molte nazioni, anche emergenti, le donne trascorrono 30 anni e più in menopausa. Bisogna quindi muoversi in un ottica di medicina preventiva, agendo in primo luogo sui comportamenti alimentari, l attività fisica e la prevenzione del Sovrappeso e ipertensione sono i due maggiori nemici del cuore femminile. Uno studio su 30mila donne dimostra la sicurezza e l efficacia della TOS al drospirenone sul rischio cardiovascolare fumo, per evitare la disabilità ed assicurare il più lungo periodo possibile di autonomia e buona qualità di vita. In Italia vi è uno scarsissimo utilizzo delle terapie ormonali (meno del 5%) ed una ancora più limitata conoscenza. Le preoccupazioni sono pre valentemente legate al rischio oncologico, soprattutto di tumore al seno. Le nostre pazienti ci chiedono di capire se e di quanto aumentino le probabilità di ammalarsi spie ga la prof.ssa Nicoletta Biglia, dell Università di Torino Come rassicurarle? Mol te di loro ci chiedono Dot toressa, cosa farebbe al mio po sto?. Campagna di sensibilizzazione contro la perdita di massa muscolare con l età con il contributo di Abbott Più forza nella vita. Stop alla sarcopenia negli ultra 60enni Camilla Cacciamani Check-up gratuito dei medici del Centro di Medicina dell Invecchiamento del Policlinico A. Gemelli di Roma Un successo annunciato quello della campagna nazionale itinerante Più forza nella vita partita a giugno con una prima tappa a Torino e proseguita a Milano, Brescia, Bologna, Pescara, Bari, Roma e Latina. Questo tour, il primo del suo genere in Italia, nato con lo scopo di sensibilizzare l opinione pubblica sull importanza di rallentare e trattare la perdita di massa muscolare correlata all età (sarcopenia), ha fornito consigli utili sui vantaggi di un alimentazione completa e bilanciata e sull uso di supplementi nutrizionali orali uniti a una regolare attività fisica per mantenersi attivi e godere di buona salute. La sarcopenia è infatti una sindrome correlata all età caratterizzata dalla perdita progressiva e generalizzata della massa muscolare e della forza fisica, che di solito comincia a manifestarsi intorno ai anni di età e colpisce approssimativamente il 30 per cento degli adulti sopra i 60 anni e il 50 Da sinistra a destra: Antonio de Belvis, la giornalista Manuela Medi, il testimonial della campagna Juri Chiechi e Francesco Landi per cento degli anziani sopra gli 80 anni (per una stima di oltre 5 milioni di persone in Italia). A 50 anni molte persone hanno già perso il 10 per cento della loro massa muscolare e più del 30 per cento entro i 70 an - ni. Tutto questo si traduce nel progressivo declino della forza muscolare e della performance fisica tanto che la sarcopenia è la principale causa di invalidità e debolezza nell anziano. Le persone che vanno incontro ad una riduzione della massa muscolare, o sarcopenia, spesso hanno difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane, come ad esempio fare la spesa, camminare a passo veloce, sollevare oggetti relativamente pesanti spiega Francesco Landi, del Centro di Medicina dell Invecchiamento dell Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Re sponsabile scientifico della campagna - Un alimentazione completa e bilanciata e un attività fisica regolare rappresentano un fattore importante per conservare la massa muscolare. Seguire una dieta bilanciata può essere una vera sfida nella vita frenetica di tutti i giorni afferma Antonio de Belvis, Ricercatore dell Istituto di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma Le ricerche dimostrano che solo il 5,7 per cento degli italiani adotta una dieta bilanciata con verdura, ortaggi e frutta. In aggiunta a questo, solo un terzo della popolazione pratica uno sport, mentre 4 italiani su 10 si sono dichiarati sedentari. Notizie brevi Stop alla diarrea del viaggiatore Biolactine travel forte 24 capsule Biolactine Travel Forte è un integratore di fermenti lattici specifico per i viaggiatori, studiato in particolare per prevenire la diarrea del viaggiatore. Grazie al la sua nuova formula più ricca, più efficace e gastroprotetta, è in grado di creare un efficace barriera contro i batteri patogeni, responsabili dei disturbi intestinali. La sua composizione innovativa, a base di lieviti (Saccharomyces Boulardi) e di fermenti lattici gastroresistenti (LactobacillusAcidophilus e lactobacillus Rhamnsosus), permette di ristabilire in fretta una buona funzionalità intestinale e di rafforzare le difese naturali dell organismo. La confezione contiene 24 capsule ed è disponibile in farmacia. Biolactine Forte Travel 24 capsule Prezzo al pubblico: 12,90 Ministero della salute Al via sul sito il registro nazionale di cani, gatti e furetti L Anagrafe Nazionale Felina (www.anagrafenazionalefelina.it) è on line anche sul sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/canigatti) dedicato all Anagrafe degli Animali d Affezione, il registro nazionale dei cani, gatti e furetti identificati con microchip in Italia. Creata dall Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e da Frontline Combo Education Program, è una banca dati privata su cui i medici veterinari liberi professionisti possono registrare i gatti per scelta volontaria del proprietario. Fondamentale afferma Marco Melosi, Vice Presidente ANMVI che il Ministero della Salute ne riconosca l utilità e l importanza al punto che, in caso di smarrimento dell animale, suggerisca di effettuare la ricerca del microchip del gatto smarrito anche su questa banca dati oltre che a quella statale, alimentata dalle singole anagrafi territoriali, entrambi funzionanti nel rispetto della tutela della privacy del cittadino. Andare in vacanza con il proprio gatto è più sicuro anche per il proprietario: la consultazione della banca dati è libera, gratuita e sempre disponibile. Campagna di sensibilizzazione contro la perdita di massa muscolare con l età con il contributo di Abbott Cellulite addio? Oggi c e il laser del terzo millennio Antonio Caperna È tempo di dire addio all inestetismo dei cuscinetti, alla pancia e alla cellulite. Con il laser di ultima generazione LipoForm la lipolisi e la liposuzione sono molto più semplici e indolori così come è più facile garantire un ringiovanimento delle gambe e il piacere di sedersi comodamente. «LipoForm è una delle tecnologie laser più efficaci e delicate per la liposcultura e la definizione del contorno del corpo in modo minimamente invasivo spiega Marco Floriani, chirurgo del Policlinico di Milano e Responsabile del centro di Chirurgia Vascolare e Laser all Istituto Medico Quadronno del capoluogo lombardo L alto assorbimento in acqua fa si che nei vasi sanguigni l emoglobina coaguli immediatamente, cosa che si traduce in minor sanguinamento, gonfiore e lividi nella fase postoperatoria». Semplice da utilizzare anche per i medici, il nuovo laser, già disponibile all Istituto Medico Con il nuovo laser Lipoform l energia va direttamente sul tessuto, eliminando senza dolore e con precisione solo i punti scelti. Tempi di recupero brevi, minimo dolore post-operatorio e minor fabbisogno di bendaggi elastocompressivi Quadronno di Milano (www.quadronno.it), fornisce eccezionali risultati estetici per il paziente, praticamente senza dolore e con pochi o addirittura nessun effetto collaterale e ridotti tempi di recupero. «La combinazione integrata di laser e irrigatore è una tecnologia unica prosegue Floriani una cannula sottile viene inserita attraverso una piccola incisione in modo da consentire il contatto diretto della fibra con gli adipociti. In questo modo, la membrana degli adipociti verrà distrutta. Il lisato di grasso viene rilasciato nelle zone extracellulari. O è riassorbito naturalmente o viene estratto manualmente mediante aspirazione. Questa è una procedura atraumatica, con tempi di recupero brevi, minimo dolore post-operatorio e un minor fabbisogno di bendaggi elastocompressivi sottolinea Floriani Utilizzando una fibra con punta a sfera il trattamento è meno traumatico rispetto alla liposuzione classica e può essere fatto in ambulatorio. Un altro vantaggio è che una volta che una cellula di grasso è distrutta, non si possono più accumulare grassi in quel punto. Benefici per i pazienti Risultati estetici eccezionali Stimolazione della produzione di collagene ed elastina Praticamente indolore Ridotto rischio di embolia trombotica Prevenzione di edema ed ecchimosi Tempi di recupero brevi Trattamento ambulatoriale in anestesia locale Basso rischio

14 pagina 14 tassi di sopravvivenza per questa patologia sono ancora molto bassi rispetto ad altre forme di neoplasia llo studio un farmaco-interruttore er spegnere il tumore el polmone. Parte la fase III Scrivere un breve testo in questo spazio. Che possa occupare almeno due righe È come un interruttore sempre acceso, solo che invece di far luce, fa crescere e moltiplicare le cellule tumorali. Si tratta di c-met, un recettore per le tirosin chinasi che, in alcuni tipi di tumore presenta appunto delle mutazioni attivanti capaci di permettere alle cellule del cancro di riprodursi a velocità vertiginosa, di farle diventare immortali e che consentono loro di diffondersi ad altri organi, dove danno luogo alle metastasi. Un farmaco, ancora al vaglio degli studi di sperimentazione clinica, il tivantinib, è stato costruito appunto prendendo le misure a questo recettore, in modo di legarlo e di bloccarlo in conformazione spento. Estremamente potente contro le cellule tumorali, il tivantinib non sfiora quasi le cellule normali, dove il recettore c-met è scarsamente rappresentato. Nel gennaio di quest anno, è partito il MAR- QUEE (Met inhibitor ARQ 197 plus Erlotinib vs Erlotinib plus placebo in NSCLC), uno studio internazionale di fase III, nel quale il tivantinib viene messo a confronto con l erlotinib, in pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule in fase avanzata, già sottoposti ad altre terapie. Il MARQUEE studierà circa mille pazienti, arruolati in Europa, negli Usa, in Canada, Australia e Sud America. Obiettivo principale dello studio è la sopravvivenza globale; endpoint secondari sono la sopravvivenza globale, nella sottopopolazione di pazienti con tumore polmonare e recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) non mutato, la lunghezza del periodo di sopravvivenza libero da malattia e la sicurezza del tivantinib, confrontato a quella dell erlotinib. Il tumore del polmone ricorda il professor Giorgio Scagliotti, direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche presso l Ospedale San Luigi di Orbassano (Torino) e coordinatore principale dello studio è una malattia assai aggressiva, per la quale c è un enorme e ancora inevaso bisogno di terapie più efficaci di quelle attualmente a disposizione. I tassi di sopravvivenza per questo tumore sono ancora molto bassi, rispetto ad altre forme di neoplasia. Il tumore del polmone rappresenta uno dei tumori più frequenti tra gli europei (3,4 milioni l anno) e costituisce la principale causa di morte per tumore sia tra gli uomini che tra le donne. Il tumore polmonare non a piccole cellule, ne rappresenta la forma più comune (circa l 85% dei casi). Il tivantinib, oltre che contro il tumore polmonare non a piccole cellule, è attualmente allo studio anche nei tumori del colon e del fegato. Questa piccola molecola, inibitore selettivo della tirosin chinasi cmet, viene somministrata sotto forma di compresse. Il farmaco che potrebbe essere il primo della classe tra gli inibitori della c-met, è sviluppato da Daiichi Sankyo insieme ad Ar- Qule. MRM Nel 30 per cento dei casi, soprattutto nei diabetici, possono portare ad amputazioni Al via un progetto di vulnologia per la cura delle lesioni cutanee Sandro Mariani Oggi, secondo i dati, un milione e mezzo di pazienti soffre di ulcere vascolari, piaghe da decubito, ulcere da vasculiti. Eppure, i pazienti sono molti di più, poiché non esiste un adeguato monitoraggio del problema: si pensi che alla dimissione del paziente la presenza di lesioni spesso non viene segnalata sulla cartella clinica. Oltre a creare forti limitazioni alla vita del paziente, le lesioni possono portare a gravi infezioni, compresa la setticemia, dovute alla mancanza di un adeguato trattamento. Derivano, fondamentalmente, dall insufficienza venosa cronica e da deficit di circolazione arteriosa, situazioni frequenti nei pazienti anziani. Inoltre, non si dimentichi che molti pazienti con diabete possono soffrire di piede diabetico, con frequenti ulcere e lesioni cutanee problematiche che nel 30% dei casi conducono ad interventi di amputazione a vari livelli. Con l obiettivo di implementare l assistenza nella regione Calabria tre ambulatori territoriali di 1 livello e due di 2 livello ubicati in due Presidi Ospedalieri erogheranno le cure più adeguate e avanzate nel trattamento delle lesioni cutanee: dalle ormai classiche medicazioni avanzate alle più innovative, a base di tessuti bioinge gnerizzati e sino ai trapianti autologhi su colture cellulari. Lo ha annunciato il coordinatore dell Associa zione Italiana Ulcere Cutanee (AIUC) della Calabria Luigi Battaglia, Dirigente Medico dell Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell Azienda Ospedaliera In tutta Italia il problema delle lesioni cutanee è stato spesso sottostimato e non adeguatamente considerato di Soverato, ASP di Catanzaro, garantendo che Se il progetto funzionerà, tra due anni saranno aperti definitivamente centri di assistenza vulnologica di vario livello, strategicamente ubicati su tutto il territorio calabrese. Come in molte altre regioni, - spiega Battaglia - anche nella nostra il problema delle lesioni cutanee è stato spesso sottostimato e non adeguatamente considerato. Per risolvere questa situazione, in Calabria è stato istituito un progetto sperimentale unico in Italia, che, a breve, porterà all apertura di cinque centri specializzati in vulnologia, ossia nella cura delle lesioni cutanee. Spiega il dottor Giorgio Guarnera, Presidente nazionale AIUC, Responsabile U. O. Chirurgia Vascolare delle Lesioni Ulcerative dell Istituto Dermopatico dell Immacolata - IDI di Roma: In molte parti d Italia AIUC sta lavorando perché venga istituito un opportuno sistema di cure, con centri vulnologici collegati al territorio per garantire la continuità di cura a domicilio. Perché questo si realizzi, in diverse regioni siamo fortemente im pegnati nella definizione dei criteri di qualità per i centri vulnologici, che permettano di definire degli standard di accreditamento dei centri distribuiti sul territorio. Inoltre istituiamo corsi, gruppi di studio, congressi in tutto il territorio, che diventano occasione di condividere evidenze scientifiche e percorsi clinici. È necessario fare molta formazione e informazione. Le ulcere non solo si possono, ma si devono curare.

15 pagina 15 Geografie della Salute al XXIII SpoletoScienza organizzato dalla Fondazione Sigma tau al Festival dei due mondi Globalizzazione Si riapre la sfida all Evoluzione Un idea geniale di Claudio Cavazza I grandi flussi migratori e turistici, attraverso i moderni mezzi di trasporto, danno un altro colpo di acceleratore nel rapporto tra virus ed esseri viventi Maria Rita Montebelli I Paesi anglosassoni sono allenati da ecenni a confrontarsi con le diverse eclinazioni, culturali, antropologiche sanitarie, di un melting pot di razze, provenienti da tutto il mondo. Ma anche per l Italia, che a questo universo parallelo si è affacciata più recentemente, è arrivato il momento di fare i conti nella vita di tutti i giorni, come nella pratica clinica, con le patologie plasmate da abitudini culturali e patrimoni genetici anche molto diversi dai nostri. Un farmaco che va bene per un paziente di etnia asiatica, può essere molto meno efficace su un europeo e, viceversa. Un corredo genetico abituato ad interagire con un ambiente e soprattutto con cibi diversi, può fare malattia quando esposto ad abitudini alimentari diverse. I bambini indiani, ad esempio ricorda Menotti Calvani, vicepresidente della Fondazione Sigma-Tau hanno una struttura che li attrezza a sopravvivere in situazioni di carenza di cibo. Se spostati in luoghi e situazioni dove di cibo ce n è in abbondanza, rischiano l obesità. Mutando le condizioni ambientali, dunque questi bambini riaprono la loro sfida con l evoluzione. Altro esempio. Avere la pelle nera, è un tratto che impedisce la sintesi naturale di vitamina D (quella operata dalla pelle, esposta alla luce del sole), in latitudini troppo settentrionali. Chi ha la pelle nera dunque spiega Calvani corre un maggior rischio di incorrere in patologie da deficit di vitamina D, quale ad esempio l ipertensione. Ogni meta bolismo è unico e diverso dagli altri, quasi Le Geografie della Salute sono state quest anno il tema conduttore di Spoletoscienza, il salotto-laboratorio scientifico ideato da Fondazione Sigma-Tau (www.fondazionesigmatau.it) nell ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. L iniziativa, giunta quest anno alla ventitreesima edizione, è stata fortemente voluta da Claudio Cavazza, imprenditore colto e raffinato, scomparso il 6 giugno scorso. MRM un impronta digitale del soggetto. Per questo e, a maggior ragione in un quadro di salute globalizzata, è così importante fare una medicina su misura. E lo strumento più avanzato per fare una medicina realmente personalizzata è rappresentato dai cosiddetti test molecolari, che consentono di leggere tra le pieghe del DNA, per vedere oltre la superficie e cogliere la reale essenza di un individuo e della sua patologia. Ma la classe medica è pronta per questa rivoluzione culturale? Una recente indagine condotta dall agenzia di comunicazione CAHG negli Stati Uniti su oltre 800 medici afferma Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina, Università La Sapienza di Roma dimostra che i medici statunitensi sono in generale ottimisti sull influenza e i benefici futuri della medicina personalizzata. Quattro su 5 sarebbero interessati a utilizzare per se stessi un test di diagnosi molecolare. E alla domanda circa quali test riscuotono il loro maggior interesse, il 42% ha indicato quelli per una specifica condizione o problema di salute, il 36% ha indicato tutti i problemi di salute conosciuti e solo il 22% ha risposto che non userebbe mai un test. E questo in un contesto culturale decisamente avanzato. Segno che la strada da fare verso il recepimento culturale, prima ancora che scientifico, di un abito della salute tagliato veramente su misura è ancora molto lunga e fuori dalla lista delle priorità per molti medici. Arriva in libreria l ultima fatica letteraria di Nicolò Scuderi, chirurgo plastico dell Università La Sapienza di Roma A me la mela La bellezza vista dagli esperti! Le voci di amici e protagonisti della cultura di oggi si intrecciano a quelle di protagonisti immaginari, mitici, figure storiche e persone reali.. La ricerca della bellezza e il suo valore non sono affatto recenti, anche se le moderne e più sicure tecniche di medicina estetica e chirurgia plastica l hanno resa possibile, accessibile, democratica. Essere belli però, da diritto, rischia di diventare un dovere da cui può scaturire una nuova e sottile discriminazione dove la bellezza naturale è più preziosa di quella artificialmente acquisita. E ancora la questione tra bellezza interiore ed esteriore, e tra la bellezza oggettiva, calcolabile, misurabile con regole matematiche e il più inafferrabile fascino. Dice bene l antropologa Maria Teresa Russo quando afferma: La ricerca della bellezza fa parte della natura umana, ma l esasperazione del ritocco non sarà una scorciatoia? Ne sanno qualcosa gli americani, descritti dal chirurgo plastico Bryant Toth che spiega come negli Stati Uniti i canoni siano totalmente diversi e l intervento più eseguito sia il lifting facciale, mentre in Europa l approccio è più progressivo, cauto, conservativo, che risente meno dei canoni esasperati di Hollywood. E poi il fotografo Carlo Orsi, che dalla moda è approdato alle missioni umanitarie di Interplast dimostrando che è possibile catturare la bellezza di chiunque, ma esprime il dubbio che il futuro per le persone normali non sarà semplice in quanto, dice, è difficile raggiungere la perfezione di un corpo o di un volto modellati dal bisturi. La chirurgia in queste pagine è messa al microscopio, sezionata, talvolta criticata e mai magnificata. È sentita, invece, la necessità di distinguere interventi che possono migliorare l autostima da altri voluttuari che rischiano, come dice lo scrittore Filippo Bologna, di minacciare l estinzione della particolarità. Anche moda e aspetto fisico mostrano punti di contatto: quello che oggi va può non essere in voga tra qualche anno: Interviste vere si uniscono a dialoghi di fantasia, voci che giungono dal passato che affonda le sue radici nei miti arrivati fino a noi Un momento della conferenza stampa di presentazione alla Libreria Mondadoridi Milano le forme degli abiti sono completamente diverse da un decennio all altro sottolinea Stefano Dominella della maison Gattinoni, ma facce e corpi non si possono modificare come l orlo di una gonna. La bellezza può essere utile purché utilizzata con intelligenza e umiltà. E magari coltivata con l alimentazione, i cui segreti sono svelati nell intervista con il professor Giovanni Scapagnini. Chiude il libro l intenso dialogo con Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e icona dello stile, che afferma senza appello: L omologazione è la negazione del bello. Alla fine di ogni gruppo di capitoli le storie di pazienti, ognuno con le proprie esigenze, motivazioni, fragilità, a cui Nicolò Scuderi dedica considerazione e tempo, attento a dare una risposta scientifica e un risultato armonioso. Perché il rapporto col chirurgo plastico è particolare, il paziente non è malato ma manifesta un disagio e l intervista con la psicologa Maria Malucelli svela un breve questionario, usato anche dall American Plastic Surgery Association, per indagare in maniera precisa le motivazioni reali o emotive che portano una persona a chiedere l aiuto del medico. Un cuoco e un medico diabertologo commentano le singole ricette Il diabete entra in cucina con ricette facili e gustose La Dolce Vita... in pratica per imparare a conoscere meglio il cibo, senza perdere la gioia di sedersi a tavola Alessia Laudati Un cuoco in cucina che suggerisce e guida nella preparazione di ricette semplici, economiche e gustose, rispettose degli standard nutrizionali raccomandati alle persone con diabete e un medico specialista, che commentando ogni singola ricetta, descrive la composizione degli alimenti, spiega le regole della Terapia Nutrizionale in caso di diabete e consiglia metodi di cottura. Questa l idea che ha dato vita a La Dolce Vita in pratica. Una raccolta in DVD di 20 ricette guidate passo per passo da immagini, grafica e voce narrante e uno speciale cucina dal vivo dedicato a 3 proposte culinarie particolari. Il Progetto La Dolce Vita nasce nel 2008 con l obiettivo di sensibilizzare la comunità scientifica italiana, le istituzioni nazionali e regionali nonché tutte le persone con Diabete di Tipo 2, sull importanza della prevenzione e la corretta gestione di questa patologia con particolare riferimento allo stile di vita e all alimentazione. Realizzato grazie al contributo non condizionato di MSD Italia, il progetto è frutto di una partnership tra le eccellenze nell ambito della diabetologia, della scienza dell alimentazione e delle associazioni no profit a tutela delle persone con diabete: quindi rispettivamente Associazione Medici Diabetologi (AMD), l Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) e l Associazione italiana diabetici (FAND). Accanto a queste, La Dolce Vita in pratica vede la presenza anche della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) come partner istituzionale del progetto e quindi il coinvolgimento del medico di famiglia come attore fondamentale del network diabetologico, nell ottica della gestione integrata della patologia. Il DVD sarà distribuito gratuitamente nei centri di diabetologia, presso un numero selezionato di medici di famiglia, alle sedi FAND e a tutti coloro che a partire da settembre 2011 vorranno partecipare agli incontri di formazione e informazione che saranno organizzati in diverse regioni italiane. Inoltre, da subito, 3mila copie del DVD saranno messe a disposizione, sempre in modo del tutto gratuito, a chi vorrà farne richiesta telefonando al numero verde BIBLIOTECA Il rapporto dinamico tra ospedale e territorio nel volume della fondazione Smith Kline AAVV Il Mulino, pag ,00 Dal silfio al levonorgestrel: perché e quando la contraccezione d emergenza Carlo Flamigni e Corrado Melega L asino d oro, pag ,00 Una riflessione sul tema della pace a partire da contenuti, linguaggi e obiettivi nuovi Umberto Veronesi e Alessandro Cecchi Paone Passigli Editori Pag. Gli elementi di innovazione nel processo di acquisto delle aziende sanitarie in Italia Fabio Amatucci e Stefania Mele Egea, pag. 302 Viaggio a cura della società Italiana di Medicina estetica nel mondo dell aging: dalle origini alla prevenzione alle terapie AAVV Salus Internazionale, pag ,00 La storia della disabilità e della diversa percezione culturale nelle varie epoche Massimo Fioranelli Laterza, pag ,00

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