«PUBBLICITA INGANNEVOLE: VEROLI, SOSPENDERE SPOT E SANZIONI ALTE CRISI: ASSINFORM, VEDIAMO PRIMI SEGNALI DI RIPRESA PER DOMANDA IT

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1 Aziende CRISI: ASSINFORM, VEDIAMO PRIMI SEGNALI DI RIPRESA PER DO... Page 1 of 1 Aziende Home Chi siamo - Direttore Responsabile: Giuliano De Risi «PUBBLICITA INGANNEVOLE: VEROLI, SOSPENDERE SPOT E SANZIONI ALTE CRISI: ASSINFORM, VEDIAMO PRIMI SEGNALI DI RIPRESA PER DOMANDA IT (AGI) Milano, 25 mag. L informatica italiana sta iniziando a riprendersi dopo un 2009 shock. E questo il primo dato che emerge dal rapporto 2010 di Assinform, secondo cui, il calo del 2,9% fatto registrare lo scorso marzo rispetto all anno precedente rappresenta un segnale confortante, considerato che nell intero 2009 il comparto aveva perso oltre l 8%. La buona notizia e che nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di -2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro punti percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del 2009 ha spiegato Paolo Angelucci, presidente di Assinform Ma, fatto ancora piu rilevante, e che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, piu aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita. A fronte di queste prime notizie positive, rimane problematica la situazione dell occupazione nel settore, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica da tutti i settori dell economia italiana. Se ormai e diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di ritrovare in fretta la via della crescita ha proseguito Angelucci bisogna essere altrettanto consapevoli che l accelerazione puo avvenire solo dagli investimenti in Information technology, puntando su progetti mirati all efficienza e allo sviluppo delle capacita di business delle imprese. Anche per questo Assinform ha firmato, nei mesi scorsi, un accordo con Banca Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano, che ha portato alla disponibilita di un plafond da un miliardo di euro. (AGI) Red/Car Questo articole è stato pubblicato il lunedì, maggio 24th, 2010 alle 14:18 ed è archiviato nella categoria Aziende Sia i commenti che il pinging non sono attualmnte permessi. Copyright 2006 AGI spa P. IVA Realizzazione portali Privacy Policy

2 IT: Assinform, primo trimestre ancora negativo ma meglio di News - Teleborsa Page 1 of 2 lunedì, ore Cerca: Azioni Milano Home Borsa Italiana Borse Estere Fondi Cambi e Valute Obbligazioni News Analisi Tecnica Supporto Primo Piano News Chi siamo Prodotti I nostri clienti Feed RSS Mappa del sito Guida all'uso Home» Archivio News» Dettaglio News IT: Assinform, primo trimestre ancora negativo ma meglio di 2009 Altre News - 14:42 (Teleborsa) - Roma, 24 mag - "La buona notizia è che dopo il pesante calo di -8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di - 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al - 6,8% registrato nello stesso periodo del Ma, fatto ancora più rilevante, è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l'it non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita. Le cattive notizie riguardano il peggioramento dell'occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell'economia italiana; la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente sul processo di modernizzazione; l'approfondimento del nostro gap tecnologico con l'estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività" - ha esordito così Paolo Angelucci Presidente di Assinform nell'introdurre, questa mattina a Milano, i lavori del convegno di presentazione del Rapporto Assinform 2010, al quale hanno partecipato Giancarlo Capitani Amministratore Delegato NetConsulting, Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda, Massimo Messina, co-responsabile direzione IT BNL-BNP Paribas, Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato, Carlo Privitera, Chief Information Technology Officer di Luxottica. Argomenti trattati in questa notizia: "Se ormai è diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di ritrovare in fretta la via della crescita - ha proseguito Angelucci - bisogna essere altrettanto consapevoli che l'accelerazione può avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all'efficienza e allo sviluppo delle capacità di business delle imprese. Molte aziende del Made in Italy lo hanno capito. Assinform sta cercando di fare la sua parte per sostenere l'innovazione. Da un lato lavoriamo per la qualificazione e lo sviluppo dell'offerta promuovendo la capitalizzazione delle imprese IT, dall'altro, grazie al recente accordo con Banca Intesa e Mediocredito Italiano, che ha portato alla disponibilità di un plafond da un miliardo di Euro, vengono sostenute le aziende manifatturiere e dei servizi che vogliono investire in nuovi progetti IT". "Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato - ha concluso il presidente di Assinform - perciò chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica, migliorare l'efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi digitali per imprese e cittadini. Nè lo Stato può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all'innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l'it, come i progetti per l'e-government e per l' infrastrutturazione digitale del Paese". La tendenza alla ripresa degli investimenti IT è confermata dall'indagine congiunturale Assinform - realizzata ad aprile - che ha rilevato come, per il 40% delle imprese informatiche, l'andamento degli ordinativi sia migliorato o molto migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano più del 19%); che gli stessi budget IT delle aziende-clienti, risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l'anno prima), e soprattutto, per quanto riguarda gli investimenti per nuovi progetti, ben il 54% delle imprese intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell'anno prima. Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore, mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta l'andamento degli ordinativi in peggioramento. Sul fronte dell'occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Ancor più negative appaiono le rilevazioni sui consulenti, dove le percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%). D'altro canto il Rapporto Assiform evidenzia come i tagli sulla spesa It, che nel 2009 sono stati complessivamente dell'ordine di - 8,1% (+ 0.8% nel 2008), facendo scendere il volume del mercato a mlioni di euro ( mln nel 2008), abbiano interessato in modo consistente tutti i settori dell'economia italiana. Rispetto all'anno precendente il mercato IT del segmento industria è calato del - 9,5% (+1,8% nel 2008), quello delle banche del -10,4% (1,2%), delle Tlc e media del -9,4% (-2,1%), del mercato consumer del -6,2% (+4,4%), dei trasporti del -7,7% (-1,4%), della distribuzione e dei servizi del -7,5% (+1,3%). Particolarmente preoccupante la situazione della Pa, già da alcuni anni interessata da un processo di decrescita degli investimenti in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione, nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanità -3,7% (+2,1%). Nel 2009 la spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro). Il confronto con l'estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. Il mercato IT italiano si è contratto di più del mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia - 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull'intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 dollari, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411 dollari) Giappone (2,3%, 838 dollari), Germania (3,4%, 880 dollari), Regno Unito (3,3%, 972 dollari), Francia (3,4%, 856 USD), Spagna (2,0%, 316 dollari).

3 ITC ASSINFORM 1* TRIM ANCORA NEGATIVO MA MEGLIO DI FINE ASSINFORM 1*_TRIM_ANCORA_NEGATIVO_... Page 1 of 2 Ufficio Stampa Roma? Ufficio Stampa Invio Comunicati Richiedi un preventivo gratuito! www mediatim it Prestiti Inpdap Per Dipendenti e Pensionati Solo Busta Paga Direttore Responsabile Gianfranco Astori HOME CHI SIAMO BREAKING NEWS ECONOMIA BORSE&MERCATI POLITICA ENTI LOCALI SPORT ATTUALITA' FLASH RICOSTRUZIONE ABRUZZO *** 14:20 - SCUOLA: GELMINI, PREFERISCO NON COMMENTARE PAROLE DI BERSANI *** 14:17 - ITC: ASSI Utente Registrato nome utente password Nessuna notizia correlata non sei registrato clicca qui Home Page Copertina Focus Speciali Ricostruzione Abruzzo Abruzzo/la ripresa Breaking News Economia Borse&Mercati Politica Enti Locali Sport Attualitá Energia e Mercati Terzo Settore Leggi&Regioni Cooperazione decentrata Vetrinaitaliana Attività di Governo Edizione Radiofonica Governo.it Governo.it focus Governo.it estero Autonomie Locali Multimedia Ambiente e turismo Stampa estera Famiglia Energia e Petrolio ITC: ASSINFORM, 1* TRIM ANCORA NEGATIVO MA MEGLIO DI FINE 2009 (ASCA) - Milano, 24 mag - Primo trimestre dell'anno ancora negativo per il settore dell'itc italiano che a fine marzo segna un calo del fatturato complessivo del 2,9%. Una ''buona notizia'' secondo il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, che evidenzia come la flessione registrata nei primi 3 mesi del 2010 indichi comunque ''un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del 2009'' e come il dato sia in realta' molto piu' confortante di quello che appare se lo si paragona al -8,1% di fine esercizio Il Rapporto Assinform evidenzia una generale tendenza alla ripresa degli investimenti: per il 40% delle imprese informatiche l'andamento degli ordinativi e' migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano piu' del 19%) e gli stessi budget delle aziendeclienti risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l'anno prima), con il 54% delle imprese che si dice pronto a sviluppare nuovi progetti. Un miglioramento degli ordinativi che comunque sembra coinvolgere soprattutto delle imprese It di dimensione maggiore: il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie denuncia un peggioramento dell'andamento degli ordinativi. Sul fronte dell'occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilita' (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT tra 50 e 249 addetti, che rispetto a febbraio 2009 risultano in peggioramento. Il settore nutre forti preoccupazioni per i tagli agli investimenti nella Pa: nel 2009, dice il Rapporto Assinform, la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanita' -3,7% (+2,1%). ''Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato'', ha detto a questo proposito il presidente di Assinform che chiede al Governo di ''adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive''. Per riagganciare la crescita economica, ha sottolineato ancora Angelucci, ''l'accelerazione puo' avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all'efficienza e allo sviluppo delle capacita' di business delle imprese''. fcz/cam/lv Camera di Commercio Registro Imprese online: ogni impresa è a portata di mouse! Prestiti Garantiti Inpdap Taeg dal 6,90%. Prima di Scegliere, contattaci. Puoi Risparmiare. ItalPrestOnline.com/Offerta_Mese Mutuo Veloce Spread 0,75% Hai Già un Mutuo Conveniente? Non Entrare in Questo Sito! Mutuo-Veloce.it Sei anche tu del PDL? Riviste,Informazioni sulla Politica di Destra Richiedi Copia Omaggio Smetti di Fumare Oggi Autoterapia Efficace ZeroSmoke! Pratica e Semplice, Informati Ora PARTNERS

4 Tlc: Assinform, mercato italiano -2,3% nel Libero-news.it Page 1 of 1 Economia ore 14.15» Tlc: Assinform, mercato italiano -2,3% nel 2009 Milano, 24 mag. (Adnkronos) - E' calato del 2,3% il mercato italiano delle telecomunicazioni nel 2009, ma si prevede una crescita dello 0,2% nel 2010, per un valore totale di circa 43,2 miliardi di euro. E' quanto emerge dal Rapporto Assinform sull'informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali, presentato oggi a Milano. "Il dice il presidente di Assinform, Paolo Angelucci - non e' stato un anno facile, ma dal punto di vista del numero di addetti, dopo i fortissimi tagli del 2008, la situazione e' stabile, anche se diminuisce il ricorso a consulenti esterni" Le previsioni per il fa sapere Assinform, l'associazione delle principali aziende di information technology che operano in Italia - sono ancora caratterizzate "dall'incertezza delle politiche riguardanti la banda larga per le quali e' difficile ipotizzare quadri realistici". Data la situazione attuale, secondo Assinform, si prevede un lieve calo dei servizi, in particolare telefonia e trasmissione dati, e un modesto recupero per gli apparati dovuto ai "miglioramenti attesi per le infrastrutture di rete fissa, per le infrastrutture di rete mobile e per i sistemi terminali".

5 IGN - Adnkronos.com Page 1 of 1 Angelucci (Assinform), se non si investe sul futuro non c'è futuro ultimo aggiornamento: 24 maggio, ore 15:31 A fronte di un contributo pubblico di 200 milioni di euro verrebbero attivati investimenti per circa 500 milioni, e ci sarebbero 5mila posti di lavoro in più in due anni. Milano, 24 mag. (Labitalia) - "Tutti dobbiamo investire per crescere. Se non si investe sul futuro non c'è futuro". Parola di Paolo Angelucci, presidente di Assinform, che alla presentazione del Rapporto Assinform sull'informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali avvenuta stamattina a Milano, ha voluto così sottolineare l'importanza degli investimenti nell'innovazione per supportare la crescita del settore Ict e dell'economia più in generale. "Anche se si tratta di un periodo difficile - ha detto Angelucci - e si devono tagliare le spese, una parte del risparmio deve essere investita in innovazione". Il presidente di Assinform ha poi affermato che "a fronte di un contributo pubblico di 200 milioni di euro verrebbero attivati investimenti per circa 500 milioni, e ci sarebbero 5mila posti di lavoro in più in due anni". Il mercato italiano dell'information technology, secondo l'ad di NetConsulting, Giancarlo Capitani, "cresce meno quando gli altri mercati crescono, e decresce di piu' quando gli altri mercati calano" e questo, ad avviso di Capitani, sarebbe dovuto al fatto che l'italia "è in ritardo nell'innovazione", ha "un basso livello di domanda di It", e delle imprese "poco internazionalizzate". In Italia, il peso degli investimenti in Information technology sul totale degli investimenti si attesta sul 10,7%: "troppo poco" per Capitani se confrontato col 16% della Francia, il 23,8% della Gran Bretagna o il 26,3% degli Stati Uniti. STAMPA

6 ITC: ASSINFORM, 1* TRIM ANCORA NEGATIVO MA MEGLIO DI FINE Page 1 of 3 Home Virgilio Notizie Sport Video Community Annunci People Mail Alice: ADSL Entra Registrati Cerca nel Web ARCHIVI CRONACA ECONOMIA SPORT ESTERI POLITICA SPETTACOLI SCIENZE-TECH FOTO VIDEO Borsa Economia Stati Uniti Titoli caldi ITC: ASSINFORM, 1* TRIM ANCORA NEGATIVO MA MEGLIO DI FINE 2009 postato 22 min fa da ASCA vaticano/ papa riceve presidente congo: cai: martini nuovo presidente, camera/ mercoledì a montecitorio Altri ARTICOLI A TEMA (ASCA) - Milano, 24 mag - Primo trimestre dell'anno ancora negativo per il settore dell'itc italiano che a fine marzo segna un calo del fatturato complessivo del 2,9%. Una ''buona notizia'' secondo il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, che evidenzia come la flessione registrata nei primi 3 mesi del 2010 indichi comunque ''un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del 2009'' e come il dato sia in realta' molto piu' confortante di quello che appare se lo si paragona al -8,1% di fine esercizio Il Rapporto Assinform evidenzia una generale tendenza alla ripresa degli investimenti: per il 40% delle imprese informatiche l'andamento degli ordinativi e' migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano piu' del 19%) e gli stessi budget delle aziende-clienti risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l'anno prima), con il 54% delle imprese che si dice pronto a sviluppare nuovi progetti. Un miglioramento degli ordinativi che comunque sembra coinvolgere soprattutto delle imprese It di dimensione maggiore: il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie denuncia un peggioramento dell'andamento degli ordinativi. Sul fronte dell'occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilita' (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT tra 50 e 249 addetti, che rispetto a febbraio 2009 risultano in peggioramento. Il settore nutre forti preoccupazioni per i tagli agli investimenti nella Pa: nel 2009, dice il Rapporto Assinform, la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanita' -3,7% (+2,1%). ''Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato'', ha detto a questo proposito il presidente di Assinform che chiede al Governo di ''adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive''. Per riagganciare la crescita economica, ha sottolineato ancora Angelucci, ''l'accelerazione puo' avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all'efficienza e allo sviluppo delle capacita' di business delle imprese''. Annunci Google Dayshop - buoni pasto Day Dayshop.it la soluzione ecommerce pensata per i liberi professionisti Banche Dati Imprese Online tutti i dati delle Aziende al prezzo di un caffè. Accedi ora! Risparmio sull' Energia? Risparmia sull' Energia Aziendale! Scopri l'offerta ERG Power & Gas. DAGLI UTENTI powered by Acconto Ici 2010» Informazione fiscale 3 punti 3 voti postato fa da abfisco Benzina: ancora rincari 3 punti 3 voti postato fa da economiablog82 Crisi, il ceto medio strozzato da mutui e affitti: è emergenza per sfratti e debiti 2 punti 2 voti postato fa da squinternet DALLA RETE Market mover: vendite case esistenti Us attese in crescita ad aprileinserito 28 min fa da Finanza.com Stop al ribasso per Telecom Italia Mediainserito 28 min fa da SoldiOnline Welfare: su Libro Bianco si apre stagione conflittualita'inserito 28 min fa da AdnKronos Stampa Invia Aggiungi RSS Reader Servizi SMS Alice Widget Virgilio Milano Entra Registrati Cerca nel Web

7 Mercato Ict in lieve ripresa nel 2010 dopo la caduta del Il Sole 24 ORE Page 1 of 1 Stampa l'articolo Chiudi 24 maggio 2010 Mercato Ict in lieve ripresa nel 2010 dopo la caduta del 2009 a cura di di Pino Fondati Sarà che peggio della caduta fatta registrare nel 2009 (-8,1%) è impossibile fare, sta di fatto che nel primo trimestre del 2010 l'ict in Italia scende "solo" del 2%, un recupero di quattro punti rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. Ma le buone notizie, per quanto importanti (la ripresa degli investimenti da parte delle medie imprese), si fermano qui. Basta leggere che, sempre nel 2009, cadono gli investimenti da parte delle banche, un baluardo dello spending Ict dell'ultimo decennio, e della pubblica amministrazione centrale e locale che scendono rispettivamente del 5,1 e del 4,3%, e lo sconforto riprende il sopravvento. Già, perché vengono alla mente le parole del ministro Brunetta, secondo cui un paese senza una PA capace di innovare non ha futuro. Roba da farsi tremare i polsi Per questo, Paolo Angelucci, presidente di Assinform, chiede al governo che, se proprio è necessario tagliare, si tagli la spesa corrente, ma che si continui a investire. Per quanto aperto ai segnali positivi che si leggono qua e là, somiglia a un bollettino di guerra il Rapporto Assinform, curato come sempre da Netconsulting, relativo all'andamento del mercato Ict in Italia nel 2009 presentato oggi a Milano. Il segno meno accomuna tutti i comparti: l'hardware, causa soprattutto il ritardo notevole della ripresa del ciclo di sostituzione, scende del 14,8%, il software del 3,6%, l'assistenza tecnica del 5%, i servizi del 6,5%. Questi ultimi risentono soprattutto della mancanza dell'avvio di nuovi progetti, e della forte (ulteriore) riduzione delle tariffe. Strano a dirsi, ma se si guardano i volumi, si vede che cresce, seppur di meno rispetto al passato, il numero dei cellulari, i pc venduti, gli utenti della banda larga. Tiene botta il mercato consumer, con una crescita del 5,7% (per la cronaca il segmento business registra -1,9%). Tra i big spender, nel 2009 le banche hanno ridimensionato del 10,4%, l'industria del 9,5%, della PA abbiamo detto. Tiene meglio il settore delle telecomunicazioni, per sua natura più consumer-based: gli apparati perdono lo 0,9%, i servizi addirittura il 7,5%. Più che ai numeri disastrosi di un anno disastroso (l'europa va un po' meglio, ma soffre anch'essa) Angelucci preferisce guardare le cose positive che una ripresa ancora fragile ci potrà riservare. Il presidente di Assinform ricorda come, per la prima volta dopo qualche anno, l'europeo Summary Innovation Index indica il nostro paese in risalita, che molto ci si aspetta nel futuro prossimo da assicurazioni e Pa locale, e dalle stesse banche, che il 50% delle imprese l'anno scorso indicavano l'ict come strumento buono per ridurre i costi, oggi questa percentuale si è notevolmente assottigliata, e altro ancora. Restano problemi strutturali tipici della nostra economia, che rallentano in modo decisivo una decisa espansione dell'ict: il grande perso delle piccole imprese, che continuano a tenere un atteggiamento di tipo molto conservativo; l'ict italiana cresce di meno quando cresce l'ict europea, decresce di più quando l'europa decresce; le nostre imprese sono poco internazionalizzate, cosa che fa sentire ancor meno il bisogno di innovare. Note dolenti sul fronte occupazionale. Le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende It comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Ancor più negative le rilevazioni circa i consulenti. All'inizio dell'anno passato, il 15% delle imprese italiane aveva pianificato una riduzione del personale It, alla fine dell'anno la percentuale è più che raddoppiata (33%). Fa da contraltare la riduzione massiccia (meno 35%) della spesa per la formazione degli staff It. Alla fine del 2010, la timida ripresa o, se si preferisce, la minore decrescita sarà intorno al 3%. Nell'hardware ci sarà una decisa ripresa, grazie allo storage e dei pc, in particolare dei desktop, segno tangibile che le aziende metteranno finalmente mano al refresh tecnologico oramai improrogabile. Nelle telco, buone le previsioni per networking e device mobile. Con una nota, ormai storica: l'innovazione si distribuisce a macchia di leopardo, creando forti disparità tra zone del paese, da settore a settore, da segmento a segmento. Tra i driver del prossimo futuro, il potere dell'utente, protagonista di una sorta di spinta all'innovazione dal basso. Una vera e propria rivoluzione, se solo si pensa che gli utenti dei social network hanno superato gli utenti , e che, segno distintivo tra l'altro di un segmento business che diventa sempre più mobile e collaborativi, gli utenti Ict di device mobili supereranno nel breve-medio periodo gli utenti dell'it tradizionale. 24 maggio 2010 Redazione Online Tutti i servizi I più cercati Pubblicità P.I Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti riservati partners

8 sentato a Milano il Rapporto Assinform 2010: informatica in risalita nel primo trimes (PRIMAPRESS) MILANO - La buona notizia è che dopo il pesante calo di -8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del Ma, fatto ancora più rilevante, è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita. Le cattive notizie riguardano il peggioramento dell occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell economia italiana; la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente sul processo di modernizzazione; l approfondimento del nostro gap tecnologico con l estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività ha esordito così Paolo Angelucci Presidente di Assinform nell introdurre, questa mattina a Milano, i lavori del convegno di presentazione del Rapporto Assinform 2010, al quale hanno partecipato Giancarlo Capitani Amministratore Delegato NetConsulting, Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda, Massimo Messina, co-responsabile direzione IT BNL-BNP Paribas, Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato, Carlo Privitera, Chief Information Technology Officer di Luxottica. Se ormai è diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di ritrovare in fretta la via della crescita ha proseguito Angelucci bisogna essere altrettanto consapevoli che l accelerazione può avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all efficienza e allo sviluppo delle capacità di business delle imprese. Molte aziende del Made in Italy lo hanno capito. Assinform sta cercando di fare la sua parte per sostenere l innovazione. Da un lato lavoriamo per la qualificazione e lo sviluppo dell offerta promuovendo la capitalizzazione delle imprese IT, dall altro, grazie al recente accordo con Banca Intesa e Mediocredito Italiano, che ha portato alla disponibilità di un plafond da un miliardo di Euro, vengono sostenute le aziende manifatturiere e dei servizi che vogliono investire in nuovi progetti IT. Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato ha concluso il presidente di Assinform perciò chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica, migliorare l efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi digitali per imprese e cittadini. Nè lo Stato può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l IT, come i progetti per l e-government e per l infrastrutturazione digitale del Paese. I datila tendenza alla ripresa degli investimenti IT è confermata dall indagine congiunturale Assinform - realizzata ad aprile - cheha rilevato come, per il 40% delle imprese informatiche, l andamento degli ordinativi sia migliorato o molto migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano più del 19%); che gli stessi budget IT delle aziende-clienti, risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l anno prima), e soprattutto, per quanto riguarda gli investimenti per nuovi progetti, ben il 54% delle imprese intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell anno prima. Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore, mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta l andamento degli ordinativi in peggioramento. Sul fronte dell occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una Page 1

9 sentato a Milano il Rapporto Assinform 2010: informatica in risalita nel primo trimes situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Ancor più negative appaiono le rilevazioni sui consulenti, dove le percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%). D altro canto il Rapporto Assiform evidenzia come i tagli sulla spesa It, che nel 2009 sono stati complessivamente dell ordine di - 8,1% (+ 0.8% nel 2008), facendo scendere il volume del mercato a mlioni di euro ( mln nel 2008), abbiano interessato in modo consistente tutti i settori dell economia italiana. Rispetto all anno precendente il mercato IT del segmento industria è calato del - 9,5% (+1,8% nel 2008), quello delle banche del -10,4% (1,2%), delle Tlc e media del -9,4% (-2,1%), del mercato consumer del -6,2% (+4,4%), dei trasporti del -7,7% (-1,4%), della distribuzione e dei servizi del -7,5% (+1,3%). Particolarmente preoccupante la situazione della Pa, già da alcuni anni interessata da un processo di decrescita degli investimenti in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione, nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanità -3,7% (+2,1%). Nel 2009 la spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro) Il confronto con l estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. Il mercato IT italiano si è contratto di più del mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%, 880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna (2,0%, 316$).(PRIMAPRESS) Page 2

10 Assinform: La lenta inversione a U dell'it ITespresso.it Page 1 of 3 Assinform: Luci e ombre della ripresa dell IT L'IT nel primo trimestre è in ripresa grazie all'investimento delle imprese. Cresce il ritardo della PA. Paolo Angelucci, presidente Assinform, invece chiede: più investimenti in e-government, infrastrutture digitali e Industria 2015 per l IT Redazione 24 Maggio 2010 Nessun commento Riprendere a investire in IT è decisivo per il Paese, per rimettere in moto l economia e sviluppare nuovi servizi digitali, per razionalizzare e controllare la spesa pubblica. Occorre più Information Technology ovunque, nelle imprese, nella Pa, nelle famiglie. Al Governo: la Pa non rinunci all innovazione, l IT non è un costo da tagliare, è la chiave per tenere sotto controllo la spesa e raggiungere l efficienza spiega Paolo Angelucci nell illustrare i dati dell ultimo Rapporto Assinform. A fine marzo 2010 l IT mostrava ancora un [1] segno ancora negativo, una flessione del 2,9% dopo la gelata del 2009, ma rispetto allo stesso periodo dell anno scorso l IT è in ripresa: recupera 4 punti percentuali. La risalita è trainata da investimenti IT delle imprese, soprattutto le medie, in nuovi progetti. Ma rimangono ancora aree di debolezza: occupazione, credito e PA. Ricordiamo che a fine 2009 l Italia ha accresciuto il gap d innovazione tecnologica con l estero. Se il mercato mondiale dell Ict registrava -1,5%, It -5,4%, Tlc + 1,1%, il mercato italiano Ict sprofondava nel rosso: -4,2%, It -8,1%, Tlc -2,3%. Segno meno in tutti i settori, con le flessioni più forti per l industria -9,5% e le banche -10,4%. A causa della discesa della spesa pubblica in IT (Pa locale a -5,1%, Pac -4,3%) l Italia si confermava fanalino di coda per spesa IT/abitante e spesa IT/Pil. La buona notizia è che dopo il pesante calo di -8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del Ma, fatto ancora più rilevante, è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita. Le cattive notizie riguardano: il peggioramento dell occupazione nel settore IT, soprattutto per

11 Assinform: La lenta inversione a U dell'it ITespresso.it Page 2 of 3 consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell economia italiana; la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente sul processo di modernizzazione; l approfondimento del nostro gap tecnologico con l estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività ha proseguito Angelucci, presidente di Assinform. Anche le aziende stanno imparando che [1] sotto la ripresa c è l investimento in IT. Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato ha concluso il presidente di Assinform perciò chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica, migliorare l efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi digitali per imprese e cittadini. Nè lo Stato può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l IT, come i progetti per l e-government e per l infrastrutturazione digitale del Paese. Ecco i dati più nel dettaglio. I budget IT delle aziende-clienti crescono del 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l anno prima), e soprattutto; per i nuovi progetti, ben il 54% delle imprese intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell anno prima. Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore, mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta l andamento degli ordinativi in peggioramento. Sul fronte dell occupazione Assinform non è ottimista: i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Allarmante è la situazione della Pa, già da alcuni anni interessata da un processo di decrescita degli investimenti in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione, nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanità -3,7% (+2,1%). Nel 2009 la spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro).

12 Assinform: La lenta inversione a U dell'it ITespresso.it Page 3 of 3 Il confronto con l estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. La contrazione del mercato IT è stata più marcata in Italia rispetto al mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 dollari, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%, 880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna (2,0%, 316$). Articolo stampato da ITespresso.it: URL all'articolo: URL in questo articolo: [1] segno ancora negativo : Copyright 2010 ITespresso.it. Tutti i diritti riservati.

13 il VELINO Stampa l'articolo Page 1 of 2 Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Assinform: Informatica in risalita nel primo trimestre Roma, 24 mag (Il Velino) - La buona notizia è che dopo il pesante calo di -8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del Ma, fatto ancora più rilevante - ha esordito così Paolo Angelucci presidente di Assinform nell introdurre, questa mattina a Milano, i lavori del convegno di presentazione del Rapporto Assinform è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita. Le cattive notizie ha aggiunto Angelucci riguardano: il peggioramento dell occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell economia italiana; la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente sul processo di modernizzazione; l approfondimento del nostro gap tecnologico con l estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività. Se ormai è diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di ritrovare in fretta la via della crescita ha proseguito Angelucci bisogna essere altrettanto consapevoli che l accelerazione può avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all efficienza e allo sviluppo delle capacità di business delle imprese. Molte aziende del Made in Italy lo hanno capito. Assinform sta cercando di fare la sua parte per sostenere l innovazione. Da un lato lavoriamo per la qualificazione e lo sviluppo dell offerta promuovendo la capitalizzazione delle imprese IT, dall altro, grazie al recente accordo con Banca Intesa e Mediocredito Italiano, che ha portato alla disponibilità di un plafond da un miliardo di Euro, vengono sostenute le aziende manifatturiere e dei servizi che vogliono investire in nuovi progetti IT. Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato ha concluso il presidente di Assinform perciò chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica, migliorare l efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi digitali per imprese e cittadini. Né lo Stato può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l IT, come i progetti per l e-government e per l infrastrutturazione digitale del Paese. IL RAPPORTO ASSINFORM - La tendenza alla ripresa degli investimenti IT è confermata dall indagine congiunturale Assinform - realizzata ad aprile - che ha rilevato come, per il 40% delle imprese informatiche, l andamento degli ordinativi sia migliorato o molto migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano più del 19%); che gli stessi budget IT delle aziende-clienti, risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l anno prima), e soprattutto, per quanto riguarda gli investimenti per nuovi progetti, ben il 54% delle imprese intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell anno prima. Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore, mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta l andamento degli ordinativi in peggioramento. Sul fronte dell occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Ancor più negative appaiono le rilevazioni sui consulenti, dove le percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%). D altro canto il Rapporto Assiform evidenzia come i tagli sulla spesa It, che nel 2009 sono stati complessivamente dell ordine di - 8,1% (+ 0.8% nel 2008), facendo scendere il volume del mercato a mlioni di euro ( mln nel 2008), abbiano interessato in modo consistente tutti i settori dell economia italiana. Rispetto all anno precedente il mercato IT del segmento industria è calato del - 9,5% (+1,8% nel 2008), quello delle banche del -10,4% (1,2%), delle Tlc e media del -9,4% (-2,1%), del mercato consumer del -6,2% (+4,4%), dei trasporti del - 7,7% (-1,4%), della distribuzione e dei servizi del -7,5% (+1,3%). Particolarmente preoccupante la situazione della Pa, già da alcuni anni interessata da un processo di decrescita degli investimenti in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione, nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% l 2008) l P l 5 1%(+0 7%) l ità 3 7%(+2 1%) N l 2009 l bbli IT i è tt t t ll d t

14 il VELINO Stampa l'articolo Page 2 of 2 cifra di milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro). Il confronto con l estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. Il mercato IT italiano si è contratto di più del mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%, 880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna (2,0%, 316$). (com/glv) 24 mag :54 Agenzia stampa quotidiana nazionale Impronta S.r.l. Via del Tritone, Roma Tel r.a. - Fax web: - Direttore editoriale Direttore responsabile Daniele Capezzone Maurizio Marchesi Marketing e Comunicazione Chiara Proietti Direttore generale Michele Guerriero La riproduzione in fotocopia o a stampa non è consentita. Gli abusi verranno perseguiti

15 Assinform, il settore informatico cresce nel primo trimestre : GdoCity : Per chi compr... Page 1 of 2 Area Consumer Area Business Audio & Video Block Notes Computer & Co Elettrodomestici Fotoimaging Gaming Prima di acquistare Software Telefonia Consumer Block Notes Mercato Assinform, il settore informatico cresce nel primo trimestre Presentato a Milano il Rapporto Assinform Dietro la ripresa dell'economia le imprese che investono in IT, mentre si aggrava il ritardo sull'innovazione della Pa. di: Redazione GdoCity Pubblicato il: nella categoria Block Notes. La tendenza alla ripresa degli investimenti IT è confermata dall'indagine congiunturale Assinform - realizzata ad aprile - che ha rilevato come, per il 40% delle imprese informatiche, l'andamento degli ordinativi sia migliorato o molto migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano più del 19%); che gli stessi budget IT delle aziende-clienti, risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l'anno prima), e soprattutto, per quanto riguarda gli investimenti per nuovi progetti, ben il 54% delle imprese intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell'anno prima. Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore, mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta l'andamento degli ordinativi in peggioramento. Sul fronte dell'occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Ancor più negative appaiono le rilevazioni sui consulenti, dove le percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%). D'altro canto il Rapporto Assiform evidenzia come i tagli sulla spesa It, che nel 2009 sono stati complessivamente dell'ordine di - 8,1% (+ 0.8% nel 2008), facendo scendere il volume del mercato a milioni di euro ( mln nel 2008), abbiano interessato in modo consistente tutti i settori dell'economia italiana. Rispetto all'anno precedente il mercato IT del segmento industria è calato del - 9,5% (+1,8% nel 2008), quello delle banche del -10,4% (1,2%), delle Tlc e media del -9,4% (-2,1%), del mercato consumer del -6,2% (+4,4%), dei trasporti del -7,7% (-1,4%), della distribuzione e dei servizi del -7,5% (+1,3%). Particolarmente preoccupante la situazione della Pa, già da alcuni anni interessata da un processo di decrescita degli investimenti in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione, nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanità -3,7% (+2,1%). Nel 2009 la spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro). Il confronto con l'estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. Il mercato IT italiano si è contratto di più del mercato mondiale (- 5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull'intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%, 880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna (2,0%, 316$). 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16 Assinform: il rapporto 2010, la congiuntura e le richieste del mondo Ict Data di eweek Europe Angelucci (Assinform): l Ict è il quarto settore industriale. Dobbiamo investire per crescere Viene presentato a Milano e in teleconferenza il Rapporto Assinform 2010, il 41.mo della serie. E nel contempo vengono messi a confronto i dati del rapporto con quelli delle più recenti indagini congiunturali tra i associati Assinform. Componendo poi il quadro con quanto di recente riferito da Assintel per il settore software e servizi ne emerge la sintesi fatta da Paolo Angelucci, presidente di Assinform nell introdurre i lavori del tradizionale convegno di presentazione:si tratta di un rapporto difficile per il quarto settore industriale italiano. E un settore che fa un uso molto intenso di capitale umano per generare i suoi prodotti e con un capitale umano di qualità ( il 30% degli addetti all Ict sono laureati). Angelucci conferma i dati italiani già esposti da Eweekeurope.it: Ict -4,2%, It -8,1%, Tlc -2,3%. Ma con qualche timida correzione congiunturale alla fine del primo trimestre. Segno ancora negativo per l It con - 2,9%, ma rispetto allo stesso periodo dell anno scorso si tratta di un recupero di 4 punti percentuali. La risalita determinata da investimenti IT delle imprese, soprattutto le medie, in nuovi progetti. Occupazione, credito e PA, le aree più deboli. Sul fronte occupazionale per gli addetti del settore Ict la situazione si sta stabilizzando. L analisi congiunturale tra gli associati indica che per il 70% delle imprese si prevede il mantenimento dell attuale situazione occupazionale. Meno bene per i consulenti esterni già colpiti come parte debole della filiera Ict. Tornando all anno passato il rapporto propone un settore in cui le telecomunicazioni hanno ceduto e solo le imprese medie e grandi non hanno bloccato i loro investimenti lo scorso anno. Anzi secondo Assinform il 60% dei CIO dichiara di avere disponibilità di budget per investire in nuovi progetti, mentre manca una reazione di disponibilità proprio dal mondo dell offerta Ict. Preannunciando la necessità di consolidamento e rafforzamento in conto capitale delle industrie del settore, Angelucci, pur a fronte del taglio previsto della spesa di parte governativa, dichiara : Lo Stato non può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l It, come i progetti per l egovernment e per l infrastrutturazione digitale del Paese. Un investimento in R&D di 200 milioni di euro potrebbe portare alla realizzazione di 5 mila posti di lavoro in due anni: Dobbiamo investire per crescere.

17 Assinform: informatica in risalita nel primo trimestre Page 1 of 3 Pubblicata su Data manager online (http://www.datamanager.it) Home > tecnologia > Assinform: informatica in risalita nel primo trimestre Assinform: informatica in risalita nel primo trimestre Da redazionedmo Creata il - 2:55pm Dietro la ripresa dell economia le imprese che investono in IT, mentre si aggrava il ritardo sull innovazione della Pa Fine 2009: l Italia ha approfondito il gap d innovazione tecnologica con l estero. Mercato mondiale dell Ict -1,5%, It -5,4%, Tlc + 1,1%; mercato italiano Ict -4,2%, It - 8,1%, Tlc -2,3%. Segno meno in tutti i settori, i decrementi più elevati per l industria - 9,5% e le banche -10,4%. Continua la discesa della spesa pubblica in IT, Pal -5,1%, Pac -4,3%. Italia fanalino di coda per spesa IT/abitante e spesa IT/Pil. Fine marzo 2010: segno ancora negativo per l IT con - 2,9%, ma rispetto allo stesso periodo dell anno scorso si tratta di un recupero di 4 punti percentuali. La risalita determinata da investimenti IT delle imprese, soprattutto le medie, in nuovi progetti. Occupazione, credito e PA, le aree più deboli. Angelucci: riprendere a investire in IT è decisivo per il Paese, per rimettere in moto l economia e sviluppare nuovi servizi digitali, per razionalizzare e controllare la spesa pubblica, Occorre più Information Technology ovunque, nelle imprese, nella Pa, nelle famiglie. Al Governo: la Pa non rinunci all innovazione, l IT non è un costo da tagliare, è la chiave per tenere sotto controllo la spesa e raggiungere l efficienza La buona notizia è che dopo il pesante calo di -8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del Ma, fatto ancora più rilevante, è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile, che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita. Le cattive notizie riguardano il peggioramento dell occupazione nel settore IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell economia italiana; la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente sul processo di modernizzazione; l approfondimento del nostro gap tecnologico con l estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività ha esordito così Paolo Angelucci Presidente di Assinform nell introdurre, questa mattina a Milano, i lavori del convegno di presentazione del Rapporto Assinform 2010, al quale hanno partecipato Giancarlo Capitani Amministratore Delegato NetConsulting, Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda, Massimo Messina, co-responsabile direzione IT BNL-BNP Paribas, Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato, Carlo Privitera, Chief Information Technology Officer di Luxottica. Se ormai è diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di ritrovare in fretta la via della crescita ha proseguito Angelucci bisogna essere altrettanto consapevoli che

18 Assinform: informatica in risalita nel primo trimestre Page 2 of 3 l accelerazione può avvenire solo dagli investimenti in Information Technology, puntando su progetti mirati all efficienza e allo sviluppo delle capacità di business delle imprese. Molte aziende del Made in Italy lo hanno capito. Assinform sta cercando di fare la sua parte per sostenere l innovazione. Da un lato lavoriamo per la qualificazione e lo sviluppo dell offerta promuovendo la capitalizzazione delle imprese IT, dall altro, grazie al recente accordo con Banca Intesa e Mediocredito Italiano, che ha portato alla disponibilità di un plafond da un miliardo di Euro, vengono sostenute le aziende manifatturiere e dei servizi che vogliono investire in nuovi progetti IT. Gli investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato ha concluso il presidente di Assinform perciò chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica, migliorare l efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi digitali per imprese e cittadini. Nè lo Stato può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l IT, come i progetti per l e-government e per l infrastrutturazione digitale del Paese. I dati La tendenza alla ripresa degli investimenti IT è confermata dall indagine congiunturale Assinform - realizzata ad aprile - che ha rilevato come, per il 40% delle imprese informatiche, l andamento degli ordinativi sia migliorato o molto migliorato (mentre a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento non erano più del 19%); che gli stessi budget IT delle aziende-clienti, risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente (17,8% l anno prima), e soprattutto, per quanto riguarda gli investimenti per nuovi progetti, ben il 54% delle imprese intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell anno prima. Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore, mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta l andamento degli ordinativi in peggioramento. Sul fronte dell occupazione le rilevazioni Assinform indicano per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Ancor più negative appaiono le rilevazioni sui consulenti, dove le percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%). D altro canto il Rapporto Assiform evidenzia come i tagli sulla spesa It, che nel 2009 sono stati complessivamente dell ordine di - 8,1% (+ 0.8% nel 2008), facendo scendere il volume del mercato a mlioni di euro ( mln nel 2008), abbiano interessato in modo consistente tutti i settori dell economia italiana. Rispetto all anno precendente il mercato IT del segmento industria è calato del - 9,5% (+1,8% nel 2008), quello delle banche del -10,4% (1,2%), delle Tlc e media del -9,4% (-2,1%), del mercato consumer del -6,2% (+4,4%), dei trasporti del -7,7% (-1,4%), della distribuzione e dei servizi del -7,5% (+1,3%). Particolarmente preoccupante la situazione della Pa, già da alcuni anni interessata da un processo di decrescita degli investimenti in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione, nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (- 2,2% nel 2008), la Pal -5,1% (+0,7%), la sanità -3,7% (+2,1%). Nel 2009 la spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro)

19 Assinform: informatica in risalita nel primo trimestre Page 3 of 3 Il confronto con l estero indica come nel 2009 il gap tecnologico italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali paesi. Il mercato IT italiano si è contratto di più del mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1% e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica sull intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%, 880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna (2,0%, 316$). Immagine: Editor Choiche Home: off Usa immagine per il corpo del testo: on Assinform investimenti IT tecnologia Mercato URL di origine:

20 Dopo il buio l IT cerca di sorridere e intravede una ripresa del mercato Computer... Page 1 of 2 Computerworld Dopo il buio l IT cerca di sorridere e intravede una ripresa del mercato 24 maggio, 2010 I dati del rapporto Assinform L anno scorso il settore ha perso l 8,1%. Primo trimestre di quest anno in recupero ma ancora con il segno negativo di Paolo Morati Si è acceso un barlume di speranza per la ripresa del mercato IT in Italia. Nel primo trimestre dell anno il dato della spesa, pur rimanendo di segno negativo (-2,9%), è infatti migliorato rispetto alla diminuzione registrata un anno fa (-6,8%). Si parla di una ripresa della spesa in tutti i settori industriali tranne in quello delle tlc. E c è un segmento di medie e grandi imprese che hanno continuato a investire, in modo ancora più positivo nel quarto trimestre 2009 e nel primo del Il commento di Paolo Angelucci, presidente di Assinform, in apertura del convegno di presentazione sull edizione 2010 del Rapporto Assinform sull informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali, è stato accompagnato da un altro dato che fa ben sperare: Dopo tanti anni l Italia è risalita nel Summary Innovation Index dell Unione Europea mentre gli altri Paesi sono peggiorati, ha spiegato Angelucci, non nascondendo però come in generale il 2009 sia stato un anno non facile per l IT, con l Italia tra i peggiori performer (- 8,1%) insieme a Giappone e Spagna. Il dettaglio dei risultati sono stati quindi illustrati da Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting: Il 2009 ha rappresentato un anno di fortissima discontinuità in economia e mercato. Molto peggiore delle previsioni e toccando tutti i maggiori Paesi, ha subito puntualizzato. L IT (a livello mondiale -5,4%) ha in particolare registrato il calo più marcato da un lato per il forte rallentamento dell hardware e dall altro per quello di Stati Uniti ed Europa. Le TLC hanno invece tenuto meglio (+1,1%) in quanto mercato più distribuito su soggetti che acquistano. Questo relativamente alla spesa, ma in termini di volumi Capitani ha aggiunto che in realtà si è registrata una crescita, ad esempio su cellulari, pc e utenti internet. Questa dinamica ha consolidato una base di utenti già molto elevata. Si tratta di un processo di innovazione che parte sempre più dal basso. Per quanto riguarda l Italia a soffrire maggiormente è stata anche in questo caso la componente IT del mercato registrando come detto nel 2009 un calo dell 8,1% anno su anno (per un totale di milioni di euro) superiore a quello delle TLC (-2,3% a milioni di euro). Il risultato dell IT è di circa il 3% inferiore alla diminuzione del Prodotto Interno Lordo. E

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