ABBIGLIAMENTO INFANTILE SETTEMBRE PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE. La voce di Databank EDIZIONE 16. prima parte

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1 EDIZIONE 16 prima parte SETTEMBRE La voce di Databank 2012 Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata ABBIGLIAMENTO INFANTILE PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE

2 PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE Il settore. Il settore è caratterizzato dalla presenza di operatori specializzati a cui si affiancano grandi gruppi diversificati; i livelli occupazionali continuano a essere nel complesso in diminuzione, a causa del costante processo di razionalizzazione della struttura produttiva, legato anche al crescente ricorso a lavorazioni esterne, per lo più localizzate all estero (Paesi dell Est europeo, Paesi mediterranei e Cina). Le attuali scelte organizzative vedono la ricerca di strutture fl essibili orientate alle fasi a maggior valore aggiunto dell intero processo produttivo. A questa tendenza si sta affi ancando anche una progressiva scrematura della struttura dell offerta, che ha visto nel triennio analizzato ( ) l uscita dai settore di alcune aziende specializzate. A livello di canali distributivi prosegue lo sviluppo delle formule moderne, sia per la presenza dinamica di distributori esteri che per il crescente potere contrattuale dei trade brand, che intervengono sempre più nel processo produttivo e di creazione delle collezioni. Le catene monomarca continuano a evidenziare un dinamismo superiore rispetto ai grandi magazzini e ai magazzini. Questo penalizza il dettaglio indipendente, soprattutto quello più tradizionale e despecializzato. Il valore. Nel 2011 il fatturato settoriale ha registrato una buona ripresa e, dopo le perdite evidenziate nell ultimo triennio, realizza un giro d affari pari a 2.615,0 Mn di euro (+4,1% rispetto al 2010), grazie soprattutto alla componente di produzione delocalizzata (+16%) che compensa ampiamente l ulteriore fl essione della attività produttiva (-5,8%). Il contributo maggiore alla performance del fatturato del settore proviene dai fl ussi di export che evidenziano una crescita del 9,7% in valore, con un incidenza sul fatturato in crescita (da 28,7% nel 2010 a 30,2% nel 2011) grazie alle spinte politiche commerciali delle principali imprese, che continuano a effettuare importanti investimenti distributivi, attraverso l apertura di negozi monomarca e/o di corner nei più importanti department store del mondo. Complessivamente le importazioni registrano una crescita dell 8,8%, per un valore complessivo di 1.735,0 Mn di euro e sono trainate dalle strategie di delocalizzazione attuate dalla maggior parte degli operatori nazionali. Nel 2011 si evidenzia inoltre un aumento dei valori medi unitari dei prodotti importati riconducibile all aumento dei costi delle materie prime impiegate. La domanda. A livello di merceologia, la domanda di abbigliamento esterno (+0,2%) mantiene una dinamica positiva, soprattutto rispetto all andamento dell intimo (-11,8%). Il segmento bambina, strutturalmente più rilevante (47,5% del mercato) è risultato il meno performante, soprattutto nella fascia di età tra gli 8 e i 14 anni, dove si fa strada sempre più il potere decisionale dei ragazzi, il segmento bambino è rimasto sostanzialmente stabile, mentre quello neonato è risultato in leggera crescita, grazie al maggiore investimento emotivo delle famiglie sui piccoli e alla velocità del ciclo di vita del prodotto. La domanda di abbigliamento infantile all estero rappresenta il 30,2% del fatturato totale delle aziende produttrici, rispetto al 50% circa dell intero comparto del sistema moda. Questo dato è indicativo della minore propensione del settore all export, a causa anche di una differente cultura presente nei mercati esteri, dove i decisori d acquisto sono attenti alla praticità, alla funzione e soprattutto al prezzo. Solo le collezioni connotate da creatività e veicolate attraverso brand importanti e riconosciuti a livello inter riescono a trovare i giusti spazi all estero. L offerta. Nel settore si riscontrano le seguenti tipologie di operatori: - aziende specializzate, che costituiscono la maggioranza dell offerta; - grandi gruppi industriali diversificati, dotati di elevate capacità organizzative e fi nanziarie. Si tratta prevalentemente di operatori specializzati nell Abbigliamento Adulto (soprattutto dell area sportswear/ informale), che da tempo hanno una propria linea di abbigliamento bambino (spesso sono anche presenti con aziende specializzate) e sono focalizzati sulla fascia 2-14 anni; - catene specializzate, che commercializzano prevalentemente con proprio marchio (es. Prenatal, Sugar Club, OvsKid, ecc.); - importatori e catene straniere, tra i quali i più signifi cativi per i livelli di fatturato raggiunti sono: GRUPPO ZANNIER ITALIA, ZARA ITALIA e H&M HENNES & MAURITZ La concorrenza. È in aumento la pressione competitiva sugli operatori del settore, specialmente per coloro i quali non intraprendono un accorta politica di marchio. Sulle aziende produttrici posizionate nell alta gamma non pesa al momento la concorrenza dei produttori asiatici, poiché risulta ancora premiante il valore aggiunto offerto dal made in Italy. Lo stesso non può dirsi per le produzioni più standardizzate di fascia media e bassa, per i quali è sempre più rilevante la sostituzione con fornitori a basso costo. Gli stessi leader di mercato negli ultimi anni hanno spostato rilevanti quote di produzione a minore valore aggiunto al di fuori dei confi ni nazionali. Previsioni. Nel 2012 il fatturato settoriale si attesterà su valori ancora positivi (+4,4%), come risultato di una ulteriore crescita della produzione delocalizzata e di una fl essione della produzione. La componente più dinamica della domanda si conferma quella estera (+10,5%). Le migliori prospettive provengono dai nuovi mercati emergenti (Russia, Cina e India), dove si sta consolidando una fascia di consumatori in grado di apprezzare il prodotto tipicamente italiano. Le importazioni continueranno a crescere a ritmo sostenuto (+6,9%) e saranno trainate sia dalle catene distributive che dall outsourcing produttivo degli operatori nazionali. Il trend della domanda interna tornerà positivo, ma su livelli decisamente contenuti. Tempo di lettura dell analisi: 13 min Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata SETTEMBRE / pag. 2

3 RISCHI - RALLENTAMENTO DEI CONSUMI NEI MERCATI CONSOLIDATI; - AUMENTO COSTI DELLE PRINCIPALI MATERIE PRIME E IN PARTICOLARE DEL COTONE; - RISCHIO DI INSOLVENZE DELLA CLIENTELA A SEGUITO DELLA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA; - GLI SCAMBI INTERNAZIONALI SI INSERISCONO IN UN QUADRO NORMATIVO ANCORA DISOMOGENEO E POCO TRASPARENTE, CHE FAVORISCE I PAESI IN VIA DI SVILUPPO, CHE OPERANO IN MODO SCORRETTO (DUMPING O FORTI SOVVENZIONI ALL EXPORT), A DANNO DEI PAESI EUROPEI; - CRESCITA DELLA MARCA COMMERCIALE (GENERALMENTE PRODOTTA ALL ESTERO), CHE SI PONE IN DIRETTA CONCORRENZA CON I MARCHI INDUSTRIALI; - DIFFICOLTÀ DI ACCESSO AL CREDITO. OPPORTUNITÀ - ATTENUAZIONE DEL CICLO NEGATIVO A PARTIRE DAL 2013; - CAPACITÀ DI SVILUPPARE IL BUSINESS NEI MERCATI EMERGENTI COME CINA E INDIA MEDIANTE ACCORDI CON RETAILER DI LARGA SCALA PER L APERTURA DI CORNER IN GRANDI CENTRI COMMERCIALI; - CRESCENTE RICORSO ALLA PRODUZIONE OFFSHORING IN PAESI A BASSO COSTO DEL LAVORO; - DIFFUSIONE DI INTERNET COME CANALE DI VENDITA DIRETTO Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata SETTEMBRE / pag. 3

4 STATO DI SALUTE DEL SETTORE La tabella che segue mostra, in breve, lo stato di salute del settore: SETTORE: ABBIGLIAMENTO LEGENDA RISCHIO DI DEFAULT TREND DEL RISCHIO SETTORE capacità suffi ciente di onorare i debiti a breve termine che invece non è garantita a medio lungo termine stazionario SETTORE VS ITALIA peggio rispetto al dato/trend meglio rispetto al dato/trend RITARDI NEI PAGAMENTI tra i 150 e i 180 giorni in linea con il dato/trend TREND DEI RITARDI in peggioramento Stato di salute del settore nei 12 mesi: in peggioramento Dati al 30/06/2012 Fonte Cerved Group Spa I giorni medi di ritardo sono calcolati considerando sia le partite chiuse che le partite aperte scadute Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata SETTEMBRE / pag. 4

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