mi ~ Dislipidemie e diabete mellito

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "mi----------------~ Dislipidemie e diabete mellito"

Transcript

1 mi ~ Dislipidemie e diabete mellito M. CASSADER Dipartimento di Medicina Interna, Università degli Studi, TORINO INTRODUZIONE Numerosi studi epidemiologici hanno indicato la presenza di una forte associazione tra diabete mellito ed arteriosclerosi (1). Le alterazioni del profilo lipidico e lipoproteico sono sempre state considerate di primaria importanza nella aterogenesi: in corso di malattia diabetica tali alterazioni sono state segnalate da tempo e rappresentano sicuramente un rischio aggiuntivo per i pazienti diabetici (2-4). è utile ricordare che nel diabete i livelli lipoproteici e le alterazioni molecolari delle lipoproteine possono essere influenzati da numerosi fattori quali il tipo di diabete, il grado di compenso glicemico, il tipo di trattamento (dieta, ipoglicemizzanti, insulina), i fenomeni di insulino-resistenza, la concentrazione degli FFA, i livelli degli ormoni della controregolazione, la presenza o assenza di nefropatia, la presenza o assenza di obesità, i fattori genetici e i fattori ambientali (dieta, esercizio fisico). Alla luce di queste osservazioni è raccomandabile che nei soggetti diabetici il controllo dell'assetto lipidico, per ciò che riguarda i parametri principali, debba essere piu ' frequente e regolare che nel resto della popolazione. Gli obiettivi da perseguire e la frequenza dei controlli possono riassumersi nelle linee guida riportate in tabella 1. TABELLA l Controllo dell'assetto lipidico nei soggetti diabetici: linee guida (periodicità: ogni 6 mesi) Fattori di rischio Colesterolo LDL-Coi HDL-Col Trigliceridi Fibrinogeno Obiettivi < 200 mg/dl < 130 mg/dl > 35 mg/dl (M) > 45 mgldl (F) < 200 mg/dl < 300 mg/dl E' utile sottolineare che in corso di malattia diabetica rivestono un ruolo molto importante non solo le variazioni dei livelli lipidici, ma anche le variazioni in senso qualitativo delle particelle lipoproteiche: si ricorda che si possono avere modificazioni delle lipoproteine (ossidazione, glicosilazione, anomali arricchimenti in apolipoproteine, prevalenza di sottoclassi lipoproteiche più aterogene, formazione di immunocomplessi, formazione di prodotti di degradazione, modificazione del core lipidico o modificazioni di superficie, aggregazione delle lipoproteine) sia in sede intravasale, sia extravasale (5). Tutte le classi lipoproteiche principali (chilomicroni, VLOL, IOL, LOL, HOL) tendono ad essere interessate da queste alterazioni: in particolare però le classi di lipoproteine ricche di trigliceridi, che sono all'inizio della cascata metabolica che conduce alla maturazione delle particelle lipoproteiche, sono sicuramente le più coinvolte (3). Le alterazioni del metabolismo lipoproteico in corso di malattia diabetica sono analizzate in letteratura in relazione in particolare ai due tipi di diabete, caratterizzati rispettivamente da insulino deficienza (100M) e da insulino-resistenza (NIOOM): è chiaro che il ruolo dell'insulina assume una notevole importanza nel determinare queste alterazioni, in particolare nel 100M, dove l'aspetto metabolico può essere ulteriormente complicato dalla terapia insulinica. Sono molto importanti in tal senso gli studi che hanno focalizzato i punti di intervento di questo ormone a livello del metabolismo lipoproteico, con particolare riguardo alle lipasi (tissutale, lipoproteica LPL, epatica HL), che come si sa sono enzimi direttamente sottoposti all'azione insulinica (Fig. 1). E' stato evidenziato che una diminuzione di effetto ormonale (insulinopenia assoluta o relativa) si traduce in un innalzamento dei livelli dei Tg e delle VLOL. Ciò è pure in relazione con l'azione antilipolitica dell'insulina, che regola il flusso di FFA verso il fegato: in carenza insulinica l'aumentato flusso di acidi grassi non fa altro che aumentare la secrezione delle VLOL epatiche, secrezione che è pure aumentata negli stati di insulino-resistenza. ABBREVIAZION I: FFA = free fatty acids; HOL = high density lipoproteins; 100M = insulin-dependent diabetes mellitus ;. IOL = intermediate. density lipoproteins; LOL = low density lipoproteins; Lp(a) = lipoproteina (a); LPL = lipoproteinlipasi; NIOOM = non-insulln-dependent dlabetes mellitus; Tg = trigliceridi; VLOL = very low density lipoproteins Lo

2 recettore Apo B * IJ FFA FEGATO * LPL glicerolo r----~ t t ~-~~ VLDL ---"-"'--'---~...,... Colesterolo. VLDL Fosfollpidi remnant ApoAI * HL. ~----IDL~~ ~ t ~------LDL t*. III. recetton ce u an * LCAT FIGURAI Rappresentanza schematica della maturazione delle particelle lipoproteiche (VWL-IDL-WL-HDL). Gli asterischi indicano i possibili siti d'azione dell'insulina ApoC HDL3 *t HDL2 *t recettore HDL biente a concentrazioni elevate di glucosio (8). Il fenomeno glicosilazione coinvolge più o meno tutte le principali classi di apolipoproteine, ma gli effetti più importanti riguardano Apo AI e Apo B: dopo glicosilazione si ha aumento di clearance dell'apo AI (e di conseguenza delle HOL) e rallentamento della clearance dell'apo B (e quindi delle LOL) e stimolo dello "scavenger pathway". è inutile sottolineare gli effetti negativi di questi fenomeni, ancor più aggravati dal coinvolgimento delle Apo E, importanti nei processi di clearance dei "remnants" (IDL): infatti le Apo E glicate risultano meno riconoscibili dal recettore specifico, con conseguente aumento dei Un discorso a parte riguarda lo studio dei livelli di Lp(a), le cui caratteristiche di aterogenicità sono ben note e confermate da numerosi studi anche molto recenti: i dati rigurdanti il diabete sono non del tutto concordanti, sembra però che alterazioni nei livelli di questa lipoproteina rispetto ai soggetti non diabetici riguardino solo i soggetti con macro o microalbuminuria, aggiungendo così un altro fattore di rischio importante per malattia aterosclerotica (6). Bisogna anche ricordare che nel 100M la terapia insulinica tradizionale, atta a migliorare il controllo glicemico e di conseguenza gli elevati livelli lipoproteici, non è in grado di migliorare le alterazioni in senso qualitativo delle lipoproteine, per lo più dipendenti da fenomeni di iperinsulinizzazione periferica: questa sembra provocare un patologico aumento del trasferimento di esteri del colesterolo dalle HOL alle VLOL e LOL, con conseguente arricchimento delle HOL in trigliceridi, come già segnalato. Quali siano le ragioni di questo aumentato trasporto di esteri del colesterolo, specialmente nel 100M, e quali danni causi in senso aterogeno non è ancora chiarito: a parte l'arricchimento in Tg delle HOL, ci potrebbero essere sottofrazioni delle VLOL che caricandosi di esteri del colesterolo diventano più aterogene. Il passaggio da un trattamento insulinico tradizionale, che comporta stati iperinsulinemici periferici, all'infusione intraperitoneale di insulina con pompa programmabile, riporta la composizione lipoproteica alla norma e normalizza l'aumentato trasporto degli esteri del colesterolo (7). Quindi anche il modo di somministrazione dell'insulina è molto importante nello sviluppo delle alterazioni e delle modificazioni specialmente qualitative delle lipoproteine. Un'altra alterazione, collegata alla malattia diabetica, che coinvolge le componenti proteiche apolipopro- (teine e proteine strutturali) è la glicosilazione non enzimatica delle proteine, risultante dalla loro permanenza in un amtempi di residenza in circolo di queste particelle aterogene. Bisogna anche ricordare che la glicazione delle apoproteine facilita la formazione di radicali liberi, innescando un danno ossidativo, e può portare alla formazione di complessi immuni, in particolare contro le particelle LOL, la cui componente proteica (Apo B) è stata glicata o ossidata, che tendono ad aggravare i processi di deposizione lipidica (8). Anche l'ossidazione delle lipoproteine, stimolata dagli aumentati tempi di residenza in circolo, in particolare delle LOL, contribuisce allo sviluppo della placca ateromasica attraverso una serie di meccanismi, tra i quali i più importanti sono l'aumentata chemiotassi dei monociti e la difficoltà di riconoscimento da parte del recettore specifico delle LOL ossidate: in queste l'ossidazione interessa gli acidi grassi poliinsaturi (PUFA), che si trasformano in aldeidi, determinando una variazione della carica elettrica esposta con conseguente difficoltà di riconoscimento da parte del recettore per le LOL (9). Considerando questi presupposti sarebbe importante conoscere se i pazienti diabetici siano caratterizzati da un aumento in circolo delle lipoproteine ossidate: da un punto di vista laboratoristico questo è un problema di notevole complessità e l'argomento fa ancora parte di programmi di ricerca avanzata, i cui risultati paiono dimostrare un aumento dell'ossidazione associato ad ipertrigliceridemia e a segni clinici di macroangiopatia. Alla luce di queste considerazioni ci si rende conto che nel diabete uno studio classico del quadro lipidico (con misurazione quantitativa dei parametri più comuni) non è sufficiente e necessita l'introduzione di altri parametri, che solo i centri specialistici sono in grado di eseguire, nonchè lo studio delle anomalie della composizione delle lipoproteine (in particolare di quelle ricche in trigliceridi). La relazione tra anomalie di composizione delle lipoproteine e rischio cardiovascolare nel diabete rappresenta senza dubbio un argomento di

3 studio molto importante, che deve però ancora essere confermato da adeguati studi prospettici. E' quindi utile una breve rassegna sulle alterazioni metaboliche riguardanti le principali classi lipoproteiche per individuare i criteri che suggeriscono il ricorso ad indagini più approfondite o l'invio del paziente presso centri specialistici per indagini più sofisticate, che in alcuni casi possono chiarire situazioni metaboliche complesse ed indirizzare verso una terapia più efficace. ALTERAZIONI E STUDIO DELLE VLDL E IDL NEL DIABETE Da quanto appena detto si ricava che l'alterazione metabolica più comune delle lipoproteine plasmatiche nel diabete non trattato è rappresentata da un aumento dei trigliceridi (di solito a valori compresi tra 300 e 500 mg/dl, con correlazione positiva con i livelli glicemici) e di conseguenza delle lipoproteine che li trasportano e cioè le VLDL e le IDL: tale aumento può dipendere o da aumentata sintesi o da ridotto catabolismo. Anche se i dati della letteratura non sempre concordano, sembra di fatto accertato che la ridotta rimozione delle lipoproteine ricche in Tg sia una caratteristica deil'iddm, dove la carenza insulinica si ripercuote sulla attività della LPL, mentre nel NIDDM prevarrebbe un aumento di sintesi dovuto allo stato di insulino-resistenza (10). L'aumentata sintesi epatica di VLDL è in relazione anche all'aumentato flusso in entrata di FFA e di glucosio, che quasi sempre si registra in corso di malattia diabetica in particolare se in scarso compenso metabolico. Notevole importanza hanno assunto negli ultimi anni gli studi delle alterazioni qualitative mediante tecniche sofisticate di ultracentrifugazione su gradiente di densità delle sottoclassi delle VLDL e del loro contenuto in lipidi ed in apoproteine. Il dato più appariscente è la sintesi di particelle VLDL morfologicamente ingrandite (VLDL 1 Sf ) e con una alterata composizione del "core"; ciò è dimostrabile in particolare nel NIDDM dove è documentato un aumentato rapporto Tg/Apo B, Apo CilI/Apo CII e aumentato contenuto di Apo C e Apo E. L'arricchimento delle particelle lipoproteiche in trigliceridi, osservato nel diabete particolarmente nella fase di iperlipidemia post-prandiale (lo studio del metabolismo dei Tg in fase post-prandiale mediante test da carico lipidico può fomire dati di gran lunga più informativi rispetto alla misurazione dei valori a digiuno dei trigliceridi), è un fenomeno che è stato osservato non solo nel diabete, ma anche in altre condizioni caratterizzate da stati di ipertrigliceridemia: è stato dimostrato che queste particelle sono molto più aterogene di quelle dei soggetti normali. Quando infatti vengono incubate in vitro con macrofagi, provocano un maggiore accumulo intracellulare di esteri del colesterolo. Queste alterazioni si ripercuotono anche sulla cascata di maturazione delle lipoproteine ricche di Tg (VLDL2 - IDL - LDL) e solo un buon compenso metabolico tende a riportare alla normalità la morfologia delle particelle lipoproteiche. A volte, in corso di malattia diabetica ID, sono state notate anche particelle VLDL più piccole e più ricche in colesterolo ed Apo B: queste particelle sarebbero più aterogene perchè captate più facilmente dai macrofagi, con maggior deposi zio- ne di colesterolo esterificato sulle pareti arteriose. Le alterazioni strutturali possono essere ulteriormente aggravate in presenza di insufficienza renale cronica, in cui si può dimostrare nelle VLDL una riduzione del contenuto di Apo CII ed un aumento delle forme sialate di Apo CIII ed Apo E ed ulteriore compromissione dei fenomeni di maturazione delle lipoproteine ricche di trigliceridi (11). ALTERAZIONI E STUDIO DELLE LDL NEL DIABETE Per ciò che riguarda le alterazioni delle LDL in corso di diabete, non si osservano di solito variazioni di livelli plasmatici, che per lo più risultano o normali o di poco aumentati rispetto ai soggetti di controllo. Solo nei pazienti con diabete insulino-dipendente in scarso compenso glicometabolico è stato notato un deciso aumento nella quantità delle LDL separabili mediante ultracentrifugazione preparativa. Ciò che invece ha una grossa rilevanza sono le alterazioni strutturali a carico di queste particelle: arricchimento in Tg, aumento del rapporto Tg/proteine, glicosilazione non enzimatica della Apo B e ossidazione dei PUFA con diminuzione della affinità nei confronti del recettore specifico per le LDL, come sopra descritto. Il risultato finale è un aumento dei tempi di residenza in circolo ed aumento della aterogenicità di queste particelle (3). Questa ridotta clearance delle LDL dovrebbe portare ad aumento dei livelli plasmatici, evento che invece di solito non si verifica; ciò è spiegabile col fatto che nel diabete si ha una rimozione diretta delle VLDL senza conversione in LDL. L'aterogenicità di questa situazione (mancato riconoscimento delle Apo B glicate da parte del recettore e smalti mento diretto delle VLDL) è ulteriormente aggravata dalla più elevata presenza di particelle intermedie (IDL) con potenziamento della rimozione macrofagica. Come è noto, il livello plasmatico di colesterolo veicolato dalle LDL può essere calcolato mediante la formula di Friedewald (12) nei casi in cui i valori di trigliceridi siano in un ambito normale. Risulta però importante nei soggetti diabetici anche lo studio mediante ultracentrifugazione su gradiente o con elettroforesi non denaturante le sottoclassi delle LDL, che ha permesso di evidenziare una prevalenza delle sottoclassi più piccole e dense, che sono anche le più aterogene (3, 13). Infatti, queste sottoclassi presentano morfologia e proprietà chimico-fisiche sfavorevoli in senso aterogeno: ricorderemo in tal senso la bassa "catabolic rate", l'arricchimento in Tg e la minor affinità di esposizione della molecola di Apo B al recettore specifico. Un buon compenso metabolico può ribilanciare le sottoclassi delle LDL riportandole in una situazione di normalità. ALTERAZIONI E STUDIO DELLE HDL NEL DIABETE È ormai risaputo che non solo il livello di Apo AI e Apo Ali è molto importante nella regolazione dei livelli delle HDL piasmatiche, ma anche l'attività degli enzimi che mediano i processi intravascolari di maturazione delle HDL (LCAT o lecitina-colesterolo- acil-trasferasi, LPL o lipoprotein-lipasi, HTGL o triglicerido-lipasi epatica, CETP o proteina di trasporto degli esteri del colesterolo). Questo può spiegare i bassi livelli circolanti delle HDL ed in particolare delle HDL2 in corso di malattia diabetica in relazione alla ridotta clearance delle VLDL, a sua volta conseguente alla minore attività della LPL (da deficit di azione L

4 Il insulinica): infatti le HDL ed in particolare la sottofrazione HDL2 aumentano durante i processi di lipolisi. Ciò può giustificare gli alti livelli di HDL riscontrati in molti pazienti IDDM in buon compenso metabolico (14). Una elevata attività della HTGL d'altro canto può ridurre la concentrazione delle HDL accelerando il catabolismo di queste particelle. Questi dati sono confermati dal fatto che la terapia insulinica ed il buon compenso metabolico sono in grado di riportare nella norma i valori delle HDL nei pazienti con IDDM e a volte di aumentarli al di sopra dei valori normali. Tali studi oggi sono alla portata anche di laboratori non specialistici, poichè il sotto-frazionamento delle HDL è realizzabile, senza ricorso all'ultracentrifugazione, anche con metodica chimica precipitativa con solfati di destrano e quindi si raccomanda la misurazione nei soggetti diabetici dei livelli di colesterolo HDL e HDL2 (15). Per ciò che riguarda le alterazioni strutturali, anche le HDL mostrano un anomalo arricchimento in Tg ed un alterato rapporto lipidi/proteine con diminuzione del contenuto in Apo AI e Apo Ali. Non bisogna dimenticare che l'abbassamento dei livelli può essere anche dovuto alla aumentata clearance delle Apo AI glicosilate, che si formano come già ricordato in corso di diabete scompensato. Si ricorda anche che le lipoproteine contenenti solo Apo AI (e non Apo Ali), che sono corrispondenti praticamente alle HDL2, sono quelle che posseggono la maggiore efficienza nella rimozione e nel trasporto retrogrado del colesterolo verso il fegato e nei diabetici hanno mostrato una composizione differente rispetto a quelle dei soggetti normali per ciò che riguarda sia la superficie che il core delle particelle, perdendo a causa di ciò circa il 50% della loro efficienza di trasporto (16). CONCLUSIONI In conclusione, nel NIDDM le alterazioni del quadro lipidico possono interessare praticamente tutte le classi lipoproteiche, determinando alterazioni multiple, comprendenti la iperchilomicronemia, la elevazione delle VLDL, IDL e delle LDL, e la riduzione delle HDL (3). Ciò in genere corrisponde al concetto di una iperlipidemia primaria associata al diabete. Tale spettro di alterazioni è sicuramente aggravato dallo scompenso glicemico, ma d'altra parte il raggiungimento del compenso raramente riesce a normalizzare l'assetto lipidico in questi pazienti (2,4). Viceversa, nell'iddm in buon controllo il quadro lipidico è generalmente simile a quello del soggetto non diabetico, e spesso possono essere riscontrati livelli di HDL più elevati che nella popolazione non diabetica (14). In entrambe le classi di diabete sono invece presenti alterazioni in senso qualitativo delle varie classi e sottoclassi lipoproteiche (3). Alla luce di queste osservazioni si raccomanda che nei soggetti diabetici il controllo dell'assetto lipidico, ai vari livelli di complessità a seconda dei casi, deve essere piu' frequente e regolare che nel resto della popolazione, sia per il piu' elevato rischio aterogeno, sia per la presenza di fattori di variazione relativamente rapida dell'assetto lipidico (compenso glicemico, tipo di terapia, comparsa di nefropatia, ecc.). Inoltre, non si deve dimenticare che il diabete e' fattore di rischio maggiore per l'aterosclerosi, e pertanto per i maschi diabetici il traguardo del LDL-cole- sterolo e' quello minimo «130 mg/d L), secondo quanto propone il National Cholesterol Expert Panel per i soggetti che presentano in partenza almeno due fattori di rischio aterogeno (17). D'altra parte, essendo il sesso femminile meno protetto se e' presente il diabete, e' consigliabile che anche per le donne diabetiche siano garantiti identici livelli di colesterolo-ldl ai fini di una efficace prevenzione della macroangiopatia. BIBLIOGRAFIA 1. Kannel WB, Mc Gee DL. Diabetes and cardiovascular disease: the Framingham study. JAMA 1979; 241: Colwell J A, Lopes-Virella M, Halushka PV. Pathogenesis of atherosclerosis in diabetes. Diabetes Care 1981; 4: Howard BV. Lipoprotein metabolism in diabetes mellitus. J Lipid Res 1987; 28: Reaven GM. Non-insulin dependent diabetes mellitus: abnormal lipoprotein metabolism and atherosclerosis. Metabolism 1987; 36 (Suppl l): Taskinen MR. Quantitative and qualitative lipoprotein abnormalities in diabetes mellitlls. Diabetes 1992; 41 (suppl. 2): Haffner SM. Lipoprotein(a) and diabetes. An update. Diabetes Care 1993; 16: Taskinen MR, Packard C.T, Sheperd J. Efi"ect oi" insulin therapy on metabolic fate of Apolipoprotein B-containing lipoproteins in NIDDM. Diabetes 1990; 39: Lyons T.T. Lipoprotein glycation and its metabolic consequences. Diabetes 1992; 41 (SU!' I" ', - -, 9. Chisolm GM, Irwin KC, Penn.\h,, [, <l'':ln oxidation and lipoprotein-induced celi injliry in diabetes. Diabetes ; (suppl. 2) : Taskinen MR, Beltz WF, Harper I et al. The effects oi" non-insulin-dependent diabetes mellitus on VLDL triglyceride and VLDL apob metabolism: studies before and after sulfonylurea therapy. Diabetes 1986; 35: Cassader M, Ruiu G, Gambino R et al. Apolipoprotein C and E in diabetic uraemic patients. Diabetes, Nutrition & Metabolism 1989; 2: Friedenwald WT, Levy RI, Fredrickson DS. Estimation of the concentration of 10w-density lipoprotein cholesterol in plasma without use oi" the preparative ultra-centrifugation. Clin Chem 1972; 18: Krauss RM. Relationship of intermediate and low-density lipoprotein subspecies to risk oi" coronary artery disease. Am Heart J 1987; 113: Sosenko JM, Breslow.TL, Miettinen OS et al. Hyperglycemia and plasma lipid levels: a prospective study of young insulin-dependent diabetic patients. N Engl J Med 1980; 302:

5 15. Gidez LI, Miller GJ, Burnstein ML. Separation and quantitation of subclasses of human plasma HDL by a single precipitation procedure. J Lipid Res 1982; 23: Fievet C, Theret N, Shojaee N. Apolipoprotein AI -containing particles and reverse cholesterol transport in IDDM. Diabetes 1992; 41 (suppl. 2): Report of the National Cholesterol Education Program expert panel on detection, evaluation, and treatment of high blood cholesterol in adults. Arch Intern Med 1988; 148: Per corrispondenza: M. Cassader Dipartimento di Medicina Interna Università degli Studi di Torino C.so A.M. Dogliotti 14,10126 TORINO Tel.: ; Fax: L1GAND ASSAY VOL. 2 NUMERO 3 ANNO 1997

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine

DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine DA PORTO A., NANINO E., DEL TORRE M., SECHI L.A., CAVARAPE A. CLINICA MEDICA - Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria Misericordia di Udine VITAMINA D: SINTESI, METABOLISMO E CARENZA Il 40-50% della

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione

Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione 3 Maggio 2012 Relazione tra Vitamina D, Obesità infantile e Sindrome Metabolica: un puzzle in via di risoluzione Emanuele Miraglia del Giudice Seconda Università degli Studi di Napoli Dipartimento di Pediatria

Dettagli

Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale

Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale Informazioni dal Servizio Farmaceutico Territoriale Periodico di informazione per Medici & Farmacisti Anno XIII, N 2 Aprile 2013 A cura del DIP IP.. INTERAZIENDALEI ASSISTENZA FARMACEUTICA Via Berchet,

Dettagli

Aferesi terapeutica. Vivere con un elevato livello di colesterolo Quando dieta e farmaci non bastano

Aferesi terapeutica. Vivere con un elevato livello di colesterolo Quando dieta e farmaci non bastano Aferesi terapeutica Vivere con un elevato livello di colesterolo Quando dieta e farmaci non bastano Sommario: breve e dolce Parte 1: i dati 1 Parte 3: la lipidoaferesi 3 Colesterolo buono e colesterolo

Dettagli

La valutazione degli indicatori di processo e di outcome Francesco Dotta

La valutazione degli indicatori di processo e di outcome Francesco Dotta La valutazione degli indicatori di processo e di outcome Francesco Dotta U.O. Diabetologia, Policlinico Le Scotte Università di Siena GLI INDICATORI: DEFINIZIONE L indicatore è un informazione, quantitativa

Dettagli

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica)

Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Diabete e nefropatia cronica (o malattia renale cronica) Cos è il diabete? Il diabete mellito, meglio noto come diabete, è una malattia che compare quando l organismo non produce insulina a sufficienza

Dettagli

L esercizio fisico come farmaco

L esercizio fisico come farmaco L esercizio fisico come farmaco L attività motoria come strumento di prevenzione e di terapia In questo breve manuale si fa riferimento a tipo, intensità, durata e frequenza dell attività fisica da soministrare

Dettagli

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ. Prevalenza e incidenza delle complicanze del diabete: studio DAI

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ. Prevalenza e incidenza delle complicanze del diabete: studio DAI ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ Prevalenza e incidenza delle complicanze del diabete: studio DAI Flavia Lombardo (a), Stefania Spila Alegiani (a), Marina Maggini (a), Roberto Raschetti (a), Angelo Avogaro

Dettagli

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Michele Liscio Riassunto L ecocolordoppler dei vasi sovraortici (TSA) rappresenta un

Dettagli

L Innovazione nel trattamento delle Dislipidemie

L Innovazione nel trattamento delle Dislipidemie Direttore Scientifico: Carlo B. Giorda L Innovazione nel trattamento delle Dislipidemie Alberto Corsini, Stefano Bellosta, Carlo B. Giorda, Enzo Manzato, Gerardo Medea, Roberto Pontremoli, Massimo Uguccioni

Dettagli

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D)

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D) DAI Diagnostica di Laboratorio - Laboratorio Generale - Direttore Dr. Gianni Messeri Gentile Collega, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento delle richieste di dosaggio di vitamina D (25-

Dettagli

Il cervello ha bisogno di zucchero. e il cuore pure, ma quale?

Il cervello ha bisogno di zucchero. e il cuore pure, ma quale? Il cervello ha bisogno di zucchero. e il cuore pure, ma quale? Questo vecchio slogan pubblicitario riconduce ad una parziale verità scientifica, oggi più che attuale. E risaputo che parlare di zucchero

Dettagli

Liponax Sol. Innovativa formulazione LIQUIDA. ad elevata biodisponibilità. Acido R (+) a-lipoico

Liponax Sol. Innovativa formulazione LIQUIDA. ad elevata biodisponibilità. Acido R (+) a-lipoico Innovativa formulazione LIQUIDA ad elevata biodisponibilità L acido a lipoico è una sostanza naturale che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo energetico cellulare L acido a lipoico mostra un effetto

Dettagli

Fonti alimentari di Inositolo

Fonti alimentari di Inositolo Fonti alimentari di Inositolo Agrumi Cereali integrali Frutta secca(arachidi) Semi(germe di grano) Legumi(fagioli) Lievito di birra Gli alimenti freschi contengono molto più Inositolo rispetto ai prodotti

Dettagli

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE SI PARTE DALLA VITAMINA D Relatore dr Donata Soppelsa Medico di medicina generale Associato alla Società Italiana di Nutriceutica Quali domande? E sufficiente l integrazione

Dettagli

Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio

Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio Funzioni principali della vit D Stimolazione dell'assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale; Regolazione, in sinergia con l'ormone paratiroideo,

Dettagli

Biochimica della Nutrizione

Biochimica della Nutrizione Università di Roma Tor Vergata - Scienze della Nutrizione Umana Biochimica della Nutrizione Prof.ssa Luciana Avigliano 2011 VITAMINA C VITAMINA E VITAMINA C: FUNZIONA DA AGENTE RIDUCENTE Donatore monoelettronico

Dettagli

nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce l'agenzia italiana del farmaco ;

nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce l'agenzia italiana del farmaco ; DETERMINAZIONE Modifica alla Nota 13 di cui alla Determina del14 novembre 2012 Il DIRETTORE GENERALE Visti gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; Visto l'art. 48 del decreto-legge

Dettagli

STEATOSI EPATICA. EPIDEMIOLOGIA, FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI, TRATTAMENTO DIETOTERAPICO E NUTRACEUTICO

STEATOSI EPATICA. EPIDEMIOLOGIA, FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI, TRATTAMENTO DIETOTERAPICO E NUTRACEUTICO Università degli Studi della Repubblica dii San Marino Università degli Studi di Parma Master in Sicurezza e Qualità dell Alimentazione in Età Evolutiva STEATOSI EPATICA. EPIDEMIOLOGIA, FISIOPATOLOGIA,

Dettagli

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE

CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Lega Friulana per il Cuore CHE COS E L IPERTENSIONE ARTERIOSA E COME SI PUO CURARE Materiale predisposto dal dott. Diego Vanuzzo, Centro di Prevenzione Cardiovascolare, Udine a nome del Comitato Tecnico-Scientifico

Dettagli

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Proteine: 1-1,2 g/kg/die; Calorie: 20-30/kg/die Es.: anziano di 60 kg 60-72 g di proteine; 1200-1800

Dettagli

Cos è il diabete? Qual è effettivamente il problema? Parliamo di diabete N. 42

Cos è il diabete? Qual è effettivamente il problema? Parliamo di diabete N. 42 Parliamo di diabete N. 42 Revisione agosto 2010 Cos è il diabete? What is diabetes? - Italian Diabete è il nome dato a un gruppo di diverse malattie in cui vi è troppo glucosio nel sangue. Il pancreas

Dettagli

Da dove prendono energia le cellule animali?

Da dove prendono energia le cellule animali? Da dove prendono energia le cellule animali? La cellula trae energia dai legami chimici contenuti nelle molecole nutritive Probabilmente le più importanti sono gli zuccheri, che le piante sintetizzano

Dettagli

Il sistema endocrino Il sistema endocrino sistema ormonale ghiandole cellule proteiche lipidiche organismo umano sistema nervoso

Il sistema endocrino Il sistema endocrino sistema ormonale ghiandole cellule proteiche lipidiche organismo umano sistema nervoso Il sistema endocrino Il sistema endocrino o sistema ormonale è rappresentato da un insieme di ghiandole e cellule (dette ghiandole endocrine e cellule endocrine) le quali secernono delle sostanze proteiche

Dettagli

Gli Omega-3 e la Vitamina D contro l Alzheimer - Le nuove prospettive per il terzo millennio -

Gli Omega-3 e la Vitamina D contro l Alzheimer - Le nuove prospettive per il terzo millennio - nutrizione & composizione corporea fisioterapia & recupero funzionale medicina d alta quota piani di allenamento articoli, studi, ricerche dal mondo della Nutrizione, delle Terapie Fisiche, delle Neuroscienze

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

METABOLISMO LIPIDICO. Gli ac. grassi sono ossidati o incorporati in trigliceridi di riserva. Lipidi introdotti con gli alimenti.

METABOLISMO LIPIDICO. Gli ac. grassi sono ossidati o incorporati in trigliceridi di riserva. Lipidi introdotti con gli alimenti. METABOLISMO LIPIDICO cistifellea Lipidi introdotti con gli alimenti Gli ac. grassi sono ossidati o incorporati in trigliceridi di riserva inestino I lipidi sono emulsionati dai sali biliari e resi accessibili

Dettagli

LA MEMBRANA PLASMATICA

LA MEMBRANA PLASMATICA LA MEMBRANA PLASMATICA 1. LE FUNZIONI DELLA MEMBRANA PLASMATICA La membrana plasmatica svolge le seguenti funzioni: 1. tenere concentrate tutte le sostanze indispensabili alla vita: è proprio la membrana

Dettagli

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott.

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott. C. I. D. I. M. U. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI Resp. Dott. Antonio Vercelli OSTEOPOROSI *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* *Cos è l osteoporosi?* L osteoporosi

Dettagli

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity

a state of complete physical, men al , an social well ll-bei ng an not merely the absence of disease or infirmity SALUTE: definizione Nel 1948, la World Health Assembly ha definito la salute come a state of complete physical, mental, and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity. Nel1986

Dettagli

Carta del rischio cardiovascolare

Carta del rischio cardiovascolare donne diabetiche Identificato il colore, leggere nella legenda a fianco il livello di rischio. donne non diabetiche Identificato il colore, leggere nella legenda a fianco il livello di rischio. uomini

Dettagli

Vitamina D: passato, presente e futuro. Dott. Giuliano Bucciardini MMG

Vitamina D: passato, presente e futuro. Dott. Giuliano Bucciardini MMG Vitamina D: passato, presente e futuro Dott. Giuliano Bucciardini MMG Un po' di storia Nel 1650 l'inglese Francis Glisson descrive accuratamente il rachitismo (peraltro noto sin dall'antichità) in De rachitade.

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5

Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 Un aiuto per prendere decisioni più informate 1-5 L'unico test che fornisce una valutazione accurata dell aggressività del cancro alla prostata Un prodotto di medicina prognostica per il cancro della prostata.

Dettagli

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo

PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo PROGETTO Ambulatorio Ma.Re.A. (Malattia Renale Avanzata) Elaborato da: Delalio Alessia Guzza Lucia Resinelli Vilma Sandrini Massimo Malattia Renale Cronica Stadiazione Stadio Descrizione VFG (ml/min/1.73

Dettagli

La nefropatia cronica. Una guida per i pazienti e le famiglie

La nefropatia cronica. Una guida per i pazienti e le famiglie La nefropatia cronica Una guida per i pazienti e le famiglie Iniziativa NKF-KDOQI (Kidney Disease Outcomes Quality Initiative) della National Kidney Foundation L'iniziativa Kidney Disease Outcomes Quality

Dettagli

VALUTAZIONE DEL LIVELLO DELLA FUNZIONE RENALE

VALUTAZIONE DEL LIVELLO DELLA FUNZIONE RENALE VALUTAZIONE DEL LIVELLO DELLA FUNZIONE RENALE La stima del Filtrato Glomerulare (FG) èil miglior indicatore complessivo della funzione renale. La sola creatininemia non deve essere usata come indice di

Dettagli

Categoria Numero di partenza Posizione Sam 3

Categoria Numero di partenza Posizione Sam 3 Compito Categoria Numero di partenza Posizione Tempo: 10 minuti Leggere attentamente il questionario allegato. Rispondere alle domande sul tema. Nel contempo si tratta di risolvere un caso pratico. Per

Dettagli

Edema maculare diabetico e trattamento laser

Edema maculare diabetico e trattamento laser Edema maculare diabetico e trattamento laser Diabetic macular edema and laser treatment Del Re A, Frattolillo A Centro Oculistico Del Re - Salerno Dr. Annibale Del Re e Dr. A. Frattolillo 18 RIASSUNTO

Dettagli

MANUALE QUALITA Doc. 13 Preparazione del paziente al prelievo venoso e raccomandazioni per la raccolta dei campioni biologici

MANUALE QUALITA Doc. 13 Preparazione del paziente al prelievo venoso e raccomandazioni per la raccolta dei campioni biologici Indice!"#$"%!&$'!(!""$'!)$%&*$%+, $'!(!""$'!)$%&*$%+, $'!$!"$'+, $-+$./ " 0/ *!'# 1 ( #2 / 3 1 3 2 $ 3 + 4 -(4 -( 5 5 6-6 - # 7 78 '7 Prelievo venoso 1) PREPARAZIONE DEL PAZIENTE PRIMA DEL PRELIEVO E importante

Dettagli

LE SCALE M U S I C A PER LA TUA SALUTE CALORIE AUTOSTIMA LONGEVITÀ EFFICIENZA. Aumenti la tua salute, se sali le scale. Perdi peso, se sali le scale

LE SCALE M U S I C A PER LA TUA SALUTE CALORIE AUTOSTIMA LONGEVITÀ EFFICIENZA. Aumenti la tua salute, se sali le scale. Perdi peso, se sali le scale SALUTE Aumenti la tua salute, CALORIE Perdi peso, AUTOSTIMA Accresci la tua autostima, LONGEVITÀ Allunghi la tua vita, EFFICIENZA Potenzi i tuoi muscoli e migliori il tuo equilibrio, LE SCALE M U S I C

Dettagli

VLT. Aminoacidi Caffeina Derivati botanici Vitamine idrosolubili.

VLT. Aminoacidi Caffeina Derivati botanici Vitamine idrosolubili. VLT VLT (leggi Volt) è un gel energizzante il cui effetto si fonda sulla combinazione e sinergia d azione propria dei componenti in esso contenuti. In VLT si ritrovano, difatti, molteplici principi attivi

Dettagli

Cos'è esattamente la gelatina

Cos'è esattamente la gelatina Cos'è esattamente la gelatina LA GELATINA È PURA E NATURALE La gelatina attualmente in commercio viene prodotta in moderni stabilimenti operanti in conformità ai più rigorosi standard di igiene e sicurezza.

Dettagli

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la INFIAMMAZIONE Risposta protettiva che ha lo scopo di eliminare sia la causa iniziale del danno cellulare (es. microbi, tossine etc), sia i detriti cellulari e le cellule necrotiche che compaiono a seguito

Dettagli

Date da 10/2003 a 01/2004 Lavoro o posizione ricoperti Dirigente medico ex I livello, a tempo determinato, Disciplina di Medicina Interna

Date da 10/2003 a 01/2004 Lavoro o posizione ricoperti Dirigente medico ex I livello, a tempo determinato, Disciplina di Medicina Interna Principali attività e medico presso la Medicina e Chirurgia di Accettazione ed Urgenza (MCAU) del Pronto Soccorso Generale P.O. Garibaldi Centro. Attività svolta presso gli ambulatori di Medicina del Pronto

Dettagli

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie Coagulazione 1 Bilancia emostatica Ipercoagulabilità Ipocoagulabilità Normale Trombosi Emorragie 2 emostasi primaria emostasi secondaria Fattori coinvolti nell emostasi Vasi + endotelio Proteine della

Dettagli

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 36 1. ZUCCHERI E SAPORE DOLCE Tutti gli zuccheri sono fonti di energia e non

Dettagli

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 SISTEMA CIRCOLATORIO Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2, sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 e cataboliti, per mantenere costante la composizione del liquido

Dettagli

Nuove acquisizioni patogenetiche nell osteodistrofia renale.

Nuove acquisizioni patogenetiche nell osteodistrofia renale. Nuove acquisizioni patogenetiche nell osteodistrofia renale. Sequenza di eventi patogenetici (seconda metà anni 70 seconda metà anni 90) IRC deficit di attivazione ridotta escrezione della vitamina D di

Dettagli

LEGGIAMO LE ANALISI DEL SANGUE

LEGGIAMO LE ANALISI DEL SANGUE LEGGIAMO LE ANALISI DEL SANGUE Ad ogni donazione, dovunque venga fatta, il sangue prelevato viene sottoposto ad analisi dal Centro Trasfusionale dell Ospedale San Michele ( Brotzu ) ed i relativi risultati

Dettagli

Etichettatura degli alimenti

Etichettatura degli alimenti Ministero della Salute Direzione generale per l igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione Etichettatura degli alimenti Cosa dobbiamo sapere La scelta di alimenti e bevande condiziona la nostra

Dettagli

RISCHIO CARDIOVASCOLARE

RISCHIO CARDIOVASCOLARE AZIENDA SANITARIA LOCALE LANCIANO VASTO - CHIETI CORSO DI AGGIORNAMENTO AZIENDALE PER MEDICI DI MEDICINA GENERALE ANNO 2013 RISCHIO CARDIOVASCOLARE A cura di Docente MMG: dr.ssa Stefania Plessi Docente

Dettagli

Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Reumatologia Dott. Carlo Salvarani - Direttore ARTRITI DA

Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Reumatologia Dott. Carlo Salvarani - Direttore ARTRITI DA Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Reumatologia Dott. Carlo Salvarani - Direttore LA GOTTA ED ALTRE ARTRITI DA CRISTALLI REGGIO EMILIA,, APRILE 2007 La Gotta ed altre Artriti da Cristalli

Dettagli

Perchè una dieta nell insufficienza renale cronica?

Perchè una dieta nell insufficienza renale cronica? Giuliano Barsotti, Università di Pisa Perchè una dieta nell insufficienza renale cronica? Una corretta terapia nutrizionale costituisce, nelle patologie metaboliche come diabete e obesità, il trattamento

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE

GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE 2013 GRUPPO DI LAVORO VALUTAZIONE CARDIOVASCOLARE IDENTIFICAZIONE DI PAZIENTI AD ALTO RISCHIO DI CARDIOTOSSICITA RADIOINDOTTA (RIHD) A cura di: Monica Anselmino (coordinatrice) Alessandro Bonzano Mario

Dettagli

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno Metodo epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno La buona ricerca clinica Non è etico ciò che non è rilevante scientificamente Non è

Dettagli

Gli enzimi. L azione degli enzimi è caratterizzata da alcune proprietà fondamentali:

Gli enzimi. L azione degli enzimi è caratterizzata da alcune proprietà fondamentali: Gli enzimi Nel metabolismo energetico le cellule producono notevoli quantità di CO 2 che deve essere eliminata con l apparato respiratorio. Il trasferimento della CO 2 dalle cellule al sangue e da esso

Dettagli

Istantanea Set 28, 2013 - Ott 25, 2013 (28 giorni)

Istantanea Set 28, 2013 - Ott 25, 2013 (28 giorni) PAGINA 1 DI 28 Istantanea Set 28, 2013 - Ott 25, 2013 (28 giorni) Glicemia PERIODO DI REFERTAZIONE SELEZIONATO Test 44% Sopra valore stabilito 41% Nel target 15% Sotto valore stabilito Deviazione standard

Dettagli

Menopausa, alimentazione ed osteoporosi. Debora Rasio Sapienza Università di Roma - Az. Osp. S. Andrea

Menopausa, alimentazione ed osteoporosi. Debora Rasio Sapienza Università di Roma - Az. Osp. S. Andrea Menopausa, alimentazione ed osteoporosi Debora Rasio Sapienza Università di Roma - Az. Osp. S. Andrea Cambiamenti ormonali in menopausa Con la menopausa si assiste al declino della produzione ovarica di

Dettagli

-Composti organici essenziali per la vita

-Composti organici essenziali per la vita -Composti organici essenziali per la vita -La maggior parte dei vertebrati (tra cui l uomo) non sono in grado di sintetizzarle (come gli amminoacidi essenziali) -Sono assunte con la dieta -Alcune malattie

Dettagli

Molti diabetici dichiarano con soddisfazione di non avere nessun

Molti diabetici dichiarano con soddisfazione di non avere nessun SORVEGLIARE L ANDAMENTO DEL DIABETE Molti diabetici dichiarano con soddisfazione di non avere nessun disturbo anche quando la glicemia è alta. Hanno l aria di sentirsi privilegiati: è come se la natura

Dettagli

un epidemia silente con immensi costi umani, sociali ed economici Laoura Lazouras, a nome del Gruppo dei 77, Nazioni Unite, 2006

un epidemia silente con immensi costi umani, sociali ed economici Laoura Lazouras, a nome del Gruppo dei 77, Nazioni Unite, 2006 Considerando la diffusione che il diabete sta avendo anche nei Paesi in via di sviluppo, si può prevedere che tra 5 anni non ci saranno più risorse sufficienti al mondo per poter contenere questo grave

Dettagli

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia Indice Presentazione dell edizione originale Presentazione dell edizione italiana Prefazione Ringraziamenti Panoramica sulla diffusione del Metodo INTERMED La griglia INTERMED pediatrica per la valutazione

Dettagli

Appendice A: tabelle descrittive residenti

Appendice A: tabelle descrittive residenti Appendice A: tabelle descrittive residenti 1. PARAMETRI EMATOCHIMICI DI BASE Nelle tabelle 1-12 sono riportati in dettaglio i risultati delle analisi descrittive riguardanti i parametri ematochimici di

Dettagli

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Le necessità del nostro corpo Cibo e bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per le sue attività vitali.

Dettagli

Castrazione e sterilizzazione

Castrazione e sterilizzazione Centro veterinario alla Ressiga Castrazione e sterilizzazione Indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali ed alternative Dr. Roberto Mossi, medico veterinario 2 Castrazione e sterilizzazione Castrazione

Dettagli

Vitamina D: la vitamina della luce solare Nuove conoscenze e implicazioni in campo medico

Vitamina D: la vitamina della luce solare Nuove conoscenze e implicazioni in campo medico Vitamina D: la vitamina della luce solare Nuove conoscenze e implicazioni in campo medico Giuseppe Realdi, Sandro Giannini Prof. Giusppe Realdi Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Clinica medica

Dettagli

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Ruolo biologico: Messaggero del segnale cellulare Molecola regolatoria nel sistema cardiovascolare Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Componente

Dettagli

SINDROME DA RESISTENZA AGLI ORMONI TIROIDEI (THR) o SINDROME DI REFETOFF

SINDROME DA RESISTENZA AGLI ORMONI TIROIDEI (THR) o SINDROME DI REFETOFF SINDROME DA RESISTENZA AGLI ORMONI TIROIDEI (THR) o SINDROME DI REFETOFF Dr. Vincenzo Piazza La Sindrome da resistenza agli ormoni tiroidei,descritta per la prima volta da Refetoff, è una patologia molto

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

COS E LA BRONCOSCOPIA

COS E LA BRONCOSCOPIA COS E LA BRONCOSCOPIA COS E LA BRONCOSCOPIA La broncoscopia è un esame con cui è possibile osservare direttamente le vie aeree, cioè laringe, trachea e bronchi, attraverso uno strumento, detto fibrobroncoscopio,

Dettagli

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono essere soddisfatti i fabbisogni di nutrienti necessari

Dettagli

VITAMINA D : Nuove evidenze per una vitamina poco conosciuta

VITAMINA D : Nuove evidenze per una vitamina poco conosciuta - WELKOME FITNESS 2013 Evoluzione e ricerca nel mondo degli integratori Vitamina D3: aggiornamenti e nuove applicazioni Dott Marco Neri: Comitato Tecnico Nazionale FIPCF/CONI Comitato scientifico Federazione

Dettagli

4 La concentrazione media della emoglobina nel globulo rosso è pari a A 20 24 % B* 32 36 % C 50 60 % D 90 100 %

4 La concentrazione media della emoglobina nel globulo rosso è pari a A 20 24 % B* 32 36 % C 50 60 % D 90 100 % 1 Nelle cellule eucariotiche la maggior parte degli enzimi del Ciclo di Krebs sono localizzati: A nel citosol B nella membrana mitocondriale interna C nei ribosomi D* nella matrice mitocondriale 2 In quale

Dettagli

Fabbisogni vitaminici: ci sono le basi per ri-valutare le specifiche delle diete?

Fabbisogni vitaminici: ci sono le basi per ri-valutare le specifiche delle diete? Fabbisogni vitaminici: ci sono le basi per ri-valutare le specifiche delle diete? Tratto da Vitamin requirements: is there basis for re-evaluating dietary specifications? S. LEESON 1 Tradotto, adattato

Dettagli

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 1. Introduzione IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 Ottobre 1970 Caratteristica saliente dell'epoca odierna sembra essere quella della transitorietà. E- spansione, andamento

Dettagli

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata

1. Manifestano la loro azione negativa solo in età adulta avanzata Perché invecchiamo? La selezione naturale opera in maniera da consentire agli organismi con i migliori assetti genotipici di tramandare i propri geni alla prole attraverso la riproduzione. Come si intuisce

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

INFLUENZA. Che cos è

INFLUENZA. Che cos è INFLUENZA Che cos è L influenza è una malattia infettiva provocata da virus del genere Othomixovirus che colpiscono le vie aeree come naso, gola e polmoni. I soggetti colpiti nel nostro Paese vanno dai

Dettagli

COMUNICAZIONE TRA CELLULE E AMBIENTE

COMUNICAZIONE TRA CELLULE E AMBIENTE COMUNICAZIONE TRA CELLULE E AMBIENTE 1. LE CELLULE COMUNICANO TRA LORO Le cellule vegetali comunicano attraverso i plasmodesmi. Dato lo spessore della parete cellulare, come possono interagire tra loro

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

Cassano R, Yuvanon A, Bonavero M, Lostracco D, Monni A, Siniscalchi G.

Cassano R, Yuvanon A, Bonavero M, Lostracco D, Monni A, Siniscalchi G. PROTOCOLLI E PROCEDURE IN CHIRURGIA GESTIONE DELLA RITENZIONE URINARIA Pag. 1 di Pag. 9 ELABORAZIONE Cassano R, Yuvanon A, Bonavero M, Lostracco D, Monni A, Siniscalchi G. Data: 10/03/04 INDICE Premessa

Dettagli

DIABETE SOMMERSO - Progetto DEEP MONITORING : Monitoraggio Continuo del Glucosio in Subacquei Diabetici

DIABETE SOMMERSO - Progetto DEEP MONITORING : Monitoraggio Continuo del Glucosio in Subacquei Diabetici DIABETE SOMMERSO - Progetto DEEP MONITORING : Monitoraggio Continuo del Glucosio in Subacquei Diabetici M.Bonomo 1, L.Morelli 2, R.Cairoli 3, G.Verde 4, C.Brambilla 1, G.Grieco 1, M. Camerini 1, P.Aghemo

Dettagli

IMAGING BIO_MOLECOLARE con DaTSCAN

IMAGING BIO_MOLECOLARE con DaTSCAN IMAGING BIO_MOLECOLARE con DaTSCAN Stelvio Sestini, MD, PhD Unità di Medicina Nucleare - USL4 Prato Università degli Studi di Firenze Concetto 1. Le M. Neurodegenerative sono in aumento Concetto 2. Le

Dettagli

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è Emofilia Malattia ereditaria X cromosomica recessiva A deficit del fatt VIII B deficit del fatt IX Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000

Dettagli

Le profilassi del lattante: la vitamina D, la vitamina K e la carie?

Le profilassi del lattante: la vitamina D, la vitamina K e la carie? L allattamento al seno esclusivo è il nutrimento ideale per il bambino, sufficiente per garantire un adeguata crescita per i primi 6 mesi; il latte materno è unanimemente considerato il gold standard in

Dettagli

ATTIVITÀ FISICA NEI PAZIENTI CON TRAPIANTO DI RENE

ATTIVITÀ FISICA NEI PAZIENTI CON TRAPIANTO DI RENE G Ital Nefrol 2011; 28 (2): 174-187 RASSEGNA ATTIVITÀ FISICA NEI PAZIENTI CON TRAPIANTO DI RENE GIN FAD Giovanni Mosconi 1, Giulio Sergio Roi 2, Alessandro Nanni Costa 3, Sergio Stefoni 1 1 Unità Operativa

Dettagli

www.hackmed.org hackmed@hackmed.org Gli Esami del Sangue

www.hackmed.org hackmed@hackmed.org Gli Esami del Sangue Gli Esami del Sangue AZOTEMIA E' la determinazione della quantità di azoto non proteico presente nel sangue, che è il prodotto di scarto del metabolismo delle proteine. L'aumento dell'azotemia indica il

Dettagli

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI Daniela Livadiotti Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita INVECCHIAMENTO L invecchiamento può essere definito come la regressione

Dettagli

Gli enzimi. Proprietà generali Classificazione e nomenclatura Catalisi enzimatica

Gli enzimi. Proprietà generali Classificazione e nomenclatura Catalisi enzimatica Gli enzimi Proprietà generali Classificazione e nomenclatura Catalisi enzimatica En-zima εν ζυμη nel lievito Enzima termine generico per definire un catalizzatore biologico Tranne che diversamente indicato,

Dettagli

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua.

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua. La DIGESTIONE Perché è necessario nutrirsi? Il corpo umano consuma energia per muoversi, pensare, mantenere la temperatura costante, ma anche solo per riposarsi. Il consumo minimo di energia è detto metabolismo

Dettagli

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore

Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Terapia con pompa da contropulsazione Per aiutare il tuo cuore Per pazienti con determinate condizioni cardiache, l impiego di una pompa

Dettagli

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA INCAPACITA VENTILATORIA (flussi e/o volumi alterati alle PFR) INSUFFICIENZA RESPIRATORIA (compromissione dello scambio gassoso e/o della ventilazione alveolare) Lung failure (ipoossiemia) Pump failure

Dettagli

Cosa sono le vitamine?

Cosa sono le vitamine? Cosa sono le vitamine? Le vitamine sono sostanze di natura organica indispensabili per la vita e per l accrescimento. Queste molecole non forniscono energia all organismo umano ma sono indispensabili in

Dettagli

INFARTO SENZA FATTORI DI RISCHIO: UN ASSOCIAZIONE TUTT ALTRO CHE RARA

INFARTO SENZA FATTORI DI RISCHIO: UN ASSOCIAZIONE TUTT ALTRO CHE RARA Rel. 22/2011 28-01-2011 8:09 Pagina 195 INFARTO SENZA FATTORI DI RISCHIO: UN ASSOCIAZIONE TUTT ALTRO CHE RARA G. Di Pasquale, G. V. Coutsoumbas, L. Riva, D. Calabrese, S. Zagnoni, A. C. Musuraca, P. C.

Dettagli

DIFETTO INTERVENTRICOLARE

DIFETTO INTERVENTRICOLARE DIFETTO INTERVENTRICOLARE Divisione di Cardiologia Pediatrica Cattedra di Cardiologia Seconda Università di Napoli A.O. Monaldi Epidemiologia 20% di tutte le CC Perimembranoso: 80% Muscolare: 5-20% Inlet:

Dettagli

FATTORI DELLA COAGULAZIONE

FATTORI DELLA COAGULAZIONE FATTORI DELLA COAGULAZIONE I Fattori della Coagulazione sono un insieme eterogeneo di molecole che prende parte alla cascata coagulativa, in quella che viene chiamata FASE COAGULATIVA del processo emostatico.

Dettagli

-Rapidità di azione :quindi deve essere liposolubile per poter facilmente attraversare la barriera ematoencefalica

-Rapidità di azione :quindi deve essere liposolubile per poter facilmente attraversare la barriera ematoencefalica ANESTETICI GENERALI ENDOVENOSI Proprietà: -Rapidità di azione :quindi deve essere liposolubile per poter facilmente attraversare la barriera ematoencefalica -Risveglio rapido :questo è possibile quando

Dettagli