REINSERIMENTO E RECUPERO SOCIALE E LAVORATIVO NEL CENTRO DIURNO PER LA SALUTE MENTALE DI CARBONIA

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1 Gli indicatori macrostrutturali di qualità dei servizi e delle prestazioni sanitarie REINSERIMENTO E RECUPERO SOCIALE E LAVORATIVO NEL CENTRO DIURNO PER LA SALUTE MENTALE DI CARBONIA di Manola Bacchis, Paolo Contu, Alessandro Floris, Emiliano Isu, Fausto Sulis e Antonio Cesare Gerini PREMESSA Il presente documento è il risultato di una ricerca effettuata nel corso del 2002 dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell Università di Cagliari in collaborazione con il Centro di Salute Mentale dell Azienda Usl n.7 di Carbonia sulla valutazione del Centro Diurno per la Salute Mentale nei suoi primi due anni di attività. E, in particolare si è osservato il metodo di lavoro adottato per la programmazione del piano di recupero e reinserimento sociale e lavorativo del paziente con disturbo mentale. Infatti, considerato quanto affermato dai documenti dell OMS in cui si legge che il disturbo mentale riveste un incombente carico sociale e ha una grande rilevanza in termini di Sanità Pubblica, ripercuotendosi in termini di disabilità sulla vita relazionale, affettiva, sociale, scolastica e lavorativa, l obiettivo prioritario del Centro Diurno (C.D.) è cercare di ridurre le conseguenze disabilitanti determinate dal disturbo psichiatrico attraverso la ricostruzione del tessuto affettivo, relazione e sociale, e tutti gli interventi sono volti a far emergere le potenzialità individuali del paziente tutelando e garantendo la qualità di vita della persona e cogliendo e avvalendosi delle risorse del contesto di appartenenza del paziente e della famiglia. Il tutto basandosi sulla Riforma Psichiatrica (legge 180/78), la quale attraverso la chiusura dei manicomi vuole porre l attenzione sul paziente come persona: pertanto, l obiettivo principale della chiusura delle istituzioni psichiatriche è promuovere l integrazione e il reinserimento sociale con l attivazione di servizi e strutture in grado di tutelare la persona nella sua interezza e proponendo concrete occasioni per un suo reintegro in famiglia, nella società e nell ambiente lavorativo. Nel centro diurno di Carbonia il metodo di lavoro impiegato vede utilizzate diverse forze ed energie riuscendo a coniugare esigenze sanitarie con quelle individuali e sociali favorendo i contatti con la realtà sociale esterna e con i legami affettivi, ponendo come elemento prioritario la centralità della persona. OBIETTIVI DELLA RICERCA Uno degli obiettivi della ricerca è stato descrivere e valutare la modalità e il coinvolgimento nelle attività terapeutico-riabilitative del paziente, quindi analizzare il metodo di lavoro e i risultati ottenuti nei primi due anni di vita nel Centro Diurno del Centro di Salute Mentale nel distretto sanitario di Carbonia Asl n.7. In particolare, nell indagine epidemiologica e di Promozione della Salute, è stata affrontata la modalità e presa in carico del paziente e le attività terapeutico-riabilitative volte al reinserimento sociale e lavorativo, obiettivi posti dal Progetto Obiettivo Tutela Salute Mentale. METODOLOGIA La casistica presa in esame riguarda tutte le persone con disturbi mentali o psichici che hanno frequentato il Centro Diurno(CD) del Centro Salute Mentale (CSM) nell Azienda USL 7 di Carbonia tra il 2000 ed il 2002, comprendente i primi due anni di vita del CD. Sono stati raccolti i dati anamnestici dei pazienti (situazione anagrafica e socio-culturale-lavorativa e quella socio-sanitaria), inoltre, hanno fornito ricchi dettagli, sul percorso riabilitativo e sulla storia clinica e sociale di ogni paziente, le interviste strutturate e non strutturate con gli operatori e l osservazione sistematica nel Centro per il periodo intero della ricerca (aprile-dicembre 2002). 75

2 Epidemiologia in Sardegna n.6 CONTESTO E TARGET: IL CENTRO DIURNO PER LA SALUTE MENTALE NEL DISTRETTO DELL USL 7 DI CARBONIA L edificio del CSM di Carbonia è sito in zona periferica nel Comune di Carbonia nel Sulcis Iglesiente in un area verde (bonificata e curata dai pazienti del CD) e di proprietà dell Azienda USL 7, presso il Presidio Ospedaliero Sirai di Carbonia adiacente al Pronto Soccorso Generale e al reparto psichiatrico (SPDC). La struttura accoglie al suo interno la sede direzionale e gli ambulatori del CSM (riquadro n. 1), i locali della Casa Famiglia e del Centro Diurno, svolgendo così funzioni polivalenti e portando avanti programmi che favoriscono l incontro di pazienti afferenti da diverse realtà e strutture, impostando in tal modo stretti contatti con i servizi dell intero DSM. Organizzazione strutturale del CSM di Carbonia - Centro Diurno: struttura a carattere semiresidenziale per pazienti con medio-basso livello di protezione; - Casa famiglia: struttura residenziale con livello medio-alto di protezione per pazienti con patologie importanti che non permettono grandi livelli di autosufficienza; - ambulatori (studi medici psichiatri, studio psicologo, infermeria): per prestazioni terapeutiche e/o diagnostiche; - Uffici Centro Direzionale del CSM Fonte: Centro Direzionale CSM Carbonia USL 7 anno 2002 Il Centro Diurno dispone di ambienti attrezzati per le attività di laboratorio, un locale polifunzionale, una cucina, i servizi igienici; all esterno ampi spazi verdi e superfici per pratiche agricole e l allevamento di animali. L obiettivo del CD è quello di offrire un punto di riferimento al paziente e alla sua famiglia, all interno del quale la persona abbia l opportunità di esprimersi, di confrontarsi e di svolgere attività volte al suo recupero e reinserimento sociale e lavorativo, il tutto in piena libertà decisionale e operativa attraverso un progetto riabilitativo personalizzato volto alla persona e non alla malattia o disturbo. I pazienti che frequentano il C.D. hanno caratteristiche socio-sanitarie differenti per gravità sanitaria e sociale, per grado di autosufficienza e disabilità individuale e sociale, per livello di protezione, e necessitano di trattamenti a lungo termine per mezzo di programmi e attività atte a prevenire e contenere i ricoveri. Complessivamente nel biennio il totale degli utenti che ha usufruito del servizio è stato di 68 pazienti (50 uomini e 18 donne), in prevalenza (62%) con un età giovane adulta. Il 68% degli utenti risultava essere domiciliato in famiglia (di origine o di nuova costituzione) e il 32% inserito in strutture residenziali di tipo sociale (centro accoglienza) o socio-sanitario (struttura protetta, casa famiglia e centro alcologico). Il livello di scolarità e lo status socio-economico è medio basso, e la situazione lavorativa attuale mostra un 63% di pensionati per cause psichiatriche, contro il 13% di impiegati in attività lavorative. 76

3 Reinserimento e recupero sociale e lavorativo nel Centro Diurno per la salute mentale di Carbonia UNA PERSONA, NON UN PAZIENTE MA UN AGENTE : IL METODO E IL CONCETTO DI VOLONTARIO NEL CENTRO DIURNO Il problema, al momento della nascita del Centro Diurno, era quello di dare una risposta e potesse svolgere quella funzione che è richiesta a un centro semiresidenziale di psichiatria, farsì che vedesse impegnati i pazienti in attività capaci di coinvolgerli e vederli protagonisti, a seconda delle loro capacità e possibilità, e che i risultati del loro fare fossero immediatamente tangibili. Un modo dunque di stare insieme che non considerasse passivamente, e quindi come malati da curare, coloro che frequentano il Centro Diurno, ma al contrario persone attive, con cose da fare, anche le più piccole e le meno apparentemente impegnative, e quindi capaci di agire e di costruire. Una persona dunque, non un paziente ma al contrario un agente. In questo senso i frequentatori del Centro Diurno diventano volontari, e come tali non si distinguono da tutte le altre componenti che frequentano il Centro. Il loro status non è quello di schizofrenico o di maniaco depressivo, ecc., ma di volontario. I pazienti, anzi i volontari hanno in mano le attività e l organizzazione delle stesse. Sono quindi i valori propri dell essere volontario i motivi aggreganti e la ragione su cui si fonda la piccola società del Centro Diurno: introducendo il concetto di volontariato, si passa da una posizione che vede la persona come bisognosa di cura in quanto ammalata, quindi paziente, ad una in cui in prima istanza la persona è considerata come tale, quindi capace di agire, di fare. Al Centro Diurno non si abolisce il concetto di malattia, è messo tra parentesi. Pur sapendo che esso esiste e spesso informa anche drammaticamente la vita del paziente, della famiglia e dello spicchio di società di cui fa parte, nonostante ciò quando entra al Centro Diurno esso lo frequenta non in quanto paziente, ma in quanto volontario. Il paziente che frequenta il Centro sa che gli è richiesta una attività (quella che è capace di dare) da mettere in comune per la costruzione della piccola società del Centro Diurno. Il Centro Diurno quindi non è una realtà statica, già formata, che accoglie persone per curarle; ma è una realtà dinamica, mai compiutamente terminata, la cui progressione è legata alla capacità delle persone che via via nel tempo si incontreranno e entreranno in quel modo di stare insieme. LE ATTIVITÀ L orario di apertura del Centro Diurno è in media di 10 ore al giorno, con inizio delle attività alle 9 del mattino e con la chiusura in tarda serata verso le 1900/2000, dopo una ricca giornata all insegna di momenti di vita diversi tipici di una grande famiglia o di una piccola società. Il tempo è scandito dall operatività tra la natura e gli animali, il pranzo, la pittura, il teatro, le gite, le mostre, la musica, il canto, l organizzazione di manifestazioni Tutte le attività e l impostazione del CD hanno un comune denominatore: stare insieme, lavorare insieme e crescere insieme. 77

4 Epidemiologia in Sardegna n.6 Nel riquadro sottostante si riporta la giornata tipo nel Centro Diurno pensata e organizzata dai ragazzi che ritroviamo affissa all interno della sala polifunzionale: Una mattinata al centro diurno Attività quotidiane h.930: riunione del gruppo Ci organizziamo insieme per pensare dire fare insieme Controlliamo gli animali e innaffiamo il giardino Prepariamo il pranzo PRANZIAMO INSIEME ATTIVITA SETTIMANALI: Laboratori stabili: 1) puliamo l ovile; 1) ceramica; 2) riordiniamo il magazzino; 2) cucina; 3) spazziamo le stradine del giardino. 3) decoupage. Attività in corso d opera: Per i cavallini stiamo terminando la palizzata, la mangiatoia, il riparo, il deposito per il fieno; stiamo preparando il menù per il buffet; stiamo terminando gli oggetti per la mostra, l inventario e il prezziario Attività di progettazione: Laboratorio di teatro; percorso equestre; zanzariere per l ovile; spostare recinzione del pollaio; finire l impianto d irrigazione del giardino; preparare inviti per la festa, preparare buffet; trovare sistemazione per la legna del forno Fonte: Centro Diurno USL 7 Carbonia anno

5 Reinserimento e recupero sociale e lavorativo nel Centro Diurno per la salute mentale di Carbonia Come si osserva dallo schema la giornata parte all insegna della riunione e le altre attività sono il prodotto delle decisioni prese in comune. Il programma prevede quindi attività riabilitative volte alla persona nella sua totalità e i laboratori sono il mezzo attraverso il quale il paziente riconquista l autonomia personale e sociale, e questo avviene fin dalle prime fasi dell inserimento del paziente, il quale sperimenta e si rende complice della vita nel CD immediatamente. Il programma è flessibile e adattabile alle situazioni e ai cambiamenti del singolo individuo e del CD come piccola società. Le attività che si svolgono all interno del CD hanno avuto uno sviluppo graduale e si può affermare che siano nate e stiano crescendo insieme agli operatori istituzionali e agli operatori volontari. Infatti, il CD nel corso del biennio ha visto una continua programmazione e riveduta degli obiettivi specifici, degli spazi, delle attività. La scelta delle attività è sottoposta ad attento esame da parte del responsabile per garantire un percorso consono alle potenzialità e alle attitudini del paziente, e in particolare modo per permettere una riabilitazione pratica e concreta volta al recupero delle abilità personali, sociali e lavorative. Infatti, la funzione dei laboratori è di intrattenimento, di socializzazione, di libera espressione di sé stessi (come saper essere, saper fare e sapersi esprimere) e contemporaneamente offrono l opportunità concreta di acquisire abilità lavorative. L essenza del lavoro è quella di far cogliere il processo integrale insito e scaturito da ogni singola attività come contributo personale nello svolgimento della propria opera quotidiana e assidua nel settore prescelto di modo tale che ciò consenta di capire il valore e l importanza della linea comune nella gestione e crescita di ogni giorno. Come detto precedentemente la programmazione e la realizzazione del lavoro avviene attraverso l interazione e la collaborazione a partire dalla riunione, dalla quale si avviano una serie di laboratori interconnessi e che, grazie anche alla collocazione del CD in zona urbana periferica con ampie distese nell area circostante lo sviluppo di particolari attività a diretto contatto con la natura e gli animali è stato favorito. In sintesi le attività, oltre la riunione, in atto al CD sono: 1. attività agro-zooteniche e attività di giardinaggio; 2. attività artistico-creative, espressive, musicali e teatrali; 3. attività quotidiane, preparazione dei cibi; 4. attività socio-culturali, ricreative e sportive; 5. attività informatiche e video-fotografiche ; 6. attività lavorative protette. La riunione rappresenta il momento decisivo per deliberare il programma quotidiano della giornata, e costituisce occasione d incontro tra tutti gli operatori (istituzionali e volontari). Lo svolgimento è quotidiano e vi prendono parte, in media, 40/50 persone. La riunione è di fondamentale importanza. E il fulcro operativo e decisionale e da questo momento risulta già evidente il metodo di lavoro adottato nel CD: si discute, si fa il resoconto delle giornate trascorse valutando i risultati, e adoperandosi per elaborare nuove strategie o interventi, è altresì un momento in cui si estrinsecano sentimenti ed emozioni personali o legati alla vita sociale del CD, o semplicemente è un occasione per scherzare e chiacchierare assaporando i dolci o il caffè preparati dai ragazzi. La riunione mattutina ha dunque come scopo principale quello di organizzare la giornata, pianificare le attività del giorno. Dell organizzazione della giornata, poi, è necessario sempre mostrare lo scopo, il senso delle attività. E in questo scopo tutti, nel limite del possibile, si riconoscono, in modo che la loro attività non sia semplicemente un attivismo finalizzato al riempimento del tempo terapeutico da trascorrere al centro e quindi compiuta per il ricupero di supposte disabilità. Il collegamento tra le attività è divenuto sempre più forte nel tempo. Le diverse esperienze e i risultati hanno consentito la pianificazione a breve e a lungo termine delle attività. Le attività svolte all interno del Centro, e l organizzazione conseguente della giornata, hanno lo scopo di poter rendersi autosufficienti e questo fatto produce nei suoi componenti una motivazione importante 79

6 Epidemiologia in Sardegna n.6 per poter continuare il percorso e sentirsi protagonisti della costruzione di un opera che li vede impegnati in prima persona. L introduzione dell operatività dei volontari, a fianco di quella degli operatori istituzionali, ha permesso, inoltre, di ridurre la distanza oggettivante che usualmente esiste tra operatore e paziente. Si riportano i passi maggiormente significativi che hanno determinato la crescita del CD: Il pranzo e le attività quotidiane L idea del Pranzo nasce inizialmente dalla voglia di stare insieme, in seguito acquisisce anche altri significati più profondi come la conquista di concrete possibilità lavorative date dai contratti di lavoro mantenendo contemporaneamente un profondo significato di socializzazione. Inoltre, è un attività strettamente collegata con lo svolgimento di taluni laboratori finalizzati direttamente a scopi produttivi e alimentari (zootecnia,) o indirettamente attraverso la gestione dell economia domestica e l esecuzione di normali azioni di vita quotidiana (il riordino, il fare la spesa, il saper cogliere l utile da momenti socioricreativi come le gite al mare- momenti anche per procurare prodotti della pesca- ed altri). Le attività agrozootecniche Inizialmente la fattoria contava pochi esemplari animali e le coltivazioni agricole coprivano limitati spazi. In seguito, si è registrata una crescita del settore zootecnico determinato dalle capacità di gestione, dall impegno pratico e costante di pazienti e operatori, dalla caparbietà di collegare tali attività con il resto della vita del CD e dalla sensibilità dei cittadini (pubblici e privati) che hanno contribuito con donazioni o con la disponibilità del proprio operato. Come per il settore culinario, anche la zootecnia è strettamente collegata a tutti gli altri laboratori. Infatti, oltre a fornire i beni di prima necessità per la preparazione del pranzo, la vendita dei prodotti garantisce un autofinanziamento per il potenziamento e l evoluzione dell intero sistema, inoltre anche tale settore ha consentito concrete possibilità di occupazione retribuita mediante gli inserimenti lavorativi. I laboratori legati alle attività agricole e zootecniche, rappresentano la novità centrale del lavoro di reinserimento sociale e lavorativo per i pazienti del Centro Diurno di Carbonia, la vera innovazione della proposta riabilitativa del CD ( ) (come ha affermato il Dr Gerini in op. cit. Da internet alla fattoria di A. Floris 2001) e richiedono grande impegno, responsabilità, capacità di gestione e di progettazione. Il lavoro ha doppie finalità: da un lato l obiettivo è il reinserimento sociale e lavorativo, dall altro raggiungere livelli produttivi tali da permettere una gestione economica autonoma per l acquisto dei beni di prima necessità e per il proseguimento delle attività stesse. Il lavoro nell ambiente esterno implica pertanto serietà e consapevolezza del considerevole impegno derivante dall articolata gestione per l ottenimento e la tutela dell equilibrio interno all ecosistema naturale e dal collegamento che ne scaturisce con il sistema del CD tra uomo-natura-animali e finalizzato, tra le altre cose, anche al processo produttivo per un autogestione economica. Attività artistico-teatrali Le attività artistico-teatrali i primi tempi oltre a mantenere inalterata la caratteristica di essere momenti ricreativi e socializzanti, hanno impegnato i ragazzi nella realizzazione di oggettistica (ceramiche, decoupage, bambole in pezza..), di commedie teatrali etc. finalizzati anch essi alla riabilitazione e alla produzione per un autofinanziamento del CD. Con il passare del tempo hanno registrato un evoluzione interna in termini di qualità e quantità del prodotto finito, e un evoluzione esterna in termini relazionali-comunicativi coinvolgendo attivamente istituzioni pubbliche e scolastiche e scaturendone un rapporto formativo per entrambe le parti. Ad esempio, persone con esperienza nel settore hanno portato la propria esperienza trasmettendone arte e mestieri, oppure il teatro arte profonda che implica impegno e creatività non solo nella rappresentazione finale ma anche in quella organizzativa 80

7 Reinserimento e recupero sociale e lavorativo nel Centro Diurno per la salute mentale di Carbonia nella scelta ed esecuzione di testi, musiche, scenografie, costumi. Allo stato dell arte, i prodotti artistici vengono esportati all esterno per alcune mostre e il debutto delle commedie melodrammatiche avviene in contesti comunitari differenti (scuole, ospedale, comunità locale) grazie anche alla collaborazione della compagnia teatrale Fueddu e Gestu di Cagliari. La sfida del CD per il futuro è raggiungere la totale autogestione economica del CD attraverso l autofinanziamento determinato dal commercio dei prodotti e dall uso interno degli stessi o del loro ricavato, ed ampliare le opportunità lavorative nei diversi settori oltre quello agrozootenico. Opportunità di impiego già concretizzate grazie agli inserimenti lavorativi attuati con un protocollo d intesa (Delibera n. 1603/2002 del 9 novembre 2002 Azienda USL n.7 di Carbonia) per l Adesione progetto inserimento lavorativo sofferenti psichici, tra ASL n. 7, Comune di Carbonia e Associazione di volontariato Albeschida. Il protocollo d intesa stabilisce i termini di collaborazione e di organizzazione per l avvio delle attività lavorative per le quali è prevista la stipula di otto contratti a tempo determinato da destinare a pazienti afferenti al CSM, e al CD, selezionati dal responsabile del centro. I programmi di formazione e reinserimento lavorativo incentivano la promozione della persona che porta fuori le proprie potenzialità e peculiarità, consolidando il metodo di lavoro del CD qui si viene per lavorare, non è un luogo di ricovero ( ) (in op. cit. Da Internet alla fattoria di A. Floris). Il paziente diviene operativo e vive l esperienza del trapasso dalla passività alla operosità, un efficienza produttiva per sé e per gli altri. DISCUSSIONE E RISULTATI Il metodo di lavoro nel Centro Diurno per la Salute Mentale si è dimostrato efficace ottenendo risposta partecipata della comunità (famiglia, comunità sociale e scolastica, enti locali) e partecipazione attiva dei pazienti, stimolandone il recupero e la valorizzazione della persona nel suo insieme. Infatti il metodo di lavoro pone il paziente al centro di tutto il programma riabilitativo. Il primo traguardo è l accoglienza della persona, dei suoi familiari e dei suoi amici. L inserimento iniziale è seguito dalla programmazione sull intervento terapeutico riabilitativo del singolo con un proprio vissuto, un modo di essere e di relazionarsi, e con precise potenzialità emergenti o celate impostando un progetto personalizzato sotto tutti punti di vista, dai tempi di frequenza, alla tipologia di interventi, assicurando un supporto degli operatori sociosanitari (operatori istituzionali) e degli operatori delle Associazioni di volontariato (operatori volontari) e prevedendo attività che impegnano e coinvolgono la persona nella sua totalità. In tal modo il metodo di lavoro prevede pazienti e operatori uniti in un iter comune seguendo una direzione organica nel rispetto delle libertà individuali adoperandosi per un concreto inserimento o reinserimento della persona nel mondo sociale attraverso attività socializzanti e attività lavorative partendo dal presupposto dello star bene inteso nel suo senso più ampio abbracciando il nuovo concetto di Salute che vede il benessere come stato individuale all interno di diverse dimensioni che vanno oltre la malattia in quanto tale. L essenza del lavoro sta nel far cogliere il processo integrale insito in ogni attività come contributo personale nello svolgimento della propria opera quotidiana nel settore prescelto, al fine di comprendere il valore e l importanza della gestione e crescita di ogni giorno dove i pazienti rappresentano la risorsa più forte del Centro e i risultati riabilitativi stessi derivano dalla loro partecipazione e collaborazione, e dall essere parte attiva del programma. Quindi, la visione del paziente come volontario e l impostazione del metodo di lavoro dove tutti devono lavorare e contribuire produce dei significativi risultati altamente significativi con doppi obiettivi: 1. Si ha un pieno coinvolgimento del paziente nelle attività che diviene promotore di salute in maniera 81

8 Epidemiologia in Sardegna n.6 attiva e responsabile reinserendosi nella vita sociale e lavorativa di ogni giorno per mezzo dell attività lavorativa medesima tratta dal laboratorio; 2. Dall analisi dati si osserva che il 100% degli utenti prende parte ai laboratori: il 79% sceglie due o più attività e nel 69% dei casi vi partecipa con un livello elevato ed interattivo prediligendo attività con un diretto contatto con la natura (settori agrozootecnici- 50%), seguite dalle attività artistico-creative (47%) e dalle attività di vita quotidiana (cucina, riordino etc.) (40%). Le attività al CD sembrerebbero dunque dei veri promotori di salute in quanto perseguono promuovono e sostengono l immagine della persona che soffre. Il divenire attivi crea un sistema di relazioni forte e ripropone le potenzialità individuali consentendo alla persona di contrastare il suo essere passivo e di formarsi come individuo socialmente produttivo Si adotta un metodo che offra la possibilità di esprimere la propria personalità, la voglia di essere e di fare attraverso una comunicazione e una relazione affettivo-relazionale dello stare insieme e fare insieme optando per la scelta delle attività in piena libertà e mostrando dei concreti risultati per sé e per l intero gruppo del Centro Diurno. Pertanto, uscire e divenire attivi attraverso il lavoro, o meglio operosità, crea un proprio sistema di relazioni, ripropone le proprie potenzialità acquisendo un nuovo status che gli consente di contrastare il suo essere passivo e di divenire un individuo socialmente utile riconosciuto umanamente. 3. Inoltre, i risultati ottenuti nel Centro Diurno determinano un vantaggio di immagine e di ottime capacità gestionali della Direzione Generale che ha dimostrato apertura sapendo cogliere l ottima occasione per assumere il ruolo manageriale proprio delle Aziende, e garantendo crescenti livelli di qualità delle prestazioni socio-sanitarie che rispondono ai bisogni dell utente attraverso caratteristiche strutturali e organizzative che concorrono a determinare la qualità dei servizi offerti dall Azienda. RINGRAZIAMENTI Si ringrazia l on. Giorgio Oppi, che nel periodo in cui è stata effettuata l indagine era Assessore alla Sanità Regione Sardegna, il Dr. Emilio Salvatore Simeone, Direttore Generale della Azienda USL 7, e il Dr. Antonino Demurtas che con la loro collaborazione e sensibilità hanno reso possibile la realizzazione della ricerca. Si ringrazia anche i volontari del Centro Diurno, della Casa famiglia, gli operatori, il personale e la presidente dell Associazione Albeschida. Manola Bacchis e Paolo Contu Dipartimento di Sanità Pubblica - Università degli Studi di Cagliari Alessandro Floris Centro Alcologico Is lampis - Carbonia (Ca) Emiliano Isu e Antonio Cesare Gerini Azienda USL n. 7 Centro Salute Mentale Carbonia (CA) Fausto Sulis Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato dell Igiene e Sanità e dell Assistenza Sociale 82

9 Reinserimento e recupero sociale e lavorativo nel Centro Diurno per la salute mentale di Carbonia BIBLIOGRAFIA M. Bacchis, P. Contu, Il Centro Diurno del Servizio di Tutela di Salute nell Azienda USL n.7 della Regione Sardegna: strategia della partecipazione e della collaborazione per uscire dallo stigma della malattia mentale ed entrare nella Società in: Atti Conferenza Nazionale di Promozione ed Educazione alla Salute. Salute e politica, strumenti di sviluppo. Intersettorialità e partecipazione per la Promozione della Salute, Bolzano, 2002 (in stampa) M. Bacchis, A. Floris, A.C. Gerini, E. Isu, R. Littera, G. Oppi, E. Simeone, P. Contu, Oltre. L esperienza del centro diurno del Centro di Salute Mentale nell azienda Usl 7 di Carbonia supplemento Appunti Sparsi anno XII n A. Floris, Da Internet alla fattoria, 2001 AA.VV., DSM IV, Editore Masson, Milano 2001 M. Bacchis, A. Floris, A.C. Gerini, E. Isu, F. Sulis, P. Contu, Evaluation of the first two years of the Day-time Service of Mental Health Azienda Usl 7 of Carbonia Sardinia- Italy in atti VI IUHPE EUROPEAN CONFERENCE ON HEALTH PROMOTION AND EDUCATION Perugia 2003 (in stampa) J F. Jekel, J.G. Elmore, D.L. Katz, Epidemiologia, Biostatistica e Medicina Preventiva Edises Napoli 1996 V. Mastronardi, Le Terapie Assistite da animali in medicina criminologia. Università degli Studi di Roma La Sapienza Dipartimento di Scienze psichiatriche e medicina Psicologica L. Binswanger, Per un antropologia fenomenologica Feltrinelli, 1970 M. Bacchis, G. Pintus, F. Sulis, Progetto di terapia attraverso la compagnia di animali: Pet Therapy per l infanzia e l età evolutiva nel Servizio Materno Infantile delle Aziende USL in I nuovi modelli per l educazione Sanitaria: , Atti del convegno, Perugia, 1999 Ministero della Salute, Progetto Obiettivo per la tutela della salute mentale Ministero della Salute, Progetto Obiettivo per la tutela della salute mentale 1994/96 R. Marchesini, Io e la Natura, Macroedizioni 1998 R. Marchesini, Natura e Pedagogia,, edizioni Theoria srl 1996 P. Contu, B. Scarpa, Strategie europee di promozione della Salute in Educazione Sanitaria e Promozione della Salute: 18-27, n

10 Epidemiologia in Sardegna n.6 Bianca 84

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