SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

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1 (Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Società Cooperativa Sociale Fenice SEDE LEGALE: via Fimia n CATANIA (CT) Tel: 095/ Fax: 095/ ; sito web: 2) Codice di accreditamento: NZ ) Albo e classe di iscrizione: Albo regionale degli enti di servizio civile Regione Sicilia 4^ CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: Contro corrente 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: A - Assistenza Aree di intervento: 01 Anziani; 06 Disabili. 1

2 6) Descrizione dell area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Contesto territoriale: L ambito territoriale di riferimento entro il quale si realizza il progetto è costituito dal Comune di Catania, nel quale la scrivente cooperativa gestisce i servizi di assistenza domiciliare in favore di anziani e disabili. COMUNE DI CATANIA: Catania, seconda città e secondo porto della Sicilia dopo Palermo, è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, con numerose industrie alimentari, chimiche (fertilizzanti) e tessili. La provincia, che comprende 58 comuni in un territorio prevalentemente collinare e montuoso, è dedita all'agricoltura, che produce agrumi, uva, olive, frutta, ortaggi e cereali. Oggi Catania conta abitanti, di cui anziani (Popolazione con più di 65 anni - dati DEMO ISTAT - Anno 2011). I dati confermano gli studi di settore e l esistenza della cosiddetta piramide rovesciata che, negli ultimi anni, ha assunto una forma a salvadanaio con notevoli strozzature nelle classi giovani, un certo rinpinguamento nelle classi mature ed un forte incremento delle classi senili. Gli stessi indici di vecchiaia sono poco al di sotto della media nazionale (143%) e molto al di sopra di quella regionale (117%). Catania fa parte del Distretto Socio Sanitario n. 16 costituito dai Comuni di Motta e Misterbianco, con una popolazione complessiva di abitanti. Catania fa parte del Distretto Socio Sanitario n. 16 costituito dai Comuni di Motta e Misterbianco, con una popolazione complessiva di abitanti. Tutti gli ambiti più importanti e indispensabili nella vita di un disabile presentano enormi lacune per la sua vita quotidiana e per la realizzazione di progetti futuri. Le risorse sanitarie nel territorio comunale a cui afferisce gran parte della popolazione dell intera provincia, sono rappresentate da tre grandi poli ospedalieri, numerose RSA e servizi territoriali quali consultori familiari, poliambulatorio, D.S.M., SERT. Le risorse sociali sono: Centri Diurni per minori-disabili-anziani, Centri Pronta Accoglienza, Mense sociali, Strutture residenziali per minori-anziani-inabili, Centri ricreativi e culturali per minori-anziani. 2

3 La provincia di Catania inoltre presenta una situazione di sottodotazione di strutture e servizi a favore dei disabili, rispecchiando la situazione generale dell intera regione. Per quanto riguarda la famiglia, nonostante rimanga ancora, in queste zone, un valore sociale ed affettivo forte e ben radicato, sta via via perdendo il ruolo di supporto che aveva nel passato. I Servizi sociali dei comuni del distretto n. 16 hanno fatto emergere la solitudine come problematica principale che investe anziani e disabili, seguita dall enorme gap esistente nel rapporto fra bisogni e servizio reso. Contesto settoriale: Il contesto settoriale è costituito dalle principali aree di impegno sociale della cooperativa: anziani e disabili. Da anni la scrivente cooperativa eroga, in convenzione con il Comune di Catania, il servizio di assistenza domiciliare, attualmente, rispettivamente per 90 anziani e 15 disabili e, da qualche mese, gestisce anche il servizio di assistenza domiciliare integrata in favore di n. 4 anziani. Per quanto riguarda gli anziani assistiti, presentano per lo più patologie cronico degenerative ed invalidanti quali Alzheimer, Parkinson, ictus cerebrale, ma anche malattie cardiovascolari, psichiatriche e neurologiche. Per quanto l area della disabilità, per lo più essa è motoria e psico sensoriale. L ente presenta una struttura organizzativa solida che poggia su personale qualificato e con anni di esperienza nel settore, su un team di esperti impegnati nelle attività di progettazione sociale e di monitoraggio/valutazione. Le basi di questa struttura sono radicate anche in collaborazioni e relazioni umane e professionali con enti locali, del terzo settore e del privato sociale. L organico previsto per lo svolgimento dei servizi resi annovera le seguenti figure professionali: n. 27 dipendenti: n. 1 assistente sociale n. 4 ausiliari n. 1 autista n. 21 OSA 3

4 Descrizione della rete formale ed informale con cui si collaborerà per realizzare il progetto: Per la realizzazione del progetto, come tra l altro emerge in dettaglio dai protocolli di collaborazione prodotti nell allegato n. 5, la cooperativa sarà collaborata attivamente da: Istituto Comprensivo Federico De Roberto Associazione di volontariato Come Ginestre Associazione di volontariato Pantere Verdi Info Group ASMA tipografia Zappalà Università Kore di Enna Le risorse fanno tutte parte della rete che si è costruita negli anni e che si basa su connessioni di carattere informativo, di condivisione di progettualità e di obblighi burocratici. Tutti gli enti coinvolti hanno un ruolo attivo nelle diverse articolazioni del progetto di servizio civile, ma anche in numerose altre progettualità che la scrivente cooperativa porta avanti nell ambito della propria mission. A questi si aggiungono le reti informali con le quali la cooperativa collabora attivamente: Caritas locale; famiglie degli utenti. Queste ultime avranno un ruolo importante nel progetto di servizio civile, in quanto sosterranno, con il loro impegno attivo, i progetti personalizzati di valorizzazione delle capacità residue dei loro congiunti ed i piani di assistenza/cura e di inserimento/reinserimento socio relazionale. DESTINATARI DEL PROGETTO: n. 90 anziani (attraverso il S.A.D.); n. 15 disabili (attraverso il S.A.D.); n. 100 anziani/disabili/caregivers (attraverso il servizio di segretariato sociale); n. 10 anziani/disabili (attraverso il potenziamento del S.A.D.); n. 4 anziani (attraverso l A.D.I.); n. 30 giovani (attraverso i corsi di formazione al volontariato I colori di un 4

5 sogno ); n. 100 giovani (attraverso la campagna di sensibilizzazione/promozione del servizio civile e del volontariato in genere). BENEFICIARI DEL PROGETTO: n. 100 famiglie di anziani; n. 15 famiglie di disabili; n. 4 enti no profit; comunità locale del Comune di Catania; ente. 5

6 7) Obiettivi del progetto: Di seguito si riportano dati importanti dai quali è possibile rilevare il rapporto tra beneficiari/destinatari attualmente raggiunti dall ente e beneficiari/destinatari potenzialmente raggiungibili attraverso il nuovo progetto di servizio civile: beneficiari/destinatari attuali: n. 90 anziani (attraverso il S.A.D.); n. 15 disabili (attraverso il S.A.D.); n. 4 anziani (attraverso l A.D.I.) beneficiari/destinatari potenziali (in aggiunta a quelli già assistiti): n. 100 anziani/disabili/caregivers (attraverso il servizio di segretariato sociale); n. 30 giovani (attraverso i corsi di formazione al volontariato I colori di un sogno ); n. 100 giovani (attraverso la campagna di sensibilizzazione/promozione del servizio civile e del volontariato in genere); n. 100 famiglie di anziani; n. 15 famiglie di disabili. Obiettivi generali del progetto: Promuovere la cultura dell accoglienza e del rispetto della diversità; Promuovere il miglioramento della qualità della vita delle persone anziane e disabili; Migliorare e incrementare l offerta dei servizi socio-assistenziali rivolti ad anziani e disabili; Ridurre al minimo l istituzionalizzazione consentendo al soggetto anziano o disabile di vivere una vita libera, ma parzialmente protetta; Favorire, nei destinatari, una maggiore consapevolezza e tutela dei propri diritti umani e sociali; Promuovere l asse operativo ricerca azione come risposta concreta alle sfide della società moderna; Promuovere l aumento del livello di autodeterminazione degli utenti dei servizi; Migliorare la qualità relazionale nei servizi agli anziani ed alla persona diversamente abile; 6

7 Incentivare l esperienza della solidarietà sociale; Valorizzare il lavoro di rete con le realtà locali; Promuovere la cultura della cittadinanza che coinvolga i volontari/e del Servizio Civile Nazionale in quanto soggetti appartenenti a un contesto sociale in grado di compiere azioni fondate sui principi della nostra Costituzione Repubblicana; Costruire una cultura del servizio e della partecipazione attiva; Attivare un gruppo attivo capace di realizzare e diffondere efficacemente la suddetta cultura attraverso la costruzione di processi di influenza che consentano ai vari attori sociali, che compongono il contesto nel quale sarà realizzato il progetto, di confrontarsi con i contenuti espressi dallo stesso; Promuovere modelli operativi d integrazione tra leggi sociali (es. Legge 104/92 - Legge 64/01 Legge 328/00) a vantaggio di particolari categorie della nostra collettività; Contrastare i fenomeni di esclusione e di emarginazione sociale. Obiettivi specifici: A) Aumento dei servizi di assistenza, compagnia e socializzazione attraverso le seguenti attività: - Servizi di segretariato sociale; - Potenziamento del servizio di assistenza domiciliare in favore di anziani e disabili; - Potenziamento del servizio di disbrigo pratiche in favore di anziani e disabili; - Definire programmi personalizzati di potenziamento delle capacità residue e di empowerment, in favore di anziani e disabili assistiti. Risultati attesi 1.1. Raggiungere, attraverso il servizio di segretariato sociale, n. 100 anziani/disabili. 1.2.Rispondere ad almeno il 50% delle richieste di disbrigo pratiche pervenute. 1.3.Coinvolgere almeno n. 10 anziani/disabili assistiti in programmi personalizzati di potenziamento delle capacità residue e di empowerment. Indicatori di risultato 1.1. n. richieste pervenute (scala nominale); tipologia della domanda (scala ordinale), n. interventi mensili (scala di rapporto). 1.2 n. soggetti raggiunti dal servizio (scala nominale); tipologia della domanda (scala ordinale); n. interventi mensili; (scala di rapporto). 1.4 n. soggetti coinvolti (scala nominale); attività proposte con cadenza mensile agli utenti (scala nominale); livello di partecipazione (scala ordinale); percezione del livello di utilità delle attività, da parte dell utente, sulla propria qualità di vita (scala ordinale); livello di 7 soddisfazione dell utente (scala ordinale).

8 (scala ordinale); livello di soddisfazione dell utente (scala ordinale). B) Aumento del livello di informazione e di coinvolgimento sui temi che interessano i settori anziani e disabili, attraverso le seguenti attività: - Osservazione, studio e lavoro di ricerca. - Incontri di sensibilizzazione nelle scuole. - Corso di formazione al volontariato I colori di un sogno. Risultati attesi 1. Raggiungere almeno 100 alunni. 2. Maggiore conoscenza della qualità di vita di anziani e disabili nei Comuni di operatività dell ente. 3. Coinvolgere almeno 30 giovani in attività di volontariato e di cittadinanza attiva. Indicatori di risultato 1. n. istituti scolastici coinvolti (scala nominale); n. alunni raggiunti (scala nominale). 2. n. ricerche concluse (scala nominale); n. anziani/disabili raggiunti per l attività di ricerca (scala nominale); n. caregivers raggiunti per l attività di ricerca (scala nominale). 3. n. partecipanti ad ogni corso (scala nominale); frequenza alle lezioni teoriche (scala ordinale); livello di interesse dichiarato dai partecipanti sui temi del corso, ex ante ed ex post (scale ordinale e di rapporto); n. partecipanti rimasti presso l ente come volontari anche dopo la conclusione del corso (scala di rapporto). C) Contribuire alla creazione di una rete di servizi integrati. Attività: informatizzazione dei dati relativi ai servizi presenti a livello distrettuale e locale; gestione in rete dei casi complessi; promozione di progettualità comuni e condivise; promozione di momenti di incontro, scambio e confronto. Risultati attesi 1.1 Raggiungere le diverse realtà locali e distrettuali impegnati nelle aree di azione della cooperativa; 1.2 Coinvolgere almeno 3 realtà sociali contattate in progettualità condivise; 1.3 Gestire in rete almeno il 40% dei casi complessi. Indicatori di efficacia e di efficienza 1.1 n. servizi coinvolti (scala ordinale); n. servizi coinvolti per comune del distretto (scala nominale); tipologia dei servizi coinvolti (scala nominale); risorse private coinvolte (scala nominale); 8 tipologia del contributo messo a disposizione (scala nominale). 1.2 n. progettualità condivise (scala

9 1.2 Coinvolgere almeno 3 realtà sociali contattate in progettualità condivise; 1.3 Gestire in rete almeno il 40% dei casi complessi. servizi coinvolti (scala nominale); risorse private coinvolte (scala nominale); tipologia del contributo messo a disposizione (scala nominale). 1.2 n. progettualità condivise (scala nominale); tipologia delle progettualità condivise (scala nominale. 1.3 n. casi personalizzati gestiti in rete (scala di rapporto); tipologia casi gestiti in rete (scala di rapporto); reti formali/informali coinvolte (scala nominale). D) Crescita umana e personale del volontario di servizio civile. Attività: contenuti psico pedagogici nella formazione generale e nella formazione specifica; laboratori esperenziali e di contatto emozionale nella formazione generale; simulazioni su ruoli di responsabilità; role playing su vissuti altri dal proprio; presentazione e promozione di un modello centrato sulla persona e sull autodeterminazione della stessa piuttosto che sulla semplice assistenza, per favorire l attenzione sugli aspetti psicologici, sociali, emozionali ed affettivi; sperimentazione del potere del linguaggio non verbale (il corpo) e paraverbale, per facilitare i processi di conoscenza globale di sé e comprendere le dinamiche relazionali frutto di un modello sistemico; giochi di ruolo e di gruppo: la forza della cittadinanza attiva e dello stare insieme. Risultati attesi 1.1 Interiorizzazione da parte di ciascun volontario di servizio civile di almeno l 80% dei contenuti del percorso formativo generale e specifico svolto. 1.2 Coinvolgimento dei volontari di servizio civile in esperienze di contatto con proprio mondo interiore e con l altro. 1.3 Aumento in almeno il 50% dei volontari di servizio civile comportamenti di cittadinanza attiva. 1.4 Aumento del livello di coscienza civica. 1.5 Percezione del livello di cambiamento/crescita personale. Indicatori di risultato 1.1 livello di conoscenza ex ante (scala ordinale); livello di conoscenza ex post (scala di rapporto); livello di crescita professionale auspicata/raggiunta (scala di rapporto). 1.2 utilità percepita delle attività proposte per favorire l incontro emotivo con sé e l altro (scala ordinale); livello di cambiamento di sé percepito (scala ordinale). 1.3 modello di vita dichiarato ex ante (scala nominale); modello di vita dichiarato ex post (scala di rapporto); crescita umana dichiarata (scala ordinale); volontà di impegnarsi nel sociale (scala nominale); livello di coinvolgimento rilevato nei rapporti con l altro (scala ordinale) rapporto ex ante ed ex post sul senso civico del giovane (scala ordinale e di rapporto).

10 cambiamento/crescita personale. rilevato nei rapporti con l altro (scala ordinale). 1.4 rapporto ex ante ed ex post sul senso civico del giovane (scala ordinale e di rapporto). 1.5 livello di cambiamento/crescita personale (scala ordinale); segno positivo/negativo del cambiamento ottenuto (scala nominale). E) Favorire la partecipazione al servizio civile di giovani con minori opportunità. Attività: predisposizione di strumenti di selezione dei volontari di servizio civile funzionali a garantire pari opportunità; definizione di strumenti di selezione atti a valutare attentamente capacità attuali e risorse potenziali attraverso le quali il giovane, con una situazione di partenza sfavorevole, opportunamente stimolato ed accompagnato, potrebbe colmare il gap iniziale e valorizzare l esperienza di volontariato in termini di crescita umana; stabilire la presenza di n. 1 posto in favore di giovani con minori opportunità. Risultati attesi 1.1 Presenza di almeno un giovane con minori opportunità. Indicatori di efficacia e di efficienza 1.1. situazione di partenza del giovane (scala nominale); livello di autostima ex ante/livello di autostima ex post (scala di rapporto); livello di inserimento auspicato/ottenuto nelle attività progettuali (scala ordinale); livello di crescita umana dichiarato (scala ordinale); livello di crescita umana rilevato (scala ordinale). 10

11 Obiettivi specifici che ci si prefigge di raggiungere con i Volontari in Servizio Civile: - fare sperimentare/interiorizzare le tre dimensioni della persona: ESSERE, SAPERE E FARE; - fare sperimentare le dinamiche positive dell incontro con la diversità ; - fare sperimentare la dimensione dell essere rispetto a quella dell avere legata esclusivamente a logiche di guadagno e profitto personale; - fare appassionare al sociale, alle sue sfide e all impegno serio e responsabile a mettersi in gioco in prima persona con gesti concreti e con una critica costruttiva; - fare riflettere sui concetti di giustizia, impegno sociale, solidarietà, partecipazione responsabile, cittadinanza sociale e dignità della persona; - fare interiorizzare e sperimentare i valori della relazione e della condivisione; - fare sperimentare l empatia ed il con tatto con le emozioni anche forti (dolore, perdita, sconfitta, scoramento, etc ); - fare trovare dentro di sé e negli altri le risorse, la forza ed il coraggio per affrontare le prove della vita; - far aprire nel proprio io finestre di dialogo anche rispetto a chi è molto diverso per razza, cultura, religione, sesso, opinioni, ecc - fare sperimentare un percorso di crescita personale attraverso la valorizzazione delle risorse/potenzialità; - creare percorsi protetti di sperimentazione del mondo del lavoro e delle sue dinamiche interne ed esterne. Il progetto è pensato per essere tempo opportuno e luogo di incontro tra le esigenze di crescita del giovane e le sfide della società attuale. Nell era dell immagine e dell artificiale, del potere incontrastato dell avere sull essere, del tutto e subito, i segnali inquietanti dello sfruttamento incontrastato delle risorse, della crescente piaga della povertà e dell imperare della solitudine, sembrano lasciare ormai indifferenti, spettatori disincantati e rassegnati di una realtà che va a rotoli. A chi spetta fare il primo passo? La rinuncia alla dimensione pedagogica comporta una forma di ammutinamento paradossale: in una nave che procede a vista, senza mappe, ad ammutinarsi sono i capitani, le guide, chi ha diretto l imbarcazione verso la deriva. In queste situazioni, c è sempre la tentazione di rispondere puntando l indice lontano da 11

12 sé, individuando in altri doveri e responsabilità. Per chi come noi, da anni, lavora instancabilmente nel sociale, dentro le facce stanche e sofferenti degli anziani, le stanze grigie di disabili spenti dalle barriere, non solo architettoniche ma anche culturali, giocare a scarica barile è un lusso sterile che non ci si può permettere. Come Christoper Lasch, nel suo La cultura del narcisismo, riteniamo che Il vero valore della saggezza accumulata nel corso della vita sta nel poterla tramandare alle generazioni future. E ciò, non solo è necessario ma anche doveroso, soprattutto oggi, in una società nella quale i giovani sono lacerati, anonimi, divisi, implicati in prestazioni impersonali, divorati dall automatismo del consumo che li costringe ad una sorta di bulimia. I giovani sono lacerati perché costretti ad aprirsi e chiudersi a compartimenti stagni, entro codici dati, in contesti prestazionali unilaterali ed autoreferenziali. È la società complessa che costringe, costantemente, ad assumere e dismettere, a seconda dei casi, la propria identità. Dentro questo quadro si avverte forte un bisogno di sensatezza, auto riferimento, di una filosofia capace di incrociare dimensioni della vita, di penetrare ambiti vitali, di intrecciare sfere dell esistenza. Contro corrente è l espressione di un cammino pensato per accompagnare i giovani, ed anche noi, scalatori di infinito, in un nuovo viaggio alla ricerca di sé che, come dice U. Galimberti, siamo i primi stranieri di noi stessi, e all incontro con l Altro che, talvolta è il riflesso delle nostre paure, l immagine severa di ciò che non siamo o di ciò che non vorremmo mai essere, il grillo parlante della nostra coscienza. Oggi si vive nell a progettualità, in un qui ed ora banalizzato e sminuito, sbriciolato in mille pezzi di carta che raccogliamo a testa bassa, ripiegati su noi stessi, dando le spalle al resto del mondo. E in questo gioco a fari spenti si perde tanto di sé e degli altri. A perdersi è tutto un mondo di emozioni, storie, linguaggi, contatti che ci renderebbero più umani, vicini a noi stessi ed agli altri. A perderci siamo noi, sonnambuli erranti tra le vie di una notte che sembra non finire mai. Ma la vita non è una continua sottrazione a risultato zero. Non è un cerchio chiuso o un cielo scuro. E siamo convinti che chi come noi ha questa consapevolezza abbia il dovere di trasmetterla agli altri. Dosi massicce di ottimismo contro il disincanto, la crisi, le paure e il buio. E porte aperte a chi il futuro oltre ad avercelo in tasca deve viverlo nel cuore. Il progetto di servizio civile sarà, ancora una volta, la terra ferma dei nostri sogni, le colline delle nostre sfide, il mare dei nostri valori, i sentieri dei nostri obiettivi, il cielo nel quale le nuvole disegnano i volti e le storie delle persone di cui abbiamo cura. E un tuffo nella realtà quello che vogliamo proporre ai giovani, un viaggio mozzafiato tra i 12

13 fondali della nostra società e gli abissi costruiti dal silenzio, dal pessimismo, dall egoismo e dalla corruzione delle coscienze. Niente barriere, niente film in bianco e nero, solo realtà vera, fatta di contatto con le persone, di ascolto di storie, di confronto con l autorità, la libertà, l ingiustizia, il senso di impotenza, di sfida con il proprio mondo e quello della diversità. Il progetto Contro corrente sosterrà la volontà dei giovani di mettersi in gioco, sarà per loro lo spettro camaleontico della realtà, l anello di congiunzione di mondi lontani e diversi, il caleidoscopio di storie e di emozioni, il ponte che congiunge il mare di tante incertezze e paure alla terra ferma. Oggi ai giovani viene insegnato a camuffare i sentimenti, vergognarsi delle debolezze, ostentare fiducia, diffidare di tutto e di tutti, nascondere le emozioni, impegnarsi per essere qualcuno. Noi vogliamo proporre una filosofia diversa fatta di semplicità, di vite piene di senso e di significato anche se provate dalla malattia, fermate su una carrozzina, incastrate dentro labirinti di perché, esasperate da ingiustizie quotidiane e tradite da sacro santi diritti negati. Siamo convinti che il contatto con chi è più fragile e vive una situazione di bisogno sia la dimensione pedagogica più efficace per aiutare i giovani a riscoprire il valore di gesti e parole, di relazioni semplici ed autentiche, ed accendere in loro la volontà per un impegno serio e responsabile, come volontari e come cittadini, per la propria patria, per il proprio paese. Centrale in questo contesto educativo e formativo è la figura dell OLP chiamata a svolgere una delicata attività di affiancamento continuo, di rinforzo dei successi, di osservazione/analisi dei comportamenti e delle dinamiche relazionali, di organizzazione di piccole sessioni formative e di rinforzo costante della motivazione al miglioramento. Inoltre, la scrivente cooperativa favorirà l accesso all esperienza di servizio civile a giovani a rischio di esclusione sociale e/o in condizioni di disabilità, valorizzando le differenze piuttosto che resettarle entro distruttivi processi di omologazione. Tale proposito sarà perseguito con mirate azioni previste al box 18 e, nello specifico, attraverso l adozione di un mirato sistema di selezione che al punto 5 dei criteri di selezione, alla voce valutazione colloquio, prevede un apposita tabella Minori opportunità alla quale poter assegnare un coefficiente numerico massimo di 6 punti. I volontari di servizio civile saranno attivamente coinvolti nelle diverse fasi in cui si realizza il progetto: - Progettazione e concertazione; - Co programmazione; 13

14 - Gestione; - Controllo e verifica dei risultati (monitoraggio); - Valutazione e riprogrammazione. 8) Descrizione del progetto e tipologia dell intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Si riportano, di seguito, le attività specifiche che vedranno coinvolti i volontari del servizio civile e per le quali si rilevano i potenziali destinatari e le peculiari caratteristiche psico pedagogiche per le quali sono state pensate, in vista del perseguimento degli obiettivi specifici: AMBITO: Servizi di Assistenza Domiciliare anche Integrata in favore di Anziani/Disabili ATTIVITA : - Assistenza domiciliare: supporto alle attività di assistenza svolte presso il domicilio degli anziani e dei disabili seguiti. I benefici riguardano non solo il numero di anziani che sarà possibile raggiungere, ma anche la possibilità di offrire una maggiore attenzione, soprattutto a quegli anziani/disabili più bisognosi, perché in condizioni di totale non autosufficienza e/o privi di rete di supporto. Considerando che i momenti di festa sono quelli in cui maggiormente pesano tristezza, nostalgia, solitudine, si richiede ai volontari di servizio civile la disponibilità a prestare servizio anche in occasione di qualche festività (connessione con il box 15). In questo contesto operativo i giovani volontari del servizio civile potranno sperimentare di essere importanti per qualcuno, avvertire che il proprio servizio è un dono prezioso ed una luce fondamentale negli abissi del dolore e della solitudine di tanti anziani e disabili. Questo rapporto costituirà un ponte umano e generazionale dal forte contenuto educativo e formativo. 14

15 - Disbrigo pratiche: il potenziamento di questo servizio, ad oggi particolarmente richiesto, consentirà di raggiungere quegli anziani/disabili anche non utenti della cooperativa, la cui autonomia è intaccata e/o che sono privi di una rete primaria e secondaria di supporto. Attraverso questo servizio sarà possibile svolgere attività di ordinaria amministrazione quali pagamenti, acquisto farmaci e generi di prima necessità. Il servizio proverà a rispondere ad almeno il 50% delle richieste pervenute e a soddisfare quelle che pervengono da zone/quartieri periferici. Il confronto con la malattia, la perdita dell autonomia e di affetti darà al giovane volontario di servizio civile un importante dimensione emotiva e cognitiva nella quale ri apprezzare ciò che si è e ciò che si ha, imparare a non dare tutto per scontato, a cogliere l importanza dei piccoli gesti e delle parole sincere, ad esercitare la pazienza e a costruire legami solidi ed autentici. - Servizio di socializzazione e potenziamento autonomia: oggi il modello bio medico sembra aver spostato l attenzione da una visione volta a rispondere alla globalità dei bisogni espressi dalle persone anziane non autosufficienti e dai disabili, ad una che si limita a fronteggiare i problemi medico assistenziali creati dalle condizioni di salute all interno della famiglia e della società. A questo paradigma il nostro progetto risponde con un servizio pensato per portare nelle case di anziani e disabili attività e laboratori tesi a valorizzare e favorire le capacità residue e l autonomia, unitamente alla fuoriuscita da situazioni di isolamento e di emarginazione sociale. Alle attività di pianificazione degli interventi collaborerà, con personale specializzato, l Associazione Come Ginestre (protocollo allegato n. 5). In questa micro attività i giovani del servizio civile saranno impegnati nella promozione di laboratori personalizzati con attività occupazionali, scolastiche, di conoscenza/potenziamento dei livelli di autonomia non intaccati dalla malattia. Obiettivo importante sul quale si lavorerà insieme è anche quello di favorire la conoscenza del territorio e la socializzazione. Si punta a coinvolgere almeno 10 anziani/disabili. I giovani avranno la possibilità di toccare con mano quanta forza, dignità e coraggio possano esistere in persone duramente provate, in continua sfida con se stessi e col mondo per guadagnarsi, ogni giorno, un pezzo di vita, attimi di normalità. Ciò che per noi è scontato, per qualcun altro è una vittoria, 15

16 frutto di una dura partita. - Studio e ricerca: conoscere è la base primaria per poter progettare interventi e servizi realmente rispondenti alle necessità dei destinatari. Convinti di ciò si vuole coinvolgere i volontari del servizio civile in attività di studio e di ricerca sulle condizioni sociali delle persone anziane e disabili per rilevare la globalità dei loro bisogni, i vissuti associati all esperienza di vita in condizioni di fragilità e dipendenza, le aspettative nei confronti di servizi ed operatori. In questo l ente sarà affiancato da due enti: Infor Group e AMA (Associazione Malati Alzheimer) i quali metteranno a disposizione del progetto esperienza, competenza nel settore e risorse umane (allegato protocollo n. 5). I volontari del servizio civile saranno coinvolti nella sperimentazione dell approccio bottom up, nella scoperta dei metodi e delle tecniche della ricerca sociale, nella valorizzazione dei vissuti delle persone, nell elaborazione dei dati quanti qualitativi raccolti e nella previsione e pianificazione partecipata di attività progettuali. - Corsi di formazione al volontariato I colori di un sogno : promozione della cultura della cittadinanza attiva, responsabile e della solidarietà sociale, attraverso due corsi teorico pratici di complessive 40 ore, in favore di n. 30 soggetti di età compresa tra i 16 ed i 35 anni. All organizzazione ed alla realizzazione concreta dei corsi collaborerà l Associazione Pantere Verdi ed alle attività di promozione e sensibilizzazione l Istituto Comprensivo F. De Roberto (protocolli allegato n. 5). I volontari di servizio civile saranno impegnati nelle fasi di organizzazione e promozione dei corsi, nella parte teorica attraverso la condivisione dell esperienza personale di servizio volontario e nella parte pratica come tutor dei ragazzi. Quest ultima attività è pensata per aiutare i giovani nel processo di sviluppo del senso di responsabilità e di cura di una persona diversa da sé. Attività comuni a tutti gli ambiti sono: - sensibilizzazione/promozione del servizio civile - formazione generale - formazione specifica Si riporta lo schema logico temporale (diagramma di Gantt) delle attività sopra descritte: ATTIVITA MESI 16

17 Accoglienza/conoscenza contesto operativo Incontri informativi sul servizio civile Formazione generale Formazione specifica Assistenza domiciliare anziani e disabili Servizio di disbrigo pratiche Servizio di autonomizzazione/socializzazione Studio e ricerca sociale Corso di formazione al volontariato I colori di un sogno ATTIVITA LEGATE ALL OBIETTIVO DELLA PARTECIPAZIONE AL S.C. DA PARTE DI GIOVANI CON MINORI OPPORTUNITA : Considerando la scelta (connessa al box 18) di garantire/tutelare la partecipazione al servizio civile dei giovani con le seguenti minori opportunità: socio culturali, reinserimento post affido ai servizi sociali e migranti di seconda generazione con cittadinanza italiana, si ritiene per queste di non prevedere attività specifiche, in quanto si crede che i percorsi formativi previsti dal servizio civile e il supporto garantito da O.L.P. e altre risorse impegnate nel progetto (es. tutor), garantiranno il loro pieno coinvolgimento in tutte le attività previste dal progetto. Nel caso, invece, di giovani con disabilità (certificata), si prevede il loro inserimento nelle seguenti attività: - supporto logistico organizzativo nella predisposizione dei piani di lavoro; - segretariato sociale; - accoglienza richieste per il servizio di disbrigo pratiche; - elaborazione materiale per diffusione dei risultati; - predisposizione del materiale per le campagne di sensibilizzazione e pubblicizzazione del servizio civile e dei corsi di formazione al volontariato. L attività di monitoraggio, con la proposizione di schede ad hoc, sull espressione e la conoscenza di sé, consentirà di tracciare il percorso del volontario con minori opportunità e di accompagnarlo con preziosi momenti di feedback, di elaborazione e di progettazione personale. PIANO DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO 17

18 Il progetto prevede un articolato impianto programmatico strutturato in fasi concatenare tra loro, necessarie al raggiungimento degli obiettivi generali e specifici definiti. Si riportano, in dettaglio, i piani di attuazione e le relative attività previste, nello svolgimento delle quali ci si avvarrà anche delle risorse umane dipendenti e volontarie già presenti nelle realtà lavorative della scrivente cooperativa (vedi approfondimento box 8.3): PIANO DI ATTUAZIONE A: PROMOZIONE/SENSIBILIZZAZIONE PUBBLICITA (preliminare all avvio del progetto) - Realizzazione di locandine e di brochure descrittive del bando e dei principi del servizio civile; - Diffusione delle locandine e delle brochure nei locali pubblici, negli uffici, nelle organizzazioni no profit e nelle scuole superiori dei Comuni del Distretto; - Diffusione del bando tramite il sito della Cooperativa; - Incontro con i giovani di sensibilizzazione e di informazione sul bando di servizio civile e sugli ambiti di intervento della cooperativa; - Attivazione presso la sede legale ed operativa della cooperativa di uno sportello di informazione sul bando del servizio civile nazionale e di assistenza alla compilazione dei moduli. Il servizio, realizzato attraverso il personale amministrativo, sarà attivo tre giorni la settimana per complessive nove ore. PIANO DI ATTUAZIONE B: GESTIONE ASPETTI ORGANIZZATIVO - FUNZIONALI Si tratta di una fase propedeutica all implementazione del progetto consistente nell esecuzione di diverse attività: - riunione tra i soci della cooperativa per definire le modalità di accoglienza e di inserimento dei volontari di servizio civile negli ambiti lavorativi dell ente; percorsi di accompagnamento personalizzati e di gruppo; costruzione di strumenti di monitoraggio/valutazione dell esperienza di servizio civile; - riunione generale con il personale dipendente per informarlo sui compiti, le funzioni e le responsabilità in capo a ciascun volontario di servizio civile; - incontri specifici con gli O.L.P., il formatore generale ed il responsabile del 18

19 monitoraggio; - preparazione del materiale amministrativo (schede, registri presenza, calendari di lavoro, etc ); - messa a punto del materiale didattico/formativo per la formazione; - predisposizione degli strumenti di cui ci si avvarrà per la formazione. PIANO DI ATTUAZIONE C: ACCOGLIENZA FORMAZIONE L intento del periodo di accoglienza è quello di promuovere l apertura tra O.L.P. e il volontario creando le premesse per un percorso progettuale solido. Il risultato atteso dal periodo di accoglienza è l apertura all altro, la testimonianza di una stima reciproca come premessa di solidità del percorso progettuale. Sarà adottata una comunicazione circolare atta a favorire la conoscenza ed il confronto utilissimi nel superamento dei momenti critici. Attività: - accoglienza dei volontari di servizio civile attraverso un incontro con tutti gli operatori impegnati nel progetto; - accompagnamento dei volontari di servizio civile, da parte del responsabile dell ente e degli O.L.P., alla conoscenza dettagliata della struttura cooperativa, dell organigramma, dei servizi erogati, dell utenza, delle progettualità in cantiere, degli obiettivi e finalità perseguite; - precisazione dei diritti, dei compiti e delle responsabilità/doveri in capo a ciascun volontario di servizio civile; - formazione generale e specifica dei volontari; - primo approccio con le metodologie/tecniche (colloqui, riunione, programmazione, equipe) e gli strumenti di lavoro (schede, questionari, raccoglitori, database); - primo approccio programmato ed accompagnato nell ambito dei contesti attuativi del progetto; - concertazione dei piani di lavoro; - feedback sull impatto all ingresso. PIANO DI ATTUAZIONE D: INIZIO DEL SERVIZIO Avverrà mediante l articolazione del progetto in piani di servizio in modo da offrire ai volontari di servizio civile una base tangibile dell esperienza che giorno dopo giorno si sviluppa. Nella consapevolezza che un progetto che si articola per un anno 19

20 può avere momenti di discontinuità e di impasse, si avrà la gestione quotidiana delle attività di monitoraggio con i volontari e con tutti gli attori coinvolti nel progetto. Attività nello specifico: - programmazione partecipata e concertata delle attività congiuntamente con gli attori impegnati nel servizio; - mappatura delle risorse del territorio in termini di risorse umane e strutturali; - individuazione delle potenziali risorse del pubblico, del privato sociale e del no profit da coinvolgere nel progetto e nelle progettualità ad esso correlate; - messa a punto concertata delle modalità e degli strumenti di verifica/valutazione dell esperienza di servizio civile; - avvio indipendente di ciascun volontario alle funzioni da svolgere; - coinvolgimento dei volontari di servizio civile nelle riunioni programmatiche/valutative dei servizi erogati dalla cooperativa e su eventuali nuove progettualità, stimolando la sfera ideativo/propositiva e critico/costruttiva; - coinvolgimento dei volontari nella dimensione del gruppo di lavoro e dell equipe multiprofessionale; - feedback/verifica. PIANO DI ATTUAZIONE E: VERIFICA/VALUTAZIONE - incontri trimestrali tra volontari di servizio civile, O.L.P. e responsabile del monitoraggio, per fare il punto sul lavoro svolto, su quanto interiorizzato e su eventuali difficoltà incontrate; - relazioni mensili dei volontari di servizio civile; - somministrazione di questionari di verifica nel 3-6 e 9-12 mese; - elaborato finale sull esperienza vissuta, su quanto interiorizzato e sulle emozioni provate. Spazio anche ai feedback sui quali la cooperativa potrà riflettere e migliorare, sull accoglienza ricevuta da ogni volontario, sulla capacità organizzativo/gestionale dell ente, sulle capacità dell ente di rendere partecipi ed accompagnare ciascun volontario in un percorso positivo di crescita umana e professionale; - elaborazione del materiale relativo all attività di monitoraggio interno; - bilancio di esperienza; - certificazione competenze acquisite. 20

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