Economie e diseconomie esterne della filiera conserviera dell Agro nocerino sarnese

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Economie e diseconomie esterne della filiera conserviera dell Agro nocerino sarnese"

Transcript

1 Economie e diseconomie esterne della filiera conserviera dell Agro nocerino sarnese Luciano Brancaccio MEZZOGIORNO In questo articolo si ricostruiscono caratteristiche ed evoluzione recente della filiera della conservazione del pomodoro dell Agro nocerino sarnese, ponendo particolare attenzione ai fattori di contesto che favoriscono, o che ostacolano, la costruzione di reti cooperative tra i produttori.. 1. Le caratteristiche strutturali del settore 1 Il distretto delle conserve di Nocera Inferiore (situato nella zona nord della provincia di Salerno e comprendente anche alcuni comuni della provincia di Napoli) rappresenta la principale filiera manifatturiera del Mezzogiorno, con una quota di export pari a circa un quinto di tutte le esportazioni dei distretti industriali del Sud (Intesa-Sanpaolo 2012) Si tratta di un area di insediamento tradizionale dell industria conserviera, già notevolmente sviluppata nella prima metà del Novecento e poi rapidamente evolutasi nel corso del secondo dopoguerra. Il territorio è stato esposto a partire dagli anni Cinquanta a un processo di intensa urbanizzazione fino a raggiungere indici di densità demografica pari a quelli della vicina area metropolitana di Napoli (fig.1). Insediamenti residenziali e funzioni tipicamente urbane contendono il poco spazio residuo ad un tessuto produttivo fortemente interconnesso, costituito da aziende di produzione e manutenzione di macchine industriali, impianti di produzione della banda stagnata, fabbriche di conserve e alcune colture agricole di pregio. Le ragioni di questa densità produttiva, entro un quadro di intensa urbanizzazione, possono essere fatte risalire ad alcuni fattori di localizzazione di ordine ambientale che hanno favorito, in origine, lo sviluppo di colture intensive di pregio, come il pomodoro San Marzano, e in un secondo momento l insediamento, spesso sui medesimi suoli e da parte degli stessi coltivatori, di linee 1 Ho condotto per un periodo di 6 mesi, tra il 2012 e il 2013, una ricerca di campo raccogliendo testimonianze e pareri di imprenditori, esponenti delle istituzioni e conoscitori del tessuto produttivo locale (15 interviste). La ricerca è corredata dall analisi di dati statistici e della letteratura sull argomento.

2 produttive per la trasformazione del prodotto agricolo. Questi fattori possono essere sintetizzati in tre punti: 1) una situazione climatica ottimale, con temperature miti in inverno e non particolarmente calde in estate, condizioni ideali per la coltivazione dei prodotti ortofrutticoli; 2) la particolare fertilità del suolo dovuta alla stratificazione di materiali alluvionali combinati con apporti piroclastici provenienti dall attività del vicino Vesuvio; 3) una grande disponibilità d acqua grazie alla presenza di due fiumi (Sarno e Solofrana) e un gran numero di corsi sotterranei, ai quali si può attingere facilmente mediante pozzi. Nel corso del tempo, inoltre, l'agro Nocerino Sarnese, ha sviluppato un buon sistema di collegamento con i principali snodi del commercio internazionale che ha consentito di valorizzare la già favorevole posizione strategica. In particolare, tra i fattori di localizzazione di ordine geografico, possono essere citati: 1) la vicinanza alle aree di coltivazione del pomodoro, anche quando, a seguito della saturazione urbanistica e della crisi della coltivazione del San Marzano, il tipico prodotto locale, si sono spostate per la gran parte in Puglia; 2) vicinanza ai porti della regione, dove transitano le merci destinate al mercato internazionale: Napoli (40 km) e Salerno (20 km); 3) buone vie di collegamento per il trasporto su gomma e su ferro: lungo la direttrice est-ovest attraversano il territorio dell Agro l'autostrada Napoli-Salerno (A3), la linea ferroviaria delle FF.SS. e la SS. 18; lungo la direttrice nord-sud, l'autostrada Caserta-Salerno (A30).

3 Fig. 1) La densità urbanistica dell Agro nocerino sarnese2 Il territorio dell Agro nocerino sarnese ha vissuto una industrializzazione precoce. Già alla fine dell Ottocento, attorno ai primi impianti moderni fondati dal piemontese Francesco Cirio, nascono numerose aziende per la trasformazione del pomodoro San Marzano, allora intensivamente coltivato in zona. Gradualmente una costellazione di fabbriche conserviere si va affermando in prossimità dei terreni e delle colture agricole. Poco prima della crisi del 1929 si contano in provincia di Salerno oltre 100 aziende conserviere dedite principalmente all esportazione di pomodoro pelato sui principali mercati internazionali (Stati Uniti, America del Sud, Inghilterra), per un totale di circa addetti nel periodo estivo (Sales 1982). Il comparto si basa fin dall origine su una estrema parcellizzazione della proprietà. Nell Agro, come si evince nelle prime raccolte statistiche e nelle prime ricostruzioni di storia economica e dell agricoltura di inizio Novecento, è preponderante la struttura proprietaria tipica della cosiddetta Campania Felix: aree fertili caratterizzate da colture intensive, frazionate in piccoli e piccolissimi appezzamenti (Bordiga 1909). La frammentazione della proprietà fondiaria si trasmette direttamente al settore conserviero: nel corso del secondo dopoguerra, trainata dalla repentina crescita dei consumi, nell Agro nocerino sarnese si assiste alla formazione di un fitto tessuto di piccole e piccolissime aziende conserviere a carattere familiare che nascono all interno del mondo agricolo e contadino. Questo modello è molto ricorrente: agricoltori, intermediari o commercianti, con un po di spirito di iniziativa, si mettono in 2 Sant Egidio Monte Albino). (Sito del Comune di

4 proprio. L avvio dell attività è legata al possesso di un lembo di terra, sulla quale si realizzano le prime linee produttive, con poco investimento iniziale e molto lavoro artigianale. Il saper fare proveniente dalla tradizione familiare (cruciale il ruolo delle donne, più tardi trasmesso nelle maestranze operaie addette alla lavorazione, che non a caso, ancora oggi, sono nella quasi totalità femminili) fornisce le competenze di base per avviare il ciclo. In effetti, la lavorazione delle conserve, e in particolare del pomodoro, rappresenta la trasformazione in attività industriale di una tradizionale usanza delle famiglie contadine locali. Con la meccanizzazione dei processi produttivi, nel corso degli anni Sessanta, prende forma una filiera industriale composita. Attorno al settore conserviero, infatti, si sviluppa la produzione della banda stagnata per l inscatolamento del pomodoro, degli imballaggi in legno, plastica e cartone, si moltiplicano le aziende di trasporto e di servizi. Ma soprattutto si nota in quegli anni la crescita del settore metalmeccanico per la produzione di macchine e impianti industriali. In molti casi queste imprese nascono dall iniziativa di figure tecniche delle aziende conserviere e degli scatolifici che decidono di mettersi in proprio. Il know-how è dunque costituito dalla conoscenza minuta dei problemi tecnici delle linee di lavaggio, lavorazione e inscatolamento dell ortofrutta (alla lavorazione del pomodoro si accompagnano nel corso del tempo altre produzioni minori: legumi, frutta e bevande). Anche in questo caso si tratta di realtà familiari: piccole unità produttive in grado di assecondare le specifiche esigenze dei produttori conservieri. Gli impianti dell Agro devono svilupparsi in assenza di spazi adeguati, dunque diventa cruciale la soluzione tecnica innovativa calibrata su misura del singolo impianto. La specificità delle risorse delle aziende metalmeccaniche (la simbiosi col settore conserviero) favorisce la crescita del settore. Ma ciò non impedisce, mano a mano che si consolidano conoscenze ingegneristiche di alto livello, che la produzione si differenzi. Le aziende maggiormente attrezzate si dotano di considerevoli uffici di progettazione e riusciranno nel corso del tempo a far fronte alle varie crisi piazzando una buona quota di export. Tra alti e bassi il comparto della produzione macchine e impianti presenta ancora oggi una certa consistenza, da non sottovalutare in un ottica di politiche orientate al rafforzamento del tessuto produttivo della filiera. Al censimento 2001 si contano in provincia di Salerno, nel settore della produzione macchine e apparecchi meccanici, 366 aziende (con addetti), circa un terzo delle quali ricade nell ambito ristretto dei 10 comuni che formano il Sistema locale del lavoro di Nocera Inferiore, il cuore dell Agro nocerino sarnese. L industria conserviera vive nel corso degli anni Ottanta una crisi strutturale. Tra i due censimenti del 1981 e del 1991, in provincia di Salerno, il numero di addetti del settore della

5 lavorazione e conservazione frutta e ortaggi subisce un crollo del 60%, passando da unità a La competizione sui mercati internazionali si fa sempre più stringente (soprattutto ad opera di aziende spagnole e greche) e l industria dell Agro comincia a mostrare tutti i suoi limiti che nella fase di crescita e nella prima fase degli aiuti comunitari (molto generosi per tutti gli anni Ottanta) erano rimasti in una condizione di latenza. La gestione familiare delle imprese, le rivalità tra imprenditori, l assenza di politiche integrate, i comportamenti speculativi e illegali (noto il caso delle truffe per ottenere i premi di produzione Cee), sono le ragioni principali del consolidamento di uno strato imprenditoriale conflittuale al suo interno, poco abituato alle strategie di sistema, che preferisce l intermediazione politica e il comportamento opportunistico di breve termine. Nel frattempo anche la produzione agricola del pomodoro San Marzano entra in crisi: la crescita dei costi della manodopera (questo tipo di coltivazione ha bisogno di molto lavoro manuale), il consumo di suolo causato da una urbanizzazione disordinata e speculativa, una virosi delle piante provocano la scomparsa della tipica produzione locale (solo di recente recuperata, come prodotto di nicchia). A partire dagli anni Ottanta la produzione locale del San Marzano viene sostituita da una qualità ibrida, molto più resistente, che consente la raccolta meccanizzata, coltivata soprattutto in Puglia. La filiera dunque comincia a disarticolarsi geograficamente, con la conseguenza di una maggiore vulnerabilità del sistema locale. Nonostante ciò la gran parte della trasformazione del prodotto continua ad essere effettuata in zona, a riprova della tenuta della filiera e di una buona qualità dei processi produttivi locali (Bianchi 1999). 2. Le economie di agglomerazione Il settore conserviero dell Agro esce dalla crisi degli anni Ottanta con un ulteriore frazionamento delle unità produttive in aziende con pochi lavoratori, molte delle quali lavorano in conto terzi. La dimensione media delle aziende del comparto (in provincia di Salerno), che nel 1981 era di circa 50 addetti, passa nel 2001 a 16 addetti (elaborazione su dati Istat). Si realizza un assestamento sul modello basato sulla piccola e piccolissima azienda, con poche eccezioni di dimensione superiore. Nel corso degli anni Duemila l industria conserviera dell Agro torna a crescere, mantenendo, nel panorama del Mezzogiorno, una leadership indiscussa, ben segnalata dall ammontare delle esportazioni che, come detto in apertura, nel 2011 sono pari a circa 1/5 delle esportazioni

6 complessive dei distretti del Mezzogiorno. Se si considerano i problemi strutturali di cui si è parlato, questi risultati assumono un rilievo particolare. Evidentemente, agiscono fattori positivi che dimostrano le forti potenzialità del comparto. Il primo di questi è senz altro la tenuta, nonostante l andamento ciclico e la fragilità endemica del tessuto produttivo, della filiera. Si possono notare significative economie di agglomerazione, che hanno gioco anche in presenza della quasi completa scomparsa della coltivazione locale del pomodoro. La presenza di un fitto tessuto di aziende e servizi ai vari livelli della filiera, il saper fare diffuso, una consuetudine con le maestranze operaie continuano a costituire fattori di attrazione decisivi, che impediscono la disarticolazione del comparto. Conta naturalmente la vicinanza con gli snodi del mercato mondiale (i porti di Napoli e Salerno principalmente, come si è detto) ma risulta determinante il fattore distrettuale, in particolare la presenza in loco di competenze specifiche nel settore meccanico. La lavorazione del pomodoro, infatti, è un attività che si concentra in due-tre mesi estivi (luglio-settembre) in cui gli impianti lavorano a pieno regime. Risulta cruciale, quindi, la possibilità di contare su una manutenzione immediata, disponibile giorno e notte, con profonde conoscenze tecniche della linea, che sia in grado di ovviare ai problemi che possono verificarsi nel corso della stagione. Inoltre, come già anticipato, gli spazi spesso limitati in cui sono collocate le linee di produzione impongono soluzioni tecniche specifiche, adattamenti che debbono tenere conto della singola realtà aziendale, cose che non possono essere garantite da una produzione standardizzata. La presenza di rapporti di fiducia e disponibilità alla collaborazione tra i diversi livelli della filiera consente di programmare riducendo i rischi e quindi i costi di transazione. Da questo punto di vista i legami verticali di filiera rappresentano un punto di forza decisivo. Come sostengono due imprenditori del settore: Qui il giorno di ferragosto lei trova sempre il meccanico che arriva in Puglia no (int. a R. D., ). Il mese d agosto è il clou della campagna e se non stai in un area dove conosci bene non puoi andare avanti. A me se si rompe un motore il 15 agosto io so dove devo andarlo a prendere oppure, se c è da rifare un avvolgimento o qualche cosa, chiamare la persona giusta per andare avanti, in altre parti diventa molto difficile. A volte vediamo qualche collega che sta fuori zona i problemi che ha. Se hai un azienda grande che risolve tutto internamente allora va bene, ma le piccole aziende hanno bisogno di supporti esterni che se non stai nel territorio, chi te lo fa? (Int. a F. T., )

7 Bisogna considerare che nell Agro si lavora principalmente il fresco per la produzione del pelato e quindi un fermo degli impianti, produrrebbe, soprattutto con il caldo estivo, enormi danni sulla materia prima, deteriorandola rapidamente. Le aziende dell Agro hanno il monopolio sostanziale della lavorazione del pelato, che invece non viene prodotto affatto nel distretto concorrente di Parma 3. Il pelato è un prodotto di più alta qualità rispetto alla passata e alla polpa, che tuttavia richiede una lavorazione più attenta in tutte le fasi, compreso il trasporto in fabbrica del fresco che deve essere effettuato rapidamente per garantire l integrità della materia prima. E per fare in modo che il pomodoro inscatolato mantenga la consistenza necessaria e le caratteristiche organolettiche. I legami verticali di filiera riguardano anche la produzione di scatole in banda stagnata, che deve rispettare una produzione calibrata sulle singole esigenze dell azienda conserviera, spesso molto differenti tra loro. Anche in questo caso le particolarità della produzione locale richiedono risorse dedicate: Qui in parte compriamo la banda stagnata e ce la facciamo lavorare in zona, perché quando facciamo il famoso 100 gr. (concentrato di pomodoro) con le scatolette piccole, generalmente gli scatolifici grossi quando sono impegnati non te le fanno queste lavorazioni, quindi te la fanno questi scatolifici piccoli che ci sono in zona, io compro la banda stagnata me la faccio litografare e la do a loro per la lavorazione (Int. a R. D., ). Ci sono poi, come accennato, le sinergie orizzontali all interno del settore conserviero in funzione della complementarietà della produzione. Si tratta da un lato di strategie industriali che cercano di costruire alleanze di mercato differenziando la produzione, dividendosi i mercati e venendosi incontro per le reciproche esigenze (ad esempio la collaborazione tra coloro che producono pelati per l esportazione e coloro che producono passata e concentrato di pomodoro). Dall altro sono rapporti di tipo gerarchico con le aziende di piccola dimensione che lavorano in conto terzi. Il mercato delle conserve è soggetto a forti variazioni, con alti e bassi a seconda delle annate. Allorquando il mercato tira è di importanza cruciale, per sfruttare al meglio i margini di profitto, poter contare sulla collaborazione di altre unità produttive alle quali l azienda principale può ricorrere per fronteggiare una domanda in crescita. Naturalmente quando il mercato cala le aziende di piccola dimensione che lavorano principalmente in conto terzi sono le prime a trovarsi in difficoltà. Come sostiene uno dei principali produttori del distretto: 3 I due distretti si dividono all incirca al 50% la produzione nazionale del pomodoro conservato, che si aggira complessivamente sui 50 milioni di quintali all anno.

8 ci sono diverse aziende che hanno questo ruolo, lavorano solo per altri. A seconda della richiesta del mercato le aziende si appoggiano ad altre aziende, poi anno dopo anno tutte le aziende si sono rafforzate incrementando la loro capacità produttiva, quindi recentemente queste aziende sono andate in difficoltà e hanno cominciato a produrre per altri marchi di altri settori (ad esempio i pastifici) utilizzando quel canale di commercializzazione (int. a G. L., ). In alcuni casi si tratta semplicemente di collaborazioni temporanee per far fronte ad esigenze congiunturali del mercato, ma in altri casi siamo di fronte a sinergie più stabili che denotano una modalità di strutturazione del settore. Le imprese più grandi costruiscono così reti di collaborazioni con aziende satellite, secondo una strategia di delocalizzazione delle capacità produttive. Sia nel caso delle relazioni verticali di filiera che nel caso delle sinergie orizzontali di settore, siamo in presenza di economie di agglomerazione per larga parte di tipo inintenzionale, indotte, cioè, dalle esigenze di mercato. Esse danno vita a circuiti di cooperazione relativamente ristretti, configurando alleanze e accordi strategici tra singoli imprenditori. Tuttavia, sono costruite sulla base di rapporti di fiducia e non è escluso che, con lo stimolo di opportune politiche territoriali, possano contribuire alla costruzione di un tessuto cooperativo più allargato, che favorisca la produzione di beni e servizi collettivi locali a valere sull intero comparto. Alcune forme di collaborazione intenzionale sono state messe in piedi con il supporto delle politiche di programmazione negoziata della seconda metà degli anni Novanta. Da questo punto di vista il Patto territoriale dell Agro, in una fase di arretramento del controllo partitico sulle istituzioni e di rivitalizzazione della partecipazione politica a livello locale, ha costituito un punto di riferimento importante. A detta degli imprenditori del settore, il Patto ha rappresentato, nella prima fase di attività, un momento di avvicinamento delle istituzioni locali ai problemi complessivi della filiera. Il Patto territoriale dell Agro, attraverso la società controllata Agro Invest, ha realizzato quattro aree industriali comprensoriali, (Fosso Imperatore, Sarno, Scafati e Taurana), che tuttavia non hanno ospitato delocalizzazioni significative di impianti conservieri, in parte perché le metrature disponibili non sono state sufficienti (le imprese conserviere hanno bisogno di ampi spazi, per la lavorazione, per l immagazzinamento delle conserve e per la logistica) e in parte per l impossibilità da parte di aziende con fatturati limitati (che costituiscono la grande maggioranza delle aziende del comparto) di sostenere i costi dell investimento, difficoltà acuite dalla crisi degli ultimi anni. Tra le attività realizzate, anche uno sportello unico per le attività produttive, una società di collocamento privato (Agro occupazione), un consorzio fidi (Confidi patto dell Agro), vari accordi di programma e protocolli di intesa con i comuni dell area. Tuttavia, dopo un iniziale

9 periodo di buona governance del settore, alla quale partecipano attivamente esponenti del tessuto imprenditoriale locale, si assiste a partire dagli anni Duemila ad un ritorno della mediazione politica di tipo particolaristico, che coincide con un abbassamento della qualità degli interventi. Delle azioni inizialmente promosse dal Patto, sostanzialmente non resta traccia. Attualmente è attivo un Contratto di programma (varato nel 2005), specificamente dedicato all agroindustria: si tratta del consorzio Agrofuturo che raccoglie circa 170 aziende della filiera conserviera. Anche in questo caso le testimonianze raccolte concordano nel ritenere questo tipo di azione poco efficace e sostanzialmente rispondente ad obiettivi politici di corto respiro. D altronde, gli stessi imprenditori intervistati ammettono che le forme di istituzionalizzazione del settore suscitano interesse solo quando c è la possibilità di ottenere agevolazioni finanziarie. Il rapporto con le istituzioni, in ultima analisi, mostra quasi sempre la faccia della strumentalità di breve periodo. 3. Le diseconomie esterne La carenza di fiducia tra imprenditori, come è noto, è uno dei limiti principali di molte economie territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. E tuttavia, sappiamo che nella competizione su scala globale le risorse di sistema diventano oltremodo cruciali. Soprattutto nelle filiere basate sulla piccola e media impresa, la disponibilità alla cooperazione è la sola risorsa capace di produrre quei servizi collettivi essenziali per la competitività del sistema locale (consorzi fidi, reti comuni di vendita o di acquisto, servizi di promozione comune del marchio, ricerca, azione di lobbying nei confronti delle istituzioni politiche ecc.). Nel caso del conserviero dell Agro, in particolare, la tradizionale frammentarietà e rivalità interna al settore hanno impedito, o fatto naufragare in breve tempo, progetti di costituzione di consorzi di acquisto delle materie prime (per mantenere stabili i costi) e servizi collettivi di vendita (per evitare la discesa eccessiva dei prezzi e i comportamenti speculativi dei singoli produttori). Il risultato è un settore che, pur potendo fare leva su un prodotto di qualità e a forte marchio territoriale, non riesce a scrollarsi di dosso il giogo della grande distribuzione. Forme di concorrenza sleale, per esempio, si verificano continuamente in un settore in cui, data la frammentazione aziendale, i produttori si presentano al tavolo delle trattative con gli intermediari commerciali da una posizione di debolezza, continuamente esposti al gioco al ribasso da parte di chi ha necessità di liberare il magazzino e piazzare la merce prodotta. Come sostiene un

10 imprenditore: il settore della grande distribuzione ha acquisito una posizione di forza nei confronti della industria conserviera, soprattutto dopo la crisi del settore degli anni Ottanta. I produttori si sono affidati, infatti, ai grandi distributori o ad aziende di commercializzazione, peraltro non locali, sia per la vendita in Italia che per l esportazione, determinando la loro subordinazione al settore della vendita (int. a L. S., ). E ancora: Attualmente ogni produttore tratta singolarmente con la grande distribuzione, noi siamo circa 80 persone che hanno l azienda conserviera e probabilmente ci stanno 150 che vanno a trattare, la grande distribuzione sono 5 catene di distribuzione ma chi tratta per loro è una sola, si fa una convocazione a Milano e si dice: noi trattiamo l acquisto di x cartoni di pomodori, chi vuole partecipare è per il giorno 24 all hotel e si vanno a scannare i colleghi miei, perché l offerta migliore ognuno offre al prezzo più basso (int. a L. S., ). Né il settore riesce a unire le proprie voci nel rapporto con la politica, nazionale e locale, nonostante il rilievo economico e sociale del comparto in sede locale. Stupisce che il distretto non riesca a svolgere il ruolo di classe dirigente influenzando la politica locale in direzione degli interessi complessivi del sistema territoriale. Come nota un testimone qualificato: C è una sproporzione tra l importanza nell export di questo settore e l importanza politica, il settore conserviero è ricco ma non ha una considerazione sociale, sul piano politico non è un settore che incide [ ] L industria conserviera non ha rappresentanza politica nel suo insieme, non c è mai stata una politica fatta per loro (Int. a I. S., ). La chiusura dei rapporti di fiducia entro circuiti personali, o comunque di ridotta dimensione, favorisce il consolidamento di fazioni e cricche di interessi, le quali intrattengono con la politica rapporti di scambio clientelare. In altri termini, l allocazione inefficace di risorse capitale sociale, il suo agglomerarsi dentro sfere ristrette della filiera (usando una espressione della teoria sociologica si direbbe: la proliferazione di capitale sociale bonding, escludente, rispetto a quello bridging, aggregante), può avere due effetti sulla domanda politica. Da un lato può neutralizzarla del tutto, producendo atteggiamenti distaccati, disillusione e apatia da parte degli operatori del settore che rinunciano alla possibilità di effettuare azioni di lobbying sulle istituzioni; dall altro tende a promuovere domande particolaristiche, richieste di interventi, magari di minore entità, a beneficio esclusivo delle catene di clienti. Ciò favorisce la selezione di un ceto politico attento alla cura di interessi minuti, e inadeguato invece ad affrontare le sfide di sistema. Di qui la mancanza di

11 politiche integrate a livello territoriale, che costituisce l ostacolo principale a una regolazione razionale del settore. La mancanza di cooperazione potrebbe essere interpretata come il classico dato culturale, l eredità di un arretratezza immodificabile nel breve-medio termine. Ma a contraddire una immagine stereotipata, che di sovente viene semplicisticamente associata al comportamento degli imprenditori meridionali, le testimonianze raccolte sul campo mostrano una chiara consapevolezza della trappola della sfiducia in cui si dibatte il comparto. Emerge, infatti, una domanda esplicita di politiche finalizzate alla regolazione del distretto, che aiutino a superare il particolarismo che caratterizza i rapporti interni alla filiera. Particolarismo dal quale gli imprenditori sembra non siano in grado di liberarsi con azioni intenzionali, vittime e insieme artefici di pratiche conservatrici chiuse. In altri termini, gli imprenditori locali richiedono un intervento esterno (quindi estraneo alla rivalità e alle relazioni conflittuali tra i produttori) che agisca direttamente sul territorio promuovendo beni collettivi locali per la competitività. Una parte di queste richieste è concentrata sui miglioramenti della logistica, dei servizi e delle vie di collegamento interne al sistema locale (sovraffollate da una condizione di intensa urbanizzazione). Ma la richiesta più ricorrente riguarda la regolamentazione di un marchio Dop per la lavorazione del pelato. Il pelato, infatti, come abbiamo detto, è la produzione tipica campana, non realizzata dal distretto concorrente di Parma, che potrebbe rappresentare la principale linea di produzione per la crescita del distretto. A questo strumento si potrebbero accompagnare politiche integrate per la promozione del territorio e dei prodotti tipici locali, in sinergia con i vicini luoghi del turismo e del turismo culturale (Costiera amalfitana e sorrentina, siti archeologici alle pendici del Vesuvio). 4. Le potenzialità della filiera Il deficit di politiche volte alla crescita della filiera, alla sua promozione sui mercati internazionali e alla costruzione di strategie competitive non impedisce che il settore mostri segnali importanti di tenuta. Qualche rapido riferimento statistico relativo alla dimensione occupazionale e all andamento delle esportazioni può aiutare a mettere a fuoco le potenzialità di crescita dell industria conserviera dell Agro. Se ci riferiamo al territorio del sistema locale del lavoro di Nocera Inferiore (che costituisce il cuore ma non esaurisce in estensione il distretto), nel 2008 l Istat calcola la presenza di oltre 3.000

12 lavoratori delle industrie alimentari, facendo registrare una crescita rispetto al 2001 di circa 250 unità. Il settore mantiene una forte incidenza sul totale delle attività manifatturiere, superando nel 2008 la soglia di un terzo del numero di addetti (che invece complessivamente calano). Seguendo l andamento delle esportazioni di prodotti alimentari della provincia di Salerno, dopo una crescita sostenuta nella seconda metà degli anni Duemila (nel 2008 e 2009 si supera la soglia del miliardo di euro), si nota di recente una flessione di entità contenuta connessa alla crisi globale (anni 2010 e 2011), cui segue una ripresa nel Complessivamente, dall inizio del nuovo secolo il valore delle esportazioni è cresciuto di circa un terzo (fig. 2). Fig. 2) Provincia di Salerno, valore delle esportazioni di prodotti alimentari, milioni di euro Fonte: CCIAA Salerno È significativo, inoltre, che sia proprio il settore conserviero a dare i segnali di ripresa più chiari. Tra il 2011 e il 2012, se ci riferiamo strettamente all industria della conservazione di frutta e ortaggi, il valore delle esportazioni (su base provinciale) cresce del 4,5 %, passando da 822 a 859 milioni di euro (dati CCIAA Salerno). I dati dunque confermano il ruolo di traino ricoperto dal settore per l intero tessuto economico dell area. Le potenzialità della filiera del pomodoro si basano principalmente sulla forte connotazione territoriale del prodotto. Un marchio naturale a forte valore simbolico, che spiega, almeno

13 parzialmente, il mantenimento di quote significative di mercato nazionale e di export. Va ricordato che l Agro nocerino sarnese può contare su una produzione di qualità pressoché monopolistica, quella del pomodoro pelato, che fa registrare ancora quote significative di fatturato. In prospettiva questa produzione può rappresentare un fattore di sviluppo dell intera filiera. Se accompagnata da politiche adeguate. Riferimenti bibliografici Bianchi, T. (1999), With and Without Cooperation: Two Alternative Strategies in the Food Processing Industry in the Italian South, Paper Submitted to American Political Science Meeting, September 2-5, Atlanta, Georgia. Bordiga, G. (1909), Campania, in Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e nella Sicilia, vol. IV, tomo 1, Roma. Casavola, P., Trigilia, C. (a cura di) (2012), La nuova occasione. Città e valorizzazione delle risorse locali. Fondazione Res. Donzelli, Roma. Intesa-Sanpaolo (2012), I distretti industriali e i poli tecnologici del Mezzogiorno: struttura ed evoluzione recente, Servizio studi e ricerche, Sales, I. (1982), L'industria conserviera", in Guida alla storia di Salerno e della sua provincia, a cura di A. Leone e G. Vitolo, Pietro Laveglia Editore, Salerno.

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI 26 febbraio 2014 IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Edizione 2014 Il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua seconda edizione, fornisce

Dettagli

Alimentazione naturale

Alimentazione naturale B Alimentazione naturale Secondo i dati dell ISMEA (Osservatorio del mercato dei prodotti biologici), in un anno di crisi come il 2010 i consumi di prodotti ortofrutticoli biologici hanno avuto un andamento

Dettagli

PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA

PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA,QWURGX]LRQH Il processo di sussidiarietà dalla Regione alle Province in materia di

Dettagli

Seminario «Imprese, mercati, nuove tecnologie e nuovi settori: come cambia l organizzazione aziendale nello scenario competitivo»

Seminario «Imprese, mercati, nuove tecnologie e nuovi settori: come cambia l organizzazione aziendale nello scenario competitivo» Seminario «Imprese, mercati, nuove tecnologie e nuovi settori: come cambia l organizzazione aziendale nello scenario competitivo» Torino, 28-30 Novembre 2011 Luca Pignatelli Demografia (2010-2011) Popolazione

Dettagli

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Sintesi per la stampa Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Industria: caduta del fatturato nel biennio 2012-13 (-8,3% pari a 56,5 miliardi di euro a prezzi costanti), causata dal previsto

Dettagli

Identikit startup: giovani, orientate all estero e pronte a investire su lavoro e innovazione

Identikit startup: giovani, orientate all estero e pronte a investire su lavoro e innovazione Identikit startup: giovani, orientate all estero e pronte a investire su lavoro e innovazione - 26 maggio 2015 - Continua a crescere il numero di start-up innovative nel nostro Paese: a fine aprile avevano

Dettagli

L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES

L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES Pier Francesco Asso ECONOMIA SICILIANA Si illustrano alcuni risultati del IV rapporto di ricerca della Fondazione RES dedicato

Dettagli

CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI

CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI CAMPANIA, 6 CENSIMENTO GENERALE DELL AGRICOLTURA RISULTATI DEFINITIVI Un decennio di profonde trasformazioni: l agricoltura Campana ha affrontato un periodo di grandi cambiamenti nello scenario socio-economico

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

La Cassa Depositi e Prestiti viene da lontano ed il suo lungo percorso storico è caratterizzato da tre

La Cassa Depositi e Prestiti viene da lontano ed il suo lungo percorso storico è caratterizzato da tre (bozza non corretta) Accesso al credito: il ruolo di Cassa depositi e prestiti. Gli strumenti di sostegno alle PMI ed alle Pubbliche Amministrazioni" GIOVEDI' 14 GIUGNO 2012 FERMO (Sala dei Ritratti -

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

Voglio concentrare il mio intervento sul ruolo delle cooperative nell economia moderna, riassumendo alcuni dei punti centrali trattati nel libro.

Voglio concentrare il mio intervento sul ruolo delle cooperative nell economia moderna, riassumendo alcuni dei punti centrali trattati nel libro. Henry Hansmann Voglio concentrare il mio intervento sul ruolo delle cooperative nell economia moderna, riassumendo alcuni dei punti centrali trattati nel libro. Prima di tutto è bene iniziare da una distinzione

Dettagli

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTA' DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN ECONOMIA AZIENDALE CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE Alessandro

Dettagli

La Supply Chain nel settore dell ortofrutta.

La Supply Chain nel settore dell ortofrutta. La Supply Chain nel settore dell ortofrutta. Andrea Payaro Le regole della supply chain devono essere applicate anche al settore dell ortofrutta. Frammentazione degli operatori e dimensioni aziendali ridotte

Dettagli

Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna

Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna Il rapporto strutturale sul sistema economico produttivo della provincia di Bologna Gian Carlo Sangalli Presidente Camera di Commercio di Bologna IL SISTEMA ECONOMICO PRODUTTIVO BOLOGNESE E E IN UNA FASE

Dettagli

LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO

LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO Associazione Nazionale Demolitori Italiani LA DEMOLIZIONE ITALIANA A CONVEGNO Parma, 26 novembre 2005 Trascrizione dell intervento dal titolo: IL MERCATO DELLE DEMOLIZIONI ANNI 2000: DAL RECUPERO ALLA

Dettagli

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere gli uomini e le donne poveri che vivono nelle aree rurali in condizione di raggiungere

Dettagli

Ance Salerno: Industria culturale, flop-campania

Ance Salerno: Industria culturale, flop-campania 1 Ance Salerno: Industria culturale, flop-campania L industria della cultura in Campania produce il 4,4% del valore aggiunto, incidendo per il 4,5% sul mercato dell occupazione. Con questi risultati la

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE Riccardo Cappellin OS.E.L.R. - Osservatorio sulle Economie Locali e Regionali Dipartimento di Economia e Istituzioni Università di Roma "Tor Vergata"

Dettagli

F. IL SISTEMA OLIVICOLO DELLA SABINA E LA GESTIONE DELLA DOP

F. IL SISTEMA OLIVICOLO DELLA SABINA E LA GESTIONE DELLA DOP F. IL SISTEMA OLIVICOLO DELLA SABINA E LA GESTIONE DELLA DOP a cura di Stefano Petrucci, Arnaldo Peroni La filiera dell olio nel territorio sabino si è evoluta notevolmente dopo l ottenimento, nel 1996,

Dettagli

L'immagine del Sud Italia nel mondo: i risultati di una indagine demoscopica del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo presso gli operatori

L'immagine del Sud Italia nel mondo: i risultati di una indagine demoscopica del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo presso gli operatori 1 L INDAGINE Nel giugno 2003, il Servizio per le politiche dei Fondi strutturali comunitari del Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dell Economia e delle Finanze ha affidato, a seguito

Dettagli

Quanto vale la cooperazione agricola italiana?

Quanto vale la cooperazione agricola italiana? Eddi Fontanari *, Carlo Borzaga ** Quanto vale la cooperazione agricola italiana? * Euricse, University of Missouri - visiting scholar. **Università degli Studi di Trento, Euricse. Negli ultimi anni l

Dettagli

RETI D IMPRESA. Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo la propria individualità e le proprie competenze

RETI D IMPRESA. Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo la propria individualità e le proprie competenze 110 BUSINESS & IMPRESE Maurizio Bottaro Maurizio Bottaro è family business consultant di Weissman Italia RETI D IMPRESA Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo

Dettagli

La piccola e media impresa

La piccola e media impresa Lezione 11 La piccola e media impresa Censimento industriale 1991 In Italia piccola impresa (

Dettagli

Regione Campania. 1. Dati congiunturali del secondo trimestre 2014

Regione Campania. 1. Dati congiunturali del secondo trimestre 2014 1 Regione Campania 1. Dati congiunturali del secondo trimestre 2014 Il saldo tra iscrizioni e cessazioni Il secondo trimestre del 2014 mostra un deciso rafforzamento numerico del sistema imprenditoriale

Dettagli

Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014. Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015

Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014. Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015 Cerimonia di Consegna dei Premi Leonardo 2014 Roma, Palazzo del Quirinale - 27 Aprile 2015 Discorso del Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo CALENDA Signor Presidente della Repubblica, Autorità

Dettagli

Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole

Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Agricoltura e turismo 1) sono i settori che meglio tengono nella crisi economico-finanziaria di

Dettagli

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere le popolazioni rurali povere in condizione di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare,

Dettagli

imprese della provincia di latina luglio 2013

imprese della provincia di latina luglio 2013 imprese della provincia di latina luglio 2013 indagine trimestrale congiunturale sulle imprese della provincia di rapporto di ricerca secondo trimestre 2013 roma, 30 luglio 2013 (12153lq 02) agenda 1.

Dettagli

La rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale La rivoluzione industriale 1760 1830 Il termine Rivoluzione industriale viene applicato agli eccezionali mutamenti intervenuti nell industria e, in senso lato, nell economia e nella società inglese, tra

Dettagli

Il sistema economico locale: industria e terziario

Il sistema economico locale: industria e terziario Capitolo 6 L analisi del territorio nella programmazione degli interventi di sviluppo agricolo capitolo 6 Il sistema economico locale: industria e terziario In questo capitolo sono presentati gli indicatori

Dettagli

Le performance settoriali

Le performance settoriali 20 febbraio 2013 IL PRIMO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Perché un Rapporto sulla competitività Con il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua

Dettagli

ANALISI DI CONTESTO: LE TENDENZE RECENTI ED I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLA FILIERA ORTOFRUTTICOLA ITALIANA

ANALISI DI CONTESTO: LE TENDENZE RECENTI ED I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLA FILIERA ORTOFRUTTICOLA ITALIANA ANALISI DI CONTESTO: LE TENDENZE RECENTI ED I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO NELLA FILIERA ORTOFRUTTICOLA ITALIANA ISMEA Direzione Servizi di Mercato e Supporti Tecnologici Dr. Mario Schiano lo Moriello 1

Dettagli

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole XIII Commissione Agricoltura Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole Giorgio Gobbi Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d Italia Camera dei Deputati

Dettagli

2. Una economia equilibrata con un cuore pulsante industriale e turistico

2. Una economia equilibrata con un cuore pulsante industriale e turistico L analisi che il CRESME ha condotto, sulla base dell incarico ricevuto da ANCE COMO, con il contributo dalla CAMERA DI COMMERCIO DI COMO e sostenuto da Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri di

Dettagli

Le piccole ci à. Sociologia dello sviluppo economico locale A.A. 2012/2013 Relazione di Valentina Barbaglia Marta Gallina

Le piccole ci à. Sociologia dello sviluppo economico locale A.A. 2012/2013 Relazione di Valentina Barbaglia Marta Gallina Le piccole ci à Sociologia dello sviluppo economico locale A.A. 2012/2013 Relazione di Valentina Barbaglia Marta Gallina L ogge o di studio Ø Sistemi economici caratterizzati da attività ad alta tecnologia

Dettagli

Monitoraggio congiunturale sul sistema produttivo del Lazio

Monitoraggio congiunturale sul sistema produttivo del Lazio C E N S I S Monitoraggio congiunturale sul sistema produttivo del Lazio III Quadrimestre 2008 Monitor Lazio è promosso dall Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 10.06.2004 COM(2004)415 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Piano d azione europeo per l agricoltura biologica

Dettagli

Le strategie internazionali

Le strategie internazionali Le strategie internazionali Le strategie internazionali costituiscono alternative di fondo seguite nella costruzione e/o nel rafforzamento del vantaggio competitivo in ambito internazionale (Valdani &

Dettagli

REGIONE CAMPANIA CONTRATTO DI PROGRAMMA REGIONALE

REGIONE CAMPANIA CONTRATTO DI PROGRAMMA REGIONALE REGIONE CAMPANIA CONTRATTO DI PROGRAMMA REGIONALE FONTI LEGISLATIVE 1. Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 123: "Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese,

Dettagli

Capitolo sette. Investimenti diretti esteri. Investimenti diretti esteri nell economia mondiale

Capitolo sette. Investimenti diretti esteri. Investimenti diretti esteri nell economia mondiale EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo sette Investimenti diretti esteri Investimenti diretti esteri nell economia mondiale 7-3 Il flusso di IDE è l ammontare di investimenti esteri realizzati in un dato

Dettagli

Industria: I risultati dell indagine congiunturale sul 1 trimestre 2012

Industria: I risultati dell indagine congiunturale sul 1 trimestre 2012 34indicatori Industria: stabile la produzione I risultati dell indagine congiunturale sul 1 trimestre 2012 E. S. Produzione sugli stessi livelli dello scorso anno, debole la domanda interna, ma rimane

Dettagli

Relazione del Presidente di ESA Giovanni Frangioni

Relazione del Presidente di ESA Giovanni Frangioni Relazione del Presidente di ESA Giovanni Frangioni La nostra aspettativa è creare le condizioni di una autonomia del nostro territorio riguardante il ciclo dei rifiuti, attraverso una azienda di chiaro

Dettagli

RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO

RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO RAPPORTO 2010 SULLA PRESENZA DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE ITALIANE NEL MONDO OTTOBRE 2010 a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi e dell Ufficio Lavori all Estero e Relazioni Internazionali

Dettagli

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi Marketing & Sales: le reazioni alla crisi I risultati di un indagine empirica 1 1. IL CAMPIONE ESAMINATO 2 Le imprese intervistate Numero imprese intervistate: 14 Imprese familiari. Ruolo centrale dell

Dettagli

Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà L IFAD IN BREVE

Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà L IFAD IN BREVE Aiutare le popolazioni povere delle aree rurali a sconfiggere la povertà L IFAD IN BREVE Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere le popolazioni

Dettagli

LE NUOVE FRONTIERE DELLA ROBOTICA E DELL AUTOMAZIONE: MINACCIA O OPPORTUNITA? IX Forum Economico Italo-Tedesco 22 aprile 2015

LE NUOVE FRONTIERE DELLA ROBOTICA E DELL AUTOMAZIONE: MINACCIA O OPPORTUNITA? IX Forum Economico Italo-Tedesco 22 aprile 2015 LE NUOVE FRONTIERE DELLA ROBOTICA E DELL AUTOMAZIONE: MINACCIA O OPPORTUNITA? IX Forum Economico Italo-Tedesco 22 aprile 2015 Fondata nel 1945, UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE è associazione costruttori italiani

Dettagli

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica:

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica: VERSIONE PROVVISORIA Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Roberto Monducci Direttore

Dettagli

Seminario di presentazione del Rapporto Giorgio Rota su Napoli: Ci vuole una terra per vedere il mare

Seminario di presentazione del Rapporto Giorgio Rota su Napoli: Ci vuole una terra per vedere il mare con il sostegno della Seminario di presentazione del Rapporto Giorgio Rota su Napoli: Ci vuole una terra per vedere il mare Spunti di riflessione su società, economia e progetti dell area metropolitana

Dettagli

Indica con una crocetta la corretta collocazione delle seguenti affermazioni:

Indica con una crocetta la corretta collocazione delle seguenti affermazioni: Esercizio n. 1 Indica con una crocetta la corretta collocazione delle seguenti affermazioni: INFORMAZIONI STRATEGICHE NON STRATEGICHE La responsabile dell ufficio acquisti segnala la necessità di sostituire

Dettagli

NUOVE LINEE PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE DEL SETTORE COMMERCIALE

NUOVE LINEE PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE DEL SETTORE COMMERCIALE Gruppo Consiliare NUOVE LINEE PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE DEL SETTORE COMMERCIALE INDICE Obiettivi... pag. 4 Per le imprese... pag. 5 Per i consumatori... pag. 8 Indirizzi generali per l insediamento

Dettagli

UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE

UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE ROMA UN FUTURO DA COLTIVARE PER LE AREE METROPOLITANE Relatore: Claudio Destro - Presidente Confagricoltura di Roma I nuovi orizzonti dell agricoltura multifunzionale di Roma Milano, 6 settembre 2015 Evoluzioni

Dettagli

NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2013 1. Provincia di Salerno Indicatori socio-economici -0,60% -28,3%

NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2013 1. Provincia di Salerno Indicatori socio-economici -0,60% -28,3% Osservatorio sul Mercato Immobiliare, Marzo 13 SALERNO NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 13 1 Provincia di Indicatori socio-economici Figura 1 Negli ultimi dieci anni la popolazione

Dettagli

Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi

Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Intervento del Prof. Carlo Pace all incontro Il Sud Est d Italia: nuovo polo europeo di attrazione degli investimenti produttivi Bari, Fiera del Levante, 12 settembre 2002 Il programma di Sviluppo Italia

Dettagli

LO SVILUPPO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA

LO SVILUPPO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA LO SVILUPPO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA 15 marzo 2008 1. ANALISI DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE 2. TIPOLOGIE DI DESTINAZIONI TURISTICHE 3. IL CICLO DI VITA DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA 4. LO SVILUPPO

Dettagli

venerdì 28 giugno 2013, 17:22

venerdì 28 giugno 2013, 17:22 A tutto Gas 1 Cambiare il mondo si può A tutto Gas Un modo semplice e rivoluzionario di fare la spesa venerdì 28 giugno 2013, 17:22 di Silvia Allegri A tutto Gas 2 A tutto Gas 3 A tutto Gas 4 A tutto Gas

Dettagli

COMMERCIO ESTERO E QUOTE DI MERCATO LA COMPETITIVITÀ DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA

COMMERCIO ESTERO E QUOTE DI MERCATO LA COMPETITIVITÀ DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA COMMERCIO ESTERO E QUOTE DI MERCATO LA COMPETITIVITÀ DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA COMMERCIO ESTERO E QUOTE DI MERCATO - la competitività della provincia di Bologna Indice 1. Esportazioni e competitività:

Dettagli

Luci e ombre della cooperazione vitivinicola in Abruzzo

Luci e ombre della cooperazione vitivinicola in Abruzzo CASE STUDY Luci e ombre della cooperazione vitivinicola in Abruzzo Emilio Chiodo Il settore vitivinicolo in Abruzzo Il settore vitivinicolo riveste un importanza rilevante nell economia Abruzzese, così

Dettagli

Le opportunità della politica di sviluppo rurale

Le opportunità della politica di sviluppo rurale Le opportunità della politica di sviluppo rurale Fonte Inea Forme innovative di integrazione in agricoltura per favorire l insediamento dei giovani nel settore primario ) La politica di sviluppo rurale

Dettagli

Primo Rapporto Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali

Primo Rapporto Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali ente bilaterale lavanderie industriali fra AUIL FEMCA-CISL FILTEA-CGIL UILTA-UIL Primo Rapporto Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali Sintesi Dati di scenario: 600 imprese per 15 addetti

Dettagli

Petizione relativa al prossimo negoziato sul commercio internazionale dei prodotti del tessile-abbigliamento

Petizione relativa al prossimo negoziato sul commercio internazionale dei prodotti del tessile-abbigliamento Petizione relativa al prossimo negoziato sul commercio internazionale dei prodotti del tessile-abbigliamento Da dieci anni, ACTE, Associazione delle Comunità Tessili Europee, ha operato per la difesa e

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO

MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO COMMISSIONE 3: SERVIZI PER LO SVILUPPO LOCALE DEI TERRITORI Sintesi risultati incontro del 11 Marzo 2009 ASSISTENZA TECNICA A CURA DI: RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO

Dettagli

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento

Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Ricerca scientifica e assistenza tecnica per affrontare con successo i processi di cambiamento Edizione 2015 40 anni di analisi e ricerca sulle trasformazioni economiche e sociali in Italia e in Europa:

Dettagli

OSSERVATORIO CULTURALE DEL PIEMONTE

OSSERVATORIO CULTURALE DEL PIEMONTE LIBRERIE INDIPENDENTI E PICCOLA EDITORIA IN PIEMONTE SINTESI DEI DATI 15 Maggio 2010 La piccola editoria in Piemonte Il Piemonte si presenta oggi come il secondo polo produttivo d Italia sia per numero

Dettagli

Intervista a Fabrizio Lucherini Vicedirettore OFI (Osservatorio sulla Fiction Italiana)

Intervista a Fabrizio Lucherini Vicedirettore OFI (Osservatorio sulla Fiction Italiana) FICTION DI PROTOTIPI Intervista a Fabrizio Lucherini Vicedirettore OFI (Osservatorio sulla Fiction Italiana) Le location ed i poli produttivi della serialità televisiva in Italia: un sistema romanocentrico

Dettagli

Percorsi e storie d impresa a Roma

Percorsi e storie d impresa a Roma Percorsi e storie d impresa a Roma Esperienze, valutazioni e prospettive degli imprenditori stranieri Sintesi dei principali risultati Indagine realizzata attraverso la somministrazione telefonica o diretta

Dettagli

Angelo Tantazzi. Presidente di Borsa Italiana

Angelo Tantazzi. Presidente di Borsa Italiana Angelo Tantazzi Presidente di Borsa Italiana Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio, Autorità, Signore e Signori, è per me un onore e un piacere porgere il benvenuto a quanti

Dettagli

OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA

OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA OSSERVATORIO COOPERAZIONE AGRICOLA ITALIANA 2015 Cooperazione agroalimentare La cooperativa è un associazione autonoma di persone unite volontariamente per soddisfare le loro aspirazioni e bisogni economici,

Dettagli

Struttura produttiva dell industria italiana (Testo di riferimento: Bianco, M. L industria italiana Il Mulino.

Struttura produttiva dell industria italiana (Testo di riferimento: Bianco, M. L industria italiana Il Mulino. Struttura produttiva dell industria italiana (Testo di riferimento: Bianco, M. L industria italiana Il Mulino. Specializzazione produttiva o SP., competitività internazionale e crescita economica o SP.,

Dettagli

Quello che vogliamo esportare è ciò che siamo da sempre, ciò che vogliamo continuare ad essere.

Quello che vogliamo esportare è ciò che siamo da sempre, ciò che vogliamo continuare ad essere. Quello che vogliamo esportare è ciò che siamo da sempre, ciò che vogliamo continuare ad essere. L idea Il Consorzio Il Made in Italy, conosciuto ovunque nel mondo, ha nei PRODOTTI AGROALIMENTARI una delle

Dettagli

NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2013 1. Provincia di Parma Indicatori socio-economici -41,7% Parma Indicatori immobiliari

NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2013 1. Provincia di Parma Indicatori socio-economici -41,7% Parma Indicatori immobiliari Osservatorio sul Mercato Immobiliare, Marzo 13 PARMA NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 13 1 Provincia di Indicatori socio-economici Figura 1 Negli ultimi dieci anni la popolazione è

Dettagli

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica

Coordinamento Centro Studi Ance Salerno - Area Informatica Centro Studi Il Report IL SENTIMENT DELLE IMPRESE ASSOCIATE RIFERITO ALLE DINAMICHE DEL CREDITO NEL TERRITORIO PROVINCIALE ANCE SALERNO: RISCHIO USURA SEMPRE ELEVATO Sebbene il trend risulti in diminuzione

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE VANNUCCI, BERSANI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE VANNUCCI, BERSANI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2113 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI VANNUCCI, BERSANI Agevolazioni per l arredo della prima casa di abitazione e dell ufficio,

Dettagli

Newsletter n.2. La politica di sviluppo rurale e la filiera corta

Newsletter n.2. La politica di sviluppo rurale e la filiera corta Newsletter n.2 La politica di sviluppo rurale e la filiera corta Presentazione In questa seconda newsletter che accompagna il percorso formativo della nostra Comunità montana sulle opportunità offerte

Dettagli

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia

L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia L economia italiana nella Relazione della Banca d Italia Paolo Sestito Servizio struttura Economica, Banca d Italia Modena, 4 giugno 215 Il contesto internazionale e l area dell euro 2 Nei paesi emergenti,

Dettagli

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Economia > News > Italia - lunedì 13 gennaio 2014, 16:00 www.lindro.it Segnali positivi Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Antonio Forte La

Dettagli

I seguenti Enti, Istituzioni e Organizzazioni Economiche del territorio piacentino:........................

I seguenti Enti, Istituzioni e Organizzazioni Economiche del territorio piacentino:........................ PROTOCOLLO D INTESA per la promozione, ideazione, progettazione e realizzazione di iniziative del Sistema istituzionale, economico e sociale della provincia di Piacenza in vista della Esposizione Universale

Dettagli

Note brevi. Il Rapporto Giovani,imprese e lavoro 2013 1. L economia reale attraverso il contributo dei giovani

Note brevi. Il Rapporto Giovani,imprese e lavoro 2013 1. L economia reale attraverso il contributo dei giovani Note Brevi vi danno appuntamento alla seconda metà di Gennaio 2014 Note brevi n 14 / Dicembre 2013 www.cslegacoop.coop centrostudi@legacoop.coop Il Rapporto Giovani,imprese e lavoro 2013 1 L economia reale

Dettagli

La situazione congiunturale per l industria manifatturiera trevigiana al primo trimestre 2015

La situazione congiunturale per l industria manifatturiera trevigiana al primo trimestre 2015 CONGIUNTURA & APPROFONDIMENTI Report n. 7 Maggio 2015 La situazione congiunturale per l industria manifatturiera trevigiana al primo trimestre 2015 A cura dell Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale

Dettagli

SOMMARIO LINEE GUIDA FILIERA CORTA

SOMMARIO LINEE GUIDA FILIERA CORTA Pagina 1 di 5 SOMMARIO 1. SCOPO... 2 2. VANTAGGI DELLA... 2 3. ORGANIZZAZIONE DELLA... 2 4. BIOLOGICA... 2 5. MATERIALI DI CONFEZIONAMENTO... 3 6. I LUOGHI DELLA... 3 6.1. VENDITA DIRETTA... 3 6.2. MERCATI

Dettagli

Il microcredito: risorse ed opportunità per le microimprese

Il microcredito: risorse ed opportunità per le microimprese Il microcredito: risorse ed opportunità per le microimprese E 1. IL RUOLO DELLE PMI E DELLE MICROIMPRESE MARIO BACCINI PRESIDENTE DELL ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO E NOTO COME IL SISTEMA PRODUTTIVO

Dettagli

Relazione del Presidente ANICAV ANTONIO FERRAIOLI

Relazione del Presidente ANICAV ANTONIO FERRAIOLI Relazione del Presidente ANICAV ANTONIO FERRAIOLI Foggia, 26 novembre 2013 IL FILO ROSSO DEL POMODORO FOGGIA 26 Novembre 2013 Intervento del Presidente Antonio Ferraioli L incontro di oggi rappresenta

Dettagli

SCHEDA PAESE: ITALIA PICCOLE E MEDIE IMPRESE RICOST RUIRE LE PREMESSE PER UNA NUOVA CRESCITA IN COLLABORAZIONE CON: PICCOLE E MEDIE IMPRESE:

SCHEDA PAESE: ITALIA PICCOLE E MEDIE IMPRESE RICOST RUIRE LE PREMESSE PER UNA NUOVA CRESCITA IN COLLABORAZIONE CON: PICCOLE E MEDIE IMPRESE: PICCOLE E MEDIE IMPRESE SCHEDA PAESE: ITALIA PICCOLE E MEDIE IMPRESE: RICOST RUIRE LE PREMESSE PER UNA NUOVA CRESCITA IN COLLABORAZIONE CON: IN COLLABORAZIONE CON: L indagine Nel mese di ottobre 2010,

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Nel 2015-16 previsto un aumento del fatturato mediamente del 3,2% all anno.

COMUNICATO STAMPA. Nel 2015-16 previsto un aumento del fatturato mediamente del 3,2% all anno. COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO PRESENTA IL SETTIMO RAPPORTO ANNUALE SULL ECONOMIA E FINANZA DEI DISTRETTI INDUSTRIALI 214 CON 46.5 AZIENDE ANALIZZATE protagonisti della ripresa: già nel biennio 213-14

Dettagli

INTERVENTO PROF. GIORGIO BARBA NAVARETTI

INTERVENTO PROF. GIORGIO BARBA NAVARETTI INTERVENTO PROF. GIORGIO BARBA NAVARETTI Grazie mille Gianni e grazie mille alla fondazione Italcementi Pesenti per questo invito. Credo che oggi il punto fondamentale sia cercare di ragionare su quella

Dettagli

L industria agroalimentare italiana

L industria agroalimentare italiana Il sistema italiano L importanza del sistema italiano Strette connessioni fra agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione : necessità di una visione più complessiva del sistema L industria

Dettagli

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano

I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano I fattori di contesto. La famiglia. Caratteri e trasformazioni. Il caso italiano Corso di Politiche Sociali Facoltà di Scienze della Formazione Università Milano Bicocca Anno Accademico 2011-12 La famiglia

Dettagli

Osservatorio Economia e Lavoro in Emilia-Romagna. Marco Sassatelli

Osservatorio Economia e Lavoro in Emilia-Romagna. Marco Sassatelli Osservatorio Economia e Lavoro in Emilia-Romagna Marco Sassatelli Il quadro - Produzione industriale ed export - 60 Produzione Fatturato Ordini 40 20 0-20 2003 - I 2003 - II 2003 - III 2003 - IV 2004 -

Dettagli

Il caso di SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara

Il caso di SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara Competitività, sistema produttivo e infrastrutture. Il caso di SIPRO Agenzia per lo sviluppo Ferrara Gabriele Ghetti, Presidente Piacenza, 27 ottobre 2005 Profilo Soci SIPRO è una Società per Azioni, con

Dettagli

I DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE (DES)

I DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE (DES) E inoltre sicuramente utile leggere il capitolo che segue: I DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE (DES) a cura di Andrea Saroldi, tratto da: Guida all economia solidale progetto Economia Solidale Economia Partecipata

Dettagli

Presentazione del Rapporto L economia del Molise

Presentazione del Rapporto L economia del Molise Presentazione del Rapporto L economia del Molise Francesco Zollino Servizio di Congiuntura e politica monetaria Banca d Italia Università degli Sudi del Molise, Campobasso 18 giugno 215 Il contesto internazionale

Dettagli

Le situazioni di crisi nel settore metalmeccanico

Le situazioni di crisi nel settore metalmeccanico Osservatorio sindacale Le situazioni di crisi nel settore metalmeccanico 17 S.O.S. INDUSTRIA METALMECCANICA In caduta libera i dati dell occupazione 17 Rapporto sulle situazioni di crisi nel settore metalmeccanico

Dettagli

Giunta Regionale Direzione Generale Attività Produttive, Commercio, Turismo L IMPRESA NELLE APEA

Giunta Regionale Direzione Generale Attività Produttive, Commercio, Turismo L IMPRESA NELLE APEA Giunta Regionale Direzione Generale Attività Produttive, Commercio, Turismo L IMPRESA NELLE APEA IL SISTEMA PRODUTTIVO DELL EMILIA EMILIA-ROMAGNA ALCUNI PUNTI DI FORZA ALCUNI PUNTI DI DEBOLEZZA ALTO LIVELLO

Dettagli

COLTIVANDO LA CRESCITA

COLTIVANDO LA CRESCITA COLTIVANDO LA CRESCITA Agroindustria e agricoltura: imprese, dimensione, export I punti di forza Dall agricoltore all imprenditore agricolo Le criticità L agenda per il futuro Daniele Marini Università

Dettagli

Nel modello organizzativo di Intesa Sanpaolo è più volte affermato il. ruolo centrale della relazione con il cliente. Essere una delle più

Nel modello organizzativo di Intesa Sanpaolo è più volte affermato il. ruolo centrale della relazione con il cliente. Essere una delle più Nel modello organizzativo di Intesa Sanpaolo è più volte affermato il ruolo centrale della relazione con il cliente. Essere una delle più importanti banche del Paese (In Italia: 5.809 sportelli, 11,4 mln.

Dettagli

Scheda LE FONTI RINNOVABILI, IL RISPARMIO E L EFFICIENZA ENERGETICA

Scheda LE FONTI RINNOVABILI, IL RISPARMIO E L EFFICIENZA ENERGETICA ISTITUTO DI RICERCHE ECONOMICHE E SOCIALI Osservatorio Energia Scheda LE FONTI RINNOVABILI, IL RISPARMIO E L EFFICIENZA ENERGETICA PREMESSA Nel marzo 2007, l Unione europea ha varato il primo concreto

Dettagli

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO Intervento Roberto Albonetti direttore Attività Produttive Regione Lombardia Il mondo delle imprese ha subito negli ultimi anni un accelerazione impressionante:

Dettagli

LA FORMAZIONE POST DIPLOMA,

LA FORMAZIONE POST DIPLOMA, LA FORMAZIONE POST DIPLOMA, LA FORMAZIONE PROFESSIONALE, LA FORMAZIONE INTEGRATA, LA FORMAZIONE CONTINUA DI SERGIO TREVISANATO * * Segretario Regionale Formazione Lavoro - Regione Veneto Sergio Trevisanato

Dettagli