Introduzione alla Media Education

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1 Introduzione alla Media Education Maria Ranieri 18 febbraio 2014 LA MUSICA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE

2 Media education Storia e definizioni

3 Media education: di cosa si occupa Possiamo definire la ME come [ ] il processo di insegnamento/apprendimento centrato sui media; la media literacy ne è il risultato e altro non è che la conoscenza e le competenze che gli studenti acquisiscono in tema di mezzi di comunicazione. [ ] la media literacy implica necessariamente il saper leggere e scrivere i media. La ME si propone dunque di sviluppare sia una comprensione critica sia una partecipazione attiva. Consente ai ragazzi di interpretare e dare giudizi consapevoli come consumatori dei media; ma li rende anche capaci di diventare loro stessi, a pieno titolo, produttori di media (Buckingham, 2006, p. 22).

4 Media education: da non confondere con Nella ME i media sono oggetto di insegnamento/apprendimento e NON STRUMENTO PER APPRENDERE, ossia supporto didattico da utilizzare per favorire l insegnamento disciplinare. Apprendere i media vs Apprendere con i media

5 Media education: un po di storia Si possono distinguere 4 fasi: Fase del discernere e resistere: anni 30-50, approccio inoculatorio di taglio difensivista (ME come vaccino) Fase dei media come arti popolari: a partire dagli anni 60, si assiste ad un primo arretramento dell approccio inoculatorio, grazie all influsso dei Cultural Studies.

6 Media education: un po di storia Fase della demistificazione: anni 70-80, far comprendere ai giovani che i media non sono trasparenti e vanno decostruiti per portare alla luce le ideologie sottese, funzionali all egemonia culturale dei gruppi dominanti. Fase preparatoria: dagli anni 90, la ME si propone come strategia di empowerment ed emancipazione culturale.

7 Media, tecnologie e competenze A che punto siamo?

8 Competenze mediali (MED) Lettore Cittadino attivo Scrittore Critico Fruitore

9 Competenza digitale (Calvani, Fini, Ranieri, 2010)

10 Digital e media literacy (Hobbs, 2011) Accedere Agire Analizzare e valutare Riflettere Creare

11 Punti di contatto Slittamento dalle dimensioni tecniche a quelle educative; Enfasi sulle dimensioni critico-cognitive di analisi e valutazione della qualità e credibilità dei messaggi e dell informazione; Attenzione alle dimensioni etico-sociali, partecipative e di costruzione collaborativa della conoscenza.

12 Media education Tra vecchie e nuove sfide

13 I social network La diffusione dei social network ha rinvigorito il dibattito su alcuni aspetti chiave che caratterizzano il nostro essere e interagire nei social network, generando nuove sfide per chi si occupa di media ed educazione. Come gestire la propria identità nei social network? In che modo coniugare le esigenze di visibilità, che in alcuni casi si pensi, ad esempio, ai social network professionali possono essere di rilevante importanza, con il bisogno di tutelare la privacy e la sicurezza? Fino a che punto possiamo fidarci dell autenticità delle informazioni che gli utenti condividono online? Vi sono indizi che possono corroborare le nostre credenze e la nostra fiducia negli altri? Come si riconfigurano le relazioni e gli affetti in ambienti saldamente ancorati all idea di essere sempre connessi? 13

14 14 I social network IDENTITA. Il gioco dell identità tra esplorazione di sé e esibizione narcisistica e frammentata. «Un avatar, spiega [Audrey, ndr], è un profilo di Facebook che prende vita. [ ] L importante è offrire una esibizione di te stesso» (Turkle, 2012, p. 242) PARTECIPAZIONE E e-engagement. I social network possono offrire ai giovani l opportunità di fare esperienza di ruoli partecipativi con implicazioni positive sullo sviluppo delle loro capacità critico-argomentative e dialogiche. PRIVACY. Il paradosso della privacy nei social network: da un lato, le persone manifestano preoccupazioni sulla protezione dei propri dati, dall altra, rivelano informazioni personali dettagliate nel loro profilo. CREDIBILITA. «La formazione della fiducia online è un processo difficile, ma una volta che si è stabilita essa aiuta a mitigare le percezioni di rischio, incertezza e vulnerabilità che sono associate alla rivelazione di informazioni personali e identificative» (Mesh, 2012, p. 1471). EMOZIONI. L ambivalenza di certe pratiche segnala la complessità. Ad es. se, da un lato, la pratica del defriending suggerisce l esistenza di una dimensione riflessiva nella gestione delle relazioni nei social network, dall altro, è indicativa anche di pratiche semplicistiche di gestione degli affetti (= analfabetismo affettivo).

15 Social network: quali skills? Comprensione della grammatica del dispositivo Capacità di valutarne il potenziale per la soluzione di problemi vicini alla vita reale Dimensione tecnologica Dimensione cognitiva Decodificare e valutare l affidabilità delle informazioni condivise nei social network e la credibilità delle fonti Creare contenuti attraverso il remix Tutelare la propria privacy, tenendo conto della dinamicità di questo concetto Comportarsi in modo adeguato e nel rispetto degli altri 15 Dimensione etica Dimensione sociale Lavorare in modo collaborativo attraverso gli strumenti di social networking Partecipare attivamente a reti di interesse

16 Formare le social network skills DIMENSIONE TECNOLOGICA Un primo nucleo di attività ruota intorno allo sviluppo di consapevolezza sulle pratiche tecnologiche personali e di capacità di problem solving tecnologico. La familiarità con i dispositivi può indurre ad automatismi dalle conseguenze incerte e non sempre desiderabili. Accanto a ciò, è importante anche far riflettere gli studenti sul potenziale dei social network come strumenti che possono aiutarci nella soluzione di problemi della vita quotidiana. Esempi: diario degli usi, esplorazioni semiguidate, problem solving tecnologico DIMENSIONE COGNITIVA Un secondo nucleo di attività riguarda lo sviluppo di capacità di ricerca e uso critico delle informazioni e di produzione di contenuti. In ambienti come Facebook o LinkedIn, vengono condivise ingenti quantità di informazioni: offerte di lavoro, segnalazioni di articoli, etc. Chi garantisce la loro autenticità? Bisogna imparare a riconoscere gli indizi e a fare inferenze corrette. Al tempo stesso, i social network non sono solo ambienti di fruizione, ma anche di condivisione di informazioni o contenuti prodotti da noi. Esempi: Information problem solving, produzione e condivisione di contenuti 16

17 Formare le social network skills DIMENSIONE ETICA Un terzo nucleo di attività mira allo sviluppo della capacità di gestire in modo sicuro i propri dati personali e di utilizzare i social network per scopi eticamente accettabili. Per lavorare su queste dimensioni, il ricorso a tecniche simulative come il gioco di ruolo risulta particolarmente interessante poiché consente di fare esperienze in una situazione protetta. Esempi: gioco di ruolo, simulazione, gioco di gruppo DIMENSIONE SOCIALE un quarto nucleo di attività punta allo sviluppo di capacità socio-comunicative e partecipative in senso stretto. Tipicamente, la discussione, il lavoro in piccoli gruppi, la partecipazione a reti, consentono di concentrarsi su queste dimensioni e di maturare una consapevolezza dei doveri che abbiamo nei riguardi di coloro con i quali comunichiamo. Esempi: definizione di una socioquette, lavoro collaborativo, partecipazione a reti 17

18 Risorse Teoria Pratica Nuove sfide

19 Un webinar tira l altro. Prossimi appuntamenti 21 febbraio - Progettare percorsi e prodotti mediaeducativi, con Alessia Rosa 28 febbraio - Come costuire uno story-board per la produzione video, con Emanuela Fanelli 7 marzo- Come costruire un prodotto audio-visivo, con Luciano Di Mele 11 marzo - Come valutare un percorso mediaeducativo, con Roberto Trinchero

20 GRAZIE PER LA PARTECIPAZIONE Maria Ranieri Consigliere MED, Università di Firenze LA MUSICA CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE

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