Le linee d azione per un nuovo assetto della PA della Lombardia. Patto per lo Sviluppo 6 maggio 2016

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1 Le linee d azione per un nuovo assetto della PA della Lombardia Patto per lo Sviluppo 6 maggio 2016

2 Una riforma amministrativa per le imprese In un epoca di rapidissimi cambiamenti che interessano la società, l economia, i mercati e i sistemi economici locali, anche le istituzioni devono cambiare, così da diventare strumenti funzionali alla crescita e allo sviluppo. Poter contare su un sistema amministrativo chiaro, snello ed efficiente è un fattore fondamentale per aumentare l attrattività del territorio e favorire le condizioni per la nascita, lo sviluppo e la crescita delle attività produttive. L assetto delle amministrazioni regionali e locali è dunque di grande importanza per la competitività e deve essere ridisegnato in modo coerente con le profonde trasformazioni della geografia economica e delle dinamiche sociali sul territorio. Per una regione come la Lombardia che conta su uno dei sistemi industriali più forti e variegati d Europa occorre un modello amministrativo nuovo e avanzato che punti sull autonomia regionale e in grado di assicurare una efficace gestione del governo del territorio.

3 Le principali criticità da affrontare La generale situazione di incertezza e confusione che mina l efficienza e l efficacia dell azione delle pubbliche amministrazioni e rende difficili i rapporti con i cittadini e le imprese. Il rischio di un ulteriore aumento del carico fiscale sulle imprese senza un preciso progetto di riforma della finanza degli enti locali. La mancanza di un piano chiaro di suddivisione delle funzioni degli enti amministrativi locali. Il quadro confuso dell evoluzione delle Province. La mancanza di un disegno organico complessivo a livello nazionale di revisione della Pubblica Amministrazione con accorpamenti previsti con criteri tra loro disomogenei per le diverse articolazioni (prefetture, camere di commercio, questure) che genera ulteriore confusione.

4 L iniziativa di Regione Lombardia La Regione ha avviato dall inizio del 2016 una importante iniziativa di confronto e discussione per giungere alla definizione di un ridisegno del proprio assetto amministrativo. Il confronto deve contare su una piena partecipazione di tutti i soggetti interessati, a partire dalle rappresentanze delle categorie produttive per costituire così un esempio virtuoso e innovativo anche per le altre realtà regionali. Questa iniziativa si pone nella giusta direzione di una «Costituente Lombarda», nella quale analizzare le dinamiche in atto, delineare gli interventi diretti ad una suddivisione delle funzioni tra i diversi enti che corrisponda alle esigenze del sistema produttivo e porre le basi per condividere un progetto per la competitività del territorio sul quale mettere alla prova la capacità di innovazione della classe politica locale, delle burocrazie tecniche e delle forze economiche e sociali.

5 Il documento sulla Riforma della Autonomie in Lombardia Il documento di base della Regione Lombardia per il confronto con i territori è un utile punto di partenza per affrontare il tema della riforma amministrativa. È positiva l intenzione di un ripensamento complessivo sulla configurazione dell intero assetto delle Autonomie locali, attraverso la definizione di una visione prospettica ampia che emerga da uno sforzo comune di tutti i principali attori del sistema Lombardia. Manca un riferimento al tema del regionalismo differenziato a norma dell art. 116 della Costituzione, che per la Lombardia rappresenta un opportunità importante. L ipotesi indicata di suddivisione delle aree vaste non contempla la fondamentale previsione di una approfondita analisi della geografia economica e dei flussi. Le proposte sulla razionalizzazione di numero e dimensioni dei Comuni sono insufficienti.

6 Le proposte prioritarie - 1 La complessità e le molte incertezze legate al completamento dell intero processo di riforma dell architettura istituzionale, che parte dal livello nazionale, e ai suoi tempi di attuazione richiedono interventi concreti attivabili dalla Regione nel medio periodo per riorganizzare in modo più efficace ed efficiente. In primo luogo: Forte azione di razionalizzazione del numero dei comuni lombardi, con un preciso piano regionale che porti a risultati concreti in termini di riduzione del loro numero e di aumento della dimensione media, da attuare sia mediante lo strumento delle aggregazioni territoriali (fusioni e incorporazioni), sia attraverso forme associative di esercizio delle funzioni di reale efficacia. La Lombardia è la regione con in assoluto il numero più elevato di Comuni: il 19% dei Comuni italiani Comuni lombardi hanno popolazione inferiore a abitanti e 799 di questi inferiore a abitanti.

7 Le proposte prioritarie - 2 In secondo luogo: Rafforzare le competenze amministrative della Regione, al momento unico soggetto aggregatore sul territorio, per garantire uniformità dell attuazione delle norme, una regia forte in grado di attivare efficaci politiche territoriali, consentire un reale e forte coordinamento degli enti locali ed evitare una frammentazione delle decisioni che rischierebbe di portare a deleterie situazioni di paralisi. Prevedere un forte ruolo decisionale della Regione su alcune tematiche strategiche per la competitività e l attrattività del territorio come le procedure per gli insediamenti produttivi e gli ampliamenti e la realizzazione delle infrastrutture. Consolidare le funzioni di sviluppo strategico del territorio della Città Metropolitana in coordinamento con le politiche regionali. Inserire il processo di riforma all interno di una proposta diretta ad attivare per la Lombardia l art. 116 della Costituzione e giungere a forme diverse e ulteriori di autonomia, grande opportunità per una regione ancora più competitiva. Coordinare il processo di riforma con le riorganizzazioni in corso a livello nazionale (CCIAA, Prefetture).

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