1 O. NEURATH, Il viaggio

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1 ...Siamo come dei marinai che debbono ricostruire la loro nave in mare aperto... Essi possono usare il legname della vecchia struttura per modificare lo scheletro e il fasciame dell'imbarcazione, ma non possono riportarla in bacino per ricostruirla da capo. Durante il loro lavoro essi si sostengono sulla vecchia struttura e lottano contro violenti fortunali e onde tempestose. 1 1 O. NEURATH, Il viaggio

2 TITOLO PROGETTO PROGETTO CRESCO Costruzione di Reti Educative e di Sviluppo attraverso la Continuità e l Orientamento DESTINATARI Alunni, docenti e famiglie degli anniponte. TEMPI DI REALIZZAZIONE ottobre 2012/giugno 2013 e settembre 2013/giugno 2014 DURATA biennale

3 PREMESSA Cos è la continuità? L Istituto Comprensivo facilita la pratica della Continuità fra ordini di scuola e fra Scuola e Territorio. Continuità è una terminologia liquida che va riempita. Nel suo significato generale essa rappresenta la strategia finalizzata a garantire ad ogni bambino e ad ogni ragazzo il diritto a un percorso scolastico unitario, organico e completo, cercando di attenuare le difficoltà che spesso si presentano nel passaggio tra i diversi ordini di scuola. Ma la continuità, nello specifico, ha molteplici articolazioni e ambiti d azione. Esiste infatti: 1. una continuità nei saperi, che si attua attraverso la costruzione del curricolo verticale e la connessione trasversale tra i saperi; 2. una continuità nella progettazione, che superi la tendenza a formulare molteplici micro- progetti privi di connessioni tra loro e variamente caratterizzati, a favore di una progettazione comune e fortemente incentrata su un analisi dei bisogni di allievi, docenti e territorio. 3. una continuità nell organizzazione, in cui l organizzazione scolastica è concepita in termini di gruppi e non di individui e in cui funzioni strumentali, referenti, commissioni, gruppo di staff, gruppi di progetto, collegio costituiscono la vera forza innovativa e motrice in una realtà in continuo movimento. 4. una continuità nella formazione, nella consapevolezza che ognuno proviene da percorsi formativi ed esperienze diverse, ognuno ha sviluppato propri stili di insegnamento, proprie sensibilità e capacità relazionali ma che una comune attività di formazione in servizio può far incontrare, pur salvaguardando la specificità dei singoli ordini scolastici. 5. una continuità nella valutazione a) interna: valutazione non solo dei risultati di apprendimento degli allievi ma della qualità del servizio scolastico (autoanalisi d Istituto). b) esterna: valutazione come confronto e scambio di informazioni con il territorio, con il sistema scolastico provinciale, regionale, nazionale e internazionale (v. progettazione europea).

4 Cos è l orientamento? Il tema dell orientamento rappresenta oggi una delle variabili centrali e cruciali del più vasto processo di ripensamento e di ridefinizione dei modelli curricolari e organizzativi dell intero sistema scolastico, segnale esplicito di una concreta volontà di cambiamento nella direzione dell innovazione qualitativa e globale del sistema formativo. E evidente come l orientare e il sapersi orientare, in una società come quella attuale, rappresentino operazioni intellettuali e comportamentali particolarmente complesse e difficili. Operazioni tuttavia indispensabili, a fronte della complicata rete di conoscenze e di relazioni richieste da un contesto sociale e culturale radicalmente differente nelle sue caratteristiche costitutive rispetto a qualche decennio fa. All interno di tale quadro di riferimento, sapersi orientare significa essere in possesso della strumentazione cognitiva, emotiva e relazionale idonea a fronteggiare, in forma esperta, tutti quei fattori connotativi dell attuale società potenzialmente fonte di disorientamento. Tutto questo richiede, innanzitutto, la costruzione di un sistema di conoscenze, di abilità e di comportamenti costitutivamente e continuamente in grado di modificarsi, di aggiornarsi, di riadattarsi, flessibilmente e dinamicamente, alle trasformazioni richieste e imposte dalle transizioni in atto: addirittura di prevederle, per poterle direzionare e gestire in forma autonoma e competente. 2 2 G. DOMENICI, Manuale dell orientamento e della didattica modulare, Editori Laterza

5 ANALISI DEI BISOGNI Ciascun alunno ha il diritto ad un processo formativo organico e completo, che assicuri uno sviluppo articolato e multidimensionale della sua identità. Diventa dunque indispensabile adottare strategie mirate al coordinamento dei curricoli degli anni ponte, in modo da far superare agli allievi le difficoltà connaturate al momento del passaggio al grado scolastico successivo. Accanto a tali bisogni primari, si pongono ulteriori esigenze legate, sul piano organizzativo e didattico, alla necessità di condivisione di metodologie di insegnamento e di valutazione. Un processo di formazione è completo e coerente se si attua processi di continuità orizzontale, ossia se si apre ad un dialogo costruttivo con le famiglie e se si avvale dell interazione con il territorio (enti pubblici e privati, associazioni, esercizi commerciali, agenzie di servizi, ).

6 ANALISI DEL CONTESTO La maggior parte della zona Monte Rosello Alto ha costruzioni soprattutto di tipo popolare ma a ridosso della pineta, verso San Francesco, sono sorte numerose costruzioni private ed edifici in cooperativa con nuclei familiari i cui capi famiglia sono: operai specializzati, artigiani, impiegati, professionisti. Il tessuto sociale è misto con prevalenza di manovalanza da sempre fortemente rappresentata. La crisi in atto, ha prima di tutto colpito la manodopera generica; per far fronte alle esigenze familiari, molti esercitano attività occasionali o stagionali. La causa di situazioni di disagio e di devianza è da attribuire in gran parte alla forzata inattività che espone i più deboli a molteplici tentazioni: droga, alcolismo (soprattutto giovanile), microcriminalità, disoccupazione, sono questi i mali che affliggono il quartiere. I servizi sociali esistenti non sono sufficienti ai bisogni reali del quartiere, c'è un solo consultorio familiare e di recente sono sorti alcuni asili nido privati ed il nido Comunale di Via Pais. Mancano alcune essenziali strutture sportive. Lo stadio dei Pini (Tonino Siddi) e la palestra comunale non soddisfano a pieno le esigenze dei ragazzi che praticano lo sport; infatti solo i più fortunati possono frequentare le palestre private che ci sono nel quartiere. Scuola e parrocchia rappresentano comunque un valido punto di riferimento, nonché luoghi di aggregazione cui alcuni genitori, talvolta afferiscono per confidare situazioni di disagio, trovando nei docenti i giusti confidenti e consiglieri utili ad affrontare determinate situazioni, smentendo così il luogo comune secondo cui la struttura scolastica è estrapolata dalla realtà socioambientale in cui si trova ad operare e trovando aiuti in detta istituzione come giusto afferente nel delicato compito di formazione. L I.C. Monte Rosello Alto comprende anche i plessi della zona denominata Latte Dolce, sorta negli anni 40/ 50 con una connotazione abitativa di case sparse indipendenti cui, negli ultimi decenni, si sono aggiunti agglomerati di edilizia convenzionata e di cooperative. La scuola opera in un quartiere molto complesso: se da una parte, infatti, permangono le caratteristiche di un rione con una connotazione di edilizia popolare, dall altra gli abitanti conservano

7 ancora intatti atteggiamenti sociali positivi, che attivano forme di solidarietà e di reciproco aiuto difficilmente riscontrabili in altri quartieri cittadini. Negli ultimi anni, nella scuola, si va evidenziando il forte interesse che la maggior parte dei genitori o adulti di riferimento manifestano per il percorso educativo dei bambini/e: sono partecipi ad ogni iniziativa progettuale ed esigono di essere informati sistematicamente sui processi cognitivi affettivi e relazionali dei figli 3. 3ANALISI TRATTA DAL SITO INTERNET DELLA SCUOLA

8 LA VISION DEL PROGETTO umana. Garantire il successo formativo di tutti nostri studenti e il pieno sviluppo della persona LA MISSION DEL PROGETTO Il progetto si propone di lavorare in un ottica di formazione integrale dell'individuo, nel rispetto delle identità personali, sociali, culturali e professionali dei singoli alunni, nella costante valorizzazione delle diversità al fine di costruire un percorso coerente che riconosca la specificità e la pari dignità educativa di ogni grado scolastico. Tutte le attività educative e didattiche della scuola e le iniziative formative extrascolastiche verranno integrate in un progetto formativo unitario, con obiettivi e finalità comuni, ispirato al principio fisico dei vasi comunicanti (principio fisico secondo cui un liquido contenuto in due o più contenitori comunicanti tra loro, raggiunge lo stesso livello dando vita ad un'unica superficie equipotenziale).

9 OBIETTIVI DEL PROGETTO Gli obiettivi del progetto sono stati calibrati sulla base delle peculiarità: organizzative della nostra scuola strutturali del territorio. Si è ritenuto utile suddividere gli obiettivi in due macrogruppi: uno che afferisca al corrente anno scolastico, il secondo preventivato per la seconda annualità del progetto, in quanto proiettato verso risultati più specifici e fondato sul presupposto di un team di lavoro già affiatato, e con un punto di vista comune e condiviso. Obiettivi prima annualità (a.s. 2012/2013): 1. Progettare percorsi e azioni formative sulla base della vision e della mission individuate; 2. Condividere obiettivi cognitivi di passaggio, minimi e standard; 3. Progettare iniziative didattiche congiunte, chiaramente leggibili nei loro intrecci anche dagli allievi e dalle famiglie; 4. Progettare attivitàponte che prevedano soprattutto iniziative ludicodidattiche in grado di superare i confini delle diverse scuole; 5. Coinvolgere le famiglie nel processo educativo e formativo dei propri figli; 6. Favorire l utilizzo consapevole e sistematico (per allievi e docenti) delle ICT, al fine di facilitare la sperimentazione di nuove metodologie e tecniche didattiche; 7. Instaurare rapporti collaborativi con gli Enti Locali al fine di rafforzare le azioni di continuità programmate; 8. Stabilire rapporti pedagogici e non soltanto burocraticofunzionali fra ordini scolastici diversi e fra scuola ed extrascuola; 9. Assicurare la reciproca conoscenza; 10. Garantire opportunità educative adeguate attraverso la conoscenza degli alunni; 11. Programmare momenti di progettazione comune finalizzati ad avvicinare gli stili educativi e a creare un linguaggio professionale comune;

10 12. Programmare incontri finalizzati alla trasmissione di informazioni degli alunni, specie di quelli in situazione di svantaggio; 13. Conoscere la programmazione educativa dei tre ordini di scuola, in prospettiva di azioni di condivisione ed armonizzazione della stessa; 14. Creare un setting di lavoro positivo che faciliti la comunicazione interprofessionale. Obiettivi seconda annualità (a.s. 2013/2014): 1. Coordinare i criteri valutativi, degli alunni e del servizio scolastico (autovalutazione) comunicando periodicamente informazioni utili sugli alunni in passaggio da un ciclo scolastico al successivo; 2. Promuovere iniziative di aggiornamento progettate in modo unitario; 3. Facilitare i collegamenti tra i docenti dei diversi ordini scolastici e tra questi e gli operatori dell'extrascuola, attraverso il coordinamento dei rispettivi curricoli pur nel rispetto delle differenti professionalità. 4. Integrare iniziative e competenze, dei diversi ordini scolastici, al fine di individuare una traiettoria educativa comune fondata sull'idea di un percorso curricolare sull'apprendimento; 5. Rispettare la progettazione educativa che unisce e qualifica i tre ordini di scuola, armonizzando gli stili educativi; 6. Indicare verifiche e valutazioni delle strategie di insegnamento in relazione al raggiungimento delle abilità previste attraverso incontri tra docenti delle diverse scuole; 7. Lavorare alla creazione di un linguaggio comune. Il raggiungimento degli obiettivi sarà regolamentato da criteri di ottimizzazione del tempo, concordati tra i docenti coinvolti, in considerazione della sempre maggiore riduzione degli orari di compresenza (ossia pochi incontri, ma specificamente finalizzati) e dell intenso lavoro didattico- organizzativo necessario durante tutto l anno scolastico per il buon funzionamento della scuola nel suo complesso.

11 METODOLOGIE Nella scelta della metodologia educativa e didattica si prediligeranno le modalità del problem solving e del cooperative learning, per consentire a tutto il personale della scuola e all utenza di riferimento di concepire e vivere la scuola come un vero e proprio laboratorio didattico. La valutazione giocherà un ruolo strategico oltre che una valenza formativa, in quanto mirata ad individuare strategie utili ad assicurare il successo degli alunni nei processi di apprendimento (valutare per educare). Le scelte metodologiche verteranno inoltre sulla realizzazione di progettiponte (basati in particolare su discipline quali la musica, la motoria, l arte, le tecnologie in quanto trasversali ai tre ordini di scuola), che prevedano iniziative comuni tra cui l accompagnamento dei bambini durante il passaggio al grado di scuola successivo, processo di non trascurabile rilevante e che dovrebbe divenire parte integrante (e non facoltà dei singoli insegnanti) della progettazione comune. Il ricorso infine a progetti di continuità orizzontale (che coinvolge allievi della stessa età) favorirà la conoscenza tra coetanei, possibili compagni di classe nel passaggio al livello di scuola successivo.

12 LE RISORSE UMANE nella scuola: Il progetto CRESCO si avvarrà della collaborazione tra le diverse figure professionali operanti la Dirigente Scolastica, per supervisionare le strategie operative nel loro complesso; la Funzione Strumentale, per progettare e coordinare il piano degli interventi; la Commissione per la Continuità, con il compito di attivare un meccanismo di feed- back continuo delle informazioni (dai plessi alla Funzione Strumentale e viceversa); i docenti, a vario titolo coinvolti nel progetto (docenti anniponte; docenti referenti per l accesso ai laboratori, le altre Funzioni Strumentali, ); i collaboratori scolastici, per la disponibilità degli spazi; le famiglie, come supporto per l organizzazione di attività comuni ad ampio raggio. In particolare, la commissione, composta dai rappresentanti dei vari ordini di scuola, si preoccuperà di trasferire nei plessi di appartenenza tutte le decisioni prese in sede di riunione con la Funzione Strumentale, al fine di garantire la massima circolarità della comunicazione. La commissione si avvarrà di: 1 docente referente per ciascun plesso della scuola dell infanzia. o Nota: sarebbero auspicabili 6 docenti, in considerazione della peculiarità del plesso di via Manzoni, strutturato su due piani, che richiede dunque 2 figure di riferimento per una più capillare circolazione delle informazioni; 1 docente referente per ciascun plesso della scuola primaria, preferibilmente delle classi quinte. o Nota: anche in questo caso la presenza di almeno 2 docenti per il plesso di via Manzoni, caratterizzato da 4 classi quinte, potrebbe agevolare il lavoro di coordinamento delle iniziative; 3 docenti referenti per la scuola secondaria di 1 grado.

13 Un gruppo di lavoro ristretto curerà inoltre le iniziative di continuità con i nidi d infanzia e l orientamento con le scuole secondarie di 2 grado. In particolare il gruppo di lavoro necessiterà delle seguenti figure: 1 docente della scuola dell infanzia di via Nievo per attività di continuità con il nido di via Fais; 1 docente della scuola dell infanzia via Sulcis per attività di continuità con il nido di via Barbagia; 1 docente della scuola dell infanzia via Manzoni per attività di continuità con il nido di via Pascoli; 1 docente della scuola dell infanzia via Gessi per attività di continuità con il nido privato di via Lago di Baratz; 1 docente della scuola secondaria di 1 grado per l attività di orientamento degli alunni delle classi terze, per un totale di 5 docenti. La commissione sarà costituita, in totale, da 15 docenti.

14 LE AZIONI La pianificazione delle azioni strategiche si baserà su una visione di breve, medio e lungo periodo. Nel breve periodo ci si concentrerà sulla costruzione delle relazioni tra i componenti del gruppo di lavoro e sulla discussione e condivisione di obiettivi e strategie di lavoro. Le azioni nel medio periodo saranno protese a favorire l interscambio tra le sezioni e classi degli anniponte e la conoscenza degli spazi, attraverso interventi di contenuto prevalentemente ludicolaboratoriale. Nel lungo periodo, saranno invece previste azioni maggiormente strutturate, incentrate in modo particolare su: costruzione del curricolo verticale, concertazione degli strumenti di verifica e valutazione, affinamento delle tecniche di interazione e comunicazione, sperimentazione di tecniche di progettazione comuni. Attività di breve e medio periodo: 1. Incontri bimestrali di programmazione delle attività che coinvolgano i tre segmenti di scuola, strutturati secondo le regole del problem solving e del cooperative learning; 2. organizzazione di almeno due iniziative annuali forti (es.: Natale e fine anno) di caratterizzazione ludicodidattica, ricreativo e/o laboratoriale, come attività di raccordo tra le classiponte; 3. Organizzazione di 3 incontri in plenaria con le famiglie (uno per ogni ordine di scuola), non oltre il 15 gennaio e alla presenza della Dirigente scolastica, della FS e degli insegnanti che prenderanno gli alunni in passaggio; gli incontri si svolgeranno con il supporto di slides che illustrino le attività del Piano dell Offerta Formativa, le specificità dei tre segmenti scolastici e, durante la fase di attesa dei genitori, poco prima che inizino gli incontri, verranno proiettate immagini degli ambienti, degli studenti in azione, di progetti e laboratori; 4. Programmazione e attuazione di iniziative di accoglienza; 5. Condivisione delle risorse umane, professionali e strutturali (uso spazi e strutture comuni);

15 6. Creazione di un forum tematico sul sito della scuola per il passaggio continuo delle informazioni; 7. Progettazione e somministrazione di questionari di monitoraggio e valutazione delle attività progettuali (iniziale, intermedio e finale) nominativo e online; 8. Ricerca ed elaborazione di progetti, finanziati da enti esterni, di supporto alle azioni di continuità; 9. Incontri con il gruppo curricolo per la condivisione e lo scambio di informazioni relative a obiettivi formativi e criteri di valutazione comuni; 10. Definizione delle iniziative di passaggio tra le classi ponte (nidiinfanzia; infanzia primaria; primariasecondaria di primo grado): conoscenza degli ambienti, dell'organizzazione, delle regole della nuova realtà scolastica; socializzazione con i nuovi compagni e con il personale della scuola secondaria; 11. Programmazione di incontri di continuità orizzontale: tra i rispettivi segmenti scolastici, con il territorio (famiglie, enti ed associazioni locali, parrocchia, ); 12. Incontri di raccordo e coordinamento tra tutte le Funzioni strumentali per attivare azioni congiunte di continuità nella scuola e con il territorio. 13. Pianificazione attività di lungo periodo.

16 RISULTATI ATTESI migliorare la continuità tra istituzioni formative di grado contiguo come tra scuola, famiglia e territorio; organizzare e favorire la diffusione e il passaggio di informazioni all interno e all esterno della scuola; realizzare strumenti per la comunicazione efficace in campo didattico educativo e relazionale; predisporre situazioni e utilizzare strumenti idonei ad accrescere negli studenti la consapevolezza di interessi, capacità, attitudini, vocazioni personali; sviluppare nei soggetti coinvolti capacità progettuali; costituire reti di raccordo tra scuola famiglia e territorio 4. 4 BASSOTTO, BENZONI, PARODI, Le Funzioni Obiettivo nella scuola dell autonomia, Edizioni Junior.

17 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Ambiti di verifica: acquisizione dell idea di sistema dei tre ordini di scuola; passaggio non traumatico tra i tre ordini di scuola; costruzione di percorsi individualizzati di apprendimento; capacità dei soggetti coinvolti di ristrutturare le occasioni di apprendimento e riprogettare e riprogettarsi in funzione della gestione di nuovi contesti. L attività di monitoraggio e valutazione: si svolgerà sulla base di specifici indicatori qualitativi e quantitativi, riguarderà tanto il processo (valutazioni intermedie) quanto il prodotto (valutazione finale), avrà un target diversificato di riferimento (docenti, alunni, famiglie), sarà proposto, in via sperimentale su piattaforma, online (il sito della scuola)., sarà strutturata in forma di questionario a risposta multipla e, in parte, a risposta aperta I dati che emergeranno dall attività di monitoraggio e valutazione saranno comunicati in sede collegiale e pubblicati sul sito internet.

18 INNOVATIVITA DEL PROGETTO Il progetto CRESCO si articolerà in una serie di azioni di scambio tra i diversi ordini di scuola ma non solo in una prospettiva verticale (comunicazione tra un ordine di scuola e quello immediatamente successivo), ma anche tra ordini di scuola apparentemente lontani (es.: scuola dell infanzia e secondaria di primo grado) secondo il principio dei vasi comunicanti che esorta ad una trasversalità dei saperi e delle competenze e ad un interazione oltre che disciplinare soprattutto metodologica e di scambio e diffusione delle buone pratiche. CRESCO inoltre avrà uno spazio dedicato sul sito della scuola, in cui verranno inseriti, oltre alle varie fasi di sviluppo del progetto ed alla relativa documentazione, il calendario degli incontri, i questionari di monitoraggio e di valutazione, gli abstract dei progetti esterni attivati e attinenti la continuità, link utili, comunicazioni varie, un forum per la condivisione di opinioni, idee, buone pratiche all interno del nostro istituto (compatibilmente con la possibilità tecnica di attivazione sul sito della scuola). Questo aspetto del progetto sottende due ulteriori finalità: dare vita al sito internet della scuola, attraverso un numero più elevato di accessi (lo scorso anno la FS del web ha registrato un numero molto ridotto di login sul sito); ottimizzare i tempi, in quanto comunicare online consente di ridurre al minimo indispensabile gli incontri in presenza, e soprattutto aggiornare in tempo reale comunicazioni e informazioni.

19 GUIDA PRATICA ALL UTILIZZO DELLA FUNZIONE STRUMENTALE La Funzione Strumentale ha il compito generale di coordinare, verificare, valutare le attività relative alla continuità educativa e didattica della scuola. Nello specifico: attua processi di ricerca e di pianificazione delle attività; coordina il gruppo di lavoro nella gestione globale del progetto; garantisce la circolarità di azioni e informazioni attraverso incontri con la commissione, riunioni collegiali, incontri con le famiglie, circolari in cartaceo e digitale (via mail e sul sito della scuola); coinvolge il territorio (famiglie, enti e associazioni, ); svolge azioni di controllo, monitoraggio e valutazione; raccoglie e diffonde la documentazione relativa alle fasi del progetto; informa periodicamente il collegio sullo stato dei lavori e sui risultati ottenuti; al termine dell anno scolastico produce una relazione sull intero sviluppo del progetto, evidenziando punti di forza, criticità, proposte migliorative. La Funzione Strumentale lavora con il supporto della commissione cui vengono assegnati, già dal primo incontro ruoli e mansioni, che, una volta condivise all interno del team di lavoro non dovrebbero richiedere un continuo e pedissequo intervento da parte della Funzione Strumentale, ma procedere regolarmente secondo accordi. La Funzione Strumentale interviene anche in caso di criticità organizzative e gestionali, fondate, oggettivamente riscontrabili e attinenti al ruolo professionale e non personale dei docenti coinvolti. Gli aspetti tecnicoapplicativi, dunque saranno di esclusiva competenza dei docenti coinvolti, che, presenti nei plessi di appartenenza potranno correttamente calibrare la misura dell intervento per una corretta ricaduta dei risultati. Funzione Strumentale ins. Laura Neri

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