I RAPPORTI TRA IMPRESE E SOCIETÀ CIVILE TRA OTTIMISMO, PESSIMISMO E RUOLO DELLE BUSINESS SCHOOL

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I RAPPORTI TRA IMPRESE E SOCIETÀ CIVILE TRA OTTIMISMO, PESSIMISMO E RUOLO DELLE BUSINESS SCHOOL"

Transcript

1 I RAPPORTI TRA IMPRESE E SOCIETÀ CIVILE TRA OTTIMISMO, PESSIMISMO E RUOLO DELLE BUSINESS SCHOOL Di Davide Nespolo Il dibattito sul capitalismo responsabile e piu o meno vecchio quanto il capitalismo. E facile notare pero quanto si sia esteso da alcuni anni ad oggi, in maniera graduale ma via via crescente. Una rapida ricerca su internet, inserendo nel motore di ricerca l'espressione Corporate Social Responsibility, restituisce oggi quasi 9 milioni di documenti; cinque anni fa, ad esempio, la stessa ricerca si fermava alla cifra (gia ragguardevole..) di 1 milione e 800 mila. Nelle sue diverse articolazioni relative alla Corporate Governance, alla responsabilità sociale d'impresa (C.S.R.) ed all'orientamento al lungo termine a beneficio di tutti i portatori d'interessi (Stakeholders), il dibattito sul capitalismo responsabile e stato alimentato, nell ordine: dagli scandali societari degli anni settanta, dalle ricerche sull'inefficacia dei sistemi di governance delle imprese ad azionariato diffuso, dagli scandali societari degli anni ottanta, sempre negli anni ottanta, dalla perdita di competitività delle imprese anglosassoni nei confronti di quelle tedesche e giapponesi, più orientate allo sviluppo della qualità nel mediolungo periodo, dagli scandali societari degli anni novanta, dall'ondata di takehover ostili, fusioni, acquisizioni e ristrutturazioni aziendali iniziate nei medesimi anni novanta, dalla crescita esponenziale nei differenziali retributivi tra top manager e dipendenti, dagli scandali societari degli anni duemila, da ultimo, dalla crisi finanziaria del , che ha messo in luce ancora una volta le pratiche rischiose di un capitalismo senza freni e senza confini. Se è lecito dubitare dei risultati concreti di tutto questo dibattere, è comunque innegabile che ad ogni ondata il dibattito ha allargato il suo raggio d'azione. Se infatti inizialmente il tema interessava una ristretta cerchia di addetti ai lavori, prevalentemente anglosassoni, oggi solletica l interesse di ampie porzioni dell opinione pubblica globalizzata, nella quale crescono di pari passo la percezione di quale influenza senza precedenti hanno le grandi corporations sulle importanti questioni globali, e la sfiducia nell'integrità loro e del loro management. Eppure si potrebbe dire che il mondo delle aziende sia stato in fondo al centro dello sviluppo economico e sociale degli ultimi 200 anni, inclusi i suoi profili di salute, longevità e mortalità infantile. Un tempo i principali rappresentanti del mondo economico, imprenditori e manager di aziende che in massima parte conservavano un legame con il paese ed il territorio nel quale si erano sviluppate, non avevano bisogno di spendersi in iniziative filantropiche visibili per vedersi riconosciuto un ruolo sociale, di benefattori, magari sottolineato dalla concessione di un titolo di rilievo pubblico. Oggi il mondo occidentale sviluppato e invece sempre più, giustamente, preoccupato dalle esternalità negative dello sviluppo, prima di tutto in termini di sfruttamento delle risorse e degrado ambientale, e fatica ad attribuire un ruolo sociale alle imprese con altrettanta facilità che in passato. Tanto che anche quando si pensa ai paesi in via di sviluppo cio che viene prima alla mente non e il legame tra sviluppo economico e miglioramento delle condizioni umane, ma sono fattori quali la 1

2 differenza negli standard lavorativi rispetto a quelli del mondo occidentale, la disordinata urbanizzazione, il permanere di enormi squilibri sociali. Proliferano quindi i codici di condotta e gli standard internazionali, le normative e le raccomandazioni, le certificazioni e le classificazioni, e non da ultimo le partnership e le collaborazioni tra imprese e società civile. Per gli ottimisti, questo rappresenta la prova di come la responsabilità si sta gradualmente muovendo verso il centro della scena. Gli scettici, al contrario, notano come nonostante tutto essa rimanga troppo marginale e troppo volontaria per fare una differenza reale nel comportamento delle imprese. Di fronte a tutto ciò noi persone comuni, che osserviamo il tema magari nel doppio ruolo di cittadini e dipendenti d azienda, rischiamo di oscillare in continuazione - a seconda dell ultima informazione o sollecitazione ricevuta - passando da un ottimismo un po ingenuo ad un pessimismo un po arrogante, di volta in volta sollecitati da l uno o l'altro aspetto di una materia multiforme ed ancora liquida, il cui contenuto è in continua evoluzione. Estremizzando, le due ipotesi contrapposte si potrebbero forse sintetizzare cosi : da un lato, credere che siamo davvero agli albori di una nuova forma di capitalismo un Capitalismo 2.0, come qualcuno lo chiama capace di essere responsabile verso la società e l'ambiente naturale, ed anzi di offrire un contributo decisivo alla risoluzione dei grandi problemi dell'umanità dall altro, accettare al contrario come un dato di fatto che saremmo ormai in una lunga o breve, ma comunque inarrestabile corsa verso il baratro, che sarebbe dimostrata dal perenne ripetersi degli scandali economico-finanziari, dalla percezione di un incombente disastro ecologico, e dalla continua crescita di disoccupazione e diseguaglianza nel mondo sviluppato. Perché, alla fine, la dipendenza del capitalismo dalla massimizzazione perpetua dei profitti lo porrebbe inerentemente in contrasto con la società e l'ambiente. L'IPOTESI OTTIMISTA Agli ottimisti è sufficiente da un lato osservare la grande diffusione raggiunta dalle attività legate a CSR e sostenibilita, e dall altro notare che il discorso sulle pratiche di impresa responsabile, originariamente nato ai margini delle attività core di impresa, si sta gradualmente spostando in posizione sempre più centrale e strategica. Per quanto riguarda il primo punto - la diffusione crescente delle attivita di CSR - basta guardare alle statistiche. Secondo la Corporate Responsibility Officers Association (CROA), associazione internazionale che riunisce i professionisti di CSR, il 65% delle aziende europee ha ormai una funzione dedicata esclusivamente alla responsibilità sociale, molto spesso collocata a diretto riporto dell'amministratore Delegato, e quasi il 70% ha almeno un prodotto/servizio il cui marketing si basa su un messaggio responsibility related 1. Questa crescita avrebbe giustificazioni non solo etiche ma anche puramente economiche. Come i sostenitori della CSR non mancano di sottolineare, infatti, le buone pratiche non solo non sarebbero un extra-costo, ma costituirebbero al contrario un vantaggio economico per le imprese che le adottano. La loro adozione su larga scala sarebbe quindi col tempo inevitabile. A conferma di cio una quantita di studi sottolinea, dati alla mano, la correlazione tra pratiche di CSR e performance finanziaria delle aziende. E innumerevoli società di consulenza e rating propongono classificazioni in base ai piu vari indici di responsabilita e sostenibilita, al fine di guidare gli investimenti verso i titoli più etici. Ethisphere, ad esempio, e un importante think-tank dedicato ad etica e sostenibilita nel mondo del business, che riunisce oltre 200 tra corporations, universita e istituzioni, e pubblica una classifica annuale delle Imprese piu etiche al mondo 2. Il report dimostra come le percentuali medie di 2

3 profitto di queste imprese siano state sempre migliori rispetto a quelle della media delle imprese nell elenco delle Standards & Poors 500 costantemente dal 2007, quando la ricerca e iniziata. Ma ancora piu della crescita quantitativa e importante la crescita qualitativa della sostenibilita, o meglio il suo progressivo spostarsi verso una posizione piu centrale nel quadro delle strategie aziendali. Da questo punto di vista e ad esempio particolarmente interessante notare l intensita con cui i piu noti Management Guru ossia gli autori di best seller della letteratura d impresa piu popolari tra consulenti e manager si sono occupati negli ultimi anni di responsabilita sociale e sostenibilita. Seguendo l esempio di Peter Drucker, precursore del management responsabile, negli ultimi anni da Charles Handy 3, allo studioso delle configurazioni organizzative e del mito e realta del lavoro manageriale Henry Mintzberg 4, alla ex direttrice dell Harvard Business Review, Rosabeth Moss Kanter 5, autrice di alcuni tra i volumi piu influenti sul cambiamento nelle organizzazioni, al profeta della learning organization Peter Senge 6, al guru del vantaggio competitivo Michael Porter 7, i principali leader del pensiero manageriale hanno fatto a gara ad analizzare e ristrutturare con passione il ruolo dell impresa nei confronti della società. Al di là dei contenuti piu o meno pregevoli, questa è una buona notizia di per se : apparentemente le punte più avanzate del pensiero manageriale stanno tracciando la via; cio che sarà da vedere e se i top managers la seguiranno tanto quanto hanno fatto in passato. Un esempio su tutti e quello di Michael Porter, uno dei piu autorevoli e seguiti studiosi di strategie d impresa. Nell articolo di copertina della Harvard Business Review di gennaio-febbraio , Porter incita le imprese a ripensare radicalmente il proprio ruolo, ridefinendo le loro strategie per generare valore economico con iniziative che indirizzino al tempo stesso qualcuno dei grandi problemi della società e dell'ambiente. La big idea che può essere all'origine della prossima grande trasformazione del pensiero manageriale e secondo Porter quella della creazione di valore condiviso tra imprese e società civile. Se solo il management delle grandi imprese aprirà gli occhi sugli immensi bisogni dell'umanità che ancora non hanno trovato una risposta, nonché sul costo che i deficit sociali rappresentano anche per le imprese, questo aprirà la strada ad una nuova epoca di innovazione e crescita. A supporto della tesi, Porter e il co-autore Mark Kramer citano numerosi esempi di grandi aziende il cui approccio puramente business-oriented non può essere messo in discussione (General Electric, Google, IBM, Intel, Johnson & Johnson, Nestlé, Unilever, Wal-Mart..) che si sono di recente lanciate in importanti sforzi di creazione di valore condiviso. E se il presente e incoraggiante, il futuro non puo che essere migliore. Molti infatti (ad esempio Daniel Goleman, altro guru autore del bestseller Intelligenza Emotiva, anche lui vinto alla causa della sostenibilita con il piu recente Intelligenza Ecologica 9 ) sostengono che l' era della trasparenza creata dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione ci consentirà sempre più in futuro di giudicare le corporations in virtù dei loro comportamenti, resi pienamente visibili dalla potenza della rete internet, anziché per i loro soli risultati come e avvenuto fino ad oggi. Questo spazzera via dal mercato per sempre coloro che non riescono a coniugare etica e competitività. Secondo gli ottimisti parrebbe quindi senz ombra di dubbio che stiamo entrando nell'era di un nuovo capitalismo, un capitalismo responsabile e dal volto umano. L'ANTITESI PESSIMISTA Puo essere vero che nel futuro l era della trasparenza favorira i comportamenti sostenibili. Per adesso, pero, la maggior visibilità dei comportamenti delle imprese non ha fatto altro nella realtà che portare alla luce una quantità di malpractices più o meno gravi, con all'apice alcuni grandi scandali. Dai comportamenti alla base dei crack finanziari di Enron o Vivendi, Cirio o Parmalat, alle malpractices nel terzo mondo evidenziate da alcune Organizzazioni Non Governative a carico di grandi multinazionali come Nike o Nestlé, a quelle legate ai disastri ambientali come quelli 3

4 attribuiti a Shell o BP, le vicende dell ultimo decennio sembrerebbero aver dato ragione a coloro che pensano che la dipendenza dalla perpetua crescita dei profitti ponga il capitalismo irrevocabilmente contro la società e l ambiente. Ed anche al di la dell aumentata visibilita dei comportamenti irresponsabili, ci sono gli elementi per ipotizzare che ci sia stato un effettivo incremento delle pratiche non-sostenibili ed anti-etiche 10. L'evoluzione nella struttura del capitale, con il prevalere sempre più pronunciato del debito e degli azionisti di natura puramente finanziaria, ha infatti sempre piu focalizzato le imprese sui profitti di breve termine e sull andamento dei propri titoli sui mercati finanziari globalizzati. Molte delle cattive pratiche all origine degli scandali finanziari sarebbero ricollegabili in ultima analisi a questo focus eccessivo sulla generazione di cassa nel breve e brevissimo termine. Senza contare, al di là dei profili giudiziari, la progressiva perdita di terreno degli attori più deboli, quali dipendenti e fornitori. Ribaltando le tesi degli ottimisti, si potrebbe quindi sostenere 11 che dietro alla crescita degli investimenti in responsabilità sociale d'impresa ci sia in realta proprio la necessità di far fronte (probabilmente senza grande successo) ad un generalizzato calo di popolarità che ha colpito le grandi corporation a seguito degli scandali e dell'incrementata attenzione da parte degli attivisti. Da questo punto di vista le pratiche di responsabilita d impresa sarebbero quindi un espediente esclusivamente strumentale, vicino alle pure e semplici pubbliche relazioni. Ma c e di piu. Anche a non assumere un punto di vista puramente strumentale come quello appena citato, infatti, bisogna riconoscere che è difficile attribuire alle pratiche di CSR come le abbiamo conosciute fino ad oggi un efficacia anche minima nel contribuire a risolvere qualcuno degli urgenti problemi concreti della società. Il ritornello della sostenibilità ha avuto fino ad oggi successo in azienda solo quando non ha comportato scelte particolarmente dolorose. Spesso infatti l aggettivo sostenibile è sinonimo di riduzione costi, e come tale e particolarmente apprezzato dai direttori finanziari. E in piu, a pensarci bene, molto di quanto e uscito negli ultimi anni dai dipartimenti di CSR delle aziende non è in realtà niente di nuovo. Gli investimenti filantropici, la sicurezza e salute sul lavoro, la cura del benessere dei dipendenti, il coinvolgimento del consumatore e delle comunità locali sono qualcosa che era in giro ben prima che l'etichetta di responsabilità sociale gli fornisse un profilo organico. Ciò non significa che gli investimenti non siano aumentati e che le iniziative filantropiche finanziate dal settore privato non abbiano conosciuto una stagione di sviluppo. Assumendo un punto di vista pessimista, pero, ci si potrebbe chiedere quanto questo sia stato concretamente efficace, e quanto possa indicare che e effettivamente in atto un evoluzione nei rapporti tra impresa e societa. Infine anche l argomento, citato sopra, che la responsabilita debba necessariamente imporsi nel lungo termine, in quanto economicamente vantaggiosa per l azienda che la pratica, presenta numerosi punti deboli. Secondo i sostenitori delle buone pratiche questo vantaggio economico passerebbe infatti innanzitutto attraverso un miglioramento dell immagine aziendale, e l impresa quindi ne guadagnerebbe in termini di lealta o fedelta della propria clientela (Customer Loyalty). Da un lato, pero, le evidenze di questo legame tra sostenibilita dell impresa e lealta del cliente sono controverse e, dall altro, anche qualora fossero dimostrate riguarderebbero solo una parte del mercato. Customer Loyalty ed immagine aziendale valgono infatti soprattutto per le aziende che aggrediscono la fascia alta di mercato, ma non per coloro (e nel totale delle scelte dei consumatori sono ancora probabilmente la maggioranza) che basano la propria competitività sui costi. Come se no si spiegherebbe il successo cinese? Dal punto di vista degli economisti le aziende, anche quelle più grandi, non sono fatte per costruire il proprio ambiente, ma per reagire ed adattarsi ad esso per sopravvivere in una competizione. Là dove i consumatori fanno scelte comunque largamente basate sul prezzo, le imprese non faranno altro che adattarsi a tali preferenze. E poiché è verosimile che il prezzo più basso sia operabile da chi produce in modo meno sostenibile (perché non incamera nei prodotti i costi delle esternalità 4

5 sociali e ambientali), è probabile che nel lungo periodo siano gli operatori meno sostenibili a risultare vincitori sul mercato. Questo almeno fino a che non intervenga una regolamentazione generalizzata, che metta tutti gli attori sullo stesso piano obbligandoli a rispettare gli standard minimi definiti. Il problema è ovviamente che nel mondo economico globalizzato gli standard dovrebbero anch'essi essere definiti a livello globale, o almeno al livello di quelle aree nell'ambito delle quali venga praticato il libero scambio di beni e servizi 12. Non si vede però come l'attuale assetto delle istituzioni internazionali, basato ancora sulle diplomazie e sul procedimento della negoziazione tra stati sovrani, possa produrre e far rispettare degli standard che siano diversi da un compromesso sul minimo livello possibile. In sintesi quindi, ed in linea con l'economia neoclassica: le imprese, che sono geneticamente definite per perseguire il massimo profitto, non possono che cercare di adattarsi nel modo migliore al loro ambiente competitivo e di mercato, così come viene definito dai gusti dei loro potenziali consumatori. Il compito di cambiare quell'ambiente dovrebbe spettare invece ad altri enti ed istituzioni, innanzitutto governativi. Questi ultimi però sono oggi bloccati dall'impossibilità di regolare la materia a livello di singolo stato, e dall'incapacità di coordinarsi a livello sovranazionale. In conclusione, in questo quadro fondamentalmente pessimista l'unica opportunita di cambiamento e rappresentata da un mutamento nelle preferenze dei consumatori. Se e quando i gusti dei consumatori cambino, ad esempio in direzione di una maggiore sostenibilità sociale e ambientale dei propri acquisti, le imprese vi si adatteranno rapidamente. Un movimento delle preferenze dei consumatori in tale direzione e sicuramente avvenuto; cio che e difficile pero e misurarne la portata e la profondita. UNA SINTESI: OLTRE I CONFINI? Come si vede, da un punto di vista puramente economico i pessimisti sembrano avere i migliori argomenti. E l accostamento tra economisti e pessimisti non e qui del tutto casuale. L economia e infatti la triste scienza 13 che riduce ogni relazione tra gli esseri umani ai loro rapporti di scambio, dove il singolo ha come unico obiettivo quello di ottenere, nel breve o nel lungo termine, il massimo profitto. Nell economia classica gli attori economici, essendo motivati solo da moventi opportunistici, non hanno motivi razionali per poter agire proattivamente su temi sociali o etici. Questo paradigma e cosi potente nella nostra epoca che e stato applicato perfino ad analizzare e spiegare le scelte di coloro che operano nel mondo della politica 14. Guardando le cose da un punto di vista piu generale, e senza voler fare collegamenti troppo azzardati, verrebbe da affiancarlo al clima di scetticismo e nichilismo che sembrano crescere tra i giovani 15, ed alla constatazione che da tempo sono gli studi e le carriere piu lucrative a farla da padrone nelle scelte universitarie degli studenti. In linea con questo paradigma economico dominante appreso sui banchi di universita e business school, il management delle aziende transnazionali ha cessato per molto tempo di preoccuparsi della comunità al di là dei confini dell'impresa e si è focalizzato solo sul business, quasi che esso fosse un'entità a sé stante, chiusa in se stessa ed autonoma rispetto alla società, che deve rendere conto solo ad un mercato impersonale o ad un azionista che non chiede altro che profitti. Nella teoria economica neoclassica, infatti, perseguire il massimo profitto consentirebbe di per se un'ottimale allocazione delle risorse e per questa via il raggiungimento del massimo beneficio per tutti, mentre gli scopi sociali o etici dovrebbero essere lasciati alle organizzazioni caritatevoli 16. La teoria economica e pero, appunto, una teoria. Nella realtà invece si e spesso osservato quanto la massimizzazione dei profitti possa essere in contrasto con la società in cui l'azienda opera, ed anzi avvenire a spese della società, ad esempio 5

6 distruggendo posti di lavoro anziché crearli. E, anche in conseguenza di cio, lo stesso paradigma degli attori economici mossi solo da moventi opportunistici ha finito per far parte, in forma uguale ed opposta, anche della mentalita degli attivisti. Gli attori del settore pubblico e del terzo settore si sono infatti abituati a vedere le grandi corporations come il nemico, il primo ostacolo alla realizzazione di una società più giusta e sostenibile. Un nemico con il quale interagire solo per fare pressione o negoziare in modo da poter meglio raggiungere i propri scopi (essendo questi scopi, tra l'altro, gli unici scopi davvero degni di essere perseguiti). Nella realta, ovviamente, un tessuto economico sano è necessario ad una società sana e viceversa. Qualunque programma pubblico deve essere affiancato da un tessuto di imprese che funzionano per garantire creazione di posti di lavoro e ricchezza, inclusione e integrazione, innovazione, sviluppo degli individui e mobilità sociale. E dall'altro lato un tessuto economico sano necessita di una società sana, che sia capace di garantire l'educazione, la salute e la presenza di regole del gioco condivise, a protezione sia dei consumatori che delle aziende, ed in fondo a tutto di creare le condizioni a sostegno di una domanda verso cio che le imprese producono. Il problema quindi è anche culturale: vedere l indipendenza o la separazione (e il conflitto) più che l'interdipendenza, sia da parte dei manager che da parte degli esponenti della società civile. Sarebbe invece necessario che i primi non reagissero come se non fosse affare loro quando i problemi sociali vengono introdotti nella loro agenda, e che i secondi non reagissero negativamente quando tali problemi sociali vengano associati alla possibilità di un profitto. Significativamente Peter Drucker, il citato capostipite di tutti i management guru (o il guru dei guru, come e stato anche definito) consigliava a tutti coloro che ambivano a ricoprire ruoli di responsabilita nel settore privato di svolgere periodi di volontariato come strumento di sviluppo personale. Michael Porter, nell articolo citato piu sopra, esorta i leader delle corporations ad un cambio di paradigma, ed a trovare nuovi modi per coniugare profitti e finalita sociali. Porter sottolinea come le aziende siano intrappolate in un approccio obsoleto alla creazione di valore che [...] perde di vista i bisogni più importanti di potenziali clienti ed ignora le influenze più ampie che potrebbero determinare il successo di lungo termine. La soluzione, secondo Porter, sta all' intersezione tra bisogni della società e performance aziendale. Creare valore economico in un modo che crei anche valore per la società, indirizzandone bisogni e sfide 17. Realizzare questo richiede ai manager la capacita di sviluppare nuove conoscenze e capacita. Ad esempio la capacita di analizzare piu in profondita i bisogni della societa, una migliore comprensione delle basi reali della produttivita aziendale, e l abilita di operare attraverso gli attuali confini tra profit e non-profit. Al di la dei periodi di volontariato consigliati da Drucker, questo tipo di conoscenze e capacita in genere non ha pero molto a che vedere con la pratica corrente del lavoro manageriale, e non e quindi acquisibile sul luogo di lavoro. Ha invece a che vedere con un quadro piu ampio, e dovrebbe percio essere oggetto di una formazione specifica. IL RUOLO DELLE BUSINESS SCHOOL Le business school sono, oggi piu che mai, il luogo in cui si formano i futuri leader in ogni campo. Il numero di studenti che conseguono un MBA o un altro dei diplomi rilasciati da una business school e cresciuto drammaticamente, cosi come e cresciuto il numero dei corsi e la loro varieta. Oggi si puo studiare per un MBA part-time, on-line, lavorando, frequentando in piu paesi diversi durante lo stesso corso di studi. E non e piu solo il mondo delle imprese ad attingere alle Business School. Da li escono leader della politica, dell educazione, della sanita, del giornalismo. Si tende infatti a considerare che lo stesso tipo di leadership necessario per avere successo nel mondo del business possa essere applicato anche in altri settori, profit e non profit. Dopo la crisi e gli scandali dei primi anni duemila, vista anche la forte correlazione tra cio che esce 6

7 dalle business school e cio che entra nei board delle aziende, in molti hanno cominciato a chiedersi se cio che viene insegnato negli MBA - e anche cio che non viene insegnato ma forse dovrebbe esserlo - potesse avere un legame con la crisi e con i comportamenti irresponsabili di alcuni top manager 18. Dopotutto Jeffrey Skilling, il presidente di Enron condannato per una delle frodi piu gigantesche della nostra epoca, ha nel suo curriculum un MBA ad Harvard. E le business school hanno a lungo sfornato generazioni di manager per i quali il paradigma anglo-americano del valore per l azionista costituiva un dogma indiscutibile. Tra le accuse che sono state mosse alle business school vi sono quella di creare manager esclusivamente orientati al successo finanziario di breve termine e quella di allenare gli studenti soprattutto a prendere decisioni in tempi brevi ed in base ad informazioni incomplete, in particolare attraverso l utilizzo del metodo dei case study. Questo tipo di allenamento sarebbe utile a sostenere il candidato nell assumere posizioni di comando e responsabilita, ma produrrebbe dall altro lato negli aspiranti manager superficialita, incapacita di valutare con attenzione gli impatti indiretti di ogni decisione, ed in definitiva arroganza 19. In base a queste accuse sembrerebbe quindi non solo che la formazione manageriale non tenga sufficientemente in conto la societa e l ambiente, ma addirittura che molta della business education maggioritaria si basi su assunti ed approcci che sono quasi antitetici alla sostenibilita. La sostenibilita infatti per sua stessa natura dovrebbe basarsi sul lungo termine, nonche sull attenta valutazione degli impatti di ogni decisione sia sull ambiente che sulla societa in cui l impresa opera, mentre le business school sembrerebbero al contrario aver promosso l orientamento al breve termine ed alla valutazione dei soli impatti finanziari. Ma non e tutto. Secondo il modello 70/20/10 del Center for Creative Leadership di Princeton 20 l apprendimento manageriale avviene per il 70% on the job, per il 20% attraverso relazioni individuali che servano da modello o stimolo diretto (incluse le relazioni che oggi si e soliti etichettare in azienda come mentoring e coaching ) e solo per il rimanente 10% attraverso libri e corsi. Una business school che voglia fare la differenza dovrebbe quindi, anziche focalizzarsi sui tradizionali corsi di finanza, marketing e gestione operativa, cercare di utilizzare questo 10% soprattutto per competenze che il luogo di lavoro non potra fornire, e che sarebbero quindi a maggior ragione di responsabilita degli organi di formazione. E soprattutto sui banchi delle business school quindi che leader e aspiranti leader del mondo delle imprese dovrebbero imparare principi e teorie sulla responsabilita sociale. Lo conferma autorevolmente una recente survey condotta da Accenture su oltre 750 Chief Executive Officers di imprese tra le piu grandi del mondo in piu di 100 paesi 21. La survey mostra tra le altre cose come anche la grande maggioranza dei top managers ritenga che la chiave per far avanzare la sostenibilita risiede nel sistema educativo. In conclusione, le business school sono state accusate di non supportare la crescita nella societa di leader piu sostenibili almeno da due diversi punti di vista. Da un lato per quello che spesso insegnano, che non sarebbe particolarmente idoneo a far si che i manager tengano in considerazione l impatto delle proprie scelte sulla societa e sull ambiente in cui l impresa opera. Dall altro per cio che invece esse non insegnano, ma che sarebbero probabilmente le sole a poter fornire su larga scala agli aspiranti leader d azienda. Oggi, in realta, anche sull onda della crisi e delle accuse mosse al sistema di business education, un crescente numero di business school offre programmi di CSR e sostenibilita, sia come parte del curriculum di un programma MBA che come corso a se stante. L Aspen Institute pubblica ad esempio ogni due anni dal 1999 la ricerca Beyond Grey Pinstripes 22, una sorta di classifica mondiale delle business school che analizza tra l altro fino a che punto esse incorporino elementi di sostenibilita nei loro programmi di studi. Nel 2001 le scuole che richiedevano ai propri studenti di seguire obbligatoriamente almeno un corso che trattasse temi etici, sociali o ambientali erano solo il 34%; nel 2007 erano balzate al 63%; nel 2009 erano ulteriormente cresciute al 69%, fino ad arrivare al 79% nel Basta inoltre scorrere i volantini pubblicitari delle scuole per capire come il mondo delle business school abbia ormai affiancato quello delle grandi multinazionali nello sforzo di comunicare 7

8 un immagine etica e sostenibile. Anche in questo caso pero, come nel caso delle aziende, resta da vedere quanto questo possa poi tradursi in un impatto reale. In terzo luogo, segnali di ottimismo vengono anche dall osservazione delle principali istituzioni internazionali nel mondo della business education, ed in particolare di quelle che gestiscono i processi di accreditamento. Tradizionalmente l accreditamento e infatti un tema cui le business school sono particolarmente sensibili, in quanto spesso puo fare la differenza nell indirizzare la scelta degli aspiranti studenti tra una scuola ed un altra. Ad oggi, la sostenibilita non fa ancora parte dei processi di accreditamento, che sono invece focalizzati in genere piu su temi quali l impatto di una scuola sulle opportunita lavorative e retributive degli allievi, o sulla qualita della produzione accademica. Tra 2010 e 2011, tuttavia, ciascuno dei tre principali network internazionali di accreditamento delle business school - dall Association to Advance Collegiate Schools of Business (AACSB) 23, alla MBA Association (AMBA) 24, all European Foundation for Management Development (EFMD) 25 - ha dedicato almeno una delle proprie conferenze annuali ai temi dell educazione alla responsabilita sociale ed alla sostenibilita. Il tema e quindi decisamente all ordine del giorno. Se la sostenibilita verra in qualche modo inclusa anche nei processi di accreditamento delle business school, questo costituira un ulteriore passo avanti per farne un tassello centrale nella formazione dei futuri leader d impresa. Uno dei piu noti concetti della letteratura manageriale e quello sulla differenza tra management e leadership, secondo il quale la prerogativa di un leader e quella saper scegliere di fare la cosa giusta ( doing the right thing ), mentre il semplice manager si limiterebbe a fare bene le cose ( doing things right ) restando all interno di un quadro largamente predeterminato. Se la leadership e qualcosa che si puo apprendere, questa definizione rimanda ad un tipo di apprendimento visto anche come processo di trasformazione personale, che metta ad esempio in grado il futuro leader di pensare oltre i confini, anziche ad un apprendimento visto come accumulazione di conoscenze e competenze che possano essere immediatamente messe in pratica. Rispetto al secondo, il primo e un tipo di apprendimento in realta molto piu vicino al concetto classico di educazione. Si tratta pero, ovviamente, di un tipo di apprendimento che e molto piu difficile misurare. E che quindi e ancor piu difficile promuovere, in quest epoca cosi incline a mettere una misura ed un prezzo su ogni cosa. Le business school hanno tra l altro la necessita di giustificare i notevoli esborsi che richiedono agli studenti fornendo loro conoscenze che siano il piu possibile immediatamente valorizzabili sul mercato. E dubbio quindi che un approccio educativo piu ampio possa farsi strada con facilita nei loro programmi, in particolare quando non richiesto dalle imprese. Tanto piu che le business school, soprattutto quelle piu grandi e famose, non sembrano per tradizione particolarmente aperte al rischio. Cosi come nel caso della CSR nel mondo delle aziende, in definitiva, anche nel caso della sostenibilita nel mondo delle business school ci sono motivi di ottimismo e di pessimismo, e come sempre adottare una prospettiva statica restituisce solo una visione parziale della realta. Cio che piu conta e invece la direzione del cambiamento, e la presenza del potenziale per realizzarlo. Le organizzazioni non sono entita fisse ed immutabili; nell'era del capitale intellettuale il principale asset delle organizzazioni sono le persone, ed il valore di un azienda e dato dalla capacita di attrarre le persone migliori e di ottenerne il committment. E qualunque cambiamento delle organizzazioni ed, alla fine, dell intera societa, passa attraverso un cambiamento delle persone, a cominciare da quelle in posizioni di leadership. Oggi piu di un tempo le persone destinate a future posizioni di leadership si trovano sui banchi delle business schools. Se le business schools sapranno fare la loro parte, allora forse anche questo cambiamento puo avvenire. 8

9 1 Corporate Responsibility Officers Association: CR Best Practices Research Report: CR: How Fast It s Growing, How Much It s Spending, And How Far It s Going, (www.croassociation.org) World Most Ethical Companies ; la ricerca e disponibile on-line (www.etisphere.com). 3 Molti lavori dell ex professore della London Business School hanno per oggetto le possibili evoluzioni di un nuovo capitalismo. L ultimo libro pubblicato da Charles Handy si intitola I nuovi filantropi, la nuova generosita ( The new philantropists, the new generosity ) e narra i profili di 23 imprenditori e capitalisti filantropi 4 L ultimo lavoro di Henry Mintzberg, presidente della Strategic Management Society, guru di strategia e organizzazione e del mito e realta del lavoro manageriale, e un pamphlet elettronico dal titolo Rebalancing society: radical renewal beyond left, right and center. Between public, private and plural ( Ribilanciare la societa : rinnovo radicale oltre destra, sinistra e centro. Tra pubblico, privato e plurale ) 5 L ultimo best seller di Rosabeth Moss Kanter, ex direttore della Harvard Business Review ed autrice negli anni 90 del celebre Quando i giganti imparano a danzare, ruota sul concetto che le aziende all avanguardia hanno ormai realizzato che il prendersi cura delle persone (dipendenti, clienti e il pubblico in generale) produce risultati strabilianti in termini di morale e motivazione. L autrice incoraggia quindi le aziende ad osare includere nella mission aziendale valori e principi piu alti dei soliti crescita e profittabilita ( Supercorp: How vanguard companies create innovation, profits, growth and social good ). 6 Il guru della Learning Organization Peter Senge e da tempo molto attivo nel campo sociale ed ambientale. Il suo ultimo libro e intitolato La Rivoluzione Necessaria, e riporta come sottotitolo: come individui e organizzazioni stanno lavorando insieme per creare un mondo sostenibile. 7 V. oltre. 8 Porter, M.E. e Kramer, M.R., Creating Shared Value, Harward Business Review, January D. Goleman, Intelligenza ecologica, Rizzoli, L. Gallino, L impresa irresponsabile, Einaudi, L. Gallino, cit. 12 E merito dell economista turco Dani Rodrik l aver circoscritto gli effetti perversi della globalizzazione, che spesso si assumono per l appunto globali ed indistinti, a zone specifiche che sono soggette ad un libero scambio regionale. La possibilita del cd. social dumping non avverrebbe quindi ad oggi ancora su scala globale, ma sarebbe anch essa limitata a tali aree regionali. 13 La definizione, coniata nell 800 dallo storico Thomas Carlyle, e stata applicata a piu di una tra le caratteristiche della scienza economica; tra queste, l assumere che ogni soggetto operi esclusivamente per massimizzare la propria utilita materiale. 14 Si tratta in particolare delle c.d. teorie della Public Choice i cui principali esponenti sono Kenneth Arrow, Duncan Black, James Buchanan e Gordon Tullock. Le teorie della public choice applicano i metodi dell economia all analisi del comportamento degli attori pubblici, assumendo che ogni individuo coinvolto, dagli elettori, agli eletti, ai burocrati, sia motivato esclusivamente dal proprio interesse egoistico. 15 Per un efficace analisi, U. Galimberti, L ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milton Friedman, The social responsibility of Business is to increase its profits, The New York Times Magazine, Sept. 13, Per oltre trent'anni uno dei più citati articoli sulla responsabilità d'impresa, l articolo sostiene con ferrea logica free market che la sola responsabilità sociale dell'azienda è massimizzare i propri profitti. Questo consentirebbe un'ottimale allocazione delle risorse e per questa via il raggiungimento del massimo beneficio per tutti, mentre gli scopi sociali o etici dovrebbero essere lasciati alle organizzazioni pubbliche 17 Porter, M.E. e Kramer, M.R., cit. 18 Ad esempio Bennis, W. and O Toole, J How Business Schools Lost Their Way, Harvard Business Review, May, 83(5): ; Ghoshal, S Bad management theories are destroying good management practices, Academy of Management Learning and Education, 4(1): 75-91; Pfeffer, J. and Fong, C The End of Business Schools? Less Success Than Meets the Eye, Academy of Management Learning & Education, 1(1), September, Si v. ad esempio l articolo di Mary Van Valkenburg, lei stessa diplomata MBA all universita di Harvard. M.Van Valkenburg: At Harvard Business School, Nitin Nohria Pushes Reforms on a Bankrupt Culture, The Nation, 18 luglio Lombardo, Michael M. and Robert W. Eichinger (1996) The Career Architect Development Planner. Lominger 9

10 Limited 21 UN Global Compact-Accenture: A New Era of Sustainability. CEO Study, 2010 (www.unglobalcompact.org/docs/news_events/8.1/ungc_accenture_ceo_study_2010.pdf) 22 ASPEN INSTITUTE, Center for Business Education, Beyond Grey Pinstripes (www.aspencbe.org) 23 Associazione di provenienza nord-americana fondata agli inizi del secolo scorso, oggi riunisce quasi 700 istituzioni educative in 70 paesi del mondo. E una delle istituzioni di accreditamento maggiormente riconosciute a livello mondiale. (www.aacsb.edu). 24 Association of MBA, basata a londra e fondata nel 1967, accredita quasi 200 business schools che operano in quasi 70 paesi, principalmente al di fuori degli Stati Uniti d America. (www.mbaworld.com) 25 European Foundation for Management Development, la piu recentre tra le tre piu grandi istituzioni di accreditamento. Creata nel 1972, accredita 130 istituzioni in 38 paesi con il marchio EQUIS (European Quality Improvement System). (www.efmd.org) 10

Il Progetto People: talent management e succession planning nel Gruppo Generali

Il Progetto People: talent management e succession planning nel Gruppo Generali 1 Il Progetto People: talent management e succession planning nel Gruppo Generali CRISTIANA D AGOSTINI Milano, 17 maggio 2012 Il Gruppo Generali nel mondo 2 Oltre 60 paesi nel mondo in 5 continenti 65

Dettagli

Excellence Programs executive. Renaissance management

Excellence Programs executive. Renaissance management Excellence Programs executive Renaissance management Renaissance Management: Positive leaders in action! toscana 24.25.26 maggio 2012 Renaissance Management: positive leaders in action! Il mondo delle

Dettagli

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Maggio 2015 Scusi presidente, ma il commercio equo e solidale è profit o non profit? La

Dettagli

Come evitare i rischi di una due diligence tradizionale

Come evitare i rischi di una due diligence tradizionale Mergers & Acquisitions Come evitare i rischi di una due diligence tradizionale Di Michael May, Patricia Anslinger e Justin Jenk Un controllo troppo affrettato e una focalizzazione troppo rigida sono la

Dettagli

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 Centralized control with decentralized responsibility (Johnson and Kaplan, 1987) 1. Dalla nascita fino al 1920 La General Motors,

Dettagli

BUSINESS INTELLIGENCE & PERFORMANCE MANAGEMENT

BUSINESS INTELLIGENCE & PERFORMANCE MANAGEMENT BUSINESS INTELLIGENCE & PERFORMANCE MANAGEMENT BOLOGNA BUSINESS school Dal 1088, studenti da tutto il mondo vengono a studiare a Bologna dove scienza, cultura e tecnologia si uniscono a valori, stile di

Dettagli

La Valutazione degli Asset Intangibili

La Valutazione degli Asset Intangibili La Valutazione degli Asset Intangibili Chiara Fratini Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un organizzazione. In un accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Il CIO del futuro Report sulla ricerca

Il CIO del futuro Report sulla ricerca Il CIO del futuro Report sulla ricerca Diventare un promotore di cambiamento Condividi questo report Il CIO del futuro: Diventare un promotore di cambiamento Secondo un nuovo studio realizzato da Emerson

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno Indice 01. 02. 03. I tipi di house organ Dall idea al progetto I contenuti A

Dettagli

I ricavi del calcio in Europa sfiorano i 20 miliardi di Euro (+5%) La Serie A arriva a quota 1,7 miliardi di Euro (+6%)

I ricavi del calcio in Europa sfiorano i 20 miliardi di Euro (+5%) La Serie A arriva a quota 1,7 miliardi di Euro (+6%) Deloitte Italy Spa Via Tortona 25 20144 Milano Tel: +39 02 83326111 www.deloitte.it Contatti Barbara Tagliaferri Ufficio Stampa Deloitte Tel: +39 02 83326141 Email: btagliaferri@deloitte.it Marco Lastrico

Dettagli

Master of Business Administration Programma MBA Collège des Ingénieurs Italia

Master of Business Administration Programma MBA Collège des Ingénieurs Italia Master of Business Administration Programma MBA Collège des Ingénieurs Italia NetworkNetwor erpreneurship Enterpreneu Network L Enterpreneurship Passion Leadership Istituzione indipendente per la formazione

Dettagli

La mobilità sociale tra Stato e mercato

La mobilità sociale tra Stato e mercato La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione

Dettagli

IT GOVERNANCE & MANAGEMENT

IT GOVERNANCE & MANAGEMENT IT GOVERNANCE & MANAGEMENT BOLOGNA BUSINESS school Dal 1088, studenti da tutto il mondo vengono a studiare a Bologna dove scienza, cultura e tecnologia si uniscono a valori, stile di vita, imprenditorialità.

Dettagli

Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione

Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione Documento riservato ad uso esclusivo dei destinatari autorizzati. Vietata la diffusione BNPP L1 Equity Best Selection Euro/Europe: il tuo passaporto per il mondo 2 EUROPEAN LARGE CAP EQUITY SELECT - UNA

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

Sfide strategiche nell Asset Management

Sfide strategiche nell Asset Management Financial Services Banking Sfide strategiche nell Asset Management Enrico Trevisan, Alberto Laratta 1 Introduzione L'attuale crisi finanziaria (ed economica) ha significativamente inciso sui profitti dell'industria

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

IL PROGETTO MINDSH@RE

IL PROGETTO MINDSH@RE IL PROGETTO MINDSH@RE Gruppo Finmeccanica Attilio Di Giovanni V.P.Technology Innovation & IP Mngt L'innovazione e la Ricerca sono due dei punti di eccellenza di Finmeccanica. Lo scorso anno il Gruppo ha

Dettagli

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio.

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio, recita un noto proverbio africano. Perché la famiglia

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee

CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE Associazione delle Università Europee Copyright 2008 della European University Association Tutti i diritti riservati. I testi possono essere

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Master in Fundraising e Project Management

Master in Fundraising e Project Management Master in Fundraising e Project Management Il Master in Fundraising e Project Management, in collaborazione con l Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è volto a formare esperti di raccolta fondi

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale Protocollo N. del. Deliberazione N. del ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI Proposta N. 66 del 24/03/2015 SERVIZIO SERVIZI SOCIALI Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Dettagli

Che cos è il Marketing 3.0?

Che cos è il Marketing 3.0? Che cos è il Marketing 3.0? di Fabrizio Pieroni Philip Kotler, studioso di Marketing attento ai cambiamenti della società e pronto a modificare di conseguenza le sue posizioni, ha recentemente presentato

Dettagli

Corso di Specializzazione IT SERVICE MANAGEMENT

Corso di Specializzazione IT SERVICE MANAGEMENT Corso di Specializzazione IT SERVICE MANAGEMENT Con esame ufficiale di certificazione ITIL V3 Foundation INTRODUZIONE Un numero crescente di organizzazioni appartenenti ai più diversi settori produttivi

Dettagli

ARTICOLO 61 MARZO/APRILE 2013 LA BUSINESS INTELLIGENCE 1. http://www.sinedi.com

ARTICOLO 61 MARZO/APRILE 2013 LA BUSINESS INTELLIGENCE 1. http://www.sinedi.com http://www.sinedi.com ARTICOLO 61 MARZO/APRILE 2013 LA BUSINESS INTELLIGENCE 1 L estrema competitività dei mercati e i rapidi e continui cambiamenti degli scenari in cui operano le imprese impongono ai

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA 1 10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA MEMORANDUM SULL EASS L' Educazione all Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile, una necessità! L'Educazione Ambientale

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update

Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update Altagamma Worldwide Luxury Markets Monitor Spring 2013 Update MERCATO MONDIALE DEI BENI DI LUSSO: TERZO ANNO CONSECUTIVO DI CRESCITA A DUE CIFRE. SUPERATI I 200 MILIARDI DI EURO NEL 2012 Il mercato del

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE

MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E FORMATIVE Master MES - Management of Education and School 4 a EDIZIONE APRILE 2015 - NOVEMBRE 2016 partner MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita 1 di Vittoria Gallina - INVALSI A conclusione dell ultimo round della indagine IALS (International Adult

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,)

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,) Norme sulle Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani, Doc. Nazioni Unite E/CN.4/Sub.2/2003/12/Rev. 2 (2003).* Preambolo (La Sotto-Commissione*,) Tenendo

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

Tre Ires e tre progetti comuni

Tre Ires e tre progetti comuni IRESQUARE N.7 Tre Ires e tre progetti comuni Elaborazione: indagine tra i lavori cognitivi in Italia I distretti industriali e lo sviluppo locale I Servizi Pubblici Locali in -Romagna, Toscana e Veneto

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA?

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? La maggior parte dei Retailer effettua notevoli investimenti in attività promozionali. Non è raro che un Retailer decida di rinunciare al 5-10% dei ricavi

Dettagli

19/01/2015 La Repubblica - Affari Finanza - N.2-19 Gennaio 2015

19/01/2015 La Repubblica - Affari Finanza - N.2-19 Gennaio 2015 19/01/2015 La Repubblica - Affari Finanza - N.2-19 Gennaio 2015 Pag. 33 (diffusione:581000) La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è

Dettagli

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Edizione italiana a cura di G. Soda Capitolo 6 La progettazione della struttura organizzativa: specializzazione e coordinamento Jones, Organizzazione

Dettagli

Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia

Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia Michele Pellizzari, Gaetano Basso, Andrea Catania, Giovanna Labartino, Davide Malacrino e Paola Monti 1 Premessa Questo rapporto analizza il settore

Dettagli

Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA

Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA Capitolo II. GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA 1 LE SOCIETÀ UMANE E IL BENE COMUNE Ciascuna persona partecipa a più società umane di varia natura: famiglie, Stato, istituti pubblici

Dettagli

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi Humana comoedia Una riflessione sulla condizione umana oggi Biagio Pittaro HUMANA COMOEDIA Una riflessione sulla condizione umana oggi saggio www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Biagio Pittaro Tutti

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

Schema Professionista della Security Profilo Senior Security Manager - III Livello

Schema Professionista della Security Profilo Senior Security Manager - III Livello STATO DELLE REVISIONI rev. n SINTESI DELLA MODIFICA DATA 0 05-05-2015 VERIFICA Direttore Qualità & Industrializzazione Maria Anzilotta APPROVAZIONE Direttore Generale Giampiero Belcredi rev. 0 del 2015-05-05

Dettagli

Ninja Master Online STRATEGIE DI MARKETING & E-COMMERCE GENNAIO-MARZO

Ninja Master Online STRATEGIE DI MARKETING & E-COMMERCE GENNAIO-MARZO Ninja Master Online STRATEGIE DI MARKETING & 2013 GENNAIO-MARZO 9 CORSI: MARKETING STRATEGY BRANDING & VIRAL-DNA CONTENT STRATEGY DESIGN & USABILITY WEB MARKETING CUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENT SOCIAL

Dettagli

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri La ricerca promossa da ImpresaLavoro, avvalsasi della collaborazione di ricercatori e studiosi di dieci diversi Paesi europei,

Dettagli

Corso di Comunicazione d impresa

Corso di Comunicazione d impresa Corso di Comunicazione d impresa Prof. Gian Paolo Bonani g.bonani@libero.it Sessione 16 Sviluppo risorse umane e comunicazione interna Le relazioni di knowledge fra impresa e ambiente esterno Domanda

Dettagli

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE Premessa Impresa in azione è il programma didattico dedicato agli studenti degli ultimi anni della Scuola Superiore e pensato per valorizzare la creatività e lo spirito imprenditoriale

Dettagli

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA

INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA INDAGINE LAST CMR (COMMUNITY MEDIA RESEARCH) PER LA STAMPA L epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla velocità e dall informazione, vede limitate le nostre capacità previsionali. Non siamo più in grado

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

Finanziarizzazione delle risorse naturali.

Finanziarizzazione delle risorse naturali. La finanziarizzazione dell acqua. Scheda preparata da CRBM in occasione dell incontro Europeo For the construction of the European Network of Water Commons Napoli, 10-11 dicembre 2011 a cura di Antonio

Dettagli

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it

Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Master in 2013 10a edizione 18 febbraio 2013 MANAGEMENT internazionale Villa Favorita via Zuccarini 15 60131 Ancona tel. 071 2137011 fax 071 2901017 fax 071 2900953 informa@istao.it www.istao.it Durata

Dettagli

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso

Enrico Fontana. L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi. Prefazione di Massimiliano Manzetti. Presentazione di Nicola Rosso A09 Enrico Fontana L Health Technology Assessment applicato ai Sistemi informativi Prefazione di Massimiliano Manzetti Presentazione di Nicola Rosso Copyright MMXV ARACNE editrice int.le S.r.l. www.aracneeditrice.it

Dettagli

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC? La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

MASTER MAGPA Argomenti Project Work

MASTER MAGPA Argomenti Project Work MASTER MAGPA Argomenti Project Work MODULO I LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: PROFILO STORICO E SFIDE FUTURE Nome Relatore: Dott.ssa Ricciardelli (ricciardelli@lum.it) 1. Dal modello burocratico al New Public

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

Cap.1 - L impresa come sistema

Cap.1 - L impresa come sistema Cap.1 - L impresa come sistema Indice: L impresa come sistema dinamico L impresa come sistema complesso e gerarchico La progettazione del sistema impresa Modelli organizzativi per la gestione Proprietà

Dettagli

2.0 DAL WEB. social. tecnologico, 2006. Reply www.reply.eu

2.0 DAL WEB. social. tecnologico, 2006. Reply www.reply.eu ALL INTERNO DEL FIREWALL: ENI 2.0 Il modo di lavorare è soggetto a rapidi cambiamenti; pertanto le aziende che adottano nuovi tool che consentono uno scambio di informazioni contestuale, rapido e semplificato

Dettagli

LA TECHNOLOGY TRANSFER PRESENTA SUZANNE ROBERTSON MASTERING THE REQUIREMENTS PROCESS COME COSTRUIRE IL SISTEMA CHE IL VOSTRO UTENTE DESIDERA

LA TECHNOLOGY TRANSFER PRESENTA SUZANNE ROBERTSON MASTERING THE REQUIREMENTS PROCESS COME COSTRUIRE IL SISTEMA CHE IL VOSTRO UTENTE DESIDERA LA TECHNOLOGY TRANSFER PRESENTA SUZANNE ROBERTSON MASTERING THE REQUIREMENTS PROCESS COME COSTRUIRE IL SISTEMA CHE IL VOSTRO UTENTE DESIDERA ROMA 20-22 OTTOBRE 2014 RESIDENZA DI RIPETTA - VIA DI RIPETTA,

Dettagli

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:!

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:! Scrum descrizione I Principi di Scrum I Valori dal Manifesto Agile Scrum è il framework Agile più noto. E la sorgente di molte delle idee che si trovano oggi nei Principi e nei Valori del Manifesto Agile,

Dettagli

Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza

Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza Presentazione Con questa comunicazione (Bruxelles 05.02.2003 COM(203) 58 def.) la Commissione si propone di dare

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente

Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente OECD Insights Sustainable Development: Linking Economy, Society, environment Summary in Italian Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente Sintesi in italiano L espressione

Dettagli

Gli immobili sono nel nostro DNA.

Gli immobili sono nel nostro DNA. Gli immobili sono nel nostro DNA. FBS Real Estate. Valutare gli immobili per rivalutarli. FBS Real Estate nasce nel 2006 a Milano, dove tuttora conserva la sede legale e direzionale. Nelle prime fasi,

Dettagli

Dalla Mente Alle Relazioni la Sfida Emergente

Dalla Mente Alle Relazioni la Sfida Emergente Dalla Mente Alle Relazioni la Sfida Emergente LA SFIDA EDUCATIVA Kenneth J. Gergen La mia proposta è che la principale sfida del sistema educativo del nostro secolo sia quella di sostituire la tradizionale

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

DISPENSA N. 18 MARKETING

DISPENSA N. 18 MARKETING 1 E PIANIFICAZIONE Per marketing si intende l'insieme di attività che servono per individuare a chi vendere, che cosa vendere e come vendere, con l'obiettivo di soddisfare í bisogni e i desideri del consumatore,

Dettagli

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO?

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO? Percorso B. Modulo 4 Ambienti di Apprendimento e TIC Guida sintetica agli Elementi Essenziali e Approfondimenti (di Antonio Ecca), e slide per i formatori. A cura di Alberto Pian (alberto.pian@fastwebnet.it)

Dettagli

Risparmiatori italiani combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale.

Risparmiatori italiani combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale. Risparmiatori italiani combattuti tra ricerca del rendimento e protezione del capitale. Questo il risultato di una ricerca di Natixis Global Asset Management, secondo cui di fronte a questo dilemma si

Dettagli

Modelli di consumo e di risparmio del futuro. Nicola Ronchetti GfK Eurisko

Modelli di consumo e di risparmio del futuro. Nicola Ronchetti GfK Eurisko Modelli di consumo e di risparmio del futuro Nicola Ronchetti GfK Eurisko Le fonti di ricerca Multifinanziaria Retail Market: universo di riferimento famiglie italiane con capofamiglia di età compresa

Dettagli

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 2.1 Principi generali Pag. 2 2.2. Principi di condotta Pag. 2 2.3 Comportamenti non etici Pag. 3 2.3. Principi di trasparenza Pag. 4 3 Relazioni can il personale

Dettagli

Questa lettera informativa è quindi dedicata a tutti gli imprenditori che vogliono aumentare le vendite della loro azienda.

Questa lettera informativa è quindi dedicata a tutti gli imprenditori che vogliono aumentare le vendite della loro azienda. [D q Una delle domande più frequenti è: Cosa può fare la mia azienda per generare più richieste, avere più clienti e aumentare le vendite? Quasi tutte le aziende, anche le più piccole, oggi investono in

Dettagli

UNA FINESTRA SUL FUTURO. a cura. della

UNA FINESTRA SUL FUTURO. a cura. della GENOVA 2015-2030 UNA FINESTRA SUL FUTURO Ricerca tipo Delphi a cura della Sezione Terziario di Confindustria Genova Coordinamento della ricerca Sergio Di Paolo PERCHÉ IL FUTURO Immaginare il futuro aiuta

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

La Borsa delle idee Innovare: il reale valore dei social network

La Borsa delle idee Innovare: il reale valore dei social network La Borsa delle idee Innovare: il reale valore dei social network Di cosa parliamo? La Borsa delle Idee è la soluzione per consentire alle aziende di coinvolgere attivamente le persone (dipendenti, clienti,

Dettagli

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA di Mario Comoglio INTRODUZIONE 1 Non è raro imbattersi in articoli e in interventi ministeriali che affrontano la questione di come valutare l apprendimento degli studenti.

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi il risparmio, dove lo ora? metto le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi Vademecum del risparmiatore le principali domande emerse da una recente ricerca di mercato 1

Dettagli

Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit.

Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. Tra reale e ideale: come gestire e far crescere un organizzazione non profit. NID Non profit Innovation Day Università Bocconi Milano, 12 novembre 2014 18/11/2014 1 Mi presento, da dove vengo? E perché

Dettagli

La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro

La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La sicurezza non è negoziabile Nestlé è convinta che il successo a lungo termine possa essere raggiunto soltanto grazie alle sue persone. Nessun

Dettagli