Crisi economica e suicidi in italia

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1 a cura del dottor Roberto ciavoni Sociologo Crisi economica e suicidi in italia Crisi e suicidio nel mondo del lavoro Parlarne senza Tabù è la prima forma Di Prevenzione

2 Crisi economica e suicidi in italia Come ha ben descritto nel suo precedente intervento il dott. Callipo, il suicidio è un fenomeno complesso che affonda le sue radici in diversi contesti, con cause multifattoriali, prevalentemente psicologiche e sociologiche. Nella sociologia accademica classica, si fa riferimento principalmente agli studi del sociologo e antropologo francese Émile Durkheim che alla fine dell ottocento, in uno dei suoi studi più famosi, osserva che nelle cause di suicidio (Il suicidio. Studio di sociologia ) pur sembrando in apparenza un atto soggettivo, imputabile a incurabile infelicità personale, ci possano essere anche fattori sociali che eserciatano un influenza determinante al riguardo, soprattutto in ciò che egli chiama anomia, cioè, la rottura degli equilibri sociali e lo sconvolgimento dei suoi valori. Lo studioso, infatti, pone al centro dei suoi studi l entità di coesione e d integrazione sociale; i suoi interessi riguardano le basi di un ordine sociale, che scaturisce, per mezzo di valori condivisi, da una collettività (come quelli etici e religiosi); e come la loro mancanza sia destinata a produrre perdita di stabilità o anomia (dal greco antico a-nomos, cioè mancanza di norme ) e a provocare nei singoli individui sentimenti d angoscia e d insoddisfazione. 2 Sottolineò, come la mancanza d integrazione degli individui nella società fosse una delle cause fondamentali del suicidio, che a sua volta, da mero fatto individuale, divenne vero e proprio fatto sociale. L idea di Durkheim fu quella di studiare il fenomeno suicidogeno sotto un diverso aspetto, che non riguardasse, unicamente l atto inteso individualmente ma, soprattutto, le sue origini sociali con tutte le altre manifestazioni individuali. Oggetto della ricerca di Durkheim è il tasso di suicidi, che si riscontra in una data società; egli, cioè, sofferma la sua attenzione su dati statistici, in diversi Paesi e per diversi periodi, che esprimono la specifica tendenza al suicidio. Le pionieristiche ricerche di Durkheim hanno aperto vasti ambiti di studio. Le scienze umane tendono oggi a considerare il suicidio come un fenomeno molto complesso, in cui intervengono fattori biologici e psicologici oltre che sociali.

3 Crisi economica e suicidi in italia a cura del dottor Roberto ciavoni, sociologo L atto, ad esempio, è spesso preceduto da stati di depressione profonda. Cause legate alla personalità o a circostanze che possono essere il bisogno di sfuggire a situazioni intollerabili; la visione della vita come un inesorabile fonte di sofferenza che solo la morte può placare. Questi sono i sentimenti e i messaggi che emergono più frequentemente, lasciati dai suicidi. Le ricerche non hanno comunque abbandonato la lettura sociale del fenomeno: come Durkheim aveva suggerito, la società sembra avere un ruolo determinante nell aumento dei suicidi. Tornando a noi e attualizzando il problema, possiamo vedere come la recessione economica avviatasi nel , e le successive politiche di austerità adottate in Europa, hanno prodotto effetti negativi non solo sul tenore di vita, ma anche sulle condizioni di salute delle fasce sociali più deboli. L Italia è uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla recessione. Nel periodo , il Pil pro capite reale è diminuito, cumulativamente di 8,5 punti percentuali, mentre i tassi di disoccupazione sono passati dal 6,1 al 10,7% e stanno ancora salendo. 3 Come per altri Paesi, anche per l Italia i mass media nazionali e internazionali riportano spesso notizie riguardanti suicidi attribuiti alla crisi economica. Un lavoro sugli effetti della crisi e delle politiche di austerità sulle condizioni di salute delle popolazioni nella UE (a 15 e a 12 Paesi), mostra come il 2007 possa essere considerato un punto di svolta nel trend dei suicidi: dopo un significativo declino, registrato nel periodo , il numero di suicidi è aumentato. Il dato sui suicidi da crisi riflette un aumento non da poco, se si considera che sono circa l anno i suicidi in Italia.

4 Non è mai facile avere dati precisi su quelli legati alla congiuntura economica perché, al di là delle notizie di stampa, l associazione tra crisi e suicidio non è immediata o univoca e possono esserci anche altri fattori che hanno contribuito a portare una persona a darsi la morte. Purtroppo in questi periodi di difficoltà le più vulnerabili sembrano essere proprio le persone in età lavorativa, e questo viene confermato anche dalle richieste di aiuto che riceviamo nei nostri centri, (dove io sono stato occupato fino dal maggio di quest anno), presso la ASL Roma C, denominati PUA (Punto Unico di Accesso); servizio di Integrazione Sociosanitaria in collaborazione ASL/ Municipio VI. Sono richieste delicate e fondamentali, perché i suicidi si possono prevenire, anche se il fenomeno deve essere ancora bene esaminato e compreso dagli stessi operatori. Un fenomeno drammatico che andrebbe contrastato con iniziative e progetti mirati. Si fa ancora pochissimo per la prevenzione. 4 Il 10 settembre è ricorsa l XI Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio e, non a caso, il tema proposto quest anno è Stigma: un grande ostacolo per la prevenzione del suicidio. Lo stigma, come marchio negativo associato a coloro che hanno tentato il suicidio o alle persone che hanno perso un caro per suicidio, costituisce infatti uno dei principali problemi legati al fenomeno. Si mettono in atto sottili processi di emarginazione nei confronti dei sopravvissuti: l impatto del suicidio, spesso ricade sui familiari coinvolti, ma anche sull intera comunità. Se i fattori centrali che alimentano lo stigma sono l ignoranza, la paura e l ostilità, allora gli antidoti possono e debbono essere l informazione, la rassicurazione ed efficaci campagne anti-discriminazione. Anche perché i numeri nel mondo fanno paura: ogni anno si stima che un milione di persone muoia per suicidio, qualcosa come più di due morti al minuto.

5 Crisi economica e suicidi in italia a cura del dottor Roberto ciavoni, sociologo In molti Paesi industrializzati il suicidio può essere la seconda o la terza causa di morte tra gli adolescenti e giovani adulti. Non solo, ci sono svariati milioni di persone che compiono tentativi di suicidio causando stress emotivo e sofferenza alle persone che li circondano e ai loro familiari. Credo che l iniziativa adottata da SANIMPRESA nell organizzare questo convegno sia un contributo importante di prevenzione e informazione sul problema. Ancor più; andare oltre, come ci ha illustrato il Vice Presidente Corazzersi, offrire un assistenza ancora più mirata verso la prevenzione e prevedere uno sportello di informazione, orientamento e ascolto verso i problemi sociosanitari mi sembra in armonia e coerente con i principi stessi della Cassa di Assistenza. Uno sportello che io chiamerei: (rifacendomi come idea al modello adottato presso la ASL Roma C) Sportello Unico di Accesso Specialistico Integrato, fondato sull accoglienza e sull ascolto dell assistito e dei suoi bisogni, posti al centro delle strategie e degli interventi; tale da rappresentare, pertanto, un elemento centrale di un sistema integrato di servizi, che trova i suoi principi ispiratori nell equità e nell unitarietà. L equità, intesa come garanzia alle prestazioni, soprattutto dei soggetti più deboli e fragili, anche in termini di raggiungibilità, orari di apertura e accoglienza. 5 L unitarietà dell accesso, inteso come ascolto mirato da personale specialistico che sappia accogliere, comprendere i bisogni e i segnali di richieste di aiuto, indirizzando verso gli specialisti più idonei, anche attraverso una presa in carico orientata alla prevenzione. Le finalità di questo sportello unico sono di realizzare i seguenti obiettivi fondamentali: migliorare la visibilità, la fruibilità e la capacità di idonea accoglienza da parte della Cassa di Assistenza, garantendo all assistito portatore di bisogni semplici o complessi, ed al suo nucleo familiare, la semplificazione dei necessari passaggi burocratici;

6 offrire ascolto, informazione ed orientamento, migliorando la sua capacità di empowerment (cioè la passività appresa e accompagnata da senso di sfiducia e sconforto nell affrontare problemi quotidiani; maggiore fiducia in se stessi e apprendimento della speranza), nell utilizzo appropriato dei servizi e delle prestazioni, fornendo direttamente una risposta a bisogni semplici; avviare la presa in carico integrata di bisogni complessi anche attraverso l individuazione di percorsi personalizzati e interdipendenti sia sotto l aspetto sociale che sanitario, promuovendo interventi di rete. Quindi organizzato, anche con un numero verde telefonico, con orari stabiliti, secondo questi specifici passaggi: Accoglienza; registrazione dell accesso; ascolto e decodifica della domanda; individuazione degli eventuali elementi di complessità e multidimensionalità della richiesta; 6 risposta ai bisogni semplici attraverso informazione, orientamento ed invio alle diverse opportunità offerte; risposta ai bisogni complessi con avvio della presa in carico attraverso l attivazione degli specialisti di riferimento. Vorrei concludere facendo vedere un filmato prodotto dall Associazione Atdal Over 40, Associazione che si occupa a livello nazionale della tutela dei diritti dei lavoratori sopra i 40 anni - che ha indirizzato (a suo tempo) una video - lettera aperta all allora ministro Tremonti, dal titolo Non siamo scarti. Il filmato, che dura 4 minuti, narra attraverso le parole e i volti di alcuni disoccupati cinquantenni, le paure e le aspirazioni di migliaia di persone che lottano contro le difficoltà economiche dovute alla perdita del lavoro, ma anche contro l umiliazione e lo scoraggiamento di sentirsi inutili, seppure ancora giovani, dopo una vita di impegno e dedizione alla professione.

7 Crisi economica e suicidi in italia a cura del dottor Roberto ciavoni, sociologo Massimo Gramellini, nel suo editoriale del 19 maggio su La Stampa, li ha definiti esseri umani azzoppati al culmine della loro maturità esistenziale, quando l esperienza si aggiunge all energia e produce una miscela irripetibile di forza e affidabilità. Per sottolineare come - ed è anche il senso del video - sia necessario un ripensamento dell intero mercato del lavoro, per evitare da un lato lo sfruttamento del lavoro giovanile, in molti casi sottopagato e precario, e dall altro la perdita di competenze, serietà e passione di lavoratori maturi che possono ancora dare molto allo sviluppo del Paese. Filmato: Non siamo scarti 7

8 Via Enrico Tazzoli, 6 (Piazza Mazzini) 2 piano - int Roma Tel. 06/ Fax 06/

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