1. Modalità di pagamento. 1.1 Regolamento con bonifico. 1.2 Regolamento con rimessa documentaria. 1.3 Regolamento con apertura di credito documentario

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1 1. Modalità di pagamento Per il regolamento degli ordini l esportatore può richiedere diverse forme di pagamento che presentano vari profili di rischio. Nell ottica del cliente tali modalità hanno diversi gradi di appetibilità. 1.1 Regolamento con bonifico Nell ipotesi di regolamento a mezzo bonifico la banca, ricevuto dall importatore l ordine di pagare, invita la banca corrispondente ad accreditare l importo nel conto dell esportatore. In tal modo l esportatore ha l immediata disponibilità dei fondi. Tuttavia, i principali rischi che l operazione può comportare sono: rischio di mancato ritiro della merce che implica l immobilizzazione dei beni nel paese straniero, il sostenimento di costi per il rientro delle merci e una collocazione alternativa; rischio di insolvenza del cliente con conseguente riduzione del fatturato previsto. 1.2 Regolamento con rimessa documentaria Con la rimessa documentaria l esportatore dà incarico alla propria banca di incassare il credito o far accettare un effetto ( a vista, 90 gg, 180 gg...) a pagamento dello stesso, contro rilascio dei documenti di identificazione della merce (fattura commerciale, certificato di origine, distinta pesi...). Le istruzioni impartite dall esportatore e trasmesse alla banca corrispondente stabiliscono le modalità di consegna dei documenti al compratore e di incasso del corrispettivo. Poiché l acquirente non può ritirare la merce senza aver preventivamente regolato il pagamento l unico rischio che l esportatore sopporta, ricorrendo a tale modalità di pagamento, è il rischio di mancato ritiro della merce. 1.3 Regolamento con apertura di credito documentario Il credito documentario può essere definito come l impegno che una banca assume, su richiesta di un importatore, a beneficio di un esportatore, di pagare una somma di denaro o di adempiere ad una diversa obbligazione, quale l accettazione di una tratta, contro il ritiro di determinati documenti relativi alla fornitura di merci. In tal caso dunque l esportatore non deve assumersi né il rischio di mancato ritiro della merce né il rischio di insolvenza del cliente poiché il pagamento è garantito da una banca. Ciononostante, tale 1

2 modalità presenta un inconveniente: la gravosa onerosità e burocratizzazione dell operazione influenza negativamente il profilo competitivo dell azianda percepito da ciascun cliente. Rischio di mancato ritiro merci Bonifico Rimessa documentaria Apertura di credito documentario P* A** P A Rischio di insolvenza Dilazioni di pagamento Onerosità dell operazione per il cliente Bassa Media Alta (*) La lettera P indica il pagamento in contanti; (**) La lettera A indica il regolamento dell operazione mediante l accettazione di effetti. 2. Problematiche relative al tasso di cambio 2.1 Scelta della valuta Nel BG si sono adottate le seguenti ipotesi: l esportatore ha la possibilità di fatturare in euro o in dollari; la moneta adottata nel paese dell esportatore è l euro e i prezzi sono di conseguenza espressi in tale valuta. La scelta fra l euro o il dollaro, da parte dell esportatore, deve essere effettuata considerando la moneta (domestic x, domestic y) del paese in cui si vuole esportare. Per aumentare la propria competitività è infatti conveniente per l esportatore operare in euro, anziché il dollaro, nel caso in 2

3 cui il costo per l importatore di tale valuta è inferiore rispetto al costo del dollaro considerando il rapporto fra questa due valute nel paese dell esportatore. Si supponga ad esempio che nel paese x la quantità venduta con pagamento a pronti sia 100 al prezzo di 1 euro e che il cambio dollaro/euro per l esportatore sia pari a 1,5$. L azienda può decidere se fatturare in 100 euro o 150 dollari senza alcuna ripercussione sul proprio conto economico. Il tasso domestic x/euro è pari a 2000 domestic x, mentre il tasso domestic x/$ è pari a 1700 domestic x. Considerando il livello di questi cambi e il rapporto $/E presente nel paese dell esportatore, converrà fatturare in euro. In tal modo egli riesce a migliorare il proprio profilo competitivo nel paese di sbocco per la maggiore economicità dei prezzi dei propri prodotti. Infatti se la fatturazione avviene in euro l importatore deve pagare domestic x; operando in dollari invece deve sostenere un costo di domestic x. Per una più immediata individuazione della valuta di fatturazione più favorevole per il cliente è necessario esplicitare il cambio $/E nel paese di sbocco ($/E x ), dato dal rapporto fra domestic x/e e domestic x/$. Comparando quest ultimo con il rapporto di cambio $/E nel paese dell esportatore si hanno tre possibili casi: Se $/E x = $/E la scelta della valuta di fatturazione è indifferente; Se $/E x > $/E è conveniente fatturare in dollaro; Se $/E x < $/E è conveniente fatturare in euro. 2.2 Gestione del rischio di cambio Operando a livello internazionale l esportatore si espone al rischio di cambio qualora decida di utilizzare una valuta diversa dalla moneta nazionale. Tale rischio rappresenta la probabilità di incassare un ammontare diverso da quello previsto al momento della fatturazione dei beni, a causa delle fluttuazioni del tasso di cambio nei mercati finanziari internazionali. Poiché il tasso di cambio é soggetto a fluttazioni sui mercati finanziari le operazioni di esportazione non regolate immediatamente con pagamento in contante sono soggette al rischio di cambio. La continua mobilità dei corsi di cambio, infatti, comporta rischi molto elevati per tutti coloro che svolgono operazioni da cui derivano rapporti di debito o di credito in moneta diversa da quella nazionale. Una diminuzione del valore del credito o un aumento del valore del debito può deterninare il venir meno della convenienza economica delle operazioni concluse in valuta estera. Al fine di tutelarsi da tale rischio è possibile ricorrere ad operazioni di copertura che rendano immune l esposizione in valuta. Si hanno pertanto due possibilità: 3

4 1) Assenza di copertura. Le fluttuazioni del tasso di cambio possono dar luogo a minusvalenze o plusvalenze di gestione. Le minusvalenze possono derivare da una riduzione (rivalutazione) del tasso di cambio presente nel momento del pagamento rispetto alla quotazione di riferimento della fatturazione, mentre le plusvalenze sono la conseguenza di svalutazioni. (inserire fogio excel) 2) Copertura dal rischio di cambio. Per eliminare il rischio di cambio esistono vari strumenti, ma quelli più correntemente sui mercati monetari e finanziari internazionali sono i domestic currency swap e le options. DOMESTIC CURRENCY SWAP. Si tratta di un operazione finanziaria mediante la quale l operatore stipula un contatto in cui può fissare un cambio a scadenza sulla base dei cambi a pronti e dei differenziali dei tassi d interesse del giorno di stipula del contratto di domestic swap. Alla scadenza stabilita, si procede al calcolo della differenza fra il tasso di cambio fissato nel contratto e il cambio di mercato della divisa e si applica tale differnza all ammontare di divisa pattuita nel contratto. Si ottiene così un certo ammontare che dovrà essere regolato con la controparte. A titolo di esempio si supponga che in data un esportatore titolare di un credito di 500$ si rivolge ad una banca per acquistare uno swap domestico con scadenza a tre mesi. Il tasso di cambio E/$ convenuto alla scadenza del contratto ( ) è fissato a 0,83E. Giunti alla scadenza supponiamo che il cambio sia pari a 0,90 E. Poiché il prezzo di mercato risulta superiore al prezzo pattuito con il domestic swap, la banca deve riconoscere all esportatore la differenza tra tale cambio e quello scelto nel contratto. Più specificatamente, (0,90E- 0,83E)=0,07E rappresenta la differenza di cambio che deve essere moltiplicata per l ammontare per cui l esportatore si è coperto. Pertanto, (0,07E*500$)=35E rappresenta la perdita che l esportatore avrebbe dovuto sopportare se non avesse stipulato un contratto di currancy swap. Ricorrendo a tale strumento finanziario, invece, egli riesce a non correre in rischi a causa delle fluttuazioni nei tassi di cambio. Viceversa, nel caso in cui il cambio al sia pari a 0,79E per un dollaro l esportatore avrebbe dovuto corrispondere alla banca la somma data dal prodotto fra la differenza che si verifica nei cambi e 500$ ossia (0,83E-0,79E)*500$= 20E. 4

5 In termini economici questa operazione non genera né perdite né guadagni. L esportatore è infatti coperto dalla banca dall eventuale svalutazione dell euro nei confronti del dollaro e in caso di rivalutazione della propria moneta è tenuto ha versarsare alla banca l utile relizzato con il più favorevole tasso di cambio. Ovviamente, la banca per eliminare a sua volta il rischio assunto deve trovare un altro operatore che abbia posizioni analoghe al nostro esportatore, ma di segno contrario, e concludere con essa un contratto alle medesime condizioni. In tal modo, la differenza pagata da un cliente verrà recuperata da un altro. Tali strumenti di copertura sono nella pratica molto diffusi poiché alla scadenza del contratto si regolano le differenze in un senso o nell altro, ma non si opera la materiale consegna della divisa. Per tale motivo non è necessario che ci sia coincidenza fra la scadenza del domestic swap e la data di riscossione e pagamento. OPTIONS. Questo strumento può essere definito come un contratto in base al quale un operatore cin l estero, a fronte del pagamento di un premio, si assicura il diritto di acquistare (opzione Call) o vendere (opzione Put) un determinato quantitativo di valuta ad un dato cambio e ad una scadenza prefissata. In altri termini, l opzione non rappresenta un obbligo ad acquistare o vendere valuta, ma, piuttosto, consente a chi lo ha in possesso di dar corso all operazione solo qualora ne ravvisi la convenienza. Per l esportatore che deve cautelarsi dal rischio di cambio è utile stipulare un opzione put. Acquistando un opzione put, infatti, ci si assicura il diritto di vendere la valuta alla scadenza prefissata ad un determinato cambio, fissato in base alle proprie aspettative sull andamento dei cambi. A titolo di esempio supponiamo di disporre dei seguenti dati: data iniziale ; data di scadenza ; cambio a pronti E/$ è 0,85; cambio E/$ convenuto nel contratto alla scadenza (strike price) è 0,89; premio (costo) 7 euro. Alla scadenza si potranno avere tre possibili casi: 1. nel caso in cui il cambio prevalente sui mercati alla scadenza sia inferiore a 0,89 l esportatore esercita il diritto di opzione e vende la valuta allo strike price; 5

6 2. nel caso in cui vi sia uguglianza fra i due tassi di cambio per l esportatore sarà indifferente dare esecuzione al contratto o vendere la voluta sui mercato al cambio corrente, sostenendo comunque il costo dell operazione (premio); 3. nel caso in cui il cambio prevalente sul mercato sia maggiore del cambio convenuto nel contratto l esportatore non ha convenienza ad esercitare il diritto di opzione e vende la valuta al cambio corrente. In termini economici tale strumento finanziario comporta un costo certo dato dal premio. A fronte di tale premio, l esportatore può conseguire un utile crescente nel caso in cui il cambio che prevale sui mercati alla scadenza del contratto risulti superiore allo strike price o coprirsi dalla perdita su cambi nel caso in cui il cambio si rivaluti. Mentre con il currency domestic swap l esportatore non è esposto né a perdite né a guadagni da fluttuazioni dei cambi, in quest ultimo caso è possibile che realizzi utili crescenti. 3. Inflazione L inflazione rappresenta un ulteriore fattore da considerare nell ambito delle operazioni di esportazione. Quanto più elevato è il tasso d inflazione nei mercati di sbocco tanto più economici risultano i prezzi dei prodotti importati, migliorando in tal modo il profilo competitivo dell esportatore. Nel BG si è supposto che nel paese dell esportatore il livello d inflazione sia nullo e che vi sia una relazione lineare fra il differenziale di inflazione fra i due paesi e il profilo competitivo dell azienda esportatrice, formalizzato da una scala di valori (0-10) in cui al valore 0 viene attribuito il massimo valore del livello d inflazione e il più elevato profilo competitivo per l esportatore. 6

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