Carte di controllo per variabili

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Carte di controllo per variabili"

Transcript

1 Le carte di controllo Carte di controllo per variabili per variabili Queste note NON sostituiscono il testo di riferimento ma sono finalizzate ad agevolare lo studio del testo stesso.

2 Le carte di controllo per variabili si usano per monitorare un processo mediante caratteristiche continue (misurabili) della qualità del prodotto. In tale contesto, si tengono sotto controllo: la media ( x ) e la variabilità (misurata mediante il range R o la deviazione standard S). In particolare le carte utilizzate sono carta x che rappresenta come la media x del processo cambia nel tempo. (Infatti se la media si sposta dal valore normale allora si produrrà una frazione più elevata di non conformi) carta R, dove R è il range (valore massimo valore minimo). Questa carta riflette la dispersione all interno del campione osservato. (Anche in questo caso, se la variabilità si sposta verso valori più alti, pur rimanendo inalterata la media, aumenta la produzione di pezzi non conformi). Generalmente queste due carte vengono usate contemporaneamente per tenere sotto controllo sia la media sia la variabilità del processo. 2 Vediamo come si costruiscono...

3 Carta x Sia X la caratteristica quantitativa rilevata (si assume abbia distribuzione normale di media µ e deviazione standard σ). Generalmente i dati sono divisi in sottogruppi (piccoli campioni di numerosità compresa tra 2 e 10). Indichiamo con - m il numero dei campioni 1 (ad es. relativi a m periodi di tempo) e - con n il numero di unità che compongono ogni singolo campione 2. Per ognuno degli m campioni calcoliamo la media aritmetica x x + + x n n i = 1 i = 1,...,m x ha distribuzione normale di media µ e deviazione standard σ x. µ e σ non sono note e quindi è necessario stimarle. 1 Generalmente, se si è nella fase I di applicazione delle carte, allora m = 20 (o 25). 2 n è generalmente molto piccola (4, 5, o 6). Ciò è giustificabile se si usano sottogruppi razionali oppure se il costo di campionamento e di ispezione per unità è elevato. 3

4 Stimiamo la media µ del processo calcolando la media generale (ovvero la media aritmetica delle m medie dei campioni) come segue x1 + + xm x = m La linea centrale è data da x I limiti di controllo sono dati da LSC = x + A 2 R LIC = x A 2 R La costante A 2 è tabulata per diversi valori di n. Con R si vuole stimare la variabilità del processo. 4

5 Per calcolare R, si calcola R per ogni sottogruppo così: R = valore massimo nel sottogruppo valore minimo nel sottogruppo. Quindi il range generale si calcola facendo la media aritmetica dei range dei sottogruppi R = R R m m Osservazione 1: i limiti superiore e inferiore corrispondono alla regola del +3σ e 3σ. Quindi questa carta di controllo come la carta R (che vediamo ora) denota se una variazione è rilevante al punto di farci concludere che il processo è fuori controllo. 5

6 Osservazione 2: la possibilità di usare il range 3 per stimare σ deriva dal fatto che esiste ed è nota la relazione che lega R e σ nel caso in cui la variabile X sia normale. In particolare per la stima di σ si ha ˆ σ = R d 4 2. Quindi i parametri della carta di controllo sono LSC = 3 x 3 ˆ σ + = x + R n d n 2 Ossia A 2 = d 2 3 n LIC = 3 x 3 ˆ σ = x R n d n 2 3 L uso del range è legato a tempi precedenti in cui la potenza degli strumenti di calcolo era limitata e quindi si preferiva usare stimatori di facile calcolo. Lo stimatore basato sul range è meno efficiente ma per dimensione campionarie minori di 10 ha una performance accettabile e per questo continua ad essere utilizzato. 4 La costante d 2 è tabulata per diversi valori di n. 6

7 La carta R È necessaria per far individuare fonti straordinarie di variabilità. Abbiamo già individuato tutti gli strumenti per costruire questa carta. La linea centrale è data da R. I limiti di controllo sono dati da LSC = D 4 R LIC = D 3 R Le costanti D 3 e D 4 sono tabulate per diversi valori di n. LIC non va preso in considerazione quando la dimensione n dei sottogruppi è minore di 7. 7

8 Vediamo da dove derivano D 3 e D 4. Per costruire i limiti di controllo della carta R abbiamo bisogno di σ R. Sotto l ipotesi di normalità di X, sappiamo che il range relativo, W=R/σ, ha deviazione standard d 3 (funzione nota di n). Allora da R=Wσ, segue che σ R = σ W σ = d 3 σ σ non è noto e lo stimiamo con ˆ σ = R d2 quindi ˆ σ = d R d R 3 2 R d3 LSC = R + 3 ˆ σ R = R + 3d3 = 1 3 R d + = 2 d D 4 R 2 R d3 LIC = R 3 ˆ σ R = R 3d3 = 1 3 R d = 2 d D 3 R 2 8

9 Nota: i limiti di controllo per x e R così calcolati andrebbero considerati come limiti di prova (in quanto non noti a priori e quindi calcolati nella cosiddetta fase I dell impiego delle carte di controllo). I valori x e R degli m campioni usati vanno rappresentati sulla carta rispettiva per verificare se il processo era in stato di controllo quando sono stati presi gli m campioni. Se tutti i punti sono all interno dei limiti allora si può concludere che il processo è sotto controllo e i limiti (inferiore e superiore) possono essere usati per valutare la produzione futura (in fase II). 9

10 Se uno o più di questi è al di fuori dei limiti a) vanno esaminate le ragioni di tale situazione b) il dato (o i dati) corrispondenti vanno eliminati c) vanno ricalcolati i limiti escludendo i punti eliminati. d) si deve verificare che i nuovi limiti di controllo siano tali da contenere i punti rimasti. Se ciò non accade è necessario procedere ad ulteriori esami fintantoché tutti i punti cadono tra i limiti di controllo. Se molti punti prova sono fuori controllo allora vuole dire che il campionamento di prova è stato fatto in un periodo fuori controllo. 10

11 Esempio: supponiamo di avere monitorato per sei giorni (da sabato a giovedì) il peso in grammi di pezzi prodotti da un processo Giorno Osservazioni x R Sab Dom Lun Mar Mer Gio m = 6 n = x = R = = =

12 Le costanti sono 5 A 2 = D 3 = 0 D 4 = Carta x Carta R Valore centrale x = R = 3.67 LIC LSC = = = = = = = Queste costanti sono tabulate e sono fornite in fondo al libro di testo. Quando le carte vengono costruite con l ausilio di un software (ad es. Minitab), la procedura di calcolo stessa elebora i dati e usa le tavole implementate nel software. 12

13 R Chart for peso 10 LSC=9.44 Sample Range 5 R= LIC= Sample Number

14 X-bar Chart for peso LSC=22.97 Sample Mean Sample Number LIC=15.47

15 Esempio:stiamo rilevando la soddisfazione dei partecipanti ad un corso. Alla fine di ogni settimana (per 8 settimane) viene dato un questionario in cui i corsisti devono dare un voto tra 1 e 7 al docente della settimana. Si scelgono a caso 5 studenti a settimana. Ecco i dati Settimana x R m = 8 n = 5 15

16 x = R = = Le costanti sono A 2 = D 3 = 0 D 4 = = 5.05 Carta x Carta R Valore centrale LIC = 0 =3.68 LSC = = = =6.42 =

17 Xbar/R Chart for voto Sample Mean LSC=6.42 Mean=5.05 LIC=3.68 Settimana Sample Range LSC=5.02 R=2.375 LIC=0 17

18 Come si può notare la carta Xbar mostra un punto fuori controllo. La valutazione del docente nella quarta settimana di rilevazione è stata particolarmente bassa ed è al di sotto del limite di controllo inferiore. Occorre, quindi, eliminare il campione che si riferisce alla quarta settimana e calcolare le nuove stime del voto medio e della varianza del voto e contestualmente costruire la nuova carta che non tenga conto della settimana anomala. Sample Range Sample Mean ,8 3,6 2,4 1, Xbar-R Chart of voto 4 Sample UC L=6,687 _ X=5,286 LC L=3,885 UC L=5,135 _ R=2,429 Come scelta grafica, si è deciso di lasciare il gap bianco per mostrare dove si trova il campione che è uscito dell analisi. Si noti che, essendo stato eliminato il campione che aveva la media particolarmente bassa, ora le media globale è salita a 5,286 (mentre prima era 5,05). 0,0 LCL= Sample

19 Capacità del processo In precedenza avevamo parlato di limiti di specifica del processo. Non esiste alcun legame tra i limiti di controllo delle carte x e R e i limiti di specifica. I limiti di controllo vengono individuati in base alla variabilità naturale del processo (data dalla deviazione standard σ del processo). Si ricordi che esiste una relazione tra range medio R e deviazione standard σ di una variabile che ha distribuzione normale. I limiti di controllo quindi altro non sono che dei limiti di tolleranza naturali del processo e vengono solitamente posti, come abbiamo visto, a una distanza pari a 3σ dal valore medio. I limiti di specifica sono individuati indipendentemente dal comportamento naturale del processo: vengono in genere definiti dal management, dagli ingegneri, dalla clientela,... 19

20 È interessante analizzare dove si colloca il nostro processo rispetto ai limiti di specifica (LSS = limite superiore di specifica, LIS = limite inferiore di specifica). Quest analisi può essere condotta solamente dopo che, mediante le carte di controllo, si è stabilito che il processo è sotto controllo (ossia quando si può assumere che le variazioni nel prodotto/servizio sono dovute solamente alle cause comuni.) 20

21 La capacità del processo è la capacità che un processo ha di produrre beni o servizi che soddisfano i limiti di specifica. Perché i limiti naturali devono essere confrontati con i limiti di specifica? Immaginiamo un processo sotto controllo in cui, quindi, la distribuzione della nostra caratteristica di interesse è normale. Sappiamo che è pari a la probabilità che un valore sia fuori controllo (ossia fuori dell intervallo -3σ, +3σ. Se immaginiamo un milione di pezzi prodotti, allora si ha che =2700, cioè su un milione di pezzi prodotti 2700 sono non conformi. Se la distribuzione non fosse normale e/o portasse ad avere limiti naturali lontani da quelli di specifica, il numero di pezzi non conformi potrebbe essere molto più elevato. 21

22 La capacità del processo si riferisce all uniformità generale di comportamento del processo. Questa uniformità può essere intesa come uniformità del prodotto di tale processo. In tal senso l analisi della variabilità riveste un ruolo fondamentale. La variabilità viene intesa come: a) variabilità naturale o relativa ad un preciso istante b) variabilità rispetto al tempo In genere si assume l ampiezza 6σ della distribuzione della caratteristica di qualità come misura della capacità del processo. In ogni caso la capacità del processo viene misurata sulla base di indicatori della distribuzione di probabilità della caratteristica monitorata. 22

23 Dal momento che le cause speciali non agiscono, possiamo ritenere che il nostro processo operi in condizioni normali ; in particolare segua una distribuzione normale con - media = x - deviazione standard ˆ σ = R d 2 Possiamo calcolare (usando un software o le tavole della normale standardizzata) la probabilità che un prodotto del nostro processo non rispetti i limiti di specifica. Come si fa??? 23

24 Gli istogrammi (o, in alternativa, i diagrammi ramo-foglia). Indicata con X la variabile normale del nostro processo, questa probabilità è data da Prob(X > LSS) + Prob(X < LIS) Per calcolare queste probabilità dobbiamo stimare, a partire dai dati osservati, la media e la deviazione standard della nostra caratteristica di interesse. Se calcoliamo manualmente le nostre probabilità allora si procede come segue. Dobbiamo ricorrere alla standardizzazione e calcoliamo, indicata con X x Z = la normale standardizzata N(0,1), σˆ 24 P LIS x Z < + P LSS x Z > = σˆ σˆ = LIS x LSS x Φ + 1 Φ ˆ σ ˆ σ

25 Esempio (del peso) m = 6 n = 3 x =19.22 R = R ˆ σ = = = d Supponiamo che LSS = = 25 LIS = = 13 P(X < 13) + P(X > 25) = = P Z < + P Z > = = Φ(Z < 2.87) + P(Z > 2.66) = = Circa lo 0.6% (6 ogni mille pezzi prodotti) dei pezzi prodotti sarà fuori dei limiti di specifica. Si giunge al medesimo risultato se, stimate la media e la deviazione standard, si usa un software per il calcolo delle probabilità. 25

26 Alcune osservazioni Per usare questo strumento è necessario disporre di almeno 100 osservazioni in modo da avere indicazioni efficienti sulla media, la deviazione standard e la forma del processo (visualizzata mediante l istogramma). Bisogna prestare attenzione nella raccolta dei dati. Occorre: 1. scegliere la macchina o le macchine da utilizzare (attenzione, se si vogliono estendere i risultati a tutte le macchine allora è necessario che le macchine prescelte siano rappresentative della popolazione di macchine). 2. selezionare le condizioni operative/ambientali di riferimento 3. selezionare un operatore rappresentativo 4. controllare che sia bene eseguita la rilevazione dei dati e registrato l ordine temporale delle osservazioni. 26

27 Una volta raccolti i dati e disegnato l istogramma, si può vedere se la sua forma è vicina alla forma della distribuzione normale. In caso affermativo si può stimare (grazie alle proprietà della normale) che è pari al 99.73% la percentuale di beni prodotti all interno di x 3s,x + 3s. L osservazione dell istogramma dà anche informazioni sulla prestazione generale del processo e sulle eventuali ragioni di scarsa qualità dello stesso. 27

28 Grafici di probabilità. Sono un alternativa agli istogrammi e non richiedono numeri elevati di osservazioni. Il grafico di probabilità più diffuso è il normal probability plot. In sostanza, una volta raccolti i dati, si costruisce il normal probability plot in modo tale da verificare se il processo sta lavorando sotto un modello normale. In caso affermativo, la media e la deviazione standard si calcolano dal grafico come segue: la media è uguale alla mediana (ossia corrisponde al 50 percentile); la deviazione standard si stima mediante la differenza tra l 84 percentile e il 50 percentile. Attenzione: se il grafico avesse mostrato che la distribuzione del processo non è normale allora non sarebbe corretto usare lo stesso grafico (basato sulla normale) per calcolare media e deviazione standard. 28

29 Nota: l analisi del grafico di probabilità è molto soggettiva. Può essere, pertanto, opportuno accompagnarla con test statistici (per la verifica della normalità) oppure con il calcolo (sulla base dei dati campionari) dei seguenti parametri di asimmetria e di curtosi. asimmetria ˆ β M M = 3 β = M 2 M 2 2 ˆ curtosi n j xi x dove M i 1 j = = n, j = 12,, 3, 4. Si consideri che questi due indici assumono valori ben precisi nel caso in cui la distribuzione è normale. Infatti sotto normalità si ha: β = 0 e β =

30 Possiamo anche valutare la capacità del processo come rapporto tra processo (rappresentato dai limiti di specifica) e capacità produttiva (rappresentata dai limiti di controllo). In tal caso si costruiscono 30 indici della capacità del processo Possiamo calcolare questi indici quando: i) il processo è sotto controllo e sono state rimosse tutte le cause che determinano variazioni speciali; ii) il processo ha distribuzione normale (importanza del normal probabilità plot) iii) i dati analizzati sono quantitativi I tre elementi fondamentali nella costruzione e analisi di questo indice sono: 1. i limiti di specifica (LSS e LIS) 2. il centro naturale del processo x 3. la variabilità naturale del processo σ

31 Abbiamo i seguenti indici di capacità del processo. C p LSS LIS = 6σ C p si calcola quando sono definiti sia il limite inferiore che il limite superiore di specifica. Il denominatore costituisce la base per la definizione della capacità produttiva. Poiché σ è generalmente non nota, allora lo si sostituisce con la sua stima σˆ. Inoltre si ha che 1 C p 100 indica la percentuale di specifica usata dal processo. ************************ 31

32 C ps LSS x = 3σ C ps si calcola quando è definito solamente il limite superiore di specifica. (Ad esempio le poste devono far sì che una raccomandata arrivi a destinazione entro due giorni dalla spedizione). In questo caso la base per la definizione per la capacità produttiva è 3σ. C pi = x LIS 3σ C pi si calcola quando è definito solamente il limite inferiore di specifica. (Ad esempio posso imporre solo LIS nel caso della valutazione dei docenti). Anche in questo caso la base per la definizione per la capacità produttiva è 3σ. Come interpretare questi indici??? 32

33 L interpretazione dell indice C p risiede nel fatto che questo ci informa direttamente sulla numero sulla proporzione di prodotti difettosi che dovranno essere eliminati o rilavorati. Consideriamo l indice C p (quanto diciamo vale anche per C ps e C pi ). C p = 1 quando LSS LIS = 6σ cioè quando, se il processo è correttamente centrato, i limiti di specifica ed i limiti di controllo coincidono. (Si veda la curva (c) della figura seguente).circa lo 0.27% di unità prodotte sarà non conforme. C p > 1 quando LSS LIS > 6σ. Ciò significa che, se il processo è correttamente centrato, i limiti di controllo (ovvero i limiti di tolleranza naturali del processo) sono interni ai limiti di specifica. (Si veda la curva (a) della figura seguente). Un processo di questo tipo produce un numero estremamente basso di unità non conformi alle specifiche. 33

34 C p < 1 quando LSS LIS < 6σ. Ciò significa che, se il processo è correttamente centrato, i limiti di controllo (ovvero i limiti di tolleranza naturali del processo) sono esterni ai limiti di specifica. (Si veda la curva (b) della figura seguente). Un processo di questo tipo produce un numero notevole di unità non conformi alle specifiche. Nota: è necessario sottolineare che le considerazioni sull interpretazione dell indice C p poggiano sull assunzione di normalità della distribuzione della nostra caratteristica di interesse 34

35 (a) N(0,1) (b) N(0,2.5) (c) N(0,1.5) µ LIS Media del LSS processo 35

36 C p Difettosità in parti per milione Specifiche unilaterali Specifiche bilaterali (nel caso di processo centrato)

37 E se il processo non è correttamente centrato??? In altre parole, come ci possiamo accorgere se il processo non è posizionato sul valore centrale tra gli intervalli di specifica? Un modo per vedere se esiste un problema di questo tipo consiste nel calcolare anche C ps e C pi in aggiunta a C p. Se il processo non è correttamente centrato, uno dei due indici unilaterali risulterà inferiore ad 1. In sostanza abbiamo un altro indice bilaterale di capacità del processo. C pk = Min (C ps e C pi ) Se il processo non è ben centrato allora o C ps < 1 o C pi <1. quindi Min (C ps e C pi ) < 1 37

38 In sostanza C pk è un indice C p unilaterale rispetto al limite di specifica più vicino alla media del processo. Se C pk = C p allora il processo è centrato rispetto all intervallo di specifica. Se C pk < C p allora il processo non è centrato rispetto all intervallo di specifica. Può, pertanto, accadere che se da un lato C p ci fa sembrare che il processo ha un ottima capacità, l analisi della centratura ci può mostrare che nella realtà questo non è centrato e quindi ha una performance effettiva peggiore. Per queste considerazioni generalmente: C p viene detto indice di capacità potenziale del processo; C pk viene detto indice di capacità effettiva del processo. 38

39 Nota: l indice C pk è inadeguato da solo come misura di centratura del processo. Una conclusione corretta in merito alla centratura del processo si può avere solo confrontando C pk con C p. Questo perché per struttura C pk non dà informazioni sulla posizione della media del processo nell intervallo di specifica. Inoltre C pk è inversamente proporzionale a σ. Questo problema può essere superato usando l indice seguente: C pkm = LSS LIS 2 6 σ + µ T dove T = (LSS-LIS)/2 è il valore di riferimento. Si può anche scrivere 6 C C p pkm = 1 ξ con ξ 2 = T µ + 2 σ 2 µ e σ non sono noti e quindi C pkm può essere stimato come segue Ĉ Ĉ p pkm = 1 V con V 2 = T x + 2 S. 2 Deviazione attesa rispetto al valore di riferimento T 6 basta moltiplicare e dividere il denominatore di C pkm per σ 39

40 40 Nelle applicazioni si sta diffondendo la pratica di richiedere al fornitore, tra le clausole contrattuali, di dimostrare la capacità del proprio processo. In particolare si chiede di dimostrare che l indice C p soddisfa o supera un particolare valore di riferimento, diciamo C p0. Questo problema può essere formulato direttamente come una verifica di ipotesi H 0 : C p C p0 (il processo non ha capacità adeguata) H 1 : C p > C p0 (il processo ha capacità adeguata) Per dimostrare che il processo va bene dobbiamo rifiutare l ipotesi nulla. La decisione viene basata sulla stima di C p. in particolare, si rifiuterà H 0 quando la stima di C p supera un certo valore critico C. Sono state studiate (Kane, 1986) le proprietà di questo test ed è stata fornita una tavola contenente numerosità campionarie e valori critici C. In particolare, per eseguire questo test è necessario stabilire C p (sup), ossia la capacità del processo che accettiamo con significatività (1-α), e C p (inf), generalmente coincidente con C p0, ossia la capacità che viene rifiutata con probabilità (1-β).

41 Da questi valori, a partire da apposite tavole disponibili, si può determinare: 1) il valore critico C oltre il quale si può rifiutare H 0 (ossia accettare H 1 ); 2) la numerosità campionaria per effettuare correttamente il test coerentemente con C p (sup), C p (inf), α e β prefissati. Infatti, fissati C p (sup) e C p (inf) e α e β, si calcola C p (sup)/c p (inf). Leggendo apposite tavole 7 si trova C/C p (inf) = k e questa espressione può essere risolta per C dando luogo a: C = kc p (inf). Si noti che k è un numero maggiore di 1 (tanto più grande quanto più piccolo è il campione selezionato) quindi C > C p (inf). Questo significa che per mostrare la capacità del processo bisogna controllare che il valore di C p calcolato sul campione sia più grande di quello C p (inf) definito come linea di demarcazione tra capcità inadeguata e capacità accettabile. 7 si veda ad es. pag 298 del libro di testo 41

42 Osservazione: in alcune situazioni si può disporre dei valori della media e della deviazione standard della popolazione. Proprio questi valori µ e σ possono essere usati per costruire le carte di controllo. Con riferimento alla carta x abbiamo: La linea centrale è data da µ I limiti di controllo sono dati da LSC = µ+ 3σ LIC = µ 3σ n n 42

43 Con riferimento alla carta R abbiamo che possiamo ricavare il valore del range a partire da σ. Infatti sappiamo che: σ=r/d 2 e σ R =d 3 σ. Quindi La linea centrale è data da d 2 σ I limiti di controllo sono dati da LSC = d 2 σ + 3 d 3 σ = (d d 3 ) σ LIC = d 2 σ 3 d 3 σ = (d 2 3 d 3 ) σ 43

44 Carte di controllo x e S In presenza di dimensioni campionarie sufficientemente grandi (più di 10) oppure se la dimensione campionaria varia da campione a campione, è opportuno stimare σ con la deviazione standard campionaria S. La varianza campionaria corretta è data da S = n 2 i= 1 ( x ) 2 i x n 1 Mentre S 2 è uno stimatore corretto della varianza, S non è uno stimatore corretto della deviazione standard. Se la distribuzione è normale allora S è uno stimatore corretto di c 4 σ dove c 4 è una costante tabulata che dipende da n. 2 Inoltre la deviazione standard di S è σ 1 c 4. 44

45 Nel caso in cui a σ sia assegnato un valore standard, si può immediatamente calcolare la carta per lo scarto quadratico medio. Allora le linee della carta S sono: LSC = c σ + 3σ 1 c LC = c σ LIC = c σ 3σ 1 c ( ) c = + σ = ( ) c B S 4 6 = σ = B S

46 Supponiamo, come del resto effettivamente accade, che σ sia non noto. Allora deve essere stimato usando m campioni preliminari ciascuno di n unità. Sia S i la deviazione standard dell i-esimo campione. Si calcola S 1 m Si m i = 1 = S è uno stimatore corretto di c 4 σ, pertanto abbiamo che S c 4 è uno 2 S 2 stimatore corretto di σ. ˆ σ S = ˆ σ 1 c4 = 1 c4 c Allora le linee della carta S sono: S LSC = S c c LC = S S LIC = S 3 1 c c

47 ponendo 3 3 B = c B = + c si ha e c4 c4 LSC = B S LC = S 3 4 LIC = B S 47

48 Quando S viene usato per monitorare la variabilità allora può essere anche usato per definire corrispondentemente i limiti di controllo della carta x. ˆ σ S LSC = x + 3 = x + 3 = x + A3 S n c n LC = x ˆ σ S LIC = x 3 = x 3 = x + A3 S n c n 4 4 Nota: B 3, B 4 e A 3 sono tabulati per diversi valori di n. E se la dimensione campionaria è variabile? 48

49 Nel caso di dimensione campionaria variabile gli m campioni hanno numerosità n 1, n 2,,n m. Allora x e S vengono calcolati mediante le seguenti medie ponderate m m n 1 2 i x i n i S i i= 1 e i 1 m S = m n i ni m i= 1 i= 1 x= = Le linee di controllo vengono calcolate con le formule viste per le carte a dimensione fissa, ossia 3S LSC = x + = x + A3 S LSC = B S c n LC LIC = = S 3 4 B S LC = x S LIC = x = x + A3 S c n i i 49

50 La differenza è che nel caso a dimensione variabile le costanti B 3, B 4 e A 3 dipenderanno dalla dimensione campionaria usata per ogni singolo sottogruppo. In alternativa si possono costruire le carte di controllo basandosi sulla dimensione campionaria media n (se questa non è troppo diversa tra gli m campioni). 50

51 Carte di controllo per variabili in un contesto non manifatturiero Le carte di controllo per variabili possono essere usate anche in un contesto non industriale se si riesce ad avere una misura quantitativa della qualità del servizio. Un differenza è data dal fatto che in tale contesto sono difficilmente definibili limiti di specifica e quindi molto spesso la capacità del processo non è calcolabile. 51

52 Alcune note sulle carte di controllo per variabili Nota 1: Ogni carta di controllo prevede una revisione periodica dei limiti di controllo e della linea centrale. Queste revisioni possono essere eseguite ad intervalli di tempo regolari. A volte si sostituisce la linea centrale della carta x con un valore obiettivo, diciamo x 0. Se la carta R mostra una situazione di controllo allora riposizionare la linea centrale su un valore obiettivo può essere utile per raggiungere livelli di produzione desiderati dal management. (Questa operazione ha senso quando la media può essere modificata con semplici interventi sul processo). Nota 2: Un altro strumento di supporto è dato dalla carta di tolleranza. Questa consente di scoprire se ci sono dati anomali in un singolo campione tali da restituire valori di x o di R fuori controllo. 52

53 Nota 3: per interpretare correttamente le carte di controllo si deve avere sia una buona conoscenza statistica sia una buona conoscenza delle specificità e delle caratteristiche del processo produttivo in esame. Inoltre, ai fini di una interpretazione corretta della carta x bisogna prima accertarsi che la carta R sia sotto controllo. Mettere innanzitutto sotto controllo il processo dal punto di vista della variabilità, può servire ad eliminare anche fattori che possono distorcere x. 53

STATISTICA AZIENDALE Modulo Controllo di Qualità

STATISTICA AZIENDALE Modulo Controllo di Qualità STATISTICA AZIENDALE Modulo Controllo di Qualità A.A. 009/10 - Sottoperiodo PROA DEL 14 MAGGIO 010 Cognome:.. Nome: Matricola:.. AERTENZE: Negli esercizi in cui sono richiesti calcoli riportare tutte la

Dettagli

Il processo inferenziale consente di generalizzare, con un certo grado di sicurezza, i risultati ottenuti osservando uno o più campioni

Il processo inferenziale consente di generalizzare, con un certo grado di sicurezza, i risultati ottenuti osservando uno o più campioni La statistica inferenziale Il processo inferenziale consente di generalizzare, con un certo grado di sicurezza, i risultati ottenuti osservando uno o più campioni E necessario però anche aggiungere con

Dettagli

Capitolo 8. Intervalli di confidenza. Statistica. Levine, Krehbiel, Berenson. Casa editrice: Pearson. Insegnamento: Statistica

Capitolo 8. Intervalli di confidenza. Statistica. Levine, Krehbiel, Berenson. Casa editrice: Pearson. Insegnamento: Statistica Levine, Krehbiel, Berenson Statistica Casa editrice: Pearson Capitolo 8 Intervalli di confidenza Insegnamento: Statistica Corso di Laurea Triennale in Economia Dipartimento di Economia e Management, Università

Dettagli

L indagine campionaria Lezione 3

L indagine campionaria Lezione 3 Anno accademico 2007/08 L indagine campionaria Lezione 3 Docente: prof. Maurizio Pisati Variabile casuale Una variabile casuale è una quantità discreta o continua il cui valore è determinato dal risultato

Dettagli

La statistica. Elaborazione e rappresentazione dei dati Gli indicatori statistici. Prof. Giuseppe Carucci

La statistica. Elaborazione e rappresentazione dei dati Gli indicatori statistici. Prof. Giuseppe Carucci La statistica Elaborazione e rappresentazione dei dati Gli indicatori statistici Introduzione La statistica raccoglie ed analizza gruppi di dati (su cose o persone) per trarne conclusioni e fare previsioni

Dettagli

Gli errori nella verifica delle ipotesi

Gli errori nella verifica delle ipotesi Gli errori nella verifica delle ipotesi Nella statistica inferenziale si cerca di dire qualcosa di valido in generale, per la popolazione o le popolazioni, attraverso l analisi di uno o più campioni E

Dettagli

Laboratorio di Didattica di elaborazione dati 5 STIMA PUNTUALE DEI PARAMETRI. x i. SE = n.

Laboratorio di Didattica di elaborazione dati 5 STIMA PUNTUALE DEI PARAMETRI. x i. SE = n. 5 STIMA PUNTUALE DEI PARAMETRI [Adattato dal libro Excel per la statistica di Enzo Belluco] Sia θ un parametro incognito della distribuzione di un carattere in una determinata popolazione. Il problema

Dettagli

Statistica descrittiva II

Statistica descrittiva II Probabilità e Statistica Esercitazioni a.a. 009/010 C.d.L.: Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni, Ingegneria Informatica Statistica descrittiva II Ines Campa Probabilità e Statistica - Esercitazioni

Dettagli

Approssimazione normale alla distribuzione binomiale

Approssimazione normale alla distribuzione binomiale Approssimazione normale alla distribuzione binomiale P b (X r) costoso P b (X r) P(X r) per N grande Teorema: Se la variabile casuale X ha una distribuzione binomiale con parametri N e p, allora, per N

Dettagli

Esercitazione 8 maggio 2014

Esercitazione 8 maggio 2014 Esercitazione 8 maggio 2014 Esercizio 2 dal tema d esame del 13.01.2014 (parte II). L età media di n gruppo di 10 studenti che hanno appena conseguito la laurea triennale è di 22 anni. a) Costruire un

Dettagli

Intervalli di confidenza

Intervalli di confidenza Probabilità e Statistica Esercitazioni a.a. 2006/2007 C.d.L.: Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio, Ingegneria Civile, Ingegneria Gestionale, Ingegneria dell Informazione C.d.L.S.: Ingegneria Civile

Dettagli

Prova scritta di STATISTICA. CDL Biotecnologie. (Programma di Massimo Cristallo - A)

Prova scritta di STATISTICA. CDL Biotecnologie. (Programma di Massimo Cristallo - A) Prova scritta di STATISTICA CDL Biotecnologie (Programma di Massimo Cristallo - A) 1. Un associazione di consumatori, allo scopo di esaminare la qualità di tre diverse marche di batterie per automobili,

Dettagli

LE DISTRIBUZIONI CAMPIONARIE

LE DISTRIBUZIONI CAMPIONARIE LE DISTRIBUZIONI CAMPIONARIE Argomenti Principi e metodi dell inferenza statistica Metodi di campionamento Campioni casuali Le distribuzioni campionarie notevoli: La distribuzione della media campionaria

Dettagli

Esercizi di Probabilità e Statistica

Esercizi di Probabilità e Statistica Esercizi di Probabilità e Statistica Samuel Rota Bulò 6 giugno 26 Statistica Esercizio Sia {X n } n una famiglia di v.a. di media µ e varianza σ 2. Verificare che X = n n X i σ 2 = n (X i µ) 2 S 2 = n

Dettagli

Esempi di carte di controllo e Minitab

Esempi di carte di controllo e Minitab Esempi di carte di controllo e Minitab (Paola Vicard) Questa è una piccola guida alla costruzione delle principali carte di controllo con Minitab. Per una presentazione complessiva si veda il testo Il

Dettagli

Statistica. Esercitazione 14. Alfonso Iodice D Enza Università degli studi di Cassino. Statistica. A. Iodice. Verifica di ipotesi

Statistica. Esercitazione 14. Alfonso Iodice D Enza Università degli studi di Cassino. Statistica. A. Iodice. Verifica di ipotesi Esercitazione 14 Alfonso Iodice D Enza [email protected] Università degli studi di Cassino () 1 / 14 Ex.1: Verifica Ipotesi sulla media (varianza nota) Le funi prodotte da un certo macchinario hanno una

Dettagli

3.1 Classificazione dei fenomeni statistici Questionari e scale di modalità Classificazione delle scale di modalità 17

3.1 Classificazione dei fenomeni statistici Questionari e scale di modalità Classificazione delle scale di modalità 17 C L Autore Ringraziamenti dell Editore Elenco dei simboli e delle abbreviazioni in ordine di apparizione XI XI XIII 1 Introduzione 1 FAQ e qualcos altro, da leggere prima 1.1 Questo è un libro di Statistica

Dettagli

Distribuzione Normale

Distribuzione Normale Distribuzione Normale istogramma delle frequenze di un insieme di misure di una grandezza che può variare con continuità popolazione molto numerosa, costituita da una quantità praticamente illimitata di

Dettagli

Distribuzioni campionarie

Distribuzioni campionarie 1 Inferenza Statistica Descrittiva Distribuzioni campionarie Statistica Inferenziale: affronta problemi di decisione in condizioni di incertezza basandosi sia su informazioni a priori sia sui dati campionari

Dettagli

2. Variabilità mediante il confronto di valori caratteristici della

2. Variabilità mediante il confronto di valori caratteristici della 2. Variabilità mediante il confronto di valori caratteristici della distribuzione Un approccio alternativo, e spesso utile, alla misura della variabilità è quello basato sul confronto di valori caratteristici

Dettagli

Statistica Esercitazione. alessandro polli facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione

Statistica Esercitazione. alessandro polli facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione Statistica Esercitazione alessandro polli facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione Obiettivo Esercizio 1. Questo e alcuni degli esercizi che proporremo nei prossimi giorni si basano sul

Dettagli

Esercitazione 8 del corso di Statistica 2

Esercitazione 8 del corso di Statistica 2 Esercitazione 8 del corso di Statistica Prof. Domenico Vistocco Dott.ssa Paola Costantini 6 Giugno 8 Decisione vera falsa è respinta Errore di I tipo Decisione corretta non è respinta Probabilità α Decisione

Dettagli

N.B. Per la risoluzione dei seguenti esercizi, si fa riferimento alle Tabelle riportate alla fine del documento.

N.B. Per la risoluzione dei seguenti esercizi, si fa riferimento alle Tabelle riportate alla fine del documento. N.B. Per la risoluzione dei seguenti esercizi, si fa riferimento alle abelle riportate alla fine del documento. Esercizio 1 La concentrazione media di sostanze inquinanti osservata nelle acque di un fiume

Dettagli

Test d Ipotesi Introduzione

Test d Ipotesi Introduzione Test d Ipotesi Introduzione Uno degli scopi più importanti di un analisi statistica è quello di utilizzare i dati provenienti da un campione per fare inferenza sulla popolazione da cui è stato estratto

Dettagli

Esercitazione: La distribuzione NORMALE

Esercitazione: La distribuzione NORMALE Esercitazione: La distribuzione NORMALE Uno dei più importanti esempi di distribuzione di probabilità continua è dato dalla distribuzione Normale (curva normale o distribuzione Gaussiana); è una delle

Dettagli

Capitolo 9 Verifica di ipotesi: test basati su un campione

Capitolo 9 Verifica di ipotesi: test basati su un campione Levine, Krehbiel, Berenson Statistica II ed. 2006 Apogeo Capitolo 9 Verifica di ipotesi: test basati su un campione Insegnamento: Statistica Corsi di Laurea Triennale in Economia Facoltà di Economia, Università

Dettagli

Prefazione Ringraziamenti dell'editore Il sito web dedicato al libro Test online: la piattaforma McGraw-Hill Education Guida alla lettura

Prefazione Ringraziamenti dell'editore Il sito web dedicato al libro Test online: la piattaforma McGraw-Hill Education Guida alla lettura INDICE GENERALE Prefazione Ringraziamenti dell'editore Il sito web dedicato al libro Test online: la piattaforma McGraw-Hill Education Guida alla lettura XI XIV XV XVII XVIII 1 LA RILEVAZIONE DEI FENOMENI

Dettagli

Z-test, T-test, χ 2 -test

Z-test, T-test, χ 2 -test Z-test, T-test, χ 2 -test Francesco Corrias Chiara Todaro DIMA 13 febbraio 2012 Francesco Corrias Chiara Todaro (DIMA) Z-test, T-test, χ 2 -test 13 febbraio 2012 1 / 19 Verifica d ipotesi Definizione (Test

Dettagli

Statistica di base per l analisi socio-economica

Statistica di base per l analisi socio-economica Laurea Magistrale in Management e comunicazione d impresa Statistica di base per l analisi socio-economica Giovanni Di Bartolomeo [email protected] Definizioni di base Una popolazione è l insieme

Dettagli

PROVA SCRITTA DI STATISTICA. cod CLEA-CLAPI-CLEFIN-CLELI cod CLEA-CLAPI-CLEFIN-CLEMIT. 5 Novembre 2003 SOLUZIONI MOD.

PROVA SCRITTA DI STATISTICA. cod CLEA-CLAPI-CLEFIN-CLELI cod CLEA-CLAPI-CLEFIN-CLEMIT. 5 Novembre 2003 SOLUZIONI MOD. PROVA SCRITTA DI STATISTICA cod. 4038 CLEA-CLAPI-CLEFIN-CLELI cod. 5047 CLEA-CLAPI-CLEFIN-CLEMIT 5 Novembre 003 SOLUZIONI MOD. A In 8 facoltà di un ateneo italiano vengono rilevati i seguenti dati campionari

Dettagli

Statistica Inferenziale

Statistica Inferenziale Statistica Inferenziale a) L Intervallo di Confidenza b) La distribuzione t di Student c) La differenza delle medie d) L intervallo di confidenza della differenza Prof Paolo Chiodini Dalla Popolazione

Dettagli

STATISTICA ESERCITAZIONE

STATISTICA ESERCITAZIONE STATISTICA ESERCITAZIONE Dott. Giuseppe Pandolfo 1 Giugno 2015 Esercizio 1 Una fabbrica di scatole di cartone evade il 96% degli ordini entro un mese. Estraendo 300 campioni casuali di 300 consegne, in

Dettagli

Caratterizzazione dei consumi energetici (parte 3)

Caratterizzazione dei consumi energetici (parte 3) ESERCITAZIONE 4 Caratterizzazione dei consumi energetici (parte 3) 4.1 CuSum: elementi di analisi statistica Il diagramma delle somme cumulate dei residui in funzione del tempo (CuSum) può essere in generale

Dettagli

Elementi di Statistica

Elementi di Statistica Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Informatica Informatica ed Elementi di Statistica 3 c.f.u. Anno Accademico 2010/2011 Docente: ing. Salvatore Sorce Elementi di Statistica Statistica

Dettagli

DISTRIBUZIONE NORMALE (1)

DISTRIBUZIONE NORMALE (1) DISTRIBUZIONE NORMALE (1) Nella popolazione generale molte variabili presentano una distribuzione a forma di campana, bene caratterizzata da un punto di vista matematico, chiamata distribuzione normale

Dettagli

IL CONFRONTO TRA LE VARIANZE DI DUE POPOLAZIONI

IL CONFRONTO TRA LE VARIANZE DI DUE POPOLAZIONI IL CONFRONTO TRA LE VARIANZE DI DUE POPOLAZIONI Perchè confrontare le varianze stimate in due campioni? Torniamo all'esempio dei frinosomi Per poter applicare il test t avevamo detto che le varianze, e

Dettagli

Statistica - metodologie per le scienze economiche e sociali /2e S. Borra, A. Di Ciaccio - McGraw Hill

Statistica - metodologie per le scienze economiche e sociali /2e S. Borra, A. Di Ciaccio - McGraw Hill Statistica - metodologie per le scienze economiche e sociali /e S. Borra, A. Di Ciaccio - McGraw Hill Es.. Soluzione degli esercizi del capitolo 4 4. Il sistema d ipotesi è: μ 7, H : μ 7, Essendo 0 : t,

Dettagli

Schema lezione 5 Intervalli di confidenza

Schema lezione 5 Intervalli di confidenza Schema lezione 5 Intervalli di confidenza Non centrerò quella barca, ne sono convinto al 95% COMPRENDERE: Significato di intervallo di confidenza Uso degli stimatori come quantità di pivot per stime intervallari

Dettagli

Esercitazioni di statistica

Esercitazioni di statistica Esercitazioni di statistica Gli indici statistici di sintesi: Gli indici di centralità Stefania Spina Universitá di Napoli Federico II [email protected] 7 Ottobre 2014 Stefania Spina Esercitazioni

Dettagli

Programmazione con Foglio di Calcolo Cenni di Statistica Descrittiva

Programmazione con Foglio di Calcolo Cenni di Statistica Descrittiva Fondamenti di Informatica Ester Zumpano Programmazione con Foglio di Calcolo Cenni di Statistica Descrittiva Lezione 5 Statistica descrittiva La statistica descrittiva mette a disposizione il calcolo di

Dettagli

Note sulla probabilità

Note sulla probabilità Note sulla probabilità Maurizio Loreti Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Padova Anno Accademico 2002 03 1 La distribuzione del χ 2 0.6 0.5 N=1 N=2 N=3 N=5 N=10 0.4 0.3 0.2 0.1 0 0 5 10 15

Dettagli

Intervallo di fiducia del coefficiente angolare e dell intercetta L intervallo di fiducia del coefficiente angolare (b 1 ) è dato da:

Intervallo di fiducia del coefficiente angolare e dell intercetta L intervallo di fiducia del coefficiente angolare (b 1 ) è dato da: Analisi chimica strumentale Intervallo di fiducia del coefficiente angolare e dell intercetta L intervallo di fiducia del coefficiente angolare (b 1 ) è dato da: (31.4) dove s y è la varianza dei valori

Dettagli

1 4 Esempio 2. Si determini la distribuzione di probabilità della variabile casuale X = punteggio ottenuto lanciando un dado. Si ha immediatamente:

1 4 Esempio 2. Si determini la distribuzione di probabilità della variabile casuale X = punteggio ottenuto lanciando un dado. Si ha immediatamente: CAPITOLO TERZO VARIABILI CASUALI. Le variabili casuali e la loro distribuzione di probabilità In molte situazioni, dato uno spazio di probabilità S, si è interessati non tanto agli eventi elementari (o

Dettagli

FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA CdL in SCIENZE DELL ORGANIZZAZIONE ESAME di STATISTICA 21/09/2011

FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA CdL in SCIENZE DELL ORGANIZZAZIONE ESAME di STATISTICA 21/09/2011 FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA CdL in SCIENZE DELL ORGANIZZAZIONE ESAME di STATISTICA 1/9/11 ESERCIZIO 1 (+3++3) La seguente tabella riporta la distribuzione di frequenza dei valori di emoglobina nel sangue (espressi

Dettagli

b) E necessario formulare delle ipotesi per calcolare l intervallo di confidenza ottenuto al punto a? (motivare brevemente la risposta):

b) E necessario formulare delle ipotesi per calcolare l intervallo di confidenza ottenuto al punto a? (motivare brevemente la risposta): ESERCIZIO 1 Una grande banca vuole stimare l ammontare medio di denaro che deve essere corrisposto dai correntisti che hanno il conto scoperto. Si seleziona un campione di 100 clienti su cui si osserva

Dettagli

Sintesi dei dati in una tabella. Misure di variabilità (cap. 4) Misure di forma (cap. 5) Statistica descrittiva (cap. 6)

Sintesi dei dati in una tabella. Misure di variabilità (cap. 4) Misure di forma (cap. 5) Statistica descrittiva (cap. 6) Sintesi dei dati in una tabella Misure di variabilità (cap. 4) Misure di forma (cap. 5) Statistica descrittiva (cap. 6) Sintesi dei dati Spesso si vuole effettuare una sintesi dei dati per ottenere indici

Dettagli

PROVE SCRITTE DI MATEMATICA APPLICATA, ANNO 2006/07

PROVE SCRITTE DI MATEMATICA APPLICATA, ANNO 2006/07 PROVE SCRITTE DI MATEMATICA APPLICATA, ANNO 006/07 Esercizio 1 Prova scritta del 16/1/006 In un ufficio postale lavorano due impiegati che svolgono lo stesso compito in maniera indipendente, sbrigando

Dettagli

Statistica. Matematica con Elementi di Statistica a.a. 2015/16

Statistica. Matematica con Elementi di Statistica a.a. 2015/16 Statistica La statistica è la scienza che organizza e analizza dati numerici per fini descrittivi o per permettere di prendere delle decisioni e fare previsioni. Statistica descrittiva: dalla mole di dati

Dettagli

Teoria e tecniche dei test. Concetti di base

Teoria e tecniche dei test. Concetti di base Teoria e tecniche dei test Lezione 2 2013/14 ALCUNE NOZIONI STATITICHE DI BASE Concetti di base Campione e popolazione (1) La popolazione è l insieme di individui o oggetti che si vogliono studiare. Questi

Dettagli

Distribuzioni e inferenza statistica

Distribuzioni e inferenza statistica Distribuzioni e inferenza statistica Distribuzioni di probabilità L analisi statistica spesso studia i fenomeni collettivi confrontandoli con modelli teorici di riferimento. Tra di essi, vedremo: la distribuzione

Dettagli

Il campionamento e l inferenza. Il campionamento e l inferenza

Il campionamento e l inferenza. Il campionamento e l inferenza Il campionamento e l inferenza Popolazione Campione Dai dati osservati mediante scelta campionaria si giunge ad affermazioni che riguardano la popolazione da cui essi sono stati prescelti Il campionamento

Dettagli

standardizzazione dei punteggi di un test

standardizzazione dei punteggi di un test DIAGNOSTICA PSICOLOGICA lezione! Paola Magnano [email protected] standardizzazione dei punteggi di un test serve a dare significato ai punteggi che una persona ottiene ad un test, confrontando la

Dettagli

Esame di Statistica (10 o 12 CFU) CLEF 11 febbraio 2016

Esame di Statistica (10 o 12 CFU) CLEF 11 febbraio 2016 Esame di Statistica 0 o CFU) CLEF febbraio 06 Esercizio Si considerino i seguenti dati, relativi a 00 clienti di una banca a cui è stato concesso un prestito, classificati per età e per esito dell operazione

Dettagli

STATISTICA (2) ESERCITAZIONE Dott.ssa Antonella Costanzo

STATISTICA (2) ESERCITAZIONE Dott.ssa Antonella Costanzo STATISTICA (2) ESERCITAZIONE 7 11.03.2014 Dott.ssa Antonella Costanzo Esercizio 1. Test di indipendenza tra mutabili In un indagine vengono rilevate le informazioni su settore produttivo (Y) e genere (X)

Dettagli

Università degli studi della Tuscia. Principi di Statistica dr. Luca Secondi A.A. 2014/2015. Esercitazione di riepilogo Variabili casuali

Università degli studi della Tuscia. Principi di Statistica dr. Luca Secondi A.A. 2014/2015. Esercitazione di riepilogo Variabili casuali Università degli studi della Tuscia Principi di Statistica dr. Luca Secondi A.A. 014/015 Esercitazione di riepilogo Variabili casuali ESERCIZIO 1 Il peso delle compresse di un determinato medicinale si

Dettagli

Proprietà della varianza

Proprietà della varianza Proprietà della varianza Proprietà della varianza Proprietà della varianza Proprietà della varianza Intermezzo: ma perché dovremmo darci la pena di studiare come calcolare la varianza nel caso di somme,

Dettagli

Carte di controllo CUSUM. Le carte a somme cumulate risultano utili quando occorre individuare scostamenti dal valore centrale di piccola entità.

Carte di controllo CUSUM. Le carte a somme cumulate risultano utili quando occorre individuare scostamenti dal valore centrale di piccola entità. Carte di controllo CUSUM Le carte a somme cumulate risultano utili quando occorre individuare scostamenti dal valore centrale di piccola entità. Le carte Shewart utilizzano le informazioni solo dell ultimo

Dettagli

Prova Scritta di METODI STATISTICI PER L AMMINISTRAZIONE DELLE IMPRESE (Milano, )

Prova Scritta di METODI STATISTICI PER L AMMINISTRAZIONE DELLE IMPRESE (Milano, ) Università degli Studi di Milano Bicocca Scuola di Economia e Statistica Corso di Laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese (ECOAMM) Prova Scritta di METODI STATISTICI PER L AMMINISTRAZIONE DELLE

Dettagli

si tratta del test del chi-quadro di adattamento e di quello di indipendenza. 1 l ipotesi che la popolazione segua una legge fissata;

si tratta del test del chi-quadro di adattamento e di quello di indipendenza. 1 l ipotesi che la popolazione segua una legge fissata; di : dado : normale Finora abbiamo visto test d ipotesi per testare ipotesi differenti, ma tutte concernenti il valore atteso di una o due popolazioni. In questo capitolo vediamo come testare 1 l ipotesi

Dettagli

Lezione 4 a - Misure di dispersione o di variabilità

Lezione 4 a - Misure di dispersione o di variabilità Lezione 4 a - Misure di dispersione o di variabilità Abbiamo visto che la media è una misura della localizzazione centrale della distribuzione (il centro di gravità). Popolazioni con la stessa media possono

Dettagli

Esercitazioni di Statistica Matematica A Esercitatori: Dott. Fabio Zucca - Dott. Maurizio U. Dini Lezioni del 7/1/2003 e del 14/1/2003

Esercitazioni di Statistica Matematica A Esercitatori: Dott. Fabio Zucca - Dott. Maurizio U. Dini Lezioni del 7/1/2003 e del 14/1/2003 Esercitazioni di Statistica Matematica A Esercitatori: Dott. Fabio Zucca - Dott. Maurizio U. Dini Lezioni del 7/1/003 e del 14/1/003 1 Esercizi 1.1 Test su media (con varianza nota) Esercizio n. 1 Il calore

Dettagli

Esercizio 1 Questa tabella esprime i tempi di durata di 200 apparecchiature elettriche:

Esercizio 1 Questa tabella esprime i tempi di durata di 200 apparecchiature elettriche: Istituzioni di Statistica 1 Esercizi su indici di posizione e di variabilità Esercizio 1 Questa tabella esprime i tempi di durata di 200 apparecchiature elettriche: Durata (ore) Frequenza 0 100? 100 200

Dettagli

Analisi della varianza

Analisi della varianza Analisi della varianza Prof. Giuseppe Verlato Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica, Università di Verona ANALISI DELLA VARIANZA - 1 Abbiamo k gruppi, con un numero variabile di unità statistiche.

Dettagli

CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE

CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE POPOLAZIONE = qualsiasi insieme di oggetti (unità di analisi) di ricerca N = ampiezza della popolazione PARAMETRI = caratteristiche della popolazione [media, proporzione

Dettagli

Esercizi riassuntivi di Inferenza

Esercizi riassuntivi di Inferenza Esercizi riassuntivi di Inferenza Esercizio 1 Un economista vuole stimare il reddito medio degli abitanti di una cittadina mediante un intervallo al livello di confidenza del 95%. La distribuzione del

Dettagli

Esercizio 1. Stima intervallare: IC per la media incognita (varianza ignota)

Esercizio 1. Stima intervallare: IC per la media incognita (varianza ignota) STATISTICA (2) ESERCITAZIONE 5 26.02.2014 Dott.ssa Antonella Costanzo Esercizio 1. Stima intervallare: IC per la media incognita (varianza ignota) Il responsabile del controllo qualità di un azienda che

Dettagli

Statistica Applicata all edilizia Lezione: carte di controllo

Statistica Applicata all edilizia Lezione: carte di controllo Lezione: carte di controllo E-mail: [email protected] 24 maggio 2007 Programma 1 Fonti di variabilità e controllo di un fenomeno 2 Programma 1 Fonti di variabilità e controllo di un fenomeno 2 Fonti

Dettagli

Andrea Manganaro. Tecniche di campionamento a confronto per i sistemi di audit regionali

Andrea Manganaro. Tecniche di campionamento a confronto per i sistemi di audit regionali Andrea Manganaro Tecniche di campionamento a confronto per i sistemi di audit regionali Definizione del problema Le regioni finanziano ogni anno diverse attività tramite due fondi europei: il Fondo Europeo

Dettagli

TOPOGRAFIA 2013/2014. Prof. Francesco-Gaspare Caputo

TOPOGRAFIA 2013/2014. Prof. Francesco-Gaspare Caputo TOPOGRAFIA 2013/2014 L operazione di misura di una grandezza produce un numero reale che esprime il rapporto della grandezza stessa rispetto a un altra, a essa omogenea, assunta come unità di misura. L

Dettagli

Teoria e tecniche dei test

Teoria e tecniche dei test Teoria e tecniche dei test Lezione 9 LA STANDARDIZZAZIONE DEI TEST. IL PROCESSO DI TARATURA: IL CAMPIONAMENTO. Costruire delle norme di riferimento per un test comporta delle ipotesi di fondo che è necessario

Dettagli

Istituzioni di Statistica e Statistica Economica

Istituzioni di Statistica e Statistica Economica Istituzioni di Statistica e Statistica Economica Università degli Studi di Perugia Facoltà di Economia, Assisi, a.a. 2013/14 Esercitazione n. 1 A. I dati riportati nella seguente tabella si riferiscono

Dettagli

Statistica Un Esempio

Statistica Un Esempio Statistica Un Esempio Un indagine sul peso, su un campione di n = 100 studenti, ha prodotto il seguente risultato. I pesi p sono espressi in Kg e sono stati raggruppati in cinque classi di peso. classe

Dettagli

Carta di credito standard. Carta di credito business. Esercitazione 12 maggio 2016

Carta di credito standard. Carta di credito business. Esercitazione 12 maggio 2016 Esercitazione 12 maggio 2016 ESERCIZIO 1 Si supponga che in un sondaggio di opinione su un campione di clienti, che utilizzano una carta di credito di tipo standard (Std) o di tipo business (Bsn), si siano

Dettagli

Capitolo 6 La distribuzione normale

Capitolo 6 La distribuzione normale Levine, Krehbiel, Berenson Statistica Casa editrice: Pearson Capitolo 6 La distribuzione normale Insegnamento: Statistica Corso di Laurea Triennale in Economia Dipartimento di Economia e Management, Università

Dettagli

Test di ipotesi su due campioni

Test di ipotesi su due campioni 2/0/20 Test di ipotesi su due campioni Confronto tra due popolazioni Popolazioni effettive: unità statistiche realmente esistenti. Esempio: Confronto tra forze lavoro di due regioni. Popolazioni ipotetiche:

Dettagli

CHEMIOMETRIA. CONFRONTO CON VALORE ATTESO (test d ipotesi) CONFRONTO DI VALORI MISURATI (test d ipotesi) CONFRONTO DI RIPRODUCIBILITA (test d ipotesi)

CHEMIOMETRIA. CONFRONTO CON VALORE ATTESO (test d ipotesi) CONFRONTO DI VALORI MISURATI (test d ipotesi) CONFRONTO DI RIPRODUCIBILITA (test d ipotesi) CHEMIOMETRIA Applicazione di metodi matematici e statistici per estrarre (massima) informazione chimica (affidabile) da dati chimici INCERTEZZA DI MISURA (intervallo di confidenza/fiducia) CONFRONTO CON

Dettagli

Un esempio. Ipotesi statistica: supposizione riguardante: un parametro della popolazione. la forma della distribuzione della popolazione

Un esempio. Ipotesi statistica: supposizione riguardante: un parametro della popolazione. la forma della distribuzione della popolazione La verifica delle ipotesi In molte circostanze il ricercatore si trova a dover decidere quale, tra le diverse situazioni possibili riferibili alla popolazione, è quella meglio sostenuta dalle evidenze

Dettagli

Esercitazioni di Statistica

Esercitazioni di Statistica Esercitazioni di Statistica Stima Puntuale Prof. Livia De Giovanni [email protected] Esercizio In ciascuno dei casi seguenti determinare quale tra i due stimatori S e T per il parametro θ è distorto

Dettagli

Capitolo 6. La distribuzione normale

Capitolo 6. La distribuzione normale Levine, Krehbiel, Berenson Statistica II ed. 2006 Apogeo Capitolo 6 La distribuzione normale Insegnamento: Statistica Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale Facoltà di Ingegneria, Università

Dettagli

Corso integrato di informatica, statistica e analisi dei dati sperimentali Esercitazione VII

Corso integrato di informatica, statistica e analisi dei dati sperimentali Esercitazione VII Corso integrato di informatica, statistica e analisi dei dati sperimentali Esercitazione VII Un breve richiamo sul test t-student Siano A exp (a 1, a 2.a n ) e B exp (b 1, b 2.b m ) due set di dati i cui

Dettagli

Matematica II: Calcolo delle Probabilità e Statistica Matematica

Matematica II: Calcolo delle Probabilità e Statistica Matematica Matematica II: Calcolo delle Probabilità e Statistica Matematica ELT A-Z Docente: dott. F. Zucca Esercitazione # 6 1 Test ed intervalli di confidenza per una popolazione Esercizio n. 1 Il calore (in calorie

Dettagli

Statistica descrittiva

Statistica descrittiva Statistica descrittiva Caso di 1 variabile: i dati si presentano in una tabella: Nome soggetto Alabama Dato 11.6.. Per riassumere i dati si costruisce una distribuzione delle frequenze. 1 Si determina

Dettagli

Esercitazione del

Esercitazione del Esercizi sulla regressione lineare. Esercitazione del 21.05.2013 Esercizio dal tema d esame del 13.06.2011. Si consideri il seguente campione di n = 9 osservazioni relative ai caratteri ed Y: 7 17 8 36

Dettagli

Esercitazione n. 3 - Corso di STATISTICA - Università della Basilicata - a.a. 2011/12 Prof. Roberta Siciliano

Esercitazione n. 3 - Corso di STATISTICA - Università della Basilicata - a.a. 2011/12 Prof. Roberta Siciliano Esercitazione n. 3 - Corso di STATISTICA - Università della Basilicata - a.a. 2011/12 Prof. Roberta Siciliano Esercizio 1 Una moneta viene lanciata 6 volte. Calcolare a) La probabilità che escano esattamente

Dettagli

Indici di variabilità ed eterogeneità

Indici di variabilità ed eterogeneità Indici di variabilità ed eterogeneità Corso di STATISTICA Prof. Roberta Siciliano Ordinario di Statistica, Università di apoli Federico II Professore supplente, Università della Basilicata a.a. 011/01

Dettagli

Premessa: la dipendenza in media

Premessa: la dipendenza in media Premessa: la dipendenza in media Supponiamo di avere K diversi livelli di un fattore che potrebbero influire su una determinata variabile. Per esempio supponiamo di domandarci se la diversificazione (intesa

Dettagli

LA DISTRIBUZIONE NORMALE (Vittorio Colagrande)

LA DISTRIBUZIONE NORMALE (Vittorio Colagrande) LA DISTRIBUZIONE NORMALE (Vittorio Colagrande) Allo scopo di interpolare un istogramma di un carattere statistico X con una funzione continua (di densità), si può far ricorso nell analisi statistica alla

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA SIGI, Statistica II, esercitazione n. 3 1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA S.I.G.I. STATISTICA II Esercitazione n. 3 Esercizio 1 Una v.c. X si dice v.c. esponenziale

Dettagli

Il test (o i test) del Chi-quadrato ( 2 )

Il test (o i test) del Chi-quadrato ( 2 ) Il test (o i test) del Chi-quadrato ( ) I dati: numerosità di osservazioni che cadono all interno di determinate categorie Prima di tutto, è un test per confrontare proporzioni Esempio: confronto tra numero

Dettagli