MATRICI SIMILI E MATRICI DIAGONALIZZABILI



Documenti analoghi
AUTOVALORI ED AUTOVETTORI. Sia V uno spazio vettoriale di dimensione finita n.

Momento di una forza rispettto ad un punto

3. Funzioni iniettive, suriettive e biiettive (Ref p.14)

1.1 Legge di trasformazione del vettore di posizione per traslazioni del sistema di riferimento

capacità si può partire dalla sua definizione: C = e dalla relazione fra la differenza di potenziale ed il campo elettrico: V

Nome.Cognome classe 5D 18 Marzo Verifica di matematica

LE INCERTEZZE E LA LORO PROPAGAZIONE NELLE MISURE INDIRETTE

APPLICAZIONI LINEARI e MATRICI ASSOCIATE

Teoria in sintesi ESPONENZIALI. Potenze con esponente reale. La potenza. Sono definite: Non sono definite: Casi particolari :

Diagonalizzazione di matrici e applicazioni lineari

Angoli e funzioni. goniometriche

INTEGRALI IMPROPRI. f(x) dx. e la funzione f(x) si dice integrabile in senso improprio su (a, b]. Se tale limite esiste ma

Stabilità dei sistemi di controllo in retroazione

1 O , calcola l area della regione piana delimitata da C dalla curva di equazione y = gl(x) nell intervallo [-2;

ESPONENZIALI E LOGARITMI

Il lemma di ricoprimento di Vitali

Equazioni 1 grado. Definizioni Classificazione Risoluzione Esercizi

a colori Nuova Matematica Leonardo Sasso Edizione ARANCIONE per la riforma. Quinto anno con elementi di Informatica

Esercitazione di Matematica sulle equazioni di secondo grado (o ad esse riconducibili) nel campo reale

Integrali de niti. Il problema del calcolo di aree ci porterà alla de nizione di integrale de nito.

AUTOVALORI ED AUTOVETTORI DI UNA MATRICE

MATEMATICA FINANZIARIA CAP

Il volume del cilindro è dato dal prodotto della superficie di base per l altezza, quindi

La parabola. Fuoco. Direttrice y

durante lo spostamento infinitesimo dr la quantità data dal prodotto scalare F dr

Algebra Lineare e Geometria

Geometria elementare. Sezione Prima Geometria nel piano

Facoltà di Economia - Università di Sassari Anno Accademico Dispense Corso di Econometria Docente: Luciano Gutierrez.

Rendite (2) (con rendite perpetue)

LEZIONE 23. Esempio Si consideri la matrice (si veda l Esempio ) A =

Lezioni di Fisica Generale Per il corso di laurea in Ingegneria Edile A.A. 2002/2003 (in costruzione)

MATEMATICA Classe Prima

13. EQUAZIONI ALGEBRICHE

Sezione Esercizi ; ; ; 1 4. f ) 13 + g ) , 100, 125; f ) 216; 8 27 ; ; e ) g ) 0; h )

SIMULAZIONE - 22 APRILE QUESITI

Equivalenza tra equazioni di Lagrange e problemi variazionali

APPLICAZIONI LINEARI. B si definisce surriettiva. 9 quando ogni elemento di. B risulta IMMAGINE di. almeno un elemento di A.

APPLICAZIONI LINEARI

Funzioni razionali fratte

Tutorato di GE110. Universitá degli Studi Roma Tre - Corso di Laurea in Matematica

CENTRO DI ISTANTANEA ROTAZIONE

Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica

IL CALCOLO LETTERALE: I MONOMI Conoscenze. per a = - 2 vale:

Acidi Deboli. Si definisce acido debole un acido con K a < 1 che risulta perciò solo parzialmente dissociato in soluzione. Esempi di acidi deboli:

UNITÀ DI GUIDA E SLITTE

POTENZA CON ESPONENTE REALE

Transcript:

MATRICI SIMILI E MATRICI DIAGONALIZZABILI DEFINIZIONE: Due mtici qudte A e B, dello stesso odine n, si dicono simili se esiste un mtice non singole S, tle che isulti: B S A S L mtice S si chim nche mtice dell tsfomzione di similitudine, ovveo mtice di pssggio dll A ll B. Pe indice che l mtice B è simile ll mtice A si scive: B ~ A e si legge: B è simile d A. Dll definizione dt seguono le popietà: popietà iflessiv: A ~ A; popietà simmetic: se B ~ A llo A ~ B; c popietà tnsitiv: se A ~ B e B ~ C llo A ~ C Le popietà,, e c si issumono dicendo che: nell insieme delle mtici qudte di odine n l elzione di similitudine è un elzione di equivlenz. Inolte due mtici simili hnno invese simili; ciò si espime nche dicendo che l similitudine è comptiile con l invesione. Mettimo in evidenz lcune impotnti popietà delle mtici simili. Due mtici simili hnno lo stesso deteminnte; Due mtici simili hnno lo stesso polinomio ctteistico; due mtici A e B che ino lo stesso polinomio ctteistico non sono necessimente simili: lo sono se pe ogni utovloe λ i isult: ngo(a λ i I ngo(b λ i I; 3 Due mtici simili hnno lo stesso ngo; 4 Mtici simili hnno gli stessi utovloi; 5 Mtici simili hnno tcce uguli. Si considei un ENDOMORFISMO ƒ: V V, ove V è uno spzio vettoile di dimensione n sul cmpo R. Si fisst pe V un se {v, v,..., v n } e si A l mtice ssocit d ƒ ispetto quest se. Si dice che l mtice A è DIAGONALIZZABILE se è possiile tove un se pe V tle che l mtice ssocit d ƒ ispetto tle se si digonle, cioè se esiste un se di V costituit d utovettoi pe ƒ. CONDIZIONE SUFFICIENTE ffinché l mtice A di un endomofismo ƒ si digonlizzile è che esistno n utovloi distinti. Si invece: det( A λi k ( λ λ ( λ λ...( λ λk k CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE ffinché A si digonlizzile è che lo spzio di utovettoi, o utospzio, eltivo d ogni utovloe λ i i dimensione i, cioè i un dimensione ugule ll molteplicità lgeic dell utovloe eltivo λ i ; questo si veific qundo, dett n l dimensione dello spzio V, pe ogni i, isult: ngo(a λ i I (n i Ricodndo che si dicono SIMILI due mtici A e B se ppesentno, in si divese, lo stesso endomofismo, llo esiste un mtice invetiile S tle che:

B S A S Petnto ogni mtice A DIAGONALIZZABILE è SIMILE d un mtice DIAGONALE, che h lungo l digonle pinciple gli AUTOVALORI dell endomofismo; se P è l mtice che espime il cmimento di se, dll BASE dt ll se degli AUTOVETTORI isult: M P A P in cui M è in fom digonle, quindi m ik pe i k ed m ii λ i pe i k. L mtice P è dett mtice digonlizznte. ESERCIZIO.: Detemine utovloi ed utovettoi dell endomofismo ƒ di R 3 definito d: + f c + c + c Consideimo l se cnonic di R 3, ess è costituit di te vettoi: e (,, ; e (,, ; e 3 (,,. L endomofismo ƒ pplicto ll se cnonic fonisce: f e f e f e 3 ( ( ( L mtice A ssocit d ƒ ispetto ll se cnonic è l seguente: A Gli utovloi di A sono le soluzioni dell equzione ctteistic det(a - λ I ; petnto: λ ( A λi λ λ ovveo: λ λ det( A λ I det ( ( ( λ λ λ λ λ λ Semplificndo si ottiene l elzione seguente: ( λ [ λ( λ] ( λ ( λ + λ Risolvendo l equzione di secondo gdo si ottiene: λ ± + 8 ± 3 λ 3 λ + 3 Petnto, complessivmente si hnno te utovloi eli e distinti di vloe: λ -; λ ; λ 3 Si x il vettoe di componenti x (,, c. Gli utovettoi eltivi ll utovloe λ sono le soluzioni del sistem: ( A λ x c + + + c + c c

L utovettoe eltivo ll utovloe λ ssume l fom seguente: c x e ponendo si h: x Gli utovettoi eltivi ll utovloe λ sono le soluzioni del sistem: ( A x c c c + + λ Le soluzioni del sistem sono: ; c con di vloe itio. L utovettoe eltivo ll utovloe λ ssume l fom seguente: x c d cui ponendo si ottiene: x Gli utovettoi eltivi ll utovloe λ 3 sono le soluzioni del sistem: ( A x c c c + λ 3 3 Le soluzioni del sistem sono: ; c con di vloe itio. L utovettoe eltivo ll utovloe λ 3 ssume l fom seguente: x c 3 d cui ponendo si ottiene: x 3 I te utovettoi linemente indipendenti dell mtice A sono: x x x 3 L mtice A è simile ll mtice digonle M che pesent, lungo l digonle pinciple, gli utovloi dell endomofismo, ovveo: M P L mtice digonlizznte P, sop ipott, è ottenut ccostndo gli utovettoi x i ssociti i ispettivi utovloi λ i. Si veific inolte (si consigli l utilizzo di Mtl o Excel che le te mtici A, M e P soddisfno l elzione: M P - A P. ESERCIZIO.:Stilie se è digonlizzile l mtice A di seguito ipott e in cso ffemtivo tove l mtice digonle M ll qule è simile e l mtice digonlizznte P.

3 A 3 Si devono clcole gli utovloi dell mtice A. Gli utovloi sono le dici dell equzione ctteistic: det(a λ I ; cioè: 3 λ 3 det( A λi det 3 λ det λ 3 λ Ovveo, pplicndo il clcolo del deteminnte fcendo ifeimento ll elemento posto nell tez ig e tez colonn, si deve icoee ll elzione: ( ( ( λ λ λ λ ( λ ( λ( λ λ λ3 Si ottengono te utovloi non distinti, in pticole; l utovloe semplice λ e l utovloe con odine di molteplicità dto d λ. Dto che gli utovloi NON sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile si deve fe icoso ll CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve, pe tnto, isulte soddisftt l condizione: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, dovnno essee veificte le seguenti elzioni: ngo( A λi ( 3 e ngo( A λ I ( 3 Pe l utovloe semplice ( λ si ottiene: λ 3 3 ( A λi ( A I λ 3 3 ( λ λ λ ( λ Si ossev l pesenz di un minoe del odine diveso d zeo. Ne consegue che: ngo( A λ I ngo( A I Petnto, l pim condizione ichiest dll C.N.E.S. pe l digonlizzzione dell mtice A è soddisftt; inftti: ngo( A λ I ( n ngo( A I ( 3 Pe l utovloe doppio ( λ si ottiene: λ 3 3 ( A λi ( A I λ 3 3 ( λ λ λ ( λ + L mtice pesent l tez ig costituit d tutti zeo, inolte l pim e l second ig sono uguli; petnto tutti i minoi del secondo odine sono nulli. Ne consegue che: ngo( A λ I ngo( A I Anche, l second condizione ichiest dll C.N.E.S. pe l digonlizzzione dell mtice A è soddisftt; inftti: ngo( A λ I ( n ngo( A I ( 3

Si conclude che l mtice A È digonlizzile e quindi è simile d un mtice digonle M che h lungo l digonle pinciple gli utovloi di A; si ottiene petnto: M Si x il vettoe di componenti x (,, c. Gli utovettoi eltivi ll utovloe semplice λ, sono le soluzioni del sistem: 3 + + 3c det( A x c λ 3 3 c c c L utovettoe eltivo ll utovloe λ ssume l fom seguente: x d cui ponendo si h: x c L utospzio eltivo λ h, petnto, dimensione uno. Gli utovettoi eltivi ll utovloe doppio λ λ 3 sono le soluzioni del sistem: 3 + 3c det( A x c c λ 3 + 3 3 c Petnto -3c mente e c isultno iti. Gli utovettoi eltivi ll utovloe doppio λ λ 3 ssumono l fom: x 3c c + 3 c d cui si icvno i due utovettoi indipendenti, che geneno l utospzio, di dimensione due, eltivo ll utovloe doppio λ λ 3 ; inftti si ottiene: x ottenuto ponendo e c ; x3 3 ottenuto ponendo e c ; Si conclude, petnto, che l mtice digonlizznte P h l fom di seguito ipott: P 3 Pe detemine l mtice digonlizznte P tle che si: M P - A P isogn detemine gli utovettoi dell mtice A, ovveo i vettoi x soluzioni dell equzione: (A λ I x oppue, nche: P 3 Si ossevi che nell individuzione delle mtici digonlizznti P e P, tteso l già definit stuttu dell mtice M, l pim colonn è costituit dll utovettoe eltivo ll utovloe λ, l second e tez colonn devono essee costituite di due utovettoi indipendenti che geneno l utospzio eltivo λ λ 3. Si può veifice (si consigli l utilizzo di Mtl o di Excel che le te mtici A, M e P, ovveo le te mtici A, M e P, soddisfno l elzione seguente: M P A P P A P

ESERCIZIO 3.: Stilie se è digonlizzile l mtice A di seguito ipott. 3 A 4 Si devono clcole gli utovloi dell mtice A. Gli utovloi sono le dici dell equzione ctteistic: det(a λ I ; cioè: 3 λ 3 det( A λi det λ det λ 4 4 λ Ovveo, pplicndo il clcolo del deteminnte fcendo ifeimento ll elemento posto nell pim ig e pim colonn, si deve icoee ll elzione: ( λ ( λ ( + λ ( λ ( + λ dll qule si evincono le soluzioni seguenti: λ con odine di molteplicità: ; λ + con odine di molteplicità:. Si ottengono te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ e l utovloe λ con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile isogn fe icoso ll CONDIZIONE NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve, petnto, isulte soddisftt l condizione: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, dovnno essee veificte le seguenti elzioni: ngo( A λi ( 3 ngo( A λi ( 3 Pe l utovloe semplice ( λ, si ottiene: λ 3 3 ( A λi ( λ λ λ 4 λ 4 ( λ Si ossev l pesenz di un minoe del odine diveso d zeo. Ne consegue che: ngo( A λ I Petnto, l pim condizione ichiest dll C.N.E.S. pe l digonlizzzione dell mtice A è soddisftt. Pe l utovloe doppio ( λ +, si ottiene: λ 3 3 ( A λi ( λ λ λ 4 λ 4 ( λ + Si ossev l pesenz di un minoe del odine diveso d zeo. Ne consegue che: ngo( A λ I mente ( n ( 3 Petnto, l second condizione ichiest dll C.N.E.S. pe l digonlizzzione dell mtice A NON È SODDISFATTA; ne consegue che l mtice A NON È digonlizzile.

ESERCIZIO 4.:Die se esistono dei vloi del pmeto k pe cui isult digonlizzile l mtice A di seguito ipott. k 4 6 A k 8 3 Si devono clcole gli utovloi dell mtice A. Gli utovloi sono le dici dell equzione ctteistic: det(a λ I ; cioè: k 4 6 k λ 4 6 det( A λi det k 8 λ det k λ 8 3 3 λ Ovveo, poiché tttsi di un mtice tingole ss, isult det(a λ I qundo isult soddisftt l seguente elzione: ( k λ ( k λ (3 λ dll qule si evincono le soluzioni seguenti: ( 3 λ λ 3 ( k λ λ k ( k λ λ k In vitù dell CONDIZIONE SUFFICIENTE ffinché l mtice A si digonlizzile è che esistno utovloi distinti l mtice A È senz lto digonlizzile se sono soddisftte le condizioni che impongono te utovloi distinti: k 3 k k k 3 k 3 k k 3 Esminimo o gli lti csi. Se è k 3, oppue k 3/, oppue k, l mtice A(k ssume, ispettivmente, le fome seguenti: 6 4 6 3 4 6 4 6 A( k A( k / A ( k 3 3 8 3 3 8 8 3 3 3 Pe k 3, l mtice A (k3 h te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ 6 e l utovloe doppio λ 3, cioé con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile si deve f icoso ll condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve cioè isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, si ottiene: 3 4 6 ngo[ ( A( k I ] ngo 3 λ 8 ; ( n i ( ( 3 3 λ Poiché isult che: [ ( k 3 λ ] ngo ( A I ( n i cioè ( λ 3 L condizione necessi e sufficiente peché A (k 3 si digonlizzile NON È soddisftt.

Si conclude, petnto, che pe k 3, l mtice A (k 3 NON È digonlizzile. Pe k 3/, l mtice A (k 3/ pesent te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ 3/ e l utovloe doppio λ 3, con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile si f icoso ll condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve cioè isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, si ottiene: 4 6 ngo [( A( k 3 λi ] ngo 3 8 ( λ 3 ( n i (3 Poiché isult che: ngo[ ( A( k 3/ λi ] ( n i cioè ( λ 3 L condizione necessi e sufficiente peché A (k 3/ si digonlizzile NON È soddisftt Si conclude, petnto, che pe k 3/, l mtice A (k 3/ NON È digonlizzile. Pe k, l mtice A (k h te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ 3 e l utovloe doppio λ, ovveo con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile si deve f icoso ll condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve cioè isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, si ottiene: 4 6 ngo[ ( A( k λ I ] ngo 8 ; ( n (3 ( λ i 3 Poiché isult che: ngo[ ( A( k λi ] ( n i cioè ( λ L condizione necessi e sufficiente peché A (k si digonlizzile NON È soddisftt. Si conclude, petnto, che pe k, l mtice A (k NON È digonlizzile. ESERCIZIO 5.:Stilie pe quli vloi del pmeto h è digonlizzile l mtice A di seguito ipott ed in tli csi detemine l mtice digonle simile d A. h A 5 h h 3 Si devono detemine gli utovloi dell mtice A. Gli utovloi sono tutte e solo le dici dell equzione ctteistic: det(a λ I ; cioè: h λ det( A λ I det 5 h λ ( ( h ( h 3 λ λ λ h 3 λ

Dto che si ttt di un mtice tingole lt, isult det(a λ I qundo isult nullo il podotto degli elementi posti sull digonle pinciple, cioè qundo è soddisftt l seguente elzione: ( h λ ( h λ ( 3 λ dll qule si evincono le soluzioni seguenti: ( 3 λ λ 3 ( h λ λ h ( h λ λ h In vitù dell CONDIZIONE SUFFICIENTE ffinché l mtice A si digonlizzile è che esistno utovloi distinti l mtice A è senz lto digonlizzile se sono soddisftte le condizioni che impongono te utovloi distinti: h 3 h h 3 h h 3 h h Sotto queste condizioni del pmeto h, un mtice digonle simile d A è l mtice che h lungo l digonle pinciple gli utovloi di A; si ottiene, petnto: h M h 3 Esminimo o gli lti csi. Se è h, oppue h 3, oppue h, l mtice A(h ssume, ispettivmente, le fome seguenti: 3 A( h A( h A ( h 5 3 5 5 3 3 3 3 Pe h, l mtice A (h h te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ 3 e l utovloe doppio λ, ovveo con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile isogn f icoso ll Condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve petnto isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme di λ, si ottiene: ngo[ ( A( h I ] ngo λ 5 ; ( n i ( ( 3 λ ngo ( A I ( n i cioè ( λ Poiché isult che: [ ( h λ ] l condizione necessi e sufficiente ffinché A (h si digonlizzile NON È soddisftt. Si conclude, petnto, che pe h, l mtice A (h NON È digonlizzile. Pe h 3, l mtice A (h 3 h te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ e l utovloe doppio λ 3, ovveo con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, l fine di stilie se l mtice A è digonlizzile isogn fe icoso ll Condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve, petnto, isulte soddisftt l elzione seguente:

ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme di λ 3, si veific che: ngo ( h 3 ( 3 ( 3 ngo λ h 3 mente isult, inolte: (n i 3 [ A λ I ] ngo[( A 3I 5 4 ( [ ] Poiché isult che: ( h 3 λ ngo ( A I ( n i cioè ( λ 3 l condizione necessi e sufficiente ffinché A (h 3 si digonlizzile NON È soddisftt. Si conclude, petnto, che pe h 3, l mtice A (h 3 NON È digonlizzile. Pe h, l mtice A (h- h te utovloi non distinti: l utovloe semplice λ e l utovloe doppio λ 3, ovveo con odine di molteplicità. Poiché gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile si deve fe icoso ll Condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve cioè isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme di λ 3, si ottiene: ngo 4 ( 3 ( ngo λ h [ A λ I ] ngo( A 3I 5 ( ( h ed nco: (n i 3 [ ] Poiché isult che: ( h λ ngo ( A I ( n i cioè ( λ 3 l ª condizione necessi e sufficiente ffinché A (h si digonlizzile È soddisftt. Doimo o veifice che l ª condizione necessi e sufficiente si soddisftt nche nel cso dell utovloe semplice λ. In tle cso specifico si ottiene: ngo[ ( A( h I ] ngo( A h I ngo ( ( + λ 5 4 λ 4 ed nco: (n i 3 [ ] Poiché isult che: ( h λ ngo ( A I ( n i cioè ( λ l ª condizione necessi e sufficiente ffinché A (h si digonlizzile È soddisftt. Si conclude, petnto, che pe h, l mtice A (h È digonlizzile. Un mtice digonle M simile d A è l mtice che h lungo l digonle pinciple gli utovloi di A (h ; petnto, si ottiene: M ( h 3 3

ESERCIZIO 6.: Detemine i vloi del pmeto h pe cui è digonlizzile l mtice di seguito ipott ed in tli csi detemine l mtice digonle simile A. 3 A h h + Si devono clcole gli utovloi dell mtice A. Gli utovloi sono le dici dell equzione ctteistic: det(a λ I ; cioè: 3 λ det( A λ I det h λ ( ( h ( h 3 λ λ λ h + λ Dto che si ttt di un mtice tingole ss, isult det(a λ I qundo isult nullo il podotto degli elementi posti sull digonle pinciple, cioè qundo è soddisftt l elzione: ( h λ ( h λ ( 3 λ dll qule si evincono le soluzioni seguenti: ( 3 λ λ 3 ( h λ λ h ( h λ λ h In vitù dell CONDIZIONE SUFFICIENTE ffinché l mtice A si digonlizzile è che esistno utovloi distinti l mtice A È senz lto digonlizzile se sono soddisftte le condizioni che impongono te utovloi distinti: h 3 h h 3 h h 3 h h Sotto queste condizioni del pmeto h, un mtice digonle simile d A è l mtice che h lungo l digonle pinciple gli utovloi di A; si ottiene, petnto: 3 M h h Esminimo o gli lti csi. Se è h 3, oppue h, oppue h, l mtice A(h ssume, ispettivmente, le fome seguenti: 3 3 3 A ( h 3 3 A( h A( h 3 Pe h 3, l mtice A (h3 h te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ e l utovloe doppio λ 3, ovveo con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile isogn fe icoso ll Condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve cioè isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, si ottiene:

ngo [( A λ I ] ngo ; ( n (3 ( λ 3 4 ngo ( A( h 3 λi ( n i cioè ( λ 3 ( h 3 i Poiché isult che: [ ] l condizione necessi e sufficiente ffinché A (h 3 si digonlizzile NON È soddisftt. Si conclude, petnto, che pe h 3, l mtice A (h 3 NON È digonlizzile. Pe h, l mtice A (h h te utovloi non distinti, cioè: l utovloe semplice λ 3 e l utovloe doppio λ, ovveo con odine di molteplicità. Dto che gli utovloi non sono distinti, l fine di stilie se l mtice A è digonlizzile isogn fe icoso ll Condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve, petnto, isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, si veific che: ngo[ ( A( h I ] ngo[( A h I ngo ( ( λ 3 λ isult, inolte: (n i 3 [ ] Poiché isult che: ngo ( A( h λi ( n i cioè ( λ l condizione necessi e sufficiente ffinché A (h 3 si digonlizzile È soddisftt. Si conclude, petnto, che pe h, l mtice A (h È digonlizzile. Un mtice digonle M simile d A (h è l mtice che h lungo l digonle pinciple gli utovloi di A (h ; petnto, si ottiene: 3 M ( h Pe h, l mtice A (h h te utovloi non distinti: l utovloe semplice λ e l utovloe doppio λ 3, ovveo con odine di molteplicità. Poiché gli utovloi non sono distinti, pe stilie se l mtice A è digonlizzile si deve fe icoso ll Condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE. Deve cioè isulte soddisftt l elzione seguente: ngo( A λ ii ( n i Nel cso specifico in esme, si ottiene: ngo[ ( A( h I ] ngo( A h I ngo ( ( λ 3 3 4 λ ed nco: (n i 3 [ ] Poiché isult che: ngo ( A( h λi ( n i cioè ( λ 3 l condizione necessi e sufficiente ffinché A (h si digonlizzile È soddisftt.

Si conclude, petnto, che pe h, l mtice A (h È digonlizzile. Un mtice digonle M simile A (h è l mtice che h lungo l digonle pinciple gli utovloi di A (h ; petnto, si ottiene: 3 M ( h 3 ESERCIZIO 7.:Si detemini l mtice A ssocit ll ppliczione linee ƒ : R R, spendo che l ƒ mmette gli utovloi λ e λ cui coispondono, ispettivmente, gli utovettoi seguenti: x x Dto che gli utovloi dell mtice A, ssocit ll ppliczione ƒ : R R sono distinti, isult soddisftt l CONDIZIONE SUFFICIENTE ffinché l mtice A si digonlizzile. Inolte, l mtice digonle M, SIMILE ll mtice A ssocit ll ppliczione ƒ : R R, è un mtice che h gli elementi dell digonle pinciple costituiti dgli utovloi dell mtice A stess. Gli utovloi sono: λ e λ ; petnto, isult ovvi l posizione seguente: M λ λ L mtice digonlizznte P è costituit di vettoi colonn che definiscono gli utovettoi dell mtice A ssocit ll ppliczione e eltivi i ispettivi utovloi; è, petnto, possiile definie l mtice P tmite l costituzione di seguito mostt: P ( x x P 3 3 M P A P 3 3 Pemoltiplicndo mo i memi dell elzione f le mtici, sop ipott, pe l mtice P (moltipliczione sinist, si ottiene l scittu: P M P P A P ovveo P M I A P P M A P Postmoltiplicndo mo i memi dell ultim elzione scitt f le mtici A, M e P, pe l mtice inves P - (moltipliczione dest, si ottiene l scittu: P M P A P P ovveo P M P A I L mtice A ssocit ll ppliczione ƒ : R R est definit e costituit dll scittu seguente: A P M P 3 3 3 3 Svolgendo il podotto ighe pe colonne f le mtice indicte, si ottiene l elzione: A 4 3 3 3 3 8 + 3 3 3 4 4 + 3 3 3 L similitudine f l mtice digonle M e l mtice ssocit ll ppliczione A, ttes l stuttu dell mtice digonlizznte P, ichiede che isulti soddisftt l seguente elzione: 4 3 9 3 6 3 6 3 6 3 3

In conclusione, l mtice A ssocit ll ppliczione ƒ : R R, ssume l fom lto ipott. A 3 ESERCIZIO 8.: Si detemini se sono simili le mtici A e B di seguito ipotte: A 5 5 B Ricodimo che, in se ll definizione, due mtici qudte A e B, dello stesso odine n, si dicono simili se esiste un mtice non singole S, cioè invetiile, tle che isulti: B S A S L mtice S si chim nche mtice dell tsfomzione di similitudine, ovveo l mtice di pssggio dll A ll B. Si ossevi che l elzione sopccitt è equivlente, moltiplicndo mo i memi sinist pe l mtice S stess, ll elzione di seguito ipott: S ( S A S S B ( S S A S S B A S S B All mtice S, che deve essee invetiile, viene ichiesto di soddisfe l condizione definit dll elzione o icvt. L geneic mtice S qudt del tezo odine (n 3 sà così costituit: S c d e f g h i c c 5 d e f d e f 5 g h i g h i c 5 + c c d e f d f e f 5 + + 5g + 5h c + 5i 5g + i h i ovveo: cui coispondono le seguenti elzioni d soddisfsi contemponemente: 5 + c c c d 5d + f e e f f + 5g 5g + i + 5h h c + 5i i 4 c c c 4d f e e f f i 4h 4i c Le elzioni ffeenti gli elementi dell mtice S intoducono lcuni gdi di lietà; in pticole, si evince che si l elemento e si l elemento g possono ssumee qulsisi vloe, invece l scelt dei vloi gli elementi, d, ed h stilisce il vloe dei estnti elementi dell mtice. Quindi, esplicitte le seguenti itie posizioni: d h e g L condizione A S S B impost ll mtice S, olte ll succitt necessità di essee NON SINGOLARE e, quindi, invetiile, l fine di veifice se le mtici A e B sono simili, impone l seguente elzione lgeic f mtici: i - - h 4 4 4 4, si ottiene:, d cui: S -4 c 4 4 f 4d 4 Veifichimo che l mtice S o detemint si invetiile; si ottiene inftti det(s 4; inolte è:

- S inv(s 4 4 + 4 + 4 4 Pe ulteioe confem dell vlidità dei isultti ottenuti pe l mtice S veifichimo l elzione: B S A S. A tle scopo, si ottiene, inftti, l seguente scittu: 4 4 4 5 B 4 + 4 * * 4 + 4 4 5 ESERCIZIO 9.: Si detemini pe quli vloi del pmeto ele k sono simili le mtici di seguito ipotte ed in cso ffemtivo detemine l mtice S di pssggio tle che isulti: A S B S A k k + k B 3 k Sino A e B sono due mtici qudte di odine n, si dice che l mtice B è simile ll mtice A se esiste un mtice di pssggio S non singole tle che isulti: A S B S L ppliczione del teoem di Binet, eltivo l ngo di un mtice, ll elzione scitt consente di ffeme qunto segue: det( S A S det( B det( S det( A det( S det( B Ricodndo che det( S det( S, si ottiene l condizione finle: det( A det( B Petnto, non est che pocedee l clcolo dei deteminnti delle due mtici ottenendo le elzioni di seguito esplicitte: det( A det k ( k k k + + + k + k det( B det 3 k 3 k Affinché le due mtici A e B sino simili deve isulte soddisftt l condizione: det( A det( B k + 3k k Si può, petnto, concludee d suito che le mtici A e B, pe k, NON SONO SIMILI. Quindi è necessio studie l evento ffeente k. In tle contesto le mtici A e B ssumono l fom di seguito ipott: A B 3

Si deteminno, questo punto, gli utovloi, spendo che due mtici simili pesentno gli stessi utovloi, ovveo lo stesso polinomio ctteistico ϕ(λ. Si ottengono, petnto, le elzioni seguenti: λ det( A λi det det λ λ λ ( λ( λ ( λ ( λ[( λ ] ( λ ( 4 4λ + λ ( λ ( 3 4λ + λ ( λ ( 3 4λ + λ ( λ ( λ ( λ 3 ( λ ( λ 3 λ det( B λi det 3 det λ 3 λ λ ( λ ( 3 λ ( λ ( λ 3 Dll nlisi dei isultti si evince che l utovloe λ 3 è semplice e, petnto, gode dell popietà di essee egole. È necessio i fini dell digonlizzilità delle mtici A e B nlizze il cso dell utovloe λ, che pesent un molteplicità lgeic. A tle igudo è indiffeiile pocedee l clcolo del ngo delle due mtici di seguito ipotte: λ ngo( A λ I ngo ngo λ λ ( λ λ ngo( B λ I ngo ngo 3 λ λ ( λ Atteso qunto pemesso, isult soddisftt l condizione NECESSARIA E SUFFICIENTE pe l digonlizzilità delle due mtici A e B; inftti isultno veificte le condizioni impost dlle seguenti elzioni: ngo( A λi I ( n i 3 ngo( B λ I ( n 3 i i Le due mtici A e B possiedono entmi te utovloi egoli e, petnto, isultno entme digonlizzili e quindi simili ll medesim mtice digonle e,petnto, simili f loo. In sintesi, le mtici A e B sono entme digonlizzili ed inolte hnno lo stesso polinomio ctteistico e, quindi, consegue che pe k e solo pe tle vloe, le mtici A e B sono simili in ossequio qunto sncito dl teoem che ecit così come segue: se A e B sono due mtici entme digonlizzili, esse sono simili se e solo se hnno lo stesso polinomio ctteistico. Pe qunto ttiene l definizione dell mtice S di pssggio, si deve icode l elzione: A S B S S A B S Si inolte S l geneic mtice di odine te ctteizzt dgli elementi ppesso ipotti:

c S d e f g h i c c d e f d e f 3 g h i g h i, ovveo: + + c + c + c + d + e c + f d + e + f e + f e + f d e f 3 3 3 g + h + i h + i h + i d + g e + h f + i cui coispondono le seguenti elzioni d soddisfsi contemponemente: + c d + c e + c f e + f d e f e f h + i d h + i e h + i f d e f g Le elzioni ffeenti gli elementi dell mtice S intoducono lcuni gdi di lietà; in pticole, si evince che si l elemento si l elemento g possono ssumee qulsisi vloe, invece l scelt dei vloi gli elementi d, e, ed f stilisce il vloe dei estnti elementi dell mtice tteso che ess deve essee NON singole. Si sceglie: g, con l ccotezz che si d, l fine d evite un colonn di tutti zei, mente si pone d e f. In tle cso l mtice S, che deve vee det(s ssume l fom seguente: S c h i L condizione S A B S impost ll mtice S, olte ll citt necessità di ESSERE NON SINGOLARE e, petnto, invetiile, llo scopo di ppesente l mtice del pssggio f le due mtici simili A e B, impone l seguente elzione lgeic f le stesse mtici: h det( S h c i i Ricodndo che le pecedenti elzioni dedotte dll condizione S A B S impongono l essee: + c f ed h + i f, l fine, quindi, di soddisfe l condizione det(s ppe poi utile l posizione seguente: h i, c Si ottiene così l seguente confomzione pe l mtice S: S det( S S Veifichimo l coettezz del isultto conseguito pe l mtice S pendendo tto che ess soddisf l elzione A S B S. Si ottiene inftti: 3 44 443 4 43 4 43 4 43 S B S A 44444 44444444 3 S B S Tle veific può ottenesi pidmente fcendo icoso l pcchetto pplictivo MATLAB. c

ESERCIZIO : Si consideino le mtici di seguito mostte. Detemine, se esistono, vloi di k in modo che A e B sino simili. Tove un mtice di pssggio P tle che A P - B P. (Peppello del 6 feio 8 A k k B Due mtici simili hnno lo stesso deteminnte e lo stesso polinomio ctteistico, cioè gli stessi utovloi con l medesim molteplicità. A tle igudo ossevimo che: det( A k + k k det( B Sempe dll ossevzione dell mtice B si evince che tttsi di un mtice tingole ss e che, petnto, olte che essee ctteizzt d det(b 33, possiede l popietà che gli elementi dell su digonle pinciple lto non sono che gli utovloi dell mtice stess. Inftti, come veific, si ossev che: λ det( B λi det det λ λ λ d cui, svolgendo i dovuti e necessi pssggi lgeici, si peviene ll seguente scittu: det( B λi λ ( λ ( λ λ ( λ ( + λ Segue, così, che l deteminzione degli utovloi dell mtice B est ffidt l veificsi dell condizione det(b λi ; si ottiene, petnto: λ ( λ ( + λ λ λ λ 3 Atteso che gli utovloi dell mtice B sono tutti e te semplici e, petnto, tutti e te egoli, isult soddisftt l condizione necessi e sufficiente ffinché l mtice B si digonlizzile. Si deve, questo punto, icece quli sino gli utovloi dell mtice A. A tle igudo si ottiene: λ det( A λi det k det k λ k λ k λ L deteminzione degli utovloi dell mtice A ffeisce ll condizione det(a λi. Petnto: det( A λi ( λ ( k λ ( λ + k ( λ d cui, svolgendo i dovuti e necessi pssggi lgeici, si peviene lle scittue che si ipotno di seguito: 3 ( λ ( k λ + k kλ k kλ λ + λ k + k λ 3 λ kλ + ( k λ λ [ λ kλ + ( k ] Ricodndo che un podotto è nullo qundo sono septmente nulli i singoli fttoi, si ottiene: λ e λ kλ + ( k, ovveo isolvendo l equzione di gdo in λ si h: k ( k k k + k ± k 4( k k ± k 4k + 4 λ, 3 k + ( k k + k Si può petnto concludee che gli utovloi dell mtice A sono definiti dlle elzioni seguenti:

λ ; λ k; λ3 ( k k Segue con immeditezz che: λ λ λ λ A B A B Poiché due mtici simili, come già detto, hnno gli stessi utovloi con l medesim molteplicità lgeic, si deduce che gli utovloi dell mtice A sono uguli gli utovloi dell mtice B llo e solo llo che isult: λb3 λa3 k k Attesi i isultti conseguiti si conclude che pe K l mtice A pesent gli stessi utovloi dell mtice B e tli utovloi sono tutti e te semplici cioè egoli; petnto è soddisftt l condizione necessi e sufficiente ffinché l mtice A si nch ess digonlizzile. Qunto sseito implic che le mtici A e B isultno simili ll stess mtice digonle che pesent sull digonle pinciple gli utovloi λ, λ e λ 3, quindi, l mtice A è simile ll mtice B. Al fine dell deteminzione dell mtice P di pssggio, in ossequio ll definizione di mtici simili, dovà essee veifict l impliczione seguente: A P B P P A P P B P P A B P Si inolte P l geneic mtice di odine te ctteizzt dgli elementi ppesso ipotti: c L condizione P A B P impost ll mtice P, olte ll già citt P d e f necessità di ESSERE NON SINGOLARE e, petnto, invetiile, llo scopo di ppesente l mtice del pssggio f le due mtici simili A e B, impone l seguente elzione lgeic f le stesse mtici: g h i c c d e f d e f g h i g h i + c c + g + h c + i d + f e f g + i h i g h i, ovveo: cui coispondono le seguenti elzioni d soddisfsi contemponemente: + c + g + h c c + i d + f e f g + i g h h i i d e f h c g i I isultti cui si è pevenuti individuno un mtice i cui elementi sono: g Poiché l mtice P deve essee invetiile, l deteminzione degli P f f f elementi dell mtice P ichiede ssolutmente che si det(p. Ciò implic che: det(p (ƒg gƒ, cioè gƒ( + g. Si g g peviene, petnto, lle ovvie elzioni che di seguito si ipotno: f g + g f g g I gdi di lietà ffeenti gli elementi dell mtice P, contestulmente lle condizioni ichieste pe l NON SINGOLARITÀ dell mtice P stess, consentono, f le vie scelte possiili, di itenee lecit l seguente posizione: f g Si peviene, così, ll mtice P di pssggio di seguito ipott: g P f f f g g

Veifichimo l coettezz del isultto ottenuto pe l mtice P pendendo tto che ess soddisf l elzione A P B P. Si ottiene inftti: 3 3 3 3 3 444 4443 443 44 443 443 P 444444444 4444444443 B P B P Tle veific può ottenesi pidmente fcendo icoso l pcchetto pplictivo MATLAB tmite le seguenti ighe di codice digitte l pompt dell MATLAB Commnd Window:»B[ ; ; -];»P[ ;- - ; -];»Ainv(P*B*P P A