3 LA RETTA REALE ESTESA

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3 LA RETTA REALE ESTESA Abbiamo visto che i concetti di sup e inf sono utili per descrivere proprietà di insiemi superiormente/inferiormente limitati. Per coprire con questi concetti tutti gli insiemi abbiamo bisogno di fare in modo di potere parlare sempre di maggioranti/minoranti (anche per insiemi non limitati). Per questo bisogna estendere i numeri reali, introducendo due punti esterni. Definizione I simboli + e : accanto ai numeri reali si introducono i simboli + (si legge più infinito) e (meno infinito). Definizione retta reale estesa R = R {+, } (alcuni testi usano il simbolo R al posto di R). Si estende la relazione d ordine ponendo per tutti gli x, y R. x + Osservazione: qualunque sia l insieme A R + è maggiorante di A (e è minorante di A). Teorema. Estendendo la definizione di estremo superiore ed estremo inferiore a sottoinsiemi di R, si ha che per ogni A R esistono sup A e inf A R. Se A R, allora (i) sup A = + A non è sup. lim.; (ii) inf A = A non è inf. lim.; (iii) sup =, inf = +. Dimostrazione (per il sup) A. Se + A, allora + = sup A = max A. Escludendo il caso A = { }, resta da considerare il caso A R. i) A sup. lim. = sup A R = sup A R; A non sup. lim. {maggioranti} = {+ } sup A = + ; ii) stesso ragionamento; iii) A = = {maggioranti} = R = sup = e inf = + Esempi. sup N = + ; max R = + 11

Intervalli di R Spesso gli insiemi che studieremo si potranno descrivere come unione di insiemi più semplici: gli intervalli. Definizione I R è intervallo ( x, y I x < z < y = z I), ovvero: se due punti x e y stanno in I allora tutti i punti compresi tra questi stanno ancora in I. Notazione: Se I è un intervallo può essere di una delle quattro forme (a, b R a b) [a, b] = {x R : a x b}, (a, b] = {x R : a < x b}, [a, b) = {x R : a x < b}, (a, b) = {x R : a < x < b}. Si usa anche la notazione ]a, b[ per (a, b), ]a, b] per (a, b], etc. a e b vengono detti estremi (inferiore e superiore) dell intervallo I, e, in effetti, a = inf I e b = sup I. Si dice che l intervallo I è chiuso in a (o in b) se a I (rispettivamente, b I). Si dice che l intervallo I è aperto in a (o in b) se a I (rispettivamente, b I). Esempi: 1) [0, 1] = {x R : 0 x 1} = {x R : 0 x 1}; 2) [0, 0] = {x R : 0 x 0} = {0}; 3) (, π] = {x R : < x π} = {x R : x π}; 4) [, + ] = R. Se I è intervallo limitato, allora chiamiamo ampiezza di I, il numero sup I inf I. Gli intervalli della forma (, b] e [a, + ) (a e b in R) sono semirette della retta reale. Esempi: l ampiezza di ( 7, 3] è 10; l ampiezza di [π, π] è 0. Esercizio. Riscrivere gli insiemi visti finora come unioni di intervalli. Per esempio il dominio di log x 2, ovvero R\{0} si può scrivere come (, 0) (0, + ), mentre il dominio di log(x 2 x) è (, 0) (1, + ). 12

4 ESTREMI DI FUNZIONI Sia f : R una funzione di dominio. Spesso considereremo l insieme di tutti i punti che si possono raggiungere tramite la funzione f; questo insieme viene chiamato l immagine di f. Im(f) = {f(x) : x } = {y R : x : y = f(x)}. Per i massimi/minimi, sup/inf dell immagine di una funzione si adotta una nomenclatura particolare. Il sup{f(x) : x } viene detto l estremo superiore di f (su ) e il max{f(x) : x } (se esiste) viene chiamato il massimo di f (su ). Questi numeri vengono denotati con max f, sup f, rispettivamente (si può omettere se è chiaro dal contesto; in particolare se non viene specificato in partenza, ovvero se è il dominio naturale della funzione f). NOTA: (1) M R è un maggiorante per {f(x) : x } se f(x) M x. In tal caso si dice che f è limitata superiormente. (2) esiste il max f se e solo se esiste x tale che f(x) f(y) y In tal caso f(x) = max f. NOTA: le definizioni sopra si possono tradurre come proprietà del grafico di f; M è maggiorante se e solo se il grafico di f sta tutto al di sotto della retta orizzontale y = M, e y = sup f è la più bassa di queste rette. In questo modo, se sono note proprietà del grafico di f, si semplifica il calcolo di max e sup. Ovviamente, vengono date in modo analogo anche le definizioni di minimo ed estremo inferiore di una funzione. Esempi. (si risolvono subito esaminando il grafico di funzioni note) 1. f(x) = arctan x, = R. Allora sup arctan = π 2, inf arctan = π 2, 13

e non esistono max e min. 2. f(x) = sin x. Se = R allora max sin = 1, min sin = 1. Se = {0 x < π} allora max sin = 1, min sin = 0. Se = {0 < x < π} allora max sin = 1, inf sin = 0 ma non esiste min sin = 0 (ovvero sin non ha minimo in ). 3. f(x) = x 2 2. Se = R allora min f = 2 e sup f = + Se = {1 x 2} allora min f = 1 e max f = 2 Se = { 1 x 2} allora min f = 2 e max f = 2 1 x 4. f(x) = x + 1 e = {x R : x 1}. Allora (ci si riconduce al grafico di x + 2 1 scrivendo f(x) = 1 x + 2 ) min f = 2 3, sup f = 1 ma non esiste il max f. 5. sup e x = +, inf x 3 =, ecc. ( è un sottoinsieme di R) Funzioni monotone Definizione Una funzione f : R si dice (monotona) non decrescente se mantiene la relazione d ordine, ovvero se x y = f(x) f(y). Esempi. x, e x, log x, x 3, ogni funzione costante. Definizione Una funzione f : R si dice (monotona) non crescente se inverte la relazione d ordine, ovvero se x y = f(y) f(x). Esempi. L opposto f di ogni funzione non decrescente, ogni funzione costante, ecc. Definizione Una funzione f : R si dice (monotona) (strettamente) crescente se mantiene la relazione d ordine <, ovvero se x < y = f(x) < f(y). Esempi. x, e x, log x, x 3. Non è strettamente crescente ogni funzione costante, ne la parte positiva. 14

Definizione Una funzione f : R si dice (monotona) (strettamente) decrescente se inverte la relazione d ordine <, ovvero se x < y = f(y) < f(x). Definizione Sia A un sottoinsieme del dominio di f. Una funzione f si dice non decrescente (strettamente crescente, ecc.) su A se la restrizione di f ad A è non decrescente (strettamente crescente, ecc.), ovvero per ogni x, y A. x y = f(x) f(y) Esempio. x 2 è strettamente crescente su [0, + ), strettamente decrescente su (, 0], ma non è monotona su ( 1, 1). NOTA: Una funzione è non-decrescente se e solo se f(x) f(y) x y per ogni x, y con x y; una funzione è strettamente crescente se e solo se per ogni x, y con x y. f(x) f(y) x y NOTA (monotonia e calcolo degli estremi di una funzione) Si userà spesso il fatto seguente, che ci dice che per una funzione monotona su unj intervallo il calcolo di massimi/minimi, sup/inf è particolarmente semplice (siete invitati a darne una piccola dimostrazione) : (1) se f : [a, b] R è non decrescente allora min f = f(a) e max f = f(b); (2) se f : (a, b) R è strettamente crescente allora non esistono ne min f ne max f. Esercizio. Estendere questa osservazione a intervalli semi-aperti (a, b] e [a, b). Esempio. Esistono massimo e minimo di x 3 + e x + log x nell intervallo I = (1, 2]? Basta notare che la funzione è strettamente crescente. Quindi il minimo non esiste (perchè 1 non appartiene a I) mentre il massimo è la funzione calcolata in 2, ovvero 2 3 + e 2 + log 2 = 8 + e 2 + log 2. 0 > 0 15

Alcune funzioni utili Definizione Il valore assoluto o modulo di x: { x se x 0 x = x se x < 0 Proprietà del modulo: x 0 x = 0 x = 0 x + y x + y x y x y x y = x y x y = x se y 0. y Altre funzioni: la parte positiva x + definita da { x + x se x 0 = 0 se x < 0 la parte negativa x definita da { x x se x 0 = 0 se x > 0. Notiamo che x = x + + x e x = x + x. Esempio. La parte positiva è una funzione non decrescente ma non è strettamente crescente. Analogamente, la parte negativa è una funzione non crescente ma non è strettamente decrescente. x è strettamente crescente su [0, + ) e strettamente decrescente su (, 0]. x non è monotona su ( 2, 2). 16