PROCEDURA STANDARDIZZATA PER PREVENIRE IL VERIFICARSI DI ERRORI TRASFUSIONALI. AZIENDA SANITARIA LOCALE CASERTA Via Unità Italiana, Caserta

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1 AZIENDA SANITARIA LOCALE CASERTA Via Unità Italiana, Caserta PROCEDURA STANDARDIZZATA PER PREVENIRE IL VERIFICARSI DI ERRORI TRASFUSIONALI A cura della Unità Operativa di Medicina Trasfusionale e del Comitato Ospedaliero per il Buon Uso del Sangue

2 PROCEDURA STANDARDIZZATA PER PREVENIRE IL VERIFICARSI DI ERRORI TRASFUSIONALI. Il riconoscimento dei rischi immunologici ed infettivi che le trasfusioni di sangue allogenico comportano, ha dato origine in questi anni a numerose ricerche sull adozione di strategie volte a renderle più sicure. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi sforzi nel tentativo di ridurre il rischio di trasmissione dei virus dell epatite e dell HIV, che verso la fine degli anni 80 aveva raggiunto livelli drammaticamente elevati. A tale scopo sono stati introdotti criteri sempre più rigidi di selezione dei candidati donatori di sangue e, recentemente, sono stati messi a punto test sierologici molto sensibili per evidenziare, nel sangue del donatore, la presenza di agenti virali trasmissibili con la trasfusione già a distanza di pochi giorni dall eventuale contagio: i risultati raggiunti sono stati estremamente soddisfacenti. Gli errori che si possono verificare nel corso del processo trasfusionale sono di varia natura, quelli commessi al momento del prelievo, come l errata identificazione del campione di sangue o lo scambio di nomi sulle provette, errori che possono avvenire in laboratorio, come nell esecuzione o trascrizione dei test pretrasfusionali. Altri sbagli possono essere commessi al letto del malato, i più frequenti sono la somministrazione di una unità destinata ad altro paziente o la trasfusione di un paziente per il quale non era stata richiesta l unità. Attualmente il più importante rischio di tipo immunologico è quello derivante da un errore umano in una delle fasi del processo trasfusionale. 2

3 L errore umano, inevitabile quando viene eseguito un elevato numero di procedure ripetitive, costituisce la più frequente causa di morte a seguito di trasfusione. Dall analisi dei dati riportati emerge che l incidenza dell errore umano si è mantenuta relativamente costante nel corso degli ultimi 40 anni, variando tra 1 ogni 10mila e 1 ogni 40mila unità trasfuse. E stato rilevato che in oltre la metà dei casi l errore trasfusionale è causato da uno sbaglio commesso nel reparto di degenza (in particolare nell identificazione del paziente o dei campioni di sangue), mentre in meno di un terzo dei casi, l errata trasfusione è conseguente ad un errore commesso nel centro trasfusionale. Nella restante percentuale di casi, le cause sono da imputarsi all associazione di errori commessi sia nel reparto di degenza che nel centro trasfusionale. Altro fattore che aggrava la probabilità di errore viene dall incremento della complessità delle procedure legate alla trasfusione. Uso Sangue Autologo In questi ultimi anni la pratica trasfusionale è stata complicata dall introduzione delle metodiche di autotrasfusione e in particolare del predeposito. L impegno del Centro Trasfusionale è di trasfondere ad un determinato paziente quella specifica unità di sangue da lui stesso precedentemente donata ed è indispensabile garantire che non gli vengano assegnate unità allogeniche quando è ancora disponibile sangue autologo. Un ulteriore complicazione relativa alle unità autologhe è rappresentata dall eventualità che queste possano essere erroneamente trasfuse ad un altro paziente. L anamnesi raccolta al paziente tende a garantire la sicurezza del prelievo e non la sicurezza di eventuali riceventi. Le unità autologhe sono sottoposte alle indagini per la evidenziazione marcatori di infettività 3

4 PROTOCOLLO AZIENDALE PROCEDURA PER LA IDENTIFICAZIONE DEL PAZIENTE AL MOMENTO DEL PRELIEVO DI SANGUE SCOPO: Stabilire un protocollo operativo che consenta di ottimizzare i livelli di sicurezza al momento della richiesta di sangue, al fine di eliminare il rischio di errata identificazione del paziente. APPLICABILITA : Si applica a tutti i pazienti che necessitano di emotrasfusione, al momento della compilazione della richiesta di sangue, nei Reparti di Degenza o negli Ambulatori RESPONSABILITA : Medico e Infermiere Professionale. CAMPIONE: Sangue venoso. MATERIALE: Portaprovette, Provetta come da indicazione centro trasfusionale, Etichette, Disinfettante, Guanti, Occhiali, Etichette stampate (Dati anagrafici del paziente). Il prelievo di sangue va effettuato dal Medico o dall Infermiere. MODALITA ESECUTIVE: Accertare l identità del paziente, chiedendogli ove possibile di fornire le generalità (cognome, nome data di nascita). Riportare in stampatello sulle etichette le generalità fornite dal paziente, confrontandole con quelle segnalate sulla cartella clinica. Etichettare le provette. Procedere al prelievo di sangue. Verificare l identità del paziente e la corretta compilazione delle etichette. IL RESPONSABILE DEL PRELIEVO firma le etichette applicate sulle provette 4

5 PROCEDURA PER LA RICHIESTA DI EMOCOMPONENTI SCOPO: Stabilire un protocollo operativo che renda le richieste trasfusionali conformi alle linee guida della Commissione per il Buon Uso del Sangue. APPLICABILITA : Si applica a tutti i pazienti per i quali si renda necessario un supporto trasfusionale, nei Reparti di Degenza o negli Ambulatori. RESPONSABILITA : Medico. MODALITA ESECUTIVE: Il medico ottiene dal paziente il consenso informato alla trasfusione (DPR ). Il modulo per la richiesta di emocomponenti è unico; è pertanto possibile utilizzarlo per richieste cumulative sempre riferite però ad un solo ed unico paziente per volta, purché da evadersi nella stessa giornata. Inviare le provette di sangue e le relative richieste al Centro Trasfusionale per mezzo di personale dell U.O. o di personale addetto ai trasporti. RICHIESTA DI EMAZIE CONCENTRATE E/O DELEUCOCITATE: RICHIESTA PROGRAMMATA: Effettuare un prelievo di sangue secondo la procedura Identificazione del paziente al momento del prelievo di sangue. Il medico compila la richiesta seguendo le indicazioni riportate sul modulo stesso, completandolo in ogni sua parte: Dati anagrafici del paziente, Valori di emoglobina e di ematocrito. Tipo di intervento e/o la diagnosi, indicando il numero di unità necessarie. Firma la richiesta in modo leggibile. RICHIESTA URGENTE: Seguire la procedura per la richiesta programmata, tenendo presente che la richiesta urgente va riservata ai pazienti che devono essere trasfusi entro 1-2 ore. Tale richiesta verrà evasa secondo la metodica Type and Screen (allegata alla presente procedura). RICHIESTA URGENTISSIMA: 5

6 Riservare la richiesta urgentissima ai pazienti che devono essere trasfusi immediatamente ed in imminente pericolo di vita; inviare se possibile, in un secondo momento, i prelievi del paziente per consentire l esecuzione dei test pretrasfusionali. RICHIESTA A DISPOSIZIONE: Da utilizzare in caso di utilizzo improbabile (es. intervento chirurgico programmato). Verrà evasa secondo la metodica Type and Screen. RICHIESTA DI PIASTRINE: Seguire la procedura per la richiesta di globuli rossi, specificando il numero di piastrine/mm3. Effettuare prelievo di sangue per controllo emogruppo (5 ml in EDTA). RICHIESTA DI PLASMA: Seguire la procedura per la richiesta di globuli rossi, specificando i valori dei tests emocoagulativi (PT, PTT) e le indicazioni, conformi alle linee guida proposte dalla Commissione per il Buon Uso del Sangue. Effettuare prelievo di sangue per il controllo di gruppo (5 ml in EDTA). PROCEDURA PER L IDENTIFICAZIONE DEL PAZIENTE AL MOMENTO DELL EMOTRASFUSIONE SCOPO: Stabilire un protocollo operativo per minimizzare i rischi trasfusionali dovuti ad errata identificazione del paziente. APPLICABILITA : Si applica a tutti i pazienti al momento della terapia di supporto trasfusionale, nei Reparti di degenza o negli Ambulatori. RESPONSABILITA : Medico e Infermiere Professionale. MATERIALE: Unità di emocomponente, associata al rispettivo modulo di assegnazione. PER GARANTIRE LA MASSIMA SICUREZZA, l identificazione del paziente e dell emocomponente va effettuata dal medico e dall infermiere. MODALITA ESECUTIVE: L Infermiere: Verifica la corrispondenza di numero di codice riportato sul modulo di assegnazione e sulla sacca, nonché la descrizione dell emocomponente. Accerta le generalità del paziente (nome, cognome, data di nascita) e le confronta con quelle riportate sul 6

7 modulo di assegnazione e sull etichetta adesa alla sacca. Il Medico: Ripete la verifica e l accertamento. Verifica la compatibilità tra il gruppo del paziente (presente nella cartella clinica) ed il gruppo riportato sulla sacca e sul modulo di assegnazione. Verifica, per la trasfusione di globuli rossi i risultati della ricerca di anticorpi irregolari e delle prove di compatibilità, riportati sui documenti di assegnazione (modulo ed etichetta adesa sulla sacca). Verifica il tempo intercorso dall ora di consegna che viene stampata automaticamente dal Personal Computer sul foglio di accompagnamento; per le unità consegnate da oltre un ora, verificare dove e come sono state conservate. Ispeziona l unità per accertarsi che non vi siano alterazioni di aspetto o di colore. Inizia la trasfusione, secondo la procedura. AVVERTENZE: In caso di discrepanza, anche solo ortografica, tra i dati riportati sulla sacca, sul modulo di assegnazione e le generalità del paziente, non procedere alla trasfusione e contattare immediatamente il Servizio di Medicina Trasfusionale. Qualora la sacca fosse alterata (coaguli, aggregati o segni di emolisi) riconsegnare la stessa al Centro Trasfusionale. PROCEDURA PER LA TRASFUSIONE DI SANGUE ED EMOCOMPONENTI SCOPO: Delineare un protocollo operativo per uniformare il trattamento di supporto trasfusionale, a tutti gli effetti atto di grande importanza. APPLICABILITA : A tutti i pazienti al momento della terapia trasfusionale. RESPONSABILITA : Medico. MATERIALE: Emocomponente, Deflussore con filtro idoneo, Materiale per disinfezione e venipuntura, Guanti, Cerotti. MODALITA ESECUTIVE: Ritirare gli emocomponenti c/o il SIMT per mezzo del personale dell U.O. o per mezzo di personale addetto ai trasporti. Gli emocomponenti vengono consegnati dal personale tecnico del SMT. La persona che ritira gli emocomponenti è tenuta a firmare il modulo di consegna (dopo aver controllato i dati riportati). Tutti gli emocomponenti devono essere 7

8 trasfusi nel più breve tempo possibile; comunque se ciò non è possibile conservare le sacche di Emazie concentrate e Plasma a temperatura non superiore ai 10 C (non lasciare gli emocomponenti più di ½ ora a temperatura ambiente); le Piastrine vanno conservate a temperatura ambiente. Il plasma va obbligatoriamente trasfuso entro 6 ore dallo scongelamento. Le piastrine il prima possibile per evitare fenomeni di aggregazione. Non conservare le emazie concentrate nei frigoriferi di reparto per più di 12 ore perché non garantiscono il mantenimento costante della temperatura. E consigliabile fare svuotare la vescica al paziente prima della venipuntura. È consigliabile il digiuno o l assunzione moderata di cibo. L infermiere prepara la sacca da trasfondere ed il paziente. Il medico effettua la venipuntura ed inizia la trasfusione. Il medico e l infermiere sorvegliano il paziente al fine di cogliere prontamente l insorgenza di disturbi quali brivido, iperpiressia, cefalea, dolore lombare, nausea e vomito, orticaria e tumefazione in sede di inserzione dell ago. L infermiere in caso di insorgenza di sintomi o segni particolari sospende immediatamente l infusione, mantenendo pervia la via venosa. AVVERTENZE: Infondere sempre sangue ed emocomponenti attraverso appositi set da infusione dotati di filtro (170 micron); utilizzare filtri particolari solo ove specificamente indicato. Rilevare i segni vitali del paziente (PA, Fc, Tc). Se possibile riscaldare le sacche utilizzando apposite apparecchiature. Regolare il flusso in base alle necessità del paziente (di norma 60 gtt/min.), avendo cura di completare l infusione entro 4 ore dal ritiro dal Servizio di Medicina Trasfusionale. PROCEDURA PER LA REGISTRAZIONE DI AVVENUTA TRASFUSIONE SCOPO: Stabilire un protocollo che consenta di mantenere accurata registrazione della terapia trasfusionale effettuata e di sue eventuali complicanze. APPLICABILITA : A tutti i pazienti sottoposti a terapia di supporto trasfusionale. RESPONSABILITA : Medico, Infermiere Professionale. La registrazione viene eseguita in collaborazione da un Infermiere Professionale e da un Medico sul modulo di assegnazione dell emocomponente. 8

9 MODALITA ESECUTIVE: L Infermiere registra sul modulo di assegnazione l ora di inizio dell emotrasfusione e a trasfusione ultimata, registra l ora di fine trasfusione. Il Medico registra, al termine della trasfusione, l eventuale comparsa di complicanze, oppure l assenza di esse e firma il modulo. REAZIONE TRASFUSIONALE SCOPO: Descrivere e standardizzare gli esami da effettuare e la modulistica da compilare in caso di Reazione Trasfusionale. APPLICABILITA : A tutti i pazienti che presentano reazione trasfusionale. RESPONSABILITA : Medico di reparto e Infermiere Professionale. CAMPIONE: Provetta in EDTA provetta GEL. MODALITA ESECUTIVE: L Infermiere: Interrompe la trasfusione, mantenere pervia la vena con soluzione fisiologica, avverte il Medico responsabile. Il Medico: Ricontrolla la corrispondenza fra i dati presenti sul modulo di assegnazione, i dati presenti sulla sacca ed i dati identificativi del paziente (interrogando se possibile il paziente e verificando la cartella clinica) per escludere errori di identificazione. Invia segnalazione scritta al SIMT della avvenuta reazione. N.B. Immediatamente dopo che si è verificata la reazione inviare al SIMT: Campione di sangue in EDTA, Provetta gel 5 cc, Sacca con contenuto residuo. Documentazione: Dopo 30 min inviare provetta gel 5 cc. Dopo 24 ore provetta gel 5 cc AVVERTENZE: Segnalare la reazione trasfusionale sulla cartella clinica (Medico di reparto). Compilare Modulo in duplice copia: 1 inviare in reparto, 1 archiviare presso SIMT. 9

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