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2 Sommario ORGANI SOCIALI... 3 RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE... 5 Il quadro macroeconomico... 7 Cenni sull evoluzione dell intermediazione creditizia nel sistema bancario italiano... 9 L andamento delle BCC nel contesto del sistema bancario Gli assetti strutturali Lo sviluppo dell intermediazione Attività di impiego Qualità del credito Attività di funding Posizione patrimoniale Aspetti reddituali L economia della Sicilia L industria Le costruzioni e il mercato immobiliare Gli scambi con l estero I servizi Il mercato del lavoro Il sistema bancario siciliano Il sistema di Credito Cooperativo siciliano Le strategie ed i progetti della Federazione Siciliana La struttura organizzativa della Federazione siciliana Attività dei servizi federali Il Bilancio della Federazione Siciliana Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell esercizio Evoluzione prevedibile della gestione Conclusioni Proposta di ripianamento della perdita di esercizio STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO NOTA INTEGRATIVA... 54

3 ORGANI SOCIALI Consiglio di Amministrazione Presidente Vice Presidente Vice Presidente Vice Presidente Consiglieri Antonio Albano Concetto Costa Nicola Mastrosimone Giuseppe Mistretta Nicolò Blando Salvatore Caldara Francesco Canale Liborio Catalanotto Luigi Fabio Damiano Filì Michele Mingoia Antonino Piazza Agatino Rizzo Maria Rosa Rubulotta Salvatore Saporito Comitato Esecutivo Presidente Vice Presidente Vice Presidente Vice Presidente Componenti Antonio Albano Concetto Costa Nicola Mastrosimone Giuseppe Mistretta Salvatore Caldara Francesco Canale Salvatore Saporito Collegio Sindacale Presidente Membri effettivi Membri supplenti Stefano Farinella Vincenzo Barraco Francesco De Domenico Andrea Butera Giuseppe Cannì Collegio dei Probiviri Presidente Membri effettivi Membri supplenti Direzione Direttore Augusto Dell Erba Stefano Trombani Pierfilippo Verzaro Francesco Arcanà Chiara Gonzadi Nicola Culicchia

4 Commissione Sindacale Presidente Membri effettivi Salvatore Caldara Francesco Canale Liborio Catalanotto Francesco De Domenico Luigi Fabio Antonino Piazza Commissione Conciliazione e Arbitrato Presidente Membri effettivi Antonio Albano Salvatore Caldara Luigi Fabio Damiano Filì Michele Mingoia Osservatorio locale / Commissione paritetica Membri effettivi Francesco Canale Liborio Catalanotto Ignazio La Porta Antonino Mancuso Michele Mingoia Comitato Tecnico dei Direttori Membri effettivi Corrado Bongiovanni Michelangelo Bonsignore Carmelo Cordaro Alfonso Ferrara Gaetano Licata Adele Machì Giuseppe Parrinello

5 RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

6 Cari soci, anche il 2013 è stato un anno complesso. L Italia si è oggettivamente impoverita; i divari, come testimoniato anche in una recente indagine dalla Banca d Italia, si sono ampliati; la produzione è entrata in stallo; la disoccupazione è cresciuta, i salari reali si sono compressi. Ma in un contesto così difficile, bisogna avere la volontà di rimboccarsi le maniche rifiutando un inconcludente pessimismo. In questo contesto, sentiamo ancora più forte, anche come cittadini, il dovere di contribuire a ricostruire nel nostro territorio il tessuto della fiducia, a rilanciare in avanti la speranza, a generare nei modi possibili il futuro. Le nostre BCC sono nate proprio per assolvere a questo compito. Poco più di centotrenta anni fa, a Loreggia, in provincia di Padova, come risposta ad una situazione di diffusa povertà ed esclusione, un giovane di ventiquattro anni, Leone Wollemborg, diede vita ad un impresa cooperativa che accomunava persone diverse per storia e per destino, che univa concretezza e idealit{, con l obiettivo di promuovere l equit{ e favorire l intrapresa. L intuizione rivoluzionaria di questo giovane fu quella di puntare sull inclusione come principio e sulla cooperazione come metodo. La Cassa Rurale, infatti, era un impresa comune tra persone diverse per censo e classe sociale, che scommetteva sulle risorse e sulle energie dei singoli, ma unite insieme, spingendo a trovare in se stessi, non nella beneficenza altrui, la forza del riscatto. Dilatare la speranza, promuovere l equit{, rilanciare l intrapresa, favorire la cooperazione: i bisogni di ieri sono straordinariamente vicini a quelli di oggi. C è ancora bisogno, anzi sempre più bisogno, di imprese che interpretino il mercato come luogo umanizzato e non asettico; un luogo che deve essere arricchito di relazioni fiduciarie, non rapaci.

7 Il quadro macroeconomico La crescita dell attività economica mondiale e degli scambi internazionali è proseguita a ritmi moderati. Negli Stati Uniti vi sono stati segnali di rafforzamento dell economia, cui ha contribuito anche una minore incertezza sulla politica di bilancio; l avvio della riduzione degli acquisti di titoli da parte della Riserva federale non ha aumentato la volatilità sui mercati finanziari e dei cambi. La crescita nelle economie emergenti è continuata con rischi al ribasso connessi con le condizioni finanziarie globali meno espansive. Nell area dell euro una modesta se pur fragile ripresa si è avviata. La debolezza dell attività economica si è riflessa in una dinamica molto moderata dei prezzi al consumo, che si è tradotta in tassi di interesse più elevati in termini reali e in una più lenta riduzione dell indebitamento privato e pubblico. Alla luce del permanere dell inflazione al di sotto del livello coerente con la definizione di stabilità dei prezzi, della dinamica contenuta di moneta e credito e della debolezza dell attività economica, il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto i tassi ufficiali in novembre e ha ribadito con fermezza che rimarranno su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un periodo di tempo prolungato. Il Consiglio ha, inoltre, ribadito che utilizzerà se necessario tutti gli strumenti a sua disposizione per mantenere un orientamento accomodante della politica monetaria. Le condizioni sui mercati finanziari europei e italiani sono migliorate; vi hanno contribuito le prospettive di ripresa, la politica monetaria accomodante, i progressi nella governance dell area dell euro e la stabilizzazione del quadro interno in Italia. I tassi di interesse a lungo termine sui titoli di Stato italiani sono diminuiti; il differenziale rispetto al rendimento del Bund decennale è sceso a circa 200 punti base. È tornato l interesse dei non residenti per le attività finanziarie italiane. In Italia il PIL, sostenuto dalle esportazioni e dalla variazione delle scorte, ha interrotto la propria caduta nel terzo trimestre del Sulla base dei sondaggi e dell andamento della produzione industriale, la crescita del prodotto sarebbe stata appena positiva nel quarto trimestre. Gli indici di fiducia delle imprese sono migliorati in dicembre, collocandosi sui livelli osservati all inizio del Il quadro congiunturale è tuttavia ancora molto diverso a seconda delle categorie di imprese e della localizzazione geografica. Al miglioramento delle prospettive delle imprese industriali di maggiore dimensione e di quelle più orientate verso i mercati esteri, si è contrapposto un quadro ancora sfavorevole per le aziende più piccole, per quelle del settore dei servizi e per quelle meridionali. Nonostante i primi segnali di stabilizzazione dell occupazione e di aumento delle ore lavorate, le condizioni del mercato del lavoro sono rimaste difficili. Il tasso di disoccupazione, che normalmente segue con ritardo l andamento del ciclo economico, ha raggiunto il 12,3 per cento nel terzo trimestre e sarebbe ulteriormente salito al 12,6 nel bimestre ottobre-novembre. L inflazione in Italia ha continuato a diminuire, più di quanto previsto alcuni mesi fa, scendendo allo 0,7 per cento in dicembre. Anche l inflazione di fondo, calcolata al netto delle componenti più volatili, è scesa allo 0,9 per cento. La debolezza della domanda ha contenuto i prezzi fissati dalle imprese in misura più accentuata che in passato; l aumento dell IVA di ottobre è stato traslato solo in piccola parte sui prezzi finali. Il saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti è tornato positivo nel 2013; l avanzo dovrebbe ancora aumentare, pur in presenza di un incremento delle importazioni indotto dal previsto graduale rafforzamento dell attività economica. Il miglioramento del saldo tra il 2010 e il 2013 non ha risentito solo della flessione delle importazioni indotta dalla recessione, ma anche dell incremento delle esportazioni. Il costo della raccolta obbligazionaria delle banche è diminuito nelle principali economie dell area dell euro, in particolare in Spagna e in Italia. Il credito alle imprese non ha ancora beneficiato del miglioramento delle condizioni sui mercati finanziari; esso è diminuito in Italia, nei tre mesi terminanti in novembre, di oltre l 8 per cento su base annua e continua a rappresentare un freno alla ripresa. I prestiti hanno risentito della bassa domanda per investimenti e, dal lato dell offerta, dell elevato rischio di credito e della pressione della recessione sui bilanci delle banche.

8 L esercizio di valutazione complessiva delle maggiori banche dell area dell euro, condotto dalla BCE insieme con le autorità di vigilanza nazionali, potrà attenuare la frammentazione dei mercati finanziari e apportare benefici al sistema bancario e al credito in Italia, accrescendo la trasparenza dei bilanci e riducendo l incertezza sulla qualità degli attivi. Lo scorso 18 dicembre il Consiglio dei ministri economici e finanziari ha trovato un accordo di compromesso sulle caratteristiche di un meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie; il Consiglio della UE ha chiesto che sia approvato entro la fine dell attuale legislatura del Parlamento europeo, nel prossimo maggio. Un efficace meccanismo unico di risoluzione rappresenta una tappa essenziale verso il completamento dell Unione bancaria. Nel 2013 il fabbisogno del settore statale è fortemente aumentato, risentendo di vari fattori straordinari, come il pagamento dei debiti pregressi in conto corrente delle Amministrazioni pubbliche e il venir meno degli effetti del provvedimento sulla tesoreria unica, che aveva contenuto il fabbisogno del Sulla base dei dati disponibili, si può valutare che l indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche sia rimasto in prossimità della soglia del 3 per cento del PIL, nonostante l ulteriore flessione del prodotto. Nelle previsioni ufficiali del Governo, che tengono conto della legge di stabilità per il 2014, l indebitamento netto scenderebbe in ciascun anno del triennio Le proiezioni della Banca d Italia sull economia italiana per il prossimo biennio pubblicate sul Bollettino Economico hanno confermato le indicazioni, presentate un anno fa e ribadite nello scorso luglio, che prefiguravano un punto di svolta dell attività alla fine del Nel 2014 si registrerebbe una moderata ripresa dell attività economica, che accelererebbe, sia pur in misura contenuta, l anno prossimo: dopo essersi ridotto dell 1,8 per cento nel 2013, il PIL crescerebbe dello 0,7 nel 2014 e dell 1,0 per cento nel La ripresa sarebbe trainata dalla domanda estera e dalla graduale espansione degli investimenti produttivi, favoriti dal miglioramento delle prospettive di domanda e dalle accresciute disponibilità liquide delle imprese, grazie anche al pagamento dei debiti commerciali pregressi delle Amministrazioni pubbliche. Le condizioni del credito rimarrebbero però ancora tese. Il rapporto tra investimenti e PIL si manterrebbe al di sotto della media storica. Resterebbero deboli i consumi. Il miglioramento dell economia si trasmetterebbe con i consueti ritardi alle condizioni del mercato del lavoro: l occupazione potrebbe tornare a espandersi solo nel Le previsioni dell inflazione al consumo per il biennio sono state riviste al ribasso, poco sopra l 1 per cento quest anno, attorno all 1,4 il prossimo. Anche i prezzi interni, misurati dal deflatore del PIL, crescerebbero a un ritmo contenuto, per l effetto degli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata sulle politiche di prezzo delle imprese. I rischi per la crescita, rispetto a questo scenario previsivo, restano orientati verso il basso. Se le condizioni di accesso al credito rimanessero restrittive più a lungo di quanto prefigurato o se i pagamenti dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche registrassero differimenti, la ripresa degli investimenti sarebbe ritardata. Il riaccendersi di timori sulla determinazione delle autorità nazionali nel perseguire il consolidamento delle finanze pubbliche e nell attuare le riforme strutturali, o di quelle europee nel proseguire nella riforma della governance dell Unione, potrebbe riflettersi sfavorevolmente sui tassi di interesse a lungo termine. Il rischio di una deflazione generalizzata resta nel complesso modesto, ma il calo dell inflazione potrebbe essere più accentuato e persistente di quanto prefigurato, specie se la debolezza della domanda si riflettesse sulle aspettative.

9 Cenni sull evoluzione dell intermediazione creditizia nel sistema bancario italiano Nel corso del 2013 nell industria bancaria italiana ha trovato conferma la progressiva ripresa del trend della raccolta al dettaglio mentre è proseguita la flessione dei prestiti indotta da debolezza della domanda e politiche di offerta ancora restrittive. Sul fronte del funding si è assistito, nel dettaglio, ad una crescita significativa dei depositi da clientela (+5,7 per cento annuo a novembre 2013) e dei pronti contro termine passivi (+8 per cento), mentre le emissioni obbligazionarie hanno fatto registrare una contrazione pari al 10 per cento. La raccolta sull interbancario, dopo un lungo periodo di sviluppo significativo, ha fatto registrare a partire dall inizio del 2013 una progressiva flessione; a novembre 2013 l aggregato presentava una variazione su base d anno pari a -7,6 per cento. I prestiti hanno continuato a contrarsi (-4,4 per cento annuo a novembre); i finanziamenti alle imprese si sono ridotti del 6,3 per cento annuo, quelli alle famiglie consumatrici dell 1,1 per cento. La flessione sui dodici mesi dei prestiti alle imprese è stata più marcata per gli intermediari di dimensioni maggiori e il calo dei finanziamenti erogati è stato in generale più pronunciato nei confronti delle aziende che impiegano meno di 20 addetti. Secondo le banche intervistate dalla Banca d Italia nell ambito dell indagine trimestrale sul credito bancario nell area dell euro (Bank Lending Survey), nel terzo trimestre del 2013 le politiche di offerta applicate ai prestiti alle imprese sono rimaste sostanzialmente invariate e restrittive, continuando a risentire della percezione di un elevato rischio di credito. Sembrava essersi, viceversa, annullato l irrigidimento dei criteri di offerta per i mutui alle famiglie, principalmente a seguito di attese meno sfavorevoli per il mercato immobiliare. Ha pesato, sull offerta di credito, l incertezza relativa all impatto delle nuove regole di Basilea 3 e le verifiche riguardanti l asset quality review avviata dalla BCE sui maggiori gruppi bancari. Le condizioni di accesso al credito sono risultate, dai sondaggi, molto differenziate per classe dimensionale di impresa: la percentuale netta di aziende con meno di 50 addetti, che ha segnalato un deterioramento delle condizioni di offerta, è stata pari al doppio di quella relativa alle imprese con oltre 249 addetti (rispettivamente 30 per cento e 14 per cento a dicembre 2013). Similmente, la quota di piccole imprese intervistate che ha dichiarato di non aver ottenuto il finanziamento richiesto è stata pari al 18,1 per cento, contro il 9,3 per cento per quelle grandi. Il costo medio dei nuovi prestiti alle imprese si è ridotto nel corso dell anno di due decimi di punto (3,47 per cento a fine 2013), riflettendo la diminuzione del tasso applicato sia ai finanziamenti di ammontare inferiore al milione di euro sia a quelli di ammontare superiore (al 4,36 per cento e al 2,82 per cento, rispettivamente). Il costo del credito si è attestato al di sopra di quello medio dell area dell euro, anche se il differenziale tra il tasso applicato sui nuovi finanziamenti alle imprese concessi in Italia e il corrispondente dato per l area dell euro è diminuito di 20 punti base, portandosi a 70. Anche il costo medio dei nuovi mutui alle famiglie è lievemente diminuito al 3,42 per cento dal 3,69 per cento di dodici mesi prima. Il taglio dei tassi ufficiali della BCE all inizio di novembre 2013 ha verosimilmente influenzato la riduzione del costo del credito. Con riguardo alla qualità del credito erogato, nel terzo trimestre del 2013 il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, al netto dei fattori stagionali e in ragione d anno, pur restando elevato, ha smesso di crescere per la prima volta dal secondo trimestre del 2011, attestandosi al 2,9 per cento, un decimo di punto in meno rispetto ai tre mesi precedenti. La diminuzione è attribuibile ai prestiti erogati alle società finanziarie e alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, a fronte di una sostanziale stabilit{ dell indicatore per i prestiti alle famiglie e alle imprese, pari rispettivamente all 1,3 per cento e al 4,8 per cento. Informazioni preliminari per ottobre e novembre 2013 indicavano che l esposizione complessiva nei confronti dei debitori segnalati per la prima volta in sofferenza è diminuita del 16 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2012.

10 Nei primi nove mesi dell anno la redditivit{ media dell industria bancaria è rimasta molto contenuta: le informazioni sull andamento di conto economico del sistema bancario a settembre 2013 indicavano una contrazione dell 11,8 per cento del margine di interesse. I ricavi netti per attività di servizio e negoziazione compensavano in parte l andamento negativo della gestione denaro determinando una sostanziale stazionarietà del margine di intermediazione (+0,3 per cento). I costi operativi risultavano in calo del 6,4 per cento. Il risultato di gestione presentava un incremento su base d anno del 9,8 per cento. Il rafforzamento patrimoniale è continuato nel corso del Alla fine di giugno ultima data disponibile i coefficienti relativi al patrimonio di base (tier 1 ratio) e al complesso delle risorse patrimoniali (total capital ratio) del totale del sistema bancario erano pari, rispettivamente, all 11,3 e al 14,1 per cento, in crescita rispetto alla fine del precedente esercizio.

11 L andamento delle BCC nel contesto del sistema bancario Nell ultimo anno si è consolidata la ripresa della raccolta da clientela delle BCC già evidenziatasi nell ultimo scorcio dell anno precedente e si è ampliata la capillarità della categoria in termini di presenza territoriale. D altro canto, con l ulteriore inasprirsi della crisi economica, anche nei mercati locali la domanda di credito si è fortemente ridotta, mentre la necessità di contenere i rischi e preservare la dotazione patrimoniale ha indotto anche le BCC a contenere sensibilmente l erogazione di nuovo credito. Gli assetti strutturali Nel corso dell ultimo anno il sistema del Credito Cooperativo ha sostanzialmente mantenuto la propria copertura territoriale. Tra il dicembre 2012 ed il dicembre 2013 il numero delle BCC è diminuito (da 394 a 385), gli sportelli sono aumentati di 4 unità (+0,1 per cento a fronte di una diminuzione del 3,5 per cento registrata per il complesso delle banche), fino a raggiungere a dicembre 2013 quota filiali, pari al 14 per cento del sistema bancario. Alla fine del 2013 le BCC risultavano presenti in 101 province e in comuni. In 573 comuni le BCC rappresentavano l unica presenza bancaria, mentre in 551 comuni operavano in concorrenza con un solo intermediario. Nel 70,9 per cento dei comuni bancari della Categoria erano presenti sportelli di una sola BCC. I dipendenti delle BCC erano pari alla fine del 2013 a unità, in leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo dell anno precedente (-0,5 per cento), a fronte di una diminuzione più consistente rilevata nella media del sistema bancario (-1,5 per cento). I dipendenti complessivi del Credito Cooperativo, compresi quelli delle Società del sistema, approssimavano le unità. Il numero totale dei soci era pari a unità, con un incremento del 3,4 per cento su base d anno. I soci affidati ammontavano a (+2 per cento annuo). Lo sviluppo dell intermediazione Nel quadro congiunturale particolarmente negativo di cui si è detto, nel corso del 2013 anche le BCC hanno fatto registrare una contrazione dei finanziamenti erogati, pur se di intensità inferiore rispetto alla diminuzione registrata mediamente nel sistema bancario italiano, mentre, sul fronte del funding, si è registrata per le banche della categoria una progressiva crescita dei depositi da clientela. In considerazione di tali dinamiche la quota delle BCC nel mercato degli impieghi e in quello della raccolta diretta è cresciuta nel corso del 2013 e si è attestata a fine anno rispettivamente al 7,2 per cento e al 7,7 per cento. Attività di impiego A dicembre 2013 gli impieghi a clientela delle BCC ammontavano a circa 136 miliardi di euro, con una contrazione di circa il 2,1 per cento su base d anno (-4,2 per cento nella media dell industria bancaria). Considerando anche i finanziamenti erogati dalle banche di secondo livello del Credito Cooperativo, l ammontare degli impieghi della Categoria si attesterebbe a fine 2013 a circa 148,9 miliardi di euro, per una quota di mercato del 7,9 per cento. Con riguardo alle forme tecniche del credito, gli impieghi delle BCC a novembre 2013 (ultimo dato disponibile) risultavano costituiti per circa il 68 per cento da mutui (54 per cento nella media di sistema). I mutui delle BCC superavano a tale data i 91 miliardi di euro, in sostanziale stazionarietà rispetto alla fine del 2012 a fronte di un calo del 2,4 per cento registrato mediamente nel sistema bancario; il 30 per cento erano mutui per acquisto abitazione. La quota BCC nel mercato dei mutui era pari al 9,1 per cento. Tali

12 valori sono significativi circa la capacità del sistema BCC di offrire sostegno stabile e di lungo termine all economia italiana. Il credito concesso dalle BCC risulta, com è noto, storicamente accompagnato da un adeguata richiesta di garanzie che coprono un ampia porzione del portafoglio di impieghi. L incidenza di crediti assistiti da garanzie è significativamente più elevata nelle BCC rispetto alla media di sistema, sia con riguardo alle esposizioni in bonis che a quelle deteriorate. La percentuale di esposizioni garantite è mediamente più elevata nelle BCC del Nord. A giugno 2013 (ultimo dato disponibile) oltre il 60 per cento delle esposizioni creditizie per cassa nette delle BCC risultava assistito da garanzie contro il 50 per cento della media di sistema; in particolare, risultava molto elevata la quota di impieghi sostenuta da garanzia reale. La frammentazione del credito, indice classico di bassa rischiosità bancaria, risulta nel complesso del sistema BCC particolarmente elevata, a ulteriore garanzia della stabilità del Sistema. In relazione ai settori di destinazione del credito, le BCC risultano storicamente caratterizzate, com è noto, da un incidenza percentuale degli impieghi a famiglie produttrici e consumatrici significativamente superiore al sistema bancario. A dicembre 2013 l incidenza percentuale dei finanziamenti ai suddetti comparti sul totale degli impieghi era pari al 12 per cento per le BCC, al 5 per cento per il sistema complessivo per le famiglie produttrici, al 32 per cento e al 26 per cento per le famiglie consumatrici. Con riguardo alla dinamica di crescita negli ultimi dodici mesi, a dicembre 2013 si registrava nelle BCC una variazione negativa degli impieghi a residenti in tutti i settori di destinazione maggiormente rilevanti, pur se meno pronunciata rispetto al sistema bancario complessivo: famiglie consumatrici (-0,1 per cento, contro il -1 per cento medio di sistema), famiglie produttrici (-1,6 per cento contro il -2,6 per cento medio di sistema), società non finanziarie (-3,2 per cento contro il -5,9 per cento del sistema bancario). Sono cresciute nelle BCC, in controtendenza con il sistema, gli impieghi alle istituzioni senza scopo di lucro (+1,1 per cento contro il -2,7 per cento della media di sistema). Le quote di mercato delle BCC nei settori d elezione di destinazione del credito, in crescita nel corso del 2013, risultavano a dicembre 2013 molto elevate: 17,7 per cento nel credito a famiglie produttrici; 8,9 per cento nel credito a società non finanziarie; 8,7 per cento nei finanziamenti a famiglie consumatrici. La quota BCC nel mercato dei finanziamenti al settore non profit era pari al 12,8 per cento. Con specifico riguardo al credito alle imprese, si è confermato a dicembre 2013 il permanere di una concentrazione nel comparto costruzioni e attività immobiliari superiore per le BCC rispetto alla media di sistema (rispettivamente 35,3 per cento e 30,8 per cento), pur se in leggera diminuzione rispetto ai mesi precedenti, e di una significativa incidenza dei finanziamenti all agricoltura (9,1 per cento per le BCC contro il 4,9 per cento del sistema bancario complessivo). In relazione alla dinamica di crescita, in un contesto di complessiva riduzione dei finanziamenti erogati al settore produttivo (-2,9 per cento per le BCC e -5,5 per cento per il sistema), si è rilevato un seppur debole sviluppo dei finanziamenti al comparto attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,3 per cento a fronte del -11 per cento medio di sistema). Risultavano, invece, in contrazione su base annua, pur se meno pronunciata rispetto alla media di sistema, i finanziamenti a tutti gli altri comparti: al comparto alloggio e ristorazione (-0,2 per cento contro il -2,8 per cento), al comparto costruzioni e attività immobiliari (-3 per cento contro il -3,8 per cento della media del sistema), al comparto attività manifatturiere (-4,9 per cento contro il -6,3 per cento della media di sistema) e al comparto commercio ingrosso e dettaglio (-3,5 per cento contro il -4,7 per cento del sistema). I finanziamenti al settore agricoltura, silvicoltura e pesca presentavano un seppur poco significativo incremento rispetto al dato in contrazione della media di sistema (rispettivamente 0,1 per cento e -0,3 per cento).

13 Con riguardo alle quote di mercato, permanevano particolarmente elevate le quote relative al comparto agricolo (18,4 per cento), alle attività di servizi di alloggio e ristorazione (17,9 per cento), al comparto costruzioni e attività immobiliari (11,3 per cento) e al commercio (10,8 per cento). Qualità del credito Nel corso del 2013 la qualità del credito erogato dalle banche della Categoria ha subìto con maggiore incisività gli effetti della perdurante crisi economica. I crediti in sofferenza delle BCC sono cresciuti a ritmi elevati: a dicembre lo stock di sofferenze lorde ha raggiunto quota 11,7 miliardi di euro, con un tasso di incremento annuo del 30,1 per cento, in leggero contenimento rispetto ai mesi precedenti, ma ancora superiore a quanto rilevato nel sistema bancario complessivo (+24,6 per cento). Il rapporto sofferenze lorde/impieghi ha raggiunto a dicembre 2013 l 8,6 per cento, dal 6,5 per cento dell anno precedente. Il rapporto sofferenze/impieghi permaneva, comunque, inferiore alla media di sistema nei comparti d elezione della categoria: famiglie consumatrici e famiglie produttrici (4,5 per cento contro il 6,3 per cento del sistema per le famiglie consumatrici e 8,4 per cento contro 13,6 per cento per le famiglie produttrici a novembre 2013). Nel corso dell anno si è verificata una forte crescita anche degli incagli e degli altri crediti deteriorati. Il rapporto incagli lordi/impieghi ha raggiunto alla fine del 2013 il 7 per cento (5 per cento nel sistema bancario), dal 6,1 per cento dei dodici mesi precedenti. Nel corso dell anno le partite incagliate delle BCC hanno registrato una crescita del 12,4 per cento, inferiore alla media di sistema (24,4 per cento). Con specifico riguardo alla clientela imprese, il rapporto sofferenze lorde/impieghi ha superato a dicembre 2013 il 10,8 per cento, registrando nel corso dell anno una crescita significativa, mantenendosi comunque inferiore di oltre due punti percentuali a quanto rilevato mediamente per il settore bancario complessivo (13,4). In particolare, il rapporto sofferenze lorde/impieghi delle BCC risultava a fine 2013 significativamente inferiore rispetto alla media dell industria bancaria in tutte le branche di attività economica maggiormente rilevanti: nel comparto costruzioni e attivit{ immobiliari (14,1 per cento contro 15,9 per cento), nel comparto attivit{ manifatturiere (11,6 per cento contro 15,1 per cento) e nel commercio (10,4 per cento contro 15,3 per cento). Con riferimento al coverage delle sofferenze, si evidenziava un significativo aumento del tasso di copertura effettuato dalle BCC che, grazie a prudenti strategie di bilancio, risultava mediamente prossimo al 50 per cento. Attività di funding Nel corso dell anno si è consolidata, come già accennato, la ripresa della raccolta da clientela già evidenziatasi nell ultimo scorcio dell anno precedente. La raccolta da clientela (comprensiva di obbligazioni), pari a dicembre 2013 a 159,5 miliardi, è cresciuta infatti del 3,8 per cento (-1,3 per cento nel sistema bancario). La variazione annua della raccolta da clientela risultava più rilevante nell area Centro (+6,1 per cento). La dinamica dell aggregato risultava trainata dalla componente caratterizzata da un rendimento relativamente più significativo: depositi con durata prestabilita e certificati di deposito. Su tale dinamica ha influito positivamente l uscita dei risparmiatori privati dai titoli di Stato italiani (-80 miliardi circa nel biennio ): le BCC sono state capaci di intercettare tale liquidità. Le obbligazioni emesse dalle BCC presentavano una significativa contrazione in tutte le aree geografiche, in linea con quanto registrato nella media di sistema. Tale fenomeno è stato principalmente indotto dalla modifica della normativa fiscale. I primi dati di NSFR e di LCR del sistema BCC, calcolati già ai sensi delle norme di Basilea 3, illustravano comunque un robusto equilibrio nelle scadenze di lungo termine e della liquidità operativa.

14 Il sistema del Credito Cooperativo rimane storicamente, nel suo complesso, datore di liquidità nel mercato interbancario domestico. La provvista complessiva (raccolta da clientela, obbligazioni e raccolta interbancaria) si attestava a fine 2013 a circa 192 miliardi di euro, in crescita del 4,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012 (-2,8 nella media del sistema bancario). La provvista complessiva delle BCC risultava composta per circa l 83 per cento da raccolta da clientela e obbligazioni e per il 17 per cento da raccolta interbancaria. La composizione risultava ben diversa per la media di sistema dove l incidenza della raccolta da banche era pari al 29,4 per cento. All interno della raccolta da clientela, risultava per le BCC significativamente superiore l incidenza dei conti correnti passivi, dei C.D. e delle obbligazioni. La raccolta indiretta rimaneva su livelli inferiori al potenziale di sistema. Posizione patrimoniale Per quanto concerne la dotazione patrimoniale, l aggregato capitale e riserve delle BCC ammontava a dicembre 2013 a 20 miliardi di euro, con un incremento del 2,2 per cento su base annua. Il tier1 ratio ed il coefficiente patrimoniale delle BCC, in leggero incremento rispetto allo stesso periodo del 2012, erano pari a settembre 2013, ultima data ad oggi disponibile, rispettivamente al 14,3 per cento ed al 15,2 per cento. Il confronto con il restante settore bancario evidenziava il permanere di un ampio divario a favore delle banche della Categoria non solo in termini di quantità di patrimonio, ma anche di qualità dello stesso. Aspetti reddituali Con riguardo, infine, agli aspetti reddituali, le prime informazioni sull andamento di conto economico indicavano, alla fine del 2013, una significativa contrazione del contributo dell intermediazione creditizia già evidenziata dai dati della semestrale. Il margine di interesse delle BCC presentava una contrazione pari all 8,3 per cento (-8,5 per cento medio totale banche), soprattutto a motivo del trasferimento di parte del portafoglio a sofferenza. In calo, in controtendenza rispetto al sistema, i ricavi netti da servizi (-5,1 per cento contro il +12,8 per cento). È proseguito per le BCC, in controtendenza rispetto al sistema, l incremento significativo dell utile da cessione/riacquisto di crediti e attività e passività finanziarie (+77,2 per cento contro -15 per cento) che ha permesso, nonostante il forte calo dei ricavi da gestione denaro e da servizi, una leggera crescita del margine di intermediazione (+0,4 per cento contro il -0,1 per cento del sistema). Il contenimento dei costi operativi (-3,1 per cento) è stato un mero effetto contabile di una diversa collocazione nel conto economico delle commissioni per istruttoria fidi. Sia le spese per il personale che le altre spese amministrative sono cresciute, seppur in modo modesto, per le BCC (rispettivamente +0,7 per cento e +0,1 per cento), in controtendenza rispetto alla media del settore bancario (rispettivamente -6,3 per cento e -4,3 per cento). Il risultato di gestione, pari a 2,7 miliardi di euro, è apparso in crescita del 5,6 per cento su base d anno (+12,3 per cento nella media del sistema).

15 L economia della Sicilia La fase ciclica negativa, particolarmente severa nel 2012, è proseguita anche nel corso del Qualche segnale di attenuazione si è registrato nei mesi estivi, come emerso dai risultati delle inchieste congiunturali presso le imprese e le famiglie. Il fatturato delle imprese industriali è diminuito ulteriormente; è proseguita la flessione degli investimenti. Nel settore edile si è realizzato un nuovo calo del numero di ore lavorate; le compravendite nel mercato immobiliare hanno continuato a ridursi, anche se a ritmi meno intensi che nel La dinamica sfavorevole del reddito reale disponibile delle famiglie ha penalizzato non solo il settore commerciale ma anche quello turistico, dove si è registrato un calo delle presenze di italiani; è invece proseguita la crescita della spesa effettuata dai turisti stranieri. Dopo l incremento registrato nel 2012, le importazioni siciliane sono diminuite a causa del sensibile calo degli acquisti di prodotti petroliferi; anche l export ha registrato un andamento negativo derivante principalmente dalla diminuzione delle vendite dei prodotti delle industrie estrattive e dei prodotti e sostanze chimiche. Ha continuato a ridursi il numero di occupati in regione, in tutti i settori. Il tasso di disoccupazione è ulteriormente aumentato. Nei primi nove mesi dell anno le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni, pur rimanendo su livelli storicamente alti, sono calate. Nell anno 2013 la riduzione dei prestiti alle imprese e alle famiglie siciliane si è intensificata. La debolezza del quadro congiunturale ha continuato a influenzare negativamente la domanda di finanziamenti del settore privato e, per effetto del peggioramento del rischio percepito dagli intermediari, le condizioni di offerta del credito. Gli indicatori che misurano il grado di deterioramento del credito hanno toccato i livelli più alti dall insorgere della crisi del : le sofferenze sono cresciute notevolmente nel settore produttivo, soprattutto nel comparto delle costruzioni e manifatturiero. I depositi bancari delle famiglie sono aumentati, sebbene a un ritmo meno intenso rispetto a quello del Dopo un biennio di variazioni negative, anche la liquidità delle imprese detenuta presso il sistema bancario è cresciuta. L industria Nel corso del 2013 l attività industriale è rimasta su livelli modesti, pur in presenza di alcuni timidi segnali di miglioramento nei mesi estivi. Secondo l indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere condotta mensilmente dall Istat, riferita alle imprese del Mezzogiorno, i livelli degli ordini e della produzione si sono mantenuti su valori contenuti. I risultati del sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d Italia tra settembre e ottobre su un campione di imprese industriali con almeno 20 addetti, hanno fornito un quadro analogo per la Sicilia. Circa il 40 per cento delle aziende siciliane ha registrato una riduzione del fatturato nei primi tre trimestri del 2013, una quota più che doppia rispetto a chi ha segnalato un aumento. Rispetto alla precedente edizione del sondaggio, svolta nell autunno del 2012, il saldo negativo delle risposte è stato comunque più contenuto. Le imprese di maggiore dimensione (oltre 50 addetti) e quelle esportatrici hanno mostrato una maggiore resilienza, con un incidenza più bassa delle aziende che hanno segnalato un calo del fatturato. Oltre la metà del campione si attendeva nei successivi sei mesi un livello degli ordini stazionario rispetto al valore attuale; il saldo tra le previsioni in aumento e quelle in diminuzione è stato leggermente positivo. La quota di imprese che prevedeva di chiudere l esercizio in utile era pari al 59 per cento (61 per cento nel 2012); le aziende che stimavano una perdita erano il 24 per cento (23 per cento nel 2012). I risultati attesi erano mediamente migliori per le imprese più grandi. Per meno della metà delle aziende intervistate le decisioni di investimento erano in linea con la spesa programmata a fine 2012; il saldo tra la quota di imprese che prevedevano una spesa superiore a quella

16 programmata e quelle per cui la spesa sarebbe stata inferiore era negativo per circa 8 punti percentuali. Per il 2014 la maggioranza delle imprese si attendeva investimenti stabili sui livelli del 2013; il saldo tra le previsioni in aumento e quelle in diminuzione era positivo per oltre 10 punti percentuali. Dal punto di vista occupazionale, il 38 per cento delle imprese stimava una riduzione della manodopera nel 2013, l 11 per cento un aumento; i dati erano omogenei per classe dimensionale. Oltre un quarto del campione ha fatto richiesta di utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni. Il perdurare dell andamento negativo dell economia regionale ha inciso sulla base produttiva. Secondo i dati dell archivio InfoCamere-Movimprese, nella prima parte dell anno il saldo di nati-mortalità delle imprese industriali siciliane è risultato negativo per oltre 600 unità; il numero di imprese attive ( unità) si è ridotto dell 1,1 per cento rispetto a giugno Le costruzioni e il mercato immobiliare Nel corso dell anno 2013 il settore delle costruzioni ha continuato ad attraversare una fase ciclica negativa. In base ai dati dell Istat, l occupazione si è ridotta del 9,6 per cento rispetto allo stesso periodo del Oltre la metà delle imprese edili siciliane con almeno 20 addetti, che hanno partecipato al sondaggio congiunturale della Banca d Italia, ha segnalato una riduzione del valore della produzione; meno di un quinto ha segnalato una crescita. Il calo dei volumi di produzione si è riflesso in una contrazione dell occupazione per oltre il 60 per cento delle imprese intervistate. Le aspettative per il 2014 non sono favorevoli; il saldo tra quanti prevedevano un aumento e quanti invece una diminuzione del valore della produzione era negativo per circa 10 punti percentuali. Nei primi due trimestri del 2013 è proseguita la contrazione del mercato immobiliare residenziale. Secondo i dati dell Osservatorio del mercato immobiliare dell Agenzia delle Entrate, la flessione del numero di compravendite (-13,4 per cento) è risultata, tuttavia, meno intensa rispetto alla media del 2012, quando si era registrata una caduta dei volumi pari al 27,4 per cento. Le quotazioni immobiliari nel comparto residenziale si sono ridotte sia in termini reali (-7,9 per cento) sia nominali (-6,5 per cento). Anche nel settore non residenziale il calo delle compravendite si è attenuato. Nel primo semestre del 2013 il volume degli scambi si è ridotto del 10,6 per cento (-22,4 per cento nella media del 2012). Nel segmento commerciale, quello più rilevante per volume di attivit{, la diminuzione è stata dell 8,5 per cento (-22,4 per cento nel 2012). In base ai dati del CRESME (Centro Ricerche Economiche, Sociali di Mercato per l Edilizia ed il Territorio), nel primo semestre del 2013 i bandi di gara per opere pubbliche da effettuare sul territorio siciliano sono diminuiti in numero (-24,7 per cento) e in valore (-34,0 per cento); il calo è risultato più accentuato rispetto a quello registrato nella media delle regioni del Mezzogiorno (rispettivamente -17,4 e -24,1 per cento). La riduzione in valore dei bandi di gara ha riguardato tutte le province siciliane a esclusione di Enna e Trapani, che rappresentavano circa il 10 per cento del mercato regionale delle opere pubbliche. L importo medio dei bandi di gara siciliani è stato di poco inferiore a 570 mila euro (circa 740 mila euro nella media del Mezzogiorno). Gli scambi con l estero Dopo l incremento registrato nel 2012 (21,5 per cento), nella prima metà del 2013 le esportazioni siciliane sono diminuite, a prezzi correnti, del 14,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. La dinamica negativa è stata influenzata principalmente dalla diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (-22 per cento), che rappresentavano i due terzi delle esportazioni regionali. Per queste produzioni si sono dimezzati, in particolare, i flussi verso i paesi dell area dell euro e gli Stati Uniti.

17 Al netto dei prodotti petroliferi le esportazioni siciliane sono aumentate del 6,6 per cento. Come l anno scorso un contributo positivo è pervenuto dai settori dell elettronica e degli articoli farmaceutici; sono, inoltre, aumentate tra i principali comparti le vendite di prodotti chimici e dell agroalimentare. Le importazioni siciliane sono diminuite del 4,7 per cento, influenzate dell andamento dei settori delle sostanze e prodotti chimici e delle industrie estrattive, che rappresentavano circa il 70 per cento del totale. I servizi Nel corso del 2013 il settore dei servizi ha continuato a mostrare un andamento negativo, risentendo della contrazione dell occupazione e della riduzione del reddito disponibile delle famiglie. Secondo i dati del sondaggio congiunturale condotto dalla Banca d Italia, il 42 per cento delle aziende di servizi non finanziari ha registrato un calo del fatturato rispetto al 2012, il 27 per cento un aumento. Il saldo tra la quota di risposte positive e quelle negative era in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione (-21 punti percentuali). In questo contesto, il 50 per cento delle imprese prevedeva di chiudere l esercizio in utile, il 33 per cento in perdita. Le aziende del campione indicavano in prevalenza una spesa per investimenti fissi in linea con quanto programmato a fine 2012; il saldo tra la quota di imprese che prevedevano una spesa superiore a quella programmata e quelle per cui la spesa sarebbe stata inferiore era negativo per circa 18 punti percentuali. Nel 2014 il calo degli investimenti avrebbe dovuto interrompersi; il 60 per cento delle imprese prevedeva investimenti stabili, mentre il saldo tra le previsioni in aumento e quelle in diminuzione era positivo per circa 10 punti percentuali. Le imprese del campione stimavano una riduzione dell occupazione nel 2013: a fronte del 39,5 per cento che prevedeva una stabilità dei livelli occupazionali, il saldo tra le risposte in aumento e quelle in diminuzione era negativo (-26,9 punti percentuali). Il commercio. Nella prima parte dell anno è proseguita la fase recessiva del settore commerciale. In base al sondaggio congiunturale della Banca d Italia, oltre la metà delle imprese del commercio ha registrato una riduzione del fatturato, meno di un quinto un aumento. I risultati reddituali delle aziende apparivano in linea con il 2012: un impresa su due si attendeva di chiudere l anno in utile, meno del 30 per cento in perdita. L occupazione era prevista in riduzione da quasi la metà del campione, in aumento da meno del 20 per cento. Nel comparto dei beni durevoli, secondo i dati Anfia (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche), il numero di vetture immatricolate in Sicilia nei primi nove mesi dell anno si è ridotto del 16,4 per cento (nell anno precedente -30,1 per cento), con un risultato peggiore rispetto al Mezzogiorno e al Paese (rispettivamente -11,9 e -8,3 per cento). Il turismo. In base ai primi dati dell Osservatorio turistico della Regione Siciliana, nel 2013 i flussi turistici in Sicilia hanno sostanzialmente ristagnato, con un limitato incremento del numero di arrivi (+0,5 per cento) ed una diminuzione dei pernottamenti (-0,1 per cento). La dinamica negativa ha riguardato esclusivamente i flussi di connazionali, mentre per gli stranieri si è registrato un incremento. In base ai dati dell indagine della Banca d Italia sul turismo internazionale, è proseguito per il terzo anno consecutivo l andamento positivo della spesa complessivamente effettuata dai turisti stranieri nell Isola; l aumento nel 2013 è stato pari al 14,2 per cento. Il mercato del lavoro Nel 2013 il mercato del lavoro siciliano ha continuato a risentire degli effetti del quadro congiunturale negativo.

18 In base alla Rilevazione sulle forze di lavoro dell Istat gli occupati, nel 2013, sono diminuiti del 5,3 per cento. La flessione dei livelli occupazionali ha coinvolto tutti i settori produttivi; è proseguita la contrazione per gli addetti nell edilizia e nell industria (rispettivamente -9,6 e -2,9 per cento) e si è accentuata quella per gli occupati nell agricoltura e nel terziario (rispettivamente -11,6 e -4,5 per cento). In conseguenza di tali dinamiche il tasso di occupazione per la popolazione tra 15 e 64 anni è sceso di 1,9 punti percentuali, al 39,3 per cento. Nel 2013 il numero delle persone in cerca di occupazione è aumentato del 10,2 per cento; tale andamento era riconducibile esclusivamente alle persone con precedente esperienza lavorativa, che rappresentavano i due terzi delle persone alla ricerca di un impiego. Il tasso di disoccupazione è così salito di 1,4 punti percentuali rispetto al 2012, al 21,0 per cento. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è ridotto di un punto percentuale, al 49,9 per cento. Nei primi nove mesi dell anno le imprese siciliane sono ricorse alla Cassa Integrazione Guadagni in misura minore rispetto allo stesso periodo del 2012 (-11,6 per cento); il numero di ore autorizzate era, comunque, su livelli elevati rispetto all inizio della crisi. Alla contrazione ha contribuito prevalentemente la componente straordinaria (-24,5 per cento), per la forte diminuzione delle ore destinate ai settori della meccanica e della chimica e petrolchimica. Tra i settori con la maggiore quota di ore concesse, gli interventi sono aumentati nei trasporti e comunicazioni e nel commercio.

19 Il sistema bancario siciliano A dicembre 2013 in Sicilia erano attive complessivamente 64 banche di cui 32 con sede nella regione; di queste ultime, 25 risultavano essere Banche di Credito Cooperativo. Gli sportelli operativi ammontavano a (in diminuzione rispetto ai del 2012); di questi, 171 erano espressione del Credito Cooperativo e 344 erano riconducibili alle rimanenti 7 banche con sede nella regione. La distribuzione territoriale degli sportelli garantiva la presenza di almeno uno sportello bancario in 328 comuni siciliani su un totale regionale di 390 comuni. Il Credito Cooperativo era presente in 133 comuni. I prestiti bancari Il rallentamento dei prestiti bancari alla clientela residente in regione, già in atto alla fine del 2012, è proseguito nel 2013 riducendosi di 1,3 miliardi, pari al 2,0 per cento (erano diminuiti dell 1,9 per cento nel 2012). La contrazione ha interessato, in particolare, le famiglie consumatrici (destinatarie del 43,0 per cento del totale dei finanziamenti erogati dal sistema finanziario siciliano nel 2013), per le quali sono stati erogati finanziamenti per 28,1 miliardi di euro, inferiori di 553 milioni di euro rispetto allo scorso esercizio (-1,9 per cento), e le imprese a cui sono risultati erogati finanziamenti per 30 miliardi di euro, con un decremento rispetto al 2012 di 1,0 miliardi di euro (-3,2 per cento). Relativamente alle imprese, sono diminuiti sia i finanziamenti alle piccole imprese (-3,3 per cento), sia i finanziamenti alle imprese medio-grandi (-3,2 per cento); in crescita sono risultati i finanziamenti al comparto delle Amministrazioni pubbliche (+4,2 per cento). La qualità del credito alla clientela siciliana ha continuato a peggiorare. I prestiti bancari classificati a sofferenza, che nel 2012 avevano registrato un incremento del 17,5 per cento, nel 2013 hanno confermato la loro crescita (+20,2 per cento). L incremento è stato del 12,7 per cento per le famiglie consumatrici e del 25,1 per cento per le imprese. Relativamente a queste ultime, si è evidenziato un maggior incremento delle sofferenze per le imprese medio-grandi (+28,9 per cento) rispetto alle piccole imprese (+18,2 per cento). La percentuale delle sofferenze lorde sui prestiti totali è cresciuta nel 2013 al 13,3 per cento dal 10,9 per cento del Nel 2013 si è registrata una maggiore rischiosità dei crediti erogati alle imprese rispetto alle famiglie consumatrici: in particolare, nell ultimo trimestre si è evidenziato un incremento delle esposizioni deteriorate delle imprese manifatturiere, pari all 8,8 per cento, e delle imprese di costruzioni, pari all 8,0 per cento, contro un incremento dell 1,9 per cento relativo alle famiglie consumatrici. Il risparmio finanziario A fine dicembre 2013 il risparmio detenuto nella forma di depositi bancari per il complesso delle famiglie e delle imprese residenti in Sicilia è risultato in aumento dell 1,7 per cento rispetto all anno precedente (+3,6 per cento). In particolare, in aumento sono risultati sia il risparmio delle famiglie consumatrici (+1,7 per cento), sia la raccolta dalle imprese (+1,6 per cento). In leggera diminuzione è risultata la raccolta indiretta (-1,0 per cento); la composizione della stessa ha evidenziato per il 2013 una riduzione di investimenti in obbligazioni italiane ed in altre obbligazioni (rispettivamente -10,3 per cento e -26,6 per cento) a fronte di un incremento di investimenti in quote di OICR (+27,9 per cento). I tassi di interesse bancari Relativamente ai tassi di interesse bancari, al 31 dicembre 2013 si è registrato un aumento sia dei tassi attivi sui prestiti a breve termine (tasso medio del 7,83 per cento) sia dei tassi attivi a medio-lungo termine (tasso medio del 4,67 per cento).

20 In lieve riduzione la remunerazione media dei conti correnti liberi cui risultavano applicati tassi passivi medi pari allo 0,38 per cento.

21 Il sistema di Credito Cooperativo siciliano Al 31 dicembre 2013 il Credito Cooperativo siciliano era rappresentato da 25 BCC (-2 rispetto al 2012, per effetto dell acquisizione delle attivit{ e passivit{ della BCC del Belice da parte della BCC Don Rizzo e della BCC Credito Aretuseo da parte della BCC di Pachino) con 171 sportelli in 133 comuni su 328 bancati. Nel 2013 si è registrata l apertura di 3 nuove filiali (Mazzarino, Acicastello e Agrigento) in controtendenza rispetto al sistema bancario regionale che ha visto una riduzione degli sportelli operativi da del 2012 a del Le analisi sui dati di bilancio sono state realizzate su 24 BCC. Non sono stati esaminati i dati della BCC S. Francesco di Canicattì in amministrazione straordinaria. La dinamica dei volumi è stata influenzata dalle operazioni di aggregazione citate; le attività e passività delle banche cedenti, non considerate nel 2012, sono state ricomprese tra quelle delle cessionarie nel Tuttavia, gli scostamenti rispetto all esercizio precedente, di seguito rappresentati, sono stati depurati da tale effetto e da eventuali componenti straordinarie, stimando in questo modo la variazione effettiva delle diverse voci di Stato Patrimoniale. La raccolta diretta complessiva ha raggiunto i milioni di euro con un incremento del 7,5 per cento, pari a 249 milioni di euro, rispetto al In particolare, si è registrato: un incremento della componente conti correnti e depositi liberi che, con un +12,0 per cento, si è attestata a milioni di euro, pari al 64,9 per cento dell intera raccolta; una crescita del 23,9 per cento dei depositi vincolati che hanno raggiunto i 379 milioni; un decremento della componente obbligazioni che, con un -16,0 per cento, si è attestata a 419 milioni di euro, pari all 11,7 per cento dell intera raccolta; un incremento dei certificati di deposito che, con un +8,9 per cento, si sono attestati a circa 403 milioni di euro, pari all 11,3 per cento del totale della provvista. Al netto degli elementi straordinari sopra citati, la raccolta diretta complessiva da clientela, ha registrato un incremento effettivo stimato del 4,7 per cento, pari a 156 milioni di euro, rispetto al La raccolta diretta, al netto della componente obbligazioni e pronti contro termine, ha registrato un incremento del 5,3 per cento, maggiore rispetto a quanto rilevato dal sistema regionale (+1,2 per cento). La quota di mercato detenuta dalle 24 BCC è risultata pari al 9,0 per cento in lieve incremento rispetto al dato 2012 (8,7 per cento). La raccolta indiretta è diminuita da 489 milioni di euro del 2012 a 464 milioni di euro del 2013; il decremento è stato del 5,1 per cento. Al netto degli elementi straordinari, la raccolta indiretta complessiva ha registrato un decremento effettivo stimato del 7,8 per cento, pari a 38 milioni di euro, rispetto al Nel 2013 gli impieghi netti a clientela hanno raggiunto i milioni di euro, contro i milioni di euro del 2012, registrando un calo del 3,2 per cento, pari a 74 milioni di euro. In dettaglio, i mutui sono rimasti stabili (+0,1 per cento), rappresentando con circa milioni di euro il 71,2 per cento dell intero comparto. In calo (-8,0 per cento) i conti correnti, il cui valore risultava pari a circa 437 milioni di euro ed il cui peso rispetto al comparto è diminuito leggermente attestandosi al 19,5 per cento. In calo la componente altre operazioni di finanziamento (-15,2 per cento, pari a -37,6 milioni di euro), che aveva un peso del 9,4 per cento sull intero comparto degli impieghi netti verso clientela. Notevole è stato l incremento dei crediti deteriorati (+8,6 per cento), che sono passati da 362 a quasi 392 milioni di euro (+30 milioni di euro), confermando la situazione di difficolt{ dell economia regionale che grava sulla qualit{ del credito erogato dalle BCC. L incremento delle partite deteriorate si è registrato prevalentemente nella forma tecnica dei mutui: su 30 milioni di euro di variazione in aumento, circa 28 milioni di euro erano rappresentati da mutui. Al netto degli elementi straordinari già citati, gli impieghi netti complessivi da clientela hanno registrato un decremento effettivo stimato del 6,2 per cento, pari a 145 milioni di euro, rispetto al 2012; i deteriorati netti un aumento effettivo stimato del 3,3 per cento, pari a circa 12 milioni di euro.

22 In riferimento ai prestiti bancari lordi, la quota di mercato detenuta dalle 24 BCC è risultata pari al 6,3 per cento, in lieve diminuzione rispetto al dato del 2012 (6,5 per cento). Il rapporto impieghi netti su raccolta diretta nel 2013 ha registrato un calo di 6,9 punti percentuali, passando dal 69,7 per cento al 62,8 per cento. Il rapporto sofferenze nette su impieghi netti è peggiorato dal 5,2 al 7,1 per cento. Le sofferenze nette sono aumentate del 31,9 per cento ( incremento effettivo stimato : +22,9 per cento), attestandosi a 159 milioni di euro; gli incagli, con un +6,7 per cento ( incremento effettivo stimato : +2,3 per cento), si sono attestati a 164 milioni di euro; i past due sono diminuiti (-22,4 per cento) raggiungendo i 64 milioni contro gli 82 milioni di euro del Lieve incremento, invece, per la componente delle esposizioni ristrutturate (+600 mila euro circa) che ha raggiunto i 6 milioni di euro. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi lordi è peggiorato passando dal 10,7 per cento del 2012 al 13,6 per cento del 2013 (in linea con il 13,3 per cento registrato dal sistema regionale). Il grado di copertura del credito deteriorato è aumentato dal 33,4 al 38,3 per cento, con una leggera riduzione delle svalutazioni complessive sulle sofferenze (dal 55,0 al 53,4 per cento) ed un deciso incremento di quelle relative agli incagli (dal 16,3 al 25,8 per cento), dato che ha risentito delle operazioni di acquisizione di attività e passività citate. Al 31 dicembre 2013 il patrimonio netto delle BCC siciliane ammontava a 605 milioni di euro, valore che rappresentava il 16,9 per cento della raccolta diretta ed il 26,9 per cento degli impieghi netti con clientela. L incremento di circa 21 milioni di euro è stato determinato principalmente dall utile di fine periodo e dall apprezzamento della riserva da valutazione dei titoli disponibili per la vendita per 17 milioni di euro. Il rapporto sofferenze nette su patrimonio netto si è incrementato dal 20,7 per cento del 2012 al 26,3 per cento del È aumentato anche il peso degli incagli netti sul patrimonio netto dal 26,2 al 27,0 per cento. Si è ridotta l incidenza degli scaduti sul patrimonio netto, dal 14,0 per cento al 10,5 per cento. Nel 2013 il portafoglio titoli risultava pari a milioni di euro contro i milioni di euro del 2012, incrementandosi del 19,7 per cento. Sempre molto rilevante il peso delle attività disponibili per la vendita (pari a circa il 96 per cento). Sono cresciuti del 3,7 per cento i crediti verso le banche, attestatisi a 355 milioni di euro. Ancora in aumento la raccolta da banche (+16,0 per cento rispetto al 2012), più che raddoppiata nell ultimo biennio, grazie principalmente alle operazioni di rifinanziamento BCE. Ancora costante la crescita del numero dei soci delle 24 BCC prese in esame passato dai del 2012 ai del 2013 (+386 unit{ con un incremento dell 1,4 per cento). Per quanto concerne gli aspetti reddituali si è registrato un forte decremento del risultato netto d esercizio (-74,4 per cento). L utile netto si è attestato a 5,5 milioni di euro contro i 21,3 milioni di euro del In particolare: il margine di interesse ha fatto registrare un decremento dell 11,3 per cento, pari a 15,3 milioni di euro (da 135,3 a 120 milioni di euro); le commissioni nette sono aumentate del 3,8 per cento, pari a circa 1 milione di euro (da 26,0 a 27,0 milioni di euro); il margine di intermediazione è diminuito dell 1,2 per cento, pari a circa 2,2 milioni di euro (da 180,5 a 178,3 milioni di euro); l aggregato ha beneficiato di un incremento dei dividendi (+17,8 per cento) e soprattutto di un maggiore risultato netto positivo derivante dagli utili da cessione delle attività finanziarie disponibili per la vendita (+13,4 milioni di euro circa rispetto all anno precedente), che ha quasi compensato la riduzione del margine da interessi; di contro, si è ridotto il risultato netto derivante dal portafoglio titoli da negoziazione (-1,1 milioni di euro) e dalle attività e passività valutate al fair value (-0,5 milioni di euro);

23 si è ridotto il peso del margine di interesse su quello di intermediazione (dal 74,9 per cento del 2012 al 67,3 per cento del 2013); il risultato netto della gestione finanziaria è diminuito del 10,4 per cento, per effetto dell aumento delle rettifiche di valore complessive sui crediti di 12,4 milioni di euro rispetto al pari periodo dello scorso anno (da 45,7 a 58,2 milioni di euro); i costi operativi si sono incrementati del 3,9 per cento, pari a 4,3 milioni di euro (da 108,5 a 112,8 milioni di euro); le spese amministrative sono aumentate del 5,3 per cento, pari a circa 6,1 milioni di euro (da 115,7 a 121,8 milioni di euro), con un incremento del 4,9 per cento per le spese del personale (+3,0 milioni di euro) e un aumento delle altre spese amministrative del 5,8 per cento (+3,1 milioni di euro); in aumento anche gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri per 1,1 milioni di euro (da 0,6 a 1,7 milioni di euro); il risultato lordo di gestione ha registrato una diminuzione del 73,8 per cento pari a circa 20 milioni di euro (da 27,1 a 7,1 milioni di euro); le imposte dell esercizio sono diminuite del 71,6 per cento per effetto della riduzione della base imponibile IRES ed IRAP. In particolare, su 24 BCC esaminate: 17 BCC hanno registrato un risultato d esercizio positivo; 7 BCC hanno chiuso in perdita d esercizio; 19 BCC hanno registrato un peggioramento del risultato d esercizio; 5 BCC hanno migliorato il risultato di conto economico (tuttavia, in tre casi si tratta di riduzione di perdita). Il ROE ha registrato una forte riduzione passando dal 3,65 per cento del 2012 allo 0,90 per cento del Il Cost to income, in controtendenza rispetto al biennio precedente, si è incrementato dal 60,1 per cento del 2012 al 63,3 del L analisi dei risultati economici delle BCC siciliane, aggregati per cluster dimensionale, ha evidenziato, con riferimento al risultato netto di esercizio 2013, quanto segue: le BCC raggruppate nel cluster 1 hanno registrato un utile pari a 3,5 milioni di euro a fronte di un risultato netto positivo di 11 milioni di euro nel 2012 (-68,0 per cento); delle 6 BCC appartenenti a questa fascia, 2 hanno chiuso l esercizio in perdita; le BCC raggruppate nella cluster 2 hanno registrato un utile pari a 3,5 milioni di euro a fronte di un risultato netto positivo di 10,8 milioni di euro del 2012 (-67,9 per cento); delle 11 BCC appartenenti alla fascia, solo 2 hanno registrato una perdita; le BCC raggruppate nella cluster 3 hanno registrato una perdita pari a 1,5 milioni di euro a fronte di un risultato netto negativo di 0,5 milioni di euro nel 2012 (+216,2 per cento); in particolare il dato è stato influenzato negativamente dalla perdita registrata da 2 delle 7 BCC appartenenti alla fascia. Il dato della redditivit{ complessiva ha evidenziato, a fronte di un risultato economico d esercizio del 2013 di 5,5 milioni di euro, una redditività complessiva positiva pari a 23 milioni di euro circa. Il dato è peggiorato rispetto al 2012, quando ha registrato, a fronte di un utile di 21,3 milioni di euro, una redditivit{ complessiva di 97,4 milioni di euro. L elemento determinante è risultato essere sempre la dinamica del valore del portafoglio titoli disponibili per la vendita.

24 Le strategie ed i progetti della Federazione Siciliana Il triennio è stato caratterizzato da importanti scelte strategiche e progettualità per il Credito Cooperativo siciliano, che si è interrogato sulle proprie criticità ed ha assunto consapevolezza sulla necessità di avviare iniziative mirate a migliorare il sistema dei controlli, la struttura organizzativa, la produttivit{ e l efficienza, il rapporto con il territorio, con i soci e con le comunit{ locali. Nel 2013 è proseguito con determinazione l impegno nella realizzazione delle strategie e dei progetti delineati ed avviati nel triennio precedente. In particolare, le attività si sono concentrate sulla prevenzione e gestione delle crisi, sul sistema dei controlli e sulla qualità del credito. Prevenzione e gestione delle crisi Nel corso del 2013 all apparato regolamentare della Federazione sono stati aggiunti nuovi tasselli funzionali al conseguimento dell obiettivo strategico di prevenire e gestire le crisi bancarie. È stato formalizzato l iter procedurale per la individuazione delle BCC da sottoporre ad osservazione, al fine di garantire tracciabilità al processo di valutazione delle evidenze di criticità e adeguato sostegno alle attivit{ della Federazione. Annualmente trova definizione il Piano delle attività di monitoraggio e delle verifiche che evidenzia l elenco delle BCC poste in osservazione e le iniziative individuate per ciascuna di esse. Al fine di rendere più efficace e responsabilizzante l attivit{ di coordinamento dei Servizi di controllo e consulenza della Federazione, è stato istituito il Comitato Controlli, ove vengono condivise le iniziative di monitoraggio ed intervento. È stato, infine, previsto che il Comitato per la valutazione dei Piani Strategici venga attivato anche su iniziativa del Direttore a seguito di specifica proposta del Servizio Rischi e Controlli nell ambito delle BCC poste in osservazione. Il Comitato valuta anche la sostenibilit{ dei Piani d Azione richiesti alle Associate. Sistema dei controlli È proseguito con i Presidenti dei Collegi Sindacali il percorso di confronto ed approfondimento sui compiti che la normativa assegna al loro ruolo. Gli incontri con i Collegi delle Associate hanno assunto cadenza periodica e l ampio dibattito che ne è scaturito costituisce un prezioso contributo nella individuazione delle iniziative che la Federazione avvierà a supporto dei Collegi Sindacali o nel ruolo di facilitatore per la diffusione di best-practice. Il 24 maggio è stata redatta la prima versione del documento Linee Guida per l operato dei Collegi Sindacali nelle Banche di Credito Cooperativo, documento ripetutamente sottoposto a revisione, estensione ed aggiornamento. L emanazione del 15 aggiornamento della Circolare n. 263 della Banca d Italia del 2 luglio 2013, con l introduzione di nuove disposizioni in materia di sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuit{ operativa, ha visto l avvio di un progetto nazionale di Categoria per l adeguamento delle BCC alle previsioni normative. In tale ambito, la Federazione partecipa attivamente ai Tavoli di Lavoro di Federcasse fornendo contributi per una declinazione dei requisiti normativi che tenga adeguatamente in considerazione le specificità delle proprie Associate. Credito Sono state aggiornate, con il supporto del Centro di Competenza Crediti, le Linee guida per la gestione del credito rilasciate ad inizio anno. Le modifiche hanno riguardato essenzialmente la fase istruttoria. In particolare, sono stati aggiornati: gli indicatori da prendere a riferimento nell analisi di bilancio, gli elementi di criticità ed ostativi derivanti da informazioni da Centrali Rischi e Banche dati, gli elementi di criticità per gli affidamenti riguardanti i soggetti privati. È stata introdotta la possibilità di

25 considerare gli elementi ostativi e di criticità, già individuati per la fase di istruttoria, anche per la fase di revisione. In tale fase, le procedure concorsuali e/o l applicazione di misure cautelari o definitive da parte dell Autorit{ Giudiziaria saranno da considerarsi, già in prima battuta, elementi ostativi causa di un eventuale revoca dell affidamento, mentre la presenza degli altri elementi ostativi comporter{ che l affidamento sia posto nuovamente a revisione entro 12 mesi. In occasione della nuova revisione la persistenza degli elementi ostativi sar{ causa di revoca dell affidamento. Per agevolare l operativit{ dei dipendenti nella fase istruttoria e tracciare l iter valutativo da seguire conformemente con le Linee guida, è stata predisposta una scheda di lavoro in cui sono stati riportati gli elementi da prendere in considerazione secondo la tipologia di soggetto da affidare e la fonte dei dati. Analogamente a quanto evidenziato in occasione del primo rilascio delle Linee guida, l aggiornamento delle stesse ha comportato l avvio di un processo di rivisitazione della regolamentazione aziendale gi{ adottata per il processo del credito. I principali progetti Nel 2013 il personale della Federazione è stato impegnato in 19 progetti finalizzati al miglioramento dei servizi offerti o al rilascio alle Associate di nuovi strumenti operativi. Tra questi hanno assunto rilevanza: i progetti connessi al monitoraggio ed alla prevenzione delle crisi: l accesso diretto della Federazione agli applicativi delle BCC; l accesso al Cruscotto Iside per le Federazioni locali; l elaborazione di una reportistica trimestrale del Servizio Rischi e Controlli per il Comitato Controlli. Progetto Pianificazione Strategica. Nuovo approccio metodologico ed operativo; Progetto Giovani; Progetto Modelli organizzativi: i processi di lavoro, implementazioni ed aggiornamenti; Progetto integrato Paghe, Risorse Umane e Gestione Formazione. Monitoraggio e prevenzione delle crisi Questi progetti hanno consentito alla Federazione una più ampia ed aggiornata visibilità sull andamento delle Associate dalla quale è scaturita la definizione iniziale di un programma di interventi con la previsione di nove attività di verifica in loco. La definizione di una reportistica periodica per l analisi del monitoraggio andamentale delle Associate ha consentito inoltre il riposizionamento del programma in corso d anno, sulla base di evidenze aggiornate, e indotto alla richiesta di quattro Piani d Azione ad altrettante BCC. Grazie alla strumentazione resasi disponibile, nel mese di dicembre è stato per la prima volta definito un articolato Piano delle attivit{ di monitoraggio e delle verifiche per l esercizio Progetto Pianificazione Strategica. Nuovo approccio metodologico ed operativo Sono state ridefinite le impostazioni del processo di Pianificazione Strategica. In particolare, sono state riviste le metodologie, i processi e gli strumenti operativi, con l obiettivo di dare maggiore rilevanza alle analisi utilizzate a supporto della definizione delle linee strategiche e di erogare un servizio di assistenza e consulenza più aderente alle necessità organizzative e di pianificazione delle BCC. In particolare, il nuovo percorso di pianificazione strategica prevede: analisi di bilancio e benchmark; assessment ispettivo, organizzativo, finanza (a cura del Servizio Rischi e Controlli);

26 scenario macroeconomico e quadro regionale; posizionamento competitivo; efficacia e produttività della rete; analisi territoriale; budget commerciale; traduzione quantitativa delle linee strategiche: simulazione strategica; valutazione degli assorbimenti patrimoniali. La pianificazione delle linee strategiche individuate viene svolta su un arco temporale triennale e negli anni successivi alla definizione di tali linee viene data assistenza su: elaborazione del budget commerciale di filiale; analisi degli scostamenti ed aggiornamento delle previsioni; assistenza in caso di eventuale ridefinizione delle linee strategiche. Progetto Giovani Con i progetti Convegno su Giovani e Lavoro e I giovani nel mondo delle BCC siciliane la Federazione ha inteso creare le condizioni per costruire una profonda e stabile relazione del Credito Cooperativo con i giovani. Sono state realizzate nel corso del 2013 le seguenti attività: a) Avvio delle Associazioni di Giovani Soci. È stato prodotto il Box Avvio Associazioni Giovani Soci contenente materiali utili per la costituzione delle Associazioni di Giovani Soci e la realizzazione di incontri con gruppi di giovani dipendenti e successivamente con gruppi di giovani soci per facilitare il processo di costituzione delle Associazioni. b) Forum Nazionale delle Associazioni di Giovani Soci delle BCC. Il 6-7 aprile u.s. si è tenuto a Palermo, presso i Cantieri Culturali alla Zisa, il Terzo Forum Nazionale delle Associazioni di Giovani Soci che ha visto la partecipazione di circa 350 giovani di BCC appartenenti alle 45 Associazioni e aggregazioni territoriali dei Giovani Soci delle Banche di Credito Cooperativo diffuse in tutta Italia. La realizzazione dell evento in Sicilia è frutto del riconoscimento a livello nazionale della validit{ del Progetto Giovani avviato dalla Federazione Siciliana nel Il Forum è stato l occasione per confrontarsi sul tema caldo del lavoro e della possibilit{ di applicare la logica della cooperazione ai processi di start up delle giovani imprese. c) Incontri di Formazione Finanziaria nelle scuole superiori di secondo grado. È stato realizzato un percorso formativo per i giovani dipendenti con l obiettivo di fornire i fondamenti di tecniche di gestione d aula e di comunicazione di base ed inoltre è stato consegnato il pacchetto didattico da presentare nelle scuole. Alla Formazione Finanziaria è stato associato il concorso C+: Conosci e conquista destinato ai giovani attraverso Facebook. Al 31 dicembre 2013 erano state costituite le Associazioni dei Giovani Soci presso le BCC: Don Rizzo di Alcamo, San Giuseppe di Petralia Sottana, Altofonte e Caccamo, Valledolmo e Paceco. In fase conclusiva la costituzione dell associazione presso la BCC Valle del Torto. Il Credito Cooperativo rappresenta oggi l unico attore finanziario in grado di costruire insieme ai giovani un futuro sostenibile da vivere: la centralità della relazione con le persone, la fede nei valori della mutualit{ e il rispetto dell individuo e delle peculiarit{ territoriali, ne confermano la vocazione assoluta a rispondere, con l unica visione possibile, ai problemi causati dall estremizzazione delle spinte individualistiche e capitalistiche, problemi ricaduti sulle spalle dei giovani, mettendone a serio rischio il futuro. Questi valori rappresentano caratteristiche fondamentali alla costruzione di quel rapporto sinergico e costruttivo tra i giovani e il mondo delle banche, necessario per ricostruire un futuro sostenibile per entrambi: una realtà che punti sui giovani e sulla loro capacità di cooperare per un mondo migliore per loro.

27 Progetto Modelli organizzativi: i processi di lavoro, implementazioni ed aggiornamenti A conclusione del progetto di impianto del repository dei modelli e dei processi per le BCC siciliane, si è posta l esigenza di completare il modello, con l implementazione di ulteriori processi di lavoro, nonché di garantire l aggiornamento, nel continuo dei processi gi{ rilasciati, indotto da nuove o rinnovate prassi normative. Nel repository sono stati implementati i seguenti processi: Gestione Anagrafe Generale; Rischi e attività connessi a soggetti correlati; BancAssicurazione; Gestione Soci; Pianificazione e monitoraggio piani; ICAAP; Tesoreria Enti; Virtual Banking; Estero; Contante e valori; Infrastrutture e Spese; Continuità operativa. Al 31 dicembre 2013 erano 18 le BCC Associate aderenti al Progetto sui Modelli Organizzativi della Federazione. Nei primi mesi del 2014 altre 3 BCC hanno aderito al progetto. Progetto integrato Paghe, Risorse Umane e Gestione Formazione Le ragioni principali che hanno indotto la Federazione ad avviare questo progetto sono state: la situazione di dotazione di strumenti informatici delle Associate riguardante la gestione del personale: eterogenea, non completa e non integrata oltre che separata dai sistemi informatici della Federazione; le forniture hardware e software e i relativi servizi tecnici gestiti in autonomia dalle singole banche, con evidente aggravio di problematiche e competenze estranee al proprio core business; gli impianti delle Associate con configurazioni e strutture tabellari eterogenee fra loro; anche i contenuti ed i servizi seguivano strade separate, obbligando allo sviluppo di processi e sottoprogetti autonomi e, spesso, inutilmente diversificati fra loro; gli impianti delle banche parziali oltre che limitati nelle funzionalità avviate; lo sviluppo in autonomia avrebbe costretto le banche a sostenere costi interni ed esterni non sfruttando alcuna parte comune, oltre a reinventarsi modelli, contenuti, processi e tecniche. I principali obiettivi del progetto sono stati: la fornitura di una soluzione informatica completa ed integrata; l esternalizzazione degli strumenti informatici e tecnologici della gestione del personale per le Associate; la standardizzazione delle informazioni e dei processi e l ampliamento delle funzionalit{ e dei servizi disponibili; procedere rapidamente verso una soluzione completa sfruttando le competenze e le esperienze tecnologiche dei fornitori all avanguardia, a livello nazionale, per le soluzioni di gestione del personale specializzati nel mondo delle Banche di Credito Cooperativo. La Federazione ha sviluppato il proprio sistema informatico per la gestione delle Paghe e delle Risorse Umane procedendo secondo le seguenti principali direttrici: implementazione Impianto Paghe, Portale del Personale; sviluppo della reportistica per gli Uffici del Personale delle Associate; moduli integrati e accentrati: Gestione Presenze, Workflow e Risorse Umane.

28 Convenzioni e attività istituzionali e sociali Il Credito Cooperativo siciliano ha contribuito con convinzione, soprattutto negli ultimi tre anni, a contenere e attenuare i sintomi e gli effetti della crisi nella regione. Sono state realizzate numerose iniziative a favore delle famiglie, delle micro, piccole e medie imprese. La maggior parte sono frutto di alleanze con enti locali, organizzazioni imprenditoriali e sindacali, diocesi e soggetti pubblici. Sono il frutto di una logica cooperativa diffusa e di un approccio che punta a fare coalizione nei territori, modalità moderna e tipica della sussidiarietà. Le principali convenzioni sottoscritte nel 2013 sono state con: Iccrea BancaImpresa per il Service del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese (MCC - legge 662/96). L accordo quadro ha consentito alle BCC Associate di sottoscrivere specifiche convenzioni con IBI affinché quest ultima potesse svolgere per loro conto le attivit{ relative alla richiesta, alla gestione e all eventuale attivazione delle garanzie rilasciate dal Fondo. In sostanza IBI, attraverso uno specifico mandato con rappresentanza, inoltrerà, per conto della BCC mandante, le richieste al Fondo di Garanzia curandone tutti gli aspetti amministrativi ed istruttori previsti dalla normativa vigente e svolgerà attività di monitoraggio finalizzata alla eventuale escussione della garanzia. Il servizio offerto è senz altro utile per le Associate in considerazione della complessit{ e delicatezza dell attivit{ di inoltro delle pratiche in procedura semplificata e per le delicate attività da svolgersi nel caso di escussione della garanzia. Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionale Dilettanti della FIGC. La finalità della convenzione è stata di agevolare l accesso al micro credito delle societ{ sportive per il pagamento dell iscrizione ai campionati. Regione Siciliana per le Nuove Linee guida per il Microcredito alle famiglie e alle imprese familiari. Nel corso del 2013 la Regione Siciliana, con l intento di accrescere il potenziale impatto dell iniziativa del Microcredito a favore delle famiglie, a cui la Federazione ha aderito con la convenzione siglata nel giugno 2011, ha introdotto alcune novità. In particolare: l ampliamento dei soggetti beneficiari, con estensione del microcredito all impresa familiare; l aumento dell importo massimo del singolo microcredito erogabile, col passaggio dal limite di euro a quello di euro. Per dare piena attuazione alle modifiche introdotte, le Linee guida del 2011 quindi sono state sostituite fornendo i criteri e le prescrizioni tecnico-operative per l aggiornata prosecuzione attuativa dell intervento anche in favore dell impresa. Nonostante le novellate linee guida prevedessero la possibilità per le BCC di non includere le imprese familiari tra i beneficiari, il forte spirito di solidariet{ dell iniziativa ha indotto le BCC a valutare anche le richieste della nuova tipologia di beneficiari. Legambiente Sicilia. Lo scorso 19 luglio, Federcasse e Legambiente hanno rinnovato l accordo quadro per la diffusione delle fonti di energia rinnovabili e delle buone pratiche ambientali, siglando la Terza Convenzione Nazionale. Sul solco della suddetta Convenzione, la Federazione ha sottoscritto la Terza Convenzione Regionale. Il nuovo accordo, siglato nel novembre 2013, si prefigge lo scopo di promuovere e favorire tutti quegli interventi diretti ad incentivare la realizzazione di sistemi e tecnologie attinenti alle energie rinnovabili (impianti solari, fotovoltaici, eolici, mini-idroelettrico, biomasse e mini-cogenerazione), alla bioedilizia, al risparmio idrico, alla mobilità sostenibile ed alla difesa e tutela del territorio da parte di famiglie, imprese ed enti, mediante interventi finanziari a condizioni agevolate.

29 La struttura organizzativa della Federazione siciliana Il personale della Federazione al 31 dicembre 2013 contava 25 risorse (29 al 31 dicembre 2011, 27 al 31 dicembre 2012). Nel 2013 la struttura organizzativa della Federazione è stata oggetto di un aggiornamento evolutivo. Sono stati istituiti nuovi servizi e riviste attività e funzioni di alcuni servizi in un ottica di ulteriore efficientamento prospettico. Con riguardo all area funzionale Strategie, prevenzione e gestione delle crisi, sono stati definiti i criteri per l individuazione delle BCC da porre in osservazione, le modalità di monitoraggio e le iniziative più idonee da attivare nell ambito delle prerogative della Federazione per la prevenzione e gestione delle crisi. L iter procedurale previsto si propone di fornire un adeguato livello di oggettivit{ al processo di valutazione delle Associate nonché stabilità nei criteri utilizzabili indipendentemente dall evoluzione delle procedure informative o dei flussi informativi attivabili tra i Servizi di Federazione. Si è inoltre previsto che il Comitato per la valutazione dei Piani Strategici fosse attivabile su iniziativa del Direttore a seguito di specifica proposta del Servizio Rischi e Controlli nell ambito delle BCC poste in osservazione. Il Comitato valuta inoltre la sostenibilit{ dei Piani d azione richiesti dal Servizio Rischi e Controlli. A seguito dell avvio delle attivit{ del Servizio Rischi e Controlli ed al fine di rendere più efficace e responsabilizzante l attivit{ di coordinamento dei servizi di controllo della Federazione, il Consiglio ha, infine, istituito il Comitato Controlli composto dai responsabili dei Servizi Internal Auditing, Compliance, Revisione e Vigilanza Cooperativa e Amministrazione e Pianificazione. Il Comitato è un meccanismo di coordinamento di tutti i servizi di controllo della Federazione ed ha l obiettivo di aggiornamento periodico reciproco sulle criticità delle Associate emerse nel corso di verifiche o attività di consulenza in loco, di analisi della reportistica prodotta dal Servizio Rischi e Controlli e di condivisione delle iniziative della Federazione da sottoporre alla Direzione. Nel mese di febbraio il Consiglio, essendo il coordinamento delle unità organizzative e dei progetti evolutivi della Federazione accentrato in capo alla figura del Direttore Generale, ha ritenuto più efficiente istituire l unit{ organizzativa Assistente di Direzione cui attribuire la responsabilità del coordinamento, della gestione e del monitoraggio dei progetti e delle relative attività della Federazione, con lo scopo di ottimizzarne le performance progettuali. Si riporta di seguito l organigramma aggiornato.

30 La societ{ KPMG, nell assessment sulla struttura organizzativa della Federazione, aveva proposto di completare l assetto organizzativo con la creazione di una unit{ Supporto al Mercato in grado di supportare al meglio le BCC ed il Gruppo Bancario nelle politiche commerciali e nello sviluppo di prodotti e servizi per la clientela. In particolare, secondo la proposta della societ{ di revisione, l unit{ dovrebbe essere a supporto delle strategie commerciali delle BCC: svolgendo un attivit{ conoscitiva del mercato regionale, del fabbisogno dei servizi finanziari e di analisi economica ed individuando opportunità commerciali e di business per il Credito Cooperativo siciliano; dialogando con le società del GBI e confrontandosi nella individuazione delle politiche commerciali e nello sviluppo dei prodotti e servizi alla clientela da proporre in ambito regionale;

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