OUTLOOK ABI-CERVED SULLE SOFFERENZE DELLE IMPRESE

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1 1/2 3,6k k 1,5k OUTLOOK ABI-CERVED SULLE SOFFERENZE DELLE IMPRESE Stima e previsione dei tassi di ingresso in sofferenza delle per fascia dimensionale APRILE 2015 #1 (2 a+2b) 12,5% 75,5%

2 2 SOFFERENZE IN CALO TRA PMI E GRANDI IMPRESE SINTESI DEI RISULTATI Il gap tra e aziende rimarrà significativamente superiore rispetto a quello pre-crisi I prestiti alle imprese rappresentano il fattore di maggiore vulnerabilità per le banche italiane: dello stock di 184 miliardi di euro di sofferenze lorde raggiunto a dicembre, oltre la metà (131 miliardi, pari al 16% dei crediti concessi) è originato da società non finanziarie. Nonostante alcuni recenti segnali di miglioramento, il flusso di nuove sofferenze delle imprese è rimasto su livelli storicamente molto elevati, che ne rendono necessario un attento monitoraggio. Tra i dati ufficiali rilasciati dalla Banca d Italia sulle sofferenze non esistono però dettagli relativi a un importante aspetto del fenomeno, la dimensione delle imprese che entrano in default. Abi e Cerved hanno avviato un progetto congiunto che ha il duplice scopo di stimare i tassi di ingresso in sofferenza per le diverse fasce dimensionali delle imprese, con un ampio grado di copertura del territorio e del settore in cui operano le società italiane, e di formulare previsioni per questi insiemi, basate su scenari macroeconomici aggiornati periodicamente. In generale, la ricostruzione delle serie storiche per classe dimensionale delle imprese conferma la percezione di una maggiore rischiosità associata a dimensioni minori di impresa, ma con alcune notevoli eccezioni 1. Nel complesso, le imprese (meno di 10 addetti e un giro d affari inferiore a 2 milioni di euro) evidenziano tassi di ingresso in sofferenza doppi rispetto a quelli delle società (oltre 250 addetti e più di 50 milioni di euro di fatturato). Questo non avviene nelle costruzioni, settore in cui con la crisi le sofferenze si sono impennate in misura maggiore tra le imprese e la loro incidenza ha superato quella stimata per le PMI e per le aziende. 1. Al maggior rischio in media delle imprese di minori dimensioni non corrisponde un maggiore rischiosità nei termini di rischio di portafoglio. Numerose evidenze mostrano, infatti, che il rischio delle imprese di minori dimensioni ha una componente idiosincratica più elevata di quella delle imprese maggiori e quindi risulta più bassa la correlazione tra gli eventi di default e si riduce, di conseguenza, la rischiosità del portafoglio crediti delle imprese.

3 3 Stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze 1,7% totale società 1,2% 1% 0,6% 3,8% 3,9% 3,1% 2,6% 2,6% 1,9% 1,9% 3,6% 2,9% 2,5% 1,9% 1,3% Secondo le previsioni, nel 2016 il tasso di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie è previsto in calo dall attuale picco del 3,7% al 3%. Il miglioramento riguarderà tutte le fasce dimensionali, ma nel 2016 il differenziale di rischio tra società minori e società di dimensione maggiore sarà significativamente superiore a quello precrisi: la lunga fase di recessione e di stagnazione che ha colpito l economia italiana ha infatti innalzato i tassi di ingresso in sofferenza in tutte le fasce dimensionali, colpendo con maggiore durezza le società più. Per il 2015 e il 2016 si prevede l avvio di un graduale processo di convergenza dei tassi, con una riduzione dei gap tra le società minori e quelle di dimensione maggiore, ma insufficiente per compensare l ampliamento di questo divario, osservato tra e.

4 4 LE SOFFERENZE BANCARIE DELLE IMPRESE ITALIANE Secondo i dati più recenti della Banca d Italia, alla fine del, lo stock di sofferenze lorde bancarie ha raggiunto la cifra record di 183,7 miliardi di euro, pari al 9,6% del totale dei crediti verso la clientela. É un valore che, per effetto della lunga crisi che ha colpito l economia italiana, si è più che quadruplicato rispetto ai circa 43 miliardi di fine 2. I dati evidenziano che la parte più rilevante delle sofferenze, sia in termini assoluti che in relazione ai prestiti erogati, riguarda le, che alla fine dello scorso anno hanno accumulato 130,8 miliardi di sofferenze lorde, il 16,2% rispetto allo stock di crediti concessi (808,4 miliardi). Sofferenze lorde del sistema bancario italiano 183,7 miliardi di euro 130,8 altri Fonte: elaborazioni Abi-Cerved su dati Banca d'italia dic 07 dic 08 dic 09 dic 10 dic 11 dic 12 dic 13 dic 14 Il flusso di nuove sofferenze delle imprese indica che questo stock non è destinato a ridursi nei prossimi mesi: benché in calo, a settembre del l incidenza sui crediti in bonis è infatti rimasta su livelli storicamente elevati, quadrupli rispetto a quelli osservati prima dell inizio della crisi. Se calcolato con riferimento al numero di prestiti (e non al loro importo), il tasso di ingresso in sofferenza mostra invece una tendenza in aumento, con un massimo del 3,7% raggiunto nel terzo trimestre dello scorso anno. Tassi di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti 4,3 3,7 numeri importi 1,6 1,1 Fonte: elaborazioni Abi-Cerved su dati Banca d'italia q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q3 q1 q Diversamente dai dati di settembre, i valori di fine non includevano i dati di Cassa Depositi e Prestiti

5 5 Il diverso andamento del tasso di ingresso in sofferenza per numero e importo sembrerebbe indicare un miglioramento della situazione per le imprese di maggiore dimensione, ma questo fenomeno non può essere misurato dalle statistiche ufficiali. Tra i dati rilasciati dalla Banca d Italia esistono infatti dettagli relativi alle sofferenze per area geografica, settore dell impresa, importo del credito erogato dalle banche, ma non alla dimensione delle società che ricevono il prestito. Sulla base degli score individuali di rischio che Cerved produce per le imprese italiane, è possibile produrre delle stime che replicano con un buon grado di accuratezza le statistiche ufficiali e che consentono di colmare questo vuoto informativo (v. box). La ricostruzione delle serie storiche per classe dimensionale delle imprese conferma la percezione di una maggiore rischiosità associata a dimensioni minori di impresa, ma con alcune notevoli eccezioni. Nel (l ultimo anno per cui sono state rilasciate le statistiche ufficiali per tutti i quadrimestri) il tasso di ingresso in sofferenza pari al 3,6% per la generalità delle è stimato al 3,8% per le imprese, al 3,1% per le società, al 2,6% per le aziende e all 1,9% per le società di dimensione maggiore. In altri termini, in base alle stime, il tasso di ingresso in sofferenza delle aziende è nel doppio rispetto a quello delle. L esercizio di stima conferma per il andamenti eterogenei tra le società di maggiore dimensione e quelle più : le e le imprese hanno interrotto l aumento dei tassi, che si confermano sui livelli dell anno precedente; viceversa, le e le aziende hanno visto aumentare ulteriormente l incidenza delle sofferenze sui prestiti in bonis, ampliando il gap con le altre fasce dimensionali. L incidenza relativa delle sofferenze tra diverse dimensioni di impresa non è risultato stabile nel tempo e le serie storiche così stimate possono essere anche un utile strumento per capire come si è trasformato con la crisi il rischio relativo delle diverse fasce dimensionali. Gli indici evidenziano che nelle fasi di tensione finanziaria (dopo la crisi finanziaria dovuta al crollo delle torri gemelle nel settembre del 2001 e dopo la crisi dei mutui subprime dell estate del ) il rischio tra le diverse classi dimensionali tende a ridursi, probabilmente per la maggiore reattività delle imprese a situazioni di difficoltà finanziaria. Tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa totale società 1,7% 1,2% 1% 0,6% 3,8% 3,9% 3,1% 2,6% 2,6% 1,9% 1,9%

6 6 IL PROGETTO ABI-CERVED PER LA STIMA DEI TASSI DI DECADIMENTO PER DIMENSIONE DI IMPRESA Cerved e Abi hanno avviato un progetto congiunto che ha lo scopo di stimare e prevedere i tassi di decadimento per classe dimensionale delle imprese, contribuendo così ad ampliare il set informativo a disposizione degli analisti e, più in generale, di tutti gli operatori interessati. Il progetto si pone l obiettivo di stimare i tassi di ingresso in sofferenza in numeri a partire dal 1990 per macrosettore di attività economica, area geografica e classe dimensionale delle imprese, per un totale di 64 cluster, e di modellare i tassi così ottenuti per poter costruire previsioni e simulazioni. La stima dei tassi di decadimento è ottenuta attraverso un processo che utilizza uno score di Cerved disponibile per il complesso delle società italiane, il CeBi-Score4, come valutazione sintetica del rischio economico-finanziario di un impresa, trasformandolo in indicatori individuali del rischio delle singole o EIDR (Expected Individual Default Rates) e riproporziando gli EIDR sulla serie storica pubblicata dalla Banca d Italia. La possibilità di disporre di un indicatore a livello individuale con la proprietà di replicare, in media, le dinamiche dei tassi di decadimento di sistema, fornisce un potente stimatore del tasso stesso a livello di cluster dimensionale. Attraverso una proporzione è stata quindi ricostruita la serie storica dal 1990 dei tassi di decadimento (TD) per i 64 cluster considerati nel progetto. Nell ambito del progetto di ricerca, Cerved e Abi distinguono le in quattro classi dimensionali, utilizzando i criteri definiti dalla Commissione Europea: CLASSIFICAZIONE DELLE IMPRESE PER DIMENSIONE Microimpresa Piccola impresa Media impresa Grande impresa Occupati < 10 < 50 < e e e oppure Fatturato 2mil 10mil 50mil > 50mil oppure oppure oppure e Attivo 2mil 10mil 43mil > 43mil I tassi di decadimento ottenuti alimentano un modello di stima di rischiosità dei prestiti alle imprese con un grado di dettaglio dato dall intersezione tra i livelli di dettaglio settoriale, territoriale e dimensionale.

7 7 GLI ANDAMENTI SETTORIALI Secondo i dati della Banca d Italia, nel il tasso di ingresso in sofferenza si è attestato al 3,5% nell industria, al 5% nell edilizia e al nel terziario, con un forte ampliamento dei divari settoriali rispetto ai livelli del (compresi tra l 1,5% e l 1,8%). In base alle stime, nell industria è previsto un miglioramento già nel, mentre nelle costruzioni e nei servizi i tassi risulteranno in ulteriore aumento toccando valori, rispettivamente, del 5,4% e del. Tassi di ingresso in sofferenza per macrosettore 5,0% 5,4% flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti per dimensione delle società non finanziarie 3,5% servizi costruzioni industria agricoltura 1,8% 1,5% 1,5% Fonte: elaborazioni Abi-Cerved su dati Banca d'italia Nell industria il gap tra aziende minori e imprese più risulta ancora più pronunciato di quello stimato per il complesso delle : nel il tasso di ingresso in sofferenza è dell 1,8% tra le imprese e più del doppio per le imprese, il 4%. In tutte le fasce dimensionali manifatturiere è stato raggiunto un picco negativo nel, mentre si stima un miglioramento di un decimo percentuale nel, quando l incidenza delle sofferenze dovrebbe toccare nel complesso il. Tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa nell'industria totale industria 2,1% 1,3% 1,1% 0,7% 4,0% 3,9% 2,9% 2,8% 2,5% 2,4% 1,8% 1,7%

8 8 Tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa nelle costruzioni 7,1% 6,8% 6,2% 6,3% 5,6% 5,8% 4,9% 5,2% totale costruzioni Diversamente da quanto osservato nel resto dell economia, nelle costruzioni a una maggior dimensione di impresa non corrisponde un minor tasso di sofferenza. Nel le società hanno evidenziato tassi che hanno toccato un record del 7,1%, contro il 6,2% delle imprese, il 5,6% delle aziende e il 4,9% delle imprese. In base alle stime, questa anomalia ha iniziato a manifestarsi nel con differenziali che si sono ampliati fino al. Nel il tasso di ingresso in sofferenza è previsto in aumento nell edilizia al 5,4% (dal 5%) con un ulteriore peggioramento per le imprese e per le PMI, mentre le società riducono il loro tasso di tre decimi percentuali. Il differenziale si riduce, ma rimane negativo per le società maggiori. Nel per le imprese del terziario sono stimati tassi di ingresso in sofferenza pari all, la metà rispetto al dato ufficiale, che si riferisce a tutte le fasce dimensionali. I tassi aumentano al 2,2% per le società, al 2,6% per le aziende e al per le imprese. Nel il tasso, in aumento di due decimi percentuali, cresce in tutte le fasce dimensionali con un ampliamento dei gap tra le aziende di diversa dimensione. Tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa nei servizi 2,6% 2,2% 3,6% 2,8% 1,7% totale servizi 1,1% 0,9% 0,6%

9 9 GLI ANDAMENTI TERRITORIALI I dati territoriali relativi ai tassi di ingresso in sofferenza delle evidenziano una forte divaricazione dei differenziali che già si osservavano prima della crisi: nel i tassi si sono attestati al 3,1% nel Nord Ovest (1,4% nel ), al 2,8% nel Nord Est (1,2%), 4% nel Centro Italia (1,7%), 4,8% nel Mezzogiorno e nelle Isole (). Per il, si stima che i tassi rimarranno agli stessi livelli del nel Nord Est e nel Centro, aumenteranno di un decimale nel Nord Ovest e cresceranno di mezzo punto nelle regioni meridionali, che aumenteranno il gap negativo con il resto della Penisola. In tutte le aree del Paese a una minore dimensione aziendale corrispondono tassi di ingresso in sofferenza maggiori e in tutte le fasce dimensionali considerate il rischio di insolvenza è superiore nelle regioni Centro-Meridionali rispetto a quanto stimato per quelle del Nord. Tassi di ingresso in sofferenza per macroarea flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti 5,3% 4,8% 4,0% 4,0% 3,1% Sud e Isole Centro Nord Est Nord Ovest 1,7% 1,4% 1,2% 2,8% 2,8% Fonte: elaborazioni Abi-Cerved su dati Banca d'italia Tra e i tassi sono aumentati di 2,5 punti tra le imprese del Mezzogiorno, arrivando a toccare il 4,8%, il massimo osservato in tutta la Penisola. Nel Centro, l aumento dell incidenza delle sofferenze stimato tra le società minori è leggermente minore, del e porta il tasso dell area al 4,1%. Minore l impatto sulle imprese settentrionali, che però più che raddoppiano i tassi tra e : dall al nel Nord Ovest e dal 1,4% al 3,1% nel Nord Est. Microimprese: tassi di ingresso in sofferenza per macroarea flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti Sud e Isole Centro Nord Est Nord Ovest 1,8% 1,4% 5,3% 4,8% 4,1% 4,1% 3,5% 3,1% 3,1%

10 10 Le imprese del Sud e delle Isole sono le società che, in base alle stime, hanno sofferto di più la crisi, con un incremento delle sofferenze tra e di 2,6 punti percentuali, dal 2,1% al 4,7% e un tasso che sfiora quello delle imprese. Più contenuti, ma comunque significativi, gli aumenti osservati nel Centro (di 2,2 punti al 3,7%), nel Nord Est (+, al 2,5%) e nel Nord Ovest (+ al 2,6%). Nel si stima ancora un forte incremento nel Mezzogiorno (di un ulteriore mezzo punto, con un tasso che arriverà al 5,2%), un ulteriore lieve aumento nel Nord Ovest (di un decimo di punto), un tasso che rimarrà allo stesso livello tra le società del Centro, mentre nel Nord Est si stima un inversione di tendenza, con un calo dell incidenza delle sofferenze di 0,1 punti percentuali. Anche tra le imprese i tassi di ingresso in sofferenza sono aumentati maggiormente nel Centro-Sud, con incrementi di oltre due punti tra e, contro aumenti di 1,3-1,4 punti nel Nord. Nel, l incidenza delle sofferenze è stimata al 4,5% nel Sud e nelle Isole, al 3,3% al Centro, al nel Nord Ovest e all 1,8% nel Nord Est. Piccole imprese: tassi di ingresso in sofferenza per macroarea 4,7% 5,2% flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti Sud e Isole Centro Nord Est Nord Ovest 2,1% 1,5% 1,0% 0,9% 3,7% 3,7% 2,6% 2,7% 2,5% 2,4% Medie imprese: tassi di ingresso in sofferenza per macroarea 4,2% 4,5% flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti 2,0% 3,3% 2,2% Sud e Isole Centro Nord Est Nord Ovest 1,4% 0,8% 0,7% 1,9% 1,8%

11 11 Grande imprese: tassi di ingresso in sofferenza per macroarea flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti Sud e Isole Centro Nord Est Nord Ovest 1,2% 0,8% 0,6% 0,5% 3,8% 2,7% 2,7% 1,5% 1,4% 1,2% Le stime relative ai tassi di ingresso in sofferenza per le imprese indicano che il divario Nord-Sud è particolarmente ampio per questa fascia dimensionale, con tassi del tra le società maggiori del Mezzogiorno, oltre il doppio di quanto stimato per quelle settentrionali (1,5% nel Nord Ovest e 1,4% nel Nord Est). Nel loro complesso, le società meridionali risultano rischiose come una impresa del Nord Ovest e più di una impresa del Nord Est. Nel, il divario è atteso in ulteriore aumento, con un tasso che toccherà il 3,8% nel Mezzogiorno, aumenterà di un decimale nel Nord Ovest, rimarrà allo stesso livello nel Centro e si ridurrà di 0,2 punti nel Nord Est.

12 12 LE PREVISIONI AL 2016 Secondo lo scenario macroeconomico di riferimento utilizzato per formulare le previsioni sui tassi di ingresso in sofferenza, nel 2015 l economia italiana uscirà dalla recessione, con una moderata crescita del Pil (+0,6%), che dovrebbe prendere vigore nel 2016 (+1,1%). La ripresa dovrebbe essere supportata da una graduale e lenta ripresa della domande interna e da un contributo più incisivo delle esportazioni, che dovrebbero crescere del 3-4% nel biennio di previsione. Pil Consumi famiglie Consumi pubblici Investimenti fissi lordi di cui: in attrezz. e macch. in costruzioni altri investimenti Esportazioni Importazioni Scenario macroeconomico di riferimento Prezzi al consumo (NIC) Tasso di disoccupazione -1,9-2,8-0,7-5,4-4,5-6,8-2,0 0,6-2,7 1,2 12,2-0,4 0,4-0,6-3,4-3,1-4,4 0,0 2,3 0,3 0,4 12, ,6 0,6-0,2 0,7 1,3 0,4 0,6 3,2 2,5 0,8 12, ,1 0,8 0,5 2,0 2,6 2,0 0,1 3,7 2,6 1,1 12,4 Fonte: Istat e previsioni Abi In base a questo scenario, si prevede che per il complesso delle italiane i tassi di ingresso in sofferenza si ridurranno al nel 2015 e al 3% nel Le previsioni per dimensione di impresa indicano l avvio di un graduale processo di convergenza dei tassi, con una riduzione dei gap tra le società minori e quelle di dimensione maggiore. Il fenomeno dovrebbe essere favorito da un lato, dalla ripresa dell economia e, dall altro, dal processo di ristrutturazione che ha interessato il sistema economico, con l uscita dal mercato delle imprese più fragili, soprattutto di dimensione minore. Previsione dei tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa totale società 3,9% 3,7% 2,6% 1,9% 3,6% 2,9% 3,0% 2,5% 1,9% 1,3% Fonte: stime e previsioni Abi-Cerved

13 13 Industria: previsione dei tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa 3,9% 2,8% 2,4% 3,5% 2,9% 3,0% 2,5% 1,9% totale industria 1,7% 1,9% 1,3% 1,5% 1,0% Fonte: stime e previsioni Abi-Cerved Al termine dell esercizio di previsione, l incidenza delle sofferenze è attesa al 2,5% nell industria, in calo di circa un punto rispetto alla stima per il. La riduzione prevista è di un punto per e imprese, di 0,9 punti per le aziende e di 0,7 punti per le società maggiori, che saranno quelle più vicine ai valori pre-crisi. Nelle costruzioni il tasso di ingresso in sofferenza, pur in calo di 0,9 punti rispetto al, è previsto nel 2016 a livelli storicamente molto elevati, pari a quasi il triplo di quanto osservato nel. In base ai modelli, il recupero sarà particolarmente sostenuto tra le società di maggiore dimensione, per cui i tassi diminuiranno dai 6,8 punti percentuali del ai 4,7 del 2016, tornando al di sotto di quelli stimati per le PMI (4,9% per le aziende e 5,2% per le società) ma non di quelli previsti per le imprese (al 4,4%). Costruzioni: previsione dei tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa 6,8% 6,3% 5,8% 5,4% 5,2% 5,6% 5,4% 5,2% 4,8% 4,7% 5,2% 4,9% 4,7% 4,5% 4,4% totale costruzioni Fonte: stime e previsioni Abi-Cerved

14 14 Servizi: previsione dei tassi di ingresso in sofferenza per dimensione di impresa totale servizi 3,6% 2,8% 1,7% 2,6% 2,1% 2,9% 2,8% 1,8% 1,4% Fonte: stime e previsioni Abi-Cerved Nel 2016 si prevede che l incidenza delle sofferenze diminuirà al 2,8% nei servizi, in calo dal del. Il miglioramento è maggiore per le imprese (dal 3,6% al 2,9%), rispetto a quanto atteso per le aziende (da 2,8% a ), alle (da a 1,8%) e alle (da 1,7% a 1,4%). Dal punto di vista territoriale, i modelli indicano un miglioramento diffuso a tutte le aree del Paese, ma alla fine dell esercizio di previsione il gap tra il Centro-Sud e il resto del Paese rimarrà significativo. Nel 2016 il tasso di ingresso in sofferenza è infatti previsto nel Sud e nelle Isole al 4,4%, nel Centro al, nel Nord Ovest al 2,4% e nel Nord Est al 2,2%. Le previsioni per dimensione di impresa indicano che ancora nel 2016 il rischio delle società del Mezzogiorno () rimarrà superiore a quello delle imprese che hanno sede nel Nord. Previsione dei tassi di ingresso in sofferenza per macroarea flusso annuale di sofferenze rettificate in rapporto alle consistenze dei prestiti Sud e Isole Centro Nord Est Nord Ovest 5,3% 4,0% 2,8% 4,9% 3,7% 2,8% 2,5% 4,4% 2,4% 2,2% Fonte: stime e previsioni Abi-Cerved

15 Consulta i grafici interattivi su know.cerved.com

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