RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa

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1 RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA Anno 2013 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento Luglio 2014

2 A cura di Riccardo Pertile Mariangela Pedron Silvano Piffer Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - Area Sistemi di Governance APSS Trento Teresa Pusiol U.O. Anatomia Patologica Ospedale di Rovereto Anna Berti U.O. Neonatologia Ospedale S.Chiara Trento 2

3 Definizione Per nato morto s'intende, secondo la definizione dell OMS, qualsiasi feto espulso morto dall utero dopo almeno 180 giorni di gestazione e di peso uguale o superiore a 500 grammi. Nella legislazione vigente in Italia la differenza tra «aborto» e «nato morto» è posta a settimane di età gestazionale; un prodotto del concepimento senza vitalità espulso fino a 180 giorni di età gestazionale è considerato aborto, dal 181 giorno è considerato nato morto. (Baronciani 2008) Numerosità della casistica 2013 Nel 2013 in provincia di Trento, i nati morti con almeno settimane di età gestazionale sono stati 15. Altri 2 casi a settimane di età gestazionale (178 giorni di gestazione) sono stati considerati aborti e quindi sono stati eliminati dalle analisi dei dati. Dal flusso informativo sul Certificato d Assistenza al Parto (CedAP) i nati complessivi nel 2013 sono stati 4.834, ma togliendo i 2 casi considerati aborto, si ottiene una casistica definitiva pari a nati. Tutti i casi si sono riscontrati nella fase pre-travaglio e il riscontro autoptico è stato effettuato in 14 casi su 15 (93,3%). Per poco meno della metà delle madri (6/15) è stata richiesta una consulenza psichica-psichiatrica. Il tasso di natimortalità, calcolato come rapporto dei nati morti sui nati vivi e morti, risulta pari 3,1 per mille nati (2,6 nel 2012; 1,8 nel 2011 e 3,8 nel 2010). In Italia nel 2010 il tasso di natimortalità è stato 2,7 (CeDAP Analisi dell evento nascita Anno consultato il 24/03/2014). Fig. 1 Provincia di Trento. Tasso di natimortalità/ Trend temporale ,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0, Distribuzione per istituto Poco meno della metà dei nati morti (7/15) riguarda l ospedale S. Chiara di Trento, il rimanente è ripartito nei punti nascita di Rovereto (5 casi), Arco (2 casi) e Cles (1 caso). 3

4 Alcuni dati di dettaglio sulle caratteristiche materne e fetali Per il feto sono presi in considerazioni peso alla nascita ed età gestazionale, per la madre, cittadinanza, età, controlli ostetrici ed ecografici in gravidanza, prevalenza di diabete ed ipertensione. Tab. 1 Provincia di Trento. Nati Morti per caratteristiche fetali e istituto. Anno 2013 Istituto Peso alla nascita Incidenza basso peso (tutta la casistica) Età gestazione S.Chiara Trento S.Chiara Trento S.Chiara Trento S.Chiara Trento S.Chiara Trento 2275 Proporzione 35 S.Chiara Trento 3105 < ,0% (= 9/15) S.Chiara Trento Rovereto Rovereto Rovereto 2340 Proporzione 35 < 1500 Rovereto ,0%(=3/15) 34 Rovereto Cles Arco Arco Incidenza pretermine (tutta la casistica) Proporzione pretermine <37 settimane 60,0% (9/15) La proporzione di nati morti con basso peso (<1500 e <2500 g) è in eccesso rispetto alla casistica di nati vivi: si registrano percentuali pari a 20,0% vs 1,0% (<1500 g) e 60,0% vs 6,8% (<2500 g). Le differenze sono altamente significative (p-value del Chi Quadrato <0,0001) anche per quanto riguarda i nati pretermine: la casistica dei nati morti con età gestazionale minore di 37 settimane è pari al 60,0%, mentre tra i nati vivi la proporzione è pari al 7,4%. Tab. 2 Provincia di Trento. Nati Morti per caratteristiche materne. Anno 2013 Caratteristiche materne Cittadinanza Italiane 12 Straniere 3 Età media 31,4 Range di età Proporzione > 35 anni 20,0% (3/15) Numero medio visite ostetriche e range 5,0 (2-8) Proporzione < 3 visite ostetriche 6,7% (1/15) Numero medio ecografie e range 4,3 (2-8) Proporzione < 3 ecografie 6,7% (1/15) Ricorrenza diabete e/o ipertensione 6,6% (1/15) Per quanto riguarda le caratteristiche materne, nel 2013 non emergono differenze tra la casistica dei nati morti e quella dei nati vivi, sia rispetto all età media (31,4 vs 31,6) sia rispetto alla media del numero delle visite ostetriche effettuate (5,0 vs 5,6) e al numero medio di ecografie (4,3 vs 4,1). Anche la cittadinanza (proporzione di madri straniere vs italiane) non è statisticamente significativa (p-value > 0,05). Anche per la condizione diabetica in gravidanza (pregravidico o gestazionale) non si sono rilevate differenze tra mamme di nati morti e mamme di nati vivi (p-value >0,05). 4

5 La tabella seguente analizza in dettaglio lo spettro delle patologie fetali e materne, integrando i dati del Cedap con i dati derivanti da: SIO e Referti autoptici. Per una più completa rappresentazione della patologia materna si è tenuto anche conto dei precedenti ostetrici delle madri Tab. 3 Provincia di Trento. Spettro patologie fetali e materne nei nati morti. Anno 2013 Patologia fetale principale Patologia fetale secondaria Patologie materne Autopsia Non riportate condizioni patologiche specifiche, peso: Ritardo di crescita fetale e malnutrizione fetale Asfissia/anossia prima del travaglio Asfissia/anossia prima del travaglio Sindrome da trasfusione placentare Feto o neonato affetto da complicazioni della placenta, del cordone ombelicale e delle membrane Gravidanza multipla Morte intrauterina, parto, con o senza menzione della condizione antepartum Deficit della coagulazione malattia autoimmune; Ipotiroidismo Precedente gravidanza:ipertensione lieve Distacco prematuro della placenta =Abruptio placentae Pregressa gravidanza distacco di placenta taglio cesareo Sviluppo fetale insufficiente epatopatia colestasi intraepatica Necrosi encefalica, permanenza in utero post-mortale di lunga data Emorragie e edema polmonari, pseudo cisti cerebrali No =negativo Anomalie Cerebrali specifiche Sindrome di Down Manifestazioni morbose del cordone ombelicale Cardiopatia non specificata Deformità congenite con riduzione del cervello Anomalie Cerebrali specifiche Anomalie Cerebrali specifiche Anomalie del cuore non specifica Disturbi ematologici del feto Neonato di basso peso per l età Morte intrauterina Anomalie cervicali congenite o acquisite Anomalia cromosomica del feto Esame Placenta nelle arterie del funicolo e dei villi presenza mieloidi immaturi: compatibili con leucemia mieloide acuta Altre complicazioni del cordone ombelicale Disturbi mentali ha origine nel periodo perinatale Distacco prematuro della placenta Rottura dell utero Ipotiroidismo dal SIO Pregressa miomectomia uterina Leucemia mieloide acuta, epatosplenomegalia, ascite e cardiomegalia Trisomia 21 stenosi dei vasi del cordone ombelicale vascolopatia trombotica vascolopatia trombotica fetale : Sindrome della morte fetale improvvisa 5

6 Le cause/condizioni patologiche fetali e materne sono state rappresentate in modo combinato utilizzando la classificazione ReCoDe (Classification system according to relevant condition at death) che sembra consentire una maggiore rappresentatività dei dati materni e fetali lasciando una limitata quota di casi non classificati/non spiegati. Nell applicare il Sistema ReCoDe ai casi dell anno 2013, sono state attribuite più condizioni patologiche a ciascun caso, distribuite nei diversi gruppi e si sono calcolate le percentuali in riferimento alle patologie riscontrate (totale 26), rispetto al numero dei nati-morti (15), analizzando anche le diagnosi dei referti autoptici. Tab. 4 Classificazione delle cause materne/fetali nei nati morti. RECODE Fig.2 Provincia di Trento. Classificazione ReCoDe delle cause di natimortalità. Anno ; 15% 2; 8% 13; 50% 4; 15% 2; 8% 1; 4% Fetali Funicolo Utero Materni Intrapartum Placenta Conclusioni La Natimortalità in provincia di Trento nel 2013 resta sostanzialmente sui valori dell ultimo triennio. Il valore provinciale è lievemente superiore all ultimo valore nazionale disponibile. Come atteso, la maggiore parte dei casi si origina presso l ospedale S.Chiara di Trento. Basso peso e prematurità mantengono il loro rilevante impatto sulla casistica. Non emergono impatti negativi in relazione all età materna ed alla cittadinanza. Utilizzando in modo integrato le fonti disponibili, tutti i casi possono essere classificati secondo specifiche condizioni, in accordo ai criteri RECODE. Le cause fetali ricorrono nel 50% dei casi. La viene definita, sulla base dei riscontri autoptici (14/15) in 9 casi su 15. 6

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