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1 - La comunicazione epistolare come modalità di sostegno alle persone in lutto Sintesi: 1. Caratteristica: metodologia per il sostegno psicologico a distanza per le persone in lutto 2. Utenti: persone in lutto (da intendersi nella fase precedente e successiva al decesso di un proprio caro) 3. Operatori: persone appositamente formate dall Associazione Maria Bianchi alla metodologia in oggetto 4. Strumenti: e lettere postali 5. Scopo: l elaborazione del lutto degli utenti. GENESI Il servizio di sostegno psicologico a distanza delle persone in lutto tramite la comunicazione epistolare nasce all interno dell Associazione Maria Bianchi 1 : dopo aver attivato gruppi di autoaiuto per persone in lutto a Suzzara e a Mantova, ci si accorge, dai vari contatti, come per molte persone la partecipazione agli stessi non sia possibile. La difficoltà di aprirsi e condividere quest esperienza con altre persone, le ripercussioni emotive interiori, la difficoltà di ascoltare altre testimonianze dolore rappresentano un ostacolo non superabile. Si sceglie quindi su proposta di Nicola Ferrari (fondatore, responsabile della formazione e dei progetti dell Associazione) di progettare un servizio permanente e stabile di sostegno che utilizzi la modalità della scrittura tramite e/o lettere postali. FORMAZIONE L Associazione contatta numerosissime realtà che, in Italia, operano offrendo aiuto e sostegno a malati terminali e persone in lutto per conoscere se hanno attivato al loro interno un servizio simile e quindi chiedere la consulenza necessaria. Dopo vari mesi di ricerche e contatti con decine e decine di associazioni di volontariato, cooperative, ordini 1 Associazione Volontari Assistenza Relazionale Malati Terminali e Persone in Lutto, viale Libertà 32 Suzzara (MN), Url: 1

2 professionali, hospices, unità di cure palliative. in tutta Italia, nessun ente contattato, pubblico o privato, comunica di conoscere o utilizzare questa modalità di aiuto. Si decide quindi di procedere autonomamente alla fasi di prima formazione del gruppo di operatori: il primo corso specifico di comunicazione epistolare come modalità di sostegno alle persone in lutto realizzato in Italia viene svolto a Suzzara (MN), con la durata di 25 ore, alla presenza di esperti di scrittura creativa, psicoterapeuti, volontari esperti di settore, docenti di lingua italiana, con la supervisione di Nicola Ferrari. Al termine del percorso, un primo gruppo di persone decide di continuare la fase di riflessione e studio prima di attivare pubblicamente il servizio e si incontra periodicamente per altri 3 mesi, attivando alcuni strumenti: un dépliant pubblicitario del servizio, la carta da lettere da utilizzare per la corrispondenza, l attivazione di un account di posta elettronica. ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO L attivazione del servizio viene reso pubblico tramite una campagna pubblicitaria caratterizzata da: 1. articoli sui quotidiani 2. avvisi spediti tramite lettere postali 3. avvisi spediti tramite 4. inserimento dell avviso nel sito dell Associazione Maria Bianchi 5. inserimento dell avviso nei siti di altri enti e associazioni disposti a pubblicarlo 6. conferenza stampa di presentazione. Successivamente Nicola Ferrari diventa il primo e unico operatore che si attiva concretamente nel rispondere alle e alle lettere dei primi utenti. La metodologia che caratterizza questo servizio è stata ideata, attivata, perfezionata e in seguito omologata definitivamente da Nicola Ferrari tramite una lunga ed intensa attività pratica del servizio. La metodologia si caratterizza ora con i dati di seguito espressi. Struttura del servizio Il servizio di scrittura è sempre da intendersi come rapporto diretto, individuale e privato tra un operatore e una persona in lutto. Il rapporto uno a uno può modificarsi solo nel caso la 2

3 persona in lutto decida autonomamente di condividere, nella lettura e scrittura, le lettere che riceve e/o invia con altri; in nessun caso questa possibilità è valida per l operatore. Principio La comunicazione epistolare come modalità di sostegno alle persone in lutto si contraddistingue come auto/etero terapia razionale ed emotiva: mette in contatto con se stessi (sentimenti, pensieri, valori, progetti), favorisce l analisi della propria esperienza, avvia verso la riorganizzazione di sé e verso l adattamento della persona in lutto alla nuova realtà che sta vivendo. Metodologia della comunicazione epistolare come modalità di sostegno alle persone in lutto. Le 3 fasi fondamentali 1. Far risuonare: far risuonare in se stessi il dolore altrui risuonare è il termine che più di altri ricorda il primo passo necessario da compiere se si vuole entrare in contatto con la lettera ricevuta. Farsi luogo di echi, leggendo e rileggendo il testo per entrare in connessione con il suono delle parole scritte, la grafia personale, le emozioni che si provano. E portarsi tutto accanto, nelle ore che seguono, nelle normali, routinarie, ineliminabili vicende di ogni giorno. Questo momento iniziale non è adatto per analizzare e vagliare gli specifici contenuti della lettera ma bisogna tentare di agganciarsi per dare realtà e concretezza ad un Altro disperato, irrisolto, depredato interiormente. Quindi nella prima fase della scrittura sono presenti i miei movimenti interiori che la tua devastante esperienza di perdita mi sta comunicando. 2. Analisi dettagliata degli aspetti contenutistici/formali della lettere. Cogliere gli aspetti topici e i nuclei essenziali che caratterizzano il vissuto di perdita comunicata dalle lettere. Su questi, restare. Chiedere approfondimenti, analizzare lucidamente, confrontare senza timori la nostra vita con quella di chi ci scrive e dirsi tutto ciò che, due persone vicine, possono permettersi di dire. Non ci sono limiti culturali, morali ed emotivi tra chi si ascolta. 3

4 Decomporre allora la situazione della persona in lutto che via via ci appare: le lettere dell operatore devono enucleare i dati salienti, circoscrivere i vari aspetti del vissuto, specificare i differenti aspetti dell esperienza. 3. La microprogettualità esistenziale È la fase determinante del rapporto scritto: la progettazione. Si tratta di una comunicazione scritta che non ha più come scopo la liberazione dal tormento interiore, la costruzione di una reciproca fiducia o lo scambio di riflessioni varie ma la vera e propria co-costruzione di programmi con una durata, una operatività, un divenire. All inizio saranno solo piccoli movimenti fisici per riprendere alcune attività quotidiane per poi allargarsi lentamente a più approfondite introspezioni per arrivare al rimodellamento e ripensamento della propria persona alla luce della perdita subita. Riprendere il cammino quindi, con quei piccoli, quasi invisibili allargamenti della visuale di vita: un nuovo modo di ricordare la persona perduta, il desiderio di dedicarsi un po solo a se stessi, la voglia ritrovata di gustare il cibo preferito, la musica che ci appartiene, la passione di sempre. Microprogetti di azioni quotidiane, abbozzi di attività e nuove riflessioni che possono, gradualmente, aprire un varco nel vasto, desolato, angosciante mondo interiore e fare entrare una prima, lieve pausa consolante. Il passato inizia a trasformarsi, il presente diviene, a tratti, vivibile. Il vero processo di integrazione della persona perduta nella vita quotidiana è avviato: la scrittura sarà ancora modalità insostituibile di elaborazione o lascerà il posto ad altre forme comunicative. Caratteristiche e variabili nella scrittura dell utente In generale si osservano i seguenti cambiamenti nelle persone in lutto: 1. nelle loro lettere si ritrovano presentazioni dettagliate degli avvenimenti successi e frequenti, approfondite considerazioni personali sulle ripercussioni emotive, il vissuto interiore, le implicazioni morali e/o trascendentali. La scrittura diventa così occasione di auto-reinterpretazione personale a prescindere dalle risposte che si possono ricevere alle lettere inviate. 4

5 2. Le persone in lutto che ricevono lettere e accettano d iniziare una corrispondenza, nello scrivere trovano inedite occasioni di ripensamento. Chi è disponibile al rapporto epistolare modifica, nel corso delle lettere scritte, emozioni e idee, comunicando, di volta in volta, cambiamenti: - l ansia che caratterizza i primi messaggi sembra diminuire d intensità; - la confusione e il senso di solitudine si affievoliscono; - aumentano le reazioni attive ( fare qualcosa di concreto) e si riducono i rimpianti, il senso d abbandono, le ripercussioni interiori; - i momenti in cui ci si sente in grado di sopportare la situazione sono sempre più espressi. 3. Chi ha scarsa abitudine nello scrivere, vive i primi messaggi che riceve in modo particolarmente intenso e significativo. Lo stupore e il ringraziamento sono sempre presenti nelle prime risposte e, tendenzialmente, nasce il desiderio di approfondire la conoscenza diretta con l operatore (tramite telefono o incontro). La scarsa abitudine alla scrittura fa vivere questa modalità comunicativa come una possibilità che, nella lieta sorpresa data dalla novità, non è in grado di esprimere e contenere il vasto mondo intimo legato al doloroso momento che si sta vivendo. 4. La scrittura, per gli utenti del servizio, è mezzo, non fine. E, in altri termini, occasione per, strumento, opportunità e non giustifica in sé il contatto che si sta instaurando con l operatore. Non ci sono spazi e tempi nella persona in lutto per riflettere su ciò che accade alla sua scrittura (sia nei casi di risposte a lettere ricevute sia di lettere inviate come primo contatto): il desiderio di comunicare non permette di considerare e di porre particolare attenzione alle modalità linguistiche utilizzate (costruzione delle frasi, scelte degli aggettivi, consequenzialità dei pensieri ). 5. Il rapporto epistolare tramite presenta varie differenze rispetto a quello carta e penna per: minore attenzione agli aspetti formali della comunicazione; maggiore immediatezza e spontaneità, con conseguenti messaggi meno rielaborati e istintivi (il che comporta, per noi, differenti modalità di gestione della risposta); 5

6 forte senso di urgenza: il desiderio di esprimersi e sfogarsi è molto intenso e la richiesta di aiuto (anche se non sempre manifestata in maniera palese) è accorata. Struttura contenutistica e formale delle lettere di risposta a persone in lutto L operatore che si rapporta tramite la scrittura ( /lettere postali) ad una persona in lutto, deve scrivere seguendo le successive indicazioni: forma buona: la lettera scritta è da considerarsi ultimata e pronta per essere inviata se l autore ne riconosce la forma buona, cioè quell insieme di caratteristiche lessicali, sintattiche, grammaticali e contenutistiche tali da poter essere considerate come la più fedele possibile analogia con le idee e le emozioni che si vogliono comunicare. Il diritto di cittadinanza del lutto: le lettere scritte devono favorire il pieno riconoscimento del dolore della persona in lutto e la sua totale espressione possibile. Contestualizzazione: le lettere scritte devono contenere continui e precisi riferimenti alla specifica esperienza di perdita comunicata dalla persona in lutto, analizzando con precisione e accuratezza tutti i dati emotivi, cognitivi e pratici contenuti nelle lettere ricevute. Memoria storica: le lettere scritte e ricevute vanno sempre consultate e analizzate prima di ogni risposta. Infatti tutti gli elementi che si assommano scambio dopo scambio costituiscono la storia del rapporto e vanno quindi considerati con la massima attenzione per una precisa strutturazione della lettera. Obiettivo ultimo: scopo finale di ogni rapporto epistolare è l elaborazione del lutto della persona che utilizza il servizio di scrittura. Questa elaborazione è da considerarsi compiuta se, nella persona in lutto, durante il rapporto si evidenziano i seguenti passaggi: a. il divenire della devastazione interiore; il dolore globale della persona in lutto attraversa le seguenti fasi: shock, disperazione, espressione dei sentimenti negativi, accettazione della perdita, riorganizzazione); b. la persona dimostra crescente capacità di rapportarsi con la perdita subita: rievoca il passato senza entrare in fase depressiva e angosciante, ha capacità 6

7 critica nei confronti del deceduto e autocritica nel valutare se stesso e il rapporto avuto; c. trasformare l assenza in presenza interiore. Codice comportamentale dell operatore L operatore deve possedere la consapevolezza della situazione di estrema fragilità esistenziale della persona in lutto con la quale è in contatto; fenomeni di transfert e controtransfert sono quindi estremamente probabili con tutti i rischi legati alla difficoltà di gestire queste situazioni. E pertanto previsto di: non stimolare in nessun modo contatti telefonici, vis à vis, tramite videocamera o altra modalità che non sia quella scritta; non fornire indirizzi privati, numeri di telefono o altri dati che possano permettere un contatto diverso da quello scritto; non elargire denaro o aiuti concreti diversi da quello specificatamente riconoscibile come sostegno psicologico/aiuto relazionale. Tutti i materiali inviati e ricevuti sono tutelati dalla Legge sulla Privacy. UTILIZZAZIONE DELLA METODOLOGIA L utilizzo della presente metodologia da parte di singoli e/o enti non è possibile senza il preventivo consenso dell autore della stessa; per attivare il servizio bisogna inoltrare specifica richiesta a Nicola Ferrari (c/o Associazione Maria Bianchi). Il consenso è comunque subordinato alla partecipazione di un percorso di formazione per gli aspiranti operatori, da realizzarsi tramite l Associazione, secondo tempi e modalità variabili, da concordare di volta in volta. Suzzara, 1 ago. 05 7

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