ASSE 3 VALORIZZAZIONE DELLA PIANURA NOVARESE

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1 ASSE 3 VALORIZZAZIONE DELLA PIANURA NOVARESE VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E SISTEMA DELL ACCOGLIENZA CODICE Valorizzazione dei sistemi rurali Ente capofila: COMUNE DI NOVARA

2 Indice 1 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO I CONTENUTI DEL PROGETTO CARATTERI GENERALI DEL CONTESTO PAESAGGISTICO OBIETTIVI DELL AZIONE IMMATERIALE Individuazione delle proprietà pubbliche e dei diversi soggetti a carattere pubblico che ricadono nell ambito del PTI Analisi delle caratteristiche Definizione di una o più ipotesi alternative di valorizzazione Definizione di una o più ipotesi alternative di gestione SOGGETTI BENEFICIARI RISULTATI ED EFFETTI ATTESI I SOGGETTI COINVOLTI IL BACINO DI UTENZA E LA DOMANDA POTENZIALE MODALITA ALTERNATIVE DI SODDISFACIMENTO DELLA DOMANDA LE MODALITA DI GESTIONE ED EROGAZIONE DEL SERVIZIO LA STIMA DEI COSTI (DI INVESTIMENTO E DI GESTIONE) E DEGLI EVENTUALI RICAVI LA SOSTENIBILITA DEI COSTI E LA COPERTURA FINANZIARIA LA CONVENIENZA ECONOMICO SOCIALE LE PROCEDURE IL CRONOPROGRAMMA E LE SCADENZE TEMPORALI Scheda di azione immateriale - giugno

3 PREMESSA La presente relazione è stata redatta per presentare la proposta di azione immateriale per la Valorizzazione dei sistemi rurali che è inserita nel Programma Territoriale Integrato INNOVARE INNOVARA, che ha come capofila il Comune di Novara. La relazione è redatta secondo le indicazioni fornite dalla Regione Piemonte nelle Linee Guida per la redazione degli approfondimenti sulle azioni immateriali incluse nel Programma integrato. Scheda di azione immateriale - giugno

4 1 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO L azione prevista si svilupperà su un area territoriale che comprende in sostanza tutto l ambito del PTI con particolare riferimento alla fascia sud-ovest; il contesto generale di riferimento è quello riportato nella relazione del Programma. Le finalità dell Azione Immateriale in oggetto sono quelle della valorizzazione dei beni storico architettonici diffusi, delle emergenze paesaggistiche, dei percorsi di fruizione e del paesaggio agrario integrato da elementi seminaturali strade, canali, rogge- atti a costituire un sistema di rete ecologica. Queste finalità sono in totale sintonia con tutta la politica prevista ed attuata, a partire da quella comunitaria, a quella regionale e provinciale: gli strumenti di programmazione regionale e provinciale, dal Programma Regionale di Sviluppo (P.R.S.), approvato nell anno 2000, al Piano Territoriale Regionale, approvato dal Consiglio Regionale nel giugno 1997 ed il suo approfondimento, il Programma Territoriale Operativo dell Ovest Ticino, al Piano Territoriale Provinciale, al Piano di Sviluppo Rurale , sono accomunati da un approccio che privilegia l attenzione ai caratteri ambientali e paesistici senza rinunciare a proporre e stimolare lo sviluppo economico e sociale. In estrema sintesi la finalità di questi piani è quella di promuovere uno sviluppo compatibile, nel rispetto dei valori ambientali, dei beni culturali -siano essi naturali che costruiti- favorendo le attività caratterizzate da minori impatti. Il progetto proposto si riconosce in questo tipo di duplice approccio volto a valorizzare i caratteri demoetnoantropologici, storici, ambientali e paesistici diffusi in un ampio ambito cercando di individuare le modalità di valorizzazione e gestionali in grado di produrre le risorse economiche necessarie per la loro riqualificazione. Il Piano Territoriale della Provincia (P.T.P.) di Novara è stato adottato il 15 marzo 2001 ed approvato dal Consiglio Regionale il 05/10/2004. Il PTP fa proprie le indicazioni del Piano Territoriale Regionale e recepisce tutte le norme di vincolo ambientale presenti al momento della sua redazione per cui è a tutti gli effetti la sintesi degli strumenti di pianificazione territoriale a livello sovracomunale. Il Piano dedica tre articoli alla tutela e valorizzazione dei beni diffusi, in particolare: Art I principali tracciati di fruizione del paesaggio e del patrimonio storico 1.- Obiettivi Conservare e valorizzare gli aspetti di percezione del paesaggio provinciale legati alla percorribilità di tracciati stradali e sentieri. Art Norme generali di tutela del patrimonio storico subaree storico culturali 1.- Obiettivi Conservare, sottoponendo a tutela attiva, il patrimonio archeologico e storicoculturale provinciale, riconoscendone sia i caratteri generali sia le specificità territoriali. Orientare e sostenere la pianificazione comunale nel riconoscimento e nella tutela dei valori storici. Art Emergenze architettoniche, beni di riferimento territoriale, beni diffusi di caratterizzazione 1.- Obiettivi Conservazione delle strutture storiche che costituiscono fattori di caratterizzazione del territorio novarese, estendendo la tutela agli aspetti paesistici e di percezione del patrimonio storico provinciale. ed uno alla rete ecologica: Art Il sistema del verde provinciale - La rete ecologica Scheda di azione immateriale - giugno

5 1.- Obiettivi Il PTP individua nella costruzione della rete ecologica provinciale una delle strutture-guida per la tutela/riqualificazione del paesaggio e dell ambiente e per la garanzia di uno sviluppo compatibile del territorio. Il Piano Paesistico Regionale identifica nell ambito 18 l area territoriale organizzata per unità di paesaggio in cui la piana novarese risulta essere caratterizzata, costituita, qualificata ed organizzata a sistema attraverso una serie di reti idriche artificiali e complessi rurali strettamente legati all estensione delle terre. Da rilevare ancora l impostazione del Piano di Sviluppo Rurale , recentemente approvato, che recepisce gli obiettivi generali del Regolamento (CE) n. 1698/2005: accrescere la competitività del settore agricolo e forestale promuovendone la ristrutturazione; valorizzare l ambiente e lo spazio naturale sostenendo la gestione del territorio; migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche. Per quanto riguarda il PTI l azione qui proposta, nel suo sviluppo atteso, diventa l elemento di riferimento e quindi di coesione di tutte le iniziative, pubbliche e private riferite all ASSE 3. Scheda di azione immateriale - giugno

6 2 I CONTENUTI DEL PROGETTO L azione immateriale prende avvio prevalentemente dalla opportunità di valorizzare il patrimonio pubblico (Ospedale Maggiore della Carità di Novara ed altri Enti assistenziali e/o Fondazioni) presente nell ambito del PTI ed in particolare quello localizzato nelle aree agricole quale elemento significativo del sistema rurale. Tale azione sarà dettagliata nei suoi vari aspetti nei capitoli successivi. Per illustrare invece le caratteristiche specifiche del contesto in cui si svilupperà l azione immateriale si ritiene utile riportare alcuni elementi di analisi di carattere generale ed un analisi specifica di un area rappresentativa sia per estensione che per localizzazione. 2.1 CARATTERI GENERALI DEL CONTESTO PAESAGGISTICO Si può dire in modo sintetico che la struttura del paesaggio del basso novarese sia caratterizzata da alcuni aspetti fondamentali: l andamento dei due corsi d acqua principali assi fluviali veri e propri, Ticino e Sesia- e di quelli secondari -a carattere anche torrentizio, Agogna, Terdoppio e Arbogna- secondo la direzione Nord Sud; la presenza dell abitato di Novara posto all estremità Nord del terrazzo fluvioglaciale ed in posizione mediana rispetto allo sviluppo della piana agricola e della media fascia collinare; la distribuzione dei paesi di maggiori dimensione propri della fascia del Ticino, segnati nel corso del tardo Ottocento anche da significativi sviluppi industriali, e degli insediamenti di piccole dimensioni con caratteristiche originariamente rurali localizzati prevalentemente nella fascia lungo il fiume Sesia ed a sud di Novara, strettamente interconnessi alla presenza di grandi tenimenti e/o possedimenti agricoli di impronta nobiliare già a partire dal XIV-XV secolo; la presenza di un unico grande corridoio con andamento Est Ovest di origine artificiale, costituito dall ottocentesco Canale Cavour, che attraversa tutta la pianura dal Sesia al Ticino, affiancato oggi dall autostrada A4 e dal tracciato della linea ferroviaria AV-AC; un territorio intensamente sfruttato dal punto di vista agricolo, in cui la strutturazione agraria storica ha favorito l impianto di coltivazioni che utilizzano tutte le superfici a loro disposizione attraverso la risaia quale coltura prevalente, lasciando a formazioni naturali o seminaturali solo le aree più marginali, localizzate soprattutto in prossimità dei maggiori corsi d acqua, ad esempio nella valle del Ticino storicamente caratterizzata anche dalla coltura a bosco ; l evoluzione dell agricoltura industrializzata che ha prodotto la progressiva scomparsa del fitto e consueto reticolo di siepi e filari che, in armonia con i tracciati viari ed i tracciati idrici anche artificiali, nel passato segnavano il paesaggio agricolo, con conseguente banalizzazione dei caratteri percettivi e impoverimento delle componenti floristiche e faunistiche. Scheda di azione immateriale - giugno

7 Fig. 1 Uso del Suolo al 1991 dal Bilancio ecopaesistico del territorio comunale di Novara Proprio per far fronte alle conseguenze dell ultimo aspetto citato ed in riferimento alla frammentazione del paesaggio provocata dalle infrastrutture lineari, negli ultimi anni, si sono andati affermando concetti come quelli delle reti e connessioni ecologiche, viste come la principale opportunità per garantire un incremento della biodiversità ed il recupero di un equilibrio ecologico diventato sempre più critico. Le reti ecologiche, finalizzate principalmente a questi obiettivi, sono anche un importante elemento di qualificazione estetica e percettiva del paesaggio. Tali concetti sono stati ripresi nel PTP della Provincia di Novara che ha ipotizzato un primo disegno di massima per le reti ecologiche e di cui recentemente la provincia stessa ne ha prodotto le linee guida di attuazione. Scheda di azione immateriale - giugno

8 Nel PTI è prevista la realizzazione di un forte elemento di connessione ecologica lungo il Canale Cavour che diventa sia elemento di compensazione ambientale a scala simile alla perturbazione dovuta al corridoio antropico di tipo infrastrutturale. Tale corridoio attraversa tutti i potenziali corridoi ecologici Nord Sud unendo i due grandi serbatoi di biodiversità (Parco Ticino e Lame del Sesia) ed già oggi strutturato come pista ciclabile-greenway con prosecuzione a sud lungo il Diramatore Vigevano. Questo progetto è un elemento di effettivo miglioramento ambientale ma non coinvolge, se non indirettamente, il tessuto rurale della bassa che è utilizzato prevalentemente a risaia e che non presenta particolari elementi di disturbo antropico, se non gli effetti dell agricoltura industrializzata che ha prodotto impoverimento ambientale e banalizzazione paesaggistica, forte riduzione della componente residenziale con successivo e costante disuso dei comparti costruiti. La zona della bassa novarese si configura come un tessuto paesistico dotato di caratteri percettivi ancora di interesse e di episodi di notevole valore territoriale-architettonico (aggregati agricoli e/o semplici cascine), valore materico-costruttivo (tecniche e materiali), valore ambientale (fontanili, boschetti, filari, siepi, scorci), valore storico-economico (tecniche produttive interconnesse con la fitta rete irrigua artificiale), ma che sta perdendo in modo lento e continuo la sua identità e la sua specificità/ originalità territoriale. All interno di questo tessuto si trovano gli elementi di aggancio e di sostegno per costruire un azione complessiva di valorizzazione del paesaggio quale effettivo bene culturale e di riqualificazione ambientale con una struttura non a corridoio ma con la netta riconferma di una rete che si sviluppava già in passato e che oggi può trovare accrescimento attraverso episodi tra loro connessi da elementi diversi (corridoi ecologici, greenway, percorsi tematici) Questi elementi sono: i parchi e le aree tutelate; il sistema delle greenway esistenti e di progetto; il sistema delle cascine di proprietà pubblica, caratterizzate ancora oggi dalla compresenza di costruito e di paesaggio agrario, tra cui ad esempio quelle proprie del patrimonio del Venerando Ospedale della Carità di Novara, indicate qui quale studio campione. Questi elementi possono formare la struttura portante di un progetto complessivo di valorizzazione del territorio rurale che può costituire un grande corridoio di connessione o meglio una fascia di connessione. Questa fascia, differenziata per modalità attuative dal concetto di corridoio, si sviluppa con andamento est ovest a sud di Novara, portando così a completamento la struttura territoriale complessiva (individuata anche nel PTI) attraverso anche il tracciamento della corona verde green belt - quale segno di mediazione tra lo spazio urbano e la campagna. Scheda di azione immateriale - giugno

9 Fig. 2 Schema della struttura dell azione immateriale con i vari elementi di aggancio e l areale in cui si può sviluppare Le aree indicate in viola rappresentano il patrimonio rurale dell Ente Ospedale Maggiore della Carità di Novara: si tratta di trenta proprietà con un estensione delle superfici agricole pari a circa ettari, equivalente a quasi un quarto di tutta la superficie del territorio del comune di Novara. Queste proprietà, in epoca storica e nel momento di maggior fortuna economica, sono arrivate ad ospitare complessivamente circa 2500 persone. Già questo dato fornisce una prima indicazione della consistenza del patrimonio a cui si fa riferimento. Per esemplificare le caratteristiche del patrimonio esistente ci si è limitati qui a considerare un insieme di 5 cascine localizzate nella parte occidentale del novarese che diventano l area di saggio su cui confrontare le ipotesi di lavoro estendibili poi alle altre proprietà. Le proprietà dell Ospedale Maggiore utilizzate per questa esemplificazione sono localizzate nella zona ad Ovest di Novara, hanno uno sviluppo pressoché continuo, anche se storicamente derivanti da tenimenti diversi, ed occupano una superficie di 930 ettari. Scheda di azione immateriale - giugno

10 Valorizzazione dei sistemi rurali Figura 3 Zona di studio Il contesto paesaggistico in cui si situa l area di studio è quello tipico della bassa pianura padana ed in particolare dell ambito risicolo della piana novarese. Nello specifico queste aree risultano storicamente destinate alla coltivazione del riso in modo estensivo fin dal XIX secolo e sono caratterizzate da una fortissima presenza dell acqua e da una rete storica del sistema di irrigazione che data al XV-XVI secolo. Dal dopoguerra il paesaggio si è evoluto attraverso una progressiva semplificazione dei segni presenti sul territorio (filari e siepi) dovuta essenzialmente all agricoltura industriale, ma ancora oggi il territorio è caratterizzato dai relitti del fitto sistema della vegetazione connessa alla viabilità ed al sistema irriguo. Di rimando si riconosce una progressiva specializzazione edilizia che trova nei volumi degli essicatoi, dei dormitori delle mondine e nelle fabbriche per i salariati i segni architettonici sostitutivi alle unità molitorie, alle stalle con i fienili, alle bergamine, ai casseri da terra, costruito questo che oggi evidenzia maggiormente i segni dell abbandono e del degrado non solo materico. Scheda di azione immateriale - giugno

11 Le cascine comprese in questa esemplificazione risultano tutte localizzate lungo l asse viario di carattere provinciale che collega la strada provinciale Novara Biandrate a nord e la strada provinciale Novara Vercelli a sud e comprese nei territori comunali di San Pietro Mosezzo, Biandrate e Casalino. Scheda di azione immateriale - giugno

12 Pervenute all Ospedale Maggiore della Carità attraverso donazioni che trovano avvio già nel XV secolo, le rendite derivanti da esse ed in particolare dalla conduzione dei terreni hanno fornito e forniscono ancora oggi sostentamento all attività benefica di cura e di carità. Si ricorda il complesso della Marangana, citato anche come feudo di Marangana, legato al canonico Niccolò Morbio, morto nel 1486; Gerolamo Gritta all inizio del Seicento lasciava il tenimento di Vicolungo, Ferrante Nazari alla metà degli anni venti del XVII secolo donava i poderi di Cameriano, Ponzana, Casalino, mentre Carlo Gaudenzio Bellini donava nel 1818 i poderi di Zottico e Colombare. Nello specifico di Ponzana si annota la sussistenza anche del nucleo originario delle proprietà del Collegio Caccia derivanti dal patrimonio del Conte Gian Francesco Caccia, morto nel 1670, quale importante entità territoriale posta a sud ovest della città nelle terre bagnate dalle rogge Busca e Biraga, identificabili attraverso la segnatura con acronomi in pietra e/o dipinti. Con riferimento alle caratteristiche planovolumetriche dei diversi oggetti architettonici qui esemplificati si ricorda la cascina Zottico (San Pietro Mosezzo) quale impianto a corte chiusa mediante quinte murarie e/o corpi di fabbrica; la cascina Burlotta (San Pietro Mosezzo) caratterizzata da un insieme di volumi collocati intorno ad uno spazio cortilizio aperto verso sud e dalla presenza del mulino; la Marangana (Biandrate) ovvero un vero e proprio nucleo rurale suddiviso in parte rustica e parte padronale, organizzato a corti e caratterizzato non solo dalla presenza dei tracciati d acqua, ma anche dall inserimento a pieno titolo della chiesa di San Bartolomeo e, durante il dopoguerra, periodo di maggior affollamento residenziale sia continuativo che stagionale, identificato anche come referente di un unità scolastica; la cascina Pascolo (Casalino) oggi caratterizzata da recente crescita edilizia all esterno del recinto storico con accesso in stacco dalla provinciale; la frazione di Ponzana (Casalino) che attraverso la coesistenza delle proprietà dell Ospedale Maggiore della Carità e del Nobile Collegio Caccia si struttura in ampie unità cortile denotate sia dalla presenza di volumi rustici legati all attività agricola sia da stecche destinate alla residenza che trovano nella casa del fattore o dell agente segno architettonico differenziante e a cui fanno caposaldo il castello agricolo, la chiesa parrocchiale e la stazione ferroviaria. Figura 4 Cascina Zottico Scheda di azione immateriale - giugno

13 Figura 5 Cascina Burletta Figura 6 Cascina Il Pascolo Figura 7 Marangana vista da Sud Scheda di azione immateriale - giugno

14 Figura 8 Marangana vista aerea e planimetria distributiva storico-funzionale Scheda di azione immateriale - giugno

15 Figura 9 Ponzana vista aerea: nucleo rurale in cui si confrontano le proprietà dell Ospedale Maggiore della Carità di Novara e del Nobile Collegio Caccia Figura 10 Ponzana vista da Sud (a sinistra il castello) Scheda di azione immateriale - giugno

16 2.2 OBIETTIVI DELL AZIONE IMMATERIALE L azione immateriale si svilupperà attraverso i seguenti passaggi Individuazione delle proprietà pubbliche e dei diversi soggetti a carattere pubblico che ricadono nell ambito del PTI Si evidenzia l opportunità di effettuare un censimento vero e proprio con riferimento alla localizzazione ed alla consistenza territoriale amministrativa delle proprietà pubbliche e dei diversi soggetti con finalità pubbliche: in prima istanza l Ospedale Maggiore della Carità e le Fondazioni ad esso legate, il comune di Novara, i comuni dell area territoriale interessata dal PTI, il Nobile Collegio Caccia e le diverse Fondazioni quali ad esempio quelle bancarie Analisi delle caratteristiche (territoriali, planovolumetriche, formali architettoniche, materiche- costruttive, colturali, agronomiche) Ogni oggetto o meglio ogni entità territoriale sarà analizzata e valutata attraverso l approntamento di opportuni sopralluoghi, la redazione di documentazione fotografica sia d insieme che particolarizzata, un analisi storico-costruttiva estesa alla lettura e conoscenza dello spazio territoriale nel suo insieme atta all inquadramento costruttivo e colturale dei diversi tenimenti, una conoscenza materica e formale delle diverse consistenze volumetriche con riferimento anche ai dati quantitativi, un analisi colturale e produttiva atta a riconoscere i segni paesistici ed economici costitutivi, un analisi ambientale e territoriale che garantisca una lettura delle diverse connessioni Definizione di una o più ipotesi alternative di valorizzazione La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico o di enti con valenza pubblica si può attuare attraverso una serie di strategie tra loro coordinate: armonizzazione delle norme dei PRG dei vari comuni riferite a questo tipo di insediamento agricolo, tenendo presente che l entità di lettura storica non può rimanere l unità territoriale amministrativa, bensì il tenimento la campagna, la possessione - di riferimento in termini di: o o o o destinazioni d uso; tipologie di intervento ammesse; collegamento tra la riqualificazione dell agroecosistema e la potenzialità edificatoria (premio volumetrico in rapporto a superficie di bosco e/o lunghezza di filari o fasce erborate); utilizzo di energie rinnovabili; valorizzazione del contesto paesaggistico (reti ecologiche, aree verdi contigue alle strutture edificate, piste ciclabili, ecc); costituzione di un sistema connesso, per: o o o rete ecologica; caratteri di fruizione; accessibilità e percorsi; Scheda di azione immateriale - giugno

17 o o servizi di connessione telematica; funzioni collegate al sistema sanitario. L avvio del meccanismo di valorizzazione si fonda sulla revisione delle norme dei PRG dei vari comuni in cui ricadono le proprietà, connessa ai meccanismi di riqualificazione paesaggistica ed al ruolo, individuato anche dal Piano di Sviluppo Rurale dell azienda agricola come azienda multifunzionale e gestore del territorio. La valorizzazione degli edifici è strettamente connessa con quella paesaggistica dei terreni, così come la loro gestione: l elasticità sulle destinazioni d uso e le possibilità di incremento volumetrico controllato ovvero rispettoso degli impianti planimetrici storicizzati sono connesse e possono essere ipotizzabili solo in relazione alla riqualificazione ecologica e paesaggistica dei terreni agricoli realizzata dall agricoltore; la gestione della struttura nel suo complesso dovrà comprendere anche la manutenzione delle aree verdi e delle reti ecologiche che andrà affidata all agricoltore e diventerà fonte di reddito per l azienda agricola stessa. In data è stato sottoscritto il Protocollo d intesa finalizzato alla definizione di un Accordo di Programma, ai sensi dell art. 34 del D. Lgs. 267/2000, per la realizzazione della Città della Salute e della Scienza, costituito dal nuovo ospedale di Novara e dalla sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, nonché per la definizione delle nuove destinazioni d uso del complesso ospedaliero esistente e della sede denominata San Giuliano e delle ulteriori rilocalizzazioni di attività pubbliche e di interesse pubblico nel comune di Novara fra Regione Piemonte Provincia di Novara Comune di Novara Azienda Ospedaliera Universitaria Maggiore della Carità di Novara Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Tra gli obiettivi l Accordo individua quale elemento strategico la valorizzazione dei cespiti immobiliari della Azienda Ospedaliera per far fronte almeno in quota parte alla provvista finanziaria necessaria alla realizzazione del nuovo ospedale e della nuova facoltà di medicina. A tal fine nelle verifiche delle azioni amministrative e nella definizione del cronoprogramma i soggetti coinvolti hanno convenuto necessario effettuare una verifica preliminare da parte del Comune di Novara e dell A.O.U., d intesa con i 15 comuni su cui insiste il patrimonio agricolo dell A.O.U., per la redazione di un eventuale accordo procedimentale, a latere dell accordo di programma principale riguardante la Città della Salute e della Scienza, finalizzato a definire i criteri omogenei di valorizzazione urbanistica quali indicatori necessari per una corretta valorizzazione del patrimonio dell A.O.U. Da qui l opportunità di utilizzare lo strumento del P.T.I. per la messa a sistema della metodologia di valorizzazione in modo da attivare un processo di governo territoriale funzionale anche al raggiungimento dell obiettivo regionale. In questo processo di valorizzazione, che deve essere compatibile con le norme territoriali ed urbanistiche, si possono configurare scenari tali da definire una serie di destinazioni d uso dei manufatti rurali che possono assumere caratteristiche differenti in funzione del mantenimento della proprietà pubblica piuttosto che in caso di eventuale vendita o altro tipo di gestione: agriturismo anche con valenza turistico ricettiva e accoglienza legata al circuito sanitario con riferimento alle caratteristiche localizzative ed alle interconnessioni delle accessibilità; Scheda di azione immateriale - giugno

18 servizi di rango per la cittadella della salute (quali ad es. aree di rappresentanza, foresteria per accoglienza delegazioni, zone per piccoli meeting, ecc.), localizzazione di aree amministrative particolari anche in relazione alla sussistenza di caratteristici segni architettonici e/o impaginati decorativi di pregio; quota residenziale legata al circuito sanitario; quota residenziale per vendita; localizzazione di strutture sanitarie con destinazioni dedicate quali nuclei autonomi ed indipendenti soprattutto in termini di servizi e di utenza anche in convenzionamento; servizi alle rete universitaria con riferimento alle localizzazione territoriale in vicinanza dei nuclei urbani già serviti da trasporto pubblico locale su breve raggio e in collegamento con la rete primaria Definizione di una o più ipotesi alternative di gestione In base al tipo di destinazione ed al tipo di circuito si possono prevedere alternative anche complementari ai seguenti modelli gestionali da valutare sulla base di rispondenti valutazioni economiche-finanziarie: mantenimento gestione attuale; vendita complessiva; interventi di project financing; attivazioni di comodato d uso; attivazione di investimento pubblico e/o gestione privata. 2.3 SOGGETTI BENEFICIARI In esito al protocollo sopra citato i soggetti beneficiari primari sono i seguenti: Regione Piemonte per l implementazione della provvista finanziaria per la realizzazione del nuovo ospedale; di rimando i soggetti che in via indiretta acquisiscono benefici sono: i Comuni coinvolti nell area oggetto di valorizzazione; il comparto sanitario con riferimento sia all Azienda Ospedaliera che alle ASL territoriali; il comparto universitario; il sistema turistico-ricettivo minuto 2.4 RISULTATI ED EFFETTI ATTESI Gli effetti attesi sono i seguenti: Valorizzazione della proprietà sia con riferimento agli aspetti ambientali, storici, economici; Creazione di asse portante di una rete concettuale ed effettiva (fascia di connessione) che comprende reti ecologiche, greenways e reti di itinerari di fruizione del patrimonio storico e paesaggistico (sistema castelli, servizi e ricettività in ambiente rurale) Creazione di una serie di servizi per il sistema sanitario che ha il suo fulcro nella Città della Salute e della Scienza. Scheda di azione immateriale - giugno

19 L obiettivo principale che ci si propone è quello di proporre un ipotesi di valorizzazione anche economica delle proprietà agricole dell Azienda ospedaliera e di rimando di altri Enti e Fondazioni localizzate nel territorio della piana novarese. Per fare ciò si ritiene necessario creare un ottica di analisi e di visuale unitaria che non favorisca alcuna valutazione esclusivamente individuale ovvero come singole aree, bensì come parte di un sistema costituito da una componente agricola (terreni e coltivazioni) ed una volumetrica (edifici) ma anche storica, paesaggistica, culturale, ambientale, fruitiva (accessi e percorsi); tale approccio o meglio le diverse qualità di approccio potranno dar vita alle differenti ipotesi ed alle diversificate strategie di valorizzazione. Il recupero ed il riuso degli edifici con nuove destinazioni, la riqualificazione paesaggistica delle aree agricole connesse, il sistema della viabilità e dei percorsi, le infrastrutture telematiche, la connessione, a vario titolo, con il sistema della Città della Salute e della Scienza, in particolare per questa area di studio, portano alla creazione di un ampio corridoio profondamente caratterizzato e punteggiato da grandi strutture di pregio che svolgono funzioni vitali ed economicamente redditizie. Tale sistema può essere esteso a tutte le proprietà dell Ospedale e di altri Enti con una gamma di destinazioni d uso, caratteri e modalità gestionali differenziate. Si potrebbe costituire, in questo modo, un vero sistema a scala territoriale, attivo, efficiente, economicamente appetibile e sviluppato in un ottica di compatibilità ambientale e di valorizzazione di tutte le potenziali risorse presenti, in grado di trasformare una parte consistente di paesaggio della bassa piana risicola in accordo con la pianificazione regionale sia alla scala territoriale che a quella agricola-ambientale. 3 I SOGGETTI COINVOLTI I soggetti che potranno essere coinvolti nell azione in oggetto sono i seguenti: Regione Piemonte; Provincia di Novara, Comuni compresi nell area territoriale propria del PTI che risultano sede di proprietà rurali e quelli compresi nella fascia di connessione a sud di Novara; Ospedale Maggiore della Carità di Novara; Altri Enti Proprietari quali ad esempio Fondazione Lualdi, Collegio Caccia e/o che rispondano a quanto definito dal combinato degli articoli 10 e 12 del D.Lgs 42/2004 e s.m.i. Sulla base della qualità dei soggetti coinvolti nel processo di valorizzazione è possibile riconoscere tale iniziativa quale prima sperimentazione di copianificazione così come viene definito nelle strategie di rinnovo legislativo regionale nonché una prova effettiva di sussidiarietà interistituzionale. 4 IL BACINO DI UTENZA E LA DOMANDA POTENZIALE L azione immateriale ha anche lo scopo di definire il bacino di utenza e la domanda potenziale: in relazione ai diversi scenari che si possono prevedere, questi aspetti potranno variare in modo considerevole. Scheda di azione immateriale - giugno

20 5 MODALITA ALTERNATIVE DI SODDISFACIMENTO DELLA DOMANDA Qualora questo processo non venisse attivato le alienazioni dei beni di proprietà ospedaliera dovrebbero essere stimati solo ed esclusivamente sul parametro di valore agricolo, ad oggi contrattualizzato con i singoli locatori, e quindi con valutazioni connesse alla redditività colturale-agricola con una forte sottostima dei manufatti rurali che rappresentano tuttora elementi qualificanti della piana novarese ed occasioni per localizzazioni di funzioni di qualità. 6 LE MODALITA DI GESTIONE ED EROGAZIONE DEL SERVIZIO Scopo dell azione immateriale è proprio lo studio della migliore modalità di valorizzazione delle proprietà rurali nel contesto e con le finalità indicate e di conseguenza le modalità di gestione di questo patrimonio. 7 LA STIMA DEI COSTI (DI INVESTIMENTO E DI GESTIONE) E DEGLI EVENTUALI RICAVI L azione immateriale, così come sotto dettagliata per singole fasi di attuazione, riporta ad un piano spese complessivo pari ad euro ,00: analisi territoriale; analisti storico-costruttiva e stima dei valori testimoniali; analisi agronomica e stima dei valori colturali; rilievo delle consistenze plano volumetriche; ipotesi di valorizzazione territoriale e dei singoli manufatti; processo di copianificazione e armonizzazione delle normative urbanistiche dei comuni interessati; piano di valorizzazione economica in riferimento anche al bacino di utenza ed alla domanda potenziale; piano di gestione con definizione dei diversi competitori e stima dei potenziali utenti. QUADRO ECONOMICO SINTETICO a) Totale importo attività ,00 b) Somme a disposizione b1) arredi b3) consulenze, indagini, pubblicità, ecc. b4) imprevisti b5) IVA totale ,00 parziale ,00 Totale costo realizzazione ,00 L azione non prevede ricavi. Scheda di azione immateriale - giugno

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