1. CHE COS E IL LAVORO INTERINALE

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1 1. CHE COS E IL LAVORO INTERINALE Il lavoro interinale (o in affitto che dir si voglia) è un contratto atipico che permette alle imprese di utilizzare per un periodo di tempo prestabilito (quindi temporaneo) i lavoratori assunti da apposite Agenzie fornitrici, che ne gestiscono i comuni rapporti normativi e salariali ed anche l attività di intermediazione che ne consegue. Già utilizzato da anni nei principali paesi europei, esso è stato disciplinato in Italia dalla Legge n. 196 del 24 giugno Si è così colmata una grave lacuna in materia di mercato del lavoro, adeguando la realtà ai nuovi parametri che richiedono maggiore flessibilità degli strumenti che regolano l assunzione della manodopera da parte delle imprese. Con questo tipo di contratto si legalizza il prestito di manodopera in una tipologia di casi stabiliti dalla legge (mentre per quelli non contemplati rimane in vigore l espresso divieto previsto dalla Legge 1396/1960). In sostanza il rapporto interinale si configura come è un rapporto triangolare, che sancisce la fornitura di lavoro temporaneo da parte di un impresa fornitrice (riconosciuta ed autorizzata dal Ministero del Lavoro) che mette a disposizione di un altra impresa (l impresa utilizzatrice) il lavoratore da essa assunto mediante un contratto detto di fornitura di lavoro temporaneo. Il lavoro interinale, dalla durata variabile, viene regolato anche da un altro contratto, detto di lavoro temporaneo, che viene stipulato tra l agenzia di lavoro interinale (l impresa fornitrice) ed il lavoratore temporaneo e può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. In quest ultimo caso il lavoratore continua a rimanere alle dipendenze dell agenzia di intermediazione anche nei periodi di non lavoro, durante i quali riceve un indennità di disponibilità. I settori produttivi che possono beneficiare di questo tipo di contratto sono praticamente tutti (con le sole esclusioni di Agricoltura ed Edilizia, settori dove occorrono intese preventive con le parti sindacali, con precise indicazioni sulle modalità di utilizzo dei lavoratori). Esistono inoltre alcuni divieti espressamente previsti dalla normativa per l utilizzo di lavoro interinale, che si possono sintetizzare nella seguente casistica: - per sostituzione di lavoratori in sciopero; - per aziende in cui nei 12 mesi precedenti si è proceduto a licenziamento collettivo di personale per le mansioni per cui si vuol far ricorso al lavoro temporaneo; - se nell azienda è in corso sospensione dal lavoro o riduzione di orario di personale per le mansioni per cui si intende far ricorso al lavoro temporaneo - per le lavorazioni che richiedono sorveglianza medica speciale e per le lavorazioni pericolose individuabili con decreto ministeriale Il lavoratore interinale ha in sostanza gli stessi diritti retributivi e previdenziali di un lavoratore di pari livello dell impresa presso cui presta l attività e può godere di tutti i diritti sindacali previsti dallo Statuto dei lavoratori. 1

2 Il ricorso a questo tipo di contratto si è da subito presentato in piena accelerazione: da dati pubblicati in questi anni sulla stampa nazionale, risulta che già nel 1999 erano state circa le missioni effettuate in Italia, valori che si triplicavano nel corso dell anno successivo, in cui si è assistito ad un vero e proprio boom, con il superamento delle 700 mila unità. Sarebbe un errore comunque pensare a questa forma di assunzione come ad un'unica sequenza di lavori a termine che si alternano uno dopo l'altro per tutta la vita: la filosofia che sta dietro il lavoro interinale è più complessa e si configura quale espressione tipica di una società avanzata. Il lavoro interinale sembra quasi una specie di viatico, uno scivolo verso un'occupazione stabile, che resta comunque l'obiettivo da perseguire, in primo luogo per i giovani, ma anche per coloro che sono finiti in panchina a quaranta o a cinquant'anni e hanno un assoluto bisogno di rientrare in campo. La maggior parte delle imprese utilizzatrici sembra ricorrere al lavoro in affitto perché questa è la via più immediata per risolvere un problema urgente di fabbisogno di manodopera. Da questo punto di vista è già possibile fare qualche bilancio: ad esempio sui che hanno lavorato nel 1998 (secondo i dati forniti da Assointerim), quasi sono stati assunti in pianta stabile (che non vuol dire necessariamente a tempo indeterminato) dalle aziende che li avevano richiesti per brevi periodi. 2

3 2. LA FONTE UTILIZZATA Le elaborazioni statistiche presentate in questa sede sono basate su estrazioni di dati elementari riferiti alle assunzioni di lavoro interinale registrate presso gli archivi dei Centri per l Impiego della provincia di Cuneo. Le agenzie di lavoro interinale, come le imprese in genere, sono tenute a comunicare entro 5 giorni ogni avviamento effettuato al Centro per l Impiego dell area territoriale in cui l Agenzia opera. Ai Centri viene parimenti comunicata la cessazione del rapporto di lavoro. Le estrazioni in questione constano in record individuali, relativi al lavoratore avviato, contenenti le informazioni anagrafiche essenziali (sesso e data di nascita), unitamente alle caratteristiche del posto di lavoro acquisito (qualifica professionale, impresa utilizzatrice, tipo di contratto applicato) e alla sua durata effettiva, desumibile dalle date di avviamento e di licenziamento. Attraverso l analisi del Codice Fiscale è possibile inoltre individuare i soggetti nati all estero, fuori dalla Comunità Europea, che si è assunto essere immigrati extracomunitari, anche se è possibile che la loro cittadinanza non sia quella del paese di nascita. I dati si riferiscono quindi in linea generale alle assunzioni con lavoro interinale effettuate dalle Agenzie con sede nel Centro per l Impiego, che possono però interessare ovviamente lavoratori iscritti presso altri Centri, nonché imprese utilizzatrici operanti in altre aree territoriali, anche se, in realtà, gli sconfinamenti provinciali sono limitati. Il data base contiene anche l informazione relativa al motivo di licenziamento. Le motivazioni considerate sono principalmente quattro: fine rapporto a termine, dimissioni, risoluzione nel periodo di prova, proroga del rapporto di lavoro. Di queste, il fine rapporto a termine e la proroga indicano che la missione di lavoro interinale si è conclusa nei termini previsti dal contratto iniziale, mentre le dimissioni e la risoluzione anticipata presuppongono un interruzione prematura del rapporto di lavoro, che non viene portato a compimento secondo le previsioni. Su queste considerazioni ci si è basati per produrre delle statistiche relative alla durata dei rapporti di lavoro così instaurati, calcolata al netto delle dimissioni e delle risoluzioni nel periodo di prova, con riferimento alla durata prevista dal contratto di partenza. Questa è tuttavia diversa dalla durata effettiva dei rapporti di lavoro, che non è rilevabile compiutamente, perché non si riesce a seguire negli archivi la durata delle proroghe concesse, che possono essere fino ad un massimo di tre: allo stato attuale, la proroga si configura in pratica come cessazione del rapporto di lavoro, anche se questo, ovviamente, prosegue per un periodo non rilevabile, un aspetto su cui ritorneremo nell analisi. Ai record estratti si aggiungono vari campi derivati utili all analisi, in particolare il settore di attività dell impresa utilizzatrice (ottenuto per abbinamento con l archivio delle imprese, o ricavato induttivamente, se l impresa non è indicata o il codice non è presente nell archivio imprese, in base al CCNL applicato e alla qualifica 3

4 professionale), l età del lavoratore (differenza tra data di avviamento e data di nascita), e la durata del rapporto (differenza tra data di avviamento e di licenziamento), nei termini prima indicati. Si tratta, come intuibile, di un procedimento statistico piuttosto laborioso, reso più complesso dal fatto che al momento attuale ogni Centro per l Impiego lavora in locale, in mancanza di una riunificazione degli archivi in un unica sede provinciale, e che quindi le statistiche prodotte derivano dall accorpamento delle varie estrazioni, pervenute separatamente, in un solo file provinciale, che viene opportunamente ripulito da eventuali duplicazioni di record. Alla fine della fiera, però, si ottiene una fotografia dei movimenti avvenuti nel corso dell anno dalla buona attendibilità e con un notevole dettaglio informativo, anche se alcune notizie importanti, come il titolo di studio dei soggetti interessati, non si riescono a recuperare: in realtà, quando gli archivi in locale verranno riaccorpati a livello provinciale, l analisi dovrebbe risultare più agevole e si potrà sviluppare con maggiore ampiezza. Si consideri, tuttavia, che attualmente è questa l unica fonte che ci consente di ricostruire le caratteristiche e l andamento temporale di una modalità di impiego a cui ha arriso negli ultimi anni un notevole successo, evidenziato dalla numerosità degli sportelli aperti sul territorio, ma di cui finora non si poteva valutare compiutamente il rilievo sul mercato del lavoro provinciale. 4

5 3. LE IMPRESE FORNITRICI DI LAVORO TEMPORANEO Il sistema di rete distributivo sul territorio nazionale, conta al termine del 2001, più di agenzie fornitrici di lavoro temporaneo, con un organico complessivo di dipendenti superiore alle unità ed un fatturato annuo che si aggira sui miliardi di lire (fonte: ricerca Eurispes del 23 /11/2001). Anche in provincia di Cuneo sono sorte in questi ultimi anni numerose agenzie fornitrici di prestazioni di lavoro interinale. Il ricorso all iscrizione presso questi centri da parte delle persone in cerca di occupazione sembra essere stato consistente, e altrettanto si può dire per quanto riguarda la risposta in termini di fornitura di prestazioni lavorative, come si può ben vedere dalla successiva analisi. PROVINCIA DI CUNEO - ANNO 2001 SOCIETA' DI LAVORO TEMPORANEO PRESENTI SUL TERRITORIO Bacini per l'impiego Cuneo Alba - Bra Savigliano - Mondovì - Saluzzo Società Fossano Ceva ADARTE ADECCO ALI SOC. FORN. LAV. TEMP. ANTE SOC. FORN. LAV. TEMP. BASY JOB CREYF'S INTERIM EUROINTERIM GENERALE INDUSTRIELLE ITALIA INTERMAN ITALIA LAVORA MANPOWER OBIETTIVO LAVORO PROFILI E CARRIERE RISORSE SOC. FORN. LAV. TEMP. TEMPOR UNIMPIEGO VEDIOR LAVORO TEMP. WORKNET Totale sedi presenti Elaborazione ORML su dati ORML Le imprese fornitrici sembrano favorire, nella loro disposizione sul territorio provinciale, soprattutto i due poli territoriali più attivi sul mercato del lavoro: l Albese e l area che gravita intorno alla città di Cuneo; esse sono concentrate tutte nei Comuni capoluogo di Centro per l Impiego, o nei Comuni ad esso associati (Bra, Fossano). 5

6 Come si vede dalla tabella precedente, l area di Cuneo, con 10 agenzie, e quella di Alba/Bra, con 13, coprono quasi i 2/3 degli sportelli attivati in provincia dalle varie società che si occupano di lavoro temporaneo e interinale. Esse risultano ben rappresentate anche nel bacino del Centro per l Impiego di Savigliano/Fossano (con 7 ditte presenti), mentre a Saluzzo ed a Mondovì risultano solo 3 sedi attivate. Le due agenzie con le maggiori ramificazioni sul territorio provinciale Manpower e Adecco (cinque e sette uffici aperti rispettivamente a fine 2001) sono anche, allo stato attuale, le uniche due presenti in ognuno dei cinque bacini del lavoro in cui si suddivide la provincia di Cuneo. 6

7 4. IL LAVORO INTERINALE IN PROVINCIA DI CUNEO Gli avviamenti al lavoro effettuati dalle Società di lavoro temporaneo presenti nella provincia mostrano una forte crescita negli ultimi due anni: dai avviamenti effettuati nell'anno 2000 si è passati nel 2001 a 6.220, con un aumento percentuale del 41%. Le persone fisiche interessate dalle oltre procedure di assunzione registrate nel 2001 sono state però solo 3.622, con una media di 1,72 avviamenti per lavoratore. Nel 2000 il valore medio era stato di 1,58, e i soggetti coinvolti Guardando non alle procedure, ma agli individui avviati al lavoro, pertanto, l aumento interannuale scende dal 41 al 29%, perché nel 2001 c è stato un più intenso ricorso al lavoro interinale per lavoratore. In realtà, come vedremo meglio più avanti, la crescita si concentra fra quel numero ristretto di soggetti che hanno sperimentato numerose brevi esperienze di lavoro con questa modalità contrattuale, ma la maggioranza delle persone avviate dalle Agenzie denuncia una sola missione di lavoro interinale nel corso dell anno. L incidenza del lavoro interinale sul totale degli avviamenti al lavoro si attesta al 12% circa nel 2001, contro il 10% dell anno precedente. Anche in questo caso il trend è ascendente, ma va rilevato che il peso del lavoro interinale è tutto sommato ancora relativamente contenuto: unità (e, come si vedrà, per contratti dalla durata media di un mese) su un volume di movimenti. Si rilevano però delle differenze significative a livello territoriale: nel 2001 la massima diffusione del lavoro interinale si raggiunge nei bacini di Mondovì-Ceva e Alba-Bra (17 e 15% circa del totale, rispettivamente), mentre questa modalità di impiego sembra assumere un rilievo marginale nella subarea di Saluzzo (3,4%). Provincia di Cuneo Avviamenti con lavoro interinale per bacino territoriale Confronto 2000 / 2001 Alba - Bra Cuneo Savigliano - Fossano Mondovì - Ceva Saluzzo Elaborazioni ORML su dati Amministrazione Prov.le di Cuneo In termini di valore assoluto, Alba assorbe oltre 1/3 di questo tipo di avviamenti in provincia (2.339 su 6.220), seguita da Cuneo e Mondovì, con circa assunzioni 7

8 per bacino, ma va considerato che nell area di Alba-Bra la durata media delle missioni di lavoro interinale è piuttosto bassa (meno di 20 giorni, contro un dato di circa 29 giorni in ambito provinciale). In questo bacino del lavoro, dunque, il volume elevato di assunzioni interinali dipende in misura significativa dal forte frazionamento delle missioni, che spesso coinvolgono a più riprese lo stesso lavoratore. Rispetto all anno 2000 il grafico riportato alla pagina precedente evidenzia una consistente crescita degli avviamenti nel bacino territoriale di Alba-Bra, mentre incrementi apprezzabili, anche se più moderati, sono osservabili a Mondovì-Ceva, Cuneo e Savigliano-Fossano. I valori si mantengono stazionari invece nel bacino di Saluzzo. Gli avviamenti maschili, che rappresentano il 61,7% del totale, registrano un aumento rispetto all'anno precedente del 37%; più elevato l'incremento delle assunzioni di lavoro interinale a carico delle donne, che raggiunge una percentuale del 48,3%. La quota maschile sale al 63%, se si considerano le persone avviate, perché è soprattutto fra le donne che si verifica quell incremento del numero medio di avviamenti per lavoratore prima richiamato: da 1,54 nel 2000 a 1,78 nel Fra gli uomini si passa nel biennio da 1,60 a 1,68. Considerando la distribuzione per età degli avviati si può notare che la domanda interessa in prevalenza i giovani tra i 20 e i 29 anni, dove si concentra il 57% delle chiamate al lavoro. Come il grafico seguente, relativo alla curva delle assunzioni per sesso, evidenzia, il picco di chiamate si colloca per gli uomini tra i 20 e i 21 anni, mentre fra le donne la massima frequenza si registra tra i 25 e i 26 anni: in entrambi i casi si osserva una progressiva discesa nelle fasce di età seguenti. Provincia di Cuneo Avviamenti con lavoro interinale per età e sesso 300 Uomini 275 Donne Elaborazioni ORML su dati Amministrazione Provinciale di Cuneo 8

9 Nel biennio considerato si registra una crescita della presenza degli uomini in età matura: il peso relativo degli ultratrentenni, fra la componente maschile sale dal 32 al 35%, mentre fra le donne la quota resta attestata al 31% circa. Nella fascia di età inferiore, da 15 a 29 anni, si rileva, parimenti, uno slittamento verso l alto, nella scala delle età, delle chiamate al lavoro, senza distinzione di genere: in questo sottoinsieme, le persone da 25 a 29 anni segnano un incremento del 57%, a fronte di una crescita più contenuta (+26%) dei giovani fino a 24 anni. La domanda, in sostanza, si va spostando verso soggetti non troppo giovani, in possesso presumibilmente di qualche esperienza lavorativa; come si vede anche dal grafico precedente, gli avviamenti che coinvolgono lavoratori al di sotto dei vent anni sono relativamente pochi, meno del 10% del totale. La distribuzione degli avviamenti per macro-settore di attività risulta pressoché invariata nei due anni di riferimento: l industria assorbe l 82,3% della domanda e i servizi il 17,4%, con una quota marginale appannaggio del ramo agricolo. Nel settore secondario si registra una prevalenza del metalmeccanico, ma va crescendo il rilievo assunto dalla carta-stampa (con una marcata concentrazione nell Albese), dall alimentare e dalle industrie chimiche e della gomma-plastica. Nel terziario la metà degli avviamenti fa capo al commercio (520 missioni nel 2001), seguito molto a distanza dal comparto alberghiero e dai servizi alle imprese, ognuno con 130 assunzioni circa. Provincia di Cuneo Avviamenti con lavoro interinale per settore di attività - anno 2001 Agricoltura 0,3% 17,4% Servizi Industria 82,3% 28,3% Altri Metalmeccanico 40,2% 18,5% Carta/Stampa 13,0% Alimentare Elaborazioni ORML su dati Amministrazione Prov.le di Cuneo Considerando il numero di missioni a carico di ciascun lavoratore nel corso dell'anno si può notare come in realtà, secondo quanto già prima accennato, le persone che hanno conosciuto più esperienze di lavoro interinale nell arco dei dodici mesi sono una minoranza, anche se la loro incidenza risulta in crescita nel biennio: oltre i 2/3 dei lavoratori coinvolti, infatti, sono stati avviati con questa modalità contrattuale solo una volta tra gennaio e dicembre; il 18% denuncia due assunzioni di questo tipo, e solo nel 14,6% dei casi le missioni sono state più di due. 9

10 Quest ultima quota nel 2000 era però pari al 12,5%: nell ultimo anno si è assistito quindi ad un ampliamento della fetta di lavoratori che manifestano una certa fedeltà a questa modalità di impiego, anche se il fenomeno ha un rilievo ancora limitato, ed appare connesso più a specifiche richieste aziendali (una necessità di manodopera per periodi molto brevi che tende a coinvolgere più volte lo stesso lavoratore) che ad una strategia del singolo. Si nota, infatti, un ricorso frequente da parte di alcune ditte alle prestazioni dello stesso lavoratore, assunto ripetutamente con contratto interinale per periodi molto brevi durante l arco annuale. Questa situazione che configura una forma impropria di turn-over, che nei casi limite coinvolge anche più di dieci volte all anno il medesimo soggetto se dovesse ulteriormente estendersi, potrebbe sollecitare una specifica regolamentazione. Provincia di Cuneo - Anno 2001 Avviamenti con lavoro interinale per numero di rapporti effettuati durante l'anno 1 (67,5%) 7 e più (1,8%) 6 (0,8%) 5 (1,4%) 4 (2,8%) 3 (7,9%) 2 (17,9%) Elaborazione ORML su dati Amministr. Provinciale di Cuneo Per quanto sopra espresso, è evidente che la domanda di lavoro interinale tende a concentrarsi in alcune imprese di dimensione medio-grande, anche se si può individuare nel tempo un maggiore coinvolgimento di piccole aziende: nel 2001 le prime 10 imprese, in termini di numero di assunzioni con lavoro interinale, assorbono da sole il 40% del volume di avviamenti, e le 15 aziende successive, scendendo nella graduatoria, coprono una quota del 13%. Nel 2000 queste percentuali erano però sensibilmente superiori: il 43% per le prime dieci posizioni, il 18% per quelle seguenti. Lo scenario sta diventando quindi più frastagliato, e sembra crescere fra le imprese minori l interesse verso questa tipologia di inserimento lavorativo. Fra le aziende più attive sotto questo profilo troviamo nel biennio più o meno gli stessi nomi, ma si rilevano anche delle assenze significative, in relazione al panorama delle imprese maggiori della provincia, e si registra, inoltre, un diverso grado di utilizzo del lavoro interinale, in base alle strategie aziendali e all organizzazione produttiva interna. 10

11 La struttura professionale dei lavoratori avviati, analizzata sui soli dati 2001, quando i Centri per l Impiego sono passati dalla classificazione ministeriale a quella ISTAT, più flessibile, vede il netto predominio della manodopera non qualificata, che assorbe oltre i 2/3 delle assunzioni, soprattutto per la forte richiesta espressa dalle imprese industriali. Nel secondario, infatti, il 76% degli avviamenti (3.900 unità circa) riguarda lavoratori a bassa qualifica, in prevalenza operatori generici di produzione ; sono solo il 13% gli operai qualificati o specializzati, e il 4% i tecnici, mentre le figure legate all attività amministrativa coprono il restante 6% della domanda. Provincia di Cuneo - Anno 2001 Avviamenti con lavoro interinale Distribuzione per qualifica professionale Manovale in ferro 9,9% Operatore generico 35,4% di produzione Manovale industriale 5,0% Personale di segreteria 4,1% Personale ausiliario 4,0% imballaggio e magazzino 2,8% Tecnici intermedi di ufficio 38,8% Altre qualifiche professionali Elaborazione ORML su dati Amministr. Provinciale di Cuneo Nei servizi, invece, troviamo solo un 30% di manodopera generica, e l area più diffusa comprende le figure di impiegati d ordine e di addetti commerciali (il 54% del totale), mentre sono poco oltre il 10% le professionalità medio-alte. Il lavoro interinale appare quindi fortemente orientato, in questa fase, all alimentazione di manodopera di basso profilo per le imprese industriali, mentre, secondo gli indirizzi originari per l applicazione della nuova normativa, dovevano essere soprattutto figure professionali di calibro medio-alto ad essere assunte con questa tipologia contrattuale. In realtà, successivi accordi fra le parti hanno progressivamente esteso verso il basso il ventaglio di figure professionali acquisibili, e questa tendenza ha trovato certamente impulso dalle difficoltà sperimentate dalle aziende, e più volte segnalate, di reperire lavoratori manuali, sia per la scarsa disponibilità dei giovani al lavoro in fabbrica, sia per l oggettiva carenza quantitativa di persone in cerca di occupazione. In questo senso, l intermediazione garantita dalle Agenzie si è rivelata piuttosto efficace e ha costituito per le imprese una risorsa importante per garantire il mantenimento o lo sviluppo dei livelli produttivi. 11

12 La modalità con cui più frequentemente si sono conclusi tali rapporti di lavoro è quella ordinaria, date le caratteristiche del lavoro interinale, dovuta alla scadenza temporale del contratto. Provincia di Cuneo - Anno 2001 Avviamenti con lavoro interinale Distribuzione motivo della cessazione Scad. termine 59,9% Dimissioni 9,2% Ris.periodo prova 1,8% Altri motivi 0,3% Proroga rapp. 28,9% Elaborazione ORML su dati Amministr. Provinciale di Cuneo Nel 2001 oltre la metà dei lavoratori (3.315, il 60% del totale) ha visto concludersi il rapporto di lavoro in affitto col sopraggiungere della scadenza temporale prevista nel contratto. Questa modalità interessa soprattutto la componente femminile: il 64% delle donne avviate risulta aver concluso l esperienza lavorativa per tale motivo. Un ruolo significativo e positivo per i lavoratori è poi quello dovuto alla proroga del rapporto di lavoro, un provvedimento che, come si è accennato nella premessa sulla fonte statistica, viene considerato dai Centri per l Impiego, per semplificazione amministrativa, come una conclusione del rapporto di lavoro, anche se questo, ovviamente, prosegue. Questa variabile si colloca al secondo posto, interessando ben soggetti, il 29% del totale, senza discordanze significative fra i due sessi. Rispetto all anno precedente, la proroga dei rapporti è una occorrenza in crescita, e la sua incidenza percentuale sale dal 26% al 29%. Fra le altre cause di cessazione del rapporto di lavoro si deve infine citare il dato relativo alle dimissioni volontarie dei lavoratori avviati: 507 sono stati quelli che nel corso del 2001 hanno concluso in tal modo la loro esperienza (il 9% del totale), rispetto ai 512 del 2000 (12,4%). A essere maggiormente coinvolti in questa tipologia sono i lavoratori maschi, che si configurano come una componente più dinamica nei confronti dell impegno lavorativo, forse per il fatto di avere maggiori opportunità rispetto all altro sesso. 12

13 Provincia di Cuneo - anno 2001 Avviamenti con lavoro interinale per sesso e motivo di cessazione Dimissioni Ris. periodo prova Scad. termine Proroga rapporto Altri motivi Maschi Femmine Elaborazione ORML su dati Amministr. Provinciale di Cuneo Ne è conferma anche il dato relativo alle risoluzioni intervenute durante il periodo di prova del lavoratore: anche in questo caso la parte più cospicua degli abbandoni è a carico della componente maschile. Il numero di avviamenti che si sono conclusi nei termini previsti dal contratto iniziale per scadenza temporale o per proroga - è molto alto nel corso del 2001: unità, pari al 90% circa del totale, al netto dei rapporti che risultano ancora in essere. La durata media delle missioni (la differenza fra la data di licenziamento e quella di assunzione, in cui però sono conteggiati anche i giorni festivi, ovviamente) è pari ad un mese circa (29 giorni), senza differenze apprezzabili di genere (30 giorni è la durata media riferita ai maschi e 28 quella delle femmine). Il maggior numero di rapporti - il 32% del totale - ha avuto una durata brevissima, compresa tra 1 e 5 giorni. Seguono, per quantità, i rapporti di media durata, da 1 a 3 mesi (24%) e da 16 a 30 giorni (20%). Più rare le situazioni che si protraggono oltre i tre mesi (7,8%). Da questo punto di vista, la differenza nei confronti del 2000 è molto netta, e sottolinea ancora il passaggio ad un uso più frequente del lavoro interinale, per periodi di tempo spesso molto brevi: tutto l incremento si concentra infatti nelle fasce di durata più brevi, dove i rapporti che si concludono entro cinque giorni segnano una crescita del 113%, a fronte di una flessione degli avviamenti di più lunga durata, oltre i 3 mesi (-6%). Nel 2001 i giorni lavorati in media arrivano ad un massimo di 43 in agricoltura (ma si tratta solo di una ventina di avviamenti), mentre negli altri due settori la durata coincide con la media generale (29 giorni). Scomponendo il dato in base alla classe di età dei soggetti interessati, si osservano, soprattutto per gli uomini, delle missioni più lunghe al crescere dell età: in assoluto, la 13

14 durata media maggiore 34 giorni è a carico dei lavoratori maschi ultratrentenni, mentre per i giovani al di sotto dei 20 anni si scende a 22 giorni. Provincia di Cuneo - Anno 2001 Avviamenti con lavoro interinale Distribuzione per durata del rapporto di lavoro 1-5 giorni 31,7% 6-15 giorni 19,5% oltre 3 mesi 7,8% giorni 23,8% 1-3 mesi 17,1% Elaborazione ORML su dati Amministr. Provinciale di Cuneo Un ultima analisi di interesse riguarda il volume complessivo di giornate di lavoro, calcolato assumendo che i rapporti ancora in essere, per i quali cioè non è stata registrata alcuna data di licenziamento, si siano tutti chiusi al 31.12, in modo da poterli includere nel computo. Questa elaborazione ha carattere grezzo per vari motivi: la forzatura prima evidenziata nel caso della mancanza di una data di licenziamento, l inclusione anche dei giorni festivi, l impossibilità di considerare la portata delle proroghe concesse; tuttavia, ci pare una stima utile ad operare un confronto più omogeneo fra i due anni considerati, in modo da valutare l effettivo impatto del lavoro interinale. Provincia di Cuneo Volume cumulato di giornate di lavoro nei principali settori di attività Confronto Migliaia Aliment. Tessile/Abb. Chimica - Trasf. min. Metalmecc. Edilizia Commercio Gomma non met. Elaborazione ORML su dati Amministr. Provinciale di Cuneo 14

15 Da questo conteggio, si evince nel 2001 un aumento del 22% del numero di giornate di lavoro complessivamente svolte ( ore), a fronte di una crescita delle procedure che, come si è visto, è stata dell ordine del 41%. Lo scarto si realizza interamente nell industria, che denuncia un espansione del 40% circa degli avviamenti, ma solo del 16% del cumulo di giornate lavorative, mentre nei servizi nel confronto fra i due tipi di misurazione si rileva una crescita dei giorni persino un po superiore a quella del numero di assunzioni. Nei comparti di attività industriali si è sistematicamente registrata una crescita delle giornate lavorate inferiore a quelle delle procedure esperite: in altre parole ci sono stati più avviamenti, ma dalla durata più breve. La sola eccezione sono le industrie di trasformazione dei minerali non metalliferi e l alimentare, mentre un marcato incremento della frammentazione dei rapporti di lavoro è rilevabile nelle restanti aree produttive. Questo fenomeno interessa entrambe le componenti di genere, ma appare più consistente fra le donne, che registrano un incremento delle procedure del 48%, contro un saldo di +23% delle giornate lavorate; per gli uomini i tassi di crescita corrispondenti sono +37% e +21%, rispettivamente. 15

16 5. IL COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI ETRACOMUNITARI Un capitolo a parte si può aprire infine per analizzare la componente extracomunitaria facente parte di questo insieme di lavoratori. Per far ciò abbiamo estratto dall archivio coloro che riportano in quint ultima posizione del loro codice fiscale valori alfanumerici inizianti con la lettera Z, lettera che nel Codice Fiscale vale ad individuare coloro che sono nati in nazioni non comunitarie, assumendo che in linea di massima la loro cittadinanza corrisponda a quella della nazione di nascita, anche se è probabile che ciò non sia vero in un numero limitato di casi. In sostanza, la fetta di cittadini stranieri così individuati è risultata davvero notevole: circa una, su cinque procedure di avviamento di lavoro interinale effettuate, ha interessato un lavoratore immigrato, con una quota che nel 2001 arriva al 18,4% del totale. Sono state le assunzioni di lavoratori extracomunitari, ed hanno interessato 937 maschi e 205 femmine. Questi valori segnano un incremento dell 82% rispetto all anno 2000: erano state registrate allora solo 626 assunzioni di persone provenienti da paesi extracomunitari ripartite in 542 maschi ed 84 donne. Il peso sul totale provinciale degli avviamenti riguardanti lavoratori extracomunitari è di circa il 14% (era pari al 10% nel corso del 2000). Provincia di Cuneo Avviamenti con lavoro interinale Lavoratori extracomunitari per sesso - anno 2001 Altri lavoratori 81,6% Femmine 18,0% Maschi 82,0% Lavoratori Extracomunitari 18,4% Elaborazioni ORML su dati Amministrazione Prov.le di Cuneo I dati riferiti ai lavoratori stranieri evidenziano, nell insieme, poche specificità di rilievo rispetto all analisi svolta in precedenza. Nonostante si tratti di un segmento di popolazione particolarmente mobile e con una maggiore precarietà dei rapporti lavorativi, il fenomeno delle assunzioni plurime non appare sovradimensionato rispetto a quello segnalato in precedenza. La media degli avviamenti effettuati nel corso dell anno è per ogni lavoratore pari a 1,8, quindi in sintonia con quella rilevata nel complesso. 16

17 Le persone fisiche coinvolte scendono quindi a 671. Coloro che sono stati avviati una sola volta sono fortemente maggioritari (63%, 426 unità), mentre sono il 37% del totale (245 unità) i lavoratori avviati più volte nel corso dell anno, e di questi 44 hanno cumulato 4 o più esperienze di lavoro in affitto, arrivando in alcuni casi sporadici anche a procedure di avviamento con questa modalità contrattuale. I bacini per l impiego maggiormente toccati da queste assunzioni sono stati quelli di Alba (347 unità) e di Mondovì (320): in queste due aree si colloca circa il 60% della manodopera straniera; a Cuneo (204) ed a Savigliano (228) i valori sono decisamente più contenuti e diventano molto bassi a Saluzzo (solo 43 gli avviati con tale modalità). Da segnalare il vistoso aumento (da 87 a 347 unità, + 300%) registrato nel bacino di Alba-Bra dove le assunzioni di stranieri si sono per entrambe le componenti di genere - quasi quadruplicate, ed in misura minore anche l espansione rilevabile a Cuneo (+82%) e Mondovì (+44%). Provincia di Cuneo Lavoratori extracomunitari avviati con lavoro interinale per bacino territoriale - Confronto 2000 / 2001 Alba - Bra Cuneo Savigliano - Fossano Mondovì - Ceva Saluzzo Elaborazioni ORML su dati Amministrazione Prov.le di Cuneo L età media è più elevata di quella dei lavoratori italiani, 30,6 anni, contro 27,2: i soggetti in età compresa tra i 30 e i 39 anni sono il 40% del totale, contro una quota del 20% nella componente nazionale. Il dato appare coerente con la distribuzione generale degli avviamenti extracomunitari, dove il peso dei giovani è notevolmente inferiore rispetto alla composizione delle assunzioni di manodopera locale. La distribuzione per macro-settore di attività è simile a quella dell aggregato complessivo, ma l industria, che anche in questo caso fa la parte del leone, ha un ruolo ancora più determinante nelle procedure di assunzione assorbendo ben unità su 1.142, pari al 90% del totale. La metà di questo insieme (520 lavoratori) risulta avviata in aziende del settore metalmeccanico. La figura maggiormente utilizzata è stata come per l insieme - quella con un basso livello di specializzazione: l operatore generico di produzione, col 40% circa di 17

18 presenze. Seguono le figure del manovale in ferro (il 12% del totale) e del manovale industriale (l 8%, 95 unità). Nel 2001 oltre la metà degli immigrati che hanno terminato la loro missione (532, il 52,5% del totale) ha visto concludersi il rapporto di lavoro in affitto col sopraggiungere della scadenza temporale prevista nel contratto. Questa percentuale risulta essere alquanto più contenuta rispetto a quella del sottoinsieme degli italiani (61,5%). Per contro, la proroga del rapporto lavorativo è un occorrenza che sembra applicarsi in quantità sensibilmente superiore ai lavoratori stranieri (38%, rispetto al 27% della manodopera locale): è un dato che implicitamente segnala come gli imprenditori valutino positivamente l apporto fornito dal lavoro extracomunitario. Sotto questo profilo non si rilevano significative variazioni rispetto al 2000, salvo che nel 2001 diminuisce l incidenza delle uscite per dimissioni (dal 12 al 7%), e cresce di conseguenza il rilievo delle altre motivazioni. La durata media delle missioni di lavoro interinale che hanno coinvolto manodopera extracomunitaria è pari a 32 giorni, un valore leggermente superiore a quello riguardante il personale italiano (28 giorni). Si tratta pur sempre, in ogni caso, di periodi relativamente brevi: il 46% dei rapporti si è concluso nell arco di 15 giorni. Si registra comunque un evidente calo nei confronti dell anno precedente, quando la durata media era stata di 40 giorni circa. Anche per i lavoratori stranieri, dunque (ma non poteva essere diversamente) all aumento del numero di missioni corrisponde una diminuzione della loro durata temporale: se si guarda al volume di giornate lavorative, infatti, la crescita nel biennio è del 61%, rispetto al saldo percentuale dell 82% che, come si è visto, interessa le procedure di avviamento. 18

19 6. UN QUADRO DI SINTESI Dall'analisi dei dati sopra indicati emergono le seguenti considerazioni sintetiche: Gli avviamenti con lavoro interinale in provincia di Cuneo sono stati nel 2001, ma le persone fisiche coinvolte sono state solo Mediamente, ogni lavoratore è stato avviato 1,7 volte nel corso dell anno, ma il fenomeno delle assunzioni plurime è in realtà piuttosto circoscritto: i 2/3 dei soggetti, infatti, sono stati avviati una volta sola nel 2001 con questa modalità contrattuale, ma esiste un area limitata di lavoratori, pari al 7% del totale, che ha cumulato 4 o più esperienze di lavoro in affitto. In particolare, sono 62 le persone interessate da più di 6 assunzioni nel corso dell anno (l 1,7% del totale). Questa piccola fetta di lavoratori ha registrato una significativa espansione nel corso dell ultimo anno. Sul territorio si individua un elevato ricorso a questo istituto contrattuale nei bacini di Alba e Mondovì, mentre modesto sembra essere finora l interesse dimostrato dalle imprese operanti nella subarea di Saluzzo La durata media dei rapporti di lavoro interinale è piuttosto bassa, 29 giorni, e il 30% circa delle missioni si conclude nel giro di poche giornate lavorative. Il profilo del lavoratore in affitto-tipo è riconducibile principalmente ad una figura maschile (per oltre il 60% degli avviati) e in giovane età (tra i 20 e i 29 anni per il 57% delle chiamate al lavoro), ma va detto che nell ultimo anno è aumentato il peso degli avviamenti di manodopera femminile e si è assistito ad uno slittamento verso l alto, nella scala delle età, della domanda di lavoratori. L'industria assorbe l'82,5% delle procedure di assunzione; le figure maggiormente richieste da questo comparto sono gli operai generici. I servizi, che assorbono solo il 17% degli avviamenti, richiedono personale più qualificato La domanda di lavoro interinale tende a concentrarsi in un numero ristretto di imprese di dimensione medio-grande: nel 2001 le prime 10 imprese utilizzatrici, in termini di avviamenti richiesti nel corso dell anno, coprono da sole il 40% del volume di assunzioni. Si registra una crescente tensione della domanda verso manodopera extracomunitaria. Gli avviamenti interinali che hanno coinvolto cittadini stranieri sono il 18,4% del totale nel 2001, contro una quota del 14,2% l anno precedente. Gli immigrati hanno un età media superiore a quella dei lavoratori italiani (gli ultratrentenni sono oltre la metà) e la durata delle loro missioni risulta un po più lunga. Essi registrano inoltre una più elevata quota di proroghe del contratto di lavoro alla conclusione del periodo stabilito, ad indicare un elevato gradimento nei loro confronti da parte dei datori di lavoro, che per il 90% dei casi operano nel settore industriale. 19

20 Siamo dunque di fronte ad un fenomeno che si va sviluppando, dalla notevole forza di penetrazione nel sistema delle imprese, anche per la dinamicità con cui si stanno muovendo le Agenzie, in un quadro di accesa concorrenzialità. Il ricorso all interinale riguarda soprattutto le imprese di maggiori dimensioni, anche per i costi relativamente elevati che comporta, ma si va progressivamente estendendo alle aziende medio-piccole. La relativa rarefazione dell offerta di lavoro verificatasi nell ultimo periodo, con un tasso di disoccupazione collocato ai minimi storici, ha indubbiamente enfatizzato il ruolo delle Agenzie di lavoro temporaneo. In una situazione di scarsità di manodopera e di difficoltà di reperimento di figure professionali, qualificate e non, anche in dipendenza degli orientamenti soggettivi dell offerta, la capacità di ricercare attivamente e selezionare personale è sicuramente molto apprezzata dalle imprese. Sotto questo profilo, è presumibile che si possa aprire un rapporto di competizione con i servizi pubblici dell impiego, che stanno sviluppando la loro attività, sia in direzione dei lavoratori che in direzione delle imprese. I Centri per l Impiego in questa fase sono andati concentrando l operatività nel sostegno della manodopera meno occupabile, a partire dai soggetti più deboli, utenti del collocamento mirato e giovani drop-out in obbligo formativo; tuttavia il consolidamento dei servizi di domanda ed offerta sta sviluppando capacità di intermediazione attiva dei Centri, e si dovrebbe quindi focalizzare un maggior interesse della domanda verso queste strutture, che dispongono di una importante banca-dati di lavoratori, ancora sottoutilizzata. 20

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