Sollecitazioni semplici La flessione
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- Luciana Fabiani
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1 Sollecitazioni semplici La flessione
2 Considerazioni introduttive Un altro tipo di sollecitazione semplice particolarmente importante è la flessione, ossia lo stato di sforzo conseguente all applicazione di un momento flettente Occorre sottolineare subito ce nella pratica ingegneristica non è frequente incontrare casi di flessione pura, mentre più spesso questa risulta essere accompagnata da azioni di taglio o momento torcente. L atleta sostiene la barra con le mani equidistanziate rispetto alla posizione dei disci Ciò produce una flessione pura della parte centrale della barra
3 Considerazioni introduttive F a F F F F F T T F + ma F a +
4 Considerazioni introduttive Consideriamo il caso di una trave incastrata ad una estremità (mensola) caricata sull estremo libero da una forza concentrata Si fissi come sistema di riferimento: ) un asse coincidente con l asse della trave ) un asse, nella cui direzione agisce il carico concentrato 3) un asse z, ortogonale al piano formato da e a formare una terna destrorsa Il momento flettente è un vettore perpendicolare all asse delle e allineato con l asse z L analisi delle azioni interne per questa struttura mostra ce: Il taglio è costante lungo tutta la trave (e positivo secondo le nostre convenzioni) Il momento flettente varia linearmente da zero (punto di applicazione del carico) al valore massimo in corrispondenza della sezione di incastro. Le fibre tese sono in alto
5 Considerazioni introduttive La determinazione degli sforzi indotti dalla presenza del momento flettente passa per lo studio del modo di deformarsi della struttura Inizialmente si prenderanno in considerazione travi a sezione prismatica simmetrice rispetto all asse e soggette a momento flettente giacente nel piano Per effetto del momento la trave si inflette e un suo generico tratto, inizialmente rettilineo, si deforma mantenendosi nel piano (ce viene ciamato piano di inflessione). Indiceremo, inoltre, lo spostamento di un generico punto su questo piano con v.
6 Calcolo delle deformazioni Le fibre di una trave inflessa, inizialmente rettilinee, per effetto della flessione si deformano secondo linee curve. È intuitivo osservare ce l entità di tale curvatura è funzione dello stato di sforzo Si definisce curvatura di una linea in un punto la grandezza: [ m ] espressione nella quale ρ rappresenta il raggio di curvatura, ossia il raggio della circonferenza tangente alla curva ce localmente approssima meglio la curva stessa alla figura si può osservare ce due punti adiacenti disposti lungo una fibra longitudinale, distanti d nella configurazione indeformata, nella configurazione deformata vanno a costituire il segmento infinitesimo ds In funzione della loro posizione, le fibre possono allungarsi (sopra in questo caso) o accorciarsi (sotto) Poicé per ipotesi le sezioni, pur ruotando, restano piane, all interno della sezione troveremo almeno una fibra ce non si allunga né si accorcia. Concentriamo su questa la nostra attenzione Γ ρ
7 Calcolo delle deformazioni Le normali alle fibre nei due punti (inizialmente tra loro parallele) dopo l inflessione si intersecano nel punto O ciamato centro di curvatura. La relazione ce lega il raggio di curvatura ρ all elementino infinitesimo ds è: ρ d θ ds Poicé stiamo ragionando sull ipotesi ce la fibra non si allungi né si accorci, possiamo scrivere Γ ρ ds dθ dθ ds dθ d La convenzione riguardo al segno della curvatura prevede ce essa sia positiva quando la concavità è rivolta verso la direzione positiva degli spostamenti «v» e negativa nel caso opposto
8 L asse neutro Per determinare le deformazioni associate alla curvatura della trave si faccia riferimento alla porzione di trave soggetta al momento flettente 0 e rappresentata in figura Per effetto dell azione del momento, l asse della trave s-s prende la forma di un arco di circonferenza di raggio ρ ue sezioni adiacenti (m-n e p-q) ruotano l una rispetto all altra attorno ad un asse perpendicolare al piano mantenendosi piane. A seguito di tale rotazione le fibre situate sulla parte convessa si allungeranno mentre quelle situate sulla parte concava si accorceranno Le fibre ce non si allungano né si accorciano sono disposte, nella configurazione indeformata, in un piano ce, intersecando una generica sezione normale all asse, forma un segmento ce viene ciamato asse neutro (nella figura diretto come z)
9 L asse neutro La rotazione relativa tra due sezioni adiacenti, poste a distanza d, è pari a dθ e le fibre ce passano per l asse neutro mantengono invariata la propria lungezza ossia d ρ dθ Tutte le altre fibre ce non passano per l asse neutro si allungano o si accorciano e quindi subiscono una variazione di lungezza ΔL La deformazione vale dunque: ΔL d ε Γ ρ Il valore di ΔL si può determinare sottraendo alla lungezza iniziale d di una fibra posta alla distanza dall asse neutro (la fibra e-f in figura) la lungezza L assunta a seguito della flessione L ( ρ ) dϑ ρ dϑ ρ d d d ρ ΔL L d ρ ( ρ ) dϑ d d unque le deformazioni sono proporzionali alla curvatura e variano linearmente con la distanza dall asse neutro
10 Le deformazioni trasversali Per effetto della contrazione trasversale, alle deformazioni assiali si acompagnano deformazioni trasversali determinabili utilizzando il coefficiente di Poisson ε ν ε ν Γ ε z ν ε ν Γ Quindi ance le sezioni trasversali cambiano forma. La largezza della sezione diminuisce al di sopra dell asse neutro e aumenta al di sotto. Poicè le deformazioni assiali variano linearmente con, i lati di questa sezione si mantengono rettilinei, mentre le basi si incurvano in modo da mantenere la perpendicolarità con i lati. Si a quindi una curvatura secondaria, in direzione perpendicolare a quella principale dell asse della trave ρ ρ ν
11 Le deformazioni trasversali L effetto globale è quello rappresentato in figura ρ ρ ν Per effetto del momento si generano due curvature di segno opposto su piani mutualmente perpendicolari E la trave assume una forma simile ad una sella
12 Espressione degli sforzi Una volta ce sono note le deformazioni, si può risalire all entità degli sforzi introducendo il legame elastico espresso dalla legge di Hooke E ε E Γ E quindi, ance gli sforzi variano linearmente con la coordinata, ce esprime la distanza dall asse neutro. Nella configurazione ipotizzata, gli sforzi al di sopra dell asse neutro sono di trazione, mentre al di sotto si osservano sforzi di compressione Gli sforzi raggiungono il massimo valore in superficieì
13 Espressione degli sforzi Finora la posizione dell asse neutro è stata data per nota. Tuttavia è possibile determinarla attraverso semplici considerazioni di equilibrio ovranno essere rispettate le seguenti due condizioni: E ε E Γ ) l azione assiale è nulla, quindi la somma delle forze normali dev essere anc essa nulla ) Il momento risultante delle forze normali dev essere uguale al momento flettente applicato 0 da E Γ da 0 da 0
14 Espressione degli sforzi Somma forze assiali nulla omento delle forze assiali uguale al momento esterno da E Γ da 0 0 da Poicè la curvatura e il modulo elastico sono costanti risulta: Per la convenzione adottata - 0 e quindi da 0 da Γ E da Ossia, il momento statico della sezione rispetto all asse neutro è nullo Per la definizione di baricentro, questa relazione esprime la condizione per la quale l asse neutro passa per il baricentro della sezione. Ciò consente di posizionare l asse neutro sulla base della sola forma della sezione O, in forma più compatta espressione nella quale Γ E da È il momento di inerzia della sezione rispetto all asse neutro z
15 Espressione degli sforzi Allora la curvatura della trave può essere legata al momento flettente attraverso la relazione: δ Γ E Γ ρ E NL EA N L EA ce esprime un legame di proporzionalità diretta tra la curvatura ed il momento applicato e di proporzionalità inversa tra curvatura ed il termine E ce viene ciamato rigidezza flessionale (legge di Eulero-Bernoulli) Il segno negativo rende conto della convenzione adottata sul segno della curvatura (il centro di curvatura sta dalla parte delle fibre compresse) e dei momenti (il momento flettente positivo genera una curvatura positiva e viceversa) L espressione degli sforzi si ricava E ε E Γ ma essendo Γ E si ottiene: Formula di Navier
16 Espressione degli sforzi Asse Neutro Asse Neutro La relazione di Navier mostra come gli sforzi dipendano dal momento flettente applicato, dalla distanza dall asse neutro e dal momento di inerzia della sezione e si distribuiscano linearmente lungo la coordinata. Gli sforzi sui piani trasversali (aventi normali e z) sono invece tutti nulli. Il segno degli sforzi è fissato da quello del momento flettente. Se il momento è positivo (fibre tese sotto) gli sforzi di trazione saranno dalla parte delle positive. Se il momento è negativo, gli sforzi di trazione saranno dalla parte delle negative
17 Espressione degli sforzi Ricaviamo l espressione degli sforzi massimi originati dalla presenza di momento flettente per alcune sezioni di uso comune ) SEZIONE CIRCOLARE PIENA Il momento di inerzia vale: 6 π π π π entre ma vale / ) SEZIONE CIRCOLARE CAVA Il momento di inerzia vale: ( ) d d π π π entre ma vale / ( ) ( ) ( ) d d d π π π
18 Espressione degli sforzi Ricaviamo l espressione degli sforzi massimi originati dalla presenza di momento flettente per alcune sezioni di uso comune ) SEZIONE RETTANGOLARE PIENA Il momento di inerzia vale: 3 b b b b entre ma vale / ) SEZIONE RETTANGOLARE CAVA (di spessore s) Il momento di inerzia vale: ( ) ( ) 3 3 s s b b vuoto pieno ( ) ( ) 3 3 ma 6 s s b b ma vale /
19 Flessione e azione assiale P N Quando una trave è soggetta contemporaneamente ad un momento flettente e ad un carico assiale N, lo stato di sforzo si ottiene dalla sovrapposizione degli sforzi calcolati per le singole azioni + N N A + A seconda del rapporto tra le sollecitazioni massime di flessione e quelle dovute alla trazione o alla compressione, la posizione dell asse neutro varia rispetto al caso della sola flessione.
20 Flessione e azione assiale Sono possibili tre situazioni: L intera sezione è soggetta a sforzi dello stesso segno (asse neutro esterno alla sezione) Lo sforzo si annulla ad uno degli estremi (asse neutro sul bordo esterno della sezione) Lo sforzo cambia segno ma l asse neutro non è baricentrico
21 Esempio
22 Esempio (5.6 Beer) Un tubo in acciaio, incastrato ad una estremità e avente diametro esterno pari a 00 mm, deve sostenere i carici mostrati in figura. Sapendo ce le serie commerciali anno spessori t compresi tra 6 e mm, con incrementi di 3 mm, e ce la tensione ammissibile per l acciaio è di 68 Pa, determinare il tubo di minimo spessore utilizzabile Soluzione: d8 mm
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