REGIONE CALABRIA Assessorato Istruzione, Alta Formazione e Ricerca

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "REGIONE CALABRIA Assessorato Istruzione, Alta Formazione e Ricerca"

Transcript

1 UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA Assessorato Istruzione, Alta Formazione e Ricerca REPUBBLICA ITALIANA Ministero dell Istruzione, Università e Ricerca Ministero dello Sviluppo Economico Innovazione tecnologica, ricerca e servizi per il marketing dei prodotti agroalimentari tipici/di qualità e per la valorizzazione dei luoghi produttivi. AGROMATER-LAB Calabria WP3: Modelli e strumenti per la logistica distributiva. Rapporto sui metodi quantitativi per la logistica agroalimentare Gruppo di Lavoro: Prof. R. Musmanno, Ing. D. Laganà, Ing. O. Pisacane, Ing. F. Santoro, Ing. A. Violi, Dott. I. Cosentino.

2 Sommario Introduzione Metodologie nella Pianificazione della supply chain Modelli di pianificazione per prodotti non deperibili Modelli per la pianificazione strategica Modelli per la pianificazione tattica Modelli per la pianificazione operativa Decisioni di pianificazione per la supply chain per prodotti non deperibili Modelli per la produzione Modelli per la produzione e la distribuzione Modelli di pianificazione per prodotti deperibili Modelli per la pianificazione strategica Modelli per la pianificazione tattica Modelli per la pianificazione operativa Decisioni di pianificazione per la supply chain per prodotti deperibili Modelli per la produzione Modelli per la produzione/distribuzione Modelli per la raccolta Conclusioni Bibliografia

3 Introduzione Il settore agroalimentare costituisce un ambito molto importante anche nelle economie moderne, arrivando per esempio a rappresentare negli anni 2000 circa il 9% del prodotto interno lordo degli Stati Uniti ([Kin01]). Inoltre, il segmento dei cibi freschi sta acquisendo una sempre maggiore fetta di mercato, arrivando a raggiungere circa un quarto della spesa alimentare in USA ([EE99]). La crescente domanda di prodotti freschi e la richiesta di disponibilità tutto l anno spinge da tempo verso l adozione di modelli di supply chain sempre più efficaci e capaci di tener conto di tutta una serie di aspetti nuovi. Occorre anche evidenziare come la struttura dei mercati agroalimentari e di conseguenza la supply chain non siano statiche, ma soggette a continue trasformazioni. Ad esempio, il profilo dell operatore tipico sta cambiando da azienda di piccole dimensioni a conduzione prevalentemente familiare a imprese più grandi capaci di occuparsi efficacemente di più fasi della catena di fornitura dei prodotti. Il termine supply chain agroalimentare (ASC) è stato coniato per descrivere le attività che vanno dalla produzione alla distribuzione dei prodotti agroalimentari. L ASC, come ogni altra supply chain, è una rete di operatori e organizzazioni che lavorano assieme in differenti processi e attività, tutte finalizzate al soddisfacimento dei bisogni degli utenti finali. Il settore agroalimentare è in più caratterizzato da alcuni elementi particolarmente critici, come la necessità di distribuire prodotti freschi e di alta qualità, dall impatto delle condizioni meteorologiche sulle fasi della catena, dall elevata variabilità dei prezzi e della domanda. Tutti questi fattori rendono la supply chain agroalimentare molto più complessa e difficile da gestire. Benché numerosi progressi siano stati compiuti nell ambito delle supply chain in altri contesti applicativi, la loro implementazione dell ambito della ASC non è così immediata, a causa dei lunghi lead time e dell incertezza che caratterizza la domanda. Ancor più complesso è il caso dei prodotti freschi, per cui i produttori si trovano ad affrontare maggiori incognite di mercato ed una minore durata. Per tale motivo appare essenziale definire dei modelli organizzativi e strategici ad hoc per il settore agroalimentare, tali da includere aspetti cruciali quali le politiche di raccolta, i canali di marketing, le attività logistiche e il risk management. Nell organizzare la review dei principali contributi proposti in letteratura per le diverse fasi della ASC terremo conto di alcuni aspetti caratterizzanti: deperibilità dei prodotti; livello di decisione/pianificazione (strategico, tattico, operativo), sulla base dei loro effetti sulla supply chain complessiva ([SL03], [CM03]); 2

4 modalità di rappresentazione dell incertezza (deterministico, stocastico) e di formulazione dei modelli matematici (programmazione lineare, dinamica, stocastica). L idea di questa studio è quella di analizzare contributi scientifici che si riferiscano a singoli operatori o gruppi di questi, non a pianificazioni a livello macroeconomico per intere regioni o stati. 3

5 1. Metodologie nella Pianificazione della supply chain La pianificazione della supply chain comprende ad alto livello tre processi decisionali principali: la pianificazione della produzione, il controllo delle scorte e la distribuzione ([Bea98]). Queste aree giocano un ruolo cruciale nella definizione di strumenti di supporto alle decisioni, sia commerciali che specifici per le singole realtà. Nonostante il fatto che nella maggior parte dei casi i processi decisionali sono stati modellati indipendentemente, è ampiamente riconosciuto che sia opportuno rappresentarli in maniera congiunta per ottenere migliori performance complessive ([CF94]). Da un punto di vista modellistico, i modelli per la pianificazione della supply chain possono essere classificati in deterministici e stocastici, sulla base della conoscenza dei parametri coinvolti ([MZ02]). Questa classificazione può essere ulteriormente raffinata sulla base delle metodologie matematiche utilizzate per la loro risoluzione. In quei casi in cui tutti i parametri sono noti o assunti tali, le tecniche utilizzate sono la Programmazione Lineare (LP), la Programmazione Dinamica (DP), la Programmazione Mixed Integer (MIP) e la Goal Programming (GP). Se invece i parametri sono considerati aleatori le metodologie utilizzate sono la Programmazione Stocastica (SP), la Programmazione Dinamica Stocastica (SDP), la Simulazione (SIM) e la Risk Programming (RP). 4

6 2. Modelli di pianificazione per prodotti non deperibili In questa sezione verranno riportati alcuni tra i contributi più significativi proposti per la pianificazione della supply chain per prodotti non deperibili. I lavori saranno presentati secondo il livello di decisione cui si riferiscono. Tra le metodologie per la formalizzazione dei modelli utilizzate, il maggior numero di contributi si rifà alla LP, soprattutto in virtù della semplicità di utilizzo e flessibilità nel rappresentare diversi tipi di decisione. Tuttavia, l elevato livello di incertezza che caratterizza la stima di parametri come i rendimenti e i profitti molto spesso rende inefficaci modelli di tale semplicità. In alcuni casi, per tener conto di tale incertezza sono state proposte delle formulazioni che tengono conto dell avversione al rischio attraverso opportune strutture della funzione obiettivo (Risk Programming), come ad esempio approcci mean-risk o funzioni di utilità. In alternativa, sempre per tener conto in maniera efficace dell incertezza, sono stati proposti modelli di Programmazione Stocastica, in alcuni casi anche con approcci dinamici. 2.1 Modelli per la pianificazione strategica I contributi riconducibili a questa classe spaziano tra diverse tipologie di decisioni, dalla selezione delle attrezzature e delle tecnologie, alla pianificazione finanziaria e alla progettazione di reti di fornitura. In termini di funzione obiettivo, i modelli proposti hanno come funzione obiettivo la massimizzazione dei profitti o di funzioni di utilità e la minimizzazione dei costi. Il lavoro di Ekman ([Ekm00]) propone un modello di pianificazione strategica per la selezione delle tecnologie da adottare, basato sulla Programmazione Stocastica. L obiettivo del modello consiste nella determinazione del mix ottimale di attrezzature e lo scheduling delle coltivazioni per la massimizzazione dei ricavi, mediante una rappresentazione dell incertezza attraverso distribuzioni di probabilità discrete. Dai test si evince che i modelli deterministici tendono a sottostimare i requisiti di capacità nei periodi con condizioni atmosferiche avverse. Il contributo [TF88] presenta un modello di LP per la selezione del mix ottimale di coltivazioni avente l obiettivo di massimizzare i ricavi penalizzando i rendimenti negativi sotto forma di mean absolute deviation. L articolo propone anche una frontiera efficiente con differenti combinazioni di coltivazioni sulla base del livello di avversione al rischio del decision maker. Stoeker et al. ([SSL85]) hanno proposto un modello per la valutazione dei benefici economici legati a sistemi di irrigazione. Il contributo propone un problema di LP per il 5

7 mix di coltivazioni a breve termine e un approccio DP che definisce pianificazioni di coltivazioni a lungo termine che tengono conto degli effetti delle decisioni anno per anno. L obiettivo del modello è la massimizzazione del net present value dei ricavi multi periodali. Le variabili includono decisioni come la produzione per coltivazione, lo sviluppo dell area per irrigazione l allocazione delle risorse d acqua. 2.2 Modelli per la pianificazione tattica I modelli tattici trattano decisioni di medio termine nella pianificazione agroalimentare, come la pianificazione delle coltivazioni, la raccolta, l allocazione delle risorse d acqua e così via. Le funzioni obiettivo dei modelli utilizzati includono tradizionali obiettivi monodimensionali, come la massimizzazione dei profitti, la minimizzazione dei costi e la massimizzazione della produzione. In altri casi, le funzioni obiettivo includono la riduzione dei rischi, l hedging degli investimenti o criteri multi obiettivo. Jiao et al. ([JHP05]) hanno proposto un modello per lo scheduling della raccolta per un set di campi di canna da zucchero. La formulazione lineare mira a determinare la quantità da raccogliere lungo la stagione per massimizzare la quantità di zucchero complessiva. Il modello si integra con un analisi statistica per la previsione del contenuto di zucchero nella coltivazione. Un secondo esempio di modello tattico è quello proposto in [MSR02]. Il contributo supporta l agricoltore nelle decisioni relative alla produzione, al consumo, alla vendita, all immagazzinamento ed alla vendita dei raccolti. La formulazione utilizzata appartiene alla classe di problemi di SP a due stadi, con le decisioni di primo stadio relative a quanto produrre dato una certa quantità di pioggia osservata mentre quelle di secondo stadio (dopo la raccolta) si riferiscono al consumo, alle scorte e alla vendita. L obiettivo principale è la minimizzazione della mancanza di cibo per l agricoltore. Il contributo ha avuto efficace applicazione in contesti poco sviluppati come il Burkina Faso. 2.3 Modelli per la pianificazione operativa La quantità di contributi relativi a pianificazioni operative è piuttosto limitata, perché per i prodotti non deperibili sono le decisioni di tipo tattico ad assumere una maggiore rilevanza. Un gran numero di modelli proposti si riferiscono alla pianificazione dei raccolti, alla preparazione dei terreni e all allocazione delle riserve d acqua. Il contributo di Recio et al. ([RRC03]) è un esempio di modello che include decisioni tattiche e operative. Una formulazione MIP è inclusa in un sistema di supporto alle 6

8 decisioni per tutta una serie di attività come la selezione delle coltivazioni, lo scheduling delle operazioni sui terreni, l analisi degli investimenti, l analisi dei macchinari e altri aspetti del processo di produzione. L obiettivo è la minimizzazione dei costi relativi alla stagione del raccolto. Il secondo esempio è un modello che tratta esclusivamente decisioni operative ([Hig02]), relative alle operazioni di raccolta. L obiettivo è la minimizzazione dei costi nel rispetto di vincoli relativi alla domanda. Il modello presenta due punti cruciali, come raccogliere efficientemente e come ridurre i costi operativi. 7

9 3. Decisioni di pianificazione per la supply chain per prodotti non deperibili Un ulteriore articolazione dei contributi proposti in letteratura è possibile sulla base delle attività proprie della supply chain cui si riferiscono. 3.1 Modelli per la produzione I contributi legati alla produzione sono molteplici. Di solito le decisioni relative alla produzione sono prevalentemente legate al timing ed all ammontare di coltivazione per ogni tipologia, così come la rotazione delle semine su vari periodi. Molti dei modelli proposti sono formulati nell ottica del singolo attore della supply chain, e non si riferiscono a più di una fase della stessa. In [DPH92] gli autori propongono un modello basato sulla LP per la valutazione di opportunità di coltivazione alternative. Il modello include la semina, la raccolta, il processamento e l immagazzinamento dei prodotti, con l obiettivo di massimizzare i ricavi sotto vincoli di varia natura, dalla risorse limitate fino a restrizioni di tipo normativo. Un altro esempio si deve a Schillizzi e Kingwell ([SK99]), che hanno investigato sull impatto dell incertezza dei prezzi e dei rendimenti sulle decisioni di raccolto, attraverso un modello di SP. L obiettivo è la massimizzazione dell utilità attesa per i contadini. Il modello include variabili di decisione come la rotazione dei raccolti, la loro selezione e l allocazione delle terre, che tengono conto di vincoli legati al tipo di suolo, alle coltivazioni disponibili, all attitudine al rischio del contadino e alle previsioni del tempo. 3.2 Modelli per la produzione e la distribuzione La rappresentazione indipendente di diverse fasi della supply chain è legata molto spesso alla complessità di sviluppare soluzioni integrate e coordinate, anche se i vantaggi derivanti dalla loro definizione ed implementazione sarebbero ovviamente notevoli. In ambito agroalimentare gli esempi di approcci integrati ai problemi di produzione e distribuzione sono veramente esigui. Un esempio di modello integrato si deve a Apaiah e Hendrix ([AH05]), che propongono un modello a rete per la coltura, la raccolta, il trasporto e il processamento di prodotti a base di piselli. La supply chain è articolata in tre fasi distinte collegate alla fase di trasporto attraverso diverse modalità. L obiettivo è la minimizzazione dei costi complessivi della 8

10 catena (produzione e trasporto). La formulazione è di tipo LP che fornisce la quantità di piselli da produrre in ogni area, la quantità da trasportare alle piantagioni ed ai centri di lavorazione e la quantità da processare in ogni centro. 9

11 4. Modelli di pianificazione per prodotti deperibili 4.1 Modelli per la pianificazione strategica I modelli strategici per la supply chain di prodotti deperibili coprono diverse tipologie di decisioni, come la progettazione della rete, la pianificazione finanziaria, la selezione delle tecnologie. La maggior parte dei modelli ha funzione obiettivo relativa o alla massimizzazione dei profitti/ricavi o la minimizzazione dei costi. In [AS04] gli autori propongono un modello per il calcolo della capacità e il tasso di raccolta richiesto per la produzione di uva, avente come obiettivo la minimizzazione delle perdite nei raccolti provocate da avverse condizioni atmosferiche e la minimizzazione di sovrainvestimenti per eccesso di capacità. Il modello utilizza la NLP per ridurre il rischio legato all incertezza atmosferica. Alcuni contributi includono anche decisioni di natura più prettamente tattica. In [BIR00] è stato proposto un modello per la valutazione di tecnologie alternative. L obiettivo del modello è la selezione della soluzione che garantisca il migliore tradeoff tra obiettivi economici e ambientali. Gli autori presentano anche un caso di studio che prevede l utilizzo della programmazione multi obiettivo per la massimizzazione del margine lordo e la minimizzazione dell uso di pesticidi e fertilizzanti. Le decisioni strategiche si riferiscono alle metodologie di coltivazione e quelle tattiche alla selezione delle rotazioni delle coltivazioni. 4.2 Modelli per la pianificazione tattica I modelli per la pianificazione tattica sono nettamente più diffusi per i prodotti deperibili. Tra le decisioni incluse troviamo lo scheduling dei raccolti, la pianificazione della raccolta e la capacità di lavorazione. Un esempio degno di nota si deve a Caixeta-Filho et al. ([CF02]), che hanno proposto un modello per la produzione floreale in Brasile. La principale variabile di decisione è il numero di fiori da produrre in ogni serra per ogni periodo di tempo del periodo di pianificazione. Il modello include anche decisioni sull impianto e la raccolta in diversi periodi dell anno al fine di soddisfare la richiesta massimizzando i ricavi. Un altra applicazione di natura tattica per la produzione in serra è [SHS91], in cui è stato formulato un modello per la pianificazione della produzione di coltivazioni in vaso. L approccio considera due distinte pianificazioni, una per la produzione futura ed una per 10

12 la transizione dallo stato attuale a quello futuro, attraverso una formulazione LP. Il modello applicato in un contesto reale ha generato benefici per oltre il 10% in termini di profitti netti. 4.3 Modelli per la pianificazione operativa I modelli proposti per la pianificazione di breve termine di natura più prettamente operativa considerano prevalentemente decisioni legate alla raccolta, lo scheduling delle attività, l immagazzinamento e il confezionamento. Rispetto al caso dei prodotti non deperibili, si registra una maggiore attenzione in metodologie a supporto delle decisioni operative relativamente ai prodotti freschi, vista soprattutto la rilevanza di questa tipologia di decisioni per i beni deperibili. Miller et al. ([MLA97]) hanno sviluppato due modelli per la raccolta e il confezionamento di pomodori freschi, uno che utilizza la LP ed uno che aggiunge vincoli propri della logica fuzzy, che considerano come decisioni le quantità da raccogliere e le scorte con l obiettivo di minimizzare i costi complessivi. Un secondo esempio si deve a Annevelink ([Ann92]), che tratta lo scheduling di produzione per una serra di coltivazioni in vaso. Il modello trae informazioni da una pianificazione tattica del mix di colture e sviluppa un piano operativo per l allocazione spaziale dei vasi in ciascun periodo di produzione. L obiettivo è quello di minimizzare i costi ed incrementare l utilizzo della serra. Il modello è risolto in maniera iterativa risolvendo formulazioni tattiche e operative per mezzo di procedure euristiche. 11

13 5. Decisioni di pianificazione per la supply chain per prodotti deperibili 5.1 Modelli per la produzione La maggior parte dei contributi proposti si occupa di problemi legati alla produzione. In particolare, molto diffusi sono i modelli che si occupano della produzione in serre. Le decisioni relative alla produzione riguardano l ammontare, il mix e il timing delle varie coltivazioni e lo scheduling delle risorse. Kazaz ([Kaz04]) ha presentato un modello SP per un azienda turca produttrice di olio d oliva, che ha la possibilità o di prendere in affitto gli alberi per produrre le olive oppure di acquistarle sul mercato (ad un prezzo più alto). Il modello considera due stadi le cui decisioni dipendono dalla distribuzione stocastica della domanda e dall incerto rendimento degli alberi. L obiettivo del modello consiste nella massimizzazione del profitto atteso, legato alla domanda ed al prezzo di vendita dell olio. In [vb93] l autore presenta un modello per la pianificazione e il coordinamento della produzione e fornitura di materiali grezzi dal campo all impianto di processamento. Il coordinamento è assicurato da un modello goal programming che soddisfa vari obiettivi conflittuali, come la minimizzazione del costo di semina, l ottimizzazione dell utilizzo dell impianto di processamento e l incontro con i livelli di domanda. 5.2 Modelli per la produzione/distribuzione Il numero di contributi proposti per l insieme della produzione e della distribuzione di prodotti deperibili è veramente esiguo, e senza prova di applicazione in contesti reali. Questa tendenza dovrebbe cambiare una volta che i vantaggi derivanti dall inclusione di aspetti fondamentali come il tempo di vita dei prodotti siano evidenti agli operatori del settore. Rantala ([Ran04]) ha proposto un modello MIP per la progettazione di piani integrati per la produzione e la distribuzione di piantine in un vivaio finlandese. Alcune decisioni comprendono il numero totale di piantine da produrre e trasportare dal vivaio ai magazzini termici o direttamente ai clienti. Il modello include vincoli di capacità e decisioni ad essi legate ed ha come obiettivo la minimizzazione del costo totale di produzione e trasporto. Aleotti et al. ([AAY97]) hanno proposto un altro esempio di modelli integrati per la produzione e distribuzione. La formulazione MIP proposta mira alla selezione del migliore piano per il trattamento post-raccolta fino al mercato finale. Il proposito è la 12

14 massimizzazione dei benefici legati all investimento in strutture per preservare i prodotti in condizioni di incertezza per la produzione e la domanda. L incertezza è rappresentata tramite un modello SP che utilizza un set di scenari di mercato e di rendimento delle coltivazioni, mentre l obiettivo consiste nella massimizzazione del profitto atteso. 5.3 Modelli per la raccolta I modelli proposti per la raccolta dei prodotti si riferiscono alla quantità da raccogliere in ogni periodo, come trasportare i prodotti raccolti, come allocare le attrezzature per il trasporto e lo scheduling delle attività di confezionamento e trasporto. Il lavoro di Ferrer et al. ([FMC08]) presenta un modello MIP per lo scheduling ottimo delle operazioni di raccolta di uva da vino. La formulazione considera i costi per le attività di raccolta e le perdite legate a ritardi nella raccolta stessa. Le decisioni includono l ammontare di uva da raccogliere da differenti aree per ogni periodo, la rotazione della raccolta tra gli appezzamenti e il numeri di lavoratori da impiegare. Un contributo importante del modello è la rappresentazione delle perdite in termini di qualità nella funzione obiettivo. Un secondo esempio si deve a Caixeta-Filho ([CF06]) che propone una formulazione LP che lega restrizioni di natura chimica, biologica e logistica alla qualità dei frutti da raccogliere. Il modello considera due potenziali obiettivi, la massimizzazione del numero di cassette di frutta prodotte e la massimizzazione dei ricavi totali. Le decisioni sono relative all ammontare mensile da raccogliere dal frutteto. 13

15 6. Conclusioni Dall analisi dei contributi proposti in letteratura e riportati in questo lavoro è possibile trarre alcune considerazioni. La prima è che l utilizzo di modelli di pianificazione integrati per la supply chain in ambito agroalimentare è assai limitato. Ciò nonostante sia ampiamente riconosciuto che questi modelli potrebbero essere molto utili in questo contesto, e in particolare per i prodotti deperibili. Anche se i modelli integrati sono ben più complessi di quelli relativi ad una sola fase della catena logistica, è anche vero che i vantaggi ad essi connessi sono di gran lunga superiori. Ciò è particolarmente vero nella pianificazione delle attività di produzione e distribuzione per aziende di dimensioni medio-grandi ([Boe99]). Una seconda considerazione è che i modelli per prodotti deperibili molto raramente includono la stocasticità dei parametri e la durata di conservazione nelle varie fasi della supply chain. Il motivo principale è la complessità per la risoluzione dei modelli risultanti. Nei pochi casi in cui incertezza dei parametri è stata esplicitamente inclusa nel processo di decisione, i vantaggi registrati hanno giustificato l incremento di complessità ([JLT03], [AS04]). Per quanto riguarda la durata di conservazione, questa rimane una questione aperta ancora non affrontata efficacemente: la mancanza di una esplicita rappresentazione costituisce un forte limite all efficace utilizzo di modelli di supporto decisionale per i prodotti deperibili. Altra aspetto evidente è la carenza di modelli relativi alla pianificazione operativa, ancor più evidente nel caso di approcci a più fasi della catena logistica. Anche in questo caso, visti i margini ridotti con cui operano le aziende agroalimentari, l utilizzo di modelli operativi efficaci può fare la differenza tra il successo e l insuccesso delle attività. Ancora una volta questa tendenza è accentuata per i prodotti deperibili, a causa dell impatto che la vita residua dei prodotti stessi ha sulle decisioni di raccolta e trasporto. Lo stesso motivo è alla base del fatto che l attenzione della letteratura scientifica è principalmente rivolta ai prodotti non deperibili, anche se il trend sembra stia cambiando negli ultimi anni. Ciò grazie alla crescente importanza dei mercati di alimenti freschi in un panorama molto dinamico e assai soggetto a tendenze dettate da vari fattori. È opportuno evidenziare come la letteratura relativa a contributi per la supply chain agroalimentare sia molto più ridotta rispetto a quella relativa alla supply chain in contesti più tradizionali come quello industriale. Le ricerche condotte in questo ambito sono più avanzate e attualmente rivolte alla definizione di reti di supply chain su mercati locali ed internazionali, al coordinamento delle attività, alla definizione delle operazioni di trasporto e allo sviluppo di sistemi informativi avanzati. In particolare, il coordinamento delle attività compiuto con l obiettivo di consentire i massimi benefici a tutti gli attori della catena risulta di particolare interesse. 14

16 Alla luce di tutte le considerazioni esposte, è possibile individuare quelle che sono le principali necessità in termini di approcci decisionali nell ambito agroalimentare. Innanzitutto, una maggiore integrazione tra le fasi della catena logistica che favorisca le economie di scala, il posizionamento strategico e la gestione dei rischi. In secondo luogo, tutta una serie di nuovi fattori, come la tracciabilità delle merci, la certificazione della qualità e la capacità di rispondere prontamente alle richieste dei mercati. Per far ciò, si intravedono due direzioni principali. Da un lato lo sviluppo di modelli capaci di gestire esplicitamente l incertezza e i rischi che questa comporta, l integrazione della catena logistica e la sicurezza e la qualità dei prodotti. In particolare, lo sviluppo di modelli stocastici a livello tattico per la produzione e la distribuzione può essere un contributo notevole. Inoltre, è chiara l esigenza di strumenti di supporto decisionale a livello operativo per la gestione della produzione e della distribuzione, soprattutto per quanto concerne i prodotti deperibili. Tali contributi potrebbero da un lato aiutare un settore cruciale per l economia di un paese come quello agroalimentare e dall altro produrre sensibili benefici anche ai consumatori finali. 15

17 Bibliografia [AAY97] L.O. Aleotti, R. Araujo, R. Yahya, selection of postharvest technology routes by mixed-integer linear programming, International Journal of Production Economics, vol. 49, pp , [AS04] S.J. Allen, E.W. Schuster, Controlling the risk for an agricultural harvest, Manufacturing & Service Operations Management, vol. 6 (3), pp , [Ann92] E. Annevelink, Operational planning in orticulture: optimal space al location in pot-plant nurseries using heuristic techniques, Journal of Agricultural Engineering Research, vol. 51, pp , [AH05] R.K. Apaiah, E.M.T. Hendrix, Design of supply chain network for a pea-based novel protein foods, journal of Food Engineering, vol. 70, pp , [Bea98] B.M. Beamon, Supply chain design and analysis: models and methods, International Journal of Production economics, vol. 55, pp , [BIR00] H.F.M. Berge ten, M.K. van Ittersum, W.A.H. Rossing, G.W.J. van de Ven, J. Schans, P.A.C.M. van de Sanden, Farming options for the Netherlands explored by multiobjective modeling, European Journal of Agronomy, vol. 13, pp , [Boe99] M. Boehlje, Structural changes in the agricultural industries: how do we measure, analyze and understand them?, American Journal of Agricultural Economics, vol. 81 (5), pp , [CF02] J.V. Caixeta-Filho, J.M. van Swaay-Neto, A.P. Wagemaker, Optimization of the production planning and trade of lily flowers at Jan de Wit Company, Interfaces, vol. 32 (1), pp , [CF06] J.V. Caixeta-Filho, Orange harvesting scheduling management: a case study, Journal of the Operational Research Society, vol. 57 (6), pp , [CF94] P. Chandra, M.L. Fisher, Coordination of production and distribution planning, European Journal of Operational Research, vol. 72, pp , [CM03] S. Chopra, P. Meindl, Supply chain management; strategy, planning and operation, Pearson Education Inc., New Jersey, [DPH92] C.L. Dobbins, P.V. Preckel, Y. Han, D.H. Doster, An application of linear programming to planning crop systems, in Proceedings of fourth International Conference on computers in Agricultural Extension programs, January 28-31, Orlando, FL. 16

18 [Ekm00] S. Ekman, Tillage system selection: a mathematical programming model incorporating weather variability, Journal of Agricultural Engineering Research, vol. 77 (3), pp , [EE99] J.E. Epperson, E.A. Estes, Fruit and vegetables supply chain management, innovations and competitiveness: cooperative regional research project S-222, Journal of Food Distribution, vol. 30, pp , [FMC08] J.C. Ferre, A. MacCawley, S. Maturana, s. Toloza, J. Vera, an optimization approach for schedulino wine grape harvest operations, International Journal of Production Economics, vol. 112 (2), pp , [Hig02] A.J. Higgins, Australian sugar mills optimize harvester roster to improve production. Interfaces, vol. 32 (3), pp , [JHP05] Z. Jiao, A.J. Higgins, D.B. Prestwidge, An integrated statistical and optimization approach to increasing sugar production within a mill region, Computers and Electronics in Agriculture, vol. 48, pp , [JLT03] P.C. Jones, T.J. Lowe, R. Traub, Managing the seed-corn supply chain at Sygenta, Interfaces, vol. 33 (1), pp , [Kaz04] B. Kazaz, Production planning under yield and demand uncertainty with yielddependent cost and price, Manufacturing & Service Operations Management, vol. 6 (3), pp , [Kin01] J.D. Kinsey, The new food economy: consumers, farms, pharms and science, American Journal of Agricultural Economics, vol. 83(5), pp , [MSR02] A. Maatman, C. Schweigman, A. Ruijs, M.H. van der Vlerk, Modeling farmer s response to uncertain rain fall in Burkina Faso: a stochastic programming approach, Operations Research, vol. 50 (3), pp , [MLA97] W.A. Miller, L.C. Leung, T.M. Azhar, S. Sargent, Production planning for fresh tomato packing, International Journal of Production Economics, vol. 53, pp , [MZ02] H. Min, G. Zhou, Supply chain modeling: past, present and future, Computers & Industrial Engineering, vol. 43, pp , [Ran04] J. Rantala, Optimizing the supply chain strategy of a multi-unit finish nursery, Silva fennica, vol. 38 (2), pp , [RRC03] B. Recio, F. Rubio, J.A. Criado, A decision support system for farm planning using AgriSupport II, Decision Support Systems, vol. 36 (2), pp ,

19 [SHS91] A.P.H. Saedt, T.H.B. Hendriks, F.M. Smits, A transition planning method applied to in a decision support system for pot-plant nurseries, European Journal of Operations Research, vol. 52, pp , [SK99] S.G.M. Schilizzi, R.S. Kingwell, Effects of climatic and price uncertainty on the value of legume crops in a Mediterranean-type environment, Agricultural Systems, vol. 60, pp , [SL03] D. Simchi-Levi, Designing and managing the supply chain: concepts, strategies and case studies, McGraw-Hill, New York, [SSL85] A.L. Stoecker, A. Siedemann, G.S. Lloyd, A linear dynamic programming approach to irrigation system management with depleting groundwater, Management Science, vol. 31 (4), pp , [TF88] L.P. Tan, C.O. Fong, Determination of the crop mix of a rubber and oil palm plantation a programming approach, European Journal of Operations Research, vol. 34, pp , [vb93] M.J. van Berlo, A decision support tool for the vegetable processing industry; an integrative approach of market, industry and agriculture, Agricultural Systems, vol. 43, pp ,

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras 2 Introduzione Le architetture basate sui servizi (SOA) stanno rapidamente diventando lo standard de facto per lo sviluppo delle applicazioni aziendali.

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

Corso Base ITIL V3 2008

Corso Base ITIL V3 2008 Corso Base ITIL V3 2008 PROXYMA Contrà San Silvestro, 14 36100 Vicenza Tel. 0444 544522 Fax 0444 234400 Email: proxyma@proxyma.it L informazione come risorsa strategica Nelle aziende moderne l informazione

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

IL TRATTAMENTO DEL RISCHIO NELL ANALISI DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

IL TRATTAMENTO DEL RISCHIO NELL ANALISI DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI IL TRATTAMENTO DEL RISCHIO NELL ANALISI DEGLI INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI Testo di riferimento: Analisi finanziaria (a cura di E. Pavarani) McGraw-Hill 2001 cap. 11 (dottor Alberto Lanzavecchia) Indice

Dettagli

IT Plant Solutions Soluzioni MES e IT per l Industria

IT Plant Solutions Soluzioni MES e IT per l Industria IT Plant Solutions IT Plant Solutions Soluzioni MES e IT per l Industria s Industrial Solutions and Services Your Success is Our Goal Soluzioni MES e IT per integrare e sincronizzare i processi Prendi

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

CMMI-Dev V1.3. Capability Maturity Model Integration for Software Development, Version 1.3. Roma, 2012 Ercole Colonese

CMMI-Dev V1.3. Capability Maturity Model Integration for Software Development, Version 1.3. Roma, 2012 Ercole Colonese CMMI-Dev V1.3 Capability Maturity Model Integration for Software Development, Version 1.3 Roma, 2012 Agenda Che cos è il CMMI Costellazione di modelli Approccio staged e continuous Aree di processo Goals

Dettagli

Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova. Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti

Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova. Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti Project Management Massimo Paolucci (paolucci@dist.unige.it) DIST Università di Genova Project Management 2 Metodi per supportare le decisioni relative alla gestione di progetti esempi sono progetti nell

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni

Sistemi di supporto alle decisioni Sistemi di supporto alle decisioni Introduzione I sistemi di supporto alle decisioni, DSS (decision support system), sono strumenti informatici che utilizzano dati e modelli matematici a supporto del decision

Dettagli

Valdigrano: quando l ambiente è un valore!

Valdigrano: quando l ambiente è un valore! Valdigrano: quando l ambiente è un valore! Valutazione di impatto ambientale delle linee Valdigrano, Valbio e La Pasta di Franciacorta Programma per la valutazione dell impronta ambientale Progetto co-finanziato

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

t.fabrica wanna be smarter? smart, simple, cost effectiveness solutions for manufactoring operational excellence.

t.fabrica wanna be smarter? smart, simple, cost effectiveness solutions for manufactoring operational excellence. t.fabrica wanna be smarter? smart, simple, cost effectiveness solutions for manufactoring operational excellence. Per le aziende manifatturiere, oggi e sempre più nel futuro individuare ed eliminare gli

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

STS. Profilo della società

STS. Profilo della società STS Profilo della società STS, Your ICT Partner Con un solido background accademico, regolari confronti con il mondo della ricerca ed esperienza sia nel settore pubblico che privato, STS è da oltre 20

Dettagli

Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design

Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design Master Universitario di II livello in Interoperabilità Per la Pubblica Amministrazione e Le Imprese Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design Lavoro pratico II Periodo didattico

Dettagli

Unità di ricerca Business Intelligence, Finance& Knowledge

Unità di ricerca Business Intelligence, Finance& Knowledge Unità di ricerca Business Intelligence, Finance& Knowledge ( www.economia.unimi.it/lda/adamss ) Facoltàdi Scienze, Università degli Studi di Milano 10 febbraio 2006 Coordinatore: Davide La Torre (Professore

Dettagli

THUN con ARIS: dall'ottimizzazione dei processi verso l enterprise SOA

THUN con ARIS: dall'ottimizzazione dei processi verso l enterprise SOA SAP World Tour 2007 - Milano 11-12 Luglio 2007 THUN con ARIS: dall'ottimizzazione dei processi verso l enterprise SOA Agenda Presentazione Derga Consulting Enterprise SOA Allineamento Processi & IT Il

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

LE NOVITÀ DELL EDIZIONE 2011 DELLO STANDARD ISO/IEC 20000-1 E LE CORRELAZIONI CON IL FRAMEWORK ITIL

LE NOVITÀ DELL EDIZIONE 2011 DELLO STANDARD ISO/IEC 20000-1 E LE CORRELAZIONI CON IL FRAMEWORK ITIL Care Colleghe, Cari Colleghi, prosegue la nuova serie di Newsletter legata agli Schemi di Certificazione di AICQ SICEV. Questa volta la pillola formativa si riferisce alle novità dell edizione 2011 dello

Dettagli

Valutazione di intangibili e impairment

Valutazione di intangibili e impairment IMPAIRMENT EVIDENZE DAI MEDIA ITALIANI Valutazione di intangibili e impairment -Valutazione di attività immateriali in aziende editoriali -Valutazioni per impairment test 1 La valutazione di asset si ha

Dettagli

END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE

END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE In un mercato delle Telecomunicazioni sempre più orientato alla riduzione delle tariffe e dei costi di

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA FACOLTÀ DI SCIENZE MATEMATICHE FISICHE E NATURALI CORSO DI LAUREA IN INFORMATICA Prova Finale GESTIONE DELLA TRANSIZIONE SECONDO LO STANDARD ITIL ITIL SERVICE TRANSITION

Dettagli

IT Service Management

IT Service Management IT Service Management L'importanza dell'analisi dei processi nelle grandi e medie realtà italiane Evento Business Strategy 2.0 Firenze 25 settembre 2012 Giovanni Sadun Agenda ITSM: Contesto di riferimento

Dettagli

La gestione dei servizi non core: il Facility Management

La gestione dei servizi non core: il Facility Management La gestione dei servizi non core: il Facility Management ing. Fabio Nonino Università degli studi di Udine Laboratorio di Ingegneria Gestionale Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Gestionale e Meccanica

Dettagli

LIVELLO STRATEGICO E TATTICO

LIVELLO STRATEGICO E TATTICO Corso di Laurea Triennale in INGEGNERIA GESTIONALE Anno Accademico 2012/13 Prof. Davide GIGLIO 1 ESEMPI DI PROBLEMI DECISIONALI LIVELLO STRATEGICO Capacity growth planning LIVELLO TATTICO Aggregate planning

Dettagli

Business Process Modeling Caso di Studio

Business Process Modeling Caso di Studio Caso di Studio Stefano Angrisano, Consulting IT Specialist December 2007 2007 IBM Corporation Sommario Perché l architettura SOA? Le aspettative del Cliente. Ambito applicativo oggetto dell introduzione

Dettagli

La ricerca operativa

La ricerca operativa S.S.I.S. PUGLIA Anno Accademico 2003/2004 Laboratorio di didattica della matematica per l economia e la finanza La ricerca operativa Prof. Palmira Ronchi (palmira.ronchi@ssis.uniba.it) Gli esercizi presenti

Dettagli

Process mining & Optimization Un approccio matematico al problema

Process mining & Optimization Un approccio matematico al problema Res User Meeting 2014 con la partecipazione di Scriviamo insieme il futuro Paolo Ferrandi Responsabile Tecnico Research for Enterprise Systems Federico Bonelli Engineer Process mining & Optimization Un

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

IT Service Management, le best practice per la gestione dei servizi

IT Service Management, le best practice per la gestione dei servizi Il Framework ITIL e gli Standard di PMI : : possibili sinergie Milano, Venerdì, 11 Luglio 2008 IT Service Management, le best practice per la gestione dei servizi Maxime Sottini Slide 1 Agenda Introduzione

Dettagli

R I S K M A N A G E M E N T & F I N A N C E

R I S K M A N A G E M E N T & F I N A N C E R I S K M A N A G E M E N T & F I N A N C E 2010 Redexe S.u.r.l., Tutti i diritti sono riservati REDEXE S.r.l., Società a Socio Unico Sede Legale: 36100 Vicenza, Viale Riviera Berica 31 ISCRITTA ALLA CCIAA

Dettagli

ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking

ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking INFORMAZIONE FORMAZIONE E CONSULENZA benchmark ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking ACQUISTO DI SERVIZI DI TRASPORTO MERCI E DI LOGISTICA DI MAGAZZINO In collaborazione con Acquisto di

Dettagli

Problem Management proattivo di sicurezza secondo ITIL: attività di Etichal Hacking

Problem Management proattivo di sicurezza secondo ITIL: attività di Etichal Hacking Seminario associazioni: Seminario a cura di itsmf Italia Problem Management proattivo di sicurezza secondo ITIL: attività di Etichal Hacking Andrea Praitano Agenda Struttura dei processi ITIL v3; Il Problem

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

IT Service Management: il Framework ITIL. Dalmine, 20 Gennaio 2012 Deborah Meoli, Senior Consultant Quint Italy

IT Service Management: il Framework ITIL. Dalmine, 20 Gennaio 2012 Deborah Meoli, Senior Consultant Quint Italy IT Service Management: il Framework ITIL Dalmine, 20 Gennaio 2012 Deborah Meoli, Senior Consultant Quint Italy Quint Wellington Redwood 2007 Agenda Quint Wellington Redwood Italia IT Service Management

Dettagli

COME FRODE. la possibilità propri dati. brevissimo. Reply www.reply.eu

COME FRODE. la possibilità propri dati. brevissimo. Reply www.reply.eu FRAUD MANAGEMENT. COME IDENTIFICARE E COMB BATTERE FRODI PRIMA CHE ACCADANO LE Con una visione sia sui processi di business, sia sui sistemi, Reply è pronta ad offrire soluzioni innovative di Fraud Management,

Dettagli

Classificazioni dei sistemi di produzione

Classificazioni dei sistemi di produzione Classificazioni dei sistemi di produzione Sistemi di produzione 1 Premessa Sono possibili diverse modalità di classificazione dei sistemi di produzione. Esse dipendono dallo scopo per cui tale classificazione

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

Principal Component Analysis

Principal Component Analysis Principal Component Analysis Alessandro Rezzani Abstract L articolo descrive una delle tecniche di riduzione della dimensionalità del data set: il metodo dell analisi delle componenti principali (Principal

Dettagli

BUSINESS INTELLIGENCE & PERFORMANCE MANAGEMENT

BUSINESS INTELLIGENCE & PERFORMANCE MANAGEMENT BUSINESS INTELLIGENCE & PERFORMANCE MANAGEMENT BOLOGNA BUSINESS school Dal 1088, studenti da tutto il mondo vengono a studiare a Bologna dove scienza, cultura e tecnologia si uniscono a valori, stile di

Dettagli

Il Metodo di analisi multicriterio Analitic Hierarchy Process (AHP) Corso di Analisi delle Decisioni Chiara Mocenni (mocenni@dii.unisi.

Il Metodo di analisi multicriterio Analitic Hierarchy Process (AHP) Corso di Analisi delle Decisioni Chiara Mocenni (mocenni@dii.unisi. Il Metodo di analisi multicriterio Analitic Hierarchy Process (AHP) Corso di Analisi delle Decisioni Chiara Mocenni (mocenni@dii.unisi.it) L analisi multicriterio e il processo decisionale L analisi multicriterio

Dettagli

PMI. Management Maturity Model, OPM3 Second Edition 2008

PMI. Management Maturity Model, OPM3 Second Edition 2008 Nuovi standard PMI, certificazioni professionali e non solo Milano, 20 marzo 2009 PMI Organizational Project Management Maturity Model, OPM3 Second Edition 2008 Andrea Caccamese, PMP Prince2 Practitioner

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione 8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari,

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE D.R. n.1035/2015 Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT In collaborazione con CONFAPI MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Dettagli

Corso di. Anno accademico: 2010/11. Prof. ing. Gianpaolo Ghiani gianpaolo.ghiani@unisalento.it www.logistics.unsalento.it

Corso di. Anno accademico: 2010/11. Prof. ing. Gianpaolo Ghiani gianpaolo.ghiani@unisalento.it www.logistics.unsalento.it Corso di Metodi di Supporto alle Decisioni Anno accademico: 2010/11 Prof. ing. Gianpaolo Ghiani gianpaolo.ghiani@unisalento.it www.logistics.unsalento.it Fac coltà di Ingegneria - Università del Salento

Dettagli

Specialista ITIL. Certificate of Advanced Studies. www.supsi.ch/fc

Specialista ITIL. Certificate of Advanced Studies. www.supsi.ch/fc Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Dipartimento tecnologie innovative Istituto sistemi informativi e networking Specialista ITIL Certificate of Advanced Studies www.supsi.ch/fc

Dettagli

Il monitoraggio della gestione finanziaria dei fondi pensione

Il monitoraggio della gestione finanziaria dei fondi pensione Il monitoraggio della gestione finanziaria nei fondi pensione Prof. Università di Cagliari micocci@unica.it Roma, 4 maggio 2004 1 Caratteristiche tecnico - attuariali dei fondi pensione Sistema finanziario

Dettagli

Business Intelligence. Il data mining in

Business Intelligence. Il data mining in Business Intelligence Il data mining in L'analisi matematica per dedurre schemi e tendenze dai dati storici esistenti. Revenue Management. Previsioni di occupazione. Marketing. Mail diretto a clienti specifici.

Dettagli

IT GOVERNANCE & MANAGEMENT

IT GOVERNANCE & MANAGEMENT IT GOVERNANCE & MANAGEMENT BOLOGNA BUSINESS school Dal 1088, studenti da tutto il mondo vengono a studiare a Bologna dove scienza, cultura e tecnologia si uniscono a valori, stile di vita, imprenditorialità.

Dettagli

IL RUOLO E LE COMPETENZE DEL SERVICE MANAGER

IL RUOLO E LE COMPETENZE DEL SERVICE MANAGER IL RUOLO E LE COMPETENZE DEL SERVICE MANAGER Alessio Cuppari Presidente itsmf Italia itsmf International 6000 Aziende - 40000 Individui itsmf Italia Comunità di Soci Base di conoscenze e di risorse Forum

Dettagli

Problem Management. Obiettivi. Definizioni. Responsabilità. Attività. Input

Problem Management. Obiettivi. Definizioni. Responsabilità. Attività. Input Problem Management Obiettivi Obiettivo del Problem Management e di minimizzare l effetto negativo sull organizzazione degli Incidenti e dei Problemi causati da errori nell infrastruttura e prevenire gli

Dettagli

ITIL v3 e' parte di un processo teso a migliorare le best practices ITIL. In effetti, ITIL predica il "continuous improvement" ed e'

ITIL v3 e' parte di un processo teso a migliorare le best practices ITIL. In effetti, ITIL predica il continuous improvement ed e' ITIL v3 ITIL v3 e' parte di un processo teso a migliorare le best practices ITIL. In effetti, ITIL predica il "continuous improvement" ed e' giusto che lo applichi anche a se' stessa... Naturalmente una

Dettagli

Milano, Settembre 2009 BIOSS Consulting

Milano, Settembre 2009 BIOSS Consulting Milano, Settembre 2009 BIOSS Consulting Presentazione della società Agenda Chi siamo 3 Cosa facciamo 4-13 San Donato Milanese, 26 maggio 2008 Come lo facciamo 14-20 Case Studies 21-28 Prodotti utilizzati

Dettagli

ITIL v3, il nuovo framework per l ITSM

ITIL v3, il nuovo framework per l ITSM ITIL v3, il nuovo framework per l ITSM ( a cura di Stefania Renna ITIL - IBM) Pag. 1 Alcune immagini contenute in questo documento fanno riferimento a documentazione prodotta da ITIL Intl che ne detiene

Dettagli

Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica. Marco Fusaro KPMG S.p.A.

Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica. Marco Fusaro KPMG S.p.A. Università di Venezia Corso di Laurea in Informatica Laboratorio di Informatica Applicata Introduzione all IT Governance Lezione 5 Marco Fusaro KPMG S.p.A. 1 CobiT: strumento per la comprensione di una

Dettagli

SEZIONE F: DESCRIZIONE DELL'AZIONE. F.l- Modalita organizzative, gestione operativa e calendario dell'intervento. (Max 200 righe):

SEZIONE F: DESCRIZIONE DELL'AZIONE. F.l- Modalita organizzative, gestione operativa e calendario dell'intervento. (Max 200 righe): SEZIONE F: DESCRIZIONE DELL'AZIONE Project Management e Information Technology Infrastructure Library (ITIL V3 F.l- Modalita organizzative, gestione operativa e calendario dell'intervento. (Max 200 righe):

Dettagli

Modelli di Sistemi di Produzione

Modelli di Sistemi di Produzione Modelli di Sistemi di Produzione 2 Indice 1 I sistemi di produzione 1 1.1 Generalità............................. 1 1.2 I principi dei sistemi manifatturieri............... 4 1.3 Descrizione dei principali

Dettagli

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi Appendice III (articolo 5, comma 1 e art. 22 commi 5 e 7) Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi 1. Tecniche di modellizzazione 1.1 Introduzione. In generale,

Dettagli

Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano

Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano www.pwc.com/it Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano giugno 2013 Sommario Il contesto di riferimento 4 Un modello di evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il

Dettagli

Gli uni e gli altri. Strategie in contesti di massa

Gli uni e gli altri. Strategie in contesti di massa Gli uni e gli altri. Strategie in contesti di massa Alessio Porretta Universita di Roma Tor Vergata Gli elementi tipici di un gioco: -un numero di agenti (o giocatori): 1,..., N -Un insieme di strategie

Dettagli

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale.

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale. Università Commerciale Luigi Bocconi Graduate School MEMIT Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture X Edizione 2013-2014 MEMIT Master in Economia e management

Dettagli

[La catena del valore]

[La catena del valore] [La catena del valore] a cura di Antonio Tresca La catena del valore lo strumento principale per comprendere a fondo la natura del vantaggio competitivo è la catena del valore. Il vantaggio competitivo

Dettagli

UMB Power Day. 15-11-2012 Lugano-Paradiso

UMB Power Day. 15-11-2012 Lugano-Paradiso UMB Power Day 15-11-2012 Lugano-Paradiso Mission Competenza e flessibilità al fianco delle imprese che necessitano di esperienza nel gestire il cambiamento. Soluzioni specifiche, studiate per migliorare

Dettagli

CALENDARIO CORSI 2015

CALENDARIO CORSI 2015 SAFER, SMARTER, GREENER DNV GL - Business Assurance Segreteria Didattica Training Tel. +39 039 60564 - Fax +39 039 6058324 e-mail: training.italy@dnvgl.com www.dnvba.it/training BUSINESS ASSURANCE CALENDARIO

Dettagli

IL COST CONTROL. Il controllo dei Costi nella Ristorazione. a cura di Marco Comensoli

IL COST CONTROL. Il controllo dei Costi nella Ristorazione. a cura di Marco Comensoli IL COST CONTROL Il controllo dei Costi nella Ristorazione a cura di Marco Comensoli 1 La Ristorazione I Costi I Costi I principali costi delle attività di ristorazione sono: Le risorse umane; Gli alimenti;

Dettagli

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni CONTESTO Dal punto di vista della DOMANDA... Consumatore postmoderno: attivo, esigente,

Dettagli

Energy risk management

Energy risk management Il sistema di supporto alle tue decisioni Energy risk management Un approccio orientato agli attori M.B.I. Srl, Via Francesco Squartini 7-56121 Pisa, Italia - tel. 050 3870888 - fax. 050 3870808 www.powerschedo.it

Dettagli

I PAGAMENTI DIRETTI NELLA NUOVA PAC. CAMBIAMENTI E IMPATTI

I PAGAMENTI DIRETTI NELLA NUOVA PAC. CAMBIAMENTI E IMPATTI I PAGAMENTI DIRETTI NELLA NUOVA PAC. CAMBIAMENTI E IMPATTI SENATO DELLA REPUBBLICA Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare Prof. Felice ADINOLFI Università degli Studi di Bologna Roma 22 Gennaio

Dettagli

Rational Unified Process Introduzione

Rational Unified Process Introduzione Rational Unified Process Introduzione G.Raiss - A.Apolloni - 4 maggio 2001 1 Cosa è E un processo di sviluppo definito da Booch, Rumbaugh, Jacobson (autori dell Unified Modeling Language). Il RUP è un

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10 Indice La Missione 3 La Storia 4 I Valori 5 I Clienti 7 I Numeri 8 I Servizi 10 La Missione REVALO: un partner operativo insostituibile sul territorio. REVALO ha come scopo il mantenimento e l incremento

Dettagli

RUP (Rational Unified Process)

RUP (Rational Unified Process) RUP (Rational Unified Process) Caratteristiche, Punti di forza, Limiti versione del tutorial: 3.3 (febbraio 2007) Pag. 1 Unified Process Booch, Rumbaugh, Jacobson UML (Unified Modeling Language) notazione

Dettagli

GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE

GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE GLI INDICATORI COME STRUMENTO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ASSISTENZIALE D r. C a r l o D e s c o v i c h U.O.C. Governo Clinico Staff Direzione Aziendale AUSL Bologna Bologna 26 Maggio 2010 INDICATORE

Dettagli

Rischio e Volatilità

Rischio e Volatilità 2 Meeting annuale SellaAdvice Trading Rho,, 20 novembre 2004 Rischio e Volatilità Relatore: Maurizio Milano Da dove deve partire un analisi tecnica operativa a supporto di un attività di trading? L elemento

Dettagli

Parole Chiave: Sviluppo di un nuovo prodotto, MSNP, design di prodotto, Stage-Gate

Parole Chiave: Sviluppo di un nuovo prodotto, MSNP, design di prodotto, Stage-Gate 6.1 Metodi per lo sviluppo di nuovi prodotti (MSNP) Parole Chiave: Sviluppo di un nuovo prodotto, MSNP, design di prodotto, Stage-Gate Questo capitolo presenta alcune metodologie per gestire al meglio

Dettagli

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time White Paper Operational DashBoard per una Business Intelligence in real-time Settembre 2011 www.axiante.com A Paper Published by Axiante CAMBIARE LE TRADIZIONI C'è stato un tempo in cui la Business Intelligence

Dettagli

GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE

GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE 1 GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE Ing. Enrico Perfler Eudax s.r.l. Milano, 23 Gennaio 2014 Indice 2 Il concetto di rischio nei dispositivi medici

Dettagli

Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI

Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI Business Intelligence RENDE STRATEGICHE LE INFORMAZIONI CSC ritiene che la Business Intelligence sia un elemento strategico e fondamentale che, seguendo

Dettagli

FORM Il sistema informativo di gestione della modulistica elettronica.

FORM Il sistema informativo di gestione della modulistica elettronica. Studio FORM FORM Il sistema informativo di gestione della modulistica elettronica. We believe in what we create This is FORM power La soluzione FORM permette di realizzare qualsiasi documento in formato

Dettagli

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013 Implementazione di un modello dinamico 3D densità a dipendente all'interno di un sistema Web-GIS per la gestione e il monitoraggio della qualità delle acque di falda per un comparto di discariche Prof.

Dettagli

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA?

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? La maggior parte dei Retailer effettua notevoli investimenti in attività promozionali. Non è raro che un Retailer decida di rinunciare al 5-10% dei ricavi

Dettagli

ITIL. Introduzione. Mariosa Pietro

ITIL. Introduzione. Mariosa Pietro ITIL Introduzione Contenuti ITIL IT Service Management Il Servizio Perchè ITIL ITIL Service Management life cycle ITIL ITIL (Information Technology Infrastructure Library) è una raccolta di linee guida,

Dettagli

Il canale distributivo Prima e dopo Internet. Corso di Laurea in Informatica per il management Università di Bologna Andrea De Marco

Il canale distributivo Prima e dopo Internet. Corso di Laurea in Informatica per il management Università di Bologna Andrea De Marco Il canale distributivo Prima e dopo Internet Corso di Laurea in Informatica per il management Università di Bologna Andrea De Marco La distribuzione commerciale Il canale distributivo è un gruppo di imprese

Dettagli

Antonio Motisi. Dipartimento di Colture Arboree Università degli Studi di Palermo

Antonio Motisi. Dipartimento di Colture Arboree Università degli Studi di Palermo Giornate di Studio: Un approccio integrato allo studio dei flussi di massa e di energia nel sistema suolo pianta atmosfera: esperienze e prospettive di applicazione in Sicilia Tecniche di misura dei flussi

Dettagli

Ricognizione di alcune Best Practice

Ricognizione di alcune Best Practice Linee guida sulla qualità dei beni e dei servizi ICT per la definizione ed il governo dei contratti della Pubblica Amministrazione Manuale di riferimento Ricognizione di alcune Best Practice applicabili

Dettagli

Pagine romane (I-XVIII) OK.qxd:romane.qxd 7-09-2009 16:23 Pagina VI. Indice

Pagine romane (I-XVIII) OK.qxd:romane.qxd 7-09-2009 16:23 Pagina VI. Indice Pagine romane (I-XVIII) OK.qxd:romane.qxd 7-09-2009 16:23 Pagina VI Prefazione Autori XIII XVII Capitolo 1 Sistemi informativi aziendali 1 1.1 Introduzione 1 1.2 Modello organizzativo 3 1.2.1 Sistemi informativi

Dettagli

General Taxonomy of Planology [Tassonomia generale della Planologia] (TAXOCODE) Reduced form [Forma ridotta] Classification Code for all sectors of

General Taxonomy of Planology [Tassonomia generale della Planologia] (TAXOCODE) Reduced form [Forma ridotta] Classification Code for all sectors of General Taxonomy of Planology [Tassonomia generale della Planologia] (TAXOCODE) Reduced form [Forma ridotta] Classification Code for all sectors of study and research according the Information System for

Dettagli

FONDO MUTUALISTICO ALTRI SEMINATIVI

FONDO MUTUALISTICO ALTRI SEMINATIVI PREMESSA Si assiste sempre più spesso ad andamenti meteorologici imprevedibili e come tali differenti dall ordinario: periodi particolarmente asciutti alternati ad altri particolarmente piovosi. Allo stesso

Dettagli

LEAR ITALIA MES/LES PROJECT

LEAR ITALIA MES/LES PROJECT LEAR ITALIA MES/LES PROJECT La peculiarità del progetto realizzato in Lear Italia da Hermes Reply è quello di integrare in un unica soluzione l execution della produzione (con il supporto dell RFID), della

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

Gestione delle avversità in agricoltura biologica

Gestione delle avversità in agricoltura biologica Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la

Dettagli

Tiziano Bettati, Maria Teresa Pacchioli Centro Ricerche Produzioni Animali

Tiziano Bettati, Maria Teresa Pacchioli Centro Ricerche Produzioni Animali Il Divulgatore n.10/2002 Sicurezza alimentare PARTENDO DALLA DOP Tr@ce.pig è un progetto di tracciabilità della filiera del suino pesante utilizzato come materia prima per i Prosciutti di Parma a Denominazione

Dettagli

Prodotti di cui ti puoi fidare

Prodotti di cui ti puoi fidare Prodotti di cui ti puoi fidare Vogliamo offrirti alimenti di buona qualità a prezzi bassi, prodotti in modo responsabile. Stiamo lavorando in tutte le parti della catena alimentare, dalla fattoria al negozio

Dettagli

Lezione 13- I due teoremi fondamentali dell economia del benessere e il second best

Lezione 13- I due teoremi fondamentali dell economia del benessere e il second best Lezione 13- I due teoremi fondamentali dell economia del benessere e il second best La mano invisibile e i due teoremi fondamentali dell economia del benessere Nel 1776 Adam Smith nella Ricchezza delle

Dettagli

PROCESS DESIGN: STRUMENTI, ESEMPI E METODI

PROCESS DESIGN: STRUMENTI, ESEMPI E METODI PROCESS DESIGN: STRUMENTI, ESEMPI E METODI G. Noci e E. Pizzurno I N D I C E 1. LA RILEVANZA DELLA PROBLEMATICA AMBIENTALE 246 2. LE OPZIONI STRATEGICHE A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE 247 3. IL PROCESSO

Dettagli