SISTEMI ECONOMICI E IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA: UN ESPLORAZIONE TEORICA SULLA DINAMICA STRUTTURALE

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1 SISTEMI ECONOMICI E IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA: UN ESPLORAZIONE TEORICA SULLA DINAMICA STRUTTURALE Autore: ANA DUEK DISSERTAZIONE PROPOSTA ALLA FACOLTÀ DI SCIENZE ECONOMICHE UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA LUGANO PER IL CONSEGUIMENTO DEL PH.D. IN SCIENZE ECONOMICHE Copyright 2007

2 Giuria Direttore di tesi: Prof. Giorgio Tonella Revisore interno: Prof. Mauro Baranzini Revisore esterno: Prof. Heinrich Bortis Questa ricerca è stata svolta presso la Facoltà di Scienze Economiche dell Università della Svizzera Italiana, Lugano. Versione finale: Ottobre 2007.

3 ABSTRACT I ABSTRACT This research examines theoretically the problem of structural change. It is, in particular, an analysis of how economic systems and economic theory deal with structural change. The emphasis of the research is on three central topics: economic theory, systems theory and technological change. The particular focus of Part I is on features of economic structure definition, representation and methods. Part II deals with systems as abstract objects and system theory vis-à-vis with its structural endeavour, therefore concepts were presented to deal with changing systems. But this research also focuses its attention, in Part III, on the dynamic and evolutionary character of the particular technological changes and their interactions with economic systems. Two examples of technological innovation Computer and the Internet will be used to examine, in a historical framework, the core of the structural change. Based on economics and system theory, but with a multidisciplinary view, the present research combines the more traditional historic view with complexity science to achieve a more robust view of the economic system and its structural analysis.

4 RINGRAZIAMENTI II RINGRAZIAMENTI Sono grata ai Professori Giorgio Tonella, Mauro Baranzini e Francisco Louçã per il loro brillante supporto accademico. La mia gratitudine va in modo particolare al direttore di tesi il Prof. Giorgio Tonella che mi ha guidato accuratamente nella stesura di questo lavoro. Ringrazio i correlatori di questa tesi il Prof. Mauro Baranzini per la riflessione e rigorosità teorica con cui ha condiviso la direzione della prima parte e il Prof. Francisco Louçã per aver condiviso la sua esperienza di ricerca oltre che per aver guidato la realizzazione della terza parte. La mia gratitudine anche: Ai membri della giuria e in particolare al Prof. Heinrich Bortis. Al Prof. Carlos Domingo per l ininterrotta discussione critica e al Prof. Luigi Pasinetti per i consigli negli stadi embrionali della ricerca. Ai Professori Gianluca Colombo ed Erik Larsen per gli utili consigli, gli interessanti suggerimenti bibliografici e il costante incoraggiamento. Al Prof. Giovanni Ventimiglia per la discussione su materie filosofiche che hanno arricchito questo lavoro. Ai Professori Alastair Beattie e Simona Cain per le meticolose annotazioni linguistiche, la pazienza e l incoraggiamento. Alla Biblioteca universitaria di Lugano e in particolare a Stefano Vizzola. A tutti coloro che, attraverso il loro sostegno, hanno condiviso la realizzazione del presente studio, in particolare, G. F. & M. Sangermani e Irma Tonella. Sono anche molto riconoscente a Matteo Tescari, Mattia Maffioretti e Matteo de Franceschi. Mia sincera gratitudine va rivolta pure a Domenico de Franceschi. Ed infine, speciale e profonda gratitudine a Jack Duek e S. & V. Duek.

5 SOMMARIO III SOMMARIO ABSTRACT (p. I) RINGRAZIAMENTI SOMMARIO (p. II) (p. III) INTRODUZIONE (p. 1) PARTE 1 (p. 11) Status Quaestionis: LA STRUTTURA ECONOMICA E IL CAMBIAMENTO STRUTTURALE NELLA TEORIA ECONOMICA 1. Introduzione (p. 11) 2. La struttura economica e il cambiamento nell analisi economico strutturale (p. 15) 2.1. Alcuni concetti di struttura usati nell analisi economico strutturale (p. 15) 2.2. Metodi d analisi della dinamica economica strutturale (p. 34) 2.3. Metodi d analisi temporale (p. 35) Metodi per l integrazione delle attività economiche (p. 44) 3. La dinamica strutturale nella teoria economica: alcuni modelli (p. 52) 3.1. Lineamenti della dinamica strutturale nella teoria economica (p. 52) 3.2. I modelli dell economia classica (p. 53) 3.3. I modelli multisettoriali (p. 73) 3.4. Analisi per sub-sistemi e l integrazione verticale dei processi produttivi (p. 80) 3.5. Il progresso tecnico nelle teorie dello sviluppo economico e della crescita (p. 90) 4. Considerazioni conclusive (p. 98) PARTE 2 (p. 102) SULLA TEORIA DEI SISTEMI E SULLA DINAMICA ECONOMICA: LA DINAMICA ECONOMICA STRUTTURALE 5. Introduzione (p. 102) 6. Alcuni concetti della teoria di sistemi (p. 106) 6.1. Sui Sistemi (p. 106) 6.2. Sui Modelli (p. 117) 6.3. Sulla Struttura (p. 127) 7. Teoria di sistemi, verso un cambiamento di paradigma (p. 133)

6 SOMMARIO IV 8. Sui sistemi economici (p. 143) 8.1. L economia: Sistema Complesso (p. 143) 8.2. I sistemi ed il loro ambiente circondante (p. 153) 8.3. L interazione sociale: la relazione tra il tutto e le parti (p. 168) Processi di assembling e disassembling (p. 168) Processi bottom-up e top-down process (p. 176) 9. I sistemi economici e il cambiamento strutturale (p. 194) 10. Considerazioni conclusive (p. 210) PARTE 3 (p. 213) TECHNOLOGICAL CHANGE AND STRUCTURAL ECONOMIC DYNAMICS 11. Introduction (p. 213) 12. The economics of technological change: an overview about the importance of sciences and technology for the economy and in economic theory. (p. 218) 13. Approaches for structural analysis: (p. 231) Evolutionary economics (p. 232) Economic cycles (long-waves) (p. 244) 14. Structural economic change and the role of technology (p. 259) Technology and economic transformation (p. 259) Evolving innovations: two examples (p. 264) Computers (p. 264) The beginnings of computers: counting and calculators (p. 264) Computers organizations: stages of evolution (p. 270) Some approaches and patterns of computers economic impact (p. 281) The Internet (p. 298) Behind the ARPANET: the emergence of the Internet (p. 298) The Internet dimensions (p. 313) Some patterns of Internet impact: the New economy, the Network Society, the Information Age. (p. 332) 15. Final Remarks (p. 346) CONCLUSIONI GENERALI E PROSPETTIVE FUTURE PER ULTERIORI RICERCHE (p. 351) REFERENZE BIBLIOGRAFICHE ED ELETTRONICHE (p. 362) APPENDICI (p. 380)

7 ELENCO DEI GRAFICI E DELLE TABELLE V ELENCO DEI GRAFICI E DELLE TABELLE Elenco delle Figure Figura 1: Alcuni argomenti necessari per l'analisi economica strutturale. (p. 7) Figura 2: Modello di flusso circolare uniperiodale. (p. 45) Figura 3: Modello delle interdipendenze orizzontali con effetti distribuiti nella struttura temporale. (p. 46) Figura 4: Modello di analisi trasversale dei processi integrati verticalmente usato da Hicks (1973). (p. 47) Figura 5: Modello di integrazione verticale di sub-sistemi usato da Pasinetti (1981 e 1993). (p. 48) Figura 6: Diagramma causale del modello semplificato di Smith, nel diagramma le frecce rappresentano le relazioni funzionali in ogni unità di tempo. (p. 57) Figura 7: Diagramma causale del modello semplificato di Ricardo, nel diagramma frecce rappresentano le relazioni funzionali in ogni unità di tempo. (p. 60) Figura 8: Schema grafico delle nozioni del flusso circolare dell economia di Quesnay. (p. 67) Figura 9: piramide sociale di Marx (p. 68) Figura 10: Effetto del progresso tecnologico sulla produttività secondo il modello smithiamo e il modello marxista dell economia. (p. 71) Figura 11: Rappresentazione del percorso temporale del flusso degli input e degli output in un processo produttivo. (p. 84) Figura 12: Relazione tra alcuni dei fattori che intervengono nella definizione della dinamica economica nel modello schumpeteriano. (p. 95) Figura 13: Circuito relazionale. (p. 108) Figura 14: Elementi basilari e le relazioni del processo di modellazione e simulazione. (p. 120) Figura 15: Corrispondenza tra sistema e modello. (p. 127) Figura 16: Circuiti positivi e negativi di primo e secondo ordine: alcuni scenari. (p. 159) Figura 17: Schema semplice di controllo (feedback). (p. 161) Figura 18: Sistemi di singoli livelli (single level systems). (p. 163) Figura 19: Sistemi multi-livello (multi-level systems). (p. 163) Figura 20: Organizzazione attiva o a forma di anello. (p. 166) Figura 21: Modello matematico della struttura. (p. 199) Figura 22: Tecniche per l analisi sistemica. (p. 201) Figura 23: Propagazione del cambiamento. (p. 205) Figura 24: Il tutto e le parti. (p. 207) Figura 25: Adaptive Cycles. (p. 257) Figura 26: Moore s Law. (p. 267) Figura 27: Computer industry evolution and competition. (p. 280)

8 ELENCO DEI GRAFICI E DELLE TABELLE VI Figura 28: A technological discontinuity including its minor discontinuities. (p. 284) Figura 29: Sources of competitive advantage. (p. 285) Figura 30: Major waves in computing. (p. 294) Figura 31: Map of ARPANET in (p. 300) Figura 32: Map of ARPANET in (p. 301) Figura 33: Geopraphic map of USENET sites and routes in (p. 303) Figura 34: Map of ARPANET in (p. 305) Figura 35: Internet history timeline. (p. 308) Figura 36: How the Internet influences industry structure. (p. 324) Elenco delle Tabelle Tabella 1: Tipi di struttura Sociale di Durkheim (p. 24) Tabella 2: Tavola input-output prezzi per quantità (p. 78) Tabella 3: Categorie fondamentali dei modelli (p. 123) Tabella 4: Formato per una descrizione informale di un modello (p. 126) Tabella 5: The information Age: Personal Computers per 1,000 people (p. 268) Tabella 6: Basis of Error Types with examples (p. 295) Tabella 7: The e-commerce framework (p. 320) Tabella 8: The information Age: Internet per people (p. 321)

9 INTRODUZIONE La contemporaneità sociale ed economica costituisce un chiaro esempio di complessità. Non risulta infatti difficile immaginare la molteplicità d aspetti che concorrono nei problemi economici, né tanto meno che i fenomeni economici avvengono a livelli diversi. In economia esistono differenti e consolidati modelli microeconomici e macroeconomici, da un punto di vista economico e finanziario, a livello familiare e aziendale, nell ambito privato e pubblico, tanto per le piccole aziende quanto per le grandi multinazionali, sia a livello di amministrazione pubblica locale che nazionale o sopranazionale e procedendo in tal modo con le combinazioni tra le diverse dimensioni. Risulta inoltre evidente che gli effetti economici previsti per i macrosistemi hanno notevole influenza su quelli di tipo micro, e viceversa. Esistono numerosi esempi come le conseguenze a livello microeconomico degli effetti indotti dalle politiche pubbliche o monetarie stabilite a livello macroeconomico (nazionale o sopranazionale), oppure i tanto citati esempi riguardanti le crisi finanziarie avvenute in un determinato mercato e il successivo impatto che queste hanno avuto su altri mercati, a livello mondiale. In questo ambito il cambiamento tecnologico rappresenta un altro esempio, poiché produce degli effetti che provocano trasformazioni sia a livello micro che macroeconomico, nel senso che provoca delle conseguenze sulle imprese, sui settori e sul progresso dell economia in generale (crescita economica, aumenti della produttività dei fattori, ecc.). La complessità che caratterizza i suddetti fenomeni ha dunque richiesto che il loro studio venga intrapreso in maniera congiunta da diverse discipline. In particolare, la multidimensionalità dei problemi è considerata in modo interdisciplinare, mettendo in discussione la tradizione scientifica (cartesiana, newtoniana e galileiana), dando adito di conseguenza al dibattito epistemologico e proponendo metodi per descrivere e analizzare il principio dell emergenza associata alla dinamica di determinati fenomeni.

10 INTRODUZIONE 2 Nel tentativo di riprodurre la complessa realtà economica, sia l evoluzione che i cambiamenti nella struttura dei sistemi diventano argomenti di massima importanza. Le teorie spiegano il comportamento e la tassonomia dei sistemi mentre con i modelli si descrive il comportamento degli stessi (o viceversa). Tuttavia, ciò che sul sistema si enuncia ha una validità limitata, poiché questo è dinamico, si evolve nel tempo emergendo quindi nuovi comportamenti, problemi o sfide. Inoltre i cambiamenti compresi il periodo di stabilità previsto della struttura e la tassonomia considerata sono essenzialmente imprevedibili. Comprendere e modellare i sistemi economici, con i differenti fattori che intervengono nei vari livelli del loro percorso storico, diventa pertanto un problema che concerne l economia del cambiamento strutturale. I sistemi sociali sono di natura complessa, perché tra le tante caratteristiche si distinguono per la presenza di numerosi elementi con interazioni di carattere non lineare e per la comparsa a livello globale di proprietà emergenti prive della possibilità di essere studiate empiricamente o a priori, con o senza capacità di auto-organizzazione. Questo genere di sistemi hanno inoltre la proprietà di amplificare un fenomeno puntuale e/o locale, portando il sistema in uno stato qualitativamente nuovo. La complessità che caratterizza questi tipi di sistemi rende difficile il compito di definire e rappresentare in maniera precisa la loro evoluzione attraverso un modello. Sebbene sia evidente questa natura di tipo complesso dei sistemi socio-economici, molti dei modelli economici riproducono comportamenti che raggiungono l equilibrio o lo stato stazionario. In altre parole non è difficile trovare teorie economiche basate su modelli che sono rigorosi rispetto all omeostasi e che considerano cambiamenti soltanto da un punto di vista quantitativo (nelle quantità assolute e nelle proporzioni), senza considerare delle trasformazioni nella struttura o identità del sistema. Una teoria economica sulla dinamica strutturale richiede un unione sinergica d approcci e un analisi continuum micro-macro, per questa ragione essa dovrebbe partire dall esame della teoria economica e dall analisi dei sistemi dinamici. La revisione della letteratura economica suggerisce un ampia varietà di concezioni sulla struttura economica e sulle metodologie usate per l analisi, mentre l applicazione diretta della teoria dei

11 INTRODUZIONE 3 sistemi, e in particolare dei sistemi complessi, risulta ineluttabile quando si considerano dei fenomeni economici. I fenomeni in cui la complessità trova espressione sono, infatti, tipicamente quelli economici e in generale quelli sociali caratterizzati da una struttura apparentemente definita e stabile, ma che cambia senza la possibilità di reversibilità a quella originale. Attengono quindi alla dinamica economica strutturale le trasformazioni cumulative e irreversibili che subiscono i sistemi socio-economici osservati. Risulta opportuno evidenziare che l attività pratica e intellettuale della scienza è direttamente collegata alla creazione di modelli del mondo reale o di oggetti che favoriscono il suo progresso. I modelli sono rappresentazioni di fenomeni o di oggetti reali e hanno lo scopo di riprodurre alcune delle loro caratteristiche (o proprietà), alla luce di una determinata interpretazione della realtà, oppure in previsione di un comportamento futuro del sistema. Si intende pertanto che la rappresentazione della realtà ottenuta dallo studio di un sistema è ciò che viene definito come modello. I modelli sono allo stesso tempo la causa e il risultato di un processo di astrazione, il quale permette che gli aspetti considerati rilevanti per descrivere la realtà possano essere mostrati, studiati e conosciuti, laddove l oggetto fenomeno od oggetto modellato non sia accessibile. Attraverso il processo di astrazione si estrae dai sistemi reali, in prevalenza complessi, l insieme dei particolari d interesse per l analisi. Per questa ragione i modelli sono artificiali nella loro composizione e arbitrari nella loro delimitazione. Con i modelli si generano dei dati sul comportamento dei sistemi analizzati. In particolare l insieme di istruzioni che genera i dati sul comportamento del sistema modellato è ciò che rappresenta la struttura del modello. In tal modo si distingue tra il comportamento del sistema reale e quello ottenuto dalla struttura del modello, poiché quest ultimo si riferisce ad un insieme specifico di istruzioni, ovvero il modello rappresenta una struttura particolare del sistema e quindi un ipotesi sulla struttura dello stesso.

12 INTRODUZIONE 4 Le modifiche che subiscono i sistemi, e pertanto quelle considerate nei modelli, possono essere di due tipi: variazioni e cambiamenti strutturali. Generalmente i modelli economici contemplano soltanto il primo tipo di modifiche, queste si producono quando un sistema subisce alterazioni nei ranghi in cui sono definite le variabili, ossia sono dei cambiamenti di tipo quantitativo che non alterano le funzioni descrittrici del sistema. Viceversa il cambiamento strutturale si produce quando un sistema, oltre ai cambiamenti di tipo quantitativo, è soggetto a cambiamenti qualitativi, ovvero quando si producono perdite o aumenti nel numero delle variabili e/o scompaiono, appaiono o si modificano le relazioni tra le variabili stesse. L effetto di un cambiamento strutturale è una nuova struttura che a sua volta produce nuovi cambiamenti quantitativi e qualitativi. La mancata considerazione dei processi caratterizzati da ricorrenti cambiamenti di tipo strutturale è stata una delle cause dell'insufficiente corrispondenza dell'analisi economica con la realtà. Per questa ragione l interesse nei confronti della dinamica strutturale e dei sistemi complessi dell'economia è crescente, in particolare negli ultimi tempi. In effetti lo scopo del presente lavoro scaturisce in un ambito quasi epistemologico dal suddetto interesse di riprodurre in maniera più precisa l evoluzione dell'economia. In quest ottica quanto esposto costituisce il punto di partenza per proporre come obiettivo principale della presente ricerca quello di contribuire all'accrescimento dell'assetto teorico dell'economia del cambiamento strutturale. Il raggiungimento del succitato traguardo si basa su tre obiettivi particolari: (i) sviluppare uno schema teorico dal quale si possano distinguere degli elementi teorici utili, giunti dalla teoria economica e dalla teoria dei sistemi, per conoscere e modellare la dinamica economica; (ii) identificare teorie alternative che permettano nuove interpretazioni relative alla questione del cambiamento economico; e (iii) proporre un esempio caratteristico, quale il cambiamento tecnologico, che permetta sia di integrare queste varie nozioni che di comprendere il processo di cambiamento strutturale nella dinamica economica.

13 INTRODUZIONE 5 In accordo con quanto esposto, il presente lavoro è concepito come un indagine teorica in cui si identificano e analizzano argomenti essenziali per descrivere un sistema economico compatibile con la sua dinamica strutturale. Esso si concentra su tre argomenti centrali: la teoria economica, la teoria dei sistemi e il cambiamento tecnologico. Le citate tematiche possono essere considerate come tre elementi di uno stesso pilastro, con alla base la teoria dei sistemi sulla quale si poggia la teoria economica e quindi i processi che configurano l andamento economico. In quest ultimo aspetto si distinguono processi quali il cambiamento istituzionale e politico, il cambiamento organizzativo a qualsiasi livello sociale, il cambiamento delle condizioni naturali e demografiche e i cambiamenti tecnologici. Il cambiamento tecnologico, in particolare, è stato uno degli aspetti fondamentali che hanno caratterizzato l evoluzione economica nel corso della storia e perciò risulta essenziale nella discussione sulla dinamica economica strutturale. Nel presente lavoro infatti si considerano solamente i processi relazionati al cambiamento tecnologico come condizionanti dell andamento economico. La presentazione analitica della ricerca in oggetto si può dunque sintetizzare attraverso lo schema della Figura 1. La sequenza con cui si presentano le parti (e i capitoli) che la compongono non rispetta l ordine che segue lo schema argomentale (vedasi figura 1). Si inizia bensì con la definizione di alcune concezioni di struttura sia sociale che economica e con l analisi di alcuni modelli economici dalla prospettiva del cambiamento strutturale. 1 Questa prima parte costituisce lo Status Quaestionis e traccia gli aspetti fondamentali dell analisi economica per lo studio della dinamica strutturale. Dalla nascita dell economia come scienza, nei primi decenni dell ottocento ai giorni nostri, con l eccezione degli anni della rivoluzione marginalista (in cui l attenzione si concentra sulle questioni microeconomiche d equilibrio), l interesse si è focalizzato sull analisi macroeconomica della crescita, dello sviluppo e della distribuzione. In ambedue i periodi, quello classico e quello Keynesiano si è registrato un forte interesse verso la struttura economica e la sua dinamica. In altre parole lo studio del cambiamento strutturale è stato 1 Il volume monografico da presentare è suddiviso per saggi (parti) che possono essere letti in modo autonomo e ognuno costituisce un argomento dello schema.

14 INTRODUZIONE 6 preminente in entrambi i periodi. Tuttavia né nei modelli realizzati durante l epoca classica dell economia, né tantomeno in quelli realizzati nei tempi posteriori agli anni trenta, con poche eccezioni soprattutto negli ultimi due decenni, 2 il cambiamento strutturale non è stato usato in modo esplicito. L identificazione degli approcci riguardanti la struttura economica permette di ricostruire l analisi della dinamica economica in termini della rappresentazione orizzontale e/o verticale dei componenti economici. Le suddette descrizioni consentono a loro volta di definire lo schema analitico usato per rappresentare il sistema produttivo, ovvero le interdipendenze settoriali e l interdipendenza temporale della struttura. Riassumendo, la prima parte è organizzata in due principali capitoli. In particolare, nel capitolo 2, attraverso la descrizione di concetti e metodi, si presentano la struttura economica e il cambiamento nell analisi economico strutturale; mentre il capitolo 3, con la descrizione di alcuni modelli, traccia il punto della dinamica strutturale nella teoria economica. La seconda parte di questo lavoro costituisce un ripasso dei fondamenti della teoria classica dei sistemi come punto di partenza per analizzare la dinamica complessa di quelli economici e tratta, da un punto di vista concettuale e metodologico, diversi argomenti concernenti la teoria dei sistemi. In particolare si cerca di comprendere la dualità e la complessità che caratterizzano sia l interpretazione epistemologica della teoria dei sistemi che i processi di cambiamento strutturale quali assembling/dissambling e topdown/bottom-up. Un esempio di tutto ciò è il legame complesso che esiste tra l apertura e la chiusura di un sistema, poiché queste non sono in opposizione, per quanto sistemi assolutamente chiusi non esistono, così come neppure di assolutamente aperti. Si rileva dunque la costruzione di modelli sensibili al cambiamento strutturale come una sfida per la teoria della dinamica dei sistemi, bensì la ricerca contemporanea conferma tale impegno ed evidenzia infatti che le scienze sociali partecipano attivamente al processo di ricerca nell ambito della complessità. La teoria sistemica dovrà affrontare ancora diversi cambiamenti di paradigma in modo di interpretare in modo più efficiente la dinamica dei 2 Come il modello di Pasinetti (1993) sulla dinamica economica strutturale e sulle conseguenze economiche dell apprendimento umano.

15 INTRODUZIONE 7 sistemi complessi e in particolare di quelli sociali. Nonostante ciò, l approccio della complessità possiede probabilmente come particolarità più importante quella riguardante lo scopo scientifico, il quale è indirizzato alla comprensione e alla spiegazione dei sistemi, piuttosto che alla loro previsione. In modo specifico, in questa seconda parte, nel Capitolo 6 sono presentati le nozioni di sistemi, modelli e struttura mentre nel capitolo 7 si apre la discussione sul richiesto (o no) cambiamento di paradigma che le scienze sociali richiedono, in particolare le scienze economiche, in modo tale da contemplare il cambiamento strutturale nell'analisi. Nel capitolo 8 si affronta invece il discorso sui sistemi economici, ovvero la loro complessità, la loro delimitazione (sistema-ambiente) e le loro interrelazioni. Infine, questa parte si conclude con il Capitolo 9, ovvero con la discussione di cosa si intende per cambiamento strutturale. Figura 1: Alcuni argomenti necessari per l analisi economica strutturale. Una terza e ultima parte analizza il cambiamento tecnologico come fenomeno complesso che genera cambiamenti nella sfera economica e sociale. Il cambiamento

16 INTRODUZIONE 8 tecnologico si rivela nelle suddette sfere in diversi aspetti, come evidenziato nei numerosi studi empirici o storici degli effetti delle innovazioni tecnologiche. L impatto economico del cambiamento tecnologico sembra evolversi in modo ciclico ma non reversibile. In questa terza parte perciò viene esposto l approccio evolutivo e dei cicli economici, dato che essi permettono di interpretare storicamente il carattere instabile e la co-esistenza di diversi tipi di entità nel loro processo di selezione e trasformazione attraverso il tempo. Tuttavia questo lavoro si limita a fornire un avvicinamento teorico a questi approcci e a descrivere alcuni processi di trasformazione strutturale associati ad invenzioni quali il computer e Internet. In particolare, la terza parte inizia, Capitolo 12, con la contestualizzazione del cambiamento tecnologico, ovvero dell importanza che hanno assunto la scienza e la tecnologia per l economia e la teoria economica, per proseguire con il Capitolo 13 dove si descrivono gli approcci per l analisi strutturale: economia evolutiva e cicli economici. Questa terza parte si chiude con il capitolo 14; in modo specifico, e come evidenziato sopra, attraverso due esempi significativi, il computer e Internet, si mostrano il cambiamento strutturale e quindi le dinamiche economiche. In tal modo nel presente lavoro si mira ad evidenziare l importanza della concezione di struttura economica per la comprensione dell evolversi dei fenomeni economici, poiché la struttura economica è l insieme fondamentale di elementi e relazioni tra entità che danno luogo alla trama economica. Tuttavia fino ad ora l indagine esplicita su questo argomento è stata sottovalutata nella teoria economica tranne per alcune eccezioni e si rende perciò necessaria una teoria provvista di uno schema concettuale che permetta di distinguere tra due concetti complementari, quali la dinamica economica e il cambiamento strutturale. In particolare un avvicinamento teorico a quest ultimo, da un punto di vista maggiormente epistemologico, metodologico e storico, si presenta attraverso una roadmap composta dai tre argomenti illustrati nella Figura 1. I paragrafi che seguono propongono delle brevi spiegazioni a riguardo di ognuno degli argomenti, in modo tale da delucidare la relazione tra gli argomenti che compongono il menzionato schema argomentale, oltre che per giustificare l ordine in cui si propongono le parti che costituiscono la presente ricerca.

17 INTRODUZIONE 9 Nella prima parte si realizza un esame storico-analitico riguardante le concezioni di struttura economica usate nell analisi sociologica ed economica (a partire dal XVIII secolo), in aggiunta all esame di alcuni modelli economici dal punto di vista della dinamica economica strutturale. La teoria economica ha collegato principalmente l analisi della struttura economica ai modelli di scambio con aspettative razionali e ai modelli di produzione, distribuzione del reddito e della ricchezza. Nonostante ciò la gran parte degli eventi economici sono risultato e causa allo stesso tempo delle caratteristiche della struttura economica. L interdipendenza tra le entità economiche, inoltre, può dare luogo a risultati diversi, compatibilmente con la struttura considerata nell analisi. Tutto ciò fa sì che la struttura economica debba essere considerata in maniera ontologica e in questo compito la teoria dei sistemi diviene utile. Come accennato in precedenza, è compito della teoria dei sistemi creare modelli come mezzo di rappresentazione della struttura e del comportamento dei fenomeni fisici e naturali che si osservano nel mondo reale. Nell area della scienza economica l argomento del cambiamento strutturale è di particolare interesse, poiché all economia attengono sistemi complessi in cui l identità delle entità cambia. Sebbene non esista ancora una teoria generale inerente al cambiamento strutturale, gli sviluppi teorici nel campo della teoria dei sistemi, e anche l unificazione dei principi e dei metodi di analisi scientifica, hanno contribuito ad abbozzare alcuni aspetti fondamentali di una possibile teoria generale. La teoria dei sistemi risulta dunque di grande utilità nel tentativo di comprendere il cambiamento strutturale, soprattutto attraverso l esame di termini base come, ad esempio, le parti, le proprietà e le relazioni che descrivono la struttura dei sistemi. L esame delle condizioni che danno luogo a cambiamenti strutturali è di grande aiuto per comprendere la dinamica economica, per questo motivo e come detto in precedenza, la terza parte si concentra sul ruolo di una di queste condizioni: i cambiamenti tecnologici. In particolare il taglio storico di questa parte permette di distinguere con facilità il fenomeno ricorrente delle innovazioni e il loro effetto sul

18 INTRODUZIONE 10 sistema economico. Tenendo in considerazione le definizioni della seconda parte, le descrizioni presentate nella terza appaiono evidenti dal punto di vista del cambiamento strutturale. Il cambiamento tecnologico è, infatti, uno dei fenomeni più rappresentativi dell evoluzione economica e il modo in cui esso avviene serve in particolar modo all intendimento dei processi di trasformazione strutturale. Gli effetti di un cambiamento tecnologico si presentano sotto diverse forme nell economia e nelle diverse fasi del tempo a corto, medio e lungo termine, in particolare impattando sulle sfere politiche e istituzionali, l infrastruttura industriale, la produttività del lavoro e, in generale, su tutta l organizzazione della sfera sociale e produttiva, propiziando conseguentemente nuovi sistemi e pertanto nuove strutture economiche. Tutto ciò risulta chiaro se si osserva il percorso storico dell economia dalla rivoluzione industriale a quella attualmente conosciuta come rivoluzione dell informazione e della comunicazione (ICT). L emergere di queste ultime tecnologie, attraverso due esempi precisi, i computer e Internet, consente di descrivere alcuni fenomeni di cambiamento strutturale. In definitiva, senza proporre un modello generale del fenomeno innovativo, si considera il cambiamento tecnologico come fonte di mutamento economico, attraverso due esempi. Un approccio sistemico, unitamente alla descrizione e al ragionamento storico, permettono, alla luce di un cambiamento tecnologico, di esaminare l'evoluzione del sistema economico e proporre un analisi interpretativa più realistica della dinamica economica.

19 PARTE 1 Status Quaestionis: LA STRUTTURA ECONOMICA E LA DINAMICA STRUTTURALE NELLA TEORIA ECONOMICA 1. INTRODUZIONE Una sintesi dello sviluppo teorico del cambiamento strutturale può iniziare con lo studio del pensiero filosofico dell antica Grecia all interno del quale, per la prima volta nella cultura occidentale, si trovano riflessioni sul movimento delle cose. Risulta chiaro però che lo studio del cambiamento strutturale nell'economia dovrebbe iniziare dall analisi delle opere realizzate quando essa diventa una scienza moderna, ovvero indipendente dalla filosofia e dalla politica. In altri termini questo studio potrebbe partire dall analisi dell economia classica, in particolare dalle teorie di Adam Smith e David Ricardo, e addirittura dal lavoro di François Quesnay sebbene il lavoro di quest ultimo si collochi nel periodo anteriore a quello classico, ovvero nella fisiocrazia. La teoria classica considera anche l analisi sulla struttura economica sociale e la dinamica di Karl Marx, poiché questi lavori sono contemporanei ai lavori classici e insieme ad essi confutati nell analisi economica posteriore. Infatti, i lavori teorici apparsi durante il secolo XX, concernenti l analisi del cambiamento strutturale, contengono diverse impostazioni teoriche che riguardano l appartenenza alle scuole classiche di pensiero economico. Invece, nel secolo precedente, durante la rivoluzione marginalista, considerata una reazione alla teoria di Marx, e più in generale al pensiero dei classici, l interesse in materia di cambiamento strutturale è stato scarso. Oltre ai lavori di Walras con l estensione della teoria dell equilibrio generale, il cambiamento strutturale non ha destato molto interesse

20 1.INTRODUZIONE 12 nella ricerca economica di quel periodo. Opere posteriori, come ad esempio quelle elaborate da Joseph Schumpeter, François Perroux, John Von Neumann, Wassily Leontief, Maurice Allais, Gerard Debreu, Richard Goodwin, John M. Keynes, Piero Sraffa, John Hicks, Adolph Löwe e più recentemente Luigi Pasinetti 1, sono state altresì contributi importanti per lo sviluppo di una teoria sul cambiamento strutturale. I lavori di questi autori possono essere classificati in base allo schema analitico utilizzato per rappresentare il sistema produttivo, in modo di farli rientrare negli schemi che danno risalto all interdipendenza settoriale o all interdipendenza temporale della struttura. È tuttavia importante sottolineare che, nonostante il contributo dei modelli citati per la formulazione di una teoria sull economia del cambiamento strutturale, questi ultimi non costituiscono un autentica rappresentazione della dinamica strutturale. A tal proposito bisogna difatti sottolineare che i modelli economici tradizionali enfatizzano la dinamica del sistema, lasciando però invariata la sua struttura - tranne il modello di Pasinetti (1981 e 1993) con lo scopo di ottimizzarne il comportamento del sistema. Questo non esclude che i lavori fin qui citati siano rilevanti per l analisi economica strutturale, poiché per certi versi la rappresentazione dell interazione tra le variabili economiche considerate in questi modelli permette d intravedere una rappresentazione del cambiamento strutturale. Le diverse variazioni sul tema della struttura economica e la loro dinamica nel tempo, consentono di presentare in questa prima parte una rappresentazione storica e tematica delle principali teorie. Lo studio del pensiero economico classico e quello del pensiero ad esso successivo, è stato largamente approfondito. Ragion per cui, di tali teorie verranno presentate soltanto le nozioni fondamentali, relative al tema della dinamica strutturale. A questo scopo la presente prima parte espone nell ultimo capitolo (capitolo 3) alcuni modelli che esemplificano la rappresentazione strutturale del sistema economico e che inoltre applicano le metodologie presentate nella seconda sezione del capitolo 2. In particolare nel secondo capitolo vengono presentate alcune definizioni di struttura, sia sociale che economica, partendo da quelle corrispondenti al secolo XVII nel ambito della sociologia fino ad alcune più moderne del ventesimo 1 L indagine sull economia del cambiamento strutturale di Luigi Pasinetti poggia le sue origini negli anni 60. Il suo lavoro più recente (1993), qui considerato, fa riferimento anche alle sue precedenti opere.

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