CONSIDERAZIONI FINALI SUI DATI EMERSI DALLA RICERCA E IMPLICAZIONI PER LA FORMAZIONE NEL SETTORE EDILE (capitolo 7)

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1 CONSIDERAZIONI FINALI SUI DATI EMERSI DALLA RICERCA E IMPLICAZIONI PER LA FORMAZIONE NEL SETTORE EDILE (capitolo 7) Considerazioni finali sui risultati emersi dalla ricerca e implicazioni per la formazione nel settore edile. Ponendo come focus la comprensione delle dinamiche alla base dei comportamenti di sicurezza che si realizzano all interno dei cantieri, l indagine presentata aveva lo scopo di trarre indicazioni utili a migliorare la formazione sulla sicurezza dei soggetti che operano nel comparto edile, intendendo la formazione come una delle azioni critiche per attuare un efficace politica di prevenzione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La prospettiva utilizzata è stata di tipo psicosociale, incentrandosi su aspetti di tipo prevalentemente relazionale. Tali aspetti si possono ritrovare in tutti gli ambienti di lavoro e hanno un impatto significativo sulle performance di sicurezza; primo fra tutti l aspetto relativo al clima di sicurezza ovvero come si pone l organizzazione nei confronti dei temi della sicurezza nelle percezioni condivise dei suoi membri che può essere considerato come il risultato delle scelte gestionali e delle politiche organizzative che vogliono incidere sul comportamento di sicurezza dei lavoratori e la relativa conformità alle normative vigenti. La raccolta dei dati di ricerca è stata realizzata con l ausilio di una metodologia integrata che combina dati di tipo qualitativo (raccolti attraverso la tecnica dei focus group) a dati di tipo quantitativo (raccolti attraverso i questionari). La scelta di queste due tecniche risponde a esigenze differenziate: cogliere da un lato la consapevolezza di tali aspetti e la posizione dei soggetti implicati nella realizzazione della sicurezza sul luogo di lavoro (scopo conoscitivo dei focus group) e dall altro comprendere le tendenze generali che tali aspetti assumono nella più ampia popolazione lavorativa con riferimento alla specifica realtà dei cantieri edili (scopo conoscitivo dei questionari). In questa sezione saranno presentate le evidenze che emergono in modo congiunto dai focus e dai questionari, relative ai temi identificati come centrali affinché la formazione sia efficace: leadership di sicurezza messa in atto all interno dei cantieri; comunicazione sulla sicurezza; coinvolgimento dei lavoratori sulle questioni riguardanti la sicurezza; Tali temi, infatti, risultano centrali in base alla letteratura scientifica di riferimento, in quanto antecedenti fondamentali per il clima di sicurezza, e aspetti fondanti la cultura di sicurezza nelle organizzazioni di lavoro. Si osserva inoltre che gli stessi temi sono al centro di iniziative rilevanti nell ambito della prevenzione come quella sviluppata dall Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro 8 e sono pertanto riconosciuti a livello istituzionale come punti importanti, anche in un ottica di formazione, su cui concentrare gli sforzi di miglioramento delle condizioni di sicurezza che caratterizzano i contesti lavorativi a rischio incidenti/infortuni. Nello specifico, si è partiti dalla constatazione che affinché le attività formative siano efficaci esse devono essere indirizzate verso lavoratori appartenenti ad un contesto lavorativo psicosociale nel quale viene riconosciuta importanza al tema sicurezza e nel quale i lavoratori sono adeguatamente motivati verso di essa. Ciò è reso esplicito nel modello di Christian et al. (2009) fondato su risultati empirici e sopra descritto. In esso si evidenzia che la conoscenza relativa alle pratiche e procedure di sicurezza, precursore dei comportamenti sicuri, è facilitata dalla motivazione alla sicurezza, che a sua volta è resa più probabile da contesti lavorativi caratterizzati da buon clima di sicurezza, coinvolgimento dei lavoratori e presenza di adeguata leadership da parte dei superiori. 8 1

2 In quest ottica, incentrandosi su due categorie professionali particolarmente rilevanti nella realtà dei cantieri edili (lavoratori e coordinatori per la sicurezza) i risultati dei focus group e dei questionari hanno contribuito a comprendere in che modo questi temi si declinano nel nostro contesto. Di seguito sono discussi per punti i principali risultati ottenuti, ponendo attenzione anche alle possibili cause alla base di alcune diverse valutazioni emerse in sede di focus group e di questionari. Nell ultima sezione, poi, saranno descritte le ricadute applicative che i risultati hanno per le attività di formazione. 7.1 LEADERSHIP I risultati emersi dalla ricerca sono talvolta discordanti tra loro rispetto al tema della leadership e alla sua quantificazione nel settore edile. È possibile, infatti, notare che i risultati dei questionari indicano una situazione tendenzialmente positiva, mostrando che i lavoratori riconoscono un buon livello di leadership attiva e uno scarso livello di leadership passiva nei loro superiori. Ciò sembra indicare che i comportamenti attivi sono più diffusi e frequenti di quelli passivi nella percezione dei lavoratori intervistati. In particolare, i lavoratori sottolineano il fatto che i superiori esprimono soddisfazione nei confronti dei comportamenti sicuri e si mostrano determinati a mantenere sicuro l ambiente di lavoro. Questo dato è positivo in quanto la gestione dei collaboratori sui temi della sicurezza si caratterizza in modo prevalente per uno stile proattivo e orientato alla relazione con i lavoratori. Al contrario, gli operai edili intervistati nel contesto di focus group sostengono di non avere dei forti modelli di leadership di sicurezza tra i loro superiori. In particolare, portano l esempio di alcuni datori di lavoro che non rendono sufficientemente chiari e definiti gli obiettivi di sicurezza né sembrano assumersi il ruolo fondamentale e influente che dovrebbero avere nella promozione della salute e sicurezza lavorativa. Il campione di lavoratori e di coordinatori intervistati, a questo proposito, precisa che i datori di lavoro, invece di responsabilizzare i propri dipendenti, incoraggiarli ad attuare le attività seguendo le norme e le procedure di sicurezza e di comunicazione, con loro, attraverso feedback costruttivi, specifici e puntuali, tendono spesso a tralasciare la priorità che la sicurezza, invece, dovrebbe avere riconosciuta. Ciò si manifesta con la creazione di pressioni eccessive che rendono il fare sicurezza inconciliabile con l esecuzione dei lavori, con la mancata assunzione di una responsabilità diretta rispetto al coinvolgimento dei lavoratori e alla comunicazione efficace riguardo alla sicurezza e, più in generale, delegando il tema ai momenti di formazione in aula. I datori di lavoro, quindi, sono percepiti come figure scarsamente interessate alle tematiche di salute e sicurezza in cantiere tanto da non sembrar mostrare l attenzione necessaria verso questo problema. In questo modo ne è trascurata la priorità a favore di un atteggiamento di sottovalutazione e noncuranza nei sottoposti, che a loro volta saranno meno motivati ad attuare comportamenti sicuri nei processi lavorativi. Anche i coordinatori - secondo l opinione dei lavoratori che hanno risposto alle nostre domande in fase di focus group - non riescono ad attuare una leadership efficace a causa della loro scarsa presenza in cantiere. Ciò nonostante i coordinatori mostrano pareri contrari esprimendo con propositività il proprio desiderio (e le difficoltà dovute alle dinamiche che si instaurano tra le varie figure professionali) di partecipare più attivamente anche nella relazione con gli operai, in maniera tale da coinvolgerli maggiormente nelle questioni legate alla sicurezza e nelle prese di decisione riguardanti l attuazione di comportamenti sicuri durante le attività lavorative. Si può quindi osservare una certa discrepanza tra i risultati emersi con i due differenti strumenti (focus group e questionari). Nonostante nel corso dei focus group i partecipanti abbiano evidenziato le scarse capacità di leadership delle figure professionali che hanno la responsabilità di gestire i lavoratori anche per quanto riguarda il tema della sicurezza, dai risultati dei questionari somministrati ai lavoratori emerge che i loro superiori mettono in atto uno stile attivo di leadership che si caratterizza per l orientamento alla relazione e al coinvolgimento della persona. 2

3 Da un punto di vista della relazione tra le variabili, invece, i risultati ottenuti attraverso questionario confermano quanto emerso nei focus group. Lo stile di leadership di tipo passivo, infatti, risulta essere associato ad esiti negativi, in termini di peggiore clima di sicurezza e minore motivazione alla sicurezza. Inoltre, i risultati mostrano che questo stile di leadership si associa ad un ambiente lavorativo connotato da maggiore incompatibilità lavoro/sicurezza e da scarse prassi basilari dei sistemi di gestione della sicurezza. Al contrario, uno stile di leadership attivo/trasformazionale determina in modo positivo le variabili sopra richiamate, oltre ad essere associato positivamente alla prestazione sicura dei lavoratori (nelle sue due componenti). Da quanto emerso, quindi, si può affermare che lo stile di leadership emerge sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo come fattore fondamentale nel determinare le caratteristiche dell ambiente di lavoro (compatibilità lavoro/sicurezza e pratiche di sicurezza) e gli esiti in termini di sicurezza. La conoscenza e messa in atto da parte dei superiori e datori di lavoro di uno stile di tipo trasformazionale comporta, in linea con la letteratura di riferimento, esiti molto positivi, al contrario dello stile di leadership di tipo passivo. Alcune incoerenze, invece, emergono rispetto alla quantificazione e al livello di presenza degli stili di leadership nei cantieri e nel settore edile. Sulle possibili spiegazioni di questi risultati contrastanti si tornerà più avanti. 7.2 COMUNICAZIONE Anche per quanto riguarda il tema della comunicazione sulla sicurezza emergono risultati contrastanti rispetto al loro livello e qualità all interno dei cantieri. I risultati dei questionari mostrano che la valutazione dei lavoratori sulla qualità della comunicazione è tendenzialmente positiva. In particolare, i lavoratori ritengono che il datore fornisca informazioni sulla sicurezza in modo chiaro, continuo e diffuso ai vari livelli organizzativi; inoltre, i datori tendono a prendere spunto dagli incidenti comunicando come migliorare le prestazioni di sicurezza. Le componenti comunicative meno valorizzate dal datore di lavoro, secondo i punteggi attribuiti dai lavoratori, risultano essere l ascolto e la messa in atto dei pareri dei lavoratori sulle questioni di sicurezza e lo svolgimento di attività specifiche tese alla promozione delle pratiche di lavoro sicure, anche se il giudizio globale dei lavoratori su tali componenti non evidenzia particolari criticità. Da tali dati la comunicazione del datore di lavoro appare efficace soprattutto da un punto di vista informativo, pur svolgendosi prevalentemente secondo una direttiva unilaterale: i pareri dei lavoratori non sembrano, infatti, trovare particolare accoglimento nello scambio comunicativo. Questo importante dato trova conferma anche nei resoconti dei lavoratori incontrati in sede di focus group. A questo proposito, gli operai edili intervistati riferiscono di percepire le comunicazioni di tipo bottom-up (ovvero dal basso verso l alto) come tentativi continui da parte loro, ma inutili. Infatti, i pareri e suggerimenti da loro proposti al fine di prevenire il verificarsi di infortuni e incidenti spesso rimangono inascoltati. I lavoratori aggiungono che, nonostante le difficoltà relazionali che possono sorgere, le principali comunicazioni che avvengono in cantiere sono quelle tra colleghi operai al fine di pianificare e programmare il lavoro, discutendo gli obiettivi, organizzando le attività, suddividendosi i compiti e discutendo preventivamente le attrezzature da preparare anche in ottica di promozione della salute e della sicurezza. I dati ricavati dai focus group mostrano qualità delle comunicazioni molto più negative rispetto ai dati emersi dai questionari. Le persone intervistate ritengono che in cantiere sia presente una scarsa collaborazione fra le figure che vi operano e che le comunicazioni sulla sicurezza sono spesso deboli e inefficaci. In particolare, il gruppo di lavoratori riporta che i datori di lavoro non comunicano in maniera chiara e definita le aspettative che l impresa edile ha per quanto riguarda la sicurezza né aiutano i lavoratori a comprendere efficacemente la direzione, l intenzione, gli obiettivi di sicurezza né la priorità che la sicurezza dovrebbe avere. Anche per quanto riguarda il ruolo dei coordinatori emergono delle criticità: i coordinatori intervistati evidenziano delle difficoltà comunicative rilevanti con i committenti, con i tecnici della progettazione edile e con le maestranze. 3

4 Quest ultima informazione trova consenso anche da parte dei lavoratori, i quali sostengono di percepire delle difficoltà nell instaurare delle relazioni funzionali con i coordinatori e nel comunicare efficacemente con loro, attribuendo questa situazione alla presenza marginale di questi ultimi in cantiere e al loro ruolo prevalentemente burocratico dei coordinatori. Da un punto di vista di relazione tra le variabili, infine, i dati ricavati dal questionario mostrano che una comunicazione efficace è associata positivamente non solo con la leadership trasformazionale e attiva dei supervisori, ma anche con l attuazione dei comportamenti di sicurezza, le pratiche di sicurezza, la compatibilità lavoro/sicurezza e con un clima di sicurezza positivo. 7.3 COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI I lavoratori, secondo quanto risulta dai questionari, si considerano molto motivati al tema della sicurezza e a mettere in pratica le adeguate procedure al fine di ridurre i rischi e i pericoli che possono avvenire sul lavoro. La motivazione, cioè il valore di priorità che è attribuito alla sicurezza durante lo svolgimento dei compiti lavorativi, stimola la partecipazione dei lavoratori alla sicurezza. Quest ultimo fattore, facente parte delle performance di sicurezza, risulta anch esso piuttosto positivo in base ai giudizi espressi dai lavoratori. Nel contesto del focus group con gli operai è emerso che in cantiere sono scarsamente attuate, da parte dei datori di lavoro o del management, delle azioni volte alla partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori, al miglioramento della motivazione alla sicurezza e alla messa in atto di comportamenti sicuri. È stato sottolineato sia in sede di focus group che nei questionari la scarsità di pratiche di sicurezza (tra cui riunioni o incontri organizzati e sistematici in cantiere volti alla discussione delle tematiche di sicurezza) che promuovano e sviluppino il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori riguardo ai temi della salute e sicurezza lavorative. Inoltre, i coordinatori e i lavoratori intervistati sembrano concordare nel ritenere che la figura del coordinatore dovrebbe assumere un ruolo primario per il coinvolgimento e la motivazione degli operai (e di tutte le figure operanti in cantiere) al fine di un effettivo miglioramento della sicurezza in cantiere attraverso l attuazione di pratiche, prevalentemente comunicative, per coinvolgere e sensibilizzare tutte le figure competenti: committenti, datori di lavoro, operai e organi ispettivi. Dai questionari relativi ai coordinatori emerge, poi, che la tattica di influenza tramite appelli motivazionali è associata positivamente a quanto il coordinatore considera i lavoratori motivati alla sicurezza e impegnati in termini di partecipazione su di essa. Questo dato sembra indicare che i coordinatori, utilizzando tale tattica di influenza, possono incidere positivamente sui lavoratori e sulla loro motivazione e partecipazione. Al termine di questa sezione pare necessario discutere i motivi che possono aver portano a diverse quantificazioni delle variabili oggetto di indagine nel contesto dei focus group e del questionario. Infatti, le valutazioni contenute nei questionari dei lavoratori sono generalmente più positive rispetto a quelle registrate in sede di focus group; ciò è vero se si considera in particolare il tema della comunicazione relativa alla sicurezza, lo stile di leadership adottato in cantiere e, soprattutto, il livello di incompatibilità tra lavoro e sicurezza nel cantiere. La differenza tra punteggi emersi dal questionario e dai focus group può essere spiegata in parte con l azione del meccanismo soggettivo di desiderabilità sociale in base al quale i rispondenti tendono a fornire risposte in linea con ciò che ritengono socialmente desiderabile e, di conseguenza, a censurare valutazioni che possano essere problematiche dal punto di vista dell accettazione sociale. In secondo luogo, va considerata la natura della tecnica del focus group e le caratteristiche del campione selezionato. Rispetto al primo punto si osserva che la discussione in gruppo è stimolata da quesiti aperti che favoriscono un analisi individuale più approfondita delle tematiche e che tiene conto anche del punto di vista espresso da altri interlocutori. In questo senso si può ritenere che il contesto del focus group abbia favorito un analisi più approfondita delle dinamiche presenti in cantiere, facendo emergere considerazioni e punti di vista che si sono discostati da valutazioni di facciata o socialmente desiderabili. Rispetto al secondo punto va detto che i partecipanti al focus group hanno aderito 4

5 volontariamente e per tale motivo si presuppone una loro maggiore motivazione a trattare i temi oggetto dell indagine. Inoltre, questi partecipanti mostrano un anzianità lavorativa, e quindi un esperienza all interno dei cantieri e competenza, sulle tematiche riguardanti la sicurezza, superiore alla media riscontrata nei rispondenti al questionario. Un ulteriore ipotesi esplicativa richiama la possibilità di una scarsa considerazione da parte dei lavoratori degli aspetti che nel questionario sono stati indagati. Per spiegare meglio questa ipotesi può essere tracciato un parallelo con il concetto di percezione del rischio: tra le cause preminenti di una realistica percezione dei rischi vi è la conoscenza dei pericoli e la consapevolezza dei loro esiti o danni potenziali. Questa correlazione fa sì che la scarsa consapevolezza dei rischi conduca a una sottostima degli stessi e quindi ad una valutazione maggiormente positiva delle condizioni di sicurezza. In modo simile si può pensare che la scarsa consapevolezza degli aspetti gestionali e relazionali legati al tema sicurezza porti i lavoratori ad un analisi superficiale di tali processi e, in ultima istanza, a una stima eccessivamente positiva dell ambiente psicosociale collegato alle dinamiche di sicurezza. Ciò è coerente con la scarsa cultura della sicurezza che ancora oggi caratterizza il contesto del lavoro, sia in ambito nazionale che internazionale, e che ha dato luogo alle linee guida e proposte di intervento che sono state descritte precedentemente. 7.4 DAI RISULTATI DELLA RICERCA ALLE IMPLICAZIONI PER GLI INTERVENTI E LA FORMAZIONE I risultati ottenuti permettono di delineare una serie di interventi attuabili in termini di formazione. Allo stesso tempo, però, la ricerca ha messo in luce problematiche relative al sistema edile che sembrano rappresentare fattori di ordine superiore e in grado di incidere negativamente sulla possibilità di fare sicurezza nei cantieri (anche in termini di formazione). In questo senso, gli interventi che paiono più urgenti si collocano ad un livello strutturale e gestionale del sistema edile nel suo complesso e sembrano caratterizzarsi come condizioni di efficacia degli interventi di ordine sottostante (compresa la formazione). Per chiarire questo punto è possibile richiamare, a livello esemplificativo, quanto riportato da un lavoratore in un focus group. Il lavoratore afferma che la formazione, per esempio relativa al montaggio dei ponteggi, è molto utile e ben fatta, ma è spesso inapplicabile nella realtà del cantiere. Utilizzando le parole del lavoratore, se per fare quella lavorazione secondo le norme servono due giorni e il capo mi chiede di farla in mezza giornata, come faccio? Devo farla così velocemente, o rischio che mi lasci a casa. Le più rilevanti problematiche e criticità di tipo strutturale e gestionale del settore edile che la ricerca ha messo in evidenza sono: i costi attribuiti alla corretta attuazione delle procedure di sicurezza in cantiere; i costi della manodopera qualificata e, conseguentemente, il ripiego verso altre risorse; la grande competitività che esiste tra le ditte edili; la grande competitività che esiste tra gli operai edili; le tempistiche ristrette per l esecuzione delle opere edili per risparmiare sui costi di produzione e di manodopera. Soprattutto i coordinatori per la sicurezza hanno posto in evidenza come si trovino spesso nella situazione di non poter fare vera e propria prevenzione, ma piuttosto ad agire in termini correttivi. Ciò a causa della scarsa responsabilità verso la sicurezza che attribuiscono ai committenti e ai progettisti, per i quali suggeriscono normative più stringenti relative alla sicurezza sul lavoro e la necessità di coinvolgerli maggiormente in corsi di formazione sulla sicurezza. In particolare, i coordinatori lamentano una difficoltà comunicativa con i committenti in quanto questi non sarebbero particolarmente coinvolti verso la sicurezza (non la considerano tra le priorità), né consapevoli delle responsabilità che hanno verso di essa. Anche con riferimento ai progettisti i coordinatori riportano problemi di comunicazione e il fatto che essi non tengono particolarmente in 5

6 considerazione la questione della sicurezza, andando quindi ad aumentare esponenzialmente i costi nelle fasi successive della lavorazione. I lavoratori, a loro volta, evidenziano criticità nel cantiere che rendono difficile il poter trattare la sicurezza come una delle priorità. In particolare, lamentano ritmi di lavorazione serrati e inconciliabili con le necessità della sicurezza, a loro dire derivanti dall alta competizione esistente sia tra i datori di lavoro per ottenere gli appalti, sia tra i lavoratori per poter mantenere il posto di lavoro. Questi ed altri punti sembrano estremamente importanti da discutere ed affrontare in quanto strutturali e potenzialmente causa dell incompatibilità percepita tra la produttività e il fare sicurezza. Queste tematiche meritano una grande accoglienza da parte degli organi istituzionali legislativi e di vigilanza in quanto punti cruciali e fondamentali al fine di creare un sistema che permetta di parlare di cultura e di clima di sicurezza e di migliorare le condizioni lavorative del comparto edile. A tal proposito servirebbero delle risoluzioni di ordine normativo e legislativo che tengano in considerazione le criticità reali e quotidiane dei cantieri italiani, anche rispetto al momento storico di crisi socio-economica che le imprese e i cittadini stanno attraversando. Ciò nonostante, i risultati della ricerca indicano che è possibile agire in maniera efficace a livello di clima di sicurezza attraverso una pianificazione e programmazione adeguata dei corsi formativi che non considerino solamente le tematiche tecniche e specialistiche utili alle attività edili, ma tengano conto anche dei differenti ruoli professionali che operano all interno dei cantieri e delle dinamiche relazionali che si instaurano in queste complesse organizzazioni. In particolare, come precedentemente sviluppato dall HSE nel Leadership and worker involvement toolkit (2011) e dall European Agency for Safety and Health at Work nella campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi attraverso la leadership e la partecipazione dei lavoratori, risulta estremamente importante attuare delle politiche e degli interventi mirati allo sviluppo nelle figure di management (preposti, datori di lavoro, coordinatori, ecc.) delle competenze di leadership efficaci. La leadership di sicurezza è un aspetto determinante per ottenere risultati positivi in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Il concetto riguarda la capacità, da parte delle figure dirigenziali, di offrire una guida strategica nella gestione della sicurezza e della salute e di motivare il personale al fine di coinvolgerlo attivamente nella ricerca di un buon livello di sicurezza e salute sul lavoro. Vi è dunque una differenza sostanziale tra il concetto di leadership nel campo della sicurezza e della salute e quello di gestione della sicurezza e della salute. Il primo è un concetto strategico, il secondo operativo. Un crescente numero di ricerche evidenzia come lo stile dirigenziale sia in grado di influenzare e avere conseguenze sulla sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori. Nell indagine, in particolare attraverso il questionario rivolto ai lavoratori, si è voluto indagare uno stile di leadership efficace (lo stile definito trasformazionale/attivo ) in opposizione ad uno stile carente definito come passivo. La pratica della leadership trasformazionale è in grado di spingere e incoraggiare i lavoratori ad assumersi la responsabilità personale dei propri comportamenti lavorativi facendo leva sulla motivazione e fungendo da modello di ruolo credibile per i propri subalterni. Il secondo stile si connota per una forma di conduzione di tipo passivo o addirittura lassista, contraddistinta dall inazione, dall assenza del leader quando i subalterni ne hanno bisogno, dall incapacità di chiarire le aspettative e da una tendenza del leader a sottrarsi alle proprie responsabilità a livello decisionale. Seppure le indicazioni derivanti dai questionari indichino una maggiore diffusione dei comportamenti ascrivibili allo stile trasformazionale/attivo, le evidenze emerse in sede di focus group sottolineano la sporadicità e la mancanza di sistematicità di tale stile di gestione. Appare necessario dunque indicare come obiettivo di miglioramento della formazione in materia di sicurezza l approfondimento della tematica riguardante la leadership di sicurezza all indirizzo di tutti coloro che nel cantiere detengono delle responsabilità nella gestione dei lavoratori e delle condizioni di salute e sicurezza. Tale obiettivo può essere perseguito a partire da alcuni punti: 6

7 - conoscenza del tema della leadership, della sua rilevanza e delle possibili declinazioni pratiche; - consapevolezza delle conseguenze degli stili di gestione in termini di performance di sicurezza; - apprendimento o dotazione di tecniche volte alla valutazione/monitoraggio del proprio stile di leadership; - apprendimento o dotazione di tecniche in grado di sostenere l esercizio delle funzioni di leadership. L ultimo punto, relativo cioè alle tecniche in grado di sostenere l esercizio ottimale della leadership di sicurezza, richiama direttamente gli altri due temi, messi a fuoco nella discussione dei risultati di ricerca, riguardanti la comunicazione sulla sicurezza e il coinvolgimento dei lavoratori. Sebbene costituiscano aspetti fondamentali e caratterizzanti l organizzazione lavorativa nel suo complesso, la comunicazione efficace in tema di sicurezza e le prassi volte al coinvolgimento attivo dei lavoratori sulle tematiche di sicurezza possono essere considerati come strumenti che sostengono l esercizio della leadership di cui sopra. - la comunicazione risulta centrale nell esercizio della leadership di sicurezza e le capacità/competenze comunicative delle figure deputate alla gestione della performance di sicurezza dei lavoratori sono fondamentali. I contenuti formativi in questo ambito riguardano la conoscenza di soluzioni o prassi che consentono di comunicare in modo efficace i messaggi relativi alla sicurezza e gestire il confronto con i punti di vista dei lavoratori (costituiscono degli esempi i briefing sulla sicurezza e i toolbox talk, ovvero presentazioni che puntano ad attrarre l attenzione su uno specifico problema o aspetto della sicurezza). Oltre a ciò si pone un esigenza di apprendimento di abilità comunicative o tattiche di influenza in grado di dare efficacia all espressione dei messaggi riguardanti la sicurezza. Altro aspetto meritevole di attenzione è la gestione dei feedback verbali relativi ai comportamenti di sicurezza dei lavoratori. - l aspetto relativo al coinvolgimento dei lavoratori implica obiettivi di apprendimento riguardanti tanto le figure dirigenziali quanto i lavoratori. Dal lato dei dirigenti i contenuti formativi riguardano la conoscenza degli schemi di coinvolgimento che è possibile attivare nell ambito delle attività organizzative e la consapevolezza delle conseguenze che tali soluzioni possono produrre sul comportamento di sicurezza dei propri subalterni. Dal lato dei lavoratori i contenuti riguardano invece la conoscenza dei propri diritti/doveri nell ambito della sicurezza sul luogo di lavoro, l importanza delle attività di cooperazione e le competenze/capacità che consentono l espressione del proprio punto di vista e la gestione del rapporto con i propri superiori. I contenuti formativi discussi per punti e relativi agli aspetti di leadership, comunicazione e coinvolgimento dei lavoratori sono stati sviluppati e resi fruibili sul web da parte di realtà istituzionali come l HSE britannico e l Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro nell ambito della campagna preventiva Ambienti di lavoro sani e sicuri. Queste esperienze possono essere considerate come un utile punto di partenza per l elaborazione di un percorso di apprendimento e sensibilizzazione che utilizzi anche canali diversi dalla formazione in aula. 7

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