L ASSISTENTE FAMILIARE A FIRENZE: SVILUPPO DEL MERCATO DEL LAVORO E FABBISOGNI FORMATIVI -

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1 L ASSISTENTE FAMILIARE A FIRENZE: SVILUPPO DEL MERCATO DEL LAVORO E FABBISOGNI FORMATIVI - 1) L INDAGINE La legge quadro 328/2000, Per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, all art.12, nel definire le relative figure professionali sociali, prevedeva la necessità della loro formazione da parte delle regioni. Nel successivo art. 15 si prevedono progetti integrati tra assistenza e sanità ( ) volti a sostenere e a favorire l autonomia delle persone anziane e la loro permanenza nell ambiente familiare, con un potenziamento, quindi delle attività di assistenza domiciliare integrata. Possiamo dire, pertanto, che la figura dell assistente familiare nasce già unita all idea della formazione, proprio perché figura nuova che va ad inserirsi in una modalità innovativa di intervento sociale. La tradizionale figura della collaboratrice familiare non esaurisce le esigenze di cura dell anziano, il quale sempre più, causa le maggiori aspettative di vita, si ritrova a vivere gli ultimi anni della sua esistenza in solitudine e con necessità di assistenza. Il ricorso alla Residenza Assistita viene messo in secondo piano, sia per motivi finanziari, ma soprattutto per una nuova visione, per l appunto integrata, degli interventi e con un maggiore rispetto delle abitudini e della quotidianità della vita dell anziano. Si rende, pertanto necessaria una nuova figura, formata sulla tematica specifica della terza età in tutti i suoi aspetti gestionali, che copra il bisogno di permanenza a domicilio. Nel 2002 il Comune di Firenze e la Regione Toscana iniziano a dare una risposta a questa nuova impostazione dei servizi per gli anziani, elaborando, nell ambito del Programma Qualità il progetto Anziani in casa, che vede la collaborazione dell ASL, e soprattutto dell allora Centro Servizi Montedomini, da sempre la realtà fiorentina dedicata alla terza età. Nel progetto, improntato alla qualità del servizio offerto, viene delineata la qualifica di assistente familiare, che i lavoratori possono ottenere seguendo un corso di 300 ore, di cui in aula, di tirocinio lavoro. E interessante notare come, nello spirito del servizio di qualità che, pertanto, risponde alle esigenze del soggetto bisognoso di aiuto e alle esigenze dei soggetti-lavoratori che aiutano, uno degli obiettivi del progetto è quello di far emergere i lavoratori che accudiscono gli anziani, formarli e coordinarli all interno della rete dei servizi territoriali. Questa affermazione testimonia della presa d atto da parte dell ente pubblico di due fenomeni socialmente rilevanti: una notevole presenza di lavoratori domiciliari una domanda sempre crescente, da parte delle famiglie, di assistenza per i propri congiunti anziani. 1

2 In mancanza, però, di una regolamentazione ufficiale della figura specifica dell assistente familiare, il lavoro rimane sommerso, o al nero, o confuso con quello della collaborazione domestica con tutte le conseguenze negative che questo comporta: sicuramente per l aspetto fiscale e contributivo, ma, soprattutto per i rischi che un utente fragile come l anziano in condizioni di non autosufficenza può correre se assitito da personale non competente. Secondo un luogo comune, fare compagnia all anziano è quanto di più semplice si possa fare, ma anche il mondo del volontariato, per sua natura pronto ad intervenire nelle situazioni di bisogno, ha dovuto sfatare questo concetto. L esperienza delle Reti di Solidarietà dei Consigli di Quartiere del Comune di Firenze indica una forte richiesta di formazione in questo campo, in quanto l assitenza all anziano non può esaurirsi nella semplice compagnia : ci si è resi subito conto che affiancare una persona di età avanzata prevede una serie di specifiche competenze tecniche e psicologiche, se si vuole offrire un servizio qualificato. Se questo è vero per il volontario, ancora di più lo diventa per il lavoratore. Nel progetto Anziani in casa emergono alcune tematiche fondamentali per lo sviluppo successivo della formazione: la forte presenza di lavoratori stranieri il regime di convivenza, in cui viene a svolgersi l attività di assitenza la necessità di integrazione fra tutti gli altri soggetti pubblici e privati che agiscono intorno all anziano I dati dell INPS di quel periodo verificano la presenza sul territorio provinciale di circa collaboratori domestici stranieri, e, anche se non ci sono riscontri certi, possiamo dedurre, alla luce dell esperienza, che la grande maggioranza svolgesse attività di assistenza ad anziani non autosufficienti. Il progetto procede ad un accurata analisi delle problematiche legate all affidamento dell anziano ad una persona straniera, che rappresentano l altra faccia delle stesse motivazioni che trovano proprio nello straniero il lavoratore più disponibile a questo tipo di impegno. La richiesta di un lavoro a tempo pieno e domiciliare, quindi residenziale, trova risposta nello straniero, in quanto persona che viene in Italia sola, senza famiglia e con la precisa motivazione di utilizzare la maggior parte del suo tempo nel lavoro. I dati statistici del 2005 confermeranno questa ipotesi: Tipologia delle famiglie Cittadini Extracomunitari residenti a Firenze Coppie con figli Coppie sole 513 Monogenitori con figli Unipersonale Altro Totale Fonte: Anagrafe dei residenti al 31/12/05 Ufficio Statistica Comune di Firenze 2

3 Cittadini Extracomunitari residenti a Firenze anno 2005 Coppie con figli Coppie sole Monogenitori con figli Unipersonale Altro Il regime di convivenza si legge nel progetto è economicamente vantaggioso per il lavoratore straniero, ma alla lunga è faticoso da reggere. La situazione che viene messa in evidenza vede il rapporto tra il lavoratore e l anziano disturbato da un reciproco senso di precarietà : infatti, il lavoratore non offre garanzia di stabilità, in quanto, svolgendo un compito pesante e poco qualificato, e spesso senza contratto, non si fa nessuno scrupolo ad interrompere il rapporto di lavoro, anche senza preavviso, non appena gli si apre una nuova, migliore opportunità. In questo caso la famiglia si trova improvvisamente scoperta e deve, in tempi rapidi, provvedere alla sostituzione, rivolgendosi a personale spesso improvvisato e in cerca di permesso di soggiorno. L anziano, d altra parte, non può offrire garanzia di stabilità al lavoratore poiché, per sua natura, può con molta probabilità e spesso in tempi brevi, subire un aggravamento delle condizioni psico-fisiche, tanto da costringerlo ad un ricovero in una struttura, o addirittura portarlo al decesso. In questi casi, il lavoratore straniero si trova all improvviso a perdere contemporaneamente il lavoro, quindi la sua unica fonte di reddito, in quanto l assistenza lo impegnava quasi totalmente, l alloggio e anche il diritto ad avere il permesso di soggiorno se non trova subito un incarico alternativo. Il progetto Anziani in casa individua proprio nella formazione del lavoratore una risposta alla soluzione di questi problemi: E possibile ridurre la precarietà incoraggiando i lavoratori stranieri a crescere professionalmente. Per la città di Firenze è importante conservare la preziosa esperienza acquisita al servizio di un anziano e a dare ai lavoratori migranti la possibilità di prendere una qualifica con cui domani potranno lavorare nei servizi. Si prefigurano, pertanto le due figure, riconosciute dalla Regione Toscana, di Assistente familiare dopo la quale il lavoratore potrà accedere a quella di Addetto all assitenza di base qualifica che apre al lavoro nelle strutture residenziali. 3

4 Oggi si legge nel progetto i lavoratori stranieri cercano di utilizzare tutto il tempo per guadagnare e risparmiare; domani, alcuni, potranno essere invogliati a investire qualche ora per aprirsi un futuro professionale migliore. Perché tutto ciò possa funzionare, è necessario un lavoro di equipe tra le molte realtà pubbliche e private, che dovrebbero operare in un sistema di rete : i Servizi Sociali di quartiere, che individuano i soggetti anziani bisognosi di assistenza, i Patronati, che forniscono la dovuta assistenza e consulenza sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, le Reti di Solidarietà, con il sostegno del volontariato i Centri per l Impiego le Agenzie Formative tutti coinvolti in un unico progetto, ognuno per le proprie competenze. L agenzia organizzativa che viene individuata perché affianchi il Comune nella realizzazione del progetto è quella di Montedomini, allora Centro Servizi, oggi A.S.P., che ne è protagonista, fin dall inizio, nell ambito delle sue funzioni di polo anziani : l Agenzia di Formazione era in grado di organizzare e gestire i corsi le Strutture Residenziali davano da subito, alle assistenti familiari in formazione, la possibiltà di tirocinio nei servizi stessi dell Ente gli Uffici Amministrativi potevano gestire il fondo per il supporto economico alle famiglie, coordinando e collegando le varie istituzioni e agenzie del territorio che, a vario titolo, interagivano nel progetto. Nel 2004 e nel 2005, rispettivamente con la delibera n 45 della Giunta Comunale di Firenze e la n 13 della Società della Salute di Firenze, nell ambito del Progetto Immigrazione Buone prassi per l area fiorentina, modulo immigrati e lavoro di cura si pongono definitivamente le basi per l avvio del progetto, delegando Montedomini alla sua realizzazione, e integrandolo con l iniziativa per la riduzione delle liste di attesa per le RSA. In questo progetto, la problematica delle Assistenti Familiari e della loro formazione si lega decisamente a quella dell immigrazione, tanto è vero che si dichiara che i corsi sono rivolti prevalentemente alla popolazione straniera. Gli stessi obiettivi possono essere ritrovati nel PIS 2005, nella sezione Anziani, in cui si cita il progetto Anziani in casa e si prospetta di intervenire sugli immigrati attraverso la formazione. I dati raccolti nel progetto Anziani in casa, anche se fermi al 1998, confermano come i lavoratori domestici, iscritti all INPS nella provincia di Firenze, siano aumentati costantemente negli anni, e più della metà siano stranieri: 4

5 anno Italiani stranieri Lavoratori domiciliari Dati INPS Provincia di Firenze Italiani stranieri Anni a confronto Nazionalità Allo stesso tempo, i dati riportati nel PIS 2005, mostrano una crescita continua e sostenuta della popolazione anziana a Firenze: anno 65 e > % degli ulra 65enni sulla totalità della popolazione 75 e > , , , Popolazione anziana a Firenze e > 65 e >

6 Sono significativi anche i dati che ci indicano la percentuale degli anziani soli, in quanto rappresentano il bacino di utenza di chi può aver bisogno della figura dell Assistente Familiare. Anno >65 Di cui soli % sui >65 >80 Di cui soli % sui > , , , ,0 Fonte: Anagrafe dei residenti al 31/12/00-05 Ufficio Statistica Comune di Firenze Anziani residenti e anziani soli >65 di cui soli >80 di cui soli Sulla base di questi dati, e in conformità a quanto prevedeva il progetto Immigrazione, buone prassi per l atea fiorentina su citato, il Comune di Firenze propone all Agenzia di Formazione Montedomini di attivare 4 corsi per Assistente Familiare da tenersi tra il 2005 e il Firenze, 10 gennaio

7 L ASSISTENTE FAMILIARE A FIRENZE: SVILUPPO DEL MERCATO DEL LAVORO E FABBISOGNI FORMATIVI - 1) L ANALISI Dopo i primi corsi per Assitente familiare, di cui si è parlato nella precedente Indagine, l Agenzia di Formazione Montedomini è stata incaricata di proseguire nell organizzazione degli stessi, e ne ha realizzati ad oggi 8, di cui uno ancora in fase di svolgimento. Contemporaneamente, con la delibera n 8 del 26 /07/06, la Società della Salute di Firenze approva il Regolamento per le prestazioni di sostegno economico volte a favorire la permanenza a domicilio di cittadini anziani in condizione di non autosufficienza tramite servizi di assistenza familiare, del relativo schema di convenzione con l ASP Montedomini e dell aggiornamento dell attuale regolamentazione del contributo per l assistenza domiciliare indiretta. Tale Regolamento, al punto 8, Formazione e Qualificazione, prevede: per le assistenti familiari assunte dalle famiglie, l obbligo del possesso della qualifica professionale riconosciuta dalla Regione, oppure l iscrizione ad un corso di formazione riconosciuto; per il beneficiario del contributo, l obbligo a far frequentare interamente all assistente familiare il primo corso utile, pena la revoca del contributo stesso al fine di sostenere e incentivare la qualificazione delle persone che offrono servizi di assitenza familiare. Il Progetto per la permanenza a domicilio degli anziani non autosufficienti, prende così avvio in tutti i suoi aspetti, gestito nelle fasi fondamentali da Montedomini. I risultati dei corsi, riassunti nella seguente tabella, sono particolarmente soddisfacenti, e si può notare come la percentuale di qualificati rispetto agli ammessi salga notevolmente con il tempo: Corso Matricola n presentati Ammessi Qualificati Occupati 1 contatto 2 / 3 contatto ASS. FAM. 2 corsi FI / FAMILY CARE FI ASS. FAM. 2 corsi FI / idonei non cont ASS.FAM.3 corsi FI / 1461/ idonei 22 FI in corso FI in corso FI In corso Dati elaborati dalle schede di verifica dell Agenzia di Formazione Montedomini 7

8 I contributi concessi agli anziani o alle loro famiglie, dall avvio, ottobre 2006, ad ora, febbraio 2008, sono cresciuti in maniera significativa via via che gli interessati venivano messi a conoscenza dell opportunità che offriva il Comune, dimostrando il successo del progetto e il raggiungimento dell obiettivo: N di contratti di concessione di contributo stipulati da Montedomini con anziani o loro familiari, e attivi alla data riportata n Contratti Assistenti familiari con Contributo Comune n Contratti A sostegno dell opportunità del proseguimento su questa strada, riportiamo una serie di dati sulla popolazione di Firenze: I dati statistici del Comune di Firenze mostrano la crescita degli anziani, delle famiglie mononucleari, che comprendono soprattutto giovani e anziani, e l aumento della popolazione straniera, a fronte di una popolazione complessiva in continuo calo. Anno > 65 Mono Famiglie Stranieri Popolazione Fonte: Ufficio Statistica Comune di Firenze al 31/01 di ogni anno 8

9 Popolazione Popolazione Ultra65enni > 65 9

10 Mono Famiglie Mono Famiglie Stranieri Stranieri L aumento degli anziani e della poplazione straniera corrisponde ad un incontro tra offerta e domanda di lavoro di assitenza domiciliare. Possiamo ancora di più approfondire l analisi della popolazione anziana, evidenziando l aumento costante degli ultra 75 e 85enni, con particolare attenzione al numero di chi, tra loro, vive da solo, e che, pertanto, rappresenta un potenziale utente dei servizi di assitenza domiciliare. I dati sono rilevati dall Ufficio Statistica del Comune di Firenze al 31/12 di ogni anno : 10

11 Popolazione Residente età >75 anni Periodo M F Totale 31/12/ /12/ /12/ over over 75 Popolazione Residente età >85 anni Periodo M F Totale 31/12/ /12/ /12/ over over 85 11

12 Famiglie Unipersonali età >75 anni Periodo M F Totale 31/12/ /12/ /12/ Anziani soli: over over 75 di cui soli Famiglie Unipersonali età >85 anni Periodo M F Totale 31/12/ /12/ /12/ Anziani soli:over over 85 di cui soli 12

13 Over 75 soli, divisi per maschi e femmine maschi f emmine totale Over 85 soli, divisi per maschi e femmine maschi f emmine totale Firenze, 20 febbraio

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