integratori alimentari e prodotti dietetici

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1 Coordinato da Claudio Lucchetta e Alessandro Merlo agenzia adiconsum anno XVI - n febbraio 2004 Stampato in proprio in febbraio 2004 In questo numero: Speciale integratori alimentari e prodotti dietetici Argomenti - Integratori alimentari e prodotti dietetici: uso e abuso nei giovani - Prodotti dietetici e integratori alimentari per lo sport - Fabbisogni alimentari e dieta - I benefici di una alimentazione equilibrata - Automedicazione e autoprescrizione - Psicologia evolutiva e comportamento alimentare come riflesso della razionalità - Aspetti pedagogici per la promozione di una cultura dell alimentazione e della salute - Caratteristiche del mercato degli integratori alimentari - Il mercato degli integratori alimentari - Comunicato stampa Adiconsum sul workshop del Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del Sped. in abb. post. comma 20/c art.2 L.662/96 Filiale di Roma

2 ARGOMENTI Integratori alimentari e prodotti dietetici: uso e abuso nei giovani La campagna di Adiconsum e Uciim per la prevenzione dell abuso e per il corretto utilizzo degli integratori alimentari. Il contesto Fino agli anni Ottanta il concetto di salute si identificava nella cura della patologia; a partire dagli anni Novanta si è diffuso il concetto di prevenzione. Oggi, l evoluzione di questo concetto va oltre e non riguarda più solo la salute, ma anche lo stare bene. Non è più sufficiente prevenire il male, ma occorre garantirsi un futuro di salute e benessere. Di qui il successo di Integratori e alimenti arricchiti con ogni genere di vitamine, minerali e principi attivi in un mercato che oramai ha raggiunto la cifra di 1600 mln di Euro. L aspetto grave del problema è la disinformazione, specialmente dei giovani, che assumono tali prodotti, convinti che un supplemento di nutrienti dia comunque beneficio, indipendentemente dal proprio stato di salute e spesso sotto l influenza di mode o del consiglio di persone incompetenti, o peggio in malafede Il progetto Adiconsum, in collaborazione con UCIIM, Associazione degli Insegnanti Medi, ha condotto una campagna per la prevenzione dell abuso e per il corretto utilizzo degli integratori alimentari e dei prodotti dietetici fra i giovani nell ambito di un progetto Europeo promosso dalla DG SANCO (tutela consumatori) della Commissione UE, che ha coinvolto 3 paesi (Italia, Spagna e Grecia). Il progetto nasce dalla consapevolezza che sempre più giovani fanno un uso non del tutto consapevole, che talvolta diventa un vero e proprio abuso, di integratori alimentari e dietetici (sia per uso sportivo che estetico) La campagna sugli integratori alimentari ha avuto l obiettivo di aumentare il livello di consapevolezza e informazione che consenta ai giovani di: Conoscere le reali caratteristiche delle diverse categorie di prodotti ed i loro principi attivi, la loro potenziale efficacia ed i potenziali effetti dannosi per la salute Conoscere le condizioni in cui è consigliabile l assunzione di integratori e prodotti dietetici in funzione della dieta alimentare e delle attività praticate Imparare a riconoscere i prodotti che offrono garanzie di sicurezza da quelli artigianali che non offrono garanzie Imparare a preferire un comportamento alimentare corretto, rispetto all assunzione di correttivi artificiali Apprendere nozioni di consumo consapevole ed attento alla sicurezza dei prodotti in generale Le azioni Il lavoro si è svolto in cinque fasi così articolate: indagine sui consumi: motivazioni e bisogni, modalità di consumo, tipologia di prodotti usati, grado di conoscenza degli effetti e di consapevolezza dei rischi Test noi consumatori 2

3 creazione di un Comitato Scientifico con esperti di nutrizione, medicina sportiva, psicologi, sociologi, educatori ed insegnanti preparazione di una Guida pratica e di un CD Rom multimediale corso di formazione specialistico per gli insegnanti con dispense monotematiche a carattere scientifico Le attività Il progetto ha previsto una serie di attività tra cui: la realizzazione di 4 corsi formativi per insegnanti (2 in Italia, 1 in Spagna e 1 in Grecia); la predisposizione di materiali informativi e di strumenti didattici che saranno utilizzati in occasione degli incontri con gli studenti e dagli insegnanti a scuola nell attività educativa dei ragazzi: Guida all uso degli integratori alimentari e dietetici, CD Rom, Pagina web; l organizzazione di 80 incontri (50 in Italia, 15 in Spagna ed in Grecia) con gli studenti delle scuole medie superiori la realizzazione di un workshop conclusivo il 26 Febbraio a Roma, a cui seguirà una valutazione dei risultati della campagna informativa e la programmazione del follow-up del progetto Di seguito pubblichiamo una sintesi delle dispense prodotte dai relatori in occasione dei corsi formativi per gli insegnati tenutisi a Firenze nell ottobre scorso, ed il comunicato emanato dall Adiconsum in occasione del workshop conclusivo del 26 febbraio. Alessandro Merlo Prodotti dietetici e integratori alimentari per lo sport di Michelangelo Giampietro I fabbisogni nutrizionali degli sportivi e degli atleti, anche di quelli impegnati in attività continuative e di buon impegno fisico possono essere soddisfatti completamente quando le loro abitudini alimentari siano corrette e corrispondano alle indicazioni tipiche del modello alimentare mediterraneo. Pertanto, salvo rarissimi e ben selezionati casi, il ricorso all uso di integratori è del tutto ingiustificato e potenzialmente rischioso per la salute, tanto più se la loro prescrizione viene suggerita da personale privo delle necessarie competenze, e quindi al di fuori delle specifiche figure professionali quali medici, dietisti e specialisti in scienza dell alimentazione. Produzione e commercializzazione degli integratori alimentari La produzione e commercializzazione degli integratori alimentari per lo sport è rego- lato in Italia da precise norme secondo le quali, come tutti i prodotti dietetici, devono: a) distinguersi nettamente dagli alimenti di consumo corrente; b) essere adatti all obiettivo nutrizionale indicato; c) essere commercializzati in modo da indicare che sono conformi a tale obiettivo. La direttiva 2002/45/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 10 giugno 2002, definisce come integratori alimentari (... ) i prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia monocomposti che pluricomposti, in forme di dosaggio, vale a dire in forme di commercializzazione quali capsule, pastiglie, compresse, pillole e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce e altre forme simili, di liquidi e polveri desti- Test noi consumatori 3

4 nati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari, inoltre la direttiva specifica che: - L etichettatura, la presentazione e la pubblicità del prodotto non attribuiscono agli integratori alimentari proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione o cura delle malattie umane né fanno altrimenti riferimento a simili proprietà (articolo 6, comma 2) - Nell etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità degli integratori alimentari non figurano diciture che affermino o sottintendano che una dieta equilibrata e variata non è in grado di apportare sostanze nutritive in quantità sufficienti in generale (articolo 7) Il Ministero della Sanità emanò, a suo tempo, specifiche Linee Guida (circolare 7 Giugno 1999, n.8, Alimenti adattati ad un intenso sforzo muscolare soprattutto per gli sportivi ) che stabiliscono che tutti questi prodotti devono essere formulati in modo confacente alle esigenze nutrizionali per il tipo di attività svolta, ed assicurare un ottimale biodisponibilità dei nutrienti apportati. Secondo le Linee Guida questi integratori - generalmente sconsigliati nelle donne in gravidanza, in età pediatrica ed in alcune specifiche malattie (patologie renali e/o epatiche, a seconda del tipo di sostanza) - sono collocabili nelle seguenti sei categorie: 1. Prodotti finalizzati ad una integrazione energetica. 2. Prodotti con minerali destinati a reintegrare le perdite idro-saline causate dalla sudorazione conseguente all attività muscolare svolta. 3. Prodotti finalizzati all integrazione di proteine. 4. Prodotti finalizzati all integrazione di aminoacidi e derivati. 5. Altri prodotti con valenza nutrizionale, adattati ad un intenso sforzo muscolare. 6. Combinazione dei suddetti prodotti. La Legge n 14 del 3 febbraio 2003 consentendo la commercializzazione dei prodotti dietetici per lo sport sulla base della semplice notifica preventiva di etichetta al Ministero della Salute (l assunzione di responsabilità sul prodotto e su quanto riportato nell etichetta è completamente a carico dell azienda produttrice) ha sostanzialmente modificato quanto in precedenza stabilito dal Decreto Legge n 111 del 27 gennaio 1992 che, viceversa, ne regolava la vendita, come per altri prodotti simili, secondo l iter legislativo, analogo a quello dei farmaci da banco, della autorizzazione-registrazione ministeriale, ben più lungo e costoso, che prevede l analisi del prodotto e la verifica da parte del Ministero della Salute della corrispondenza tra etichetta e contenuto (l assunzione di responsabilità sul prodotto e su quanto riportato nell etichetta è a carico del Ministero stesso che sovrintende e decide su quello che riguarda il prodotto). 1. Prodotti finalizzati ad una integrazione energetica Sono a base di carboidrati a vario grado di polimerizzazione. Devono essere integrati con vitamine del gruppo B (B1-B2-B6-PP) e vitamina C ed, eventualmente, con altri nutrienti ad azione antiossidante. Se sono presenti i lipidi in quantità significativa e con finalità energetica, qualora contenenti poliinsaturi, è obbligatoria l integrazione con vitamina E (0.4 mg/g di acidi grassi poliinsaturi). L apporto energetico non deve essere inferiore a 200 kcal per porzione, salvo prodotti destinati a situazioni particolari (es. razioni di attesa). Il numero delle porzioni consigliate deve essere correlato alla durata della prestazione ed all entità dello sforzo. L apporto di vitamine deve essere tale da fornire per porzione una quantità delle medesime non inferiore al 30% del livelli di assunzione giornalieri raccomandati. 2. Prodotti con minerali destinati a reintegrare le perdite idrosaline causate dalla sudorazione conseguente all attività muscolare svolta Contengono elettroliti per reintegrare le perdite idrosaline causate dalla sudorazione conseguente all attività muscolare svolta. Le basi caloriche devono essere costituite da carboidrati semplici e/o maltodestrine. La concentrazione nel prodotto pronto per l uso deve essere compresa tra il 2-6%, in funzione della destinazione d uso. L integrazione con vitamina C ed eventualmente con altri nutrienti è facoltativa. Queste due categorie di prodotti dietetici per lo sport trovano una razionale spiegazione per il loro uso: infatti, poiché l attività fisica determina in genere un aumento del dispendio energetico e di conseguenza una maggiore produzione di sudore, può essere giustificato ricorrere a prodotti contenenti acqua, minerali e nutrienti energetici, soprattutto zuccheri. Lo stesso risultato si può ottenere consumando cibi comuni, come ad esempio fette biscottate con miele o marmellata, biscotti, dolci da forno e frutta, o bevande preparate in casa diluendo Test noi consumatori 4

5 un succo di frutta con acqua, in modo da avere una concentrazione di zuccheri di circa grammi, l equivalente di 4-6 cucchiaini, per litro di bevanda e aggiungendo 1/2 cucchiaino da caffè di sale da cucina. Gli integratori idricoenergetio-minerali così ottenuti, se da una parte sono penalizzati da un gusto certamente meno gradevole delle bevande commerciali, dall altra hanno l innegabile pregio di essere altrettanto validi e decisamente molto più economici. 3. Prodotti finalizzati all integrazione di proteine. L indice chimico delle proteine utilizzate deve essere pari almeno all 80% di quello della proteina di riferimento FAO/OMS. Le calorie fornite dalla quota proteica devono essere dominanti rispetto alle calorie totali del prodotto. Deve essere presente la vitamina B6 in quantità non inferiore a 0.02 mg/g di proteine. Avvertenze da riportare in etichetta: L apporto totale di queste proteine (dieta più integratore) non deve essere superiore a 1,5 g/die/kg peso corporeo; in caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico; Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni. 4. Prodotti finalizzati all integrazione di aminoacidi e derivati. A. Aminoacidi ramificati. La quantità di assunzione giornaliera non deve essere, di norma, superiore a 5 g (come somma dei tre ramificati). E preferibile il rapporto 2:1:1 rispettivamente di leucina, isoleucina e valina. E consigliabile l associazione con vitamine B1 B6, il cui rapporto deve essere tale da fornire, per dose consigliata, una quantità delle medesime non inferiore al 30 % della RDA (razione giornaliera raccomandata). Avvertenze da riportare in etichetta: in caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico; il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni. B. Aminoacidi essenziali ed altri aminoacidi. Devono essere presenti in idonee proporzioni tra loro. Vanno specificate le indicazioni d uso del prodotto. Le quantità di aminoacidi apportate devono essere tali da consentire una assunzione giornaliera frazionata e tener conto delle altre fonti proteiche assunte con la dieta. Avvertenze da riportare in etichetta: in caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico; il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni. Apporti proteici pari a g. /Kg p.c./ al giorno ( % rispetto ai valori consigliati dai LARN: Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti per la popolazione italiana, 1996) sono generalmente ritenuti idonei a soddisfare gli aumentati fabbisogni proteici della maggior parte degli atleti delle varie discipline sportive. Tuttavia, in alcuni casi ben selezionati, può essere utile aumentare il consumo di proteine fino ad un massimo di 2 g/kg p.c./giorno per gli atleti che si allenano con maggiore impegno e/o che vogliano aumentare la massa muscolare. Gli alimenti di uso comune sono in grado di fornire una quota giornaliera di proteine, anche così elevata, senza alcuna necessità di ricorrere a specifici prodotti dietetici costituiti da proteine e/o singoli aminoacidi. L uso di integratori contenenti aminoacidi liberi non sembra mostrare effetti favorevoli sulla sintesi proteica e sull accrescimento delle masse corporee, quando confrontato con l uso di prodotti proteici alimentari consumati all interno di un pasto bilanciato. C. Prodotti contenenti derivati di aminoacidi - Creatina. È un derivato aminoacidico con funzione di riserva di fosfati energetici a livello muscolare. L utilizzo di creatina si può configurare, come per altre sostanze sintetizzate dall organismo, a fini dietetici in relazione a particolari esigenze legate, per esempio, ad un aumentato fabbisogno o ad una ridotta sintesi. Se la dose consigliata è pari a 4-6 g/die, questa non può superare un periodo di assunzione di trenta giorni. Oltre tale periodo la dose non deve essere superiore a 3 g/die. Avvertenze da riportare in etichetta: in caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico; il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni. La creatina è un aminoacido non essenziale presente quasi esclusivamente nel muscolo (95%), sia in forma libera (30-40%), che fosforilata come PC. Altri organi contenenti C sono cuore, cervello, testicoli, retina. Il turnover giornaliero è di circa 2 grammi. Queste perdite sono reintegrate sia dall apporto alimentare, sia dalla sintesi endogena (all interno delle cellule del nostro organismo), che avviene principalmente a livello epatico, renale e pancreatico a partire da tre aminoacidi (glicina, arginina e metionina) comunemente forniti con la normale alimentazione. Esiste un meccanismo di feedback per cui la sintesi endogena è regolata dall assunzione alimentare di creatina: la creatina presente in una normale razione alimentare, Test noi consumatori 5

6 unitamente a quella prodotta dal nostro organismo, è più che sufficiente a coprirne i fabbisogni giornalieri, mentre la sola quota endogena (prodotta dall organismo) copre i fabbisogni anche in caso di diete rigorosamente vegetariane (vegan e vegetaliani). Pertanto, risulta poco comprensibile il motivo per cui dovrebbe essere consigliata agli atleti una dose di 4-6 grammi al giorno, sia pure per periodi limitati a non più di trenta giorni, tanto più se si considera l entità globale, già sufficientemente elevata, della razione proteica mediamente consumata in genere dalle popolazioni occidentali, e dagli atleti in misura ancora maggiore. L unica spiegazione possibile di tale diffuso ricorso alla creatina in campo sportivo è quella legata ad un uso finalizzato, non tanto al reintegro della razione alimentare, ma ad una sua ulteriore additivazione, al solo scopo di tentare di migliorare artificiosamente, e quindi slealmente, le capacità di prestazione di un soggetto. 5. Altri prodotti con valenza nutrizionale, adattati ad un intenso sforzo muscolare 6. Combinazione dei suddetti prodotti. Per quanto riguarda queste ultime due categorie di prodotti dietetici, l analisi dettagliata di tutte le possibili sostanze e combinazioni offerte dal mercato degli integratori (supplements, secondo la terminologia inglese) richiederebbe troppo spazio. Ci limitiamo, pertanto, in questa sede a riportare le considerazioni finali, su alcune sostanze, tra quelle più utilizzate dagli sportivi negli ultimi anni, cioè una sintesi delle conclusioni di un gruppo internazionale di esperti, redatte per conto della Comunità Europea nel 1991, come contributo scientifico alle direttive CEE su Foods for Intense Performance. Dall analisi di più di centottanta lavori scientifici non sono emersi elementi di certezza sull effettiva utilità di alcuni integratori, anche se alcuni Autori ne avrebbero verificato un qualche effetto positivo sulla performance atletica. Aspartato di Potassio e di Magnesio. È uno degli integratori più usati dagli sportivi, ma anche dalla popolazione comune, per la prevenzione dei disturbi provocati dal lavoro muscolare sostenuto in climi caldi, quando alle perdite d acqua e di cloruro di sodio possono associarsi anche cospicue perdite di potassio e di magnesio. Inoltre l apporto di aspartato sembra poter contribuire al recupero delle riserve energetiche e allo smaltimento delle sostanze tossiche (derivati ammoniacali) prodotti in abbondanza durante l esercizio fisico intenso e prolungato. Le evidenze tutt oggi disponibili fanno ritenere che la somministrazione di ioni potassio e magnesio, in associazione con l aspartato, risulta efficace solo nei rari casi di reale deplezione salina, come si potrebbe verificare solamente durante un attività sportiva che determini una intensa sudorazione e non nei giorni successivi alla stessa, mentre appare ininfluente quando somministrata indipendentemente da tale situazione. L-Carnitina. La L-carnitina è una sostanza con caratteristiche chimiche e funzionali paragonabili a quelle delle vitamine, normalmente presente negli alimenti di origine animale, soprattutto le carni, ma che l organismo umano è capace di sintetizzare (produzione endogena) a partire da alcuni aminoacidi. È presente nel corpo umano a livello dei muscoli scheletrici e nel muscolo cardiaco. L attività della L-carnitina si esplica a livello del metabolismo lipidico. In particolare essa stimola l ossidazione degli acidi grassi nei mitocondri (centrali energetiche della cellula) a scopo energetico favorendone il passaggio dal citoplasma ai mitocondri. La carenza di carnitina può provocare una alterata funzionalità del muscolo cardiaco. Attualmente si ritiene che l integrazione orale di L-carnitina in soggetti sani non sia in grado di determinare un aumento della sua concentrazione a livello muscolare e quindi non migliori l utilizzazione dei lipidi e la produzione di energia. Inoltre non ci sono dati scientifici che provino una carenza di L-carnitina nei muscoli sia in condizioni di riposo, sia al termine di lavori muscolari prolungati. Esistono molti studi sui meccanismi di azione della L-carnitina a livello muscolare, ma i risultati sono ancora contrastanti e non sembrano giustificarne l uso come sostanza in grado di aumentare le capacità di lavoro muscolare. Ferro. Il ferro rappresenta un minerale di fondamentale importanza per la salute dell uomo, viste le molteplici funzioni svolte nel nostro organismo. Inoltre, non va dimenticato che l anemia rappresenta la carenza nutrizionale più frequente tra tutte le popolazioni del mondo. Ciò nonostante, l uso nei confronti degli atleti, che alcuni medici hanno fatto e continuano a fare dei farmaci contenenti ferro è, nella stragrande maggioranza dei casi, del tutto privo di fondamento. La cosiddetta anemia da sport è, in realtà, un fisiologico adattamento del nostro organismo quando è sottoposto ad allenamenti indirizzati a migliorarne le qualità aerobiche. Test noi consumatori 6

7 In questi casi, l emodiluizione che si determina negli atleti di resistenza è, semmai, un indice di un buono stato di forma; raramente, al contrario, nasconde una situazione di carenza di ferro e, tanto meno, di anemia. In ogni caso, la correzione di una eventuale carenza di ferro, correttamente accertata, deve essere realizzata, in primo luogo, attraverso l individuazione e l eliminazione delle eventuali perdite di sangue, in secondo luogo con gli opportuni accorgimenti alimentari; solo se non si ottiene una correzione stabile e soddisfacente della carenza di ferro è lecito ricorrere ai farmaci contenenti ferro da assumere per bocca. La somministrazione di ferro in vena è, nella gran parte dei casi, inopportuna e potrebbe essere pericolosa; per queste ragioni, va riservata a quei casi di grave anemia, per fortuna rari e neppure compatibili con la pratica sportiva, che richiedono il ricovero ospedaliero e i dovuti accertamenti. La pericolosità dei trattamenti marziali, ancor più quelli endovena, è da ricollegare agli effetti tossici del ferro che è un potente agente ossidante, e al possibile rischio che il candidato alla terapia possa essere affetto, senza saperlo, da emocromatosi, una non rara condizione patologica ereditaria, in cui si verifica un accumulo di ferro nei tessuti, con gravi danni per l organismo. di Claudio Lucchetta Fabbisogni alimentari e dieta Il cibo e le bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per svolgere le sue attività vitali. Le necessità del nostro corpo sono così riassumibili: Fabbisogno energetico. Tutte le attività volontarie e involontarie hanno bisogno di energia che viene attinta dagli alimenti, in particolare dagli zuccheri, dai grassi e, in misura minore, dalle proteine. Fabbisogno plastico. Il nostro corpo è continuamente soggetto ad un processo di rinnovamento che coinvolge cellule e tessuti. Le materie prime adatte alla fabbricazione delle cellule e dei tessuti provengono dagli alimenti ricchi di proteine e di alcuni grassi essenziali. Fabbisogno idrico. L acqua è il componente principale del sangue e della linfa, inoltre partecipa alla totalità delle reazioni chimiche che avvengono nelle nostre cellule, facilita la digestione dei cibi e contribuisce a mantenere costante la temperatura corporea. Il fabbisogno idrico è soddisfatto bevendo e assumendo alimenti quali latte, frutta, verdura. Fabbisogno bioregolatore. Le reazioni chimiche che avvengono nelle nostre cellule necessitano dell intervento dei bioregolatori. Tra essi un ruolo fondamentale spetta alle vitamine ed ai sali minerali, che ingeriamo soprattutto con gli alimenti di origine vegetale. Le proteine costituiscono circa il 19% del nostro corpo, e sono coinvolte in tutte le attività vitali con svariate funzioni (enzimi, ormoni, anticorpi ed altre). Rappresentano gli elementi di base della costruzione dell organismo, e possono fungere anche da fonte energetica secondaria. Le proteine necessarie al nostro organismo sono reperibili nel latte e nei suoi derivati, nella carne, nel pesce, nelle uova, nei legumi, nei cereali e, in misura minore, negli altri vegetali. Non tutte le proteine hanno lo stesso valore biologico: tra i venti aminoacidi che, variamente combinati, danno origine a tutte le proteine, ve ne sono alcuni, detti aminoacidi essenziali, più preziosi degli altri poiché il nostro organismo non è in grado di fabbricarli da solo e deve necessariamente procurarseli col cibo. Le proteine di più alto valore biologico sono quelle contenute nella carne, nel pesce, nel latte e nei suoi derivati e nelle uova, poiché contengono tutti gli aminoacidi essenziali. Gli zuccheri sono la più importante sorgente di energia (50-60% del fabbisogno) nella nostra dieta. Sono composti di unità strutturali dette monosaccaridi glucosio e fruttosio sono i più comuni che si combinano a formare i disaccaridi (ad es. saccarosio, maltosio, lattosio) ed i polisaccaridi (amido, fibra alimentare). I polisaccaridi che costituiscono la fibra alimentare (cellulosa, pectina, lignina, ecc.) non sono digeribili e dunque non forniscono energia, tuttavia svolgono un importante ruolo di regolazione delle funzioni intestinali nonché dei livelli di glicemia e di colesterolemia. I monosaccaridi e i disaccaridi si trovano prevalentemente nella frutta e nel latte; gli amidi sono reperibili nei cereali e nei loro derivati, nelle patate e nei legumi. Sono Test noi consumatori 7

8 ricchi di fibra alimentare i cereali integrali ed i vegetali in genere. I grassi, in una dieta equilibrata, assicurano il 30% dell apporto calorico giornaliero. L energia contenuta nei grassi non è però di pronta utilizzazione in quanto le reazioni biochimiche che portano alla sua liberazione sono piuttosto lunghe e complesse. I grassi sono anche i costituenti essenziali di tutte le nostre membrane cellulari, ed hanno un importanza fondamentale quali componenti strutturali del cervello e delle fibre nervose in genere. Sono infine la materia prima indispensabile al nostro organismo per la fabbricazione di alcuni ormoni e rendono possibile l assorbimento delle vitamine liposolubili (vit.a, vit.d, vit.e, vit.k). Anche fra i grassi esistono delle molecole essenziali (acidi grassi essenziali) che l organismo non è in grado di fabbricare per proprio conto, e che devono quindi essere necessariamente introdotte con la dieta, pena l insorgere di disturbi da carenza. Le vitamine sono dei nutrienti essenziali la cui funzione è esclusivamente bioregolatrice. Esse infatti non forniscono energia né materiale plastico, tuttavia sono indispensabili in quanto partecipano alla regolazione delle reazioni chimiche che avvengono in tutte le nostre cellule rendendo possibile la nostra vita. Sono un gruppo di sostanze eterogeneo, che si usa suddividere in liposolubili ed idrosolubili. Le vitamine liposolubili (vit.a, vit.d, vit.e, vit.k) sono trasportate dai grassi, ed all interno dei tessuti grassi possono anche essere accumulate, in certa misura. Le vitamine idrosolubili (vit.c, B 1, B 2, B 5, B 6, B 12, PP, H ed acido folico) sono invece trasportate dall acqua e non possono essere accumulate in alcun modo. Per questo motivo le vitamine idrosolubili debbono continuamente essere introdotte con la dieta. I sali minerali sono reperibili in tutti gli alimenti in diverse quantità, ma ne sono particolarmente ricchi le verdure, il latte e i suoi derivati, il pesce, il miele grezzo. Il calcio è il minerale più diffuso nel nostro organismo, distribuito per la maggior parte nelle ossa e nei denti. Ricchi di questo elemento sono il latte, i formaggi, la frutta secca e molti oli vegetali. Il fosforo partecipa alla formazione delle ossa ma si trova anche in altri tessuti, soprattutto in quelli nervosi. È reperibile nel latte, nella carne, nel pesce, nelle uova e nei legumi. Il ferro entra nella composizione dell emoglobina, la proteina dei globuli rossi che sfruttando la circolazione del sangue rifornisce di ossigeno tutti i tessuti del nostro corpo. Il maggior contenuto in ferro si trova in alimenti quali le frattaglie, i legumi secchi, il tuorlo d uovo, la carne, il pesce, gli spinaci e la frutta secca. Il sodio svolge la sua funzione principale nel nostro corpo come regolatore del bilancio idrico. L eccessivo consumo dovuto all uso del sale da cucina (cloruro di sodio) provoca però l aumento della pressione arteriosa (ipertensione). Ancora importante per il bilancio idrico è il potassio, presente nella frutta secca ed oleosa, nella farina di soia, nella melassa, nella carne, nel pesce, nella frutta fresca e negli ortaggi. L acqua è il costituente principale del corpo umano, con percentuali che variano dal 77% nel neonato al 65% nell adulto (60% nelle donne). Essa è contenuta in tutte le cellule e partecipa tutte le reazioni; per questo motivo è importantissimo reintegrare le perdite fisiologiche giornaliere dovute al sudore, alla respirazione, alle urine ed alle feci, in quanto anche piccole alterazioni nel bilancio idrico possono compromettere il nostro stato di salute. Sono molti i fattori che influenzano i fabbisogni alimentari di un individuo: l età, il livello di attività, lo stato fisico, il sesso, nonché condizioni fisiologiche quali la gravidanza e l allattamento. Quando non sono presenti condizioni fisiologiche particolari un sano e soddisfacente regime alimentare nell età adulta può essere costruito semplicemente seguendo un alimentazione variata, bilanciata e senza eccessi. I pasti devono essere distribuiti in modo razionale durante l arco della giornata, poiché il nostro organismo non richiede la stessa quantità di energia in ogni momento. È importante stabilire quanti debbano essere i pasti, quante calorie ognuno di essi debba fornire e a che intervalli vadano consumati, perché occorre lasciare trascorrere un certo numero di ore tra un pasto e l altro. Conta quindi non solo quanto si mangia ma anche come si mangia. I pasti devono essere distribuiti in maniera razionale, con una prima colazione sostanziosa, un pranzo non troppo ricco e una cena leggera. A questa formula classica dei tre pasti giornalieri è bene aggiungere altri due pasti. La buona abitudine è di consumare cinque pasti, di cui due principali (pranzo e cena) e tre secondari (prima colazione, spuntino di metà mattina e merenda del pomeriggio). La prima colazione deve fornire circa il 20% delle calorie totali giornaliere, il pranzo circa il 40%, lo spuntino di metà mattina e la merenda pomeridiana il 5% ciascuno e la cena il 20-30%. Controllare i grassi e i dolci a tavola evita un eccessivo aumento di peso. Que- Test noi consumatori 8

9 sta condizione patologica aumenta la possibilità di ammalarsi di tumore e di altre patologie come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, e incide significativamente sulla mortalità. Per contrastare la sua diffusione occorre controllare l alimentazione, bere meno alcolici, preferire il consumo di cibi integrali e svolgere attività fisica in modo sistematico o almeno camminare molto. I benefici di una alimentazione equilibrata di Anna Maria Papiri Una alimentazione equilibrata deve sapere soddisfare i bisogno alimentare in modo sano e naturale e rispettare l equilibrio del nostro corpo. Ma allora come mangiare per mantenersi in forma? Innanzitutto attraverso l acquisizione della consapevolezza degli errori alimentari attraverso l informazione e l educazione alimentate. Ora più che mai è d attualità il tema salute. I dati disponibili in materia descrivono un panorama preoccupante. Dunque alimentazione equilibrata significa nutrirsi bene giornalmente: non solo consumare alimenti per soddisfare il proprio appetito e il gusto ma garantire un adeguata quantità di energia, di princìpi nutritivi e di acqua per il buon funzionamento dell organismo. Mantenere il peso ottimale è uno dei metodi migliori di prevenzione. Infatti il controllo del peso contribuisce a vivere meglio e più a lungo. Tuttavia il desiderio di modificare il peso corporeo molte volte è cosi forte che spesso si perde di vista la razionalità delle scelte e ci si affida a metodi errati. Molti giovani tendono a confrontarsi con canoni estetici proposti da media dove impera il culto dell apparire più che dell essere e sono condizionati dal bisogno di identificazione di autoaffermazione e di successo. Per stare bene è necessario raggiungere la giusta percezione del proprio corpo. Se si scopre di essere sovrappeso è bene adottare una dieta che possa essere veramente efficace, equilibrata e soprattutto sostenibile nel tempo. Il fabbisogno dell organismo è la risultante della combinazione di quattro tipi di fabbisogno Idrico: 1,5-2 litri di acqua al giorno Energetico: glucidi, lipidi e proteine Plastico: proteine, amminoacidi e alcuni lipidi Bioregolatore: Sali minerali e vitamine Poiché nessun alimento è completo si desume che occorre variare il più possibile le scelte alimentari per garantire una copertura dei fabbisogni nel modo più ampio possibile. A secondo delle loro caratteristiche possiamo raggruppare gli alimenti in sei gruppi che, alternati il più possibile, garantiscono una varietà adeguata alla dieta: 1. cereali e tuberi 2. frutta e ortaggi 3. latte e derivati 4. carne, pesce e uova 5. legumi secchi 6. grassi da condimento Le calorie provenienti da questi alimenti devono essere ripartite in questo modo: 40% a pranzo, 30% a cena, 20% a colazione 5% a metà mattina e 5% a metà pomeriggio. Un corretto modello alimentare in grado di soddisfare tali esigenze è quello mediterraneo del quale numerose evidenze scientifiche hanno provato l efficacia nella prevenzione di malattie croniche degenerative come le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Ultima ma non meno importante, l attenzione ai fuori pasto. Il consumo di fuori pasto concorre mediamente ad apportare il 5-10% della quota energetica giornaliera per ragazzi e adulti. di Francesca Pasquini Automedicazione e autoprescrizione L automedicazione non è esente da rischi e spesso è influenzata da campagne pubblicitarie. È per questo che diventa fondamentale il processo di responsabilizzazione dell automedicazione come primo passo verso una tendenza del consumatore ad infor- Test noi consumatori 9

10 marsi e a curarsi da solo i piccoli disturbi. A questo proposito è bene distinguere i prodotti erboristici, per i quali esiste una forte propensione all automedicazione, e gli integratori alimentari. I primi basano la loro attività salutistica sull impiego di fitocomplessi delle piante medicinali. Sono privi di potere nutritivo e impiegati a scopo non nutritivo; sono a base di piante, di loro derivati e non addizionati di prodotti di sintesi, perciò tali da essere considerati naturali. Il prodotto erboristico deve avere il necessario profilo di qualità e di sicurezza per tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori. I secondi non sono medicinali né alimenti dietetici, ma prodotti alimentari e in quanto tali devono attenersi al principio di non tossicità. Sono suddivisi in base al loro effetto: per aumentare il peso per aumentare la forza per favorire la produzione di energia per favorire il metabolismo lipidico per favorire il recupero fisico La differenza sta nei dosaggi sui quali esistono oggi numerose e discordanti opinioni. Psicologia evolutiva e comportamento alimentare come riflesso della razionalità di Daniela Pase e Elena Meccariello In generale è possibile parlare oggi di uno stile alimentare peculiare dell età adolescenziale in cui possiamo evidenziare cause esterne come il cambiamento dello stile di vita delle famiglie, l influenza dei mass-media, la proliferazione del junk food e cause più prettamente soggettive e individuali di tipo psicologico legate al periodo di crescita dell individuo. Tra i fattori psicologici individuiamo l appartenenza al gruppo dei pari che crea una tensione all uniformità anche per il cibo che assume un valore più simbolico che nutrizionale. Il gruppo in questo modo influisce sulle scelte e le orienta. Una ricerca condotta dal provveditorato agli studi di Roma e dall assessorato alle politiche dello sport ha messo in luce degli aspetti riguardo all assunzione di integratori alimentari. Dalla ricerca è emerso che ben il 7,12% dei ragazzi dichiara di assumere integratori (creatina e amminoacidi) dimostrando una naturale tendenza ad integrare la propria alimentazione a prescindere dallo sforza fisico o dalla effettiva e reale carenza di alcune sostanze nel proprio corpo. I risultati della ricerca confermano altresì che esiste la tendenza fra coloro che frequentano i fast food, ad assumere integratori proteici in misura maggiore rispetto a coloro che non li frequentano. Come nascono i disturbi alimentari Una particolare attenzione deve essere posta ai disturbi alimentari per i quali esiste un rapporto di causa-effetto con il consumo di integratori alimentari (IA). Dopo avere visto gli eventi che caratterizzano il comportamento dei giovani verso gli IA possiamo vedere anche in queste due categorie nosologiche un nesso con un regime alimentare errato. Ma come nascono i disturbi alimentari? Esistono una serie di condizioni che possono aumentare la probabilità che si manifesti un disturbo dei comportamento alimentari; all interno di tali condizioni si possono distinguere; fattori biologici o individuali: struttura ossea, percentuale di grasso corporeo, difficoltà gastrointestinali; fattori socio-culturali: diffusione di modelli alimentari dietetici, diffondersi di disturbi alimentari, pressione da parte della società orientata alla magrezza; fattori relazionali: ambiente familiare e modalità di relazione tra genitori e figli, qualità delle relazioni extrafamiliari. Molti studi clinici hanno documentato la relazione biunivoca tra disturbo alimentare e una difficile situazione relazionale in famiglia. Fattori psicologici come la preoccupazione estrema per il peso e le forme del corpo, la paura di ingrassare e la perdita di peso come conquista. Le persone con disturbi alimentari hanno una profonda mancanza di fiducia nella validità e nell attendibilità dei propri sentimenti legata non solo ad una mancanza di consapevolezza, ma anche e soprattutto ad una scarsa considerazione di se stessi. Tali persone sono molto critiche verso se stesse e si considerano inadeguate a sostenere un ruolo in ambito sociale e personale. Test noi consumatori 10

11 Aspetti pedagogici per la promozione di una cultura dell alimentazione e della salute di Luciano Corradini ed Aldo Riggio L individuo deve essere in grado di recuperare il concetto di corpo-soggetto in un insieme unitario e inscindibile per riconquistare l integrità della natura umana. L interazione dell individuo nell ambiente è espressa dal suo comportamento e condotta, dove il comportamento è un insieme di reazioni intese come risposte a sollecitazioni esterne. Il carattere di un individuo è invece il complesso insieme degli schemi di comportamento correlato al suo vissuto, alle sue esperienze. Ne deriva l importanza della presa di coscienza del corpo, nell interiorizzazione dell immagine del corpo nella persona in un processo graduale di coscienza di sé. Questa dinamica assume rilevante importanza perché la coscienza permette di distinguere tra impulsi o bisogni fittizi ed esigenze reali. A questo stadio nasce la reale consapevolezza di ciò che si sceglie nell atto di nutrirsi. In questa fase prende consistenza il fattore educazionale. Lo scopo dell educazione diventa quello di favorire l individuo e permettergli di situarsi e di agire in una realtà che lo circonda concorrendo al proprio benessere. Naturalmente deve essere istruito sul significato di benessere anche in ottica prospettica per il suo futuro. Focalizzando l attenzione sull educazione salute si distinguono due macroobiettivi: aumentare l aspettativa di vita aumentare il proprio benessere psicofisico Il quesito che sorge spontaneo a questo punto è che valore attribuire alla salute? E probabilmente si scopre che non è che uno tra i tanti fattori motivanti che orientano il comportamento. Dunque l educazione alla salute deve rinunciare a possedere verità assolute e prendere in considerazione aspetti contestuali specifici con la prospettiva di uno sviluppo armonico della persona. Bisogna abbandonare l idea dell educazione alla salute intesa come prevenzione del rischio e sviluppare la concezione di educazione alla salute come apprendimento di nozioni finalizzato ad uno sviluppo armonico e compatibile con l individuo. Caratteristiche del mercato degli integratori alimentari di Sandra Mecozzi Il mercato degli IA è composto da numerosi prodotti anche molto differenti nelle modalità e funzioni d uso; i consumi sono in continua evoluzione ed influenzati da vari fattori. Il consumatore richiede un prodotto efficace che abbia risultati visibili in un tempo sempre più breve, a fronte di piccoli sacrifici e senza modificare radicalmente il proprio stile di vita. È influenzato dai messaggi pubblicitari che propongono modelli ideali, che indicano come valori primari la salute, il benessere e l efficienza fisica oltre che la bellezza. Il mercato è caratterizzato dalla presenza di multinazionali farmaceutiche, ma anche da numerosi imprese piccole spesso solo importatrici. Il prodotto è caratterizzato da: brevità del ciclo di vita ampia gamma per presidiare la diversificazione della domanda e l esigenza dei consumatori pluralità dei canali di vendita forte competitività sul marketing per gli elevati investimenti pubblicitari e promozionali Il trend del mercato negli ultimi 5 anni ha avuto un andamento positivo e margini di profitto elevati. Gli Integratori dimagranti sono i più venduti e soggetti ad un ciclo di vita brevissimo in relazione alla preferenza dei consumatori. Gli integratori energetici sono in continua evoluzione soprattuo nei sottosegmenti dedicati ai proteici e ai minerali. Gli Integratori multivitaminici mantengono un andamento positivo; nell ultimo periodo la loro offerta è stata differenziata per fasce d età dimostrando la capacità di cogliere nuove opportunità dal mercato. Test noi consumatori 11

12 Il mercato degli integratori alimentari di Alessandro Merlo L offerta Il mercato degli integratori alimentari sta attraversando una fase di confusione ed incertezza sotto l aspetto legislativo, e ciò non consente di esprimere certezze nelle previsioni. È bene tracciare i confini di questo mercato, che negli ultimi cinque anni hanno iniziato a migrare da farmacie ed erboristerie verso canali che consentono una maggiore penetrazione. La classificazione di ACNielsen prende in considerazione l insieme di item che il consumatore utilizza in una logica di prevenzione e mantenimento del suo benessere psicofisico e suddivide il comparto in: SPORT: sport drink, barrette energetiche BENESSERE: functional food, cura e prevenzione fisica RECUPERO ENERGETICO: energy drink, prodotti tonico energetici LINEA: sostituti del pasto e dietetici dimagranti Il mercato degli IA è in forte espansione; cresciuto parallelamente all evoluzione del concetto di salute nel nostro paese, ha raggiunto un valore di 1585 mln di nel 2002, con una spesa annuale media per persona di circa 500. I prodotti in vendita sono con un aumento del 25% rispetto al 2001 quando si trovavano in commercio prodotti. Per riuscire a comprendere le dinamiche influenzano le preferenze dei consumatori e ne caratterizzano la domanda, è necessario illustrare la struttura dell offerta che è costituita da tre canali di distribuzione: Grande Distribuzione Organizzata, Farmacie, Erboristerie e negozi specializzati. Iniziando dalla GDO si può constatare immediatamente che i consumatori percepiscono i prodotti venduti attraverso questo canale come meno sicuri e meno efficaci. Infatti oltre a non essere in grado di proporre un offerta chiara a scaffale, la GDO non può offrire il valore aggiunto di un consiglio come quello di un farmacista o un rivenditore specializzato che mettono a disposizione la loro competenza e professionalità riuscendo in questo modo ad aumentare la elasticità al prezzo. Ciò penalizza molto le vendite anche se lo stesso prodotto viene venduto ad un prezzo che arriva ad essere fino al 50% in meno rispetto a quello praticato in farmacia. Proprio le farmacie sono il canale di distribuzione più utilizzato dalle industrie di produzione. I numeri di questo canale di vendita sono particolarmente importanti ed oltremodo significativi. Importanti perché il fatturato prodotto dalle farmacie rappresenta da solo il 60% del totale del settore. Infatti il settore degli IA si è affacciato nella GDO solamente negli ultimi anni, in netto ritardo rispetto agli altri paesi europei, e ciò ha contribuito in maniera consistente alla formazione dei numeri legati al canale farmacie. Inoltre è significativo constatare che il consumo di integratori specifici è il più dinamico cioè quello che ha avuto una crescita maggiore, a testimonianza del fatto che il consumatore preferisce rivolgersi in farmacia per i prodotti hanno un indicazione rivolta ad un particolare organo o ad una specifica deficienza, mentre considera il mass market come fonte di approvvigionamento per i prodotti di più semplice utilizzo quali quelli per il benessere in generale. Per ciò che concerne le erboristerie ed i negozi specializzati, si può constatare che valgono le medesime considerazioni fatte per le farmacie. I negozi specializzati infatti vantano un maggiore contenuto di servizi accompagnati alla vendita, primo tra tutti l assistenza del personale specializzato. Il personale di vendita appare preparato. Tuttavia nella maggior parte dei casi si può verificare che esiste una tendenza ad aumentare il dosaggio riportato in etichetta e a trascurare l intervento di un medico o di un nutrizionista. Questo comportamento risulta deleterio soprattutto nei confronti dei più giovani che risultano essere più facilmente influenzabili e soprattutto più superficiali e meno critici nella valutazione di un prodotto alimentare destinato ad essere assorbito e metabolizzato dall organismo. Inoltre nella considerazione sull efficacia e sulle controindicazioni nell utilizzo di tali prodotti non viene menzionato l apporto proteico, vitaminico e minerale che già avviene attraverso l introduzione di alimenti normalmente consumati durante la giornata. Ciò conduce al rischio di pericolosi sovradosaggi sui quali peraltro non esiste ad oggi alcuna letteratura scientificamente provata e universalmente riconosciuta. Test noi consumatori 12

13 La domanda Passiamo ora ad analizzare la domanda e a tracciare un profilo per quanto sommario, del consumatore tipo. Ad acquistare gli integratori alimentari sono circa tre milioni di italiani, di cui il 50% è rappresentato da frequentatori di palestre. 510 mila sono i consumatori regolari, di cui il 64% sono donne tra i 25 e i 34 anni. Anche in questo settore è stata rilevata una differenza nelle abitudini di uomini e donne: le ultime si riforniscono in prevalenza in farmacia ed erboristeria, mentre gli uomini, oltre la farmacia, preferiscono i negozi specializzati per la qualità del servizio e l ampiezza dell offerta. Tra i consumatori il segmento in maggiore crescita appare quello dei salutisti, cioè di coloro che assumono gli integratori non per scopo sportivo ma solo per motivi di completamento nutrizionale. Il mercato degli integratori continua a crescere trainato da promozioni ed investimenti pubblicitari pensati e creati dall unione tra produttori e distributori. Alcuni segmenti come gli integratori per il benessere psicofisico e gli energy drink hanno subito crescite fino al 20% in valore. Questa strategia segue attentamente l andamento del mercato che richiede sempre più frequentemente prodotti in grado di favorire le condizioni di benessere coadiuvando le funzioni fisiologiche dell organismo estendendo l uso a diverse occasioni e diversi momenti non necessariamente legati all attività fisica. Come risposta a tale richiesta il trade moderno ha ampliato e sta ampliando la gamma a scaffale, segmentando l offerta in funzione di specifici bisogni di integrazione e lasciando uno spazio adeguatamente ampio ai prodotti emergenti quali quelli che sostengono l ottenimento di un benessere diffuso e totale del corpo. La GDO si rivela dunque un canale strategico perché è in grado di avvicinare a questi prodotti un gran numero di consumatori potenziali. È proprio dall estensione dell uso degli IA a più momenti di consumo che nasce l esigenza di una normativa che prenda in considerazione gli IA come prodotti a se stanti senza accomunarli ad alimenti veri e propri o a dietetici. È molto importante sottolineare come a fronte di una consapevolezza nell utilizzo, il consumatore esprime un bisogno di informazioni maggiori in merito, principalmente veicolate tramite l etichetta. A questo proposito il Ministero della Salute ha messo a punto una serie di linee guida che regolano la promozione e la pubblicità degli IA e che gli operatori del settore dovrebbero conoscere per riuscire a condurre i ragazzi ad un uso consapevole e ponderato dei prodotti evitando pericolosi abusi. La direttiva sarà ulteriormente perfezionata a tutela del consumatore, inserendo i livelli massimi consentiti per i dosaggi di vitamine e minerali ammessi negli integratori. In questo modo, risulterà ben distinto il limite che separa l alimento dal farmaco; limite che al momento in Italia si attesta molto vicino al fabbisogno giornaliero raccomandato. Conclusioni Per riepilogare, l IA è un alimento che si può presentare in forma di tavolette, capsule, polveri e liquidi, ed è composto principalmente da nutrienti, micronutrienti ed altre sostanze commestibili, assunti in dose unitaria. Il suo obiettivo è una integrazione della normale alimentazione senza fini medici e senza specifici fini dietetici. Gli specialisti si dividono in due correnti distinte non appena ci si accosta al problema degli integratori. Da un lato la corrente tradizionalista che proclama la dieta ben bilanciata come fonte sicura di tutti i nutrienti di cui una persona ha bisogno (ma dati incontrovertibili mostrano l inadeguatezza della dieta seguita da sempre più persone che si rivela ipercalorica, ricca di grassi e proteine, povera di minerali e vitamine). D altro canto c e chi considera l integrazione come una necessaria base terapeutica. I pubblicitari seguono con successo quest ultima linea di pensiero che li mette nelle condizioni di proporre un prodotto che fa sentire meglio, più attraenti ecc. La verità, a mio parere, sta nel mezzo: è opportuno innanzitutto correggere la dieta, e quindi limitare l uso di integratori a momenti di reale bisogno e comunque sotto controllo di un medico. Test noi consumatori 13

14 Comunicato stampa Adiconsum sul workshop del Sale il consumo di integratori alimentari e prodotti dietetici, ma si riduce la tutela per la salute del consumatore Sono saliti ormai a tre milioni gli italiani che acquistano integratori: di questi, 510 mila sono consumatori abituali, il 50% frequenta abitualmente le palestre, il 64% è rappresentato da donne comprese tra i 25 e i 34 anni. Per un fatturato che solo nella grande distribuzione organizzata sfiora i 60 milioni di euro! Ad un consumo e ad una spesa così rilevanti non corrisponde un altrettanta consapevolezza dei rischi per la salute. Da un indagine svolta da Adiconsum è infatti emersa: la tendenza a considerare gli integratori come alimenti innocui; la sottovalutazione dell importanza della normale dieta alimentare come strumento per il raggiungimento del benessere fisico; la carenza di informazioni sui danni accertati in caso di assunzione l assenza di elementi per riconoscere la qualità e la sicurezza dei prodotti (etichette poco leggibili) l assunzione arbitraria priva di controllo di esperti del settore (medici e nutrizionisti. Il consumo degli integratori si concentra tra i praticanti di sport non a livello agonistico (soprattutto integratori idrosalini, proteici e aminoacidici) e coloro che seguono una dieta dimagrante (soprattutto vitamine e sali minerali in pillole e barrette sostitutive dei pasti). Adiconsum invita i consumatori ad un uso e consumo critico degli integratori, per i danni derivanti alla salute da un uso non necessario e per gli elevati costi. Il progetto Integratori alimentari e prodotti dietetici: uso e abuso nei giovani è stato promosso da Adiconsum in collaborazione con UCIIM (Unione cattolica insegnanti medi), finanziato dalla DG SANCO della Commissione europea e svolto in parallelo in Spagna e Grecia. Direttore: Paolo Landi Direttore responsabile: Francesco Casula Comitato di redazione: Angelo Motta, Fabio Picciolini Amministrazione: Adiconsum, via Lancisi 25, Roma Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del Sped. in abb. post. comma 20/c art.2 L.662/96 Filiale di Roma ADESIONI E ABBONAMENTI Adesione individuale: 31,00 ( 15,00 per gli iscritti Cisl) Abbonamento al settimanale Adiconsum News + mensili Adifinanza, a cura del settore credito e risparmio, Consumi & diritti, a cura del Centro giuridico Adiconsum e Attorno al piatto, a cura del settore sicurezza degli alimenti e nutrizione: 25,00 ( 15,00 per gli iscritti Cisl) Abbonamento al bimestrale La guida del consumatore : 25,00 ( 12,00 per gli iscritti Cisl) Adesione + Abbonamento a La guida del consumatore : 43,00 ( 27,00 per gli iscritti Cisl) I versamenti possono essere effettuati su c.c.p intestato ad Adiconsum Test noi consumatori 14

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