Luigi Paganetto SVILUPPO E PARTECIPAZIONE: NUOVE PROSPETTIVE PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI. Presidente Fondazione Economia Università di Tor Vergata

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1 SVILUPPO E PARTECIPAZIONE: NUOVE PROSPETTIVE PER LE RELAZIONI INDUSTRIALI Presidente Fondazione Economia Università di Tor Vergata Roma, 15 ottobre 2013

2 LA CRISI DELL ECONOMIA ITALIANA DIPENDE DALLA RECESSIONE DEL 2008? La crisi in Italia inizia nei primi anni 90 e si accompagna al rallentamento del dinamismo Ue Il nostro sistema economico e sociale ha mostrato insufficienti capacita di aggiustamento al cambiamento : spostamento di ricchezza a favore dei paesi emergenti, nuove tecnologie e l emergere di forti ineguaglianze nella distribuzione del reddito La recessione e la crisi del 2008 hanno accentuato ma non provocato -le difficolta del nostro sistema economico

3 L UE a partire dagli anni 90 ha diminuito il suo dinamismo nel confronto con gli USA. B. van Ark, M. O Mahony and M. P. Timmer, 2008

4 ALCUNI ASPETTI DEL CAMBIAMENTO Dalla fine degli anni 90 e cambiato l equilibrio delle Bdp L Eu e rimasta indietro nell uso dell ICT I paesi avanzati hanno conosciuto un forte aumento delle disuguaglianze di reddito. Per l Eu e un fenomeno che ha messo in discussione il modello di welfare uscito dal dopoguerra. Negli Usa,che pur meglio convivono con le disuguaglianze il fenomeno e cosi significativo da essere diventato uno dei punti piu importanti della discussione di policy (Stiglitz e altri)

5 PARTE CORRENTE DELLE BILANCE DEI PAGAMENTI (OECD 2012)

6 SOURCES OF THE EU-US GAP IN BUSINESS SECTOR R&D INTENSITY (OECD 2009)

7 FIGURA 13: LA DISUGUAGLIANZA DEI REDDITI É CRESCIUTA NELLA MAGGIOR PARTE DEI PAESI OCSE (SCARPETTA 2012)

8 E L ITALIA? Ha smesso di crescere dagli anni 90.Lo specchio di questa situazione e l andamento della produttivita totale che dopo il 94 non cresce o,addirittura decresce C e una relazione con l andamento del debito pubblico?dopo l impennata tra la fine degli anni 80 al 1994,da allora e fino al 2007 il debito e sceso dal 120 al 100% del Pil. Nei confronti paese sulla produttivita siamo gli ultimi cosi come eravamo tra i primi negli anni 80

9 PRODUTTIVITÀ NELL INTERA ECONOMIA NEI PRINCIPALI PAESI (INDICE: 1993=100)

10 L ANDAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO

11 LA DINAMICA DELLA PRODUTTIVITÀ (ISTAT)

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15 LA QESTIONE DELLA COMPETITIVITA Il costo unitario del lavoro e il rapporto tra i prezzi come indicatori di competitivita Dalla scomposizione del CLUP emerge che il nostro ritardo competitivo dipende quasi soltanto dalla dinamica della produttivita L aumento dei salari orari e avvenuto nella stessa misura dell aumento della produttivita R&D ed innovazione mostrano un forte sottodimensionamento rispetto agli altri paesi Entry ed exit dal mercato:il ruolo dell allocazione Istituzioni e crescita

16 FIG. 22 COSTO UNITARIO DEL LAVORO, (INDICE: 98=100)

17 FIG INDICATORI DI COMPETITIVITÀ BASATI SUI PREZZI DEI PRODOTTI (INDICE: 1998=100)

18 AUMENTO NETTO DELL OCCUPAZIONE TRA IMPRESE CHE RESTANO SUL MERCATO

19 SPESA IN RICERCA E SVILUPPO NEL 2010 (IN PERCENTUALE DEL PIL)

20 RIDUZIONE DELLA CORRUZIONE E CRESCITA DEL PIL PRO CAPITE (AGHION 2012)

21 LA RECESSIONE,LA DISOCCUPAZIONE E LE INEGUAGLIANZE La disoccupazione al 12%,quella giovanile al 40% e i tassi di crescita negativi che hanno portato in cinque anni ad una produzione industriale inferiore del 24% a quella del 2008 sono largamente frutto del mix tra caduta della produttivita,recessione e politiche di austerita A cio ha contribuito l inadeguatezza di infrastrutture e servizi pubblici,la diffusione della corruzione, l aumento della ineguaglianza dei redditi,l affievolirsi della coesione sociale,l eccesso di regolamentazione dei mercati,la presenza di ampie aree di corporativismo che limitano la concorrenza,i limiti al doing business

22 TASSI DI OCCUPAZIONE ETÀ (EUROSTAT)

23 TASSI DI OCCUPAZIONE ETÀ (EUROSTAT)

24 RAPPORTO TRA INEGUAGLIANZA E CRESCITA (OECD 2012)

25 LA CAPACITÀ REDISTRIBUTIVA DIPENDE ANCHE DALL ACCESSO AI SERVIZI PUBBLICI E LA LORO QUALITÀ (SCARPETTA 2012)

26 TEMPI RICHIESTI PER OTTENERE UN PERMESSO DI COSTRUZIONE(GIORNI)

27 PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE IN ITALIA

28 CRISI E RIPRESA In questo contesto cosi pieno di difficolta non va trascurata l importanza di essere ;.usciti dalla procedura d infrazione UE e di avere ripreso un percorso di stabilizzazione dell economia.aver ritrovato un patto dei produttori.ne e testimonianza il recente documento confindustria sindacati di condivisione delle linee di politica economica -la recente ripresa dell export nostro tradizionale motore dello sviluppo.ma che dire del rapporto banca impresa? -sono sufficienti le politiche fiscali o serve qualcosa di piu?

29 LA RIPRESA DELLE ESPORTAZIONI-INDICI BASE 2008

30 FLUSSI COMMERCIALI INTRA E EXTRA UE

31 QUOTE DI MERCATO MONDIALE DELLE ESPORTAZIONI DI BENI (INDICI 1999=100)

32 CONTO CORRENTE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI DELL ITALIA

33 ALCUNI PROBLEMI APERTI Quale taglio del cuneo fiscale? Confindustria chiede 8-10 miliardi Il pagamento dei crediti delle imprese verso la PA sara fatto nei tempi stabiliti?per ora 11 Mld Garanzia Giovani e politiche fiscali La disoccupazione di lungo termine oltre 12 mesi non da segni di flessione,4.5% della popolazione attiva.in EU siamo arrivati a 10 milioni. I lavoratori in Cassa integrazione rappresentano un bacino che si dequalifica al passare del tempo

34 IL CUNEO FISCALE OECD 2013

35 INDEBITAMENTO DELLE SOCIETÀ NON FINANZIARIE(%)

36 PRESTITI BANCARI ALLE IMPRESE (VALORI PERCENTUALI)

37 COME RIMETTERSI SULLA STRADA DELLO SVILUPPO Sono sufficienti le politiche antirecessive di tipo fiscale o servono politiche strutturali rivolte al lungo periodo? Quale ruolo per le politiche industriali con un manufatturiero in cambiamento? L importanza delle politiche di inclusione La coesione sociale come valore Good economy e partecipazione

38 CONTRIBUTO DEI SETTORI ALLA CRESCITA DELLA PRODUTTIVITÀ. EU VS US R. Gordon, I. Dew-Becker 2006

39 OCCUPAZIONE NEL SETTORE MANIFATTURIERO NELLE ECONOMIE AVANZATE

40 LE COMPONENTI DELLA COESIONE SOCIALE

41 INCLUSIONE E GOOD ECONOMY L importanza delle Istituzioni e delle regole per l inclusione Quali politiche di inclusione?una societa piu giusta e sostenibile e quella che assicura le necessarie capabilities,attraversol investimento in capitale umano.l approccio predistribution e quello shared economy Occorre distinguere tra crescita e dinamismo del sistema economico e sociale.quest ultimo si realizza con politiche di lungo periodo concentrate su innovazione e investimento sul capitale umano Piu innovazione meno ineguaglianze

42 IMPRESE CON ATTIVITÀ INNOVATIVA DI PRODOTTO O DI PROCESSO, PER CLASSE DIMENSIONALE (2008) (VALORI PERCENTUALI)

43 IMPRESE CON ATTIVITÀ DI R&S, PER CLASSE DIMENSIONALE ( ) (VALORI PERCENTUALI)

44 CONTRIBUTO ALLA CRESCITA DEL PIL

45 CAMBIAMENTO DELLA PERCENTUALE DI LAUREATI (SCHIVARDI E TORRINI, 2010)

46 SKILLS E SVILUPPO L OECD ha messo in evidenza che: Gli skills dei lavoratori italiani collocano Italia e Spagna in coda alla classifica dei paesi Oecd.In testa c e il Giappone C e una correlazione piuttosto stretta tra gli skills di lettura e la produttivita del lavoro Negli Usa si e creato un forte aumento nella domanda di lavoro ad elevato skill,con un andamento decrescente nella domanda degli skills piu bassi

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