MASTER DI II LIVELLO Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica AA

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1 MASTER DI II LIVELLO Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica AA U.O.C. Nido-Pediatria Ospedale S. Anna e SS. Madonna della Neve Boscotrecase (NA)

2 Giunge in Pronto Soccorso un neonato di 16 giorni con cianosi e difficoltà respiratoria. Esame obiettivo: Condizioni generali scadenti Cianosi diffusa Tachipnea e dispnea lieve SaO2 84% FC 170b/m FR 50 a/m Polsi iposfigmici Fegato a 2 cm dall arco costale di consistenza normale Iporeattività

3 Caso Clinico Anamnesi personale: Secondogenito di genitori non consanguinei; Nato a termine da parto spontaneo e gravidanza normocondotta; Eventi perinatali nella norma; Peso alla nascita 3,390 Kg.

4 Caso Clinico Emocromo: nei limiti Glicemia, elettroliti e test di funzionalità epatica e renale: nei limiti PCR e PCT: negative EGA arterioso: ph 7.26 pco 2 40 H 2 CO po 2 35

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8 Coartazione aortica Programma terapeutico 1 Correzione dell equilibrio acido base Glicemia nel range della normalita Controllo della temperatura corporea Accesso vascolare:via ombelicale Si contatta lo STEN x trasferimento

9 Programma terapeutico 2 Infusione continua con PGE1 (dosaggio0,025-0,1mcgkg/m) Infusione continua con inotropi: Dopamina 5mcg/kg/m per garantire una perfusione renale adeguata Pervieta delle vie aeree ed ossigenoterapia: se c è distress respiratorio o cianosi severa il neonato deve essere sedato, intubato e ventilato Terapia antibiotica

10 Terapia con Prostanglandine Infondere prostaglandine E1 (PGE1) alla dose iniziale di 0,05 0,1 mcg/kg/min infusione EV continua che può essere ridotta dopo stabilizzazione del paziente.

11 Effetti collaterali comuni: apnea (12%) febbre (14%) Terapia con Prostanglandine flushing (10%) Effetti collaterali poco comuni: ipotensione tachi o bradicardia arresto cardiaco.

12 Trasferimento presso Centro di Cardiochirurgia Pediatrica Vincenzo Monaldi di Napoli

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17 INTERVENTO CHIRURGICO Controllo a circa 20 giorni dalla dimissione Condizioni generali buone Follow up cardiologico

18 Cardiopatie Congenite

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20 Considerazioni generali L incidenza delle cardiopatie congenite è intorno all 8 per mille dei nati vivi. La mortalita per le cardiopatie congenite dotto-dipendenti in epoca neonatale è intorno al 18% La possibilita di ridurre ulteriormente questo valore dipende dal miglioramento della diagnostica prenatale. L identificazione di cardiopatie congenite prima della nascita consente, infatti, la pianificazione del tempo e della sede del parto Il neonato può giungere così più rapidamente e in migliori condizioni all attenzione del cardiochirurgo

21 Linee Guida Società Italiana di Neonatologia Gruppo di Studio sul SIN Trasporto del Neonato in Emergenza Cardiopatie con severa ostruzione all efflusso sinistro (stenosi aortica neonatale severa, coartazione aorta, interruzione arco aortico, cuore sinistro ipoplasico) Presentano: a. colorito pallido-grigio dovuto a ridotta perfusione sistemica,scarsa ossigenazione tissutale e vasocostrizione periferica; b. dotto-dipendenza sistemica: la pervietà del dotto di Botallo mantiene la perfusione sistemica. Lo shunt attraverso il dotto è destro-sinistro; c. differenza di saturazione con valori più elevati agli arti superiori rispetto agli inferiori; d. polsi periferici alterati: piccoli nella stenosi aortica, più deboli gli inferiori nella coartazione aortica, più deboli i superiori nel cuore sinistro ipoplasico se dotto pervio;

22 Linee Guida Società Italiana di Neonatologia Gruppo di Studio SIN sul Trasporto del Neonato in Emergenza Cardiopatie con severa ostruzione all efflusso sinistro (stenosi aortica neonatale severa, coartazione aorta, interruzione arco aortico, cuore sinistro ipoplasico) Presentano: e. pressione arti superiori maggiore di mmhg rispetto agli arti inferiori suggerisce coartazione aortica, uguali pressioni non la escludono; f. frequentemente oliguria, tendenza all acidosi metabolica,epatomegalia secondaria a scompenso; g. Rx torace: congestione venosa polmonare da aumento del post-carico del ventricolo sinistro.la chiusura del dotto induce ipotensione fino allo shock, edema polmonare, acidosi metabolica intrattabile, morte del paziente. Può essere necessaria una terapia di supporto: a.inotropi: dobutamina 10 mcg/kg/min associato a dopamina a 3-5 mcg/kg/min o fenoldopam mcg/kg/min; b.furosemide 1-2 mg/kg; c.bicarbonato di sodio 1 meq/kg ev.

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