IL MEDICEO AVANTI IL PINCIPATO E LA RICERCA: RILEVAZIONI E RIFLESSIONI

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1 Archivio di Stato di Firenze I MEDICI IN RETE Ricerca e progettualità scientifica a proposito dell archivio Mediceo avanti il Principato Irene Cotta IL MEDICEO AVANTI IL PINCIPATO E LA RICERCA: RILEVAZIONI E RIFLESSIONI Le relazioni precedenti hanno già fatto emergere le due tematiche centrali di questo convegno: la prima, di carattere più generale, è una riflessione sull utilizzo delle nuove tecnologie, e in particolare della digitalizzazione, come opportunità di valorizzazione e fruizione delle fonti archivistiche. Sulla base di tali considerazioni il convegno si concentra poi sulla specifica fonte archivistica che è stata oggetto di digitalizzazione, cioè sull archivio Mediceo avanti il Principato, esaminato dai diversi relatori nella sua storia archivistica, origine, trasmissione e organizzazione e come fonte storica per diversi indirizzi di ricerca. Per quanto mi riguarda vorrei invece considerare il progetto di digitalizzazione del Map, che poi sarà più ampiamente illustrato in un apposito intervento dalla collega Francesca Klein che ne è stata l ideatrice e la responsabile, in rapporto con la Sala di studio, con i suoi frequentatori e le ricerche che vi vengono svolte, per rintracciarne le motivazioni ed esaminare quali ripercussioni ed esiti questa iniziativa, e altre analoghe che seguiranno, potranno avere sulla nostra Sala di studio e sulla ricerca. Quando un istituzione pubblica come l Archivio di Stato di Firenze intraprende un iniziativa impegnativa e innovativa come la digitalizzazione di un intero fondo archivistico e la diffusione via Internet dell intera banca dati di immagini è chiaro che preliminarmente ha fatto una serie di valutazioni e di scelte, rese necessarie anche dalla consapevolezza di dover utilizzare al meglio le risorse disponibili, sia finanziarie che umane. Valutazioni quindi sull opportunità di una simile operazione in relazione anche ai costi e all impegno da affrontare, sul rapporto costi benefici, scelta della documentazione che meglio si presti a essere oggetto di un simile trattamento per diverse considerazioni, (tipologia documentaria e inventariale, frequenza di consultazione, importanza come fonte storica, tanto per indicare le più immediate considerazioni). Solo successivamente, ma non per questo meno impegnative, tanto più in un settore in continua e rapidissima evoluzione, sono state fatte le scelte più strettamente tecnologiche. Tali valutazioni sono state già più volte anticipate insieme alla presentazione del progetto, in particolare in occasione del convegno Dalla carta alle reti tenutosi nel 96, e in seguito, nel corso della realizzazione del progetto, sono state diffuse tramite il sito Internet dell Istituto. Ora che l archivio digitale del Mediceo avanti il Principato è disponibile in Sala di studio ormai da quasi un anno ed è consultabile in rete da

2 circa sei mesi, un periodo di tempo tale che la comunità degli addetti ai lavori, studiosi e archivisti, possa essersene fatto un idea sufficientemente approfondita, ritengo che sia stata quanto mai opportuna la scelta di dedicare un convegno non solo alla presentazione ufficiale di questa importante realizzazione tecnologica, che al momento è unica nel panorama archivistico italiano 1, ma al fondo archivistico stesso, il Mediceo avanti il Principato, che da questa realizzazione viene sicuramente valorizzato, se non altro per l ampliamento della consultazione grazie alla rete Internet. Una scelta opportuna e produttiva in quanto questo incontro non vuol essere un occasione puramente celebrativa ma di riflessione comune, di consuntivi e di proposte. E essenziale che di fronte allo sviluppo di Internet, che - e ne siamo tutti consapevoli - sta producendo significativi mutamenti nel modo di fare e di comunicare ricerca nel campo delle scienze umane, di fronte alla presenza sulla rete di risorse di vario tipo, come banche dati, bibliografie, inventari, riproduzioni digitali, ipertesti, motori di ricerca, archivisti e storici riflettano insieme sulla reale attendibilità di tali risorse e come certificarle, sulle nuove metodologie di ricerca, sulle aspettative degli utenti rispetto ai servizi offerti dagli istituti di ricerca e di conservazione, servizi che, ricordiamolo, dovrebbero essere innovativi anche nei contenuti oltre che nell applicazione delle tecnologie. Ma non mi soffermo ulteriormente su questi argomenti che saranno oggetto specifico della relazione di Andrea Zorzi. Ovviamente anche non dovrebbe mancare una riflessione anche sugli interessi storiografici prevalenti e nel nostro caso un approfondimento sulla vitalità degli studi sul Rinascimento si impone. E ben noto che tali studi hanno conosciuto una straordinaria diffusione tra gli anni 40 e 70 del XX secolo in particolare tra gli studiosi americani tanto che, come affermava A. Molho in un articolo apparso su Cheiron nel 1992 (Gli storici americani e il Rinascimento italiano. Una ricognizione)..il Rinascimento è diventato un importante campo nell ambito degli studi umanistici americani, una grande success story. Da questo fenomeno prende il via quel piccolo esercito di studiosi americani, (cito qui M. Fantoni, Renaissance Republics and Principalities in Anglo-American historiography) che attraversò l oceano per fare ricerca negli archivi di Firenze e di Venezia; da allora tre generazioni di storici, soprattutto di lingua inglese hanno rivolto la loro attenzione in gran parte a queste repubbliche, considerate epicentro di libertà e quindi di civiltà. Dopo l intenso fiorire di studi concentrato in questo periodo di anni, notava Molho nell articolo già ricordato, la situazione è cambiata negli ultimi decenni; da un lato l interesse degli storici americani si è rivolto ad altre città e regioni, non solo Venezia e Firenze, ma anche Ferrara, Mantova, Siena, Brescia, 1) Altri Archivi di Stato, Lucca, Perugia e Torino stanno trasferendo in immagini digitali alcuni dei loro fondi, il Diplomatico nel caso di Lucca e Firenze, i Catasti antichi nel caso di Perugia, i fondi cartografici per Torino, ma si tratta di progetti ancora in corso e che per il momento non prevedono come esito finale l inserimento in Internet.

3 Vicenza, Perugia, il Friuli ed altre ancora; dall altro si riscontra un calo di interesse per la storia delle istituzioni a favore di un ventaglio tematico ben più ampio e frastagliato che sconfina nella microstoria. Eppure in un contesto sicuramente molto cambiato rispetto a quegli anni non mancano recenti studi, incontri, convegni e pubblicazioni che testimoniano, in modo non episodico, un perdurare della ricerca anche in ambito italiano. Basterebbe a testimoniarlo il convegno Gli Anglo-americani a Firenze. Idea e costruzione del Rinascimento tenutosi a Villa Le Balze a Fiesole, nel giugno 1997, i cui atti sono usciti recentemente a cura di Marcello Fantoni (nella collana Biblioteca del Cinquecento del centro studi sulle società di antico regime Europa delle corti ) o il convegno internazionale David Herlihy e la storia della Toscana nel Tardo Medioevo e del Rinascimento. Ricordo di uno storico e prospettive di ricerca, organizzato nel giugno 1999 da George Dameron e Carol Lansing in collaborazione con il Centro Studi sulla civiltà del tardo medioevo di San Miniato, convegno che si prefiggeva non solo di ricordare lo studioso scomparso e di onorarne l impegno ma anche, seguendo i suoi filoni di ricerca, di rilanciare la collaborazione tra storici europei e italiani sui temi della storia economica e sociale toscana del Rinascimento. O ancora il convegno che quasi contemporaneamente si era tenuto allo Harvard Center di Villa I Tatti. Non si può infine non ricordare l annuale riunione della Renaissance Society of America che quest anno ha avuto luogo proprio a Firenze, e che ha registrato la presenza di molte centinaia di studiosi di varia nazionalità e di altrettanti seminari, a testimonianza della perdurante vitalità del settore. Ciò non toglie tuttavia che negli ultimi anni sia effettivamente calata la consultazione delle fonti documentarie fiorentine da parte di studiosi del Rinascimento italiani e stranieri e i dati statistici disponibili, come vedremo, ce lo confermano. Nel caso in questione si tratta di capire quanti e quali tra i frequentatori della nostra Sala di studio si occupino di Rinascimento e se possibile entro quali filoni storiografici. Apro qui una parentesi su un aspetto importante della nostra professione di archivisti, l indagine sui frequentatori delle Sale di studio e sulle ricerche svolte. E una tematica che mi sta particolarmente a cuore anche perché, come ho già detto in passato, in questo ambito non si può che lamentare una certa carenza di interesse da parte degli archivisti rispetto all attenzione rivolta ad altri aspetti della nostra professione. Anche per chi, come nel mio caso, si occupa specificamente della Sala di studio, l indagine sugli studiosi rimane in fondo un attività un po marginale e i soli dati rilevati sistematicamente sono quelli che ci vengono richiesti, annualmente prima ora semestralmente, dall amministrazione. Si può notare in tempi più recenti una inversione di tendenza al riguardo, che però non riesce ancora a tradursi nella messa a punto di modalità rigorose e consolidate per acquisire una vera conoscenza degli utenti e delle loro esigenze e conseguentemente per sviluppare strategie di comunicazione adeguate al pubblico da raggiungere. Troppo spesso ci si limita ad

4 una consapevolezza sostanzialmente generica sulla trasformazione del tipo di utenza nelle sale di studio, consapevolezza che però non determina un ripensamento dei modi di organizzare i nostri servizi e la nostra consulenza. Colgo quindi l occasione per proporre di istituire un osservatorio o una commissione per lavorare in tale direzione, con scambio di esperienze e discussione di strategie comuni di indagini dell utenza, in modo da disporre di un insieme di dati paragonabili tra loro, che consentano di delineare un ampio quadro e di vederne i mutamenti. Tutto questo per entrare nella logica non già di subire i flussi e le richieste dei frequentatori come un fatto imprevedibile, ineluttabile e tutto sommato misterioso, ma di conoscerle e - perché no - anche in qualche modo di controllarle e indirizzarle e comunque di potervi rispondere al meglio. Per quanto riguarda questo Istituto qualche indagine parziale sulla banca dati degli studiosi è stata fatta in alcune occasioni particolari (convegni, pubblicazioni ecc) ma effettivamente sarebbe opportuno un monitoraggio costante, non solo degli studiosi ma anche delle consultazioni (quindi fondi, serie, pezzi maggiormente consultati), da integrare eventualmente, quando se ne ravvisi la necessità, con indagini più specifiche e approfondite. Infine, forse, sarebbe il caso di introdurre nel nostro modo di lavorare l uso dei questionari, preziosi per capire l indice di gradimento dei servizi offerti e per averne dei suggerimenti. L analisi dei frequentatori di una Sala di studio parte, ovviamente, dai numeri, da quelli più generali, relativi alle presenze, per proseguire poi con altri più mirati che consentano di tratteggiarne in modo sempre più preciso i lineamenti e gli interessi o le motivazioni. Ho limitato questa mia analisi ad un periodo molto ristretto, non tanto o comunque non solo per comprensibili motivi di brevità quanto perché i dati disponibili risultano completi solo per gli ultimi due anni, da quando cioè è stato completata l informatizzazione delle procedure di gestione della Sala di Studio, anche per quanto riguarda le richieste dei pezzi archivistici. In precedenza infatti, i tradizionali sistemi manuali di registrazione rendevano estremamente complesse questo genere di elaborazione di dati. Partiamo dalle domande di ammissione degli studiosi: dal momento che probabilmente molti dei presenti le conoscono, per averle loro stessi compilate prima di accedere alla Sala di studio, non mi soffermo a descriverle ma passo subito ad analizzare quegli elementi che ci possono fornire dati utili alla nostra indagine. Innanzitutto devo premettere che, quando alcuni anni fa è stato predisposto un nuovo tipo di domanda di ammissione, tra i diversi ambiti tematici, entro i quali si chiede agli utenti di scegliere quello più uno attinente alla propria ricerca, non ne è stato previsto uno apposito per la storia del Rinascimento; quindi il numero di ricerche e di studiosi che operano in questo campo va necessariamente recuperato in altro modo. Esiste infatti un ambito cronologico nel quale sostanzialmente la storia del Rinascimento ricade, cioè quello del secolo XV al quale si affianca anche il periodo

5 XIV-XV secolo. Nel corso del 1998 su 2065 domande di ammissione risultano 157 studiosi pari al 7,6% che dichiarano di effettuare ricerche entro tali termini cronologici. Di queste 25 risultano di storia medievale; 14 di storia della letteratura; 5 di storia sociale; 10 di storia economica, 16 di storia politico istituzionale, una netta maggioranza di storia dell arte, cioè 44 pari al 28%. Per l anno successivo, il 1999, su 1909 domande di ammissione si arriva a 173 studiosi per tale periodo storico, cioè al 9%, così ripartite: 23 di storia medievale, 14 di storia della letteratura e filologia, 12 di storia sociale/del costume/delle donne, 7 di storia economica, 9 di storia politica/istituzionale, 50 di storia dell arte. (Volendole considerare invece che tematicamente, per nazionalità, si trova che nel 1998 gli italiani studiosi del Rinascimento sono stati 92 - cioè il 58,6% e gli stranieri 65, ossia il 41,4% e nel 1999 rispettivamente 105 gli italiani - 60,7% -e 68 gli stranieri - il 39,3%). Si tratta quindi di dati numerici piuttosto lontani da quelli rilevati da Francesca Klein nel 96 e proposti proprio in occasione della presentazione del progetto Map durante il convegno già ricordato Dalla carta alle reti: allora gli studiosi del Rinascimento erano il 21% dei frequentatori e addirittura il 52% degli stranieri e ancora più lontani dai numeri degli anni 70, quando l allora direttore prof. Pampaloni invocava come urgente la consultazione sostitutiva su microfilm per i fondi oggetto di più frequente richiesta per poterne preservare l integrità, Diplomatico, archivi della repubblica, Map e Mediceo (provvedimento che sarebbe stato preso inizialmente per il Map quasi vent anni dopo e successivamente per numerosi altri fondi archivistici). Un altro importante elemento per ricostruire le ricerche svolte in Sala di studio è costituito dalle richieste di consultazione dei fondi archivistici: per lo studio del Rinascimento nelle sue diverse articolazioni il Mediceo avanti il Principato è sicuramente una delle fonti privilegiate. Come si è detto da circa dieci anni consultabile solo su microfilm per esigenze di conservazione è stato visto nel 1998 da circa 27 studiosi che hanno richiesto 160 bobine, mentre lo scorso anno si è registrato un sensibile aumento: 60 studiosi e 452 bobine. In diversi casi inoltre si tratta di ricercatori che del MAP hanno consultato numerosi microfilm, cioè che hanno svolto una parte consistente, forse anche maggioritaria, della loro ricerca proprio su questo fondo archivistico. Disponiamo anche di dati relativi alle richieste di fotoriproduzioni del Map anche se purtroppo manca la possibilità di metterle a confronto con quelli relativi ad altri fondi: spesso, come è comprensibile, i nominativi coincidono perché chi ha consultato il fondo soprattutto se non residente a Firenze o frequentatore non assiduo della Sala di studio per motivi diversi ne ha anche richiesto delle riproduzioni per proseguire la ricerca a casa propria. Ora la possibilità di verificare la consultazione del MAP è cambiata: non abbiamo modo di quantificare l accesso ai documenti dai terminali dedicati in Sala di studio, perché si tratta di un accesso libero, senza formalità di registrazione o di richiesta, ma bisogna dire che questo tipo di consultazione non è più molto frequente da quando esiste la possibilità

6 di effettuarla sulla rete. Qui invece è richiesta all utente una registrazione, in base alla quale è possibile conoscere il numero degli accessi, e che ci fornisce già i primi dati,anche se per soli due mesi, che testimoniano un notevole, sempre crescente interesse. Ma i numeri non bastano a dar ragione del progetto Map. Al di là della consultazione più o meno intensa, dell interesse cioè degli studiosi nei confronti di questa fonte archivistica, è chiaro che la riproduzione digitale di un intero fondo archivistico costituisce una realizzazione importante, un banco di prova che l archivio di stato di Firenze non poteva non cogliere nella sua ricerca di soluzioni innovative da proporre ai suoi frequentatori, per un miglioramento dei servizi, per una migliore conservazione e valorizzazione della documentazione conservata. E in questa ottica il Mediceo avanti il Principato era veramente il fondo più adatto, direi quasi ideale, per le sue caratteristiche intrinseche archivistiche ma anche simboliche. Perché riallacciandomi alle considerazioni fatte sul legame Firenze - Rinascimento e per estensione Archivio di Stato di Firenze - Rinascimento direi che nel contesto della cultura mondiale questo legame è ancora fortemente consolidato e sentito con una immediatezza tale da conferirgli un valore simbolico. Per concludere, quali potranno essere le ripercussioni sulla nostra Sala di studio e sulla ricerca? Sicuramente l iniziativa ha colpito l attenzione di studiosi e anche di navigatori meno qualificati ma interessati più generalmente a siti culturali, come vediamo dalla rapida crescita delle iscrizioni. E presto per dire se la facilità di consultazione consentita dalla rete, svincolata da tutti quei limiti connaturati alla consultazione diretta, potrà incoraggiare una ripresa di studi. E chiaro comunque che se ripresa ci sarà, parallelamente crescerà anche la richiesta dei ricercatori di avere a disposizione in rete altre risorse. E il nostro Istituto si sta impegnando in questa direzione, per offrire una serie di strumenti che consentano - come dice Stefano Vitali - di soddisfare quell esigenza di moltiplicazione dei punti di partenza e di arrivo della ricerca: non informazioni decontestualizzate, offerte solo per essere pescate ma un sistema informativo integrato che consenta un percorso di navigazione complesso.

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