IL QUESTIONARIO osservazioni generali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL QUESTIONARIO osservazioni generali"

Transcript

1 IL QUESTIONARIO osservazioni generali

2 IL QUESTIONARIO È un strumento che raccoglie un insieme di stimoli (item o domande) e di risposte. Occorrono quindi scegliere : le modalità di formulazione delle domande la codifica delle alternative di risposta la struttura in cui le domande sono organizzate Tratteremo solo questionari strutturati

3 IL QUESTIONARIO Il questionario può contenere domande con risposte (domande chiuse) senza risposte (domande aperte) che vanno (fedelmente) registrate su supporto cartaceo o informatico

4 Gli attori e il loro ruolo 1. l'intervistato 2. l'intervistatore 3. lo staff

5 IL QUESTIONARIO: l intervistato In linea di massima si riconosce l esistenza di uno specifico processo mentale attivato da ogni domanda, l intervistato deve, nell'ordine: 1. fare attenzione e capire la domanda; 2. ricordare, recuperare le informazione necessarie; 3. costruire un opinione ; 4. Esprimere una risposta conseguente all opinione appena definita. Opinione che può tuttavia tradursi in una non risposta o una risposta non sincera

6 L intervistato deve 1. fare attenzione e capire la domanda Saremo noi a cercare l attenzione e la fiducia del rispondente, possibilmente controllando le sue emozioni all interno del percorso interno al questionario. In una situazione ottimale, in cui il la comunicazione e l'interpretazione del quesito sono efficaci, l'intervistato esprime: a) Curiosità e circospezione, all inizio b) Fiducia e attenzione, nella parte centrale c) Attenzione decrescente, nella parte finale d) Soddisfazione per i ringraziamenti, in chiusura

7 2. ricordare le informazione necessarie La ricostruzione cronologica è spesso fonte di errori, ed occorre comunque partire da eventi recenti, possibilmente ben ricordati, per poi risalire verso il passato sempre più remoto. Occorre cioè «ancorarsi» ad un ricordo certo. Ricostruire gli eventi vissuti nel corso della vita e collocarli correttamente nel tempo dipende dall emozione e dagli altri stimoli che questi eventi richiamano. In genere, gli eventi poco emozionanti sono mal collocati, spesso allontanati nel tempo e visti in modo confuso. Gli eventi importanti sono meglio ricordati, collocati con maggiore precisione, spesso avvicinati al momento attuale: il carico emotivo avvicina o allontana l evento con un effetto «telescopico».

8 3. costruire un opinione tale processo è assolutamente soggettivo e quindi lascia pochi margini di influenza all intervistatore che comunque non può e non deve influenzare questo processo 4. selezionare la risposta da un elenco di alternative collegate all opinione appena definita E evidente che l intervistato, deliberatamente, può non rispondere o rispondere in modo insincero, come d altra parte l intervistatore può pilotare i risultati calcando il tono della voce su domande particolari. Quindi all errore di misura, tipico dello strumento questionario, si associa l errore di non risposta (non campionario anch esso) ed anche quello di risposta non sincera (non campionario e non rilevabile)

9 il rilevatore / intervistatore Il rilevatore deve coordinare queste fasi 1. Presentazione 2. Istruzioni e raccomandazioni all intervistato 3. Inizio (decollo - domande introduttive) 4. Corpo del questionario (gestione della STRUTTURA) 5. Chiusura (arrivo - dati anagrafici del rispondente) 6. Ringraziamenti 7. Informazioni a cura del rilevatore

10 L INTERVISTATORE DEVE 1. Presentare Ottenuto il contatto corretto per l intervista l intervistatore presenta sé stesso (nome cognome), presenta il proprio ruolo all interno dell indagine presenta la struttura di ricerca cui appartiene presentazione l iniziativa: obbiettivi, ente di riferimento, garanzia di anonimato, uso e forma di elaborazione dei dati raccolti, e (talvolta) anche il committente Informa cioè su tutte le dimensioni della ricerca

11 2. Istruire e dare informazioni all intervistato, es: ora le farò alcune domande, potrà rispondere in questo modo, la prego di tenere conto che ecc ) In base alle Sue esperienze dell ultimo anno come utente di questa biblioteca, Le chiediamo cortesemente di indicare in quale grado le affermazioni elencate corrispondono alla realtà da Lei conosciuta. Se ritiene l affermazione sempre falsa indichi 1. Al contrario, se la ritiene sempre vera indichi 10. Se la sua posizione è meno netta indichi un voto intermedio, come per i voti scolastici. L unica cosa importante è che il voto assegnato rifletta realmente la Sua esperienza. Le chiediamo inoltre di riconsegnare la scheda come richiesto dagli operatori.

12 3. Iniziare intervista Quasi sempre l ordine nel porre le domande influenza i risultati. Solitamente le domande iniziali fissano uno sfondo, un contesto entro il quale l intervistato si chiede dove andrà a parare l intervista e quando appariranno le domande più importanti. L intervistato, a questo punto, se accetta l'intervista, comincia a svolgere il ruolo dell intervistato. Cioè il ruolo che crede più opportuno nel contesto appena delineato dalle domande e dalle premesse iniziali

13 3. Inizio intervista Iniziare con domande facili e stimolanti, per rompere il giaccio Eventuali domande colloquiali (anche aperte) all inizio avviano la discussione, entrano gradatamente nell argomento. Occorre infatti creare un clima favorevole al dialogo, in cui l'intervistato non si senta né imbarazzato né inadeguato. Al contrario, tenda a rilassarsi e ad abbassare le normali difese verso gli sconosciuti. Se questo accade, tutto il corso dell intervista ne risente in modo positivo. Le domande successive vanno poste in ordine crescente di difficoltà

14 Ovviamente siamo ben lontani dalla misura oggettiva di una certa proprietà quando chiediamo: La sua attuale collocazione politica è più a destra o a sinistra del mese scorso? Mentre siamo molto più vicini ad una rilevazione oggettiva chiedendo: Mi può dire cortesemente la sua data di nascita? Ragione per cui, come regola generale, nel questionario conviene sempre raccogliere evidenze il più possibile empiriche

15 4 corpo del questionario Dopo l esordio, si affrontano le questioni centrali. Prima i fatti e poi le opinioni: le seconde si ancorano ai primi Prima domande generali poi specifiche, con una cosiddetta sequenza a imbuto (salvo esigenze specifiche) Le domande discorsive sono di norma gradite dall'intervistato, ma assorbono molte risorse, con un ritorno informativo modesto. Conviene usarle moderatamente, cercando prima di avviare l intervistato alla conclusione della parte centrale del questionario. La consapevolezza che sì è superato il punto di mezzo, il sentire che il termine dell intervista non è lontano, ha un effetto positivo sull intervistato e può essere sottolineato con una domanda discorsiva

16 5 chiudere l intervista Per concludere, può cortesemente indicare: La sua età: [in anni compiuti] Il sesso: Lo stato civile: La sua attività principale: [1] m [2] f (da non chiedere se vis a vis) [1] cel/nub [2] con/a [3] sep/div [4]ved. [1]impr/dir /professionista [2] lav.in proprio/insegnante/quadro [3] impiegato [4] operaio [5] casalinga [6] studente [7] pensionato [8] altro

17 5 nella chiusura Generalmente le informazioni demografiche vanno poste alla fine: si ricordano bene e non creano problemi particolari, mentre ne potrebbero creare all inizio. Immaginate, se dopo la presentazione, si chiedesse età, titolo di studio, professione L intervistato potrebbe pensare che questi sono i veri dati importanti rispetto agli obbiettivi dell indagine appena presentata E se fosse una campagna acquisti per un movimento politico o una nuova religione? Potrebbe comunque maturare qualche diffidenza già al debutto dell intervista. Il che è assolutamente da evitare.

18 6 Ringraziamenti corti Occorre sempre gratificare l intervistato per la collaborazione che comunque è avvenuta quando si è arrivati al temine dell intervista. I ringraziamenti sono doverosi, sia brevi come in un questionario autocompilato o telefonico a su carta: Grazie per la collaborazione (dott. Pinco Pallo Responsabile della Biblioteca Comunale) a voce: Vuole indicare un suo suggerimento per migliorare il servizio?

19 6 Ringraziamenti lunghi Oppure possono essere domande rituali verbose, tese a gratificare l intervistato e ad ottenere informazioni sulla qualità delle informazioni raccolte Cosa pensa di questa ricerca? Ha osservazioni sulle domande che le sono state proposte? Ha qualcosa da suggerire? A suo avviso, alcuni argomenti sono stati ignorati o non approfonditi a sufficienza? Sono domande di congedo, servono a coinvolgere l intervistato nella valutazione del questionario e gli consentono di aggiungere commenti che ritiene pertinenti all indagine. Lasciare un immagine negativa o un intervistato insoddisfatto è una pessima politica, soprattutto in vista di future indagini.

20 A cura del rilevatore 7. A cura del rilevatore Si completano le informazioni del questionario e si contribuisce a definire la qualità delle risposte. Solitamente si rilevano: Caratteristiche del rispondente non previste nel questionario: stile di risposta, affinità con la popolazione obbiettivo Qualità delle risposte: disponibilità, comprensione, reticenza/disagio, interesse Ambiente sociale: caratteristiche dell area, dell abitazione, della vettura Cornice dell intervista: momento, luogo, durata, testimoni Informazioni sul rilevatore utili per valutare la sua performances:

21 Ricapitolando Il rilevatore deve coordinare queste fasi 1. Presentazione 2. Istruzioni e raccomandazioni all intervistato 3. Inizio (decollo domande introduttive) 4. Corpo del questionario (con relativa STRUTTURA) 5. Chiusura (arrivo - dati anagrafici del rispondente) 6. Ringraziamenti 7. Informazioni a cura del rilevatore

22 Lo staff deve: 1. IDEARE PROGETTO E OBBIETTIVI 2. PRIMA STESURA QUESTIONARIO 3. SPERIMENTAZIONE (pretest e indagine pilota) 4. DEBRIEFING E VERSIONI SUCCESSIVE 5. COMPLETAMENTO E ACCESSORI cartellini, vignette, scale particolari lettera di accompagnamento manuale per intervistatori e codificatori

23 PRIMA STESURA Va definita la struttura del questionario, ovvero le dimensioni o le aree di interesse (se le dimensioni non sono pertinenti, si distinguono comunque aree di interesse omogenee) la sequenza delle aree (si definisce la successione delle aree o delle dimensioni, con frasi di transizione nei passaggi tra una e l'altra) la sequenza degli item o domande (la loro successione entro l area, i percorsi con domande filtro) gli item o quesiti entro le aree (vanno specificate le alternative di risposta e le codifiche)

24 Sequenza delle domande Question Wording, ovvero effetto di condizionamento tra domande successive domande sensibili al contesto in cui sono collocate Sono situazioni presenti sia in questionari orientati ad uno specifico concetto latente (es. Qualità della vita) sia in questionari esplorativi su atteggiamenti e personalità dell intervistato

25 Sequenza delle domande Question Wording, ovvero effetto di condizionamento tra domande successive domande sensibili al contesto in cui sono collocate In generale, la sequenza delle domande è influente? In particolare, la risposta precedente influenza quella attuale? Alcune domande sono presentate troppo presto o troppo tardi per sviluppare il giusto interesse? Le domande principali riceveranno sufficiente attenzione? Lo vedremo più avanti in riferimento alle domande delicate

26 Sequenza delle domande ESEMPIO In un indagine su atteggiamenti svolta negli Stati Uniti venne posta una domanda sull aborto: Pensa che dovrebbe essere possibile per una donna incinta ottenere un aborto legale se è sposata e non desidera altri figli? (58,4% SI e 41,6% NO) La stessa identica domanda venne successivamente inserita in una seconda indagine, ma dopo un altra domanda più specifica sullo stesso argomento. Cioè: Pensa che dovrebbe essere possibile per una donna incinta ottenere un aborto legale se esiste la forte possibilità di una grave malformazione nel nascituro? Pensa che dovrebbe essere possibile per una donna incinta ottenere un aborto legale se è sposata e non desidera altri figli? (40,3% SI e 59,7% NO)

27 Sequenza delle domande Pur non essendo indicato esplicitamente, nel secondo caso molti rispondenti hanno escluso dalla domanda generale l eventualità della malformazione Quindi, per le restanti modalità si sono complessivamente dichiarati non favorevoli all aborto

28 La durata dell'intervista Alcuni limiti massimi indicativi, entro i quali si presume accettabile la qualità dell informazione raccolta Intervista diretta: entro un ora Intervista telefonica: entro mezz ora Intervista con questionario postale: entro 2 pagine A4 (4 facciate), escluse lettera di presentazione e altri allegati

29 La durata dell'intervista La sopportazione dipende 1. dall interesse dell intervistato 2. dal processo di comunicazione che si stabilisce con il rilevatore

30 LA REGOLA PRINCIPALE Costruire un questionario più corto possibile!

31 LA REGOLA PRINCIPALE Meglio poche informazioni affidabili che molte e confuse

32 Ricapitolando Lo staff deve svolgere le seguenti fasi nel cotruire un questionario: 1. ideazione dei contenuti e progettazione 2. prima stesura 3. sperimentazione (pretest e indagine pilota) 4. debriefing e versioni successive 5. completamento e accessori

33 Ricapitolando: Il rilevatore deve coordinare: 1. Presentazione 2. Istruzioni e raccomandazioni all intervistato 3. Inizio (decollo domande introduttive) 4. Corpo del questionario (con relativa struttura) 5. Chiusura (arrivo - dati anagrafici del rispondente) 6. Ringraziamenti 7. A cura del rilevatore

34 Ricapitolando L intervistato deve 1. fare attenzione e capire la domanda 2. ricordare le informazione necessarie 3. costruire un opinione; 4. selezionare la risposta da un elenco collegandola all opinione definita

35 I grafi e il questionario La teoria dei grafi studia le proprietà delle relazioni binarie. L oggetto base della teoria è il cosiddetto grafo, cioè una coppia di insiemi (N, A) N = {v 1,..., v n } è contiene elementi detti nodi A = {e 1,..., e m } N N è un sottoinsieme di coppie ordinate di nodi dette archi.

36 Grafo orientato N = {v 1,..., v 6 } e A = {e 1,..., e 9 } I nodi sono rappresentati con cerchi mentre gli archi sono frecce che partono dal primo nodo della coppia e terminano nel secondo nodo.

37 Il grafo di percorrenza È una rappresentazione dei flussi che intercorrono tra domande del questionario Orientamento verticale (dall alto in basso) Sviluppo verticale (diramazione laterale e verticale per ogni nuova area tematica filtrata ) Esiste un unico quesito iniziale e uno finale Assenza di circuiti (non è possibile tornare a quesiti già percorsi) Se tagliato in corrispondenza di domande filtro, il subgrafo è ancora un grafo di percorrenza

38 Il grafo di percorrenza

39 Il grafo di percorrenza

40 Il grafo di percorrenza Il grafo precedente sottintende l esistenza di una domanda filtro, dove partono tre percorsi alternativi. la domanda filtro si impiega per distinguere sottocampioni oggettivamente differenti: prima di laurearsi quale diploma di maturità aveva? oppure una diversa percezione soggettiva: è in grado di dirci la sua opinione verso la pena di morte? In questionari complessi, i filtri possono generare percorsi inverosimili e aree del questionario indeterminate

41 Misure della struttura del questionario Fabbris (Università di Padova), sottolinea come gli indicatori della struttura possano essere: 1. LA DIMENSIONE, cioè la lunghezza del questionario 2. LA COMPLESSITÀ, cioè l articolazione dei percorsi 3. L EQUILIBRIO dei percorsi

42 Dimensione Dipende dal numero di quesiti ed è misurato attraverso i percorsi reali, effettivamente compiuti dai rispondenti all interno del questionario 1. Numero di domande nel percorso di massima lunghezza 2. Numero di domande nel percorso di minima lunghezza 3. Numero medio di domande nei percorsi. I pesi sono dati dalle frequenze dei percorsi (es: questionario per l indagine sulle forze di lavoro ISTAT è di 109 domande, ma gli intervistati rispondono in media a 57, in funzione dei percorsi a cui accedono con diversa frequenza) 4. Numero mediano di domande nei percorsi Numero che sta al centro della distribuzione ordinata dei percorsi secondo le domande contenute

43 Complessità Dipende dal numero dei percorsi alternativi, indipendentemente dalle frequenze reali di percorrenza e può essere misurata da due punti di vista 1. numero dei percorsi alternativi: in questo modo non si considerano le diverse percorrenze effettive, cioè le probabilità o frequenze di percorrenza 2. variabilità delle frequenze di percorrenza dei diversi percorsi: se una gran parte dei percorsi non sono scelti, il questionario è teoricamente complesso ma praticamente è semplice. Un indice appropriato per valutare questo secondo aspetto è la varianza tra le frequenze dei percorsi: misura il grado di variabilità nella scelta dei percorsi indipendentemente dalla loro lunghezza e dal loro numero, ma in funzione della variabilità delle scelte di percorrenza. Se tale varianza è nulla, tutti i percorsi sono ugualmente scelti Una struttura complessa comporta maggiori errori di percorso, ma potenzialmente offre una migliore aderenza alla realtà oggetto di studio

44 L Equilibrio dipende dalla variabilità tra lunghezze dei percorsi, quindi possiamo misurarlo con 1. varianza della lunghezza dei percorsi rispetto alla lunghezza media. Un questionario con alta varianza si dice squilibrato: alcuni percorsi sono molti brevi altri molto lunghi 2. scarto medio assoluto attorno alla lunghezza mediana Il rischio che ha un percorso di essere scelto intenzionalmente è tanto maggiore quanto più è breve: Solitamente i percorsi più lunghi, con il maggior numero di domande, hanno una minor successo. Tale rischio si concretizza soprattutto nei questionari auto compilati, ma anche talvolta nelle interviste dirette in cui l intervistato intuisce lo sviluppo del questionario

45 Controllo e bilanciamento Ispezionando il grafo di percorrenza si può Controllare la codifica di tutte le domande Verificare la correttezza dei rinvii delle domande filtro Valutare la dimensione e quindi l impegno richiesto per la compilazione nei vari percorsi Valutare la complessità (alternative possibili) del questionario Controllare l equilibrio dei percorsi di compilazione Dimensione (n. quesiti) e complessità (n. percorsi) non sono componenti correlati

46 LA REGOLA PRINCIPALE I percorsi aumentano con le domande filtro

47 Dove nasce il grafo di percorrenza Il grafo di percorrenza può essere fatto direttamente e immediatamente, se il questionario è semplice. Per questionari complessi, soprattutto in fase di progettazione, non possiamo disegnare immediatamente il grafo di percorrenza, poiché occorre una visione chiara, quasi definitiva del problema. È necessario ricorrere ad un precedente tipo di grafo, da cui eventualmente far discendere quello di percorrenza. Occorre un modello concettuale: ENTITA'/RELAZIONE (E/R)

48 Il modello concettuale E/R Oggetti omogenei nella realtà di interesse Collegamento logico, azioni, tra le entità Caratteristica di una entità o di una relazione Legame gerarchico tra entità (padre e figlie)

49 Il modello concettuale E/R La progettazione di un'indagine parte da uno schema concettuale inizialmente semplice. Ad esempio l indagine ISTAT sulla condizione abitativa in Italia. Prima formulazione: Entità: famiglia e abitazione Relazione: famiglia abita in abitazione Attributi: numero componenti epoca costruz., superficie, indirizzo È indispensabile che i concetti siano definiti senza ambiguità: cosa si intende per famiglia e abitazione cosa significa abitare cosa significa essere componente di una famiglia quali valori può assumere l'epoca di costruzione

50 Il modello concettuale E/R Formulazione successiva:

51 Il modello concettuale E/R Formulazione successiva:

52 Albero delle aree È possibile ricorrere ad una più generica rappresentazione grafica, intermedia tra lo schema concettuale e il questionario, con l intenzione di individuare aree omogenee (riferite alla stessa area informativa) L'albero delle aree consente di identificare il generico percorso di compilazione, verificando rapidamente: l indipendenza di compilazione tra aree se alcune aree possono essere mutualmente esclusive o tra loro condizionate

53 E per finire anche il diagramma di flusso sulla rilevazione ISTAT delle forze di lavoro Questo diagramma serve più che altro al rilevatore in fase di addestramento e come supporto guida per svolgere l intervista

Maurizio Vichi Sapienza Università di Roma

Maurizio Vichi Sapienza Università di Roma Percorsi didattici, interdisciplinari ed innovativi per la Statistica Maurizio Vichi Sapienza Università di Roma Presidente Federazione Europea delle Società Nazionali di Statistica Scuola Estiva di Matematica

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

6. Le ricerche di marketing

6. Le ricerche di marketing Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 6. Le ricerche di marketing Prof. Fabio Forlani Urbino, 29/III/2011

Dettagli

Linee guida metodologiche per rilevazioni statistiche

Linee guida metodologiche per rilevazioni statistiche Linee guida metodologiche per rilevazioni statistiche Nozioni metodologiche di base e pratiche consigliate per rilevazioni statistiche dirette o basate su fonti amministrative Marco Fortini Istituto Nazionale

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

Progettazione di un DB....in breve

Progettazione di un DB....in breve Progettazione di un DB...in breve Cosa significa progettare un DB Definirne struttura,caratteristiche e contenuto. Per farlo è opportuno seguire delle metodologie che permettono di ottenere prodotti di

Dettagli

Seconda Prova di Ricerca Operativa. Cognome Nome Numero Matricola A 1/12 A 2/12

Seconda Prova di Ricerca Operativa. Cognome Nome Numero Matricola A 1/12 A 2/12 A / A / Seconda Prova di Ricerca Operativa Cognome Nome Numero Matricola Nota: LA RISOLUZIONE CORRETTA DEGLI ESERCIZI CONTRADDISTINTI DA UN ASTERISCO È CONDIZIONE NECESSARIA PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLA

Dettagli

Informatica Industriale Modello funzionale: Informazione Progettazione concettuale

Informatica Industriale Modello funzionale: Informazione Progettazione concettuale DIIGA - Università Politecnica delle Marche A.A. 2006/2007 Informatica Industriale Modello funzionale: Informazione Progettazione concettuale Luca Spalazzi spalazzi@diiga.univpm.it www.diiga.univpm.it/~spalazzi/

Dettagli

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale SERVIZIO SANITARIO REGIONALE BASILICATA Azienda Sanitaria Locale di Potenza INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP Relazione Generale A cura degli Uffici URP

Dettagli

UN CASO CONCRETO DI VALUTAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE

UN CASO CONCRETO DI VALUTAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE Tratto dal corso Ifoa UN CASO CONCRETO DI VALUTAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE Recentemente, si sono sviluppati numerosi modelli finalizzati a valutare e a controllare il livello di soddisfazione

Dettagli

Quando A e B coincidono una coppia ordinata é determinata anche dalla loro posizione.

Quando A e B coincidono una coppia ordinata é determinata anche dalla loro posizione. Grafi ed Alberi Pag. /26 Grafi ed Alberi In questo capitolo richiameremo i principali concetti di due ADT che ricorreranno puntualmente nel corso della nostra trattazione: i grafi e gli alberi. Naturale

Dettagli

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE

LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Dicembre 2007 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 3 La

Dettagli

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA

G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Maggio 2012 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 15

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

STORIA CLASSI I E II

STORIA CLASSI I E II STORIA CLASSI I E II INDICATORE N 1 Descrittori di /livelli di comportamento Organizzazione delle informazioni. Riordinare graficamente e/o verbalmente i fatti vissuti e narrati, riconoscendo relazioni

Dettagli

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE

INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE Ricerca condotta dall Ufficio della Consigliera di Parità sul personale part time dell Ente (luglio dicembre 007) INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA

Dettagli

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche:

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche: Italiano Lingua Seconda 1 biennio FWI, SGYM, SP raguardi di sviluppo delle competenze al termine dell anno scolastico. L alunno / L alunna sa comprendere gli elementi principali di un discorso chiaro in

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr AUTOVALUTAZIONE D ISTITUTO Report Progetto ERGO VALUTO SUM PON Valutazione e miglioramento (Codice 1-3-FSE-2009-3) Anno Scolastico 2012-2013 Relatore

Dettagli

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Progettazione di Database

Progettazione di Database Progettazione di Database Progettazione Concettuale: strutturazione della realtà che si vuole rappresentare secondo uno schema concettuale Dallo schema concettuale si ricava lo schema del database relazionale

Dettagli

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI dell Ambiente del 6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI In questo capitolo esporremo i risultati che ci sembrano di maggior interesse tra quelli emersi dall elaborazione dei dati restituitici dagli

Dettagli

DAL PROBLEMA AL PROGRAMMA

DAL PROBLEMA AL PROGRAMMA 1. I PROBLEMI E LA LORO SOLUZIONE DAL PROBLEMA AL PROGRAMMA L'uomo, per affrontare gli innumerevoli problemi postigli dallo sviluppo della civiltà, si è avvalso della scienza e della tecnica, i cui destini

Dettagli

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti

Ufficio Scolastico Regionale per l Abruzzo. Rapporto dal Questionari Studenti Rapporto dal Questionari Studenti SCUOLA xxxxxxxxx Anno Scolastico 2014/15 Le Aree Indagate Il questionario studenti ha lo scopo di indagare alcuni aspetti considerati rilevanti per assicurare il benessere

Dettagli

[moduli operativi di formazione] Ascolto attivo. Tecniche e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione con gli altri.

[moduli operativi di formazione] Ascolto attivo. Tecniche e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione con gli altri. [moduli operativi di formazione] Ascolto attivo Tecniche e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione con gli altri. ASCOLTO ATTIVO Ogni giorno, passiamo il 49% del nostro tempo ascoltando. Ascoltiamo

Dettagli

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola

Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia

Dettagli

CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura

CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta

Dettagli

Come è fatto un giornale?

Come è fatto un giornale? Come è fatto un giornale? 1. Com'è fatto un giornale? 2. Per iniziare o la testata è il titolo del giornale. o le manchette (manichette) sono dei box pubblicitari che le stanno al lato 3. La prima pagina

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

Prova sul campo. Primavera 2014. OECD Organisation for Economic Cooperation and Development. Ministero della Pubblica Istruzione

Prova sul campo. Primavera 2014. OECD Organisation for Economic Cooperation and Development. Ministero della Pubblica Istruzione Ministero della Pubblica Istruzione Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione OECD Organisation for Economic Cooperation and Development Prova sul campo

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica Università degli Studi di Parma Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica A.A. 2007-08 CORSO DI INGEGNERIA DEL SOFTWARE Prof. Giulio Destri http://www.areasp.com (C) 2007 AreaSP for

Dettagli

UML: Class Diagram. Ing. Orazio Tomarchio Orazio.Tomarchio@diit.unict.it

UML: Class Diagram. Ing. Orazio Tomarchio Orazio.Tomarchio@diit.unict.it UML: Class Diagram Ing. Orazio Tomarchio Orazio.Tomarchio@diit.unict.it Dipartimento di Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni Università di Catania Class Diagram Forniscono una vista strutturale

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

Introduzione ad Access

Introduzione ad Access Introduzione ad Access Luca Bortolussi Dipartimento di Matematica e Informatica Università degli studi di Trieste Access E un programma di gestione di database (DBMS) Access offre: un supporto transazionale

Dettagli

Elementi di Statistica

Elementi di Statistica Elementi di Statistica Contenuti Contenuti di Statistica nel corso di Data Base Elementi di statistica descrittiva: media, moda, mediana, indici di dispersione Introduzione alle variabili casuali e alle

Dettagli

Alberi binari. Ilaria Castelli castelli@dii.unisi.it A.A. 2009/2010. Università degli Studi di Siena Dipartimento di Ingegneria dell Informazione

Alberi binari. Ilaria Castelli castelli@dii.unisi.it A.A. 2009/2010. Università degli Studi di Siena Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Alberi binari Ilaria Castelli castelli@dii.unisi.it Università degli Studi di Siena Dipartimento di Ingegneria dell Informazione A.A. 2009/2010 I. Castelli Alberi binari, A.A. 2009/2010 1/20 Alberi binari

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

QUICK GUIDE ESAMI DI STATO

QUICK GUIDE ESAMI DI STATO QUICK GUIDE ESAMI DI STATO Le operazioni da eseguire sono semplici e lineari, ma è opportuno ricordarne la corretta sequenza nella quale vanno eseguite. Flusso delle operazioni da eseguire: 1. Inserimento

Dettagli

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ Cognome Nome: Data: P a g i n a 2 MODALITA DI CONDUZIONE DELL INTERVISTA La rilevazione delle attività dichiarate dall intervistato/a in merito alla professione dell assistente

Dettagli

INTRODUZIONE AL RAPPORTO TRA PEG E PDO

INTRODUZIONE AL RAPPORTO TRA PEG E PDO INTRODUZIONE AL RAPPORTO TRA PEG E PDO Generalmente il piano dettagliato degli obiettivi (art. 108 e 197 del Tuel) coincide con la c.d. parte descrittiva del Peg, cioè quella parte che individua gli obiettivi

Dettagli

Principi base per un buon CV. La struttura del Curriculum

Principi base per un buon CV. La struttura del Curriculum Principi base per un buon CV Il curriculum vitae è il resoconto della vostra vita professionale, e può essere il vostro rappresentante più fedele, a patto che sia fatto bene. Concentratevi sui punti essenziali

Dettagli

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE un indagine demoscopica svolta da Astra Ricerche per Telefono Amico Italia con il contributo di Nokia Qui di seguito vengono presentati i principali risultati

Dettagli

Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 3 - Pag. 1 = 1

Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 3 - Pag. 1 = 1 Diaz - Appunti di Statistica - AA 2001/2002 - edizione 29/11/01 Cap. 3 - Pag. 1 Capitolo 3. L'analisi della varianza. Il problema dei confronti multipli. La soluzione drastica di Bonferroni ed il test

Dettagli

I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro. Divergenze e convergenze con genitori e imprese

I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro. Divergenze e convergenze con genitori e imprese I Giovani italiani e la visione disincantata del Lavoro EXECUTIVE SUMMARY 2 Executive Summary La ricerca si è proposta di indagare il tema del rapporto Giovani e Lavoro raccogliendo il punto di vista di

Dettagli

" CI SON DUE COCCODRILLI... "

 CI SON DUE COCCODRILLI... PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2014-2015 " CI SON DUE COCCODRILLI... " Le attività in ordine all'insegnamento della religione cattolica, per coloro che se ne avvalgono, offrono

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

Process and Outcome Evaluation. Gabriele Tomei Bologna 26/02/2015

Process and Outcome Evaluation. Gabriele Tomei Bologna 26/02/2015 Process and Outcome Evaluation Gabriele Tomei Bologna 26/02/2015 Il gioco del croquet Alice pensava che in vita sua non aveva mai veduto un terreno più curioso per giocare il croquet; era tutto a solchi

Dettagli

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire

Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire 12 Notizie generali sul Resilience Process Questionnaire Il modello teorico di riferimento Oltre ai modelli descritti da Fergus e Zimmerman (2005) esiste un quarto approccio che, partendo dall approccio

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

Relazione sul data warehouse e sul data mining

Relazione sul data warehouse e sul data mining Relazione sul data warehouse e sul data mining INTRODUZIONE Inquadrando il sistema informativo aziendale automatizzato come costituito dall insieme delle risorse messe a disposizione della tecnologia,

Dettagli

GUIDA RAPIDA emagister-agora Edizione BASIC

GUIDA RAPIDA emagister-agora Edizione BASIC GUIDA RAPIDA emagister-agora Edizione BASIC Introduzione a emagister-agora Interfaccia di emagister-agora Configurazione dell offerta didattica Richieste d informazioni Gestione delle richieste d informazioni

Dettagli

CORSO ALLIEVO ALLENATORE

CORSO ALLIEVO ALLENATORE CORSO ALLIEVO ALLENATORE GUIDA DIDATTICA 2013 1. Introduzione La presente guida vuole essere uno strumento a disposizione del Formatore del Corso Allievo Allenatore. In particolare fornisce informazioni

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

Piergiorgio Corbetta METODOLOGIA E TECNICHE DELLA RICERCA SOCIALE

Piergiorgio Corbetta METODOLOGIA E TECNICHE DELLA RICERCA SOCIALE Piergiorgio Corbetta METODOLOGIA E TECNICHE DELLA RICERCA SOCIALE LA LOGICA DELLA RICERCA SOCIALE 2 I PARADIGMI DELLA RICERCA SOCIALE Kuhn e i paradigmi delle scienze La parola paradigma è stata utilizzata

Dettagli

QUESTIONARIO DI GRADIMENTO PERCORSO FORMATIVO SISTEMI DI MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

QUESTIONARIO DI GRADIMENTO PERCORSO FORMATIVO SISTEMI DI MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE QUESTIONARIO DI GRADIMENTO PERCORSO FORMATIVO SISTEMI DI MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE Gentili colleghi, il presente questionario ha lo scopo di raccogliere le vostre percezioni relativamente

Dettagli

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE - Matematica - Griglie di valutazione Materia: Matematica Obiettivi disciplinari Gli obiettivi indicati si riferiscono all intero percorso della classe quarta

Dettagli

GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI

GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI INGRESSO Si mostra sereno Ricerca gli altri bambini Porta gli oggetti a scuola SERVIZI IGIENICI Ha il controllo sfinterico

Dettagli

Prospettive di collaborazione: dall anagrafe agli authority file

Prospettive di collaborazione: dall anagrafe agli authority file Prospettive di collaborazione: dall anagrafe agli authority file di Marco Paoli Eccellenze, autorità, colleghi bibliotecari, già con la firma dell Intesa fra CEI e MiBAC (18 aprile 2000) relativa alla

Dettagli

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita di Francesca Battisti Come gestiamo le nostre emozioni? Assistiamo ad esse passivamente o le ignoriamo? Le incoraggiamo o le sopprimiamo? Ogni cultura

Dettagli

Rapporto di indagine con interviste ai volontari delle associazioni partecipanti a Riguardiamoci il Cuore 2011

Rapporto di indagine con interviste ai volontari delle associazioni partecipanti a Riguardiamoci il Cuore 2011 Rapporto di indagine con interviste ai volontari delle associazioni partecipanti a Riguardiamoci il Cuore 2011 Presentazione Si presenta l indagine qualitativa, effettuata con interviste, nel mese di luglio

Dettagli

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale

Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale Manifesto IFLA Per la Biblioteca Multiculturale La biblioteca multiculturale Porta di accesso a una società di culture diverse in dialogo Tutti viviamo in una società sempre più eterogenea. Nel mondo vi

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

La fattoria delle quattro operazioni

La fattoria delle quattro operazioni IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

La disponibilità di tecnologie informatiche per favorire l apprendimento scolastico

La disponibilità di tecnologie informatiche per favorire l apprendimento scolastico Quando è opportuno proporre agli alunni con DSA l uso di tecnologie compensative? Ricerche e proposte italiane Quando è opportuno proporre agli alunni con DSA l uso di tecnologie compensative? Flavio Fogarolo

Dettagli

COMUNE DI SAN SPERATE Provincia di Cagliari Cap. 09026 UFFICIO SERVIZI SOCIALI P.I. CULTURA SPORT

COMUNE DI SAN SPERATE Provincia di Cagliari Cap. 09026 UFFICIO SERVIZI SOCIALI P.I. CULTURA SPORT COMUNE DI SAN SPERATE Provincia di Cagliari Cap. 9 UFFICIO SERVIZI SOCIALI P.I. CULTURA SPORT Prot. del.. QUESTIONARIO SU GRADO DI SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI RELAZIONE Nell anno il Comune di San Sperate

Dettagli

RAPPORTO FINALE Azione N. 2 - Corso on line divers@mente realizzato da: Voglio Vivere Onlus

RAPPORTO FINALE Azione N. 2 - Corso on line divers@mente realizzato da: Voglio Vivere Onlus ABC L alfabeto della solidarietà per educare alla pace e allo sviluppo nella nuova Europa Unita ONG-ED/2003/065-352/IT RAPPORTO FINALE Azione N. 2 - Corso on line divers@mente realizzato da: Voglio Vivere

Dettagli

Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014

Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE. Versione 1.0 24 Giugno 2014 Processi di business sovra-regionali relativi ai sistemi regionali di FSE Versione 1.0 24 Giugno 2014 1 Indice Indice... 2 Indice delle figure... 3 Indice delle tabelle... 4 Obiettivi del documento...

Dettagli

Abitudini e stili di vita della paziente donna giovane

Abitudini e stili di vita della paziente donna giovane POpolazione Sieropositiva ITaliana Abitudini e stili di vita della paziente donna giovane Survey realizzata da In collaborazione con Con il supporto non condizionato di 3 METODOLOGIA Progetto POSIT POpolazione

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

PREMESSA. Perché il CUG ha deciso di effettuare una indagine conoscitiva sul benessere organizzativo?

PREMESSA. Perché il CUG ha deciso di effettuare una indagine conoscitiva sul benessere organizzativo? PREMESSA Cos è il benessere organizzativo? Negli ultimi anni la P.A. ha preso in considerazione, almeno in teoria, la dimensione del benessere organizzativo dei propri dipendenti, in quanto il miglioramento

Dettagli

Prosegue il percorso di riflessione

Prosegue il percorso di riflessione strategie WEB MARKETING. Strategie di Customer Journey per la creazione di valore Il viaggio del consumatore in rete Come le aziende possono calarsi nell esperienza multicanale del cliente per costruire

Dettagli

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo SOMMARIO Perché i progetti di Welfare falliscono? Falsi miti e azioni concrete per un welfare di successo

Dettagli

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Il buon nome - Chiavi di risposta e classificazione degli item Item Risposta corretta Ambito di valutazione Processi

Dettagli

MA NDO VAI... ROMANI IN MOVIMENTO TRA CRISI ECONOMICA E MODELLI ALTERNATIVI

MA NDO VAI... ROMANI IN MOVIMENTO TRA CRISI ECONOMICA E MODELLI ALTERNATIVI MA NDO VAI... ROMANI IN MOVIMENTO TRA CRISI ECONOMICA E MODELLI ALTERNATIVI In questa fermata Audimob, l analisi dei dati si sofferma sui comportamenti in mobilità dei romani e dei residenti nei comuni

Dettagli

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Maggio 2015 Scusi presidente, ma il commercio equo e solidale è profit o non profit? La

Dettagli

Accuratezza di uno strumento

Accuratezza di uno strumento Accuratezza di uno strumento Come abbiamo già accennato la volta scora, il risultato della misurazione di una grandezza fisica, qualsiasi sia lo strumento utilizzato, non è mai un valore numerico X univocamente

Dettagli

Criteri per la definizione e valutazione di un nuovo prodotto Aspetti di base ed elementi di discussione a cura di Michele Tamma

Criteri per la definizione e valutazione di un nuovo prodotto Aspetti di base ed elementi di discussione a cura di Michele Tamma Criteri per la definizione e valutazione di un nuovo prodotto Aspetti di base ed elementi di discussione a cura di Michele Tamma Aprile 2005 Definire un nuovo prodotto: Metterne a fuoco il concept, ovvero

Dettagli

La distribuzione Normale. La distribuzione Normale

La distribuzione Normale. La distribuzione Normale La Distribuzione Normale o Gaussiana è la distribuzione più importante ed utilizzata in tutta la statistica La curva delle frequenze della distribuzione Normale ha una forma caratteristica, simile ad una

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

Un differente punto di vista

Un differente punto di vista A Different Point of View Un differente punto di vista by Serge Kahili King Traduzione a cura di Josaya http://www.josaya.com/ Come sappiamo dal primo principio Huna, (IL MONDO E' COME TU PENSI CHE SIA

Dettagli

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE Progetto di formazione Questo progetto si articola in due diversi interventi: - un corso/laboratorio per

Dettagli

Programmazione Generale. Matematica e Complementi. Classi: 2 Biennio Quarta. Istituto Tecnico Tecnologico Basilio Focaccia Salerno

Programmazione Generale. Matematica e Complementi. Classi: 2 Biennio Quarta. Istituto Tecnico Tecnologico Basilio Focaccia Salerno Istituto Tecnico Tecnologico Basilio Focaccia Salerno Programmazione Generale Matematica e Complementi Classi: 2 Biennio Quarta I Docenti della Disciplina Salerno, lì 12 settembre 2014 Finalità della Disciplina

Dettagli

LA MOLTIPLICAZIONE IN PRIMA ELEMENTARE

LA MOLTIPLICAZIONE IN PRIMA ELEMENTARE LA MOLTIPLICAZIONE IN PRIMA ELEMENTARE E bene presentarla confrontando tra loro varie tecniche: addizione ripetuta; prodotto combinatorio (schieramenti). Rispetto a quest'ultima tecnica, grande utilità

Dettagli