Tecnica Bancaria (Cagliari )

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1 Tecnica Bancaria (Cagliari ) prof. Fabrizio Crespi

2 Seconda Parte Aspetti gestionali: scelte organizzative e distributive, il bilancio della banca, la gestione dei rischi 2

3 Argomenti Le diverse tipologie di banking Crescita e modelli organizzativi La politica distributiva Le strategie di internazionalizzazione La gestione dell attivo e del passivo 3

4 Le diverse tipologie di banking 4

5 Il commercial banking Si tratta, in sostanza, dell attività tradizionale della banca, cioè quella di raccolta di depositi (da qui anche il nome di banche di deposito) e di impiego di denaro (in passato prevalentemente a breve termine) Storicamente, infatti, le banche commerciali erano impegnate per lo più nello sconto di crediti commerciali (da qui il nome commercial banking), diversamente dagli istituti di credito specializzati, che fornivano invece credito a medio lungo termine all industria L attività di sconto di credito commerciale fu in alcuni casi un allargamento dell attiva di commercianti all ingrosso, che si trasformarono così in banchieri Accanto all attività di raccolta di depositi, le banche commerciali svilupparono fin dalla loro origine strumenti di pagamento alternativi alla moneta che potessero favorire l attività commerciale, artigianale e anche industriale 5

6 Il commercial banking Nell ambito del concetto di commercial banking, si possono peraltro annoverare le esperienze storiche di intermediazione finanziaria svolte da particolari istituti e derivanti da specifiche spinte socio-culturali e cioè: Banche di credito cooperativo Banche popolari Monti di pietà Casse di risparmio 6

7 E importante segnalare che l attività bancaria si riferisce ad aree d affari distinte per quanto riguarda sia la segmentazione della clientela, sia la modalità di scambio prevalente. Tale distinzione ha implicazioni notevoli sul piano organizzativo e gestionale Tradizionalmente la banca si è dedicata e si dedica ad attività di retail banking mediante processi produttivi industrializzati e standardizzati, canali distributivi diretti e capillari, e con modalità di scambio orientate alle transazioni Si tratta infatti di produrre e offrire strumenti e servizi di tipo standardizzato ed elementare, con valore aggiunto unitario relativamente basso, di dimensione media piuttosto contenuta, con criteri di efficienza basati prevalentemente sull attuazione di processi ripetitivi a elevato contenuto tecnologico 7

8 Nel momento presente, e in prospettiva, le banche, specie quelle più grandi, tendono a dedicare attenzione maggiore anche alle attività di private banking e di corporate banking, le quali presentano caratteristiche del tutto diverse dal retail banking. Si tratta infatti di strumenti e servizi complessi e integrati, messi a punto secondo un criterio di personalizzazione rispetto al bisogno specifico del cliente, di dimensione unitaria non piccola, con valore aggiunto unitario elevato, negoziati all interno di una relazione di clientela duratura e consolidata (relationship banking) con profili di qualità (performance) elevati 8

9 Private banking Con il termine private banking si intende identificare l insieme dei prodotti e dei servizi che l intermediario finanziario offre per il soddisfacimento dei bisogni emergenti dalla gestione finanziaria della clientela privata (cioè essenzialmente persone fisiche individuali e famiglie) appartenenti a categorie di reddito e/o ricchezza finanziaria superiori alla media Al concetto di private banking corrisponde un preciso modo di essere e di fare banca : il contenuto del servizio offerto è elevato, l offerta di prodotto/servizio è personalizzata, cioè focalizzata alla specificità della situazione finanziaria del cliente, la relazione di scambio è orientata a produrre con continuità le migliori soluzioni dei problemi finanziari del cliente (nelle diverse aree: incasso/pagamento, investimento, finanziamento, assicurazioneprevidenza) secondo una visione integrata e unitaria della sua gestione finanziaria 9

10 Il Private Banking: definizione e caratteristiche Una attività di produzione e distribuzione di servizi di gestione, amministrazione e consulenza a favore di grandi patrimoni Grandi Patrimoni Elementi chiave Produzione e distribuzione di servizi 10

11 La struttura dell offerta Diverse soluzioni organizzative Le banche universali e la creazione di private banking units Le scelte di nicchia Le reti di promotori finanziari? I consulenti indipendenti? 11

12 Corporate banking La logica sottostante il concetto di corporate banking è analoga a quella vista per il private banking Il riferimento è però alla clientela costituita da imprese di dimensioni non piccole (in relazione anche alla dimensione della banca), e dotate di forma societaria (corporate) Quindi il corporate banking costituisce un area di affari molto complessa ed estesa, in cui il modello di offerta dell intermediario aggrega continuamente e con mutevole composizione prodotti elementari per consentire un efficiente ed efficace gestione della finanza ordinaria e straordinaria dell impresa (gestione della tesoreria, delle attività finanziarie, della struttura di indebitamento, delle operazioni sul capitale proprio, delle emissioni, dei rischi e così via) 12

13 Investment banking Collegato al concetto di corporate banking (ma non ad esso esattamente assimilabile) è poi da annoverare l area dell investment banking Il termine investment banking, di derivazione americana, racchiude infatti una serie molto ampia di servizi offerti alle imprese di dimensioni elevate (ma anche alla clientela privata e ad altri intermediari finanziari) connessi essenzialmente all intermediazione sul mercato mobiliare Le principali e tipiche attività di investment banking sono le seguenti: 13

14 Investment banking Primary market making (origination, underwriting e distribution) Secondary market making (attività di broker, attività di dealer/market maker, consulenza) Consulenza in operazioni di M&A, LBO, MBO ecc.. Financial engineering A queste attività si aggiungono, anche se non strettamente di investment banking, attività quali merchant banking, venture capital, private equity, asset management ecc 14

15 Le banche che svolgono attività di investment banking Investment banks americane (non ne rimangono molte dopo la crisi!!!) quali Goldman Sachs, JPMorgan ecc.. Il ritorno del Glass-Steagal Act??? In Europa alcune grandi banche inglesi, francesi, svizzere e tedesche In Italia essenzialmente i due grandi player (Unicredit ed Intesa), Mediobanca, alcuni ex istituti di credito specializzati, alcune boutique (Banca Leonardo) 15

16 Primary market making A firm generally cannot approach financial markets on its own. Investment banks help the firm to prepare registration requirements, and they provide the credibility a firm may need to induce investors to buy its stock Investment banks provide their advice on the valuation of the company and the pricing of the new issue Lead investment bank creates the underwriting syndicate (how does it works?) 16

17 Issuing corporation Advisor Investment Fund IB Lead manager IB Underwriters IB IB IB B B B B B B Sellers Underpricing phenomenon 17

18 Crescita e modelli organizzativi 18

19 I modelli organizzativi: prime osservazioni Come può crescere una banca??? Attraverso aumento della produzione o attraverso diversificazione della produzione Per via interna: aumento della capacità produttiva e apertura di nuove strutture produttive/distributive Per via esterna: fusioni/acquisizioni di partecipazioni di controllo, joint ventures, accordi commerciali 19

20 La crescita interna/esterna: pro & contro INTERNA: flessibilità decisionale vs lentezza nel conquistare quote di mercato ESTERNA: Crescita rapida ma problematiche sul fronte dell integrazione/organizzazione Non c è una soluzione ottima! 20

21 Grande banca o piccola banca? Nel sistema bancario italiano (e in generale in tutti i sistemi bancari) convivono intermediari bancari aventi dimensioni significative totalmente differenti La grande banca è caratterizzata da: Responsabilità di politica economica e rapporti privilegiati con le autorità di vigilanza (too big too fail) Controllo dei rischi (minori rischi di liquidità e credito), operatività con la clientela istituzionale e corporate di grandi dimensioni, operatività a livello internazionale Economie di scale e scopo? Tutte da provare 21

22 Grande banca o piccola banca? La banca piccola, d altra parte, si avvantaggia soprattutto della conoscenza del territorio in cui opera (possesso di soft information) e di un maggiore orientamento (almeno teorico) al relationship banking. Il concetto di localismo bancario, tuttavia, non è semplicemente schematizzabile nell idea di un rapporto privilegiato tra banca locale di piccole dimensioni e clientela retail/pmi Anche la banca grande, infatti, sta cercando di recuperare contatto con il territorio attraverso la rivisitazione di soluzioni organizzative e di marketing 22

23 I processi di crescita nel sistema bancario italiano: cosa è successo finora? Crescita, sia per linee interne ed esterne, favorita dalla liberalizzazione e privatizzazione del sistema Predominanza delle aggregazioni in ambito domestico e all interno della stessa categoria di banche (ad esempio B.Popolare con B. Popolare) Acquisizioni/fusioni di banche piccole in difficoltà da parte di banche più grandi e creazione di pochi big players Prevalenza del modello istituzionale del gruppo Internazionalizzazione e aggregazione con il settore assicurativo 23

24 Il modello organizzativo delle banche Fino a fine anni 80 la scelta del modello organizzativo non era stato un problema per le banche operanti in Italia A seguito del processo di armonizzazione europeo e dell introduzione delle attività ammesse al mutuo riconoscimento si inizia a discutere su quale sia il modello di banca appropriato per affrontare la globalizzazione dei mercati Inizialmente la legge Amato-Carli 1990 aveva spinto per il modello del gruppo polifunzionale, mentre il successivo Testo Unico Bancario sembrò indirizzare verso la Banca Universale 24

25 La banca universale Banca che può operare sia in breve che in medio/lungo termine ed è in grado di offrire gamma completa di prodotti e servizi finanziari. E quindi caratterizzata da: Estesa attività creditizia Operatività in titoli ampia Partecipazione al capitale di rischio delle imprese non finanziarie Organizzazione in forma divisionale (si internalizzano attività che potrebbero essere svolte da società esterne) Di grandi dimensioni Di matrice tedesca? Si, ma da non confondersi con il concetto di HAUSBANK 25

26 La banca universale Assicurazioni Direzione SGR Area Crediti Leasing Factoring Area finanza 26

27 Vantaggi della banca universale Economie di costo dal punto di vista informativo per effetto esercizio congiunto attività creditizia e finanziaria Potenziale maggior orientamento alla relazione con la clientela e più approfondito grado di conoscenza Economie di scala e di scopo superiori all aumentare delle dimensioni e possibilità strategie di cross subsidizing Superamento potenziali conflitti fra direzione unitaria della capogruppo e autonomia decisionale degli organi delle società partecipate Ma anche diverse criticità tra cui: Possibili conflitti di interesse: insider trading fra raccolta diretta e indiretta o fra negoziazione per conto proprio e di terzi Difficoltà organizzative ed elevati costi di integrazione 27

28 Il modello del gruppo polifunzionale Sistema di società specializzate in determinati servizi finanziari, governate da un a capogruppo, che esercita anche funzioni di pianificazione strategica tra tutte le società del gruppo. La banca assume partecipazioni in un istituto di credito speciale, in una società di leasing in una società di factoring, in una SIM, in una società di gestione fondi, in un assicurazione.. Tramite questa rete di partecipazioni in società specializzate (ognuna fa solo un certo tipo di attività) il gruppo polifunzionale riesce a costituire un polo di offerta ampio e diversificato di servizi finanziari 28

29 Il gruppo polifunzionale BANCA ICS Assicurazione Società di leasing SGR Società di factoring SIM 29

30 Vantaggi e svantaggi del gruppo Vantaggio (?) del gruppo rispetto alla banca universale: Economie da specializzazione Maggiore facilità nell acquisire risorse finanziarie e nel creare accordi e alleanze Possibilità di tagliare i rami secchi?? In realtà vi è segregazione dei rischi ma permane responsabilità della capogruppo Maggiore flessibilità operativa Svantaggi del gruppo rispetto alla banca universale: Organizzazione burocratica Potenziale minore efficienza del modello del gruppo rispetto a quello della banca universale Problemi di unicità strategica Costi di trasferimento, di coordinamento e di integrazione 30

31 Banca specializzata e network BS = può offrire tutto ciò che vuole in base a normativa ma si specializza su prodotti/servizi specifici, canali distributivi, clientela, zona geografica. La specializzazione, quindi, è oggi una pura scelta strategica dei vertici della banca, non una scelta imposta da Network = consorzio a cui si può aderire anche senza partecipazioni reciproche in cui si creano progetti comuni per diverse banche 31

32 La politica distributiva 32

33 Le funzioni del processo distributivo Nel processo produttivo della banca riveste un ruolo sostanziale il momento distributivo: in quanto azienda di servizi, in effetti, la banca eroga i propri prodotti (cioè servizi) proprio nel momento in cui li distribuisce. Detto in altri termini, la banca non può produrre per il magazzino Il momento distributivo attiene al contatto preliminare tra banca e cliente (attuale o potenziale), all eventuale vendita del servizio bancario, e allo svolgimento delle attività di supporto (commerciali o operative) necessarie alla fruizione dei servizi 33

34 La scelta dei canali distributivi dipende da: Segmentazione del mercato attuale e potenziale Identificazione dei servizi da offrire Analisi della concorrenza Individuazione dei vincoli di bilancio e compatibilità delle scelte distributive con la rete distributiva esistente 34

35 La selezione dei canali deve tener conto anche di: Potenzialità commerciali e operative dei singoli canali Costi di investimento e di gestione Flessibilità organizzativa Possibilità di coordinamento e di integrazione con il resto della struttura (occorre evitare fenomeni di cannibalizzazione tra canali distributivi) 35

36 La multicanalità Sportelli Atms Reti di promotori Negozi finanziari Phone banking Internet banking Televisione Banca tradizionale Banca innovativa 36

37 Lo sportello bancario Consente di percepire gli stimoli provenienti dalla domanda Elevate potenzialità commerciali e di post vendita Elevate potenzialità promozionali Necessità di creare cultura di mercato nel personale Necessità di investimenti in tecnologie (migliorare livelli di efficienza ed efficacia, comprimere i costi di gestione) L importanza del lay out di sportello Problema nella quantificazione delle potenzialità del mercato di insediamento Elevati costi di investimento e di gestione (possibili barriere all uscita) Utilità per distribuzione servizi banali e complessi 37

38 Le alternative disponibili Lo sportello multifunzionale. Punti critici Orario di apertura Prossimità Scarsa rapidità di esecuzione delle operazioni Limitate competenze tecnico-finanziarie degli addetti Lo sportello specializzato Lo sportello specializzato per segmento clientela Lo sportello leggero Lo sportello specializzato per tipologia di servizi 38

39 I promotori finanziari Ampiezza della gamma di servizi più ristretta Accessibilità elevata Elevata qualità del rapporto consulenziale (?) Abilità di mantenere sviluppare i rapporti di clientela Capacità di approfondimento dei rapporti di clientela Graduale trasformazione del ruolo: da venditori di servizi del risparmio gestito a consulenti finanziari Variabilizzazione dei costi di distribuzione Veicolo promozionale e informativo Utilità per distribuzione servizi con grado di complessità medio alto Tipologie di segmenti di clientela serviti 39

40 Il phone banking Capacità informativa elevata Potenzialità dispositive medie, legate all ampiezza della gamma di servizi fruibili ed alle applicazioni tecnologiche Elevato grado di accessibilità Qualità del supporto consulenziale medio-bassa Bassa capacità di approfondire le relazioni di clientela Necessità di investimenti tecnologici Limitate capacità promozionali 40

41 Internet banking E-banking e e-trading Elevata capacità informativa e dispositiva (correlata alla gamma di servizi fruibile) Elevata prossimità con il cliente Investimenti tecnologici elevati Possibilità di approfondimento della relazione di clientela elevate (clickstream analysis) Potenzialità promozionali elevate Segmenti di clientela serviti: nicchie di mercato Problematiche di fidelizzazione 41

42 Crisi della banca tradizionale: la fine degli sportelli e il popolo dei «debanked» 42

43 Cosa sta succedendo nel mondo? Negli USA Nel 2011 Internet ha sorpassato la televisione e i giornali come primaria fonte di informazione per la Y-Gen. Nel 2011 il tempo speso giornalmente utilizzando le apps su mobile phone ha superato il tempo speso a navigare su PC Circa il 25% delle famiglie americane ha un accesso minimale o nullo ai servizi finanziari, mentre la percentuale di adozione di mobile phones è del 103% e 76% quella di internet 43

44 Cosa sta succedendo nel mondo? In Cina Ci sono più di 950 milioni di possessori di mobile (3 volte gli USA) e tasso di crescita è di circa 20% annuo Ci sono più di 500 milioni di utilizzatori di Internet (il doppio rispetto agli USA) Tre trilioni di messaggi inviati nel

45 Il processo di diffusione delle nuove tecnologie «Penso che ci sia un mercato mondiale per forse 5 computer» Thomas Watson, IBM Chairman, 1943 Il tasso di diffusione è la velocità a cui una nuova idea passa da un consumatore all altro. Il tasso di adozione è un concetto similare ma ha a che fare, anche, con il processo psicologico che un individuo compie 45

46 Il processo di diffusione delle nuove tecnologie 80 Tasso di adozione delle nuove tecnologie negli ultimi 100 anni 0 Aereo 68 anni Telefono 50 anni Radio 38 anni TV 22 anni PC 14 anni Internet 7 anni Ipod 3 anni 46

47 Il processo di diffusione delle nuove tecnologie Il caso Apple 22 anni per vendere 55 milioni di Macs 5 anni per vendere 55 milioni di Ipods 3 anni per vendere 55 milioni di Iphones

48 I risvolti della tecnologia sulla psicologia del cliente Ho il controllo Sono più informato Posso risparmiare denaro Posso chiudere contratti più favorevoli Posso ottenere soluzioni di migliore qualità 48

49 L impatto dei «social media» «In crowd we trust» Nel 2011, Kristen Christian, la proprietaria di una galleria d arte a Los Angeles, dichiarò di essere insoddisfatta delle «ridicole commissioni e del misero servizio al cliente» di Bank of America Organizzò quindi un evento su Facebook dal nome «Bank Transfer Day», invitando i suoi amici a chiudere i propri conti correnti presso le grandi banche e a trasferire il loro denaro su banche locali In circa un mese e mezzo la Credit Union National Association registro un incremento di $4.4 billioni di nuovi depositi 49

50 Le 4 fasi della «distruzione» del comportamento Fase 1 Fase 2 Fase 3 Fase 4 Internet e social media Tablet e apps Mobile wallet Ognuno è una Controllo e scelta Sempre e ovunque Cardless e cashless banca 50

51 Un mondo senza «cash» L uso delle carte di debito e delle carte di credito sta sempre di più sostituendo gli assegni e l utilizzo di contanti In UK il 43% dei pagamenti è fatto attraverso carte di debito, e il 23% con carte di credito, Gli assegni pesano solo per il 2%. In Australia, dal 2007 al 2010 i pagamenti in cash presso esercizi commerciali retail sono diminuiti dal 40% al 30% Negli USA si stima che dal 2010 al 2015 l utilizzo di contante diminuirà del 17% Mobile payments e mobile wallets sono ormai una realtà 51

52 Un mondo senza «cash» 52

53 Un mondo senza «cash» Conseguenze. Viene meno la necessità della «fisicità» della banca Non vi è più esigenza di una interazione fisica per molte operazioni standard Sportelli e ATM perdono gran parte del loro senso di esistere Da Unbanked. (60% del pianeta).a debanked! Il telefono diventerà il conto corrente del futuro 53

54 L utilizzo dei canali distributivi Previsioni 2016 Sportello: 1-2 volte all anno Call center: 5-10 volte al mese Tablet: 7-10 volte al mese Bancomat: 3-5 volte al mese Mobile: volte al mese 54

55 Moneta elettronica e Imel (Italia) Per moneta elettronica, si intende il valore monetario memorizzato elettronicamente, inclusa la memorizzazione magnetica, rappresentato da un credito nei confronti dell emittente che sia emesso per effettuare operazioni di pagamento e che sia accettato da persone fisiche e giuridiche diverse dall emittente. A dicembre 2012 gli strumenti in circolazione erano pari a (nominativi) e (anonimi) tutti su supporto fisico (carta). Rispetto all anno precedente si segnala un incremento del 31% degli strumenti nominativi e del 40% di quelli anonimi. Dati ABI 55

56 Moneta elettronica e Imel (Italia) Operazioni di pagamento Per quanto riguarda il numero dei pagamenti effettuati, in Italia e all estero, con moneta elettronica, nell intero esercizio 2012 quelli effettuati direttamente presso esercizi commerciali [inclusi i pagamenti eseguiti a distanza attraverso la comunicazione (per posta, per telefono, ecc.) del numero identificativo dello strumento, con esclusione dei pagamenti effettuati su rete aperta (Internet)] sono stati pari a 60 milioni. Quelli effettuati su rete [pagamenti eseguiti su rete aperta (Internet) finalizzati all acquisto di beni e servizi] erano pari (nello stesso periodo) a 25,9 milioni. L ammontare transato si attesta, nel primo caso su 6,2 miliardi di euro e nel secondo caso su 1,8 miliardi di euro. Rispetto al 2011 si rileva un incremento del 43% delle operazioni presso esercizi commerciali e del 39% delle operazioni su rete. Dati ABI 56

57 Bonifici e addebiti (Italia) Nel 2012 il 72,1% dei bonifici sono stati disposti con modalità automatizzate (ATM, Telefono, Internet. Questi ultimi sono cresciuti del 10%). Gli addebiti eseguiti su conti a fronte di disposizioni di incasso impartite dal beneficiario, sulla base di preautorizzazione rilasciata dal cliente debitore (standardizzate e non) e inclusi anche gli addebiti originati da disposizioni provenienti dall estero, ammontavano nel 2012 a 557 miliardi di euro di cui il 36,9% a fronte di disposizioni preautorizzate. Dati ABI 57

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60 Ma possono essere salvati gli sportelli?? Chiusura massiccia degli sportelli è ormai un fenomeno tipico di tutti i paesi sviluppati (in UK si stima che siano stati chiusi sportelli negli ultimi 20 anni) Occorre allora chiedersi cosa spinge (o spingerà) ancora un cliente ad andare ad uno sportello?? Ho bisogno di un luogo fisico per depositare denaro Ho bisogno di consulenza su prodotti che non comprendo pienamente Ho un problema che non riesco a risolvere tramite altri canali Inoltre aspetto psicologico 60

61 Ma possono essere salvati gli sportelli?? Cosa fare allora?? Branch design Flagship brand store: entrare in uno sportello diventa una «esperienza» emotiva (si fa shopping) Innovazione tecnologica: digital walls, surface technology, customer recognition 61

62 Nuove forme di sportello Che Banca! Ing Umpqua Bank 62

63 Ma possono essere salvati gli sportelli?? Cosa fare allora?? Pop up branches: sportelli non permanenti, smontabili e piazzabili in diversi contesti 63

64 I nuovi players e il crowdfunding 64

65 Le 5 forze di Porter 65

66 I fenomeni in atto Aumento della concorrenza interna al settore Aumento della concorrenza proveniente dall esterno del settore Riduzione delle barriere all entrata dovute a sviluppo di nuove tecnologie e ad apertura dei mercati Prodotti sostitutivi 66

67 Alcuni nomi nuovi 67

68 Il crowdfunding: di cosa si tratta Il crowdfunding (letteralmente finanziamento dal popolo/dal basso) è una nuova frontiera nell ambito della finanza. In generale è un processo di finanziamento di un particolare progetto che coinvolge un numero elevato di microfinanziatori. Lo strumento maggiormente utilizzato per questa fattispecie di finanziamenti è il canale web, che ovviamente facilita la raccolta da migliaia di persone anche di poche decine di euro. Il crowdfunding trae le sue origini dalla necessità di finanziare iniziative di varia natura quali ad esempio tragedie umanitarie, progetti musicali o campagne elettorali. 68

69 Strategie di internazionalizzazione 69

70 Internazionalizzazione Definizione del concetto di internazionalizzazione: in entrata in uscita con prodotti in valuta su clienti 70

71 Internazionalizzazione Evoluzione storica della attività delle banche italiane all estero In epoca remota: i Bardi e i Peruzzi, Lombard Street. In epoca moderna I Fase ( ) = seguono imprese e migrazione. Filiali ed uffici di rappresentanza II Fase ( ) = anche atv finanziarie, joint ventures per andare nei paesi emergenti III Fase ( ) = inversione di rotta per crisi grandi debitori, consolidamento su piazze maggiori IV Fase ( ) = integrazione europea, innovazione tecnologica V fase ( ) = espansione dei grandi gruppi bancari specialmente nell est europa 71

72 Teorie dell internazionalizzazione Riprendono teorie derivanti dall industria Da dove deriva vantaggio competitivo per andare all estero? Esogeno = banca sfrutta differenziale favorevole fra caratteristiche del mercato di origine e quello di insediamento Endogeno = deriva da caratteristiche della singola banca Due obiettivi possibili = difendersi o attaccare 72

73 Modalità di espansione all estero: indiretta Rapporti di corrispondenza = apro conto su banca estera per agevolare transazioni con cliente (conti nostri/conti loro) Accordi una tantum = cioè per singole operazioni Joint ventures = creo società apposita per realizzare una collaborazione su scala internazionale Consorzi bancari = istituzione bancaria dotata di autonomia patrimoniale e giuridica Franchising = una banca cede segni distintivi 73

74 Modalità di espansione all estero: diretta Uffici di rappresentanza No operatività perché non effettua raccolta; contatta nuova clientela e svolge attività promozionale; controlla efficienza banche corrispondenti; indaga su aziende legate; esamina possibilità di sbocco, esamina possibilità di M&A per imprese clienti Filiali Dipendenza priva di autonomia giuridica diretta da banca. Mano lunga della sede centrale, ma comunque più autonoma di filiali nazionali; sviluppa in loco un circuito finanziario raccolta/impiego. Raccoglie prevalentemente all ingrosso 74

75 Modalità di espansione all estero: diretta Sussidiarie o Affiliate = cioè partecipazioni all estero (più o meno di 50%); compro quota di mercato, ma potrei poi avere difficoltà ad integrarla; ha una sua struttura che devo plasmare. 75

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