ALGEBRA I: SOLUZIONI QUINTA ESERCITAZIONE 9 maggio 2011
|
|
|
- Arturo Romeo
- 8 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 ALGEBRA I: SOLUZIONI QUINTA ESERCITAZIONE 9 maggio 2011 Esercizio 1. Usando l algoritmo euclideo delle divisioni successive, calcolare massimo comune divisore e identità di Bézout per le seguenti coppie in Z[i]: (5 + 2i, 3 i), (7 + i, 9 + 7i), (5 + 4i, 3 + 4i). Soluzione. i) Calcoliamo le norme complesse dei due interi di Gauss e dividiamo quello di norma maggiore per quello di norma minore. Poiché dividiamo 5 + 2i per 3 i in C: N(5 + 2i) = = 29 e N(3 i) = = 10, 5 + 2i 3 i = (5 + 2i)(3 + i) 10 = i. Pertanto l intero di Gauss che meglio approssima il numero complesso 5+2i 3 i divisione euclidea di 5 + 2i per 3 i in Z[i] è 1, vale a dire è 1 + i e il resto della 5 + 2i = (3 i)(1 + i) + 1 : segue in particolare che MCD(5 + 2i, 3 i) = 1 e che 1 = 5 + 2i (3 i)(1 + i) è l identità di Bézout. ii) Calcolando le norme complesse otteniamo N(7 + i) = = 50 e N(9 + 7i) = = 130, dividiamo dunque 9 + 7i per 7 + i in C: 9 + 7i 7 + i = (9 + 7i)(7 i) 50 = i. Pertanto il quoziente della divisione euclidea di 9 + 7i per 7 + i in Z[i] è 1 + i e otteniamo 9 + 7i = (7 + i)(1 + i) + 3 i. Passiamo alla divisione successiva, vale a dire dividiamo 7 + i per 3 i. Effettuando la divisione in C otteniamo 7 + i (7 + i)(3 + i) = = 2 + i. 3 i 10 Pertanto 7 + i è divisibile per 3 i in Z[i] ed otteniamo MCD(9 + 7i, 7 + i) = 3 i, mentre l identità di Bézout è fornita dalla prima divisione: iii) Calcolando le norme complesse otteniamo 3 i = (9 + 7i) (1 + i)(7 + i). N(5 + 4i) = = 41 e N(3 + 4i) = = 25, dividiamo dunque 5 + 4i per 3 + 4i in C: 5 + 4i (5 + 4i)(3 4i) = = i i. Pertanto otteniamo che il risultato della divisione euclidea di 5 + 4i per 3 + 4i in Z[i] è 5 + 4i = (3 + 4i) + 2. Dividiamo ora 3 + 4i per 2. Effettuando la divisione in C otteniamo 3 + 4i 2 = i, 1
2 pertanto il risultato della divisione euclidea di 3 + 4i per 2 in Z[i] è 3 + 4i = 2(1 + 2i) + 1. Dunque MCD(9 + 7i, 7 + i) = 1 e risalendo nelle divisioni successive otteniamo l identità di Bézout 1 = (2 + 2i)(3 + 4i) (1 + 2i)(5 + 4i). Esercizio 2. Se z = a + bi Z[i], si denoti N(z) = a 2 + b 2 la sua norma complessa. i) Mostrare che z è invertibile se e solo se N(z) = 1. ii) Mostrare che se N(z) è un numero primo, allora z è irriducibile. Mostrare con un controesempio che il viceversa è falso. Soluzione. i) Sia z Z[i] un elemento invertibile: dall uguaglianza N(z)N(z 1 ) = N(zz 1 ) = 1 segue che N(z) è un intero positivo invertibile, vale a dire deve essere N(z) = 1. Viceversa, sia z Z[i] di norma 1. Detto z = a + bi, dalla definizione della norma otteniamo a 2 + b 2 = 1: pertanto uno tra a e b è nullo, mentre l altro è uguale a 1 o 1. Pertanto z è uno dei seguenti interi di Gauss, i quali sono tutti invertibili: 1, 1, i, i. ii) Sia z Z[i] tale che N(z) è un numero primo e supponiamo che z = z 1 z 2 con z 1, z 2 Z[i]. Passando alle norme, otteniamo l uguaglianza N(z) = N(z 1 )N(z 2 ). Poiché N(z) è un numero primo, uno tra N(z 1 ) e N(z 2 ) deve essere 1: dal punto i) otteniamo allora che uno tra z 1 e z 2 è invertibile. Pertanto z non ammette fattorizzazioni non banali ed è irriducibile. Per mostrare che il viceversa non vale, si consideri 3 Z[i] e mostriamo che è irriducibile. Siano z 1, z 2 Z[i] tali che 3 = z 1 z 2 : allora considerando le norme otteniamo N(z 1 )N(z 2 ) = 9. Se la fattorizzazione non è banale, deve neccessariamente essere N(z 1 ) = N(z 2 ) = 3: infatti altrimenti uno dei due fattori avrebbe norma 1 e sarebbe invertibile per il punto i). Per concludere che 3 è irriducibile, basta osservare che non esistono coppie di interi positivi a, b tali che 3 = a 2 +b 2. D altra parte N(3) = 9 non è un numero primo, ed abbiamo mostrato che l irriducibilità di un intero di Gauss non implica l irriducibilità della sua norma. Esercizio 3. Siano m, n due numeri interi. i) Mostrare che m divide n in Z se e solo se m divide n in Z[i]. ii) Mostrare che il massimo comune divisore di m e n in Z coincide con il loro massimo comune divisore in Z[i]. Soluzione. i) Il fatto che la divisibilità in Z implica quella in Z[i] segue immediatamente dal fatto che Z è un sottoanello di Z[i]. Supponiamo viceversa che m divide n in Z[i] e sia a + bi il quoziente della divisione. Dunque n = m(a + bi) = ma + mbi e otteniamo mb = 0. Pertanto uno tra m e b è nullo, e in entrambi casi il risultato segue. ii) Facciamo prima di tutto una considerazione di carattere generale. Lemma. Sia A un dominio a ideali principali e siano a, b, d A. Allora d = MCD(a, b) se e solo valgono le seguenti proprietà: D1) d divide a e d divide b (vale a dire d è un divisore comune); D2) Esistono h, k A tali che d = ha + kb (vale a dire esiste un identità di Bézout). Dimostrazione. Supponiamo che d soddisfa D1) e D2) e sia c un divisore comune di a e b. Allora c divide ogni elemento della forma xa + yb con x, y A: in particolare dunque c divide d. Viceversa, MCD(a, b) soddisfa D1) e D2): infatti esso è il generatore dell ideale (a, b) generato da a e b, dunque esiste un identità di Bézout. 2
3 Osservazione Si osservi che se A è un dominio a fattorizzazione unica che non è a ideali principali (questo è il caso p.e. se A = Z[x] o A = k[x, y], dove k è un campo), allora il massimo comune divisore di due elementi è sempre ben definito ed unico a meno di invertibili, ma in generale non soddisfa la condizione D2): in effetti, il massimo comune divsore di a, b soddisfa D2) se e solo se l ideale (a, b) è principale. Ad esempio in Z[x] l ideale (2, x) non è principale e MCD(2, x) = 1, mentre in k[x, y] l ideale (x, y) non è principale e MCD(x, y) = 1: in entrambi questi casi, non esistono identità di Bézout per il massimo comune divisore della data coppia di elementi. Usando il lemma precedente, per concludere l esercizio è sufficiente osservare che, se d è il massimo comune divisore di m e n in Z, allora d divide n e m in Z ed esiste un identità di Bézout a coefficienti interi. In particolare, d divide n e m in Z[i] ed esiste un identità di Bézout in Z[i], pertanto d coincide con il massimo comune divisore di m e n come interi di Gauss. Osservazione Più in generale, una dimostrazione identica prova che se A è un dominio a ideali principali e se B A è un sottoanello che è a sua volta un dominio a ideali principali, allora il massimo comune divisore in B coincide con la restrizione del massimo comune divisore in A. Esercizio 4. Sia Z[ 3] il sottoanello del campo dei numeri complessi definito da Z[ 3] = {a + b 3 : a, b Z}. Se z = a + b 3, si denoti N(z) = a 2 + 3b 2 la sua norma complessa. i) Dimostrare che un elemento z Z[ 3] è invertibile se e solo se N(z) = 1. ii) Dimostrare che 2 e sono elementi irriducibili. iii) Usando l uguaglianza 4 = 2 2 = (1 + 3)(1 3) dimostrare che 2 e non sono elementi primi. iv) Dedurre che Z[ 3] non è un dominio a ideali principali. Soluzione. i) Come nel punto i) dell Esercizio 2 si mostra che se z Z[ 3] è invertibile allora vale N(z) = 1. Viceversa, se a, b sono numeri interi tali che N(a + b 3) = 1, allora da a 2 + 3b 2 = 1 si ricava che a = 1, b = 0 oppure a = 1, b = 0. D altra parte 1 e 1 sono entrambi invertibili in Z[ 3], dunque segue i). ii) Sia 2 = z 1 z 2 una fattorizzazione non banale di 2 in Z[ 3]. Passando alle norme si ottiene N(z 1 )N(z 2 ) = 4: per il punto i), il fatto che la fattorizzazione non è banale implica allora N(z 1 ) = N(z 2 ) = 2. Ragionando come al punto i) è facile vedere che Z[ 3] non contiene elementi di norma 2, segue pertanto che 2 è irriducibile. Analogamente si mostra che è irriducibile. iii) Consideriamo l uguaglianza 4 = 2 2 = (1 + 3)(1 3) : per dedurre che 2 non è primo, è sufficiente mostrare che 2 non divide né né 1 3. Supponiamo ad esempio = 2z per qualche z Z[ 3]. Poiché N(2) = N(1 + 3) = 4, passando alle norme otteniamo che deve necessariamente essere N(z) = 1. D altra parte, come mostrato nel punto i), gli unici elementi di norma 1 in Z[ 3] sono 1 e 1, e pertanto otterremmo = 2 oppure = 2, che è assurdo: pertanto 2 Z[ 3] è un elemento irriducibile ma non primo. Con ragionamento analogo si mostra che anche e 1 3 sono irriducibili ma non primi. iv) Poiché in un dominio a ideali principali ogni elemento irriducibile è primo, il punto iii) mostra che Z[ 3] non è un dominio a ideali principali. Equivalentemente, l uguaglianza 4 = 2 2 = (1 + 3)(1 3) mostra che in Z[ 3] esistono fattorizazzioni non equivalenti, vale a dire che Z[ 3] non è un dominio a fattorizzazione unica. 3
4 Esercizio 5. Si denoti F 2 = Z/(2) il campo con due elementi e si consideri il polinomio x 3 + x + 1 F 2 [x]. Mostare che l anello quoziente F 2 [x]/(x 3 + x + 1) è un campo. Soluzione. Si osservi che il polinomio p(x) = x 3 + x + 1 non possiede radici in F 2 :infatti p(0) = p(1) = 1. Questo implica che p(x) è irriducibile. Se infatti p(x) = q 1 (x)q 2 (x) fosse una fattorizzazione non banale, allora sarebbe deg(q 1 ) + deg(q 2 ) = deg(p), con deg(q 1 ) > 0 e deg(q 2 ) > 0: dunque uno tra q 1 (x) e q 2 (x) avrebbe grado 1, e p(x) avrebbe una radice in F 2. La proiezione al quoziente F 2 [x] F 2 [x]/(x 3 + x + 1) induce una corrispondenza biunivoca tra gli ideali di F 2 [x]/(x 3 + x + 1) gli ideali di F 2 [x] che contengono (x 3 + x + 1). D altra parte, poiché x 3 + x + 1 è irriducibile, esso genera un ideale massimale in F 2 [x]: pertanto gli unici ideali che lo contengono sono quelli banali (x 3 +x+1) e F 2 [x]. Questo mostra che F 2 [x]/(x 3 +x+1) non possiede ideali non banali, dunque è un campo. Osservazione. La stessa dimostrazione mostra più in generale che se k è un campo e p k[x] è un polinomio irriducibile, allora il quoziente k[x]/(p) è un campo. Esercizio 6. Una serie formale a coefficienti in un campo k è una somma formale i=1 a ix i, dove x è un indeterminata e dove a i k per ogni i 0. Si denoti con k[[x]] l insieme delle serie formali a coefficienti in k, dotato della struttura di anello con le seguenti operazioni (che estendono quelle definite tra polinomi): a i x i + b i x i = (a i + b i )x i, i=0 i=0 i=0 ( ) ( ) ( i a i x i b i x i = a j b i j )x i. i=0 i=0 i=0 j=0 Data una serie formale non nulla a(x) = a i x i, si definisca la sua norma euclidea come (a) = min{i 0 : a i 0}. i) Mostare che un elemento non nullo a(x) k[[x]] è invertibile se e solo se (a) = 0. ii) Mostrare che, dati a(x), b(x) k[[x]] non nulli, allora (ab) = (a) + (b). iii) Mostrare che, dati a(x), b(x) k[[x]] non nulli, allora a divide b se e solo se (a) (b). iv) Dedurre che k[[x]] è un dominio euclideo. Soluzione. i) Sia a i x i k[[x]] con a 0 0, mostriamo che una tale serie è invertibile. Equivalentemente, vogliamo definire una seconda serie b i x i tale che ( ) ( ) a i x i b i x i = 1. i=1 Dalla definizione del prodotto in k[[x]], otteniamo il seguente sistema infinito di equazioni: a 0 b 0 = 1 a 0 b 1 + a 1 b 0 = 0 a 0 b 2 + a 1 b 1 + a 2 b 0 = 0 i k=1 a kb i k = 0 Pertanto possiamo definire ricorsivamente la serie inversa b i x i come segue: b 0 = 1 a 0 b 1 = a1b0 a 0 b 2 = a1b1+a2b0 a 0 i=1 i 1 k=1 a kb i k a 0 b i = 4
5 ii) Poniamo a(x) = a i x i e b(x) = b i x i. Se a(x)b(x) = c i x i, allora dalla definizione del prodotto in k[[x]] otteniamo c i = 0 per ogni i < (a) + (b). In effetti se j < (a) allora a j = 0, mentre se (a) j < (b) allora i j < (b) e b i j = 0: pertanto c i = i a j b i j = 0 j=0 e (ab) (a) + (b). D altra parte similmente si mostra c (a)+ (b) = a (a) b (b), dunque (ab) = (a) + (b). iii) Poniamo a(x) = a i x i e b(x) = b i x i. Se (b) < (a), allora segue dal punto ii) che a(x) non può dividere b(x). Supponiamo dunque (b) (a) e, sfruttando il punto i), mostriamo che a(x) divide b(x). Poniamo d = (a) e mettiamo in evidenza il termine x d in a(x) e b(x): dunque a(x) = x d a 0 (x) e b(x) = x d b 0 (x), dove a 0 (x), b 0 (x) k[[x]]. Dalla definizione di d otteniamo che (a ) = 0: il punto i) implica allora che a 0 (x) ammette inverso in k[[x]]. Pertanto possiamo scrivere b(x) = x d b (x) = x d b (x)a 1 0 (x)a 0(x) = ( b (x)a 1 0 (x))( x d a 0 (x) ) = c(x)a(x), dove c(x) k[[x]] è la serie formale definita da c(x) = b (x)a 1 0 (x): quindi a(x) divide b(x). iv) Dal punto ii) segue che l applicazione : k[[x]] {0} N soddisfa la disuguaglianza (a) (ab). Dati a(x), b(x) k[[x]], definiamo il quoziente q(x) e il resto r(x) della divisione di a(x) per b(x) come segue: q(x) = { a(x)/b(x) se (b) (a) 0 se (b) > (a) { 0 se (b) (a) r(x) = a(x) se (b) > (a) dove, se (b) (a), con a(x)/b(x) indichiamo il risultato della divisione di a(x) per b(x) (che è ben definito grazie al punto iii)). Segue quindi dalla definizione di q(x) e r(x) che con (r) < (b) oppure r = 0. a(x) = b(x)q(x) + r(x) Osservazione In effetti l anello k[[x]] è molto più di un dominio euclideo: esso è un dominio a valutazione discreta. Tali anelli possiedono notevoli proprietà, illustriamone alcune nel nostro esempio. Ad esempio, gli ideali di k[[x]] hanno una descrizione molto elegante: essi sono tutti della forma (x d ) per qualche d N. Più precisamente, se I k[[x]] è un ideale non nullo e se d = min{ (p) : p(x) I}, allora è facile vedere che I = (x d ). Sia infatti p(x) I tale che (p) = d: allora x d I perché p(x) divide x d grazie al punto iii), mentre - di nuovo grazie al punto iii) - ogni elemento di I è divisibile per x d. Detto altrimenti, I = {p k[[x]] : (p) d} ed è generato da qualsiasi suo elemento di norma d. Dunque abbiamo mostrato che l insieme degli ideali di k[[x]] ha la seguente struttura ordinata: Seguono i seguenti fatti: k[[x]] = (1) (x) (x 2 )... (x d )... - k[[x]] possiede un unico ideale massimale, che coincide con l ideale costituto dalle serie formali di norma maggiore o uguale a 1 (il fatto di avere un unico ideale massimale è un importante proprietà per un anello, che gli vale il nome di anello locale); - gli elementi primi di k[[x]] coincidono con le serie formali di norma 1: essi sono tutti associati tra di loro (vale a dire differiscono per un fattore di norma 0) e generano tutti lo stesso ideale; - l insieme degli elementi invertibili di k[[x]] coincide con il complementare dell unico ideale massimale. 5
Giovanna Carnovale. October 18, Divisibilità e massimo comun divisore
MCD in N e Polinomi Giovanna Carnovale October 18, 2011 1 Divisibilità e massimo comun divisore 1.1 Divisibilità in N In questa sezione introdurremo il concetto di divisibilità e di massimo comun divisore
4 0 = 4 2 = 4 4 = 4 6 = 0.
Elementi di Algebra e Logica 2008. Esercizi 4. Gruppi, anelli e campi. 1. Determinare la tabella additiva e la tabella moltiplicativa di Z 6. (a) Verificare dalla tabella moltiplicativa di Z 6 che esistono
M.P. Cavaliere ELEMENTI DI MATEMATICA E LOGICA MATEMATICA DISCRETA INSIEMI
M.P. Cavaliere ELEMENTI DI MATEMATICA E LOGICA MATEMATICA DISCRETA INSIEMI Assumiamo come primitivo il concetto di insieme e quello di appartenenza di un elemento a un insieme. La notazione x A indica
SOTTOSPAZI E OPERAZIONI IN SPAZI DIVERSI DA R n
SPAZI E SOTTOSPAZI 1 SOTTOSPAZI E OPERAZIONI IN SPAZI DIVERSI DA R n Spazi di matrici. Spazi di polinomi. Generatori, dipendenza e indipendenza lineare, basi e dimensione. Intersezione e somma di sottospazi,
Estensioni intere. 3. A[b] C, dove C B è un sottoanello che è un A-modulo finitamente generato
Estensioni intere 1 Estensioni Intere Il comportamento delle estensioni e delle contrazioni di ideali tramite omomorfismi di anelli è piuttosto caotico ed è difficile poter avere risultati a priori. Dei
Monomi e Polinomi. Monomio Si dice monomio un espressione letterale in cui figurano solo operazioni di moltiplicazione.
Monomi e Polinomi Monomio Si dice monomio un espressione letterale in cui figurano solo operazioni di moltiplicazione. ) Sono monomi: 5 a 3 b 2 z; 2 3 a2 c 9 ; +7; 8a b 3 a 2. Non sono monomi: a + 2; xyz
a + 2b + c 3d = 0, a + c d = 0 c d
SPAZI VETTORIALI 1. Esercizi Esercizio 1. Stabilire quali dei seguenti sottoinsiemi sono sottospazi: V 1 = {(x, y, z) R 3 /x = y = z} V = {(x, y, z) R 3 /x = 4} V 3 = {(x, y, z) R 3 /z = x } V 4 = {(x,
COMPLETAMENTO DI SPAZI METRICI
COMPLETAMENTO DI SPAZI METRICI 1. Successioni di Cauchy e spazi metrici completi Definizione 1.1. Una successione x n n N a valori in uno spazio metrico X, d si dice di Cauchy se, per ogni ε > 0 esiste
I RADICALI QUADRATICI
I RADICALI QUADRATICI 1. Radici quadrate Definizione di radice quadrata: Si dice radice quadrata di un numero reale positivo o nullo a, e si indica con a, il numero reale positivo o nullo (se esiste) che,
NUMERI COMPLESSI. Test di autovalutazione
NUMERI COMPLESSI Test di autovalutazione 1. Se due numeri complessi z 1 e z 2 sono rappresentati nel piano di Gauss da due punti simmetrici rispetto all origine: (a) sono le radici quadrate di uno stesso
INDICAZIONI PER LA RICERCA DEGLI ASINTOTI VERTICALI
2.13 ASINTOTI 44 Un "asintoto", per una funzione y = f( ), è una retta alla quale il grafico della funzione "si avvicina indefinitamente", "si avvicina di tanto quanto noi vogliamo", nel senso precisato
ax 1 + bx 2 + c = 0, r : 2x 1 3x 2 + 1 = 0.
. Rette in R ; circonferenze. In questo paragrafo studiamo le rette e le circonferenze in R. Ci sono due modi per descrivere una retta in R : mediante una equazione cartesiana oppure mediante una equazione
Esercizi svolti. risolvere, se possibile, l equazione xa + B = O, essendo x un incognita reale
Esercizi svolti 1. Matrici e operazioni fra matrici 1.1 Date le matrici 1 2 1 6 A = B = 5 2 9 15 6 risolvere, se possibile, l equazione xa + B = O, essendo x un incognita reale Osservazione iniziale: qualunque
FUNZIONI ELEMENTARI, DISEQUAZIONI, NUMERI REALI, PRINCIPIO DI INDUZIONE Esercizi risolti
FUNZIONI ELEMENTARI, DISEQUAZIONI, NUMERI REALI, PRINCIPIO DI INDUZIONE Esercizi risolti Discutendo graficamente la disequazione x > 3 + x, verificare che l insieme delle soluzioni è un intervallo e trovarne
1. riconoscere la risolubilità di equazioni e disequazioni in casi particolari
Secondo modulo: Algebra Obiettivi 1. riconoscere la risolubilità di equazioni e disequazioni in casi particolari 2. risolvere equazioni intere e frazionarie di primo grado, secondo grado, grado superiore
Vettori e matrici. Lorenzo Pareschi. Dipartimento di Matematica & Facoltá di Architettura Universitá di Ferrara
Vettori e matrici Lorenzo Pareschi Dipartimento di Matematica & Facoltá di Architettura Universitá di Ferrara http://utentiunifeit/lorenzopareschi/ lorenzopareschi@unifeit Lorenzo Pareschi Univ Ferrara
Sistemi di equazioni lineari
Sistemi di equazioni lineari A. Bertapelle 25 ottobre 212 Cos è un sistema lineare? Definizione Un sistema di m equazioni lineari (o brevemente sistema lineare) nelle n incognite x 1,..., x n, a coefficienti
L anello dei polinomi
L anello dei polinomi Sia R un anello commutativo con identità. È possibile costruire un anello commutativo unitario, che si denota con R[x], che contiene R (come sottoanello) e un elemento x non appartenente
Anelli a fattorizzazione unica. Domini ad ideali principali. Anelli Euclidei
Capitolo 5: Anelli speciali: Introduzione: Gli anelli speciali sono anelli dotati di ulteriori proprietà molto forti che ne rendono agevole lo studio. Anelli euclidei Domini ad ideali principali Anelli
Metodi per la risoluzione di sistemi lineari
Metodi per la risoluzione di sistemi lineari Sistemi di equazioni lineari. Rango di matrici Come è noto (vedi [] sez.0.8), ad ogni matrice quadrata A è associato un numero reale det(a) detto determinante
x 2 + (x+4) 2 = 20 Alle equazioni di secondo grado si possono applicare i PRINCIPI di EQUIVALENZA utilizzati per le EQUAZIONI di PRIMO GRADO.
EQUAZIONI DI SECONDO GRADO Un'equazione del tipo x 2 + (x+4) 2 = 20 è un'equazione DI SECONDO GRADO IN UNA INCOGNITA. Alle equazioni di secondo grado si possono applicare i PRINCIPI di EQUIVALENZA utilizzati
ESERCIZI SVOLTI SUL CALCOLO INTEGRALE
ESERCIZI SVOLTI SUL CALCOLO INTEGRALE * Tratti dagli appunti delle lezioni del corso di Matematica Generale Dipartimento di Economia - Università degli Studi di Foggia Prof. Luca Grilli Dott. Michele Bisceglia
Nel seguito, senza ulteriormente specificarlo, A indicherà un anello commutativo con identità.
1 ANELLI Definizione 1.1. Sia A un insieme su cui sono definite due operazioni +,. (A, +, ) si dice Anello se (A, +) è un gruppo abeliano è associativa valgono le leggi distributive, cioè se a, b, c A
Potenze - Monomi - Polinomi - Operazioni tra Polinomi - Quadrato e Cubo del Binomio - Quadrato del Trinomio
Potenze - Monomi - Polinomi - Operazioni tra Polinomi - Quadrato e Cubo del Binomio - Quadrato del Trinomio Francesco Zumbo www.francescozumbo.it http://it.geocities.com/zumbof/ Questi appunti vogliono
LE DISEQUAZIONI LINEARI
LE DISEQUAZIONI LINEARI Per ricordare H Una disequazione si rappresenta come una disuguaglianza fra due espressioni algebriche A e B ; essa assume dunque la forma A Per risolvere una disequazione
1.5 DIVISIONE TRA DUE POLINOMI
Matematica C Algebra. Le basi del calcolo letterale.5 Divisione tra due polinomi..5 DIVISIONE TRA DUE POLINOMI Introduzione Ricordiamo la divisione tra due numeri, per esempio 47:4. Si tratta di trovare
Circonferenze del piano
Circonferenze del piano 1 novembre 1 Circonferenze del piano 1.1 Definizione Una circonferenza è il luogo dei punti equidistanti da un punto fisso, detto centro. La distanza di un qualunque punto della
Applicazioni lineari e diagonalizzazione. Esercizi svolti
. Applicazioni lineari Esercizi svolti. Si consideri l applicazione f : K -> K definita da f(x,y) = x + y e si stabilisca se è lineare. Non è lineare. Possibile verifica: f(,) = 4; f(,4) = 6; quindi f(,4)
Il Teorema di Kakutani
Il Teorema di Kakutani Abbiamo visto, precedentemente, il seguente risultato: 1 Sia X uno spazio di Banach. Se X è separabile, la palla è debolmente compatta. B X = {x X x 1} Il Teorema di Kakutani è un
m = a k n k + + a 1 n + a 0 Tale scrittura si chiama rappresentazione del numero m in base n e si indica
G. Pareschi COMPLEMENTI ED ESEMPI SUI NUMERI INTERI. 1. Divisione con resto di numeri interi 1.1. Divisione con resto. Per evitare fraintendimenti nel caso in cui il numero a del Teorema 0.4 sia negativo,
Anello commutativo. Un anello è commutativo se il prodotto è commutativo.
Anello. Un anello (A, +, ) è un insieme A con due operazioni + e, dette somma e prodotto, tali che (A, +) è un gruppo abeliano, (A, ) è un monoide, e valgono le proprietà di distributività (a destra e
Esercizi sui sistemi di equazioni lineari.
Esercizi sui sistemi di equazioni lineari Risolvere il sistema di equazioni lineari x y + z 6 x + y z x y z Si tratta di un sistema di tre equazioni lineari nelle tre incognite x, y e z Poichè m n, la
Precorso di Matematica
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE FACOLTA DI ARCHITETTURA Precorso di Matematica Anna Scaramuzza Anno Accademico 2005-2006 4-10 Ottobre 2005 INDICE 1. ALGEBRA................................. 3 1.1 Equazioni
FUNZIONI REALI DI UNA VARIABILE REALE
FUNZIONI REALI DI UNA VARIABILE REALE Vogliamo ora limitare la nostra attenzione a quelle funzioni che hanno come insieme di partenza e di arrivo un sottoinsieme dei numeri reali, cioè A, B R. Es6. Funzione
DIARIO DEL CORSO DI ALGEBRA A.A. 2010/11 DOCENTE: ANDREA CARANTI
DIARIO DEL CORSO DI ALGEBRA A.A. 2010/11 DOCENTE: ANDREA CARANTI Lezione 1. mercoledí 15 settembre 2010 (2 ore) Presentazione del corso. Esercizio: cosa succede a moltiplicare per 2, 3, 4,... il numero
Laboratorio teorico-pratico per la preparazione alle gare di matematica
Laboratorio teorico-pratico per la preparazione alle gare di matematica Ercole Suppa Liceo Scientifico A. Einstein, Teramo e-mail: [email protected] Teramo, 3 dicembre 2014 USR Abruzzo - PLS 2014-2015,
Equazioni e disequazioni algebriche. Soluzione. Si tratta del quadrato di un binomio. Si ha pertanto. (x m y n ) 2 = x 2m 2x m y n + y 2n
Si tratta del quadrato di un binomio. Si ha pertanto (x m y n ) 2 = x 2m 2x m y n + y 2n 4. La divisione (x 3 3x 2 + 5x 2) : (x 2) ha Q(x) = x 2 x + 3 e R = 4 Dalla divisione tra i polinomi risulta (x
Esercizi svolti di aritmetica
1 Liceo Carducci Volterra - Classi 1A, 1B Scientifico - Francesco Daddi - 15 gennaio 29 Esercizi svolti di aritmetica Esercizio 1. Dimostrare che il quadrato di un numero intero che finisce per 25 finisce
Equazioni algebriche di terzo grado: ricerca delle soluzioni
Equazioni algebriche di terzo grado: ricerca delle soluzioni 1 Caso particolare: x 3 + px + q = 0....................... Caso generale: x 3 + bx + cx + d = 0..................... 4 3 Esercizi.....................................
ALGEBRA I FATTORIZZAZIONE
ALGEBRA I FATTORIZZAZIONE 1. DIVISIBILITÀ IN DOMINI A IDEALI PRINCIPALI 1.1. Ideali e divisibilità. Il nostro obiettivo è quello di preparare il terreno prima di affrontare la dimostrazione del Teorema
1 Multipli di un numero
Multipli di un numero DEFINIZIONE. I multipli di un numero sono costituiti dall insieme dei prodotti ottenuti moltiplicando quel numero per la successione dei numeri naturali. I multipli del numero 4 costituiscono
Anno 2. Risoluzione di sistemi di primo grado in due incognite
Anno Risoluzione di sistemi di primo grado in due incognite Introduzione In questa lezione impareremo alcuni metodi per risolvere un sistema di due equazioni in due incognite. Al termine di questa lezione
1 Multipli e sottomultipli. Divisibilità
Multipli e sottomultipli. Divisibilità LA TEORIA Se la divisione fra due numeri naturali è propria (cioè il resto è uguale a 0) i due numeri si dicono divisibili. Per esempio, nella divisione 8 : diciamo
MATEMATICA GENERALE Prova d esame del 4 giugno 2013 - FILA A
MATEMATICA GENERALE Prova d esame del 4 giugno 2013 - FILA A Nome e cognome Matricola I Parte OBBLIGATORIA (quesiti preliminari: 1 punto ciascuno). Riportare le soluzioni su questo foglio, mostrando i
Esercizi svolti sui sistemi lineari
Francesco Daddi - www.webalice.it/francesco.daddi Esercizi svolti sui sistemi lineari Esercizio 1. Risolvere il seguente sistema lineare al variare del parametro reale t: tx+(t 1)y + z =1 (t 1)y + tz =1
Quali condizionisi si possono richiedere sulla funzione interpolante?
INTERPOLAZIONE Problema generale di INTERPOLAZIONE Dati n punti distinti ( i, i ) i=,..,n si vuole costruire una funzione f() tale che nei nodi ( i ) i=,..n soddisfi a certe condizioni, dette Condizioni
ESERCIZI IN PIÙ I NUMERI COMPLESSI
ESERCIZI IN PIÙ I NUMERI COMPLESSI L equazione x x 0 non ha soluzioni nell insieme dei numeri reali; infatti, applicando la formula ridotta, si ottiene x, 3. Interpretando come numero immaginario, cioè
Disequazioni - ulteriori esercizi proposti 1
Disequazioni - ulteriori esercizi proposti Trovare le soluzioni delle seguenti disequazioni o sistemi di disequazioni:. 5 4 >. 4. < 4. 4 9 5. 9 > 6. > 7. < 8. 5 4 9. > > 4. < 4. < > 9 4 Non esitate a comunicarmi
Soluzioni. 1. Calcolare la parte reale e immaginaria del numero complesso. z = i i. 3 (2 + i) = i i = i.
20 Roberto Tauraso - Analisi 2 Soluzioni 1. Calcolare la parte reale e immaginaria del numero complesso R. z = i + 3 2 i. z = i + 3 2 i 2 i = 6 5 + ( 1 + 3 5 3 (2 + i) = i + 2 4 + 1 ) i = 6 5 + 8 5 i.
SISTEMI LINEARI. x 2y 2z = 0. Svolgimento. Procediamo con operazioni elementari di riga sulla matrice del primo sistema: 1 1 1 3 1 2 R 2 R 2 3R 0 4 5.
SISTEMI LINEARI Esercizi Esercizio. Risolvere, se possibile, i seguenti sistemi: x y z = 0 x + y + z = 3x + y + z = 0 x y = 4x + z = 0, x y z = 0. Svolgimento. Procediamo con operazioni elementari di riga
Disequazioni di secondo grado
Disequazioni di secondo grado. Disequazioni Definizione: una disequazione è una relazione di disuguaglianza tra due espressioni. Detti p() e g() due polinomi definiti in un insieme A, una disequazione
EQUAZIONI DI PRIMO GRADO
Cognome... Nome... Equazioni di primo grado EQUAZIONI DI PRIMO GRADO Un'equazione di primo grado e un'uguaglianza tra due espressioni algebriche di primo grado, vera solo per alcuni valori che si attribuiscono
Richiami di aritmetica
Richiami di aritmetica I numeri naturali L insieme dei numeri naturali, che si indica con N, comprende tutti i numeri interi maggiori di zero. Operazioni fondamentali OPERAZIONE SIMBOLO RISULTATO TERMINI
EQUAZIONI DIFFERENZIALI Esercizi svolti. y = xy. y(2) = 1.
EQUAZIONI DIFFERENZIALI Esercizi svolti 1. Determinare la soluzione dell equazione differenziale (x 2 + 1)y + y 2 =. y + x tan y = 2. Risolvere il problema di Cauchy y() = 1 2 π. 3. Risolvere il problema
CORSO ZERO DI MATEMATICA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO FACOLTÀ DI ARCHITETTURA CORSO ZERO DI MATEMATICA EQUAZIONI E DISEQUAZIONI DI SECONDO GRADO Dr. Erasmo Modica [email protected] EQUAZIONI DI SECONDO GRADO Definizione: Dicesi
1 IL LINGUAGGIO MATEMATICO
1 IL LINGUAGGIO MATEMATICO Il linguaggio matematico moderno è basato su due concetti fondamentali: la teoria degli insiemi e la logica delle proposizioni. La teoria degli insiemi ci assicura che gli oggetti
Soluzioni 28 a Gara Città di Padova (6 Aprile 2013)
Soluzioni 28 a Gara Città di Padova (6 Aprile 2013) 1.- Sia K il valore comune delle somme degli elementi della prima riga, di quelli della seconda e di quelli della colonna. Sia X il numero messo nella
SISTEMI LINEARI MATRICI E SISTEMI 1
MATRICI E SISTEMI SISTEMI LINEARI Sistemi lineari e forma matriciale (definizioni e risoluzione). Teorema di Rouché-Capelli. Sistemi lineari parametrici. Esercizio Risolvere il sistema omogeneo la cui
( ) = (x " m)2 se x # m
ESERCIZI DI ALGEBRA I ESERCIZI SU ANELLI E POLINOMI A Anelli, sottoanelli, caratteristica A.1. Sia E un intervallo di R e consideriamo l insieme D E delle funzioni f:e R derivabili su E. a Si dimostri
Recupero primo quadrimestre CLASSE QUARTA FUNZIONE REALE IN UNA VARIABILE REALE IL CAMPO DI ESITENZA
Recupero primo quadrimestre CLASSE QUARTA FUNZIONE REALE IN UNA VARIABILE REALE IL CAMPO DI ESITENZA Si dice campo di esistenza (C.E.) di una funzione = f(), l'insieme di tutti i valori reali che assegnati
ALGEBRA I: NUMERI INTERI, DIVISIBILITÀ E IL TEOREMA FONDAMENTALE DELL ARITMETICA
ALGEBRA I: NUMERI INTERI, DIVISIBILITÀ E IL TEOREMA FONDAMENTALE DELL ARITMETICA 1. RICHIAMI SULLE PROPRIETÀ DEI NUMERI NATURALI Ho mostrato in un altra dispensa come ricavare a partire dagli assiomi di
APPUNTI DI ALGEBRA 2
niversità degli Studi di Roma La Sapienza Dipartimento di Matematica G.Castelnuovo A.A. 2006-2007 GILIO CAMPANELLA APPNTI DI ALGEBRA 2 con oltre 150 esercizi svolti l ideale primo (2), determinare il campo
Congruenze. Trovare la cifra dell unità dei seguenti numeri 2013 2013 [3] 2014 2014 [6] 2015 2015 [5]
Congruenze Trovare la cifra dell unità dei seguenti numeri 2013 2013 [3] 2014 2014 [6] 2015 2015 [5] (basta fare una congruenza modulo 10) Trovare la cifra dell unità e la cifra delle decine dei seguenti
Prontuario degli argomenti di Algebra
Prontuario degli argomenti di Algebra NUMERI RELATIVI Un numero relativo è un numero preceduto da un segno + o - indicante la posizione rispetto ad un punto di riferimento a cui si associa il valore 0.
1 L estrazione di radice
1 L estrazione di radice Consideriamo la potenza 3 2 = 9 di cui conosciamo: Esponente 3 2 = 9 Valore della potenza Base L operazione di radice quadrata consiste nel chiedersi qual è quel numero x che elevato
Equazioni, funzioni e algoritmi: il metodo delle secanti
Equazioni, funzioni e algoritmi: il metodo delle secanti Christian Ferrari 1 Introduzione La risoluzione di equazioni in R ci ha mostrato che solo per le equazioni polinomiali di primo e secondo grado,
Equazioni Polinomiali II Parabola
Equazioni Polinomiali II Parabola - 0 Equazioni Polinomiali del secondo grado (Polinomi II) Forma Canonica e considerazioni La forma canonica dell equazione polinomiale di grado secondo è la seguente:
Esercizi svolti sui sistemi lineari
Esercizio 1. Risolvere il seguente sistema lineare al variare del parametro reale t: t x + (t 1)y + z = 1 (t 1)y + t z = 1 2 x + z = 5 Soluzione. Il determinante della matrice dei coefficienti è t t 1
1.2 MONOMI E OPERAZIONI CON I MONOMI
Matematica C Algebra. Le basi del calcolo letterale. Monomi e operazioni con i monomi. MONOMI E OPERAZIONI CON I MONOMI... L insieme dei monomi D ora in poi quando scriveremo un espressione letterale in
Equazione della circonferenza
Equazione della circonferenza Scrivi la circonferenza Γ di centro C(-,4) e raggio r=3. L equazione di Γ è: y 4 3 cioè y 4 9 sviluppiamo (ricordando che a b a ab b ): 4 4 y 8y 16 9 mettiamo tutto a primo
LEZIONE 10. S(C,ρ) Figura 10.1
LEZIONE 10 10.1. Sfere nello spazio. In questa lezione studieremo alcuni oggetti geometrici non lineari, circonferenze e sfere nello spazio A 3. Poiché le proprietà delle circonferenze nel piano sono del
Completezza e compattezza
1 Completezza e compattezza Spazi metrici completi Data una successione x : N X, j x j, una sua sottosuccessione è la composizione x ν, ove ν : N N è strettamente crescente. Data una successione (x j )
Indice generale. Modulo 1 Algebra 2
Indice generale Modulo 1 Algebra 2 Capitolo 1 Scomposizione in fattori. Equazioni di grado superiore al primo 1.1 La scomposizione in fattori 2 1.2 Raccoglimento a fattor comune 3 1.3 Raccoglimenti successivi
Funzioni elementari: funzioni potenza
Funzioni elementari: funzioni potenza Lezione per Studenti di Agraria Università di Bologna (Università di Bologna) Funzioni elementari: funzioni potenza 1 / 36 Funzioni lineari Come abbiamo già visto,
Grafici di funzioni: valore assoluto, parabole 1 / 21
Grafici di funzioni: valore assoluto, parabole 1 / 21 Grafico di una funzione 2 / 21 Per prima cosa stabiliamo un collegamento diretto tra la geometria analitica e lo studio di funzioni. Definizione: Siano
Capitolo II. FATTORIZZAZIONI IN IRRIDUCIBILI
Capitolo II. FATTORIZZAZIONI IN IRRIDUCIBILI Premessa lessicale Anche se il suono è simile, la parola inglese factoring non significa calcolare la fattorizzazione (vedi sotto), bensì passare al quoziente,
Appunti ed esercizi sulle coniche
1 LA CIRCONFERENZA 1 Appunti ed esercizi sulle coniche Versione del 1 Marzo 011 1 La circonferenza Nel piano R, fissati un punto O = (a, b) e un numero r > 0, la circonferenza (o cerchio) C di centro O
Numeri complessi e polinomi
Numeri complessi e polinomi 1 Numeri complessi L insieme dei numeri reali si identifica con la retta della geometria: in altri termini la retta si può dotare delle operazioni + e e divenire un insieme
Numeri frazionari. sistema posizionale. due modi: virgola fissa virgola mobile. posizionale, decimale
Numeri frazionari sistema posizionale due modi: virgola fissa virgola mobile posizionale, decimale 0,341=tre decimi più quattro centesimi più un millesimo cifre dopo la virgola: decimi centesimi millesimi
1) D0MINIO. Determinare il dominio della funzione f (x) = ln ( x 3 4x 2 3x). Deve essere x 3 4x 2 3x > 0. Ovviamente x 0.
D0MINIO Determinare il dominio della funzione f ln 4 + Deve essere 4 + > 0 Ovviamente 0 Se > 0, 4 + 4 + quindi 0 < < > Se < 0, 4 + 4 4 e, ricordando che < 0, deve essere 4 < 0 dunque 7 < < 0 Il campo di
Don Bosco, A.S. 2013/14 Compiti per le vacanze - 1C
Don Bosco, A.S. 01/14 Compiti per le vacanze - 1C 1. Rappresenta per elencazione ciascuno dei seguenti insiemi: A { x x è una lettera della parola cattedra } B { x N x < 7 } C { x N x è pari x 10 } D {
Cenni di teoria dei campi finiti
Cenni di teoria dei campi finiti Luca Giuzzi 31 ottobre 2011 In queste note vengono richiamati alcuni risultati di algebra relativi la teoria dei campi finiti. 1 Anelli Definizione 1. Un anello (R, +,
Corso introduttivo pluridisciplinare Strutture algebriche
Corso introduttivo pluridisciplinare Strutture algebriche anno acc. 2013/2014 Univ. degli Studi di Milano Cristina Turrini (Univ. degli Studi di Milano) Corso introduttivo pluridisciplinare 1 / 17 index
METODI E TECNOLOGIE PER L INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA. Lezione n 4 2016
METODI E TECNOLOGIE PER L INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA Lezione n 4 2016 GLI INSIEMI NUMERICI N Numeri naturali Z : Numeri interi Q : Numeri razionali R : Numeri reali Q A meno di isomorfismi!!! R 5 π
I coefficienti delle incognite sono proporzionali fra loro ma NON coi termini noti, e il sistema è dunque IMPOSSIBILE (si dice anche: INCOMPATIBILE).
RISOLUZIONI DEGLI ESERCIZI SUI SISTEMI DI 1 GRADO IMPOSSIBILI E INDETERMINATI Per ciascuno dei seguenti sistemi, stabilisci se è determinato, impossibile, o indeterminato. In caso di indeterminazione,
1 Prodotti e potenze notevoli 1. 2 Divisione tra polinomi 2 2.1 Regola di Ruffini... 4. 3 Fattorizzazione di un polinomio 5. 4 Teorema di Ruffini 8
UNIVR Facoltà di Economia Sede di Vicenza Corso di Matematica 1 Polinomi Indice 1 Prodotti e potenze notevoli 1 2 Divisione tra polinomi 2 2.1 Regola di Ruffini................................................
Appunti di Matematica Discreta (19 novembre 2009)
Appunti di Matematica Discreta (19 novembre 2009) 1 1 I numeri interi Indichiamo con Z l insieme dei numeri interi, cioè Z = {..., 3, 2, 1, 0, 1, 2, 3,...}. Se parliamo di interi positivi indichiamo l
INSIEME N. L'insieme dei numeri naturali (N) è l'insieme dei numeri interi e positivi.
INSIEME N L'insieme dei numeri naturali (N) è l'insieme dei numeri interi e positivi. N = {0;1;2;3... Su tale insieme sono definite le 4 operazioni di base: l'addizione (o somma), la sottrazione, la moltiplicazione
Definizione: Dato un sottoinsieme non vuoti di. Si chiama funzione identica o identità di in sé la funzione tale che.
Esercitazioni di Analisi Matematica Prof.ssa Chiara Broggi Materiale disponibile su www.istitutodefilippi.it/claro Lezione 2: Funzioni reali e loro proprietà Definizione: Siano e due sottoinsiemi non vuoti
La riduzione a gradini e i sistemi lineari (senza il concetto di rango)
CAPITOLO 4 La riduzione a gradini e i sistemi lineari (senza il concetto di rango) Esercizio 4.1. Risolvere il seguente sistema non omogeneo: 2x+4y +4z = 4 x z = 1 x+3y +4z = 3 Esercizio 4.2. Risolvere
LEZIONE 3. Typeset by AMS-TEX
LEZIONE 3 3 Risoluzione di sistemi Supponiamo che AX = B sia un sistema di equazioni lineari Ad esso associamo la sua matrice completa (A B Per la Proposizione 236 sappiamo di poter trasformare, con operazioni
Le frazioni algebriche
Le frazioni algebriche Le frazioni algebriche, a differenza delle frazioni numeriche, sono frazioni che prevedono al denominatore espressioni polinomiali. Le seguenti, ad esempio, sono frazioni algebriche
Anelli. dispense provvisorie del corso di Algebra 1 2010-2011 Alessio Del Vigna - Giovanni Gaiffi
Anelli dispense provvisorie del corso di Algebra 1 2010-2011 Alessio Del Vigna - Giovanni Gaiffi 16 febbraio 2011 1 Prime definizioni Abbiamo già dato in precedenza la definizione di anello associativo,
EQUAZIONI E PROBLEMI: GUIDA D'USO
P.1\5- EQUAZIONI E PROBLEMI: GUIDA D'USO - Prof. I.Savoia, Maggio 2011 EQUAZIONI E PROBLEMI: GUIDA D'USO EQUAZIONI LINEARI INTERE: PROCEDURA RISOLUTIVA Per risolvere le equazioni numeriche intere, si può
DIARIO DEL CORSO DI ALGEBRA A.A. 2012/13 DOCENTE: ANDREA CARANTI
DIARIO DEL CORSO DI ALGEBRA A.A. 2012/13 DOCENTE: ANDREA CARANTI Lezione 1. lunedí 17 settembre 2011 (1 ora) Presentazione del corso. Esercizio: cosa succede a moltiplicare per 2, 3, 4,... il numero 052631578947368421,
SCOMPOSIZIONE IN FATTORI PRIMI:
SCOMPOSIZIONE IN FATTORI PRIMI: 2 3 5 7 11 13 17 19 23 29 31 37 41 43 47 53 59 61 67 71 73 79 83 89 97 101 103 107 109 113 127 131 137 139 149 151 157 163 167 173 179 181 191 193 197 199 211 223 227 229
FATTORIZZAZIONE DI UN POLINOMIO
FATTORIZZAZIONE DI UN POLINOMIO Così come avviene con i numeri ( 0 = 5), la fattorizzazione di un polinomio è la scomposizione di un polinomio in un prodotto di due o più polinomi. Esempio: = + + Un polinomio
DIVISIBILITA, DIVISORI E MULTIPLI. Conoscenze
DIVISIBILITA, DIVISORI E MULTIPLI Conoscenze 1. Completa: a) Dati due numeri naturali a e b, con b diverso da..., si dice che a è divisibile per b se... b) In N la divisione è possibile solo se... 2. Sostituisci
