Laboratorio di Ottica e Spettroscopia

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Laboratorio di Ottica e Spettroscopia Quarta lezione Applicazione di tecniche di diffrazione (Laboratorio II) Antonio Maggio e Luigi Scelsi Istituto Nazionale di Astrofisica Osservatorio Astronomico di Palermo

Sommario 4 a lezione Prima parte Riassunto dei principi di diffrazione e interferenza Descrizione delle esperienze da svolgere (Laboratorio II) Cenni di teoria della misura (incertezze su grandezze derivate) Seconda parte Svolgimento delle esperienze

Il principio di Huygens La luce si propaga come un onda: ogni punto raggiunto da un fronte d onda, generata da una sorgente primaria, si comporta come una sorgente (secondaria) puntiforme di luce con le stesse caratteristiche (lunghezza d onda, velocità di propagazione e fase). La composizione di tutte le onde secondarie genera il fronte d onda successivo.

Principio di sovrapposizione e interferenza Il segnale generato da due onde che si incontrano in un punto dello spazio ad un certo tempo è data dalla somma algebrica delle ampiezze dei segnali delle due onde Un onda che mantiene nel tempo la stessa fase si dice coerente Un onda caratterizzata da una singola lunghezza d onda (o frequenza) si dice monocromatica La sovrapposizione di onde monocromatiche e coerenti genera una figura d interferenza

Esperienza di Young Sommando la luce proveniente da due sorgenti (fenditure) vicine tra loro si ottiene una figura composta da frange d interferenza

Interpretazione dell esperienza di Young La distanza del punto P dall asse è y = L tg Si verifica interferenza costruttiva nei punti P dove sen = /d = m /d con (m = 0, 1, 2, ) Si verifica interferenza distruttiva nei punti P dove sen = /d = (m+½) /d

Esperienze di diffrazione Se si usa una sorgente monocromatica (laser) e la fenditura è abbastanza stretta, si crea una figura di diffrazione

Diffrazione da singola fenditura

Diffrazione: alcune formule Condizione per il primo minimo (frangia scura) in una figura di diffrazione da una fenditura di ampiezza a: a sin θ = λ (θ è l angolo rispetto all orizzontale) Se θ (in radianti) è piccolo sin θ θ quindi θ λ / a Ampiezza angolare della frangia centrale generata dalla fenditura: 2 θ 2 λ / a Distanza tra i due minimi d intensità su uno schermo a distanza L dalla fenditura D = 2 L tg θ 2 L θ

Principio di Babinet La figura di diffrazione generata da un qualunque ostacolo opaco (di dimensione confrontabile con la lunghezza d onda della radiazione incidente) è la stessa della figura di diffrazione generata da una barriera con un apertura della stessa forma e dimensione dell ostacolo Spiegazione qualitativa: Una fenditura genera diffrazione Se copro la fenditura ottengo zero segnale trasmesso Se tolgo tutto tranne il rettangolo della fenditura ottengo di nuovo diffrazione Per ottenere zero nel secondo caso, i segnali nel primo e terzo caso devono essere uguali e opposti E fenditura = -E barriera Siccome l intensità è proporzionale al quadrato del segnale, sarà identica nel primo e nel terzo caso

Caso generale: due fenditure di ampiezza non trascurabile Primo minimo a sen = Massimo centrale (ordine zero) Massimo del primo ordine d sen = Profilo dovuto alla diffrazione Distanza dei minimi legata all ampiezza a delle fenditure Struttura fine dovuta a interferenza Distanza dei minimi legata alla separazione d delle fenditure

Diffrazione da un sistema di fenditure Una serie di numerose fenditure (o solchi) finemente spaziate costituisce un reticolo di diffrazione Ciascuna delle fenditure (o solchi), quando viene illuminato da radiazione monocromatica coerente, diventa a sua volta una sorgente (principio di Huygens); tutti i segnali si sommano (con il segno stabilito dalla fase) quando raggiungono lo schermo (rivelatore) Condizione per l interferenza costruttiva lungo la direzione di dispersione : d sen θ = m λ con m = 0, 1, 2, (ordini spettrali) Conoscendo la lunghezza d onda λ della radiazione del laser, dalla misura degli angoli θ per i quali si verifica interferenza costruttiva è possibile ricavare la separazione d delle fenditure (o dei solchi) Effettuare l esperienza prima con un CD-ROM e poi con un DVD. Quanto diversa è la spaziatura dei solchi?

Laboratorio II Conoscendo la lunghezza d onda λ, dalle misure della distanza dell oggetto dallo schermo, L, e delle posizioni delle frange di diffrazione, y m, possiamo ricavare la dimensione dell oggetto (spessore del capello o spaziatura dei solchi del CD- ROM

Laboratorio II Primo passo: spellare un CD-ROM e ritagliarne un frammento vicino al bordo (1 2 cm di larghezza); posizionarlo davanti al laser Secondo passo: misurare la distanza L del campione dallo schermo e la distanza y m degli ordini m = 1, 2 dall asse (ordine zero); ripetere le misure utilizzando i laser verde e rosso; ripetere l esperienza con un frammento di DVD Terzo passo: Derivare la spaziatura dei solchi utilizzando le formule della diffrazione da un reticolo e stimare l incertezza sulla misura

Relazione sull esperienza Titolo: Misura di oggetti microscopici tramite tecniche di diffrazione Autori: Nome, cognome e classe dei membri del gruppo Descrivete in breve la motivazione scientifica (diffrazione della luce) Descrivete in una frase lo scopo dell esperienza Ponete un eventuale domanda a cui rispondere Svolgimento: Descrizione dell'attrezzatura Descrizione degli oggetti da misurare (cosa, quanti esemplari, scelti come, ecc.) Descrizione delle modalità di misura Metodo di valutazione delle incertezze sulle misure e sulle quantità derivate Risultati: Tabella delle misure Calcolo delle grandezze e quantità derivate Confronto dei risultati per i vari esemplari Conclusione: sintesi dei risultati e risposta sintetica alla domanda. Progetto Lauree Scientifiche - Laboratorio di Ottica e Spettroscopia 2011

Tabella dei risultati Oggetto (CD-ROM o DVD) Osservatore 1, 2, 3,, N Marco Distanza oggettoschermo (L) Distanze dei vari ordini dall asse (y m ) Valori medi e incertezze Giovanni Enrico <y m > ± Δy m ecc.