Corso di Matematica per la Chimica

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Corso di Matematica per la Chimica Dott.ssa Maria Carmela De Bonis Dipartimento di Matematica, Informatica e Economia Università della Basilicata a.a. 2014-15 Introduzione

La MATEMATICA è uno strumento indispensabile per l interpretazione e la predizione dei fenomeni che si verificano nel mondo reale ed è quindi alla base di tutte le scienze. Studiando i fenomeni della natura, gli scienziati cercano di ricavare un modello matematico, cioé una rappresentazione del fenomeno in termini di variabili, parametri e relazioni, che sia quanto più possibile rigoroso e coerente con il fenomeno reale. Quanto più un fenomeno è complesso, tanto maggiore è la quantità dei dati necessari per descriverlo e, quindi, tanto maggiore è il numero di variabili del conseguente modello matematico. Le proprietà incognite del fenomeno si deducono risolvendo il modello matematico che lo descrive.

Spesso, però, la soluzione del modello matematico non è data in forma esplicita o direttamente utilizzabile o, addirittura, non è proprio calcolabile per via analitica, e si rende necessario approssimarla con un metodo numerico. Inoltre, anche quando la risoluzione del modello può essere affrontata con tecniche esclusivamente analitiche, il calcolo della soluzione può risultare troppo oneroso all aumentare delle dimensioni del problema. Per chiarire meglio le idee, consideriamo un problema matematico molto semplice che viene fuori dalla modellizzazione di numerosi problemi fisici.

Risoluzione di una equazione L espressione generica di una equazione di secondo grado è ax 2 + bx + c = 0. È ben noto che le sue soluzioni, cioè gli zeri del polinomio ax 2 + bx + c, si possono calcolare nel seguente modo: x 1 = b + b 2 4ac 2a, x 2 = b b 2 4ac. 2a Se a = 1, b = 3 e c = 2 si ha x 1 = 1 e x 2 = 2. Ma se a = 1, b = 1 e c = 1 si ha x 1 = 1 5 2 e x 2 = 1+ 5 2 e, per poter individuare il valore numerico delle due radici, è necessario approssimare il numero 5.

Risoluzione di una equazione La soluzione dell equazione 2 x = 100 è x = log 2 (100). La soluzione è espressa in simboli, ma log 2 (100) a quale numero corrisponde? Anche in questo caso la risposta è un numero approssimato.

Risoluzione di una equazione Consideriamo l equazione 2 x + x 2 3 = 0. Essa non è risolvibile analiticamente, cioè non si riesce ad esplicitarla rispetto alla variabile x. Per sapere se è risolvibile, cioè se ammette soluzioni, la si può studiare graficamente. Ma il calcolo delle sue soluzioni può essere fatto soltanto con un metodo numerico che permette di ottenere direttamente un approssimazione dei numeri a cui esse corrispondono.

Ovviamente si possono fare innumerevoli esempi di problemi matematici che possono essere risolti soltanto con un metodo numerico: un processo, implementabile su un calcolatore, che fornisce una soluzione numerica in un numero finito di passi. In generale, esistono diversi metodi per la risoluzione dello stesso problema numerico ma non tutti sono implementabili in un calcolatore.

Non tutti i metodi sono implementabili in un calcolatore La risoluzione di un sistema di equazioni lineari è un problema centrale nella risoluzione di numerosi modelli matematici. Tra i metodi più conosciuti per la risoluzione di un sistema lineare c è sicuramente il metodo di Cramer. Esso viene utilizzato per la risoluzione analitica di sistemi di piccole dimensioni ma la sua implementazione su un calcolatore non è praticabile.

Sistema lineare 20 20 Consideriamo un sistema di equazioni lineari di 20 equazioni in 20 incognite. Se lo volessimo risolvere a mano utilizzando il metodo di Cramer, dovremmo calcolare 21 determinanti ciascuno di ordine 20. Sono sicura che, anche il matematico più volenteroso, si scoraggerebbe solo a pensarci!!

Stimiamo il tempo che ci occorrerebbe per risolverlo implementando il metodo di Cramer in un calcolatore. Per calcolare un determinante di ordine n con la regola di Laplace, occorrono circa n! operazioni. Con n = 20 le operazioni richieste sono 21 20! = 21! 5.2 10 19. Tenendo conto che un processore da 3Ghz esegue 3 10 9 operazioni elementari al secondo, per eseguire 21! operazioni occorrono poco più di 5 secoli! Si parla in tal caso di procedura non implementabile perchè ha un tempo di esecuzione proibitivo.

Il metodo di eliminazione di Gauss, invece, per risolvere un sistema di ordine n richiede circa n3 3 operazioni. Nel caso n = 20 le operazioni necessarie sono 2667 ed esse vengono eseguite in 0.88 10 6 secondi. Se n = 1000 le operazioni necessarie sono 334 milioni ed esse vengono eseguite in 1 decimo di secondi.

La scelta del metodo per la risoluzione numerica di un problema matematico viene fatta utilizzando i seguenti criteri: Efficienza: minor numero di operazioni richieste. Efficacia: maggiore precisione di calcolo. L introduzione e la vasta utilizzazione dei calcolatori nel campo scientifico ha accresciuto lo sviluppo di metodi numerici che permettono di risolvere dei problemi matematici in maniera sempre più rapida e precisa. Inoltre, l utilizzo di calcolatori sempre più potenti ha permesso di risolvere numericamente problemi di grandi dimensioni in tempi sempre più rapidi.

L opinione assai diffusa sull onnipotenza dei calcolatori odierni genera spesso l impressione che i matematici non abbiano più alcuna difficoltà nella soluzione numerica dei problemi, e che debbano soltanto elaborare nuovi metodi di calcolo. In realtà le cose stanno diversamente.

I numeri vengono rappresentati in un calcolatore secondo il sistema binario e, quindi, come una sequenza di bit. Poichè la memoria è limitata, ad ogni numero reale viene riservato uno spazio finito di memoria, capace di contenere un numero finito di bit. Questo vuol dire che quando un numero viene memorizzato in un calcolatore si commette necessariamente un errore. Uno dei temi centrali del Calcolo Scientifico, quella branca della matematica che si occupa della risoluzione numerica dei problemi matematici, è avere consapevolezza dell esistenza di questo errore e di come esso può propagarsi durante l esecuzione della sequenza dei calcoli prevista dal metodo.

Ci sono alcuni metodi che, se implementati in un calcolatore, propagano talmente tanto gli errori introdotti durante la rappresentazione dei dati da fornire delle soluzioni del problema matematico considerato che sono addirittura completamente sbagliate. Dunque, nell analisi dell efficacia e dell efficienza di un metodo per la risoluzione numerica di un problema matematico si studia anche la sua capacità di propagazione degli errori introdotti durante la rappresentazione dei dati iniziali.

Nelle prime lezioni del corso saranno illustrate, con semplici esempi, le problematiche inerenti l utilizzo di un calcolatore nella risoluzione di un problema matematico. La trattazione sarà articolata come segue: 1 Rappresentazione dei numeri in un calcolatore; 2 Errore assoluto ed errore relativo; 3 Operazioni macchina e Cancellazione numerica; 4 Propagazione degli errori introdotti nei dati iniziali.