SISTEMI DIGITALI DI CONTROLLO



Похожие документы
Cristian Secchi Pag. 1

Cristian Secchi Pag. 1

Sistemi LSTD: rappresentazione esplicita

La trasformata Zeta. Marco Marcon

6. Trasformate e Funzioni di Trasferimento

Per risolvere le equazioni alle differenze si può utilizzare il metodo della Z-trasformata.

Controlli Automatici T. Trasformata di Laplace e Funzione di trasferimento. Parte 3 Aggiornamento: Settembre Prof. L.

Capitolo 1 ANALISI COMPLESSA

COMPITO DI SEGNALI E SISTEMI 18 Dicembre 2004

Trasformate di Laplace

La funzione di risposta armonica

Consideriamo due polinomi

Elettronica e Telecomunicazioni Classe Quinta. La trasformata di Laplace

Matematica generale CTF

Studio dei segnali nel dominio della frequenza. G. Traversi

Catene di Misura. Corso di Misure Elettriche

Fondamenti di Automatica. Unità 2 Calcolo del movimento di sistemi dinamici LTI

EQUAZIONI DIFFERENZIALI. 1. Trovare tutte le soluzioni delle equazioni differenziali: (a) x = x 2 log t (d) x = e t x log x (e) y = y2 5y+6

Elettronica II Proprietà e applicazioni della trasformata di Fourier; impedenza complessa; risposta in frequenza p. 2

u 1 u k che rappresenta formalmente la somma degli infiniti numeri (14.1), ordinati al crescere del loro indice. I numeri u k

Richiami: funzione di trasferimento e risposta al gradino

Esercizi svolti. 1. Si consideri la funzione f(x) = 4 x 2. a) Verificare che la funzione F(x) = x 2 4 x2 + 2 arcsin x è una primitiva di

Capitolo. La funzione di trasferimento. 2.1 Funzione di trasferimento di un sistema. 2.2 L-trasformazione dei componenti R - L - C

CONCETTO DI LIMITE DI UNA FUNZIONE REALE

Fondamenti di Automatica

Equazioni alle differenze finite (cenni).

CAPITOLO 16 SUCCESSIONI E SERIE DI FUNZIONI

LA FUNZIONE DI TRASFERIMENTO

METODI MATEMATICI PER LA FISICA

SERIE NUMERICHE. prof. Antonio Greco

SISTEMI DIGITALI DI CONTROLLO

APPUNTI DI MATEMATICA LE FRAZIONI ALGEBRICHE ALESSANDRO BOCCONI

Analisi Matematica di circuiti elettrici

Politecnico di Milano. Facoltà di Ingegneria Industriale. Corso di Analisi e Geometria 2. Sezione D-G. (Docente: Federico Lastaria).

Nome: Nr. Mat. Firma:

Appunti sul corso di Complementi di Matematica - prof. B.Bacchelli Equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti.

Analisi Complessa. Prova intermedia del 7 novembre Soluzioni. (z 11 1) 11 1 = 0.

Il simbolo. è è = = = In simboli: Sia un numero naturale diverso da zero, il radicale. Il radicale. esiste. esiste 0 Il radicale

Come visto precedentemente l equazione integro differenziale rappresentativa dell equilibrio elettrico di un circuito RLC è la seguente: 1 = (1)

2.5 Stabilità dei sistemi dinamici funzioni di trasferimento, nella variabile di Laplace s, razionali fratte del tipo:

SPECIFICHE DI PROGETTO DI SISTEMI DI CONTROLLO

( x) ( x) 0. Equazioni irrazionali

Fondamenti di Automatica

Politecnico di Milano. Fondamenti di Automatica (CL Ing. Gestionale) a.a Prof. Silvia Strada Prima prova intermedia 28 Novembre 2014 SOLUZIONE

Prova scritta di Controlli Automatici

RICHIAMI SULLE MATRICI. Una matrice di m righe e n colonne è rappresentata come

EQUAZIONI DIFFERENZIALI Esercizi svolti. y = xy. y(2) = 1.

Il Campionameto dei segnali e la loro rappresentazione. 1 e prende il nome frequenza di

Università degli Studi di Catania A.A Corso di laurea in Ingegneria Industriale

Risposta temporale: esercizi

1 Serie di Taylor di una funzione

2. Leggi finanziarie di capitalizzazione

Diario del corso di Analisi Matematica 1 (a.a. 2015/16)

Segnali e Sistemi. Dispensa integrativa per l insegnamento di Elementi di Controlli Automatici. Gianni Borghesan e Giovanni Marro

Nome: Nr. Mat. Firma:

Le funzioni continue. A. Pisani Liceo Classico Dante Alighieri A.S A. Pisani, appunti di Matematica 1

1. Distribuzioni campionarie

Le equazioni. Diapositive riassemblate e rielaborate da prof. Antonio Manca da materiali offerti dalla rete.

Docente: Anna Valeria Germinario. Università di Bari. A.V.Germinario (Università di Bari) Analisi Matematica ITPS 1 / 22

Istituto d Istruzione Secondaria Superiore M.BARTOLO. A cura del Prof S. Giannitto

LE FUNZIONI E LE LORO PROPRIETÀ

STUDIO DEL SEGNO DI UNA FUNZIONE

1 Alcuni criteri di convergenza per serie a termini non negativi

L anello dei polinomi

2.1 Definizione di applicazione lineare. Siano V e W due spazi vettoriali su R. Un applicazione

LE SUCCESSIONI 1. COS E UNA SUCCESSIONE

Corso di Analisi Matematica Serie numeriche

Complementi di Analisi per Informatica *** Capitolo 2. Numeri Complessi. e Circuiti Elettrici. a Corrente Alternata. Sergio Benenti 7 settembre 2013

Prova scritta di Controlli Automatici - Compito A

SIMULAZIONE TEST ESAME - 1

FUNZIONE REALE DI UNA VARIABILE

Esponenziali elogaritmi

INTEGRALI DEFINITI. Tale superficie viene detta trapezoide e la misura della sua area si ottiene utilizzando il calcolo di un integrale definito.

Numeri Complessi R 2. P = (x P,y P ) x P. z = (x,y) y P (0,0)

NUMERI COMPLESSI. Esercizi svolti., e) i 34, f) i i

Lezione 9: Cambio di base

FUNZIONI ELEMENTARI - ESERCIZI SVOLTI

Teoria in sintesi 10. Attività di sportello 1, 24 - Attività di sportello 2, 24 - Verifica conclusiva, 25. Teoria in sintesi 26

I appello - 24 Marzo 2006

REGISTRO LEZIONI A.A. 2013/2014 (INGEGNERIA GESTIONALE)

31/10/2012. Lo studio delle funzioni permette di interpretare la variazione di due grandezze, l una rispetto l altra, quando

Analisi Mat. 1 - Ing. Inform. - Soluzioni del compito del

Corso di Analisi Matematica. Polinomi e serie di Taylor

Funzioni. Parte prima. Daniele Serra

19. Inclusioni tra spazi L p.

Funzioni inverse Simmetrie rispetto alla bisettrice dei quadranti dispari. Consideriamo la trasformazione descritta dalle equazioni : = y

Transitori del primo ordine

IL CALCOLO VETTORIALE (SUPPLEMENTO AL LIBRO)

Matematica e Statistica

Ripasso delle matematiche elementari: esercizi svolti

Analisi Matematica 2 per Matematica Esempi di compiti, primo semestre 2011/2012

Parte 2. Determinante e matrice inversa

Funzione Una relazione fra due insiemi A e B è una funzione se a ogni elemento di A si associa uno e un solo elemento

Corso di Laurea a Distanza in Ingegneria Elettrica Corso di Comunicazioni Elettriche. Analisi dei segnali A.A

Транскрипт:

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 1/45 SISTEMI DIGITALI DI CONTROLLO Prof. Alessandro De Luca DIS, Università di Roma La Sapienza deluca@dis.uniroma1.it Lucidi tratti dal libro C. Bonivento, C. Melchiorri, R. Zanasi: Sistemi di Controllo Digitale Capitolo 2: Strumenti Matematici Si ringraziano gli autori

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 2/45 Equazioni alle differenze u k = f(e 0, e 1,...,e k ; u 0, u 1,...,u k 1 ) Se f( ) è lineare e la dipendenza è da un numero finito di valori passati (n m) Esempio di ordine n = 2 (m = 0): u k = a 1 u k 1... a n u k n + b 0 e k +... + b m e k m ponendo (per u k e, analogamente, e k ) u k = a 1 u k 1 a 2 u k 2 + b 0 e k u k = u k u k = u k u k 1 2 u k = u k u k 1 = u k 2u k 1 + u k 2 si ottiene infatti un equazione alle differenze u k = u k u k 1 = u k u k u k 2 = u k 2 u k + 2 u k a 2 2 u k (a 1 + 2a 2 ) u k + (a 2 + a 1 + 1)u k = b 0 e k

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 3/45 Equazioni alle differenze 1 Soluzione di equazioni alle differenze a coefficienti costanti u k = u k 1 + u k 2 k 2 con u 0 = u 1 = 1 35 o 30 25 20 o u(k) 15 o 10 o 5 o o o o o 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (serie di Fibonacci!)

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 4/45 Equazioni alle differenze 2 Soluzione elementare tipo z k (equivalente alla forma e st nel tempo continuo): cz k = cz k 1 + cz k 2 /cz k 2 z 2 z 1 = 0 z 1,2 = (1 ± 5)/2 quindi in generale la soluzione è della forma: u k = c 1 z k 1 + c 2 z k 2 con c 1, c 2 determinate dalle condizioni iniziali per k = 0, 1. Infine si ha u k = 1 + 5 2 5 ( 1 + ) k 5 + 1 + 5 2 2 5 ( 1 ) k 5 2 Andamento divergente il sistema è instabile Se tutte le radici dell equazione caratteristica sono dentro il cerchio unitario la corrispondente equazione alle differenze è asintoticamente stabile, cioè la sua soluzione convergerà a zero al crescere del tempo per ogni condizione iniziale limitata

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 5/45 Z-Trasformata 1 Sia data una sequenza di valori x k R, definita per k = 0, 1, 2,... e nulla per k < 0. La Z-trasformata (unilatera) della sequenza x k è la funzione di variabile complessa z definita come X(z) = Z[x k ] = x 0 + x 1 z 1 + + x k z k + = x k z k Nel caso in cui la sequenza di valori x k sia ottenuta campionando uniformemente con periodo T un segnale continuo descritto dalla funzione x(t), t 0, si avrà x k = x(kt) e X(z) = x(kt)z k L espressione estesa X(z) = x(0) + x(t) z 1 + x(2 T) z 2 + + x(k T) z k + implica la specificazione del parametro periodo di campionamento T, da cui dipendono i valori dei campioni della sequenza, cioè i coefficienti della serie

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 6/45 Z-Trasformata 2 Si scrive X(z) = Z[X(s)], intendendo X(z) = Z [{ L 1 [X(s)] t=kt }] Nelle applicazioni ingegneristiche la funzione X(z) assume in generale una espressione razionale fratta (o in forma poli/zeri) del tipo X(z) = b 0 z m + b 1 z m 1 + + b m z n + a 1 z n 1 = b 0(z z 1 )(z z 2 ) (z z m ) + + a n (z p 1 )(z p 2 ) (z p n ) (m n) che si può esprimere anche in potenze di z 1 (operatore di ritardo) X(z) = zn (b 0 z (n m) + b 1 z (n m+1) + + b m z n ) z n (1 + a 1 z 1 + + a n z n ) = b 0 z (n m) + b 1 z (n m+1) + + b m z n 1 + a 1 z 1 + + a n z n Esempio: X(z) = z(z + 0.5) (z + 1)(z + 2) = 1 + 0.5 z 1 (1 + z 1 )(1 + 2 z 1 ) = 1 + 0.5 z 1 (1 + 3z 1 + 2 z 2 )

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 7/45 Z-Trasformate elementari 1 Impulso discreto unitario. Sia data la funzione (detta anche di Kronecker) δ 0 (t) x(t) = { 1 t = 0 0 t 0 X(z) = Z[x(t)] = x(kt)z k = 1 + 0 z 1 + 0 z 2 + 0 z 3 + = 1 Gradino unitario. Sia data la funzione gradino unitario x(t) = h(t) = { 1 t 0 0 t < 0 ovvero h(kt) = { 1 k = 0, 1, 2,... 0 k < 0 H(z) = Z[h(t)] = = h(kt)z k = 1 1 z 1 = z z 1 z k = 1 + z 1 + z 2 + z 3 + serie geometrica di ragione z 1 convergente per z > 1

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 8/45 Z-Trasformate elementari 2 Rampa unitaria. Sia data la funzione rampa unitaria x(t) = { t t 0 0 t < 0 Poichè x(kt) = kt, k = 0, 1, 2,..., la Z-trasformata è la serie converge per z > 1 X(z) = Z[t] = x(kt)z k = T k z k = T(z 1 + 2 z 2 + 3 z 3 + ) = Tz 1 (1 + 2 z 1 + 3 z 2 + ) = T z 1 (1 z 1 ) 2 = T z (z 1) 2

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 9/45 Z-Trasformate elementari 3 Funzione potenza a k. Sia data la sequenza di campioni x(k) = { a k k = 0, 1, 2,... 0 k < 0 con a costante reale o complessa. Dalla definizione di Z-trasformata si ha che X(z) = Z [ a k] = x(k)z k = a k z k = 1 + a z 1 + a 2 z 2 + a 3 z 3 + = 1 1 a z 1 = z z a la serie converge per z > a (si noti che per a = 1 si ha il gradino unitario)

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 10/45 Z-Trasformate elementari 4 Funzione esponenziale. Sia data la funzione x(t) = { e at t 0 0 t < 0 con a costante reale o complessa. Poichè x(kt) = e akt, k = 0, 1, 2,..., si ha X(z) = Z [ e at] = e akt z k = 1 + e at z 1 + e 2aT z 2 + e 3aT z 3 + = 1 1 e at z 1 = z z e at che converge per z > e Re(a)T (si noti che per a = 0 si ha il gradino unitario)

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 11/45 Z-Trasformate elementari 5 Funzione sinusoidale. Sia data la sinusoide x(t) = { sinωt t 0 0 t < 0 Dalle formule di Eulero è noto che X(z) = Z[sinωt] = 1 2j = 1 2j = sinωt = 1 2j (ejωt e jωt ) ( 1 1 e jωt z 1 1 1 e jωt z 1 (e jωt e jωt )z 1 1 (e jωt + e jωt )z 1 + z 2 (la serie sottintesa è convergente per z > 1) z 1 sinωt 1 2z 1 cosωt + z = z sinωt 2 z 2 2z cosωt + 1 )

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 12/45 Z-Trasformate elementari 6 Funzione cosinusoidale. Sia data la cosinusoide x(t) = { cosωt t 0 0 t < 0 X(z) = Z[cos ωt] = 1 2 ( 1 1 e jωt z + 1 1 1 e jωt z 1 ) = 1 2 2 (e jωt + e jωt )z 1 1 (e jωt + e jωt )z 1 + z 2 = = 1 z 1 cosωt 1 2z 1 cosωt + z 2 z(z cosωt) z 2 2z cosωt + 1 z > 1

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 13/45 Z-Trasformate elementari 7 Funzione cosinusoidale smorzata. Sia data la funzione x(t) = { e at cos ωt t 0 0 t < 0 X(z) = Z [ e at cosωt ] = 1 2 Z[ (e at e jωt + e at e jωt ) ] = 1 2 = 1 2 = ( 1 1 e (a jω)t z + 1 1 1 e (a+jω)t z 1 2 (e jωt + e jωt )e at z 1 1 (e jωt + e jωt )e at z 1 + e 2aT z 2 1 e at z 1 cosωt 1 2e at z 1 cos ωt + e 2aT z 2 ) = z(z e at cosωt) z 2 2e at z cos ωt + e 2aT z > e at

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 14/45 Z-Trasformate elementari 8 Funzione sinusoidale smorzata. Data la funzione x(t) = { e at sinωt t 0 0 t < 0 si ottiene X(z) = Z [ e at sinωt ] = e at z 1 sinωt 1 2e at z 1 cosωt + e 2aT z 2 = e at z sinωt z 2 2e at z cosωt + e 2aT z > e at Le trasformate delle funzioni di maggior interesse sono solitamente riportate in tabelle

Tabella Z-Trasformate 1 (include quella modificata) Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 15/45

Tabella Z-Trasformate 2 (include quella modificata) Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 16/45

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 17/45 Uso delle Z-Trasformate elementari Esempio elementare X(s) = 1 s(s + 1) Prima tecnica: x(t) = L 1 [X(s)] = 1 e t, t 0 X(z) = Z [ 1 e t] = = 1 1 z 1 1 1 e T z 1 (1 e T )z 1 (1 z 1 )(1 e T z 1 ) = (1 e T )z (z 1)(z e T ) Seconda tecnica: X(s) = 1 s(s + 1) = 1 s 1 1 + s X(z) = 1 1 z 1 1 1 e T =... idem z 1

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 18/45 Cautela con la Z-Trasformata La Z-trasformata X(z) e la sua sequenza corrispondente x(k) sono legate da una corrispondenza biunivoca Questo non avviene in genere tra la Z-trasformata X(z) e la sua inversa x(t) Data una X(z) si possono in genere avere x(t) multiple che la generano Infatti, diverse funzioni a tempo continuo possono avere gli stessi valori campionati x(k), ad es. gradino unitario e sinusoide con ω = π/2, campionate con T = 4 s 2 1.8 1.6 1.4 1.2 y0, y1 1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 0 2 4 6 8 10 12 t (s) Questa ambiguità non sussiste se sono verificate le condizioni restrittive su T dettate dal Teorema di Shannon

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 19/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 1 Linearità x(k) = af(k) + bg(k) X(z) = af(z) + bg(z) Moltiplicazione per a k Sia X(z) la Z-trasformata di x(t), a una costante Z [ a k x(k) ] = X(a 1 z) Z [ a k x(k) ] = a k x(k)z k = = X(a 1 z) x(k)(a 1 z) k

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 20/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 2 Teorema della traslazione nel tempo Se x(t) = 0, t < 0 e X(z) = Z[x(t)], si ha per n = 1, 2,..., Z[x(t + nt)] = z n [X(z) Z[x(t nt)] = z n X(z) n 1 x(kt)z k ] (ritardo) (anticipo) Operativamente z 1 x(k) = x(k 1) z 2 x(k) = x(k 2) z x(k) = x(k + 1) e così via

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 21/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 3 Dimostrazione nel caso di ritardo Z[x(t nt)] = x(kt nt)z k = z n x((k n)t)z (k n) da cui, ponendo m = k n, Z[x(t nt)] = z n m= n x(mt)z m e poichè x(mt) = 0 per m < 0, allora si può scrivere Z[x(t nt)] = z n m=0 x(mt)z m = z n X(z) q.e.d.

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 22/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 4 Dimostrazione nel caso di anticipo Z[x(t + nt)] = x(kt + nt)z k = z n x((k + n)t)z (k+n) [ = z n x((k + n)t)z (k+n) + [ = z n x(kt)z k = z n [X(z) n 1 n 1 x(kt)z k ] n 1 m=0 x(kt)z k ] x(mt)z m q.e.d. n 1 x(kt)z k ]

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 23/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 5 Teorema del valore iniziale Se X(z) è la Z-trasformata di x(t) e se esiste il allora il valore iniziale x(0) di x(t) è dato da Infatti, si noti che lim X(z) z x(0) = lim z X(z) X(z) = x(k)z k = x(0) + x(1)z 1 + x(2)z 2 +

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 24/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 6 Teorema del valore finale Siano tutti i poli di X(z) interni al cerchio unitario, con al più un polo semplice per z = 1 (nel qual caso, si ponga X(z) = X (z)/(z 1)). Allora [ lim x(k) = lim (1 z 1 )X(z) ] [ ] z 1 = lim X(z) k z 1 z 1 z Infatti x(k)z k e quindi [ x(k)z k lim z 1 x(k 1)z k = X(z) z 1 X(z) ] x(k 1)z k = [x(k) x(k 1)] = [x(0) x( 1)] + [x(1) x(0)] + [x(2) x(1)] + = lim k x(k) { = x( ) = X (1) se presente polo semplice in z = 1 = 0 else

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 25/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 7 Esempio: Si consideri la trasformata di un segnale x(t), campionato con T, data dalla X(z) = Tz(z + 1) 2(z 0.5)(z 1) ( X (z) = ) Tz(z + 1) 2(z 0.5) Il valore iniziale della sequenza x(kt) è quindi dato da (usando due volte de L Hospital) mentre il valore finale è dato da x(0) = lim z X(z) = T 2 lim x(kt) = lim (1 Tz(z + 1) k z 1 z 1 ) 2(z 0.5)(z 1) = lim z 1 T(z + 1) 2(z 0.5) = 2T (= X (1))

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 26/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 8 Differenziazione (nel dominio complesso) Z[k m x(k)] = Z[k x(k)] = z d d z X(z) ( z d ) m X(z) (la (...) va intesa come operatore) d z Esempio: Essendo la Z-trasformata del gradino unitario Z[h(k)] = 1 1 z 1 ( = z ) z 1 per ottenere la trasformata del segnale rampa unitaria Z[kT h(k)] = Tz d d z x(k) = kt, k = 0, 1, 2,... ( 1 1 z 1 ) = T z 1 (1 z 1 ) 2 ( = T ) z (z 1) 2

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 27/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 9 Integrazione (nel dominio complesso) Si consideri la sequenza g(k) = x(k) k dove x(k)/k è finito per k = 0, e sia Z[x(k)] = X(z) La Z-trasformata di x(k)/k è data da [ ] x(k) Z = k z X(ζ) x(k) dζ + lim ζ k 0 k

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 28/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 10 Teorema della convoluzione (nel dominio reale, ossia del tempo) Siano date due funzioni x 1 (t), x 2 (t), con x 1 (t) = x 2 (t) = 0, t < 0, e relative Z-trasformate X 1 (z), X 2 (z). Allora [ k ] X 1 (z)x 2 (z) = Z x 1 (ht)x 2 (kt ht) h=0 Per la dimostrazione, si noti che [ k ] k Z x 1 (h)x 2 (k h) = x 1 (h)x 2 (k h)z k = h=0 h=0 x 1 (h)x 2 (k h)z k h=0 in quanto x 2 (k h) = 0, h > k. Definendo m = k h, si ha [ k ] Z x 1 (h)x 2 (k h) = x 1 (h)z h x 2 (m)z m h=0 h=0 m=0 q.e.d.

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 29/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 11 Teorema della convoluzione (nel dominio complesso, ossia della trasformata Z) Siano date due successioni x 1 (k), x 2 (k), nulle per k < 0. Siano X 1 (z) e X 2 (z) le trasformate delle due successioni e R 1, R 2 i rispettivi raggi di convergenza. Allora la Z-trasformata del prodotto x 1 (k)x 2 (k) è data da Z[x 1 (k)x 2 (k)] = 1 2πj C ζ 1 X 2 (ζ)x 1 (ζ 1 z)dζ, Teorema di Parseval Nelle stesse ipotesi precedenti, se z = 1 verifica ( ), allora si ha dover 2 < ζ < z /R 1 ( ) [Z[x 1 (k)x 2 (k)]] z =1 = x 1 (k)x 2 (k) = 1 2πj C ζ 1 X 2 (ζ)x 1 (ζ 1 z)dζ Per x 1 (k) = x 2 (k) = x(k), si ottiene x 2 (k) = 1 2πj C ζ 1 X(ζ)X(ζ 1 )dζ = 1 2πj C z 1 X(z)X(z 1 )dz

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 30/45 Proprietà e teoremi della Z-Trasformata 12 Trasformazione di funzioni periodiche Sia data una successione x p (k) periodica di periodo pt e sia x(k) la successione dei campioni del primo periodo e nulla per k > p x(k) = { xp (k) k = 0,...,p 0 k > p Se X(z) è la Z-trasformata di x(k), allora vale X p (z) = Z[x p (k)] = zp z p 1 X(z) = 1 1 z px(z)

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 31/45 Antitrasformata Z Permette di passare da una Z-trasformata X(z) alla corrispondente sequenza x k e possibilmente alla funzione continua x(t) cui corrisponde per campionamento la sequenza x k X(z) x(k) x(t) biunivoca non biunivoca Se è soddisfatto il Teorema di Shannon sul campionamento, la funzione continua x(t) può essere univocamente determinata a partire dalla sequenza x k Diversi metodi per antitrasformare una funzione X(z) 1. Metodo della lunga divisione 2. Metodo computazionale 3. Metodo della scomposizione in fratti semplici 4. Metodo dell integrale di inversione

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 32/45 Antitrasformata Z: Metodo della lunga divisione 1 Poiché la X(z) è espressa come serie di potenze X(z) = x(kt)z k = x(0) + x(t)z 1 + x(2t)z 2 +... si divide il polinomio N(z) a numeratore di X(z) per il polinomio D(Z) a denominatore con la nota regola (di Eulero) da cui si ricava che X(z) = N(z) D(z) = b 0 + b 1 z + + b m z m a 0 + a 1 z + + a n z n = q 0 + q 1 z 1 + q 2 z 2 +... x(0) = q 0, x(t) = q 1, x(2 T) = q 2,...

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 33/45 Antitrasformata Z: Metodo della lunga divisione 2 Esempio: X(z) = 3 (1 z 1 ) 2 (1 0.5 z 1 ) = 6 N(z) 2 5 z 1 + 4 z 2 = z 3 D(z) = q h z h h=0 N(z) = 6 D(z) 6 15z 1 +12z 2 3z 3 3 = q 0 R 0 (z) = +15z 1 12z 2 +3z 3 +15z 1 37.5z 2 +30z 3 7.5z 4 7.5 = q 1 R 1 (z) = +25.5z 2 27z 3 +7.5z 4 +25.5z 2 63.75z 3 +51z 4 12.75z 5 12.75 = q 2 R 2 (z) = +36.75z 3 43.5z 4 +12.75z 5...... trovando i quozienti q i in sequenza e procedendo con la divisione dei resti R i (z), si ottiene X(z) = 3 + 7.5 z 1 + 12.75 z 2 + 18.375 z 3 +... x(0) = 3, x(1) = 7.5, x(2) = 12.75, x(3) = 18.375,...

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 34/45 Antitrasformata Z: Metodo computazionale Valori numerici ottenuti in successione da un programma di calcolo. Esempio: X(z) = 3 0.5z 3 + 2z 2 2.5z 1 + 1 X(z) = 3 0.5z 3 + 2z 2 2.5z 1 + 1 U(z) ( U(z) = 1 impulso discreto unitario) X(z) ( 1 2.5z 1 + 2z 2 0.5z 3) = 3 U(z) x(k) = 2.5 x(k 1) 2 x(k 2) + 0.5 x(k 3) + 3 u(k) Posto u(0) = 1 e u(k) = 0 per k > 0, ed essendo x( 1) = x( 2) = x( 3) = 0, si ha in modo ricorsivo (equazione alle differenze) x(0) = 3 x(1) = 2.5 x(0) = 7.5 x(2) = 2.5 x(1) 2 x(0) = 12.75 x(3) = 2.5 x(2) 2 x(1) + 0.5 x(0) = 18.375...

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 35/45 Antitrasformata Z: Metodo della scomposizione in fratti semplici X(z) = b 0z m + b 1 z m 1 + + b m 1 z + b m (z p 1 )(z p 2 ) (z p n ), m < n (perché se m = n,... ) Caso 1: Se tutti i poli sono semplici, si pone X(z) = c 1 z p 1 + c 2 z p 2 + + c n z p n = n i=1 c i z p i dove i coefficienti c i, detti residui, vengono calcolati come c i = [(z p i )X(z)] z=pi Se inoltre nella espressione di X(z) compare almeno uno zero nell origine, si utilizza la funzione X(z)/z e quindi X(z) = c 1 + + c [ n c i = (z p i ) X(z) ] z z p 1 z p n z z=p i Quando sono presenti poli complessi coniugati, i coefficienti c i sono anch essi complessi e si ricorre alle formule di Eulero per ottenere funzioni trigonometriche. L espressione finale cercata è allora n x(k) = c i p k i i=1

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 36/45 Antitrasformata Z: Metodo della scomposizione in fratti semplici Esempio: Antitrasformare la funzione X(z) = 2z2 1.6z z 2 1.6z + 0.6 = z(2z 1.6) (z 1)(z 0.6) ( o anche = 2 + ) 1.6z 1.2 (z 1)(z 0.6) Si ha che da cui e dalle tabelle X(z) z = c 1 z 1 + c 2 z 0.6 = 1 z 1 + 1 z 0.6 X(z) = z z 1 + z z 0.6 x(k) = 1 + 0.6 k x(0) = 2, x(1) = 1.6, x(2) = 1.36,... Allo stesso risultato si sarebbe ovviamente arrivati dividendo e lavorando con il resto (funzione razionale strettamente propria)

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 37/45 Antitrasformata Z: Metodo della scomposizione in fratti semplici Caso 2: Se X(z), ovvero X(z)/z, ha h poli p i ognuno di molteplicità r i 1, con r j > 1 per almeno un indice j {1,...,h} e h i=1 r i = n allora si può porre X(z) = B(z) A(z) = b 0z m + b 1 z m 1 + + b m 1 z + b m (z p 1 ) r 1 (z p2 ) r 2 (z ph ) r h X(z) = h i=1 r i k=1 dove i residui generalizzati c ik si calcolano come c ik = [ 1 (k 1)! c ik (z p i ) r i k+1 d k 1 ] dz k 1(z p i) r i X(z) z=p i i = 1,...,h; k = 1,...,r i

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 38/45 Antitrasformata Z: Metodo della scomposizione in fratti semplici Esempio di scomposizione: Si consideri la funzione X(z) = 1 z 4 + 6z 3 + 13z 2 + 12z + 4 = 1 (z + 2) 2 (z + 1) 2 Si ha X(z) = c 11 (z + 2) 2 + c 12 z + 2 + c 21 (z + 1) 2 + c 22 z + 1 c 11 = [(z + 2) 2 X(z)] z= 2 = 1 c 12 = [ ] d dz (z + 2)2 X(z) z= 2 = 2 c 21 = [ (z + 1) 2 X(z) ] z= 1 = 1 c 22 = [ ] d dz (z + 1)2 X(z) z= 1 = 2

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 39/45 Antitrasformata Z: Metodo della scomposizione in fratti semplici Esempio: Antitrasformare la funzione X(z) = z 2 1 2.1z 1 + 1.2z 2 0.1z 3 = z z 3 2.1z 2 + 1.2z 0.1 = z (z 0.1)(z 1) 2 Si ha che c 1 = c 21 = quindi e dalle tabelle [ (z 0.1) X(z) z [ ] (z 1) 2 X(z) z ] X(z) z = c 1 z 0.1 + c 21 (z 1) 2 + c 22 z 1 z=0.1 = 1 0.81 = 1.234567 z=1 = 10 9 = 1.111111 c 22 = [ ] d X(z) (z 1)2 dz z z=1 X(z) = 1.234567z z 0.1 + 1.111111z (z 1) 2 1.234567z z 1 x(k) = 1.234567 ( (0.1) k 1 ) + 1.111111 k = 1 0.81

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 40/45 Antitrasformata Z: Metodo dell integrale di convoluzione Inversione basata sull integrale di convoluzione (il metodo formale più generale) x(kt) = 1 2πj C X(z)z k 1 dz, k = 0, 1, 2,... Si può applicare il teorema dei residui (C = curva che racchiude tutti i poli di X(Z)) 1 m X(z)z k 1 dz = k i 2πj Per poli (di X(z)z k 1 ) semplici C i=1 k i = lim z pi [ (z pi )X(z)z k 1] Per poli (di X(z)z k 1 ) aventi molteplicità r i k i = 1 (r i 1)! lim z p i d ri 1 dz r i 1 [ (z pi ) r i X(z)z k 1] È un metodo conveniente se X(z)z k 1 non ha poli nell origine

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 41/45 Antitrasformata Z: Metodo dell integrale di convoluzione Esempio 1 (poli semplici): Calcolare x(kt) da X(z) = z(1 e at ) (z 1)(z e at ) x(kt) = dove i residui sono X(z)z k 1 = (1 e at )z k (z 1)(z e at ) 2 [ residuo di i=1 (1 e at )z k ] (z 1)(z e at ) in z = p i [ (1 e at )z k ] k 1 = lim (z 1) z 1 (z 1)(z e at ) k 2 = lim z e at = 1 = k 1 + k 2 [ (z e at (1 e at )z k ] ) (z 1)(z e at = e akt )

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 42/45 Antitrasformata Z: Metodo dell integrale di convoluzione Esempio 2 (poli multipli): Calcolare x(kt) da X(z) = z 2 (z 1) 2 (z e at ) X(z)z k 1 = z k+1 (z 1) 2 (z e at ) x(kt) = 2 [ residuo di i=1 z k+1 ] (z 1) 2 (z e at ) in z = p i = k 1 + k 2 k 1 = lim z e at k 2 = 1 (2 1)! lim z 1 [ (z e at ) d dz z k+1 ] (z 1) 2 (z e at = e a(k+1)t ) (1 e at ) 2 [(z 1) 2 z k+1 (z 1) 2 (z e at ) ] = k + 1 1 e at 1 (1 e at ) 2

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 43/45 Antitrasformata Z: Metodo dell integrale di convoluzione Esempio 3 (assenza di zeri in z = 0): Antitrasformare la funzione X(z) = 10 (z 1)(z 2) Si noti che ora la funzione X(z)z k 1 = 10z k 1 (z 1)(z 2) per k = 0, ha 3 poli (semplici) in z = 0, z = 1, z = 2 X(z)z k 1 = 10 z(z 1)(z 2) mentre per k > 0, ha solo 2 poli in z = 1, z = 2 Questi due casi vanno quindi considerati separatamente

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 44/45 Antitrasformata Z: Metodo dell integrale di convoluzione Esempio 3 (continua) Caso k = 0. Si ottiene x(0) = dove i residui valgono 3 [ residuo di i=1 ] 10 z(z 1)(z 2) nel polo z = p i [ k 1 = lim z z 0 ] 10 z(z 1)(z 2) = 5 k 2 = [ ] 10 lim (z 1) = 10 z 1 z(z 1)(z 2) k 3 = [ ] 10 lim (z 2) = 5 z 2 z(z 1)(z 2) e quindi x(0) = k 1 + k 2 + k 3 = 5 10 + 5 = 0

Sistemi Digitali di Controllo A.A. 2009-2010 p. 45/45 Antitrasformata Z: Metodo dell integrale di convoluzione Esempio 3 (continua) Caso k > 0. Si ottiene ora 2 [ x(k) = residuo di i=1 10z k 1 ] (z 1)(z 2) nel polo z = p i dove i residui valgono [ 10z k 1 ] k 1 = lim (z 1) = 10 z 1 (z 1)(z 2) e quindi [ k 2 = lim (z 2) z 2 10z k 1 (z 1)(z 2) ] = 10(2 k 1 ) x(k) = k 1 + k 2 = 10 + 10(2 k 1 ) = 10(2 k 1 1) In definitiva, si ottiene x(k) = { 0 k = 0 10(2 k 1 1) k = 1, 2, 3,...