Deformazione miocardica longitudinale e circonferenziale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Deformazione miocardica longitudinale e circonferenziale"

Transcript

1 La sindrome del QT lungo (LQTS) è caratterizzata da prolungamento del potenziale di azione cardiaco (APD). La maggiore durata del potenziale di azione è registrata nell'endomiocardio e nel mesomiocardio e si associa a un allungamento della contrazione cardiaca. La deformazione miocardica (o sforzo) longitudinale e circonferenziale (fig. 1) può essere evidenziata con la particolare tecnica ecocardiografica dell'inseguimento macchioline (speckle tracking). Deformazione miocardica longitudinale e circonferenziale Figura 1. Curve di sforzo miocardico nella proiezione apicale asse lungo in un soggetto sano (sinistra) e in un paziente LQTS (destra). Nell'individuo sano la durata della contrazione (370 millisecondi) è omogenea in tutti i 6 segmenti. Il paziente LQTS mostra un aumento di durata della contrazione (460 millisecondi) nei 3 segmenti settali (curve di sforzo, rossa, blu scuro, e rosa), indicando un certo grado di dissipazione meccanica della contrazione miocardica. AVC indica chiusura della valvola aortica. Lo studio (1) ha incluso 101 portatori "genotipici" di mutazione LQTS e 35 individui sani. Aritmie cardiache erano presenti in 48 portatori di mutazioni, mentre 53 erano asintomatici. La durata della contrazione miocardica è stata valutata con l'ecocardiografia di sforzo (strain) come il tempo dall'onda Q dell'ecg al picco dello sforzo in 16 segmenti del ventricolo sinistro. Lo sforzo è stato valutato lungo l'asse longitudinale, che rappresenta principalmente le fibre sottoendocardiche, e lungo l'asse circonferenziale, che rappresenta le fibre mesomiocardiche. La durata media della contrazione è risultata essere più lunga nei portatori di mutazioni LQTS rispetto a quella di individui sani (445±45 verso 390±40 millisecondi P<0.001) e più lunga in portatori sintomatici rispetto a quelli asintomatici LQTS (460±40 verso 425±45 millisecondi; P<0.001). La durata della contrazione nelle fibre sottoendocardiche (longitudinal strain) era più lunga di quella delle fibre mesomiocardiche (circumferential strain) nei pazienti LQTS sintomatici (460±45 verso 445±45 millisecondi; P=0.008) ma non nei pazienti asintomatici e individui sani, evidenziando una dispersione meccanica trans murale. Tale differenza temporale 1

2 era presente nella maggioranza dei segmenti del ventricolo sinistro ed era più evidente in pazienti con LQT2 e in quelli con sindrome di Jervell and Lange-Nielsen. Una curva ROC (receiver operating caratteristics) è un grafico della sensibilità, o tasso di veri positivi, rispetto al tasso di falsi positivi, per un sistema di classificatore binario in quanto la sua soglia di discriminazione è varia. Il ROC può anche essere rappresentato equivalentemente tracciando la frazione di veri positivi meno i falsi positivi (TPR = tasso di veri positivi) rispetto alla frazione di falsi positivi meno i veri negativi (FPR = tasso di falsi positivi). Conosciuto anche come una curva caratteristica relativa di funzionamento, perché è un confronto di due caratteristiche di funzionamento (TPR e FPR). L'analisi ROC fornisce gli strumenti per selezionare i modelli possibilmente ottimali e di scartare quelli non ottimali indipendentemente dal contesto di costo o della distribuzione della classe. L'analisi ROC è collegata in modo diretto e naturale all'analisi costi / benefici di diagnostica nel processo decisionale. In questo studio, come evidenziato con l'analisi ROC, la dispersione meccanica longitudinale, confrontata con il QTc, permetteva una migliore discriminazione tra i portatori di mutazioni LQTS con e senza eventi cardiaci con un'area sotto la curva ROC (AUC) di 0.87 (95% intervallo di confidenza [CI], verso 0.71 per QTc (95% CI, ; P<0.01).) (Figura 2). Figura 2 Curve ROC di eventi cardiaci in 101 portatori di mutazione LQTS Figura 2. La dispersione meccanica, confrontata con il QTc, dimostra una migliore sensibilità nella discriminazione dei pazienti che esperirono eventi cardiaci. Il QTc di 460 millisecondi mostrava una sensibilità del 42% (95% CI, 29-57) e una specificità dell' 81% (95% CI, 67-91) per identificare portatori di mutazione con una storia di eventi. Il valore di taglio ottimale per la dispersione meccanica era di 33 millisecondi e identificava portatori di mutazione con una storia di eventi con una sensibilità del 76% (95% CI, 61-87) e 2

3 una specificità del 91% (95% CI, 78-98). Vi è stata una modesta ma significativa correlazione tra dispersione QTc nell'ecg e dispersione meccanica nell'ecocardiografia (r=0.30, P=0.007). 1. Kristina Hermann Haugaa, Jan P. Amlie, Knut Erik Berge, et al. Transmural Differences in Myocardial Contraction in Long-QT Syndrome. Mechanical Consequences of Ion Channel Dysfunction Circulation. 2010;122: Indice: Imaging: Conseguenze Meccaniche della Disfunzione dei Canali Ionici pag. 1-2; Editoriale: Prevenzione della Morte Improvvisa Post Infartuale, pag. 3-9; Leading article: SINDROME DELLA TACHICARDIA POSTURALE ORTOSTATICA pag. 8-12; Focus: Solo Compressione del Torace da parte dei soccorritori durante Resuscitazione Cardiopolmonare. Clopidogrel Con o Senza Omeprazolo nella Malattia Coronarica, pag ; Medicina e morale: Violazioni dell'etica medica; pag Prevenzione della Morte Improvvisa Post Infartuale Circa il 10%-15% di sopravvissuti un infarto miocardico acuto con funzione ventricolare sinistra depressa muoiono entro 2 anni. (1 5) Nella popolazione generale l'80% delle morti sono cardiache, metà delle quali sono improvvise (6) e spesso attribuite a bradiaritmie o tachiaritmie ventricolari, specialmente in pazienti con scompenso cardiaco. (2 5,7) Tuttavia, una grande proporzione di morti tra i pazienti con cardioverter-defibrillatore impiantabile rivelano, che le morti definite come improvvise non sono dovute a aritmie cardiache e quelle definite come morti non improvvise possono in realtà essere dovute a aritmie cardiache, (8,9) sottolineando la discrepanza tra le definizioni di evento clinico aritmico e l'evenienza di una vera aritmia cardiaca. Sulla prevenzione della morte improvvisa dopo infarto miocardico (IM), industria e governi hanno speso milioni di dollari negli ultimi trent'anni, ma la migliorata sopravvivenza dei pazienti dopo infarto miocardico rilevata nel corso di questi anni, potrebbe essere attribuita soprattutto alla riduzione dell'estensione dell'infarto. La diminuita estensione della zona di necrosi è il risultato di una riperfusione coronarica precoce ottenuta sia con farmaci trombolitici che con interventi coronarici percutanei, come anche di un progresso nel trattamento farmacologico dopo la fase acuta dell'infarto miocardico, in cui sono inclusi β-bloccanti adrenergici, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, bloccanti i recettori dell'angiotensina, e antagonisti dell'aldosterone. 3

4 Nonostante tali progressi, non abbiamo assistito a una riduzione della morte improvvisa dopo infarto miocardico. Infatti, trent'anni fa la morte improvvisa contava per circa il 50% di morti cardiache dopo infarto miocardico in pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra (FE) (10,11) Secondo alcuni studi la proporzione relativa di morti improvvise sembrava essere diminuita a circa il 30% delle morti cardiache, dopo l'istituzione della terapia riperfusiva dell'infarto miocardico acuto (12, 13). Invece, altre analisi hanno evidenziato che la morte cardiaca rimane la causa di una metà di tutta la mortalità cardiaca dopo infarto miocardico. (14) Anche un altro recentissimo studio dimostra che la morte improvvisa conta per il 50% della mortalità cardiaca in pazienti con recente infarto miocardico e FE (15) Tali conclusioni documentano che nonostante le notevoli recenti diminuzioni della mortalità dovuta a malattia coronarica, la morte improvvisa rappresenta ancora una sfida importante, e ciò per molte ragioni. Innanzitutto, nei pazienti con malattia coronarica e infarto miocardico, la morte improvvisa non è una singola entità; i suoi meccanismi patogenetici sono eterogenei e si modificano nel tempo dopo l'infarto miocardico. A fronte di meccanismi eterogenei un solo test non sarà sufficiente a identificare tutti i pazienti a rischio, e una modalità di trattamento non sarà ottimale per tutti. Così, nonostante l'impianto di migliaia di cardioverter-defibrillatori impiantabili (ICDs) negli ultimi dieci anni, e almeno la metà di questi furono impiantati per la prevenzione primaria della morte improvvisa, tale evento costituisce tuttora la più frequente singola causa di morte di origine medica. Siamo in questa situazione, perché non comprendiamo bene i meccanismi patogenetici che provocano la morte improvvisa e neppure i fattori immediati che fanno scattare l'arresto cardiaco. Il "monitor cardiaco impiantabile" (MCI), implementato per la registrazione automatica di aritmie, permette rilevamento, quantificazione, e documentazione di eventi aritmici durante un monitoraggio prolungato che si estende fino a mesi. L'uso clinico e di ricerca con tale registratore di ECG (loop recorders) è stato finora in gran parte focalizzato su pazienti sintomatici con sincope. Il Cardiac Arrhythmias and Risk Stratification After Myocardial Infarction (CARISMA) (15) è stato uno studio multicentrico osservazionale in cui da un totale di 5869 pazienti consecutivi esaminati in 10 centri Europei ne furono arruolati 312 sopravvissuti dopo un recente (21 giorni) infarto miocardico (IM) con una FE Innanzitutto i pazienti furono sottoposti a una serie di tests invasivi e non invasivi per definire la stratificazione del rischio, verso fibrillazione ventricolare (FV) o tachicardia ventricolare sostenuta sintomatica (TV). I fattori predittivi più forti di eventi aritmici primari risultarono essere le misure di variabilità della frequenza cardiaca, e l'induzione di TV sostenuta monomorfa durante la stimolazione elettrica programmata (PES) (HR = 4.8, 95% CI, , P = 0.003) (7). A ciò ha fatto seguito l'impianto del monitor cardiaco in grado di registrare tachiaritmie ( 125 bpm per 16 battiti) e bradiaritmie ( 30 bpm o asistolie 4.5 secondi) per un periodo di 2 anni. (16) Dopo 2 anni di follow-up, 25 pazienti (8% della popolazione dello studio) esperirono 1 degli eventi primari: l'ecg documentava "aritmia cardiaca fatale o quasi fatale, assai probabilmente trattabile con un defibrillatore impiantabile (ICD)." Furono escluse le aritmie che si sono verificate in pazienti con scompenso cardiaco in fase terminale o durante ischemia refrattaria (16). Ventisei pazienti che avevano il loop recorder morirono, e in 16 di questi un ECG fu registrato entro 1 ora dalla morte. Aritmie nel tempo del decesso furono egualmente divise tra tachicardia ventricolare (TV) o fibrillazione ventricolare (FV) e bradiaritmie. (17) La morte cardiaca fu definita come improvvisa in 9 pazienti e come morte non improvvisa in 10. Tra i pazienti con ECG interpretabile del monitor cardiaco impiantato al momento del decesso, FV era presente in 6 di 9 morti improvvise (mai la TV), e una bradycardia era presente solo in 1 delle 9 morti improvvise. Le aritmie documentate al tempo della morte cardiaca non improvvisa includevano FV (1), TV (1), e bradiaritmie (4). (18) Nello studio CARISMA vengono invece riportate tutte le aritmie documentate dal monitor cardiaco, e anche la loro relazione con il decorso clinico. (15) Quindi per la prima volta si ha la descrizione completa (Tab.1) delle aritmie spontanee che si sono verificate nei primi 2 anni dopo un infarto miocardico acuto. 4

5 Tabella 1. Incidenza di aritmie cardiache registrate dal monitor cardiaco impiantabile Aritmia Pazienti, n, (incidenza,%) Eventi n Bradicardia sinusale ( 30 bpm, 8 battiti ) 20 ( 6.7 ) 111 Arresto Sinusale ( 5 s) 16 ( 5.4 ) 23 FA di nuova insorgenza ( 125 bpm, 16 battiti ) 82 ( 27.6 ) 538 Blocco AV di grado elevato (dal secondo al terzo grado; 30 bpm, 8 battiti ) 29 ( 9.8 ) 124 TV non sostenuta ( 125 bpm, 16 battiti, < 30 s) 39 ( 13.1 ) 64 Tachicardia ventricolare sostenuta ( 125 bpm, 30 s) 9 ( 3.0 ) 20 FV ( 125 bpm, 16 battiti ) 8 ( 2.7 ) 19 Qualsiasi aritmia 137 ( 46.1 ) 885 L'andamento nel tempo delle aritmie registrate dal monitor cardiaco risulta anche essere interessante. L'incidenza del blocco AV fu più elevata nei primi 3 mesi dopo l'infarto miocardico, ma tali eventi continuarono a presentarsi durante tutti i 2 anni del periodo di osservazione. Invece, TV e FV sostenute furono molto più concentrate nei primi 3 mesi dopo l'infarto, con pochissimi episodi nel restante periodo di monitoraggio. Ciò concorda con precedenti osservazioni e suggerisce che vi sono 2 periodi di rischio elevato di morte improvvisa da tachiaritmie: Il primo, precoce dopo l'infarto miocardico, è seguito da un periodo latente, e il secondo poi con numeri crescenti di eventi comincia molto più tardi (4 o più anni) l'infarto miocardico acuto (19,20). La figura 1A mostra il tempo di comparsa della prima bradiaritmia, documentato nel 17% dei pazienti. L'arresto sinusale si è manifestato in 16 pazienti (5%) ed è stato sintomatico in 3 di essi. Venti pazienti (7%) esperirono bradicardia sinusale; 4 di essi erano sintomatici. Il blocco AV di grado elevato fu documentato in 29 pazienti (10%), 8 dei quali presentavano sintomi in coincidenza dell'evento. Il numero complessivo degli episodi di blocco AV di grado elevato fu 124, corrispondente al 14% di tutte le aritmie, con 48 eventi (39%) verificatosi nelle ore diurne (7-23), ma solo 20 (42%) furono sintomatiche (Figura 2A). Tutte le bradicardie furono più frequenti nelle ore notturne. La figura 1B mostra il tempo di comparsa del primo evento tachiaritmico. A differenza delle bradiaritmie, gli eventi tachiaritmici furono egualmente distribuiti nelle 24 ore. Fibrillazione atriale di prima insorgenza (FA) con risposta ventricolare 125 bpm fu registrata in 82 pazienti (27%). Di tutti gli episodi di FA, l'88% fu asintomatico. Sessantaquattro episodi di TV non sostenuta ( 16 beats) furono rilevati in 39 pazienti (13%), di cui 92% asintomatici e senza preferenza circadiana. Vi furono 20 eventi di TV sostenuta in 9 pazienti con 1 episodio fatale. Cinque dei 9 pazienti non presentarono mai sintomi. Gli altri 4 pazienti ebbero 9 episodi sintomatici di TV nelle ore diurne. La fibrillazione ventricolare (FV) fu non fatale in 3 pazienti: 2 di essi furono risuscitati, e 1 evento si è auto esaurito (Figura 2B). TV sostenuta o FV furono rilevate dal monitor cardiaco impiantabile in 9 di 11 ICD impiantati per la prevenzione secondaria. 5

6 Figura 1 Figura 1. Grafici Kaplan-Meier che mostrano il tempo di comparsa della prima bradiaritmia o tachiaritmia. A, Kaplan-Meier ha stimato la probabilità della prima bradiaritmia: tempo (dall'infarto) al primo blocco AV di grado elevato, bradicardia sinusale, e arresto sinusale rilevate dal monitor cardiaco impiantabile. B, Kaplan-Meier ha stimato la probabilità della prima tachiaritmia. NsVT indica TV non sostenuta. (15) 6

7 Figura 2 7

8 Figura 2. Elettrogrammi di aritmie registrate con il monitor cardiaco impiantabile. A, Blocco AV parossistico di secondo e terzo grado. Al momento della registrazione, il paziente avvertì stordimento ma non attivò il monito cardiaco che si è attivato automaticamente in. Al paziente fu impiantato un pacemaker 5 giorni dopo. B, Questo paziente presentò un grave attacco sincopale e non riuscì a usare l'attivatore. Sono stati registrati due episodi di TV non sostenuta; il secondo episodio provoca TV polimorfa che degenera in FV. L'episodio è attivato automaticamente in. La FV si è riconvertita in TV polimorfa, che è terminata spontaneamenta (non mostrata). Il paziente ricevette poi un ICD. (15) In questo studio, il fattore predittivo più potente di morte cardiaca (10 casi) è risultato essere il blocco atrioventricolare di grado elevato che si è verificato nel 9% dei pazienti (n=29). Dopo la rilevazione del blocco atrioventricolare di grado elevato, 10 pazienti ricevettero un pacemaker, e 3 un cardioverter defibrillatore (ICD). Ciò nonostante, 5 dei 13 pazienti esperirono successivamente morte cardiaca, comprendenti 3 morti improvvise. Dei rimanenti 16 pazienti con blocco AV senza pacemaker o ICD, 5 esperirono morte cardiaca, ma solo 1 fu classificata come improvvisa. La relazione tra il blocco atrioventricolare di grado elevato e la successiva mortalità cardiaca non è chiara. La mancanza di un'associazione tra il tipo morte e il blocco AV limita la nostra capacità di prendere decisioni terapeutiche adeguate. D'altra parte sembra che in alcuni di questi pazienti né pacemaker né ICD costituiscano un provvedimento terapeutico sufficiente ma che dovrebbe essere considerata l'indicazione al trapianto del cuore. Bibliografia 1. McGovern PG, Jacobs DR, Jr, Shahar E, et al. Trends in acute coronary heart disease mortality, morbidity, and medical care from 1985 through 1997: the Minnesota Heart Survey. Circulation. 2001;104: Camm AJ, Pratt CM, Schwartz PJ, et al. Mortality in patients after a recent myocardial infarction: a randomized, placebo-controlled trial of azimilide using heart rate variability for risk stratification. Circulation. 2004;109: Solomon SD, Zelenkofske S, McMurray JJ, et al. Sudden death in patients with myocardial infarction and left ventricular dysfunction, heart failure, or both. N Engl J Med. 2005;352: Hohnloser SH, Kuck KH, Dorian P, et al. Prophylactic use of an implantable cardioverterdefibrillator after acute myocardial infarction. N Engl J Med. 2004;351: Huikuri HV, Castellanos A, Myerburg RJ. Sudden death due to cardiac arrhythmias. N Engl J Med. 2001;345: Yap YG, Duong T, Bland M, et al. Potential demographic and baselines variables for risk stratification of high-risk post-myocardial infarction patients in the era of implantable cardioverter-defibrillator: a prognostic indicator. Int J Cardiol. 2008;126: Mitchell LB, Pineda EA, Titus JL, et al. Sudden death in patients with implantable cardioverter defibrillators: the importance of post-shock electromechanical dissociation. J Am Coll Cardiol. 2002;39: Epstein AE, Carlson MD, Fogoros RN, et al. Classification of death in antiarrhythmia trials. J Am Coll Cardiol. 1996;27: Pratt CM, Greenway PS, Schoenfeld MH, et al. Exploration of the precision of classifying sudden cardiac death: implications for the interpretation of clinical trials. Circulation. 1996;93: Bigger J, Fleiss J, Kleiger R, Miller P, Rolnitzky L, the Multicenter Post-Infarction Research Group. The relationships among ventricular arrhythmias, left ventricular dysfunction, and mortality in the 2 years after myocardial infarction. Circulation. 1984;69: Mukharji J, Rude R, Poole K, et al. the MILIS Study Group. Risk factors for sudden death after acute myocardial infarction: two year follow-up. Am J Cardiol. 1984;54: Rouleau JL, Talajic M, Sussex B, et al. Myocardial infarction patients in the 1990s: their risk factors, stratification and survival in Canada: the Canadian Assessment of Myocardial Infarction (CAMI) Study. J Am Coll Cardiol. 1996;27: Adabag AS, Therneau TM, Gersh BJ, et al. Sudden death after myocardial infarction. JAMA. 2008;300:

9 14. Yap YG, Duong T, Bland M, et al. Temporal trends on the risk of arrhythmic vs. nonarrhythmic deaths in high-risk patients after myocardial infarction: a combined analysis from multicentre trials. Eur Heart J. 2005;26: Bloch Thomsen PE, Jons C, et al. for the Cardiac Arrhythmias and Risk Stratification After Acute Myocardial Infarction (CARISMA) Study Group. Long-term recording of cardiac arrhythmias with an implantable cardiac monitor in patients with reduced ejection fraction after acute myocardial infarction: The Cardiac Arrhythmias and Risk Stratification After Acute Myocardial Infarction (CARISMA) Study. Circulation. 2010;122: Huikuri HV, Raatikainen MJP, Moerch-Joergensen R, et al. for the Cardiac Arrhythmias Risk Stratification after Acute Myocardial Infarction (CARISMA) Study Group. Prediction of fatal or near-fatal cardiac arrhythmia events in patients with depressed left ventricular function after an acute myocardial infarction. Eur Heart J. 2009;30: Gang UJO, Jons C, Jorgensen RM, et al. on behalf of the CARISMA Investigators. Heart rhythm at the time of death documented by an implantable loop recorder. Europace. 2010;12: De Ferrari GM, Sanzo A, Bertoletti A, et al. Baroreflex sensitivity predicts long-term cardiovascular mortality after myocardial infarction even in patients with preserved left ventricular function. J Am Coll Cardiol. 2007;50: Huikuri HV, Tapanainen JM, Lindgren K, et al. Prediction of sudden cardiac death after myocardial infarction in the beta-blocking era. J Am Coll Cardiol. 2003;42: Gorgels APM, Gijsbers C, de Vreede-Swagemakers J, et al. Out-of-hospital cardiac arrest: the relevance of heart failure: the Maastricht Circulatory Arrest Registry. Eur Heart J. 2003;24: Prof. Paolo Rossi, primario cardiologo, Novara 9

10 SINDROME DELLA TACHICARDIA POSTURALE ORTOSTATICA Fu Q, VanGundy TB, Galbreath MM, PhD, et al. Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome. J Am Coll Cardiol, 2010; 55: , doi: /j.jacc Introduzione E stata descritta la sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS, Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome ), altresì nota come intolleranza cronica all ortostatismo, che affligge più di americani ed è caratterizzata dall impossibilità di mantenere la stazione eretta a lungo a causa di sensazione di capogiro, debolezza e presincope intollerabili (1). Tale quadro clinico colpisce, in vasta maggioranza, soggetti di sesso femminile ed ha un impatto deleterio sulla qualità di vita, impedendo lo svolgimento delle comuni attività lavorative, di studio e ricreative. Il meccanismo fisiopatologico dell'intolleranza cronica all ortostatismo rimane in larga misura inspiegato, sebbene sia stata proposta una relazione con il decondizionamento e con il concomitante coesistere di ipovolemia e atrofia cardiaca (cuore piccolo e poco distensibile). A favore di questa interpretazione vi sono le osservazioni in ambiente di microgravità (effettuate su astronauti e volontari sani (2,3), che vedono ridurre la propria tolleranza alla stazione eretta dopo esposizione a gravità ridotta nonostante una adeguata performance fisica di partenza) e quelle sui pazienti costretti a prolungato allettamento. Altre ipotesi chiamano in causa, l alterazione della risposta al sistema nervoso autonomo o un alterato riflesso barorecettoriale. Non è d altra parte disponibile una terapia farmacologica in grado di risolvere la sintomatologia; spesso i farmaci devono essere sospesi per la presenza di effetti collaterali (4). Gli Autori del lavoro, ritenendo fondamentale chiarire le basi fisiopatologiche dell'intolleranza cronica all ortostatismo, sposano la tesi del decondizionamento e propongono una dimostrazione di questo meccanismo suggerendo un programma di allenamento fisico per migliorare la tolleranza dei pazienti alla stazione eretta. Gli obbiettivi dello studio sono stati dunque 1) dimostrare l ipotesi che l'intolleranza cronica all ortostatismo sia attribuibile alla concomitante presenza di cuore atrofico e ipovolemia (cioè, decondizionamento) 2) dimostrare che un adeguato programma di allenamento può migliorare o addirittura guarire la intolleranza cronica all ortostatismo agendo sulla fisiopatologia sottostante. POPOLAZIONE DELLO STUDIO (vedi anche tabella 1): sono stati considerati 54 pazienti consecutivi con intolleranza cronica all ortostatismo inviati alla Clinica di valutazione della Funzione Autonomica degli Autori tra dicembre 2004 e aprile 2008; 8 pazienti hanno rifiutato immediatamente l arruolamento (non erano interessati a partecipare ad un programma di 10

11 ricerca), altri 18 hanno rifiutato gli accertamenti previsti e l ipotesi di sospendere la terapia farmacologica in corso per partecipare allo studio. Sono dunque state arruolate 28 pazienti (27 donne ed 1 uomo; un ulteriore paziente è stato escluso dallo studio successivamente, dopo aver ricevuto diagnosi di sindrome di Ehlers Danlos, che può implicare rimodellamento cardiaco e vascolare), e confrontati con 16 controlli sani (15 donne ed 1 uomo). Dei 27 pazienti con intolleranza cronica all ortostatismo, il 55%, presentava una forma lieve (incremento ortostatico di 35 bpm), il 45%, una forma moderato-severa (incremento ortostatico >35 bpm). La maggior parte dei pazienti aveva ricevuto in passato terapia beta-bloccante, farmaci che espandono la volemia, agonisti alfa1-adrenergici; tutti i farmaci con azione sul sistema nervoso autonomo sono stati sospesi 2 settimane o più prima dello studio. Tutti i soggetti arruolati erano non fumatori; nessuno era un atleta di resistenza allenato; tutti hanno effettuato una rigorosa anamnesi ed esame obbiettivo, un ECG e un test di ortostatismo della durata di 10 minuti; è stato ottenuto il consenso informato. VALUTAZIONE BASALE: tutti i partecipanti sono stati valutati con: 1) test di funzione autonomica e di volemia; 2) valutazione della regolazione neuroumorale durante ortostatismo di 2 ore; 3) risonanza magnetica cardiaca. ALLENAMENTO FISICO A BREVE TERMINE: 25 pazienti (24 donne, 1 uomo) hanno partecipato ad un programma di allenamento ottimizzato della durata di 3 mesi; 19 hanno completato il programma e sono stati rivalutati. TEST DI FUNZIONE AUTONOMICA: tutti i partecipanti hanno assunto una dieta isocalorica standard con assunzione libera di liquidi; a 2 ore di distanza da una leggera colazione, è stata effettuata una valutazione simultanea di elettrocardiogramma, pressione arteriosa, microneurografia (mediante elettrodo sottile nel nervo peroneo; registrazione dell attività di scarica e analisi computerizzata del numero di picchi e della loro frequenza, come indice dell attivazione ortosimpatica) (5,6) e frequenza respiratoria registrata dopo 30 minuti di riposo in posizione supina, dopo manovra di Valsalva (al momento di massimo calo della pressione diastolica) e dopo Handgrip sostenuto fino all esaurimento (sforzo compiuto al 40% dell intensità massima con l arto superiore dominante), quindi dopo tilting passivo a 30 per 6 minuti e a 60 per 45 minuti (o fino a presincope). Sono stati ricavati in maniera indiretta la portata cardiaca e le resistenze periferiche (7), la volemia (8,9), i volumi e la massa ventricolare sinistra (risonanza magnetica) (10). PROGRAMMA DI ALLENAMENTO: tutti i pazienti hanno effettuato sessioni di minuti 2-4 volte/settimana di attività di base (75% della fc massimale teorica), ovvero bicicletta, nuoto o rematore in posizione semirecombente per evitare i sintomi dell'ortostatismo. Man mano che l allenamento cresceva, venivano introdotte altre sedute settimanali e l allenamento coi pesi. Erano inoltre incoraggiati l incremento dell introito di sale e di liquidi e lo svolgimento di attività fisica anche dopo la conclusione dello studio. Veniva valutata la variazione di qualità di vita dei pazienti con apposito questionario (11) prima e dopo il programma di allenamento. Tabella 1 caratteristiche dei soggetti Variabili Pazienti con sindrome ortostatica (n = 26 donne, 1 uomo) Controlli (n = 15 donne, 1 uomo) Età (anni) 26 (21, 33) 28 (23, 35) Altezza (cm) 163 (161, 172) 166 (162, 172) Peso (kg) 64 (57, 70) 63 (56, 68) BMI (kg/m 2 ) 23 (22, 26) 22 (21, 24) 11

12 Frequenza cardiaca basale da supino (bpm) Frequenza dopo 10 di ortostatismo (bpm) Variazione di frequenza (beats/min) 88 (77, 93) * 72 (64, 77) 114 (108, 131) * 89 (77, 99) 32 (24, 38) * 17 (10, 22) Ematocrito (%) 39 (37, 40) 38 (36, 40) Volemia (ml/kg) 60 (54, 64) * 71 (65, 78) Volume plasmatico (ml/kg) 39 (36, 43) * 49 (44, 52) Massa ventricolare sinistra (g/kg) Volume telediastolico ventricolare sinistro (ml/m 2 ) 1.26 (1.12, 1.37) * 1.45 (1.34, 1.57) 60 (52, 65) 64 (57, 70) * p < 0.01 versus controlli sani. Valori presentati come mediana (25 e 75 percentile). RISULTATI FUNZIONE AUTONOMICA E RISPOSTA EMODINAMICA L attività simpatica muscolo scheletrica registrata con micro neurogramma (MSNA) è aumentata significativamente durante tilting a 30 e ulteriormente durante tilting a 60 in tutti i soggetti (pazienti e controlli); la pressione sistolica è aumentata significativamente nei pazienti ma non nei controlli, la pressione diastolica è aumentata significativamente nei pazienti e nei controlli. I pazienti presentavano una portata cardiaca e una gittata sistolica inferiore sia da supini che in ortostatismo, i pazienti presentavano maggiori resistenze periferiche. (figura 1). Questi risultati e la risposta dei parametri emodinamici durante handgrip fa pensare, a parere degli Autori, ad una conservata funzione autonomica e ad una normale risposta barorecettoriale nei pazienti con (risposte sovrapponibili ai controlli sani). Le differenze di portata e gittata sistolica, invece, evidenziano la presenza probabile di un cuore piccolo e rigido e di una ridotta volemia. 12

13 Figura 1 Figura 1: Attività ortosimpatica nei pazienti POTS e nei controlli sani, di base e durante tilting; in entrambi i gruppi si osserva analogo incremento durante ortostatismo. EFFETTI DEL PROGRAMMA D'ALLENAMENTO. Tutti i 25 pazienti hanno iniziato il programma di allenamento (la posizione semirecombente degli esercizi all inizio dell allenamento ha consentito di evitare l insorgenza dei sintomi legati all ortostatismo), 19 lo hanno completato. Le ragioni di abbandono sono state: 2 pazienti avevano impegni lavorativi incompatibili con gli esercizi, 2 pazienti hanno avuto infortuni non legati al programma (incidente domestico e incidente stradale), 1 paziente ha ricevuto diagnosi di epilessia oltre a POTS, 1 paziente ha sofferto di una aritmia non correlata all allenamento. Gli abbandoni non sembravano legati alla POTS o alla sua severità (i pazienti che hanno abbandonato presentavano caratteristiche basali analoghe agli altri). L allenamento aumentava il picco di consumo di ossigeno (26,8 ml/kg/min [24,1-29,0] pre-allenamento vs 28,9 ml/kg/min [26,7-32,7] post-allenamento), la volemia ed il volume plasmatico (39 ml/kg [34-42] preallenamento vs 41 ml/kg [37-43] postallenamento) e la massa ventricolare dei pazienti POTS (quest ultima diventava sovrapponibile a quella dei controlli sani). Alla fine del programma di allenamento 10 dei 19 pazienti POTS non presentavano più i criteri diagnostici di POTS (erano guariti ); la qualità di vita era significativamente migliorata in tutti i pazienti. L allenamento diminuiva significativamente la frequenza cardiaca in ortostatismo in tutti i pazienti (p=0,02), mentre non si evidenziavano variazioni assolute significative nell attività ortosimpatica. (figura 2) 13

Dott. Davide Giorgi Cardiologia Ospedale San Luca Lucca

Dott. Davide Giorgi Cardiologia Ospedale San Luca Lucca Defibrillatori e Closed Loop Stimulation: algoritmo accessorio o strumento innovativo? Dott. Davide Giorgi Cardiologia Ospedale San Luca Lucca Defibrillatori e Closed Loop Stimulation: algoritmo accessorio

Dettagli

attività aritmica ventricolare.

attività aritmica ventricolare. La valutazione dell attivit attività aritmica ventricolare. P. CARVALHO S. BURZACCA Le aritmie ventricolari Extrasitoli ventricolari (polimorfe, a coppie, triplette) Tachicardia ventricolare Fibrillazione

Dettagli

Le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale causa di morte nelle donne, responsabili del 54% dei decessi femminili in Europa

Le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale causa di morte nelle donne, responsabili del 54% dei decessi femminili in Europa Red Alert for Women s Heart Compendio DONNE E RICERCA CARDIOVASCOLARE Le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale causa di morte nelle donne, responsabili del 54% dei decessi femminili in Europa

Dettagli

La terapia medica per la DE è sicura? Francesco Varvello

La terapia medica per la DE è sicura? Francesco Varvello La terapia medica per la DE è sicura? Francesco Varvello vietati ai cardiopatici inducono dipendenza pericolosi per il cuore sostanze dopanti sono stati segnalati gravi eventi cardiovascolari, inclusi

Dettagli

Myerburg RJ, Castellanos A 1980; Task-force on SD of ESC. Eur Heart J 2001; 22: 1374-1450

Myerburg RJ, Castellanos A 1980; Task-force on SD of ESC. Eur Heart J 2001; 22: 1374-1450 Morte naturale, preceduta da improvvisa perdita della conoscenza, che si verifica entro un ora dall inizio dei sintomi, in soggetti con o senza cardiopatia nota preesistente, ma in cui l epoca e la modalità

Dettagli

Il training fisico nel paziente scompensato

Il training fisico nel paziente scompensato Il training fisico nel paziente scompensato Il training nel paziente con scompenso cardiaco stabile: Migliora la funzione vascolare periferica, muscolare e metabolica Migliora la funzione respiratoria

Dettagli

Cardiomiopatia Ipertrofica. www.anestesia.tk

Cardiomiopatia Ipertrofica. www.anestesia.tk Cardiomiopatia Ipertrofica Malattia miocardica primitiva Geneticamente determinata Ampio spettro di presentazione morfologica, fisiopatologica, i i molecolare l Prevalenza 1/500 della popolazione generale

Dettagli

Percorso diagnostico-terapeutico per la gestione dei Pazienti con sincope nell AUSL di Rieti

Percorso diagnostico-terapeutico per la gestione dei Pazienti con sincope nell AUSL di Rieti REGIONE LAZIO Azienda Sanitaria Locale RIETI Ospedale San Camillo de Lellis Percorso diagnostico-terapeutico per la gestione dei Pazienti con sincope nell AUSL di Rieti Isabella Marchese Serafino Orazi

Dettagli

CARDIOVERTER. Defibrillatore Impiantabile (ICD) Procedure - Linee Guida. Giancarlo Corsini A.O. San Sebastiano di Caserta.

CARDIOVERTER. Defibrillatore Impiantabile (ICD) Procedure - Linee Guida. Giancarlo Corsini A.O. San Sebastiano di Caserta. CARDIOVERTER Defibrillatore Impiantabile (ICD) Procedure - Linee Guida Giancarlo Corsini A.O. San Sebastiano di Caserta Maggio 2003 ICD I componenti fondamentali del cardioverter- defibrillatore impiantabile

Dettagli

sembra una Anche qui sembra questione di sesso: Aspirina e donne

sembra una Anche qui sembra questione di sesso: Aspirina e donne sembra una Anche qui sembra questione di sesso: Aspirina e donne The Women s Health Study Razionale per l uso di bassi dosaggi di aspirina nella prevenzione primaria Nella prevenzione secondaria delle

Dettagli

più piccolo del mondo

più piccolo del mondo a cura di Pompeo Pindozzi il defibrillatore Le patologie che causano morte improvvisa nei giovani Vi sono quattro patologie alla base della maggior parte dei casi di morte improvvisa nei bambini e nei

Dettagli

ATTIVITA SPORTIVA NELLA RIABILITAZIONE

ATTIVITA SPORTIVA NELLA RIABILITAZIONE ATTIVITA SPORTIVA NELLA RIABILITAZIONE Sala Farnese Palazzo d Accursio Bologna, 16 Giugno 2012 Gianfranco Tortorici U.O. Cardiologia Ospedale Maggiore, Bologna MORTALITA IN ITALIA (ISTAT) 2% 3% 5% 5% 9%

Dettagli

USO CONCOMITANTE DI INIBITORI DI POMPA E TERAPIE ANTITROMBOTICHE

USO CONCOMITANTE DI INIBITORI DI POMPA E TERAPIE ANTITROMBOTICHE Italian Council of Cardiology Practice Varese, 20-21-22 giugno 2014 «CUORE E OLTRE NUOVE PROPOSTE DI DIAGNOSI E TERAPIA» Congresso Regionale e Nazionale Collegio Federativo di Cardiologia USO CONCOMITANTE

Dettagli

Chi è lo specialista della sincope? Il ruolo del medico di famiglia. Dott.ssa Burzacca Serenella

Chi è lo specialista della sincope? Il ruolo del medico di famiglia. Dott.ssa Burzacca Serenella Chi è lo specialista della sincope? Il ruolo del medico di famiglia Dott.ssa Burzacca Serenella 30/03/2012 Caso clinico Pz di anni 51 sesso femminile giunge nell ambulatorio del medico perché il giorno

Dettagli

NEL CUOREUORE DELLO SPORTPORT FONDAZIONE ANTONIO VALENTINO ONLUS

NEL CUOREUORE DELLO SPORTPORT FONDAZIONE ANTONIO VALENTINO ONLUS NEL CUOREUORE DELLO SPORTPORT FONDAZIONE ANTONIO VALENTINO ONLUS Introduzione La opera dal 2000 nel settore della ricerca scientifica per lo studio delle cardiomiopatie di origine genetica, causa di morte

Dettagli

Un pacemaker per ogni cuore

Un pacemaker per ogni cuore ABC dell ECG: Elettrocardiografia pratica Verona 13 maggio 2006 Un pacemaker per ogni cuore Eraldo Occhetta NOVARA Ogni cuore ha il suo pacemaker Nodo A-V Branche sx e dx Sistema di conduzione ed ECG di

Dettagli

Linee guida in ecocardiografia

Linee guida in ecocardiografia Linee guida in ecocardiografia Maria Cuonzo Cardiologia Utic Ospedale M. Sarcone Terlizzi Poche metodologie hanno subito una applicazione così vasta ed una diffusione cosi capillare nella pratica clinica

Dettagli

Documento PTR n.221 relativo a EPLERENONE

Documento PTR n.221 relativo a EPLERENONE Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Commissione Regionale del Farmaco (D.G.R. 1540/2006, 2129/2010 e 490/2011) Documento PTR n.221 relativo a EPLERENONE Giugno 2014 EPLERENONE 25 mg 50 mg cpr

Dettagli

[Numero 16 - Articolo 4. Luglio 2007] Le indicazioni pratiche per il paziente con dolore toracico acuto

[Numero 16 - Articolo 4. Luglio 2007] Le indicazioni pratiche per il paziente con dolore toracico acuto [Numero 16 - Articolo 4. Luglio 2007] Le indicazioni pratiche per il paziente con dolore toracico acuto Titolo originale: "Advising patients on dealing with acute chest pain" Autori: A Khavandi, K Potts

Dettagli

Una scossa al cuore!

Una scossa al cuore! Una scossa al cuore! Aritmie ad alto rischio: il punto di vista del cardiologo intensivista. Cosa è cambiato in Utic. Dott. Antonio Anastasia Aiuto cardiologo Utic Casa di cura Villa Verde Utic Unità

Dettagli

GIORNATE MEDICHE DI SANTA MARIA NUOVA 2014. Dott.ssa Federica Giannotti Cardiologia SMN

GIORNATE MEDICHE DI SANTA MARIA NUOVA 2014. Dott.ssa Federica Giannotti Cardiologia SMN GIORNATE MEDICHE DI SANTA MARIA NUOVA 2014 Dott.ssa Federica Giannotti Cardiologia SMN MONITORAGGIO REMOTO REMOTO il paziente non deve recarsi in ospedale MONITORAGGIO permette un flusso continuo di informazioni

Dettagli

CUORE D ATLETA. 30 ottobre 2015

CUORE D ATLETA. 30 ottobre 2015 CUORE D ATLETA 30 ottobre 2015 Gli atleti agonisti, per la preparazione, seguono rigorose schede d allenamento che comprendono sedute giornaliere di più ore e che portano a vari adattamenti sia a carico

Dettagli

gestione della sincope

gestione della sincope 5 Convegno di Formazione Teorico Pratico Multidisciplinare: La Sincope e le Perdite Transitorie di Coscienza di Sospetta Natura Sincopale Royal Carlton Hotel, Bologna, 10 11 marzo 2011 Il ruolo degli infermieri

Dettagli

Le statine nell anziano. Quando usarle? Carlo M. Barbagallo

Le statine nell anziano. Quando usarle? Carlo M. Barbagallo Le statine nell anziano. Quando usarle? Carlo M. Barbagallo Dipartimento di Medicina Interna e Specialistica (DI.BI.MI.S.) Università degli Studi di Palermo Popolazione Italiana 1950-2020: Giovani ed Anziani

Dettagli

Importanza della Riabilitazione Cardiologica

Importanza della Riabilitazione Cardiologica Prevenire lo scompenso e le sue recidive Sessione II - Prevenzione, Terapia e Riabilitazione dello Scompenso Cardiaco Importanza della Riabilitazione Cardiologica Prevenire lo scompenso e le sue recidive

Dettagli

il percorso assistenziale del paziente con scompenso cardiaco

il percorso assistenziale del paziente con scompenso cardiaco Consensus Conference: il percorso assistenziale del paziente con scompenso cardiaco Alessandro Filippi, Pasqualino Sforza, Pier Claudio Barsesco Area Cardiovascolare, SIMG Le patologie croniche saranno

Dettagli

Prospettive attuali e future nella terapia della sincope: terapia farmacologica, tilt training, quando il PM

Prospettive attuali e future nella terapia della sincope: terapia farmacologica, tilt training, quando il PM Simposio Multidisciplinare sulla Sincope Brescia, 9 maggio 2009 Prospettive attuali e future nella terapia della sincope: terapia farmacologica, tilt training, quando il PM Claudio Pedrinazzi U.O. Cardiologia

Dettagli

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: IMPIANTO DI DEFIBRILLATORE IMPIANTABILE (ICD)

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: IMPIANTO DI DEFIBRILLATORE IMPIANTABILE (ICD) INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: IMPIANTO DI DEFIBRILLATORE IMPIANTABILE (ICD) FINALITÀ DELL INTERVENTO Il defibrillatore (Internal Cardioverter-Defibrillator - ICD) è in grado di trattare

Dettagli

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati

L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati ANTIPERTENSIVI (1) L ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati E uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. 1. Molte volte chi è iperteso lo scopre occasionalmente

Dettagli

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O

INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE CHE DEVE SOTTOPORSI A: SCINTIGRAFIA MIOCARDICA DA SFORZO O CON STRESS FARMACOLOGICO Per la diagnosi e il trattamento delle seguenti patologie è indicato effettuare una scintigrafia

Dettagli

Tecnologie per lo studio della sincope. Ing. Valentina Viscardi

Tecnologie per lo studio della sincope. Ing. Valentina Viscardi Tecnologie per lo studio della sincope Ing. Valentina Viscardi 1 Tecnologie per lo studio della sincope: - Nexfin (monitoraggio pressorio battitobattito non invasivo) - V-Patch h(loop recorder esterno)

Dettagli

L ECG: che fare oggi? TeT Dott. Enrico Puccini

L ECG: che fare oggi? TeT Dott. Enrico Puccini L ECG: che fare oggi? Benche l Elettrocardiogramma abbia 100 anni e ancora al centro della Medicina cardiovascolare! A CONDIZIONE CHE L ECG VENGA COMPUTERIZZATO, LA SUA ANALISI VENGA CENTRALIZZATA E QUINDI

Dettagli

Bradicardie estreme. Clinica di Anestesia e Rianimazione Dir. Prof. G. Della Rocca Università degli Studi di Udine Azienda Ospedaliero Universitaria

Bradicardie estreme. Clinica di Anestesia e Rianimazione Dir. Prof. G. Della Rocca Università degli Studi di Udine Azienda Ospedaliero Universitaria Bradicardie estreme Specializzandi: Dr. Buttazzoni M. Dr.ssa Tarantino M. Tutor: Dr.ssa Costa M. G. Dr.ssa De Flaviis A. Clinica di Anestesia e Rianimazione Dir. Prof. G. Della Rocca Università degli Studi

Dettagli

APPROPRIATEZZA della EGDS

APPROPRIATEZZA della EGDS APPROPRIATEZZA della EGDS Dr. P. Montalto U.O.C. Gastroenterologia OSPEDALE SAN JACOPO. GASTROENTEROLOGIA NELL ANZIANO Pisa, 28 settembre 2013 Totale: 60.626.442 abitanti ³65 anni: 12.301.537 abitanti

Dettagli

Andamento della pressione

Andamento della pressione Il gradiente pressorio per la circolazione sanguigna è generato dalla pompa del cuore Vasi di trasporto veloce a bassa resistenza Vasi di resistenza Vasi di capacitanza Legge di Poiseuille: P = GS x R

Dettagli

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013 I Ricercatori del Centro di Genomica e Bioinformatica Traslazionale stanno lavorando a linee di ricerca legate a 1. Sclerosi Multipla 2. Tumore della Prostata

Dettagli

ACE-Inibitori e Sartani nei pazienti con scompenso cardiaco e disfunzione sistolica. del ventricolo sinistro

ACE-Inibitori e Sartani nei pazienti con scompenso cardiaco e disfunzione sistolica. del ventricolo sinistro ACE-Inibitori e Sartani nei pazienti con scompenso cardiaco e disfunzione sistolica del ventricolo sinistro Le evidenze degli studi clinici Caratteristiche dei pazienti arruolati nei trial clinici Frazione

Dettagli

Analisi costo-utilità (CUA)

Analisi costo-utilità (CUA) Analisi costo-utilità (CUA) ASPETTI FONDAMENTALI La CUA nasce per ovviare ai limiti della CEA, per analizzare i risultati dei possibili interventi di salute prendendo come riferimento la qualità in termini

Dettagli

BRADICARDIE PAULETTO MONICA. Elettrofisiologia ospedale Mauriziano Torino

BRADICARDIE PAULETTO MONICA. Elettrofisiologia ospedale Mauriziano Torino BRADICARDIE PAULETTO MONICA Elettrofisiologia ospedale Mauriziano Torino BRADICARDIE FREQUENZA < 60 bmin CAUSE A B DISTURBO della FORMAZIONE dell IMPULSO Bradicardia sinusale Arresto sinusale DISTURBO

Dettagli

Terapie nel DM2 non. Reggio Emilia 2009

Terapie nel DM2 non. Reggio Emilia 2009 Terapie nel DM2 non Ipoglicemizzanti Reggio Emilia 2009 Ipertensione: obiettivi Il trattamento anti-ipertensivo nei pazienti con diabete ha come obiettivo il raggiungimento di valori di pressione sistolica

Dettagli

MitraClip Percutaneous Mitral Valve Repair

MitraClip Percutaneous Mitral Valve Repair MitraClip Percutaneous Mitral Valve Repair Espandi le Tue Opzioni di Trattamento per i Pazienti con Insufficienza Mitralica Espandi le Tue Opzioni di Trattamento per i Pazienti con Insuffi cienza Mitralica

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO

LINEE GUIDA PER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO LINEE GUIDA PER LA PRESCRIZIONE DELL ESERCIZIO FISICO A cura di: dr Luciano Bissolotti Prima di prescrivere un programma d allenamento è necessaria una accurata valutazione clinica. In particolare, la

Dettagli

Follow-up del cardiopatico con Aritmie

Follow-up del cardiopatico con Aritmie Regione Friuli Venezia Giulia Follow-up del cardiopatico con Aritmie Documento di consenso regionale 2011 Hanno collaborato alla stesura del Documento di consenso: Dr. Massimo Zecchin; SOC Cardiologia,

Dettagli

PRAVASTATINA: APPROVATA L INDICAZIONE ALL USO NELLA PREVENZIONE PRIMARIA SENZA MODIFICAZIONE DEL REGIME DI RIMBORSABILITÀ

PRAVASTATINA: APPROVATA L INDICAZIONE ALL USO NELLA PREVENZIONE PRIMARIA SENZA MODIFICAZIONE DEL REGIME DI RIMBORSABILITÀ PRAVASTATINA: APPROVATA L INDICAZIONE ALL USO NELLA PREVENZIONE PRIMARIA SENZA MODIFICAZIONE DEL REGIME DI RIMBORSABILITÀ La CUF ha approvato per la pravastatina (Aplactin, Prasterol, Pravaselect, Sanaprav,

Dettagli

BLS-D Basic Life Support Defibrillation

BLS-D Basic Life Support Defibrillation Manovre di rianimazione BLS-D Basic Life Support Defibrillation Catena della sopravvivenza Supporto vitale di base-defibrillazione Manovre di rianimazione BLS-D Basic Life Support Defibrillation La cosa

Dettagli

Il Telemonitoraggio con il CareLink Network per i Pazienti Portatori di Dispositivi Cardiaci Impiantabili

Il Telemonitoraggio con il CareLink Network per i Pazienti Portatori di Dispositivi Cardiaci Impiantabili Il Telemonitoraggio con il CareLink Network per i Pazienti Portatori di Dispositivi Cardiaci Impiantabili Andrea Donato Patient Management and Service Solutions Manager Medtronic Italia Spa Alcune considerazioni

Dettagli

SCOMPENSO CARDIACO CRONICO: STRATEGIE DI GESTIONE. Cosa vorrebbe il medico ospedaliero dal MMG?

SCOMPENSO CARDIACO CRONICO: STRATEGIE DI GESTIONE. Cosa vorrebbe il medico ospedaliero dal MMG? II Giornata Cardiologica del Tigullio Santa Margherita Ligure 12 febbraio 2011 SCOMPENSO CARDIACO CRONICO: STRATEGIE DI GESTIONE. Cosa vorrebbe il medico ospedaliero dal MMG? Dott. Sandro Orlandi _ S.S.D.

Dettagli

Disease management mediante controllo remoto dopo impianto di CRT

Disease management mediante controllo remoto dopo impianto di CRT Disease management mediante controllo remoto dopo impianto di CRT Antonello Vado Laboratorio di elettrofisiologia Ospedale S.Croce e Carle. Cuneo Dal device management al disease management L effetto cumulativo

Dettagli

Dimensioni, aree e volumi intracavitari Massa e stress parietale Funzione globale Segmentazione e funzione regionale Funzione ventricolare dx

Dimensioni, aree e volumi intracavitari Massa e stress parietale Funzione globale Segmentazione e funzione regionale Funzione ventricolare dx CORSO DI ECOCARDIOGRAFIA di I Livello 23-24-25 Gennaio 2014 Palermo Grand Hotel Piazza Borsa PRIMO GIORNO 23 GENNAIO 2014 8,30 Registrazione dei partecipanti e consegna del materiale didattico ECM Presentazione

Dettagli

Terapia farmacologica e non dello scompenso cardiaco

Terapia farmacologica e non dello scompenso cardiaco Terapia farmacologica e non dello scompenso cardiaco Statine e scompenso cardiaco: un associazione imprevista Verona, 21 Gennaio 2006 Mariantonietta Cicoira, MD, PhD Divisione di Cardiologia Direttore:

Dettagli

RACCOMANDAZIONI DELL ASL CN1 2010

RACCOMANDAZIONI DELL ASL CN1 2010 Appropriatezza prescrittiva nella terapia dell ipercolesterolemia RACCOMANDAZIONI DELL ASL CN1 2010 PREMESSE L'ipercolesterolemia è uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare e la sua riduzione

Dettagli

Consigli sugli esercizi fisici idonei a pazienti portatori di ICD.

Consigli sugli esercizi fisici idonei a pazienti portatori di ICD. Consigli sugli esercizi fisici idonei a pazienti portatori di ICD. L Arrhythmia Alliance (A- A) è una alleanza di istituzioni benefiche, gruppi di pazienti, pazienti, operatori sanitari, gruppi medici

Dettagli

Scompenso cardiaco cronico: conoscerlo per aiutare il tuo cuore a farti vivere meglio

Scompenso cardiaco cronico: conoscerlo per aiutare il tuo cuore a farti vivere meglio Scompenso cardiaco cronico: conoscerlo per aiutare il tuo cuore a farti vivere meglio Scompenso cardiaco cronico: che cosa e? Il tuo medico ti ha detto che sei ammalato di scompenso cardiaco.... Ma che

Dettagli

IL MEDICO ED IL PAZIENTE CARDIOLOGICO DI FRONTE ALLE SCELTE DI CURA

IL MEDICO ED IL PAZIENTE CARDIOLOGICO DI FRONTE ALLE SCELTE DI CURA Savona, 14 dicembre 2007 IL MEDICO ED IL PAZIENTE CARDIOLOGICO DI FRONTE ALLE SCELTE DI CURA Dr. Paolo Bellotti - Savona Mio padre auscultava posando l orecchio sul petto del paziente, direttamente;

Dettagli

Sincopi neuromediate (riflesse): diagnosi e terapia. Attilio Del Rosso

Sincopi neuromediate (riflesse): diagnosi e terapia. Attilio Del Rosso Sincopi neuromediate (riflesse): diagnosi e terapia Attilio Del Rosso Eterogeneo gruppo di condizioni nelle quali i riflessi cardiovascolari, che normalmente intervengono nel mantenimento dell omeostasi

Dettagli

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura

Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Lo spessore medio-intimale come marker di rischio cardiovascolare. Qual è il suo significato clinico e come si misura Michele Liscio Riassunto L ecocolordoppler dei vasi sovraortici (TSA) rappresenta un

Dettagli

Defibrillazione Precoce

Defibrillazione Precoce Capitolo 3 Defibrillazione Precoce RegioneLombardia 2006 Obiettivi Sapere - Saper Fare - Saper Essere utilizzando il DAE Struttura del Corso Regionale ILCOR 2000-2005 (ERC ed AHA) 5 ore verifica manovre

Dettagli

La sincope: Modalità di codifica

La sincope: Modalità di codifica GIAC Volume 6 Numero 3 Settembre 2003 NOTE DI ECONOMIA SANITARIA La sincope: Modalità di codifica a cura di AIAC e Medtronic G Ital Aritmol Cardiostim 2003;3:152-157 S econdo il recente accordo Stato-Regioni,

Dettagli

Diabete Mellito di tipo 2 e Sindrome Metabolica

Diabete Mellito di tipo 2 e Sindrome Metabolica Cuneo 8-9 ottobre 2004 La Sindrome Metabolica: una sfida per l area endocrino-metabolica Diabete Mellito di tipo 2 e Sindrome Metabolica Luca Monge SOC MM e Diabetologia AO CTO-CRF-ICORMA Torino 1. Contratto

Dettagli

Quali farmaci antidolorifici utilizzare nell anziano con malattie cardiovascolari?

Quali farmaci antidolorifici utilizzare nell anziano con malattie cardiovascolari? Quali farmaci antidolorifici utilizzare nell anziano con malattie cardiovascolari? Stefano Maria Zuccaro 12 GIUGNO 2015 18 marzo 2014 Cascata dell acido arachidonico CASCATA DELL ACIDO ARACHDONICO Il mismatch

Dettagli

Stratificazione del rischio delle sindromi coronariche acute

Stratificazione del rischio delle sindromi coronariche acute Stratificazione del rischio delle sindromi coronariche acute Filippo Ottani Unità di Ricerca Cardiovascolare, Fondazione Cardiologica Sacco, Forlì (G Ital Cardiol 2006; 7 (Suppl 2-12): 17S-21S) 2006 CEPI

Dettagli

I TEST DIAGNOSTICI E L ANALISI DELLA CURVA ROC

I TEST DIAGNOSTICI E L ANALISI DELLA CURVA ROC G Ital Nefrol 2011; 28 (6): 642-647 MASTER IN EPIDEMIOLOGIA CLINICA I TEST DIAGNOSTICI E L ANALISI DELLA CURVA ROC Graziella D Arrigo, Fabio Provenzano, Claudia Torino, Carmine Zoccali, Giovanni Tripepi

Dettagli

Teoria di riferimento per il funzionamento del Contropulsatore Aortico. Sergio del Rosso, Luigi Grisoni

Teoria di riferimento per il funzionamento del Contropulsatore Aortico. Sergio del Rosso, Luigi Grisoni Teoria di riferimento per il funzionamento del Contropulsatore Aortico Novara, Maggio 2012 Sergio del Rosso, Luigi Grisoni Le componenti del sistema Le prestazioni della terapia sono soggette e alle caratteristiche

Dettagli

La modulazione della politerapia

La modulazione della politerapia Lo Scompenso Cardiaco Cronico: un modello di collaborazione ospedaleterritorio per la qualità dell assistenza e l economia delle risorse La modulazione della politerapia Laura Montagna Enrico Turbil 9

Dettagli

L automisurazione della pressione e aderenza al trattamento

L automisurazione della pressione e aderenza al trattamento Firenze, 2-3 Dicembre 2011 Aula Magna del Seminario Arcivescovile Maggiore L automisurazione della pressione e aderenza al trattamento Mauro Vannucci Elena Tamburini Il 62% delle visite dal medico danno

Dettagli

IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri

IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri Laboratorio per lo studio dei segnali cardiorespiratori. Il laboratorio per lo studio dei segnali cardiorespiratori svolge attività clinica e di ricerca nell ambito dell

Dettagli

FAQ LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI. Cosa s intende per malattie cardiovascolari? Il rischio di andare incontro a infarto è uguale per uomini e donne?

FAQ LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI. Cosa s intende per malattie cardiovascolari? Il rischio di andare incontro a infarto è uguale per uomini e donne? Cosa s intende per malattie cardiovascolari? Le malattie cardiovascolari sono tutte quelle patologie che colpiscono il cuore e/o i vasi sanguigni. In caso di malattia si verifica una lesione in uno o più

Dettagli

LE ARITMIE CARDIACHE. www.fisiokinesiterapia.biz

LE ARITMIE CARDIACHE. www.fisiokinesiterapia.biz LE ARITMIE CARDIACHE www.fisiokinesiterapia.biz Nel cuore si trovano due tipi di cellule: Miocellule: cellule muscolari striate unite allo loro estremità dai dischi intercalari, che hanno una bassissima

Dettagli

DIMEL (Dipartimento di Medicina Legale, Del Lavoro, Psicologia Clinica e Criminologia) Università degli Studi di Genova

DIMEL (Dipartimento di Medicina Legale, Del Lavoro, Psicologia Clinica e Criminologia) Università degli Studi di Genova Ventura Francesco, Leoncini Andrea, Gallo Massimo, De Stefano Francesco DIMEL (Dipartimento di Medicina Legale, Del Lavoro, Psicologia Clinica e Criminologia) Università degli Studi di Genova Implantable

Dettagli

AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA ULSS 16 Padova - Distretto 2. Relazione dei primi 18 mesi di attività

AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA ULSS 16 Padova - Distretto 2. Relazione dei primi 18 mesi di attività AMBULATORIO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA ULSS 16 Padova - Distretto 2 Relazione dei primi 18 mesi di attività Per cardiopatia congenita si intende comunemente una importante anomalia strutturale del cuore

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA ELETTROCARDIOGRAMMA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA ELETTROCARDIOGRAMMA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA ELETTROCARDIOGRAMMA Le 12 derivazioni dell ECG di superficie completo. Caratteristiche di un vettore: Grandezza Direzione Polarità

Dettagli

BLS-D Basic Life Support Defibrillation

BLS-D Basic Life Support Defibrillation BLS-D Basic Life Support Defibrillation Università degli Studi di Sassari U.O. di Anestesia e Rianimazione Obiettivi e Struttura del corso Obiettivi: Acquisire conoscenze teorico pratiche in tema di Rianimazione

Dettagli

Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD)

Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) 1. Introduzione Definizione di morte cardiaca improvvisa La morte cardiaca improvvisa (MCI) consiste in una morte naturale, preceduta da perdita improvvisa della

Dettagli

EFFICACIA E FATTIBILITÀ DELLE MANOVRE ISOMETRICHE DI CONTROPRESSIONE DEGLI ARTI NELL IMPEDIRE UNA SINCOPE IN- CIPIENTE DURANTE LA VITA REALE

EFFICACIA E FATTIBILITÀ DELLE MANOVRE ISOMETRICHE DI CONTROPRESSIONE DEGLI ARTI NELL IMPEDIRE UNA SINCOPE IN- CIPIENTE DURANTE LA VITA REALE EFFICACIA E FATTIBILITÀ DELLE MANOVRE ISOMETRICHE DI CONTROPRESSIONE DEGLI ARTI NELL IMPEDIRE UNA SINCOPE IN- CIPIENTE DURANTE LA VITA REALE Croci F., Brignole M., Menozzi C. a, Solano A., Donateo P.,

Dettagli

La prevenzione dell Arresto Cardiaco. Napoli 6 Giugno 2008

La prevenzione dell Arresto Cardiaco. Napoli 6 Giugno 2008 La prevenzione dell Arresto Cardiaco Napoli 6 Giugno 2008 Prevenzione delle morti improvvise nel giovane e nello sport Giuseppe Palazzo Obiettivi Epidemiologia morte improvvisa ed attività fisica Prevenzione

Dettagli

DIFETTO INTERVENTRICOLARE

DIFETTO INTERVENTRICOLARE DIFETTO INTERVENTRICOLARE Divisione di Cardiologia Pediatrica Cattedra di Cardiologia Seconda Università di Napoli A.O. Monaldi Epidemiologia 20% di tutte le CC Perimembranoso: 80% Muscolare: 5-20% Inlet:

Dettagli

Canali del Calcio L-Type

Canali del Calcio L-Type Canali del Calcio L-Type Complessi etero-oligomerici in cui la subunità α 1 forma il poro ionico e lega agonisti e antagonisti 9 subunità α 1 (S,A,B,C,D,E,G,H,I) Subunità α 1 C e D formano il canale L;

Dettagli

STATINE E RISCHIO DI DIABETE

STATINE E RISCHIO DI DIABETE STATINE E RISCHIO DI DIABETE Gli inibitori della 3-idrossi-3-metilglutaril coenzima A (HMG-CoA) reduttasi, noti come statine, hanno rivoluzionato il trattamento della ipercolesterolemia e la prevenzione

Dettagli

Sessione 3.2 La terapia chirurgica

Sessione 3.2 La terapia chirurgica Modulo 3 La prevenzione secondaria Sessione 3.2 La terapia chirurgica durata: 30 min. 0 di 17 Obiettivi di apprendimento della sessione delineare le tecniche chirurgiche necessarie al controllo delle recidive

Dettagli

PROGRAMMA PRELIMINARE

PROGRAMMA PRELIMINARE PROGRAMMA PRELIMINARE GIOVEDI 14 MARZO 2013 09:00 16:00 Competence Medica 13:00 16:00 Competence Infermieristica AULA PLENARIA 15:00 16:30 Assemblea Generale AIAC 16:30-18:00 Simposio: I progetti e le

Dettagli

CORSO AVANZATO IN MEDICINA

CORSO AVANZATO IN MEDICINA www.gruppoemergenzecardiologiche.it CORSO AVANZATO IN MEDICINA TRATTAMENTO DELLE EMERGENZE CARDIOLOGICHE E RESPIRATORIE PROMOSSO DALLA SOCIETA SCIENTIFICA GIEC AFFILIATA ALLA FISM (Federazione Italiana

Dettagli

POLITERAPIE NEI PAZIENTI ANZIANI. Bettina Marconi Dipartimento Farmaceutico Azienda USL di Reggio Emilia

POLITERAPIE NEI PAZIENTI ANZIANI. Bettina Marconi Dipartimento Farmaceutico Azienda USL di Reggio Emilia POLITERAPIE NEI PAZIENTI ANZIANI Bettina Marconi Dipartimento Farmaceutico Azienda USL di Reggio Emilia PAZIENTI ANZIANI Maggiori utilizzatori di farmaci per la presenza di polipatologie spesso croniche

Dettagli

La defibrillazione precoce

La defibrillazione precoce L American Heart Association ha stimato che più di una persona ogni mille, in particolare tra i 45 e i 65 anni muore di morte improvvisa. La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) è l effetto di un circolo vizioso

Dettagli

XXVII Congresso Nazionale GISE STUDIO AFTER. Angioplasty Follow-up: Tests and Events Registry. Pietro Mazzarotto Ospedale San Carlo - Roma

XXVII Congresso Nazionale GISE STUDIO AFTER. Angioplasty Follow-up: Tests and Events Registry. Pietro Mazzarotto Ospedale San Carlo - Roma XXVII Congresso Nazionale GISE Genova 3-6 OTTOBRE 2006 STUDIO AFTER Angioplasty Follow-up: Tests and Events Registry Pietro Mazzarotto Ospedale San Carlo - Roma per i Ricercatori dello studio AFTER Test

Dettagli

AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA LE TECNOLOGIE PIU AVANZATE: TDI PULSATO E COLORE 2D SPECKLE TRACKING 3D

AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA LE TECNOLOGIE PIU AVANZATE: TDI PULSATO E COLORE 2D SPECKLE TRACKING 3D AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA U.O. Ambulatori Cardiologici Specialistici di Screening e Pre-ospedalizzazione LE TECNOLOGIE PIU AVANZATE: TDI PULSATO E COLORE 2D SPECKLE TRACKING 3D Federica Sambugaro DOPPLER

Dettagli

Statement. Confermato in più occasioni il profilo di efficacia e sicurezza di dabigatran etexilato

Statement. Confermato in più occasioni il profilo di efficacia e sicurezza di dabigatran etexilato Confermato in più occasioni il profilo di efficacia e sicurezza di dabigatran etexilato Il British Medical Journal pubblica un articolo non equilibrato riguardante dabigatran Ingelheim, Germany, 23 luglio

Dettagli

Risonanza magnetica cardiaca confronto con le metodiche tradizionali: Ruolo attuale nella clinica,indicazioni,limiti

Risonanza magnetica cardiaca confronto con le metodiche tradizionali: Ruolo attuale nella clinica,indicazioni,limiti Risonanza magnetica cardiaca confronto con le metodiche tradizionali: Ruolo attuale nella clinica,indicazioni,limiti CAD VALVULOPATIA MIOCARDIOPATIA ecocardiografia + +++ ++ SPECT +++ - - MRI ++ + +++

Dettagli

La gestione dello Scompenso Cardiaco: il ruolo del Cardiologo

La gestione dello Scompenso Cardiaco: il ruolo del Cardiologo La gestione dello Scompenso Cardiaco: il ruolo del Cardiologo LO SCOMPENSO CARDIACO 1-2 % DELLA POPOLAZIONE 14.000.000 IN EUROPA 1.000.000 IN ITALIA LO SCOMPENSO CARDIACO CARDIOLOGIA ELEVATA COMPETENZA

Dettagli

Diagnostic flowchart and management of patients with unexplained syncope

Diagnostic flowchart and management of patients with unexplained syncope Diagnostic flowchart and management of patients with unexplained syncope Giuseppe Inama MD FESC Crema (Italy) Definizione La sincope è un sintomo, le cui caratteristiche cliniche che la definiscono sono:

Dettagli

Scheda di Patologia SCOMPENSO CARDIACO

Scheda di Patologia SCOMPENSO CARDIACO Scheda di Patologia SCOMPENSO CARDIACO DEFINIZIONE Si definisce scompenso cardiaco la condizione in cui il cuore è incapace di pompare un flusso di sangue adeguato alle necessità dell organismo. Ciò produce

Dettagli

Versatile. Facile da usare. Completo. Discover Innovation 3. Versatile Facile da usare Completo

Versatile. Facile da usare. Completo. Discover Innovation 3. Versatile Facile da usare Completo TELIGEN ICD Defibrillatore cardioverter impiantabile Specifiche meccaniche 5 Dispositivo Modello Numero * GDT-LLHH = 4-SITE. Non ancora disponibile nell AEE. Dispositivo Tipo Dimensioni (cm) Massa (g)

Dettagli

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA IL COLESTEROLO BENVENUTI NEL PROGRAMMA DI RIDUZIONE DEL COLESTEROLO The Low Down Cholesterol DELL American Heart Association ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA www.unicz.it/cardio

Dettagli

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno

La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno Metodo epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La programmazione di uno studio clinico: dalla domanda al disegno La buona ricerca clinica Non è etico ciò che non è rilevante scientificamente Non è

Dettagli

Studio SVATCH: L'autocontrollo della pressione arteriosa migliora la terapia antipertensiva?

Studio SVATCH: L'autocontrollo della pressione arteriosa migliora la terapia antipertensiva? Prof. Dr. med. Claudio Marone eoc Ospedale San Giovanni, Schweiz Studio SVATCH: L'autocontrollo della pressione arteriosa migliora la terapia antipertensiva? Keywords: ipertensione, automisurazione della

Dettagli

Come fare attività fisica nella vita quotidiana

Come fare attività fisica nella vita quotidiana Come fare attività fisica nella vita quotidiana 1 OMS - Regional Office for Europe Cammino e bicicletta http://www.euro.who.int/eprise/main/who/progs/trt /modes/20021009_1 In Europa la maggior parte degli

Dettagli

IVREA 24 MARZO 2014 UNI3

IVREA 24 MARZO 2014 UNI3 IVREA 24 MARZO 2014 UNI3 IL CUORE E L LETTRICITA : TALVOLTA SON SCINTILLE! Paolo Musso responsabile terapia intensiva cardiologica Ospedale civile di Ivrea Alessandro Quilici coordinatore infermieristico

Dettagli

ATTUALITA SUL TRATTAMENTO DELLE SINDROMI SINCOPALI

ATTUALITA SUL TRATTAMENTO DELLE SINDROMI SINCOPALI ATTUALITA SUL TRATTAMENTO DELLE SINDROMI SINCOPALI R. Maggi, S. Corallo, M. Brignole Centro Aritmologico, Dipartimento di Cardiologia, Ospedali del Tigullio, Lavagna (GE) tel: +39 0185 329532 fax +39 0185

Dettagli

R E G I O N E P U G L I A

R E G I O N E P U G L I A Obj100 R E G I O N E P U G L I A Area Politiche per la promozione della salute delle persone e delle pari opportunità Servizio Programmazione Assistenza Territoriale e Prevenzione PROGETTO DEEP IMPACT

Dettagli

Al Cuore dell Allenamento Firstbeat - Un Software nato dalla ricerca universitaria

Al Cuore dell Allenamento Firstbeat - Un Software nato dalla ricerca universitaria Al Cuore dell Allenamento Firstbeat - Un Software nato dalla ricerca universitaria di Enzo Piccinni Variabilità cardiaca, Training Effect (TE), EPOC. Sono alcuni dei termini destinati a diventare (in breve)

Dettagli

Informazioni per il PAZIENTE SPECT miocardica di perfusione a riposo o dopo stimolo cod. 92.05.4

Informazioni per il PAZIENTE SPECT miocardica di perfusione a riposo o dopo stimolo cod. 92.05.4 Informazioni per il PAZIENTE SPECT miocardica di perfusione a riposo o dopo stimolo cod. 92.05.4 Che cos è la SPET miocardica di perfusione? E una indagine diagnostica che permette di studiare quanto sangue

Dettagli