Presentazione del laboratorio: Linguaggio e media per la finanza

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1 Università degli studi di Roma Tor vergata Dottorato di ricerca in Economia Aziendale Presentazione del laboratorio: Linguaggio e media per la finanza Roma, 16 Gennaio 2013

2 Obiettivi Il Laboratorio si propone di indagare i comportamenti dei soggetti e delle istituzioni che compongono il sistema finanziario in relazione a: Linguaggio utilizzato; Informazioni diffuse attraverso i media. Il Laboratorio intende creare opportunità di collaborazione e condivisione tra i ricercatori e gli operatori per quanto riguarda le prospettive e gli strumenti di analisi. 2

3 Struttura Il Laboratorio è attivato nell ambito del Dottorato di Ricerca in Economia Aziendale, percorso Banking and Finance. Direttore del Laboratorio: Vincenzo Farina Comitato Scientifico: in via di costituzione Sponsor esterni: Associazione Italiana per il Factoring (ASSIFACT). Sorgente Group. 3

4 Ambiti di ricerca Comportamento intermediari finanziari e organismi di controllo Efficienza dei mercati e comportamento agenti economici 4

5 Comportamento intermediari finanziari e organismi di controllo Possibili temi da sviluppare / approfondire nel Laboratorio: L analisi degli orientamenti culturali degli intermediari finanziari in relazione alla performance, alla creazione di valore ed alla compliance regolamentare L analisi degli stili di vigilanza delle autorità di controllo L analisi della reputazione (industry e/o firm-specific) L analisi della trasparenza informativa di intermediari finanziari ed imprese (es. analisi della relazione fra contenuto e livello di disclosure delle informazioni finanziarie rese pubbliche) La valutazione del grado di complessità della documentazione rivolta, in particolar modo, ai clienti retail 5

6 Efficienza dei mercati e comportamento agenti economici Possibili temi da sviluppare / approfondire nel Laboratorio: Dinamica delle bolle speculative (legata al comportamento dei noise traders ) Investor sentiment (generale e/o firm-specific) e mercati finanziari Investor attention (generale e/o firm-specific) e mercati finanziari Natura e capacità di influenza delle fonti informative Modalità di comunicazione e capacità di influenza delle informazioni 6

7 Efficienza dei mercati e comportamento agenti economici Framework di riferimento Evento Modalità di diffusione delle informazioni Livello di attenzione Effetti 7

8 Output attesi Il Laboratorio ritiene obiettivi prioritari: Produrre ricerche secondo criteri di qualità generalmente riconosciuti tra gli studiosi di intermediari e mercati finanziari. Produrre ricerche che siano utili ai soggetti che operano nel sistema finanziario. 8

9 Esperienza sul tema (articoli su riviste) Carretta, A., Farina, V., Fiordelisi, F., Martelli D., Schwizer, P. (2011). The impact of corporate governance press news on stock market returns, European Financial Management, vol. 17, n.1, pp Carretta, A., Farina, V., Schwizer, P. (2011). Cultural fit and post-merger integration in banking M&As, Journal of Financial Transformation, vol. 33, pp Carretta, A., Farina, V., Schwizer, P. (2010). The day after Basel 2: Do regulators comply with banking culture?, Journal of Financial Regulation and Compliance, vol. 18 n. 4, pp

10 Esperienza sul tema (Saggi all interno di volumi) Carretta, A., Farina, V., Graziano E.A., Reale M. (2013). Does Investor Attention Influence Stock Market Activity? The Case of Spin-Off Deals. In: Mattarocci, G., Carretta, A., Asset Pricing, Real Estate and Public Finance over the Crisis. Palgrave Macmillan. Carretta, A., Farina, V., Nako, A. (2012). Web 2.0, mass media e circolazione delle notizie finanziarie: il caso dello spread btp-bund. In: Bracchi G., Masciandaro D., Fondazione Rosselli, XVII Rapporto sul Sistema Finanziario Italiano, La banca commerciale territoriale nella crisi dei mercati. Fondazione Rosselli. Edibank - Bancaria Editrice, Milano. Carretta, A., Farina, V., Graziano E.A., (2011). Dal dire al fare. Principi della regolamentazione e azione di vigilanza: l evoluzione nel disegno delle regole e dei controlli. In: Bracchi G., Masciandaro D., Fondazione Rosselli, XVI Rapporto sul Sistema Finanziario Italiano, L Europa e oltre - Banche e imprese nella nuova globalizzazione. Edibank - Bancaria Editrice, Milano. (L articolo è pubblicato anche su Bancaria, n. 10, pp. 2-13) Carretta, A., Farina, V., Schwizer, P. (2010). Does board composition affect strategic frames of banks?. In (a cura di) Fiordelisi F., Molyneux P., Previati D., New Issues in Financial Institutions Management, Palgrave Macmillan, London. Caratelli, M., Farina, V., Giannotti, C. (2009) La comunicazione al mercato del rischio immobiliare: una verifica empirica per le SGR immobiliari Italiane. In: Bracchi G., Masciandaro D., Fondazione Rosselli, XIV Rapporto sul Sistema Finanziario Italiano, Dopo la crisi. L industra finanziaria Italiana tra stabilità e sviluppo. Edibank - Bancaria Editrice, Milano. Carretta, A., Farina, V., Schwizer, P. (2009). Chi ha paura della sana e prudente gestione? Un confronto dell'atteggiamento della Vigilanza e delle banche verso il rischio. In: Bracchi G., Masciandaro D., Fondazione Rosselli, XIV Rapporto sul Sistema Finanziario Italiano, Dopo la crisi. L industria finanziaria Italiana tra stabilità e sviluppo. Edibank - Bancaria Editrice, Milano Carretta, A., Farina, V., Fiordelisi, F., Schwizer, P. (2009). Does Corporate Culture Affect Shareholder Value? Evidence from European Banking. In (a cura di) Carretta, A., Fiordelisi, F. Mattarocci, G. New Drivers of Performance in a Changing Financial World. Palgrave Macmillan, London. 10

11 Lavori in corso Good News, Bad News: a Prososal to Rethink and to Measure Banks' Reputation Vincenzo Farina, Università di Roma Tor Vergata Giampaolo Gabbi, Università di Siena Daniele Previati, Università di Roma Tre Obiettivi Il lavoro si propone di sviluppare una metodologia di analisi della reputazione applicabile agli intermediari finanziari. 11

12 Lavori in corso Don t stand so close to me: Unione Bancaria e stili di vigilanza. Does fitness matter? Alessandro Carretta, Università di Roma Tor Vergata, Vincenzo Farina, Università di Roma Tor Vergata, Franco Fiordelisi, Università di Roma Tre Paola Schwizer, Università di Parma Obiettivi L'attribuzione alla Bce dei poteri di supervisione sulle maggiori banche europee è un passo importante verso l'integrazione comunitaria. Il lavoro si propone di individuare e confrontare gli stili di vigilanza adottati finora dagli organi di controllo dei principali paesi, per valutarne le implicazioni sulla prospettiva di esercizio unitario dei controlli. 12

13 Lavori in corso Mass Media, Investor Attention and the Stock Market Vincenzo Farina, Università di Roma Tor Vergata Marco Reale, Università di Canterbury (NZ) Obiettivi Il lavoro si propone di indagare nel tempo la relazione esistente tra market sentiment, attenzione degli investitori e performance del mercato azionario 13

14 Strumenti proprietari

15 A.M.I.C.A. (Automatic Monitoring of Internet & Content Analysis) Funzioni: Web mining (RSS feed, Twitter, Facebook, ) Content analysis: Funzioni di base (Come viene comunicato?) Category frequency analysis (es. sentiment analysis) (Come viene comunicato?) Latent semantic analysis (Cosa viene comunicato?) Analisi leggibilità testi (Come viene comunicato?) Social network analysis (Chi comunica?, Quali sono i maggiori influencer?) 15

16 Web mining Rss feeds (quotidiani, blogs, ecc ) Twitter Facebook? 16

17 ma non solo Documenti interni Rss feeds (quotidiani, blogs, ecc ) Twitter Facebook? Documenti autorità supervisione (es. SEC) 17

18 Content analysis Funzioni di base Word frequency analysis Analisi concordanze 18

19 Content analysis Category frequency analysis (es. sentiment analysis) Tipologie: Firm-specific Tematica Vocabolario di riferimento: Uso di liste predefinite (LIWC, General Inquirer, Loughran & McDonald, ecc ) Uso di tecniche di machine learning: Classificatori bayesiani naif Classificatori nearest neighbor (KNN) Classificatori support vector machine (SVM) 19

20 Content analysis Come funzionano i classificatori? 2 dimensioni 3 + dimensioni 20

21 Content analysis Latent semantic analysis Tecnica che consente di ridurre il contenuto di un documento a pochi concetti chiave. Utile quando si tratta di analizzare corpus testuali di grande dimensione. Es. Documento -> Bello: Cane, Gatto, Tempo, Giorno, Clima Applicazione LSA: Cane, Gatto -> Animali Tempo, Clima, Giorno -> Condizioni meteo Risultato -> Bello: Animali, Condizioni meteo 21

22 Content analysis Analisi della leggibilità dei testi Indici di leggibilità: Indice di Flesch Indice di Kincaid Indice di Gunning s Fog Indice GULPEASE Esempio indice di Flesch: con P = numero delle sillabe, calcolato su un campione di 100 parole; S = numero medio di parole per frase. 22

23 Social network analysis Struttura dei risultati a partire da motori di ricerca (es. Google, Yahoo, Bing) 23

24 Social network analysis Struttura dei legami fra soggetti che discutono di uno stesso argomento 24

25 Dal dire al fare Principi della regolamentazione e azione di vigilanza: l evoluzione nel disegno delle regole e dei controlli Carretta Farina Graziano 2011

26 Indice Obiettivi Letteratura Analisi Risultati Conclusioni 26

27 Obiettivi Analizzare la comunicazione della Banca d Italia nella prospettiva di segnale di indirizzo dei comportamenti. Si vuole infatti verificare se i temi ed i principi presenti nelle comunicazioni ufficiali: vengono ripresi a livello dell azione di vigilanza effettivamente svolta influenzano (e come) i comportamenti dei soggetti vigilati 27

28 Letteratura Incremento significativo di contributi teorici ed empirici che sottolineano l importanza dall attività di comunicazione delle Banche Centrali. Alcuni ambiti di comunicazione per le Banche Centrali: 1. obiettivi di politica monetaria 2. linee di azione correnti 3. previsioni sull andamento dell economia 4. indicazione delle linee di azione future 28

29 Letteratura Gli strumenti di comunicazione delle banche centrali sono diversi: conferenze stampa pubblicazione di bollettini economici audizioni pubbliche discorsi e interviste dei membri degli organi decisionali siti Internet documenti di ricerca e di discussione 29

30 Letteratura Per misurare l impatto della comunicazione occorre considerare come questa si rifletta sul comportamento degli attori che operano sul mercato: L influenza sulle aspettative del mercato La riduzione dell incertezza La garanzia di indipendenza La comunicazione e l azione di vigilanza 30

31 Letteratura La comunicazione delle banche centrali, soprattutto se queste godono di una buona credibilità, incide sull entità, sulla direzione Per misurare delle reazioni l impatto del mercato della e sul comunicazione grado occorre prevedibilità delle politiche monetarie future. considerare come questa si rifletta sul comportamento degli attori che operano sul mercato: L influenza sulle aspettative del mercato La riduzione dell incertezza La garanzia di indipendenza La comunicazione e l azione di vigilanza 31

32 Letteratura Se la comunicazione guida correttamente le Per misurare aspettative l impatto allora i prezzi della reagiscono comunicazione occorre correttamente e le decisioni di policy diventano considerare come questa si rifletta sul più prevedibili. comportamento degli attori che operano sul mercato: L influenza sulle aspettative del mercato La riduzione dell incertezza La garanzia di indipendenza La comunicazione e l azione di vigilanza 32

33 Letteratura Per misurare l impatto della comunicazione occorre All incremento dei livelli di indipendenza delle considerare banche centrali come fa questa generalmente si rifletta seguito sul la comportamento richiesta di una degli maggiore attori accountability. che operano sul mercato: L influenza sulle aspettative del mercato La riduzione dell incertezza La garanzia di indipendenza La comunicazione e l azione di vigilanza 33

34 Letteratura Per misurare l impatto della comunicazione occorre considerare Il contenuto come della comunicazione questa si in rifletta tema di principi sul di supervisione bancaria indirizzata al mercato può comportamento degli attori che operano sul mercato: trovare riscontro: nell azione di vigilanza successivamente svolta L influenza sulle aspettative del mercato comportamento dei soggetti vigilati La riduzione dell incertezza La garanzia di indipendenza La comunicazione e l azione di vigilanza 34

35 Analisi Oggetto dell analisi sono: i discorsi del Governatore e dei membri del Direttorio della Banca d Italia le sanzioni di vigilanza riportate nei Bollettini di Vigilanza nel periodo

36 Analisi L indagine si articola in tre fasi: 1. esame dei discorsi della Banca d Italia mediante l utilizzo di metodologie CATA (Computer Aided Text Analysis). 2. esame di 78 Bollettini di Vigilanza pubblicati mensilmente da Banca d Italia tra il 2002 ed il 2009, con riferimento alla sezione Sanzioni Amministrative (1.452 sanzioni). 3. individuazione di una relazione fra il contenuto dei discorsi relativi ai diversi anni ed il peso delle sanzioni di vigilanza contenute all interno delle diverse macro-classi. 36

37 Fase 1 Definizione del vocabolario di analisi Category frequency analysis 37

38 Fase 2 Definizione delle macro-classi di sanzioni 38

39 Fase 3 Individuazione di una relazione fra il contenuto dei discorsi relativi ai diversi anni ed il peso delle sanzioni di vigilanza contenute all interno delle diverse macro-classi. 39

40 Risultati Rilevanza media dei diversi ambiti di vigilanza all interno dei discorsi (numero di parole ogni mille) 40

41 Risultati Contenuto dei discorsi nel periodo (numero di parole ogni mille) 41

42 Risultati Rilevanza media delle macro-classi di sanzioni 42

43 Risultati Andamento delle sanzioni erogate da Banca d'italia nel periodo

44 Risultati Tematiche dei discorsi e sanzioni di vigilanza *Discorsi = variazione del numero di parole (ogni mille) nel periodo **Sanzioni = variazione % della categoria nel periodo 44

45 Conclusioni Ciò che emerge è che il contenuto dei discorsi contiene, anche se le evidenze sono limitate ai soli ambiti dell adeguatezza patrimoniale e contenimento dei rischi e della governance, organizzazione e controlli interni, dei segnali di indirizzo per i soggetti vigilati. sul fronte dell adeguatezza patrimoniale sembrerebbe confermata, almeno in parte, l ipotesi che le comunicazioni contengano le linee guida dell azione di vigilanza futura. sul fronte riguardante governance, organizzazione e controlli interni, i soggetti vigilati tenderebbero a rispondere con una maggiore (minore) compliance alle norme a fronte della più (meno) intensa pressione regolamentare. 45

46 Web 2.0, mass media e circolazione delle notizie finanziarie: il caso dello spread btp-bund Carretta Farina Nako 2012

47 Indice Obiettivi Letteratura Analisi Risultati Conclusioni 47

48 Obiettivi Come si diffonde una notizia? Chi sono i soggetti chiave nella circolazione delle informazioni finanziarie? Esiste una relazione fra il grado di diffusione della notizia e l attenzione verso la stessa? 48

49 Obiettivi Questo lavoro considera due aspetti legati alla diffusione delle notizie finanziarie: 1. Identificazione gli attori che hanno un ruolo centrale nella propagazione delle notizie finanziarie. 2. Relazione tra grado di circolazione delle notizie finanziarie e livello di attenzione / consapevolezza degli individui con l idea che la variazione di attenzione / consapevolezza sia influenzata dai mass media. 49

50 Letteratura La letteratura rileva diverse modalità di diffusione delle informazioni finanziarie. Word of mouth: gli investitori fanno grande affidamento sui consigli di familiari, amici e colleghi per quanto riguarda le loro scelte finanziarie. Mass media (giornali, reti televisive, canali radiofonici, web): l informazione viene diffusa attraverso un processo top-down: partendo dai mass media, dove viene originata e prodotta, essa si diffonde poi attraverso un passaggio verticale fino a raggiungere il pubblico. Web 2.0 (social network, blog, microblogging): luoghi di interazione dove l informazione non solo viene diffusa ma addirittura originata. Spesso vengono utilizzati anche dai media tradizionali. 50

51 Analisi Oggetto dell analisi sono le notizie riguardanti lo spread tra btp e bund diffuse mediante: mediante i principali siti di informazione in Italia (es. Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc) Twitter, una delle più importanti piattaforme di microblogging. Il caso delle notizie riguardanti lo spread tra btp e bund, è interessante per almeno tre motivi: esiste un fattore oggettivo che le origina, ossia l andamento della serie storica degli spread btp-bund le notizie sugli spread btp-bund sono diffuse con continuità, almeno dalla seconda metà dell anno 2011 l eco sui diversi media dell argomento è molto forte 51

52 Fasi Su Twitter viene tracciato, durante il periodo 21 Maggio Maggio 2012, l intero flusso di tweet convergente attorno all hashtag #spread per esaminare, mediante la social network analysis, la capacità di influenza degli utenti che contribuiscono alla circolazione delle notizie (Obiettivo 1). Mediante un modello di autoregressione vettoriale (VAR), viene indagata, durante il periodo Settembre 2011 Gennaio 2012, l esistenza di una relazione fra l andamento dello spread btp-bund, la circolazione delle notizie sull argomento ed il grado di attenzione / consapevolezza degli individui (Obiettivo 2). 52

53 Natura e capacità d influenza delle fonti informative: lo spread btp bund visto da Twitter Per studiare la relazione tra natura e capacità di influenza delle fonti informative si utilizza la metodologia della social network analysis (Mitchell 1969; Wasserman, Faust 1994). I dati sono rappresentati da tutti i tweet convergenti verso l hashtag #spread, raccolti dalle 8:37 del giorno 21 Maggio 2012 alle 11:56 del giorno 30 Maggio

54 Natura e capacità d influenza delle fonti informative: lo spread btp bund visto da Twitter Nel complesso, 240 utenti hanno generato 491 tweet e 180 retweet. Sulla base di questi ultimi è stato possibile definire il network delle interazioni tra tutti gli utenti. 54

55 Natura e capacità d influenza delle fonti informative: lo spread btp bund visto da Twitter L analisi della natura degli utenti di Twitter si basa sulla semplice distinzione fra mass media, blog e singoli individui. La misurazione della centralità di un utente nel network, considerata un indicatore del suo impatto, utilizza invece il concetto di betweenness dei singoli attori. 55

56 Natura e capacità d influenza delle fonti informative: lo spread btp bund visto da Twitter 56

57 Natura e capacità d influenza delle fonti informative: lo spread btp bund visto da Twitter Esistenza di una relazione fra la natura delle fonti ed il loro impatto sulla circolazione delle informazione. anche nell ambito degli strumenti Web 2.0, i media tradizionali hanno una forte influenza sulla circolazione di informazioni finanziarie. Il ruolo dei blog, specialmente di tipo finanziario, non è trascurabile. 57

58 Spread btp-bund, circolazione delle notizie e attenzione degli individui Al fine di stimare le relazioni fra l andamento dello spread btpbund, la diffusione delle notizie sull argomento ed il grado di attenzione / consapevolezza degli individui, nell ambito del periodo Settembre 2011 Gennaio 2012, si impiega un modello di autoregressione vettoriale (VAR). Il modello utilizza le seguenti variabili: Spread: rappresenta la differenza logaritmica del livello giornaliero degli spread fra btp e bund, i cui dati sono stati estratti dalla banca dati Bloomberg. Hits: rappresenta la differenza logaritmica della ricorrenza giornaliera congiunta delle parole spread e btp all interno di tutte le notizie pubblicate nel periodo di riferimento. Tutte le notizie analizzate provengono dalla banca dati Factiva. Attenzione, costruita utilizzando, in differenza logaritmica, i dati giornalieri delle ricerche riguardanti lo spread fra btp e bund effettuate dagli utenti sul motore di ricerca Google 58

59 Spread btp-bund, circolazione delle notizie e attenzione degli individui 59

60 Spread btp-bund, circolazione delle notizie e attenzione degli individui *** Livello di significatività 1% ** Livello di significatività 5% * Livello di significatività 10% 60

61 Spread btp-bund, circolazione delle notizie e attenzione degli individui Dopo aver stimato il modello statistico, è necessario dare una struttura economica al sistema attraverso un modello SVAR (Structural VAR), con il quale è possibile stimare la funzione impulso-risposta per le nostre variabili. Per risalire alla rappresentazione strutturale c è bisogno di restrizioni che rendano il modello interpretabile economicamente. A tal fine, attraverso la scomposizione di Cholesky si impone un preciso ordine ricorsivo che implica un ordine di endogeneità delle variabili del VAR (l ordine imposto è il seguente: 1. spread, 2. hits e 3. attenzione). 61

62 Spread btp-bund, circolazione delle notizie e attenzione degli individui 62

63 Spread btp-bund, circolazione delle notizie e attenzione degli individui In linea con le ipotesi di partenza, la variazione (positiva) di interesse dei mass media in un certo giorno è influenzata dalla variazione (positiva) dello spread sia istantanea (come si evince dalla funzione impulso risposta) sia nel giorno precedente. L attenzione degli individui invece è catturata certamente dall evoluzione dello spread nel giorno precedente ma anche, a livello istantaneo, da uno shock della variazione d interesse dei mass media, che produce un aumento immediato di attenzione nella misura del 25%. 63

64 64

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