Lezione 13- I due teoremi fondamentali dell economia del benessere e il second best

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Lezione 13- I due teoremi fondamentali dell economia del benessere e il second best"

Transcript

1 Lezione 13- I due teoremi fondamentali dell economia del benessere e il second best La mano invisibile e i due teoremi fondamentali dell economia del benessere Nel 1776 Adam Smith nella Ricchezza delle Nazioni definì il concetto di mano invisibile, in base al quale il libero operare delle forze di mercato, a loro volta dirette dall agire di individui egoisti, promuove la crescita economica e con essa l interesse pubblico. A metà degli anni 50 del secolo scorso è stato dimostrato che solo se sono soddisfatte alcune condizioni specifiche la mano invisibile consente il raggiungimento automatico del massimo benessere collettivo. Tali condizioni sono formalizzate nei due teoremi fondamentali dell economia del benessere, che si riconducono principalmente ai contributi di Pareto e Walras 1 e alle dimostrazioni di Wald (1951), McKenzie (1954) e di Arrow e Debreu (1954). Il primo teorema fondamentale dell economia del benessere stabilisce che in presenza di mercati completi ogni equilibrio walrasiano di concorrenza perfetta, se esiste, è un ottimo paretiano. Pertanto, in assenza di esternalità, ogni situazione nella quale per ogni bene esiste un prezzo, considerato come dato dagli operatori, a cui domanda e offerta si uguagliano, e il regime di mercato è caratterizzato, sia dal lato della domanda che dell offerta, da omogeneità del prodotto, ampia numerosità degli operatori, assenza di cartelli, intese o accordi fra essi, libertà di entrata e di uscita dal mercato senza costi (contendibilità) e perfetta informazione che possa scongiurare la segmentazione dei mercati, corrisponde a un ottimo paretiano. La completezza dei mercati implica: - l assenza di esternalità, ovvero di vantaggi o svantaggi che un operatore produce su un altro operatore senza riceverne un corrispettivo o pagarli (si tratta di vantaggi o svantaggi che non sono oggetto di scambio e quindi non compaiono nel bilancio di chi li produce). - l assenza di beni pubblici e di beni di merito; - la presenza di mercati per tutti i beni sia presenti che futuri (ma ciò è possibile solo tenendo conto che essi sono accompagnati da costi di transazione, da asimmetria informativa e da incertezza). L equilibrio walrasiano di concorrenza perfetta è la situazione nella quale esiste un vettore di prezzi tale che l eccesso di domanda su ogni mercato è nullo. Questo equilibrio assicura la massimizzazione delle utilità dei consumatori e dei profitti degli imprenditori garantite dalle assunzioni di continuità e non saziabilità delle preferenze e della convessità degli insiemi di produzione. Quest ultima assunzione implica l assenza di rendimenti crescenti che ridurrebbero il costo totale medio all aumentare della produzione nel lungo periodo favorendo, come aveva 1 Cfr. Pareto V., (1906), Manuale di Economia politica, Società Editrice Libraria, Milano; Walras L., (1900), Éléments d'économie politique pure, Leipzig.

2 intravisto con preoccupazione Marshall e successivamente precisato Sraffa 2, la tendenza dei mercati verso forme di concorrenza monopolistica (Figura 21). Negli anni successivi, la realtà dei mercati ha ampiamente mostrato lo scarso realismo dell assunzione di regimi di costi costanti e prospettato di conseguenza l allontanamento progressivo dei mercati dalla concorrenza perfetta. Per il primo teorema, se i prezzi fungono da indicatori della scarsità per i produttori e dell utilità sociale per i consumatori, l esistenza di prezzi perfettamente concorrenziali consente di produrre la combinazione migliore di beni e servizi avvalendosi delle risorse e della tecnologia a disposizione della società. Tuttavia l importanza pratica del teorema è alquanto limitata per la difficoltà di soddisfare nelle economie concrete le condizioni che garantiscano l esistenza, l unicità e la stabilità di un equilibrio di concorrenza perfetta. D altra parte, l ottimo paretiano, per come è definito, può essere raggiunto con qualsiasi distribuzione delle risorse politicamente accettabile. Il primo teorema ha quindi natura descrittiva e astratta, in quanto mostra le conseguenze di una ben definita situazione di mercato in termini di un dato principio di ordinamento sociale. Esso può essere visto come una precisazione del concetto smithiano di mano invisibile oltre che dei suoi limiti concreti. Esso trascura i profili di equità nella distribuzione delle risorse: il mercato opera sulla base di una distribuzione delle risorse già esistente, che non riesce a modificare, se non marginalmente, attraverso l efficientamento (Figura 2). Pertanto, l operare della concorrenza perfetta rende efficiente il sistema produttivo data la distribuzione delle risorse tra i produttori e ottimizza il benessere dei consumatori data la distribuzione del reddito. In altre parole, ciascun individuo massimizza la sua utilità nei limiti del proprio reddito. Gli aspetti più problematici dell equilibrio walrasiano di concorrenza perfetta sono la sua stabilità oltre all esistenza e all unicità. In un mercato di concorrenza perfetta le condizioni per l ottimo paretiano sono tutte soddisfatte perché la legge del prezzo unico implica l unicità dei prezzi relativi (sms eguali e smt eguali) e la minimizzazione dei costi di produzione se le combinazioni produttive eguagliano i smst ai rapporti tra i prezzi dei fattori per ogni settore. Se l efficienza di un sistema produttivo dipende dal meccanismo dei prezzi in mercati di concorrenza perfetta, la sua equità è connessa, invece, alla distribuzione del reddito che è associata a un giudizio di valore. Per i marginalisti essa è invece legata alla corrispondenza tra produttività marginale e remunerazione dei fattori. Il secondo teorema fondamentale dell economia del benessere, quello detto prescrittivo, stabilisce che in un economia convessa (ovvero se le curve di indifferenza e gli isoquanti sono convessi), in presenza di mercati completi, un equilibrio economico generale concorrenziale consente di raggiungere una allocazione Pareto-efficiente (una posizione di ottimo paretiano) una volta raggiunta una distribuzione opportuna della dotazione iniziale dei beni disponibili. Esiste un ottimo paretiano per ogni distribuzione ma qui un punto fondamentale da comprendere riguarda la definizione opportuna della distribuzione delle dotazioni iniziali. In un 2 La questione viene ripresa successivamente in relazione alla definizione di esternalità. In presenza di rendimenti crescenti di scala, il costo totale medio decrescerebbe continuamente senza eguagliare mai il costo totale medio (Figura 21). L eguaglianza del prezzo al costo marginale darebbe luogo a produzioni in perdita.

3 contesto di individualismo etico, che insieme alla inconfrontabilità delle utilità è un presupposto dei due teoremi, l equità definita politicamente può rendere necessario uno spostamento sulla frontiera delle utilità ottenuto attraverso imposte o sussidi a somma fissa (sulla cui base imponibile il contribuente non può influire attraverso il suo comportamento). Il secondo teorema implica che considerazioni distributive e di efficienza possano essere vagliate separatamente. I due teoremi dell economia del benessere sono stati interpretati da molti economisti nel senso di suggerire una divisione di compiti fra Stato e mercato: al primo si assegnerebbe un obiettivo redistributivo mentre il secondo assolverebbe un ruolo allocativo nel caso in cui il mercato producesse una distribuzione inaccettabile. I due teoremi fondamentali hanno rilevanti implicazioni dal punto di vista della politica economica. Se esiste una configurazione di mercati perfettamente concorrenziali e completi, e quindi un equilibrio di mercato di concorrenza perfetta in assenza di esternalità, l operatore pubblico non dovrebbe intervenire, se non per una modifica previa della distribuzione delle dotazioni: infatti, qualunque altro intervento porterebbe il sistema in una posizione sub-ottimale, cioè di minore efficienza. Tuttavia, secondo il pensiero liberale, siccome qualunque allocazione Pareto-ottimale può essere raggiunta attraverso un equilibrio di mercato di concorrenza perfetta e un trasferimento a somma fissa, è meglio che il mercato sia lasciato a sé stesso (e realizzare una crescita più sostenuta del reddito), per redistribuirlo successivamente attraverso i trasferimenti. Dunque, la conclusione che discende dai due teoremi è che per far crescere più velocemente l economia è meglio che il mercato concorrenziale sia lasciato a sé stesso: la ricetta è quella del laissez faire, del free trade e del free market. Ma la realtà dei mercati è diversa. I due teoremi sono stati estesi, anche sulla base di contributi precedenti alla loro dimostrazione (Arrow, 1953), per tener conto sia della uniperiodalità sia dell incertezza che li accompagna. Il primo problema è stato affrontato con la creazione dei mercati dei beni futuri. Il secondo problema è stato affrontato considerando i mercati contingenti in cui i beni sono definiti in relazione al periodo e alla situazione che si verificherà nel periodo stesso. Entrambi questi tipi di mercati possono servire per effettuare coperture dei rischi legati all incertezza ma possono essere utilizzati anche per motivi speculativi. Il modello di Milton e Savage mostra che l incertezza dà luogo a un costo che può essere coperto dai mercati assicurativi (Figura 22). Nonostante le estensioni suddette, la realtà in cui viviamo è ancora caratterizzata da mercati incompleti che lasciano spazio sia alle esternalità che all incertezza. In conclusione, la presenza di mercati non perfettamente concorrenziali, beni pubblici, beni di merito, costi di transazione, asimmetrie informative e mercati incompleti danno luogo alla formazione di prezzi diversi da quelli di Arrow e Debreu e quindi a situazioni inefficienti (Figura 23). L esistenza di tanti ottimi paretiani quante sono le possibili distribuzioni delle dotazioni iniziali conduce a mettere in dubbio una convinzione molto radicata nella corporazione degli economisti e cioè che tra equità ed efficienza esista un trade-off ovvero un modo di scambiare l una con l altra come se esse condividessero la natura di obiettivo. Questa posizione trascura la diversa natura dell equità e dell efficienza e cioè che mentre la prima è un obiettivo che dipende da giudizio di valore, e in questo senso essa è lasciata alla scelta politica, la seconda ha solo natura di vincolo. In

4 altre parole, una volta scelta una qualsivoglia distribuzione delle dotazioni iniziali (prius), si procede a rendere efficiente il sistema economico (posterius). Tuttavia ogni situazione distributiva deve essere associata a un allocazione efficiente delle risorse. L efficienza I concetti di efficienza sono molteplici. Una prima distinzione si può fare tra i concetti di efficienza statica (allocativa o paretiana, x), e quelli di efficienza dinamica (adattiva, innovativa). L efficienza allocativa è associata alla concorrenza perfetta e prevede l uguaglianza tra prezzo di vendita e costo marginale di produzione. L efficienza x, dovuta a Leibenstein, consiste nella scelta dei programmi di produzione tecnicamente efficienti. Per questo, ogni individuo tenderà a perseguire un massimo relativo compatibile con le informazioni di cui dispone e i valori etici cui fa riferimento, laddove cause specifiche di inefficienza sono date dai contratti di lavoro incompleti (a causa di asimmetrie informative), dall imperfetta specificazione della funzione di produzione e dalla mancanza di motivazioni. L efficienza x mette in evidenza le carenze della teoria tradizionale neoclassica nell analizzare i meccanismi interni all impresa, pur rivalutando il ruolo della concorrenza e, in particolare, l eguaglianza dei saggi marginali di sostituzione tecnica tra i fattori produttivi lavoro e capitale (dati dal rapporto tra le loro remunerazioni: tasso di salario e tasso di interesse) nella promozione dell efficienza produttiva 3. L efficienza dinamica adattiva di Alchian 4 prevede la minimizzazione del costo medio di produzione nel tempo in presenza di apprendimento graduale nel modo di affrontare i problemi (learning by doing) e nella capacità di dare risposte corrette ai problemi stessi. L efficienza dinamica innovativa consiste, infine, nella capacità di introdurre innovazioni di processo o di prodotto che consentono di modificare il sentiero dei crescita dell economia. Su questo punto si ricorda la posizione di Schumpeter il quale sosteneva che l innovazione, in quanto legata all investimento, era favorita dalla grande impresa oligopolistica e monopolistica piuttosto che dalla piccola impresa concorrenziale che non poteva godere di extra profitti peraltro importanti proprio per favorire l attività innovativa. Una posizione opposta è stata invece argomentata da Arrow. Si può comunque osservare che proprio l acquisizione di quote di mercato crescenti fino alla posizione di monopolio può far venire meno una motivazione importante dell innovazione. L equità L'equità in economia è una situazione di equilibrio nell'allocazione delle risorse in cui nessun individuo preferisce la situazione degli altri individui alla propria. Nell economia del benessere, l equità può essere intesa come molto vicina al concetto di giustizia distributiva. In tale chiave, 3 Cfr. Leibenstein H., (1989), Efficienza X e sviluppo economico: una teoria generale, UTET, Torino. 4 Cfr. Alchian A., (1950), Uncertainty, Evolution and Economic Theory, Journal of Political Economy, June.

5 l equità è associata a un giudizio di valore con cui interpretare gli equilibri di ottimo paretiano a cui giunge un sistema economico e attraverso il quale giustificare un eventuale intervento pubblico di carattere redistributivo. Come si è visto per l efficienza, anche i concetti di equità sono molteplici e possono avere come obiettivo l egualitarismo del reddito, della ricchezza, delle opportunità (o dei punti di partenza) per tutti, oppure condizionarlo al merito, all impegno, alla produttività. Si osserva che in un economia di scambio l ottenimento di una situazione perfettamente egualitaria è temporalmente instabile e dovrebbe essere continuamente ricostituita. Inoltre, superato il punto di massimo consumo o reddito pro-capite sulla frontiera tecnologica, raggiunto anche attraverso una più equa distribuzione, ulteriori operazioni redistributive verso un maggiore egualitarismo posso produrre un effetto marginale negativo sul risparmio e sull'investimento (Baldassarri, Piga). In particolare, la redistribuzione tramite imposte, se da un lato consente ai pubblici poteri il perseguimento di obiettivi di giustizia distributiva, dall altro può generare, al contempo, distorsioni nelle attività di consumo e di produzione che danno luogo a perdite di efficienza allocativa (Figura 23). In realtà non esistono imposte (capitazione, poll tax) o sussidi a somma fissa in grado di svolgere, senza distorsioni, il compito distributivo previsto dal Secondo Teorema. Se la distribuzione associata al funzionamento del mercato concorrenziale non è accettabile dal punto di vista dell equità, i tentativi di modificare tale distribuzione attraverso gli strumenti fiscali suddetti produce inefficienze. Queste sono rappresentate dal cuneo fiscale individuato dal triangolo di Harberger nel caso di imposte sul consumo in cui l effetto sostituzione associato all imposta determina per i contribuenti una perdita secca di benessere sociale che non si trasferisce all erario in termini di gettito. Il second best Nelle situazioni in cui almeno una delle condizioni necessarie per realizzare l ottimo paretiano non è empiricamente rispettata, Lipsey e Lancaster hanno dimostrato, con il teorema del second best 5, che il raggiungimento di un secondo ottimo non implica necessariamente il rispetto di tutte le altre condizioni necessarie per realizzare il primo ottimo. Ciò vale anche nel caso di piccoli scostamenti 6 tra realtà di mercati e il modello astratto di Arrow e Debreu. In conclusione, il mutamento della distribuzione porta in pratica a una situazione di secondo ottimo anche se ciò non dà luogo a un trade-off tra equità ed efficienza se si assume che esse non condividano la stessa natura di obiettivo. 5 Cfr. Lipsey R.G., Lancaster K., (1956), The General Theory of Second Best, Review of Economic Studies, December. 6 Vedi a questo riguardo anche la problematica delle conseguenze di piccoli scostamenti posta da Akerlof G. A. e Yellen J. L. Can Small Deviations from Rationality Make Significant Differences to Economic Equilibria?, American Economic Review, 1985, pp

6 Il teorema del second best di Lipsey e Lancaster asserisce che se N condizioni definiscono un ottimo paretiano, non è vero che una situazione nella quale un numero n < N condizioni sono soddisfatte sia necessariamente superiore a una situazione in cui un numero minore m < n < N di esse siano soddisfatte. Se si manifesta un solo scostamento, il compito del policy-maker è quello di rimuoverlo; nell impossibilità di farlo, è necessario intervenire sull intero sistema. Infatti, la distorsione su un mercato non rimane isolata, ma si propaga sugli altri mercati. L intuizione che sta dietro a questo risultato deriva dal fatto che le distorsioni allocative causate dalla violazione di una delle condizioni di efficienza possono essere, in genere, attenuate da distorsioni di segno opposto indotte da altre violazioni. Un esempio: se un produttore generasse diseconomie esterne ambientali (producendo oltre il livello Pareto-ottimale), questa distorsione potrebbe essere controbilanciata nel caso in cui l impresa fosse anche monopolista (e quindi scegliesse un livello di produzione al quale il prezzo eccede il costo marginale del bene, restringendo nel modo opportuno la produzione). Una politica concorrenziale che inducesse l impresa a scegliere un livello di produzione concorrenziale tale che il prezzo eguagli il costo marginale potrebbe ridurre il benessere piuttosto che incrementarlo.

Economia del benessere

Economia del benessere Economia del benessere 1 Mercato e Stato Il problema principale che si pone è come e in quali condizioni i risultati economici che possono essere conseguiti attraverso il mercato garantiscono il rispetto

Dettagli

Corso di POLITICA ECONOMICA

Corso di POLITICA ECONOMICA Corso di POLITICA ECONOMICA Giuseppe Croce Università La Sapienza - sede di Latina a.a. 2013-14 Queste slides non sostituiscono in alcun modo i testi consigliati per la preparazione dell esame ma intendono

Dettagli

Equilibrio generale ed efficienza dei mercati (Frank, Capitolo 15)

Equilibrio generale ed efficienza dei mercati (Frank, Capitolo 15) Equilibrio generale ed efficienza dei mercati (Frank, Capitolo 15) EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE Esistono molteplici relazioni tra mercati Per comprendere il funzionamento dell economia è quindi indispensabile

Dettagli

massimizzazione del benessere sociale

massimizzazione del benessere sociale POLITICA ECONOMICA A.A. 2011-2012 Prof. Francesca Gastaldi TEORIA DELL ECONOMIA DEL BENESSERE (1930-1950) che studia il funzionamento di una economia di produzione e di scambio domandandosi quale debba

Dettagli

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE Docente: Gatto Antonino Elaborazione: Dott.ssa Locantro Antonia Lucia L oggetto di studio della scienza

Dettagli

Equilibrio Economico Generale ed Economia del Benessere

Equilibrio Economico Generale ed Economia del Benessere Equilibrio Economico Generale ed Economia del enessere lessandro Scopelliti Università di Reggio Calabria e University of Warwick alessandro.scopelliti@unirc.it 1 EQUILIRIO ECONOMICO GENERLE E ECONOMI

Dettagli

Introduzione al corso e cenni di storia dell economia

Introduzione al corso e cenni di storia dell economia Corso di laurea in Produzione dell edilizia Corso di Economia e Gestione delle Imprese 1^ lezione Introduzione al corso e cenni di storia dell economia 8 marzo 2005 Prof. Federico Della Puppa - A.A. 2004-2005

Dettagli

Politica economica: Lezione 5

Politica economica: Lezione 5 Politica economica: Lezione 5 II canale: M - Z Crediti: 9 Corsi di laurea: Nuovo Ordinamento (DM. 270) Vecchio ordinamento (DM. 590) Politica Economica - Luca Salvatici 1 Efficienza nella produzione Criterio

Dettagli

Equilibrio generale ed efficienza economica

Equilibrio generale ed efficienza economica Equilibrio generale ed efficienza economica Analisi dell equilibrio generale Efficienza nello scambio Equità ed efficienza Panoramica sull efficienza nei mercati concorrenziali Perché i mercati falliscono

Dettagli

Lezione 2: Teoria del commercio internazionale: Heckscher-Ohlin

Lezione 2: Teoria del commercio internazionale: Heckscher-Ohlin Corso di Economia e Politica economica nei mercati globali S. Papa spapa@unite.it Lezione 2: Teoria del commercio internazionale: Heckscher-Ohlin Facoltà di Scienze della Comunicazione Università di Teramo

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 2: Equilibrio economico generale (part 2) Francesca Severini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) f.severini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

Antonella Laino Il monopolio naturale

Antonella Laino Il monopolio naturale A13 477 Antonella Laino Il monopolio naturale Copyright MMXII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173 Roma (06) 93781065 ISBN 978-88-548-4809-2

Dettagli

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso Esercizio 1 Data la funzione di domanda: ELASTICITÀ Dire se partendo da un livello di prezzo p 1 = 1.5, al produttore converrà aumentare il prezzo fino al livello p 2 = 2. Sarebbe conveniente per il produttore

Dettagli

Modello neoclassico per la specializzazione internazionale: Heckscher-Ohlin

Modello neoclassico per la specializzazione internazionale: Heckscher-Ohlin Corso di Politica Economica Europee Stefano Papa spapa@uniroma1.it Modello neoclassico per la specializzazione internazionale: Heckscher-Ohlin Facoltà di Economica Università di Roma Sapienza Da produttività

Dettagli

Indice generale. Presentazione dell edizione italiana XIII Presentazione della terza edizione XV Prefazione XVII Ringraziamenti XXI

Indice generale. Presentazione dell edizione italiana XIII Presentazione della terza edizione XV Prefazione XVII Ringraziamenti XXI Pagine di apertura VII XXII 26-05-2003 14:45 Pagina VII Presentazione dell edizione italiana XIII Presentazione della terza edizione XV Prefazione XVII Ringraziamenti XXI Capitolo 1 L economia di mercato

Dettagli

La Concorrenza Monopolistica

La Concorrenza Monopolistica La Concorrenza Monopolistica Caratteristiche Molteplicità di imprese Libertà di entrata (entreranno imprese finché vi sarà possibilità di profitti positivi). L entrata di nuove imprese favorisce i consumatori

Dettagli

LA POLITICA MICROECONOMICA I

LA POLITICA MICROECONOMICA I capitolo 6-1 LA POLITICA MICROECONOMICA I LA POLITICA MICROECONOMICA MIRA A REALIZZARE OBIETTIVI DI EFFICIENZA ED EQUITA OPERANDO (A SECONDA DEI CASI) PER: ASSICURARE ESISTENZA E FUNZIONAMENTO DEI MERCATI

Dettagli

Corso di Scienza Economica (Economia Politica) prof. G. Di Bartolomeo

Corso di Scienza Economica (Economia Politica) prof. G. Di Bartolomeo Corso di Scienza Economica (Economia Politica) prof. G. Di Bartolomeo Lezione 14 Equilibrio economico generale (efficienza nello scambio) e fallimenti del mercato Facoltà di Scienze della Comunicazione

Dettagli

Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico?

Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico? Davide Natale Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico? 1) Perché il mercato fallisce? Il mercato fallisce prevalentemente a causa della presenza di tre fenomeni, che

Dettagli

Microeconomia Settima edizione

Microeconomia Settima edizione Robert S. Pindyck Daniel L. Rubinfeld Microeconomia Settima edizione Edizione italiana a cura di Emanuele Bacchiega Sommario breve PARTE I Introduzione: mercati e prezzi Capitolo 1 Concetti di base 3 Capitolo

Dettagli

Economia Politica (potete riferirvi al testo di esame di J. Hey o ad altri tipo il Varian)

Economia Politica (potete riferirvi al testo di esame di J. Hey o ad altri tipo il Varian) Introduzione al Corso Nozioni Propedeutiche di base: Economia Politica (potete riferirvi al testo di esame di J. Hey o ad altri tipo il Varian) Matematica generale Metodo e Finalità dell Apprendimento:

Dettagli

Esercitazione 9 Dott.ssa Sabrina Pedrini 29/04/2015. Domande a risposta multipla

Esercitazione 9 Dott.ssa Sabrina Pedrini 29/04/2015. Domande a risposta multipla Esercitazione 9 Dott.ssa Sabrina Pedrini 29/04/2015 Domande a risposta multipla 1) Il primo teorema dell economia del benessere sostiene che: a) L equilibrio competitivo dipende dal potere contrattuale

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Lezione 16 2 Teorema economia benessere. Surplus produttore e consumatore. Esternalità e Beni pubblici

Lezione 16 2 Teorema economia benessere. Surplus produttore e consumatore. Esternalità e Beni pubblici Corso di Economia Politica prof. S. Papa Lezione 16 2 Teorema economia benessere. Surplus produttore e consumatore. Esternalità e Beni pubblici Facoltà di Economia Università di Roma La Sapienza Economia

Dettagli

Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico

Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico Obiettivi delle prossime due lezioni Che cosa distingue i beni pubblici, tipicamente forniti dal settore pubblico, dai beni forniti dal mercato?

Dettagli

Equilibrio economico generale e benessere

Equilibrio economico generale e benessere Scambio Equilibrio economico generale e benessere Equilibrio economico generale e benessere (KR 12 + NS 8) Dipartimento di Economia Politica Università di Milano Bicocca Outline Scambio 1 Scambio 2 3 4

Dettagli

Capitolo 26: Il mercato del lavoro

Capitolo 26: Il mercato del lavoro Capitolo 26: Il mercato del lavoro 26.1: Introduzione In questo capitolo applichiamo l analisi della domanda e dell offerta ad un mercato che riveste particolare importanza: il mercato del lavoro. Utilizziamo

Dettagli

F. Lapecorella E.Longobardi V.Peragine Appunti di Scienza delle finanze a.a. 2002-2003

F. Lapecorella E.Longobardi V.Peragine Appunti di Scienza delle finanze a.a. 2002-2003 F. Lapecorella E.Longobardi V.Peragine Appunti di Scienza delle finanze a.a. 2002-2003 Appunto n. 1: Il giudizio di efficienza di Ernesto Longobardi 8 ottobre 2002 1 Sovranità del consumatore vs paternalismo

Dettagli

Funzione del benessere sociale e trade-off equità ed efficienza

Funzione del benessere sociale e trade-off equità ed efficienza Funzione del benessere sociale e trade-off equità ed efficienza Economia Pubblica lezione 3 1 Esistono infinite allocazioni Pareto-efficienti: Frontiera del Benessere (FB) o grande frontiera dell utilità

Dettagli

L efficienza del mercato

L efficienza del mercato L efficienza del mercato I mercantilisti, Smith e il mercato Prima di Smith, era ampiamente diffusa l idea che il migliore raggiungimento dell interesse pubblico richiedesse un intervento attivo dello

Dettagli

La politica commerciale

La politica commerciale La politica commerciale Arcangelis 2005 1 Introduzione Se la Cina impone un dazio sulle importazioni dall UE e dagli USA, che cosa accade? E se sussidia le proprie esportazioni? Qual è stato l effetto

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 11: Potere di Mercato David Bartolini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) d.bartolini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

Equilibrio di mercato e analisi di statica comparata

Equilibrio di mercato e analisi di statica comparata CAPITOLO 1 Equilibrio di mercato e analisi di statica comparata Esercizio 1.1. Si consideri un mercato per un determinato bene. La curva di offerta delle imprese è Q S = 60 + p, quella di domanda dei consumatori

Dettagli

Esercizi di Scienza delle finanze (a.a. 2011/2012) CFU 1: Ruolo economico dello settore pubblico ed economia del benessere

Esercizi di Scienza delle finanze (a.a. 2011/2012) CFU 1: Ruolo economico dello settore pubblico ed economia del benessere Esercizi di Scienza delle finanze (a.a. 2011/2012) CFU 1: Ruolo economico dello settore pubblico ed economia del benessere 1.1 Antonio (A) e Bice (B) consumano due beni, yogurt (y) e wafer (w). I due beni

Dettagli

Il mercato di monopolio

Il mercato di monopolio Il monopolio Il mercato di monopolio Il monopolio è una struttura di mercato caratterizzata da 1. Un unico venditore di un prodotto non sostituibile. Non ci sono altre imprese che possano competere con

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Corso di Politica Economica Lezione 6: Equilibrio economico generale (part 2) David Bartolini Università Politecnica delle Marche (Sede di S.Benedetto del Tronto) d.bartolini@univpm.it (email) http://utenti.dea.univpm.it/politica

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

Capitolo 22: Lo scambio nel mercato dei capitali

Capitolo 22: Lo scambio nel mercato dei capitali Capitolo 22: Lo scambio nel mercato dei capitali 22.1: Introduzione In questo capitolo analizziamo lo scambio nel mercato dei capitali, dove si incontrano la domanda di prestito e l offerta di credito.

Dettagli

Economia pubblica. Alberto Zanardi

Economia pubblica. Alberto Zanardi Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF Economia pubblica a.a. 2013-14 14 (8 crediti, 60 ore insegnamento) I beni pubblici Alberto Zanardi Fallimenti del

Dettagli

Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase

Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase Capitolo 16 Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase COSA ABBIAMO IMPARATO FINORA (PARTE TERZA) Un economia perfettamente concorrenziale è in grado di raggiungere l ottimalità-paretiana (=una

Dettagli

La teoria dell offerta

La teoria dell offerta La teoria dell offerta Tecnologia e costi di produzione In questa lezione approfondiamo l analisi del comportamento delle imprese e quindi delle determinanti dell offerta. In particolare: è possibile individuare

Dettagli

Il modello generale di commercio internazionale

Il modello generale di commercio internazionale Capitolo 6 Il modello generale di commercio internazionale [a.a. 2013/14] adattamento italiano di Novella Bottini (ulteriore adattamento di Giovanni Anania) 6-1 Struttura della presentazione Domanda e

Dettagli

Il modello generale di commercio internazionale

Il modello generale di commercio internazionale Capitolo 6 Il modello generale di commercio internazionale [a.a. 2015/16 ] adattamento italiano di Novella Bottini (ulteriore adattamento di Giovanni Anania, Margherita Scoppola e Francesco Aiello) 6-1

Dettagli

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Introduzione Struttura di mercato e incentivi a investire

Dettagli

Le Motivazioni del Protezionismo

Le Motivazioni del Protezionismo Le Motivazioni del Protezionismo Stefano Papa Università di Roma Sapienza stefano.papa@uniroma1.it Facoltà di Economia Le motivazioni del protezionismo La politica commerciale, il protezionismo sono una

Dettagli

Economia e politica di gestione del territorio. [1:cap.4]

Economia e politica di gestione del territorio. [1:cap.4] Economia e politica di gestione del territorio Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie (L.M.) A.A. 2013-2014 Lezione n.5: Efficienza ed Equità [1:cap.4] Docente: Antonio Lopolito tel. 0881-589.417

Dettagli

Efficienza ed equità

Efficienza ed equità Efficienza ed equità Efficienza ed equità Abbiamo visto nelle lezioni precedenti che, nella situazione ideale di assenza di fallimenti del mercato, il mercato condurrebbe a un risultato Pareto-efficiente.

Dettagli

Economia Pubblica. Giuseppe De Feo. Secondo Semestre 2014-15. Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it

Economia Pubblica. Giuseppe De Feo. Secondo Semestre 2014-15. Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Economia Pubblica Giuseppe De Feo Università degli Studi di Pavia email: giuseppe.defeo@unipv.it Secondo Semestre 2014-15 Outline I Richiami di Economia del Benessere Economia di mercato e Intervento pubblico

Dettagli

PRODUZIONE E CRESCITA

PRODUZIONE E CRESCITA Università degli studi di MACERATA ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2012/2013 PRODUZIONE E CRESCITA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

Il modello generale di commercio internazionale

Il modello generale di commercio internazionale Capitolo 6 Il modello generale di commercio internazionale adattamento italiano di Novella Bottini 1 Struttura della presentazione Domanda e offerta relative Benessere e ragioni di scambio Effetti della

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez2 Nuove teorie dell impresa La teoria manageriale Quali problemi fondamentali delle moderne organizzazioni delle imprese non sono stati

Dettagli

Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2

Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2 Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2 Stefano Neri Corso di Laurea in Servizio Sociale 2009/10 Università degli Studi di Milano Bicocca I sistemi sanitari tra mercato e intervento pubblico Tutti i sistemi

Dettagli

1 Il criterio Paretiano e la "Nuova economia del Benessere"

1 Il criterio Paretiano e la Nuova economia del Benessere 1 Il criterio Paretiano e la "Nuova economia del Benessere" 1.1 L aggregazione di preferenze ordinali inconfrontabili e il criterio di Pareto L aggregazione delle preferenze individuali è problematica

Dettagli

L azzardo morale e il modello principale-agente

L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il modello principale-agente L azzardo morale e il problema principale agente Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate

Dettagli

Programma delle Lezioni

Programma delle Lezioni UniversitàdegliStudidi Bologna Facoltà di Scienze Politiche Corsodi Laureain ScienzePolitiche, Socialie Internazionali Microeconomia (A-E) Matteo Alvisi Parte 7 EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE E COMMERCIO

Dettagli

POLITICA ECONOMICA A.A. 2008/2009. Linda Meleo l.meleo@libero.it. lezione 4

POLITICA ECONOMICA A.A. 2008/2009. Linda Meleo l.meleo@libero.it. lezione 4 POLITICA ECONOMICA A.A. 2008/2009 Linda Meleo l.meleo@libero.it lezione 4 1 LA LEZIONE PRECEDENTE Esternalità Di produzione e di consumo; Negative e positive. Misure per internalizzare gli effetti delle

Dettagli

Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza

Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza 23.1: Introduzione In questo capitolo studiamo la scelta ottima del consumatore in condizioni di incertezza, vale a dire in situazioni tali che il consumatore

Dettagli

Economia Internazionale e Politiche Commerciali (a.a. 12/13)

Economia Internazionale e Politiche Commerciali (a.a. 12/13) Economia Internazionale e Politiche Commerciali (a.a. 12/13) Soluzione Esame (11 gennaio 2013) Prima Parte 1. (9 p.) (a) Ipotizzate che in un mondo a due paesi, Brasile e Germania, e due prodotti, farina

Dettagli

Capitolo 7. Efficienza e scambio. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 7. Efficienza e scambio. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 7 Efficienza e scambio Pareto-efficienza L efficienza in senso economico ha una definizione ristretta che prende il nome da un economista italiano (Vilfredo Pareto) una allocazione è efficiente

Dettagli

Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Corso di Laurea in Scienze Economiche A.A. 2008-2009 LEZIONE 2

Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Corso di Laurea in Scienze Economiche A.A. 2008-2009 LEZIONE 2 Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria Economia Internazionale Corso di Laurea in Scienze Economiche A.A. 2008-2009 MATERIALE DIDATTICO da integrare al libro di testo: Hill C.W.L. International

Dettagli

La scelta in condizioni di incertezza

La scelta in condizioni di incertezza La scelta in condizioni di incertezza 1 Stati di natura e utilità attesa. L approccio delle preferenza per gli stati Il problema posto dall incertezza riformulato (state-preference approach). L individuo

Dettagli

ANALISI COSTI-BENEFICI

ANALISI COSTI-BENEFICI ANALISI COSTI-BENEFICI Valutazione di progetti pubblici Le politiche pubbliche correnti consistono nel realizzare progetti pubblici: il policy maker deve decidere quale progetto è da preferire tra le varie

Dettagli

Università degli Studi dell Aquila

Università degli Studi dell Aquila Università degli Studi dell Aquila Esame di Microeconomia 9 crediti 3 settembre 2014 Docente: Giuseppe Pace ISTRUZIONI Riempire i campi relativi a nome, cognome (IN STAMPATELLO) e matricola sulla griglia.

Dettagli

Scelta intertemporale: Consumo vs. risparmio

Scelta intertemporale: Consumo vs. risparmio Scelta intertemporale: Consumo vs. risparmio Fino a questo punto abbiamo considerato solo modelli statici, cioè modelli che non hanno una dimensione temporale. In realtà i consumatori devono scegliere

Dettagli

Indice. 1 La disoccupazione ---------------------------------------------------------------------------------------- 3. 2 di 6

Indice. 1 La disoccupazione ---------------------------------------------------------------------------------------- 3. 2 di 6 INEGNAMENO DI EONOMIA OLIIA LEZIONE VIII IL EORE DELL OUAZIONE ROF. ALDO VAOLA Economia olitica Indice 1 La disoccupazione ----------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

N.B. IL PROGRAMMA DEL CORSO FA RIFERIMENTO AL CORSO TENUTO NELL' A.A. 2005 2006 PROF. ANDREA MARIO LAVEZZI

N.B. IL PROGRAMMA DEL CORSO FA RIFERIMENTO AL CORSO TENUTO NELL' A.A. 2005 2006 PROF. ANDREA MARIO LAVEZZI ECONOMIA POLITICA (9 CFU) Corso per Operatore della Pubblica Ammistrazione Facoltà di Giurisprudenza Università di Palermo Polo didattico di Agrigento A.A. 2010-2011 1 N.B. IL PROGRAMMA DEL CORSO FA RIFERIMENTO

Dettagli

Effetti delle imposte nel mercato internazionale dei capitali. Economia dei tributi_polin 1

Effetti delle imposte nel mercato internazionale dei capitali. Economia dei tributi_polin 1 Effetti delle imposte nel mercato internazionale dei capitali Economia dei tributi_polin 1 Allocazione internazionale del capitale Si possono definire due principi di neutralità della tassazione del capitale

Dettagli

La Massimizzazione del profitto

La Massimizzazione del profitto La Massimizzazione del profitto Studio del comportamento dell impresa, soggetto a vincoli quando si compiono scelte. Ora vedremo un modello per analizzare le scelte di quantità prodotta e come produrla.

Dettagli

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:

Dettagli

Economia e politica di gestione del territorio. Lezione n.2: Il ruolo del settore. [1:cap.1]

Economia e politica di gestione del territorio. Lezione n.2: Il ruolo del settore. [1:cap.1] Economia e politica di gestione del territorio Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie (L.M.) A.A. 2013-2014 Lezione n.2: Il ruolo del settore pubblico in un'economia mista [1:cap.1] Docente: Antonio

Dettagli

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Attività patrimoniali: stock di ricchezza 1. beni materiali e immateriali che partecipano ai processi produttivi, correnti e futuri, e che prospettano un flusso

Dettagli

REGOLAZIONE (E TASSAZIONE OTTIMALE) DI UN MONOPOLIO CON PIÙ LINEE DI PRODUZIONE

REGOLAZIONE (E TASSAZIONE OTTIMALE) DI UN MONOPOLIO CON PIÙ LINEE DI PRODUZIONE REGOLAZIONE (E TASSAZIONE OTTIMALE) DI UN MONOPOLIO CON PIÙ LINEE DI PRODUZIONE Nella Sezione 16.5 abbiamo visto come un regolatore che voglia fissare il prezzo del monopolista in modo da minimizzare la

Dettagli

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali 1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali OBIETTIVI SPECIFICI COMPRENDERE L INCERTEZZA INTRINSECA NELLA DEFINIZIONE DEI

Dettagli

EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE PROF. MATTIA LETTIERI

EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE PROF. MATTIA LETTIERI EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE PROF. MATTIA LETTIERI Indice 1 EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE ------------------------------------------------------------------------------ 3 2 L EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

Dettagli

Le ragioni dell intervento pubblico

Le ragioni dell intervento pubblico Le ragioni dell intervento pubblico 1. COME VALUTARE GLI ESITI DEL MERCATO PRIVATO E DELL INTERVENTO PUBBLICO (L OTTIMO SOCIALE) 2. QUANDO IL MERCATO REALIZZA L OTTIMO SOCIALE 3. QUANTO IL MERCATO FALLISCE

Dettagli

Effetti delle imposte nel mercato internazionale dei capitali. Economia dei tributi_polin 1

Effetti delle imposte nel mercato internazionale dei capitali. Economia dei tributi_polin 1 Effetti delle imposte nel mercato internazionale dei capitali Economia dei tributi_polin 1 Allocazione internazionale del capitale Si possono definire due principi di neutralità della tassazione del capitale

Dettagli

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE Docente: Gatto Antonino Elaborazione: Dott.ssa Locantro Antonia Lucia I motivi dell intervento dello

Dettagli

MINIMIZZAZIONE DEI COSTI

MINIMIZZAZIONE DEI COSTI Università degli studi di MACERATA Facoltà di SCIENZE POLITICHE ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2009/2010 MINIMIZZAZIONE DEI COSTI Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@univpm.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

SCAMBIO EFFICIENTE. Cos è la Scatola di Edgeworth?

SCAMBIO EFFICIENTE. Cos è la Scatola di Edgeworth? SCAMBIO EFFICIENTE Per determinare se l equilibrio competitivo soddisfa la condizione di scambio efficiente, dovremo sviluppare uno strumento grafico chiamato la Scatola di Edgeworth e utilizzato per descrivere

Dettagli

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl Capitolo 12 Il monopolio IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza fondamentale

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 4

Economia monetaria e creditizia. Slide 4 Economia monetaria e creditizia Slide 4 Le teorie diverse che spiegano come di determina la domanda di moneta possono essere ricondotte alle due funzioni di mezzo di pagamento e di riserva di valore la

Dettagli

STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO SULLA CRESCITA E SULLO SVILUPPO

STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO SULLA CRESCITA E SULLO SVILUPPO STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO SULLA CRESCITA E SULLO SVILUPPO 1. Teoria Classica Scuola economica neoclassica si sviluppa in Gran Bretagna nel 18 e 19 secolo. Smith, Ricardo, Malthus, Mill, Marx. Periodo

Dettagli

Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali

Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali ECONOMIA MODULO TEORIA A.A. 2013/2014 IL O Fabio Clementi E-mail: fabio.clementi@unimc.it

Dettagli

La Minimizzazione dei costi

La Minimizzazione dei costi La Minimizzazione dei costi Il nostro obiettivo è lo studio del comportamento di un impresa che massimizza il profitto sia in mercati concorrenziali che non concorrenziali. Ora vedremo la fase della minimizzazione

Dettagli

Teoria del commercio internazionale

Teoria del commercio internazionale Teoria del commercio internazionale (Krugman e Obstfeld Economia Internazionale Hoepli, 2003. Capp. 2, 4 leggere; 6 studiare) Vantaggi dallo scambio Differenze nelle caratteristiche dei paesi danno luogo

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE

PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE 1.1. PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE A - Il principio di agglomerazione è genetico / fondativo della città Perché? la concentrazione spaziale come scelta di comodità/efficienza

Dettagli

Esame di scienza delle finanze. Esercizi n.b. arrotondare i risultati alla quarta cifra decimale.

Esame di scienza delle finanze. Esercizi n.b. arrotondare i risultati alla quarta cifra decimale. Esame di scienza delle finanze Corso di laurea in Economia Aziendale prof. Peragine 21-12-2011 Esercizi n.b. arrotondare i risultati alla quarta cifra decimale. 1. (3 punti) Le disponibilità a pagare per

Dettagli

I beni pubblici: un problema di rilevazione delle preferenze

I beni pubblici: un problema di rilevazione delle preferenze Università degli Studi di Perugia Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Politica e dell'amministrazione ECONOMIA E FINANZA PUBBLICA Enza Caruso Lezione n. 9-0 I fallimenti del mercato: lo Stato può

Dettagli

Economia pubblica. Alberto Zanardi

Economia pubblica. Alberto Zanardi Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF Economia pubblica a.a. 2013-14 14 (8 crediti, 60 ore insegnamento) Le asimmetrie informative Alberto Zanardi Carenze

Dettagli

I beni pubblici. Fallimenti del mercato

I beni pubblici. Fallimenti del mercato I beni pubblici Fallimenti del mercato Introduzione Esistono beni che non vengono offerti da imprese private ma, in misura ed in modi diversi, vengono offerti dal settore pubblico. Es. la difesa nazionale,

Dettagli

Capitolo 10 Costi. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl

Capitolo 10 Costi. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl Capitolo 10 Costi COSTI Per poter realizzare la produzione l impresa sostiene dei costi Si tratta di scegliere la combinazione ottimale dei fattori produttivi per l impresa È bene ricordare che la categoria

Dettagli

Corso di Politica Economica Teorie del benessere sociale

Corso di Politica Economica Teorie del benessere sociale Corso di Politica Economica Teorie del benessere sociale Prof. Paolo Buonanno Università degli Studi di Bergamo Funzioni di benessere sociale che cosa intendiamo per bene comune? come è possibile confrontare

Dettagli

Economia Industriale

Economia Industriale Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Facoltà di Economia A.A. 2005/2006 Economia Industriale Dott. Massimiliano Piacenza Lezione 3 Monopolio e regola dell elasticità Monopolio naturale e regolamentazione

Dettagli

Economia Politica. Il monopolio. Cap 15. Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi

Economia Politica. Il monopolio. Cap 15. Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi Economia Politica Appunti delle lezioni Fabiano Schivardi testo di riferimento: Mankiw, Principi di economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Cap 15 Il monopolio Inquadramento generale In questa sezione prenderemo

Dettagli

Imposte ed efficienza economica

Imposte ed efficienza economica Imposte ed efficienza economica Imposte ed efficienza economica Nell immediato, ogni aumento delle imposte fa diminuire il benessere dei contribuenti. Nel lungo periodo, tale diminuzione è compensata dai

Dettagli

Università degli Studi di Perugia AA. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.

Università degli Studi di Perugia AA. 2014/2015 Dipartimento di Economia. ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg. Università degli Studi di Perugia AA. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani (davide.castellani@unipg.it) Richiami di microeconomia La curva di domanda o Le scelte

Dettagli

Politica Economica Istituzioni e Efficienza

Politica Economica Istituzioni e Efficienza Politica Economica Istituzioni e Efficienza 2 Introduzione al concetto di Istituzioni Le istituzioni riducono il tasso di incertezza creando delle regolarità nella vita di tutti i giorni. Sono una guida

Dettagli

Capitolo 3. La domanda e l'offerta

Capitolo 3. La domanda e l'offerta Capitolo 3 La domanda e l'offerta Domanda e offerta sono parte di un modello che punta a spiegare in che modo vengono determinati i prezzi in un sistema di mercato I mercati Un mercato è un gruppo di acquirenti

Dettagli

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 8 Ricerca del profitto e mano invisibile Mercati e motivazioni personali Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione

Dettagli