PREMESSE PER UNO STUDIO DELLA VARIAZIONE DI REGISTRO IN ITALIANO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PREMESSE PER UNO STUDIO DELLA VARIAZIONE DI REGISTRO IN ITALIANO"

Transcript

1 PREMESSE PER UNO STUDIO DELLA VARIAZIONE DI REGISTRO IN ITALIANO 0. Il recente avvio di un progetto di ricerca sulle varietà formali di alcune lingue europee nella comunicazione elettronica ( 1 ) offre l occasione per discutere, a mo' di premessa, alcuni aspetti e peculiarità della variazione di registro in italiano all interno di un quadro teorico più generale, e specie in relazione alla prospettiva anglosassone. In ambito italiano, va detto, la bibliografia scientifica sul tema si caratterizza per una generale carenza di indagini empiriche (v. Rovere 1989 e ora Moretti et alii 2004, tra le poche), alla quale tuttavia fanno da contraltare importanti sistematizzazioni teoriche, più e meno recenti (Francescato 1974; Berruto 1980: e ; Berruto 1987: , Berretta 1988: , Moretti in stampa) ( 2 ). 1. Una questione iniziale da considerare, imprescindibilmente, è di ordine terminologico. Facendo riferimento alle note categorie illustrate in Halliday (1978; ma v. già Gregory 1964 e cfr. tra gli altri Halliday-McIntosh-Strevens 1964: 87-94), campo, tenore e modo (field, tenor e mode) sono considerati i tre fattori principali che intervengono a determinare la variazione della lingua attraverso le situazioni comunicative. Nella linguistica europea continentale, e così in quella italiana, si è soliti identificare una specifica dimensione o sottodimensione di variazione in relazione a ciascuno di questi: al primo fattore è connessa la variazione detta di sottocodice (termine in uso nella bibliografia italiana per lingua settoriale e simili), al secondo la variazione di registro o stile (da cui variazione stilistica) e al terzo la variazione dipendente dalla dicotomia scritto/parlato; le prime due rappresentano le sottodimensioni della variazione diafasica, mentre la terza, per lo meno secondo alcune posizioni, costituirebbe una dimensione autonoma di variazione, cosiddetta diamesica. Nella linguistica anglosassone, invece, è intesa tipicamente come un unica dimensione l intera sfera di variazione determinata dall azione congiunta dei tre fattori citati ( 3 ); dimensione 1

2 alla quale ci si è soliti riferire con il termine register ( registro ; v. da ultimo Biber-Conrad 2009). Più in generale, nella terminologia angloamericana è consuetudine usare register per ogni varietà di lingua definita in relazione agli usi (according to uses) e dialect per ogni varietà, geografica o sociale, definita in relazione ai parlanti, agli utenti (according to users; cfr. Halliday 2009[1964]); in questo quadro, la variazione di registro intesa nell accezione europea continentale è resa in buona parte nella sociolinguistica variazionista dal termine style (cfr. Schilling-Estes 2002, Coupland 2007: 9-18). Entro queste linee generali si collocano poi le singole tradizioni di studi, che conducono inevitabilmente a un incremento di differenziazioni terminologiche e comportano modi anche alquanto diversi di intendere una stessa nozione, di registro o stile nella fattispecie. Benchè una rassegna ragionata ecceda certamente la portata di queste nostre note (si vedano invece Dittmar 2004 e Wunderli 2005, quest'ultimo specie in relazione alla bibliografia di lingua francese), si possono quanto meno menzionare, in ambito europeo continentale, i contributi della scuola di Praga, a cui si deve l'elaborazione del concetto di 'stile funzionale' (per cui v. ad es. Dubský 1972), accolto con particolare favore dalla linguistica sovietica, e della sociolinguistica tedesca, che ha visto lo Stil al centro del dibattito tra linguisti 'internalisti' ed 'esternalisti' (nei termini di Berruto 2009). Dando per noto l'apporto della scuola praghese, si può qui ricordare a proposito della sociolinguistica tedesca la contrapposizione tra un'impostazione 'interna' (per cui si vedano i lavori di Dressler e Wodak, citati in Dittmar 1995a), che postula l'esistenza di una variazione libera condizionata da fattori psicologici, trascendente le correlazioni laboviane tra fatti linguistici e sociali (in un quadro di integrazione della variazione stilistica in un modello esplicito di grammatica), e un approccio 'esterno', proprio di una corrente sociolinguistica etnograficamente orientata (sono rappresentativi alcuni studi di Hinnenkamp e Selting, per cui v. ancora Dittmar 1995a), che è principalmente interessata alle configurazioni di cooccorrenza tra fenomeni linguistici e strategie discorsivo-interazionali; lo stile, per la prima, costituisce la dimensione individuale della 2

3 variazione libera e, per il secondo, è dato dalla co-varianza di fatti linguistici e sequenze di interazione. Rappresenta un tentativo di compromesso la proposta di Dittmar (1995b), per cui lo stile, da intendere non soltanto come una varietà diafasica ma come un concetto generale nell'intero spettro della variazione linguistica (v. Berruto 2001: 318), è concepito in senso sia sistemico sia ecologico (nei termini dell Autore), come Gestalt und Gestaltung, ossia come un sistema ordinato di scelte e di combinazioni preferenziali (con restrizioni di cooccorrenza) dei mezzi di espressione, che si attuano in conformità a un particolare contesto situazionale e su quattro livelli: quelli delle azioni (obiettivi, intenzioni e scopi) sociali, delle 'cornici' che orientano i vari tipi di interazione, dei patterns conversazionali e delle forme linguistiche (v. Dittmar 1995b: ). Tradizioni e posizioni teoriche differenti convivono altresì nella linguistica anglosassone. I diversi significati con cui register e style (a cui va aggiunto genre) si presentano nella bibliografia specialistica (v. Biber-Conrad 2009: per una panoramica recente) celano appunto, come spesso accade per fatti in apparenza esclusivamente formali, questioni di sostanza; nella fattispecie, anche di interesse teorico. Nel già citato Biber-Conrad (2009), ad esempio, style si contrappone a register, inteso nel senso angloamericano, e presenta un accezione sensibilmente vicina al significato che ha stile nella tradizione letteraria e retorica; diverge perciò altrettanto sensibilmente dal senso, sopra ricordato, con cui è comunemente inteso nella sociolinguistica variazionista, di impostazione laboviana. La prospettiva di Biber-Conrad (2009: ) si pone non a caso in esplicita contrapposizione a quest ultima; differenti sono le unità di analisi fondamentali, e di qui gli approcci metodologici, differente è il modo di intendere i rapporti reciproci tra classi di varietà di lingua, e tra registers e dialects in particolare. La prospettiva variazionista si basa infatti sul concetto di variabile sociolinguistica: la variazione, cioè, è data fondamentalmente dalla realizzazione di varianti diverse dallo stesso significato. La prospettiva di Biber-Conrad (2009), che gli stessi definiscono testuale e che identificano con lo studio della variazione di 'registro', in senso anglosassone (register variation), 3

4 assume invece come unità di analisi tratti linguistici, chiamati register features (da cui si distinguono i register markers, per cui v. Biber-Conrad 2009: 11), che si caratterizzano per distribuzioni di frequenza quantitativamente differenti a seconda delle diverse varietà situazionali: la loro occorrenza in un determinato register non implica la preservazione dell'identità di significato rispetto a possibili corrispondenti e, a differenza dei tratti di dialect, è esplicitamente funzionale, soddisfa cioè scopi comunicativi richiesti specificamente dalla situazione. Le due prospettive, come già menzionato, divergono poi in relazione all'interpretazione dei rapporti tra classi di varietà e quindi, più in generale, in merito alla priorità da assegnare a una certa dimensione di variazione piuttosto che a un altra all'interno del repertorio linguistico. La sociolinguistica variazionista considera tipicamente primaria la dimensione di variazione rappresentata dai dialects, dalla quale deriverebbe la variazione stilistica (o di registro, nel senso europeo continentale) ( 4 ); poggia su questo principio il modello di Bell (1984; v. anche Labov 2001), secondo cui la variazione stilistica sarebbe sostanzialmente determinata dall'adattamento alla varietà di dialect dell'interlocutore. Di contro, gli studi condotti nella prospettiva testuale riconoscono come basica la dimensione rappresentata dai registers (la diafasia, dunque, da intendere come comprensiva anche della diamesia) e come derivata quella dei dialects (v. Biber- Conrad 2009: 265); secondo Finegan-Biber (1994 e 2001), ad esempio, tratti di register diverrebbero marche di dialect per effetto dei differenti accessi sociali alle modalità di produzione linguistica tipiche della 'concezione' scritta (schriftliche Konzeption, per Koch-Oesterreicher 1990) ( 5 ). Ne consegue che la gamma di variazione tra dialects diversi è considerata maggiore rispetto alla gamma di variazione stilistica, nella prima prospettiva, e minore rispetto alla gamma di variazione tra registers, nella seconda; in linea di principio, come sarà del tutto eccezionale nella prima prospettiva la presenza di varianti soltanto stilistiche, che non rechino cioè anche marcatura di dialect (cfr. Bell 1984: ), così sarà nella seconda la presenza di tratti linguistici indicatori soltanto di variazione di dialect (cfr. Finegan-Biber 2001: ). Entrambe le prospettive condividono invece i due assunti teorici fondamentali circa i pattern 4

5 sistematici della variazione situazionale (cfr. Labov 2001: 86ss.); in breve: 1) gli stessi tratti linguistici spesso funzionano sia come marche sociali sia come marche situazionali e 2) la distribuzione di questi nelle varietà sociali e situazionali è generalmente parallela, con i tratti diffusi presso gli strati sociali più bassi che occorrono più frequentemente nelle situazioni meno formali e quelli diffusi presso gli strati sociali più alti nelle situazioni più formali. 2. Veniamo ora alla realtà sociolinguistica italiana. Possiamo notare innanzitutto che i due assunti teorici appena citati trovano appoggio nei rapporti tra le varietà situazionali e sociali del repertorio linguistico, che vede sia un'ampia sovrapposizione fra tratti marcati diafasicamente e tratti marcati diastraticamente sia una correlazione privilegiata fra registri e varietà sociali di uno stesso livello, alto o basso. La situazione italiana non sembra però presentare una generale distribuzione laboviana (o 'di prestigio') delle variabili, specie fonetiche, cioè con tratti ugualmente sensibili alla variazione situazionale e sociale (oltre che geografica), fatta eccezione per il caso dell'italiano di Toscana; la struttura sociolinguistica, all interno della gorgia, della variabile (k) in fiorentino, ad esempio, è stratificata sia stilisticamente sia socialmente: la realizzazione delle varianti non standard, [x], [h] e Ø, prodotte per effetto della spirantizzazione delle occlusive sorde intervocaliche (fenomeno notoriamente marcato in diatopia), varia cioè congiuntamente per registro e strato sociale (v. Berruto 1980: 193 e 1987: ). A differenza di situazioni tipiche angloamericane, inoltre, ma conformemente a realtà comuni nel dominio romanzo (cfr. Berruto 2001: 311), le produzioni linguistiche di fasce sociali diverse parrebbero convergere maggiormente nei registri più bassi, meno sorvegliati, anziché in quelli più alti. La competenza dei parlanti colti coprirebbe infatti una porzione maggiore del continuum di variazione diafasica rispetto a quella dei parlanti incolti, in particolare quanto alla zona 'alta', dove anche le differenze generazionali sembrerebbero più marcate; la variazione stilistica nella realizzazione di variabili sociolinguistiche parrebbe insomma generalmente più ampia presso i parlanti colti, specie di età avanzata (che possono ad es. disporre dei cultismi della lingua letteraria 5

6 e di tratti dei registri formali del passato, oggi di uso raro). Le varietà sociali dell'italiano, va ricordato, non rappresentano esse stesse vere e proprie varietà diafasiche; in linea di principio, ogni varietà sociale dispone di una propria variazione diafasica interna. Si configurano evidentemente come casi peculiari, ad esempio, gli usi dell'italiano popolare come elderly talk, ossia come varietà di accomodamento usata in conversazioni spontanee con anziani, anche da parte di giovani colti (v. Sogni 2004; cfr. Taddei Gheiler 2005: 68); l'italiano popolare viene qui ad assumere il ruolo di varietà situazionale, mostrando tra l'altro interessanti analogie con i fenomeni di language crossing (l'uso di una lingua che generalmente non 'appartiene' al parlante; v. Rampton 1998). Funziona anche come varietà diafasica all interno del repertorio l'italiano popolare di parlanti incolti in situazioni formali, particolarmente nello scritto; l'italiano popolare è per questi l'unica varietà di italiano, ha variazione diafasica interna sensibilmente ridotta se non completamente assente (specie per certe zone del sistema) e rappresenta di fatto il registro alto, mentre il dialetto occupa lo spazio funzionale riservato alle varietà di registro basso ( 6 ). Tratti tipici di una certa varietà sociale possono poi comparire nel sistema linguistico di una varietà sociale diversa, spesso con connotazione diafasica differente rispetto a quella che hanno nella prima. Tratti di italiano popolare, che caratterizzano la varietà di registro alto del repertorio di parlanti incolti, si ritroveranno propriamente nella varietà di registro basso di parlanti colti; i medesimi fenomeni, presumibilmente, costituiranno però fatti di langue per i parlanti incolti e di parole per quelli colti. Questi stessi tratti, peraltro, saranno connotati come più o meno formali, più o meno 'alti' in diafasia, a seconda della loro realizzazione in diamesia: dato, infatti, che a parità di altre variabili il parlato richiede sempre elementi di registro meno formale di un parallelo testo scritto [ ], i medesimi elementi linguistici, comparendo in testi orali oppure scritti, risulteranno spostati di un gradino nella scala formale/informale: verso l alto nel parlato, verso il basso nello scritto (Berretta 1988: 771) ( 7 ). La gamma di variazione tra i registri, infine, parrebbe in italiano particolarmente ampia. Qualunque valutazione, che in attesa di indagini empiriche deve peraltro affidarsi alle impressioni, 6

7 va tuttavia operata distinguendo per lo meno tra repertorio linguistico comunitario e individuale e tra i diversi livelli d'analisi. Nel repertorio comunitario, anche per motivi legati alla storia e alle convenzioni testuali dell'italiano, lessico, morfosintassi e testualità sembrerebbero conoscere una variazione di registro più ampia rispetto ad altre lingue europee, potendo disporre nella zona 'alta' di cultismi letterari, grecismi, latinismi e arcaismi (a differenza ad es. del tedesco, in cui molti arcaismi non funzionano da marche di registro; v. Rovere 1989: 153) e nella zona 'bassa' dell'apporto interferenziale dei dialetti (che manca, ovviamente, in situazioni diverse da quella di lingua cum dialectis; v. anche 3.); a livello fonetico-fonologico, al contrario, anche in ragione di una distribuzione non laboviana delle variabili (v. sopra), la variazione di registro parrebbe meno ampia e meno marcata rispetto a quella di altre lingue europee, quali francese, tedesco e inglese (cfr. Berruto 1987: ). Nel repertorio individuale, invece, la gamma di variazione tra registri sembrerebbe tendenzialmente inferiore a quella che si ha nel repertorio comunitario, seppure con significative differenze generazionali e di istruzione (v. sopra). A ciò si aggiunga che nello spazio di variazione dell'italiano, caratterizzato ancora da una gamma di variabilità complessiva, data dall'intreccio tra le varie dimensioni, che parrebbe più estesa rispetto a quella delle altre lingue europee (v. Berretta 1988: 763), la varietà standard fa ormai da riferimento per il registro formale e non coincide più con il registro medio dell'italiano, orientato invece sulla varietà neo-standard; aumenta, di conseguenza, la marcatezza dei registri più alti e si riduce quella dei registri più bassi, sempre più presenti tanto nella comunicazione ordinaria quanto nelle situazioni in cui in passato prevalevano di norma varietà più formali (Rovere 2009). In questo quadro, rimangono da indagare in maniera mirata gli effetti prodotti dalla comunicazione elettronica (v. 4.), nella quale, per lo meno in alcuni ambiti, sembrerebbe predominante una tendenza al registro unico, modellato sul parlato informale (Pistolesi 2004: 250). 3. Date queste coordinate generali, occorre considerare come intervenga a complicare il quadro la principale dimensione di variazione dell'italiano, quella diatopica. Rispetto a quanto si accennava 7

8 poco sopra, un ulteriore elemento di distinzione tra lingue, riferito ai relativi spazi di variazione, è rappresentato appunto dal riconoscimento di una certa dimensione di variazione piuttosto che un'altra come quella dominante nel repertorio linguistico (su questo tema cfr. Gadet 1998, dove si pongono a confronto le situazioni del francese, dell'inglese britannico e dell'italiano, e Gadet 2007: ; cenni anche in Moretti in stampa). Generalmente, è noto, ogni varietà regionale si costituisce di più varietà sociali e, come ogni varietà sociale, conosce una propria variazione diafasica interna; la dimensione diatopica si sovrappone quindi a quelle diastratica e diafasica, mentre quest ultima opera all interno delle altre. Gli usi di varietà regionali come varietà diafasiche rappresentano casi peculiari; si pensi all esempio della varietà romana, che sempre più di frequente tende a essere usata anche da parlanti di altre regioni come varietà di registro basso ( un substandard diafasico quasi-nazionale secondo Scholz 2003: 135, a proposito del romanesco nella comunicazione elettronica). In condizioni particolari, varietà diatopiche differenti, compresenti in uno stesso repertorio linguistico comunitario, potranno poi connotarsi anche per gradi reciprocamente diversi di marcatezza diafasica e/o diastratica. Nella situazione torinese, ad esempio, dal secondo dopoguerra fino per lo meno agli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso l'italiano regionale piemontese ha rappresentato un modello linguistico di riferimento per gli immigrati meridionali (cfr. Grassi 1965, Lorenzetti 1994: 649); una varietà regionale, insomma, che si presentava come lievemente marcata verso l'alto delle dimensioni diastratica e diafasica. Di contro, le stesse condizioni sociali venutesi a creare in quegli anni determinarono forti sovrapposizioni tra varietà regionali meridionali e varietà sociali basse, da cui la tendenza di alcuni tratti delle prime ad assumere il valore di tratti sociolettali bassi (cfr. Berretta 1988: 764). Tratti regionali possono poi dare luogo a variazione di registro, specie a livello foneticofonologico: l'interferenza dialettale, notoriamente, è soggetta a maggiore controllo nei registri alti. Il rapporto tra variazione regionale, sociale e di registro va tuttavia considerato anche in relazione a uno dei postulati teorici della sociolinguistica variazionista in tema di variazione 8

9 stilistica: lo style-shifting sarebbe cioè correlato alla consapevolezza della marcatezza sociolinguistica, e in particolar modo sociale, di una certa variante da parte dei membri di una comunità (v. Labov 2001: 86ss.); in altre parole, l inconsapevolezza della marcatezza sociogeografica di alcuni tratti potrebbe rendere questi scarsamente sensibili alla variazione di registro (cfr. Eckert 2001: 123). In riferimento al caso italiano, che però, come si è già detto, presenta note differenze sostanziali rispetto a situazioni tipiche angloamericane, è largamente appurato come si abbia spesso scarsa coscienza della marcatezza diatopica di un certo tratto. Potrebbero risultare 'inconsapevolmente' marcati, in particolare, alcuni tratti dell'italiano regionale standard, dal momento che nell'ambito di una certa regione o area geografica risultano socialmente condivisi, quindi diastraticamente non marcati; tratti che potrebbero perciò occorrere in varietà tanto di registro alto quanto basso. Se così fosse occorrerebbe poi considerare quali tratti dello standard regionale veicolano invece marcatura stilistica e valutarne l'eventuale eccezionalità, in un quadro che anche rispetto alla contrapposizione tra le due posizioni anglosassoni cui si accennava al 1. presenterebbe una situazione generale caratterizzata dalla presenza sia di varianti regionali che recano marcatura stilistica ma non sociale (alcune varianti 'regionali standard', ad esempio) sia di varianti regionali marcate in diastratia e non, o soltanto lievemente, in diafasia (nell'italiano popolare di alcuni parlanti incolti, v. 2.). L'occorrenza di un dato tratto regionale, specie per certi livelli di analisi, potrà essere comunque funzionalmente motivata, analogamente a quella dei tratti di registro. Risponderà però a fattori di natura funzionale diversa rispetto a quelli della variazione situazionale; fattori, è ovvio, fondamentalmente riconducibili a principi e meccanismi che intervengono nel contatto fra lingue. Consideriamo ad esempio i casi di fare che+infinito, già (parentetico in interrogative, nel senso grossomodo di ricordami ) e solo più: tratti tipici della varietà piemontese di italiano, e in particolare dello standard regionale, che permettono l espressione di valori per i quali lo standard panitaliano non prevede corrispondenti grammaticalizzati (cfr. Cerruti 2009: e ). Nella prospettiva del contatto fra dialetto e italiano, il transfer, che ha interessato l'italiano regionale 9

10 di chi ha avuto come L1 il dialetto, potrebbe agevolmente spiegarsi in riferimento a una delle motivazioni funzionali che regolano fatti interferenziali in varie situazioni di contatto: l'importazione di elementi è difatti generalmente favorita dall'esistenza di 'vuoti' strutturali nella lingua ricevente (cfr. ad es. Winford 2003: 96-97, Aikhenvald 2006: 30-31); la stessa motivazione può altresì chiarirne la persistenza, e l'uso, presso i parlanti che hanno invece l'italiano regionale già come L1 (v. Cerruti in stampa). Detto ciò, bisogna poi considerare che la gamma di variazione di registro in italiano ha conosciuto un aumento cospicuo in diacronia, e specialmente con la diffusione di massa della lingua nazionale; in particolare, occorre tener conto che all'esigenza di sviluppare i registri bassi, in una lingua che per secoli è stata prerogativa dei soli usi scritti e letterari, ha risposto ovviamente anche il dialetto, funzionando, attraverso meccanismi anche interferenziali, da 'serbatoio di variazione' (v. Moretti 2006) per l'ingresso di nuove varianti, marcate in diatopia ma selezionabili anche in relazione a variabili situazionali. Si è venuta così a determinare, oltre che una crescita delle possibilità di scelta dipendenti dalla variazione di registro, la creazione di alcune serie regionali di varianti semanticamente o funzionalmente equivalenti ma di registro diverso; tra le quali, peraltro, è spesso problematico identificare la variante diafasicamente non marcata ( 8 ). Il rapporto tra variazione diatopica, diastratica e diafasica si intreccia così nella situazione italiana con un'altra questione, quella della trasformazione anche intergenerazionale di tratti di variazione dovuti al contatto in tratti di variazione intralinguistica in sé (Berruto in stampa): un rapporto che viene quindi a coinvolgere due tipi diversi di variazione, ciascuno dei quali rispondente a principi propri, su piani diversi, e regolato da fattori e meccanismi specifici. La trasformazione di tratti di variazione del primo tipo in tratti del secondo va pure considerata in relazione al carattere obbligatorio vs. opzionale di uno stesso fenomeno linguistico. L'italiano regionale popolare, è noto, presenta cooccorrenze relativamente stabili di tratti prodotti per interferenza del dialetto dovuti quindi al contatto, che in certi casi danno vita a veri e propri sottosistemi autonomi rispetto alle varietà standard e neo-standard. I registri dell'italiano, di contro, 10

11 si caratterizzano per la presenza regolare di certi tratti di variazione in sé, benché eventualmente originati per effetto del contatto, che tuttavia sembrano non dare luogo a cooccorrenze solidali in senso sistemico (cfr. Berretta, 1988: ). Un dato fenomeno, obbligatorio in dialetto, potrà quindi comparire in maniera opzionale e perciò variabile in alcune varietà di registro dell'italiano, con frequenza e modalità peraltro per certi versi ancora da indagare (cfr. il concetto di frequential copying in Johanson 2008: e passim); il fenomeno, ad esempio, della cosiddetta ristrutturazione (del tipo di devo vederlo vs. lo devo vedere, con risalita del clitico), che in certi contesti è obbligatorio nei dialetti meridionali, presenta invece nelle varietà regionali corrispondenti, e negli stessi contesti, realizzazione opzionale, regolata dai fattori della variazione di registro (cfr. Egerland 2009) ( 9 ). 4. Apre infine nuove prospettive nello studio della variazione di registro, e più in generale della variazione diafasica e diamesica, la comunicazione elettronica, che per le proprie peculiarità invita a una riconsiderazione globale delle forme di produzione linguistica e dei generi testuali tradizionalmente definiti sulla base delle dicotomie scritto/parlato e formale/informale. Particolare interesse hanno destato le modalità di realizzazione di caratteri tipici del parlato, in un medium per sua natura scritto (specie in relazione a fatti di scrittura tachigrafica e di resa di elementi paralinguistici; cfr. Berruto 2005); scarsa attenzione, invece, è stata sinora prestata alle modalità di manifestazione della formalità, e più in generale alla variazione di registro, in un medium che tende ad accogliere una certa noncuranza verso la norma (scritta, 'alta') ma che allo stesso tempo si costituisce di una vasta gamma di tipi di testo, differenti tra di loro anche sulla base di parametri di formalità/informalità (v. Pistolesi 2004). Pur mostrando aspetti comuni, ambiti diversi della comunicazione elettronica risultano infatti caratterizzarsi differentemente, sia tra di loro sia rispetto ad ambiti dei media tradizionali, in rapporto a parametri situazionali (circostanze di produzione, grado di interattività, condivisione del contesto, numero di partecipanti, scopi comunicativi, ecc.) e, di conseguenza, quanto alla presenza 11

12 di tratti di concezione scritta o parlata e formali o informali ( 10 ). Il che si traduce in distribuzioni di frequenza diverse. Dalle poche trattazioni che è possibile rintracciare in ambito italiano sulla variazione di registro nella comunicazione elettronica, questa parrebbe presentare differenze significative in termini di tratti linguistici rispetto all interazione faccia a faccia; sarebbero caratteristiche, in particolare, la mancata cooccorrenza tra marche di uno stesso registro e, parallelamente, la cooccorrenza di marche di registri diversi. Berruto (2005) nota ad esempio come in alcuni ambiti informali della comunicazione elettronica la forte diffusione di tratti tipici dei registri bassi del parlato (frammentazione sintattica, strutture testuali con poca o nulla argomentazione esplicita, scarso ricorso alla subordinazione frasale, ecc.) sia controbilanciata dalla presenza del tutto sporadica di altri fenomeni caratteristici dei medesimi registri (quali il che polivalente e le connesse relative substandard; ma cfr. Fiorentino 2004: 80-81; Pistolesi 2004: 105ss. e 230). Moretti et alii (2004: 4-5), dall angolatura ticinese, osservano invece come in alcuni ambiti formali (le pagine web delle istituzioni cantonali) lo stile della comunicazione ufficiale tra lo Stato e il cittadino si contraddistingua per un evidente oscillazione tra tratti tipici di registri di livello diverso, formale e informale; osservazioni del tutto analoghe, dalla situazione italiana, si hanno in Pistolesi (2004: , a proposito della comunicazione aziendale per e di un corpus di corrispondenza elettronica di un C.S.A. ( 11 ) locale). Sarebbe importante verificare, in questa prospettiva, se esistano e quali siano, a parità di registro, le zone del sistema linguistico e i livelli di analisi maggiormente interessati dalla coerenza/incoerenza tra le relative marche. Le particolari caratteristiche della comunicazione elettronica suggeriscono inoltre la possibilità di esaminare sotto una luce diversa gli stessi fattori hallidayani responsabili della variazione situazionale, inducendo in parte a riconsiderarne le rispettive componenti e gli intrecci d azione. Oltre al modo, di cui si è già detto, risulta ad esempio quanto mai opportuno tenere in conto alcune componenti ad hoc del fattore tenore. In ambiti nei quali non è possibile l'identificazione 12

13 dell'utente per mezzo delle variabili sociali tradizionali (classe generazionale, livello di istruzione, fascia e status sociale, ecc.), saranno infatti altre le forze in grado di determinare i rapporti di ruolo tra i partecipanti a un'interazione e il conseguente grado di formalità della situazione comunicativa ( 12 ). Il che, inoltre, andrà valutato in relazione a un sistema di norme collettive di comportamento (la cosiddetta netiquette) in parte differente da quello tradizionale, che può avere riflessi importanti anche sul grado di marcatezza diafasica di un certo tratto linguistico: banalmente, si pensi ad esempio alle funzioni di una delle principali marche di registro in italiano, la scelta degli allocutivi, e in particolare al valore dell'allocutivo di cortesia, in un sistema contrassegnato dall'uso generalizzato del 'tu telematico', o, analogamente, al rispetto delle convenzioni ortografiche, che è una prima spia del grado di accuratezza formale di un testo, in un ambito tipicamente caratterizzato da modalità proprie di scrittura tachigrafica e di resa del paralinguistico (v. ad es. Gheno 2004: e Pistolesi 2004: , ). Analoga attenzione merita il fattore 'campo'. Benchè dia luogo propriamente alla variazione di sottocodice, anziché di registro, dai seppur pochi studi che accennano a questioni di tale attinenza (v. Fiorentino 2004 e Gheno 2004) risulta infatti che proprio l argomento di discorso è in grado di esercitare un influenza determinante sulla variazione di registro nella comunicazione elettronica, anche all interno di uno stesso ambito (cfr. Corino 2007: per i newgroups). Il campo parrebbe quindi indurre ad assumere come predominanti modalità d uso della lingua tipicamente correlate a certe sfere di argomento, alleviando la rilevanza del tenore nella scelta della varietà di registro. 5. Questioni molteplici e spesso intricate, alcune delle quali peraltro nemmeno menzionate in un contributo cursorio quale il presente, contrassegnano dunque lo studio della variazione di registro, un ambito di ricerca che, nel caso dell italiano più che di altre lingue, comporta un necessario inoltrarsi in profondi intrecci e forti sovrapposizioni tra dimensioni e tra tipi di variazione; un ambito nel quale, per l italiano come per altre lingue, aprono nuove prospettive le modalità di 13

14 interazione indotte dalla comunicazione elettronica. Università di Torino Massimo CERRUTI APPENDICE Si fornisce qui di seguito un breve elenco di alcuni tra i principali tratti linguistici con valore di marche di registro in italiano. Procedendo per livelli d analisi, i vari tratti sono raggruppati secondo categorie e zone del sistema interessate dalla variazione diafasica; sono inoltre accompagnati dall indicazione del livello di registro, [+alto] o [ alto]. Non si fa menzione di fenomeni che caratterizzano più tipicamente le varietà popolari (es. il raddoppio clitico) o il parlato (es. fatti di articolazione dipendenti da velocità e controllo dell elocuzione). Morfologia: - morfologia verbale: diatesi (passiva [+alto] vs. attiva [ alto]; soggetto generico in luogo del passivo [ alto]); persona (si impersonale o passivante [+alto] vs. tu generico [ alto]; plurale maiestatico [+alto]; allocutivo di cortesia [+alto] vs. di confidenza [ alto]); - struttura della parola: moduli di derivazione (cumuli di morfemi derivazionali [+alto]); scelte morfologiche (varianti arcaicizzanti [+alto]); radici lessicali (abbreviazioni [ alto] e riduzioni morfofonologiche [ alto]). Sintassi della frase: - sintagma nominale: struttura interna (presenza ampia [+alto] vs. scarsa [ alto] di modificatori nominali; modificatori dalla struttura interna complessa [+alto] vs. semplice [ alto]); - sintagma verbale: forma del verbo (perifrasi verbali astratte [+alto]; verbi sintagmatici [ alto]); - ordine dei costituenti: posizione reciproca testa-modificatore (anteposizione di certi aggettivi al nome [+alto], di certi avverbi al verbo [+alto], di certe subordinate alla principale [+alto]), frasi con ordini marcati pragmaticamente [ alto]. Sintassi del periodo e testualità: - rapporti tra frasi: coordinazione/subordinazione (uso ampio [+alto] vs. scarso [ alto] della subordinazione frasale; presenza di subordinazione implicita [+alto] e di alto grado [+alto]; sintassi frammentata [ alto]); - collegamenti discorsivi: uso ampio [+alto] vs. scarso [ alto] di connettivi e glosse metatestuali; 14

15 - coerenza testuale: anafora (catene anaforiche con materiale morfologico o lessicale [+alto]; riprese semantiche con sinonimi o iperonimi [+alto]; indicazioni esplicite di ripresa o cambiamento di topic [+alto]; scarsa continuità tematica [ alto]) e deissi (ampi [ alto] vs. scarsi [+alto] riferimenti diretti all io parlante e al qui e ora); - struttura testuale: sviluppo argomentativo (uso ampio [+alto] vs. scarso [ alto] di strutture di argomentazione esplicita). Lessico e semantica lessicale: - distribuzione lessicale: rapporto type/token (variazione lessicale ampia [+alto] vs. scarsa [ alto]); rapporto nomi/verbi (prevalenza di nomi [+alto], nominalizzazioni frequenti [+alto]); scelte lessicali (termini di uso raro [+alto] vs. comune [ alto], arcaico [+alto], aulico [+alto]; termini paragergali [ alto], disfemismi [ alto]); - natura dei significati: intensione/estensione (parole dal significato specifico [+alto] vs. generico [ alto]); astratto/concreto (parole dal significato astratto [+alto] vs. concreto [ alto]). Semantica frasale: - atti linguistici: forza illocutiva (atti, specie richiestivi, indiretti [+alto] vs. diretti [ alto]). BIBLIOGRAFIA Aikhenvald, Alexandra Y. 2006, Grammars in contact: a cross-linguistic perspective, in Alexandra Y. Aikhenvald, R. M. W. Dixon (eds.) 2006, Grammars in contact: a cross-linguistic typology, Oxford University Press, Oxford- New York: Bell, Allan 1984, Language style as audience design, in Language in Society, 13: Berretta, Monica 1988, Italienisch: Varietätenlinguistik des Italienischen/Linguistica delle varietà, in Günter Holtus, Michael Metzeltin, Christian Schmitt (Hrsg.) 1988, Lexikon der Romanistischen Linguistik, IV, Max Niemeyer, Tübingen: Berretta, Monica 1989, Tracce di coniugazione oggettiva in italiano, in Fabio Foresti, Elena Rizzi, Paola Benedini (a cura di) 1989, L italiano tra le lingue romanze. Atti del XX Congresso SLI (Bologna, settembre 1986), Bulzoni, Roma: Berruto, Gaetano 1980, La variabilità sociale della lingua, Loescher, Torino. Berruto, Gaetano 1987, Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo, La Nuova Italia Scientifica, Roma. Berruto, Gaetano 2001, Soziolinguistik/Sociolinguistica, in Günter Holtus, Michael Metzeltin, Christian Schmitt (Hrsg.) 2001, Lexikon der Romanistischen Linguistik, I.2, Tübingen, Niemeyer: Berruto, Gaetano 2005, Italiano parlato e comunicazione mediata dal computer, in Klaus Hölker, Christiane Maaß 15

16 (Hrsg.) 2005, Aspetti dell italiano parlato. Tra lingua nazionale e varietà regionali. Atti del Congresso (Hannover, maggio 2003), LIT, Münster: Berruto, Gaetano 2009, Περί συντάξεως. Sintassi e variazione, in Angela Ferrari (a cura di) 2009, Sintassi storica e sincronica dell italiano. Subordinazione, coordinazione, giustapposizione. Atti del X Congresso SILFI (Basel, 30 giugno-3 luglio 2008), I, Cesati, Firenze: Berruto, Gaetano in stampa, Sul posto della variazione nella teoria linguistica, in Linguistica. Biber, Douglas, Susan Conrad 2009, Register, Genre and Style, Cambridge University Press, Cambridge. Cerruti, Massimo 2008, Condizioni e indizi di coniugazione oggettiva: i dialetti italiani settentrionali tra le lingue romanze, in Rivista Italiana di Dialettologia, 32: Cerruti, Massimo 2009, Strutture dell italiano regionale. Morfosintassi di una varietà diatopica in prospettiva sociolinguistica, Lang, Frankfurt am Main. Cerruti, Massimo in stampa, Un fenomeno al confine tra morfosintassi e prosodia in una situazione di contatto verticale: le congiunzioni subordinanti ben che, fin che, per che, in Lingue e culture in contatto. Atti del X Congresso AItLA (Bolzano, febbraio 2010). Chafe, Wallace 1982, Integration and Involvement in Speaking, Writing, and Oral Literature, in D. Tannen (ed.) 1982, Spoken and Written Language: Exploring Orality and Literacy, Ablex, Norwood: Corino, Elisa 2007, NUNC est disputandum. Questioni metodologiche e aspetti della testualità, in Emanuele Barbera, Elisa Corino, Cristina Onesti (a cura di) 2007, Corpora e linguistica in rete, Guerra, Perugia: Coseriu, Eugenio 1973, Lezioni di linguistica generale, Boringhieri, Torino. Coseriu, Eugenio 1988, Historische Sprache und Dialekt, in Jörn Albrecht, Jens Ludtke, Harald Thun (Hrsg.) 1988, Energeia und Ergon. Studia in honorem Eugenio Coseriu, I, Narr, Tübingen: Coupland, Nikolas 2007, Style. Language variation and identity, Cambridge University Press, Cambridge. DISC = Francesco Sabatini, Vittorio Coletti (a cura di) 1997, Dizionario italiano Sabatini Coletti, Giunti, Firenze. Dittmar, Norbert 1995a, Theories of Sociolinguistic Variation in the German Context, in Patrick Stevenson (ed.) 1995, The German Language and the Real World. Sociolinguistic, Cultural, and Pragmatic Perspectives on Contemporary German, Clarendon, Oxford: Dittmar, Norbert 1995b, Sociolinguistic Style Revisited: The Case of the Berlin Speech Community, in Iwar Werlen (Hrsg.) 1995, Verbale Kommunikation in der Stadt, Narr, Tübingen: Dittmar, Norbert 2004, Register, in Ulrich Ammon, Norbert Dittmar, Klaus J. Mattheier (Hrsg.) 2004, Sociolinguistics, I, Berlin-New York, de Gruyter: Dubský, Josef 1972, The Prague Conception of Functional Style, in Vilem Fried (ed.) 1972, The Prague School of 16

17 Linguistics and Language Teaching, Oxford University Press, London: Eckert, Penelope 2001, Style and social meaning, in P. Eckert, J. R. Rickford (eds.) 2001: Eckert, Penelope, John K. Rickford (eds.) 2001, Style and Sociolinguistic Variation, Cambridge University Press, Cambridge. Egerland, Verner 2009, La doppia base della ristrutturazione, in Anna Cardinaletti, Nicola Munaro (a cura di) 2009, Italiano, italiani regionali e dialetti, Franco Angeli, Milano: Finegan, Edward, Douglas Biber 1994, Register and social dialect variation: an integrated approach, in Douglas Biber, Edward Finegan (eds.) 1994, Sociolinguistic perspectives on registers, Oxford University Press, Oxford: Finegan, Edward, Douglas Biber 2001, Register variation and social dialect variation: the register axiom, in Penelope Eckert, John R. Rickford (eds.) 2001: Fiorentino, Giuliana 2004, Scrittura elettronica: il caso della posta elettronica, in Franca Orletti (a cura di) 2004, Scrittura e nuovi media, Carocci, Roma: Francescato, Giuseppe 1974, Registro, codice, livello, dialetto... un tentativo di chiarimento teorico e metodologico, in AA.VV. 1974, Italiano d oggi. Lingua non letteraria e lingue speciali, Lint, Trieste: Gadet, Françoise 1998, Cette dimension de variation que l on ne sait nommer, in Sociolinguistica, 12: Gadet, Françoise 2007, La variation sociale en français. Nouvelle édition revue et augmentée, Ophrys, Paris. GDU = Tullio De Mauro (a cura di) , Grande dizionario italiano dell'uso, UTET, Torino. Gheno Vera 2004, Prime osservazioni sulla grammatica dei gruppi di discussione telematici di lingua italiana, in Studi di Grammatica Italiana, 22: Grassi, Corrado 1965, Comportamento linguistico e comportamento sociologico (a proposito di una recente pubblicazione), in Archivio Glottologico Italiano, 50.1: Gregory, Michael 1964, An approach to the study of style, in Nils E. Enkvist, John Spencer, Michael Gregory (eds.) 1964, Linguistics and style, Oxford University Press, London: Halliday, Michael A. K. 1978, Language as social semiotic. The social interpretation of language and meaning, Arnold, London. Halliday, Michael A. K. 1989, Spoken and Written Language, Oxford University Press, Oxford. Halliday, Michael A. K. 2009[1964], The Users and Uses of Language, in Jonathan J. Webster (ed.) 2009, Language and Society. The Collected Works of M. A. K. Halliday, X, Continuum, London. Halliday, Michael A. K., Angus McIntosh, Peter Strevens 1964, The Linguistic sciences and language teaching, Longmans, Green and Co, London. 17

18 Johanson, Lars 2008, Remodeling grammar: copying, conventionalization, grammaticalization, in Peter Siemund, Noemi Kintana (eds.) 2008, Language Contact and Contact Languages, Benjamins, Amsterdam-Philadelphia: Koch, Peter, Wulf Oesterreicher 1990, Gesprochene Sprache in der Romania: Französisch, Italienisch, Spanisch, Niemeyer, Tübingen. Labov, William 2001, The anatomy of style-shifting, in Penelope Eckert, John R. Rickford (eds.) 2001: Lorenzetti, Luca 1994, I movimenti migratori, in Luca Serianni, Pietro Trifone (a cura di) 1994, Storia della lingua italiana, III, Einaudi, Torino: Moretti, Bruno 2006, Nuovi aspetti della relazione italiano-dialetto in Ticino, in Alberto A. Sobrero, Annarita Miglietta (a cura di) 2006, Lingua e dialetto nell Italia del Duemila, Galatina, Congedo: Moretti, Bruno in stampa, Gli intrecci della variazione, in Rivista Italiana di Dialettologia. Moretti, Bruno, Emese Gulacsi Mazzucchelli, Franca Taddei Gheiler 2004, L italiano formale e la zona alta della variazione linguistica, Pistolesi, Elena 2004, Il parlar spedito.l'italiano di chat, e sms, Esedra, Padova. Rampton, Ben 1998, Language crossing and the redefinition of reality, in Peter Auer (ed.) 1998, Code-switching in conversation. Language, interaction and identity, Routledge, London-New York: Rovere, Giovanni 1989, Sottocodici e registri in testi tecnici, in Rivista Italiana di Dialettologia, 13: Rovere, Giovanni 2009, Registro, manoscritto. Schilling-Estes, Natalie 2002, Investigating stylistic variation, in J. K. Chambers, Peter Trudgill, Natalie Schilling- Estes (eds.) 2004, The handbook of language variation and change, Blackwell, Oxford: Scholz, Arno 2003, Comunicazione giovanile in rete: una mailing list italiana dedicata alla cultura hiphop, in Franz Rainer, Achim Stein (a cura di) 2003, I nuovi media come strumenti per la ricerca linguistica, Lang, Frankfurt am Main: Sogni, Alessandra 2004, Desso vado e ce lo dico. Parlare con gli anziani in italiano popolare, Tesi di laurea inedita, Facoltà di Lettere e Filosofia dell Università di Torino. Taddei Gheiler, Franca 2005, La lingua degli anziani. Stereotipi sociali e competenze linguistiche in un gruppo di anziani ticinesi, OLSI/Dadò, Locarno. Winford Donald 2003, An Introduction to Contact Linguistics, Blackwell, Oxford. Wunderli, Peter 2005, Les implications stylistiques des modèles de la variation linguistique, in Rika Van Deyck, Rosanna Sornicola, Johannes Kabatek (ed.) 2005, La variabilité en langue. Les quatre variations, Communication & Cognition, Gent:

19 NOTE ( 1 ) VALERE-Varietà Alte di Lingue Europee in Rete, finanziato dalla Regione Piemonte nell ambito del Bando regionale per progetti di ricerca in materia di Scienze umane e sociali, anno 2008 (coordinatore Massimo Cerruti). ( 2 ) Si dà in Appendice, tratto da questi studi, un breve compendio delle principali marche di registro in italiano. ( 3 ) Ma si noti che anche per Coseriu, al quale viene fatta risalire l introduzione della dimensione diafasica nel modello di spazio variazionale, la dimensione della variazione situazionale non è internamente differenziata (v. ad es. Coseriu 1973: ). ( 4 ) Come nota Moretti (in stampa), già Coseriu perveniva a considerazioni analoghe (seppure focalizzate su questioni in parte diverse; v. anche Wunderli 2005: ): das Verhältnis zwischen Dialekt, Sprachniveau und Sprachstil [ist] ein orientiertes: Dialekt>Sprachniveau>Sprachstil. D.h. ein Dialekt kann evtl. als Sprachniveau, und ein Sprachniveau als Sprachstil funktionieren, nicht aber umgekehrt (Coseriu 1988: 50). ( 5 ) Il rimando qui è al modello di Koch/Oesterreicher (1990), che oppone i caratteri fisici del canale di comunicazione, fonico o grafico (phonisches vs. graphisches Medium) alla concezione strutturale del messaggio, parlata o scritta (mündliche vs. schriftliche Konzeption). ( 6 ) Specularmente, si danno pure casi di registri usati in funzione sociolettale; si pensi, ad esempio, all'uso di registri molto bassi da parte di gruppi giovanili come emblema della propria identità sociale. Analogamente, lingue settoriali possono funzionare da lingue di gruppo (v. Rovere 1989: 135). I gerghi, poi, sono allo stesso tempo varietà diafasiche e diastratiche (cfr. Berruto 1987: 155). ( 7 ) Ma su questo punto si veda anche Rovere (1989: 153), secondo cui l'impiego di un certo tratto linguistico nella comunicazione orale o scritta, anziché spostarne il valore di registro, andrebbe innanzitutto valutato in relazione all'infrazione delle norme pragmatiche e delle convenzioni di formalità/informalità che regolano l'uso orale e l'uso scritto. Il che andrebbe ora riconsiderato in relazione agli effetti causati dai nuovi usi indotti dalle modalità di comunicazione elettronica (v. 4.). ( 8 ) Dati ad esempio i sinonimi investirsi (v. DISC, s.v. investire), scontrarsi e andarsi addosso (cfr. GDU, s.v. andare), detti di veicoli in movimento (es. due auto si sono investite/si sono scontrate/si sono andate andosso), di cui il primo di registro formale, il secondo medio e il terzo informale anche in relazione alla forma sintetica o analitica del verbo, a quale stadio del continuum di formalità/informalità si collocheranno i loro ulteriori sinonimi bocciare (settentrionale, es. due auto hanno bocciato), di forma sintetica, e ad es. darsi dentro (regionale popolare piemontese, 19

20 dal dial. dése drinta; es. due auto si sono date dentro), di forma analitica? Il che, inoltre, all'interno di una certa varietà regionale, comporterà un mutamento nel grado di marcatezza diafasica dei corrispondenti panitaliani? ( 9 ) Qualche altro esempio, in questa direzione, si può trarre incrociando i dati relativi al riscontro di forme di coniugazione oggettiva nei dialetti settentrionali (Cerruti 2008) e in italiano (Berretta 1989). ( 10 ) Ad esempio, lungo i continua parlato/scritto e formale/informale, la varietà media dei gruppi di discussione telematici si collocherà più vicino ai poli scritto e formale rispetto a quella delle chat e più vicino ai poli orale e informale rispetto a quella della posta elettronica (Gheno 2004: ); la quale, a sua volta, sarà più prossima ai poli orale e informale rispetto alla varietà media di una lettera tradizionale (cfr. Scholz 2003: 120). ( 11 ) Centro Servizi Amministrativi, già Provveditorato agli Studi. ( 12 ) Negli e-forum, ad esempio, andranno considerati tra gli aspetti di tenore anche il rating di un partecipante (ossia il punteggio che identifica ciascun utente in base alla valutazione della qualità dei suoi interventi rispetto a un certo argomento di discussione), l'anzianità di appartenenza e il grado di partecipazione attiva alla comunità, il carattere uno-a-uno vs. uno-a-molti dei messaggi (comunque pubblici), ecc. 20

Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa

Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa Nota dell ASLI sull insegnamento dell italiano nella scuola secondaria di secondo grado Premessa L insegnamento della lingua materna nella scuola secondaria superiore si dimostra particolarmente importante

Dettagli

L ANALISI DEL TESTO IN RELAZIONE AI DESTINATARI. DALLA SELEZIONE ALLA DIDATTIZZAZIONE DEI TESTI. ESEMPI DI DOMANDE DALLA PROVA B.

L ANALISI DEL TESTO IN RELAZIONE AI DESTINATARI. DALLA SELEZIONE ALLA DIDATTIZZAZIONE DEI TESTI. ESEMPI DI DOMANDE DALLA PROVA B. Servizio Linguistico di Ateneo SeLdA L ANALISI DEL TESTO IN RELAZIONE AI DESTINATARI. DALLA SELEZIONE ALLA DIDATTIZZAZIONE DEI TESTI. ESEMPI DI DOMANDE DALLA PROVA B. Silvia Gilardoni Università Cattolica

Dettagli

Linguistica Generale

Linguistica Generale Linguistica Generale Docente: Paola Monachesi Aprile-Maggio 2003 Contents 1 La linguistica e i suoi settori 2 2 La grammatica come mezzo per rappresentare la competenza linguistica 2 3 Le componenti della

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

IL CONTATTO INTERLINGUISTICO : TRA BILINGUISMO E DIGLOSSIA IN ITALIA

IL CONTATTO INTERLINGUISTICO : TRA BILINGUISMO E DIGLOSSIA IN ITALIA Ingeborga BESZTERDA & Beata SZPINGIER Università Adam Mickiewicz di Poznań IL CONTATTO INTERLINGUISTICO : TRA BILINGUISMO E DIGLOSSIA IN ITALIA Il contatto fra lingue e dialetti rappresenta un caso particolare

Dettagli

Indessicalità / Indexicality William F. Hanks

Indessicalità / Indexicality William F. Hanks Indessicalità / Indexicality William F. Hanks Il termine indessicalità indica l onnipresente dipendenza dal contesto degli enunciati di qualunque lingua naturale, e comprende fenomeni diversissimi come

Dettagli

STRUMENTI E ATTIVITÀ PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA COMUNICATIVA IN UN CORSO DI LINGUA ONLINE SU MOODLE

STRUMENTI E ATTIVITÀ PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA COMUNICATIVA IN UN CORSO DI LINGUA ONLINE SU MOODLE STRUMENTI E ATTIVITÀ PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA COMUNICATIVA IN UN CORSO DI LINGUA ONLINE SU MOODLE Arianna Danelon 1 1 Università degli Studi di Torino, Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio

Dettagli

LINGUISTICA FEMMINISTA E SEGNI LINGUISTICI AL FEMMINILE. Elisabeth Burr

LINGUISTICA FEMMINISTA E SEGNI LINGUISTICI AL FEMMINILE. Elisabeth Burr Burr, Elisabeth (1998): "Linguistica femminista e segni linguistici al femminile", in: Marcato, Gianna (ed.): Lingua, dialetto, processi culturali. Atti del Convegno di studi Sedico (BL), Villa Patt -

Dettagli

Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue Apprendimento-Insegnamento-Valutazione ABSTRACT

Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue Apprendimento-Insegnamento-Valutazione ABSTRACT Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue Apprendimento-Insegnamento-Valutazione ABSTRACT A cura di Linda Rossi Holden Council of Europe 2001 1 IL PLURILINGUISMO Il plurilinguismo non va confuso

Dettagli

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana

P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana P.L.I.D.A. Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Certificazione di competenza della lingua italiana CRITERI DI VALUTAZIONE PER LE PROVE SCRITTE L obiettivo del valutatore, nella correzione delle prove

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009

Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Griglia di correzione Fascicolo di Italiano Prova Nazionale anno scolastico 2008-2009 Il buon nome - Chiavi di risposta e classificazione degli item Item Risposta corretta Ambito di valutazione Processi

Dettagli

Che cosa ci insegna il parlare in due lingue? Commutazione di codice e teoria linguistica e sociolinguistica

Che cosa ci insegna il parlare in due lingue? Commutazione di codice e teoria linguistica e sociolinguistica Che cosa ci insegna il parlare in due lingue? Commutazione di codice e teoria linguistica e sociolinguistica Gaetano Berruto The contributions of various authors with different approaches and from various

Dettagli

Le varianti sociolinguistiche nel parlato telefonico: la comunicazione nei call center

Le varianti sociolinguistiche nel parlato telefonico: la comunicazione nei call center Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Tesi di Laurea in Sociolinguistica Le varianti sociolinguistiche nel parlato telefonico: la comunicazione nei call center Relatore

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Capitolo primo La governance: che cos è?

Capitolo primo La governance: che cos è? Capitolo primo La governance: che cos è? 1. Definire la governance Governance è un termine mutuato dall inglese e se volessimo darne una definizione in italiano facendoci aiutare da un dizionario scopriremmo

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica?

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CAPITOLO 3 1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? I modi di analisi del suono sono tre: il percettivo, l'acustico e l'articolatorio. Possiamo ricondurre

Dettagli

Italiano dell'uso medio o italiano neostandard

Italiano dell'uso medio o italiano neostandard Italiano dell'uso medio o italiano neostandard In tutte le tradizioni linguistiche, accanto alla norma linguistica consacrata dalla tradizione, tende a formarsi un uso più flessibile, proprio dei registri

Dettagli

Lo spagnolo come lingua accademica

Lo spagnolo come lingua accademica UNIVERSITÀ DEGLI STUDI G. D ANNUNZIO CHIETI - PESCARA FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE CURRICULUM TURISTICO-MANAGERIALE Lo spagnolo come lingua accademica LAUREANDO Alessandra Pazienza RELATORE

Dettagli

MODULO 2 Varietà, registri, usi dell'italiano; bilinguismo e multilinguismo

MODULO 2 Varietà, registri, usi dell'italiano; bilinguismo e multilinguismo MODULO 2 Varietà, registri, usi dell'italiano; bilinguismo e multilinguismo Patricia Bianchi, Università Federico II, Napoli Immacolata Tempesta, Università di Lecce Autori: Patricia Bianchi (prof. associato

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

L'italiano d'oggi: le varietà sociali e geografiche

L'italiano d'oggi: le varietà sociali e geografiche L'italiano d'oggi: le varietà sociali e geografiche L'italiano lo abbiamo già detto nella seconda lezione non è un insieme monolitico di elementi, ma, piuttosto, un dinamico aggregato di varietà le cui

Dettagli

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO

CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO CRITERI DI VALUTAZIONE ITALIANO PRIMO BIENNIO Voti RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI DESCRITTORI Fino a 3 Del tutto insufficiente Assenza di conoscenze. Errori ortografici e morfo-sintattici numerosi e gravi. 4

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle competenze chiave europee e alle Indicazioni Nazionali 2012

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle competenze chiave europee e alle Indicazioni Nazionali 2012 CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle competenze chiave europee e alle Indicazioni Nazionali 2012 Pagina 1 di 73 DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: LINGUA ITALIANA DISCIPLINE

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Analisi del testo letterario 1

Analisi del testo letterario 1 Analisi del testo letterario 1 discipline Analisi del testo letterario 1 - Isabella Chiari 2 esempio 1 Promessi sposi (A. Manzoni) Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non

Dettagli

LO SPORT PER TUTTI: BUONE PRATICHE DI BENESSERE

LO SPORT PER TUTTI: BUONE PRATICHE DI BENESSERE CAPITOLO V LO SPORT PER TUTTI: BUONE PRATICHE DI BENESSERE PREMESSA Questo capitolo affronta l analisi dello sport come diritto di cittadinanza non solo metaforico, emotivo, ma anche commerciale ed identitario.

Dettagli

Lessico e registro [SLIDE 3] [SLIDE 4] [SLIDE 5]

Lessico e registro [SLIDE 3] [SLIDE 4] [SLIDE 5] Lessico e registro Lezione tenuta il 25 maggio 2015 nel polo Linceo di Calabria, l Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria, nell ambito del progetto Per una nuova didattica dell italiano.

Dettagli

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche:

Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche: Italiano Lingua Seconda 1 biennio FWI, SGYM, SP raguardi di sviluppo delle competenze al termine dell anno scolastico. L alunno / L alunna sa comprendere gli elementi principali di un discorso chiaro in

Dettagli

Citazioni bibliografiche: criteri e indicazioni. di Ilaria Moroni

Citazioni bibliografiche: criteri e indicazioni. di Ilaria Moroni : criteri e indicazioni di Ilaria Moroni Ultimo aggiornamento: giugno 2010 A) Sistema classico (autore-titolo) nel corpo del testo: es. frase citata da un libro ¹ [N nota in apice] in nota a piè di pag.:

Dettagli

MA Lingua e Letteratura Italiane 120 crediti Programma di studi Avanzati: materia unica

MA Lingua e Letteratura Italiane 120 crediti Programma di studi Avanzati: materia unica Master of Arts MA Lingua e Letteratura Italiane 120 crediti Programma di studi Avanzati: materia unica 1. Descrizione generale del programma Il conseguimento del titolo di «Master of Arts in Lingue e Letterature:

Dettagli

Vediamo concretamente come si fa l edizione critica di un manoscritto recante

Vediamo concretamente come si fa l edizione critica di un manoscritto recante COME SI FA UN EDIZIONE CRITICA Vediamo concretamente come si fa l edizione critica di un manoscritto recante varie serie di correzioni. Prendiamo come esempio un testo leopardiano molto noto, e particolarmente

Dettagli

Metodologie di comunicazione con persone disabili

Metodologie di comunicazione con persone disabili Metodologie di comunicazione con persone disabili Eleonora Castagna Terapista della Neuropsicomotricità dell Età Evolutiva Antonia Castelnuovo Psicomotricista Villa Santa Maria, Tavernerio Polo Territoriale

Dettagli

La ricerca non sperimentale

La ricerca non sperimentale La ricerca non sperimentale Definizione Ricerca osservazionale: : 1. naturalistica Ricerca osservazionale: : 2. osservatori partecipanti Ricerca d archiviod Casi singoli Sviluppo di teorie e verifica empirica

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita di Francesca Battisti Come gestiamo le nostre emozioni? Assistiamo ad esse passivamente o le ignoriamo? Le incoraggiamo o le sopprimiamo? Ogni cultura

Dettagli

La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento. F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu

La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento. F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu La lingua seconda per lo studio: aula, laboratorio, autoapprendimento F ernanda Minuz fminuz@ jhu.edu Studiare in una L2 È un'attività cognitivamente complessa: apprendere (comprendere, elaborare, inquadrare,

Dettagli

Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti

Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti Progetto FEI Rete e Cittadinanza 2014-2015 Verifica e valutazione di apprendenti analfabeti Luana Cosenza, Università per Stranieri di Siena Marzo 2015 Piano di lavoro Principi della verifica e della valutazione

Dettagli

La semantica della particella ci nell italiano parlato informale: uno studio empirico

La semantica della particella ci nell italiano parlato informale: uno studio empirico Faculteit Letteren en Wijsbegeerte La semantica della particella ci nell italiano parlato informale: uno studio empirico Promovendus: Jonathan Van Gysel 00600199 Promotor: Prof. Dr. Claudia Crocco A.a.

Dettagli

«Questo matrimonio s ha da fare»

«Questo matrimonio s ha da fare» «Questo matrimonio s ha da fare» Italiano e matematica nella scuola del terzo millennio Convegno 25 giugno 2015 Teatro di Locarno e Dipartimento formazione e apprendimento Contro i luoghi comuni Simone

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

Text mining ed analisi di dati codificati in linguaggio naturale. Analisi esplorative di dati testualilezione

Text mining ed analisi di dati codificati in linguaggio naturale. Analisi esplorative di dati testualilezione Text mining ed analisi di dati codificati in linguaggio naturale Analisi esplorative di dati testualilezione 2 Le principali tecniche di analisi testuale Facendo riferimento alle tecniche di data mining,

Dettagli

MA Lingua e Letteratura Italiane 90 crediti Programma di studi Approfonditi: prima materia

MA Lingua e Letteratura Italiane 90 crediti Programma di studi Approfonditi: prima materia Master of Arts MA Lingua e Letteratura Italiane 90 crediti Programma di studi Approfonditi: prima materia 1. Descrizione generale del programma Il conseguimento del titolo di «Master of Arts in Lingue

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO

GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO Si prega di prestare particolare attenzione ai "PUNTI ESSENZIALI" Nota bene: la presente guida ha lo scopo di aiutare i richiedenti

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

PRIMO INCONTRO INTRODUZIONE ALLA GLOTTODIDATTICA:

PRIMO INCONTRO INTRODUZIONE ALLA GLOTTODIDATTICA: PRIMO INCONTRO INTRODUZIONE ALLA GLOTTODIDATTICA: La glottodidattica è una scienza teorico pratica che ha come scopo la risoluzione dei problemi di insegnamento/apprendimento di una seconda lingua. (da

Dettagli

Esami di Stato II ciclo. Valutazione dei livelli di apprendimento. Prove scritte IL QUADRO DI RIFERIMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA

Esami di Stato II ciclo. Valutazione dei livelli di apprendimento. Prove scritte IL QUADRO DI RIFERIMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA Esami di Stato II ciclo. Valutazione dei livelli di apprendimento. Prove scritte IL QUADRO DI RIFERIMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA DELL ESAME di STATO di II CICLO A cura dell Accademia della

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

English as a Second Language

English as a Second Language 1. sviluppo della capacità di usare l inglese per comunicare 2. fornire le competenze di base richieste per gli studi successivi 3. sviluppo della consapevolezza della natura del linguaggio e dei mezzi

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

LINGUA E DIALETTO NELLA CONVERSAZIONE

LINGUA E DIALETTO NELLA CONVERSAZIONE Romanica Cracoviensia 11 / 2011 Università Adam Mickiewicz di Poznań LINGUA E DIALETTO NELLA CONVERSAZIONE Com è noto, in Italia, il repertorio verbale di un parlante medio consta di varietà di lingua

Dettagli

Il dono: le sue ambivalenze e i suoi paradossi. Un dialogo interdisciplinare.

Il dono: le sue ambivalenze e i suoi paradossi. Un dialogo interdisciplinare. CALL FOR PAPERS Il dono: le sue ambivalenze e i suoi paradossi. Un dialogo interdisciplinare. 18-19 settembre 2008 Università di Milano-Bicocca L analisi del dono risulta sempre più presente nel dibattito

Dettagli

DELF DALF ESAMI 2014-2015 IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO. www.testecertificazioni.it ITALIA

DELF DALF ESAMI 2014-2015 IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO. www.testecertificazioni.it ITALIA DELF DALF Le certificazioni ufficii della lingua francese ESAMI 2014-2015 IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO www.testecertificazioni.it IL FRANCESE UNA LINGUA VICINA PER ARRIVARE LONTANO

Dettagli

STRANIERE. Guida. breve. Ufficio didattica. Fax: 06 57338347. studentee. modulistica);

STRANIERE. Guida. breve. Ufficio didattica. Fax: 06 57338347. studentee. modulistica); DIPARTIMENTO DI LINGUE, LETTERATURE E CULTURE STRANIERE Corso di laurea triennale in LINGUE E CULTURE STRANIERE Classe L 11/Classe dellee lauree in Lingue e culture moderne Guida breve per l orientamento

Dettagli

Didattica per l Eccellenza. Libertà va cercando, ch è sì cara L esperienza della libertà. Romanae Disputationes

Didattica per l Eccellenza. Libertà va cercando, ch è sì cara L esperienza della libertà. Romanae Disputationes Didattica per l Eccellenza Libertà va cercando, ch è sì cara L esperienza della libertà Romanae Disputationes Concorso Nazionale di Filosofia 2014-2015 OBIETTIVI DEL CONCORSO Il Concorso Romanae Disputationes

Dettagli

La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati

La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati La Treebank sintattico-semantica dell italiano di SI-TAL: architettura, specifiche, risultati Simonetta Montemagni 1 1 Istituto di Linguistica Computazionale - CNR / Consorzio Pisa Ricerche, Pisa, Italy

Dettagli

Sezione I: presupposti teorici della certificazione CILS

Sezione I: presupposti teorici della certificazione CILS testo:layout 1 12-10-2009 10:31 Pagina 9 Sezione I: presupposti teorici della certificazione CILS 1.1 La CILS - Certificazione di italiano come lingua straniera La CILS, Certificazione di Italiano come

Dettagli

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA 27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia.

Dettagli

Disprassia verbale. DVE CAS Valutazione e trattamento Corso di alta formazione

Disprassia verbale. DVE CAS Valutazione e trattamento Corso di alta formazione Disprassia verbale. DVE CAS Valutazione e trattamento Corso di alta formazione Responsabile del corso: Prof.ssa Letizia Sabbadini Razionale La disprassia verbale evolutiva. La disprassia verbale evolutiva

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

C.A.P.A.C. Politecnico del Commercio e del Turismo

C.A.P.A.C. Politecnico del Commercio e del Turismo AVVISO FOR.TE 3/12 OFFERTA FORMATIVA CAPAC POLITECNICO DEL COMMERCIO E DEL TURISMO CF4819_2012 Sicurezza: formazione specifica basso rischio - aggiornamento 4 ore Lavoratori che devono frequentare il modulo

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale

Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Dall italiano al linguaggio della logica proposizionale Enunciati atomici e congiunzione In questa lezione e nelle successive, vedremo come fare

Dettagli

LICEO STATALE Carlo Montanari

LICEO STATALE Carlo Montanari Classe 1 Simple del verbo to be in tutte le sue forme Il Present Simple del verbo to have (got) in tutte le sue forme Gli aggettivi e pronomi possessivi Gli articoli a/an, the Il caso possessivo dei sostantivi

Dettagli

Cos è il BULATS. Quali sono i livelli del BULATS?

Cos è il BULATS. Quali sono i livelli del BULATS? Cos è il BULATS Il Business Language Testing Service (BULATS) è ideato per valutare il livello delle competenze linguistiche dei candidati che hanno necessità di utilizzare un lingua straniera (Inglese,

Dettagli

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying by Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying di Alberto Cattaneo Partner, Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying Ormai è diventato un

Dettagli

I beni pubblici come causa del fallimento del mercato. Definizioni e caratteristiche

I beni pubblici come causa del fallimento del mercato. Definizioni e caratteristiche I beni pubblici come causa del fallimento del mercato. Definizioni e caratteristiche (versione provvisoria) Marisa Faggini Università di Salerno mfaggini@unisa.it I beni pubblici rappresentano un esempio

Dettagli

GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER L ANALISI E IL COMMENTO DI UN TESTO LETTERARIO (Tipologia A) STUDENTE... SUFFICIENTE Punti 10.

GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER L ANALISI E IL COMMENTO DI UN TESTO LETTERARIO (Tipologia A) STUDENTE... SUFFICIENTE Punti 10. GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER L ANALISI E IL COMMENTO DI UN TESTO LETTERARIO (Tipologia A) IN (min. 5- max. 7,5) DISCRETO BUONO E (max 5) Analisi dei livelli e degli elementi del testo incompleta incompleta

Dettagli

Lessico settoriale e lessico comune nell estrazione di terminologia specialistica da corpora di dominio

Lessico settoriale e lessico comune nell estrazione di terminologia specialistica da corpora di dominio Francesca Bonin Felice Dell Orletta* Simonetta Montemagni* Giulia Venturi* (*Istituto di Linguistica Computazionale Antonio Zampolli - ILC- CNR, Dipartimento di Informatica, Università di Pisa) Lessico

Dettagli

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue

Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue Italian Il bambino sordo e il suo diritto a crescere bilingue The Italian translation of The right of the deaf child to grow up bilingual by François Grosjean University of Neuchâtel, Switzerland Translated

Dettagli

PICCOLA GUIDA ALLE OPERE DELLA SALA CONSULTAZIONE

PICCOLA GUIDA ALLE OPERE DELLA SALA CONSULTAZIONE PICCOLA GUIDA ALLE OPERE DELLA SALA CONSULTAZIONE La Sala consultazione della Biblioteca Provinciale P. Albino è organizzata secondo il principio dell accesso diretto da parte dell utenza al materiale

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE

ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE O B I E T T I V I M I N I M I P E R L A S C U O L A P R I M A R I A E S E C O N D A R I A D I P R I M O G R A D O ITALIANO - ASCOLTARE E PARLARE Ascoltare e comprendere semplici consegne operative Comprendere

Dettagli

IIS D ORIA - UFC. PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO INDIRIZZO _professionale promozione commerciale pubblicitaria MATERIA Inglese ANNO DI CORSO Terzo

IIS D ORIA - UFC. PROGRAMMAZIONE DI DIPARTIMENTO INDIRIZZO _professionale promozione commerciale pubblicitaria MATERIA Inglese ANNO DI CORSO Terzo INDICE DELLE UFC N. DENOMINAZIONE 1 Graphics U nits 1-2 2 Graphics U nits 3-4 3 Cultura e società DETTAGLIO UFC N. 1 DENOMINAZIONE GRAPHICS (Units 1-2) ASSE CULTURALE DI RIFERIMENTO LINGUISTICO COMPETENZE

Dettagli

Sintesi analitica dei Bandi di concorso 2013 per l ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie

Sintesi analitica dei Bandi di concorso 2013 per l ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie Sintesi analitica dei Bandi di concorso 2013 per l ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie Introduzione... 3 Università Politecnica delle Marche (Ancona)... 4 Università degli Studi di

Dettagli

G.U. 11 luglio 2002, n. 161 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

G.U. 11 luglio 2002, n. 161 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2002 Conoscenza e uso del dominio internet ".gov.it" e l'efficace interazione del portale nazionale "italia.gov.it" con le IL PRESIDENTE DEL

Dettagli

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ

SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ SCHEDA RILEVAZIONE DELLE ATTIVITÀ Cognome Nome: Data: P a g i n a 2 MODALITA DI CONDUZIONE DELL INTERVISTA La rilevazione delle attività dichiarate dall intervistato/a in merito alla professione dell assistente

Dettagli

Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia

Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia Legami familiari ed accesso alle professioni in Italia Michele Pellizzari, Gaetano Basso, Andrea Catania, Giovanna Labartino, Davide Malacrino e Paola Monti 1 Premessa Questo rapporto analizza il settore

Dettagli

si riunisce telematicamente il giorno 13 maggio 2015 alle ore 17.30 per la stesura della relazione finale.

si riunisce telematicamente il giorno 13 maggio 2015 alle ore 17.30 per la stesura della relazione finale. PROCEDUM VALUTATIVA DI CHIAMATA RISERVATA PER I.A COPERTUM DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE ORDINARIO AI SENSI DELL',ART. 24 CO. 6 DEL -A LEGGE N.240l2010 - PER IL SETTORE CONCORSUALE 10/G1, SETTORE SCIENTIFICO

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

Gli STRUMENTI della DEMOCRAZIA

Gli STRUMENTI della DEMOCRAZIA Fulco Lanchester Gli STRUMENTI della DEMOCRAZIA Lezioni di Diritto costituzionale comparato.-,->'j.*v-;.j.,,* Giuffre Editore INDICE SOMMARIO Premessa Capitolo I LA COMPARAZIONE GIUSPUBBLICISTICA 1. L'ambito

Dettagli

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO

LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO LE LINGUE NELL UNIONE EUROPEA IL MULTILINGUISMO Perché una questione linguistica per l Unione europea? Il multilinguismo è oggi inteso come la capacità di società, istituzioni, gruppi e cittadini di relazionarsi

Dettagli

Come realizzare una buona presentazione (traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro)

Come realizzare una buona presentazione (traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro) Come realizzare una buona presentazione (traduzione libera a cura della redazione di EpiCentro) Quando si realizzano dei documenti visivi per illustrare dati e informazioni chiave, bisogna sforzarsi di

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

Razionalità organizzativa e struttura

Razionalità organizzativa e struttura Un organizzazione è sempre compresa in sistemi più ampi Alcune parti dell organizzazione inevitabilmente sono interdipendenti con altre organizzazioni non subordinate e fuori dalle possibilità di controllo

Dettagli

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica

Università degli Studi di Parma. Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica Università degli Studi di Parma Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Corso di Laurea in Informatica A.A. 2007-08 CORSO DI INGEGNERIA DEL SOFTWARE Prof. Giulio Destri http://www.areasp.com (C) 2007 AreaSP for

Dettagli

STRUTTURA DELL ELABORATO Copertina frontespizio indice testo appendici (eventuali) bibliografia sitografia (eventuale)

STRUTTURA DELL ELABORATO Copertina frontespizio indice testo appendici (eventuali) bibliografia sitografia (eventuale) NORME ESSENZIALI PER LA REDAZIONE DELLA TESI DI LAUREA 1 (per i corsi di laurea in Lingue e culture moderne e Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale) STRUTTURA DELL ELABORATO

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE

DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE Prot. n. 21096/II/1 dell 11 giugno 2009 UFFICIO NAZIONALE PER IL SERVIZIO CIVILE DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE VISTA la Legge 8 luglio 1998, n. 230, recante "Nuove norme in materia di obiezione

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

IL BIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE AI TEMPI DELLA GELMINI

IL BIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE AI TEMPI DELLA GELMINI Commento Nel biennio tra le materie di base non compaiono Musica, Geografia, Storia dell Arte, Fisica, Chimica e Diritto, mentre materie come Italiano al Liceo classico, Matematica e Scienze al Liceo scientifico

Dettagli

Principi base per un buon CV. La struttura del Curriculum

Principi base per un buon CV. La struttura del Curriculum Principi base per un buon CV Il curriculum vitae è il resoconto della vostra vita professionale, e può essere il vostro rappresentante più fedele, a patto che sia fatto bene. Concentratevi sui punti essenziali

Dettagli

Il giardino nella macchina

Il giardino nella macchina Idee per una rilettura Il giardino nella macchina La nuova scienza della vita artificiale Claus Emmeche Bollati Boringhieri, 1996 È possibile la vita artificiale? In che modo gli strumenti offerti dalla

Dettagli