La comunicazione di marca nelle destinazioni turistiche alpine: il caso Val Gardena. RBL-Research Based Learning

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La comunicazione di marca nelle destinazioni turistiche alpine: il caso Val Gardena. RBL-Research Based Learning"

Transcript

1 Master of Tourism Management 2006/2007 RBL-Research Based Learning La comunicazione di marca nelle destinazioni turistiche alpine: il caso Val Gardena Assistente di campo Dora Tavernaro Responsabile scientifico Ernesto Rigoni A cura di Chiara Crivellaro Marco Dalla Riva Susanna Degasperi Alessandro Fregni Andrea Gelsomino Francesca Tosi Trento, 25 Giugno 2007

2

3 Sommario PREMESSA LINEAMENTI DI BRANDING Definizioni di brand e terminologia Marketing e Branding: incroci e differenze Il marketing è outside-in, il branding è inside-out Posizionamento tra marketing e branding Il brand dall azienda alla destinazione turistica Dal prodotto turistico al brand turistico Articolazione geografica del brand turistico Brand e immaginario turistico: la dimensione della scoperta Il problema della brand loyalty Dalla corporate alla community: il brand come strumento di strutturazione interna dell offerta Internal branding Il processo di creazione del brand di destinazione: dall identità alla marca Costruire l identità Sviluppare l immagine: destinazione, agenti esterni e pubblico Dimensione negoziale della comunicazione DESCRIZIONE DELLA RICERCA ED APPROCCIO METODOLOGICO Ipotesi e obiettivi generali della ricerca Struttura e strumenti di analisi PRIMA PARTE ANALISI INTERNA ANALISI DI CONTESTO Una destinazione community Sviluppo turistico di prima generazione L immagine della Val Gardena BRAND IDENTITY E RUOLO DEGLI STAKEHOLDER Indagine sul campo: obiettivi e strumenti di analisi Analisi dei risultati L immagine dei singoli stakeholder della destinazione, attraverso gli elementi che caratterizzano e rendono unica la Val Gardena Il personale sistema di brand dei diversi attori locali La personale identità di brand e la coerenza con la brand strategy definita dal Consorzio Turistico

4 Il senso di appartenenza alla valle degli attori locali, sia da un punto di vista operativo che strategico La percezione del posizionamento del brand Val Gardena rispetto ad altri brand complementari e concorrenti Il logo come elemento di branding: senso si appartenenza e soddisfazione dei diversi attori locali La coerenza tra la strategia di comunicazione dei singoli e quella attuata dal Consorzio Turistico; L immaginario del turista e la coerenza con l immagine percepita e comunicata dai diversi stakeholder SECONDA PARTE ANALISI ESTERNA: IMMAGINE MEDIATA, IMMAGINE PERCEPITA E ANALISI COMPETITIVA ANALISI MEDIA Analisi rassegna stampa Eventi in Val Gardena: l immagine mediata dalla stampa nazionale ed internazionale L immagine mediata dalla stampa sul mercato tedesco L inverno in Val Gardena: l immagine mediata dalla stampa nazionale ed internazionale Conclusioni Analisi guide turistiche Obiettivi e Metodo Risultati dell indagine ANALISI DELL OFFERTA DEI PRINCIPALI TOUR OPERATOR ITALIANI E STRANIERI Obiettivi Metodo e strumenti di analisi Il brand Val Gardena nei cataloghi dei principali tour operator: analisi dei risultati ANALISI NELLE AGENZIE DI VIAGGIO: LE RICHIESTE DEI CLIENTI Obiettivi e metodo Risultati TURISTI IN INTERNET: ANALISI DELLE PAROLE CHIAVE Obiettivi e metodo Risultati Principali parole chiave in lingua italiana Principali parole chiave in lingua tedesca Conclusioni ANALISI COMPETITIVA RISPETTO AD ALCUNE BEST-PRACTICES

5 9.1. Analisi semiotica Brand caratterizzati da segni simbolici Segni simbolici e segni iconici: Considerazioni generali Tipologie di relazioni tra marche Tipologie di località e marche Marche regionali: ruolo e peso Marche di prodotto e sistemi multimarca CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE...92 BIBLIOGRAFIA...96 SITOGRAFIA...98 ALLEGATO 1 TRACCIA INTERVISTA STAKEHOLDER ALLEGATO 2 QUESTIONARIO INVIATO ALLE AGENZIE DI VIAGGIO ALLEGATO 3 FREQUENZE DI RICERCA KEYWORD IN LINGUA ITALIANA SUDDIVISE PER CATEGORIE ALLEGATO 4 - FREQUENZE DI RICERCA KEYWORD IN LINGUA TEDESCA SUDDIVISE PER CATEGORIE ALLEGATO 5 GRIGLIA ANALISI COMPETITIVA

6

7 PREMESSA Tsm - Trentino School of Management è una società consortile formata dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, Università degli Studi di Trento. Tsm organizza corsi di formazione e master rivolti a manager ed imprenditori, a laureati e diplomati. I corsi, orientati verso forme evolute di imprenditorialità e managerialità, sono basati sulla ricerca, l interdisciplinarietà, la qualità dei metodi didattici e il confronto costante con le organizzazioni aziendali e i sistemi economici. Tra i diversi corsi annuali organizzati dall istituzione, il Master of Tourism Management si propone di formare laureati al sostegno di processi di sviluppo, gestione e marketing delle destinazioni turistiche, all interno di una logica di sostenibilità. Il rapporto con il territorio, le relazioni tra operatori turistici locali, l utilizzo appropriato delle risorse sono alcune delle tematiche approfondite lungo il percorso che si sviluppa in un ottica di sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Il Master si svolge in partnership con Trentino S.p.A, società di marketing territoriale creata dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Camera di Commercio per la valorizzazione del territorio del Trentino, e vanta inoltre altre prestigiose collaborazioni, tra le quali spiccano quelle con AITR - Associazione Italiana Turismo Responsabile, con APT Servizi Emilia-Romagna e con Turismo Torino. Gli studenti del Master seguono un percorso specifico articolato in più attività, a partire dalle docenze in aula e dalle testimonianze di esperti, consulenti e manager italiani e stranieri, proseguendo con laboratori di area, progetti di ricerca applicata e stage in azienda. L apprendimento basato sul metodo RBL-Research Based Learning caratterizza il percorso mediante un lavoro di ricerca-intervento sul campo, che nasce da esigenze concrete espresse da una committenza. In questo modo gli studenti applicano ad una situazione reale gli apprendimenti teorici conseguiti in aula sperimentandosi direttamente sul campo. Lavorando in gruppo e confrontandosi con un compito definito, gli allievi imparano a gestire le situazioni incerte e conflittuali, a negoziare i progetti di sviluppo delle aziende, a definire i contenuti progettuali. Proprio grazie alla valenza dei suoi metodi formativi, Tsm è stata individuata dal Consorzio turistico della Val Gardena come partner per l analisi della percezione del brand Val Gardena. Il progetto ha coinvolto sei studenti del Master nelle persone di Chiara Crivellaro, Marco Dalla Riva, Susanna Degasperi, Alessandro Fregni, Andrea Gelsomino e Francesca Tosi. Gli studenti sono stati coordinati da Dora Tavernaro, in qualità di assistente di campo e da Ernesto Rigoni, docente di Marketing all Università IULM di Milano e a TSM di Trento, in qualità di consulente senior. 7

8 1. Lineamenti di branding 1.1. Definizioni di brand e terminologia La letteratura specializzata fornisce molteplici definizioni di Brand: ognuna mette in risalto aspetti diversi di un concetto che è complesso ed articolato, ma allo stesso tempo immediato ed intuitivo. Il brand è la personificazione di un organizzazione, un prodotto, un servizio o un esperienza. 1 Il brand rappresenta il riconoscimento del consumatore nei confronti dell impresa e la sua relazione con essa, la somma di tutti gli aspetti funzionali ed emozionali percepiti di un prodotto o un servizio 2. Il brand agisce come una sorta di simbolo che il consumatore usa per decidere tra prodotti in competizione. 3 È la fonte primaria del vantaggio competitivo di un azienda. 4 Il tuo brand è come sei percepito dagli altri 5. In base a tutte queste interpretazioni, si possono riassumere e schematizzare alcune delle caratteristiche principali del brand: identifica un organizzazione, un prodotto, un servizio o un esperienza; rappresenta una promessa di valore; ha valore denotativo e connotativo (cognitivo, emozionale e sociale); è composto di elementi tangibili e intangibili: da un logo ad un idea; deve rappresentare l identità di chi lo produce; deve possedere una personalità; deve differenziare l organizzazione che rappresenta; è tanto più forte quanto più è riconosciuto; è tanto più forte quanto più è condiviso il significato che porta. 1 B.VanAuken, The 15 Most Important Things to Know About Building Winning Brands[2005] 2 Ibidem 3 B.Nissim, The Phantom Brand [2005] 4 Ibidem 5 D. Blumenthal, Hangups about Branding[2005] 8

9 Data la complessità dell argomento, è necessario, prima di procedere, fare chiarezza su alcuni termini che stanno alla base di un analisi di brand e che ricorreranno nei prossimi paragrafi. Brand name (nome di marca): sebbene sia spesso usato come sinonimo di brand, indica specificatamente gli elementi scritti o parlati del brand. Brand identity (identità di marca): è l insieme di tutte le caratteristiche, gli attributi ed i valori dell impresa che si rispecchiano nei suoi prodotti. È tutto ciò che l impresa vorrebbe che fosse percepito dai consumatori e, nelle sue intenzioni, deve avvicinarsi il più possibile alla brand image. La corporate identity è l espressione grafica formale della brand identity. Brand image (immagine di marca): è l insieme di tutte le caratteristiche, gli attributi ed i valori condivisi che il mercato associa ad un brand. In linea teorica, è la proiezione esterna della brand identity. Brand perception (percezione della marca): è ciò che i consumatori percepiscono del brand. Nella pratica, è difficile distinguerla dalla brand image, in quanto entrambe si riferiscono alla percezione esterna. Brand awareness (notorietà di marca): indica il grado di conoscenza della marca da parte dei consumatori. Brand equity (valore della marca): rappresenta il valore complessivo della marca e comprende tutti i suoi elementi. Brand value (valore della marca): è l equivalente monetario della brand equity, il suo valore di mercato. Logo: è la parte grafica del brand Marketing e Branding: incroci e differenze Una volta definito il significato di brand, è il caso di interrogarsi sulla natura di tale concetto: in particolare, il branding è assimilabile alla disciplina del marketing, oppure è da considerare una disciplina in se stessa? È indubbio che, se esiste, si tratta comunque di una distinzione sottile, tanto è vero che anche dalla letteratura dedicata non emerge una posizione ben definita ed unitaria. Nella pratica, poi, il branding viene spesso assimilato ad uno strumento di marketing, ed utilizzato come tale. Se non è possibile considerarle due discipline separate, si può tuttavia tentare di distinguerne alcune funzioni Il marketing è outside-in, il branding è inside-out Come osserva Jacques Chevron, branding e marketing sono strumenti di business strettamente connessi, così strettamente da venire troppo spesso mischiati 6 6 J.Chevron, Marketing v Branding - Why these two business tools should be separated[2005] 9

10 In effetti, marketing e branding hanno una radice comune, la logica di mercato, che li rende due processi collegati; questo però non significa che non possano essere distinti in alcuni aspetti fondamentali. Il branding, nella sua massima espressione, è più di una responsabilità di marketing è un processo integrativo di business. Crediamo che il branding debba abbracciare l organizzazione, intrecciando tra loro le interazioni personali, la cultura aziendale, la comunicazione, i prodotti ed i servizi. Dovrebbe riflettere e caratterizzare le decisioni aziendali, e dovrebbe guidare tutti i punti di contatto con i consumatori. 7 È evidente che, considerando questa dimensione interna all organizzazione, il branding acquisisce un ruolo ed una profondità diversi rispetto al processo di marketing. Se invece i due processi venissero assimilati, il branding risulterebbe unicamente strumentale ad un azione di marketing e non avrebbe questa profondità e questa penetrazione all interno dell organizzazione. Se il top management vede il branding come una 'funzione di marketing', il suo coinvolgimento superficiale implica una visione tattica e la diffusione attraverso l organizzazione non si concretizza.( ) Contrariamente, un organizzazione che adotta il brand come caposaldo strategico del business e ottiene accettazione culturale, emergerà con una forte identità e posizione di mercato. 8 Il branding non è quindi solo una tattica, una semplice azione del piano di marketing per raggiungere obiettivi a breve termine. Essa rappresenta una strategia, o, ancora di più, un processo continuo ed interno all organizzazione, che ne riflette la mission, ne struttura la personalità e ne definisce l identità. Il processo per cui un brand identifica il suo insieme di valori è ( ) un processo introspettivo. Il brand rifletterà la visione del proprio management, le idiosincrasie dell azienda che lo mette sul mercato. 9 Ovviamente, il risultato di questo processo sarà un brand da comunicare all esterno, su cui tarare le strategie di marketing: ecco quindi che i due processi tornano ad intrecciarsi. A questo punto, però, sono le azioni di marketing ad essere funzionali alla rappresentazione esterna del brand: esse hanno un target ed una durata definita, e devono portare a risultati misurabili in tempi spesso brevi, mentre il brand è una presenza continua, si forma e si afferma più lentamente, sedimenta nelle menti dei consumatori in conseguenza appunto di tali azioni. Contrariamente al messaggio focalizzato sul marketing, con il suo mantra sulle USP (Unique Selling Preposition), il branding è complesso per design: un brand ricco è una Gestalt fatta di messaggi multipli, associazioni e tratti caratteriali. 10 In sintesi, branding e marketing nascono da un esigenza comune e portano a risultati complementari, ma si differenziano nella fase in cui il brand diventa uno strumento di costruzione dell identità. In questo caso è da considerare alla stregua di una strategia di management, poiché è prima di tutto rivolto verso l interno. È forse su questo punto che poggia la principale distinzione con l attività di marketing, che è per sua stessa costituzione rivolta verso l esterno, in quanto indaga i bisogni e le modalità di consumo dei pubblici su cui struttura obiettivi, strategie ed azioni. 7 D.Hahn, Building a Strong Brand: The ID Branding Framework [2005] 8 B.Nissim, The Phantom Brand [2005] 9 Ibidem 10 J.Chevron, Marketing v Branding - Why these two business tools should be separated [2005] 10

11 Anche qui però, vi è un incrocio tra queste due discipline, ed è, come detto in apertura, la loro origine dalla medesima logica di mercato. Infatti, come spiega Jacques Chevron, il cliente è presente nel processo di branding perché esso è presente nella mente del management della compagnia, cosicché la visione del management rispetto ai valori del brand, dovrebbe incorporare tutto ciò che esso sa e sente a proposito del consumatore Posizionamento tra marketing e branding Un altro punto in cui marketing e branding sembrano sovrapporsi è il posizionamento. In questo caso, nella letteratura si trovano opinioni che divergono esplicitamente. Se per qualcuno il posizionamento è davvero branding 12, per altri confonderli è un errore. Da una parte esso è una delle quattro p del marketing mix. Dall altra è un elemento fondamentale della marca, in quanto indica le caratteristiche del prodotto agli occhi del consumatore e rispetto alla concorrenza. Il posizionamento è preliminare alla creazione di brand, in quanto esso avviene in base alle caratteristiche dell offerta, all identificazione di un segmento di mercato e dei suoi bisogni ed aspettative ed all individuazione di eventuali USP, frutto di una valutazione della concorrenza. La strategia di branding va perseguita una volta che è stato individuato il posizionamento, ed è, almeno in fase iniziale, proiettata più verso una dimensione interna all organizzazione. In virtù di queste considerazioni, il posizionamento appare come il punto di collegamento tra i due processi di marketing e di branding Il brand dall azienda alla destinazione turistica Nell ambito turistico, il concetto di brand non è nuovo dal momento che le destinazioni hanno sempre avuto un immagine, un nome cui corrisponde un set di valori in base a cui il turista ha sempre espresso le sue scelte. Si può quindi dire che il concetto di brand sia sempre esistito a livello implicito (di esigenza) ma che solo ultimamente sia stato reso esplicito e distinto rispetto ad una generica attività di marketing. È piuttosto evidente che quando si parla di posizionamento di una destinazione, si parla di brand. Il posizionamento reale, infatti, è quello nella mente del consumatore. È vero infatti che il posizionamento di una destinazione dipende dalle caratteristiche dell offerta, ma di fatto esso si traduce nell immagine che la destinazione proietta all esterno, o meglio nel valore percepito dal turista rispetto alle destinazioni concorrenti. Di conseguenza, nel momento in cui si parla di posizionamento, si affronta in modo più o meno consapevole la questione della marca Dal prodotto turistico al brand turistico La definizione proposta nel paragrafo di apertura (cfr.1.1) si riferisce comunque al brand applicato al suo ambito classico, quello aziendale. È evidente che tutte le caratteristiche elencate devono essere declinate rispetto all ambito turistico, che possiede peculiarità esclusive, prima tra tutte quella di non essere definibile come settore unico. 11 Ibidem 12 D. Blumenthal, Hangups about Branding[2005] 11

12 Il turismo, infatti, possiede una dimensione economica, sociale, culturale ed ambientale. Agisce in modo diffuso sul territorio, coinvolgendo settori diversi dell economia: dai trasporti all agricoltura, dall artigianato ai servizi. Per questo il prodotto turistico non può essere trattato come un semplice manufatto, un prodotto agricolo o un servizio di qualsiasi tipo, sebbene quest ultima tipologia sia quella che presenta il maggior numero di caratteristiche comuni con esso, definite da De Cheratony e Riley 13 quali: inseparabilità tra produzione e consumo, intangibilità, deperibilità, eterogeneità ( ) Tra questi, due aspetti in particolare determinano l unicità del prodotto turistico e quindi del brand nel turismo: l inseparabilità tra produzione e consumo e l intangibilità. In primo luogo, i beni turistici non vengono recapitati direttamente al consumatore, avviene anzi il processo inverso per cui il consumatore si sposta verso il prodotto. In secondo luogo, essi non sono beni tangibili, per essere usati devono essere vissuti: sono quindi beni esperienziali. Queste caratteristiche originano altrettante conseguenze. La prima è che, non potendo scegliere in base ad un esame diretto, il consumatore sceglie il prodotto turistico in base ad una rappresentazione che gli viene fornita. Tale rappresentazione non è riducibile solo all immagine in senso stretto, ma comprende gli attributi cognitivi ed emozionali legati al prodotto. L immagine, intesa come rappresentazione complessiva del prodotto ed elemento di differenziazione, costituisce quindi, a parte il prezzo, l unico strumento a disposizione del consumatore per scegliere un bene turistico. La seconda conseguenza è che, essendo i beni turistici fortemente esperienziali, sono molto più vincolati alla fruizione reale rispetto ad altri beni che acquistano valore solo in virtù della marca che li accompagna e che costituiscono perciò veri e propri oggetti-simulacro. In questo caso, quindi, i beni turistici sono forse meno condizionati dalla marca in se stessa. D altra parte, è innegabile che quello turistico sia l ambito dove l immaginario gioca il ruolo più importante, in quanto guida la percezione del consumatore, determina la sua scelta e influenza la sua esperienza di fruizione: in nessun altro caso l immagine è tanto dominante e veicola un così vasto insieme di contenuti. È vero quindi che in questo caso la marca in sé non dà valore al bene, ma è altrettanto vero che il bene dà valore alla marca: non può quindi in nessun modo prescindere da essa. Il risultato è che, seppure per ragioni opposte, la marca nel turismo è altrettanto fondamentale che negli altri beni di consumo Articolazione geografica del brand turistico C è un altra differenza di base tra la marca industriale e la marca di destinazione: la prima non è necessariamente connotata geograficamente, a differenza della seconda. La marca di destinazione non può prescindere dalla connotazione geografica, che quasi sempre ne costituisce il principale elemento caratterizzante, prima ancora che il brand name. È ovvio dire che la prima caratteristica di una destinazione è dove si trova (fatta eccezione per i cosiddetti non-luoghi); forse meno ovvie sono le implicazioni che ciò comporta in un confronto con la marca industriale. A differenza di quest ultima, la marca di destinazione deve riflettere un unità di luogo, una coerenza a livello di caratteristiche ambientali ed una collocazione geografica precisa in modo da rappresentare un luogo definito nella mente del turista. 13 De Chernatony, L. and Riley, F. D. O. (1999) Experts Views About Defining Services Brands and the Principles of Services Branding, Journal of Business Research 46:

13 Brand e immaginario turistico: la dimensione della scoperta Un altra caratteristica che distingue il bene turistico da quello industriale, ed in questo caso anche dal bene-servizio classico, è la dimensione della scoperta. Una funzione fondamentale della maggioranza dei beni e dei brand a loro associati è quella della rassicurazione: rappresentare una promessa di valore ed una successiva conferma. Un brand di prodotto, infatti, non deve soltanto costituire una garanzia di qualità: deve rassicurare il consumatore che si ritroverà esattamente quello che si aspettava. È stato detto che il brand vincente deve addirittura eccedere le aspettative, ma ciò sempre con un margine di sicurezza, nel senso che il cliente si troverà al massimo con qualcosa di più, mai con qualcosa di diverso rispetto alle aspettative. Anche in questo caso il turismo ci pone di fronte a delle peculiarità esclusive. L immaginario rappresenta una delle forze costitutive dell esperienza turistica: il turista va in vacanza guidato da immagini che inizialmente sono solo nella sua testa e che verranno confermate o modificate dall esperienza di turistica. Quest ultima è quindi un processo dinamico tra la conferma e la disconferma dell immaginario. Il punto chiave di questo ragionamento è che nel turismo non sempre la disconferma delle aspettative è un fatto negativo. Anzi, si può dire che essa sia una delle componenti fondamentali dell esperienza turistica: dal momento che il turismo non è altro che evasione, allontanamento temporaneo dalla quotidianità, deve contenere un elemento di diversità, di spostamento rispetto all abitudine. Questo può essere minimo oppure massimo, ma non può certamente essere eliminato. Né si può prescindere dalla dimensione della scoperta, intesa come processo di ricerca del nuovo e quindi generatrice di interesse. Nel turismo è quindi necessario trovare l equilibrio tra quote di spaesamento e quote di familiarità. Lo spaesamento deve essere in misura tale da generare interesse senza disorientare completamente e la familiarità deve rassicurare senza annoiare e trasformare la vacanza in routine. Si pensi a tutte le campagne promozionali di destinazioni o strutture turistiche in cui si sottolinea la capacità di stupire l ospite (per esempio: Trentino sopra le aspettative). Senza scoperta non c è stupore. Senza stupore non c è interesse. In conseguenza di ciò, la funzione del brand di rappresentare tutte le caratteristiche, tangibili e intangibili di un prodotto deve essere declinata attentamente. Per tornare a quanto detto prima, il brand dovrebbe rappresentare promessa di valore e garanzia di qualità, senza necessariamente fornire al turista una rassicurazione totale ed essere associato in modo troppo rigido ad un immagine standard. In altre parole, nel turismo un brand totalmente cristallizzato, bloccato su un esperienza di vacanza completamente riproducibile e riproponibile, comporta il rischio di comunicare scarso interesse e di essere poco attrattivo. È comunque vero che esiste il turista fidelizzato, le cui motivazioni di vacanza sono strettamente legate alla conferma delle aspettative ed all abitudine, e che tale turista è tra i più apprezzati dagli operatori in quanto rappresenta una garanzia di guadagno ripetuto. Di più, alcune destinazioni legano il proprio brand alla presenza di clientela di èlite e/o personaggi celebri: in questo caso, maggiore è la fidelizzazione di tale clientela, maggiore è la forza del brand. Ma, anche in questo caso, si rischia di rimanere imprigionati in un immagine stereotipata. Ed in nessun campo come in quello turistico è necessario fuggire dallo stereotipo Il problema della brand loyalty Una questione strettamente legata a quanto appena detto è quella della brand loyalty, cioè della fedeltà alla marca. In precedenza sono state elencate le ragioni per cui un brand turistico dovrebbe sempre rappresentare una garanzia di valore, ma non sempre una totale assicurazione su tutti i dettagli dell acquisto. D altra parte è stata considerata la necessità, come in altri contesti, di fidelizzare il consumatore al produttore attraverso il brand. Questa dicotomia non è di facile risoluzione, come anche afferma Di Cesare 14 : Il macrosettore dei viaggi e del turismo (però) 14 F.Di Cesare, Posizionamento, riposizionamento e gestione del marchio nelle imprese turistiche [2004] 13

14 presenta, dal lato della domanda, tratti fondamentali quali l elevato turnover nella scelta, che vede spesso preferite soluzioni, dunque mete, sempre nuove nel tentativo di ampliare la propria conoscenza, diversificare le proprie esperienze. Per questo motivo andrebbe affrontata con molto senso critico un analisi sulla possibilità reale di conseguire ( ) in particolare la fidelizzazione della domanda. Fornire una soluzione a questo problema appare molto difficile, quasi impossibile, se non si considerano le singole realtà e non si elabora una strategia di branding ad hoc. Questa, in effetti, pare al momento l unica via percorribile: cercare di risolvere, o ridurre, questa dicotomia in base alle caratteristiche specifiche della singola destinazione ed alle scelte strategiche di management e marketing della relativa DMO. Come spesso succede nell attività di ricerca, ci si limita qui a porre questioni più che a presentare soluzioni. Si è chiarito nei paragrafi precedenti come il branding nel turismo sia un processo inevitabile prima ancora che necessario: le destinazioni turistiche proiettano un immagine, lo si voglia o meno, specialmente se esiste un evidente perimetrazione geografica. Se non si può impedire che un immagine venga proiettata, si può però agire su quale immagine viene proiettata. Le considerazioni qui esposte dimostrano che non è un processo semplice Dalla corporate alla community: il brand come strumento di strutturazione interna dell offerta Parallelamente alle distinzioni a livello di attività economica, c è un altra differenza fondamentale da considerare. Nel turismo si ha spesso a che fare con un contesto community, radicalmente diverso da quello aziendale, o corporate. Ecco le principali differenze: la dimensione corporate non prevede che vi sia diversità di interessi all interno dell organizzazione, mentre nella dimensione community gli interessi corrispondono potenzialmente al numero degli stakeholder. Sono quindi diffusi e potenzialmente diversi tra loro, se non addirittura confliggenti; conseguenza diretta è che, a fronte di una gestione centralizzata ed a un controllo totale dell offerta nel primo caso, si abbia una gestione decentralizzata ed un controllo segmentato del prodotto nel secondo: ognuno controlla direttamente una parte limitata di offerta. Accade così che la struttura preposta alle attività di management e marketing si trova a dover assumere decisioni relative a risorse controllate dagli attori presenti nel luogo 15 La fase di integrazione, quando è presente, avviene a posteriori e non è incorporata nel processo di creazione dell offerta; a sua volta, il brand riflette questa situazione. Nel contesto corporate, l identità di marca è frutto di una decisione aziendale e viene perseguita attraverso una strategia studiata dall alto. In quello community, l identità di marca risulta dall interazione di quelle dei singoli stakeholder: è quindi complessa, potenzialmente frammentata, se non addirittura impossibile da individuare in alcuni casi. Queste differenze sostanziali fanno sì che il branding si sia affermato come un elemento costitutivo della realtà corporate, mentre in quelle community rimane ancora un concetto vago, poco sviluppato e raramente messo in pratica a livello di procedura. 15 U.Martini, Management dei sistemi territoriali [2005] 14

15 Preso atto di queste diversità, si può comunque ipotizzare che alcuni aspetti delle pratiche di corporate branding possano essere implementati con successo in una community. In particolare, una strategia diffusa ed organica di branding può risultare determinante, prima che a livello comunicativo e promozionale, in un ottica di creazione di identità ed integrazione dell offerta. A questo proposito, è interessante ipotizzare l applicazione in una community di una strategia di internal branding Internal branding Nel contesto aziendale si sta affermando progressivamente il concetto di internal branding (o organizational branding): sub-disciplina che mira, in effetti, a creare una società artificiale abitata da persone che agiscono in modo calcolato, ma in apparenza spontaneo, nel migliore interesse del brand 16. In riferimento al paragrafo 1.2.1, è evidente in questo caso come il brand non sia un mero prodotto di una strategia di marketing, ma assuma il valore di un vero e proprio strumento di management. Ovviamente, un impostazione così estrema non è proponibile in un contesto diverso da quello aziendale. Tuttavia, è interessante valutare le implicazioni che tale strategia può avere in riferimento ad un contesto community. Prima che un azienda si possa rappresentare con successo al proprio pubblico, deve prima stabilire in cosa consiste la sua individualità in altre parole, la sua identità. Sebbene in termini di marketing identità sia comunemente inteso a significare i simboli visivi di un organizzazione, un prodotto o un servizio, essa consiste di molto più di un semplice logo, un nome od un unica palette di colori. Infatti, questi elementi sono solo l espressione esteriore dell identità di un organizzazione( ). Prima che un identità possa essere espressa, quindi, deve anzitutto essere definita, e ciò richiede che un azienda esamini attentamente sé stessa. 17 La validità di queste osservazioni non può essere limitata ad una struttura corporate, in quanto appare evidente come la relazione tra sviluppo di un identità e strutturazione di offerta turistica debba costituire un elemento chiave in una realtà community. Infatti, si può considerare questo processo come un opportunità per migliorare l interazione tra gli stakeholder ed il senso di appartenenza alla community: l obiettivo deve essere la creazione di una brand identity. Quello che può sembrare un discorso ovvio (definire un identità prima di esprimerla all esterno), ha delle implicazioni molto meno ovvie, specialmente in riferimento ad un contesto community. Da questo punto di vista, il corporate branding può costituire un termine di paragone ed una bestpractice a cui una community può ispirarsi per la creazione della brand identity: dopo aver stabilito esattamente cosa già conosce su sé stessa, un impresa può ora concentrarsi sull articolazione di ciò che la differenzia D.Blumenthal, Why Branding Needs Organizational Development [2004] 17 D.Hahn, Identity-Driven Branding: Branding from the Inside Out[2005] 18 ibidem 15

16 1.5. Il processo di creazione del brand di destinazione: dall identità alla marca. Le riflessioni fatte fino a questo punto ci portano ora a considerare la marca di destinazione nella sua specificità. Il primo passo da fare è considerare cos è l identità di marca e di cosa si compone. Nella definizione di Aaker, la brand identity è un insieme di associazioni di marca uniche che rappresentano ciò che la marca indica. Queste associazioni implicano una promessa al consumatore da parte dei membri dell organizzazione. La Brand identity deve aiutare a stabilire una relazione tra la marca e il cliente generando una proposizione di valore che contenga benefici funzionali, emozionali o di espressione del sé. 19 Il destination branding va quindi inteso come un processo inside-out, che parte dalla costruzione dell identità per arrivare allo sviluppo dell immagine Costruire l identità La costruzione dell identità, a sua volta, non può prescindere dal considerare i seguenti elementi: identità dei diversi stakeholder, genius loci (spirito del luogo) ed esigenze, bisogni e preferenze del pubblico. Verso un identità partecipata: Il problema di ogni destinazione di tipo community è trovare l equilibrio tra l identità dei singoli stakeholder che ne formano il tessuto ed un identità complessiva ed unitaria. Il rischio è la schizofrenia: identità multiple che si sovrappongono creando disorientamento nei turisti e negli stessi operatori turistici che non si riconoscono o non conoscono l identità della destinazione. È necessario quindi che tutti si pongano il problema di collaborare alla definizione di un identità che rappresenti tutti senza però risultare frammentata e contraddittoria. In questo caso, la strategia di branding ha la funzione di raccogliere le caratteristiche dei singoli all interno di tratti dominanti che vadano a comporre un identità forte e ben definita e successivamente di proiettarla nuovamente su tutti i componenti della destinazione. È necessario che tale strategia sia portata avanti da un ente di coordinamento, in questo caso la DMO, che deve assumersi la responsabilità di sintetizzare l identità di marca e diffonderla presso gli stakeholder, assicurandosi che venga condivisa e partecipata. Il brand ed il genius loci: Oltre ai valori degli stakeholder coinvolti, il brand deve contenere le caratteristiche ed i tratti distintivi del luogo, quegli elementi di unicità che ne costituiscono lo spirito. Il genius loci, o ciò che rimane di esso, deve essere mantenuto e valorizzato poiché costituisce il vero elemento di unicità e differenziazione della destinazione. Il brand, nella misura in cui è anche espressione di caratteristiche intangibili, non quantificabili e legate ad una dimensione affettiva, si lega inestricabilmente allo spirito del luogo. Un brand di destinazione efficace deve contenere e rappresentare il genius loci. In definitiva, l obiettivo di una strategia di branding deve essere, come sostiene Buhalis, distillare un ampia gamma di attributi tangibili e intangibili della destinazione mantenendo i valori dei vari stakeholder coinvolti Aaker 1996, p D.Buhalis 16

17 Orientarsi verso il pubblico: Come è stato detto in precedenza, il branding si differenzia dal marketing in quanto esso è più marcatamente rivolto verso l interno. Tuttavia, è irrealistico pensare che una strategia di creazione di marca, seppure nella fase dedicata allo sviluppo dell identità, sia completamente autoreferenziale. In altre parole, non si può prescindere da una considerazione dei bisogni e delle preferenze del pubblico. È evidente il collegamento con l affermazione riportata sopra, secondo cui gli stakeholder devono sì contribuire allo sviluppo di un identità di marca con la propria visione, ma tale visione deve avere il turista come principale referente. In conclusione, lo sviluppo metodico di un identità è indispensabile per individuare le proprie risorse, la propria personalità e per stabilire come ci si vuole rappresentare all esterno Sviluppare l immagine: destinazione, agenti esterni e pubblico Cos è l immagine di marca a proposito di una destinazione? Si tratta della percezione esterna dell identità di marca o ha più a che fare con l aspetto visivo della destinazione? La risposta è: entrambe le cose. L identità, infatti, comprende anche l elemento visuale, che anzi ne rappresenta uno degli aspetti principali. Allo stesso modo, l immagine della destinazione presente nelle menti dei consumatori non comprende solo elementi puramente visivi, ma ha una connotazione emozionale e cognitiva che riflette i valori e gli attributi associati ad essa. Si può quindi definire l immagine di marca come la percezione esterna dell identità di marca che, di fatto, corrisponde all immagine che il pubblico ha della destinazione. L obiettivo ideale di una corretta strategia di branding è di far corrispondere l identità di marca che la destinazione proietta all esterno all immagine di marca percepita dai consumatori. Per capire appieno questo passaggio, occorre soffermarsi sulla natura della comunicazione Dimensione negoziale della comunicazione La comunicazione è un processo dinamico: i contenuti non vengono inviati in modo unidirezionale da un emittente ad un destinatario. Quest ultimo non si limita ad una mera ricezione, ma interpreta il messaggio, e nel farlo lo rielabora. Il messaggio è quindi la risultante del processo di codifica dell emittente e di quello di decodifica ed interpretazione del destinatario. Si può quindi dire che i due attori non si scambiano informazioni, ma negoziano significati. Entrambi hanno un ruolo attivo nella creazione del contenuto: per questo si dice che la comunicazione è un processo negoziale. Nell ambito turistico, la destinazione e l utente finale sono i due estremi di questo processo: la prima codifica un messaggio che contiene la rappresentazione che vuole fornire di sé stessa, il secondo interpreta tale messaggio secondo le proprie competenze e le proprie caratteristiche. La marca di destinazione è il risultato di questa negoziazione, alla quale partecipano anche agenti esterni. Destinazione, ovvero l immagine indotta A causa della natura intangibile dei prodotti turistici, i materiali promozionali diventano particolarmente importanti dal momento che rappresentano il prodotto, la destinazione in questione, fino all effettiva visita MacKay and Fesenmaier 1997; Sirakaya and Sonmez 2000, da A.D.A. Tasci and W.C. Gartner, Destination Image and Its Functional Relationships in Journal of Travel Research 2007; 45;

18 I contenuti vengono codificati dalla destinazione per acquisire visibilità, generare interesse, attivare il desiderio e creare o rinforzare la reputazione. Come detto, sono espressione di strategie di marketing volte a catturare l attenzione dei mercati target, ma devono anche e soprattutto rappresentare l identità di marca nel modo più fedele e completo possibile. Proprio per la sua natura particolarmente legata all immagine, alla rappresentazione invece che alla riproduzione, questo tipo di comunicazione deve essere studiata con cautela, per evitare che si discosti troppo dalla realtà. Il rischio è quello di comunicare un immagine troppo distante dall offerta effettiva e di creare aspettative esagerate nel destinatario, che si rivelerebbero insostenibili alla prova della realtà. Agenti esterni, ovvero l immagine mediata Per agenti esterni si intenderanno tutti quegli attori che intrattengono relazioni di qualsiasi tipo con la destinazione e con l utente finale: media tradizionali, Internet, ma anche associazioni di varia natura (per esempio associazioni di consumatori), figure influenti (opinion-leader) e, non ultimi, gli intermediari commerciali, quali Tour Operator, agenzie di viaggio e simili. Il loro ruolo nella formazione dell immagine non va in nessun modo sottovalutato: si è postulato che gli agenti esterni siano più influenti nella formazione dell immagine perché godono di una credibilità ed una capacità di raggiungere la massa più alte rispetto all informazione originata dalla destinazione. 22 La comunicazione degli agenti esterni è indipendente da quella della destinazione, e perciò fuori dal suo controllo diretto. Per questa sua presunta imparzialità, è spesso ritenuta più attendibile rispetto a quella proveniente dall interno della destinazione. In realtà i confini sono più sfumati, come spesso accade: i rapporti commerciali che molti degli agenti esterni intrattengono con l offerta turistica fanno sì che l immagine da essi diffusa non sia totalmente distinguibile da quella codificata dall offerta stessa. Non è facile, ad esempio, capire quanto i contenuti di un reportage su una destinazione oppure il posizionamento della stessa all interno del catalogo di un tour operator siano frutto di un giudizio di valore o rispondano a logiche commerciali. Nel secondo caso, non ci sarebbe grande differenza tra l immagine indotta dalla destinazione e quella mediata dagli agenti esterni. Pubblico, ovvero l immagine percepita Come detto,i destinatari della comunicazione sono i potenziali consumatori. Essi rielaborano l immagine in base al contesto di ricezione, alle proprie caratteristiche personali e sociodemografiche ed alle esperienze di vacanza pregresse. Per questa ragione, è molto difficile per una destinazione fare sì che il pubblico percepisca un immagine unitaria. D altra parte, bisogna considerare come ciò non sempre sia nell interesse della destinazione: essa, infatti, propone un offerta turistica articolata per attirare diverse tipologie di clienti, offerta cui deve corrispondere un immagine altrettanto articolata. Per questo motivo, una brand image eccessivamente fissata su pochi elementi, seppur ben definiti e caratteristici, non è necessariamente un vantaggio perché può precludere alla destinazione segmenti di mercato potenzialmente alla sua portata. Questo è uno dei punti più delicati del destination branding: trovare l equilibrio tra una brand image sufficientemente definita, riconosciuta e condivisa ed una varietà di offerta tale da permettere a diversi target di ritagliarsi il proprio brand personale. È ovvio che un brand che sia al contempo definito e multisfaccettato costituisce quasi una contraddizione in termini: forse l ipotesi diviene più accettabile pensando ad un interazione tra brand. Se un brand di destinazione è associato dai diversi target ad altri brand che sono in qualche modo legati ad esso, può mutuarne alcune caratteristiche, assumendo così una dimensione più articolata senza correre il rischio di perdere coerenza. Questo a condizione che i diversi brand siano tra loro associati nei diversi contesti di comunicazione in modo ordinato e logicamente giustificato. Solo in questo modo si può avere un rafforzamento reciproco 22 Gartner 1993; Gartner and Shen 1992; Hanefors and Mossberg 2002 da A.D.A. Tasci and W.C. Gartner, Destination Image and Its Functional Relationships in Journal of Travel Research 2007; 45;

19 invece che una sovrapposizione che crea confusione a livello percettivo. Proseguendo in questa direzione, si può ipotizzare un modello multibrand come strategia finalizzata ad aumentare la varietà dell offerta. In conclusione, l immagine di marca è il risultato di un processo negoziale tra la destinazione, gli agenti esterni e l utente finale. Tutti contribuiscono alla sua creazione inserendovi significati diversi in base alle proprie caratteristiche, alle proprie conoscenze ed alla propria visione del mondo. 19

20 2. Descrizione della ricerca ed approccio metodologico 2.1. Ipotesi e obiettivi generali della ricerca L inquadramento teorico effettuato fornisce una chiave interpretativa per analizzare la realtà turistica della Val Gardena in un ottica di brand. In virtù dei concetti definiti e dell analisi del contesto di valle, si possono individuare i seguenti elementi di indagine: 1. L esistenza di un identità di marca (brand identity) supportata dal Consorzio Turistico ed il livello di coerenza di tale identità con quella degli attori locali. 2. Il sistema di relazioni che intercorrono tra i brand presenti sul territorio, sia in una dimensione interna alla Val Gardena, sia in una dimensione esterna ad essa. L applicabilità del modello multibrand al contesto in esame. 3. Le eventuali declinazioni della brand image in base al mercato di riferimento (Italia, Germania, altri paesi) ed alla tipologia di turista (individuale ed organizzato). Queste problematiche vengono analizzate tramite la struttura fornita dall inquadramento teorico, con un approccio che parte dall interno per arrivare all esterno. Il lavoro di ricerca, quindi, si compone delle seguenti parti: 1. Analisi interna: brand identity ed immagine indotta 2. Analisi esterna: immagine mediata ed immagine percepita Lo scopo principale di questo lavoro risiede nella sua stessa struttura, che costituisce una proposta metodologica di organizzazione e sviluppo di una strategia di branding capace di abbracciare tutte le fasi di creazione dell offerta turistica della destinazione. Prima di illustrare nel dettaglio la metodologia e gli strumenti utilizzati, è doveroso precisare che un analisi sull immagine percepita richiederebbe anche una rilevazione campionaria sul turista frequentatore e del turista potenziale della destinazione. Tale aspetto complementare, qui indagato solo in via indiretta, potrebbe costituire l auspicabile integrazione di tale analisi. Considerata la complessità dell argomento e la mancanza di dati disponibili rispetto all oggetto di analisi, si è deciso di strutturare la ricerca indagando su diversi fronti. Come già sottolineato, la struttura del lavoro risulta in linea con i principali concetti di branding espressi all interno dei lineamenti teorici Struttura e strumenti di analisi Per quanto riguarda l analisi interna, gli strumenti utilizzati sono i seguenti: 20

Branding. Cos è e perché è così importante. Antonio Tresca, 2006

Branding. Cos è e perché è così importante. Antonio Tresca, 2006 Branding Cos è e perché è così importante Antonio Tresca, 2006 1 Agenda Definizioni: cos è il Brand Anatomia del Brand: le componenti della Brand Equity Perché costruire un Brand forte 2 Definizioni: cos

Dettagli

Formazione manageriale in Trentino

Formazione manageriale in Trentino Formazione manageriale in Trentino Linee strategiche Dal 2002 il sistema istituzionale trentino ha avviato una serie di esperienze di alta formazione nel settore turistico che, seppure in mutati assetti

Dettagli

Promuovere il territorio per promuovere il turismo

Promuovere il territorio per promuovere il turismo Promuovere il territorio per promuovere il turismo Da territorio a destinazione turistica Dare risposte alla domanda di sviluppo di un territorio A livello nazionale A livello locale Per uno sviluppo a

Dettagli

Costruendo valore per il turismo in Lombardia

Costruendo valore per il turismo in Lombardia Costruendo valore per il turismo in Lombardia Chi siamo Explora S.C.p.A. ha il compito di promuovere la Lombardia e Milano sul mercato turistico nazionale ed internazionale. La società opera esattamente

Dettagli

PERCORSI CREATIVI PER LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

PERCORSI CREATIVI PER LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DEL TERRITORIO PERCORSI CREATIVI PER LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DEL TERRITORIO WHOMADE srl via Tartini 10 20158 Milano T +39 02 89656837 F +39 178 6028554 info@whomade.it www.whomade.it NoemiSatta via Tartini 10

Dettagli

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore)

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) FOCUS: IL POSSIBILE CO-MARKETING Il focus intende coinvolgere i presidenti delle cooperative nell analisi di un possibile co-marketing. Raccogliere

Dettagli

Il Master. I destinatari e le competenze sviluppate. Il metodo formativo. Articolazione del percorso

Il Master. I destinatari e le competenze sviluppate. Il metodo formativo. Articolazione del percorso Il Master Una destinazione turistica è un luogo che offre un insieme di relazioni, prodotti, servizi, elementi naturali e artificiali, capaci di attrarre un certo numero di visitatori e di soddisfarne

Dettagli

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere MultiPiani si occupa dal 1994 di Comunicazione e Marketing strategico, rivolgendosi

Dettagli

DA LUOGHI A DESTINAZIONI TURISTICHE

DA LUOGHI A DESTINAZIONI TURISTICHE DA LUOGHI A DESTINAZIONI TURISTICHE 1 marzo 2008 IL CONTESTO STORICO Negli ultimi 20 anni l industria turistica ha aumentato la sua complessità. Dagli anni 90 fenomeni innovativi hanno modificato la natura

Dettagli

2. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO

2. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO CARTELLA STAMPA di 1. INDICE 2. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO pag. 3 3. PERCHÉ NASCE EXPLORA pag. 3 4. LA SUA IDENTITÀ pag. 3 5. MISSION pag. 4 6. APPROCCIO pag. 4 7. ELEMENTI DISTINTIVI

Dettagli

Il consorzio alberghiero e l integrazione fra tra soggetti pubblici e privati in un STL

Il consorzio alberghiero e l integrazione fra tra soggetti pubblici e privati in un STL Il consorzio alberghiero e l integrazione fra tra soggetti pubblici e privati in un STL ( a cura di Paolo Bonelli) 1) La Legge Regionale 16 Aprile 2004, N 8, Norme per il turismo in Lombardia. La nuova

Dettagli

CARTELLA STAMPA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE. Milano, 10 Dicembre 2013

CARTELLA STAMPA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE. Milano, 10 Dicembre 2013 CARTELLA STAMPA di CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE Turismo integrato, motore di Expo 2015 Milano, 10 Dicembre 2013 INDICE 1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO pag. 3 2. PERCHÉ NASCE

Dettagli

MENU SERVIZI. marketing esperienziale

MENU SERVIZI. marketing esperienziale MENU SERVIZI marketing esperienziale Le ultime tendenze e studi nel mondo del marketing e della comunie hanno decretati una sempre maggiore diffusione del Marketing Esperienziale. Un esperienza ricca di

Dettagli

Marketing delle imprese turistiche Lezione 5 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton

Marketing delle imprese turistiche Lezione 5 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton Marketing delle imprese turistiche Lezione 5 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton Gli strumenti del marketing turistico e territoriale L attività di marketing

Dettagli

Le politiche di marketing nell industria turistica. Marketing mix e marketing relazionale totale

Le politiche di marketing nell industria turistica. Marketing mix e marketing relazionale totale Le politiche di marketing nell industria turistica. Marketing mix e marketing relazionale totale Lingue e Cultura per l Impresa Economia e Gestione delle Imprese Turistiche A.A. 2007-2008 Ddr Fabio Forlani

Dettagli

1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO

1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO CARTELLA STAMPA di 0. INDICE 1. EXPO 2015: UNA GRANDE SFIDA PER IL TURISMO ITALIANO pag. 3 2. PERCHÉ NASCE EXPLORA pag. 3 3. LA SUA IDENTITÀ pag. 3 4. MISSION pag. 4 5. APPROCCIO pag. 4 6. ELEMENTI DISTINTIVI

Dettagli

La gestione della marca sui mercati esteri: brand globali e brand locali

La gestione della marca sui mercati esteri: brand globali e brand locali IL BRAND MANAGEMENT Il brand Un nome, una parola, un simbolo, un disegno o una combinazione di questi aventi lo scopo di identificare un prodotto o un servizio di un venditore o di un gruppo di venditori

Dettagli

Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica

Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica Provincia Autonoma di Trento Dipartimento turismo, commercio, promozione e internazionalizzazione tsm Trentino School of Management SMT Scuola di Management del Turismo CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO

Dettagli

Lezione: Destination Management a.a. 2008/09

Lezione: Destination Management a.a. 2008/09 Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Lettere e Filosofia Lezione: Destination Management a.a. 2008/09 Prof.ssa Claudia M. Golinelli 1 Sistema del valore per l industria del turismo Sistema

Dettagli

Introduzione al Retail

Introduzione al Retail Introduzione al Retail Lezione 14.03.13 Pio Zito MARKETING RELAZIONALE FACOLTA DI SCIENZE MANAGERIALI Il Retail etailè un sistema di vendita evoluto composto da una rete di punti caratterizzati da: SPECIALIZZAZIONE

Dettagli

Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica

Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica Il testo che segue è una sintesi della prima parte dello Science Framework di PISA 2006. Il testo definitivo sarà pubblicato dall OCSE entro il mese

Dettagli

PRIMI STATI GENERALI DEL MARKETING TERRITORIALE. 22.01.2013 Manuela de Carlo

PRIMI STATI GENERALI DEL MARKETING TERRITORIALE. 22.01.2013 Manuela de Carlo PRIMI STATI GENERALI DEL MARKETING TERRITORIALE SESSIONE 3: STRATEGIA DI MARKETING TERRITORIALE "Attori e politiche per lo sviluppo della destinazione Lombardia nel contesto internazionale" 22.01.2013

Dettagli

PERCORSI FORMATIVI PER LE IMPRESE TURISTICHE CATALOGO FORMATIVO 2014/15

PERCORSI FORMATIVI PER LE IMPRESE TURISTICHE CATALOGO FORMATIVO 2014/15 PERCORSI FORMATIVI PER LE IMPRESE TURISTICHE CATALOGO FORMATIVO 2014/15 Sommario Presentazione generale...3 1. LA QUALITA e IL MARCHIO OSPITALITA ITALIANA...4 1.1 Elementi base della qualità totale nelle

Dettagli

Modalità e criteri di segmentazione nel Corporate & Investment Banking

Modalità e criteri di segmentazione nel Corporate & Investment Banking UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE 20123 MILANO LARGO A. GEMELLI, 1 Modalità e criteri di segmentazione nel Corporate & Investment Banking a cura di: Renato Fiocca Glauco T. Savorgnani Daniela Corsaro

Dettagli

Marketing delle imprese turistiche Lezione 4 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton

Marketing delle imprese turistiche Lezione 4 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton Marketing delle imprese turistiche Lezione 4 prof. Simoni michele.simoni@uniparthenope.it Ricevimento: venerdì ore 12:00 via Acton La marca del territorio: definizione La marca, quando riferita all impresa,

Dettagli

COME GESTIRE E VALORIZZARE IL MARCHIO DI IMPRESA

COME GESTIRE E VALORIZZARE IL MARCHIO DI IMPRESA COME GESTIRE E VALORIZZARE IL MARCHIO DI IMPRESA In collaborazione con Milano, 17 aprile 2008 Questo materiale è di proprietà intellettuale di VVA-Valdani Vicari & Associati S.r.l. Non può essere utilizzato

Dettagli

Cap.5 La comunicazione di marketing. Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.

Cap.5 La comunicazione di marketing. Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb. Cap.5 La comunicazione di marketing Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.it La comunicazione di marketing: definizione Strumento di governo delle

Dettagli

PROBLEM DETECTION PROGRAM:

PROBLEM DETECTION PROGRAM: Pag.1 di 7 PROBLEM DETECTION PROGRAM: IL RUOLO ATTIVO DELLA BANCA PER CONOSCERE E FIDELIZZARE I CLIENTI Marina Mele - Luigi Riva In un settore che si caratterizza per elementi di forte dinamicità, fidelizzare

Dettagli

IL CUSTMER RELATIONSHIP MANAGER

IL CUSTMER RELATIONSHIP MANAGER IL CUSTMER RELATIONSHIP MANAGER di Riccardo Pio Campana* Come si configurava il dirigente privato nel passato e come lo si configura oggi, l obiettivo di questo lavoro è proprio quello di inquadrare giuridicamente

Dettagli

PRIMO MASTER PER L INNOVAZIONE NEL TURISMO Avvio e gestione di progetti per le associazioni turistiche

PRIMO MASTER PER L INNOVAZIONE NEL TURISMO Avvio e gestione di progetti per le associazioni turistiche PRIMO MASTER PER L INNOVAZIONE NEL TURISMO Avvio e gestione di progetti per le associazioni turistiche OBIETTIVI FORMATIVI Il Master, ideato dal Centro Studi CTS, ha l obiettivo di sviluppare le competenze

Dettagli

CORSO DI MARKETING STRATEGICO. Alessandro De Nisco

CORSO DI MARKETING STRATEGICO. Alessandro De Nisco CORSO DI MARKETING STRATEGICO Alessandro De Nisco Il Corso GLI OBIETTIVI Fornire conoscenze e competenze su: i concetti fondamentali del marketing strategico e il suo ruolo nella gestione aziendale; il

Dettagli

Sin qui abbiamo analizzato gli strumenti che servono. anche anticipatamente o parallelamente rispetto allo

Sin qui abbiamo analizzato gli strumenti che servono. anche anticipatamente o parallelamente rispetto allo UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA FACOLTA DI FARMACIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE ERBORISTICHE CORSO DI MARKETING E GESTIONE AZIENDALE MATERIALE DIDATTICO Professore di Economia Aziendale, Organizzazione

Dettagli

Marche, Il centro storico verso un nuovo modello di sviluppo integrato del territorio e dei borghi: Il progetto FERMO

Marche, Il centro storico verso un nuovo modello di sviluppo integrato del territorio e dei borghi: Il progetto FERMO Marche, Il centro storico verso un nuovo modello di sviluppo integrato del territorio e dei borghi: Il progetto FERMO L'evoluzione della domanda di turismo e le implicazioni per i modelli di offerta turistica

Dettagli

LA REPUTAZIONE AZIENDALE: UNA RISORSA STRATEGICA PER L IMPRESA. IL CASO FERRERO E IL GLOBAL PULSE 2009 LE BUONE IDEE CONQUISTANO IL MONDO

LA REPUTAZIONE AZIENDALE: UNA RISORSA STRATEGICA PER L IMPRESA. IL CASO FERRERO E IL GLOBAL PULSE 2009 LE BUONE IDEE CONQUISTANO IL MONDO LA REPUTAZIONE AZIENDALE: UNA RISORSA STRATEGICA PER L IMPRESA. L IL CASO FERRERO E IL GLOBAL PULSE 2009 LE BUONE IDEE CONQUISTANO IL MONDO Fonte: Reputation Institute LA MARCA: DALLA COMUNICAZIONE ALLA

Dettagli

Belowthebiz idee in rete

Belowthebiz idee in rete Strategia? La parola strategia è una di quelle che oggi si sentono più spesso sulla bocca di tutti, managers, consulenti, guru, ecc. Oggi è necessario avere una strategia, per essere più competitivi, per

Dettagli

Prodotto vs. Brand. Un prodotto si fabbrica. Un brand si compra (fiducia) Un brand (se ben costruito) è unico. Un prodotto si copia

Prodotto vs. Brand. Un prodotto si fabbrica. Un brand si compra (fiducia) Un brand (se ben costruito) è unico. Un prodotto si copia BRAND MANAGEMENT Prodotto vs. Brand Un prodotto si fabbrica Un brand si compra (fiducia) Un prodotto si copia Un brand (se ben costruito) è unico Un prodotto diventa obsoleto Un brand di successo vive

Dettagli

1. Il fine del sistema territoriale. 2. Le dimensioni dello sviluppo sostenibile. 3. Il significato ed il ruolo del marketing territoriale

1. Il fine del sistema territoriale. 2. Le dimensioni dello sviluppo sostenibile. 3. Il significato ed il ruolo del marketing territoriale Indice degli argomenti Convegno Qualità Ambientale e Marketing Territoriale Reggio Emilia, 22 Aprile 2009 Ambiente come strategia del marketing 1. Il fine del sistema 2. Le dimensioni dello sviluppo sostenibile

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento STRATEGIA AZIENDALE STRATEGIA AZIENDALE CONOSCENZE IL CONCETTO DI ORIENTAMENTO STRATEGICO DI FONDO (OSF) L orientamento strategico di fondo delle imprese si basa su una nozione

Dettagli

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Approfondimento

Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto. Approfondimento APPROFONDIMENTO ICT Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento OBIETTIVI, STRATEGIE E TATTICHE DI MARKETING ON-LINE: L INTERNET MARKETING PLAN ORGANISMO BILATERALE

Dettagli

APPENDICE B RIFERIMENTO AI SINGOLI ASSI STRATEGICI. Asse strategico 1 UNA STRATEGIA PER LO SVILUPPO TURISTICO

APPENDICE B RIFERIMENTO AI SINGOLI ASSI STRATEGICI. Asse strategico 1 UNA STRATEGIA PER LO SVILUPPO TURISTICO APPENDICE B I MATERIALI DI INDIRIZZO PER GLI APPROFONDIMENTI DEI TAVOLI DI CONCERTAZIONE CON RIFERIMENTO AI SINGOLI ASSI STRATEGICI Asse strategico 1 UNA STRATEGIA PER LO SVILUPPO TURISTICO Premessa Il

Dettagli

Fidelizzazione della clientela e customer care

Fidelizzazione della clientela e customer care Fidelizzazione della clientela e customer care La fidelizzazione è costituita da un insieme di operazioni ritenute utili per conservare a lungo la clientela. La fidelizzazione si attua impiegando tecniche

Dettagli

Team Building e Volontariato d impresa

Team Building e Volontariato d impresa Team Building e Volontariato d impresa LE MALATTIE RARE OGNI MINUT0 NEL MONDO NASCONO 10 BAMBINI COME TOMMASO, AFFETTI DA UNA MALATTIA GENETICA RARA. La Formazione di Valore produce VALORE Rebis e Zeta

Dettagli

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi 1 Introduzione Nel contesto attuale tutte le organizzazioni, nello svolgimento della propria attività, dovrebbero tener conto delle esigenze espresse dai differenti interlocutori sociali (stakeholder)

Dettagli

Principi di marketing turistico Prof. M. UGOLINI - a.a. 2011-12 Ripasso mirato del programma 1

Principi di marketing turistico Prof. M. UGOLINI - a.a. 2011-12 Ripasso mirato del programma 1 Principi di marketing turistico Prof. M. UGOLINI - a.a. 2011-12 Ripasso mirato del programma 1 Di che cosa si occupa il marketing? Qual è l obiettivo del marketing? Si spieghi la differenza tra consumatori

Dettagli

Studio di marketing per la valorizzazione turistica e commerciale dell alimentazione tradizionale

Studio di marketing per la valorizzazione turistica e commerciale dell alimentazione tradizionale Studio di marketing per la valorizzazione turistica e commerciale dell alimentazione tradizionale P.I.T. «Notre patrimoine, l eau, le pain, le village» Leader Plus 2000/2006 COMUNITA MONTANA GRAND COMBIN

Dettagli

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI

Psicologa, Psicoterapeuta, Antropologa Articolo scaricato da HT Psicologia PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI Project management Pag. 1 di 5 PROJECT MANAGEMENT PROJECT MANAGEMENT: CARATTERISTICHE GENERALI I motivi per cui la metodologia di project management è attualmente ritenuta uno strumento vincente nella

Dettagli

Concetti di marketing turistico

Concetti di marketing turistico Concetti di marketing turistico Introduzione Un impresa, per individuare la linea d azione che ha la maggior probabilità di portare al successo il proprio prodotto, cerca di anticipare i bisogni dei consumatori,

Dettagli

VI. LA COMUNICAZIONE D IMPRESA Per comunicazione d impresa si intende l insieme delle modalità attraverso le quali un azienda comunica se stessa, la

VI. LA COMUNICAZIONE D IMPRESA Per comunicazione d impresa si intende l insieme delle modalità attraverso le quali un azienda comunica se stessa, la VI. LA COMUNICAZIONE D IMPRESA Per comunicazione d impresa si intende l insieme delle modalità attraverso le quali un azienda comunica se stessa, la propria identità, le proprie capacità e competenze alla

Dettagli

Le collezioni si caratterizzano per una spiccata vocazione alla sperimentazione e alla ricerca. Sono ricche di dettagli che combinano un design

Le collezioni si caratterizzano per una spiccata vocazione alla sperimentazione e alla ricerca. Sono ricche di dettagli che combinano un design IL BRAND Il marchio GAZZARRINI nasce nel 1993 dall iniziativa e dall esperienza trentennale nel mondo della moda. Fin dall inizio, si distingue subito per un approccio innovativo al prodotto, tanto da

Dettagli

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni CONCLUSIONI Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera all interno di un network. Si è svolta un attenta analisi della letteratura sui network, sulle conoscenze, sulla

Dettagli

Brand Leadership e Identità di Marca

Brand Leadership e Identità di Marca Brand Leadership e Identità di Marca Alessandro De Nisco Università del Sannio Corso Marketing - 2010 LE DOMANDE DI OGGI COSA E UNA MARCA (BRAND)? QUALI FUNZIONI SVOLGE? IN COSA CONSISTE IL VALORE DI MARCA

Dettagli

Verso nuovi orizzonti della scuola

Verso nuovi orizzonti della scuola Verso nuovi orizzonti della scuola a cura di Antonia Tordella 1 Con la pubblicazione del documento La Buona Scuola, elaborato dal Ministero della Pubblica Istruzione nel settembre del 2014, si è dato vita

Dettagli

2. Il prodotto turistico? L esperienza turistica

2. Il prodotto turistico? L esperienza turistica Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 2. Il prodotto turistico? L esperienza turistica Prof. Fabio Forlani

Dettagli

Comunicazione d impresa

Comunicazione d impresa Comunicazione d impresa Lorenza Rossini Anno 2005-2006 Programma I concetti fondamentali Le aree della comunicazione d impresa Gli strumenti e i mezzi della comunicazione Il piano di comunicazione Alcuni

Dettagli

1.Che cos è e come si articola un Business Plan

1.Che cos è e come si articola un Business Plan CODINEXT 1 1.Che cos è e come si articola un Business Plan Il Business Plan per l impresa alberghiera è uno strumento fondamentale per programmare e controllare la gestione delle attività alberghiere volto

Dettagli

Il sistema turistico dell Emilia-Romagna: evoluzione, margini di sviluppo, obiettivi strategici della Regione

Il sistema turistico dell Emilia-Romagna: evoluzione, margini di sviluppo, obiettivi strategici della Regione Supplemento 1.2007 7 Il sistema turistico dell Emilia-Romagna: evoluzione, margini di sviluppo, obiettivi strategici della Regione Venerio Brenaggi* Sommario 1. Il sistema turistico regionale nella l.r.

Dettagli

STRATEGIE PER UNA GOVERNANCE COMPETITIVA DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA

STRATEGIE PER UNA GOVERNANCE COMPETITIVA DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA STRATEGIE PER UNA GOVERNANCE COMPETITIVA DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA 5 aprile 2008 COMPETITIVITA DI UNA DESTINAZIONE MODELLI DI SVILUPPO ALL ITALIANA FRAMMENTAZIONE DELL OFFERTA TERRITORIALE STRATEGIA

Dettagli

PIANO PER IL MARKETING TERRITORIALE DELLA REGIONE DI SUMADIJA- POMORAVLJA

PIANO PER IL MARKETING TERRITORIALE DELLA REGIONE DI SUMADIJA- POMORAVLJA PIANO PER IL MARKETING TERRITORIALE DELLA REGIONE DI SUMADIJA- POMORAVLJA Introduzione: le strategie di marketing territoriale L Agenzia di Sviluppo Economico della Regione Sumadija-Pomoravlja, nell ambito

Dettagli

CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI. di Confindustria

CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI. di Confindustria CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI di Confindustria 19 giugno 2014 1 Il presente Codice, approvato dalla Assemblea straordinaria di Confindustria del 19 giugno 2014, è parte integrante dello Statuto

Dettagli

Turismo di Comunità in Val di Rabbi

Turismo di Comunità in Val di Rabbi Turismo di Comunità in Val di Rabbi Sintesi del progetto Il Turismo di Comunità : definizione Il turismo responsabile di comunità è una nuova forma di accoglienza turistica, recentemente sviluppatasi in

Dettagli

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE

ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE 6 Direttore Roberto Chionne Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese Facoltà di Lingua e Cultura Italiana Università per Stranieri di Perugia Comitato

Dettagli

CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO. Tavolo 3 Risorse umane, formazione e sostegno al lavoro. Ipotesi di lavoro

CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO. Tavolo 3 Risorse umane, formazione e sostegno al lavoro. Ipotesi di lavoro Provincia Autonoma di Trento Dipartimento turismo, commercio, promozione e internazionalizzazione tsm Trentino School of Management SMT Scuola di Management del Turismo CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO

Dettagli

IL PROGETTO F.A.T.A. Parchi senza barriere

IL PROGETTO F.A.T.A. Parchi senza barriere IL PROGETTO F.A.T.A. Il progetto FATA, Formazione e Aggiornamento sui Temi dell Accessibilità, costituisce la naturale prosecuzione del Progetto Parchi Accessibili (2003-2006), del quale condivide principi,

Dettagli

Destination management. Destination management

Destination management. Destination management 1 DESTINATION MANAGEMENT Turismo e Destinazione 2 Dati questi 4 gruppi, il turismo può essere definito come insieme dei fenomeni e delle relazioni che si sviluppano dall interazione fra gli attori, sia

Dettagli

WINEBRAND il valore parte da qui

WINEBRAND il valore parte da qui BUILDING & ARCHITECTURE CONSULTANTS WINEBRAND il valore parte da qui TM Architettura / Branding / Contaminazione Ogni cantina ha una storia da raccontare, ogni vino ha un carattere unico da trasmettere

Dettagli

un Cuore Verde a Pochi Passi dal Blu

un Cuore Verde a Pochi Passi dal Blu Destinazione Turismo Interno un Cuore Verde a Pochi Passi dal Blu Corso Turismatica Prof. Paini 1 Introduzione La breve relazione intende delineare i passi base per introdurre sul mercato della rete una

Dettagli

PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO

PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO PROCESSI AUTO-ETERO VALUTATIVI E APPRENDIMENTO Intendiamo parlare della valutazione come di un processo interazionale tra un soggetto valutante ed un soggetto valutato. Trattandosi di un processo dinamico

Dettagli

COMPETENZE E INSEGNAMENTO. Dott.ssa Franca Da Re

COMPETENZE E INSEGNAMENTO. Dott.ssa Franca Da Re COMPETENZE E INSEGNAMENTO Dott.ssa Franca Da Re UN TENTATIVO DI DEFINIZIONE INTEGRATO INTEGRAZIONE DI CONOSCENZE E ABILITA DI TIPO COGNITIVO, PERSONALE, SOCIALE, RELAZIONALE PER SVOLGERE UN ATTIVITA E

Dettagli

Dal Marketing di di destinazione al al Marketing di di motivazione Tendenze di di mercato e proposte per rimanere competitivi

Dal Marketing di di destinazione al al Marketing di di motivazione Tendenze di di mercato e proposte per rimanere competitivi Dal Marketing di di destinazione al al Marketing di di motivazione Tendenze di di mercato e proposte per rimanere competitivi ALESSANDRO TORTELLI Direttore Centro Studi Turistici Firenze Via Piemonte 7

Dettagli

I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO]

I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO] INNOVAZIONE DI MERCATO E LEVA PER LA CRESCITA I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO] 1. [ INTRODUZIONE ] Capacità d innovazione e adattamento ai numerosi

Dettagli

IL FUTURO DELL AMBIENTE È NELLE NOSTRE MANI. La campagna incontra la scuola.

IL FUTURO DELL AMBIENTE È NELLE NOSTRE MANI. La campagna incontra la scuola. IL FUTURO DELL AMBIENTE È NELLE NOSTRE MANI. La campagna incontra la scuola. LA CLASSE ALLE PRESE CON LA COMUNICAZIONE AMBIENTALE Per sviluppare a scuola la campagna Il futuro dell ambiente è nelle nostre

Dettagli

Dallo Stakeholder Engagement alla Multi-stakeholder Strategy

Dallo Stakeholder Engagement alla Multi-stakeholder Strategy Dallo Stakeholder Engagement alla Multi-stakeholder Strategy I principali risultati della ricerca realizzata nell ambito del In collaborazione con Paolo Anselmi - Vice Presidente GfK-Eurisko Luglio 2015

Dettagli

ELEMENTO CENTRALE È IL RICERCATORE

ELEMENTO CENTRALE È IL RICERCATORE Significa riconoscere che la società e il sociale possono diventare oggetto di ricerca empirica. Si può realizzare essenzialmente attraverso due operazioni: quella concettuale e quella osservativa. È importante

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento LA COMUNICAZIONE LA COMUNICAZIONE CONOSCENZE La comunicazione è una delle politiche del marketing mix e può essere definita come il complesso di azioni poste in essere dall

Dettagli

1. Introduzione e struttura della ricerca

1. Introduzione e struttura della ricerca 1. Introduzione e struttura della ricerca 1. Introduzione e struttura della ricerca ABSTRACT Il capitolo introduttivo fornisce l inquadramento generale della ricerca e ne definisce gli obiettivi primari

Dettagli

Discipline e competenze

Discipline e competenze Discipline e competenze Per assistenza è possibile contattare lo staff Pearson scrivendo al seguente indirizzo e-mail: helpdesk@pearson.it oppure chiamando il numero : 0332.802251 La didattica per competenze

Dettagli

Active Value Pricing. Costruire un ponte tra due visioni della performance d impresa.

Active Value Pricing. Costruire un ponte tra due visioni della performance d impresa. Active Value Pricing Costruire un ponte tra due visioni della performance d impresa. Il Pricing: la principale leva di miglioramento della redditività Lo scenario economico in cui le imprese operano è

Dettagli

IL MOLISE D ECCELLENZA STRATEGIE E LOGICHE COMPETITIVE PER LE IMPRESE AGROALIMENTARI E TURISTICHE DEL TERRITORIO

IL MOLISE D ECCELLENZA STRATEGIE E LOGICHE COMPETITIVE PER LE IMPRESE AGROALIMENTARI E TURISTICHE DEL TERRITORIO IL MOLISE D ECCELLENZA STRATEGIE E LOGICHE COMPETITIVE PER LE IMPRESE AGROALIMENTARI E TURISTICHE DEL TERRITORIO PERCORSO FORMATIVO PART TIME E MODULARE IN COLLABORAZIONE CON MAGGIO LUGLIO 2016 CUOA Business

Dettagli

di Teresa Tardia Marketing e Vendite >> Marketing e management www.intesasanpaoloimprese.com

di Teresa Tardia Marketing e Vendite >> Marketing e management www.intesasanpaoloimprese.com IL RUOLO DEL BRAND di Teresa Tardia Marketing e Vendite >> Marketing e management Sommario Introduzione...3 Definizione di marchio...4 Che cosa rende un marchio forte...4 Marchio e pubblicità...5 Monitoraggio...6

Dettagli

STUDIO PRELIMINARE DEL PROGETTO DI SVILUPPO TURISTICO E TERRITORIALE FIEMME ACCESSIBILE

STUDIO PRELIMINARE DEL PROGETTO DI SVILUPPO TURISTICO E TERRITORIALE FIEMME ACCESSIBILE STUDIOPRELIMINAREDELPROGETTO DISVILUPPOTURISTICOETERRITORIALE FIEMMEACCESSIBILE FiemmeAccessibile 1 documentorealizzatodaprogettoturismos.r.l.dibonazzamatteo INDICE pag. 1.PREMESSA 3 2.ILTURISMOACCESSIBILE

Dettagli

I N D I C E 1 [ PRODUTTORI E DISTRIBUTORI AL BIVIO ] 2 [ LA SFIDA SI VINCE IN DUE ] 3 [ UN APPROCCIO SINERGICO ] 4 [ INSIEME PER INNOVARE ]

I N D I C E 1 [ PRODUTTORI E DISTRIBUTORI AL BIVIO ] 2 [ LA SFIDA SI VINCE IN DUE ] 3 [ UN APPROCCIO SINERGICO ] 4 [ INSIEME PER INNOVARE ] PRODUTTORE CHIAMA DISTRIBUTORE L UNIONE FA LA FORZA I N D I C E 1 [ PRODUTTORI E DISTRIBUTORI AL BIVIO ] 2 [ LA SFIDA SI VINCE IN DUE ] 3 [ UN APPROCCIO SINERGICO ] 4 [ INSIEME PER INNOVARE ] 1. [PRODUTTORI

Dettagli

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi 1 2 3 Definizione di marketing: il marketing è l arte e la scienza di conquistare, fidelizzare e far crescere clienti che diano profitto. Il processo di marketing può essere sintetizzato in cinque fasi:

Dettagli

La pianificazione turistica territoriale. rielaborazione di materiale dell'univesità di Urbino

La pianificazione turistica territoriale. rielaborazione di materiale dell'univesità di Urbino La pianificazione turistica territoriale rielaborazione di materiale dell'univesità di Urbino 1 L approccio per distretti e prodotti turistici Bisogni di base Scelta del tipo di vacanza Identificazione

Dettagli

Lab4 per l innovazione della piccola e media Impresa

Lab4 per l innovazione della piccola e media Impresa Lab4 per l innovazione della piccola e media Impresa Indice 1. CHI SIAMO... 1 1.1 I servizi... 2 1.2 I Corsi... 2 2. CMV - LA MISSION, LA VISION... 3 2.1 I risultati del metodo CMV... 4 3. PING PONG Il

Dettagli

Il turismo a Milano: le condizioni per lo sviluppo

Il turismo a Milano: le condizioni per lo sviluppo Il turismo a Milano: le condizioni per lo sviluppo 1 INDICE 1. Il turismo a Milano: da sviluppo spontaneo a destination management 2. La rilevanza della DMO per lo sviluppo della destinazione 3. Il ruolo

Dettagli

Indice. 1 La pedagogia interculturale ----------------------------------------------------------------------------- 3

Indice. 1 La pedagogia interculturale ----------------------------------------------------------------------------- 3 LEZIONE PEDAGOGIA GENERALE E PEDAGOGIA INTERCULTURALE PROF.SSA ANGELA PERUCCA Indice 1 La pedagogia interculturale ----------------------------------------------------------------------------- 3 2 Intercultura:

Dettagli

L AVVIO DELL E START UP IN ITALIA PROBLEMI E SOLUZIONI

L AVVIO DELL E START UP IN ITALIA PROBLEMI E SOLUZIONI L AVVIO DELL E START UP IN ITALIA PROBLEMI E SOLUZIONI 10 marzo 2014 UNIVERSITA NICCOLO CUSANO La strumentalità del business plan nella valutazione dei progetti Dott. Thomas Kraicsovits Studio De Vito

Dettagli

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Buone pratiche nell uso di ambienti di apprendimento collaborativo quali strumenti per favorire la creatività ed identificazione di modelli di successo nel settore metalmeccanico

Dettagli

Appunti sulle ricerche per l analisi delle performance di mercato del prodotto e della marca

Appunti sulle ricerche per l analisi delle performance di mercato del prodotto e della marca Appunti sulle ricerche per l analisi delle performance di mercato del prodotto e della marca La valutazione delle performance competitive di un prodotto rappresenta una fase centrale del processo di decision

Dettagli

MODULI ACQUISTABILI SINGOLARMENTE

MODULI ACQUISTABILI SINGOLARMENTE 735 736 738Università degli Studi di Torino MASTER IN ECONOMIA, MANAGEMENT, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEL TURISMO MASTER MINT www.mastermint.unito.it MODULI ACQUISTABILI SINGOLARMENTE Comportamento del

Dettagli

CATALOGO FORMATIVO 2016/2017

CATALOGO FORMATIVO 2016/2017 CATALOGO FORMATIVO 2016/2017 Scuola post universitaria di Studi Europei POLO DIDATTICO DI SALERNO ISTITUTO DI STUDI EUROPEI ALCIDE DE GASPERI INSTITUTE OF EUROPEAN STUDIES ALCIDE DE GASPERI Post graduate

Dettagli

Chi Siamo 1.1 Una realtà in crescita 1.2 Holidaytravelpass 1.2.1 Mission Holidaytravelpass 1.2.2 Vision

Chi Siamo 1.1 Una realtà in crescita 1.2 Holidaytravelpass 1.2.1 Mission Holidaytravelpass 1.2.2 Vision Chi Siamo 1.1 Una realtà in crescita In costante sviluppo, sempre pronta a cogliere le migliori opportunità offerte dal mercato, Holidaytravelpass si è presto consolidata anche come tour operator initalia

Dettagli

COMUNICAZIONE & BRAND IL VALORE DELLA MARCA NELLE NUOVE STRATEGIE DI VENDITA

COMUNICAZIONE & BRAND IL VALORE DELLA MARCA NELLE NUOVE STRATEGIE DI VENDITA Unione europea Fondo sociale europeo PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO DIPARTIMENTO POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO - Ufficio Fondo Sociale Europeo - Formazione continua COMUNICAZIONE & BRAND IL VALORE DELLA

Dettagli

Business School since 1967

Business School since 1967 Business School since 1967 Molte aziende importanti partecipano e contribuiscono allo sviluppo professionale delle figure che escono da questo Master. Il loro impegno accompagna gli allievi dall inizio

Dettagli

APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE

APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE APPROFONDIMENTO RISORSE UMANE Iniziativa Comunitaria Equal II Fase IT G2 CAM - 017 Futuro Remoto Approfondimento LEADERSHIP E TEAM BUILDING La soddisfazione del lavoratore A livello individuale, la gestione

Dettagli

CULTURA DEL CIBO E DEL VINO PER LA VALORIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLE RISORSE ENOGASTRONOMICHE LIVELLO I - EDIZIONE X A.A.

CULTURA DEL CIBO E DEL VINO PER LA VALORIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLE RISORSE ENOGASTRONOMICHE LIVELLO I - EDIZIONE X A.A. CULTURA DEL CIBO E DEL VINO PER LA VALORIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLE RISORSE ENOGASTRONOMICHE LIVELLO I - EDIZIONE X A.A. 2015-2016 Presentazione Il percorso formativo è strutturato, attraverso un approccio

Dettagli

Laboratorio di Didattica dell Analisi Prof. F. Spagnolo. Il problema dell inversione: dal grafico all espressione analitica di una funzione

Laboratorio di Didattica dell Analisi Prof. F. Spagnolo. Il problema dell inversione: dal grafico all espressione analitica di una funzione S.I.S.S.I.S. - Indirizzo 2 Laboratorio di Didattica dell Analisi Prof. F. Spagnolo Il problema dell inversione: dal grafico all espressione analitica di una funzione Erasmo Modica erasmo@galois.it Giovanna

Dettagli

CRESCITA DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE E NASCITA DI NUOVE TIPOLOGIE DI MARKETING

CRESCITA DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE E NASCITA DI NUOVE TIPOLOGIE DI MARKETING CRESCITA DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE E NASCITA DI NUOVE TIPOLOGIE DI MARKETING Dalla fine degli anni 70 la distribuzione commerciale italiana è stata protagonista di un imponente processo di cambiamento

Dettagli

Foto indicativa del contenuto del modulo. Materiale Didattico Organizzazione Aziendale

Foto indicativa del contenuto del modulo. Materiale Didattico Organizzazione Aziendale Foto indicativa del contenuto del modulo Materiale Didattico Organizzazione Aziendale 3 Strategia d impresa (Introduzione al problema strategico) 4 Premessa Tema caratterizzato da ampispazi di indeterminatezza

Dettagli