Pubblicato su Territori.Coop (http://www.territori.coop.it) 02 Dicembre 2015 Necci, e la crepes diventa italiana Vi proponiamo la ricetta dei "Necci", crepes rustiche e dal sapore deciso, proprio come i boschi della Garfagnana e dell Appennino Pistoiese, da cui provengono. A cura della blogger Barbara Lechiancole di Cucina di Barbara Dalla blogger di Cucina di Barbara Con il ritorno dell autunno, nei boschi degli Appennini torna il tempo delle castagne. Quando si pensa alla farina di castagne, anche conosciuta più semplicemente come farina dolce, viene subito alla mente il castagnaccio. Esiste però un dolce, se possibile, ancora più semplice e al tempo stesso versatile del castagnaccio stesso: i Necci. I Necci sono delle crepes rustiche e dal sapore deciso ma semplice, proprio come i boschi da cui proviene questa ricetta. Sono infatti una ricetta tipica toscana delle montagne della Garfagnana e dell Appennino Pistoiese. Tradizionalmente, per cuocere i Necci occorrono i testi, dei cerchi in ferro riscaldati al fuoco al cui interno viene posta la pastella, che conferiscono alle crepes la loro forma tradizionale. I Necci e le castagne in modo particolare hanno alimentato e sostenuto intere popolazioni di montagna in anni bui, quando nel 1300 interi villaggi si trasferivano verso le colline a causa di pestilenze e carestie: non a caso, questo periodo è stato definito in seguito come civiltà del castagno. Grazie alla versatilità delle castagne e della farina da esse ottenuta, un numero considerevole di famiglie viveva grazie a questo prodotto calorico. Durante questo periodo i Necci si consumavano non solo nella versione dolce, ma anche come sostituto del pane per accompagnare salsicce, affettati e formaggi.
La farina di castagne, sebbene oggi non sia molto utilizzata, è talmente poliedrica da servire per la preparazione di una notevole serie di vivande: pasta, biscotti, pane e persino una sorta di polenta. Come vedete, è davvero un alimento sorprendentemente completo. E ora un aneddoto interessante sulla castagna: lo sapevate che il suo nome cambia in base all utilizzo? Le castagne bollite con la buccia vengono chiamate ballotte perché pare fossero utilizzate per votare nel ballottaggio delle elezioni, mentre le castagne arrostite sul fuoco, o sul gas nella tradizionale padella con i fori, sono chiamate caldarroste o bruciate. Da qui deriva il nome della classica sagra toscana dedicata alle castagne: la Sbruciatata. NECCI CON RICOTTA, PINOLI E UVETTA Ingredienti (per 8 Necci) - 300 g di farina di castagne - 320 ml di acqua a temperatura ambiente - 1 pizzico di sale - 1 cucchiaio di olio di oliva per la padella per farcire: - 250 g ricotta di pecora - 2 cucchiai di zucchero - miele di castagno - una manciata di pinoli - 60 g uvetta Procedimento
In un ampia ciotola unire la farina di castagne setacciata con un pizzico di sale. Aggiungere a poco a poco l acqua, continuando a mescolare con una frusta fino ad ottenere una pastella senza grumi, non troppo liquida.
Ungere con poco d olio una padella anti-aderente del diametro di 16 cm, versarvi un cucchiaio abbondante di pastella. Inclinare velocemente la padella per estenderla il più possibile, farla cuocere 2 minuti da entrambi i lati. Una volta pronti, i Necci si staccheranno dalla padella facilmente.
Adagiarli su un piatto e nel frattempo preparare la farcia: mescolare la ricotta allo zucchero e infine unire i pinoli e l uvetta precedentemente reidratata in acqua e strizzata. Cospargere ogni Neccio di crema di ricotta ed arrotolarlo a sigaro; ungere la superficie con del miele di castagno e servire immediatamente.
Barbara Lechiancole è l autrice del blog Cucina di Barbara. [1] Ama il cioccolato fondente, il caffè nero bollente, viaggiare senza meta (meglio se in paesi lontani), vedere vecchi film, ascoltare tanta musica, essere mamma e moglie. Links [1] http://www.cucinadibarbara.com/